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Stadium n. 11/1918

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Periodico Sportivo Officiai por gli atti della F. A. S. C. I. anno xin - n. il

NON SI FANNO ABBONAMENTI

ROMA — 24 Novembre 1918 — ROMA

Ogni numero per Roma e Distretto L. 0.10 Italia e Colonie L. 0,15 — Estero L. 0,S0 Arretrato Cent. 15

Si pubblica l’ultima domenica del mese Direaione ed Amniiniatr *zioua

KOMA - Via della Scrofa, 70 - KOMA

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CONGRESSO ANNUALE. — Si conferma quanto è già stato deciso dal Consiglio Direttivo Federale nella seduta dell’8 ottobre u. s. e pubbli­ cato nel n. 10 dello Stadium. Il Congresso annuale della F. A. S. C. 1. avra luogo, secondo il consueto, alla Sede Federale, Via della Scrofa 70, nel giorno di domenica,8 dicembre. Alle ore 8 i sigg. Congressisti assisteranno ad una messa letta, nella Ven. Chiesa Parroc­ chiale di S. Agostino, adiacente alla Sede. Alle ore 9 sarà aperta la seduta ed i lavori non saran­ no sospesi prima delle 12,30. L’ordine del giorno è, senza varianti, quello pub­ blicato nel N. 10 dello Stadium. * * * La rapida, impreveduta conclusione della guer­ ra, così gloriosa per l'Italia nostra, imprime al­ l’imminente Congresso un carattere di impor­ tanza capitale. Esso inizierà quel periodo del DO­ POGUERRA, di cui si è tanto parlato, e.che deve rappresentare per noi la ripresa del salutare no­ stro lavoro in prò della gioventù cattolica ita­ liana. Ci conceda il Signore che questo primo atto della vita federale rinnovata sia reso, dal con­ corso volonteroso dei nostri amici, proporzionato alle grandi esigenze dell'ora che volge. ■ IL CONSIGLIO DIRETTIVO.

Scberna. di lavoro ri e ! prosai m o anno 5919 Qualche primo sintomo di attività si è affac­ ciato nel nostro ambiente in questi ultimi tempi, come per avvalorare le speranze di una buona ripresa di lavoro. A Roma i ginnasti della nostra Società anno partecipato con molto onore alle gare sportive nello Stadio Nazionale ; a Genova il Circolo San Giacomo e quello di S. Margherita di Marassi anno promosso importanti riunioni ginniche e cal­ cistiche ; in Asti, per iniziativa della nostra « Ful­ gor » un vigoroso programma « polisportivo » à trovato soddisfacente esecuzione. Da Milano ci scrivono di volersi dedicare con zelo indefesso a! ritorno dei bei tempi dei Concorsi internazio­ nali. Tutto questo dimostra che la nostra gioventù se, federalmente parlando, sembra aver sospeso quasi ogni movimento, dà però fin da ora segni di vita, e di vita rigogliosa. Questo nonjè per noi che un semplice incoraggiamento, ma tenuto conto che i fatti accennati si svolsero proprio nel periodo ultimo della maggiore attività di guerra, se ne può dedurre con fondamento che appena i nostri dirigenti saranno tornati alle sedi abituali, un lavoro progressivamente importante potrà es­ sere senz’altro ripreso. Ciò posto il nostro schema di lavoro pel 1919 sembra già delinearsi molto realizzabile, nel mo­ do seguente : y Approvate più o meno integralmente ed in li­ nea di esperimento, le nuove proposte di Sta­ tuto e di Regolamento, dovrà essere prima cura della sede centrale di riallacciare, servendosi de­ gli antichi elenchi, i rapporti con le società fede­ rate rimasti interrotti già da lungo tempo. Un primo lavoro di questo genere potrà essere favo regione per regione, da appositi corrispondervi lo­ cali., i quali potranno fare così una preparazione adequata pel periodo susseguente. Quest) laverò di preparazione potrà essere secondato e rinfor­ zato anche dalla Sede Centrale con l’invio di cir­ colari a tutte le Società già federate td agli Isti­ tuti ai quali essi appartenevano, invitandolii a dichiarare se possono e vogliono riprendere il movimento interrotto. Durante questo lavoro, che porterà necessariamente qualche mese di tempo, si verranno attuando

temporaneamente le comunicazioni ferroviarie si vadano riordinando e ravviando allo stato normale. Avvenuto questo rassetto, sarà il caso di intra­ prendere un viaggio circolare per tutta Italia, se­ guendo l’itinerario tracciato dalla ubicazione delle antiche società, e prestabilito da.apposito carteg­ gio molto accurato, per raccogliere le nuove ade­ sioni e riformare senz’altro le nostre falangi.

Questo mi pare possa essere il piano di nostra attività per l’immediato dopo-guerra, che potrà an­ che essere esaurientemente discusso particolareg­ giato e perfezionato nel prossimo Congresso., se questo, risentendo la benefica influenza dei tempi nuovi, riuscirà differente da quello dell’anno scorso. MARIO DI CARPEGNA.

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NOSTRE RIFORME ®

Pubblichiamo ben volentieri le seguenti osser­ vazioni di D. Torello Simonelli, nella speranza che esse possano giovare ad una esauriente discus­ sione pel prossimo Congresso. Siamo dispiacenti che l'imminenza del Congresso medesimo e la ristrettezza dello spazio non ci consentano di con­ trorispondere che in parte Geniale ed opportuna è stata a mio avviso l’idea di riformare il nostro organico, e molte delle ri­ forme introdotte hanno un vero senso di realtà. Ho detto molte, perchè nonostante le buone in­ formazioni e spiegazioni fornite dall’ottimo nostro presidente generale, alcune di esse, nelia pra­ tica applicazione incontreranno difficoltà non po­ che. Ad un mese, o meglio Ja giorni dal congresso annuale mi sia permesso lire alcune critiche be­ nevoli clic io~ oottopongù «lià osservazione" degli amici tutti, perchè possano essere studiate al con­ gresso. Le dividerò a gruppi. I. — Delegati Regionali

La creazione dei D. R. in luogo dei presidenti regionali è opportuna, a mio^ avviso, per quelle regioni nelle quali non esiste Unione Regionale non nelle altre. Il Delegato Regionale ha, è vero, maggiori poteri del Presidente Regionale, ma ciò se può lusingarne l’amor proprio, riesce a danno delie società, in quanto le priva della facoltà di eleggere il loro capo immediato e sottrae ad esse per la più gran parte il controllo sull’opera del Delegato. Questi, poi, solo se lo crede, può farsi coadiuvare da un Consiglio Regionale, che ha fa­ coltà di formarsi come meglio desidera. E’ una formazione questa che urta e non poco le società le quali amano avere alla direzione persone di loro scelta. Il potere dei Delegati Regionali sarebbe a mio credere troppo autocratico. La cosa potrebbe con­ ciliarsi : 1) devolvendo la nomina al Consiglio Cen­ trale su terna presentata dalle società della Re­ gione unite in U. R. e lasciando ai Consiglio Di­ rettivo la facoltà di scelta quando la terna non ve­ nisse presenta a tempo. 2) obbligando il D. R. a riconoscere l’U. R. già esistente o di costituirla se mancante. IL — Tassa federale e proventi

Altra osservazione riguarda la riforma finan­ ziaria. Essa riesce assai più gravosa alle società e di nessun vantaggio ai Delegati Regionali, i qua­ li anzi per essa vengono privati dell’unico cespite di rendita. 1. Riesce più gravosa alle società. —■ Quelle che ne guadagnerebbero sarebbero le società poco numerose. Col Regolamento ora in vigore ogni società paga L. 12 annue, ivi compreso il bollettino. Colla riforma invece le società sono tenute a pa­ gare il bollettino, il cui abbonamento non sarà cer­ to inferiore a L. 3, più cent. 25 per ógni socio al! 'epoca del censimento. Ora le società che hanno meno di 40 iscritti vengono a pagare annualmente meno deile L. 12 (40 per 0,25 uguale a L. 10) e quelle che ne hanno di più possono arrivare a

Si dirà che la quota di L. 0.25 per ogni socio attivo esisteva già... nel vecchio regolamento. E’ vero., ma io vorrei conoscere quante erano le so­ cietà che la versassero. E’ meglio sopprimere i cent. 25 che la quota annuale fissa. E’ meno fa­ stidiosa per tutti. Si dirà che i 25 cent, dovrebbero essere pagati dai soci stessi. Vero, ma se questi debbono pa­ gare la quota mensile di società e la licenza, co­ me si può costringerli a pagare altra quota sia pure di pochi centesimi ? I soci per la maggioranza della società sono già sufficientemente quotati, sen­ za che ci sia bisogno di gravarli ancora. 2. Di nessun vantaggio ai Delegati Regionali. Domando se sia possibile, dopo che le società hanno pagato l'abbonamento al Bollettino e i 25 centesimi per ogni socio, se sia possibile gravarle ancora di altra quota pei Delegati. Regionali. Per , logica di cose, no. E allora dove prenderà i fondi il D. R? il nuovo regolamento destina ai D. R. i tre quarti dei proventi dei soci isolati della Re­ gione. Ma questi non sempre ci sono. Si dirà che il regolamento tende ad eccitare l’attività a procurarli. Ma è possibile pretenderlo dal D. R.? No, perchè è già troppo l’esigere da lui l’attività nel campo sportivo perchè si debba costringerlo a cercarsi i mezzi economici per mandare innanzi l’U. R. Inoltre potrà trovarli nella propria città; ma nelle altre? Nonostante le conoscenze, la sua influenza è limitata alle società. Incontrerà quindi ostacoli non lievi. Rendiamoci ragione delle cose. I delegati regio­ nali Sono il più delle volte dei volonterosi che sottraggono delle ore al loro lavoro e talvolta al sonno, con evidente loro danno. Come pretendere che vadano a cercare in mezzo ad infinite diffi­ coltà i soei isolati, dato che la prestazione della loro opera è del tutto volontaria? Nè possono ser­ virsi dell’opera delle società. L’esperienza mi ha dimostrato che nulla c’è da ripromettersi dalle società. Ecco la loro risposta : « Ma già cerchiamo per noi, chè non andremmo innanzi, come pos­ siamo cercare per il D. R? ». Questa la risposta delle società, ed ecco la ri­ sposta, salvo rarissime eccezioni, degli individui interpellati : — Sono già tanti i bisogni locali, ai quali diamo l’aiuto che non possiamo imporci nuo­ ve iscrizioni. — E questa è esperienza del sotto­ scritto, il quale pure, modestia a parte, non manca di attività, ed ha cercato prima della guerra il mag­ giore sviluppo sportivo nostro nella regione. Al niente, adunque, son sempre da preferirsi le poche lire fisse che precedentemente venivano assegnate ai Consigli Regionali. A compensare il maggior fastidio che il Consiglio Direttivo federale deve avere per riscuotere le quote si aboliscano i terzi ed i quarti, e di tutte si faccia a metà. Si aumenti magari di qualche cosa la quota per sop­ perire alle maggiori spese del bollettino, ma sia qualche cosa di fisso e di stabile sul quale si possa contare.

III. — Programma tecnico. Sono diverse le osservazioni da fare intorno al programma tecnico. 1) abolizione dei grandi attrezzi. — Non comorfìndn nerP-hè .SÌ3_ fiotn loro.,intPrn netraniemn Al-


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