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Stadium n. 1/1923

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Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVIII — N

ROMA — 15 Gennaio 1923 Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70- ROMA

Conto corrente postale

BUON ftNNO! Sport Buon anno! L'augurio viene oggi spontaneo sulle nostre lab­ bra senza vincere difficoltà, come espressione na­ turale di uno stato d'animo che è tutto un prelu­ dio di grandi speranze. Guardare in faccia i'1 domani è triste solo per chi senza vita e senza fiducia* nulla ha preparato per vincere la sua battaglia. Ma per noi, dopo la crisi aspra e difficile è con gjiioia viva che il più va> sto campo d’azione ci si apre dinnanzi con gli albori del nuovo anno. La F. A. S. C. 1. sa dì es­ sere ogni giorno di più una forza necessaria per l’azione cattolica e sa che solo operando con al^crità e con tenacia si può riuscire a vincere la diffidenza dei molti, l'ostilità dei pochi. Sarà veramente il 1923 l’anno buono e fecondo che noi da tempo aspettiamo? Auguriamocelo con tutto il cuore e cerchiamo per quanto sarà possi­ bile con l'opera nostra di renderlo tale. E’ un a'jtro anno intanto che il Signore ci apre dinnanzi per il buon apostolato, per la buona semente. Basterà a noi fare quello che alle nostre forze può essere consentito; farà il Signore, da parte sua, il resto. Ma intanto avanti per il nostro cammino. Non dobbiamo volgerci indietro, la nostra stella, come diceva Leonardo, ci deve guidare. Se pensiano che in Italia siamo forse noi i soli a parlare ancora ai giovani di educazione fisica e morale senza se­ condi fini e senza personali interessi, perchè quando si opera nel nome di Dio si opera in nome del più grande e del più puro ideale : se pen­ siamo che senza aiuti e senza incoraggiamenti pos­ siamo ancora, e ogni giorno di più, assolvere il nostro arduo dovere ; se pensiamo che chi più ci ostacola alle volte è chi più dovrebbe darci il suo aiuto e che ciò non ostante Lai F.A.S.C.I. ascende gradualmente per la sua china ; allora amici è na­ turale che l’augurio per il nuovo anno sia un inno di speranza e di gioia. Buon anno, adunque! Ai vicini e ai lontani, ai nuovi ed agli antichi lamici. Buon anno per le nostre società e per la nostra organizzazione ; buon anno per tutti .cdloro che intorno a noi si stringono oggi commossi e consapevoli e guardano pregando l’alba nuova che tinge di rosa il nostro orizzonte! Buon anno anche a coloro che oggi non sanno comprendere l’opera nostra, con la speranza che anche per loro sorga l’aurora della luce. E avanti tutti, al lavoro, senza posa e senza scoraggiamenti, avanti nel nome del Signore. Buon anno! « STADIUM ».

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. L.

io

e Ginnastica nel 1922

Chiuso l’anno facciamo un bilancio breve. La turbinosa vita del defunto 1922 ha lasciato dietro di sè ricordi incancellabili anche nel cam­ po della ginnastica e dello sport e fissare-, sia pure in poche parole, i fatti più sa1 ¡enti e le mète rag­ giunte, sarà certamente utile e istruttivo. Per quanto riguarda gli siports pnendiamo le no­ tizie da un articolo di M. Spetta, nome noto negli ambienti giornalistici sportivi di Roma; per la gin­ nastica, poiché di questa pochi oramai si curano, cercheremo noi dare qualche breve nota riassun­ tiva. • Ecco' intanto quanto scrive M. Spetia :

• * *« Per quanto dissanguata e avvilita dalla incuria e dall’opera deleteria di dirigenti e di governi, l’a­ viazione italiana è più che mai in piedi e vittoriosa. AlFinizio dell’anno è il capitano Martinelli che si aggiudica la più importante gara aviatoria che sia stata mai disputata fino ad oggi. I suoi duelli con Sadi Lecointe per la Coppa Michelin sono ancora vivi nel ricordo di tutti. L’anno è chiuso con il meraviglioso rècord di Passaleva che su idrovo­ lante italiano tocca i 280 km. di media oraria bat­ tendo nell’azzurro dei cieli le aquile ed i ve ivoli di tutte le nazioni del mondo. Felice Nazzaro, calmo, regolare, dal cuore e i muscoli di freddo acciaio, ritorna alle gare e batte i più grandi campioni del volante ; e il vulcanico Bordino l’incalza dappresso non vedendo altri av­ versari che si contendano un primato di virtuosi­ smo e d’audacia nel pilotare le rosse e diaboliche Fiat che segnano il massimo fino- ad oggi raggiunto della -perfezione e della velocità nel campo auto­ mobilistico. Un’altra industria italiana modesta, ma 1000 volte più valorosa della sua modestia, trionfa nel confronto con le altre della Francia, dell'Inghil­ terra e dell'America. E’ la piccola motocicletta Ga­ relli che guidata dalla mano fermissima e dall’oc­ chio sicuro di Gnesa vince la più grande gara mo­ tociclistica del 1922, il circuito di Strasburgo, la cui fama internazionale aveva chiamato a raccolta tutti gii «assi» del piccolo motore. Girardengo vince il campionato italiano su stra­ da con uetta superiorità su g'i avversari e si di­ mostra in prove internazionali ’ come il Circuito del Lemano, il Gran Premio Wolber ed il Crite­ rium degli Assi, tale d’aver diritto ia contendere, con sì e no altri 3 o 4 campioni delle corse su strada, il titolo di campione del mondo. Su pista registriamo il recentissimo trionfo di Belloni ne’la prova massima americana, i sei gior­ ni di Madison Squaret con la quale vittoria ab­ biamo spezzato un altro ostacolo alla nostra su­ periorità in ogni ramo di sport. Cesare Moretti in Europa, e Orlando Piani in Amebica, sono opposti a parità di condizione e spesso vittoriosa, agli Spencer, ai Grenda, ai Clark, Eaton, Poulain, Kauffmann, Spears e Moeskops, mentre nelle imponenti prove dietro motori una

giovane recluta, l’italo-ticinese Valentini s impone di colpo all’attenzione di tutti vincendo facilmente il campionato italiano. Una vecchia gloria sportiva nostra rifulge di nuo­ vo splendore : la scherma. Sassone, il nuovo astro italiano, batte il campione francese e vorrebbe in­ contrarsi con quello che in Francia si pensa si­ curamente il più ¡portentoso campione del mondo : Gaudin, ma questi, memore del difficile incontro con Aldo Niadi non intende arrischiare contro il più forte italiano la sua rinomanza custodita entro una inaccessibile torre d’avorio. La morte di Sen.iga.glia ci ha privati del più gran­ de canottiere phe il mondo potesse vantare, mia il buon seme del gigante comasco morto eroicamente sul Sei Busi, ha germogliato e l’Italia si avvia len­ tamente ma con marcia sicura a riguadagnare il primato che Senigaglia le aveva assicurato. Meno forti negli sports atletici nei confronti cqn_ i popoli nordici specialmente. Abbiamo retto però il confronto con gli .atleti dell’Europa centrale, mentre nelle prove podistiche di corsa Zucca, Spe­ roni, Ambrosini e Cominotto nelle molteplici gare nazionali e internazionali, il grande Frigerio, Umek, Pavesi e Del Sole in quelle di. marcia han­ no detto chiaramente che l’Italia ha diritto nel cam­ po internazionale ad uno dei primissimi ranghi. Nel calcio il progresso è stato rapidissimo e l’annata si è chiusa ricca di vittorie, intralciate solo dia matches nulli combattuti contro le più famose squadre europee. ❖ ** L movimento ginnastico in Italia non ha al suo attivo grandi pagine nel 1922. Unico fatto degno di speciale menzione è quello del concorso fem­ minile in Roma, che vuole essere il primo passo di una più lunga marcia... Noi pur con le dovute ri­ serve stiamo in attesa. C'è stato poi il concorso federale della F. G. N. che diviso quest’anno da quello femminile è stato più ordinato e ha voluto anche allargare il proprio campo d’azione ad alcuni sports atletici e alle gare podistiche.. Per quanto riguarda la F. A. S. C. I. sia- per la parte ginnastica vera e propria — i concorsi re­ gionali, interregionali e nazionali sono tutti riusciti pienamente — sia per quanto ha la Federazione ini­ ziato in tutti i campi dell’educazione fìsica, poco c’è qui da dire dopo quello che fu pubblicato nella relazione morale al congresso di dicembre. Siamo solo dispiacenti di una cosa, che in Ita­ lia si curi troppo poco la ginnastica e, ecco le do­ lenti note... che mentre si stava facendo qualche cosa di buono sia venuta fuori la intricata que­ stione dei corsi premilitari, le cui incognite aumen­ tano giorno per giorno. A bilancio chiuso in ogni modo non resta che fare l'augurio che possa la ginnastica ritornare ad essere il fulcro di tutta l’educazione fisica e possa la ginnastica insieme agli sports contribuire a ren­ dere più tranquillo e più fecondo di bene l’anno che s’inizia.


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