caro papa giovanili
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i problemi dello sport
ANNO LVII - N. 10
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GIUGNO
1963
adesso che sei in Paradiso devi ascoltarci. Non abbiamo avuto la fortuna di parlare con te perché tu eri tanto in alto e avevi tanto da fare. Adesso però che sei in Paradiso devi proprio ascoltarci. Sono passati più di quattro anni da quando il buon Dio ti ha scelto tra i suoi Apostoli come ’’Pietro’’ per guida re la sua Chiesa. Allora pochi di noi ti conoscevano e nessuno avrebbe imma ginato le cose grandi che hai saputo fare. A me è piaciuto il tuo volto. Il tuo vol to è piaciuto a tutti i bambini, a tutte le mamme, a tutti i papà, a tutta la gente che soffre; forse perché nel tuo volto c'era una parte di noi. I tuoi occhi erano semplici come quelli di un bam bino, le pieghe della tua bocca erano profonde come quelle della gente che pena, il tuo sorriso era dolce co me quello di una madre, la tua fronte era pensosa co me quella di un padre, la tua voce era forte come quel la di un giovane. Forse non abbiamo capito le altezze misteriose ed ispirate della tua mente, ma con te il mon do ha incominciato a sperare nella pace e nella bontà. Con te le bocche malvage si sono chiuse, gli sguardi di odio si sono raddolciti, le mani tremanti di vendetta si sono distese. Nessuno si è sentito chiudere la porta in faccia. Nessuno ha sentito il bisogno di scappare da ca sa: perché la tua casa era la casa di Dio e Dio fa sor gere il sole sopra i buoni e sopra i cattivi. Tu hai aperto la porta della tua casa a tutti senza chiedere la carta d’identità e non hai mandato la Polizia per controllare i passaporti a coloro che attraversavano la tua frontiera. Adesso che sei in Paradiso e puoi ascoltarci, noi ti diciamo grazie, gra zie a nome di quelli che credono e di quanti non credono. Grazie a nome di quelli che amano e di quanti non sanno più amare... Grazie a nome di quelli che sperano e di quelli che sono ormai disperati: perché tutti ti debbono qualcosa. I bambini hanno imparato come si pos sa rimanere limpidi... come il cielo, per tutta la vita. Le mamme hanno imparato come si possa amare senza fine, senza fine. I papà hanno imparato come si debba intensamente operare perché nella loro casa regni l’amore di Dio. 1 vecchi hanno imparato come ci si possa consu mare e poi morire, felici, nella pace di Dio. Adesso che sei in Paradiso ti chiediamo l’ultimo favore: parla tu con il buon Dio e cerca di con vincerlo perché ci mandi un altro ’’Pietro" buono come te; e ritorni Gesù di nuovo sulla terra come è venuto con te. Molti di noi hanno bisogno di toccare con le loro mani il vólto di Dio. Ci sono malati da guarire, sani da riconfortare. Ci sono molti ciechi che aspettano le mani di Dio per vedere. Ci sono molti morti che aspettano la paróla di Dio per resuscitare. Adesso che sei con Dio non ci dimenticare ma seguita a vogL lerci bene perché noi abbiamo bisoano del tuo grande cuore. là \
QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO 5ped. in Abb. post. - gr. Il
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FINALI PALLACANESTRO
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ECCO IL RUGBY, RAGAZZI Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti SILVIO BETTOCCHI Direttore responsabile Pubblicazione Iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma In data 14-1-1956 Stampatore Tumminelll Città Universitaria - Roma
DON NICOLA