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3EL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ROMA - Via della Conciliazione, 3
La COSTITUENTE e il C.S.I c.i avviciniamo alla Costituente ed è giusto che anche noi po niamo, a nome delle schiere degli sportivi, degli organizzati nel Centro Sportivo Italiano, quelle che sono le aspirazioni e le neces
sità per lo sport nazionale. Non è certo il caso di formulare un programma sportivo per la Costituente; noi vogliamo essere aderenti alla realtà e non illu dere nessuno con la facile demagogia che la Costituente risolverà anche tutti i problemi sportivi. Questa assemblea, prima assernàlea veramente democratica dopo tanti anni di totalitarismo, non può avere certamente tali facoltà taumaturgiche: d’altra parte gli sportivi non devono volere e non vogliono che essa risolva i loro problemi. La soluzione di questi infatti deve essere una conquista delle grandi schiene di spòrtivi, che con 'entusiasmo e passione, si dedicano a tali attività. Quello che et viene quasi in regalo non è apprezzato o per lo meno non ci si spende energia per mantenerlo. Con questo però non vogliamo rinunciare alle giuste pretese degli sportivi e se il C.S.I. non lancia un programma di richieste (ed a chi chiediamo se il popolo deve farsi la sua nuova costituzione?j sarà presente alle varie discussioni su tale argomento e farà pre sente quali sono le sue finalità e quali gli obbiettivi. Ci limitiamo perciò, per ora, a ricordare una cosa molto sem plice: innanzi tutto non si immischi lo sport in questioni politiche ed elettorali; in secondo luogo non si guardi allo sport come a qual cosa di marginale. Sport e politica (intesa nel senso di politica di partito) non sono andati inai d’accordo ed in Italia ne abbiamo avuto una chia ra prova. In questo inizio di ripresa democratica il punto di fucile intesa fra i vari gruppi dovrebbe almeno essere quello sportivo; perchè è ovvio che non esiste uno sport comunista o socialista o demo-cristiano anche se esistono dirigenti ed atleti appartenenti all’una o all’altra corrente politica che fanno dello sport. Com pì endiamo che la passione politica, interessi di vario gene/e (ed in questo periodo anche elettorali) fanno troppo spesso dimenti care le funzioni integrative dello sport, ma appunto per questo chiediamo più che alia Costituente, al popolo italiano e sportivo di non vestire «Cubito politico» m ogni settore dell’attività nazio nale perchè in tal modo la vita di ciascuno e della collettività di viene insopportabile. Su tali premesse è più facile far comprendere la sostanziale posizione degli sportivi; i quali debbono chiedere che non venga misconosciuta la funzione dello sport o non venga ridotto ad un giuoco tattico per finalità di partito. Infatti anche i problemi spor. tivi verrebbero sottoposti, con tale concezione, ai sistemi parlamentaristici e si perderebbe gran parte, del loro valore, perchè si guarderebbero con òcchio e visuale nient’affatto confacenti con le loro funzioni. Ecco perchè noi non vogliamo rivolgere richieste specifiche alla Costituente od al Governo: vogliamo che gli uomini alla Costituente ed al Governo comprendano la importantissima funzione dello sport, il suo valore sociale e politico (inteso, questa volta, in senso generale) e ricordino che anche loro hanno fatto, o fanno, dello sport, indipendentemente dalle loro personali vedute politiche. Vogliamo cioè che il problema dello sport sia guardato con la
Il - N. 7-8 - 30 Aprile 1946
La Pasqua dello
sportivo 1946
Nel periodo pasquale dell’anno 1945 in molti ■centri dedl’ltalia cen tro-meridionale si è svolta con par ticolare solennità e con edificante partecipazione la « Pasqua dello Sportivo ». Quest’anno, la migliorata struttu ra organizzativa ed il ricongiungi' mento dell’Italia settentrionale ci fa prevedere una più consolante ? più completa adesione a tale im portante manifestazione di fede. Il termine utile per soddisfare al Precetto Pasquale scade la domeni ca 16 giugno e prima di tale epoca è bene che ogni Unione Sportiva (o dove lo si ritenga più opportu no ognj Ufficio Sportivo Diocesano) chiami a raccolta tutti gli sportivi per invitarli al dovere della Pa squa. L’invito per le conversazioni che si terranno in preparazione (nel numero di almeno tre) deve essere esteso indistintamente a tutti gli sportivi ed in particolare ai gruppi o società sportive esistenti non di menticando, nei capoluoghi di pro vincia, gli organi periferici del C.O.N.I. c delle varie Federazioni Sportive. Particolarmente sensibili a questi inviti si dimostrano gli sportivi (e lesperienza dell’anno scorso ce lo ha chiaramente confermato) e, di remmo, disciplinati nell’intervenire. Nei giorni precedenti la domenica stabilita per soddisfare al Precetto Pasquale, si raccolgono gli sportivi, richiamati, oltre che (posibilmente) da un manifesto, anche da inviti personali (gli indirizzi, eventual mente non conosciuti, si possono ri chiedere alle Società Sportive od ai gruppi esistenti) in una sala o tea tro di zona o cittadino per parlare loro dei principali problemi morali e religiosi in particolare relazione con la loro attività di sportivi. Il menje sgombra da qualsiasi diffidenza politica. discorso del S. Padre nella Penteco Con tale pregiudiziale e tale comprensione è tanto più. facile ste 1945 è un magistrale testo. Tali conversazioni possono esse rivolgere poi richieste pratiche; perchè è ovvio che, ove si com re tenute anche da- laici competenti, prenda la funzione dello sport, gli si vorrà anche dare la possi premettendo, jn tal caáo, un breve bilità di vita: riducendo le tasse, con, aiuti da parte del Governo pensiero spirituale-tenuto da un sa specie per quanto riguarda impianti ed attrezzature sportive. cerdote. Ma oggi, lo ripetiamo, questione fondamentale è quella di far Se si ritiene opportuno (e lo si può fare però senza correre il ri apprezzare la socialità dello sport. Questo il G. S. I. vuole, per schio di renderlo un... comizio) si questo lavora. aprirà anche la discussione a for il C. S. I. ma conversativa. Quello che si rac comanda è di mantenere sia la con versazione come la eventuale di scussione lontana da ogni riferì mento politico pratico che, specie in. questo momento di ambiente sur riscaldato, potrebbe essere dannosa ai fini per cui vogliamo attuare tale iniziativa. Per la celebrazione del Precetto Don Corbella, il simpatico e di zioso della loro opera propagandi Pasquale si potrà invitare o S. E. namico direttore del Centro Sporti stica, che andrà ad unirsi a quella Mons. Vescovo od un Prelato della vo Ambrosiano, ci manda diretta- meritevolissima dei nostri sodalizi città il quale distribuirà la S. Pa mente notizie dei campionati stu del Bergamasco, del Pavese, del squa. denteschi milanesi che sono in pie Bresciano, del Mantovano e delle In tale occasione l’Unione Spor no sviluppo essendo già iniziati altre provincie lombarde. Como, tiva (o l’Ufflcio Sportivo Diocesa quelli di calcio, pallacanestro, ten Cremona e Sondrio, tutte ini piena no) curerà la stampa di un’Iminanis, mentre mercoledì 8 maggio sul attività propagandistica e organiz- gine-ricordo che verrà distribuita a campo della « Forza e Coraggio » di aztiva. tutti i presenti : qualora si potesse Ora che le federazioni sportive Milano, l’anziana e benemèrita so sarebbe bene offrire anche una me cietà ginnastica si svolgeranno quel nazionali del C.O.N.I. vanno asse daglietta in ricordo. li di atletica, che comprendono un standosi definitivamente con le nuo Così preparata la manifestazione nucleo importante di gare. ve sedi e presidenze elette dalle as avrà certamente un’ottima riuscita Ma ciò che più ci interessa tra le semblee costituenti, il C.S.I. ha bi e servirà sempre più a cementare i notizie del direttore del C.S.A. è sogno di coordinare il lavoro di vincoli tra gli sportivi. Qualcuno l’adesione ufficiale delle Unioni tutte le provincie per poter presen potrebbe pensare alle necessarie Sportive al Centro Sportivo Italiano. tare agli organi tecnici nazionali spese e guardare la cassa o vuota In proposito non v’era ragione di dello sport italiano il proprio pro o in deficit. Senza paura; si cerchi nutrire dubbio alcuno chè i due gramma e pretendere, a giusta ra di superare tale difficoltà perchè movimenti sono sorti con lo stesso gione, il riconoscimento del propri d’altra parte le spese sono minime: programma morale, prima ancora occorre soltanto buona volontà. diritti. che agonistico e sportivo integran Attendiamo di conoscere i risul Per questo la relazione di Don dosi si può dièe coni logica natura Corbella soddisfa pienamente il no tati di tante celebrazioni e siamo lezza l’uno all’altro. pronti a dare suggerimenti ed aiuti Le molte Unioni Sportive milane stro animo e ci è di sprone nel no pratici. si daranno al C.S.I. rapporto pre- stro lavoro.
IL FERVIDO LAVORO
del Centro Sportivo Ambrosiano
Abbonarci, annuale L. 100 - una copia L. 6
Per lo sviluppo dell’attività sportiva femminile
Laccordo con la F.A.R.I. Tra il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) e la Federazione delle Attività Ricreative Italiana (F.A.R.I.), per quanto riguarda il settore sportivo si conviene quanto segue: 1) Il C.S.I. riconosce nella F.A.R.I. l’Ente competente a svolgere attività sportivo-ricreativa in seno alle schiere femminili. 2) La F.A.R.I. a sua volta aderisce, per la sua attività tecnico agonistica al Centro Sportivo Italiano. 3) Il C.S.I. aiuterà, per la parte tecnica e di attrezzatura spor tiva, il sorgere dei gruppi in seno alla F.A.R.I. e si manterrà in diretto contatto con le Dirigenti per quanto loro possa abbisognare nello sviluppo. 4) I Comitati provinciali della F.A.R.I. cureranno l’iscrizione dei gruppi sportivi a loro aderenti direttamente ai C.P. del C.S.I. quando detti gruppi svolgono attività agonistiche. La quota d’iscrizione è di L. 100. 5) Per la partecipazione a gare agonistiche le socie della F.A.R.I. dovranno applicare alla propria tessera un bollino (del prezo di L. 5) che dà diritto alla assicurazione contiro gli infortuni sportivi. Nei casi di semplice attività ricreativa è sufficiente la sola tessera della F.A.R.I. 6) Con l’adesione del C.S.I. la F.A.R.I. non perde la sua fisonomia e la sua personalità in quanto le manifestazioni collettive sono orga nizzate, quando ne sia il caso, d’accordo dal C.S.I. e dalla F.A.R.I. insieme. 7) Il C.S.I. ospiterà nel suo quindicinale « Stadium » cronache e problemi dell’attività sportiva femminile; mentre la F.A.R.I. s’im pegna di divulgare il giornale medesimo, in proporzione allo sviluppo della sua attività sportiva. 8) Le Presidenze Nazionali del C.S.I. e della F.A.R.I. si scambie ranno un apposito incaricato per mantenere i contatti diretti circa i problemi comuni.
Z> ’ascetica nello Sport L’agonismo sportivo, insegna la psicologia, si edifica su di un fat tore istintivo assai importante: la combattività. Insita nell’intimo dell’animo umano c’è difatti una buona ed una cattiva combattività. Il fanciullo di strada, lo sciuscià, che si trasforma in un piccolo delinquente, misurandosi con rischi sovente non indif ferenti, il ragazzo che aggredisce il coetaneo; oppure il giovane che soccorre il compagno pericolante, l'amico che sta per essere soprafatto o travolto da una situazione improvvisa, sono altrettanti aspetti della buona o cattiva combattività. Meglio' sarebbe dire che v’è un unico istinto combattivo che deve essere educato socialmente ed indirizzato al bene. In questa combattività che è il fondamento di ogni agone sportivo, sta in radice tutta l’ascesi cristiana. E lo sport, sotto questo aspetto, è una delle leve più potenti, aventi il fulcro nel terreno migliore, la Gioventù, per una educazione della generazione saliente. Difatti, posto quanto sopra affermalo, che cioè .radice di tutta l’ascesi cristiana è la combattività, questa dovrà realizzarsi in tutto l’uomo considerato unitariamente ed organicamente quale essere fisico,
intellettuale e morale; perciò questo istinto dovrà essere educato fisi camente, intellettualmente e moralmente. Prescindendo dall’educazione nella combattività intellettuale (abitu dine alla sana polemica, alla critica costruttiva, alla dialettica del pensiero e della parola) e dalla educazione della combattività morale (superamento del sentimentalismo' e del romanticismo, conquista della virtù) e prescindendo pure dalla educazione della combattività sopran naturale (conquista alla grazia, invadenza apostolica, ricerca della sof ferenza, accettazione del dolore, santità eroica) prescindendo da tutto ciò a noi interessa il primo e fondamentale quello del fisico. La vita fisica è presupposto delle altre facoltà umane (non dicevano i saggi « deinde vivere postquam philosofare »?) La combattività che affiora nel giovane deve essere considerata, come manifestazione di vita fisica sia individualmente che social mente. Ora, noi affermiamo, che solo lo sport concepito come agonismo fisico-atletico può assumersi questo importante rulo educativo. Il giovane cattolico Bartali che vince il Giro di Francia o per essere più recenti,* Florent della Gioventù Operaia Cristiana Francese che qualche settimana fa abbassava il primato mondiale sollevamento pesi con 285 kg. oppure un Comici che affronta la parete Nord della Grande di Lavaredo in una scalata solitaria, costituiscono conquiste che tra scendono oltre la cifra de¡ chilometri, dei kg., o dei sesti gradi supe rati. Nel primato sportivo noi dobbiamo vedere un’affermazione di di sciplina, di coraggio, di generosità che talvolta, confinano con l’eroismo. Ma noi qui vogliamo affermare ancora qualcosa di più. L’educa zione della combattività fisica che solo lo sport può realizzare piena mente, non può esaurirsi dal punto di vista umano, nel settore fisico stesso. Questo perchè ogni educazione, pena la sterilità, non può realiz zarsi a compartimenti stagni; ma v’è tra fisico intellettuale e morale, una reciproca interdipendenza per cui l’educazione del corpo si ri flette potentemente su quella della mente e del cuore ed anche sulla stessa educazione soprannaturale e viceversa. Ecco perchè è fuor di discussione che una vita virtuosa a parità di altri talenti assicura una migliore riuscita nei primati sportivi. E per la medesma ragione una pratica illuminata dello sport, cioè un atleta intelligente, ha motivo di prevalere su altri egualmente dotali dal punto di vista fisico. Rifacendoci a queste ultime affermazioni dalle quali risalta chia ramente come — a prescindere da ogni altra considerazione di principii spirituali o di leggi della Chiesa — l’adempimento del precetto Pasquale, innestandosi quale affermazione di vita morale e di azione soprannaturale nella realtà educativa della personalità dj ogni spor tivo, rappresenta un apporto positivo ed efficace per il compimento della personalità stessa anche dal punto di vista fisico. Cosi la Pasqua dello Sportivo che, siamo certi, per la massa degli atleti, non si esaurirà nel precetto Pasquale, assurgerà ad un più pro fondo significato attraverso l’educazione umana e sociale di quella combattività che nell’ascesi cristiana attraverso i secoli ha saputo donarci le più belle figure di atleti dello spirito e di eroi della fede: i Santi.
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