Periodico Sportivo Officiale per gli atti della F". A. S>. O. I. ANNO XVI -- N. U-12
Si pubblica il 15 e il SO elei mese
ROMA — 15-30 Giugno 1321
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Quando nelle basse spiaggie d'Italia, nelle maremme desolate, nei campi brulli e senza vento scende l’estate pesante e affaticata, quando nelle grandi città, nuovi forni crematori, dove le piccole oasi verdi si perdono e rendono più vivo il bagliore del sole sulle strade bianche, sui muri riarsi, quando un desiderio infinito d’aria e di liberazione mi invade l’anima, al lora ritorno nostalgicamente sulle belle vette dei nostri monti, sui picchi giganti, nell’immensa poesia dei pascoli alpini7Jiella frescura rigeneratrice delle nevi e dei ghiacciai. O giovani, lasciate le nostre tombe di • fuoco e salite, salite in alto verso i cieli di cobalto, verso la purezza e la vita ! e cantate col poeta : Oh gioia sana al cor questa ignorata ascensione dell'anima a le paci solitarie.
Di tutti gli sport questo è il più bello, il più grande, il più sano. Mentre sulle vie assolate e pien di polvere passano i poveri ciclisti come in una apoteosi bianca, arsi, madidi di sudore, abbrutiti dalla fa tica e dalla luce; mentre sui palcosce nici dei teatri gli atleti studiano il modo di lottare e rompersi le mascelle per gua dagnare la vita e il pubblico, sotto i ventilatori cigolanti risente sul viso l’a ria calda e piena di fiati che gli toglie il respiro, mentre sui campi di foot-ball corrono, corrono dietro un pallone due squadre di giovani sudati, slombati, con gli occhi velati e ogni tanto qualcuno rimane al suolo stecchito per i colpi e per la fatica e l’arbitro fischia e il pubbligo grida : mentre le macchine pulsano nei circuiti di gara e vertiginosamente, anime invase da follia, sfiorando il suolo si lanciano in una corsa e nelle curve strette sobbalzano e spesso invece che alla meta vanno incontro alla morte, mentre tutto questo fanno gli altri sports, l’alpinismo solleva le forti giovinezze in
alto con una fede e una speranza nuova e le abbevera all’infin’to. Lassù:
dove più libera e selvaggia è la natura, più s'apprende al core il disdegno e l'oblio di quanto rive e muor nel mondo... Non la miseria della piccola vita, non le cure di ogni giorno, non la fatica per la fatica senza ideale » senza luce vuole la gioventù d’Italia. Non è fatta questa gioventù che sente ancora naturali ed ir rompenti gli aneliti di tutte le speranze, per strisciare sulla terra, umile verme umano, per passare senza infamia e senza lodo fra le verdure delle città e la polvere delle campagne ; no, questa gioventù ri nata alla vita, purificata dall’amore e dalla rinuncia è fatta per le vette immacolate, per le ascese aspre ma che conducono sempre più in alto verso i cieli ! Là deve giungere questa giovinezza nuova, dove
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L. 5.— » 10.— » 3.—
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O amici lettori, non avete sentito nulla leggendo queste povere note affrettate ma che erompono dal mio cuore come il canto di una giovinezza ? Non vi è nato il de siderio di provare la grande gioia della fascinatrice montagna o di tornare an cora una volta a gustare una delle eb brezze più alte e più pure della vita ? Se nulla, nulla hanno saputo destare in voi le mie parole è segno che non amate lo sport che sa le bellezze ideali, ma amate la inutile fatica che non agli angeli vi avvicina ma ai bruti... e allora ha ragione il poeta che solitario :
lenta e solenne pel silenzio alpina lancia la sua voce senz’eco.
R. d. A.
MOVIMENTO FEDERALE Corso monitori del Lazio.
Domenica 12 giugno nei locali della Società « Esperia » in via degli Zingari da i silenzi dell’effuso azzurro si è tenuto in Roma il corso dei moniesce nel sole l'aquila... tori del concorso nazionale. Vi hanno preso paate i rappresentanti E quando nell’opere buone e feconde, delle Società seguenti : Esperia, Vis, Spes, nell’attività meravigliosa e serena, por Laurentina, Excelsior, Splendor, Aventerà essa la gagliarda forza di una virtù tina, Cynthianum, Ponte, Plures, ecc. ignorata, griderà jl mondo e chiederà : Presiedeva il Delegato Regionale Av In che remota alpe s'attinge vocato Cesare Ossicini, il quale aperta la il perpetuo vigor che sì t'incalza ? riunione e portato il saluto della F.A.S.C.I. a tutti gli intervenuti, iniziò subito pra Oh divina poesia dei monti e delle nevi ! Oh grande ideale di purezza e di ticamente la illustrazione del programma. Fece vedere come il criterio di chi ha forza, chiama a raccolta dalle basse valli compilato il programma fu appunto quello i pigri e gli ignari perchè vengano in di dare a tutti modo di partecipare e più alto e guardino la distesa dei clivi on deggianti, le acque rapide e bianche per di figurare onorevolmente. Illustrò ogni balze alpine e in fondo lontano l’ampio singola gara e ogni speciale caratteristica delle norme fissate. Sopra tutto s’intrat riflesso del mare I tenne sopra alcune piccole varianti con Oh, V Alpi eterne, oh i culmini faticati dai venti ! cordate con il Prof. De Simoni e da .questi ampiamente spiegate nel corso dei Moni Oh, dei deserti pascoli la verde immensità, tori di Milano. e de le nevi il fascino, e l’inno dei torrenti, Seguì dopo il Prof. Montiroli il quale che pel vasto silenzio cupo s’inalza e va !... fece una dettagliata dimostrazione degli Poesia eterna, poesia della natura ! esercizi elementari e collettivi, tenendo