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Stadium n. 6/1924

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STADIUM Si pubblica il 15 e il 30 ¿Lei mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

anno xviiii

Conto corrente postale

li parola iti! Mtnlt Eitlàliio tatnli dilli 1.1. L (. I. L’azione dello sport e le battaglie dello spirito. E’ per me un sacro dovere inviare da queste colonne un ringraziamento devoto ed ossequien­ te all’augusto Pontefice, che con parole troppo lusinghiere per me si degnava nominarmi As­ sistente Ecclesiastico Generale della F.'A.S.C.I., chiamandomi così in questo nuovo campo da­ zione per spiegarvi le mie modeste energie a vantaggio della nostra gioventù sportiva. La pa­ rola del Vicario di Cristo va sempre accolta con generoso entusiasmo, anche quando importa nuo­ vi doveri e nuovi pesi, che riescono sempre cari a chi sente che .La vita è un posto di battaglia, ed una santa missione che ognuno di noi deve com­ piere quotidianamente per il bene dei nostri fra­ telli. Il mio pensiero si rivolge grato e commosso anche al Consiglio Direttivo della Federazione, che non solo ha accettato con benevolenza e con gioia la mia nomina, ma con parole squisite, as­ sai superiori ai miei meriti, ha voluto presentar­ mi alle Società federate, invitando le gloriose bandiere che hanno visto tanti campi di gara ed hanno sventolato per tutte le città italiche, ad in­ chinarsi riverenti al sacerdote che le benedice. E benedico e bacio queste bandiere coll’ardore della mia antica giovinezza, augurandomi che i loro colori vivi e fiammanti siano simbolo di quel­ le virtù purissime, che i nostri giovani debbono essere fieri di far rifulgere in mezzo a tutti i cimenti, consapevoli come sono che solo la virtù onora il cittadino e rende più illustre e più gran­ de la patria. Nel dirigere pertanto la mia parola a questa balda gioventù italica, che si raccoglie oggi fi­ dente attorno al nostro vessillo federale, mi sia lecito ricordare il sapiente ammonimento, con cui il Pontefice Pio XI, nell’affidare alle mie cure la gloriosa Federazione mi significava che « ¡’atti­ vità della F.A.S.C.I. è diretta non solo all’eser­ cizio fìsico delle membra, ma più ancora alla di­ sciplina morale dello spirito, alita formazione del­ la volontà e del carattere ». E' questo il nostro programma; e n eli’attuazio­ ne di questo programma stanno le migliori spe­ ranze dèi nostro avvenire. Noi dobbiamo dare ail’Italia una gioventù forte e vigorosa, che sappia anche affermarsi nobilmente nella forza di quel carattere, in cui è riposta la più fulgida gloria di un popolo. Dobbiamo creare falangi numerose

di giovani, che, mentre sono intenti àd addestrare le membra ed a rinvigorire il corpo negli esercizi fìsici, sappiano anche rafforzare la volontà, morti­ ficare i sensi e ritemprare lo spirito nell’ideale del bene, combattendo le belle battaglie della fede e della civiltà cristiana. E’ il carattere sopratutto che occorre formare. A che varrebbe possedere milizie di giovani forti, robusti, battaglieri, che per la vigoria dei mu­ scoli riescano a superare gli ostacoli più ardui, se poi mancasse loro quella forza morale, che sola impedisce le cadute più vergognose e le degra­ danti abdicazioni dello spirito di fronte al sen­ sualismo seducente e corruttore? A che cosa giovenrebbero le clamorose vittorie sportive, qua­ lora accanto ai trionfi della forza muscolare si dovessero constatare le dolorose sconfitte dell’a­ nima, soccombente dinanzi alTinrompere sfrenato delle passioni ? Quello che manca' purtroppo a tante giovinezze d’Italia, è precisamente la cor­ rispondenza tra la disciplina dello spirito e quella delle membra: corrispondenza che soltanto po­ trà aversi, quando i giovani, educati virilmente alla scuola di Cristo, avranno compreso che al vi­ gore del corpo deve andare congiunta la saldezza del carattere cristiano, che non ci farà mai pie­ gare la bandiera dinanzi alle viltà colpevoli ed al­ le transazioni disonoranti. Nel desiderio intenso di cooperare a quest’o­ pera di formazione cristiana, per preparare così nuove generazioni di giovani, che col braccio e col cuore, coi muscoli e col carattere, col corpo e coll'anima, con i sensi e con la volontà contri­ buiscano al rinnovamento spirituale della patria, dedicherò le mie deboli forze a questa nuova pa­ lestra di apostolato, nella persuasione che le so­ cietà federate corrispondano pienamente a quelle che sono le alte finalità della F.A.S.C.I. Ogni socio, sparso nei diversi angoli della bella peni­ sola, senta la bellezza di questo compito educati­ vo e il fascino di questa battaglia spirituale e se ne faccia assertore ed apostolo. Ogni Presidente ed Assistente Ecclesiastico delle varie Associa­ zioni sportive accenda nei singoli aggregati, e cu­ stodisca con amore il fuoco sacro di queste pure idealità, nelle quali è il segreto di quella restau­ razione morale e civile d’Italia, che tutti fidu­ ciosamente auspichiamo. Mons. CARLO SALOTTI.

UFFIC. PER GLI AT­ TI DELLA F. A.S.C.I. CONDIZIONI D’ABBONAMENTO

— N 6

ROMA — 30 marzo 1924

PERIODICO SPORT.

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LO SPORT E I CATTOLICI Abbiamo letto con molto interesse quanto è venuta pubblicando negli ultimi numeri « Vita Nostra », il settimanale del circolo cattolico S. Cuore di Gesù di Milano. La Federazione è chia­ mata direttamente in causa e non può fare orec­ chie da mercante ; sia pure brevemente, ma una parola è doveroso dirla. La F.A.S.C.I., adunque, non da oggi si occu­ pa del difficile problema dei giuochi sportivi, pri­ mo fra tutti il calcio. Sorta per fini educativi nel campo cattolico è naturale che essa abbia sem­ pre messa a fondamento dell'opera sua l'educa­ zione fisica. Educazione fisica nel più alto senso della parola, che non può essere ristretta soltanto alla ginnastica propriamente detta. Per questo, mentre i grandi concorsi si sono avvicendati ne­ gli anni, le attività sportive hanno continuato sem­ pre ad interessare i nostri giovani e spesso han­ no assunto significazioni regionali e nazionali. Oggi la Federazione svolge un regolare campio­ nato di calcio a cui hanno preso parte varie re­ gioni con grande successo. La tesi del centro fe­ derale, tanto per portare la questione in un cam­ po più vasto e più sereno, è quella di considerare la ginnastica e io sport come mezzo a fine. Nes­ suno più oggi in Italia può ritenere infatti l’e­ ducazione fisica, peggio lo sport, fini a se stessi. In questo momento in cui tutte le energie deb­ bono essere valorizzate per i fini più alti della re­ staurazione e della pacificazione nazionale, nes­ suno vorrà ridurre a semplici esercitazioni mu­ scolari le attività fisiche e sportive. Per noi cat­ tolici, quindi, quest’arma possente dell'educazione fisica deve essere adoperata per formare i gio­ vani integralmente, perchè possano essere doma­ ni cittadini esemplari, soldati disciplinati, credenti sinceri. Nè parrà esagerato tutto ciò; Io poteva essere ieri, quando i valori spirituali erano ne­ gati, non oggi in cui a questi valori spirituali s'ispira l'educazione e lai cultura dei giovani, in una parola la scuola. Per conseguenza se la ginnastica non basta da sola per richiamare i giovani nei nostri circoli ed affezionarli alle nostre società, se c’è qualche cosa, sia pure Io sport, che ci porta via gli ele­ menti più forti, è logico nel modo più evidente che la Federazione si deve anche occupare dello sport. Lo sappiamo, a qualcuno ciò sarà di forte agru­ me, ma contro la logica non si può andane. Se la F.A.S.C.I. fosse una federazione che si occupas­ se di sola ginnastica ed avesse solo questo fine da raggiungere, sarebbe illogico pensare e fare quanto sopra è stato detto : ma quando è da tutti accettato che la F.A.S.C.I. è sorta per salvare i giovani mediante l’educazione fisica, rinneghe­ rebbe se stessa se scambiasse il mezzo con il fine. Con questo, è bene intendersi, non si vuole as­ solutamente disconoscere il valore della ginna­ stica, anzi se pur di sfuggita è qui possibile riac­ cennare ad un problema più volte dibattuto, la


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