Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
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Per la disciplina Abbiamo da tempo constatato come nel campo cattolico giovanile manchi quello spi rito di disciplina1 e di concordia necessario a far prosperare e rendere forti le nostre or ganizzazioni. Abbiamo constatato, sopra tut to, che contro di noi specialmente si lavori, e si faccia alla F. A. S. C. I. una lotta sorda, continua, deleteria1. Chi sia e chi voglia ciò crediamo utile per prudenza non dire pubblicamente, nella spe ranza che chi deve intendere, intenda; però ancora una volta a tutte le associazioni catto liche italiane diciamo la nostra parola, rude magari, ma sincera ed ispirata ai fini più alti della formazione e salvezza dei giovani. Abbiamo taciuto fino a ieri, oggi no. E' un dovere a cui non possiamo sottrarci per la responsabilità che abbiamo assunta di fron te agli organizzati, di fronte all’Autorità Ec clesiastica. Nel numero dello « Stadium » di febbraio parlando della libertà con cui le associazioni cattoliche praticano lo sport e la ginnastica, senza curarsi della F. A. S. C. I., scrive vamo : « Per quali ragioni invece di valorizzare e rendere forte un organismo cattolico, che pur nelle gravi difficoltà de) momento ha ri preso i! suo cammino ed il suo lavoro fecon do, invece di contribuire a dare ai cattoliciitaliani, anche in questo campo, quel posto a cui hanno diritto, vanno ad ingrossare le altre federazioni, neutre apparentemente, spesso, molto spesso, legate da invisibili fili ad organi ed a partiti a noi avversi? E' que sto, ci si permetta la parola grave, un vero tradimento! » Ebbene, oggi accade qualche cosa di più grave ancora. Organizzazioni giovanili cat toliche creano tutto un movimento sportivo ginnastico a noi parallelo che, per conse guenza inesorabile, diventa nell’azione pra tica a noi contrario. Ma c’è da domandarsi : hanno costoro la consapevolezza di quello che fanno? Che cosa diranno i nostri avver sari vedendo questa confusione e questa di visione? Per quanto è a1 nostra conoscenza il Con siglio Superiore della G. C. I. ha lasciato li bertà a tutte le organizzazioni cattoliche gio vanili per fronteggiare l’arduo problema della preparazione premilitare, in attesa! che alla prossima assemblea generale venga tutto disciplinato e regolato ; ma più di questo non ha fatto, nè poteva fare. Ci rendiamo per fettamente conto che nelle regioni dove la F. A. S. C. I. non vive si faccia qualche cosa senza di noi ; ma questa aperta condan na all’opera nostra1 dataci da incompetenti,
ANNO XVII — N. 7
CONDIZIONI D’/IDDON AMENTO
ROMA — 15 Aprile 1922
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no! Ma questa contro organizzazione creata e voluta là dove il movimento nostro è più forte, no! Protestiamo e cercheremo d'impe dirlo'. «** La F. A. S. C. 1. non è una istituzione privata che fa per suo uso e consumo gin nastica e sport; la F. A. S. C. I. non è un organismo estraneo al movimento cattolico, o magari tollerato; la F. A. S. C. I. è una federazione cattolica nazionale, di carattere ufficiale ed è la sola riconosciuta dalI’Autotità Ecclesiastica. Noi abbiamo uno statuto che non possiamo modificare a nostro bene placito, che ci prescrive quanto dobbiamo ta re : ecco qui il primo articolo che basta a chiarire le cose : I. La Federazione delle Associazioni Spor tive Cattoliche Italiane ha per iscopo di riu nire tutte le forze ginnastiche e sportive cat toliche italiane, di tutelarne l’interesse, di servire di legame fra le medesime e di pro muoverne la sana educazione fìsica, non di sgiunta da1 quella religiosa e morale. Sorta dalla impellente necessità di ripara re al funesto ostracismo dai campi di gara, che passioni politiche e spirito anticristiano avevano inflitto aliai gioventà cattolica d’Ita lia, ed istituita, con sede centrale in Roma, dal Consiglio Superiore della Società della Gioventù Cattolica Italiana, con deliberazio ne del 13 maggio 1906 ecc. ecc. Ora se lai G. C. I. che ha creato la F. A. S. C. I. e le ha assegnato un preciso cam po d’azione, noi mancheremmo al nostro piu elementare dovere se non difendessimo i di ritti federali, se venissimo meno' al compito che la G. C. I. ci ha affidato. E perciò vo gliamo credere che quanto accade sia conse guenza più di ignoranza che di cattiva vo lontà. Può darsi che i giovani che dirigono oggi le associazioni non abbiano saputo quanto fu a lungo discusso a Biella, ai San Damiano d’Asti, a Roma nel 1905 e nel 1906. Ma, per chi non lo sapesse, fu il comm. Pericoli che nell’aula consiliare di San Damiano d’A sti presiedette la riunione in cui fu appro vato il primo statuto federale. n» * *
Conclusione. Dispiaccia! o no quanto abbiamo detto... po co importa. Questo dobbiamo noi fare e se questo non facessimo non potremmo più re stare al nostro posto. Non abbiamo la prete sa di far tutto e sempre nel migliore dei mo di : riconosciamo noi per i primi i nostri di fetti e le manchevolezze dell’opera nostra. Chi crede poter dire contro di noi qualche cosa lo faccia pure, sappiamo come difender ci ; se l’opera locale della federazione m
qualche luogo va male ci si dica e provvede remo perchè questo' è nostro dovere ; ma sen za neppure scrivere una parola di biasimo o di critica a noi direttamente, senza nulla mai chiedere, creare movimenti al di fuori e con tro di noi, questo no! ^a F. A. S. C. I. dòpo quindici anni ui lotte e di vittorie tutto può ammettere meno questo : di essere ignorata ! CESARE A. OSSICINI.
Consensi e commenti Siamo lieti constatare come gli articoli che da qualche tempo pubblichiamo nello « Sta dium » sulla propaganda e sulla organizzazio ne fìsica e sul riordinamento federale, tro vano- larghi consensi. E’ segno questo che te nostre parole non cadono nel deserto ma trovano eco presso i nostri amici volenterosi. Pubblichiamo oggi due lettere : una di un assistente ecclesiasti co piena di buon senso e di opportunità, la quale ancora una volta vuol precisare il si gnificato del nostro programma. L’altra ci viene da Bari ed è un grido pieno di fede e di speranza. E’ vero quanto dice l’amico di Bari e la F. A. S. C. I. ha posto corag giosamente il problema; ma come fare?Per risolvere questo problema bisognerebbe ave re i mezzi che noi non abbiamo! Mai la cas sa federale — ed è logico dopo un concorso nazionale — è stata così... in ribasso! Ma non dobbiamo spaventarci per questo ; cer cheremo di fare tutto il possibile per tutti e chi ha bisogno dell’opera nostra ci scriva e ci metta al corrente delle varie condizioni locali. Bisogna bene conoscere per bene provvedere. Ed ora ecco le due lettere : Caro« Stadium », Seguo con molto interesse la tua campa gna a favore della educazione fìsica dei gio vani e mi debbo convincere ancora una volta che non c’è mezzo migliore per facilitare la più difficile opera di un assistente ecclesia stico di quello' che la ginnastica e gli sports ci offrono così abbondantemente. Purtroppo molti oggi, per un complesso di ragioni che qui non voglio indagare, dimenticano tante cose e lasciano che la nostra gioventù ci sia portata via e spesso sia trascinata nel fango. Si riallacci la F. A. S. C. I. alle sue gloriose tradizioni ; il programma è sempre quello ed ancora oggi può sembrare un programma di avanguardia. Ne vuoi una prova? Mi è capi tato sottomano un numero de « L’Eco degli Oratorii » del 1914 e vi leggo questo arti colo che sembra fatto per il programma d’og gi. Lo leggano tutti gli assistenti ecclesiasti-