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Stadium n. 3/1964

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Stadium QUINDICINALE DEL CSI

I PROBLEMI DELLO SPORT

ANNO LIX - N. 3 - 16 FEBBRAIO 1964

GR. Il

IL PIU' GRANDE DONO CHE CI HA FATTO LA GIOVENTÙ' CATTOLICA E' STA­ TO DI FARCI SCOPRIRE LA FIGURA DEL SACERDOTE: NON UN COMODO PRETE CHE SERVE SOLTANTO PER FARSI FARE UNA RACCOMANDAZIONE O PER TRO­ VARE I SOLDI NECESSARI ALL'UNIONE SPORTIVA, MA UN UOMO VIVO CHE PREGA, CHE SOFFRE, CHE SORRIDE, CHE GIOCA CON NOI, CHE CAMMINA CON NOI OGNI GIORNO E NOI NON POSSIAMO PIU' FARE A MENO DI LUI.

il nostro prete LA PREOCCUPAZIONE DI PREPARARE DIRIGENTI CAPACI DEVE INIZIARE DA QUESTO FULCRO DELLA VITA DELLE SOCIETÀ' SPORTIVE: IL « NOSTRO PRE­ TE >» DEVE CIRCONDARSI DI GIOVANI ADATTI E PREPARATI A DIRIGERE AL­ TRI GIOVANI, PERCHE' PER TUTTI SI DEVE APRIRE LA STRADA DELLA GRAZIA.

LA GIOVENTÙ’ Italiana di Azione Cattolica, benemerita fondatrice del CSI, ci ha fatto scoprire tante cose: la Messa, la vita soprannaturale, lo spirito di sacrificio, i valori essenziali della vita, il prete. Ogni uomo incontra un prete nella sua vita, se non altro quando nasce e quando muore. C’è chi lo odia, o lo irride o lo sfrutta, il comuniSmo lo considera un parassita pericoloso e dove può lo combatte, il libera­ lismo un comodo servo della sua corte da tenere chiuso tra le mura della sacrestia, il cristianesimo borghese un ufficio di collocamento. Per noi il prete è un fratello con cui camminare, lavorare, soffrire per edificare il regno di Dio. In Italia l’anti­ clericale puro oggi non esiste più, lo stesso comuniSmo abbozza: non gli conviene an­ dare contro i preti, ne farebbe volentieri a meno, ma ci sono e bisogna sopportarli: sono scomodi compagni di viaggio. Però esiste l’aclericalismo che è frutto del cristiane­ simo borghese: il prete di comodo, che ci battezza, è la presenza di Dio che ci unisce in matrimonio, il prete ci garantisce, è la Non c’è grande giocato­ ci spedisce in paradiso: os­ consacrazione del nostro re o atleta che i suoi pri­ sia un prete che fa como­ sport che egli rappre­ mi passi nello sport non do vederlo di rado, la do­ senta. li abbia fatti con un pre­ menica alla Messa di mez­ te: tutti ricordano con zogiorno, lassù sul pulpi­ nostalgia l’oratorio, la to, lontano dalla nostra squadretta parrocchiale vita. Questo tipo di prete, dove un prete sacrifica­ che qualcuno ha definito Partendo dalla persona va i pochi spiccioli assie­ « prete-CSI » ci ha fatto umana che è corpo e ani­ me all’orto parrocchiale, sentire Chiesa: siamo ma, abbiamo capito che il preparava le pagnottelle Chiesa anche noi laici, di­ cristianesimo investe tutto per le trasferte o convin­ rigenti e atleti, perchè sia­ l’uomo e la sua vita: non ceva qualche benefattore mo stati consacrati anche siamo cristiani soltanto a comprare le magliette noi e la nostra consacra­ quando andiamo a Mes­ nuove. zione non l’abbiamo chiu­ sa o entriamo in Chiesa, sa in un armadio ma ten­ siamo cristiani sempre: tiamo di viverla. anche quando facciamo Viviamo il nostro Bat­ sport, o studiamo, o lavo­ Lo ricordano quel prete tesimo, la nostra Cresima, riamo, o ascoltiamo i di­ perchè viveva con loro. con semplicità, senza at­ schi, o passaggiamo con Il Centro Sportivo Ita­ teggiamenti ridicoli di sal­ la ragazza, o asciughiamo liano, erede di questa tra­ vatori del mondo, cammi­ le lacrime di un bambino. dizione meravigliosa, non nando con la società, sen­ è soltanto ricco di atleti e tendo che dentro di noi di dirigenti: è anche ricco sta un messaggio da co­ di preti. E’ la nostra vera municare non con le chiac­ Questo cristianesimo to­ ricchezza. chiere ma con la vita. tale e sostanziale che non sa di candele ma di sudo­ re, che non ci vuole con il capo piegato ma eret­ Molti ce li invidiano i Questo prete che vive to, che non soffre di com­ nostri preti perchè ci tro­ la sua consacrazione con plessi d’inferiorità, ci ha vano i soldi, ci costruisco­ noi, che amiamo perchè regalato un prete nuovo no i campi sportivi, rime­ capiamo la sua grandezza, che non sta più in sagre­ diano la macchina all’ul­ che unisce il Cielo con la stia, nè accompagna sol­ timo momento per la tra­ terra, che divide il suo tanto più i morti al cimi­ sferta, convincono l’indu­ cuore tra Dio e gli uomi­ tero, ma è un prete vivo striale a fare il presiden­ ni, che è di tutti per non che prega, che soffre, che te onorario per sanare il essere di nessuno e quindi ride, che gioca con noi, deficit. essere solo di Dio, è la no­ che insomma cammina stra vera ricchezza anche con noi sempre e noi non se è povero con la tonaca possiamo più fare a meno sdrucita. di lui, nè lui di noi. Sono tutte cose che i Il segreto del successo Nello sport questo pre­ nostri meravigliosi preti del CSI sta qui: la no­ te è sempre esistito poi­ fanno perchè non le fac­ stra meravigliosa avven­ ché lo sport in Italia ap­ ciamo noi laici per pigri­ tura continua perchè con pena nato è stato battez­ zia o per incapacità: sono noi c’è un avventuriero di zato: sono stati i preti a preti di comodo anche lo­ Dio: il nostro prete. lanciarlo e a diffonderlo ro. Ma la vera ricchezza tra la gioventù italiana. ALDO NOTARIO è quella che non si vede:

DA MODENA A SAN PELLEGRINO SI SONO SVOLTI I CAMPIONATI NAZIONALI C.S.I. DI SCI

NEVE FIORITA UNA MOENA « edizione estiva » ha accolto due cen­ turie di atleti del CSI, in ga­ ra per gli scudetti tricolori. Una Moena così, da anni (forse da generazioni), nes­ suno la ricordava. Sembrava a detta di molti, di essere già in luglio, forse anche ad ago­ sto. E bastava guardare las­ sù i picchi dolomitici dorati dal sole per credere ad uno « spostamento » di calendario. In questo clima, veramente eccezionale per disputare dei campionati della neve, si so­ no svolte le otto gare dei campionati CSI. validi que­ st’anno per il Trofeo Lauri­ no, la tipica e massima ma­ nifestazione giovanile del trentino. Se mancava la neve (e si è dovuto andarla a cercare a quote più alte) a Moena non è mancato l’entusiasmo più schietto e più vivo. La gente della Val di Fassa è abitua­ ta a gare, a veder « volare » atleti, ad osservare ogni ge­ nere di stile e di qualità. Moena possiede una tradizio­ ne vastissima in fatto di sport bianco, e gli atleti che hanno rivestito la Maglia Az­ zurra proprio non si contano. L’ultimo, in ordine di merito Damolin che ad Innsbruck ha difeso e con onore i colori ita­ liani nella combinata nordi­ ca giungendo all’ottavo po­ sto. Damolin, appena rientra­ to dalle Olimpiadi non è man­ cato di fare un « salto » alla premiazione ed intrattenersi proprio fra questi giovani che potrebbero un giorno seguirne le orme, già prestigiose. Abbiamo più volte scritto che l’anticipo di un mese dei normali programmi della ne­ ve. poteva provocare in peri­ feria uno sbandamento note­ vole: i Comitati CSI poteva­ no non essere in grado di superare le difficoltà dei nuo­ vi calendari (ricordiamoci che i mesi di gennaio e febbraio sono intensissimi di manife­ stazioni federali) e presenta­ re i nostri atleti al di sotto o privi completamente di al­ lenamento e forma. Invece a Moena abbiamo

raggiunto una cifra di parte­ cipazioni, quali da anni non si aveva. A Moena abbiamo avuto, malgrado l’insodd¡sfa­ cente innevamento, gare ec­ cezionali, stupende, ricch di agonismo, tecnica, entusia­ smo. A Mo°na ancora una volta ha vinto il CSI.

Le sorprese, quest’anno si chiamano Lecco e Bit-eia. Due Comitati che sono riusci­ ti ad inserirsi fra i m ori, grazie alla passione ec allo entusiasmo di ottimi D.r.gen­ ti che hanno saputo centra­ re in pieno anche il problema dello sci e risolverlo nella migliore maniera. Lecco ad­ dirittura ha conquistato un titolo (quello prestigioso del­ lo speciale Criterium) a te­ stimonianza delle già ottime basi per un miglioramento qualitativo e quantitativo. Fra gli atleti abbiamo sco­ perto stupende individualità. Chi è addentro, anche su­ perficialmente. allo sport bianco sa leggere nei risulta­ ti. Ma non possiamo passare sotto silenzio prestazioni ve­ ramente di alto livello quali, ad esempio, quelle ottenute nelle due staffette (mai vi­ ste nei nostri campionati due gare così emozionanti e ti­ rate). grazie soprattutto ai portentosi ragazzi di Trento e Modena Lo speciale Criterium e Campanili si disputava in uno stupendo canalone proprio in Moena. Neve non perfetta, ma mantenuta buona, anche se in molti punti ciuffi d’er­ ba affioravano prepotentemente. Tracciato molto curato, porte disseminate con preci­ sione e armonia. Si iniziava con il Crite­ rium. Ben 57 i partenti nel­ la prima manche. Dopo alcu­ ni percorsi incerti, il tren­ tino Weber (partito con il numero 8) faceva fermare i cronometri sul tempo di 42”7, che risulterà il miglior in

(Segue a pag. 4)


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