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un buon anno comincia dal mattino Esattamente un buon anno inizia dal mattino del 1. gen naio: un mattino sereno, tranquillo, senza eccessive preoccupazioni... E’ un augu rio per tutti i dirigenti, con sulenti, atleti del Centro Sportivo Italiano che inizia no un nuovo anno di attivi tà, incontri, gare in un cli ma di gioiosa e dinamica amicizia. Proprio i dirigenti sono chiamati quest’anno ad un impegno di maggiore respon sabilità, a un lavoro in pro fondità non tanto per avvi cinare allo sport il più gran numero di ragazzi e di gio vani, ma soprattutto per creare nuovi dirigenti spor tivi, tecnici, allenatori, re sponsabili di comitato, di unione e gruppo sportivo... Bisogna credere nello sport non come un diversivo della vita quotidiana, ma come un elemento di grande impor tanza nell’educazione dei gio vani. E non si educa senza mae stri: i maestri dei ragazzi
nello sport sono i dirigenti, le nostre migliaia di diri genti di tutta Italia che han no dato e daranno sempre il meglio di loro stessi per il Centro Sportivo Italiano, senza badare a rimetterci di tasca propria, a perdere il sonno, ad impegnarsi econo micamente al di sopra delle loro possibilità, in povertà di mezzi, ma con ricchezza di entusiasmo. La generosità dei dirigenti del CSI è ormai proverbiale: non c’è Comitato che non ab bia avuto la sua ’’prova del fuoco” e ne sia uscito inden ne, magari con qualche pic cola scottatura esterna, ma con lo spirito acceso, con le idee più chiare, con un im pegno più deciso. Voi, dirigenti, avete fatto grande il Centro Sportivo perché attraverso le sue atti vità ha raggiunto ormai la ci fra di 150.000 atleti e dirigenti (un’ottima parte in quella sparuta percentuale di giova ni che in Italia praticano lo sport); lo avete fatto grande
perché è l'unico Ente di Pro paganda che unitamente alle sue attività lancia le idee fondamentali dello sport edu cativo, ne difende resistenza, ne esige il rispetto, ne pro pugna la diffusione. E’ gran de perché con il suo entu siasmo richiama masse sem pre più numerose di giovani; è grande perché è il vivaio più sincero e fecondo dei nuovi azzurri d’talia: i più seri e impegnati tricolori hanno fatto il loro primo passo sportivo nel CSI. Il Centro Sportivo Italiano è il maggiore degli Enti dì Propaganda e, insieme ad es si, raccoglie la metà degli sportivi italiani ad ogni unio ne, società o gruppo sporti vo appartengano comprese anche le Federazioni, escluse naturalmente, per i ben noti motivi, la caccia e la pesca. Ora ci sembra che non ab biamo soltanto bisogno di elogi e comprensione a paro le, ma di un concreto inte ressamento, di chiare fonti
finanziarie, non di elemosine o contributi aleatori alla mercé di bilanci in espansio ne o contrazione. Siamo tutti d’accordo che è necessario un intervento dello Stato in maniera com pleta e programmatica, sia mo d’accordo che gli Enti di Propaganda hanno bisogno di un riconoscimento giuridi co che li metta in grado di lavorare con la sicurezza di qualsiasi altro Ente italiano, siamo d’accordo che le en trate del CONI si sono con tratte in questi ultimi tem pi ed è necessario fare delle economie, ma non crediamo di aver mai scritto che pos siamo fare a meno delle en trate che fino ad oggi ci so no pervenute non per carità cristiana (almeno lo speria mo) ma per un diritto mo rale che abbiamo acquisito in venti anni di attività. E crediamo che risparmia re sugli Enti di Propaganda il CONI non se lo sogna nep pure, dato che sui 7 miliardi del suo bilancio, questa voce
occupa appena il 4%, il che sarebbe un ben magro rispar mio! Ed è per questo che sia mo sicuri che certe interpre tazioni di un nostro articolo sul numero passato siano elucubrazioni notturne di un collega, e non il pensiero uf ficiale del CONI. Gli Enti di Propaganda hanno il diritto alla loro esistenza e al loro lavoro: le parole dell’avv. Onesti al Consiglio Nazionale del CONI sono state chiare, ma in at tesa di precise e concrete li nee programmatiche dello Stato, non riteniamo di es sere proprio noi, per una così esigua parte del bilancio del CONI, a fare le spese di un regime di austerity di cui nessuno di noi ha la respon sabilità. E ricordiamoci che è il Centro Sportivo Italiano che lo dice: i suoi atleti, i suoi dirigenti operosi e appassio nati. Sarebbe triste cominciare un anno in modo diverso. Corrado Bigg