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Stadium n. 2/1923

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STADIUM— Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVIII

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ROMA — 30 fie naio 1923 Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • BOMA

Problemi In questo periodo veramente eccezionale della vita politica italiana c’è qualche cosa che non può essere da noi trascurato o, comunque, lasciato passare sotto silenzio. Noi, lo ripetiamo per 1 en­ nesima volta, siamo al di sopra e al di fuori dei partiti politici; tutta l’opera nostra, sempre s’è ispirata ad ideali religiosi e morali e in nome di di questo ha gettato il buon seme nell’arido ter­ reno degli interessi ginnastici e sportivi. Ma oggi, pur rimanendo estranei alla politica, è nostro dovere segnalare i pericoli e le conse­ guenze di alcuni provvedimenti già presi dal Go­ verno o già annunciati come prossimi ad essere promulgati. E se c’è una cosa che ci addolora è questa che mentre Cristo ritorna trionfante nelle aule scolastiche, mentre sui morti scende, per volontà del Governo nei funerali civili, la bene­ dizione del sacerdote, mentre il grande sogno per tanti anni cullato e accarezzato della libertà d’in­ segnamento sta per divenire realtà, mentre, in­ somma, tante conquiste possono oggi allietare i cattolici d’Italia, d'altra parte per varie ragioni si debba aver timore che qualche conquista... da oggi in avanti, non sia più tale... Squadre ginnastiche

In un recentissimo decreto tendente a discipli­ nare la nuova milizia nazionale, è infatti tassati­ vamente fatto divieto ai giovani oltre i 16 anni di prender parte in divisa a manifestazioni collet­ tive o comunque ad uscire inquadrati militar­ mente. E i nostri concorsi ginnastici ? Le nostre grandi manifestazioni di propaganda con cortei e saggi collettivi? Tutte le belle feste federali? Ecco le domande che vengono spontanee al labbro di cia­ scuno di noi ed alle quali non sappiamo e non possiamo dare una risposta. Noi non vogliamo contestare al Governo il di­ ritto di disciplinare, anche con restrizioni di Li­ bertà, la vita naziona e e ridare l'ordine ad un Paese immerso già nella guerra civile; noi ci ren­ diamo conto di tutto perfettamente, ma pur chi­ nando il capo davanti all’autorità ci sentiamo un po' amareggiati... Con i soli allievi non si fa un concorso ginnastico ! Il colpo del resto non era a noi destinato, di questo siamo convinti, e perciò ci addoloriamo perchè un provvedimento diretto a chi vorrebbe fare della ginnastica e dello sport per fini politici è venuto di rimbalzo a colpire noi che, da uo­ mini accorti, lo avevamo anche preveduto. Ricordate l’ultima nota in margine? Queste pa­ role possono essere oggi riportate utilmente : « Io non contesto il diritto di tutti di fare orga­ nizzazioni ginnico-sportive ; è nelle libertà costitu­ zionali questo; ma rimango male quando tanto amore alla ginnastica e allo sport divampa subita­ neo dopo un decreto reale che abolisce una orga­ nizzazione politica ! « Anche senza fare il processo alle intenzioni

Conto corrente postale

doli’ ora è quasi... evidente che la trovata dei nazionalisti vuole essere il salvataggio... di qualche cosa... ». Il pericolo fu segnalato... ma invano! C’è però ancora una speranza, ed è che date le giuste e oneste intenzioni di chi ha emanato il decreto, possa essere domani, caso per caso, concesso quello che oggi è vietato in linea ge­ nerale. A noi questo sarebbe sufficiente. Corsi premilitari

Ancora parliamo di corsi premilitari... è ne­ cessario. Dopo quanto dalla nostra Federazione è stato fatto per lo sviluppo dei corsi premilitari in tante regioni d’Italia ; dopo il lavoro fecondo da noi compiuto perchè i cattolici non fossero assenti in questo campo di azione, in cui più alta è la re­ sponsabilità civile e patriottica, credevamo fosse giunto il momento in cui nessun altro ostacolo dovesse essere interposto al nostro cammino. E invece no ! Sembra oramai certo che ì corsi premilitari saranno nel prossimo anno affidati ad un solo ente e non, badate bene, alle Società di Tiro a Segno Nazionale, così care al Ministero della Guerra, ma ad una organizzazione di ex com­ battenti che sarà anche per questo fine eretta in ente morale! Sarà un bene, sarà un male? Ecco sarà un bene disciplinare con criteri unici tutta la organizzazione deìa preparazione della gioventù alle armi ; sarà un bene affidare questo compito a chi ha dato prova di aver saputo lo­ devolmente assolvere il suo compito verso la pa­ tria nella grande guerra, ma sarà un male per la gioventù e per l'organizzazione cattolica. A noi, infatti, poco importa di organizzare di­ rettamente i corsi premilitari, quantunque l’ope­ ra fino ad oggi compiuta è a dimostrare la nostra capacità e la nostra preparazione in materia, a noi importano le conseguenze per l’azione morale e religiosa che da questo provvedimento potranno domani derivare... Quando i giovani saranno lontani da noi tutta la domenica mattina cosa si potrà più fare per la loro educazione religiosa ? Il problema è grave; torneremo sull’argomen­ to quando avremo più complete notizie in propo­ sito.

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Siamo lieti perciò di riportare a conclusione di quanto abbiamo detto, il seguente commento tolto dal nostro confratello « L'Esploratore » : « L’amor di patria è un sentimento che dob­ biamo innalzare così fervidamente a valore gene­ rale, da considerarlo, come è, un dovere di tutti e non un privilegio di parte! Per noi cattolici l’amor di patria è un dettame particolare della legge di Dio e della Chiesa, dei Comandamenti e del Vangelo. Sta nei limiti au­ gusti dell'amor del prossimo e del rispettoso e volontario e sereno ossequio all’autorità. E’ nobilitato dall’idea della fratellanza univer­ sale in Cristo e quindi dall’aspirazione a quella distruzione di odii e barriere tra popolo e po­ polo, cui si avviano, nolenti o volenti, consci o meglio inconsci, i popoli attraverso il paradosso doloroso e triste delle loro stesse battaglie e ini­ micizie e rovine ; poiché purtroppo il dolore sol­ tanto renderà fratelli questi, che la cupidigia e la cecità divide. Tener lontano il giovane dalle passioni e dalle miserie che sotto i più diversi antagonismi politici incrostano ¡1 puro metallo del vero patriottismo è un dovere reale dell'educatore quanto quello di allontanarlo e di difenderlo dai vizi ». R. d’A.

Consiglio pratico

Che tutti i ginnasti siano muniti della licenza obbligatoria è una cosa semplicissima ; perchè di questi tempi nessun ragazzo, povero che sia, tro­ va difficoltà a disporre di due lire per una volta tanto in un anno. E’ tutta questione di buona volontà da parte dei dirigenti le società, che con questo atto di disciplina otterranno anche maggiore attaccamen­ to dei loro giovani alla Società. E che dire poi dei Consigli Regionali ? Per questi è anche più colpevole la trascuratezza, perchè con la richiesta di un maggior numero di Licenze, oltre l'interesse della Federazione, fan­ no l’interesse loro proprio. Quale è quel Consi­ glio Regionale che non mette assieme almeno 500 ginnasti? Ebbene ecco 500 lire introitate per la cassa regionale... Sorveglino i Consigli Regionali tutte le manifestazioni collettive, i tornei di cal­ cio, di palla al cesto, le corse, le gare indette da­ gli enti federati, e non vi ammettano ginnasti o sportivi che non siano tesserati. Parlo con sicu­ rezza di dire cosa giusta ed effettuabile, perchè ho l’esperienza qui di Roma, dove il Consiglio Regionale, presieduto dal benemerito Prof. Mon­ tinoli che l'affetto ardente alla F. A. S. C. 1 ma­ Apolticità turò alla scuola diretta di Fratei Biagio, è rigo­ rosissimo su questo punto, e nessun socio della Fortunatamente in questo ultimo periodo di tem­ F. A. S. C. 1. può concorrere ad alcuna prova po non c’è stata segnalata nessun’altra violenza se non è munito della sua licenza obbligatoria patita dai nostri organizzati ; è questa cosa conso­ munita del bollo per l'anno in corso. I Consigli Regionali deli'Alta Italia, possono lante e dobbiamo veramente essere grati a chi ha con le licenze introitare qualche migliaio di lire. saputo, attraverso difficoltà grandi, riportare un E la Federazione incasserà altrettanto, e ne ri­ sentiranno beneficio tutti i federati, perchè se cre­ po’ d’ordine nel rostro Paese. Ma una raccomandazione non sarà oggi vana. sceranno le magre entrate del Consiglio Direttivo, si svilupperà sempre più la sua azione, renden­ Cerchiamo tutti, per quanto ci sarà possìbile, di dosi possibili quei viaggi di propaganda da tutti elevarci al disopra della politica e dei partiti. L’a- tanto desiderati ; potendo il Consiglio Direttivo mor di patria ci deve unire, mentre la politica ci offrire premi più numerosi alle manifestazioni di maggiore importanza, migliorando sempre l’orga­ potrebbe dividere.


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