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Stadium n. 1/1924

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STADIUM Si pubblica il 15 e il 30 del mese _______

ANNO XVIIII — NI

! ROMA —

15 gennaio 1924

Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

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Ancora la scuola media Quando la peima volta apparve il decreto che doveva disciplinare l'educazione fisica felle scuo­ le medie, la nostra voce si levò nel campo ad­ dormentato e, se la nostra modestia' e lo per­ mette, riuscì a destare tutte le organizzazioni cattoliche fino al punto ci indire a Roma un con­ gresso straordinario di E. F. Le critiche mosse allora al decreto e quelle posteriori forse un po' più vive, ma dettate dall'aio re grande che noi portiamo alla vera educa; i..re fisica, non erano infondate. Però crediamo utile tornare sull’ar­ gomento oggi, magari per ridire cose già dette, ma pienamente convinti che l'ultima parola sul­ la educazione fisica ne la scuola media non sia stata detta ancora e che quindi sia un dovere per i cattolici tutti, senza preoccupazioni contingenii, operare a che una riforma del decreto p rti l'ordine e la disciplina là dove ora c'è il disordine ed anche l'anarchia. Ecco infatti ciò che i ha determinati a pren­ dere la penna nell’artgcmento. li Bollettino della Federazione degli insegnanti di educazione fìsica pub Mica : « E' tornato da Roma il nostro Preside"ite il quale procuratosi l'assistenza — che fu preziosis­ sima — del'l’on. Farinacci, si era recato alla ca­ pitale con alcuni colleglli per sostanere gli inte­ ressi della classe. Prima di presentarsi al Ministro Gentile, la Commissione ritenne doveroso di far visita a S. E. l’on. Finzi quale Presidente onorario dell'Ente autonomo di Milano, il quale volle personalmente raccomandare al Ministro dell'istruzione le do­ mande che gli sarebbero state presentate. S. E. Gentile accolse e trattenne la Commis­ sione con molta cordialità e ricevette un memo­ riale in cui si chiedeva in primo luogo la revisio­ ne del Decreto 15 marzo 1923 e poi si faceva seguire una serie di richieste a favore dell'E. F. e dei suoi insegnanti. Mancanza di spazio ci obbliga a rimandare al prossimo numero un resoconto più particolareg­ giato. Ma anche prima che sia stato pubblicato il prossimo « Bollettino », il Presidente riferirà al Congresso della Sezione Piemontese, a Torino, il giorno 29 corr., sicuro di trovare colà adunati molti soci di questa e di altre sezioni. L’accoglienza del Ministro Gentile fece una buona impressione e la Commissione credette di rimandare ad altro momento la richiesta di un’udienza a S. E. il Presidente die] Consiglio dei Ministri, che l’on. Farinacci era disposto a domandare ». Ora dopo ciò, dopo cioè che un deputato fa­ scista si fa paladino di un movimento d'inse­ gnanti che non lè favorevole all’ENEF; dopo che il presidente dell’ENEF, sia pure onorario, rac-

ccmanda al Ministro Gentile la Commissione ; dopo che il Ministro Cen’ile è costretto a dare assicurazioni per la revisione del decreto 15 mar­ ze 1923, n n ci rem ra p e a essere tacciata) di partigianeria o di partito preso la nostra opera di critica.

L’insegnamentc d'oggi Guardiamo adunque oggi come va l'insegna­ mento nelle scuole. Nella maggior parte delle città d Italia al prin­ cipio dell'anno scolastico, come era facile preve­ dere, l’insegnamento della ginnastica non c'era... Sui primi di dicembre qua e là s.i è dato prin­ cipio alle lezioni, ma senza ardire e senza diret­ tive. L’impossibilità di applicare le norme fissate dall’Einte sono subito ¡apparse evidenti, tanto che queisùi ha dovuto suo malgrado ridurre il numero degli alunni da affidarsi a ciascun insegnante. Riprova anche questa che lo studio non era maturo e che i criteri con i quali le norme erano state dettate non erano esclusivamente di educa­ zione fisica. Ma con tutto ciò l’insegnamento non va... Tutti sanno oramai gl’inconvenienti grandi e piccoli di tante città d’Italia : bastino quelli di Trieste, di Milano, di Roma... A Milano, almeno, le co-e dovevano andar be­ ne. Diceva infatti all'inizio dell’insegnamento un giornale tecnico degli • insegnanti : « Gli occhi di tutti coloro che sono interessati ali’esperimento sono rivolti verso la metropoli lombarda, anche perchè a tutti era noto lo stato lodevole della educazione fisica nelle palestre di Milano. Non siamo soliti a precipitare le cose. La stes­ sa maturità con la quale abbiamo espresso i no­ stri .giudizi sulla riforma, ci guiderà nel comuni­ care alla classe e all’opinione pubblica i rilievi che quotidianamente andiamo raccogliendo. Senza pregiudizi e preconcetti noi siamo al­ l’opera e senza punto risparmiarci. Vogliamo mettere la nostra coscienza di fronte ad una si­ tuazione scevra di scrupoli Domani, quella che sia, duerno a voce alta la verità, anche quando questa dovesse ad altri dispiacere ». Attendiamo adunque questa verità, dopo gl'incon­ venienti che hanno allietato la Metropoli lombiarda. Per quello che riguarda Roma, pubblichia­ mo un commento di un giornale quotidiano del­ la capitale che così si esprime : « L’andamento deli’insegna mento dell’educazio­ ne fisica nelle scuole di Roma e lo svolgimento dell’altisonante programma dell’ENEF sono ri­ masti quasi lettera morta. Anzi questo famoso

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parto gentiliano finora non ha visto — nella capbale d'Italia — che l’impossibilità di ogni pra­ ti za attuazione. Le vacanze del Natale e del Capo d'anno sono ormai terminate e gli al’ uni delta scuole secon­ darie della capitale hanno ripreso a frequentare le lezioni. Nessun sintomo vi è però che l’educa'zioc.e fisica abbia in essa quella parte che è scritta nei programmi. L’insegnamento della gin­ nastica tuttora non viene affatto impartito a molti studenti delle scuole medie di Roma... ». Si potrebbe, lanche continuare ma è inutile; è necessario che il buon senso si faccia s)‘rada e che 'il principio informatore del decreto non sia annullato da impacci burocratici e da strettoie monopolistiche Non ripetiamo adunque quello che già abbia­ mo detto altre volte, facciamo solo un voto, che •anche da parte dei cattolici si segua, una linea netta e precisa per armoni-rare l'insegnamento della educazione fisica con i principili di giustizia e di libertà ai quali è ispirata la riforma Gentile.

L’inssgnamento ài domani. Noi sappiamo, abituati da anni a seguire il movimento della educazione fisica in Italia, che una delie j iù grandi difficoltà per il suo incre­ mento dipende in gran parte dagli uomini. Vi sono molti insegnanti di educazione fisica in Italia veramente capaci e degni, è vero, ma non sono in numero tale da poter fcr fronte alle nuove e sempre maggiori esigenze dell'insegna­ mento E' quindi logico, naturata che il primo com­ pito di chi si è assunta la grande responsabilità di provvedere alla educazione fisica di tetta la massa degli studenti delle scuole medie dovreb­ be essere quello di creare la fucina per i nuovi docenti... invece... 11 doti. Giovanni De Fazio così scriveva in pro­ posito negli ultimi giorni di dicembre, prima cioè della chiusura degli Istituti di magistero : « Intanto c’è un male a breve scadenza che occorre evitare e che sarà evitato : la chiusura a fine d’anno degli Istituti di magistero di Napoli, Roma e Tonino. Per essere affatto sincero dirò che la chiusura dei magisteri è l’unica beneme­ renza dell'ENEF. Ma tra il male di Istituti non perfettamente rispondenti al loro fine e l'altro della penuria — già sentita e d’anno in anno aggravantesi — d’insegnanti diplomati, bisogna sce­ gliere il minore, eh’è quello della conservazione degli Istituti. Non certo di tutti e tre, ma sol­ tanto di quello che per concorde parere di noi tutti è il migliore e più degno: l’Istituto di To­ rino. — Deve restare com'è, oppure occorre rifor­ marlo ? — 'Ecco, se l’ENEF ha da vivere — e per


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