Skip to main content

Stadium n. 6/1919

Page 1

Si pubblica l’ultima domenica del mese Direzione ed Amministrazione

ANNO XIV — N. 6

ABBONAMENTO ANNUO:

ROMA — 18 Maggio 1919 — ROMA

Italia e Colonie L. 3, — Estero L. 5, Abbonamento sostenitore L. 5,—

Un numero Cent. IO — Arretrato Cent. 15.

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

G idNERAUZZ A K E Mai come oggi si parla con insistenza di educa­ zione fisica e di sports ; mai come oggi, forse come conseguenza della grande guerra che ha valoriz­ zato le energie fisiche delle nazioni e delle razze, si ritorna a studiare il più grave dei problemi edu­ cativi. Noi che da anni, senza deviare dal nostro programma di vera e propria educazione fisica, ci occupiamo di questi problemi, crediamo oppor­ tuno dire qualche cosa in proposito. Facciamo intanto notare subito che pochi hanno la vera cognizione dei fatti, pochi si rendono con­ to della necessità di dare alla educazione fisica un indirizzo più consono alle condizioni presenti, alla mentalità nostra e anche, perchè non può essere trascurata, alla mentalità dei fanciulli e dei giovani. Bisogna adattare, in una parola, l’educazione fi­ sica alle esigenze dei tempi e quindi bisogna es­ sere transigenti. L’on. Niccolini in una sua dotta relazione fatta qualche anno fa, prima della guerra, così scriveva con grande senso pratico e perspicacia : « Io ho sempre parlato di educazione fisica nel senso più largo e comprensivo. Sono convinto che la ginnastica da sola non può costituirla, e neppu­ re gli sports; l'una e gli altri debbono essere cooidinati ed integrati in un regime di vita più razio­ nale di quello che usi oggi, specialmente in alcune classi sociali : nella media e piccola borghesia. A mio vedere queste sono le classi che hanno maggior bisogno di' essere fisicamente rinvigorite ; la diminuzione delle ore di lavoro e le leggi protet-, trici delle donne e dei fanciulli hanno avvantaggia­ to il popolo ; gli sports hanno tolto dai pigri ozii i più ricchi. L’attuale trascuranza dell’éducazione fisica in tutte le scuole secondarie, la sua comple­ ta assenza dalle Università, dimostrano come non sia affatto compreso il bisogno che ne avrebbero le classi che danno gli alunni a queste scuole. Ma la dimostrazione è resa ancor più evidente dalla povertà e vuotaggine dei programmi scolasti­ ci, che si limitano a pochi esercizi ginnici una volta di preferenza atletici, ora di preferenza coreo­ grafici, senza alcun insegnamento di praticità vera e durevole ». Lo stesso ministro della pubblica istruzione on. Berenini parlando ad una commissione di profes­ sori di ginnastica manifestava un suo convincimen­ to che coincide perfettamente con quanto abbia­ mo riferito. Egli difatti « non crede che l’educazione fisica debba specializzarsi, essere cioè esclusivamente pedagogica o militare o sportiva, ma debba avere un indirizzo generale che concorra ad elevare fisi­ camente l’individuo in tutte le manifestazioni della vita fisica, per modo che sia poi facile, quando es­ so ha superato il periodo di sviluppo, di poter di­ rigere le energie di cui si è fornito al fine militare, o tecnico o sportivo ». Ma a che giova essere arrivati finalmente sulla buona strada se non si comincia veramente a comminare? La grave lacuna della nostra scuola non potrà essere colmata dalle parole ma dalle opere. Invece dall’alto giungono buone promesse, e si sa le “buone promesse quale valore pratico1 ab­ biano nella vita, ed in basso si fa l’industria dello sport, cioè si uccide l’educazione fisica. Sembra di dire cose nuove ed invece è questo l’eterno nostro ritornello, che con una tenacia ed una pazienza mai venuta meno, facciamo riudire sempre, ogni volta che se ne presenti l’occasione. Educhiamo fisicamente i giovani, adunque, come li educhiamo intellettualmente e non appaghiamoci

più delle *parole e delle promesse di cui i program­ mi sono pieni. Per questo sottoscriviamo volentie­ ri a quanto affermava il prof. Pagliani nella sua relazione Sull’Educazione fisica per il dopo-guer­ ra; Egli scriveva fra l’altro che : « Se il principio fondamentale, per qualsiasi po­ polo che voglia occupare degno posto nel consorzio delle nazioni civili, che la educazione intellettuale sia estesa per quanto possibile a tutti i suoi compo­ nenti, lo deve essere tanto più per l’educazione fì­ sica ; poiché, se è supremo interesse di ogni na­ zione avere il più possibile della sua massa popo­ lare intelligente e istruita, è indispensabile l’ab­ bia tutta quanta sana, forte e atta a sostenere i propri diritti. Se, invero, si può ammettere la coltura dell’in­ telletto sviluppata in grado diverso nei costituenti una collettività speciale, così che ne risultino sensi­ bili differenze nei singoli individui e gruppi di es­ si ; per quanto riguarda la coltura dell’attitudine fì­ sica non vi è alcuna ragione perchè essa non sia generalizzata in alto grado in tutti ». Generalizzare, adunque, ecco il programma. Pro­ gramma difficile ma che potrebbe contro tanti osta­ coli trovare la sua iniziale applicazione se tutti, di­ co tutti, coloro che si dedicano con amore e compe­ tenza allo studio ed alla diffusione dell’educazione fisica, senza pregiudizi di parte o di scuola, faces­ sero opera concorde e proficua. Noi in Italia siamo in questo campo molto indietro : non è per lo­ dare sempre quello che si fa oltre le Alpi, non è stato mai questo il nostro costume, ma dobbiamo per debito di giustizia riconoscere che all’estero le cose vanno molto meglio. Specialmente nei paesi anglo-sassoni lo svilunoo degli sports, dell’educazione fisica, dell’igiene del corpo è grandissimo. E l’Inghilterra e l’America debbono a questo sviluppo la facilità con cui han­ no potuto in poco tempo preparare due grandi ed agguerriti eserciti. Nessuno meglio di' colui che torna in Italia do­ po un lungo soggiorno all’estero può fare la dolo­ rosa constatazione della nostra inferiorità in que­ sto campo. Il prof. Della Santa ci descrive appun­ to le sue impressioni in un giornale sportivo e ne riportiamo qualche periodo che più degli altri può servire al nostro =copo : « Quello che più mi rattristò tornando in Italia dopo cinque lustri spesi non inutilmente per pro­ pagare l’arte mia all’estero, fu il vedere lo stato in cui trovasi l’educazione fìsica da noi in confron­ to di quanto si fa nei-paesi dell’Europa centrale e settentrionale. Che qualche progresso sia stato fatto, sarebbe in­ giustizia il negarlo ; gli stranieri stessi lo ricono­ scono ; ma siamo ancora assai lontani da quello che potremmo fare col nostro magnifico temperamento e con le nostre invidiate attitudini. Da una mia inchiesta, che troncai subito dopo il secondo corso allievi ufficiali, perchè le altre non sa­ rebbero state che una ripetizione peggiorata di quel­ la già fatta, risulta che ben pochi erano gli allievi che avevano seguito con qualche regolarità l’inse­ gnamento della ginnastica nelle scuole. Chi per una ragione, chi per un’altra, ma tutte non serie, ave­ vano abbandonato fin dal primo anno di studii la palestra di ginnastica. Ebbi l'impressione, speriamo errata, che in Ita­ lia, quando un giovane studia il latino ed il greco, non trovi più tempo per pensare che ha anche un corpo.

Ad ogni corso nuovo — e furono tanti ! ben pochi erano gli allievi che riuscivano a saltare un fosso poco largo, ad arrampicarsi su di una fune o un albero, ed a scavalcare un muro ; molti — trop­ pi invero — quelli invece che manifestavano un senso di ripugnanza per qualsiasi esercizio fisico anche poco faticoso. Giovani delle nostre città marinare non sapevano nuotare, nè avevano mai maneggiato un remo ; al­ tri delle Alpi e degli Appennini non avevano mai fatta un’escursione in montagna. Rarissimi poi quelli che sapevan montare a cavallo, tirar di scher­ ma. o ballare, pochissimi i cacciatori e ancor meno gli amanti del podismo. Qualcuno aveva esercitato il calcio, nessuno il tennis e gli altri sports così detti inglesi. . . . Ad onor del vero debbo dire che i maestri di ginnastica facevano le lezioni con serietà e passio­ ne, ma anch’essi seguivano il sistema preguerra, vale a dire metodi antiquati e monotoni ». Dunque è necessaria una riforma. Fino a tanto che in Italia'ci ostacoleremo il cammino gli uni con gli altri, fino a che una Federazione combat­ terà l'altra, fino a che ogni istituzione chiusa nel suo egoismo non vorrà vedere fuori di sè altro che nemici, invece che alleati, di riforme è inutile parlare. Per noi il compito è meno difficile che per gli altri : per noi che non abbiamo mai avuto speciali fobie, ma che invece per la saldezza della gioventù abbiamo sempre tenuta presente la» necessità di adottare il grande principio della educazione fisi­ ca alle reali condizioni di luogo e di tempo, tutto si riduce in fondo alla buona volontà di lavorare. Lo ripetiamo questo, forse troppo spesso, ma noi siamo’ convinti che repetita iuvant. R. d’A.

Concorso Ginnastico d’onore in Roma ISCRIZIONE

Riceviamo ogni giorno notizie da parte delle squadre che hanno aderito al Concorso premilitare di Roma, e mentre prendiamo atto volentieri delle partecipazioni delle iscrizioni avvenute, siamo però dolenti di dover constatare che non tutti hanno saputo leggere quanto noi abbiamo scritto più volte e quanto è contenuto nel Regolamento. Ancora oggi ci si domanda di aver intenzione di venire a Roma e si chiedono spiegazioni! Ma noi abbiamo scritto che il 30 aprile scadeva il tem­ po utile per le iscrizioni, lo abbiamo scritto a caratteri grandi e piccoli, fu chiaramente fatto rile­ vare nell’ultimo fascicolo di « Gioventù Italica », nella circolare fatta dalla Società della G. C. I. e tutto questo non è stato ancora sufficiente ! Come è possibile concepire la partecipazione ad un concorso ginnastico premilitare con la prepa­ razione affrettata di soli quindici o venti giorni ? Concludiamo adunque raccomandando a tutti più esattezza e più precisione. Chi ha spedito la rego­ lare iscrizione è dunque a posto e prosegua ala­ cremente il lavoro di preparazione per riuscire ono­ revolmente ; gli altri., ci penseranno un’altra volta. UNA DIFFICOLTA’

Ci viene segnalata da più parti una grande diffi­ coltà. I comandi militari di presidio, in attesa di disposizioni del Ministero della guerra, si dichiara­ no non autorizzati a provvedere a quanto prescrive il regolamento del concorso per le facilitazioni di viaggio. Noi in merito a questo non possiamo che consi­


STADIVM gliare da parte degli interessati un'azione rapida e precisa presso la Federazione G. N. I. perchè prov­ veda. Noi sappiamo, in merito a questo, solo quanto veniva pubblicato fra gli schiarimenti del regolamen­ to dalla stessa Federazione, la quale scriveva : 1. Non appena la scuola, o il ricreatorio, o il convitto, o la società ginnastica, o il club sportivo abbiano stabilito di tenere il corso di preparazione militare per trarne la squadra che dovrà parteci­ pare al « Concorso d’Onore » in Roma, dovranno darne comunicazione al Comandante di Presidio del luogo, per quegli accordi che saranno del caso. Chi dunque ha ottemperato a questo ed ha par­ tecipata l’adesione al Concorso di Roma, ha diritto a tutte le agevolazioni che il Regolamento pre­ scrive.

Ginnastica educativa. (Continúa zione, Vedi numero precedente).

II. All’infuori di questo metodo assolutamente scien­ tifico di concepire l’educazione fisica, vi sono me­ todi che mirano a qualche punto particolare di que­ sta sintesi e per questo incompleti anch’essi. Essi ottengono effetti parziali, ma non modificano nè perfezionano profondamente l’individuo, non so­ no educativi nel vero senso della parola. A parer nostra la ginnastica scolastica è troppo arida e comoiicata, e non dà i risultati che si avrebbe diritto di aspettarsi, appunto perchè è troppo analistica. Ho fatto l’esperienza di un metodo sintetico che ho riassunto in un libro indirizzato alle giovanette. Veramente la sua portata è d’indole molto più generale — si indirizza a tutti, tiene presenti tutte le applicazioni, ottenendo rapidamente il pieno pos­ sesso del proprio sistema di locomozione. Ricordo in poche parole i vantaggi di quel metodo. 1. — Educazione della volontà e dell’attenzione svegliate costantemente dalle forme svariate dì mo­ vimento. II. — Nessuno sforzo statico nè a scatti, ma un movimento completo contìnuo e generale che as­ sicuri la buona nutrizione di tutte le parti del cor­ po e sopratutto delle parti, abitualmente inattive. III. — Ricerca della migliore associazione delle contrazioni muscolari in vista di uno scopo utile ed estetico tale quale si farà nelle diverse appli­ cazioni. IV. — Acquisto simultaneo della forza e del­ l’elasticità. V. — Respirazione profonda e ritmica durante il lavoro, senza automatismo nè specializzazione. VI. — Preparazione metodica ad ogni lavoro senza automaticismo nè specializzazione. Questo insegnamento è stato dato nel Liceo La­ martine a Parigi.. Ecco qualche osservazione che ho potuto fare. Gli scolari che non hanno mai fatto ginnastica analitica sono più adatti degli altri a fare movi­ menti completi, continui e generali ; la ginnastica ordinaria farebbe dunque perdere agli allievi certe attitudini invece che svilupparle. I fanciulli di 10 anni circa hanno potuto effettuare immediatamen­ te i loro esercizi dopo una dimostrazione orale che consiste nel far loro comprendere e vedere le traiettorie che essi devono descrivere nello spa­ zio. Quelli che arrivano prima a questa esecuzio­ ne sono anche i più intelligenti della loro classe. Dopo sedici lezioni di mezz’ora, il modo loro di comportarsi, la scioltezza e la buona coordinazio­ ne dei loro movimenti erano così soddisfacenti che non ho esitato a far loro eseguire pubblica­ mente un insieme di esercizi composti per essi con la musica, ottenendo il più grande successo, Questi risultati sono dovuti alla cura particolare colla quale noi regoliamo l’intensità, la direzione e il ritmo dei movimenti dal principio. Noi eseguiamo ciò con la maggior larghezza possibile e con grande indipendenza, lasciando ri­ posare quei muscoli la cui contrazione non è utile. Noi ritorniamo sempre agli esercizi elementari ma senza restringerci alla loro sola esecuzione. Au­ mentiamo successivamente la completazione e le difficoltà : la varietà è la condizione indispensabile del piacere, e il progresso ordinato è la condizione di riuscita. Il passaggio da una posizione e da un atteggia­ mento del corpo ad un’altra posizione ed atteggia­ mento implica una sicurezza d’equilibrio e una ehsticità speciale; noi facciamo praticare molto questa sorta di « passaggi » per acquistare quelle qualità. Gli esercizi elementari delle braccia, delle gam­ be e del tronco, associati alle marcie, alle corse,

ai salti e a tutti gli spostamenti del corpo, costitui­ scono gli esercizi sintetici propriamente detti. Sarebbe impossibile ottenere con successo que­ ste combinazioni se si sono praticati soltanto i mo­ vimenti parziali delle braccia e delle gambe, re­ stando fermi sul posto, ma coll’educazione del mo­ vimento completo e continuo non vi è limite nel perfezionamento. La forma ben definita delle progressioni fissa con precisione il movimento invece ai lasciare in­ deciso il passaggio da una posizione all’altra. Gli scolari hanno accettato l’insegnamento, che era impartito con questi criteri, con slancio ed al­ legria straordinari. Certo, non tutti i soggetti sono davvero capaci di arrivare ad un grado superiore d; perfezione ; ma tutti migliorano così bene e così ottimamente che è facile entro qualche mese constatare il loro progresso. Essi stanno pm di­ ritti, marciano con più eleganza e i movimenti abituali perdono a poco a poco la loro primitiva pesantezza, rigidezza e goffaggine. I movimenti completi, continui e generali han­ no dunque grandi vantaggi. Sono una preparazione metodica e senza spe­ cializzazione per ogni nuovo esercizio, non pro­ ducono stanchezze localizzate, ma esercitano inve­ ce un’azione generale di lieve stanchezza e di be­ nessere come dopo una passeggiata. Questa azione è sedativa e diminuisce l’eccita­ bilità nervosa. I movimenti del nostro metodo so­ no adatti a consumare il grasso eccessivo, ridu­ cono il volume del corpo aumentandone invece la densità. Concludo consigliando agli educatori di non tra­ scurare gli esercizi della ginnastica analitica, ma di introdurre nell’insegnamento i mezzi nuovi e più generali della ginnastica sintetica che ho enun­ ciato.

Società Abbonate 1919 1. — FULGOR, Spezia. 2. — VIGOR, Veiano. 3. — FLORES, Roma. 4. — VALDOCCO, Torino. 5. — VOLUNTAS, Novara. 6. — S. MARTINO, Torino. 7. — S. GIACOMO, Genova. 8. — ROBUR, Macerata. 9. — ROBUR et VIRTUS, Sassari. 10. — SPLENDOR, Roma. 11. — VICTORIA, Roma. 12. — FEDERAZIONE SPORTIVA LEONINA, Rreociii • 13. — VOLUNTAS, Brescia. 14. — GIMNASIUM, Brescia. 15. — JUVENTUS, Brescia. 16. — ALACRITAS, Brescia. 17. — ASSOCIAZIONE STUDENTI A. MAN­ ZONI, Brescia. 18. — ARDOR, Padova. 19. — RE ARDUINO, S. Benigno Canavese. 20. — EXCELSIOR, Tolentino. Ricordiamo a tutte le società che il pagamento de'.l’abbonamento allo « Stadium » per l’anno 1919, è la sola condizione per essere federati e usu­ fruire di tutti i vantaggi federali.

Condizioni d’Abbonamento: Dal 1° Gennaio al 31 Dicembre L 3. Dal 1° Maggio al 31 Dicembre L. 2. Dal 1° Settembre al 31 Dicembre L. 1.

Abbonamento sostenitore L. F.

L’Abbonamento comulativo con L’Esploratore, bollettino corriere dell’A.S.C.I., per l’intero anno 1919, con diritto agli arretrati, L. 5.

Dal 1° Maggio al 31 Dicembre L. 3. Dal 1° Settem. al 31 Dicembre L.1.50Col mese di maggio lo Stadium, tornato quindicinale, si pubblicherà la prima e la terza domenica di ogni mese.

Mffl SNRWO REGIONALE Piemonte. Il Consiglio Regionale piemontese ha diretto al­ le società la seguente circolare per la ricostituzio­ ne delle squadre e per riprendere il movimemo federale : “ In riferimento all'appello pubblicato sul gior­ nale << Stadium » riguardante tutte le Società ed Istituzioni della F. A. S. C. I. ci pregiamo invitare cotesta on. Direzione a voler farci conoscere le in­ tenzioni che ha in riguardo alla ricostituzione o continuazione della Squadra Ginnastica, già cosi fiorente e numerosa. La lusinghiera cessazione dell'anormale periodo di guerra, ci sprona a chiamare a raccolta tutte le forze vive delle nostre Associazioni Sportive per un'intesa riguardante il rifunzionamento della Se­ zione Regionale Piemontese della F. A. S. C. I. Le facilitazioni proposte dal Consiglio direttivo della F. A. S. C. I. per la federazione delle Socie­ tà, la necessità di nuovo impulso allo sport, e la buona volontà dimostrata da molti antichi ro"aboratori pel riordinamento delle gare, convegni e concorsi, daranno agio a proficuo lavoro per riaf­ fermare solennemente in Torino la vitalità atlla F. A. S. C. I. Nella certezza di 'cevere la desidera ’••sposta e di conoscere le in‘enzt ni di cotesia on. Tirezione, con osservanza vi salutiamo Dev.mi F. Minoglio, delegato feder. della FASCI. E. Bianchi, Segretario Regionale ».

Marche. La mancanza di dirigenti e di istruttori, che la guerra aveva chiamato a compiere il loro dovere per la patria, ha paralizzato pel periodo di quattro anni tutto il nostro movimento sportivo de’’a re­ gione. La maggioranza delle nostre società gin­ nastiche un po’ alla volta avevano cessato di vive­ re e non erano più che un caro ricordo di un glo­ rioso passato. Vi furono, è vero, le ecezioni. Qualche Società ha resistito all’urto celia guer­ ra ed ha conservata la propria esistenza, anche attraverso lotte e sacrifici. Ma in esse non hanno fatto difetto interamente i capi e questi conver­ gendo le attività sociali ad opere sussidiarie della guerra, hanno fatto concorrere le società a tutte quelle istituzioni che erano dirette a lenire le sof­ ferenze create dal conflitto mondiale. Oggi però che nell’orizzonte si profila benefica la pace, oggi che molte energie sono ritornate ai loro paesi, alle loro città, oggi, anche nella no­ stra regione è un risveglio di attività sporti za. Mol­ te delle vecchie associazioni risorgono, altre ne veg­ gono la luce, e dovunque in maniera promettente assai. G’è proprio da rallegrarsi di cuore e da spera­ re che la nostra regione non sarà seconda ad alcun’altra d’Italia, nel riprendere il proprio posto accanto alle altre, nella nostra F. A. S. C. I. Se la guerra ha potuto per un iva.nte paralizzare ' opera nostra, la pace le inietta nuova energia, aprendoci nuovi orizzonti. E del risveglio noi approfittiamo subito, annun­ ciando agli amici della regione che nel corrente anno avrà luogo a Macerata un convegno ginnastico, modesto di forme, al quale sono invitate tutte le vecchie associazioni della regione e le nuove che in questi giorni si costituiscono. Un programma facile ne sarà la base. Lo scopo precipuo è di vederci, di aiutarci, di incoraggiarci a vicenda, di prepararci ai nuovi cimenti di domani. L’iniziativa è lanciata dalla più antica società nostra della regione, la Robur di Macerata, che pur privata dei suoi migliori elementi, perchè ca­ duti per la patria o ancora in servizio militare, ha resistito anche in questi anni di guerra. I giovani saranno lieti, come già nel 1911, di ospitare ancora una volta gli amici della regione, e confidano che tutti aderiranno all’invito. All’opra dunque, con energia e costanza! ! di­ rigenti non si spaventano delle difficoltà, e i giovani mettano in opera tutto il loro buon volere. Da questa prima prova dovranno sorgere, per il movimento sportivo della nostra regione, glo­ riosi giorni non men belli di quelli che ci ricor­ dano epiche lotte, magnifici trionfi. Macerata 10 maggio 1919. Dott. TORELLO SIMONELLI Delegato regionale per le Marche

Alfredo Foglietti, gerente responsabile Tip. Ed. Laziale - S. Maria in Monticelli, 73-a - Roma


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Stadium n. 6/1919 by Stadium - Issuu