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Stadium n. 1/1945

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ARCHIVI

____ ________________ NOTIZIARIO DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO Via de||a Conciliazione, 3

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La scuola e lo sport « La scuola o è un templo o è una tana » diceva queirispido pa­ radossale Tommaseo; e non aveva tutti i torti, come confermano mol­ ti cari maestri che non riescono a tenere imbrigliati i loro graziosi « cuccioli d uomo ». Ma c'è la via di mezzo anche qui: la scuola può an­ che essere una larga famiglia di volonterosi fratelli o sorelle, o, nel peggiore dei casi, una libera asso­ ciazione di democratici convinti! Comunque là scuola è la cellula fremente della società, ove con le teste si agitano i corpi crescenti della'gioventù. La quale corre sem­ pre in prima fila sulla rampante strada del progresso; la gioventù è sempre attuale. Perciò, eccomi già in « media re » ,lo Sport s'addice alla scuola. Fuori dunque dal tempio e dalla tana, all'aria ossigenata, sui campi e nei cortili, nelle palestre e sulle arene per l'esercizio delle membra, per l’eleganza la scioltezza lo scatto la proporzione l’equilibrio, la su­ periore armonia dell agire col pen­ sare, del soma con l'anima. Nè mi perito a dar l'ostracismo (almeno sulla carta) alla ginnastica — ufficiale — scolastica, salita ul­ timamente ai fastigi e alle... san­ zioni delle materie speculative!; poiché in clima di libertà, e dico sul serio, quella « educazione fisi­ ca » non basta più, ha fatto il suo tempo, ha fatto la sua brillante pro­ va e deve irrimediabilmente arretrarc J^eiromhrn riel jìnvsatn, Dei d resto ~7ggi sarebbe inaigesta. Men­ tre lo Sport, sinteticamente e sin­ créticamente inteso, è cosa piace­ vole e digestiva, cioè vitaminosa cioè corroborante dell'intero orga­ nismo giovanile. Non trovo quindi peregrina l'idea che lo Sport entri ormai nella Scuola, o piuttosto, che la scuola esca nello sport. Onde eccovi lo scheletro della mia timi­ da opinione in proposito. 1) La Scuola è la naturale fucina dello Sport, perchè in nessun altro aggregato sociale vige tanto affia­ tamento, tanta comprensione, tanto intuito, tanta emulazione, tanto « spirito di corpo » essenziali requi­ siti sportivi. E ciò dalTasilo alla Università.

rlsmo di massa, quel « saggismo » spettacolare cui erano intesi tutti i conati, sia pure geniali, d'un'epoca molto recente. Tale nuova «ginnastica sporti va » mentre tornerebbe gradita alle scolaresche,gioverebbe nel contem po a preparare i quadri delle più svariate efficienti attività di sport. ■ 7) Quanto sopra è esposto, può specialmente e ^t^gra!mente con­ cretarsi nella Scuola Cattolica che in sè riassume le condizioni ideali di organismi unitari e armonici, per finalità morali e corrispondenti ade­ guati mezzi educativi. Si pensi al « Collegio » diretto da religiosi in­ segnanti, e ci si persuaderà « ipso facto » del possibile, talora già at­ tuato, felice connubio tra scuola e sport. Questo è il campo più adatto per la « Società sportiva » compo­ sta non dei soli atleti ma, quel che più conta, di tutti gli altri alunni simpatizzanti sostenitori tifosi alta­ mente interessati. E con gli alunni si convoglierebbero allegri ex­ alunni e genitori.

il lettore perspicace impolpi que­ sto saldo scheletro con un congruo tessuto connettivo... sportivo e avrà l'italiano nuovo, per cervello e cuo­ re, per muscoli e volontà, ugual­ mente lontano da Camera e da Leopardi! Il C.S.I. si lanci pure nell'arringo aperto della scuola con tutto il suo armamentario; avrà molto da dis­ sodare da piantare e da mietere nella gioia della conquista. Fr. Rosario 8. C.

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IO Febbraio 1945

RINASCITA Col titolo « STADIUM » ripren_ diamo le pubblicazioni del notizia­ rio che fu già della F.A.SC.1. e che ora vuol essere la voce del C.S.I. Fin da questo primo numero pre_ ghiamo i collaboratori e tutti co­ lore che hanno a cuore il nostro movimento sportivo di suggerire ti­ fo;! che daremo a! nostro organo ufficiale di prossima pubblicazione.

Jn questo primo numero ci è gra­ to rivolgere un memore pensiero a coloro che furono i fondatori del­ la gloriosa F.A.S.C.I. e che, in gran parte, sono mancati ai vivi. Riprendendo e sviluppando il loro lavoro teniamo presenti le parole che il Consiglio direttivo faceva pervenire, attraverso il notiziario, a tutti i soci il 27 aprile 1927 quando fu deciso, per impossibilità di vita, lo scioglimento dell’organizzazione. « Abbiamo compiuto — così si si esprimeva «Stadium» — il nostro dovere nel campo che ci era stato assegnato, seguiteremo ancora a compierlo fino alla fine, dove e co­ me ci sarà possibile e sarà neces­ sario ». E noi dobbiamo continuare la lo­ ro opera e vogliamo essere degni dei nostri predecessori e non trala­ sciare nulla di intentato perchè il nostro movimento sportivo si af_ fermi sempre più fra le schiere gio­ vanili. STADIUM

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ta nostra impostazione tecnica

Nella fase concreta Ma cosa fa dunque questo C.S.I.?, a quando l'inizio dell'attività?, — ci è stato chiesto ripetutamente da più parti in questi giorni, dopo che negli ambienti nazionali sono state diffuse le prime notizie sulla Con­ venzioni stipulate dal nostro Cen­ tro con le Federazioni Sportive Na­ zionali ed è stata risaputa la simpa­ tica accoglienza fatta ovunque alla nostra Organizzazione, non tanto forse per luce e merito proprio quanto per il fascino che ancora oggi emana la vecchia gloriosa F.A.S.C.I., disciolta d'imperio diciott'anni or sono. Ci siamo fatti attendere, e per questo ci par di vedere qualcuno delle provincie fare la faccia scura, chè avrebbe desiderato esplodesse il C.S.I., col fragore di una bomba di grosso calibro nello sport ita­ liano, a far la voce forte; ma l'at­ tesa è stata necessaria per far le cose bene e poter camminare d'og­ gi innanzi sicuri per la nostra stra­ da con idee e programmi chiari e definiti, senza correre il rischio, sia pure una sola volta di dover pro­ cedere come i gamberi. Il che avrebbe giovato a tutti, fuorché a noi. Ora siamo pronti: con 1 quadri centrali, con quelli tecnici nazio­ nali, con le nostre carte morali e statutarie in regola, con le con­ venzioni definite e firmate con le Federazioni Nazionali del C.O.N.I. ---

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Ripetiamo che una così complessa e nuova organizzazione dell’educazio­ ne fisica nazionale, non è cosa sem­ plice e che si possa realizzare con un colpo di bacchetta magica. Richiede tempo, sacrifici e mezzi, ma i risultati che si potranno conseguire, i frutti che essa darà, saranno cosi importanti da ripagare largamente l'uno e gli altri. Quale sarà l’ente che potrà assu­ mere il controllo e la direzione di un tale complesso organizzativo ? Ci si permetta di esprimere il parere che il Centro Sportivo Italiano per i principi fondamentali che inquadrano il suo la­ voro organizzativo e propagandistico potrà all’occorrenza affiancarsi a tale Ente e dare ad esso un contributo quanto mai efficace. E che la nostra opinione non sia errata basterebbe a dimostrarlo la fa­ cilità con la quale il C.S.I. ha concluso gli accordi con il C.O.N.I. e le federa­ zioni sportive nazionali. L’autorità del C.S.I. nel campo dell’educazione’ fisi­ ca specialmente dei giovanissimi è ri­ conosciuta in questi accordi. D’altra parte al Centro Sportivo si lavora e perciò saranno i fatti che si incariche­ ranno di - rivelare quale sia la ampiez­ za e la profondità dell’opera che svol­ ge e che svolgerà questa grande or­ ganizzazione sportiva tra la gioventù italiana.

quest'anno, ha semplice carattere di studio e di esperimento. I buoni consigli e le intelligenti critiche, purché costruttive, saranno perciò non solo bene accetti, ma graditi. Nel quadro difficile della ricostruzione dello sport italiano, ri­ costruzione morale più che essen­ zialmente tecnica pensiamo, siamo convinti che il Centro Sportivo Ita­ liano possa e debba avere una po­ sizione di primo piano. Per i suoi principi in specie, inspirati a qual­ cosa di nuovo e di più sano non solo per la gioventù studentesca e operaia, non solo per gli atleti e i campioni che germoglieranno o saranno accolti nelle sue file, non solo per il contributo tecnico orga­ nizzativo e propagandistico che il C.S.I. sarà in grado cji dare per la sua fo^te e salda struttura morale, ma principalmente per lo spirito nuovo, rigeneratore, cristiano che caratterizzerà le sue Unioni, i suoi Sodalizi grandi e piccini che vanno nascendo in ogni deve. Nei Collegi, negli Istiutti, nelle Organizzazioni giovanili scautistiche o politiche le nuove colletti­ vità dinamiche che si pongono sot­ to i vessilli dello sport cattolico affratelleranno freschi adolescenti, a giovani esuberanti, a uomini ma­ turi, perchè gli uni siano di esem­ pio e di sprone agli altri, e saranno ineccepibilmente sane. E' infatti ormai tempo che l'eti­ chetta dello sport cessi di masche­ rare brutture e speculazioni di ogni sorta come purtroppo ci è stato di vedere e sapere anche in quest'ultimi tempi. Non a caso del resto il C.O.N.I. ha sentito in questi giorni la neces­ sità di salvaguardare in qualche modo i presupposti morali dello sport italiano e quelli delle stesse Società. Uno schema di Statuto per i sodalizi facenti capo al Comitato Olimpico Nazionale ed alle Fede­ razioni Sportive è allo studio e sa­ rà definito al più presto in quanto il C.O.N.I. desidera evitare che ele­ menti poco idonei riescano ad in­ filtrarsi nelle sue file. Da parte sua il Centro Sportivo Italiano ha adottato questi principi fondamen­ tali sin dai primi giorni di vita e su tali basi ha impostato tutto il lavoro che si prefigge di realizzare col massimo impegno.

C V.

N. 8.

Il C.S.I. e Ieducazione fisica

Nella complessa, dura opera di ri­ costruzione della nostra Italia alla qua­ le si sono accinti tutti coloro che sentono l’amore di Patria, vi sono dif­ ficili problemi da risolvere, ardui osta­ coli da superare. Tra questi non pri­ mo, ma neppure ultimo, è quello che riguarda l’educazione fisica della gio­ ventù, altissimo compito di ogni na­ zione civile che non può e non deve essere trascurato. Tutto ciò che da parecchi anni si è fatto in tal senso, è crollato e, dicia­ molo subito, è bene che sia crollato 2) Nella scuola c'è modo di sco perchè l'educazione fisica della gioven­ prire, vagliare, sperimentare le di­ tù (notate bene che parliamo di edu­ verse attitudini sportive e una vol­ cazione fisica e non di sport agonisti­ ta... diagnosticato il... ramo prefe­ co, due branche dell’attività sportiva che occorre tenere ben distinte) era renziale, eccitarne e stimolarne il basata su criteri errati e praticata con graduale sviluppo in facili gare. principi e metodi irrazionali cosicché 3) La scuola premia immediata­ falliva lo scopo al quale detta educa­ mente ¡'atleta con l'approvazione zione fisica tende e deve unicamente entusiastica, oltreché dei compagni, tendere : il miglioramento ed il ratforzamento del potenziale fisico dei gioanche degli insegnanti più in gam­ van- onde prepararli a sostenere vali­ ba, più accreditati perchè... spor­ damente la lotta per la vita nei suoi tivi. complessi aspetti sia materiali che mo­ 4) Lo sport più puro, quello in­ rali. telligente, consapevole, ponderato I Gruppi Sportivi della G.I.L. era­ geniale e innovatore, trova nella no diretti, nella loro grande maggio­ scuola il terreno più conveniente. ranza, da persone di scarsa competenza Lo studente lotta o giuoca in modo tecnica ed esperienza sportiva perchè ben diverso dal manovale. o provenienti da corsi teorici acceleratissimi e perciò assolutamente insuffi­ 5) La scuola con la pratica su cienti a creare degli esperti tecnici, o larga scala degli esercizi agonisti­ tioppo giovani e, naturalmente, privi ci, può ragguingere rapidamente un di quella esperienza che solo la lunga risultato effettivo di prassi spor­ pratica può dare. tiva nazionale, può cioè conferire Chi reggeva le sorti dei Gruppi una « mentalità sportiva » all'inte­ Sportivi della ex G.I.L. e dava l’indi­ rizzo agli stessi, non aveva che una ra nazione. Come testimonia il preoccupazione : gettare la massa dei mondo anglosassone ove lo sport è giovani e, quel che è peggio, dei gio­ diventato una « seconda natura » di vanissimi, nell’àgonistica creando ma­ tutti appunto perchè, è, direi, ma­ stodontici e spesso troppo duri tornei teria integrante d'ogni ordine di e trattando alla stessa stregua tutti gli studi. Negli S. U. gl'incontri più sports. Si ideava così con lo stesso cri­ emozionanti avvengono tra collegi terio un torneo di ginnastica ed un universitari. campionato « novizi t> di pugilato sot­ toponendo dei giovani e spesso più che 6) La ginnastica propriamente acerbi pugilatori, ad uno -sforzo che detta, inserita nell'orario scolasti­ era dannosissimo al fisico, senza punto co, va d'ora innanzi orientata verso pensare che se un ginnasta può ga­ una tonalità sportiva che impegni reggiare ogni giorno per una settima­ maggiormente l'iniziativa e ia re­ na, un pugilatore, specialmente se gio­ sponsabilità dell'individuo, come vane, non può fare altrettanto. Nè i valido ausilio alla formazione del direttori sportivi si curavano di con­ carattere. Andrebbe cosi radical­ statare quali erano i risultati pratici che queste gare massacro davano, pa­ mente eliminato quel piatto milita­

ghi del fatto che si era riusciti a por­ tare a termine la grandiosa compe­ tizione. Ma un altro capitale errore commet­ tevano i dirigenti di questi Gruppi Sportivi che pure controllavano l’ot­ tanta per cento della gioventù italiana (l’altro venti per cento era trascinato nell’errore dalla grandissima maggio­ ranza) : trascuravano completamente la preparazione fisico-sportiva dei gio­ vanissimi, quella preparazione fisica che è indispensabile preveda lo sport agonistico se si vuole che il giovane possa non solo esplicare con il mas­ simo profitto le sue qualità atletiche, ma praticare l’agonistica con vantag­ gio fisico.

E’ questo l’argomento sul quale vo­ gliamo soffermarci brevemente, per­ chè esso rappresenta, senza dubbio, il punto di partenza per arrivare ana or­ ganizzazione sportiva su basi raziona­ li e coh principi tecnici appoggiati al­ l’esperienza. Fissati i due presupposti — sui qua­ li ormai la grande maggioranba degli esperti sono d’accordo — che qualun­ que ramo di sport richiede una prepa­ razione fisico-atletica comune e che fino a sedici anni, e per alcuni sports sino a diciotto, i giovani non devono partecipare a gare vere e proprie nelle quale si richieda al loro organismo il massimo sforzo, occorre dedicare la più scrupolosa cura a quella che è la preparazione preatletica. Sono le palestre, coperte e scoperte, che devono raccogliere i giovanissimi in questa prima e importantissima fa­ se della loro vita sportiva. Nelle pa­ lestre devono forgiarsi i futuri atleti facendo loro seguire metodi e pro­ grammi scrupolosamente studiati da esperti, programmi che portino gra­ dualmente i ragazzi dai dodici ai se­ dici anni a quell’armonico sviluppo fi­ sico necessario per iniziare la pratica dello sport agonistico in quella specia­ lità per la quale le qualità fisiche, naturali e acquisite, di ciascuno diano affidamento di buona riuscita. Alle pa­ lestre, adibite a tale uso, dovranno af­ fluire anche gli allievi delle scuole e dei collegi che intendano dedicarsi in seguito ad uno sport per seguire un vero e proprio corso graduale di edu­ cazione fisica preatletica sotto l’attenta guida di insegnanti capaci, perchè spe-

con il nostro giornaletto, i primi programmi, le bozze di alcuni opu­ scoli, • moduli di affiliazione, le schede biografiche e infine con le tessere del C.S.I. cne saranno, ad un tempo, anche i documenti socia­ li delle Unioni Sportive e deile stesse Federazioni del C.O.N.I. E nessuno più ci terrà il broncio per­ chè con il primo numero di « Sta­ dium », molto materiale, indispen­ sabile per l’inquadramento e l'ini­ zio dell'attività; giungerà agli uffici diocesani ed ai Comitati Provincia­ li, i quali debbono sorgere — lad­ dove ciò non è ancora avvenuto — con la migliore rapidità possibile. I primi mesi di impostazione del C.S.I. non sono stati certo i più graditi, eppure necessariamente si è dovuto procedere a ritmo ridotto, ritmo certo assai diverso da quello che la nostra organizzazione dina­ mica e viva manterrà in avvenire. Il C.S.I. è organizzazione che ha in­ tenzione di vivere una vita lunga e feconda, non quella effimera di pochi mesi. Ecco perchè si è pre­ ferito badare dapprima, in silenzio e tranquillità, alle fondamenta in­ dispensabilmente solide, poi al re­ sto, perchè la facciata di per sè stessa imponente abbia alle spalle un edificio sano in ogni sua espres­ sione, vitale e ammirato. Altret­ tanto dovrà avvenire in provincia tenendo presente che tutto quanto sarà fatto nelle varie branche ago­ nistiche e in quelle della ricreazio-

ciali zzati in materia e appassionati perchè consci dell’ importantissimo compito loro affidato, compito al qua­ le devono dedicare tutta la loro intel­ ligenza e infaticabile attività. Il problema delle palestre non è di difficile soluzione purché tutte siano dedicate all’educazione fisica della gioventù e non adibite, in nessun ca­ so, a scopi speculativi o pseudo spor­ tivi. Rappresenta invece un non sem­ plice ostacolo da superare, la creazio­ ne di un complesso di insegnanti con le qualità sopra accennate e che sap­ piano, seguendo un indirizzo unico, espletare i programmi nei loro diversi gradi. D’altro canto poiché trattasi so­ pra tutto di unicità di indirizzo e di metodo, e gran parte di quelli già esi­ stenti si potranno inquadrare le idee con corsi integrativi, mettendoli poi alla prova sotto la sorveglianza di ispettori provinciali scelti, questi, tra esperti di provato valore.


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