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li parola iti! Mtnlt Eitlàliio tatnli dilli 1.1. L (. I. L’azione dello sport e le battaglie dello spirito. E’ per me un sacro dovere inviare da queste colonne un ringraziamento devoto ed ossequien te all’augusto Pontefice, che con parole troppo lusinghiere per me si degnava nominarmi As sistente Ecclesiastico Generale della F.'A.S.C.I., chiamandomi così in questo nuovo campo da zione per spiegarvi le mie modeste energie a vantaggio della nostra gioventù sportiva. La pa rola del Vicario di Cristo va sempre accolta con generoso entusiasmo, anche quando importa nuo vi doveri e nuovi pesi, che riescono sempre cari a chi sente che .La vita è un posto di battaglia, ed una santa missione che ognuno di noi deve com piere quotidianamente per il bene dei nostri fra telli. Il mio pensiero si rivolge grato e commosso anche al Consiglio Direttivo della Federazione, che non solo ha accettato con benevolenza e con gioia la mia nomina, ma con parole squisite, as sai superiori ai miei meriti, ha voluto presentar mi alle Società federate, invitando le gloriose bandiere che hanno visto tanti campi di gara ed hanno sventolato per tutte le città italiche, ad in chinarsi riverenti al sacerdote che le benedice. E benedico e bacio queste bandiere coll’ardore della mia antica giovinezza, augurandomi che i loro colori vivi e fiammanti siano simbolo di quel le virtù purissime, che i nostri giovani debbono essere fieri di far rifulgere in mezzo a tutti i cimenti, consapevoli come sono che solo la virtù onora il cittadino e rende più illustre e più gran de la patria. Nel dirigere pertanto la mia parola a questa balda gioventù italica, che si raccoglie oggi fi dente attorno al nostro vessillo federale, mi sia lecito ricordare il sapiente ammonimento, con cui il Pontefice Pio XI, nell’affidare alle mie cure la gloriosa Federazione mi significava che « ¡’atti vità della F.A.S.C.I. è diretta non solo all’eser cizio fìsico delle membra, ma più ancora alla di sciplina morale dello spirito, alita formazione del la volontà e del carattere ». E' questo il nostro programma; e n eli’attuazio ne di questo programma stanno le migliori spe ranze dèi nostro avvenire. Noi dobbiamo dare ail’Italia una gioventù forte e vigorosa, che sappia anche affermarsi nobilmente nella forza di quel carattere, in cui è riposta la più fulgida gloria di un popolo. Dobbiamo creare falangi numerose
di giovani, che, mentre sono intenti àd addestrare le membra ed a rinvigorire il corpo negli esercizi fìsici, sappiano anche rafforzare la volontà, morti ficare i sensi e ritemprare lo spirito nell’ideale del bene, combattendo le belle battaglie della fede e della civiltà cristiana. E’ il carattere sopratutto che occorre formare. A che varrebbe possedere milizie di giovani forti, robusti, battaglieri, che per la vigoria dei mu scoli riescano a superare gli ostacoli più ardui, se poi mancasse loro quella forza morale, che sola impedisce le cadute più vergognose e le degra danti abdicazioni dello spirito di fronte al sen sualismo seducente e corruttore? A che cosa giovenrebbero le clamorose vittorie sportive, qua lora accanto ai trionfi della forza muscolare si dovessero constatare le dolorose sconfitte dell’a nima, soccombente dinanzi alTinrompere sfrenato delle passioni ? Quello che manca' purtroppo a tante giovinezze d’Italia, è precisamente la cor rispondenza tra la disciplina dello spirito e quella delle membra: corrispondenza che soltanto po trà aversi, quando i giovani, educati virilmente alla scuola di Cristo, avranno compreso che al vi gore del corpo deve andare congiunta la saldezza del carattere cristiano, che non ci farà mai pie gare la bandiera dinanzi alle viltà colpevoli ed al le transazioni disonoranti. Nel desiderio intenso di cooperare a quest’o pera di formazione cristiana, per preparare così nuove generazioni di giovani, che col braccio e col cuore, coi muscoli e col carattere, col corpo e coll'anima, con i sensi e con la volontà contri buiscano al rinnovamento spirituale della patria, dedicherò le mie deboli forze a questa nuova pa lestra di apostolato, nella persuasione che le so cietà federate corrispondano pienamente a quelle che sono le alte finalità della F.A.S.C.I. Ogni socio, sparso nei diversi angoli della bella peni sola, senta la bellezza di questo compito educati vo e il fascino di questa battaglia spirituale e se ne faccia assertore ed apostolo. Ogni Presidente ed Assistente Ecclesiastico delle varie Associa zioni sportive accenda nei singoli aggregati, e cu stodisca con amore il fuoco sacro di queste pure idealità, nelle quali è il segreto di quella restau razione morale e civile d’Italia, che tutti fidu ciosamente auspichiamo. Mons. CARLO SALOTTI.
UFFIC. PER GLI AT TI DELLA F. A.S.C.I. CONDIZIONI D’ABBONAMENTO
— N 6
ROMA — 30 marzo 1924
PERIODICO SPORT.
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LO SPORT E I CATTOLICI Abbiamo letto con molto interesse quanto è venuta pubblicando negli ultimi numeri « Vita Nostra », il settimanale del circolo cattolico S. Cuore di Gesù di Milano. La Federazione è chia mata direttamente in causa e non può fare orec chie da mercante ; sia pure brevemente, ma una parola è doveroso dirla. La F.A.S.C.I., adunque, non da oggi si occu pa del difficile problema dei giuochi sportivi, pri mo fra tutti il calcio. Sorta per fini educativi nel campo cattolico è naturale che essa abbia sem pre messa a fondamento dell'opera sua l'educa zione fisica. Educazione fisica nel più alto senso della parola, che non può essere ristretta soltanto alla ginnastica propriamente detta. Per questo, mentre i grandi concorsi si sono avvicendati ne gli anni, le attività sportive hanno continuato sem pre ad interessare i nostri giovani e spesso han no assunto significazioni regionali e nazionali. Oggi la Federazione svolge un regolare campio nato di calcio a cui hanno preso parte varie re gioni con grande successo. La tesi del centro fe derale, tanto per portare la questione in un cam po più vasto e più sereno, è quella di considerare la ginnastica e io sport come mezzo a fine. Nes suno più oggi in Italia può ritenere infatti l’e ducazione fisica, peggio lo sport, fini a se stessi. In questo momento in cui tutte le energie deb bono essere valorizzate per i fini più alti della re staurazione e della pacificazione nazionale, nes suno vorrà ridurre a semplici esercitazioni mu scolari le attività fisiche e sportive. Per noi cat tolici, quindi, quest’arma possente dell'educazione fisica deve essere adoperata per formare i gio vani integralmente, perchè possano essere doma ni cittadini esemplari, soldati disciplinati, credenti sinceri. Nè parrà esagerato tutto ciò; Io poteva essere ieri, quando i valori spirituali erano ne gati, non oggi in cui a questi valori spirituali s'ispira l'educazione e lai cultura dei giovani, in una parola la scuola. Per conseguenza se la ginnastica non basta da sola per richiamare i giovani nei nostri circoli ed affezionarli alle nostre società, se c’è qualche cosa, sia pure Io sport, che ci porta via gli ele menti più forti, è logico nel modo più evidente che la Federazione si deve anche occupare dello sport. Lo sappiamo, a qualcuno ciò sarà di forte agru me, ma contro la logica non si può andane. Se la F.A.S.C.I. fosse una federazione che si occupas se di sola ginnastica ed avesse solo questo fine da raggiungere, sarebbe illogico pensare e fare quanto sopra è stato detto : ma quando è da tutti accettato che la F.A.S.C.I. è sorta per salvare i giovani mediante l’educazione fisica, rinneghe rebbe se stessa se scambiasse il mezzo con il fine. Con questo, è bene intendersi, non si vuole as solutamente disconoscere il valore della ginna stica, anzi se pur di sfuggita è qui possibile riac cennare ad un problema più volte dibattuto, la