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Stadium n. 5/1962

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per loro il congresso nazionale o che è mólto difficile contatto, argomenti che ci scrivere e farsi leggere possono conciliare. senza parlare di twist, di Herrera e Sivori, de­ gli ultimi film di Pasolini, del E’ un giovane ¿he scrive a teatro d’avanguardia di Jo- giovani e non posso dimen­ nescu, e cosi via... So che è ticare tutte le angoscie e le molto difficile perché sembra recriminazioni che in cuor che 1 giovani di oggi si siano mio ho racchiuso di fronte al schierati su due posizioni e- disinteresse degli ’’arrivati”, scluslve: « quelli-che-si-inte- di coloro che sono passati ressano » e « quelli-che-non- senza "bruciacchiarsi”, di si-lnteressano » e sia gli uni quanti hanno oggi la respon­ che gli altri non ammettono sabilità morale ed educativa discussioni. delle nostre nuove genera­ Provati un po’ a toccare zioni. ’’tempo di jazz” ad un appas­ Ma basta incontrarci, su­ sionato di sax; provati a par­ perare discretamente certe lare di arte cinematografica posizioni, invitare alla discus­ ad un tifoso; cerca di inta­ sione per trovarci d’accordo volare un discorso sugli ul­ sui principi, sulla teoria, sui timi avvenimenti storici con presupposti. un superficialissimo cultore Grave è il momento del di fumetti! Siamo su due po­ passaggio alla realizzazione, sizioni opposte e non ci sono del rimboccarsi le maniche, ponti di amicizia, punti di del concreto: chi può si ti­

S

a Limone Piemonte

si sono svolti

I Campanili Alpini

e il Criterium CSI della neve a pag. 5 e 6

Il nostro servizio

e le classifiche

delle due manifestazioni

della neve 1962

ra indietro senza profferire verbo, altri si barricano die­ tro inutili pretesti di carat­ tere economico o politico, al­ tri ancora si appellano ai "sacri principi” dello sforzo impossibile e i giovani si tro­ vano con un palmo di naso. Abbiamo chiesto campi sportivi e ci hanno dato ju­ ke-box, abbiamo chiesto in­ teressamento concreto per i nostri ragazzi, le nostre unio­ ni sportive, ecc. ed abbiamo collezionato promesse, abbia­ mo chiesto soltanto di esse­ re ascoltati e ci hanno chiu­ so la porta. Le nostre richieste non erano per un lavoro ad un di­ soccupato o per un sussidio ad una vedova, erano per 100.000 giovani atleti del Centro Sportivo Italiano, erano per le migliala di unioni e grup­ pi sportivi affiliati al CSI, e­

rano per la più grande orga­ nizzazione giovanile che vuol fare dello sport e non si ac­ contenta di sedere sulle gra­ dinate del Flaminio o del Marassi.

Ora ci troveremo ancora una volta, in assise totale e autorevole, durante il pros­ simo Congresso Nazionale; nuovamente faremo le nostre richieste, nuovamente ci ap­ pelleremo ai responsabili della vita pubblica italiana e a quanti hanno il potere economico di darci una ma­ no; nella povertà di mezzi abbiamo progredito, e la po­ vertà non ci fa paura; ma ci sconsola il fatto che tan­ to denaro (purtroppo anche quello pubblico, quello che diamo allo Stato con il pac­ chetto di sigarette, con il bi­

glietto per la partita, con la schedina del totocalcio) non sia dedicato almeno in mini­ ma parte ai giovani e in par­ ticolare agli sportivi. Noi vogliamo caparbia­ mente credere che « quelliche-si-interessano» e «quelliche-non-si-interessano > fi­ nalmente troveranno un lin­ guaggio comune: non quello soltanto di battere al porta­ foglio della turrita madre pa­ tria, ma soprattutto di sti­ molare le coscienze di chi può far si che ogni legge ab­ bia la sua applicazione (e i nostri dirigenti sanno di quali leggi si tratta), che si facciano nuove leggi, nuovi regolamenti, nuovi bilanci, dove le voci "giovani” e ’’sport” siano almeno uguali a quelle dedicate al sale e ai tabacchi. Corrado Biggi


@ PRISMA CSI

Il pallone elastico

© CERTI ESEMPI DI BEL GIOCO Siamo contro il professionismo, siamo contro lo spet­ tacolo, contro il commercialismo e tutto il resto, o quasi, che nello sport finisce in ”ismo”, d’accordo, ma non sia-’ mo contro il ’’bel gioco”! Ed ecco che anche noli quando si profila all’orizzonte... del video un incontro tra squa­ dre di alto rango, ci teniamo pronti, con l’ultimo af­ frettato boccone in gola, gli occhi fissi sul teleschermo. E così è stato per 1 ultimo incontro tra la Juventus e il Reai Madrid, trasmessoci da Parigi in Eurovisione. I tecnici dicono che comunque, risultato a parte e a parte molte altre cosette, si è trattato pur sempre di una gran­ de partita. Sarà, non siamo tecnici e non discutiamo. Ma lo spettacolo indecoroso, irritante, di tutte quelle irrego­ larità volutamente commesse, delle cariche alla Buffalo Bill, degli sgambetti degni di campioni di ju-jitsu, dei calci negli stinchi da scardinare i malleoli, a noi since­ ramente sono rimasti sul gozzo insieme all’ultimo boc­ cone stupidamente affrettato, per di più con un sapore amaro per il tempo inutilmente perduto, lo spettacolo mancato e il sospetto d’essere stati anche un po’ presi in giro. Saremo ingenui ma, quando le cose vanno cosi, a noi sembra che il ’’bel gioco” vada a farsi friggere con tutti gli annessi e connessi: hai voglia tu di sottigliare e di distinguere! Se questo è quanto di meglio c¡ sanno of­ frire i ’’divi” dello spettacolo calcistico la prossima volta il western dell’altro canale non ce lo perdiamo di certo, giurato! Almeno lì quando si dice pugni sono pugni che Dio ne guardi, ma non li chiamano ’’calcio da signori”!

Leggo che il Centro Sportivo Italiano pra­ tica anche il pallone elastico. E* uno sport che non ho mai visto giocare e a dir la veri­ tà mai prima d'ora avevo inteso nominare. Cerne si gioca? Da chi è praticato? (Antonio Murli, Cosenza).

ili pallone elastico è forse il niù autentico gioco con la palla direttamente derivato da quelli antichi. Attualmen­ te la sua diffusione è limi­ tata quasi esclusivamente all’Italia e, fra le regioni ita­ liane, predominano quelle piemontesi. E’ appunto in alcune provincia del Piemon­ te che prosperano le nostre squadre di pallone elastico, a Cuneo, ad Alba, ecc. Lo sport si pratica su un campo di m. 96x20 tra due squadre di quattro giocatori (battito­ re, spalla, due terzini) dette quadriglie, ma vi sono squa­ dre composte anche di due giocatori, che colpiscono il pallone con la mano nuda o come si può vedere, è molto fasciata. Il pallone è di gom­ indicativa per la pericolosità ma, del diametro di 10 cm. delle gare di allora e, mutaLa partita è formata da un tis mutandls, di oggi! numero di giochi fissata al­ l’inizio (quasi sempre 11) e ogni gioco si compone di 4 punti, come nel tennis: 15, 30, 40 e gioco. Eccoti quanto basta per avere almeno una idea del pallone elastico che è un bellissimo sport sia dal punto di vista del pubblico che dei giocatori.

RAI-TV: non se ne accorge

colloqui

Il giro d’Italia automobilistico In questi giorni, an­ che per alcune affer­ mazioni del Ministro Folchi, è tornata d’at­ tualità la questione delle corse automobili­ stiche su strada. In di­ scussione con amici non sono stato in gra­ do di precisare l’anno e le particolarità in cui si corse per la prima volta il giro automobi­ listico d’Italia. Mi po­ tete fare la cortesia? Grazie. (Mario R., Mo­ dena).

Il primo Giro Automobili­ stico d’Italia riservato a vet­ ture di serie si svolse nel ’34. Era frazionato in tre tappe per una lunghezza comples­ siva di 5.687 km. Fu vinto dalla coppia Capelli-Caprile, su Balilla, alla media di 89,989 km. orari. La velocità,

Seguendo attenta­ mente lo sport alla te­ levisione, non soltanto la gran parte dedicata al calcio, ho notato fi­ no ad ora l’assenza completa di manifesta­ zioni organizzate dal Centro Sportivo Italia­ no. Come è possibile questo se il C.S.I. è at­ tualmente la più gran­ de organizzazione spor­ tiva giovanile italiana e ogni domenica porta sui vari campi di gare numerosissime schiere di atleti?! (Enzo M„ Piacenza).

Caro Enzo, che vuol che ti diciamo? Non si spiega... o si spiega troppo bene. E^la so­ lita storia dello sport italia­ no o di quello che dovrebbe essere lo sport italiano. Lo sport per tanti italiani, di ogni ceto e di ogni condizio­ ne, è soltanto quello dei campioni, quello spettacola­ re. Che poi questi campio­ ni molto spesso diano di sé uno spettacolo tutt’altro che sportivo o ci dicano più o meno apertamente che il lo­ ro sport è legato a esorbi­ tanti interessi extrasportivi,

Stadtum QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO xvn - N. 5 ROMA, 8 MARZO 1962

Via della Conciliazione, 1 - Tel. 655.561 - 650.113 - Sped. in abb. post., gruppo II - Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti.

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Colloqui - Prisma CSI Semiprofessionismo di Renato Bernini Interviene Don Luigi Belletti Calendario manifestazioni nazionali Criterium CSI e Campanili Alpini Conoscete le regole del calcio? Tutto CSI - Congressi provinciali Stadium dirigenti

SILVIO BETTOCCHI Direttore responsabile Pubblicazione iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14 gennaio 1956 Stampatore Tumminelli - Città Universitaria - Roma

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★ Stjullum - 5

questo non importa minima­ mente alle masse che corro­ no ad applaudirli, ciecamen­ te e fanaticamente. Il fatto è ben triste ma non può tut­ tavia autorizzare nessuno a prendere in considerazione soltanto quel certo genere di sport a scapito, e con la com­ pleta esclusione, di ogni al­ tra manifestazione sportiva. Come appunto, nel nostro caso, quelle del centro Spor­ tivo Italiano che mette in campo atleti seri, preparati, entusiasti. Noi per parte no­ stra non manchiamo mai di avvertire la RAI-TV di tutte le più importanti manifesta­ zioni sportive che mettiamo in cantiere. Se poi la Tele­ visione, adeguandosi alla mentalità comune, le ritiene ancora di scarso interesse sportivo, non ci resta che sperare in una resipiscenza futura. Intanto preferisce fa­ re un resoconto sul campio­ nato di sci ’’Topolino”... (ru­ brica sportiva del Telegior­ nale ore 23,30 di martedì u.s. »

Racchette in gomma Vorrei una risposta sicura in merito al se­ guente dubbio: se in campionati di tennis da tavolo possono essere usate le racchette di gommapiuma... Ringra­ zio anticipatamente, in­ viando cordiali saluti. (M. Muccio - Caltanissetta).

La racchetta per 1 campio­ nati di tennis tavolo può es­ sere di ogni forma, dimen­ sione e peso. La sua superfi­ cie deve essere di colore scu­ ro e non abbagliante; deve essere di legno liscio, piatto e rigido. Se la superficie è ri­ coperta da una o due parti, questo rivestimento può esse­ re: a) gomma puntinata con la puntinatura all’esterno di un totale spessore non supe­ riore a mm. 2; b) tipo ’’Sand­ wich” consistente in uno strato di gomma piuma co­ perta da gomma puntinata avente la puntinatura rivolta all’esterno o all’interno. Lo spessore totale della coper­ tura di ogni superficie non può essere superiore a mm. 4. Quindi la gomma piuma è permessa solo come... imbot­ titura ed entro certi limiti.

@ L'ESEMPIO DELL'ARBITRO

Marcel Guigné, l’arbitro dimissionario dell’incontro Real-Juve di Madrid, dite quel che volete, è un uomo d’onore e degno del massi­ mo rispetto. Ha riconosciu­ to di aver sbagliato e si è ritirato in buon ordineMolti giornalisti hanno colto la palla al balzo per fare della facile ironia- Co­ sa aspettano gli altri, an­ che nostrani, a fare altret­ tanto?! dicono. A noi sem­ bra una moralina troppo facile e in buona parte in­ giustificata- Sarà destino ma anche questi benedetti giornalisti sono sempre con il fucile puntato sugli ar­ bitri ! E’ diffìcile capire per­ ché ce l’hanno tanto con loro. E pensare che sono proprio essi gli ultimi di­ fensori di certo sport spe­ cialmente calcistico, dove gli interessi più eterogenei si sono così sovrapposti da far dimenticare perfino il substrato d’origine, cioè il gioco e lo sport! Se non ci fossero gli arbitri a ricor­ dare che ci sono delle leg­ gi molte compagini scen­ derebbero in campo anzi­ ché con maglie e calzonci­ ni, con corazze e carri ar­ mati! Poi, scusate, perdhé l’e­ sempio di Guigné dovrebbe essere raccolto soltanto dai suoi colleghi di sventura, arbitri di qualsiasi serie? Che forse non avrebbero sufficienti motivi per fare altrettanto molti giocatori ’’divi” delle nostre domeni­ che cosiddette sportive, molti allenatori superuomini che non esitano a ricor­ rere ad ogni tattica pur di fare il punto; o molti.dirì­ genti industriali che sfrut­ tano gli uomini-campioni alla stregua delle macchi­ ne, e peggio, che le proprie industrie producono?

@ IL SENSO DEL RIDICOLO La polemica in corso tra Herrera e Sivori è tipica di questi nostri tempi sporti­ vi ad oltranza- Scoppia lo scandalo (in Italia), i gior­ nalisti (italiani) si affan­ nano dall'uno all’altro dei due protagonisti per racco­ gliere dichiarazioni, i gior­ nali (italiani) attendono per 1 titoloni in prima pa­ gina, gli sportivi (italiani) tremano per le sorti della nazionale (italiana)! Ma chi sono i due che conten­ dono e intorno ai quali l’opinione sportiva (italia­ na) tiene il fiato sospeso? Uno è straniero l’altro invece-- oriundo. Non è que­ stione di nazionalismo, ve­ ro, ma allora perché non siamo logici fino in fondo, perché lo chiamiamo anco­ ra campionato del mondo tra squadre nazionali, e ci scalmaniamo a sostenere il ’’nostro” calcio e la ’’no­ stra” squadra nei confron­ ti internazionali? Ma tant’è; per lo sport gli italiani dimenticano tutto: il senso del limite, qualche volta quello della dignità ed ora perfino del ridicolo. E que­ sta, a pensarci bene, è la cosa peggiore, perché il senso del ridicolo costitui­ sce quasi sempre l’ultimo baluardo a difesa dell’intel­ ligenza e dell’onore di una persona.


il semiprofessionismo è morale? INTERVIENE DON

LUIGI

BELLOTTI

enza accademiche etimologie e disquisizioni ma per chiarezza

’impostazione e di idee, richiamiamo anzitutto il concetto di Sd’’morale ”.

on avremmo creduto plicato, e quindi dispensatore di che l’argomento tratta­ illusioni vivono oggi alla gior­ to lo scorso numero — nata sia per quello che riguarda il semiprofessionismo la programmatica che per il qual’è oggi in Italia — avesse problema economico. interessato in maniera così va­ Ed è quest’ultimo motivo che sta l’opinione dei nostri lettori. intendiamo trattare ponendone Alcune considerazioni espresse in rilievo le lacune evidenti che — su nostra sollecitazione aven­ denunciano l’instabilità di una do aperta una discussione in situazione. merito — da qualificati nostri E’ noto infatti che il mecena­ uomini di sport dimostrano che tismo sportivo non esiste più in il problema è sentito e le opi­ Italia, o per lo meno è molto nioni convergono, sia pure per ridotto. Chi attualmente finan­ vie differenti, verso uno stesso zia buona parte di queste socie­ risultato. tà è l’industria che, con i vari Pubblichiamo il parere di un abbinamenti, oggi ravvisa, nel­ Sacerdote che vede il problema l’attività sportiva, una forma sotto un punto di vista formati­ pubblicitaria utile allo sviluppo vo e morale. Pubblicheremo commerciale del prodotto. Que­ quello di un dirigente che lo sto avviene nelle grandi società vede da un punto di vista pra­ con la grande industria, nelle tico e quello di un tecnico che medie con l’industria media ed lo vive con tutti i suoi interro­ in quelle piccole con la piccola gativi. Non commentiamo i pa­ industria. reri espressi e non traiamo con­ E’ un ” modus vivendi ” che clusioni. Ci riserviamo di farlo, soddisfa le ambizioni di tutti e come logico, in sede consuntiva. che garantisce una certa, anche Riprendiamo quindi l’argo­ se effimera, continuità alle esi­ mento esaminandolo, questa vol­ genze tecniche ed organizzative. ta, sotto un aspetto pratico. Non Sta bene ai finanziatori che vedendo cioè il semiprofessioni­ raggiungono uno scopo, sta bene smo, come fatto in precedenza, alle società che evitano preoc­ quale stato cuscinetto, base di cupazioni, contenti gli atleti che lancio verso la professione spor­ non perdono il ’’mancato gua­ tiva. Guardiamo oggi in faccia dagno”. alla realtà, naturalmente tenen­ Ma poniamo il caso che un do i piedi sopra la terra, e ra­ giorno questa benedetta indu­ gionandoci un pochino sopra. stria si convinca che la forma Moltissime società, di diffe­ pubblicitaria sportiva sia supe­ rata o che comunque renda di renti discipline sportive, con il più una pubblicità televisiva o semiprofessionismo riconosciuto di altro genere- Che ne sarà di o meno ma indubbiamente ap­

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tutte queste società sportive, e credeteci sono molte, che di col­ po si vedranno mancare la prin­ cipale forma di provento? E’ una situazione assurda che verrebbe meno, potrebbe ribadi­ re qualcuno. Ma è l’assurdo che la situazione ha creato che do­ vrebbe preoccupare i responsa­ bili. Infatti, è chiaro che oggi non esiste alcuna forma cautelativa e di conseguenza nessuna mo­ dalità programmatica. La situa­ zione attuale potrebbe anche durare ma tragico sarebbe un richiamo alla realtà. E’ questo un lato del proble­ ma su cui ci si deve obbligato­ riamente soffermare. E noi non ci stancheremo di ripetere che oggi si è ancora in tempo per ridimensionare questa situazio­ ne. Occorrono dei provvedimenti coraggiosi ed immediati, senza dubbio gravosi, ma che donino una certa stabilità a questa scricchiolante impalcatura che, se inquadrata nei suoi giusti li­ miti, potrebbe avere la sua ra­ gione di vita. E’ questo l’invito e l’augurio che rivolgiamo ai dirigenti re­ sponsabili sicuri che risolvendo favorevolmente l’aperto proble­ ma acquisteranno una grande benemerenza di fronte al mondo sportivo ma soprattutto al co­ spetto dei giovani che si senti­ ranno tutelati dal buon senso e dalla morale. Renato Bernini.

Oggettivamente questa non è un dinamismo derivante dalle con­ dizioni evolutive della materia, come chiacchiera il marxismo né una creazione dell’ ”io” fichtiano o dell’ ’’idea” hegeliana e neppu­ re l’eminentemente individuale esistenzialismo etico, sognante l’e­ ticità delle circostanze ma è regolamentazione, secondo Natura, dei rapporti degli uomini — con Dio, con se stessi, con gli altri — come ’’persone”, ossia come creature dotate di ragione, con determinati diritti e doveri circa le proprie attività. Egualmente richiamiamo il concetto di ’’semiprofessionismo”. Abbastanza organico e chiaro, lo troviamo espresso nel ’’Regola­ mento del Settore Semiprofessionisti” della FIGO. Poniamo anzitutto subito in evidenza che mentre la ’’Lega Na­ zionale Professionisti” è autonoma (I, 2), la L.N-S-P. è emanazione della FIGO. Le Società, onde far parte della Lega Nazionale Semi Professio­ nisti, debbono poter esibire titoli sportivi, titoli economici, titoli geografici (importanza del centro in cui ha sede la Società’ I d). I giocatori debbono avere, oltre alla tessera FIGO, un contratto regolarmente ratificato (però possono essere impiegati, «in tutte le competizioni... giocatori ’’dilettanti” che abbiano superato il 18" anno»...!!!) che fissi le varie indennità. Da notare che l’inesisten­ za del contratto fa decadere automaticamente il tesseramento da semiprofessionista (a. 13). Dette ’’indennità” sono: premio di trasferimento; premio di ri­ conferma; indennità mensile di mancato guadagno; indennità di residenza fuori sede; indennità di famigha; premi di partita; pre­ mio di classifica finale. I minimi ed i massimi di dette indennità e premi, sono fissati annualmente da apposite tabelle della Lega. Data l’esiguità dello spazio concessoci, siamo costretti a tirare subito le sommo, dopo questi richiami succinti ma sufficienti (sono molto illustrative le ’’voci” delle indennità citate dall’art. 20), per rispondere alla nostra domanda. Risposta che potrebbe essere positiva se ci fermassimo superfi­ cialmente aila teorica regolamentazione materialistica od astnisa­ mente idealistica o circostanziale del settore (si legga ad esempio il comma a. dell’art. 27). Se però ci addentriamo nei particolari teorici e pratici, la ri­ sposta diventa negativa perché ci troviamo di fronte ad un auten­ tico ibridismo, che, mentre vorrebbe evitare un troppo forte salto (un autentico choc morale fisico e fisiologico) dal dilettantismo (sport senza lucro) al professionismo (sport come mestiere, con tutte le conseguenze inerenti), crea un pericoloso vuoto psicologico (attesa in una anticamera piena dell’aspettativa e delle risorse del ’’mestiere”, senza altre luci); un ingiusto vuoto economico (non si può effettivamente esercitare altra professione tra allenamenti e trasferte e non è solo ’’mancato guadagno” la forse completa preclusione per ima sistemazione economica stabile); un riprove­ vole vuoto morale (come soffre chiunque non è né carne né pesce, eppure è legato da un vincolo ’’illimitato” per una ’’professione” che, come tale, non è riconosciuta)! Pertanto la dignità della persona umana non viene affatto tute­ lata nei suoi diritti ad una regolare professione, dalla quale derivi anche un giusto salario (in non pochi casi, ’’famigliare”) come po­ stulato da natura quale frutto del proprio lavoro e viene atroce­ mente derisa dalla equipollenza che viene stabilita con i ’’dilet­ tanti” (i quali, a parità di prestazione, potranno esigere soltanto i rimborsi delle spese vive (art. 27) con assoluta esclusione di ’’compensi di qualsiasi natura”, pena « sanzioni di carattere di­ sciplinare, ivi compresa l’inibizione •••, a svolgere qualsiasi attività calcistica per società federate di qualsiasi settore» (art. 14, c), ri­ ducendo così un complesso dì delicatissime questioni fisiche e mo­ rali alla presenza esclusiva di un ’’contratto”, come se si trattasse di merce qualsiasi e non di ’’persone”. Non possiamo pertanto rispondere affermativamente. Ossia,, salvo fatti nuovi che potessero affiorare, così come è nelle Carte Federali della FIGC, nonostante le apparenze di tutela per una giusta gradualità, il semiprofessionismo calcistico è un ibrido e non tutela la dignità della persona umana nei diritti propri é nei doveri verso gli altri.

farai il professionista ? INTERVISTA DI FIORENZO MARINONE Incontro F- C-, 20 anni, già campione italiano del CSI, ed ora tesserato per una società di calcio di serie D. E così, sei passato al professionismo? No, solo semi-professionismo, robetta da... provincia e periferia, Come ti trovi? Né carne, né pesce! E’ dura questa vita, ma in compenso le soddisfazioni non mancano. Perché questa vita è dura? Capirai: continuo a studiare, mi preparo per la maturità clas­ sica..., debbo allenarmi... per ogni seduta di allenamento sono 100 km., tre ore di treno... sono stanco... non vedo l’ora che finisca quest’anno. E, in confidenza, quali soddisfazioni? Innanzitutto quei quattro bigliettoni marroncini al mese, più ì premi di partita, le trasferte che ti fanno girare e conoscere nuove città, nuovi paesi, nuovi costumi. Esperienze interessanti senza dubbio. Ma, riesci a conciliare" lo studio con lo sport? Sinceramente, non troppo. Pensa che ieri mi sono beccato un due di greco in trasferta. ?? ? . Si: il nostro insegnante ci interroga o lasciandoci al posto o facendoci andare presso la cattedra. In questo secondo caso, sono o non sono in— trasferta? Durante il viaggio, che fai? Quando mi reco agli allenamenti, due volte alla settimana, la mia valigetta contiene più libri che indumenti di gioco. Approfitto di quel tempo per studiare. Quando invece si va fuori a giocare, allora lo studiare è impossibile. E poi, farmi tacciare da ’’letterato” dai miei compagni di squadra— mi secca. Sei pentito di essere passato al di là della barricata? Quattro mesi fa lo ero— quasi! Ora, no! Purtroppo, come sai, è morto mio padre e quei soldi che guadagno giocando mi servono parecchio. Inoltre penso che, superato quest’anno in cui sto ac­ climatandomi, con un po' di fortuna potrei farmi una posizione discreta. Cosicché, ora giochi per la ’’grana”? Sì! Chi vorresti essere? Attualmente mi accontento di essere quello che sono. Fra un paio d’anni—, beh!— lasciamo perdere! Ti prego, continua! Guarda, tra quattro o cinque anni vorrei essere un bravo dottore m legge. E nello sport? Lo sport, per me, dovrà essere solo come un periodo, una parentesi, un trampolino per aiutarmi a raggiungere la laurea Auguri, F. C.!

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Stadi uni

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CWESW fasi provinciali 11 marzo finali nazionali Io aprile

La corsa campestre, la caratforUÙca attività di stagione, volge ormai al termine. La parte­ cipazione alle fasi provinciali e zon,ali del Campionato Nazionale del CSI di ben cento Comitati ha assicurato definitivamente all’e­ dizione 1962 della nostra manifestazione il suc­ cesso più clamoroso degli ultimi anni. Si pre­ annuncia l’ammissione alle finali nazionali di un numero di concorrenti mai registrato in nessuna precedente edizione, a conferma del-

l’efficacia propagandistica delle leve del CSI. Sul prossimo numero di ’’Stadlum” presentere­ mo l’ultimo atto della magnifica manifestazio­ ne, alla luce dell’eccezionale movimento peri­ ferico che ne ha caratterizzato ancora una vol­ ta la vigilia; intanto, per gli atleti che parte­ cipano alla manifestazione e soprattutto per tanti che desiderano conoscere più particola­ reggiatamente questa disciplina, pubblichiamo qui di fianco altri consigli utili agli atleti.

fasi provinciali Io aprile fasi regionali 25 aprile

A pieno regime l’attività su tutti i fronti; ogni città, ogni Comitato, ogni Zona sta vivendo gli ultimi appassio­ nanti istanti delle ’’partitis­ sime” che, opponendo tra di loro le sue migliori forma­ zioni, stanno per designare le squadre che continueran­ no la lunga lotta per il tito­ lo nazionale. E, sui ’’par­ quet” del Palasport, o sui campi all’aperto, i giovani, impegnati per una vittoria sportiva, non dimenticano che ’’Sport”, per noi del Centro Sportivo Italiano, vuol dire soprattutto sano agonismo, lealtà, formazio­ ne, educazione. La discipli­ na, difficile a realizzarsi tecnicamente per la velocità imposta dal gioco, richiede agli atleti un controllo in­ tensissimo del proprio siste­ ma nervoso e delle proprie emozioni. E gli applausi de­ gli appassionati li soddisfa­ no, talvolta, più dei 2 punti.

puuuKsm fasi provinciali Io aprile fasi regionali 6 maggio

TENNIS-TAVOLO

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★ Stadiu.m - 5

+ Informarsi prima del ’’via” sulla natura del terreno di ga­ ra è norma elementare, onde poter calzare le scarpette più adatte: chiodate su terreno morbido e da ginnastica su terreno più battuto.

Con un mese di anticipo sul tempo limite fissato dalla Presidenza Nazionale per la disputa dei Campionati pro­ vinciali, molti Comitati, so­ lertissimi nell’organizzazio­ ne e nell’effettuazione dei programmi previsti, hanno già laureato le loro squadre che parteciperanno succes­ sivamente alle fasi regiona­ li. In tutti gli altri (o qua­ si), ferve l’attività di que­ sta disciplina che non ri­ chiede eccessivi mezzi per es­ sere attuata, e d’altro can­ to, è veramente sport com­ pleto, sia d’individuo che di squadra. Sport, è bene non dimenticarlo, adattissimo anche per 1 giovanissimi, in quanto, con opportuni ac­ corgimenti, può essere pra­ ticato in qualsiasi cortile di parrocchia od oratorio: ’’Ar­ cobaleno Sport” ha codifi­ cato un regolamento parti­ colare per questa categoria.

PALLAVOLO

fasi interregionali 11 aprile finali nazionali 25 aprile

Non bisogna credere, coni( molti principianti, che si debba arrivare alla gara tanto ri. posati da partire ”a freddo" E’ invece consigliabile riscJ dare a fondo tutta la muse«, latura e tutte le articolazioni correndo in ’’sorplesse” altneti« per una decina di minuti prj. ma della partenza, ad evitar» i noiosi e dolorosi strappi e stj. ramenti e soprattutto per otte­ nere una maggiore possibilità di scatto, indispensabile spe­ cialmente al ’’via” della corsa campestre, di nonna alquanto affollata. Per fugare ogni ti­ more di "stancarsi”, si tenga presente che gli atleti più in gamba, anche prima di af­ frontare gare di gran fondo, usano riscaldarsi macinando svariati chilometri e, comun­ que, muovendosi per oltre un’ora!

M1CII Da troppe parti abbiamo sentito dire che il ’’Tennis da tavolo” non è sport. Spiacenti per queste persone, ma non siamo proprio di que­ sto parere, e ci conforta il fatto che moltissi­ mi altri, assai più competenti di noi, sono del­ la nostra stessa opinione. Il vedere questi atle­ ti concentrati allo spasimo, che lottano colpo su colpo con il cuore in gola, è spettacolo me­ raviglioso. Basta osservare la serietà con la quale portano i loro colpi di attacco, la pas­

sione che trasparisce da ogni loro movimento, l’entusiasmo con il quale affrontano le varie difficoltà, la ferma determinazione di vittoria che li anima per restarne avvinti. Potenza di due racchette, di una pallina di celluloide e di un tavolo verde! Sport sano, divertente, ap­ passionante, di semplicissima attuazione, il tennis da tavolo vedrà il suo apogeo domenica prossima nel corso delle fasi Interregionali, prologo alle Nazionali, che si svolgeranno il 25*

Le avvincenti fasi di quello che è stato definito < il più bel gioco del mondo » stan­ no avviandosi al termine nel singoli Comitati Provinciali e Zonali. Conferme e sor­ prese ovunque, per designa­ re la squadra della provin­ cia per la fase regionale.


La manifestazione della neve organizzata dal CSI per i suoi Campionati Na­ zionali ha avuto un otti­ mo successo di parteci­ panti e di pubblico grazie soprattutto all'ospitalità generosa di Limone Pie­ monte. Per tutti i parte­ cipanti e per i nostri let­ tori sul prossimo numero pubblicheremo una inte­ ressante fotocronaca del­ la prima manifestazione sciistica nazionale del CSI.

PISTE DIFFICILI, AFFASCINANTI AFFERMAZIONI al traguardo del CRITERIUM CSI e dei CAMPANILI ALPINI CRITERIUM CSI CLASSIFICHE

FONDO 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26.

Peyrot Pierino Pinerolo, 32'49”; Baud C. Pinerolo, 33’56”; Varesco V. Trento, 34’07’’; Carani S. Modena, 34’22”; Chiocchetti T. Trento, 34’33”; Felicetti A. Trento, 34’38”; Deflorian E. Trento. 35’34”; Valle A. Verona, 35’58’’; Pasero R. Cuneo, 36’04”; Ferscuoch C. Belluno, 36’17”; Cazian B. Belluno, 36’18”; Corradi D. Verona, 37’55”; Carletto L. Cuneo, 38’27"; Corradi F. Verona, 38’57”; Cavecchi E. Reggio E., 38’59”; Lorenzi A. Belluno, 40’52”; Tomarchio R. Catania, 45’23”; Bottero P. Cuneo, 46’50’’; Telmon T. Torino, 48’34”; Cavarero F. Mondovì, 49’25"; Camponogara L. Verona, 49’45”; Palandri G. Modena. 53'25”; Bruno O- Mondovì, 55’10’’: Laudari A. Catania, 56’11”; Rossi L. Lucca, 1.01’20”; Magri A. Catania. 1.18’35”.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22.

Sommariva Livio Trento, l’09”9; Bottero G. Cuneo, 1T2”; Cianalino R. Pinerolo, l’18’’9; Defilippi G. Mondovì, 120"5; Clataud R. Torino, l’20”6; Zandegiacomo G. Belluno. l’22”9; Barberis L. Mondovì, l’23’T; Pozzallo F. Torino, l’25’’8; Filipello U. Torino, 1'29"8; Viale G. Cuneo, i’30”9; Maculotti S. Brescia, l’31”4; Dalmasso M. Cuneo, l’37”3: Fissore D. Cuneo, 1’39’’; Pascale P. Pinerolo. l’40”2; Sacchet L. Belluno, l’44”3; Gigli GJ3. Reggio Em. 1’47”; Matheud G. Pinerolo, 1’48”; Ochs R. Mondovì. 1’49’’; Romiti A. R. Emilia. l’55”8; Sandrlni P. Brescia, l’56”5; Cerfogli C. Modena, 3T7”5; Ciocca E. Milano, 3’55”1.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22.

Sommariva Livio Trento, 2T2”8; Bottero G. Cuneo, 2’20”l; Dalmasso M. Cuneo, 2’24”7; Clataud R. Torino, 2’29”; Filipello U. Torino, 2’29”4; Barberis L. Mondovì,, 2’3Ó’*9; Zandegiacomo S. Belluno, 2’33’T; Defilippi G. Mondovì. 2’33”6: Pozzallo F. Torino, 2'36”2; Viale G. Cuneo, 2’40’'7; Belotti E. Milano. 0*fi3”5; Pascal P. Pinerolo, 2’58’’4; Matheud G. Pinerolo, 3’07”; Ochs R. Mondovì, 3’14"9; Romiti A. Reggio E.. 3T7”5; Tosello A. Cuneo, 3’23”; Gigli G. Reggio E.. 3T7”5: Cucchi F. Milano, 4’28"1: Serafini A. Modena, 4’52"6; Sandrlni P. Brescia, 5’03”6; Lucarelli T. Pisa, 5’42”9: Marrano M. Lucca, 7T7”7,

SLALOM GIGANTE

DISCESA

STAFFETTA 3x8 Km. 1. Comitato CSI Trento (Varesco Valerlo, Felicetti Aldo. Chioc­ chetti Tommasino) 1.35'24”: 2. Comitato CSI Verona (Corradi Franco, Corradi Domenico, Valle Alberto) 1.39’01"; 3. Comitato CSI Cuneo (Carletto, Bottero. Pasero) 1.40’36”; 4- Comitato CSI Belluno Lorenzi, Fersuoch. canzlan) 1.44’47”; 5. Comitato CSI Modena (Carrani S.. Picchietti, Palandri) 1.59’05”; 6- Comitato CSI Reggio E. (Cevecchi, Baroncini G„ CaniparoH) 2.05’15”.

opo il sole di Limone linguaggio così eloquente da cie nel tratto in salita che per il Criterium Stu­ evitare qualsiasi commento) poteva far ’’saltare” più di dentesco di quindici e a sottolineare qualche nota. un atleta. Dopo i due con di­ giorni or sono, la neve Le gare di fondo (l’indivi­ stacchi notevoli il trentino di Limone per i Campionati duale) si sono svolte proprio Varesco (tradito in parte da Nazionali CSI. Quale trasfor­ nel centro e nel cuore di Li­ una imperfetta sciolinatura) mazione! La rinomata e mone. Grazie alla neve ab­ ed il modenese Carani, men­ tranquilla stazione invernale bondantemente caduta, gli tre al quinto, al sesto e setti­ si è mostrata agli atleti ed ai ammirevoli fondisti (che chi mo posto altri tre trentini Dirigenti del CSI compieta- pratica questa disciplina de­ Chiocchetti, Felicetti e Deflo­ FIOCCHI DI NEVE mente diversa. ve essere almeno menziona­ rian: la scuola di Trento è Trasformata anche la cit­ to come ammirevole!) hanno sempre ottima anche se que­ Cuneo, ovvero la parte del leone. Ha vinto le due classi­ tadina, con strade a sera percorso le stradine di Li­ st’anno ha trovato due pinefiche, quella per Diocesi nei illuminate (ed era stupendo mone, sempre a contatto con rolesi (si dirà così?) vera­ Campanili, e quella del Crite­ vedere le luminarie brillare gli abitanti che non hanno mente eccellenti. rium. palanca, il piccolo gran­ dissimo Palanca, non stava in mezzo a tanti fiocchi can­ lesinato loro applausi ed in­ Nei Campanili, invece, in nei panni dalla gioia. didi), partecipazione di tutto citamenti. Nei durissimi 8 km. evidenza un modenese dalle Un trionfo così, neppure i il paese a queste gare, senti­ del Criterium due atleti di buonissime possibilità, Paimi­ più ottimisti se lo aspettava­ te ed attese come nessuna. Pinerolo Peyrot e Baud han­ ro Serafini, un ragazzetto no. E’ stato merito di tutti, superare i più accaniti e ri­ Proprio su questo vogliamo no tenacemente e superba­ piantato alla ’’montanara” e nomati avversati. Noi, (in un soffermarci, seppure breve­ mente controbattuto ogni che va sugli sci da fondo con orecchio) vogliamo aggiungere mente. che è stato (anche) merito di coalizione ed hanno trionfa­ una leggerezza ed una fluidi­ quella "neve" tutta speciale di A Limone le gare del CSI to. Peyrot è quello stesso ’’ra­ tà eccezionale. Serafini ha Limone che ha fatto sì che sono state ’’sentite”. Il CSI gazzino” che l’altr’anno a superato per trenta secondi gli atleti di casa (conoscitori ha fatto capire, ha dimostra­ Cervinia ha vinto la gara di un trentino (Chiocchetti, un come pochi delle piste) po­ to che lo sport che pratica fondo dei Campanili: a te­ altro della famiglia famosa). tessero con tanta tranquillità, volarci sopra. Ché i ragazzi di è un qualcosa di superiore di stimonianza di una tradizio­ Nella prima giornata di ga­ Palanca volavano proprio su­ diverso da quello praticato da ne e di un valore veramente re lo slalom, ¿gante, dispu­ gli sci. In barba alle difficol­ altri. Il CSI ha mostrato i notevole. Baud ha impressio­ tato sulla pista del Principe, tà, alla sciolina, alla diabolica disposizione delle porte. suoi giovani impegnati in nato nella parte iniziale. Spe­ (Seftre a puf. 6) prove difficili con una serietà ed una consapevolezza degna di consumati campioni. Per­ ché non era facile emergere 17. Maluganl D. Como, nelle gare di Limone. Lo sta­ 18. Signorini F. Milano, 2’08”5: to di innevamento era quan­ 19. DeUeani A. Biella, 2’17”9; to di più precario ci potesse 20. Sommaruga F. Biella, 2’31 ”9; essere. Le piste del Cross e 21. Fiorina M. Biella, 2’42”1; 22. Svaluto M. Belluno, 2'43”1; del Sole già battute, visiona­ CLASSIFICHE 23. Tacchslla A. Acqui, 3'38"; te, verificate da uno studio 24. Cicchinl W. Reggio E., 4’02”2; FONDO di Maestri per l’improvviso 25. Menettl A. Modena, 4^35”5; cambiamento di temperatu­ 1. Serafini Palmiro Modena, 16T3”; 26. Sandrlni A. Brescia, 4’35”9; ra e per l’inaspettata violen­ 2. Chiocchetti r. Trento, 16’43”; 27. Leandri F. Brescia, 4’45”. ta nevicata nei giorni pre­ 3. Callosi F. Reggio Emilia, 17’14”; cedenti l’inizio e nei giorni di 4. Zanini A. Reggio Emilia. 17’39”; DISCESA 5. Corradi R. Verona, 17’46”; gara, sono state abbandonate 1. Viale Danilo Cuneo, 1*25”6; 6. Peyrot S. Pinerolo, 18’04”; ed immediatamente sostitui­ 2. Sibille S. Susa, l’27”8; 7. De Dea R. BeUuno, 18’36”; te con piste più accessibili, 3. Besson G. Susa, l’31”6; 8. Peyrot A. Pinerolo, 18’37"; anche se non perfette come 4. Dalmasso S. Cuneo, l'33”8; 9. Dalmasso P. Cuneo, 18’40”; quelle rinomate. Chi mastica 5. Viale G. Cuneo, r34”2; 10. DevUla C. Trento, 18’58”; anche un poco lo sci, può be­ 6. Marro A. Cuneo, l’SS’^; 11. BruneUi G. Verona. 19’03”; 7. Masera F. Torino, IWS; nissimo comprendere cosa 12. Baroncini F. Reggio E-, 19’53”; 8. Caramello G. Mondovì, l’38”8; vuol dire un ’’cambiamento” 13. Franetti D. Brescia, 19’59”; 9. GUardl G. MUano, l’39”l; improvviso di pista alla vigi­ 14. Nami P. Trento, 20’37”; 10. LuneUi M- Trento, l’SS'^; 15. Castagna R. Verona, 20’41’’; lia delle gare. Ma malgrado lil. Olivetti F. Susa. l’39”8; 16. Michelis M. Mondovì, 20’44”; queste, ed altre difficoltà (la -12. Maluganl L. Como, l’40”6; 17. Carletto G. Cuneo, 20’52”; incessante nevicata, l’impos­ 13. Poncet M. Susa, l’43”6; 18. Pieracci M. Modena, 21'06”; sibilità di usufruire degli Al­ 14. Ramat L. Torino, l’46”8; 19. Ferrai G. Brescia, 21’10”; 15. Fosco A. Trento, 1’52 ”3; pini di Cuneo a causa di un 20. Gianasi G. Modena, 21’41”; 16. Fiorina M. Biella, 1’57”; incrudirsi di una forma di e21. Genre M. Pinerolo, 22’09”; 17. Mantella L. Mondovì, l’59”7; patite ecc.) tutto è filato a 22. CecUe B. Susa, 22’24”; 18. Svaluto M. Belluno, 2’03"; meraviglia. Ma principal­ 23. Carbonaro S. Catania, 22’38"; 19. Sommaruga F. Biella, 2’12”7; 24. Baroncini G. Reggio E.. 23’24”; mente si è potuto constatare 20. Delleani A. Biella, 2’25”7; 25. Sandrlni F. Brescia, 23’29”; che quando si crede e si vede 21. Acquati A. MUano, 2’26”; 26. Chareun P. susa, 23’58”; nelle gare del CSI un qual­ 22. Peyrot D. Pinerolo, 2’81"; 27. Michelin S. Mondovì, 24T0”; che cosa di superiore anche 23. Signorini F. MUano, 2'42”8; 28. Dona E. Belluno, 24’56”; 24. Sandrlni A. Brescia, 2’53”; difficoltà insormontabili di­ 29. Giordano R. Cuneo, 25’51”; 25. Tagliazzucchi A. Milano, 2’57”7; ventano facili, normali nel­ 30. Mazzaglia G. Catania, 26’20”; 26. Leandri F. Brescia, 4*11”3; l’economia generale di una 31. Pourpour L. Susa, 26’45"; 27. Menratti L. Modena, 5T6"2. 32. Caneparoli L. Reggio E., 27’34"; manifestazione. 33. Celenza M. Acqui, 33’35”; Limone ha quindi superato STAFFETTA 3x4 Km. 34. Barbagallo A. Catania, 33’44”. (e brillantemente) la sua prova d’esordio in campo na­ 1. Diocesi di Reggio Emilia (Callosi, Baroncini F„ Zannlni) 47’52”; SLALOM GIGANTE zionale. Lo meritava la cit­ 2. Diocesi di Trento tadina, l’hanno meritato i 1. SibiUe Stefano Susa, l’17”8; (DevUle, Nami, Chiocchetti R.) 50’; Dirigenti del CSI di Cuneo 2. Marre A. Cuneo, riS’^; 3. Diocesi di Verona (Palanca in testa), l’hanro (Brunelli, Castagna, Corradi R.) 51’08”; 3. Dalmasso S. Cuneo, l’23”8; superbamente voluto 1 Diri­ 4. Ramai L. Torino. WS; 4. Diocesi di Pinerolo (Peyrot A., Genre, Peyrot s.) 51’19’’; 5. Besson G. Susa, J'25"9: genti super-appassionati del5. Diocesi di Modena 6. Lunelli M. Trento, l’26”6; l’US CSI Tenax Limone che (Serafini, Gianasio. Pieracci) 51’57"; 7. Caramello G. Mondovì!, l ’ 29"3: si sono veramente superati 6. Diocesi di Cuneo . 8. Viale D. Cuneo. l’30”9; per far sì che tutto filasse (Giordano, Carletto G„ Dalmasso) 52’51”; 9. Tosello R. Cuneo, l’32”5; 7. Diocesi di Belluno con la migliore... sciolina! E 10. Poncet M. Susa, l’35”4; (De Toffol, Donà, De Dea) 57’35”; ci sono riusciti. Le gare, in­ 11.Masera F. Torino, l’35”5; 8. Diocesi di Brescia teressanti tutte. Degne di una 12. Gilardi G. Milano, 1'42’’9; (Sandrlni. Ferrari, Franetti) 58'08”; 13. Fosco A. Trento, l’45”9; finale Nazionale. 9. Diocesi di Susa 14. Mantella L. Mondovì, 1’50"; Fare una panoramica è (Chareun, Pourpour, Cecile) 59’04”; 15.Peyrot D. Pinerolo, l’52”5; 10. Diocesi di Catania forse superfluo. Ci limitiamo 16. Olivetti F. Susa, l’59”3; (Mazzaglia, Barbagallo, Carbonaro) 1.09’02”. a scorrere gli ordini d’arrivo (che come sempre hanno un

D

CAMPANILI ALPINI

5 -

Stadium

★ 5


AL TRAGUARDO DI LIMONE

IMPARIAMO A GIOCARE BENE

Criterium CSI e Campanili Alpini (Continua da pagina S>

anche questa nel cuore di Li­ mone e quindi con una vasta partecipazione di tifosi loca­ li. Stesso percorso per gli atleti del Criterium e quelli dei Campanili: un’ottima ser­ pentina snodantesi lungo le coste dello skilift del prin­ cipe e ricco di una trentina di porte. Il trentino Sommariva, par­ tito con il numero due, si gettava a capofitto nel deda­ lo dei passaggi obbligati, piombando sul traguardo in uno splendido l’09”9. Il tem­ po di Sommariva non veniva neppure sfiorato dagli altri trenta iscritti. Anche se il fa­ vorito locale Bottero (cono­ scitore come pochi della pi­ sta) poteva far supporre che la sua discesa fosse migliore dell’1’12” netto accreditato. Anche Cianalino di Pinerolo scendeva molto bene, come pure Defilippi che aveva un leggero sbandamento sulla penultima porta. Dopo questi (unitamente a Clataud di Torino) il vuoto. Un buon numero di cadute (dopo il .superamento dell’ultima por­ ta) portava ad una netta se­ lezione fra 1 partecipanti. Stefano Sibille della Dio­ cesi di Susa era il più velo­ ce fra i partecipanti dei Cam­ panili. Sibille con il suo 1’17” e 8 si classificherebbe in or­ dine generale al terzo posto assoluto, e questa è un’altra dimostrazione di quanto il ra­ gazzo di Ulzio sia stato va­ lente. Pure Marro, il piccolo sciatore che l’altr’anno ha impressionato a Cervinia, ha saputo conquistarsi il suo po­ sto al sole, anche se le condi­ zioni della pista non pote­ vano permettergli maggiori ambizioni. Sfortunato Danilo Viale che partito molto bene, a causa di tre consecutive ca­ dute era costretto a classifi­ carsi all’ottavo posto a soli

FIOCCHI DI NEVE Apertura solenne dei Cam­ pionati. Giovedì sera una su­ perba fiaccolata ha portato gli atleti dalla Stazione di Limo­ ne (all’estremo nord del (pae­ se) sino sulla piazza princi­ pale. Dove il Sindaco ha porto il benvenuto e l’augurio della cittadina. Nevicava a larghi fiocchi. Ed era immensamente bello vede­ re quelle torce scintillare in mezzo alla neve. Uno spetta­ colo toccante e squisitamente semplice, come tutte le cose di montagna.

Classifiche per Comitati CSI Trento p 199 CS|I Belluno p. 179 CSI Torino p. 159 OSI Pinerolo p. 157 CSI Mondovì p. 142 CSI Reggio E. p. 127 CSI Verona p. 120 CSI Modena p. 114 CSI Brescia p. 44 CSI Milano p. 44 12. CSI Catania p. 31 13. CSI Lucca p. 18 14. CSI Pisa p. 11

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

CAMPANILI ALPINI 1. Dioc. di Cuneo p. 241,5

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

11. 12. 13. 14. 15.

Dioc. di Susa p. 216 Dioc. di Trento p. 209 Dioc. di Reggio E. p. 143 Dioc. di Pinerolo p. 140 Dioc. di Modena p. 121 Dioc. di Verona p. 118 Dioc. di Brescia p. 113 Dioc. di Belluno p. 102 Dioc. di Mondovì p. 102 Dioc. di Biella p. 83 Dioc. di Torino p. 82,5 Dioc. di Milano p. 80 Dioc. di Como p. 36 Dioc. di Acqui p. 10

hanno battuto 1 più ’’dotati” atleti di Trento e di Verona Callosi, Barondini e Zannini con una buona regolarità (senza strafare) hanno avu­ to ragione dei terzetti di Trento, Verona, Pinerolo, Mo­ dena. Modena in prima fra­ zione schierava Serafini che copriva 1 4 chilometri nel tempo eccellente di 14’31”, migliore prestazione assoluta. Nei ’’grandi” dominio (fi­ nalmente) dei trentini che con Varesco, Felicetti e Tomm asino Chiocchetti hanno battuto di oltre quattro minu­ ti Verona e di cinque Cuneo. Premiazione ricchissima nei locali del Grand Hotel Cita, alla presenza di numerosissi­ me Autorità, in primo luogo S.E. il Vescovo di Cuneo, l’on. Sarti, il Preside della Pro­ vincia, il Delegato del Coni, il Sindaco di Limone, l’Assessore allo Sport di Cuneo, il Pre­ sidente del Comitato FISI oltre ai Dirigenti del CSI Na­ zionale Notarlo e Dattilo. Giudice Arbitro di questa Impeccabile, superba manife­ stazione il Dr. Roccia di To­ rino: una direzione attenta, discreta, ed oculata. Aldo Cappellini

tredici secondi dal vincitore. Viale si rifaceva abbondante­ mente nella discesa control­ lata (in sostituzione dello speciale, impossibile ad effet­ tuarsi) dove dominava super­ bamente il buon lotto dei concorrenti. Danilo Viale è uno degli atleti che ha mag­ giormente impressionato e siamo certi che saprà, in fu­ turo, ancor meglio imporsi nel difficile campo dello sci. Nella discesa del Criterium, ancora Sommariva e Bottero in evidenza. Sommariva da­ va quasi otto secondi (sic!) al ragazzo di Cuneo, mentre conquistando il terzo posto Dalmasso portava magnifici punti a Cuneo per la classifi­ ca dei Comitati. Detto di Danilo Viale nella discesa dei Campanili, c’è so­ lo da notare la stragrande supremazia dei ’’locali” che hanno piazzato ben quattro atleti (Viale, Dalmasso, Viale Gianni, Marro) nei primi sei. Gli unici ’’intrusi” due splen­ didi atleti di Susa, Sibille e Besson, che hanno cercato di ripetere l’exploit del gigante. Ma contro lo scatenato Viale Danilo c’era poco da fare. Abbiamo già accennato al­ la staffetta dei Campanili con la performance dei ra­ gazzi di Reggio Emilia che

6 *

StAdlum . 5

CONOSCETE LE REGOLE DEL CALCIO?

CRITERIUM 1. CSI Cuneo p. 259

FIOCCHI DI NEVE Danilo Valle il numero "uno” locale, tre giorni pri­ ma delle gare, mentre effet­ tuava uno dei suoi soliti alle­ namenti cadeva e si distorce­ va una caviglia. Disperazione nel clan di Limone: alle gare veniva a mancare il migliore. Ma Danilo, ragazzo serio e di una volontà di ferro, doveva correre. Sapeva che non do­ veva tradire le aspettative dei suoi ’’tifosi’’, primi fra tutti suo padre e sua madre. Im­ pacchi, calze elastiche, imbot­ titure. Poteva alfine gareg­ giare. Nel gigante, il venerdì, do­ po una fulminea partenza (« stringerò i denti per due minuti » aveva preannuncia­ to) tre cadute consecutive lo portarono all’ottavo posto. Sembrava tutto irrimediabil­ mente perduto. Non così pen­ sava Danilo. E all’indomani via alla partenza della Discesa. Era diffìcile la prova, più diffici­ le del gigante. Qui non dove­ vano esserci tentennamenti. Doveva vincere. Al traguardo il cronometro sentenziava 1' 25”6: ce l’aveva fatta. Conten­ to lui, super contenti i suoi tifosi numero uno e due. suo padre gongolava, come non mai; la madre, ai complimen­ ti di rito, rispondeva: « oggi non poteva cadere. Lo soste­ nevo io con lo sguardo *. E la mamma, che era salita lassù, alla partenza, per stare mag­ giormente vicina al suo bam­ bino, aveva anche lei vinto.

I

vero che gli arbitri non grave incidente, per cui si hanno gli occhi di Argo, preveda l’intervento medico rettore di gara. A questo pro­ ma non è men vero che — che il Capitano o un di­ posito diremo che, quando la hanno due occhi — sem­ rigente chiedano cortesemen­ descrizione sembra poco pre buoni, checché se nete al direttore dell’incontro chiara o incompleta viene ri­ dica — i quali possono conti­ di ricordarsi di mettere sul chiesto all’arbitro un supple­ nuare a funzionare anche do­ referto come e quando l’in­ mento di referto. Abbiamo parlato del refer­ po 1 novanta minuti regola­ fortunio è avvenuto, anche mentari. Sappiate comunque se è stato del tutto casuale. to arbitrale proprio per evi­ tarvi il pericolo di... cadervi che ciò che scrive l’arbitro ha Infine andranno messe sul più valore di quanto può dire famoso ’’referto” tutte le dentro. Ma un calciatore in­ telligente dovrebbe conosce­ il Commissario di campo. eventuali osservazioni sugli E’ noto che, terminata una spogliatoi e sul campo di re anche il modo di muover­ gara, cessa automaticamente gioco (sarebbe bene che ciò si d’un arbitro in campo (se la possibilità di applicare le fosse a conoscenza dei cu­ Piola non l’avesse conosciuto punizioni tecniche previste stodi del terreno di giuoco, non avrebbe neppure tentato dal Regolamento di gioco, ma ed il nome dei guardalinee. di fare i suoi famosi goals con... la mano e Ballarin non è anche vero che non cessa­ Sia ben chiaro che gli ar­ no mai le regole dello sport bitri non possono non solo avrebbe potuto fermare a e della morale, ossia le leggi decidere ma neanche pro­ volte senza essere punito gli che rendono ogni terreno di porre le multe o le squalifi­ attaccanti... per la maglia) gara ed ogni campo di gioco che da dare alle Società o ai e quella intesa con 1 guarda­ una palestra di cavalleria e giocatori citati nel referto. linee che per troppa gente di lealtà e che tutti gli atleti I ’’fulmini della Lega” agi­ ha il segreto del controspio­ del OSI in quanto tali hanno scono completamente per naggio o peggio ha il sapo­ abbracciato volontariamente. conto proprio, e in verità non re delle organizzazioni a de­ Un’altra cosa che forse non sempre accontentano gli ar­ linquere che tramano ai sapete è che il direttore di bitri, perché non sempre le danni della squadra del pro­ gara deve riferire anche su punizioni corrispondono alla prio cuore. quel che è stato l’agonismo gravità del fallo commesso Leonardo Grimaudo dei giocatori in campo; per secondo la descrizione del di­ (2. Continua) cui fate sempre attenzione a dimostrare in ogni momento la volontà di difendere con tutte le forze il proprio pre­ stigio. Giocare con svogliatez­ Spiccioli di regolamento za, o peggio con l’aria di vo­ Le linee della segnatura debbono essere larghe quanto 1 pali (da ler prendere in giro l’avvercm. 10 a cm. 12). Esse fanno tutte parte del terreno di gioco e deUe sario o l’arbitro o il pubblico aree che delimitano: ecco perché la palla dev’essere uscita "completamen­ o tutti e tre insieme, è un te” dalle linee-limite per non essere più in campo. Quindi anche per essere considerata in rete non basta che sia sulla linea di porta, ma reato sportivo che va colpito, deve averla oltrepassata. sia che lo abbia commesso un solo elemento, sia che abbia L’arco di cerchio dell’area di rigore non indica che il portiere può partecipato tutta la squadra. uscire fin lì per rinviare, come crede qualcuno. Serve solo a con­ trollare più agevolmente la distanza di m. 9,15 dal dischetto. In caso di Nel caso in cui il direttore rigore tutti, tranne naturalmente il portiere e l’incaricato del tiro deb­ di gara si accorge che uno bono stare oltre quell’arco di cerchio e quindi fuori dell’area di rigore. o più elementi di una squa­ dra rimangono passivi, o Una partita di campionato non può essere iniziata se mancano le peggio giocano contro gli in­ reti (salvo per l'attività ricreativa), se mancano 1 segnalinee, se mancano 1 capitani, se mancano più di quattro giocatori ad una od am­ teressi della squadra cui ap­ bedue le squadre, se manca la segnatura del campo, se manca la visibi­ partengono, deve ammonir­ lità da una parte all'altra, se mancano le bandierine del corner, se 1 pali li e diffidare anche il Capi­ o le traverse non sono regolari, se manca almeno un pallone regolare (non é vero che le squadre ragazzi debbono usare un pallone più piccolo, tano. Qualora tali giuocatori ossia che abbia meno di 70 cm. di circonferenza e pesi meno di 400 dovessero persistere nel la­ gr.) se il campo è Impraticabile per il fango o per uno strato di neve mentato comportamento l’ar­ ghiacciato che rappresenta un serio pericolo per 1 giocatori, se il vento forte da non permettere al pallone di star fermo nelle punizioni bitro li espellerà dal campo. oè tanto nei calci di rinvio o d’inizio, se —• naturalmente — manca l’arbitro All’arbitro è consentito, (dopo il tempo di attesa corrispondente alla durata di un tempo della se necessario, di espellere un partita) se è il campo è Invaso da persone, animali o cose che ostacolano il gioco, se una squadra si ritira o se si rifiuta di stare agli ordini giuocatore direttamente, os­ del direttore di gara. sia senza alcun precedente avvertimento. Sappiate co­ Qualunque giocatore ritardatario può entrare in campo in qualsiasi munque che ogni espulsione momento della partita (quindi anche a pochi istanti dalla fine) pur­ dev’essere causata da fatti ché l’arbitro sia preventivamente avvertito. gravi, come ad esempio col­ pire un avversario non per Sempre con l’assenso dell’arbitro può rientrare in campo in qualun­ contendergli la palla, e l’ar­ que momento ogni giocatore che ne sia uscito per infortunio o per altri motivi resi noti all'arbitro stesso. Qualora rientrasse senza l'auto­ bitro dovrà precisare esatta­ rizzazione arbitrale, l'arbitro ammonirà il giocatore e rimetterà in gio­ mente come e quando la co la palla. mancanza, è stata commes­ sa, onde l’Ente giudicante In ogni partita il portiere puù essere cambiato e ricambiato, con uno possa usare di tutte le ag­ M degli altri giocatori in campo quante volte si vuole, purché ne sia avvertito il direttore di gara. Nelle partite ragazzi ed allievi invece si può gravanti o accordare tutte le sostituire il portiere con un elemento che non sia fra quelli attenuanti. Si può colpire addirittura in campo e — fino all’inizio della, ripresa — può entrare un dodicesimo un avversario nella convin­ giocatore a sostituire un altro qualunque, oltre il portiere. zione di non esser visto dal­ l’arbitro, oppure per reazione .^L. Se, per cause di forza maggiore, dei giocatori non potessero scendere quasi istintiva ad un torto P* in campo con la divisa regolare, l'arbitro potrà farli partecipare al ricevuto, precisamente inol­ gioco purché indossino un abbigliamento compatibile con la morale e che non crei confusione o altre difficoltà per il direttore di gara. In caso tre come il punito ha accolto contrarlo la partita non ha luogo. l’espulsione. Ricordate bene che non si può ammonire chi Se le maglie delle due squadre in campo si confondono, spetta alla colpisce l’avversario a gioco M squadra ospitante cambiare quelle dei propri giocatori. Nelle partite fermo; lo si deve espellere in campo neutro è considerata squadra ospitante a tutti gli effetti quel­ la nominata per prima sul rapporto di gara dato all’arbitro. direttamente. L’arbitro deve elencare nel suo referto anche gli even­ Il capitano deve .portare un bracciale di colore diverso da quello del'¿.J® maslla quale contrassegno della carica ricoperta e della respon­ tuali incidenti avvenuti e gli eventuali infortuni purché sabilità che ha. degni di rilievo. Gli Istituti L’eventuale mancanza dei numeri alle maglie "non” può provocare d’assicurazione vogliono di il divieto a partecipare alla gara. solito leggere sul referto ar­ bitrale come e quando un in­ JL. L'arbitro non deve permettere ad uno o più giocatori di giocare con cidente è avvenuto, per cui è scarpe che possano essere pericolose per gli avversari; è inoltre vie­ bene — in caso di qualche tato giocare senza scarpe.

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In questa pagina«

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GUBBIO

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CASTELLAAL PISA

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LIVORNO

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LA SPEZIA

DIECI ANNI CSI A GUBBIO

CASTELLAMMARE: Attività: primo tempo A Ila fine di febbraio si è esau“rita la prima fase delle atti­ vità a suo tempo programmate dal Comitato Zonale di Castel­ lammare di Stabia. Attività sen­ za dubbio, intensissima specie per gli sports del calcio, atletica, pallavolo, tennis da tavolo. Quota venti società sta per es­ sere raggiunta, i seicento tesse­ rati saranno senz’altro superati, gli sforzi dei dirigenti zonali di dotare la zona dj ima modernissma palestra scoperta, saranno a breve scadenza coronati da successo grazie all’interessa­ mento delle Autorità locali e provinciali ed in special modo del Commissario Prefettizio al Comune Dr. Aurelio Grasso, una grande massa di giovani le­ ve ruota attoma al CSI: sono questi i grandi successi riportati dal CSI a Castellammare. Per la prima volta Comuni e Fra­ zioni come Pimonte, S. Maria la Carità, Messigno, Ponte Per­ sica vedono 1 loro giovani pra-ticare uno sport sanamente in­ teso. Nell’attività propriamente agonistica tengono banco gli sports sopra indicati con le fasi zonali dei rispettivi campionati nazionali. In pieno svolgimento i campionati di pallavolo per ragazzi ed juniores con una par­ tecipazione record di ben dodici squadre. Tutto lascia prevedere

ta appena un anno fa. Dopo il secondo congresso zonale svolto­ si appunto nella sala maggiore di questo ’’centro” della gioven­ tù eugubina è stata messa in opera la prima pietra di uno stadio polisportivo che dovrà ospitare i giovani atleti del CSI eugubino (e sono più di 400). Diciamo subito che lo stadio sarà realizzato secondo un di­ segno dei geometri Fiorucci e Franceschetti che sono stati atleti del Centro Sportivo Ita­ liano- Su un vasto appezzamen­ to di terreno generosamente messo a disposizione dai Cano­ nici della Cattedrale sarà co­ struito un campo per il calcio (dimensione 65x105), una pista a sei corsie dello sviluppo di 400 metri per l’atletica leggera, tut­ ti gli altri impianti per i salti e per i lanci, due campi da ten­ nis (uno con una gradinata per 400 persone), uno per la palla­ volo ed uno per la pallacane­ stro con una gradinata per 300 persone. Procediamo comunque per gradi e vediamo di renderci conto come si è giunti a questa importante realizzazione che ri­ solverà totalmente i problemi della gioventù sportiva. Per ar­ rivare a ciò è necessario parlare del congresso zonale tenutosi al­ la presenza di un folto pubblico composto di atleti e dirigenti delle 18 società sportive del CSI eugubino e di numerose autorità tra cui l’On. Prof. Vinicio Bal­ delli, cui è stata affidata la pre­ sidenza del congresso. A rappresentare la Presidenza Centrale c’erano il Prof. Notarlo e il comm. Burdisso e cioè due vecchie conoscenze dei giovani sportivi eugubini. Dopo che il Cav Vispi, Presidente Regiona­ le, ha iniziato i lavori, il Pre­ sidente del Comitato ha relazio­ nato sull’attività decennale del Centro Sportivo Italiano sottoli­ neando le tappe più significati­ ve di questa organizzazione che oggi ha raggiunto traguardi ve­ ramente lusinghieri. Sarebbe troppo lungo sinte­ tizzare questa attività decenna­

le del CSI eugubino. Troppe so­ no le aride cifre, troppe le da­ te. Diremo soltanto che in breve questa organizzazione ha mono­ polizzato lo sport giovanile dal calcio al ciclismo, dall’atletica leggera al tennis. Ed oggi gli uomini di buon senso possono affidare i loro ra­ gazzi — come ha giustamente sottolineato l’On. Baldelli — al CSI con grande serenità ben sa­ pendo che questa organizzazione poggia su principi veramente sani. Il Vice Presidente del CSI ha sottolineato poi come i cattoli­ ci sono stati sempre presenti nel vasto e complesso fenomeno sociale che è lo sport dei no­ stri tempi riallacciandosi allo augusto pensiero del Pontefice Pio XH che appena passato lo uragano della ultima guerra si preoccupò degli sportivi e dello sport. Cosi sorgeva il CSI. Cosi le masse giovanili trovavano la larga comprensione dei cattolici. E Gubbio ha già la ’’casa” per l’educazione morale. Ora sarà edificata la”casa” (vale dire lo stadio) per la educazione fisica. Il conteggio alla rovescia è finito. La prima pietra di que­ sto stadio è stata posta. Mons. Rossi (il simpatico Don Rosone che nel 1911 portò a Gubbio il primo pallone per il calcio) l’ha benedetta ed ha pregato l’Onnipotente di benedire la terra do­ ve sorgerà il nuovo stadio. ’’Que­ sta — ha detto Mons. Rossi — non sarà più bagnata dal sudo­ re dei bravi contadini, ma dal sudore degli atleti che cerche­ ranno di fortificare il loro cor­ po ed il loro spirito”. Nella pergamena che è stata chiusa nella pietra su cui sor­ gerà l’impianto è stato scritto: ’’Oggi 25 febbraio 1962. ricorren­ do il decimo anno di attività del CSI eugubino e il 30. di epi­ scopato di S.E. Mons. Ubaldi, viene posta la prima pietra del nuovo stadio che dovrà ospitare le giovani generazioni sportive perché queste attraverso l’eser­ cizio fisico possano rafforzare la loro moralità”. Dante Alimenti

A sinistra il V- Presidente Nazionale durante il suo intervento al congresso eugubino, a destra pone la sua firma sulla pergamena

PISA: Settima coppa “Vitt” O organizzata dalla Società US CSI S. Prospero è ini­ ziato il torneo calcistico Giova­ nissimi denominato Vlla Coppa ”Vitt”. A questa manifestazio­ ne che iià nelle precedenti edi­ zioni fece registrare un successo tecnico numerico ed agonistico e confermò il perseguimento di quei fini che il CSI si propone attraverso la sua attività, hanno aderito ben 15 squadre tutte mi­ litanti nelle file della GIAC del piano di Pisa. Il merito per questo prevedi­ bile successo cui ha contribuito l’assistenza tecnica del Comita­ to Provinciale pisano, va anco­ ra una volta all’amico Ciucci Carlo V. Consultore Regionale GIAC Aspiranti ed al MR Don M. Paoletti che, con la consueta dedizione, non hanno trascurato nulla al fine di una migliore riuscita. Hanno peraltro trovato da parte dei dinamici giovani del­ la GIAC collaborazione e fidu­ cia segno questo che l’attività CSI-GIAC va sempre più tro­ vando quei legami indispensa­ bili per raggiungere più alte mete. Da parte nostra è quindi do­ veroso ringraziare gli organizza­ tori formulando per la Vlla Coppa ”Vitt” il successo che merita e che non potrà man­ care.

I CONGRESSI PROVINCIALI

Il Cav- Vispi, Presidente Regionale del CSI umbro, legge la perga­ mena che sarà murata con la prima pietra del nuovo stadio poli­ sportivo di Gubbio. Gli sono attorno, da destra, l'onorevole Baldelli, il prof. Aldo Notano, Mons. Rossi e il comm. Giuseppe Burdisso-

” per i giovani del CSI Ladi"casa Gubbio venne inaugura­

una competizione ricca di emo­ zioni ed una battaglia serratis­ sima fra CSI Libertas Vico, Dinamos ed Avia. Nelle elimina­ torie zonali di corsa campestre affermazioni scontate della Tavernola con i suoi Mosca e di Capua. Il tennis da tavolo, an­ che per quest’anno è fatto pu­ ramente personale tra Dinamos. Invicta e Saetta. Le vittorie toccate ai vari D’Amora, Boni­ facio, Rossano, D’Ambrosio e Landolfi sono un degno premio alle loro preparazioni scrupo­ lose e serie. Sempre affascinan­ te il campionato di calcio. Al termine del girone di andata svettano in testa alla classifica l’US Aquilotti di S. M. la Cari­ tà e il GS Ponte Persica. Fra le attività formative — cui il CZ ha inteso dare que­ st’anno notevole risalto — fan­ no spicco i corsi per allenatori ed arbitri di pallavolo .nonché quello di medicina sportiva che sarà tenuto da una delle più note figure nel campo della me­ dicina a Castellammare il chia­ rissimo dott. Franco Arienzo. Intanto apprendiamo con vivo piacere che il dott. Franco D’Orsi Consigliere e Benemerito del Comitato Zonale del CSI è stato recentemente chiamato a far parte del Consiglio ¿’Am­ ministrazione delle Nuove Ter­ me Stabiane. Il nostro Vice Pre­ sidente Zonale Ins. Franco Esposito, segretario dell’istituto ec. Industriale IRI Navalmecca­ nica è stato eletto consigliere provinciale del CSI. Ai suddetti consiglieri auguri di buon la­ voro.

17/12: Trieste

13/1: Livorno

28/1: La Spezia

una folta partecipazione 28-1-1962 ha avuto di dirigenti, allenatori, rap­ luogo 11 IV Congresso del Con Domenica presentanti di Società e di varll Centro Sportivo Italiano di La

tecnici ha visto la luce l’atteso Spezia. Congresso del CSI livornese. La La manifestatone è iniziata manifestazione si è svolta nella con la celebrazione della s. Mes­ sede di Via Calzabigi con l'inter­ sa. officiata dal Consulente ec­ vento del segretario generale del clesiastico, che ha tratteggiato lo CSI prof. Lorenzo Borghi, del pre­ scopo del CSI, 1 suol motivi fon­ sidente 11 Com. Regionale geom. damentali, le sue mète future: Renzo Puccettl, e del presidente curare la formazione psico-fisica Il prof. Notano rivolge il saluto Comitato locale slg. Floriano e morale della gioventù nell'atti­ della Presidenza Nazionale ai il vità agonistica e ricreativa; sce­ congressisti del Comitato CSI. Rosaspina. H prof. Borghi ha aperto la ce­ verare gli errori e le false con­ rimonia, recando anzitutto 11 sa­ vinzioni che molti hanno dello luto da parte della presidenza sport; intendendolo veramente n previsione del Congresso Na­ nazionale, indi ringraziando i di­ come un mezzo di perfeziona­ zionale che si terrà prossima­ locali della loro fattiva mento fisico e di elevazione spi­ mente a Roma, il Comitato pro­ rigenti opera svolta in questo ultimo rituale : indispensabile, quindi, vinciale di Trieste ha tenuto 11 triennio; ha esposto poi al con­ alla realizzazione di quell'equili­ 17 dicembre 1961 11 suo Vili Con­ gressisti le notevoli difficoltà esi­ brio che permette di agire va­ gresso Provinciale. Alla manife­ stenti anche nella pres. naziona­ lidamente e "bilanciati” nella vi­ stazione, svoltasi nella sede delle per mantenere In vita un or­ ta sociale; allargare maggiormen­ 11T.S. Don Bosco, è intervenuto gano vitale come quello del CSI. te la cerchia di coloro che già In rappresentanza della Presiden­ Infine ha terminato auspicando sono in possesso di questo alto za Nazionale. 11 vice presidente una maggiore collaborazione tra concetto di sport. prof. Aldo Notarlo. Erano presen­ le varie società affiliate, ed una Alla fine della S. Messa 1 con­ ti inoltre l’assessore allo Sport e maggiore intesa fra 1 dirigenti. gressisti si sono radunati nel sa­ Turismo del Comune prof. FaraIndi c’è stato l’intervento di S.E. lone Da Pozzo, dove sono iniziati guna, che porgendo 11 saluto del Mons. Vescovo Pangrazlo, il qua­ 1 lavori. Sindaco, ha reso merito al CSI le ha appreso con vivo senso di All’unanimità è stato eletto per 11 gran numero di atleti che piacere tutte le novità e le no­ presidente del congresso rinvia­ hanno onorato lo sport naziona­ tizie riguardanti 11 CSI; nel suo to speciale della presidenza na­ le e per la fattiva e fruttuosa breve discorso, ha ammonito i zionale Aldo Cappellini; questi ha opera che 11 comitato di Trieste presenti affinché educhino 1 gio­ porto il saluto della direzione na­ svolge a difesa dello sport dilet­ vani ad amarsi tra di loro; indi zionale incoraggiando, poi, 1 diri­ tantistico: 11 consulente Ecclesia­ ha spiegato che tra "sportivi” genti convenuti a proseguire nel stico. Don Marussi, 1 presidenti deve regnare quello spirito sere­ loro proficuo lavoro. delle varie Federazioni ed un cen­ no e cordiale, e che bisogna sa­ Successivamente ha preso la tinaio di giovani delle Unioni per perdere con allegria e vincere parola il slg. Delfino, che dopo Sportive. non umiliando l'avversarlo. In­ una collaborazione, durata 8 an­ H Presidente uscente, dott. Bafine ha concluso ricordando al ni, è costretto per ragioni di la­ bille, ha letto la sua relaziona presenti 11 vero fine del CSI: voro, a lasciare libero il posto al­ morale-tecnico-finanziaria, in es­ quello di diffondere il nome di la presidenza provinciale. sa ha rilevato come li Comitato Cristo e di praticarne 11 Suo apo­ Ha fatto una relazione parti­ uscente al termine del suo man­ stolato. E’ seguita la relazione colareggiata di tutte le discipline dato possa ritenersi soddisfatto del presidente uscente slg. Resadell'opera svolta, che è stata ca­ sportive organizzate dal CSI spez­ spina, il quale ha esposto in bre­ ratterizzata da un lento, ma con­ zino durante gli ultimi tre anni. ve tutta la sua attività nel trien­ tinuo aumento di nuovi tesse­ Quindi l’attuale presidente G. nio ormai trascorso, ha narrato rati, e da alcune iniziative che Zennaro ha illustrato 11 program­ al presenti delle difficoltà in cui hanno riscosso un incondiziona­ ma del CSI per il prossimo trien­ si e dibattuto il CSI livornese, e to successo, la più importante nio. invitando i partecipanti a come esse siano state superate: delle quali è stata l’istituzione coadiuvarlo per una completa infine ha auspicato al presenti di del medico-sportivo. attuazione dei progetti. diffondere 11 CSI In ogni luogo Nella relazione sportiva, dopo A chiusura del congresso, si è sia di lavoro sia di divertimento aver tracciato un breve sunto del­ votato per l’elezione dei mèmbri sia di scuola. Terminate tutte le le attività svolte, ha sottolinea­ che formano il Consiglio provin­ altre varie pratiche si è proce­ to il lusinghiero comportamento ciale. duto alla votazione per 1 cinque della Polisportiva CSI nell'ambi­ Sono risultati eletti 1 seguenti consiglieri del prossimo triennio, to delle varie Federazioni. signori: Stretti Giovanni. Questa da cui sarà poi eletto li nuovo Dopo altri Interventi di perso­ Luigi, Posinl Roberto. Gallo Lucio. presidente: Rosaspina Floriano. nalità sportive cittadine, e di La Presidenza Diocesana della Ferretti Umberto, Menglni Ro­ rappresentanti di Società, la re­ GIAC ha aggiunto di diritto altri mano. Lupi Mario, Pellecanl Bru­ lazione del presidente è stata quattro nominativi nelle persone no. Per la GIAC sono stati no­ sottoposta all’approvazione di ri­ di: Gianni Zennaro, Demlca Sil­ minati: Cornelio, Piccini. Borsel­ to. Unanime il consenso da parte vio, Massa Mauro, Mattanti Piero. lini, Gluntlnl. di tutti 1 presenti, che hanno Piero Mattanti Fabrizio Agostinelli approvato la relazione per accla­ mazione. Si sono svòlte quindi le operazioni di voto per reiezione del nuovo Consiglio Direttivo. Alla fine lo scrutinio delle urne ha chiamato a far parte del nuo­ vo Comitato Provinciale: il dott. Egidio Babllle (all’unanimità), ed 1 signori Rodolfo Mekovec. geom. Aldo Brunelll, geom. Argeo Stebel, rag. Gianni Palln, Rena­ to Ban, che vanno ad aggiunger­ si ai sei dirigenti designati dalla GIAC: Lamberto Terzuoli, Milani Riccardo, rag. Gianni Romani, Ezio Alberti. Antonino Lavenia. Enzo Pianigiani. Delegato al Congresso è stato nominato il dott. Egidio Babllle. Al termine si sono svolte le pre­ miazioni annuali e le premia­ zioni alle varie Federazioni. Il rag- Aldo Cappellini, attorniato dai dirigenti regionali e pro­

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Walter Grassi

vinciali del CSI, parla a La Spezia durante il congresso provinciale.

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Stadium

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DIRIGENTI La responsabilità del dirigente l compito di evitare i pericoli e di guidare la Società Sportiva in modo tale che essa dia tutti quei risultati che dalla medesima è giusto sperare, spetta ai dirigente. E’ egli ad avere in mano la grave responsabilità di far dello sport senza che esso degeneri in puro agonismo o in tifo, di curare l’e­ ducazione fisica dei suoi ragazzi senza perdere di vista quella morale, metten­ do anzi quest’ultima in capo al suo pro­ gramma e alle sue preoccupazioni. Perdendo di mira questo scopo il CSI non sarebbe che un inutile duplicato di altre organizzazioni consimili men­ tre l’unione sportiva diverrebbe nientfaltro che un circolo ricreativo, turi­ stico o culturale. Il fine essenziale invece che giustifi­ ca e qualifica il CSI è di condurre i giovani alla Grazia, attraverso la prati­ ca di un sano sport cristiano. E’ compito del dirigente saper sce­ gliere i mezzi più opportuni, preparare un programma idoneo e rispondere alle necessità dei ragazzi e alla possi­ bilità di realizzazione che l’ambiente offre. Tale programma dovrà comprendere l’aspetto spirituale e organizzativo non però separatamente bensì come parti in stretta relazione tra loro, integrantesi a vicenda e convergenti ad uno stesso risultato finale. Così anche la parte organizzativa, quando ha un con­ tenuto educativo, può essere senz’altro ritenuta formativa. Tra le attività organizzative lo sport tiene uno dei primi posti e ciò è facil­

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GLI ADDETTI STAMPA

Compiti ed impegni ltreché i rapporti tra il Comitato Provinciale (o Zonale) e la reda­ zione di ’’Stadium”, l’addetto stampa provinciale (o zonale) deve dare anche un valido aiuto ai locali dirigenti per incrementare sempre più i legami tra il Comitato stesso e le Società dipendenti. L’addetto stampa deve visitare le società, soffermarsi sui particolari positivi delle loro esperienze, pren­ dere appunti, richiedere suggerimen­ ti e... riferire a noi. Ci interessa in modo particolare apprendere che cer­ te nostre Società organizzano manife­ stazioni speciali, anche se non codifi­ cate dai nostri regolamenti. Come fanno? Come agiscono in questi casi? L’addetto stampa provinciale può apprendere queste notizie, specie se avrà saputo creare, nelle singole So­ cietà ed Unioni sportive, l’incaricato stampa, che fungerà da ’’trait d’union” tra gli attivi elementi periferici ed il comitato provinciale. Con gli incaricati stampa, si potrà studiare l’opportunità e le possibi­ lità di manifestazioni speciali: cine­ fórum, dibattiti di carattere sportivo, edizioni speciali di giornali murali, Circolo Culturale Sportivo, ecc.... Se poi, il locale Comitato Provin­ ciale pubblica un giornale od un no­ tiziario, si potranno valorizzare gli incaricati stampa delle società invi­ tandoli a partecipare al lavoro di re­ dazione, facendo loro scrivere crona­ che di incontri, profili di atleti, arti­ coli umoristici. E l’incaricato stampa di società do­ vrà sempre informare tempestiva­ mente l’addetto stampa provinciale dei risultati ottenuti dalle squadre della propria Unione Sportiva nel corso delle manifestazioni ufficiali e non. Così, l’addetto stampa provin­ ciale potrà sempre tenere aggiornate eventuali classifiche e divulgare no­ tizie delle nostre attività alla locale stampa esterna.

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Fiorenzo Marinone

mente comprensibile proprio perché esso è mezzo efficace per l’educazione di un’anima in quanto richiede al cor­ po uno speciale trattamento detto ’’al­ lenamento” dal quale non può esimersi e ciò quindi lo abitua ad affrontare con fiducia, con coraggio, fermezza, abnegazione e generosità le battaglie dello spirito e le avversità della vita. L’educatore che perdesse di vista que­ ste nobili intenzioni e si lasciasse lu­ singare da promettenti risultati ago­ nistici avrebbe fallito la sua missione e travisato il mandato ricevuto; oltre a commettere un gravissimo e imper­ donabile errore potrebbe anche pre­ giudicare il domani dei suoi ragazzi. Occorre pertanto che almeno da noi, nel nostro sport, in quello cristiano, ci siano i sentimenti nobili degli antichi greci e dei cavalieri del medioevo. E’ tanto difficile raggiungere questi tra­ guardi? Diremmo di no. Certo è che l’educatore deve poter contare su se stesso ma non deve dimenticare che la forza interiore viene dalla volontà del giovane e l’esempio è ottimo tra­ scinatore in quanto fa presa forte­ mente sul suo cuore sempre generoso. Quanto veniamo dicendo vuole favo­ rire l’azione dell’educatore ma anche metterlo in guardia da eventuali facili ottimismi. Le cantonate sono sempre possibili e gli eccessivi entusiasmi pos­ sono determinarle con facilità. Egli, quindi, per non subire sconfitte, deve aver soprattutto una pronta e piena conoscenza della realtà.

Notizie da casa nostra Nomine Don Lelio Podestà, il dinamico Consulente Ecclesiastico del Comitato Zonale di Chiava­ ri, è stato recentemente nominato Pro-Consulente Regionale della Liguria, e pertanto ap­ poggierà d’ora in avanti l’opera zelante fin qui svolta dal Rev.do Don Carlo Caviglione, attualmente assillato da numerosi impegni apostolici. La Presidenza Nazionale porge al Rev.do Don Lelio i tpiù cordiali auguri di buon la­ voro. Il Rev.do Don Ferdinando Arizzi, dopo la recente nomina a Delegato Vescovile dell’ACI bergamasca, ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di Consulen­ te Ecclesiastico Regionale del CSI lombardo. In sua vece è stato nominato il Rev.mo Don Lorenzo Longoni, Consulente Ecclesiastico del Comitato Provinciale milanese. La Presidenza Nazionale ed in particolare il Consulente Nazionale Mons. Pavoni men­ tre ringraziano Don (Longoni per aver gene­ rosamente accettato l’incarico e gli porgono i migliori auguri di felice successo, espri­ mono altresì al caro Don Arizzi la più sin­ cera e profonda gratitudine per l’opera che in questi anni ha svolto con competenza, con passione e zelo, formulando al tempo stesso fervidi auguri per il più lusinghiero compimento dell’importante incarico affidato­ gli in Diocesi.

Lutto Il 19 gennaio 1962 si è spento a Chieri (To­ rino) il P. Alfredo Boschi S.J., all’età di 59 anni. Padre Boschi, conosciuto nel mondo catto­ lico come esimio maestro di Teologia Mora­ le e di Spiritualità Ignaziana, è noto alla fa­ miglia del Centro Sportivo Italiano, partico­ larmente alla schiera dei rev.di Consulenti Ecclesiastici, per i suoi scritti sulle questioni morali inerenti all’attività pugilistica. Nella non dimenticata Consulta Nazionale del ’56 diresse, con rara sapienza ed equilibrio, i la­ vori e lo studio dedicati agli aspetti morali del pugilato contribuendo in maniera deter­ minante alla stesura di quei principi di giu­ dizio e di orientamento che ancora oggi re­ golano la posizione de! Centro Sportivo Ita­ liano in materia di boxe. Alla famiglia religiosa dei Padri Gesuiti e in particolare all’amato fratello Padre Egidio, le più sentite condoglianze di tutto il C.S.I.

CHIAMATE

LA FORTUNA ! LA SCUOLA MILITARE "NUNZIATELLA" Sorta a Napoli, nel 1787 quale Accademia Militare psr la formazione degli uffi­ ciali dell’Esercito Napoletano, la « Nunziatella » prende il nome dalla chiesa ac­ canto alla quale trovò sede. Attraverso alterne vicende che videro la sua soppressione e la sua ricostituzione, restò sempre una fonte di virtù civiche e militari e molto contribuì alla formazio­ ne morale e del carattere delle generazioni che videro il realizzarsi della unità italiana. Conservata anche nel Regno d’Italia, la Nunziatella assunse, con il decreto del 1887, la fisionomia e le funzioni che ancora oggi detiene. La « Nunziatella » educa e forma militarmente i giovani che frequentano 1 corsi liceali istituiti presso la Scuola, in modo da risvegliare e favorire in essi la voca­ zione per la carriera militare. A tale sccpo, l’attività scolastica è affiancata da attività di natura educativa, addestrativa, militare e ginnlco-sportiva. Presso la Scuola sono istituite la I. n e IH classe del liceo classico e la n. HI, IV e V classe del liceo scientifico. Possono quindi accedervi i giovani in pos­ sesso del titolo di ammissione alla I classe del liceo classico o alla tt classe del liceo scientifico. I concorsi per l’ammissione si svolgono ogni anno e si basano sull’accertamento della idoneità fisica e su esami consistenti in una prova scritta di italiano, in una prova orale di matematica ed in un esperimento di educazione fisica. Al termine del corsi, gli allievi che conseguono la maturità classica o scientifica e superano la prova orale di matematica sono ammessi ail’Accademia Militare, con precedenza sugli altri aspiranti (provenienti dagli istituti d’istruzione media superiore) fino alla concorrenza della metà dei posti messi a concorso. La retta annua a carico delle famiglie è di L. 210.000, comprensiva delle spese per i libri di testo, oggetti di cancelleria e disegno. E’ accordato il beneficio dell’intera retta gratuita agli orfani di dipendenti dello Stato deceduti per ferite, lesioni o infermità riportate in servizio e per causa di servizio. n beneficio della mazza retta gratuita è accordato ai figli: del mutilati e invalidi di guerra; dei decorati dell’ordine militare d'Italia e dei decorati di medaglia d’oro al valore militare; dei militari di carriera, dei dipendenti civili di ruolo delle Amministrazioni dello Stato e dei pensionati militari e civili dello Stato. Per merito personale è altresì accordato il beneficio della mezza retta gratuita a quegli allievi che negli esami di ammissione o nei successivi scrutini annuali riportino una media non inferiore agli 8/10 e si classifichino nei primi due de­ cimi della graduatoria. Il beneficio della mezza retta gratuita per meriti personali è comulabile con quello per benemerenze familiari.

OGNISPORT

Il servizio del CSI per l’approvvigionamento

degli articoli sportivi

inizia da questo numero una sua rubrica che vuole essere allo stesso tempo una rassegna delle novità nel campo dell’articolo sportivo ed un panorama dei prezzi degli articoli in vendita. E per incominciare perché non parlare della nuova scarpa ’’SIVORT’ alla quale ha dato il nome l’estroso campione? L’affermazione indi­ scussa di detta scarpa è ormai cosa da tutti risaputa ed è per questo che da tempo Ognisport ne ha iniziato la vendita. I tipi di cui disponiamo sono: Modello ”De Luxe” il tipo extra a L. 4-800 il paio Modello ’’Elastic” con suola gomma a L- 4-400 il paio Modello ’’Cadet” speciale per gara a L. 3-000 il paio A chi non resisterà alla tentazione di calzare subito un paio di scar­ pe SIVORI e ce ne farà richiesta entro il 31 corrente mese, concede­ remo lo sconto specialissimo del 15 per cento!!! Le spedizioni verranno effettuate tramite pacco postale contrassegno con spese di porto a carico dei richiedenti-

OGNISPORT CSI Via Traspontina N. 19 ROMA


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