NON MI SI ADDEBITI NO sentimenti nostalgi ci se debbo richiamarmi al « famoso » fascio litto rio: non tanto a quello maltrattato e vilipeso di un regime ormai nella storia, ma a quello che Roma portava ovunque due decine di secoli or sono per mostrare in mo do « didattico » l’unità e il conseguente prestigio e la forza di Roma. E sen za andar lontani nel tem po un poeta del primo novecento scriveva: « non siamo un popolo, perché siam divisi »... ed è inu tile essere in cento a dir di sì ed uno solo a « fare no ». Le chiacchiere la sciano il tempo che tro vano: ciò che può deter minare un atteggiamen to sono i fatti e la recente storia d’Italia ce ne ha dato purtroppo conferma. E’ questa la situazione dello sport: siamo divisi e si chiacchiera troppo. Ciascuno tira l’acqua al proprio mulino e con gressi e convegni si addi zionano a non finire. Ci sembra giunta l’ora di tirare i remi in barca e fermarci un istante: lo sport ha bisogno di prov vedimenti urgenti e di considerevole mole, non di chiacchiere; i ragazzi soprattutto hanno biso gno di essere avviati pri ma che alle discipline sportive al concetto del l’attività sportiva come utile elemento dell’educa zione totale dell’indivi duo; è necessario che le famiglie vengano solleci tate e poste dinanzi alle tragiche conseguenze di una mancata educazione fisica e sportiva della gio ventù; lo Stato deve trat tare lo sport non come le compagnie d’avanspet tacolo, ma come un de terminante mezzo di edu cazione dei cittadini. E se non troviamo al tri che ci possano segui re allarghiamo almeno l’invito ai cattolici: la FARI, l'Unione Uomini di A. C., le ACLI, tutte le Parrocchie, uniti in un unico sforzo per un uni co scopo: dare alla gio ventù lo sport di cui ha bisogno.
Il Centro Sportivo Ita liano non vuole fare l'al fiere, non desidera d’al tra parte liberarsi dai suoi obblighi: vuole fare la strada, aprire un dia logo. Facciamo tutti un esa me di coscienza per vede re se abbiamo fatto ogni cosa, ogni tentativo per ché i ragazzi e giovani d’Italia non debbano giungere alla soglia della vita soltanto tifosi scal manati, ma sportivi au tentici. Corrado Biggi
SPORT
c. s. i. PRESIDE^ IUI0MME ARCHIVIO STuRIGJ
in parallelo
NON E' LA PRIMA VOLTA che il nostro giornale tratta della necessaria collaborazione tra gli organismi cattolici. Ha parlato di volta in volta di « buona volontà », della necessità di « darsi una mano » e di « essere vicini ». Ora ritiene sia giunto il momento di affrontare apertamente l'argo mento esaminandolo per quanto possibile anche nei suoi dettagli. Cominciamo in questo numero a parlare della F.A.R.I. Primo perché è, in linea logica e pratica, l'organismo più vicino e affine al nostro; in secondo luogo perché ce ne offre lo spunto un recente tentativo di iniziativa realizzata in comune. Ci riferiamo alta celebrazione nazionale della « Pasqua » Non intendiamo additare orizzonti nuovi o soluzioni radicali ad alcun problema. Il C.S.I. e la F.A.R.I. sono due organismi con precise, specifiche fisionomie, strutture e finalità che possono e deb bono realizzare ciascuno nel proprio ambito con i mezzi, i programmi e gli uomini di cui dispon gono. Ma sono due organismi, diciamo cosi, affiancati che, nell'ambito dell'Azione Cattolica, lavorano nello stesso ambiente sportivo, l'uno nel settore maschile, l'altra in quello femminile. Ci possono essere, e ci sono in realtà, settori di attività, iniziative, zone di influenza, scopi da raggiungere che sarebbero certamente meglio perseguiti unendo le idee, i programmi e gli uomini. Non facciamo del resto niente di nuovo, ben sapendo che un accordo tra il C.S.I. e la F.A.R.I. risale addirittura al 1946. Sulle possibilità di collaborazione tra la F.A.R.I. e il C.S.I. abbiamo chiesto il parere della vice presidente Nazionale della F.A.R.I., sig.na Ludovica Busatto.
COME ORGANIZZAZIONI PARALLELE, opera l’uno della GIAC e l’altra della G.F. di ACI. il C.S.I. e la F.A.R.I. non solo possono ma è anche bene che collaborino in modo fattivo. Penso che tale collaborazione possa prendere vita su un piano di rappresentanza e su un piano tecnico. Sarà opportuno che il CSI e la FARI si presen tino insieme, con iniziative comuni, di fronte alle Autorità politiche, civili e religiose in modo da ren dere una comune testimonianza del pensiero e della presenza attiva dei cattolici nello sport. Sul piano tecnico ci sono già oggi vari esempi di collaborazione. In alcune città la stessa commis sione tecnica del CSI è anche commissione tecnica della FARI. Non nascondo che la FARI deve molto all’aiuto tecnico del CSI e anzi ne approfitto per ringraziare di questa collaborazione così disinte ressata. Credo però che possiamo andare ancora più avanti: perché non pensare, per esempio, alla mede sima data e città per tornei di propaganda e per
finali di campionato? In questo modo si potrebbe contare in una più completa ed efficace sensibilizza zione dell’ambiente in ordine allo sport maschile e femminile cristianamente inteso e in una maggiore semplificazione della organizzazione. Perché non at tuare insieme iniziative che sia il CSI che la FARI programmano separatamente? Come esempio si po trebbe richiamare la Pasqua o il Natale dello sportivo. Naturalmente vedo molto utile per tale collaborazione un incontro maggiore a livello di dirigenti. Troppo spesso lavoriamo l’uno accanto all’altro, ma gari nello stesso palazzo e non ci conosciamo che di nome; se vogliamo parlare di collaborazione è ne cessaria la conoscenza di persone, di programmi e di problemi dell’organizzazione parallela. Mi auguro che concretamente questi nostri desi deri di collaborazione trovino eco presso i Comitati CSI e FARI in modo da poter dire insieme una pa rola più efficace al mondo sportivo italiano. Ludovica Busatto
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QUINDICINALE DEL CSI
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I PROBLEMI DELLO SPORT
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ANNO LIX - N. 7 ■ 19 APRILE 1964
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OR. Il
CAMPIONATI NAZIONALI CORSA CAMPESTRE TENNIS DA TAVOLO a pag. 4 e 5 I campionati nazionali CSI di Tennis da Tavolo: in alto Massei delia categoria allievi e in basso Sanvito della categoria juniores. Le finali del Campionato Nazio nale si sono svolte a Chianciano Terme 1'11 e 12 aprile: a pag. 5 il nostro servizio
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