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Stadium n. 7/1922

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Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

Per la disciplina Abbiamo da tempo constatato come nel campo cattolico giovanile manchi quello spi­ rito di disciplina1 e di concordia necessario a far prosperare e rendere forti le nostre or­ ganizzazioni. Abbiamo constatato, sopra tut­ to, che contro di noi specialmente si lavori, e si faccia alla F. A. S. C. I. una lotta sorda, continua, deleteria1. Chi sia e chi voglia ciò crediamo utile per prudenza non dire pubblicamente, nella spe­ ranza che chi deve intendere, intenda; però ancora una volta a tutte le associazioni catto­ liche italiane diciamo la nostra parola, rude magari, ma sincera ed ispirata ai fini più alti della formazione e salvezza dei giovani. Abbiamo taciuto fino a ieri, oggi no. E' un dovere a cui non possiamo sottrarci per la responsabilità che abbiamo assunta di fron­ te agli organizzati, di fronte all’Autorità Ec­ clesiastica. Nel numero dello « Stadium » di febbraio parlando della libertà con cui le associazioni cattoliche praticano lo sport e la ginnastica, senza curarsi della F. A. S. C. I., scrive­ vamo : « Per quali ragioni invece di valorizzare e rendere forte un organismo cattolico, che pur nelle gravi difficoltà de) momento ha ri­ preso i! suo cammino ed il suo lavoro fecon­ do, invece di contribuire a dare ai cattoliciitaliani, anche in questo campo, quel posto a cui hanno diritto, vanno ad ingrossare le altre federazioni, neutre apparentemente, spesso, molto spesso, legate da invisibili fili ad organi ed a partiti a noi avversi? E' que­ sto, ci si permetta la parola grave, un vero tradimento! » Ebbene, oggi accade qualche cosa di più grave ancora. Organizzazioni giovanili cat­ toliche creano tutto un movimento sportivo ginnastico a noi parallelo che, per conse­ guenza inesorabile, diventa nell’azione pra­ tica a noi contrario. Ma c’è da domandarsi : hanno costoro la consapevolezza di quello che fanno? Che cosa diranno i nostri avver­ sari vedendo questa confusione e questa di­ visione? Per quanto è a1 nostra conoscenza il Con­ siglio Superiore della G. C. I. ha lasciato li­ bertà a tutte le organizzazioni cattoliche gio­ vanili per fronteggiare l’arduo problema della preparazione premilitare, in attesa! che alla prossima assemblea generale venga tutto disciplinato e regolato ; ma più di questo non ha fatto, nè poteva fare. Ci rendiamo per­ fettamente conto che nelle regioni dove la F. A. S. C. I. non vive si faccia qualche cosa senza di noi ; ma questa aperta condan­ na all’opera nostra1 dataci da incompetenti,

ANNO XVII — N. 7

CONDIZIONI D’/IDDON AMENTO

ROMA — 15 Aprile 1922

Abbonamento annuo. . . . L. 5.— » sostenitore . . » 10.— Per i ginnasti tesserati ...» 3.—

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no! Ma questa contro organizzazione creata e voluta là dove il movimento nostro è più forte, no! Protestiamo e cercheremo d'impe­ dirlo'. «** La F. A. S. C. 1. non è una istituzione privata che fa per suo uso e consumo gin­ nastica e sport; la F. A. S. C. I. non è un organismo estraneo al movimento cattolico, o magari tollerato; la F. A. S. C. I. è una federazione cattolica nazionale, di carattere ufficiale ed è la sola riconosciuta dalI’Autotità Ecclesiastica. Noi abbiamo uno statuto che non possiamo modificare a nostro bene­ placito, che ci prescrive quanto dobbiamo ta­ re : ecco qui il primo articolo che basta a chiarire le cose : I. La Federazione delle Associazioni Spor­ tive Cattoliche Italiane ha per iscopo di riu­ nire tutte le forze ginnastiche e sportive cat­ toliche italiane, di tutelarne l’interesse, di servire di legame fra le medesime e di pro­ muoverne la sana educazione fìsica, non di­ sgiunta da1 quella religiosa e morale. Sorta dalla impellente necessità di ripara­ re al funesto ostracismo dai campi di gara, che passioni politiche e spirito anticristiano avevano inflitto aliai gioventà cattolica d’Ita­ lia, ed istituita, con sede centrale in Roma, dal Consiglio Superiore della Società della Gioventù Cattolica Italiana, con deliberazio­ ne del 13 maggio 1906 ecc. ecc. Ora se lai G. C. I. che ha creato la F. A. S. C. I. e le ha assegnato un preciso cam­ po d’azione, noi mancheremmo al nostro piu elementare dovere se non difendessimo i di­ ritti federali, se venissimo meno' al compito che la G. C. I. ci ha affidato. E perciò vo­ gliamo credere che quanto accade sia conse­ guenza più di ignoranza che di cattiva vo­ lontà. Può darsi che i giovani che dirigono oggi le associazioni non abbiano saputo quanto fu a lungo discusso a Biella, ai San Damiano d’Asti, a Roma nel 1905 e nel 1906. Ma, per chi non lo sapesse, fu il comm. Pericoli che nell’aula consiliare di San Damiano d’A­ sti presiedette la riunione in cui fu appro­ vato il primo statuto federale. n» * *

Conclusione. Dispiaccia! o no quanto abbiamo detto... po­ co importa. Questo dobbiamo noi fare e se questo non facessimo non potremmo più re­ stare al nostro posto. Non abbiamo la prete­ sa di far tutto e sempre nel migliore dei mo­ di : riconosciamo noi per i primi i nostri di­ fetti e le manchevolezze dell’opera nostra. Chi crede poter dire contro di noi qualche cosa lo faccia pure, sappiamo come difender­ ci ; se l’opera locale della federazione m

qualche luogo va male ci si dica e provvede­ remo perchè questo' è nostro dovere ; ma sen­ za neppure scrivere una parola di biasimo o di critica a noi direttamente, senza nulla mai chiedere, creare movimenti al di fuori e con­ tro di noi, questo no! ^a F. A. S. C. I. dòpo quindici anni ui lotte e di vittorie tutto può ammettere meno questo : di essere ignorata ! CESARE A. OSSICINI.

Consensi e commenti Siamo lieti constatare come gli articoli che da qualche tempo pubblichiamo nello « Sta­ dium » sulla propaganda e sulla organizzazio­ ne fìsica e sul riordinamento federale, tro­ vano- larghi consensi. E’ segno questo che te nostre parole non cadono nel deserto ma trovano eco presso i nostri amici volenterosi. Pubblichiamo oggi due lettere : una di un assistente ecclesiasti­ co piena di buon senso e di opportunità, la quale ancora una volta vuol precisare il si­ gnificato del nostro programma. L’altra ci viene da Bari ed è un grido pieno di fede e di speranza. E’ vero quanto dice l’amico di Bari e la F. A. S. C. I. ha posto corag­ giosamente il problema; ma come fare?Per risolvere questo problema bisognerebbe ave­ re i mezzi che noi non abbiamo! Mai la cas­ sa federale — ed è logico dopo un concorso nazionale — è stata così... in ribasso! Ma non dobbiamo spaventarci per questo ; cer­ cheremo di fare tutto il possibile per tutti e chi ha bisogno dell’opera nostra ci scriva e ci metta al corrente delle varie condizioni locali. Bisogna bene conoscere per bene provvedere. Ed ora ecco le due lettere : Caro« Stadium », Seguo con molto interesse la tua campa­ gna a favore della educazione fìsica dei gio­ vani e mi debbo convincere ancora una volta che non c’è mezzo migliore per facilitare la più difficile opera di un assistente ecclesia­ stico di quello' che la ginnastica e gli sports ci offrono così abbondantemente. Purtroppo molti oggi, per un complesso di ragioni che qui non voglio indagare, dimenticano tante cose e lasciano che la nostra gioventù ci sia portata via e spesso sia trascinata nel fango. Si riallacci la F. A. S. C. I. alle sue gloriose tradizioni ; il programma è sempre quello ed ancora oggi può sembrare un programma di avanguardia. Ne vuoi una prova? Mi è capi­ tato sottomano un numero de « L’Eco degli Oratorii » del 1914 e vi leggo questo arti­ colo che sembra fatto per il programma d’og­ gi. Lo leggano tutti gli assistenti ecclesiasti-


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