Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
ANNO XV — N.« 9
ROMA — 15 Maggio 1920 — ROMA
ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA
CONSIDERAZIONI Noi seguiamo modestamente, da questo pic colo foglio di battaglia, le grandi vicende dello sport e della educazione fisica in Italia per essere pronti all’azione e guidare se pos sibile nella buona strada il nostro movimento. Una parola quindi dobbiamo dirla dopo il grave fatto sportivo che ha avuto casi dolo rose ed inaspettate conseguenze in una riden te città della nostra spiaggia tirrena. Ed af fermiamo subito, contro le altrui insinuazioni, che la colpa non è dello sport. Anche il giuoco del calcio ha la sue grandi virtù della educa zione e della disciplina. Non si deve dare quin di colpa allo sport se una folla briaca pren de occasione da un incidente sportivo per iscenàre un esperimento bolcevico : e però ne cessario dalle conseguenze risalire alle cause e se sarà possibile eliminarle. *** C'è intanto un dato di fatto: lo sport co-me è oggi praticato nel mondo non educa, spesso anzi giunge a fini opposti. Non è questa conseguenza dello stato psicologico del la guerra ; già prima il doti. Hofbaner nella rivista « Die Kòperliche Erzichung » faceva una precisa disanima di quelli che egli chia mava i misfatti dello sport. In Baviera esiste tuttora una disposizione per la quale il giuoco del foot-ball è escluso dai giuochi della ginnastica educatica. In un dotto articolo del. giornale Berliner Tageblatt il prof. Nicolai studia l’influenza degli Sports sul cuore. Come medico riprova la frenesia dei records, come pedagogista e fisiologo li condan na e li dichiara assolutamente riprovevoli per gli scolari. Egli dice sopratutti nocivi la boxe, l’alzare gravi pesi, la lotta, e diversi esercizi agli at trezzi. Consiglia il canotaggio, il nuoto, la marcia. Mi scrivevano pochi giorni fa, alla vigilia degli avvenimenti di Viareggio, alcuni amici di Pisa lamentando le tristi condizioni in cui oramai si giuocava a foot-ball in Toscana, af fermando che il più delle partite finivano in aspri diverbi e in volgari invettive, quando il coltello o la pistola non facevano il loro in gresso ! Conseguenza : Zo> sport non educa. So che questa verità suonerà male a molti orecchi, ma nessuno potrà contestare la realta dei fatti. Ma voglio essere logico e giungere fino in fondo: perchè .lo sport non educa? Perchè è affidato non a persone che sappiamo la dif ficile missione di preparare i giovani alla vita, ma a persone tecnicamente competenti, mo ralmente nulle. Risaliamo alle cause, abbiamo’ detto, ed ecco che un semplice sguardo alle vicende
sportive odierne ci pone dinanzi il più arduo, difficile problema dei nostri tempi: educare. Per impedire, adunque, i misfatti dello sport due sono i mezzi : a) distinguere nettamente lo sport pro fessionistico a grande stile dallo sport più sem plice e più facile che deve essere, come lo è difatti, un potente mezzo di educazione. b) non dimenticare, per la vera e com pleta educazione dei giovani, che gli esercizi fisici e gli sport sono tanti e che anche la ginnastica ha diritto di cittadinanza nelle no stre società. Noi Italiani, che dovremmo andar superbi d’aver fatto assurgere la ginnastica a dignità di disciplina eminentemente educativa, for matrice di caratteri, non sappiamo liberarci dalla inveterata e deplorata abitudine di trop po ammirare ed imitare usi... ed abusi stra nieri. So che, ahimè!, entriamo in un campo dif ficile e spinoso e che non tutti saranno del mio avviso : ma un importa. Si deve a qua lunque costo con la disciplina e con l’ordine preparare la nuova generazione ad • ssere t.r te n oralmente e fisicamente. Lo Stato, una volta tanto possiamo mvo cario, deve entrare in questo campo ; pur ammessa la più larga autonomia e la più ampia libertà delle singole iniziative, non è possibile che si lasci in balìa di .incompetenti la salute della gioventù. E’ possibile che in Italia vi siano leggi che restringano la li bertà d’insegnare fino al punto di impedire a persone patentate di aprire scuole e di esercitare la loro professione e poi si lasci in piena anarchia l'educazione fisica in modo che qualunque imbecille o disonesto possa, magari con ia noncuranza dei genitori, stor piare i ragazzi e esporli a tutte le conse guenze di sports o pericolosi o inadatti? Lo sport del giuoco del calcio oggi dege nera non solo moralmente.... ma anche fi sicamente. Distinguiamo nettamente la pro fessione dalla ricreazione, il giuoco dal me stile e discipliniamo i metodi educativi e gli educativi. Lo Stato deve stabilire, es è necessario, a quale età si può fare o no imo sport e se una società spediva deve essere diretta da un depravato o da un teppista o da. un edu catore. Si dice che il mondo cammina : sarà; ma cammina moto ma’e Nel campo della edu cazione g.emanile mentre abbiami' leggi ti ranniche. pe ia formazione mentale, abbia mo piena marchia nel camp > fisico. Io ritorno indietro negli anni e leggo con un profondo senso di nostalgia le parole di Ippocrate : la salute perfetta risulta da un giusto e costante equilibrio tra l’esercizio muscolare e l’educazione. R. d’A.
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Parole sincere A proposito della lettera pubblicata nell'ul timo numero dello « Stadium » abbiamo ricevuto critiche ed anche proteste. Le une e le altre senza vera ragione. Noi avevamo scritto, in un breve commento, che nella let tera c’erano: parole sincere, ma non tutte esatte e anche non tutte vere, e questo vo leva dipe chiaramente come gli apprezza menti fatti non tutti fossero da noi condivisi. Ma la verità sta nel mezzo e nel mezzo bi sogno trovarla. Si sono lamentati da una par te i giovani esploratori dall'altra i foot-ballers.. è chiaro? Una cosa è indiscutibile ed è che la F. A. S C. I. attraversa il suo punto saliente di cri si. Negare la stasi del movimento federale non si può. Le energie e le buone volontà nel cam po cattolico sono limitate, e date le molte plici forme di 'attività che nascono ogni gior no, è logico che saranno ancora di più limi tate in avvenire. Le iniziative di educazione fisica si sono molteplicate.... le braccia man cano. In Francia la Federazione dei Patronati prospera e va a gonfie vele, ma tutti sanno che essa è stata ed è contraria al movimento scautistico. Noi non vogliamo e non dobbia mo imitarla ; constatare una realtà e però lo gico ed è lecito: noi-affermiamo l’alto valore morale educativo dello’scaut, Io abbiamo fatto isempre e lo faremo, ma siccome siano con vinti che lo scautismo non può sostituire tutto il movimento ginnastico e sportivo di ieri, specialmente in mezzo alle masse operaie, così dobbiamo chiamare a raccolta con tutta la forza che ci rimane coloro che ancora han no fede nell’opera nostra. E’ questo un grido pieno di tristezza che non offende nessuno : per il bene della gio ventù abbiamo dato e diamo tutte le nostre energie e tutta la nostra intelligenza. Sentirci dalla difficoltà dei tempi e delle cose inchio dati sulla rupe come Prometeo, avere la buona volontà di lavorare e restare con le braccia inerti è yn'amarezza grande..... Non hanno mai pensato coloro che sal dando verso nuovi lidi ci hanno lasciati al l’antico lavoro nel silenzio degli abbandoni, che l’opera nostra è dieci volte più difficile de-lla loro, e che qualche volta tenere in alto la vecchia bandiera è addirittura un atto di eroismo? Noi abbiamo accolto e accoglieremo tutte le voci e tutti i gridi, perchè sappiamo che in ogni voce e in ogni grido che sale fino a noi c’è il desiderio di una speranza.
Lo Stadium.