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Stadium n. 11/1923

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Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVIII — N

Direzione ed Amministrazione

ROMA — 15 Giugno 1923

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

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T periodico sport.

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Il Congresso di Educazione Fisica Il 27 di maggio, come era stato annunziato, ha avuto luogo in Roma, nella Sala Pio VI, in via della Scrofa, l’annnunziato congresso per studia­ re il problema delia educazione fisica nei campo della scuola media. La provvida iniziativa, a cui la F. A. S. C. I. ha dato il suo largo contributo di esperienza e di volontà, le stata accolta con la più viva soddi­ sfazione da quanti, educatori e dirigenti di As­ sociazioni, dedicano le loro energie alla forma­ zione religiosa, morale e fisica della Gioventù Ita i?na, e la prova più efficace dell’importanza del Congresso si è avuta nel larghissimo inter­ vento. dei rappresentarti degli Ordini religiosi, degli istituti privati e delle organizzazioni nazio­ nali dei cattolici, nonché di moltissimi insegnanti di ogni grado. Il problema, grave ed urgente, è sta­ to trattato così in un ambiente, elevato e sereno, di competerti e le deliberazioni unanimi dicono appieno corre i cattolici — che unici, forse, pos­ sono vantare in questo campo una esperienza di decenni di faticoso ed ininterrotto lavoro — al­ tro non chiedono che l'estensione alla educazio­ ne fisica del concetto della libertà d’insegnamen­ to, accettato e difeso dal Governo attuale.

La Relazione di Padre Gemelli Apre la seduta il comm. prof. Carrara, Pre­ sidente della Giunta Diocesana di Roma, il qua­ le, a nome del comm. Colombo, assume la Pre­ sidenza del Congresso, porge ai convenuti il sa­ luto della Giunta e dell’Azione Cattolica e delie organizzazioni romane. Dopo le brevi ed applaudite parole del Presi­ dente portano il loro saluto Mons. Roveda, .a marchesa Patrizi e la signorina Barelli per l’Associazione « Forza e Grazia ». Padre Gemelli inizia quindi la sua elaborata relazione sul tema : « I cattolici di fronte al pro­ blema dell’educazione fisica », relazione della quale siamo dolenti di non poter dare che un pallido sunto. L’oratore, premesso ch’egli ha stu­ diato l’importante questione senza prevenzioni di metodo o di scuola, dice che l’educazione fisica deve sopratutto mirare a dare all’organismo uno sviluppo normale ed armonico. Esistono due scuo­ le : quella degli sportmans e quella dei ginnasti puri. Le squadre dei ginnasti lavorano muovendo ritmicamente al comando i gruppi dei muscoli; essi hanno sempre qualche cosa degli antichi atle­ ti, ili pregio più grande del loro metodo consiste nello sviluppo armonico dei muscoli. Quel che manca alla squadra ginnastica è l’e­ lemento che tenga desto nel fanciullo e nel gio­ vane l’intelligenza e lo spirito di ricerca e di iniziativa : questo carattere si riscontra invece tra gli scouts o le squadre premilitari che han meglio compreso di aver da fare con un uomo complete. Gli sportmans rimproverano ai ginna*

sti di aver introdotto in Italia sistemi non adatti alla nostra natura che ha bisog.no più di essere frenata e coordinata, che stimolata ad agire. La ginnastica trascura d’altra parte organi delica­ tissimi, quali i visceri. Lo sport offre una educazione fisica non sem­ pre armonica e seno ir.teressantisime le cifre sulla sproporzione delle masse muscolari fra gli arti anteriori e posteriori con effetti sulla circo­ lazione del sangue e sulla respirazione. L’educazione fisica deve essere attuata sotto forma di giuoco (giuoco nel senso psicologico) che investa ed occupi l’uomo completo; deve da­ re lo sviluppo armonico di tutte le parti, essere complessiva e seguire una norma ben chiara te­ nendo viva e desta l’attenzione del fanciullo. La dottrina cristiana ci mostra l’esercizio fisico dominato dalla volontà : bisogna domare questa volontà e coordinare i muscoli ai suoi scopi. L’e­ ducazione fisica è anche lotta contro l'ignavia e l’immoralità. Giuoco per gli inglesi vuol dire anche coraggio, ed è bene che il giovane si abi­ tui all’ard’re. L’educazione fisica non può essere separata dalla educazione morale : nella palestra mentre si plasmano le membra, si debbono for­ mare degli uom:ni per la vita. La educazione non è educazione se non è organica e non possiamo non considerare gli ideali de’la Religione e della Patria, base anche della formazione »fisica. La necessità della libertà s’impone anche nei riguardi della donna. L’insufficienza dei maestri di educazione fisica si manifesta nel fatto che nei manuali la bambina è considerata come il fan­ ciullo ridotto quantitativamente. Si sono dimen­ ticati che c’è una anatomia, una biologia, una fi­ siologia propria della fanciulla, che la donna de­ ve prepararsi alla maternità. Si è creato il tipo della donna in calzoncini ed è stata dimenticata la più alta missione del sesso gentile. Su questo terreno più forte sarà il dissenso con gli uomini che astraggono dalla personalità fisica e morale della donna. I cattolici vogliono formare l’uomo sotto tutti i suoi aspetti e l’educazione è il regno della in­ dividualità. Quindi chiedono la libertà che l’o­ ratore, figlio di San Francesco, invoca con lo spirito sublimemente cattolico dell’ italiano, del Poverello. Il discorso del P. Gemelli, interrotto più volte da scroscianti applausi, suscita in ultimo una ca­ lorosa ovazione.

L’on. Mauro e l’Avv. Ossicini L on. Mauro pronuncia quindi un eloquente e vibrante discorso sul « Valore del movimento sportivo nella odierna società e nella Nazione ». I giovani debbono unire la ginnastica allo sport per fortificare i corpi e educare la volontà. La ginnastica è adattissima per i bambini ed i gio­

vinetti : lo sport per i giovani. L'oratore parla sul valore nazionale della partecipazione delle squadre ai Conccrsi internazionali. La vita spor­ tiva eleva l’individuo e lo innalza sopra le me­ schine cure d’ogni giorno. L’on. Mauro plaude alla riforma Gentile ed al­ la costituzione deirEnfe Nazionale; chiede che all’insegnamento della ginnastica si unisca l’eser­ cizio sportivo nella libertà di scegliere le istitu­ zioni ; libertà che non può essere soltanto per l'esercizio di muscoli, ma per la educazione della volontà dell’animo. L’oratore chiude elevando un inno all’alpini­ sta Mons. Achille Ratti che sulla cima dei monti amava ammirare le manifestazioni di Dio. (Ap­ plausi unanimi ; l’Assemblea in piedi acclama al Pontefice). L’aiw. Cesare Ossicini parla sull’« Ente Nazio­ nale per l’Educazione fisica scolastica e la libertà di insegnamento ». La questione riguardante la educazione fisica fu avulsa dalla riforma scolastica. Il nuovo Ente destinato ad organizzare tutto l’insegnamento po­ trà portare aria e luce nel chiuso delle palestre, ma il suo compito è grave sopratutto per le riper­ cussioni che può avere nel campo dell’insegna­ mento pubblico e privato. L’Ente porta i giovani fuori della scuola e può affidarli a società sporti­ ve già esistenti. Noi conosciamo la situazione e domandiamo a quali Società il compito sarà affidato ed in quali condizioni : saranno questi enti politici o apoli­ tici, confessionali o neutri? Tutte le organizzazio­ ni sportive possono e debbono affrontare il pro­ blema, ma non ne hanno i mezzi. Ed allora, ab­ biamo l’esame di Stato, grazie alla recente rifor­ ma, chiediamo anche per l’educazione fisica la li­ bertà d’insegnamento e l’esame di Stato : non è logico ammettere la libertà nel campo della cultu­ ra e negarla in quello della ginnastica. L’educazione fisica è un problema centrale ed a nome di un Congresso che rappresenta tutte le Associazioni cattoliche d’Italia, noi chiediamo co­ me l’Autorità militare ha concesso la libertà nell’organizzare i corsi pre-militari, così sia possi­ bile a tutti preparare corsi scolastici e tutti deb­ bano presentare i giovani all’esame di Stato. (Ap­ provazioni unanimi). Il relatore presenta quindi un ordine del giorno. Il sen. Montresor, Presidente della Federazio­ ne dtegli Istituti privati, presenta fra i più vivi applausi, un altro ordine del giorno che in mas­ sima risulta compreso nel primo. Il prof. Carrara mette ai voti l’ordine del gior­ no che è approvato per acclamazione. Chiude quindi il Congresso rallegrandosi del successo e dell’importante discussione ed inviando con ele­ vate parole un devoto saluto al Sommo Pontefi­ ce Pio XI.


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