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ANNO XVIIII — N
9
ROMA — 15 maggio 1924
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Per discendere farete presto, anche troppo presto ! Come in sogno; sulla candida superficie della neve, senza scossa senza strepito fogge .via la slitta lieve... R. d’A.
i piedi dei buoni borghesi, abituati neje piccole Quanti di coloro che trascorrono la vita mono calzature di morbide pelli- e cioè giudicare a tona nelle città tra la nebbia, l’acqua ed il fan colpo d’occhio la praùcabi.ità delle strade, dei go, piccoli esseri perduti negli infetti alveari usentieri e qualche volta, dei semplici scoscesi miani, hanno saputo ascendere in una giornata pendìi, calcorare le velocità, non aver timore del d’inverno le pendici di una montagna per vivere la nebbia, della neve, della tormenta. liberamente una nuova vita ? A questo punto molti si sentiranno accappo La statistica sarebbe cosi sconfortante che non nare la pelle; diamine, la tormenta! Ma dunque vale la pena di farla; più utile forse è dire una R. d’A. ha detto chiare parole a tutti gli enti in montagna si corrono pericoli? parola che suoni ammonimento, che sia sprone che sono uniti sotto la sigla F.A.S.C.l., ha par Non si spaventino i buoni lettori che lo sport ai pigri ed agli infingardi perchè alfine si desti alpino, meno le scalate ai grandi colossi delle lato a tutti i federati dello spirito di disciplina. no dal loro sonno. Io ho la ferma persuasione che lo spirito di di Alpi, non presenta mai seri pericoli. Certo an Ad essi potrebbe essere di scusa il detto latino sciplina ci sarà solo quando si sarà formata una dare lungo le pendici di una costa nevosa non << ignoti nulla cupido », è vero, ma e anche ve coscienza federale sia l'umile ginnasta come l'e è lo stesso che camminare sopra un morbido tap ro che se non per aver provato almeno per asponente massimo de. movimento; coacienza che peto. ma è appunto qui il grande vantaggio, ia ver sentito dire, qualche cosa come un deside forma un legame indissolubile e che sarà la base vita vera, sotto il vento, sotto 1 acqua, nel sole, rio di vedere, di conoscere, di sapere dovrebbe granitica del nostro edificio. la vita che fuori di tutti i convenzionalismi so essere germogliato nel loro cervello. I protagonisti migliori, di questo spirito fede ciali ritorna nella libertà del suo ritmo. Tutti i più grandi pensatori, tutti i più gran rale devono essere i componenti . consigli Re Ne ha tanto bisogno la nostra gioventù di vita di artisti che l'umanità ha prodotto, hanno pro gionali e i Dirigenti le società che devono for libera, ha tanto bisogno di uscire all'aperto per vato innanzi agli spettacoli della montagna una mare co! Consiglio direttivo la leva potente del trovare una boccata d'aria dove non navighino impressione così profonda, che hanno in molte mov mento sportivo cattolico italiano. Si deve milioni di bacilli avvelenati. guise cercato di esprimere. saper fare sacrificio dei proprio io a beneficio Badando di questo magnifico sport, molto po Quintino Sella fondò il Club Apino Italiano del movimento, sacrificare le proprie vedute e co praticato dalla classe operaia, così scriveva per fare dell’alpinismo un elemento di educazio vederle integrate da quelle generali, ricordarsi un medico : ne fisica e morale, perchè egli ben sapeva che ed emulare lo spirito di sacrificio che anima i « Non è nell’ambiente fumoso dell osteria che il fascino grande della montagna gli sarebbe sta fondatori della F.A.S.C.l. i muscoli si esercitano ed i polmoni si espan to leva potente. • Come formare lo spirito di disciplina, una co dono in più ampie inspirazioni ed il muscolo Tutte le anime che hanno sentito la bellezza scienza federale ai nostri ginnasti, ai nostri gio cardiaco si rintonaca con più preste rivoluzioni, delle cose grandi, che hanno pensato sgomente vani sportivi che si affacciano allo sport attra e l'occhio impara a spaziare e vigilare e 1 anima all’infinito leopardiano ed hanno a volte provato verso le nostre modeste società? e lo spirito ad affratellarsi ed indulgere, ma è in la necessità di salire fisicamente e moralmente Ecco l'importante quesito al qua.e si dovrebbe alto, sui monti, dove un bagno di aria, di luce in alto, una volta giunti sulla vetta di un monte tutti rispondere, tutti recando il proprio contri e di soie ci fa più forti e più buoni ». vi ritorneranno, e ripeteranno con Giovanni Rubuto. Esporrò il mio modesto pensiero certo che Ber noi, adunque, che abbiamo messo a capo skin : « Le’ porte della montagna mi dischiusero non sarà solo ma altri si uniranno e si farà cosi saldo del nostro programma di azione la vera e« una vita nuova, che non avrà fine, se non alle una selezione per poi battere in proposito la: via ducazione fisica, è un dovere far convergere gli « porte di quel monte dal quale non vi ha rimigliore. sguardi di tutti i nostri giovani verso gli alti pic « torno ». Si dovrebbe spiegare ai nostri giovani il per chi candidi e silenziosi dove aleggia una nuova, Giovanni Bertacchi il poeta che ha saputo co grande poesia. E' un dovere spronare, incorag chè dell’esistenza'della F.A.S.C.l., il suo scopo, sì bene raccogliere le voci alpine esclamava : il suo fine, la diversità sostanziale delle nostre giare tutte le società a praticare questo sport, « Chi nelle alte valli, vedendo i piccoli vil manifestazioni dalle altre, l’alto valore morale che tanti altri ne racchiude in sè, per rendere laggi raccolti coi loro tetti spioventi intorno al più forti, più sani, più buoni i giovani insegnan della tessera federale che per ogni ginnasta, ogni campanile acuminato, tanto modesti e devoti sot sportivo cattolico non è un semplice cartellino do ad essi per quante infinite vie questa nostra to ]e grosse coltri di neve, non vi ha lasciato, che si stacca per partecipare a questa o quella vita vale la pena di essere vissuta. La vita del passando, un po’ dell anima sua ? Chi sostando la montagna è gioia e i giovani debbono deside gara ma è il legame che unisce loro giovani ad a cena dentro i tepidi alberghi, non ha pensato rare la gioia ; lo stesso Darwin sulla sommità altri giovani di lontane regioni che formano non alla gioia tutta intima di trascorrere le lunghe una debole schiera ma un formidabile esercito delle Ande esclamava : « Bassammo un giorno invernate lassù, intento a placidi studi, fra il ca che fa dello sport un mezzo per il perfeziona sulla cima del monte ed io non provai mai più der delle nevi che avvolge la vita come un si mento morale oltre che a quello fisico. dopo quella, una gioia che le si potesse para lenzio visibile? ». Quello sarebbe un primo passo, un lavoro co gonare ». * * * . stante, che va svolto con tenacia e con fiducia Correte alle Alpi, alle montagne, o giovani nella Divina Brovvidenza da dirigenti che senta buoni, salite per gli alpestri sentieri imparando Ma per godere la bellezza della montagna, per no ardere in sè una fiamma viva per quella gio come, dice Dante, a far sì che le ascensioni costituiscano una vena ventù che si vuol vedere migliore, più pura, più Prendere il monte a più lieve salita reazione dei muscoli e del cervello, aprano la cristiana di quello che ce la dà la famiglia, 1 at attingete le alte vette e spaziate lo sguardo 'on mente, ossigenino i polmoni è necessario impa tuale società. Ma per alimentare questa fiamma, rare lo sport più semplice, ma anche più dif tano sul piccolo mondo che piange, soffre, la per creare questi apostoli, per formare questi vora, e spesso, troppo spesso, odia e si immer fìcile. vincere gli ostacoli e salire. propagandisti che come nelle grandi e tentacolari ge nel male; lassù vi sentirete migliori, più vi Bisogna adunque cominciare a saper cammi città dove lo sport è professione è trucco è affa nare in montagna, cosa non molto agevole per cini a Dio!
Coscienza Federale