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Stadium n. 8/1964

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C. S. I. PRESIDENZA NAZIONALE-

SIadìuni

QUINDICINALE DEL CSI

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I PROBLEMI DELLO SPORT

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ANNO LIX - N. 8 • 3 MAGGIO 1964

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ARCHIVIO SERICO

OR. Il

scere dalla passione della scommessa che fa impazzire il sangue inglese. Concludo: non sono gli inglesi che si vendono o vendono roba degli altri. Inglesi o no certe azioni sono spor­ che. Però vorrei dire ai giornalisti italiani che, purtroppo, le cose sporche inglesi non servono per lavare le nostre.

LA NUOVA NAPOLI CALCIO Abbiamo letto sul settimanale « Lo sport del Mezzogiorno » di sabato 25 aprile, in prima pagina: « Il Prefetto aiuterà la nuova Società. Nella riunione tenutasi ieri in Prefettura, è stato assicurato al Napoli F. C. l’appoggio di tutti i maggiori Enti cittadini... la notizia è ufficiale... ecc. ». Siamo lieti che anche un Prefetto si occupi di sport e prometta il suo aiuto a una società che attualmente vale 600 milioni. Così si legge sullo stesso giornale. Non sappiamo quale sia però il genere di aiuto che il Prefetto darà alla Società. Ci auguriamo che sia solamente un aiuto morale e non si sprechino milioni e mi­ lioni per una Società formata al massimo di 40

ZILIOLI AL GIRO D’ITALIA Zilioli mi sembra un bravo ragazzo ed è un onesto professionista. Quelli che lui chiama « i suoi superiori » sono in pratica i padroni della, azienda di cui Zilioli fa parte. All’azienda sarà utile il Giro d’Italia e allora si farà il giro d’Italia, altrimenti no. Il ragionamento fila e nessuno può condannare Zilioli o i padroni della sua azienda. Se poi non è vero niente ma è tutta pubblicità vuol dire che l’azienda dove lavora Zilioli possiede anche un ottimo ufficio pubblicitario. Ma perchè allora i gior­ nali se la prendono tanto? Perchè anche essi hanno bisogno di Zilioli e della sua azienda e dei giochi pubblicitari della stessa. E’ inutile dire che in Italia c’è uno spreco di giornali spor­ tivi che per necessità di cassetta sono costretti ad essere antisportivi. Cioè sono costretti a scri­ vere di tutto meno che di sport e il tutto spesso si esaurisce in piccoli scandali a sfondo pubbli­ citario. Se un giovane volesse sapere cosa sia lo sport e per avventura aprisse un settimanale sportivo italiano, si troverebbe davanti ad una discutibile passerella d’avanspettacolo calcistico con varie appendici di indiscrezioni su tizio e su calo. Gaston Meyer scrive su « L’Equipe » ® Ho sotto gli occhi un settimanale sportivo della Penisola. E’ datato 1 aprile. Il più importante del Paese: 56 pagine. Ecco come sono suddivise le pagine: calcio: 33 pagine; ciclismo: 6 pagi­ ne; atletica, automobilismo, boxe, ippica, rug­ by: 2 pagine per ciascuno; nuoto; 1 pagina; soggetti generali: 5 pagine. Lo sport profes­ sionistico occupa 46 pagine su 56... ». I grandi sport olimpici sono dunque ridotti < à la portione congrue » e noi concludiamo con lui che la stampa è vero che interpreta i gusti del pubblico ma ha anche il dovere di orien­ tarli. Allora non lamentiamoci se lo sport in Italia sta polverizzandosi.

LO SCANDALO INGLESE I giornalisti italiani parlano degli scandali inglesi con la stessa malefica fantasia della zi­ tella che parla della giovanissima e corteggiata vicina di casa. Sembra che gli scandali inglesi possano servire per nascondere le nostre pover­ tà sportive. Io non so cosa pensare dei quattro giocatori che vendono una partita. Se è vero non fanno certamente una buona reclame allo sport. Si sa che il popolo inglese è scommetti­ tore spaccato e certe esagerazioni possono na­

o 50 giocatori, dimenticando quasi compietamente le migliaia di giovani che a Napoli non hanno mezzi nè attrezzature per svolgere una semplice e sana attività dilettantistica. Pur­ troppo non è la prima volta che troviamo in molti comuni di questa strana Italia, stanzia­ menti di milioni per mantenere 15 giocatori di calcio e un contributo di 10 o 15 mila lire per il Centro Sportivo Italiano che nello stesso co­ mune raccoglie centinaia di giovani che pur non essendo o diventando campioni hanno di­ ritto a fare un’attività sportiva e ricreativa. Ma i nostri amministratori non si preoccupano della salute spirituale e fisica dei giovani, bensì della loro pubblicità. E si sa che i cento ragazzi non valgono la pubblicità di un campione. Ma quelli, signori, attraverso i loro genitori pagano le tasse e il denaro che così spendete per in­ grassare cinque campioni di foot-ball viene dalle loro tasche. Siamo certi che lentamente anche in Italia si creerà una educazione amministra­ tiva e allora gli amministratori comunali si ri­ corderanno dei giovani. Il senatore Merzagora, Presidente del Senato, nel discorso tenuto il 24 aprile sembra però pessimista più di noi. Dice infatti: « Le vie della corretta amministrazione sono oscurate sia dall’indifferenza che dalla nebbia di una omertà che si crea e si scioglie soltanto in funzione di comuni interessi mentre dovrebbe essere spazzata via dalla ventata spon­ taneamente reattiva comune in tutti: quella della onestà ». ■ . Noi vogliamo ancora sperare nello spirito nuovo che ha già rifatto l’Italia nel decennio d’oro ’48-’58. Voi, responsabili dell’amministra­ zione pubblica, non distruggete la nostra spe­ ranza. Sarebbe la fine per l’Italia. Don Nicola Pavoni


QUALCOSA DI NUOVO

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Abbiamo letto su « Noi Uomini » qualcosa di nuovo scritto da Natale Bertocco. Che gli uomini di Azione Cattolica cerchino di fare qualche cosa di nuovo per ciò che concerne la attività fisica e ricreativa ci fa piacere. Vogliamo soltanto consigliare di non creare una altra struttura che da sola non avrebbe ragione di essere e quindi non renderebbe. I cattolici nel dopoguerra hanno costruito tante case e tante sigle, e forse non è stato un male; adesso però è necessario dare unità alle varie sigle organizzative e non lasciare le case vuote. Oltre al Centro Sportivo in Italia ci sono altre tre organizzazioni sportive cattoliche e sono le ACLI Sport, Auxilium Sport, la Fari. Ognuna di queste organizzazioni cammina per conto suo con una enorme dispersione di energie umane e finanziarie. Adesso non vorremmo che anche gli Uomini di ACI si mettessero sulla stessa posizione. Vorremmo invitare, a proposito, tutte le varie organizzazioni per una intesa comune su alcune cose concrete da fare insieme lasciando sia pure ad ogni organizzazione la pro­ pria autonomia. Possiamo essere uniti almeno sul piano ideologico e su quello di lotta, diciamo così, sindacale e sportiva. Altrimenti è inutile essere tanti quando si è divisi. Seguiteremo a costruire case e sigle ma tutto sarà basato sulla sabbia.

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tribuna scoperta a cura di Duilio (Dimetti

LO SPORT NEL DESERTO Ci consta che un Ministro del settore finanziario abbia detto in un pubblico conses­ so che lo sport se lo può scor­ dare di ottenere più soldi di quelli che ha perché il Go­ verno i soldi deve reperirli per gli statali. Siamo sinceramente lieti di questa sollecita preoccupa­ zione per i problemi dei la­ voratori dello stato. Ma se a vent’anni dalla guerra le co­ se sono ancora a questo pun­ to. allora c’è proprio da sco­ raggiarsi. E’ segno evidente che, nonostante le promesse elettorali e le dichiarazioni programmatiche, dell’attivi­ tà sportiva giovanile non si è capito ancora un bel niente. Comprensibile quindi che, sull’esempio dell’avv. Onesti all’indomani del suo viaggio in Tunisia, anche noi cedia­ mo alla tentazione di ripor­ tare alcuni brani dò un di­ scorso del Presidente Burghiba. < Lo sport — egli ha detto — è divenuto uno dei

Stadium I problemi dello sport

Quindicinale del Centro Sportivo Italiano Direttore Respon­ sabile: Silvio Belloc­ chi - Redazione: Cor­

rado Biggi e Duilio Olmetti. Direzione, Redazio­ ne e Amministrazio­ ne: Via della Conci­

liazione, 1

- Roma.

Pubblicazione iscritta al n. 4987 del regi­ stro della stampa del Tribunale di Roma in • data 14 gennaio '56. Pubblicazione fuori commercio Tipografia UESISA Via IV Novembre ROMA

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più imiportanti strumenti del­ l’educazione della gioventù. Questa educazione comincia nell’ ambito familiare per continuare nella scuola o nel­ la fabbrica. Ma oltre a questi due ambienti, il ragazzo ne co­ nosce un terzo... I] periodo transitorio che si colloca fra i due momenti tra i quali il ra­ gazzo si trova a scuola o in famiglia si allarga di giorno in giorno. Noi dobbiamo sfor­ zarci di riempire questo tem­ po... Il problema è così im­ portante da implicare la re­ sponsabilità dello Stato... Ec­ co perché il bilancio dello Stato consacra al problema sportivo una parte sempre più larga delle sue entrate ». E non si tratta soltanto di parole se, come ci informa ancora l’aw. Onesti, lo Sta­ to timi sino spende per lo sport educativo circa la me­ tà della spesa destinata alle Forze Armate e, nei prossi­ mi tre anni, verranno ancora incrementati i fondi di bi­ lancio per le installazioni sportive, per la creazione di insegnanti di educazione fi­ sica e di complessi sportivi scolastici. Evidentemente l’Italia, che concede aiuti ai paesi sotto­ sviluppati. ha una mentalità molto arretrata in fatto di educazione della gioventù.

COSE E’ PAZZI Il rappresentante dell’eser­ cito degli Stati Uniti ha ri­ ferito al Congresso america­ no che il campione mondiale dei pesi massimi, Cassius Clay, ha fallito ’’onestamen­ te” la prova psico-tecnica di arruolamento. Nel timore che Clay fingesse d’essere defi­ ciente la prova fu ripetuta al­ la presenza di un esperto psi­ cologo. Niente da fare, è ri­ sultato deficiente... effettivo e rispedito a casa Ora ci assilla un dubbio: e tutti quei milioni di per­ sone ( ahimè, noi compresi ! ) che hanno seguito e seguono con interesse le sue spacco­ nate e le sue prodezze pugi­ listiche?... La notizia ci sembra fac­

cia bene il paio con quest’altra. Al termine della prima pro­ va per il titolo tricolore del ciclismo professionisti (Milano-Vignola) è accaduto lo stesso incidente dell’anno scorso e con gli stessi prota­ gonisti : Mealli e Fontana. Il primo infatti, classificato 5’ all’arrivo, è stato poi retro­ cesso al settimo posto, men­ tre Fontana è stato, per così dire ripescato e inserito tra i primi dieci. Ora, dopo i noti fatti del­ l’anno scorso e... la rapina di Via Montenapoleone non è impossibile che anche que­ st’anno si possa ripetere la farsa dei due campioni tri­ colori. E sarebbe davvero spasso­ so se non ne pagasse le spese il nostro ciclismo le cui tra­ dizioni non troppo remote gli fanno meritare maggiore ri­ guardo e più serio tratta­ mento.

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I COMPITI DELLA 6.1. Non ci aspettavamo certo di trovare tutti consenzienti circa quanto ultimamente ab­ biamo scritto a proposito del­ la Gioventù Italiana (exG.I.L.). Senonohé le proteste — molto poche rispetto ai consensi — insistono tutte monotonamente sui meriti ac­ quisiti dall’organizzazione del passato regime e sui compiti importantissimi che spette­ rebbero a quella che ne ha raccolto l’eredità. Sorvoliamo sulla prima affermazione — pur chiedendo venia a chi sof­ fre di nostalgia per l’agget­ tivo « famigerata » un po’ ec­ cessivo — ma ci soffermiamo brevemente sulla seconda. I compiti della G.I.... Ma

SE FACESSIMO LA QUESTUA OLIMPICA...

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quali, di grazia, se il R.D.L, del 1943 (scioglimento del Partito Fascista) stabilisce che i Compiti della G.I.L. siano deferiti al Ministero della P-.I. e della Difesa a seconda del­ la loro competenza? Certa­ mente non, quindi, FEduicazione Fisica nelle scuole e la preparazione premilitare. Ma neppure l’istruzione professio­ nale che viene curata dal Mi­ nistero del Lavoro e della Previdenza Sociale, o l’assi­ stenza all’infanzia che è di­ retta dal Ministero dell’in­ terno. Che resta allora, se non la gestione straordinaria del pa­ trimonio (come dice la legge già citata) in attesa che ne venga finalmente precisata la destinazione a beneficio di tutta la gioventù? Parlare genericamente di compiti è facile, ma saremmo proprio lieti che gli amici dà cui sopra ce ne precisassero almeno alcuni!

NOTIZIE da casa nostra Nozze Si sono uniti in matrimonio pres­ so ¡'Abazia di. Fraglia Vittorio Cap­ pellina già Presidente ed ora Vice Presidente Regionale CSI del Vene­ to con la gentile signorina Daniela Vento.

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— Questa più grande è per la percentuale progressiva spettante allo Stato.

ZILIOLI ALLA FIERA DEI SOGNI

A Roma l’amico Vittorio De Luca dell'ufficio Centrale Aspiranti ha celebrato le nozze con la gentile signorina Maria Gabriella Teti.

Porgiamo alle due coppie di no­ velli sposi i nostri auguri più cor­ diali di felicità e prosperità.

Lutti In un tragico incidente stradate trovava la morte Stojan Lipanje, di 17 anni, atleta del Comitato di Trieste. Un grave lutto ha colpito la fa­ miglia di Gianluigi Corti, Segreta­ rio del Comitato Provinciale di Ge­ nova, con la morte dell’amato ge­ nitore.

La cara mamma di Giorgio Emanue.. Consigliere Provinciale del CSI Torino, è deceduta dopo lunga ma­ lattia. * * *■ L’amico Alvaro Gaeteni, del CSI nazionale e nostro collaboratore, è stato colpito da grave lutto con la scomparsa prematura della cognata.

— Spiacente, caro Villa, ma devo prima sen­ tire Giacotto.

A quanti sono stai: provati dal dolore vada il nostro affettuoso ricordo nel Signore e il Sentimento della nostra fraterna partecipazione.


e l’educazione alla vita sociale TRA I DIECI e i quin­ dici anni i ragazzi attra­ versano un periodo mol­ to difficile nei rapporti reciproci e con gli adulti Il ragazzo cresce di sta­ tura perdendo rapida­ mente le acerbe forme dell’infanzia, senza rag­ giungere ancora quelle complete della virilità. Egli è un « tipo di transi­ zione: ragazzo deformato e uomo informe, sgrazia­ to miscuglio di due età, Vuna sorpassata e l’altra mal definita. Si può pa­ ragonare ai passeri appe­ na usciti dal guscio: gran­ de becco, membra spro­ porzionate, andatura in­ certa e pigolìo discordan­ te » (Nicolay). Intrecciata a questa tra­ sformazione fisiologica sti­ molata dagli ormoni, c’è quella, più profonda • e vasta, di carattere psico­ logico. Nell’adolescente at­ teggiamenti di avversio­ ne e di ribellione alla leg­ ge e a chi la rappresenta sono causati dal violento desiderio di affermazione personale e dall’insorgere di una forte coscienza dell’« io ». La contraddit­ torietà è la sua principa­ le caratteristica. Il bam­ bino affettuoso di ieri, che magari non riusciva a prender sonno senza il bacio della mamma, è ora un ragazzo chiuso, impe­ netrabile, scontroso. La casa, ove i genitori non lo capiscono più e i fra­ telli maggiori lo tollera­ no, è diventata per lui una pensione per mangia­ re è dormire. La sua vita è fuori, al­ l’aperto, dove sono gli amici, con i quali è inve­ ce allegro, generoso, espansivo. Ecco alcune caratteristi­ che essenziali dei ragazzi durante la fascia cronolo­ gica nella quale si gioca il Rugby Educativo. E’ capace il nostro sport

di mettere un po’ di or­ dine in questo guazzabu­ glio di tendenze, di aiuta­ re questi ragazzi ad ar­ monizzare la forza centri­ peta che forma l’indivi­ dualità e la forza centri­ fuga che li costringe ad uscire da loro stessi per colmare la loro fondamentale insufficienza? Può, in altre parole, edu­ carli alla vita sociale? Ecco l’argomento di questo terzo articolo che tratterà quindi gli aspet­ ti socialmente educativi del « Rugby a sette ». Il primo di questi è la « mischia ».

LA MISCHIA E’ un’azione tipica del Rugby nella quale gioca­ tori di ciascuna squadra si allacciano in gruppo ordinato per disputarsi con la spinta e il tallonaggio il pallone messo a terra fra loro. Il grappolo di uomini

che si contendono la pal­ la nella mischia costitui­ sce uno spettacolo di for­ za e di unione nel quale la naturale tendenza di ciascuno alla proprietà e all’affermazione del pro­ prio < io » lascia il posto allo spirito di squadra. Nella focosa spinta col­ lettiva il giocatore deve dimenticare se stesso per dar modo ad altri di rac­ cogliere la palla e tenta­ re la fuga verso la « li­ nea di mèta ». Mèta: con­ quista sportiva che diven­ ta anche simbolo di con­ quista morale da raggiun­ gere mediante il coordi­ namento delle forze. Identico comportamen­ to altruistico è richiesto nella rimessa laterale.

LA RIMESSA LATERALE

«uscita laterale». In que­ sta azione, come nella mi­ schia, i giocatori cercano di conquistare la palla non per sé, ma per farla giocare, per passarla ai compagni della linea ar­ retrata anche quando ba­ sterebbe solo un tuffo per raggiungere la linea di mèta avversaria. « Il significato altruisti­ co di questa regola — scri­ ve a proposito il De Juliis nel suo R. E. — va pienamente inteso ove si consideri lo sforzo e l’in­ telligenza necessari per la conquista del pallone e il desiderio insito in ogni ragazzo a non escludersi dall’azione ma ad esserne il protagonista ».

PASSAGGI FREQUENTISSIMI

Tale spirito di squadra è una caratteristica pre­ Con la rimessa laterale dominante di questo sport si riprende il gioco dopo che il pallone è andato in anche perchè ogni vero

« rugbyman » deve favori­ re in tutti i modi l’azio­ ne collettiva. Nel R. E. viene punito infatti quel­ l’individualismo imperan­ te in altri sport, spesso fonte di divismo. Un gio­ catore che non dà ai com­ pagni di squadra la pos­ sibilità di giocare, che si attarda a passare il pal­ lone per esibirsi in bra­ vure individuali è punito con punti di penalità. So­ no necessari, perciò, pas­ saggi frequentissimi per­ chè in questo gioco lo spi­ rito comunitario prevale su quello individuale

PUNTI DI MERITO PER LA DIVISA La «i proprietà » della divisa e dell’equipaggia­ mento, la pulizia delle calzature, delle magi ette ecc. hanno rilevanza nel Rugby Educativo, come in nessun altro sport L’ar­ bitro assegna infatti pun­ ti di merito, che incidono sul risultato, per premia­ re la presentazione im­ peccabile, l’ordine nell’en­ trare e nel lasciare il cam­ po di gara.

EDUCA ALLA GENEROSITÀ’ Ponendo alla base del gioco tale spirito altrui­ stico e senso comunita­ rio, il Rugby Educativo educa i ragazzi alla vita sociale e combatte in loro l’egoismo senza soffocare la personalità. L’altruismo imposto dal­ le regole tecniche e libe­ ramente praticato, questa continua esigenza di lavo­ rare per gli altri, morti­ ficano l’egoismo psicologi­ co e morale del ragazzo che viene così a poco a poco educato alla genero­ sità e alla vita sociale. La squadra Clermont Ferranti in tenuta sportiva come prevede il

regolamento

Vittorio Peri

STAOlUM ❖ PAG. 3


E' MANCATA LA TECNICA RITORNANDO al Campio­ nato Nazionale Juniores, e osservandone l’andamento de­ gli incontri, ci si può ac­ corgere che Sanvito non ha vinto una « Lotteria », ma -il suo titolo è stato alquanto sudato specie per quello che riguarda gli incontri dispu­ tati con coloro che si pre­ sentavano tra i candidati alla vittoria finale. Intendiamo parlare dell’e­ miliano Bizzocchi e del sardo Giordano. Difatti al secondo turno, rincontro Sanvito Giordano ha fatto vivere ai presenti, momenti dramma­ tici, poiché il primo set si chiudeva con la vittoria di Giordano per 21 a 17. Tutto lasciava quindi pre­ supporre che il sardo, con un anno in più di esperienza sulle spalle (era stato fina­ lista anche a Salsomaggiore), spiccasse il volo verso lo scudetto tricolore, ma non è andata così poiché nella seconda partita il compor­ tamento di Sanvito si fece più autoritario e alla fine si trovò ad aver liquidato l'avversario per 21 a 11. Né Giordano riuscì a fare me­

FIORENZO MARINONE L’ESPERIMENTO RIUSCITO I Finalisti di Chianciano lo hanno conosciuto; portamento altero (ma solo per il modo di mettere la testa quando cammi­ na), di faccia e di profilo sembra un inglese e in questa impres­ sione contano molto le spesse lenti che porta a cavalcioni sul naso. Una voce che a sentirla uno è portato subito a pensare che il possessore debba scende­ re per via diretta da Stentore di Omerica memoria. Si intende e disquisisce con cognizione di causa di qualsiasi disciplina sportiva, ma quella che lo ha at­ tanagliato è il Tennis da Tavolo e per questa disciplina fa pazzie e... carte false (absit iniuria...)! Dirige una squadra di giovani pongisti nel suo feudo Testaccino e li obbliga perfino a fare la ginnastica affinchè siano sem­ pre in forma. Questo è Fiorenzo Marinone! Si poteva negare a un impallinato del genere di diri­ gere le gare della Finale Nazio­ nale Il Presidente e il Segreta­ rio della CTN hanno creduto in lui e non hanno avuto a pentir­ sene. Grazie, dunque, Marinone, per non avere procurato delu­ sioni, quando sarai riuscito a li­ mare un pochino le corde voca­ li di modo che i suoni che esse emettono escano limpidi e ar­ gentini, Giancarlo Corrà « ma­ gna pars » del Nazionalissimo Tavole verde di Vicenza potrà chiamarti a dirigere la sua gara, pupilla dei suoi occhi! PAG. 4 ❖ STADIUM

glio nel terzo set, poiché ormai Sanvito si era lette­ ralmente impadronito del gioco dell’avversario annul­ landolo e imponendogli il proprio riusciva a vincere il set per 21 a 14. Il medesimo trattamento Sanvito lo riservava a Biz­ zocchi; difatti anche l’emi­ liano si aggiudicava un set, ma a differenza di Giordano che aveva strappato a San­ vito il primo, lui si aggiu­ dicava il secondo. Si può ben pensare quindi quanta forza morale sia stato capace di estrinsecare il Sanvito se non si è lasciato impaurire dal fatto che tutto era riman­ dato al terzo set per aver ragione di uno dei suoi di­ retti avversari; ciò è dimo­ strato del fatto che il ri­ sultato finale era di 21 a 13 in suo favore, meglio cioè di quanto aveva fatto nel primo set vinto per 21 a 15. Questi è dunque Sanvito, un giocatore cioè che se è ancora digiuno di tecnica pura, ha dimostrato però di avere freddezza e forza di animo non comuni, doti que­ ste che fanno di un atleta

un campione per tre quarti. Giordano e Bizzocchi come si è visto, non hanno deme­ ritato, anche se Giordano si è preso il lusso di battere nel confronto diretto il Biz­ zocchi, mentre poi nel con­ fronto indiretto, pietra di paragone Zanetti, Bizzocchi ha vinto e Giordano invece si è lasciato battere! Nella categoria Allievi Massei si è fatta la classica « camminatella » gli unici a strappargli un set sono stati Moretti che si è classificato terzo e Basiricò, il simpatico « picciotto » di Trapani che se è arrivato settimo è per colpa dell'inesperienza e di una mancanza di tattica di gioco, poiché in quanto a carica agonistica ne possiede fin troppa, tanta cioè da far­ gli perdere la tramontana! Tirando le somme dunque, possiamo proprio affermare che la tecnica è stata la grande assente di questi Campionati. Si potrà ovviare a ciò? Il discorso sarebbe troppo lungo, ci torneremo sopra senz’altro! Alga

TURNI CATEGORIA ALLIEVI 1. Turno: Melis b. Manca 21-12/21-16; Massei b. Busi 21-14/21-15; Moretti b. Buscaglia 15-21/21-12/ 22-20; De Notaris b. Basirico 21-15/21-11. 2. Turno: Massei b. Manca 21-17/23-21; Melis b. Busi 21-10/21-10; Buscaglia b. De Notaris 21-13/ 9-21/21-17; Moretti b. Basirico 21-15/21-10. 3. Turno: Manca b. Busi 21-13/21-18; Massei b. Melis 21-15/10-21/21-18; Buscaglia b. Basirico 21-7/ 21-11; Moretti b. De Notaris 14-21/21-19/21-19. 4. Turno: Buscaglia b. Manca 21-13/17-21/21-18; Moretti b. Melis 21-19/21-19; Massei b De Notaris 21-17/23-21; Basirico b. Busi 21-11/15-21/21-10. 5. Turno: Manca b. Moretti 21-7/21-17; Melis b. Buscaglia 21-14/21-11; Massei b Basirico 21-12/ 18-21/21-10; De Notaris b. Busi 21-8/21-11. 6. Turno: Manca b. De Notaris 21-16/13-21/21-17; Melis b. Basirico 21-10/21-16; Massei b. Buscaglia 21-8/21-14; Moretti b. Busi 21-19/21-15. 7. Turno: Manca b. Basirico 21-14/24-22; Melis b. De Notaris 21-17/21-9; Massei b Moretti 17-21/ 23-21/21-9; Buscaglia b. Busi 21-11/21-13.

un SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO, pos­ siamo dire che quest’anno la stagione atletica del CSI è avviata verso impensati tra­ guardi. Chianciano è ancora ben viva nei nostri ricordi, ma più che della giornata, splen­ dida, dedicata a due finali campestri veramente eccezio­ nali, diciamo che l’aver vis­ suto Chianciano è stato co­ me leggere una trama fra le più interessanti, una trama di un romanzo già splen­ dido per intreccio, protago­ nisti, finale. Abbiamo scritto da Chian­ ciano che la nostra atletica è ben viva. Forse più viva che mai. Abbiamo tessuto elogi ai protagonisti di due gare, tirate, combattute, su­ perbe, maschie, ma quello che abbiamo forse dimenti­ cato di dire è che quelle ga­ re sono state cosi eccezionali, proprio perchè i nostri ra­ gazzi sono giunti a Chian­ ciano preparati come non mai. E’ bene soffermarsi sul ter­ mine ’’preparati”. E’ bene e necessario perchè è il fulcro di ogni nostra asserzione, la essenza stessa. Erano prepa­

rati perchè i Dirigenti 1 no compreso l’importanzj non improvvisare più, di rare l’intera attività pro ciale e regionale con cri logici e severi, di saper < ai ragazzi quel certo ”qi che li potesse poi sorte; re nei momenti critici. A Chianciano si è visto। l’atletica CSI è prepari Anzi ben preparata. Noi venga a dire il contrario lo perchè nella gara alli molti concorrenti sono gii al traguardo provati. Sai no stati provati (anzi lo ( no, e avremmo voluto va re il contrario con quel ; corso...) ma hanno con percentuale altissima poi to a termine la gara. Q sto è un elemento deterz nante per le nostre affevn zioni. La preparazione è bah evidente proprio lungo tracciato di Chianciano. I preparazione seria, già i 1 crismi di una qualità i nica di elevato potere. Quindi diciamo che l’a fica CSI è bene avviata, f chè possiamo contare su i base-dirigenti veramente, qualità e di responsabi! Ecco perchè l’attività su

il calendario deli

TURNI CATEGORIA JUNIORES 1. Turno: Giordano b. Gogotti 21-19/21-13; San­ vito b. Bizzocchi 21-15/18-21/21-13; Zanetti b. Schiozzi 21-16/19-21/21-12; D’Ambrosio b. De Fran­ cesco 21-14/21-14. 2. Turno: Sanvito b. Giordano 17-21/21-11/21-14; Bizzocchi b. Cogotti 23-21/22-20; D'Ambrosio b. Schizzi 22-20/21-12; De Francesco b. Zanetti 14-21/ 21-19/22-20. 3) Turno: Giordano b. Bizzocchi 16-21/21-16/23-21; Sanvito b. Cogotti 24-22/21-11; De Francesco b. Schiozzi 15-21/21-12/22-20; Zanetti b D’Ambrosio 19-21/21-19/21-14. 4. Turno: Giordano b. Schiobzzi 11-21/21-13-21-16; Zanetti b. Cogotti 24-22/16-21/21-18; Sanvito b. D’Ambrosio 21-11/21-12; Bizzocchi b. De Francesco 21-14/17-21/21-13. 5. Turno: Zanetti b. Giordano 21-18/18-21/21-13; Cogotti b. Schiozzi 21-11/21-13; Sanvito b. De Francesco 21-13/21-12; Bizzocchi b. D’Ambrosio 21-19/19-21/21-21-15. 6. Turno: Giordano b. D’Ambrosio 15-21/21-14/ 21-10; De Francesco b. Cogotti 21-12/21-16; San­ vito b. Schiozzi 21-18/21-12; Bizzocchi b Zanetti 21-12/21-16. 7. Turno: Giordano b. De Francesco 21-16/21-13Cogotti b. D’Ambrosio 21-12/21-18; Sanvito b Za­ netti 21-6/21-10; Bizzotti b. Schiozzi 21-14/21-11.

CAMPIONATO DI PALLAVOLO

CAM DI PAL

27 MAGGIO : incontri

29 e 30

28 MAGGIO: finali campionato e premiazione

31 MAGGI


«arten za

I. class.)

rupestre: 1964

TRE CAMPIONATI TRE sta, già iniziata in gran parte dei nostri comitati non pptrà che portarci note liete sull’intero movimento. ■ Un’attività che come sem­ pre qualificherà l’intera noS ra organizzazione di fronte a coloro che prendono per baise soltanto la parte eminenI ¡mente tecnica di un moviI lento. Il CSI per certuni si Isprime solo quando presen­ ta prestazioni tecniche di al­ lo livello, dei tempi delle misure dei ragazzi ’’interes­ santi”. : Ma nessuno pensa o si sof­ ferma che simile selezione si Ittiene solo perchè è la base he lo permette. Una base |atta di centinaia e centinaia ili società che hanno saputo beare una atletica dinami­ ta, uno sport che è d’esem­ pio a tante altre società che fanno si sport ma con spiÌto e iniziative e finalità n lontane dalle nostre. Il e è tutto dire. Comunque adesso, passata campestre, pensiamo a seire i Comitati Avventura che periferici prenderà ll ’avventura su questi pista. mesi rpo e vita tutti r esplodere a settembre ed tobre, periodo delle interegionali e della finale na­ zionale.

Abbiamo già accennato che gran parte dei Comitati han­ no già messo in cantiere pro­ ve provinciali e zonali. Con un tempismo eccezionale questi Dirigenti dei Comita­ ti (e ci riferiamo a Manto­ va, Vicenza, Verona, Reggio Emilia) sono già entrati nel ritmo serrato delle prove locali. Sono queste praticamente le gare che porteranno poi la nostra atletica su quelle ba­ si più sopra descritte. E poi non mancheranno le iniziative più varie. Sappia­ mo già di alcuni Comitati che hanno intenzione di por­ tare sui campi atletici anche quegli atleti di altre disci­ pline sportive, in vere e proprie prove di campiona­ to. Come già abbiamo avuto modo di scrivere, queste ini­ ziative non solo saranno ca­ paci di far avvicinare note­ voli gruppi di nuovi atleti al­ lo sport base per tutti gli al­ tri, ma incrementano come nessun altro lo sviluppo la propaganda, l’interesse e, per­ chè no?, lo stesso sport pra­ ticato dal ragazzo per la pri­ ma volta a contatto con pi­ sta e pedane. Aldo Cappellini

riminese CAMPIONATO DI CALCIO 30 MAGGIO : eliminatorie

31 MAGGIO: semifinali

2 GIUGNO: finalissima e premiazione

SIAMO ALLA VIGILIA dei campionati nazionali a squa­ dre: pallacanestro, pallavolo e calcio. Tre discipline spor­ tive che impegnano tutti i Comitati Provinciali, ed è in questo periodo che tramon­ tano tante speranze, tanti so­ gni di vittoria; sono rimaste sulla breccia le privilegiate che sono riuscite a raggiun­ gere ambite mete e hanno la segreta speranza di potersi fregiare con lo scudetto tri­ colore di campioni d’Italia. La « settimana riminese » rappresenta una novità nel campo organizzativo del CSI e siamo sicuri che l'impegno assunto dagli amici di Ri­ mini e da tutta la Presi­ denza Nazionale, sarà coro­ nato da vivo successo. E’ una valida testimonianza dell'ef­ ficienza del Centro Sportivo Italiano che nel mese di maggio conclude le interre­ gionali e le finali nazionali di tre campionati con l'as­ segnazione di cinque titoli. Inoltre nello stesso mese organizza dodici concentra­ menti di atletica leggera per i campionati studenteschi.

PER LA PALLAVOLO POSSIAMO FARE PRONOSTICI ? La « settimana riminese » sarà inaugurata dalla palla­ volo per le categorie Allievi e Juniores. Normalmente, ogni qualvolta formuliamo pronostici. veniamo battuti dai verdetti emessi sul ter­ reno di giuoco o nelle con­ fortanti palestre. Questa vol­ ta abbiamo preteso l’ausilio di competenti tecnici che si... spacciano per infallibili pro­ feti. Iniziamo con i concentra­ menti: a Milano, nelle due categorie, Allievi e Juniores, fanno spicco l’U.S. Ruini di Firenze e il CSI di Milano. Per quanto riguarda gli Allievi potrebbe essere peri­ colosa l’Italsider di Genova, che pur non avendo un bi­ glietto da visita blasonato, rappresenta una squadra idonea per qualsiasi risul­ tato, mentre la Don Bosco di Cuneo dovrebbe essere la... cenerentola, e noi sarem­ mo ben lieti che il presunto fanalino di coda si illumi­ nasse di vittoria. Negli Juniores la situazio­ ne è identica e l’U.S. Ruini di Firenze e il CSI di Mi­ lano partono favorite; la Unione Sportiva Italia di Ge­ nova, unitamente al CSI San Paolo di Torino, rappresen­ tano le incognite che co­ munque possono considerarsi pericolose. Nel concentramento di Ro­ vigo per la categoria Allievi e Juniores spiccano le Unioni Sportive di Ravenna che, al­ meno secondo il pronostico dei cosiddetti tecnici, dovreb­ bero vincere le due categorie. All’Olimpia di Gorizia e all’U.S. Commenda di Rovigo l’ardire di smentire il facile pronostico per la categoria Allievi e al CSI Trento, al­

l’U.S. Miani di Treviso e all’U.S. Sereno di Trieste, il compito di ostacolare la vit­ toria ai ravennati per la ca­ tegoria Juniores. Nel concentramento di Roma sono le Unioni Spor­ tive sarde che si presentano con il conforto di un vitto­ rioso pronostico nelle due categorie. All’U.S. Bosico di Terni per la categoria Allievi, ricor­ dando il suo antico valore, la possibilità di smentire la previsione e al riguardo non è possibile trascurare anche la Virtus di Falconara. Per gli Juniores gli avver­ sari più temibili per il G.S. Ferrini di Cagliari possono identificarsi nell’U.S. Virtus e nell’U.S. Robur. Il concentramento di Brin­ disi raccoglie le genuine forze del sud dove nella categoria Allievi per il primo posto si fanno avanti la San Giuliano di Messina e la Fides Triggiano di Bari; il CSI Castel­ lammare di Stabia e il CSI Reggio Calabria sono delle incognite che potrebbero sov­ vertire ogni pronostico. Nella categoria Juniores l’U.S. Comunali di Napoli è la favorita, però potrebbe trovare nella USCEF di Pa­ lermo una pericolosa avver­ saria. Al CSI Cosenza e al­ l’U.S. National di Matera il compito di superare le più qualificate avversarie.

PRONOSTICI ANCORA PIU’ DIFFICILI NELLA PALLACANESTRO Nella pallacanestro i pro­ nostici si presentano più dif­ ficili, ciò nonostante tente­ remo di indicare quelle Unioni Sportive che più delle altre, almeno nel recente passato, hanno dimostrato le migliori possibilità per una affermazione. Nel concentramento di Ge­ nova, per la categoria Al­ lievi, spicca l’U.S. Pavoniana di Milano che potrebbe es­ sere seriamente insidiata dall’U.S. Don Bosco di Genova. All’U.S. Correggio di Reggio Emilia e alla Valdocco di Torino, il compito di essere di parere nettamente con­ trario ai pronostici. Nella categoria Juniores l’U.S. Ideal Standard di Bre­ scia e l’Italsidér di Genova si fanno preferire, anche se la sorpresa potrebbe venire fuori per mezzo della Virtus di Siena, infine al CSI San Paolo di Torino il 'compito di una sua affermazione atta a smentire tutte le previsioni. Nel concentramento di Pa­ dova, per la categoria Allie­ vi, la Don Bosco di Trieste è la più valida candidata, anche se l’U.S. Arcella di Padova giocando in casa non può essere sottovalutata. Negli Juniores l’U.S. Pierobon di Padova è la favo­ ritissima, anche se il G.S. San Giacomo di Udine, che ha eliminato nella sua re­ gione la Don Bosco di Trie­ ste, potrebbe essere l’Unione

Sportiva capace di raggiun­ gere la vittoria. Al G.S. Ba­ sket Riva Trento e al G.S. San Giacomo di Udine l’au­ gurio di mortificare le pre­ visioni. Nel qoncentramento di Ro­ ma, per la categoria Allievi, . parte favorita l’U.S. Aquila di Roma, mentre l’U.S. Del­ fino di Pesaro può conside­ rarsi l’avversaria più quali­ ficata. All’U.S. Salus Gualdo non vengono accreditate ec­ cessive speranze. Nella categoria Juniores la favorita è l’U.S. Enal di La­ tina; il G.S. Juvenilia di Ancona e il Salus Gualdo po­ trebbero dimostrarsi più ef­ ficienti del previsto. Dello Istituto Tecnico di Termoli non abbiamo precise notizie. Il concentramento di Ta­ ranto si presenta mutilato perché manca ancora la fi­ nalista interregionale della Sicilia per la categoria Ju­ niores. Comunque in tale concentramento, per la ca­ tegoria Allievi, si. presume che il C.C.C. di Napoli sia nella condizione di affer­ marsi vittoriosamente. L’U.S. Bevacqua di Reggio Cala­ bria e l’U.S. Ferrini di Brindisi non mancheranno di contendersi la piazza d’onore. Nella categoria Juniores la Polisportiva CSI Avellino è la favorita d’obbligo. anche se troverà nell’U.S. Amatori Ricciardi di Taranto una pericolosa avversaria. L’U.S. Reggina di Reggio Calabria ben difficilmente potrà smentire il pronostico e ci spiace non sapere ancora chi è la vincitrice della re­ gione siciliana a cui lasceremo il compito di ottenere le migliori affermazioni.

ARBITRI DEL CSI PER LE FINALI DI CALCIO Il ciclo della « settimana riminese » si concluderà con il campionato nazionale di calcio che vede in lizza otto Unioni Sportive. Lo scorso anno la manifestazione ebbe il più lusinghiero dei suc­ cessi, non solamente per il livello tecnico calcistico degli atleti del CSI, ma soprattut­ to per l’irreprensibile disci­ plina e lealtà dimostrata da tutti i nostri calciatori. Non essendosi ancora con­ cluse le fasi regionali non ci è possibile tentare dei pro­ nostici. Tutte le gare di finale na­ zionale saranno dirette da­ gli arbitri del CSI e ciò de­ ve costituire motivo di or­ goglio per la nostra Orga­ nizzazione che è riuscita con la dedizione e il sacrificio dei dirigenti della periferia ad organizzare i Gruppi Ar­ bitrali, con risultati che pos­ sono definirsi eccellenti sot­ to tutti i punti di vista. In Rimini vi saranno inol­ tre le riunioni delle Com­ missioni Tecniche Nazionali delle tre discipline sportive, Generoso Dattilo

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Questa pagina è dedicata alla consulenza tecnica, organizzativa e formativa. Risponderanno alle vostre lettere, ai vostri problemi, persone competenti ed esperte su ogni argomento da voi proposto.

ATLETICA

la corsa ad ostacoli

La corsa con gli ostacoli è una specialità dell’atletica leggera, la cui storia è rela­ tivamente recente, anche se uno studioso tedesco, lo Schroder (1), ha creduto di poter ravvisare in alcune fi­ gure. riprodotte su un sar­ cofago che si conserva al museo dal Louvre, l’atteg­ giamento caratteristico del­ l'ostacolista. In realtà così non è, per­ ché il particolare (che di particolare si tratta) rappre­ senta solo un momento della

corsa, volutamente esagerato dall’artista, per evidenziare l’azione dinamica e lo sforzo ohe l’atleta sta compiendo in una corsa piana. Riportandoci, con un bal­ zo di secoli, a un periodo a noi più vicino possiamo dire che la corsa con gli ostacoli ha avuto inizio, sia pure in una forma non molto orto­ dossa, per quanto concerne la tecnica e lo stile, poco più di cento anni fa, allor­ ché un tecnico americano suggerì di tendere delle cor­

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de Lungo il petroso, per ren­ dere più interessante la cor­ sa attraverso i campi. E, infatti, l’attuale ¡corsa non è che la naturale evo­ luzione di tali originale com­ petizioni, alle quali, in un secondo tempo, al posto del­ le corse vennero applicati delle barriere individuali. Per la cronaca, diremo che il primo record della spe­ cialità (sulla distanza di me­ tri HO con ostacoli da metri 1,20) fu stabilito da un cer­ to A. W. Daniel che, nel 1864, in un incontro tra le università di Cambrige e Oxford, vinse la gara nel tempo di 17’’3.

Quali sono gli indivi­ dui più idonei alla specialità Non è un segreto che l’al­ lenatore si dovrà orientare, nella scelta, verso gli indi­ vidui dotati di grande ve­ locità di base e, nel con­ tempo. capaci di scavalcare l’ostacolo con la massima di­ sinvoltura e naturalezza. Uno specialista, per essere tale, deve conoscere a fondo, quin­ di, la teoria generale della corsa in piano e più preci­ samente quella veloce, com­ presa la partenza dai blocchi. La corsa con gli ostacoli è infatti una corsa piana, in cui gli organi motori (arti inferiori) eseguono determi­ nati movimenti che permet­ tono all’atleta di superare senza apparente difficoltà le diverse barriere. Nel momento dell’attacco egli deve trovarsi il più alto possibile davanti all’ostacolo (con le anche) ed è perciò che gli elementi più adatti devono avere una statura su­ periore alla media (gambe lunghe), ed essere in grado di esprimere una grande ve­ locità.

Tecnica per il supera­ mento dell’ostacolo La preparazione del giova­ ne, per la corsa con gli osta­ coli. si svolge secondo un piano ben ordinato; si co­ mincia cioè con gli ostacoli bassi (gli intervalli tra gli ostacoli sono naturalmente proporzionati) per arrivare, infine, a quelli normali (il regolamento della Fidai pre­ scrive misure e distanze che sono diverse a seconda le ca­ tegorie). Non vi sono particolari dif­ ficoltà per poter diventare un buon ostacolista anche se, oltre alla velocità di base, il giovane deve possedere una appropriata agilità, un perfetto controllo dei movi­ menti, scioltezza muscolare e una estrema mobilità artico­ lare degli arti inferiori. Prima di iniziare il lavoro sull'ostacolo (per il supera­ mento) è necessario indivi­ duare la gamba con la quale l’atleta esegue lo stacco, per essere certi che la sua azio­ ne sarà sempre fluida e scor­ revole. Non ci possono essere, in­ fatti, incertezze in chi af­ fronta l’ostacolo! La parten­ za deve essere veloce e scat­ tante, al pari di quella della corsa veloce, ma controllata, per far si che l’ostacolista si trovi, nel momento in cui si accinge ad affrontare la barriera, nelle migliori con­ dizioni di equilibrio. Di norma, all’atto della partenza, il piede di stacco poggia sulla parte anteriore del blocco (quella più vicina alla linea di partenza). Per correre bene sugli ostacoli, con giusta tecnica, è opportuno mantenere nella corsa una successione nor­ male di passi e sviluppare, fin dall’inizio, un azione po­ tente e decisa. L’ostacolo che, in definiti-

vn. potrebbe rappresentare un intralcio alla corsa veloce dell’atleta verso il traguardo, deve essere superato con azioni appropriate degli arti inferiori, mentre il corpo continua a mantenersi nella posizione normale di corsa Perché la velocità possa mantenersi continua e co­ stante, il passaggio sopra l’ostacolo deve essere veloce, senza anticipo della gamba di stacco (la gamba di stacco viene avanti per azione ri­ flessa conseguente alla spin­ ta al suolo). L’azione ritmica della cor­ sa, dalla partenza al primo ostacolo e da un ostacolo al­ l’altro, si svolge secondo un numero di passi che, indi­ pendentemente dalle carat­ teristiche fisiche proprie di ogni singolo atleta, sono sempre uguali (3 passi nei HO e 15 nei 400 m.). Per poter eseguire in for­ ma corretta il superamento si devono tenere presenti le seguenti norme: — spinta decisa del tronco in avanti al momento dell’at­ tacco della barriera; — azione veloce della pri­ ma gamba (azione di ginoc­ chio avanti completata dalla distensione) ; — ritardato richiamo della seconda gamba con flessione dell’anca; — passaggio veloce sopra l’ostacolo. Concludiamo questa breve disamina, ricordando che la corsa con gli ostacoli oltre ad accrescere nei giovani la destrezza, il senso di coordi­ nazione, il controllo dei mo­ vimenti e. in un certo senso, le doti di coraggio, si ad­ dice, come scrive il prof. Calvesi, per il suo valore alta­ mente formativo « a tutti i praticanti l’atletica leggera e anche a quelli degli altri sport ». Aso

(1) Schroder B - « Der sport in Altertum », Berlino 1927. « Lo Sport nell’Anti­ chità ».

TENNIS TAVOLO PER TUTTI Vorrei sapere se i migliori pongisti d'Italia si trovino ve ramente nei grandi centri, op pure se sia possibile che altri buoni pongisti, trovandosi ma­ gari ad abitare in piccoli ce”*” di provincia, non possano riu­ scire ad arrivare ai campionati nazionali per la mancata effet­ tuazione delle fasi zonali e PUL vinciali. Qui ad Eboli (26.000 abitanti!) esistono ben cinque e tra non molto sei tavoli da Tennis Tavolo funzionanti ogni riorno e aperti a chiunque. ^VISCONTI MARCO - EBOLI). Noi siamo pienamente con­ vinti che buoni pongisti si tro­ vano in qualsiasi centro, gran­ de o piccolo che esso sia. Se poi emergono solo quelli dei centri maggiori, questo tatto e da imputarsi solo al modo con il quale ci sì organizza. Ci spieghiamo! Se Milano, tanto per fare un esempio, riesce ad emergere, la cosa è dovuta al fatto che a Milano credono nel Tennis da Tavolo, .così come credono negli altri sport e atleti e dirigenti dedicano a questa disciplina, tempo, dana­ ro e passione con eguale, mi­ sura con la quale si dedicano al calcio, alla pallacanestro, alla pallavolo e così via. Dunque co­ me vede, tutto sta a trovare gente che crede nel Tennis da Tavolo come sport ! Come per esempio accade a Castellam­ mare di Stabia tanto per ci­ tare una cittadina vicina alla sua; e credendo nel Tennis da Tavolo come sport ! Se è vero poi quanto si dice, ad Eboli esi­ ste una densità di tavoli, che rapportata supera quella di mol­ ti centri. Perchè non vi organiz­ zate? Esitse il CSI a Salerno e anche a Pagani; jion dovreb­ bero esistere difficoltà alla Vostra partecipazione a Cam­ pionati e Tornei indetti dai predetti Enti, naturalmente re­ golarizzando la vostra posizio­ ne con affiliazione e tessera­ mento. Partecipate dunque al­ l’attività CSI e fin d’ora se volete. potete scrivere alla competente Commissione Na­ zionale Tennis Tavolo la quale sarà ben contenta di mettersi a vostra disposiizone così come lo fa il Segretario della stessa il quale nel prossimo numero di Stadium illustrerà come ri­ chiesto da lei sienor Visconti, l’attacco di rovescio!

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calcio®^® PROSINONE — In questi giorni inizia il Campionato Provinciale di calcio allievi e juniores della FIGC. 11 C.S.I. vi è largamente rappresentato da diverse società tra cui spicca l’U.S. CSI Atletico Frusino che vinse lo scorso anno il titolo degli allievi. Auguri all’allenatore Messia e agli atleti per l’edizione di quest’anno.

SALERNO — Il Campionato di cal­ cio Giovanissimi si svolge in tre Gi­ roni con sedici squadre complessi­ vamente. Nel Girone di Salerno lot­ tano: CSI Alba A e B, Mariconda A e B, Santa Croce T., Il Vittorioso. Nel Girone di Pontecagnano: Van Sandt, Bacigalupo .Forza e Coraggio, Liberias. Nel girone di Mercato San Severino: TOF, Arditi, Juventus Ca­ rili, La Castellana, Folgore, Virtus.

A TRAPAN^ si sta svolgendo il 3' Trofeo d? calcio « Sansica Fran­ cesco » per giovanissimi. Alla fine del girone di andata conduceva la clas­ sifica il G. S. Sacro Cuore seguito dal Don Bosco e dal Collegio. Nella foto una formazione del G. S. Sa­ cro Cuore.

FOGGIA — La Juventus S. Michele, superando per 3 reti a 2 l’Oratorlo ha conseguito il titolo dì Campione Pro­ vinciale C.S.I., cat. Juniores per la stagione agonistica 1963-64. Al secondo posto si è classificato il G.S. Oratorio. II G.S. Giuseppe Artigiano ha meri­ tato il premio Disciplina. Nella foto viene premiato il capitano della Ju­ ventus.

TUTTO CSI

In questa pagina ospitiamo tutte le notizie di attività CSI inviateci dai nostri corrispondenti o raccolte dalla redazione. PARABITA — Il G.S. Primavera del C.S.I. di Parabita del Comitato Zo­ nale di Nardo ha organizzato, in occasione della festa patronale cittadina, la tradizionale gara podistica. Ha vinto la gara l’atleta Antonio de Blasi del G.S. Primavera. Eccolo, nella foto, mentre giunge al traguardo.

rugby ed. «6 FIRENZE — Nel capoluogo tosca­ no, grazie al solerte impegno del C.U. prof. Giovanni Notarnicola, il rugby educativo sta attraversando un mo­ mento quanto mai favorevole. Si sono conclusi i « campionati provinciali » a 7 e a 8 giocatori. Nel campionato a « 7 » categoria « A » il titolo è an­ dato alla squadra dei Watussi, che ha preceduto le compagini dei « Ma­ gnifici 7 », Diavoli Rossi, Atletik B, Vandali (la squadra che ha segnato più « mete ») e Atletik A. Nella cate­ goria « B » affermazione dei Vandali, davanti alla nrima e seconda squa­ dra dell’Atletik, mentre nel campiona­ to a « 8 » l’Atletik A si è laureata « campione », precedendo l’Atletik B e i Watussi. E’ stato già indetto il Trofeo Viola di Arcobaleno Sport, che dovrebbe vedere impegnati tanti ragazzi al li­ mite dei 15 anni. Sempre a Firenze, con elementi che furono i primi adepti del R.E., è stata formata una squa­ dra del CSI di rugby a « 15 » (l’Atletik 100 Stelle), che ha preso parte al­ l’attività federale. GENOVA — La C.T. di Genova, unitamente all’U.S. Don Bosco, ha or­ ganizzato un riuscito « Campionato Scolastico », con squadre di 8 gioca­ tori, fra le classi dell'istituto e Qua­ lifica del noto Istituto Salesiano di Sampierdarena. Si sono svolti due

cifre alla mano.....

Il ”7” dell’Atletik A vincitore del campionato provinciale fiorentino di R.E. a 8 giocatori. gironi eliminatori, con partite di sola andata ,e quindi incontri di finale fra le squadre rispettivamente classificate al 1, 2 e 3 posto di ciascun girone. La vittoria finale è andata alla squadra della 1 Qualifica B. E’ ora in corso di svolgimento il campionato per le classi delle Medie e deH’Awiamento. Sempre a Genova sono in corso I « campionati provinciali » a 7 e a 8 giocatori.

TORINO — Il Comitato Provincia­ le C.S.I. ha organizzato anche que­ st’anno la VI edizione della corsa ciclistica Martiri di Cumiana valida per la disputa della Coppa Biennale Consecutiva « Presidenza del Consi­ glio dei Ministri ». La coppa è stata vinta da Angelo Bruno del G.S. Genepin di Pinerolo.

MORBEGNO — 11 torneò di calcio del C.S.I. Morbegno si è concioso con pieno successo. Ecco nella foto 1 gio­ vanissimi della squadra < Azzurri » con il loro allenatore Ciapponi: set­ te ragazzi, un pallone una magnifi­ ca coppa che farà bella mostra In sede.

MILANO — 11 Comitato Provinciale, nel quadro delle Olimpiadi Vitt, ha inserito il Rugby Educativo con due Tornei aperti rispettivamente ai ra­ gazzi di 11-13 anni e di 14-15 anni.

NAPOLI — Un susseguirsi di gior­ nate primaverili ha favorito lo svol­ gimento del 2. Torneo d'apertura di rugby educativo, che ha visto impe­ gnate sei squadre. Al termine delle cinque giornate di gare, la vittoria finale è andata al « 7 » del G.S. Aifi ricci capitanato da Arturo Mattone, mentre il G.S. Vesuvio A per 1/2 pun­ to è riuscito ad assicurarsi il 2. posto, precedendo il G.S. CSI Miracoli; se­ guono nell'ordine Vesuvio B, Salus A e Salus B. Il lavoro della C.T.P. na­ poletana, guidata dal prof. Cervo e dal doti. Vitiello, non si esaurisce nell’organizzazione dell’attività stica, cosicché tra breve prenderà il via una nuova « leva ».

CHI A VARI — La cestistica mente una delle forze più vive ai campionati federali di serie spettivamente un secondo e un squadra femminile.

Alcione CSI di Chiavari rappresenta attual­ della Pallacanestro ligure. Ha partecipato B maschile e femminile conquistando ri­ quarto posto. Nella foto la formazione della

MIGLIAIA MILIONI MILIARDI di milionari

di vincitori

CONVERSANO — L’U.S. Virtus ACLI è campione zonale del Comitato C.S.I. nei campionato di calcio 1964.

A cu la della sezione aeromoddlistka del C.S.I. Como si sono svolti domenica 22 marzo sui pendìi di Bennate Rosales i lanci dei veleggia­ tori in gara per il Campionato Pro­ vinciale Allievi 1963 per il Volo Libero

che non potè svolgersi lo scorso anno. I giovani in campo si sono impefjnati nella loro prima gara c tra anci, prove di centraggio, ricuperi, hanno dato luogo ad una animatis­ sima competizione. Ogni concorrente doveva effettuare 4 lanci con la facol­ tà di ripetere quelli in cui il modello non avesse volato per più di 15 se­ condi. La difficoltà era, oltre ad avere un modello ben costruito e centrato, il riuscire ad .ndirizzare il volo verso la vallata. La competizione incerta fino alla fi­ ne ha visto la vittoria di Paolo Origoni che si è aggiudicato il titolo.

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I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I i I I I I 1 I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I í I I I I I I I I I I 1 1 I I I I I I I I I I I I a i i i i !

Chi vuol scrivere a Don Nicola può indirizzare a Mons. Nicola Pavoni Via Card. Selvaggiani 22, Roma

la voce di dentro Il timido Luigi

Non te ne faccio una colpa. E’ il tuo ca­ rattere. Pur ricchissimo di intelligenza e di cuore quando devi uscir fuori da te le mani si agitano faticosamente e sudano. Però devi educarti ad essere meno timido. Educhi il cor­ po a sopportare il caldo e il freddo; educhi la tua intelligenza a capire, le tue corde vocali a parlare. Così devi educare il tuo carattere ad essere più deciso, più definito. Devi abi­ tuarti ad affrontare le situazioni difficili. Do­ mani nessuno ti porterà il caffè a letto e do­ vrai lottare da solo. Fin da ora devi imparare a legarti le scarpe da solo. Sii aperto, affronta la strada, la piazza, il bar. Parla. Sbaglia. Sopporta con forza i tuoi errori. Incomincia da capo. Abbi il coraggio di essere imperfetto. E’ inutile attardarti nel tuo olimpo d’oro. Se non camminerai vicino agli al­ tri, insieme agli altri, non capirai mai il tuo valore, non utilizzerai mai bene le tue capacità. Gli altri sono proprio come te. Poveri come te. Smettila di fare l’ultimo per vocazione. Al­ lora la ricchezza che Dio ha deposto nel tuo essere potrà servire anche al prossimo. Altri­ menti sarai come quel pazzo che nasconde sotto terra il talento per paura di perderlo. I complessi di Marino

« Mi chiamo Marino. Sono basso di statura e non c’è proporzione tra le gambe e il busto. Il mio volto è senza significato. Porto gli oc­ chiali e ho il naso rincagnato. Non so parlare e quando voglio dire una cosa seria, dalla boc­ ca mi vien fuori una voce tanto strana che fa ridere i miei ascoltatori. Non mi vuole bene nessuno. Non ispiro simpatia. Come faccio ad essere ottimista ». In fondo Marino non ha torto. Le giovani oggi più di ieri guardano all’esteriore più che non all’interiore di una persona. Capisco per­ chè Marino possa sentirsi solo. Però, Marino, tu hai ricchezze che molti giovani più simpa­ tici di te non hanno. Io ti conosco bene, co­ nosco il tuo grande cuore e la tua sensibilità. Il Buon Dio distribuisce a tutti la ricchezza. Tu non hai un naso bello ma hai una intelli­ genza acutissima e vivace. Cosa vale di più il naso o l’intelligenza? Sii più calmo e meno pessimista. Utilizza la tua intelligenza per ar­ rivare dove gli altri intendono di arrivare con una effimera bellezza. Tra 50 anni anche i volti dei tuoi amici saranno sfigurati. La tua intelligenza, la bellezza della tua anima rimar­ rà intatta se tu non ti farai travolgere da una visione gretta della vita. Marisa sei testarda

E’ una malattia la tua che va ripetendosi spesso nel cuore, soprattutto di un tipo di rarazza. Il tipo di ragazza seria. La malattia si chiama amore difficile e ha la sua fase acuta nella sua forma definitiva che si chiama amore impossibile. Tu hai la stessa sua età. Lui è studente universitario e arriverà alla laurea tra 4 o 5 anni. Purtroppo, e non ti offendere, la tua età sta correndo velocemente verso la trentina. Ti lamenti perchè lui dice: vediamoci qualche volta ma non parliamo di fidanzamento. Io non ho parlato mai con lui ma sono certo mi di­ rebbe: « Come posso adesso impegnarmi. Quan­ do sarò laureato lei sarà vecchia! ». Natural­ mente lui è un mascalzone perchè approfitta della debolezza del tuo cuore e ti tiene a guin­ zaglio. Ma tu, Marisa, sei stupida. Il tuo non è un amore, non è una amicizia. Il tuo rapporto è strano, pericoloso. Non per lui. Lui è un uomo e a 25 anni un uomo è giovane. E’ pericoloso per te. Allora stringi i tempi e definisci. Se si impegna ufficialmente, bene. Altrimenti taglia i ponti. Così perderai lui ma non perderai l’amore. Don Nicola

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I I I I

consulente del CSI

INSEGNA A SCOPRIRE GLI EFFETTI EDUCATIVI DELLO SPORT LO SPORT HA PER SCO­ PO l’educazione dei giovani; cioè consiste nel preparare l’animo loro a sentire, capire e volere la verità eterna. E tutto questo è vita. Il resto fa parte della bassa alchi­ mia delle cose inutili, scioc­ che, vuote che spesso fanno moda ma con ciò non cessa­ no di essere quelle che sono. « Il grande valore dello sport è nella sua particolare efficacia per l’interiore perfe­ zionamento, raggiunto attra­ verso l’esteriore disciplina, alla quale voi educate con costanza e serietà il vostro corpo» (Pio XII).

UN CLIMA DI INTERESSE Certo che occorre creare un clima adatto di recezione, affinchè i giovani ascoltino volentieri e si appassionino alla verità. Devono stimarci come amici ed indubbiamente ci mostreranno che essi non amano la « verità facile » ma la verità com’è, cruda, vio­ lenta, rivoluzionaria. E’ il -modo di trasmissione, « la traduzione », che spesso li offende. Sono esigenti non per partito preso, ma per una sana mentalità che an­ cora esiste nel nostro tempo, per cui quello che è serio de­ ve essere presentato nel mo­ do il più possibile perfetto. Chi è Dirigente deve avere perciò una fisionomia aperta, vivace, moderna con continui ed evidenti rapporti umani; deve saper sentire e soffrire insieme ai suoi atleti, attin­ gendo questa freschezza e sensibilità ad una vita inte­ riore, nuova, semplice, spon­ tanea.

LA RICCHEZZA E' NELLE IDEE Quindi occhio a non perde­ re « lo smalto » di quelle idee che sono la sua unica ric­ chezza, senza trascurare la conoscenza tecnica del set­ tore sportivo di cui si inte­ ressa per poterlo interpreta­ re in chiave educativa. Infatti « lo sport è una scuola di lealtà, di coraggio, di sopportazione, di risolu­ tezza, di fratellanza univer­ sale, tutte virtù naturali ma che forniscono alle virtù so­ prannaturali un fondamento solido, e preparano a sostene­ re senza debolezze il peso del­ le più gravi responsabilità » (Pio XII). «Anche nello sport possono trovare svilup­ po le vere e forti virtù cri­ stiane, che la grazia di Dio rende poi stabili e fruttuose; nello spirito di disciplina si praticano l’obbedienza, l’umil­ tà, la rinuncia; nei rapporti di squadra e di competizio­ ne la carità, l’amore di fra­ ternità, il rispetto reciproco, la magnanimità, talora anche il perdono; nelle ferme leggi del rendimento, la carità, la modestia, la temperanza » (Giovanni XXIII). Ricordiamoci che l’atleta, come ogni uomo, è un pe­ renne assetato: assetato di gioia, di verità, di sapienza, di felicità, di amore... di tutto. C’è in lui una grande se­ te, che si fa di volta in vol­ ta, curiosità, desiderio, sba­ lordimento, ammirazione, stu­ pore, ansia, avventura... che gli apre non soltanto le stra­ de della terra, ma lo spinge

verso i labirinti della storia, verso i misteri incantati del­ l’arte, le sottili trame psico­ logiche dello sport, i viventi miracoli della natura... E’ una pallida espressione di quella esistenziale inquietudine, con­ naturale col suo essere nel mondo.

Dirigente, fa in modo di non deludere questo * asse­ tato », ed abbi paura dei giovani che si chiudono in se stessi, delle curiosità subito soddisfatte, delle virtù subito soddisfatte, dei gesti senza speranza. Don Lelio

Funzione educativa dell’allenatore Nei numeri scorsi Renato Bernini

ha parlato degli allenatori di calcio e della necessità di una loro preparazione e preoccupazione educativa.

La diffusione della disciplina calcistica rende l’argomento di estrema importanza

e attualità. E’ quindi con vivo piacere

che ospitiamo in merito il parere dì Francesco Liverani, illustre ex giacca nera, rappresentante dell’AlA in seno al CSI appassionato e competente

dei problemi sportivi giovanili.

L’allenatore od istruttore, cioè colui che per la sua particolare attività si trova in continuo contatto con giovani, deve essere anche sinonimo di educatore , e pertanto deve sopratutto sapersi imporre sui giovani affidati alle sue cure, con la sua spiccata personalità; quindi necessariamente dovrà essere, non solo "istruito ed un grande esperto in materia, ma anche "intelli­ gente”, "buono”, ed un "generoso". Dovrà quindi trasmettere con la massima gioia, tutta la sua esperienza di giuoco ed agonismo, sottinteso che si tratterà sempre di un agonismo vitale e leale; ma tutto ciò però non sarà possibile insegnare, senza avere un programma prestabilito e chiaro in ogni sua parte, anche nei minimi particolari, poiché l’insegnamento deve essere continuo e seguito in ogni ordine; ecco quindi la necessità di una chiara e solida istruzione da parte

dell’allenatore. L’allenatore deve essere un grande esperto, perché, come, dove, quando e verso quali allievi si possono e si devono applicare le varie norme del giuoco, dipende esclusivamente dal suo spiccato intuito, dal suo giudi­ zio; facendo leva, non soltanto sul suo eventuale pas­ sato di grande sportivo praticante, o sulla sapienza dello sport, acquistata questa attraverso testi e frequenze a determinati corsi specializzati in materia, ma soprat­ tutto con entusiastiche trovate tecniche, osservazioni, paragoni, esempi. Infinite sono le occasioni che si offrono all’intelli­ gente allenatore ai fini dell’insegnamento, ma soprat­ tutto occorre una enorme pazienza con i giovani, poiché se anche possono sembrare alle volte irrequieti e di­ ciamolo anche un po’ turbolenti, hanno però sempre un gran desiderio di apprendere e vedono nell’allenatore il loro maestro, non solo di pratica sportiva ma anche di vita. A questo punto, subentra l’allenatore buono, poiché deve sentire questo suo compito, non come un arido istruttore, ma un po’ come una "vocazione”, ed allora gli sarà molto più facile occupare costantemente i gio­ vani, conducendoli ad una facile e costante disciplina sportiva, disciplinarli, e formarli facendo considerare che la loro rispettiva Società Sportiva è come un se­ condo nucleo familiare. Poiché l’educazione attraverso lo sport non si può iniziare col primo giorno in cui l’allenatore viene a con­ tatto con i giovani; tali contatti dovranno essere presi gradualmente, con signorilità, con tatto, cercare di in­ dividuare il carattere di ognuno di questi giovani e pla­ smarli, poiché ogni carattere avrà bisogno di un suo particolare trattamento, e pertanto è necessario che l'allenatore sia un "generoso”, nel senso che la sua opera sarà effettivamente grande, poiché per ottenere un amal­ gama di anime alle volte molto eterogenee, dovrà pro­ fondere un fiume di energie "spirituali" ed anche "fi­ siche”, appunto per elevare questi giovani ad una di­ sciplina sportiva sì, ma soprattutto ad una disciplina morale, che sono poi le reali aspirazioni cui tende il C.S.I.; creare degli uomini di sport, ma in un corpo sano e con sana mentalità. Trovare tali tempre di allenatori od istruttori non è impossibile, basta cercare e non avere paura di perdere tempo nel cercarli. Francesco Liverani


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