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Stadium n. 7/1924

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STADIUM anno xviiii — N. 7

Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ROMA —

Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

15 aprile 1924

Conto corrente postale

Alleluja ! — Questo numero che arriverà a destino prima di Pasqua, porti a tutti gli amivi della F. A. S. C. I. e particolarmente ai Colleghi del Consiglio Direttivo, a tutti i componenti dei Consigli Regionali, alle Commissioni tecniche, ai Direttori di Società, ai Ginnasti, ai loro instancabili Capi-Sqnadra, il saluto cordiale e l’augurio più affet­ tuoso della

DIREZIONE DI « 8TADIVM».

PER VINCERE Abbiamo fatto sul numero passato un po’ di bilancio ; ora crediamo utile opportuno richiamare tutti alla disciplina più viva, non per un vano de­ siderio di comandare, ma per raggiungere vera­ mente i fini ultimi- dell’opera nostra. Considerare anche in forma rude la realtà fe­ derale sarà certamente un bene ; mettere il dito nella piaga gioverà a meglio conoscerla; guar­ darci in faccia con occhio sereno vuol dire fa­ cilitare l’opera di comprensione e di ricostru­ zione. La F.A.S.C.I. è oggi su di una nuova via, guarda ai più larghi orizzonti dell'opera sua, e attende con fiducia l'avvenire. Ma è doveroso fare una constatazione : la Fede­ razione avrebbe più agevolmente percorsa la sua via se le nostre società avessero compreso tutto il valore dello spirito di disciplina. In qualunque organismo se manca una forza coordinatrice, e se tutte le parti non cooperano del loro meglio per assecondare la buona vo­ lontà dei dirigenti, non è possibile parlare di vita rigogliosa e sopratutto di progresso. Invece non appena si annunzia, un concorso, una gara, un campionato, non appena qualche persona di buona volontà con sacrificio di tempo e di danaro cerca con lodevoli iniziative di fare veramente qualche cosa, da alcune parti si inco­ mincia l'ostruzionismo, la piccola battaglia a colpi di spilla, con il bel risultato pratico di get­ tare a terra quello che si era con tanta fatica co­ struito. Nè queste sono esagerazioni, perchè la storia di ieri e di oggi ce ne dà luminosi esempi. Ora non vogliamo qui dire parole amare con­ tro nessuno, anche perchè sappiamo compren­ dere e giustificare l’opera dei giovani fatta più di entusiasmo che di riflessione, ma per il bene della nostra Federazione dobbiamo far sentire la nostra voce sopra un così grave argomento. Primi responsabili della disciplina federale so­ no i Consigli Regionali : questi organi decentrati non rispondono sempre e come sarebbe desidera­ bile al loro compito; le frequenti crisi, dovute specialmente a piccole rivalità personali, ne fiac­ cano le energie e ne diminuiscono l’autorità, tan­ to che, quando si debbono rinnovare le cariche, le difficoltà diventano insormontabili. Perchè questo? Perchè manca la stima necessaria delle isti­ tuzioni e delle persone e perchè non c’è società

che non creda, anche in buona fede, di essere stara vittima di ingiustizie nel caso di una man cattai vittoria, e che non cerchi di dare 1 ostraci­ smo a coloro che hanno avuto il solo torto ai non favorirla. Così i Consigli Regionali funzionano ma'.e ed in qualche regione non funzionano af­ fatto, ed allora accade questo fenomeno curioso che se .il C. D. F., sobbarcandosi ad un enorme lavoro, si sostituisce al disciolto Consiglio Re­ gionale come è suo diritto, le società ne Intral­ ciano l'azione in nome di un Consiglio che non hanno saputo costituire e far funzionare. ' Le conseguenze disastrose che ne derivano non hanno bisogno di essere illustrate“, tutte te so­ cietà le conoscono per esperienza. Ora crediamo nostro dovere dire apertamente ai responsabili che per l’avvenire delta Federazione e delle so­ cietà, si deve a tutto ciò porre un termine. Vedano i presidenti e gli assistenti ecclesia­ stici sopratutto di interporre i loro buoni uffici per raggiungere lo scopo, pensino che la loro opera non avrebbe nessuna ragione d’essere se non mirasse molto più in alto delle meschine competizioni personali, perchè noi siamo scesi in campo per combattere lai nostra battaglia per la salvezza e per la redenzione della nostra gioventù italiana. Noi siiamo qui al nostro posto, per questo vo­ gliamo augurarci che anche gli altri ci diano il loro prezioso contributo perchè alla nostra opera possa arridere la vittoria. Siamo troppo rudi? Forse. Ma gli amici che lavorano alacremente e con senso altissimo delle loro responsabilità; le Regioni che seguendo t loro centri direttivi ogni giorno di più si svilup­ pano e organizzano serie ed importanti manife­ stazioni ginnastiche e sportive dovranno, anzi­ ché dolersi delle nostre parole, rallegrarsene, La constatazione delle mancanze e della poca di­ sciplina di alcuni centri è naturale faccia mag­ giormente risaltare l’opera buona e proficua de­ gli altri. Questo volevamo oggi dire e speriamo non sia stato detto invano. R. d’A.

Ginnasti !. . Ricordatevi che per par­ tecipare a tutti i convegni e concorsi della F. A. S. C. I. è obbligatoria la tes­ ser« federale Anche per FIRENZE tutti i ginnasti della F. A S C. I debbono avere la tes­ sera in regola col bollo del 1924.

PERIODICO SPORT.

UFFIC. PER GLI AT­

TI DELLA F.A.S.C.I. CONDIZIONI D’ABBONAMENTO

Abbonamento annuo . . » sostenitore . Per i ginnasti tesserati .

. L. 5.— . » 10.— . » 4.—

Organizziamo l’escursionismo Quando io scrissi su queste colonne l'articolo così intitolato in cui chiamavo a raccolta tutte le forze escursionistiche ed alpinistiche d’Italia in­ vitandole ad unirsi sotto la fulgida bandiera della F.A.S.C.I. per mantenere una direttiva unica in tutti quelli che dedicandosi alla sport altamente educativo della montagna, tengono a mantenere saldi i principi! cristiani ed a non trascurare le pratiche religiose necessarie, non avevo ancora letto la bella pastorale che S. A. il Principe Ve­ scovo di Trento, Mons. Celestino Endrici, ha in­ dirizzato ai suoi fedeli nella presente quaresima. Mancherei certo al mio dovere se non pub­ blicassi sul nostro bollettino quanto Mons. En­ drici ha creduto opportuno di dire nella sua let­ tera a riguardo dello sport in genere e dell'e­ scursionismo in particolare. Egli parlando del ri­ poso festivo e della santificazione della domeni­ ca, dopo tante altre raccomandazioni, tratta ap­ punto l'argomento che ci interessa con queste parole : « Facciamo appello a tutte le società sportive, affinchè nell'organizzare escursioni vedano di da­ re la comodità a tutti i soci di ascoltare la S. Messa. « Piacemi qui riferire quanto scrisse in pro­ posito il sacerdote Achille Ratti, ora Pio XI. Egli, amante delle bellezze della natura, inculcava a quanti fanno escursioni, di disporre le cose in modo che sia possibile l'adempimento del dove­ re religioso. Egli scrive : « Il dovere anzi tutto. Oso raccomandare il ri­ flesso contenuto in queste parole agli organizza­ tori di gite sociali festive. Essi saranno doppia­ mente benemeriti, disponendo le cose in modo che sia) possibile l’adempimento del dovere reli­ gioso a quelli, e non sono pochi, che ne con­ giungono la coscienza all’amore della montagna e della nostra istituzione (Società Alpinisti). E dico questo con tutta semplicità, come alpinista e co­ me collega, e non come prete, perchè mi pane una riflessione che armonizza pienamente cogli intenti educativi dell’istituzione nostra medesi­ ma, massime in considerazione al largo appello che essa viene facendo ai minorenni. « La prima e più necessaria educazione è quel­ la del rispetto al dovere ; ed il piacere stesso meglio si gusta, quando il dovere è stato piena­ mente soddisfatto, anche se con qualche difficol­ tà, anzi allora più che mai ». « Ed ora, prima di passare oltre, mi sia lecito un’osservazione sull’uso dello sport. « Tutti conveniamo che l’educazione fisica, razionalmente usata e diretta, serve ad allevare alla famiglia ed alla Patria una gioventù moral­ mente sana e forte, secondo l’antico adagio: Mens sana in carpare sana. « Ma come in tutte le cose anche riguardo al­ lo sport ci vuole il senso della misura. Questo senso della misura manca in quanti predicano lo sport sopra tutto, e ne promuovono il culto fino quasi alla divinizzazione.


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