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Stadium n. 6/1964

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NAZIONALE

STORICO

poi, io risorgerò ERA GIÀ’ NOTTE quando Gesù in compa­ gnia dei Suoi Apostoli la­ sciò il Cenacolo. L’aria calda ma umida. Lo sci­ rocco deponeva sulle pie­ tre della città i profumi della primavera. Le om­ bre tristi dei discepoli se­ guivano i suoi passi sicuri attraverso i vicoli stretti della vecchia città, mentre la luna piena osservava smarrita quel tumulto di carne che scivolava verso la Porta della Fonte. Le parole d’addio dette da Gesù nel Cenacolo martel­ lavano la testa stanca dei suoi amici. Era la fine. Non ci credevano ancora ma or­ mai sentivano imminente la catastrofe. Pietro ripen­ sava al suo lago e alle sue barche. Chissà cosa avreb­ be pagato un tramonto sul lago, adesso. Rivedeva gli occhi felici di Gesù men­ tre insieme camminavano scalzi sulla sabbia. Senti­

va una struggente nostal­ gia della sua Galilea. Gesù taceva. Essi pure taceva­ no. Quanto Gesù aveva detto era troppo difficile per la loro dimensione umana. Qesù che aveva guarito storpi e ciechi, che aveva risuscitato i morti, che aveva fermato la tem­ pesta sul lago, adesso an­ dava verso la morte. Se­ guirlo significava morire con lui. Seguirono il Maestro lungo gli sconnessi gradi­ ni che precipitavano giù, verso il torrente nero, il Cevron. Era piovuto da poco e l’acqua sporca ri­ fletteva la luce amara del­ la luna. Gesù attraversò un piccolo ponte e sem­ brò dirigersi verso il mon­ te degli ulivi. Al di là del ponte si fermò, quasi a ri­ prendere fiato. Osservò i volti disfatti e stanchi dei suoi. Erano i suoi più cari amici. Avevano insieme

attraversato tutta la Pa­ lestina. Insieme avevano amato e sofferto. Avevano abbandonato tutto per Lui. Adesso si aspettavano da Lui una parola di confor­ to. Ma Gesù taceva insen­ sibile come la roccia che bruciava i loro piedi. An­ drea avrebbe voluto gri­ dare come un bambino oppresso dal silenzio. Gli altri con Lui avrebbero voluto gridare. Non vole­ vano morire. Non voleva­ no che Lui morisse. Fi­ nalmente Gesù parla: « In questa notte voi tutti avre­ te paura, tutti». «Ma io no, io non avrò paura di Te». «Tu pure». «Ma io ti seguirò a costo di mori­ re ». Tutti. « Percuoterò il Pastore e si disperderan­ no le pecorelle ». Avevo creduto che una. notte si­ mile non fosse mai nata nella mia vita. Nelle mani dell’uomo è la storia triste di molte notti di tradimento. Allo­

ra la mente si smarrisce e il cuore non sente più l’a­ more. Per amare bisogna morire. Per amare biso­ gna rimanere soli. Come il granellino di frumento che viene distrutto dalla terra. Perchè Gesù sei ve­ nuto a portare la guerra? Noi vogliamo vivere in pa­ ce e poi entrare in Para­ diso con tutte e due gli occhi. Se l’occhio ti scan­ dalizza toglilo. E’ meglio che tu entri in Paradiso con un occhio solo piutto­ sto che con due vada al­ l’inferno. Allora troverai il Tesoro. Quando avrai spezzato le tue mani sul­ la pietra per scavare. « Voi tutti, in questa not­ te, avrete paura di me. Ma poi io risorgerò. E do­ po che io sarò risuscitato vi precederò in Galilea ». Gli occhi dei suoi si illu­ minarono di speranza. La Galilea. Il lago. Gli amici. I tempi sereni della con­ quista. Ci rivedremo di

nuovo sulle rive del lago. Saliremo insieme sulla barca di Pietro e prende­ remo il largo. Gesù fà che la mia not­ te sia breve. Dammi la forza di non fuggire quan­ do sentirò addosso le co­ se come una maledizione. Quando la casa crollerà sulle mie spalle, fa che non rimanga schiacciato. Ho paura di me, delle mie mani, della mia carne. Ho paura del mondo. Ho pau­ ra delle strade fatte di pietra. Come montagne immani le ore del mondo precipitano sulla mia pel­ le ed io sarò disperato se tu non risorgerai, se non mi donerai la forza per risorgere con te. « Ma io risorgerò ». Al­ lora ci ritroveremo insie­ me nella pace del lago. Ci prenderemo per mano a camminare con i piedi scalzi sulla sabbia come bambini felici. Don Nicola

Nel clima della « Pasqua degli Sportivi » solennemente celebrata domenica 15 marzo presso il Duomo Vecchio di Brescia inviamo a tutti gli amici , del C.S.L gli auguri di Buona Pasqua 0 0 0 0 0 0 0 0 0

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