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Stadium n. 2/1964

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C. S. I. PRESIDENZA RAZIOLE ARCHIVIO STORICO

Stadium QUINDICINALE DEL CSI + I PROBLEMI DELLO SPORT * ANNO LIX ■ N. 2 ■ 2/2/1964 * OR. Il

LE IMPONENTI ATTREZZATURE TECNICHE PER LE OLIMPIADI INVERNALI SONO APPENA UN ASSAGGIO DI CIO' CHE SI STA PREPARANDO A TOKYO PERCHE' LA PIU' GRANDE MA­ NIFESTAZIONE SPORTIVA POSSA MOSTRARE A TUTTO IL MONDO LA SUA NECESSITA' ED EFFICIENTE VALIDITÀ'

I CERCHI FACILI E' PERO' MOLTO PIU' DIFFICILE LAVORARE CON PASSIONE PER UNA MODESTA SOCIETÀ' SPORTIVA SENZA MILIONI E SENZA AMBIZIONI, PER FORMARE DEI RAGAZZI CHE SIA­ NO FISICAMENTE SANI E MORALMENTE PREPARATISSIMI

A Innsbruck si è accesa la press-agent di società sportive fiaccola olimpica: come quattro che viaggiano sull’onda di mi­ anni or sono il grande spettaco­ lioni e di cambiali. La fame di lo internazionale dello sport ha cui parliamo è quella dei giova­ avuto inizio tra la neve (una ne­ ni, dei ragazzi, di tante piccole ve tanto desiderata e tanto ava­ unioni sportive che fanno capo ra). Trampolini, discese, ghiac­ cio, piste ci daranno i nuovi (o ad un campanile, o ad un bar, o confermeranno i vecchi) cam­ a qualche appassionato che di­ vide lo stipendio di statale tra pioni dello sport bianco. La parto più spettacolare di la famiglia e i suoi atleti. E’ la fame nascosta di ragazzi questi Giochi Invernali edizione ’64 rimane l’attrezzatura tecnica che a forza di stare digiuni di a disposizione di giornalisti, ar­ sport si dedicano alle incursioni bitri, giudici, gli impianti appo­ scooteristiche, ai quattro salti in sitamente costruiti o già esisten­ « balera », alle esercitazioni con­ ti ampliati e rinnovati, il note­ quistatrici di cuori solitari... E’ vole impiego di mezzi economici • la fame nascosta che fa deside­ perché la manifestazione sia al­ rare il fumo delle cronache spor­ l’altezza dei tempi e delle esi­ tive, fa esplodere gli spalti degli genze di oggi. stadi alle prodezze di Rivera, ma Ed è giusto che lo sport abbia che non sa più dove trovare il questo riconoscimento di perso- piatto forte, lo sport come disci­ jnahtà, industrie, nazioni, tutta plina, come esercizio costante questa attenzione della pubblica del fisico, come sacrificio duro opinione: lo sport è pane quoti­ degli allenamenti, come compo­ diano per centinaia di migliaia nente essenziale per dare all’ani­ di persone... anche se nel nostro ma un contributo vitale per esprimersi. paese soffriamo la fame. La fame di cui parliamo non è Parlando di Olimpiadi è facile quella dei professionisti, né dei trovare parole alate, inni d’elo­ giornalisti specializzati, e nep­ gio allo sport, considerazioni pure degli allenatori di squadre esplodenti ma superficiali: è fa­ di serie A e tanto meno dei cile parlare con i tempi e con

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le misure dei campioni, entusia­ smare i lettori. E’ molto più dif­ ficile lavorare nascostamente e con passione intorno a quattro marmocchi, offrire loro i mezzi per fare dello sport semplice ed educativo; è diffìcilissimo navi­ gare nel mare della politica e condurre la barca dello sport verso leggi e regolamenti che pur offrendo ai giovani teorica­ mente la possibilità di una edu­ cazione sportiva, ne possono fal­ sare il significato, lo scopo, o addirittura non possono essere applicati perché fuori della real­ tà quotidianamente vissuta, co­ me è solo possibile a coloro che si dedicano allo sport con spirito missionario, Ed è per questo che i nostri dirigenti sono e saranno gli eroi dello sport: non solo quelli con medaglia d’oro olimpica che si sono allenati giorno per giorno da mesi e da anni per aggiunge­ re un metro al trampolino o to­ gliere qualche secondo alla di­ scesa. I nostri eroi sconosciuti, anche senza medaglie, ma con la certezza di un lavoro da se­ minatori che domani darà i suoi frutti. Corrado Biggi


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