Il mondo del professionismo sportivo non offre certamente spettacoli edificanti: campioni italiani e stranieri si equivalgono -, i calciatori inglesi, tuttavia, ce la mettono tutta! Dopo Greaves, è la volta di Law e Baker. A parte l’indecoroso episodio di quest’ultimo con il fotografo Scapin, ambedue sono protagonisti di numerosi atti di indisciplina che preoccupano non poco i dirigenti della squadra torinese e gli stessi giocatori che comprendono come l’andamento della squadra dipenda in gran parte dall’umore instabile dei due figli di Albione-
Sotto il titolo ’’Terapie pericolose’’ un noto giornale sportivo del Nord riporta i brani di un discorsetto che il comandante Lauro avrebbe rivolto ai calciatori in uno dei soliti incontri del lunedi sul campo del Vomero. Continuando paurosamente la serie di insuccessi della compagine partenopea, l’industriale non sapendo ormai più a quale rimedio appigliarsi dopo aver sperimentato tattiche, ritiri e lauti premi, avrebbe invitato chiaramente i suoi giocatori a tentare, a scopo terapeutico, la ’’dolce vita”.
Al Palazzo dello Sport di Bologna domenica 14 gennaio rincontro di Pallacanestro tra la Virtus e la Fonte Levissima è terminato in un’indegna gazzarra di urla e percosse di ogni genere sia dei giocatori tra di loro che tra i giocatori e il pubblico. Un testimone oculare ha riferito che la mischia ha assunto in certi momenti « l’aspetto di una lotta tra selvaggi ». Purtroppo non è certamente il solo caso in cui un incontro sportivo si conclude in modo disgustoso e inqualificabile-
ver piombare tra il pubblico a a diffusione dell’informa pestar pugni e menar calci per zione ha portato con sé far intendere le proprie ragioni. una nuova dimensione del Oggi la dimensione della pub pubblico: tutti, bene o blica informazione, l’interesse male, interessati o meno, leggiamo o ascoltiamo notizie del e pubblico da questa sollecita to, ha creato una nuova dimen informazioni da tutto il mondo sione anche per l’atleta. con rapidità e completezza. Oggi l’atleta non gioca soltan Centinaia di migliaia di copie to per sé, non corre esclusivadi quotidiani e settimanali mente per il suo piacere, gioca, sportivi ogni mattina vengono corre, vince o perde anche per il avidamente letti sui tram, nel suo pubblico: un pubblico spes le auto, nelle stazioni: cronisti, so incompetente, spesso male redattori, inviati speciali ci con ducato, ma pagante con tutto il discono con un pizzico di scan diritto di assistere ad una com dalo, una manciata di confiden petizione leale, ad uno sfoggio ze, un cucchiaino di bugie, die di buona volontà e quindi di bel ci nuovi vocaboli e tanta pas sione per la professione ricca di gioco. Caterina Valente (due milioni sorprese anche economiche, le cronache, i retroscena, le infor perserata!) sarebbe immediata mazioni riservate su quella par mente licenziata e perderebbe la tita, su l’altro atleta, sul presi metà dei suoi ammiratori se dente della società, sulle beghe commettesse una sgarberia con interne della Federazione... il suo pubblico o dimostrasse di Una volta chi voleva fare del non aver partecipato alle prove lo sport doveva badare solo a cantando male, ballando peggio: se stesso: oggi deve guardarsi così anche il paio di gambe da dai fotografi che l’inseguono per duecento milioni che rincorrono le calli e se non ha la coscien il pallone devono non deludere za del tutto a posto rischia una il pubblico. Il professionismo è querela per aver malmenato il quello che è (torneremo a par povero inviato speciale in cerca larne), ma come tale ha tutti i di una bella inquadratura vene diritti e i doveri di una ’’pro ziana. fessione”. Un tempo la squadra ospite E così il pubblico: se non vuo non aveva un pubblico vociante le manifestare con buona edu in palestra che commenta ad cazione e correttezza i suoi giu alta voce e con apprezzamenti dizi negativi sulla squadra o sul non del tutto lusinghieri il l’atleta deve rimanere a casa comportamento dei giocatori: davanti al video o mangiarsi le non si rischiava insomma di do
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mani leggendo i resoconti della cronaca sportiva. Altrettanto vale per i dirigen ti sportivi che non ’’stanno al gioco”, ma impongono e spesso esigono prestazioni impossibili che raggiungono il limite della Immoralità professionale. Un atleta che vuole conside rarsi tale deve avere presente la sua ’’etica” professionale come l’avvocato, il giornalista, l’im piegato statale, il direttore ge nerale, l’agente di cambio... non può essere un dittatore in cam po come non può essere un ’’dongiovanni” in privato, non può inveire contro il suo pubbli co perché non ha scuse efficaci per il suo cattivo 'gioco come non può ribellarsi al suo allena tore che lo costringe ad una set timana di allenamenti... Deve stare al gioco: al suo gioco, quello che ha scelto ini ziando la sua carriera. Ed è inutile lamentarci oggi di certi avvenimenti scabrosi o ributtanti che avvengono sui campi di gara o per le strade di Venezia o sul campo del Vome re : occorre insegnare ai più gio vani, ai ragazzi come si condu ce una partita, come si è coe renti alla propria dignità di uo mini, come si sta al gioco. Po tremo avere domani una gene razione che darà meno scandali e più soddisfazioni al pubblico; una generazione che farà ono re a se stessa. Corrado Biggi