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Stadium n. 6/1923

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STADIUM Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

Appena la prima notizia della riforma della edu­ cazione fisica nelle scuole medie fu annunziata dalla stampa, noi ci facemmo diligenti e subito mettemmo in luce i danni che le nuove disposi­ zioni avrebbero arrecato ai giovani cattolici ita­ liani ed alle loro organizzazioni. Ora il decreto è stato firmato e la riforma è una... legge dello Stato! • A nulla vale perciò il discutere sui criteri della riforma ; essa è ormai definitiva ; bisogna invece cercare immediatamente di salvare quanto ci sarà possibile dal naufragio. Le Società sportive

Il decreto, con un criterio veramente nuovo, e potremmo anche dire, sportivamente buono, ha voluto dare al’.e società sportive e ginnastiche una importanza forse eccessiva affidando ad esse il compito diffìcilissimo dell’organizzazione dei corsi. Ecco gli articoli del decreto che più ci riguar­ dano : Art. 3. — Gli alunni di tutte le scuole medie e governative e pareggiate dipendenti dal Ministero della P. I. compiranno la propria educazione fisica presso le società ginnastiche e sportive all’uopo designate dall’Ente nazionale. Hanno facoltà di provvedere direttamente alla educazione fisica dei propri alunni i Convitti Na­ zionali, i Convitti con annessi istituti pareggiati e le scuole private, salve le disposizioni di cui agli articoli 5 e 7 del presente decreto. Art. 4. L’Ente nazionale sceglierà in ogni sede di scuola secondaria la società ginnastica o sportiva, alla quale gli alunni delle scuole stesse dovranno inscriversi. In quelle sedi ove manchi ogni società o quella esistente non soddisfi alle condizioni richieste, l’Ente nazionale costituirà apposita società o provvederà in modo che l'educazione fisica agli alun; della sede sia impartita secondo il programma sta­ bilito dal regolamento. Ma quali saranno le società ginnastiche o spor­ tive scelte dall’Ente? Noi sappiamo che in Italia l'organizzazione gin­ nastica e sportiva è troppo spesso influenzata e sorretta da partiti politici ; sappiamo che la Mas­ soneria ha sempre lavorato per avere nelle mani il movimento della ginnastica in Italia; che l’Y. M. C. A. ha per me-zo della educazione Asina cercato fino ad oggi di fare propaganda anticatto­ lica ; tutto questo sappiamo e però dobbiamo preoccuparci delle conseguenze che l’applicazione del decreto potrà avere nel campo della realtà. Se in un piccolo centro dove c’è una sola so­ cietà ginnastica e questa è nostra avversaria, ver­ rà ad essa affidato il compito di preparare i corsi di educazione fisica è logico che i giovani catto­ lici saranno obbligati ad entrare in una società avversaria e pagare ad essa anche la tassa di lire 30! Siamo nel campo degli assurdi ! Bisogna cono­ scere la vita dei piccoli centri per comprendere la gravità della situazione che sarà domani creata dall’applicazione di un tale criterio. Il monopolio sarà certamente una soppressione di libertà, spes­

ANNO XVIII — N

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ROMA — 30 Marzo 1923 Conto corrente postale

so darà luogo a private rappresaglie e a vendette. La scuola di Stato sarà legata alle jneschine lotte di parte schiava Ci quattro incompetenti or ganizzatori di gare sportive e di sfruttatori delD sport ! All'arrembaggio

In ogni modo c’è sull’orizzonte la prospettiva di qualche utile guadagno; c'è la speranza di vi­ vere alle spalle dell’educaziose fisica scolastica senza molta fatica ; in questo momento di disoc­ cupazione non bisogna dormire... Così diranno i quattro incompetenti di cui so­ pra. La corsa sarà perciò affannosa : tutti vor­ ranno essere scelti dall’Ente per organizzare i corsi. Ragioni politiche, economiche, morali so spingeranno tutte le società sportive e ginnastiche verso la porta dell’Ente; siamo aH’arrembaggio ! E noi della F. A. S. C. L? Noi giovani catto­ lici che abbiamo cercato nella grande miseria educativa di questo dopo guerra di tenere alta la fiaccola, noi che cosa faremo? La risposta è do­ lorosa, è amara, è triste : noi faremo... come gl altri ! Cercheremo con tutti i mezzi che potremo ave­ re a disposizione di difendere l’opera nostra, di valorizzare la nostra organizzazione, di ottenere quello che ad altri non sarà negato. Mà l’Italia è grande e la Federazione è... piccola! Oggi comprenderanno, forse troppo tardi, gli amici delle nostre organizzazioni cattoliche che era doveroso quanto noi chiedevamo, che cioè tutte le forme di attività ginnastiche e sportive avrebbero dovuto essere da noi inquadrate e a momento presente sarebbero esse state veramen­ te preziose. Ma molti cattolici, molte società cattoliche 'in vece di aderire a noi hanno creduto aderire f altre federazioni, e la grande battaglia troverà l’armata ridotta a pochi veterani e a pochi en tusiasti. La libertà della scuola

Valorizzate, adunque, per la scelta dell1' Ente, le società ginnastiche e sportive che arriveranno prime... all’arrembaggio, chi più soffrirà sarà la libertà della scuola e dell’insegnamento. Anche qui è bene riportare gli articoli del decreto che sono chiarissimi : Art. 5. — Nessun alunno di scuola media go­ vernativa o pareggiata può essere inscritto alla scuola stessa se non presenti il libretto speciale di inscrizione ad una delle società debitamente autorizzate come sopra, nè può essere promosse dall'una all’altra classe nè conseguire alcun atte­ stato o diploma se non abbia ottenuto la suffi­ cienza anche in educazione fisica. I candidati di scuola privata e paterna e gli interni dei Convitti Nazionali e dei Convitti con annessi istituti pareggiati, qualora non si trovino inscritti come sopra alle società, sosterranno ogni anno presso le società medesime la prova in edu­ cazione fisica agli stessi effetti, per gli esami’ dei candidati interni. Il regolamento stabilirà in quali casi eccezio­

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nali e con quali modalità può essere consentito l’esonero dalla inscrizione e dalle prove per l’edu­ cazione fisica. Art. g — Le direzioni delle scuole medie sono tenute a lasciar liberi nell’orario scolastico setti­ manale o due pomeriggi o un mattino ed un po­ meriggio, durante i quali gli alunni possano par­ tecipare alle prescritte esercitazioni di educa­ zione fisica. Dovranno, inoltre, mettere a disposizione delle società autorizzate un complesso di otto giorni al­ l’anno per le passeggiate ginnastiche e le gare de­ gli alunni. Art. 7. ■— Ogni alunno verserà all’Ente nazio­ nale, secondo le norme e le modalità stabilite dal regolamento, una tassa annua non superiore alle lire 30. Eguale tassa verserà ogni candidato privatista, di cui al secondo comma dell’art. 5 del presente decreto, non inscritto alle società, per subire la prova di educazione fisica. Le società ginnastiche e sportive adunque, se per qualunque ragione negheranno ad un alunno la sufficienza in educazione fisica., fermeranno il corso dei suoi studi e subordineranno il lavoro alto e grande dell’intelligenza a quello del corpo, molto più umile e molto meno importante per > fini della scuola. Anche gli alunni delle scuole private dovran.io andare a dare l’esame presso una... società spor­ tiva, la quale, per le ragioni già dette, potrà do­ mani essere oiù dura con i privatisti di quello che non siano oggi gl'insegnanti delle scuole pubbli­ che e così un povero giovane potrà perdere una licenza perchè sarà caduto da un asse d'equilibrio. Ma c’è una via d'uscita, farsi fare da un medi­ co compiacente un certificato... d’impossibilità fi­ sica... Povera scuola! La morte dell’educazione fisica

Ma tutto questo non basta ; per preparare il per­ sonale adatto e capace alla formazione fisica dei giovani il decreto sopprime... le scuole e gli isti­ tuti di magistero di educazione fisica di Roma, To­ rino e Napoli ! Ma come è mai possibile che una nazione come l’Italia abbandoni a sè stessa l’educazione fisica e oggi, mentre più alto è il bisogno di studiare una scienza che dovrà dare alla patria i futuri sol­ dati e più alta è la necessità di difendere l’edu­ cazione fisica dalle esagerazioni e dalle improvvi­ sazioni sportive ; è mai possibile, diciamo, che T focolai della scienza siano spenti ? Povera e di­ menticata opera del Baumann ! Conclusione

Vorremmo concludere... ma non sappiamo nep­ pure noi in che modo. La F.A.S.C.I. ha fatto quanto era suo dovere prima di tutti, per far pre­ sente ai dirigenti l'Azione Catolica la necessità di studiare la questione e fronteggiare la situazione. Essa è qui, sola, sola purtroppo nel campo catto­ lico, per difendere i diritti dei giovani nostri. Arriverà dove potrà....

A. d’A.


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