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Stadium n. 10/1924

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T A f periodico sport.

d 1 A D1U M Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

ANNO XVIIII — N

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ROMA — 30 maggio 1924

Conto corrente postale

Per l’avvenire dei premilitari C’è in Italia una questione di somma im­ portanza, che interessa non solo il Governo c il Ministero della Guerra, ma tutta la na­ zione e anche, perchè l’esperienza lo ha di­ mostrato, le organizzazioni ginnastiche e sportive; la questione dei premilitari. Non è qui il caso di parlare del passato, dire per quali fasi si è giunti, in fatto di istruzione premilitare, alle presenti condi­ zioni, perchè è storia recentissima e da tutti vissuta. Oggi, se pur non sempre nella pratica i principi generali che disciplinano i corsi pre­ militari sono applicati e rispettati, si vive — sembra quasi strano — in un regime di li­ bertà. Tanto vero che dalla F. A. S. C. I. in molte parti d’Italia si sono tenuti regolar­ mente e con onore i corsi premilitari, • cosi da averne lode dalle Autorità Militari e da cttenere, non facile vittoria, la designazione di molte squadre alle gare nazionali, come ora a Firenze. Anzi, per trovare un paragone adatto, quando si è dibattuta la lunga questione della educazione fìsica nella scuola media, si è fatto riferimento a quanto accadeva per i corsi premilitari, sembrando a tutti che in questo campo si fosse raggiunto veramente il punto giusto nell’interesse dello Stato e delle private organizzazioni. Ora però, pur non sembrando la cosa di carattere urgente, tanto che si dovranno fra poco iniziare i corsi speciali estivi, si ac­ cenna da più parti a future nuove disposi­ zioni che secondo il nostro mcdo di vedere lederebbero i principi della presente libertà e lancierebbero l’istruzione premilitare nel campo infido delle organizzazioni di parte. Chi segue infatti le vicende della vita po­ litica italiana avrà appreso come sia intenzio­ ne del Governo, per normalizzare il Faese, di trasformare la Milizia Nazionale, inseren­ dola, fino a dove e come sarà possibile, nell'Esercitq, e affidare ad essa compiti parti­ colari e speciali. Sul modo e sul come si dovrà effettuare questa trasformazione, e sui compiti suddetti si è parlato già nella stampa quotidiana. E’ vero che un comunicato ufficiale ha rite­ nuto necessario smentire notizie inesatte pei

non pregiudicare l’avvenire, ma è pur vero che qualche cosa di nuovo c’è. E questo qualche cosa è appunto quello di affidare alla Milizia Nazionale il compito della istruzione premilitare e post-militare. Noi senza sottintesi e senza giri di parole diciamo apertamente: No! Lo diciamo oggi, quando ancora nulla è deciso e quando ancora qualche cosa si può fare, sicuri di interpretare il pensiero di una grande maggioranza che non è sola del no­ stro campo. Senza entrare nel merito delle future tra­ sformazioni della Milizia Nazionale, che è e rimarrà fatalmente una milizia di parte, per­ chè le origini non si possono e qui anche non si \oglicno uccidere, e perchè il giorno che la camicia nera sparisse, sparirebbe la Milizia Nazionale, noi non possiamo am­ mettere che in questo campo e per questa materia si crei un altro monopolio. Siamo riusciti ad ottenere dalle Autorità Militari la concessione di fare da noi, in casa nostra, i corsi premilitari e non vogliamo as­ solutamente, di nuovo riaffidare ad altri t nostri giovani. Quando si parla di educazione non è possi­ bile parlare di adattamenti e di mezze mi­ sure. La gioventù ha bisogno di speciali in­ dirizzi morali e religiosi per non cadere, per vincere le dure battaglie contro le passioni e contro il mondo, per non perdere il patri­ monio della fede. Inutile qui ridire per la ennesima volta le difficoltà della organizzazione dei corsi pre­ militari ; dei rapporti fra ente ed ente ; della impossibile conciliazione degli orari festivi dei corsi e delle funzioni religiose, dei dubbi logici sulla capacità educativa dal punto di vista morale dei futuri istruttori ecc. ecc. C’è una conquista di libertà che non può essere annullata così per opportunità parti­ colari, per trovare lavoro ad organismi ana­ cronistici in paesi civili, e che debbono avere un solo Esercito, come hanno un solo Re ed una sola Bandiera. Ci si accuserà di fare della politica ciò scrivendo? E sia: quando' si tratta di difen­ dere la gioventù nostra da possibili pericoli, quando ci si vuole impedire un’opera onesta, leale, patriottica di educazione giovanile per

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altri fini e per altri scopi che non sono quelli, o solo quelli, di dare alla patria futuri sol­ dati forti e valorosi, noi abbiamo il diritto di dire francamente il nostro pensiero. E non è la prima volta. R. d. A.

Le passeggiate E’ risaputo che le passeggiate scolastiche cosuituiscono la migliore attrattiva della ginnastica educativa, oltre a dare in generale un rendimen­ to di sviluppo organico migliore e socialmente utile. Esse si differenziano grandemente dagli stessi giuochi, che sono pure tanto accetti e graditi alla gioventù. Basta osservare quanti al giuoco prefe­ riscono starsene in disparte; quanti invece, pur prendendo parte al giuoco, v’impiegano così po­ ca volontà e così poco slancio, che sono segnati e dito dai compagni ; quanti altri ancora dopo di aver affrontato ostacoli e vinti in diversi momen­ ti gli avversari, si confessano improvvisamente stanchi e sono in realtà impossibilitati a conti­ nuare. A continuare il giuoco, ad accogliere mal volentieri il « fine » dell'insegnante, non restano che pochi, una piccola minoranza in confronto della grande maggioranza di allievi che sono sta­ ti in disparte, che hanno giocato poco volentieri, che hanno cessato di giuocare prima che termi­ nasse il giuoco. Gli stessi giuochi quindi non riescono a rac­ cogliere quell’umanità di consensi eh'è facile in­ vece ottenere per le passeggiate, e non ci offrono quella qualità di resistenza fisica, di volontà, di tenacia che sono garanzia per riuscire meglio e più sicuramente tanto nello studio quanto nel la­ voro delle arti e dei mestieri. E’ quistione di psiche. Nelle passeggiate ed escursioni tutti i temperamenti, dai collerici ai sanguinari, dai melanconi­ ci ai flemmatici, si accomodano facilmente e ne traggono un tale benessere che l’organismo av­ verte con un senso di piacevolezza anche dopo la passeggiata. Perchè tanto benefizio sita1 possibile e generale, è necessario però che anche le passeggiate siano sempre contenute entro termini brevi e regolate da norme igieniche prestabilite ed inderogabili. Il voler trascinare le scolaresche per intere giornate — tanto per dire cogli allievi che si è fatta una lunga passeggiata - - è lo stesso che ab­ dicare alla nostra funzione educativa, equivale a trasformare la passeggiata scolastica, che deve basarsi unicamente su criterii igienici ed istrutti­ vi, in un vero strapazzo fisico e morale, precisamente come succede per gli sports a lungo an­ dare. L opinione pubblica - che pure segue tanto di malavoglia e peggio gli sforzi che si vanno compiendo ne! campo della ginnastica scolastica, perchè possa rendere di più e riuscire sempre


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