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Stadium n. 8/1963

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Stadium I problemi dello sport

ANNO LVII - N. 8 - 12 MAGGIO 1963 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

vanno in brasile La squadra nazionale di pallacanestro è partita alla volta del Brasile per i campionati mondiali di Rio de Janeiro. La comitiva azzurra è andata incontro al torneo di ’’Rio” con molte speranze e con decisa volontà di realizzarle. E consapevole di dover difendere un recente passato ricco di lusinghiere prestazioni, a cominciare dal quarto posto alle Olimpiadi fino agli ultimi successi internazionali nei quali il cestismo italiano ha confermato non soltanto il possesso dì notevoli qualità tecniche ma anche morali, di orgoglio, dì affiatamento e dì fresco entusiasmo. Doti tecniche e morali che saranno messe a dura prova nelle impegnative gare del girone B contro Stati Uniti, Ar­ gentina e Messico, e poi negli incontri di ’’finale” a livello dei colossi mondiali. Per questo vogliamo accompagnare la comitiva azzurra con un cordiale augurio e con il caldo incitamento di un vibrante ’’Forza Italia!”.

Prima di raggiungere l’Aeroporto di Fiumicino i nazionali di pallacanestro con i loro istruttori hanno compiuto una gradita visita alla nostra Sede Na­ zionale E' stato un incontro molto cordiale e, in certo senso, familiare con arsi Ben sei infatti, dei dodici componenti la comitiva azzurra proven­ gono dalle file del Centro Sportivo Italiano: Riminucci, Bertini, Giorno, Gatti, Hat Pozzo e Cescutti. Nella foto in alto i cestisti azzurri posano per il nostro SornalZ Da Mnistra a destra sono: il V. Presidente Nazionale della FIP Gar” Musini Cescutti Vittori Bertini, Dal Pozzo, Gatti. Giorno, Riminucci, l’istruttore Tecnici kdeX Paratore, Gavagnin, il V. Istruttore Federale Primo Vinello Lombardi e Pellanera Nelle altre foto alcuni momenti delPnmo, viane , . f Borghi consegnano i nostri distintivi doro l’incontro: Mons Pavoni e il e5Cescutti Avevano già ricevu tò "^meritato riconoscimento in altre occasioni Riminucci, Giorno e Bertini

FUSSE CHE FUSSE... La Giunta del CONI, nell’ultima sua se­ duta, ha esaminato numerosi argomenti di grande importanza per lo sport italiano. Innanzitutto un progetto di piano quindi­ cennale per il finanziamento di impianti sportivi riservati esclusivamente alla pra­ tica dello sport e non allo spettacolo, l’op­ portuna proposta di rendere obbligatorio l’esame di nuoto per il conseguimento della licenza della scuola d’obbligo nelle località balneari o dotate di bacini artificiali. Soprattutto di portata capitale ci sembra l’azione intrapresa dal CONI per sollecita­ re i parlamentari e il governo della prossi­ ma legislatura a prevedere, in unione e con l’aiuto del CONI, una seria e decisa pro­ grammazione di politica sportiva. Un fatto nuovo, fondamentale, si sta ve­ rificando nella prassi del CONI e nei rap­ porti con lo Stato. Lo sport italiano, che ha nel CONI l’organo rappresentativo più alto e qualificato, esce dal suo ’’splendido isolamento” e si fa promotore nei confron­ ti dello Stato di un’azione che ne solleciti l’intervento, ne ispiri le direttive e ne aiuti concretamente l’opera per la soluzione dei nostri problemi sportivi. Plaudiamo alla nuova ’’politica” del CONI, quella stessa politica, ci sia consen­ tito ricordarlo, che in questi ultimi tempi avevamo ripetutamente suggerito e auspi­ cato fino a stancare. Abbiamo più che mai la certezza che sia questa la strada più si­ cura per l’avvenire dello sport italiano: una strada che gli potrà garantire il più ampio progresso e nello stesso tempo lo salvaguar­ derà dà ogni attentato alla sua libertà. COME SE NIENTE FUDESSE...

La stampa sportiva ha aperto il proces­ sone ai fattacci di Napoli e Salerno. I col­ pevoli, o presunti tali, vengono ricercati spietatamente, processati minuziosamente e condannati senza pietà. Dirigenti di socie­ tà insensibili alle esigenze dei tifosi, diri­ genti federali che non ammettono si possa modificare il calendario delle gare per nes­ sun motivo, arbitri (ovviamente) inadegua­ ti al compito e tifosi scalmanati dimenti­ chi di ogni legge e di ogni misura. Già, ma di se stessi i giornalisti non par­ lano: se ne guardano bene. Se il pubblico degli stadi manifesta sentimenti non dicia­ mo antisportivi ma addirittura incivili essi, i giornalisti, non si sentono affatto respon­ sabili di averli suggeriti e preparati con i loro commenti partigiani, con il ricercare un capro espiatorio per ogni sconfitta, con l’ingenerare in certe squadre e nei loro so­ stenitori la ridicola convinzione di essere perseguitati da chissà quali fantomatici ne­ mici. La prova più dolorosa di ciò sta nel fatto che tra i fermati e gli arrestati c’è un gran numero di sprovveduti minorenni che bevono avidamente e indiscriminatamente gli smodati commenti dei sullodati giorna­ listi. E’ troppo facile atteggiarsi a giudici im­ pietosi e lavarsi sbrigativamente le mani da ogni responsabilità. Soprattutto non è leale abbandonare nei guai quei tifosi di cui si pretendeva difendere le ’’sante ragioni”!

(a cura di Duilio Olmetti)


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