ANNOLVI-N.11 - 3 GIUGNO 1962
QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GR II
i problemi dello sport
VII Congresso Nazionale del Centro Sportivo Italiano
L’ITALIA
HA BISOGNO DI UN PIANO PER LO SPORT
I! Centro -Sportivo Italiano giunge al settimo Congresso Nazionale con la sua esperienza e la sua intensa attività per un periodo di tre lustri. Pochi e tanti, se consideriamo la desolante situazione della nostra nazione al termine di una .guerra che aveva arato la penisola sconvolgendola alle radici, non solo materiali, ma spirituali e morali. Quindici anni che ci hanno insegnato molte cose. Lo sport è un concreto mezzo di educazione: può essere considerato come il cinema, il teatro, la letteratura... e qual che cosa di più ancora, se si rivolge, come noi affermiamo, contemporaneamente allo sviluppo fisico e morale dei gio vani. Il mondo del lavoro si avvia verso una considerazione sempre più precisa della personalità dei lavoratori: salari ed orari rispettano sempre più le esigenze di coloro che pre stano il proprio servizio in industrie ed aziende; il problema del tempo libero può e deve essere risolto anche con il giu sto e sano impiego dello sport. Lo sport contribuisce ad una formazione sociale tanto più importante in Italia, quanto gli italiani, usciti da un triste periodo di dittatura, con fatica si ambientano ad uno spirito veramente democratico e sociale. La pratica sportiva annulla le distanze di classe, forma i giovani atleti ad una disciplina die nel rispetto dei regolamenti, degli arbitri, dei giudici, permette singolarmente una affermazione di personalità, di forza, di volontà. Lo sport può essere un mezzo insostituibile per la diffusione capillare di alcune fondamentali idee sulla formazione dei ragazzi e dei giovani di oggi. Il Centro Sportivo Italiano, nato in seno alla Gioventù Cattolica, non può dimenticare questo suo precipuo obiettivo. Ma quindici anni di lavoro, di sacrifici, di affermazioni,
di sforzi considerevoli, ci hanno anche insegnato altre cose. Oggi in Italia esistono moltissimi tifosi (il professionismo ha fatto le sue vittime peggio di una soubrette da avanspet tacolo!), podii sportivi (forse una reazione ai troppi saggi ginnici e alle spettacolari parate atletiche), scarsi gli im pianti (in genere mastodontici per le grandi manifestazioni adatte ai tifosi di cui sopra): una triste situazione che avreb be dovuto far prevedere una robusta cassa di abete e quattro ceri per lo sport italiano, se non fossero giunte a buon tempo le Olimpiadi. Si è gridato al miracolo sportivo italiano, ma alla distanza di due anni il miracolo si è rivelato la solita bolla di sapone che sta per scoppiare, lasciando una lacrima amara negli occhi di tanti che allo sport hanno dedicato la loro vita. Lo stato non si interessa di sport se non in quanto fonte di introi ti fiscali, il CONI si regge su di una legge antiquata deve si parla ancora di ’’miglioramento della razza” ed attende un regolamento organico che permetterebbe di vedere più chiaro in tante ingarbugliate faccende, le scuole mancano di palestre, anche se esistono leggi in proposito, i comuni de stinano aree sempre più vaste all’incremento edilizio senza lasciare un metro quadrato di verde adattabile ad un campo da...palline! Il miracolo sportivo se deve esserci, deve nascere dalla base, dagli sportivi, dagli atleti del Centro Sportivo Italiano che in questo VII Congresso Nazionale, attraverso i loro rappresentanti devono gridare, scendere in piazza se è ne cessario, perché tra tanti provvedimenti che i vari governi prendono per dare libri scolastici o ribassare i prezzi dello zucchero e della benzina, ce ne sia anche uno per dare agli sportivi maggiori possibilità di praticare lo sport. Corrado Biggi
LE PAGINE CENTRALI DI QUESTO NUMERO PRESENTANO I TEMI FONDAMENTALI DEL CONGRESSO NAZIONALE DEL CSI