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____ ________________ NOTIZIARIO DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO Via de||a Conciliazione, 3
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La scuola e lo sport « La scuola o è un templo o è una tana » diceva queirispido pa radossale Tommaseo; e non aveva tutti i torti, come confermano mol ti cari maestri che non riescono a tenere imbrigliati i loro graziosi « cuccioli d uomo ». Ma c'è la via di mezzo anche qui: la scuola può an che essere una larga famiglia di volonterosi fratelli o sorelle, o, nel peggiore dei casi, una libera asso ciazione di democratici convinti! Comunque là scuola è la cellula fremente della società, ove con le teste si agitano i corpi crescenti della'gioventù. La quale corre sem pre in prima fila sulla rampante strada del progresso; la gioventù è sempre attuale. Perciò, eccomi già in « media re » ,lo Sport s'addice alla scuola. Fuori dunque dal tempio e dalla tana, all'aria ossigenata, sui campi e nei cortili, nelle palestre e sulle arene per l'esercizio delle membra, per l’eleganza la scioltezza lo scatto la proporzione l’equilibrio, la su periore armonia dell agire col pen sare, del soma con l'anima. Nè mi perito a dar l'ostracismo (almeno sulla carta) alla ginnastica — ufficiale — scolastica, salita ul timamente ai fastigi e alle... san zioni delle materie speculative!; poiché in clima di libertà, e dico sul serio, quella « educazione fisi ca » non basta più, ha fatto il suo tempo, ha fatto la sua brillante pro va e deve irrimediabilmente arretrarc J^eiromhrn riel jìnvsatn, Dei d resto ~7ggi sarebbe inaigesta. Men tre lo Sport, sinteticamente e sin créticamente inteso, è cosa piace vole e digestiva, cioè vitaminosa cioè corroborante dell'intero orga nismo giovanile. Non trovo quindi peregrina l'idea che lo Sport entri ormai nella Scuola, o piuttosto, che la scuola esca nello sport. Onde eccovi lo scheletro della mia timi da opinione in proposito. 1) La Scuola è la naturale fucina dello Sport, perchè in nessun altro aggregato sociale vige tanto affia tamento, tanta comprensione, tanto intuito, tanta emulazione, tanto « spirito di corpo » essenziali requi siti sportivi. E ciò dalTasilo alla Università.
rlsmo di massa, quel « saggismo » spettacolare cui erano intesi tutti i conati, sia pure geniali, d'un'epoca molto recente. Tale nuova «ginnastica sporti va » mentre tornerebbe gradita alle scolaresche,gioverebbe nel contem po a preparare i quadri delle più svariate efficienti attività di sport. ■ 7) Quanto sopra è esposto, può specialmente e ^t^gra!mente con cretarsi nella Scuola Cattolica che in sè riassume le condizioni ideali di organismi unitari e armonici, per finalità morali e corrispondenti ade guati mezzi educativi. Si pensi al « Collegio » diretto da religiosi in segnanti, e ci si persuaderà « ipso facto » del possibile, talora già at tuato, felice connubio tra scuola e sport. Questo è il campo più adatto per la « Società sportiva » compo sta non dei soli atleti ma, quel che più conta, di tutti gli altri alunni simpatizzanti sostenitori tifosi alta mente interessati. E con gli alunni si convoglierebbero allegri ex alunni e genitori.
il lettore perspicace impolpi que sto saldo scheletro con un congruo tessuto connettivo... sportivo e avrà l'italiano nuovo, per cervello e cuo re, per muscoli e volontà, ugual mente lontano da Camera e da Leopardi! Il C.S.I. si lanci pure nell'arringo aperto della scuola con tutto il suo armamentario; avrà molto da dis sodare da piantare e da mietere nella gioia della conquista. Fr. Rosario 8. C.
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IO Febbraio 1945
RINASCITA Col titolo « STADIUM » ripren_ diamo le pubblicazioni del notizia rio che fu già della F.A.SC.1. e che ora vuol essere la voce del C.S.I. Fin da questo primo numero pre_ ghiamo i collaboratori e tutti co lore che hanno a cuore il nostro movimento sportivo di suggerire ti fo;! che daremo a! nostro organo ufficiale di prossima pubblicazione.
Jn questo primo numero ci è gra to rivolgere un memore pensiero a coloro che furono i fondatori del la gloriosa F.A.S.C.I. e che, in gran parte, sono mancati ai vivi. Riprendendo e sviluppando il loro lavoro teniamo presenti le parole che il Consiglio direttivo faceva pervenire, attraverso il notiziario, a tutti i soci il 27 aprile 1927 quando fu deciso, per impossibilità di vita, lo scioglimento dell’organizzazione. « Abbiamo compiuto — così si si esprimeva «Stadium» — il nostro dovere nel campo che ci era stato assegnato, seguiteremo ancora a compierlo fino alla fine, dove e co me ci sarà possibile e sarà neces sario ». E noi dobbiamo continuare la lo ro opera e vogliamo essere degni dei nostri predecessori e non trala sciare nulla di intentato perchè il nostro movimento sportivo si af_ fermi sempre più fra le schiere gio vanili. STADIUM
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ta nostra impostazione tecnica
Nella fase concreta Ma cosa fa dunque questo C.S.I.?, a quando l'inizio dell'attività?, — ci è stato chiesto ripetutamente da più parti in questi giorni, dopo che negli ambienti nazionali sono state diffuse le prime notizie sulla Con venzioni stipulate dal nostro Cen tro con le Federazioni Sportive Na zionali ed è stata risaputa la simpa tica accoglienza fatta ovunque alla nostra Organizzazione, non tanto forse per luce e merito proprio quanto per il fascino che ancora oggi emana la vecchia gloriosa F.A.S.C.I., disciolta d'imperio diciott'anni or sono. Ci siamo fatti attendere, e per questo ci par di vedere qualcuno delle provincie fare la faccia scura, chè avrebbe desiderato esplodesse il C.S.I., col fragore di una bomba di grosso calibro nello sport ita liano, a far la voce forte; ma l'at tesa è stata necessaria per far le cose bene e poter camminare d'og gi innanzi sicuri per la nostra stra da con idee e programmi chiari e definiti, senza correre il rischio, sia pure una sola volta di dover pro cedere come i gamberi. Il che avrebbe giovato a tutti, fuorché a noi. Ora siamo pronti: con 1 quadri centrali, con quelli tecnici nazio nali, con le nostre carte morali e statutarie in regola, con le con venzioni definite e firmate con le Federazioni Nazionali del C.O.N.I. ---
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Ripetiamo che una così complessa e nuova organizzazione dell’educazio ne fisica nazionale, non è cosa sem plice e che si possa realizzare con un colpo di bacchetta magica. Richiede tempo, sacrifici e mezzi, ma i risultati che si potranno conseguire, i frutti che essa darà, saranno cosi importanti da ripagare largamente l'uno e gli altri. Quale sarà l’ente che potrà assu mere il controllo e la direzione di un tale complesso organizzativo ? Ci si permetta di esprimere il parere che il Centro Sportivo Italiano per i principi fondamentali che inquadrano il suo la voro organizzativo e propagandistico potrà all’occorrenza affiancarsi a tale Ente e dare ad esso un contributo quanto mai efficace. E che la nostra opinione non sia errata basterebbe a dimostrarlo la fa cilità con la quale il C.S.I. ha concluso gli accordi con il C.O.N.I. e le federa zioni sportive nazionali. L’autorità del C.S.I. nel campo dell’educazione’ fisi ca specialmente dei giovanissimi è ri conosciuta in questi accordi. D’altra parte al Centro Sportivo si lavora e perciò saranno i fatti che si incariche ranno di - rivelare quale sia la ampiez za e la profondità dell’opera che svol ge e che svolgerà questa grande or ganizzazione sportiva tra la gioventù italiana.
quest'anno, ha semplice carattere di studio e di esperimento. I buoni consigli e le intelligenti critiche, purché costruttive, saranno perciò non solo bene accetti, ma graditi. Nel quadro difficile della ricostruzione dello sport italiano, ri costruzione morale più che essen zialmente tecnica pensiamo, siamo convinti che il Centro Sportivo Ita liano possa e debba avere una po sizione di primo piano. Per i suoi principi in specie, inspirati a qual cosa di nuovo e di più sano non solo per la gioventù studentesca e operaia, non solo per gli atleti e i campioni che germoglieranno o saranno accolti nelle sue file, non solo per il contributo tecnico orga nizzativo e propagandistico che il C.S.I. sarà in grado cji dare per la sua fo^te e salda struttura morale, ma principalmente per lo spirito nuovo, rigeneratore, cristiano che caratterizzerà le sue Unioni, i suoi Sodalizi grandi e piccini che vanno nascendo in ogni deve. Nei Collegi, negli Istiutti, nelle Organizzazioni giovanili scautistiche o politiche le nuove colletti vità dinamiche che si pongono sot to i vessilli dello sport cattolico affratelleranno freschi adolescenti, a giovani esuberanti, a uomini ma turi, perchè gli uni siano di esem pio e di sprone agli altri, e saranno ineccepibilmente sane. E' infatti ormai tempo che l'eti chetta dello sport cessi di masche rare brutture e speculazioni di ogni sorta come purtroppo ci è stato di vedere e sapere anche in quest'ultimi tempi. Non a caso del resto il C.O.N.I. ha sentito in questi giorni la neces sità di salvaguardare in qualche modo i presupposti morali dello sport italiano e quelli delle stesse Società. Uno schema di Statuto per i sodalizi facenti capo al Comitato Olimpico Nazionale ed alle Fede razioni Sportive è allo studio e sa rà definito al più presto in quanto il C.O.N.I. desidera evitare che ele menti poco idonei riescano ad in filtrarsi nelle sue file. Da parte sua il Centro Sportivo Italiano ha adottato questi principi fondamen tali sin dai primi giorni di vita e su tali basi ha impostato tutto il lavoro che si prefigge di realizzare col massimo impegno.
C V.
N. 8.
Il C.S.I. e Ieducazione fisica
Nella complessa, dura opera di ri costruzione della nostra Italia alla qua le si sono accinti tutti coloro che sentono l’amore di Patria, vi sono dif ficili problemi da risolvere, ardui osta coli da superare. Tra questi non pri mo, ma neppure ultimo, è quello che riguarda l’educazione fisica della gio ventù, altissimo compito di ogni na zione civile che non può e non deve essere trascurato. Tutto ciò che da parecchi anni si è fatto in tal senso, è crollato e, dicia molo subito, è bene che sia crollato 2) Nella scuola c'è modo di sco perchè l'educazione fisica della gioven prire, vagliare, sperimentare le di tù (notate bene che parliamo di edu verse attitudini sportive e una vol cazione fisica e non di sport agonisti ta... diagnosticato il... ramo prefe co, due branche dell’attività sportiva che occorre tenere ben distinte) era renziale, eccitarne e stimolarne il basata su criteri errati e praticata con graduale sviluppo in facili gare. principi e metodi irrazionali cosicché 3) La scuola premia immediata falliva lo scopo al quale detta educa mente ¡'atleta con l'approvazione zione fisica tende e deve unicamente entusiastica, oltreché dei compagni, tendere : il miglioramento ed il ratforzamento del potenziale fisico dei gioanche degli insegnanti più in gam van- onde prepararli a sostenere vali ba, più accreditati perchè... spor damente la lotta per la vita nei suoi tivi. complessi aspetti sia materiali che mo 4) Lo sport più puro, quello in rali. telligente, consapevole, ponderato I Gruppi Sportivi della G.I.L. era geniale e innovatore, trova nella no diretti, nella loro grande maggio scuola il terreno più conveniente. ranza, da persone di scarsa competenza Lo studente lotta o giuoca in modo tecnica ed esperienza sportiva perchè ben diverso dal manovale. o provenienti da corsi teorici acceleratissimi e perciò assolutamente insuffi 5) La scuola con la pratica su cienti a creare degli esperti tecnici, o larga scala degli esercizi agonisti tioppo giovani e, naturalmente, privi ci, può ragguingere rapidamente un di quella esperienza che solo la lunga risultato effettivo di prassi spor pratica può dare. tiva nazionale, può cioè conferire Chi reggeva le sorti dei Gruppi una « mentalità sportiva » all'inte Sportivi della ex G.I.L. e dava l’indi rizzo agli stessi, non aveva che una ra nazione. Come testimonia il preoccupazione : gettare la massa dei mondo anglosassone ove lo sport è giovani e, quel che è peggio, dei gio diventato una « seconda natura » di vanissimi, nell’àgonistica creando ma tutti appunto perchè, è, direi, ma stodontici e spesso troppo duri tornei teria integrante d'ogni ordine di e trattando alla stessa stregua tutti gli studi. Negli S. U. gl'incontri più sports. Si ideava così con lo stesso cri emozionanti avvengono tra collegi terio un torneo di ginnastica ed un universitari. campionato « novizi t> di pugilato sot toponendo dei giovani e spesso più che 6) La ginnastica propriamente acerbi pugilatori, ad uno -sforzo che detta, inserita nell'orario scolasti era dannosissimo al fisico, senza punto co, va d'ora innanzi orientata verso pensare che se un ginnasta può ga una tonalità sportiva che impegni reggiare ogni giorno per una settima maggiormente l'iniziativa e ia re na, un pugilatore, specialmente se gio sponsabilità dell'individuo, come vane, non può fare altrettanto. Nè i valido ausilio alla formazione del direttori sportivi si curavano di con carattere. Andrebbe cosi radical statare quali erano i risultati pratici che queste gare massacro davano, pa mente eliminato quel piatto milita
ghi del fatto che si era riusciti a por tare a termine la grandiosa compe tizione. Ma un altro capitale errore commet tevano i dirigenti di questi Gruppi Sportivi che pure controllavano l’ot tanta per cento della gioventù italiana (l’altro venti per cento era trascinato nell’errore dalla grandissima maggio ranza) : trascuravano completamente la preparazione fisico-sportiva dei gio vanissimi, quella preparazione fisica che è indispensabile preveda lo sport agonistico se si vuole che il giovane possa non solo esplicare con il mas simo profitto le sue qualità atletiche, ma praticare l’agonistica con vantag gio fisico.
E’ questo l’argomento sul quale vo gliamo soffermarci brevemente, per chè esso rappresenta, senza dubbio, il punto di partenza per arrivare ana or ganizzazione sportiva su basi raziona li e coh principi tecnici appoggiati al l’esperienza. Fissati i due presupposti — sui qua li ormai la grande maggioranba degli esperti sono d’accordo — che qualun que ramo di sport richiede una prepa razione fisico-atletica comune e che fino a sedici anni, e per alcuni sports sino a diciotto, i giovani non devono partecipare a gare vere e proprie nelle quale si richieda al loro organismo il massimo sforzo, occorre dedicare la più scrupolosa cura a quella che è la preparazione preatletica. Sono le palestre, coperte e scoperte, che devono raccogliere i giovanissimi in questa prima e importantissima fa se della loro vita sportiva. Nelle pa lestre devono forgiarsi i futuri atleti facendo loro seguire metodi e pro grammi scrupolosamente studiati da esperti, programmi che portino gra dualmente i ragazzi dai dodici ai se dici anni a quell’armonico sviluppo fi sico necessario per iniziare la pratica dello sport agonistico in quella specia lità per la quale le qualità fisiche, naturali e acquisite, di ciascuno diano affidamento di buona riuscita. Alle pa lestre, adibite a tale uso, dovranno af fluire anche gli allievi delle scuole e dei collegi che intendano dedicarsi in seguito ad uno sport per seguire un vero e proprio corso graduale di edu cazione fisica preatletica sotto l’attenta guida di insegnanti capaci, perchè spe-
con il nostro giornaletto, i primi programmi, le bozze di alcuni opu scoli, • moduli di affiliazione, le schede biografiche e infine con le tessere del C.S.I. cne saranno, ad un tempo, anche i documenti socia li delle Unioni Sportive e deile stesse Federazioni del C.O.N.I. E nessuno più ci terrà il broncio per chè con il primo numero di « Sta dium », molto materiale, indispen sabile per l’inquadramento e l'ini zio dell'attività; giungerà agli uffici diocesani ed ai Comitati Provincia li, i quali debbono sorgere — lad dove ciò non è ancora avvenuto — con la migliore rapidità possibile. I primi mesi di impostazione del C.S.I. non sono stati certo i più graditi, eppure necessariamente si è dovuto procedere a ritmo ridotto, ritmo certo assai diverso da quello che la nostra organizzazione dina mica e viva manterrà in avvenire. Il C.S.I. è organizzazione che ha in tenzione di vivere una vita lunga e feconda, non quella effimera di pochi mesi. Ecco perchè si è pre ferito badare dapprima, in silenzio e tranquillità, alle fondamenta in dispensabilmente solide, poi al re sto, perchè la facciata di per sè stessa imponente abbia alle spalle un edificio sano in ogni sua espres sione, vitale e ammirato. Altret tanto dovrà avvenire in provincia tenendo presente che tutto quanto sarà fatto nelle varie branche ago nistiche e in quelle della ricreazio-
ciali zzati in materia e appassionati perchè consci dell’ importantissimo compito loro affidato, compito al qua le devono dedicare tutta la loro intel ligenza e infaticabile attività. Il problema delle palestre non è di difficile soluzione purché tutte siano dedicate all’educazione fisica della gioventù e non adibite, in nessun ca so, a scopi speculativi o pseudo spor tivi. Rappresenta invece un non sem plice ostacolo da superare, la creazio ne di un complesso di insegnanti con le qualità sopra accennate e che sap piano, seguendo un indirizzo unico, espletare i programmi nei loro diversi gradi. D’altro canto poiché trattasi so pra tutto di unicità di indirizzo e di metodo, e gran parte di quelli già esi stenti si potranno inquadrare le idee con corsi integrativi, mettendoli poi alla prova sotto la sorveglianza di ispettori provinciali scelti, questi, tra esperti di provato valore.