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Stadium n. 10/1964

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J PRESIDENZA RAZIONALE VlÄl tato

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Stadium e sport QUINDICINALE DEL CSI

I PROBLEMI DELLO SPORT * ANNO LIX - N. 10 - 31 MAGGIO 1964

GR II

possono

aiutarsi entre i grandi

M

campioni, specialmente in questi mesi di attesa olimpica stanno compiendo parti­ colari allenamenti sulle rosse piste di ogni cam­ po d’Italia, i Criterium Studenteschi di atletica leggera ritornano alla ri­ balta per affermare anco­ ra una volta la validità di una giusta impostazione dei programmi per l’edu­ cazione fisica e sportiva nella scuola. E’ forse bene ricorda­ re che nei lontani anni del ’46-’47 lo sport entrava nella scuola, diremo, in modo clandestino e solo il Centro Sportivo Italia­ no si preoccupava perché questa attività fosse sen­

tita da chi aveva la re­ sponsabilità di dare alla scuola stessa una nuova visione dell’educazione fi­ sica e sportiva. Sono passati molti anni e lo sport è entrato nella scuola con una forza ina­ spettata, anzi possiamo dire che oggi le grandi fe­ derazioni puntano molto sulla scuola come se que­ sta avesse esclusivamen­ te da preoccuparsi delle varie discipline sportive. La scuola italiana soffre ancora oggi di inadeguati programmi e soprattutto dell’assoluta mancanza di attrezzature idonee salvo che per l’atletica leggera. Molto è stato scritto a proposito dello sport nel­ la scuola. Riteniamo che

la scuola abbia una sua funzione specifica nel campo dell’educazione e dell’istruzione e questa funzione non può assolu­ tamente essere integrata da altre attività se non nel giusto dosaggio che dia la possibilità ai giova­ ni di poter assolvere ai lo­ ro doveri di studenti per essere domani gli uomini della nuova società. Lo sport, come tante volte è stato detto, è sen­ z’altro una validissima componente dell'educa­ zione del giovane e come tale va usato senza arri­ vare ad eccessivi agoni­ smi o ad assurde pretese che la scuola possa risol­ vere tutti i problemi, spe­ cialmente nel settore pro­

pagandistico, che assilla­ no oggi lo sport italiano. A questo va aggiunta la assoluta indispensabilità che il giovane possa sce­ gliere liberamente l’atti­ vità sportiva che mag­ giormente può soddisfare le sue esigenze psico-fisi­ che: non può essere co­ stretto a praticare disci­ pline che sono contrarie ai suoi sentimenti e alle sue capacità. Ecco quindi il grande compito che spetta alla scuola e che la scuola può assolvere attraverso l’in­ segnante di educazione fisica che oggi può vanta­ re di essere non solo un insegnante di ginnastica ma un ottimo preparatore di giovani che vogliono

avviarsi a qualsiasi disci­ plina sportiva. E’ un com­ pito questo molto difficile e molto arduo: però la scuola è in grado di assol­ verlo, anche se a tutt’oggi gli impianti sportivi so­ no quanto mai carenti. La scuola, già tanto be­ nemerita nello sport, sia­ mo certi che continuerà in questa azione di for­ mazione delle coscienze sportive dei nostri giovani i quali devono tenere sem­ pre presente che lo sport può entrare nella loro vi­ ta nella quantità esatta da non impedire l’assor­ bimento di tutti gli altri doveri che il giovane ha verso se stesso, verso la fa.miglia, verso la società. Lorenzo Borghi

Anche se la scuola dovrà inevitabilmente dimensionare le ore di educazione fisica, passi avanti possono essere compiuti anche localmente perché i ragazzi si appassionino allo sport non solo come componente fisica della loro educazione, ma anche come elemento rilevante per una formazione completa dell’individuo. Le manifestazioni sportive, volute e organizzate dal CSI per la scuola, come il CRITERIUM STUDENTESCO, possono dare un valido contributo a questa formazione.

RIMINI

Mentre vi giunge il nostro giornale, a Rimini si stanno svolgendo le fasi nazionali dei cam­ pionati di pallacanestro, pallavolo e calcio: la settimana riminese del CSI si presenta come una delle più interessanti manifestazioni agonistiche di dilettanti, ventiquattro squadre di calcio, pallacanestro e pallavolo, selezionate in fasi provinciali, regionali e interregionali si daranno battaglia sui campi e nelle palestre della città adriatica: giovani leve che si affer­ mano nei nostri campionati e che, come sempre, potranno andare a fornire nuova linfa e nuovo spirito anche in campo federale.


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