A T~'X T T T A i periodico sport. A ) | HV| UFFIC.PERGLIAT2 k 1_ Z 1 J 1 Z 1 TI DELLA F.A.S.C.I. Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA
anno xviii — N 8
ROMA — 30 aprile 1923 Conto corrente postale
intenderei La F.A.S.C.I. non ha un programma! Ecco quello che si va dicendo un po’ dapper tutto, rendendo cosi più difficile che mai l'opera
federale. Parleremo ampiamente della cosa sotto tutti gli aspetti, ogni volta che se ne presenterà l'occa sione. Oggi crediamo opportuno accennare ad una vecchia storia che in questi tempi di rinnovate attività rei campi ginnici sportivi è stata rimessa in circolazione. « Voi della F.A.S.C.I., avete fatto il contr’altare : voi non avete il diritto di dividete le organiz zazioni sportive, voi non potete entrare nel campo libero dello sport... ». Noi intanto siamo al nostro posto non per vo lontà nostra, ma perchè l’Autorità da cui dipen diamo così ha voluto, nell’interesse dei giovani, per i fini complessi dell'azione cattolica. In se condo luogo noi non ci occupiamo di una sola cosa; non facciamo il contr’altare per gusto o per settarietà. Noi ci occupiamo di educazione fisica nel1 senso più lato perchè per noi l’educazione fisica non è fine a sè stessa, ma mezzo di edu cazione morale. Perciò se ieri prevalentemente ci occupammo di ginnastica fu perchè la ginnastica strappava i giovani dai nostri circoli, oggi sem pre per le stesse ragioni — il deliberato del con gresso di Asti del 1922 informi — vogliamo oc cuparci di tutto il complesso degli sports perchè oggi gli sports sono quelli che più ci danneg giano. C’è un punto in cui siamo in fondo tutti d’ac cordo che cioè oggi la gioventù deve fare moto, deve esercitarsi fisicamente e che la G. C. I. non può disinteressarsi de! movimento sportivo. La società sportiva cattolica si??? Su questo siamo tutti d’accordo... Ma si è pen sato alle conseguenze di ciò? E i pericoli? Spesso quando un giovane domanda di entrare a far parte di una società sportiva cattolica ignora quali differenze sostanziali vi siano fra essa e le altre, e crede di potersi occupare di ginnastica e di sport, esclusivamente, facendosi un dovere di mancare a tutte le manifestazioni che la società promuove nel campo della cultura, della morale e della religione. Accade così che la società manca di una forza organica e lentamente si trasforma da cattolica a neutra ed anche peggio! Bisogna che i principii essenziali su cui si basa la vita di una società cattolica vengano sempre rigidamente ri spettati, bisogna che i soci comprendano di esse re insieme riuniti per attuare un programma che
non è solamente fisico ma che attinge le sue ra gioni di vita ai più alti ideali della morale e del
la fede. Ci vuole un miracolo federale per la disciplina, per il controllo per la difesa, perchè il circolo sportivo deve avere per fine di risvegliare nei so ci una salda e sicura coscienza cattolica per farne degli individui che pratichino la vita cristiana, per innamorarli del dovere, della carta sociale, per iniziarli all’esercizio di Questa carità, per far sì, in una parola, che la fede loro, eccitata, custodita e rafforzata nei primi tempi, si traduca in forza operante per il bene del prossimo e per l’orien tamento della società verso Dio. Le società sportive spinte nel gran mare della attività i az’onal' non hanno più che una finalità da raggiungere, quello di vincere a qualunque costo. Non si può del resto unire vasi di creta t a vasi di rei"o, la ba'tagaa si fa -llori ad armi impari e si perde necessariamente. Difatti quando una società vuole prender parte ad un concorso a grande stile ad un campionato di fcot-ball ad una gara importante, si preoccupa subito di una cosa : preparare un lotto capace di concorrenti e, se i buoni concorrenti mancano si cercano in casa altrui. Così s’infiltrano in un am biente sano e morale giovani anche corrotti che in nome delle loro specialità ginnico-sportive credo no d’avere il diritto di passar sopra a regolamenti e statuti. Quando poi il concorso è terminato i ginnasìi di ventura presi i premii, così poco lealmente vin ti, se ne tornano là donde erano venuti lasciando però nella società un principio di indisciplina e magari di ribellione. I direttori, i presidenti, gli assistenti ecclesia stici debbono tener presente questo principio car dinale per una società cattolica che l’essere un campione non dispensa dai più elementari doveri sociali, e che la società può vivere anche senza campioni, per il principio costantemente affé-mato che è meglio ottenere poco da molti che molto da pochi. E’ bello l'entusiasmo che spinge i giovani ad una sapiente preparazione per conquistare un al loro. ma non è degno di cattolici il premio car pito con inganno o con arzigogoli da leguleio. Per far vivere una società sportiva o ginnastica ci vuole molto. Anzi moltissimo, è meglio non costituirla, però, quando non si vede la possibilità di saperla ben guidare e far prosperare ; le so cietà sportive anemiche sono più dannose che
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Abbonamento annuo . . . L. 5.— » sostenitore. . » 10.— Per i ginnasti tesserati . . » 3. •utili, perchè fanno nascere nei giovani il deside rio dello sport senza poterlo soddisfare. Lo sappiamo i problemi non sono facili, nè semplici. Non si crea tutto un movimento per ca priccio, nè per capriccio si uccide. La verità è questa che i cattolici si sono preoc cupati da anni della educazione fisica dei giova ni, hanno cercato di difendere un principio di educazione per non far si che la ginnastica e gli sport divenissero fine a sè stessi : Ha F.A.S.C. 1. ha cercato di assolvere nel modo migliore il compito che ad essa era affidato... Per l’avvenire si deve cambiar strada? E’ oggi opportuno un nuovo indirizzo federale? Sia: discutiamo, sere namente, senza personalità della cosa, e poi nul la vieterà si possa prendere la decisione che sia più vantaggiosa per la gioventù cattolica d’Italia. R. d’A.
Il Pontefice Santo In questi giorni una breve nota di cronaca ci ha informati che è stata introdotta la causa per la beatificazione di S. S. Pio X, di venerata memo ria. La F.A.S.C.I. non può lasciar passare sotto si lenzio un fatto di così alta importanza; non può non ricordare la grande bontà, la paterna prote zione, l’incoraggiamento mai venuto meno del Pontefice Santo, oggi in cui una nuova gioia ral legra la Chiesa di Roma. Se infatti sorse la nostra Federazione fu per opera Sua : fu perchè dall’alto del Vaticano una voce nuova e piena di ardire chiamò a raccolta tutti i giovani ginnasti cattolici. Bisogna oggi ri cordare ; è la nostra storia ed è la nostra gloria ; è il passato che deve in una rievocazione serena aprire le porte dell’avvenire. L’Anima mite e buona del Pastore aveva com preso subito quello che molti oggi ancora non sanno non riescono a comprendere. La gioventù ha bisogno di svago, di diverti mento per non pensare al male; la gioventù ha bisogno di addestrarsi nelle membra per essere forte fisicamente, ma anche per logica conseguen za, moralmente. Il vizio uccide e corrode ; nel male si perde la gioventù ogni giorno irreparabilmente, bisogna salvarla. Non solo : con Io scopo di fare ginna stica e sport i nemici da tutte le parti c’invidia no. I giovani attratti dalla passione per gli sports abbandonano le nostre .società giovanili, i nostri crateri; bisogna difendersi... Ed eccto la parola alta e benefica del Padre che scende dal Vaticano e traccia la via : « Ammiro e benedico di cuore tutti i vostri giuochi e passatempi : fa ginnastica, il ciclismo, l’alpinismo, la nautica, il podismo, le passeggia te, le gare, i concorsi e le accademie alle quali vi dedicate : perchè gli esercizi materiali del cor-