Periocíioo Sportivo Ufficisi© per gii atti della F". A. S. O. I. Si pubblica la prima e la terza domenica del mese Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 * ROMA
anno xiv _ n. 7
ROMA — I Giugno 1919
ROMA
Conto corrente postale
EDUCAZIONE DEL POPOLO C’è in Italia oggi un rifiorire di attività spor tive. Giornali sportivi si pubblicano in tutti i cen tri più importanti e si può dire che ve ne siano ormai anche troppi... Le manifestazioni sportive si susseguono le une alle altre e qualche volta si sovrappongono e si intralciano a vicenda il cam mino; c’è, insomma, forse come conseguenza del la lunga stasi dovuta alla guerra, un desiderio di fare e di arrivare che ha una grande importanza. Importanza non solo dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista morale. Noi che abbia mo da anni lavorato nel campo della educazione fisica, dobbiamo esser lieti di questo grande ri sveglio, ma dobbiamo anche tener presente quale grande compito viene da oggi affidato alla nostra Federazione. Noi dobbiamo combattere il materialismo sportivo per impedire che la vera educazione dei giovani sia ostacolata da manifestazioni di forza e di bruta lità che abbassano invece di elevare, e dobbia mo armonizzare lo sviluppo del corpo con quello della mente e del cuore. C'è un fatto nuovo, oggi, che rende amile piu difficile questo fine ed è che lo. sport è praticato quasi esclusivamente dal popolo che lavora, cioè, dal-popolo che più di tutti ha bisogno di una edu cazione completa. Un giornale sportivo di Roma prospetta chia ramente la questione in un articolo riguardante appunto la educazione tìsica dell’operaio « I miglioramenti economici che hanno raggiun to o vanno raggiungendo tutte le classi lavoratrici ; l’adozione delle otto ore di lavóro, il maggior sen timento di responsabilità personale collettiva tra le categorie dei lavoratori anche meno colie, aprofio l’adito e l'agevolezza; consigliano ed an cor meglio esigono che da tutti si provveda con ferma volontà c previdente saggezza ai generale elevamento, sia spirituale, sia fisico.. Esso pre siede alle iortune sia personali che collettive. <> E si provveder:! a questo, con l’istruzione o professionale, -o umanistica o artistica ma popo lare ; e.si provvedevi a questo con h educazione tìsica e l’igiene operaia e popolare ». Mi l'educazione fìsica, l'ign.ne operai; e popo lare non possono davvero essere sufficienti a 1 elevare i giovani delle classi lavoratrici e tutto le energie si fermano al corpo e non pensano al i-mima. Leggiamo pure tutti i giornali sportivi .della Pe nisola e vedremo che non c'è una sola manife stazióne che si preoccupi di qualche fine vera mente educativo. Vivere, intensamente vivere, brutalmente, vi vere, ecco lo sport d’oggi! Noi non siamo con trari a questa attività sportiva di puro carattere tecnico, ma domandiamo qualche cosa di più. Si tratta di educare i giovani, di educarli nel senso uiù generale della parola e non è davvero con questo feticismo della forza, nella sua più mecca nica manifestazione, che daremo alle generazioni future le mù ale virtù insali e civili, la genero sità, l’altruismo e l’idealità di soffrire e di mo rire, se è necessario, per una idea. Nessuno può negare che v’è meno educazione oggi nelle masse che non ieri ; un senso di ri bellione e di insofferenza vi serpeggia ; la vita nelle sue più materiali soddisfazioni trionfa. Noi non siamo dei retrogradi che vogliono fermare il mondo, noi siamo convinti peri) che il progresso della meccanica e della forza, di marca tedesca.
non è che un falso progresso che prepara le ama re delusioni. Il popolo ha bisogno di salire giorno per giorno, di formarsi un., cultura in armonia colla sua con quistata agiatezza. Ma siamo ancora lontani da questo. Gli ultimi avvenimenti politici, che culmina rono nei fatti dolorosi di Milano, hanno fatto pen sare a qualcuno in cui siano essi una conseguen za dell’abbandono in cui è stata lasciata la gio ventù operaia, incapace ancor di affrontare vi rilmente, ina serenamente, una lotta sociale. Noi siamo convinti di sì, e crediamo quindi che tutto il problema di domani sia da risolvere soltanto con una vera educazione integrale. Può far questo lo sport? Uno scrittore di indiscussa competenza in ma teria lo crede e così scriveva accennando preci samente ai fatti sopra accennati : « Se quei giovani dimostranti, invece di essere caduti nelle mani di fanatici, politicanti, inco scienti che con paroioni roboanti e con rosse ban diere rivoluzionarie li spinsero ad atti inconsulti, fossero stati saggiamente-avviati verso una atti vità sportiva dove in più nobili cirhénti educativi avessero potuto sfogare la loro esuberanza giova nile, noi avremmo oggi delle vittime di meno e una cronaca più dignitosa delle manifestazioni di classe ». Ma, ancora una volta, sarà a noi lecito doman dare se è veramente .sufficiente 1’ « attività spor tiva » per educare la gioventù, per renderla ca pace di maggiore serenità e di maggiore maturità civile ? Domandiamo perchè dubitiamo : E' certo lo scrittore dell’articolo che i giovani delle società sportive milanesi non abbiano partecipato alle ma ni festazioni che ebbero cosi dolorose conseguen ze? Se si dovesse giudicare l’educazione civile dei soci delle società sportive in genere, si potrebbe affermare solo questo : che essi non sono nè mi gliori nè peggiori degli altri. Lo. sport, inteso come lo intendono oggi i tec nici delia .organizzazione, non può seriamente edu care, può'’, soltanto distogliere da altre attività. Non è una polemica sorta oggi questa : vi fu rono in passato polemiche aspre e gravi fra le organizzazioni giovanili socialiste e quehe sporti ve, e persino il ministro Bonomi interloquì nella discussione per dire ima parola di saggezza. Mia i giovani socialisti da tempo hanno giudicata l'ef ficacia, dello sport nelle masse operaie; un diver sivo dannoso. Ora il problema della educazione giovanile non è cosi semplice da ritenere sufficiente un diversi vo, come dicono i socialisti, o un tecnicismo spor tivo, come diciamo noi, per essere risolto. Sorgano pure i giornali sportivi, parlino pure di tutte le possibili e immaginabili manifestazioni, ma lascino andare l’educazione giovanile. Quando si scommette con la stessa passione so pra un cavallo che giunge primo e sopra un cor ridore o un lottatore che vince una gara, il gior nale ha diritto di parlare delle probabilità del fa vorito-cavallo come del favorito-uomo, ma non ha diritto di insegnare come si educa il popolo alle vere idealità della vita. Ecco dunque perchè la F. A. S. C. I., pur sen tendosi umile fra tanta grandezza di opere e dì energie, non crede di aver finita ancora la sua missione. Non lo crede e guarda con-fiducia l’av venire e anche, perchè l’esempio giova, a quanto
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sta mirabilmente facendo la Federazione ginnastica cattolica di Francia, la quale ha ben meritata la riconoscenza della Chiesa e della patria. E chiu diamo'con ^'esortazione che il prof. P. Michaux rivolgeva ai suoi giovani, perchè in essa è sinte tizzato il nostro programma ; u Sans doute, vous trouverez ailleurs des grou pements de gymnastique et de sports, mais il n’y a que dans nos Patronages et dans nos Sociétés que vous trouverez cette éducation morale supé rieure, cette formation des volontés et des ca ractères qui domine tout dans la vie ». C. A. OSSICINI.
il nuovo regolamento in pratica Siamo nel pei iodo di prova del nuovo rego lamento. in attesa che la sua applicazione divenga definitiva, nel congresso annuale del prossimo di cembre, è bene che gli amici della-F. A. S. C. L, quelli specialmente che nella pratica applicazione trovano difficoltà, le studino e le prospettino, per chè dalla esperienza collettiva si possano trarre norme per vedere quali disposizioni debbano ri manere, e quali debbano definitivamente essere gettate nel cestino. Se ciascuno degli amici si per mettesse di dire non solo -la propria opinione, ma di citare i fatti della loro esperienza, noi andrem mo al congresso colia certezza di compiere opera vantaggiosa alla F. A. S. C. I. ed alla nostra gio ventù. Nessuno, meglio di me; è convinto delle otti me intenzioni 'del nostro beneamato Presidente Conte Mai io di Carpegna, e nessuno può disòonoscere il lavoro che egli compie con vero ■spirito di sacrifìcio a vantaggio deila nostra F. A. S. C. i. Sono questi altrettanti titoli che lo rendono degno di tutta la nostra stima e della .nostra ammira zione. Lodo quindi la sua iniziativa di rendere la F. A. S. C. I. piu consona ai prìncipi! educativi non so lo fisièamentè considerato, ma anche moralmente. Ma io sono convinto che la sua tesi se sussiste ‘ nel campo della speculazione, incontra ed incon trerà moltéplici difficoltà nel campo pratico. La brevità di questo articolo non mi permette di citare tutte le uiiticoltà che si cominciano ad ili ci mirare nei l 'applicazione delle riforme, e non io io, anche perche li mio scopo in questo montóntu è di richiamare F attenzione degli amici sul;/ nuove disposizioni e di rivolgere loro la preghie ra di rancière pubbliche le difficoltà che vengo no incontrando. ’ ’ Chi vive in contatto diretto coi giovani sa quan te concessioni e quanti strappi bisogna fare per tenerli a noi legati, e come bisogna talvolta chiu dere un occhio su certo velleità ed esigenze, che noi in fondo in fondo non sono cattive e nemme no biasimevoli, ma non raggiungono certo la per fezione idealistica che si prefìgge il nuovo statino e regolamento. 1 giovani desiderano tante cose, hanno tante pie-' cole ambizioni alle quali, se possiamo e sappia mo rinunciare noi uomini adulti, non lo sanno e possono essi, tanto più quando vedono che nel campo avversarlo si possono trovare maggiori sod disfazioni che nel nostro. Che vantaggio avrà ri cavato la F. A. S. C. 1. dall'attuazione dì un pro gramma che domani renderà deserte le nostre pa lestre e cì porterà lontani i giovani cne con grandi stenti e sacrifìci riusciamo ad organizzare? Poi ché è inutile illudersi. I giovani tengono alla co reografia più di quello che noi non crediamo, ten gono alla medaglietta ed alle altre cose ciré si vor