S T A DIU M Si pubblica il 15 e il 30 del mese
ANNO XVIIH — N. 3 _ ____ , -____________________1
Conto corrente postale
PARLANDO DI GIUOCHI Una volta in Italia c'era una scuola vera e propria di educazione fìsica ; c era sopra tutto il maestro, nel senso classico della 'parola che dal l'alto di una cattedra insegnava una scienza... Oggi tutto questo non c’è più. L’educazione fisica seguirà la sua vita ella meglio, branco lando nel buio, in attesa che un nuovo miracolo rimetta nel piedistallo la povera dea... Oggi c'è una improvvisazione portiva che dal l'alto della piramide della sua ignoranza guarda •urti coloro che hanno avuto il torto di aver letto un libro in cui si caria di scienza. Oggi, peggio ancora, c'è un pregiudizio che sarà domani fatale e cioè che i giuochi sportivi debbano sostituire la ginnastica, anche quella educativa. E' accaduto a me di assistere ad una riunio ne di competenti di educazione fisi a e di inse gnamento elementare i quali erano tutti perfet tamente d’accordo nel ritenere sorpassato il me todo della ginnastica educativa, convinti potesse • questa essere sostituita dai giuochi sportivi. Ora è bene intenderci. 1 giuochi sportivi sono una cosa bellissima e utilissima, ma quali di essi sono veramente educativi ? L'ide; che in America con i giuochi sportivi si preparino i grandi atleti e le grandi masse degli uomini forti è una leggenda. I giuochi spor tivi in America sono fatti dai grandi e sono veri giuochi atletici ; ai piccoli si lasciano molti eser cizi combinati con qualche giuoco ricreativo. Tanto per intenderci, se io oggi dicessi ad un insegnante di educazione fisica quali giuochi sportivi potrebbero essere adatti ai ragazzi fino ai 12, o 14 anni sarebbe egli nel serio imbaraz zo della scelta : questo naturalmente perchè i giuochi di carat'ere ricreativo ce ne sono tanti, molti antichi e di nessun valore, ma tutti inca paci a formare fisicamente il giovane Quando io ero giovane ricordo di essere sta to ad un giardino tenuto dai Barnabiti e ad un altro tenuto dai Gesuiti. In tutte e due i giardini si giuocava ; c’era l’altalena, il passovolante, le 'uni, il giuoco di bocce, il classico trucco, la palla e perfino i trampoli. Quando la sera tor navamo a casa si era stanchi morti dalla fatica e si era convinti di aver fatto sul serio della ginna stica. Ebbene no! Tutto quel moto era utile, ma fino ad un certo punto, perchè era senza1 metodo e senza legge. Con questo, intendiamoci bene, io non voglio dir male dell’antica istituzione dei giardini. Se si pensa che essi fiorirono in tempi in cui di educazione fisica non si parlava affatto e s lanciavano i primi elementi della ginnastica educativa, ne viene per conseguenza che essi sono stati una delle più geniali iniziative di edu catori cristiani che hanno con una intuizione pro fonda percorso i tempi.
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ROMA — 15 febbraio 1924
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PERIODICO SPORT.
Ma oggi, dopo che la scienza è entrata nel campo della ginnastica e degli esercizi fisici, oggi, aopo i progressi meravigliosi degli studi fisio logici e d’igiene, non è possibile affidare ad un giuoc ) sportivo l'educazione delle future generazu n;. Faccia la gioventù, dopo il periodo critico del sue sviluppo quello che più crede opportuno; per i giovani già formati uno solo è il fine da raggiungere, muoversi, correre, faticare; in una parola vivere, intensamente vivere. AAa per i gio vani, meglio per gli adolescenti che debbono an cora sviluppare, sia lo scheletro come i muscoli, che hanno il petto stretto e il sangue senza glo buli rossi, ci vuole lai ginnastica educativa, me glio la ginnastica scolastica come la definiva il Eaumann. E’ perciò necessario che invece di tornare indietro si vada sempre più innan i ; che 1 edu cazione fisica ritorni ad essere insegnata nelle scuole di Magistero, mag H nelle Università. Questo non solo rer la formazione degli scolari, ma di tutti, anche per impedire che il movimento ginnastico-sportivo sia in mano a persone incom petenti. Coloro che a proposito dell'America e dei giuo chi sportivi credono di aver semplificato... do vrebbero sapere che in America ci sono delle vere e proprie università per gli studi dell’edu cazione fisica. Prima di dare l’incarico ad un trainar di dirigere una squadra di giuochi o di al lenare gli atleti si chiede in America il titolo uf ficiale a chi deve insegnare. Da noi, beato popolo latino di improvvisatori, da noi basta la pratica. Una infarinatura gene rale è insufficiente per premettere a Tizio o a Caio di fare il direttore sportivo di una so cietà. Ora è necessario che la via sia aperta solo ai competenti. Non ci facciamo illudere dalle frasi fatte e dal le parole esotiche che hanno purtroppo tanto fa scino pei cervelli piccoli, ma cerchiamo di se guire una linea precisa che. riallacciandosi al nostro passato, permetta all’Italia di non perdere i benefici di gloriose pagine di magistero scienti fico educativo. Senza pedanterie e senza esclusivismi, ma con la consapevolezza piena della gravità del proble ma che urge e che appassiona si trovi una buona volta il modo di non ripiombare l’educazione fisica nel baratro delle incompetenze. C’è ancora in Italia chi in nome della scienza può tracciare le nuove vie e indicare le nuove mete. R. d’A.
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Organizziamo l’escursionismo Da più parti ci si domanda se la F.A.S.C.I. ammette nel suo seno delle squadre d'escursio nisti. La risposta è molto facile : se la F.A.S.C.I. è sorta per riunire tutte le forze ginnastiche cat toliche italiane, ha però abbracciato fin dal prin cipio, olire le società ginnastiche, .anche tutti gli organismi sportivi, e. tra questi non potrà certo rifiutare uno dei migliori generi di sport, quale c appunto l’escursionismo, e sopra tutto l'alpini smo. Noi aberriamo da tutte le degenerazioni dello sport, noi combattiamo il professionismo spor tivo, perchè questo è contro la tesi educativa dello sport ; e appunto per questo non possiamo non mettere tutto l'entusiasmo per favorire, in ogni maniera che ci sarà possibile, lo sviluppo dell 'escursionismo. Apriamo per questo la presente rubrica, invi tando gl'interessati a collaborare, con l’inviarci osservazioni e proposte su quanto siamo per esporre. L’escursionismo e l’alpinismo sono due generi di sports che sono già organizzati in Italia, ed aggiungiamo che sono anche bene organizzati. Moltissime società escursionistiche vivono spe cialmente nell’Alta Italia, ma anche nel Lazio e nelle regioni meridionali ; e quasi tutte sono società i cui componenti possono annoverarsi tra le persone per bene. Infatti il vizioso, l’intrigan te, il fannullone troveranno altri divertimenti, altri spassi che non la sana vita della campagna e dei monti. Il Club Alpino poi è una organizza zione così ben stabilita, che non è possibile di sconoscerne tutte le sue buone qualità, e non sarebbe ¡assolutamente onesto, erigergli un con tro-altare, con il promuovere una organizzazione parallela esclusivamente cattolica. Quale può essere allora il compilo della F. A. S.C.I. in simile stato di fatto? Quale può essere il modo pratico di essere utili ¡ai giovani catto lici su questo terreno specifico? In tutti i centri dove esistono associazioni escursionisticne o sezioni del Club Alpino Italiano, è naturale che i giovani dei nostri circoli catto lici si sentano attratti a partecipare a tale genere di sport. Ed aggiungiamo, che essendo questo lo sport forse più completo, più armonico, direi quasi più intellettuale, è nostro dovere spingere i giovani a dedicarcisi, per trarne tutti quei van taggi fìsici e morali che si possono in gran co pia ritrarrne. Ma! c'è un ma! che può urtare il nostro sen timento religioso. Per lo più, escursioni e gite alpine, che ri chiedono almeno un’intera giornata, si devono praticare di domenica o di festa, quando cioè i giovani sono liberi dalle occupazioni abituali del