NOTIZIARIO DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ROMA - Via della Conciliazione, 5
Spiritualità nello sport Lo Sport noni è essenzialmente questione di muscoli. L’esercizio del muscolo è mia fase, e non la prima in ordine di tempo, per attrezzare L or ganismo. per renderlo ubbi diente alTatto della volontà che deve presiedere al raggiun gimento di un ben ordinato fine. •* Valori spirituali dunque, an zitutto, per cui lo sport sana mente inteso è un elemento non trascurabile di elevazione spi-, rituale. Chi può numerare gli atti di volontà, di sacrificio, di... umiltà a cui deve assogget tarsi lo sportivo per imporsi? E tutta un’ascetica, umana si intende, che presiede all’alle namento dell'atleta. Ora, questa preparazione e questo allenamento, volonta riamente intrapresi, hanno dei potenti riflessi sulle forze’ dello spirito per. cui un vero atleta (non parlo degli sportivi falli ti), col controllo e col dominio del suo corpo, prepara in se flesso, forse incosciamente, un ■!th4-!a-rcl 1 ’ ascetica cri stiana, dove pure si parla per fini ben superiori, di controllo, di rinuncia, di costanza, di sa crificio e di umiltà. Ne viene che l’esercizio spor tivo, sol che lo si intenda e lo si voglia, diventa un valido e prezioso aiuto alla formazione della personalità cristiana. Lo sport inteso così, acquista valore più nobile e diventa un mezzo di perfezionamento del la propria individualità. Il fine prossimo che intende raggiun gere lo sportivo viene così ad inserirsi in un quadro più am pio e a trasformarsi in elemen to costruttivo di vita cristiana. Perchè questo avvenga occor re certo da parte dello sportivo una visione della vita secondo i principi cristiani ma oc corre sopratutto che all’opera dell’ uomo si aggiunga quella di Dio. Vogliamo dire che, come nel lo stadio lo sportivo deve col laborare col suo allenatore, così nella conquista spirituale lo sforzo personale dell’ individuo deve poggiarsi sull’ausilio della Grazia divina. Ben opportuno torna quindi l’invito del C.S.I. ad « ima ini ziativa di carattere squisita mente cristiano » quale la « Pa squa dello Sportivo ». Sarà segno ed inizio del ri torno dì Dio in mezzo ad una Gioventù che all’esercizio spor tivo non vuol guardare solo come a palestra di perfeziona mento fisico ma anche, ed è (pici che più conta, ad una pale stra di formazione cristiana. A.
G.
EDIZIONE ROMANA
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Roma 4 Aprile 194 5
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Al Prof. Luigi Gedda Presidente del Centro Sportivo Italiano ROMA Via della Conciliazione, 3
Egregio Professore,
sono lieto di apprendere che si stanno or ganizzando campionati sportivi per studenti
medi e molto volentieri accetto di presiedere
il
Comitato d’Onore sotto
il
cui patronato
si devono svolgere. Ringrazio dell’offerta,
da cui
mi
sento
onorato, ed auguro ai prossimi campionati il più lusinghiero successo.
Voglia gradire i miei cordiali saluti.
F.to AEANGIO RUIZ
Dopo gli studenti, gli operai e gli impiegati
J campionati dei lavoratori In questa promettente rifioritura dell’agonismo sportivo, abbiamo la certezza che anche il mondo dei la voratori ir-conimcia a «.cuoterii. Rinasce lo sport del popolo, quel lo senza, abbagli, insofferente di pastoie burocratiche, ricreazione sana ed onesta in piena luce solare. Per oltre un ventennio ; forse non per colpa di atleti, si- venne a co stituire la casta sportiva, si curò il divismo, convogliando entro angusti binari buone iniziative che pur mo stravano la necessità di respirare a pieni polmóni. Tutto venne formalizzato ed indirizzato verso determi nati scopi. La folla assiepò è vero gli spalti degli stadi, ma fu tenuta lontana dalla partecipazione Agonistica di retta. Avemmo i tifosi, per dirla con una brutta parola, ma non gli spor tivi. Oggi fortunatamente questa men talità va scomparendo ed ovunque assistiamo ad una rinascita dell’au tentico sport. Dopo gli studenti è d’uopo por tare in primo piano i lavoratori, che costituiscono la parte prepon derante del popolo italiano, e natu ralmente le nostre organizzazioni non possono disinteressarsi di essi. Al C.S.I., che, nei suoi ben defi niti scopi, vuole che a tali attività presiedano sempre quei sani prin cipi di moralità e di elevazione spi rituale, si presenta una nuova mes se : l’organizzazione dei campionati degli operai, in collaborazione con l’apposito Ufficio testé creato dal C.O.N.I. e con l’ausilio della Con federazione Generale Italiana del Lavoro. Inoltre in tale compito po trà trovare il prezioso fraterno au silio delle Associazioni Cristiane La voratori Italiani (A.C.L.I.) che, pur esse, nel loro programma si ripro mettono di offrire agli organizzati ogni onesta ricreazione della mente e del fisico. Sarà utile indire gare neH’ambito delle stesse fabbriche, degli stessi stabilimenti, oppure riservate ad operai della medesima categoria, li mitatamente a quei rami di sport che non sottopongono il parteci pante ad uno sforzo debilitante, no civo alla salute ed al corpo. Sarebbe sufficiente che nel primo anno, che potremmo chiamare spe-
rimentale, le prove si limitassero al campo ciclistico, a quello bocciofilo ed all’atletica su strada e se pro prio non se n< potr-i fa, e a mena anche a qualche torneo di calcio. Nel ciclismo non sarà necessaria una speciale attrezzatura ; dovreb be servire la stessa bicicletta da la voro per un percorso di gara, op portunamente scelto, sia m lunghez za, che in altimetria, tale da appas sionare quanti usano il popolare mezzo di trasporto. Le .gare di boccie accontentereb bero quanti, per l’età o per la non rispondenza del fisico, non possono partecipare a competizioni di altro
"STADIUM,, il battagliero organo della F.A. S.C.I. riprende la sua missione ai servizio del C.S.I. Per qualche numero, ancora, come notiziario, ma tra breve lo troverete nelle edicole, setti manale dello sport italiano. Fa remo del nostro meglio perchè, brillante, vivo, informatissimo, sia gradito a tutti.
genere. Peraltro, tale giuoco non manca di emotività e ben si addice alla caratteristica dei campionati stessi. Per l’atÌetica su strada ' si do vrebbe tornare alle tradizionali cor se podistiche che richiamarono un tempo vere legioni di partecipanti. Del resto recenti manifestazioni svoltesi in varie città hanno chia ramente confermato che questo sport è sempre vivo in mezzo al po polo. Infine per il calcio le squadre potranno essere formate in modo vario, ma comunque suddivise o per fabbriche o per categorie di lavora tori e senza «divi». Lanciata l’idea, siamo sicuri che gli organi centrali del C.S.I. sapran no al più presto concretarla, certi che i nostri operai risponderanno con slancio all’appello, dimostran dosi non inferiori ad alcuno, in un campo di vera elevazione sociale. G. Di Tommaso
N. 2 - 20 Aprile 1945
La nostra tessera Dopo alcuni mesi di lavoro, di trattative e convenzioni è il caso di cominciare a tirar le somme. Cos’è e quanto vale dunque la tessera del Centro Sportivo Italiano? E' una domanda che qualcuno di Roma ci ha rivolto e che certo ci sen tiremo ripetere anche dalla periferia, domanda di piena att ,iità in quanto l'Ùfficio Tecnico sta completando la spedizione ai Ccm iati pro vinciali del C.S.I. Son già partite le tessere atleti; seguiranno a bre vissimo intervallo quelle per i soci ordinari in tutto eguali alle prime eccezione fatta per la numerazione e il tagliando che formerà lo sche dario provinciale degli atleti di tutte le Unioni Sportive. Ho detto tessera unica per soci ordinari e soci atleti, ma v'è forse bisogno soffermarsi un po' su tale punto in quanto troppi dirigenti delle provincie, e ciò anche nei centri maggiori, credono d'aver bella e fatta la propria Unione Sportiva quando la lista non dei soci, ma di quei famosi benedetti undici ragazzi della squadra di calcio, è pronta. No, cari amici, così non ci si intende. Il Centro Sportivo Italiano vuole essere è vejo un grande ente sportivo con migliaia di atleti — e non soltanto di calciatori, sia detto una volta per sempre che la malat tia maggiore, e fors’anche peggiore del secolo sportivo, non accenna a finire, — ma desidera essere anzitutto un grande organismo morale con altrettante migliaia di elementi che pur non facendo dello sport attivo o agonistico, del campionismo, sono egualmente parte integrale dell'organizzazione ó come dirigenti o come sostenitori e sostenitrici, o praticanti di talune attività ricreative quali le bocce, il tamburello, il cicloturismo, l’escursionismo, gli scacchi o che so io il tennis da tavolo, in quanto il C.S.I. le comprende tutte nel suo programma: dalle corse col monopattino per gli aspiranti ai grandi circuiti o competizioni moto ristiche o atletiche. Prima dunque le società, prima l'elenco lungo il più possibile e comprendente nomi d’ogni specie e età, dei soci ordinari — senza i quali sarebbe impossibile e inutile ad un tempo l'attività —, poi e non se l’abbiano a male i miei cari atleti, campioni in erba o sul serio, le squadre, i corridori, i giocatori, gli atleti tutti. Non foss'altro per una ragione semplice e pratica: i primi recano i vantaggi, aiuti validi e con creti alle Unioni, i secondi, per bravi e famosi che siano, consumano soltanto. In genere sono contrailo, contrarissimo alle collette, alle sottoscri zioni, ai sistemi di improvvisazione sociale e amministrativa. Si riesce a mettere insieme un discreto gruzzolo a furia di batter cassa all'amico i izio o al comnrendatòre tai aRrS, glosso industriale, commerciante — beato lui — del paese: quaranta, cinquanta, sessanta, centomila lire, se volete. Poi arriva la squadra di calcio, arrivano i « divi » e spazzàn via tutto, vuotano la cassa. Le cose si reggono ancora se la squadra va bene, se imbrocca due o tre risultati positivi, ma se putacaso va male si salvi chi può; tempo un mese, sparisce il... mecenate, spari scono la squadra, la cassa, i giocatori, i dirigenti e, quel ch'è peggio, svanisce l'entusiasmo. . Tutto finisce insemina e a voler ricominciare daccapo è impresa che più nessuno si sentirà d’affrontare. Ora il C.S.I non vuole che ciò accada nelle sue Unioni Sportive. Se qualcuna ha quest'intenzione è meglio non provi neppure. I pionieri della F.A.S.C.I. non ce la perdonerebbero pronti come sono a ricor darci ad ogni ora, la compattezza la solidità^e l'efficienza sociale delle loro belle, ammirate e universalmente conosciute Unioni Sportive. Perciò quando venendo qualcuno di noi in provincia tra breve, per concretare il lavoro e darvi qualche consiglio, se vi chiederemo: «E' pronta l'Unione Sportiva? », non rispondeteci: « Altroché, abbiamo uno squadrane ». Desideriamo una risposta diversa-, così, ad esempio: « La nostra Unione comprende già trecento soci e cinquanta-sessanta atleti e tutti svolgono un'attività sociale meravigliosa ». Del resto abbiamo fatto l'impossibile per dare alla nostra tessera interesse e sostanza effettiva, stringendo convenzioni con le federazioni sportive nazionali del C.O.N.I. perchè essa abbia valore senza bisogno di ricorrere ad altri « cartellinamenti » di sorta per gareggiare nelle categorie iniziali di tutti gli sport. Le « convenzioni » di piena soddi sfazione per i nostri tecnici di cui viene completata la pubblicazione in altra parte del notiziario e che troverete anche negli opuscoli dei sin goli sport che vedranno la luce, in bella ed utile collana, entro la prima quindicina di maggio, sono esaurienti al riguardo. Questo per coloro che esplicano sport attivo, ma ci siamo occupati anche dei soci ordi nari, sicché il modestissimo costo della tessera annuale del C.S.I. sia compensato da vantaggi concreti a cominciare dall'assicurazione di cui essi beneficiano alla pari degli atleti, anche per tutte le attività ricrea tive: escursioni, raduni, gite allenamenti, gare e tornei di giuochi popo lari ecc. A proposito di giuochi e sport popolari, avendo i nostri soci già la tessera nazionale di un movimento sportivo che altro non è se non la continuazióne di quella F.A.S.C.I. disciolta d'imperio nel 1927 dal governo fascista e quindi ritornata con pieno diritto alla vita uffi ciale, non riteniamo assolutamente necessario e tanto meno logico che gli stessi debbano munirsi di una seconda tessera di un'altra organizza zione nazionale di massa, per poter disputare una semplice partita di bocce, o, una volta divenuti esperti giocatori delle medesime, per avere la tessera dell'organo tecnico competente. Il C.S.I. va organizzando proprio in questi giorni per incarico e con la cordiale, fattiva collaborazione tecnica delle federazioni spor tive, i campionati studenti medi dei diversi sport, taluni dei quali di grande attrazione, ma non per questo ci è balzato in mente, per un solo istante di imporre la nostra tessera quale condizione prima per la par tecipazione ai campionati. Con ciò non intendiamo provocare scompiglio, nè toccare alcun segnale d'allarme, nè costruire barricate. Siamo qui, a disposizione di tutti, al servizio della nostra causa, sempre pronti a stringere la mano a chicchessia, quando si tratti di far del bene allo sport ed allò schiere giovani e non giovani che vogliano dedicarsi o affiancare le discipline sportive e ricreative; ad un patto però: che anche la nostra tessera, visto che non saranno poche in giro per tutta Italia, abbia il rispetto che si merita. Tecnlcus