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Stadium n. 5/1922

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Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVII — N. 5

ROMA — 15 Marzo 1922 Direzione ed Amministrazione

QOFblZIO!«! b'dBBONdHENTO

Abbonamento annuo. . » sostenitore . Per i ginnasti tesserati .

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ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

La grande opera del Baumann Il sistema della ginnastica scoLstlca che vige ora

per rispetto dell’orario scolastico o dell’intempe-

in Italia ed è quasi universalmente accettato in

rie, in locali chiusi e coperti. L’orario scolastico che si può concedere alla ginnastica è necessariamente assai limi ate (tutt’al più un ora al giorno) da qui il dovere che i movimenti siano proporzionalmente più intensi e che l'insegnamento sia collettivo e 1 esecuzione

tutte le scuole è opera particolarmente del Bau­ mann che, nuovo Cartesio, cominciò a mettere ogni cosa in dubbio e dall’accettare solo ciò che era stato prima provato dalla sua personale espe­ rienza. E’ dunque un sistema essenzialmente empirico

o frutto di esperienza. L’accettazione di questo metodo non è affatto merito del Governo il quale anzi si mostrò sempre conservatore della forma antica, ma della cir­ costanza che dal 1877 ad oggi quasi tutti i maestri italiani uscirono dalla sua scuola e conseguente­ mente seguirono le orme tracciate dal maestro. E quelli pur anco che non ebbero la ventura di se­ guire le sue lezioni, si abbeverarono a quella sorgente inesauribile di sue pubblicazioni scien­ tifiche in materia, che dal 1867 ad oggi conta

ben trentadue pubblicazioni. Esporrò qui nei più brevi termini — come ri­ tengo impostomi dall’indole del lavoro che svolgo —• i principi fondamentali e direttivi del sistema e del suo metodo d’insegnamento : li esporrò sen­ za discuterli, abbandonando al benigno lettore, se

simultanea anziché individuale. Quest’ukima circostanza esige poi che gli at­ trezzi non presentino pericoli di qualche entità, nè richiedano l’assistenza personale del maestro. La ginnastica scolastica deve essere alla portata di tutti gli alunni, pure di coloro che hanno sor­ tito da natura una costituzione ed una attitudine mediocre ; perchè la scuola deve rendere più sani e più forti ed in ¡specie i più deboli e bisognosi d’aiuto, quindi è che dalla ginnastica sco'astica sono esclusi tutti gli esercizi così detti acrobatici od atletici e persino quelli che presentano un maggior grado di virtuosità. La ginnastica italiana

non conosce concorsi a premi. La ginnastica italiana è psicocinesica ossia ado­ pera i movimenti del corpo per educare lo spirito dandogli sopratutto forza di volontà. La nostra volontà è non soltanto capace di ecci­ tare un movimento che diversamente non si acrede, questa briga. vrebbe, ma pure di impedire inibire un movi­ 11 sistema italiano di ginnastica si propone di mento che altri stimoli provocherebbero. compensare i danni che la sedentarietà scolastica Gli attuali sistemi di ginnastica parlano sola­ e le comodità del vivere civile cagionano all’edu­ mente di movimenti che si possono fare, il no­ cando. stro invece contempla pure gli altri inibituri della Questi danni sono di tre specie : fisici, intellet­ tuali e morali e l’autore li espone e dimostra nella volontà, cioè i movimenti che la volontà inibisce. Noi crediamo che il dominio del nostro corpo non . ' mirabile opera : Psicocinesia. sia sorvegliato quando noi possiamo fare con esso Fisicamente penuria di salute e di forza, intelciò che vogliamo, occorre pure che possiamo non lettualmente poca destrezza ed attenzione, moral­ fare ciò che non vogliamo. mente debolezza di volontà. Adunque la ginnastica italiana comprende tan­ I movimenti più capaci a compensare i danni to gli atti eccitativi della volontà quando gli ini­ della sedentarietà e della vita civile, sono quelli bitori ; ciò che non si riscontra negli altri sistemi stessi da cui la scuola e la civiltà ci dispensa ; i quali mirano esclusivamente o solo indiretta­ dunque agitare le membra, alzarsi e stare in mente all'educazione dello spirito; in altri ter­ piedi, camminare, correre, saltare, arrampicare, mini la ginnastica italiana è. psicocinesica, gli nuotare, muovere oggetti esteriori : ecco perchè la

ginnastica italiana si dice pure naturale, cioè a base di movimenti naturali. Nella vita naturale i suddetti movimenti si com­ piono all'aria aperta, quindi le palestre della no­ stra ginnastica devono essere normalmente piazzali aperti e non chiusi cortili, e solo eccezionalmente

altri no od almeno non ancora. La diversità del fine cagiona la diversità dei mezzi ; sta qui la ragione per cui la ginnastica italiana ha strumenti ossia attrezzi suoi propri, come ne ha di suoi propri la ginnastica svedese che mira soltanto al corpo. In essa infatti non si

parla mai per es. di coraggio, presenza di spi­ rito, risolutezza, disciplina, tranquillità, tenacità che sono doti psichiche e quando pure casualmente vi si accenna, ciò è sempre in relazione al corpo e non alla psiche. Gli attrezzi principali propri, e quasi sempre esclusivi della ginnastica italiana sono : spirometro per la ginnastica polmonare, lo stadio ginnastico per gli esercizi di locomozione, il saltometro in alto e distanza, l’asse d'equilibrio e i ceppi, gli appoggi, la fune graduata' pel tiro, le pertiche, e le funi graduate per l’arrampicate. Concludendo, noi crediamo-che fondata su tali principi, e fornita di tali mezzi, il sistema di ginna­ stica italiana sia per ora superiore a tutti gli altri fin’ora noti di ginnastica scolastica e conseguente­

mente da preferire.

FRANCESCO RAVANO.

Problemi di organizzazione Esiste un problema meridionale? E' quesia una domanda che si sente ripetere le mille volte ed a cui si dà quasi sempre una ri­ sposta affermativa. Esiste un problema meridio­ nale in tutti i campi delle private e pubbliche at­ tività ed il problema deve essere risolto. Non di­ spiaccia agli amici ed ai simpatizzanti dell'Italia meridionale e insulare se di questo ci occupiamo e se questo problema cerchiamo per la parte che ci riguarda di risolvere. C’è un dato di fatto — parliamo qui della no­ stra organizzazione e del nostro movimento spor­ tivo e ginnastico — che non si può annullare ; la mancanza quasi completa di attività nelle regioni del sud. Ora la Federazione si è posta al lavoro di ricostruzione e di propaganda, ha preso con­ tatto con i maggiori esponenti delle organizzazio­ ni nostre ed ha cercato, nei limiti del possibile di lavorare... Ahimè! Terreno arido! Terra incolta! Perchè? quali ragioni rendono ancora oggi, do­ po i progressi dei mezzi di trasporto e di comu­ nicazione, dopo i grandi fatti nazionali, come la guerra, che hanno come sconvolta tutta la Peni­ sola, perchè ancora oggi l'opera di organizzazione, sia nel campo cattolico, come negli altri campi è così difficile? Noi poniamo la domanda; con que­ sto non vogliamo neppure lontanamente offendere persone la cui probità e intelligenza sono a tutti note. Certo che se poco si è fino ad oggi fatto ci deve pur essere una ragione. Voi direte : ma è proprio un giornalucolo sportivo che deve affron­ tare questo problema arduo, che deve porre sul tappeto una così complessa questione ? Ebbene si : modestamente, semplicemente, ma noi oggi vogliamo far questo.


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