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Stadium n. 7/1923

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STADIUM“ Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

ANNO XVIII — N 7

ROMA — 15 Aprile 1923 Conto corrente postale

Coptro lo

specialista

Nello sport come nella ginnastica vi sono gli specialisti. Quello che ormai avviene nei diversi campi del lavoro umano, dove per ottene e dei prodotti di qualità superiore si cerca di specializ­ zare e dividere il compito degli operai ; quello che avviene nei campi più elevati della scienza e del­ l’arte dove per approfondire un punto dell'infinito scibile è necessario specializzarsi, tanto che oggi nelle professioni abbiamo creato e classificato gli specialisti, avviene per altri fini e con altri cri­ teri nel campo fisico. Vi sono oggi gli specialisti delle diverse gare, che potranno essere chiamati anche campioni con un frasario più sportivo, i quali di tutte le loro energie hanno fatto tesoro per farle convergere verso un solo obbiettivo. Credo dannosa la specializzazione come è inte­ sa oggi nei campi dello sport e perciò non sarà inutile dire qualche cosa sull’argomento. Non mi preoccupo qui del danno individuale che fa a sè il giovane.che, trascurando la forma­ zione armonica del proprio organismo, sviluppa soltanto alcuni arti a danno degli altri e a danno delle funzioni vitali, specialmente del cuore ; in un paese in cui è permesso il suicidio e, quel che è peggio, l’apologià del suicidio, libertà vuole che sia anche permesso fare lo specialista ginnastico o sportivo, ma mi preoccupo dell’insipienza dei dirigenti le sorti della Educazione Fisica in Italia e nel mondo, i quali gridano da anni contro tanti mali e contro tanti cattivi esempi, ma in­ tanto sono i primi ad applaudire o magari a con­ durre ad una Olimpiade degli uomini fenomeno! Certo l’Educazione Fisica non è simpatica ai giovani perchè la gioventù se ne vuole ridere di tutte le discip’ine che in nome della scienza vo­ gliono infrenare l’esuberanza dei quindici anni, della primavera della vita, ma anche a costo di essere anticipatissima, essa deve proseguire per la propria via senza pentimenti. Contro gli specialisti l’Educazione Fisica ha sempre fatta la voce grossa, ma intanto non c’è un concorso di qualsiasi genere, anche di Educa­ zione Fisica, in cui non facciano capolino le gare individuali... speciali. Ora voi mi direte che se la ginnastica e lo sport rimangono senza gare e senza campionati non esisterà più nè l’una nè l’altro. Ebbene a voi sem­ brerà un paradosso, eppure, io credo, che que­ sto sarebbe un gran bene. Bisogna abolire le gare radicalmente !

Lo sport tornerà tale solo quando avrà fatto i funerali ai reccrds, agli handicaps, ai matchs, a tutti quegli esseri anfibi che, come i senza patria.hanno un solo nome in tutti i paesi del

mondo ! Noi abbiamo bisogno di un popolo forte, tutto forte, non degli uomini forti ! Che cosa importa a noi se pochi alberi giganteschi possono attin­ gere con le chiome altissime le purezze dei cieli, se intorno l'acque impaludano un terreno di pic­ cole piante? Noi vogliamo un bosco uguali che confonda le chiome degli alberi come un grande mare verde agitato dal vento! Noi siamo tutti convinti che l’Educazione Fi­ sica è necessaria, utile, indispensabile ed intanto spendiamo tesòri per premiare il vincitore di una gara bestiale che non cesserà d’esser tale se av­ volta nel classico paludamento greco. Cerne nessuno invita sulle piazze d’Italia gli studenti di liceo per sapere chi ha imparato a memoria più versi di Dante o gli artieri d’una fab­ brica di corazze per sapere chi alzerà più volte in un'ora la mazza pesante di ferro, così non vo­ gliamo vedere gli eroi del muscolo far gli istrioni per guadagnarsi da vivere. Il popolo deve comprendere che come è ne­ cessaria la cultura fisica e come per acquistar l’una deve pagare e sudare, non c’è nessuna ra­ gione non debba fare altrettanto per l’altra. Dobbiamo uccidere tutti gli sports, tutte le gare tutti i concorsi in cui vi sia un premio e vi possa emergere lo specialista. La cultura fisica deve essere come la cultura intellettuale ; deve, come questa, essere lasciata alla libertà individuale, perchè come c’è il di­ ritto di restare ignoranti ci deve essere il diritto di essere incapaci a percorrere un chilometro a piedi. Ma altresì come è necessario per uno scienzia­ to fare un concorso sopra date materie per occu­ pare un posto, così dovrebbe essere necessario dare un esame di capacità fisica per certe profes­ sioni, per certi mestieri. Dunque io non voglio uccidere lo specialista fi­ sicamente, io lo voglio uccidere sportivamente ; non si deve essere forti per vincere un premio, ma per guadagnarsi la vita! Bisogna prendere il vocabolario italiano, ribat­ tezzare coi veri nomi tutte le pazzie sportive, to­ gliere loro l’aureola eroica che la miseria lette­

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raria odierna ha loro dato e vedrete che il calmiere sopra certi entusiasmi soverchi verrà. Ma per far questo dovrebbero o sparire o tra­ sformarsi tutte le Federazioni italiane... Vi sem­ bra facile a voi questo? A me no! Prima di con­ vincere il dilettantismo ignorante che non basta conoscere per pratica quattro regolamenti copiati per fare l’Educazione fisica ce ne vuole del tempo! I primi a protestare sarebbero i buoni cappellai e i buoni salsicciai d’Italia che la domenica non sa­ prebbero più cosa fare... e allora? R.^d’A.

L’tnte Nazionale L’opera svolta dalla presidenza federale circa le nuove attribuzioni dell’Ente Nazionale per l’E­ ducazione Fisica ha dato già buoni frutti, perchè, un problema che sembrava di secondaria impor­ tanza, è oggi invece discusso e studiato seriamen­ te e preoccupa giustamente quanti hanno a cuore le sorti delle scuole e della gioventù. In modo speciale la Società delia G. C. I. si è resa conto dell’importanza del problema sud­ detto sicché ha creduto opportuno inviare.una spe­ ciale circolare a tutte le presidenze diocesane per rendersi esatto conto di quella che è la forza reale ed effettiva delle nostre forre ginn!: sportive nel campo giovanile. Riportiamo a titolo di cronaca la opportuna cir­ colare. Un recentissimo decreto reale ha fissato le nor­ me che dovranno regolare per 1’avvenire l’educa­ zione fisica nelle scuole medie. E’ opportuno che in questo momento la G. C. I. faccia quanto è necessario per difendere un 'principio di libertà e per fronteggiare la situazione con le sue forze organizzate. Poiché, soppresso nei corsi scolastici, l’inse­ gnamento della ginnastica, sarà affidato ad un EnteAutonomo, che avrà sede a Milano l’incarico della educazione fisico-sportiva degl studenti, e poiché questo Ente, alla sua volta darà incarico a società ginnastiche e sportive di svolgere local­ mente i corsi scolastici, è in questo momento in­ dispensabile e urgente conoscere quali sono le nostre forze per poterne fare la dovuta valorizza­ zione. E’ fatta perciò viva preghiera a tutti i consigli regionali e diocesani perchè facciano pervenire a questa Segreteria Generale tutte le notizie utili sul movimento e sulla organizzazione giovanile ginnico-sportiva nostra, in modo speciale sull’atti­ vità di quei circoli che non hanno amora aderito alla Federazione delle Associazioni Sportive Catto­ liche Italiane (F. A. S. C. I.). Si tratta di impedire in questo nuovo campo di azione che le nostre organizzazioni vengano messe da parte e che i nostri giovani siano costretti a seguire i corsi scolastici presso società neutre o

avversarie.


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