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ANNO XVII — N. li
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ROMA — 15 Giugno 1922
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Ancora il 44 Prerpilitare „? Parlare ancora di istruzione premilitare? Già, può questo sembrare a molti una vana ripetizione di parole, ma è invece una ne cessità, anche perchè nulla di veramente chia re vediamo ancora sull’orizzonte. Che fine ha fatto il famoso progetto? Sa ranno mantenute le premesse garanzie di libertà? Intanto da Milano l'ex-ministro del la guerra on. Gasparotto chiama a raccolta tutti i competenti e gl’interessati per un congresso nazionale... Ebbene oggi due cose riteniamo ancora una volta necessario affermare, due cose per noi indispensabili e senza le quali non potremmo in alcun medo aderire a questi movimenti di educazione premilitare, e cioè la libertà d'azione per tutti, e il carattere negativamente militaristico dei corsi. Per quanto riguarda libertà d'azione ci siamo già in. passato occupati a lungo dell’ar gomento e ci basta qui riportare le conclu sioni a cui altra volta siamo giunti, sicuri che su questo' punto ben poco ci sia ancora da dire, e cioè : Nel campo dell’educazione fìsica, sia sco lastica1 sia extra-scolastica ampia libertà di movimenti a tutti. Garanzie dello Stato con esami speciali agli alunni delle scuolè pri vate o paterne, e creazione di una speciale Commissione che incoraggi, sostenga e svi luppi l’educazione fìsica in tutti i campi e in tutte le classi sociali. Sopra tutto facilitazioni economiche e aiuti finanziari. Per i corsi premilitari. Diritto di tutti gli enti che siano nell’orbi ta costituzionale e diano affidamento di serio indirizzo morale e civile di eseguire i corsi premilitari. Il Ministero della Guerra stabi lirà, seguendo in parte le disposizioni provvi sorie in vigore, i criteri base per il loro fun zionamento. Premio a tutti gli enti che hanno eseguito i corsi predetti in proporzione del numero dei giovani che abbiano vinto la prova fina le, la quale dà diritto al brevetto militare. Il brevetto militare sarà il documento ba se che permetterà ai giovani, quando saran no chiamati alle armi, di usufruire di tutti quei vantaggi di cui si fa cenno nel progetto da noi esaminato. Questo nelle sue linee generali il nostro pensiero circa la nuova organizzazione fisica in Italia e la preparazione della gioventù alle armi. Siamo sopra un terreno di libertà che di fende i diritti di tutti senza nessuna esclu sione e senza nessun monopolio.
Difenderemo con tutte le nostre forze que sto programma che è il solo capace, per i principii a cui è ispirato, di garantire il più grande diritto di un popolo : la libertà.
*** Per quanto riguarda invece l'istruzione premilitare vera e propria come metodo e come pratica applicazione di principi gene rali, non sembra che ci siano ancora idee molto chiare. Una corrente vorrebbe disci plinare questa, istruzione in modo, da prepa rare non solo fisicamente, ma anche tecni camente i giovani alle armi, e perciò crede necessario dare ai corsi un. carattere spicca tamente militare, regolato, vigilato, control lato' dall’autorità militare... Ebbene, no! Noi non siamo di questa corrente la quale per de ogni giorno terreno in Italia. Ecco infatti quanto scriveva in proposito il Popolo Romano nel marzo passato : Ma lasciamo andare, per carità, i pro grammi di insegnamento militare a base di regolamento di disciplina, di servizio terri toriale e di regolamento di esercizi, istru zioni noiose, pesanti, aride e che non per sono avere altro risultato che quello di svo-‘ gliaire la gioventù italiana e smozzarne ogni entusiasmo. I giovani devono essere educati lietamen te, con giochi all'aria aperta, con gare, con corsi e premi per modo che accorrano agli esercizi di educazione fisica come ad una festa. Ora le istruzioni teoriche sul regola mento di di ciplina' e sul servizio territoria le, le lunghe ore di piazza d'armi non sono certo fatte per divertire specialmente quan do si tratti di giovanetti di 16 anni! Non ne abbiamo abbastanza degli infelici risultati della istituzione del tiro a segno? Eppure, dopo tutto, la scuola di tiro è meno noiosa della piazza d’armi! Per conseguenza abolizione delle prove di tiro a segno nei corsi. Questo è infatti un. punto importantissi mo. Le autorità militari si preoccupano di
dovere affidare ad enti diversi, qualche vol ta a base politica, i fucili dell’esercito per paura che questi possano anche divenire domani armi contro la patria. Sta bene, dun que, non date a nessuno i fucili, ma riser vate l'istruzione con l’arma al periodo vero e proprio del servizio militare. Questa1 è la sola e logica via d'uscita: la parte più deli cata della istruzione militare non deve lo Stato affidarla a nessun ente, ma deve riser varla a sè, esclusivamente. Fatto questo... -tutto è più facile e più semplice : si tratta solo in fondo di educare fisicamente, razionalmente le nuove genera zioni ! Opportunamente diceva « L'Epoca » in un ponderato articolo del 19 maggio che: Ben venga adunque l’educazione fisica ed il paese abbia culto per essa, perchè ci preparerà cittadini robusti e buoni soldati. Ma si bandisca ogni idea di istruzione mili tare specifica. Per l’esercito basta che gli inscritti, di leva siano ragazzi robusti, forti, agili, ardimentosi, che sappian saltare, cor rere, volteggiare, nuotare, ascendere mon tagne senza fatica, che sieno abili nella lot ta, nella box, nel gioco del calcio, negli esercizi ginnastici d’insieme, che sien ido nei in una parola a fronteggiare serenamen te le fatiche rudi della vita militare. Questi giovani impareranno spontanea mente e in breve tempo gli esercizi mili tari e nulla si opporrà a che il Ministero con ceda loro gradi, scelte d’arme e riduzioni (brevi di ferma.
*** Ancora una volta adunque, alla vigilia di congressi e di discussioni alla Camera, ab biamo detto apertamente il nostro pensiero su questa dibattuta questione premilitare. Vogliamo sperare che dopo tanto travaglio si possa finalmente approvare una legge che al di sopra dei partiti e degli interessi par ticolari. tuteli e difenda senza restrizioni di libertà gl’interes-i di tutti e perciò e soltanto per ciò gl’interessi della patria. R. d. A.
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LA REDAZIONE.