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Stadium n. 1/1962

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Stadium

i problemi dello sport

O_____________quindicinale del C.S.I.

ha tenuto a battesimo questa nuova formula di STADIUM e, con piacere, proprio il Presidente è stato chiamato a fungere da « padrino » in una cerimonia che va al di là delle congratulazioni, degli auguri, delle cri­ tiche e dei suggerimenti, una cerimonia che vuole essere soprattutto un motivo per sentirci vicini in questa grande famiglia del Centro Sportivo Italiano. Il CSI, oggi la più grande organizzazione sportiva di dilettanti, con i suoi centoventimila atleti, con tutti i suoi generosi dirigenti, con le migliaia di unioni e gruppi sportivi non può segnare il passo, non può essere muto nello schiamazzo di tanti interessi privati e politici, non può essere considerato lo sport della « parrocchietta », raffazzonato alla meglio per tenere uniti sette ragazzi a un pallone... Chi ci considera in questi termini non sa o non vuole sapere che cosa si propone il CSI. Decine di congressi provinciali e zonali si stanno svolgendo in tutta Italia: in tutti vengono chiari­ ficati i principi ispiratori del nostro sport, in ogni riunione si accentuano le esigenze dei giovani di fronte allo sport non come spettacolo, ma come educazione completa del mondo giovanile di oggi. Lo sport non può più essere considerato un hobby, non può essere considerato soltanto un per­ ditempo o una occupazione pressoché inutile, non può essere considerato un motivo di semplice eva­ sione: oggi lo sport per i giovani deve essere considerato come componente fondamentale della loro educazione, non come episodio sporadico e senza conseguenza della giovinezza, ma come necessario incontro con una attività che ha le radici nella coscienza e nello spirito ed espressione neH’agonismo e nell’esercizio fisico. Noi crediamo che un corpo non potrà mai raggiungere la sua perfezione atletica se anche l’anima non tende alla sua perfezione. Come si pensa ad un piano per la scuola, come si pensa giustamente ad un piano per l’agricoltura, come tanti si interessano a innumerevoli attività d’ordine sociale e politico per il benessere italiano, pochi pensano ad un piano per lo sport, ad una intensa attività di propaganda sportiva, ad una dif­ fusione dello sport tra i ragazzi, tra i giovani, tra gli studenti, tra gli agricoltori, tra i militari in modo organico e continuativo. Se esiste un miracolo economico italiano non possiamo altrimenti affer­ mare che esista un miracolo sportivo italiano: le Olimpiadi hanno lasciato un rimpianto e una esi­ genza che malgrado ogni sforzo non si riesce ancora a colmare. Il Centro Sportivo Italiano vuole essere all’avanguardia in questi problemi: vuole dimostrare ad edu­ catori politici, capitani d'industria, che lo sport si può fare, si deve fare anche con povertà di mezzi, con apostolato sincero, con dedizione generosa. 11 battesimo di « Stadium » in rotocalco vuole essere un atto di fiducia che ripongo in tutti i di­ rigenti del CSI, in tutti i collaboratori, amici, in tutti gli atleti, specialmente nei ragazzi, ai quali il Centro Sportivo Italiano si dirige quest’anno in modo particolare. A tutti l’augurio non solo di un successo nei campi di gara, ma soprattutto di una affermazione nella società giovanile di oggi, affinché coloro che possono aiutarci, che ci possono capire, si convincano che un « miracolo sportivo » è possibile e noi possiamo collaborare affinché questo avvenga.

IL19G2

Silvio Bettocchi

II1JLU ha bisogno di un

MIRACOLO SPORTIVO


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