Stadium QUINDICINALE DEL CSI
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I PROBLEMI DELLO SPORT
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ANNO LIX • N. 5 - 15 MARZO 1964
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GR. Il
Nella gran confusione creata dal caso « Bologna - drogato » chi ne fa le spese è lo sport italiano: l’opinione pubblica se ne impadronisce per lo scandalo e di tutta l’erba ne fa un fascio da gettare nei fuoco, dimenticando che lo sport non è la cronaca degli avvenimenti (soprattutto quelli scandalistici): il vero sport è quello praticato da migliaia di ragazzi e di giovani con sincera passione, con assoluto disinteresse, ner la propria formazione fisica e morale. Il Centro Sportivo Italiano pratica questo genere di sport e ne è conferma l’affermazione non solo sui campi di gioco ma nella vita di tanti suoi atleti.
I COMODI ALIBI IL « BOLOGNA-BITTER » è il tema di fondo dei quoti diani sportivi da oltre una settimana: rischia di soffo care il caso Ferrari, il caso Ippolito, il caso Mastrella ed altri « casi » di cui l’opinio ne pubblica viene abbeve rata dalla cronaca di ogni giornale che vuol « vendere » e far contento il suo editore.
Non solo: il caso « Bologna-drogato » è entrato nel le severe aule del Parlamen to e in quelle, se non altro più serie, della giustizia. Par lamentari, carabinieri, po lizia si stanno attivamente interessando del « giallo-bo lognese » facendo dimenti care agli italiani i problemi della congiuntura, l’aumento della benzina, il regime di « austerity » promosso dal Governo. In fondo questa cronaca « droga » anche gli appassionati lettori e li tra sferisce nel Parnaso dei Maigret, Sherlok Holmes e simili. Quello che ci stupisce (se dobbiamo ancora stupirci di qualche cosa!) è la vasta eco che il fatto ha suscitato nel
la sfera « governativa » del la nazione: una mezza doz zina di interrogazioni nei due rami del Parlamento, un sottosegretario della Presi denza del Consiglio accom pagnato da un prefetto in viato per esprimere alla squadra incriminata solida rietà e appoggio, tutti i do cumenti inerenti al fattaccio trasmessi al Ministero del la Sanità, soprattutto il Mi nistro Corona che assicura il suo intervento presso il CONI e la FIGC. Non rimane che scomodare il Presidente del la Repubblica (se già non è stato fatto...).
Non vi pare che tutto ciò cominci ad essere veramen te « ridicolo » e che il senso delle proporzioni con tante « droghe » è stato alterato? In fondo si tratta di sport (tante volte ignorato e bi strattato), non solo: il caso interessa cinque atleti, una sola società e una sola par tita del campionato di se rie A, su 216 disputate... e soprattutto si tratta di una
faccenda che non giova nè fa onore allo sport. Questo popolo di santi, di navigatori ecc. e questo Go verno scoprono lo «sport» quando lo « sport » interessa la cronaca nera. E méntre il famoso popolo di cui sopra segue in cronaca gli sviluppi del nuovo Nigrisoli bolognese, il Ministro in teressato pone tutta la sua buona volontà e il suo pre stigio per rispondere alle in terrogazioni, per tranquilliz zare gli animi, per dimostra re che « tutto va ben... ». Ed è evidente che non ha tempo e non ritiene opportu no rispondere ad altre do mande, di interesse molto più vasto, che giorni addie tro il nostro giornale aveva posto sul compito e sul fu turo degli Enti di Propa ganda.
Che peso possono avere gli Enti di Propaganda nella si tuazione dello sport italiano? Che cosa contano, quali in teressi (economici e politi
ci) possono intaccare? Per essere considerati dovrebbe ro organizzare il Campiona to di Serie A, o rubare qual che miliardo al fisco, o pra ticare la tratta dei giocatori dal sud America. Invece non facciamo che leve giovanili, corsa campe stre, riunioni di dilettanti...
Cosa importa che la Corsa Campestre del Centro Spor tivo Italiano sia una delle attività sportive tanto serie quanto modeste, e possa es sere una base atletica e « mo rale » per rinvigorire lo sport italiano in tutti i ranghi e a tutti i livelli? Forse è anche di poco con to che tutte le graduatorie di campestri di questo periodo siano infiorate della sigla CSI e di nomi di nostri atle ti o ex-atleti come Cindolo, Conti, Rizzo, Demaldè, Ghezzi, Carabelli, Ambu, Pinna... Noi siamo abituati a leg gere ai primi posti delle clas sifiche questi nomi, gli altri
non ci fanno caso e conti nuano imperterriti a presen tare interrogazioni, a seque strare provette, a gridare al tradimento, a tranquillizzare gli animi...
Continuiamo pure nella nostra strada: migliaia di ragazzi attendono dirigenti che non si interessano dei « gialli-bolognesi », ma che sappiano voler loro bene e li facciano giocare non per far ne dei campioni, ma dei cit tadini onesti e sani. Lasciamo al Governo e al Ministro di competenza le preoccupazio ni del doping, del calcio, del l’importazione degli « stra nieri »... nella speranza che, dopo tutto questo, trovino anche un po’ di tempo per interessarsi in maniera orga nica e definitiva dei milio ni di ragazzi che attendono anch’essi « dichiarazioni » e interventi se non tranquil lizzanti, almeno un po’ più seri. Corrado Biggi