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HUB Style vol.5_2020

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Maison Operative come cambierà il retail

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PICCOLI, VICINI E TECH

A giudicare dai numeri, la chiusura dei punti vendita in Italia è un trend negativo che il Coronavirus non ha fatto altro che accelerare. Del resto i dati di Confcommercio parlano chiaro: 70mila attività cessate tra il 2008 e il 2018, con un calo del 12,1% su un totale di 980mila negozi. Stime più recenti parlano, inoltre, di una possibile perdita di parecchie decine di migliaia di posti di lavoro nel settore della distribuzione nei prossimi mesi, causati soprattutto dagli effetti che la pandemia ha generato in alcuni settori. Ma anche sulle mutate abitudini dei clienti. Certo, se guardiamo ai dati macro-economici, anche la moda è stata pesantemente colpita dalla crisi. A luglio le previsioni di Confindustria Moda indicavano un calo previsto di oltre il 20% per tre aziende su quattro. Ad agosto si è assistito in alcuni casi a un buon recupero, ma la situazione resta incerta e delicata. In questo quadro generale a tinte fosche, non mancano alcune vivide pennellate di colore. Che stanno svelando inaspettate prospettive.

Tra queste la riscoperta dei negozi di prossimità. Parliamo dei punti vendita situati nei centri storici o comunque all’interno del tessuto urbano delle città, di piccole o medie dimensioni. Insomma, le cosiddette “botteghe” vicino a casa. Più elegantemente potremmo parlare di “boutique”, riferendoci al nostro settore. Così come dei (tanti) piccoli store multibrand italiani. Una rete distributiva capillare e unica al mondo. Che in un periodo così complicato e difficile come quello degli ultimi mesi ha saputo “tenere botta”. In alcuni casi è riuscita perfino a recuperare le vendite perse nei mesi di lockdown. In particolar modo in provincia, in parte nelle metropoli. Comunque a performare spesso meglio dei grandi store nei centri commerciali.

Del resto - è bene ricordarlo - al netto delle chiusure di cui parlavamo, l’Italia continua a mantenere il primato come densità di imprese commerciali per chilometro quadro, oltre che come numero di negozi in relazione alla popolazione. A confermarci la grande resilienza di questa tipologia di punti vendita non sono solo le dichiarazioni di molti operatori con i quali quotidianamente la nostra redazione si confronta. Non mancano anche dati ufficiali. Come quelli raccolti dall’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano. La cui direttrice Valentina Pontiggia ha recentemente affermato senza mezzi termini che “il prossimo decennio per il retail italiano sarà caratterizzato dal ritorno alla prossimità”.

Una riscoperta del modello urbano che certo non è passata inosservata ai grandi gruppi, tanto che grandi catene nel settore food hanno iniziato a proporre format su superfici più piccole. Un trend avviato anche da big come Ikea, Leroy Merlin o Decathlon. Il tema è anche quello di poter ottimizzare i costi di gestione dello spazio, così come del personale. Certo, i centri commerciali avranno sempre la loro importanza e per certe tipologie di negozi e prodotti sono ormai diventati imprescindibili. Ma per settori particolari e che puntano su qualità, ricerca e rapporto personale, la tipologia del negozio di prossimità, più piccolo e più vicino al cliente, è destinata a rivelarsi ancora (forse sempre più) vincente.

È fondamentale quindi elaborare le giuste strategie e puntare anche sull’innovazione. Evolversi integrando nel proprio modello di business la componente tecnologica oggi è sempre più imprescindibile. Le persone tendono ormai a utilizzare il proprio smartphone come un’estensione del proprio corpo (come ben illustrato peraltro già nel 2018 da Alessandro Baricco nel suo interessante libro “The Game”). I visitatori di uno store non fanno eccezione. Ecco perché anche i negozi di prossimità, oltre a essere piccoli, belli e curati, dovranno essere sempre più tecnologici e digitali.

BENEDETTO SIRONI

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Anno 04 - N.05 / 2020 Periodico bimestrale - Registrazione al Trib di Milano n° 178 del 9 giugno 2017 - Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 Novembre 2007

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VIVERE L’AMBIENTE URBANO

Era il 1998 quando Moreno Ferrari creava la collezione Urban Protection firmata C.P. Company, di cui la Metropolis Jacket è stata una dei pezzi più riconoscibili. È il 2019 quando l’azienda decide di rieditarle come parte della proposta invernale 2020, Next Landscape. Il concetto sviluppato dal designer Paul Harvey rappresenta l’immagine di un futuro ambiente urbano in cui alla natura viene dato spazio per crescere tra le architetture cittadine. Ogni capo di Urban Protection è caratterizzato da un distintivo badge C.P. Company staccabile e la gamma di materiali comprende tessuti come Dyneema, GoreTex Xenia e Infinium e Taylon.

PUCCI E KOIZUMI INSIEME

PER LA CAPSULE ESTIVA 2021

I CAPI DINAMICI DI CHIARA BONI

L’omonima stilista lancia Leisure: la nuova linea di capi comfy ma identificativi dello stile della maison. “In piena pandemia ho guardato nel guardaroba e anche online ma non ho trovato quello che desideravo. Allora l’ho realizzato: capi dinamici per vestirsi bene, con leggerezza dentro e fuori casa”. È così che Chiara Boni descrive l’essenza della nuova proposta in cui l’iconico tessuto del brand dimostra la sua elasticità. I pantaloni si caratterizzano per una vestibilità skinny o baggy con elastico in vita e al fondo gamba. I top sono basic girocollo o scivolati e non mancano polo e bluse. Le tinte si alternano tra le monocromatiche e i bianchi e i neri. Le stampe sono animalier ed effetto lamè.

L’INVERNO DI KENZO È SINUSOIDALE

È il direttore artistico Felipe Oliveira Baptista a disegnare la nuova collezione di accessori firmata Kenzo. Sinusoidale, la proposta per l’inverno 2020 si chiama Onda e viene realizzata in pelle pieno fiore o vetrificata.

La borsa è a secchiello in tre differenti dimensioni nei toni dell’ecru, kaki, cammello e nero. Così la cinta, il porta bottiglia e il porta smartphone. Le nuove proposte sono disponibili nelle boutique Kenzo e sullo store online a partire da ottobre 2020.

BACK IN TOWN

Emilio Pucci invita il designer giapponese Tomo Koizumi a colla borare alla creazione di una capsule per la nuova collezione primavera-esta te.“Tomo è una sorta di mago, unisce la sua straordinaria tecnica con una visione fiabesca e sognante della femminilità. Collaborando attivamente con il team creativo di Pucci aggiunger à il suo tocco estroso e divertente alla sofisticata e molto femminile collezione pe21”, dichiara la maison. Una partnership svelata insieme alla nuova proposta estiva attraverso un cortom etraggio in occasione di Milano Fashion Week, sabato 26 settembre 2020. La capsule Tomo Koizumi x Pucci sarà disponibile da marzo 2021 in tutte le boutique Emilio Pucci del mondo e in selezionati store.

Claudie Pierlot “torna in città” dopo l’estate e lo fa con proposte dai design androgini. Ai piedi mocassini e scarpe con lacci di velluto e morsetti. La borsa Anouck è presentata in duplice variante: la si può portare a spalla come se fosse una pochette o indossarla in vita come una cinta. La maglieria presenta righe bretoni alternate agli animalier mixati alla pelle. I completi giocano sui contrasti. La capsule “back in town” è disponibile dallo scorso 2 settembre 2020.

COLLABO

BIRKENSTOCK X VALENTINO GARAVANI, LA SECONDA COLLABO

Prosegue la partnership tra Maison Valentino e Birkenstock dopo la prima proposta lanciata sotto la direzione creativa di Pierpaolo Piccioli in occasione del fashion show parigino dello scorso gennaio 2019. Un nuovo sandalo unisex Arizona dal design iconico rivela il logo Valentino VLTN. Presentati in una stampa maxi-camouflage, vengono declinati in tre varianti colori: verde militare, giallo e grigio. Il plantare nero è rivestito in pelle e le fibbie si tingono ton sur ton. La nuova collezione è disponibile in limited edition sugli store online 1774.com, valentino.com e nelle boutique Valentino dallo scorso 3 settembre.

LUXURY OUTDOOR

Il luxury brand Jimmy Choo collabora con Timberland in nome di una partnership esclusiva. L’edizione limitata rivisita l’iconico boot giallo per uomo e donna. “Collaborare con Timberland ci permette di esplorare nuovi percorsi”, dichiara Sandra Choi, creative director di Jimmy Choo. La collezione Jimmy Choo x Timberland è disponibile presso boutique selezionate a livello globale e online su jimmychoo.com e timberland.com dal 9 settembre.

CREATIVITÀ NOSTALGICA

“Levi’s diventa una tela bianca per le costruzioni LEGO. Questa è una collaborazione divertente che celebra l’espressione di sé, la creatività e lo spirito nostalgico”, dichiara Karyn Hillman, chief product officer Levi Strauss & Co. In esclusiva per questa collab, la collezione presenta la prima base flessibile LEGO. È quindi possibile rappresentare il proprio design personalizzato utilizzando i LEGO DOTS da applicare su un pannello flessibile in silicone. Cucite direttamente sull’indumento, chiunque può creare il proprio disegno utilizzando tessere simili al mosaico che si agganciano alla base.

EDIZIONE LIMITATA PER CANADA GOOSE E WANT LES ESSENTIELS

Limited edition per il canadese nato nel 1957 Canada Goose e WANT Les Essentiels di Montreal, per la stagione primavera-estate 2020. Una partnership che prende il nome dalle direzioni cardinali della bussola, Cardinal e si compone di quattro pezzi. Ciascun elemento “si parla”, interagisce e funziona come fosse un sistema unico. Backpack è il primo zaino in assoluto di Canada Goose. Jacket è il capo antipioggia unisex e impermeabile che si ripone nel cappuccio e può essere agganciato allo zaino quando non viene utilizzato. Waist Pack è l’altra novità per il brand canadese: il marsupio regolabile indossabile anche a tracolla. Il cap è resistente all’acqua.

SONO TRE LE NOVITÀ SACAI X TEN C

Ten c e sacai collaborano a una capsule collection disponibile dal 19 settembre. La partnership presenta capi di abbigliamento da esterno che accostano un abbigliamento sportivo e militare. Sono tre i modelli che hanno sfilato: mods coat, creato dalla combinazione del bal collar coat di sacai e il parka di Ten c; un blouson con il fronte che richiama il tempest anorak del brand di Fusco e un piumino.

5WAY TORNA NEL CUORE DI BRERA PER LA SUA TERZA EDIZIONE

Un appuntamento ormai consolidato quello che 5WAY dedica ai talenti emergenti della moda e lo supporta con l’e-commerce all’interno di un nuovo store online, 5way.it. Digitale e fisico sono quindi uniti per ampliare la customer experience. Fino al 28 settembre il pop-up di 5WAY offrirà la sua selezione di firme internazionali in uno store di 100 mq in via Fiorichiari 24, dove saranno esposti 37 giovani designer indipendenti internazionali selezionati da Ruth Read, art director e co-founder del progetto.

ALPHATAURI VINCE

ALLA RINASCENTE DI MILANO E IN F1

AlphaTauri inaugura il nuovo pop-up store in Rinascente. È piazza Duomo ad accogliere l’opening in concomitanza della settimana del Gran Premio di Formula Uno. Per l’occasione ha presentato un’anteprima dei look chiave della collezione primavera/estate 2021 e alcune proposte della collezione autunno/inverno 2020. Irene Saderini ha accolto all’evento gli ospiti insieme con il ceo Ahmet Mercan e Adriano Baffi, direttore commerciale di Rinascente per una live chat con Franz Tost, team principal della scuderia AlphaTauri e i due piloti Pierre Gasly e Daniil Kvyat direttamente da Monza. Successivamente all’evento, il team di F1 Scuderia Alphatauri vince il Gran Premio.

SECONDO OPENING MILANESE PER SAVE THE DUCK

A due anni esatti dall’apertura del primo monomarca al 12 di via Solferino, la prima azienda della moda italiana certificata B-Corp raddoppia a Milano. È stato inaugurato lo scorso 16 settembre in via Dante 3 il flagship store di Save The Duck che celebra la ripartenza post Covid-19. “Il nuovo monomarca è stato realizzato in tempi record e in piena emergenza sanitaria ed economica. Ma sono convinto che la forza di un’azienda, in qualunque settore operi, si veda anche e soprattutto nei momenti di difficoltà”, afferma Nicolas Bargi, amministratore delegato del brand. L’azienda prevede di chiudere il 2020 con un fatturato a quota 35,5 milioni di euro e un EBITDA del 20% circa.

CONTINUA L’ESPANSIONE ITALIANA

DI FIELMANN

L’azienda tedesca Fielmann, specializzata nel settore ottico e nella vendita di occhiali al dettaglio, inaugura il terzo store in Piemonte, a Cuneo. In via Roma 52 lo scorso 3 settembre si è svolto l’opening del negozio di 173 mq con oltre 1.000 montature di design e blasonati marchi internazionali. Così il numero di store italiani sale a 29 con la previsione, entro il 2020, di almeno due nuove aperture aggiuntive. “Fielmann è designer, produttore, distributore e ottico. Copriamo ogni fase della catena del valore. Eliminando gli intermediari garantiamo il miglior prezzo ai nostri clienti, questo perché ci riconosciamo in loro”, dichiara Ivo Andreatta, country manager Fielmann Italia.

A MIAMI NUOVO FLAGSHIP STORE

PER MARNI

È al primo piano del Bal Harbour Shops di Miami il nuovo flagship store di Marni. Con oltre 100 metri quadrati, la boutique si caratterizza per sinusoidali elementi architettonici che si fondono con i colori originali riflettendo l’estetica della maison. La facciata conserva il carattere storico proprio dell’Art Déco. Il pavimento è in legno e distingue l’ingresso dello spazio che si apre su un’ampia area dedicata alle calzature e ai capi ready to wear presentati su rail iconici. Lo store ospita anche la collezione di occhiali esposti su ripiani in ottone satinato. Lo spazio in marmo si declina in diverse tonalità e le geometrie ritmiche accompagnano tutta l’area. Compresi i mobili in legno, vetro, ottone e schiuma, costituiti da moduli flessibili che ospitano la piccola pelletteria e gli accessori.

EVOLVERE VERSO PARADIGMI SOSTENIBILI

Ecco come aziende e consumatori possono “sbloccare il cambiamento”

DIGITAL TRANSFORMATION

L’attenzione all’ambiente è un impegno che riguarda tutti gli aspetti aziendali, non solo la produzione. In quest’ottica, gioca un ruolo fondamentale la digitalizzazione. A partire dal prossimo inverno, Rewoolution inserirà in tutti i capi delle sue collezioni i tag NFC, strumento di comunicazione con il cliente della tracciabilità di ogni singolo prodotto. Attraverso queste etichette, chi acquista potrà conoscere la “storia” del capo, risalendo fino all’allevamento da cui proviene la lana. La digitalizzazione interessa anche le strategie e le modalità di comunicazione con gli store: ne è un esempio la scelta di preferire cataloghi solo in versione digitale alle tradizionali edizioni cartacee.

UNLOCK THE CHANGE

Parlano Eric Ezechieli e Paolo di Cesare (nella foto), cofondatori di Nativa, prima Benefit Corporation in Europa e prima Certified B Corp in Italia.

“È il momento di un reset”. È quanto scritto sulla vostra home page. Cosa si intende per rigenerazione? E di cosa si occupa nello specifico Nativa?

Nativa è una design & innovation company che opera al fianco delle imprese che vogliono accelerare verso un nuovo paradigma, sostenibile e soprattutto rigenerativo.

Cosa ha spinto Nativa, insieme alla community delle imprese B Corp, a lanciare la campagna “Unlock The Change”? Di cosa si tratta?

La campagna “Unlock The Change” rappresenta una reazione senza precedenti al momento che stiamo vivendo. In questi ultimi mesi si è infatti palesata, a livello globale, la necessità di un cambiamento profondo all’interno della nostra società e in particolare nel suo modo di fare business. Le B Corp rappresentano una valida risposta, sono aziende che rispettano i più elevati standard di sostenibilità al mondo. Sul sito unlockthechange.it è possibile documentarsi e scoprire come sia le aziende che le singole persone possano agire in modo concreto, sbloccando il cambiamento.

ESSERE B CORP

Per le aziende proponete un nuovo modello di business: qual è?

Le aziende al giorno d’oggi non possono più pensare di prosperare prendendo più valore - economico, sociale e ambientaledi quanto ne creino. Devono impegnarsi a produrre un impatto positivo sull’ambiente e sulla società.

Cosa possono fare i consumatori per “sbloccare il cambiamento”?

La campagna “Unlock The Change” è rivolta in primis proprio al consumatore. Tutti infatti possiamo contribuire a fare la differenza, chiedendo ai nostri brand preferiti di diventare B Corp o decidendo di comprare solo da quelle aziende che rispettano i più alti standard di sostenibilità. Lo scopo della campagna è anche raccogliere tali richieste da parte dei consumatori, per veicolarle poi alle aziende che non sono ancora B Corp. Come dice la campagna, solo uniti ce la faremo e adesso è il momento giusto per cambiare.

Le B Corp sono imprese che operano secondo i più alti standard globali verificati di performance sociale e ambientale, formando un movimento globale di oltre 3.400 aziende. In Italia, sono oltre 100 le società che hanno raggiunto la certificazione B Corporation.

L’AGRICOLTURA ORGANICA E RIGENERATIVA

Il cambiamento climatico è primariame nte attribuito all’aumento della concentrazione in atmosfera di anidride carbonica (CO2), il principale gas responsabile dell’effetto serra. A contribuire all’aumento di tali emissioni – circa un quarto del totale – sono l’agricoltura e la coltivazione di fibre con tecniche industriali, oltre ai prodotti chimici nocivi utilizzati per tali processi. L’agricoltura industriale causa inoltre un progressivo degrado del suolo portandolo all’impoverimento di acqua e terriccio, con una conseguente ridotta capacit à di coltivare colture sane. L’agricoltura organica e rigenerativa, invece, include pratiche meno dannose e senza l’impiego di pesticidi ed erbicidi tossici, al fine di ripristinare il terreno e renderlo più sano e capace di immagazzinare carbonio. L’espansione di queste pratiche potrebbe aiutare a mitigare il cambiamento climatico.

Patagonia ha deciso di supportare l’organico e rigenerativo - il movimento RO - lanciando una campagna di sensibilizzazione e impegnandosi a migliorare il modo in cui vengono realizzati i propri capi. Dal 1996 utilizza cotone organico e nel 2014 ha introdotto quello riciclato. Quest’anno poi, per sostenere le aziende “non organiche” che hanno intrapreso un percorso di transizione verso l’agricoltura biologica che dura tre anni, ha deciso di acquistare piccole quantit à di “cotone in conversione”. Nella primavera del 2020, Patagonia ha lanciato i suoi primi capi in cotone coltivato nelle aziende agricole che lavorano per ottenere la certificazione RO attraverso un programma pilota che coinvolge più di 150 coltivatori in India.

VEGETAL DI LE

PVegetale

SPORTIF: LOCALE E NATURALE

er il lancio di Vegetal, Le Coq Sportif presenta due nuovi modelli: la sneaker retro running Nérée e Gaïa, ispirata alle grandi icone del tennis. Responsabile e a basso impatto ecologico e di carbonio, la nuova gamma del brand francese ha una produzione controllata, cio è senza scorte eccessive.

La tomaia è in pelle vegetale ottenuta dall’uva non utilizzata per produrre vino o grappa. Questi residui vengono trasformati in una pasta che, mediante la tecnica della spalmatura, viene posizionata su una tela di cotone. La suola è in gomma, mentre la soletta interna è in sughero. Il marchio sulla linguetta e i lacci sono in cotone.

THE UPCYCLED PROJECT DI DROME

Upcycled di DROMe è una capsule in edizione limitata dove ogni pezzo è unico, realizzato dall’unione di capi già esistenti, pezzi vintage e materiali di recupero decostruiti e riassemblati insieme, reinventati in nuove forme e volumi. La collezione è interamente cucita a mano in Toscana da sarte locali, utilizzando tessuti e pelli in giacenza nel magazzino, rivisitando vecchi modelli DROMe e mixandoli con abiti di seconda mano che acquisiscono così una nuova vita e un nuovo significato. Ogni stagione verranno sfruttati diversi modelli del passato: il debutto di Upcycled ruota attorno al concetto di camicia da uomo, attraverso la rilavorazione di pezzi vintage di cotone bianco degli Anni ’70, ’80 e ’90, le cui parti vengono scomposte per poi essere ricucite insieme in nuove combinazioni. La collezione ha un packaging caratteristico: grucce di plastica riciclata, etichette di carta riciclata e portabiti riutilizzabili in cotone. Il progetto non è solo un viaggio negli archivi attraverso la storia di DROMe, ma anche un impegno verso un futuro della moda più sostenibile.

Locale

Per la produzione di questa gamma è stato scelto il Portogallo, per il suo tradizionale know-how sulle sneaker in pelle. Il materiale utilizzato, di origine italiana, è realizzato da un partner locale che raccoglie i residui di uva. Orgogliosa dell’origine del suo prodotto, Le Coq Sportif ha scelto di contrassegnare ogni scarpa con l’annata delle uve raccolte utilizzate per produrre il materiale vegetale.

Naturale

Da un anno Le Coq Sportif, per fabbricare le sue scarpe, ha scelto di non utilizzare più la plastica PU derivata dal petrolio. Con l’arrivo di questa nuova gamma, il marchio desidera offrire un’opzione a base vegetale che integri le sue gamme già naturali.

D.A.T.E.: “WE LOVE PLANET”

Si combina con il suede vegan il nylon della tomaia della nuova sneaker Newman Eco Leather di D.A.T.E. nato dal riciclaggio di reti da pesca e bottiglie di plastica. La pelle eco è stata creata riciclando scarti di processi produttivi e le fibre incollate con un particolare procedimento ad acqua. La fodera è in jersey di cotone riciclato con certificato Oeko Tex, ossia privo di sostanze nocive e quindi sicuro per la salute e l’ambiente. Anche la gomma della suola nasce dal riutilizzo di carta e cartone. La soletta interna è personalizzata con il motto “We Love Planet” stampato ad acqua.

AMERICAN VINTAGE È ECO-FRIENDSHIP

American Vintage vira sempre più al green, impegnandosi in un processo di integrazione della sostenibilità che coinvolge l’intero processo produttivo e al contempo incoraggia i consumatori a fare scelte più consapevoli e responsabili dal punto di vista ambientale. Il colore delle sue t-shirt Vegi, per esempio, è ottenuto a partire da una tintura vegetale. Una scelta di coscienza ma anche di stile perché i colori ottenuti da elementi naturali - piante, minerali e fiori – regalano ai capi un effetto vintage. Per la sua proposta invernale, il brand ha scelto invece di utilizzare cotoni organici, provenienti cioè da terreni che, per almeno tre anni, non abbiano fatto uso di pesticidi e di erbicidi. Particolare attenzione è rivolta anche all’eco denim, una tela di jeans realizzata in partnership con aziende in possesso delle principali certificazioni in termini di sostenibilità dei processi produttivi, e che garantiscono un importante risparmio di acqua e di energia.

ACBC: ANIMAL FREE, BIO BASED E RICICLATE

Dal 2017 ACBC – acronimo di “Anything Can Be Changed” - progetta e produce calzature sostenibili componibili, realizzate in eco-pelle e in materie prime naturali come scarti di mela, uva e alga e in derivati da bottiglie di plastica. La tecnologia che garantisce, attraverso una cerniera, l’intercambiabilità di ogni scarpa, è protetta da un brevetto. Diventata subito globale grazie a un video che ha raggiunto 50 milioni di visualizzazioni e oltre 2.500 clienti worldwide, ACBC ha all’attivo 13 store monomarca in nove Paesi e vanta collaborazioni in co-brand con marchi tra cui Moschino e Armani. Nel 2019 la società ha registrato un aumento dei ricavi del 130% mantenendo un EBITDA Margin del 14%. Il brand, oltre a rappresentare un attore importante nel mondo della sostenibilità, crede nel principio della circolarità: le calzature create, finito il proprio ciclo di vita, possono essere infatti riportate all’azienda e successivamente convertite in pavimentazione antiurto per i parchi giochi.

PIONIERI TRA ARTE E MODA

Un’azienda da sempre amante della plasmabilità e forza del colore.

In grado di affermarsi tra Italia ed estero grazie alle innovative tecniche di lavorazione nel cashmere.

Oltre che al suo marchio Avant Toi, fondato nel 1994

Ha il cuore genovese Liapull Cashmere, società di cui fa parte il brand artistico Avant Toi. È il 1947 quando Lia Gambetta decide di intraprendere la strada imprenditoriale e oggi, a distanza di 60 anni, la società è guidata dai figli Mirko e Fiorella Ghignone, dai quali ci siamo fatti raccontare le evoluzioni aziendali che hanno vissuto. Lui è art director e mente creativa. Artista di fatto e appassionato di pittura, ha iniziato a sperimentare le tecniche dell’action painting sui capi. Questo ha dato all’azienda il ruolo di pioniera del colore a livello worldwide. Fiorella invece è la responsabile amministrativa e operativa. Un duo che mira a consolidare l’internazionale esportando più dell’80% delle collezioni di un marchio nato come sinonimo di arte e creatività . Il made in Italy di Avant Toi nel 2019 ha registrato un incremento di fatturato del 4% rispetto all’anno precedente: l’obiettivo è quello di continuare a stupire.

Lia Gambetta è la mente che nel 1947 ha fondato Liapull Cashmere. Da dove è partita? E cosa l’ha spinta a scommettere sullo spirito imprenditoriale?

Da una piccola macchina da maglieria regalatale dal padre con cui ha creato i primi capi secondo il suo estro. La scelta della carriera imprenditoriale deriva dalla sua mente visionaria e lungimirante, accompagnata da una forte passione per il suo lavoro e una buona dose di coraggio e intraprendenza. Da filati basici come il mohair e la lana, con l’incremento della produzione ha scommesso sull’impiego di mate-

riali preziosi come il cachemire e la seta. Una decisione vincente che ha portato la realtà a essere tra le più avanzate in termini di lavorazione e sperimentazione.

Essere un’azienda “familiare” è da considerarsi un vantaggio?

Sì, perché la passione si eredita geneticamente. Essere una piccola azienda familiare ci permette di sfruttare alcuni vantaggi intrinseci nel nostro modello che si basa su flessibilità, specializzazione nel prodotto e, soprattutto, continuità temporale. Nel nostro caso, anche le nostre diverse personalità e specializzazioni permettono una forte e genuina partnership tra il design e il lato operazionale e commerciale.

L’headquarter aziendale genovese è una realtà particolare. Prevedete nel prossimo futuro altre sedi geolocalizzate nel resto del mondo?

La nostra sede sulle alture di Genova, con la sua vista mozzafiato sulla città e sul mare, rimarrà sempre l’headquarter aziendale, nostra fonte d’ispirazione ed energia. Certamente alcune attività e lavorazioni, che già attualmente vengono effettuate in altri sedi italiane presso nostri partner, potrebbero motivare l’apertura di nuovi punti nevralgici. La sede commerciale invece è già a Milano da diversi anni.

Quali sono i capisaldi dell’azienda?

Almeno tre. Fare in modo che tutti si divertano lavorando in un ambiente piacevole e confortevole; abbinare l’innovazione e la tecnologia all’artigianalità e alla manualità; dare

Immagini del processo di tintura del capo
Lia Gambetta con i figli Fiorella Ghignone, responsabile amministrativa e Mirko Ghignone, art director Avant Toi

continuità alla formazione sul campo favorendo la coesistenza di collaboratori giovani con personale di esperienza. Esempio primo è la presenza quotidiana ancora oggi della mamma, con i suoi 92 anni. Il senso di appartenenza, la cultura e la territorialità sono valori fondamentali per noi, insiti in ogni singolo capo e sono cari al cuore di ogni persona che collabora per quest’azienda made in Italy.

Come si è evoluta nel corso degli anni la realtà genovese? Oggi producete anche per altri?

Può capitare che vengano realizzate piccole produzioni customizzate, ma la grande maggioranza viene svolta per i nostri brand Liapull, Avant Toi e per la linea Avant Toi Home.

Quali strategie avete adottato fino allo scorso 2019?

Abbiamo privilegiato il rapporto personale con i clienti multibrand consentendo loro di rappresentare il nostro marchio in maniera quasi esclusiva nella propria zona. Questa continua collaborazione con i clienti, unita alla ricerca che implementiamo per creare un prodotto unico ed esclusivo, aumentano il valore della relazione per entrambe le parti.

Sono cambiate a fronte di Covid-19? Se sì, come?

Abbiamo dovuto organizzarci per essere più digitali e poter mantenere un rapporto anche a distanza con i nostri clienti. È stata quindi creata una piattaforma online protetta da password dove si possono visionare le collezioni attraverso foto, dettagli, video a 360 gradi e attraverso una visita guidata virtuale del nostro team commerciale. Abbiamo poi creato un sito e-commerce al momento disponibile solo per la commercializzazione esclusiva delle mascherine luxury fashion Avant Toi, ma che potrebbe essere il trampolino di lancio della nostra linea home. In questo modo ci faremo conoscere meglio dal pubblico finale. A tal proposito, abbiamo incrementato anche i nostri sforzi sui canali social.

Avant Toi è un progetto di Mirko Ghignone. Cosa rappresenta il brand?

Come è nato?

È stato fondato nel 1994 da Mirko Ghignone all’interno del gruppo Liapull con il desiderio di soddisfare le richieste di un mercato sempre più esigente e in continuo cambiamento. L’universo Avant Toi è permeato di valori che sono espressi dalla costante ricerca dell’in-

solito, dell’inaspettato, da un distacco sempre maggiore dalle regole nella lavorazione dei filati, conferendo ai capi un aspetto al tempo stesso sofisticato e all’avanguardia. Ognuno di essi diviene inconfondibile. La rottura dei canoni estetici e stilistici è alla base della filosofia del brand: vengono esaltati particolari distintivi in assoluta opposizione con gli standard classici e comunemente riconosciuti nel mondo del cachemire. La solidità e durabilità nel tempo sono garantite dai 60 anni di esperienza di Liapull e dalla dedizione di artigiani che hanno trascorso la loro vita tra i nostri filati.

In cosa si concretizza il forte legame con il mondo dell’arte e la ricerca estetica?

Il brand nasce dalla trasposizione su filato e intreccio dell’istinto creativo del suo fondatore, amante della plasmabilità e forza del colore. Pioniere nel mondo del cachemire, eccelle sia per quanto riguarda la sperimentazione delle tecniche di lavorazione dei filati sia per l’innovativa colorazione, rivoluzionando il mondo della tintura in capo. Centrale in questo processo è l’introduzione dell’aerografo, che conferisce ai capi un carattere unico e irripetibile.

Come è strutturata la distribuzione di Avant Toi?

Avviene attraverso la nostra struttura commerciale interna, lo showroom permanente di Milano e quello temporaneo di Parigi. Per i Paesi principali come Stati Uniti e Germania collaboriamo con agenti in loco.

Quali sono i canali di vendita tra fisico e digitale?

Fino al periodo pre-Covid il canale era prevalentemente fisico. Adesso ci siamo dovuti organizzare con la piattaforma virtuale e stiamo concludendo gli ordini anche a distanza, sempre in ottica B2B.

Cosa significa essere “un ponte tra ciò che era considerato nobile e ciò che è povero”?

Negli Anni ’90 il cashmere, fibra nobile, rispettava canoni estetici tradizionali. Avant Toi ha coniugato l’eccellenza della materia con uno stile d’avant-garde utilizzando tecniche di fusione, rotture e agugliatura che conferiscono al prodotto un aspetto vissuto, dna del marchio.

Collezione donna primavera-estate 2021

In alto: collezione uomo primavera-estate 2021

A destra: l’headquarter genovese di Liapull Cashmere

Come si è chiuso il fatturato 2019 dell’azienda?

Abbiamo superato gli otto milioni e settecento mila euro con un incremento di più del 4% rispetto all’anno precedente.

Quanto ha impattato Covid-19 sul bilancio 2020?

Impatterà con una diminuzione di fatturato. Questo è dovuto sia alla chiusura dei negozi durante il periodo della stagione estiva, sia alla sospensione della campagna vendita dell’invernale e all’incertezza dei nostri clienti che, per timore di un nuovo lockdown, hanno diminuito gli acquisti. Contiamo comunque di non superare il 15-20% di decremento che dovremo assorbire con un’attenta diminuzione dei costi.

Quanto pesa Avant Toi sul fatturato totale?

Avant Toi è cresciuta molto negli ultimi anni rispetto a Liapull perché il mercato dei prodotti classici si è saturato e sia l’uomo che la donna privilegiano capi originali che, con le loro caratteristiche e trattamenti, diventano capi unici.

Quali i prossimi obiettivi di Avant Toi?

Diventare sempre più un total look in modo da poter in un prossimo futuro, aprire negozi monomarca aumentando anche la riconoscibilità del brand presso i consumatori finali.

Quanto contano tematiche come green, circolarità ed ecosostenibilità per l’azienda?

Contano molto. Già da diverso tempo stiamo organizzando l’azienda per diminuire l’impatto sull’inquinamento utilizzando carta riciclata, plastica biodegradabile e gli scarti di lavorazione in maniera circolare. Comprando inoltre materie prime da fornitori certificati in tal senso. Ci stiamo anche adoperando per l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia oltre a quello a vapore già esistente.

Ci sono aneddoti curiosi e particolari che potete condividere?

Quando la nostra sede di produzione è diventata piccola per le nostre esigenze di espansione, piuttosto che spostarci abbiamo allargato la struttura dell’edificio. Probabilmente il costo è stato più ingente dell’acquisto di un nuovo capannone industriale, ma in quello spazio abbiamo mantenuto la nostra storia e identità. Un altro racconto curioso è la fedeltà dei nostri dipendenti. Tutti hanno un’anzianità superiore alla media, con il record di una persona che lavora da noi da più di 50 anni.

Quanto è importante oggi l’italianità nel mondo?

Per il nostro target di mercato e tipo di prodotto di fascia molto alta, l’italianità è fondamentale. Sia per quanto riguarda la parte artistica che per la qualità dei materiali e l’expertise nelle lavorazioni.

Voi producete e continuerete a farlo rigorosamente in Italia?

Non ci siamo mai fatti incantare, nemmeno nel periodo del boom degli Anni ‘90, dalla decentralizzazione della produzione e questa nostra scelta di allora ci ha premiato. Pertanto, intendiamo proseguire con questa strategia.

Rapporto vendita Italia/estero.

Esportiamo circa l’80% della nostra produzione.

Quali sono i Paesi stranieri dove Avant Toi è più presente?

Sono più di 30 e tra i principali troviamo Stati Uniti, Germania, Francia, Russia, Svizzera, Austria, Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Australia, Canada e Cina.

Quali sono stati i punti di svolta più significativi che hanno mutato definitivamente la realtà Liapull trasformandola in quello che è oggi?

Sono stati principalmente tre. Negli Anni ‘80 il passaggio da una maglieria casual e sportiva a una di puro cashmere che ci ha consentito di affrontare i mercati esteri. Negli Anni ‘90 la trasformazione tecnologica dell’azienda con l’acquisto di macchinari elettronici di nuova generazione e nel 1994 la creazione del brand Avant Toi.

Come vi vedete nei prossimi anni?

Fedeli alla nostra identità nonostante il costante mutamento delle tendenze moda. Con l’intento di continuare a stupire fondendo arte e moda per un pubblico sempre più di nicchia.

Quanto contano e conteranno le vostre passioni al di là del lavoro?

La passione per la pittura astratta, ovvero l’action painting, influenza e stimola nuove idee creative per l’uso del colore e il trattamento dei materiali. La capoeira e il kite praticati in Brasile offrono la possibilità di conoscere nuove culture, paesaggi e musiche che garantiscono un’ottima fonte di ispirazione nella realizzazione delle collezioni.

RED

BLACK LIVES MATTER

Virgil Abloh supporta la comunità nera con una raccolta di fondi trimestrale

di Camilla Gusti

La moda di tutto il mondo prende posizione. E lo fa con progetti come quello del Black In Fashion Council, il collettivo lanciato dalla direttrice di Teen Vogue, Lindsay Peoples Wagner, e dalla consulente Sandrine Charles, che ha annunciato un indice annuale che monitorerà l’attività di marchi e istituzioni per promuovere una rappresentanza più equa e garantire i diritti dei lavoratori che appartengono a minoranze etniche. Le aziende e i brand hanno quindi intensificato gli sforzi per promuovere i talenti delle comunità nere. Virgil Abloh, stilista americano di origini ghanesi fondatore del fenomeno Off-White e della linea maschile di Louis Vuitton (oltre che di uno svariato numero di collaborazioni blasonate tra cui Nike, Ikea, Evian, Jimmy Choo) ha infatti lanciato il primo round di raccolta fondi trimestrale con la vendita della maglietta e delle felpe con cappuccio “I Support Young Black Businesses”, annunciando un impegno a lungo termine nei confronti della comunità nera. L’iniziativa prevede di donare il 100% del ricavato ottenuto della capsule. Le t-shirt e le felpe con cappuccio a sostegno del progetto sono apparse per la prima volta sul ballerino di tip-tap Cartier Williams durante la performance di apertura della sfilata autunno-inverno 2020 della griffe, lo scorso gennaio. L’abbigliamento è ora disponibile su off---white.com con i proventi che inizialmente andranno a Chicago CRED. La “Create Real Economic Destiny” è un’organizzazione con cui Virgil Abloh collabora dal 2017 nella sua città natale e si concentra sulla riduzione della violenza armata. Questa comunicazione riflette l’ampia difesa e il sostegno dello stilista al talento nero. Più di recente, come annunciato all’inizio di questo mese, ha raccolto un milione di dollari per sostenere la prossima generazione di leader della moda nera attraverso il Fondo per borse di studio Virgil Abloh “Post-Modern”. Parallelamente a questo, Off-White ha istituito un programma di stage retribuito in corso a Milano per i giovani di colore che vogliono costruire una carriera nel settore della moda. Il primo tirocinio partirà a settembre 2020.

Alcune immagini e dettagli della felpa in cotone a tinta unita con cappuccio della collezione “I Support Young Black Businesses”

I TESSUTI CHE “NON FANNO UNA PIEGA”

Traiano Milano, dalla seconda decade del 2000, veste il menswear di praticità

Ispirare e innovare nel nome della qualità reinventando una nuova tradizione. È questo l’obiettivo di Traiano Milano, giovane brand che nel 2016 ha preso vita in un piccolo studio di design nel seminterrato di un palazzo Anni ’60. Merito dell’imprenditore Filippo Colnaghi, che ha saputo unire design e tecnologia in una collezione maschile espressione anche di comfort e praticità.

I suoi capi, interamente pensati e confezionati in Italia, si distinguono per il design ricercato, apprezzato da uomini professionisti tra i 30 e i 50 anni. I materiali vengono prodotti tutelando l’ambiente, implementando un modello industriale pensato per ridurre l’impiego di acqua, energia, prodotti chimici

e rifiuti. Lo spessore dei tessuti, ridotto del 50%, rende più leggeri e pratici i capi. La trama a nido d’ape favorisce invece la circolazione dell’aria tra le fibre. La peculiarità del progetto Traiano Milano è la trasversalità di vestire il consumatore finale con un solo capo che lo accompagni lungo tutta la giornata. Prediligere la qualità alla quantità quindi. Questa è la vera sostenibilità per il brand: capi duttili che sappiano adattarsi a ciascuna occasione. E la quasi totalità delle proposte viene realizzata con i tessuti del Gruppo Carvico che da oltre 50 anni vanta una produzione esportata a livello internazionale simbolo del made in Italy.

Immagini della collezione estiva

CLIFTON EDGE

Running’s smoothest ride.

VERSO UNA NUOVA NORMALITÀ

Paolo Marini, titolare di Marcos a Mondovì (CN), racconta la sua visione del settore moda di Camilla Gusti

Qual è il suo primo ricordo legato alla moda?

La mia famiglia si occupa di moda da quattro generazioni. I miei ricordi vanno molto indietro nel tempo, al rumore delle macchine da cucire nella fabbrica dei miei nonni. Da piccolo ero affascinato dal lavoro delle sarte.

Secondo lei come reagirà il mercato a questo momento burrascoso dovuto al Coronavirus?

Questa è una crisi violenta ma passeggera, ci riprenderemo velocemente dallo shock e potrebbe esserci anche un rimbalzo, ma nulla sarà più come prima.

Come le è sembrata la Digital Fashion Week? Sarà un format fattibile in un futuro prossimo o a suo parere rimane d’obbligo la sfilata?

Credo che dovremo imparare da quest’esperienza. L’emozione della sfilata è unica ma nulla vieta di alternare anche le presentazioni digitali.

Come sta affrontando la moda questo importante cambiamento e come sarà lo shopping post Covid-19?

Mi sembra che non manchino le idee e la voglia di andare avanti nonostante tutto, si percepisce tanta energia. Il mio motto è “sempre avanti con il piede sull’acceleratore”.

Come cambierà il retail dopo la pandemia?

Il Covid ha bruciato le tappe evolutive del commercio di almeno una decina d’anni. Chi è troppo sbilanciato sul retail tradizionale sta soffrendo di più. Sicuramente è obbligatorio accelerare il processo di digitalizzazione.

Quali criteri userete per gli acquisti in questo momento? Le vendite come si svolgono?

Dipende dai brand e dalla tipologia dei prodotti. Quelli destinati principalmente alla vendita online sono quelli più facili da acquistare mediante supporti digitali, gli altri necessitano della presenza fisica.

Che futuro prevede per la moda in Italia? Spero che questo momento complicato ci aiuti finalmente a definire un fronte comune che unisca brand, agenzie e top retailer con l’obbiettivo principale di far crescere il nostro made in Italy.

Armani ha parlato del Covid come di un’occasione per rallentare e riallinearsi, affermando che il lusso non può e non deve essere veloce. Mentre Saint Laurent prediligerà format più intimi e strettamente allineati al consumatore finale. Qual è la sua posizione?

Serve sicuramente sempre qualcuno che illumini la via in questi momenti difficili. Armani ci ha dato il suo contributo: il suo pensiero è condivisibile.

Come cambierà il modo di fare buying? Gli acquisti saranno più orientati sul canale dell’online o sullo store fisico?

La tendenza del consumatore a preferire lo shopping digitale è chiara, ma sono convinto che dopo un periodo semi-forzato di acquisti online seguirà la voglia di ritornare allo store fisico. Allora dovremo fare in modo di offrire un’esperienza di shopping unica.

A quali tipologie di capi siete più indirizzati per la prossima primavera-estate?

Tenderete verso una moda più classica dato il periodo storico post Covid oppure pensate che l’acquirente sia propenso a uno shopping più creativo?

L’anno prossimo ci aspettiamo una maggiore richiesta di capi eleganti e da cerimonia, che in questa stagione sono stati i più penalizzati.

Quali saranno i trend moda uomo e donna più forti nel 2021 che troveremo nelle sue boutique e in giro per il mondo?

Per ora abbiamo acquistato le pre-collezioni. Siamo in attesa delle proposte che verranno presentate a settembre e ottobre. Non si è ancora definito un vero e proprio trend, solo sensazioni. Aspettiamo le proposte di Abloh e Tisci.

Ci sono delle boutique internazionali che apprezza particolarmente e che in qualche modo sono un esempio da seguire?

Il mio riferimento sono i colleghi e amici di Camera Buyer Italia The Best Shops. Le nostre belle boutique italiane non hanno niente da invidiare ai superstore internazionali.

Come si diventa un buyer e una boutique di riferimento per la moda d’avanguardia in Italia?

Non c’è una regola ma un insieme di cose fatte bene. Uno store di grande immagine accompagnato da un sito online professionale e pagine social interessanti... Il buyer deve fare continua ricerca, viaggiare molto e intercettare le nuove tendenze mondiali.

Saprebbe stilare differenze tra gli acquisti online e quelli in loco?

Lo shopping online è spesso dettato dall’impulso del momento. Quello in store, invece, è studiato e ragionato con attenzione. Il cliente viene accompagnato nella scelta da persone competenti.

C’è un marchio in particolare che le ha rubato il cuore ultimamente? Jacquemus.

Cosa cercheranno i clienti in una boutique dopo questa crisi mondiale?

Immagino un ritorno al contatto fisico, alle coccole, ai consigli di un venditore appassionato.

Quali sono le caratteristiche che un marchio deve possedere per sfondare nella moda nel 2020?

Deve essere trasversale ed esclusivo senza mai trascurare la qualità.

Il capo e l’accessorio must-have della prossima primavera-estate 2021 del guardaroba maschile e femminile?

Lo stiamo ancora cercando.

Uno stilista da tenere d’occhio?

Alexandre Mattiussi, designer del marchio AMI Paris.

Se non fosse un buyer sarebbe…?

Fin da bambino ho amato questo lavoro e sto cercando di trasmettere questa passione alle mie figlie. Non ho mai immaginato di fare altro nella vita.

Un ritratto di Paolo Marini, proprietario dello store Marcos di Mondovì (CN)

DALLA PARTE DEL CUORE

Tecnici, funzionali e green friendly. Ecco i capispalla di Enzo Fusco

Èuna nuova idea di prodotto quella presentata da B+PLUS - marchio del gruppo FGF Industry - lo scorso 11 gennaio 2020 in occasione di Milano Moda Uomo.

L’expertise ultra ventennale in ricerca e produzione di capispalla si rivela nei tredici modelli no gender di piumini, overshirt in ecopelliccia e neoprene tecnico, ciascuno dei quali è caratterizzato dal “mobile light hole”.

Si tratta di una tasca sul lato sinistro del capo, in corrispondenza del cuore, sulla quale viene applicata una lente scura.

All’interno è possibile inserirvi il cellulare o una torcia per illuminare la visuale mantenendo libere le mani. In grigio, nero e bianco, i capispalla vengono raccontati in un mix di materiali e inserti di nastro riflettente tono su tono.

I piumini sono in piuma riciclata e la microfibra è abbinata a elementi in taslan e dettagli in argento. Le giacche, in tessuto tecnico a tre strati, hanno un’armatura in fibra taslan e cuciture nastrate. Presentano tutte un interno rimovibilecon imbottitura in piuma riciclata, indossabile anche come secondo giubbotto.

della nuova collezione di capispalla tecnici

Immagini dell’evento di presentazione avvenuto lo scorso 11 gennaio
Immagini

www.tevafootwear.itsales@artcrafts.it

FACIB: UNA STORIA DI FAMIGLIA PROIETTATA NEL FUTURO

Con tre business unit all’attivo e una quarta in fase di lancio, l’azienda mira all’internazionale

Èil 1959 quando Luigi Cortesi, oggi presidente, istituisce Facib - acronimo di “Fabbrica Abbigliamento Confezioni Industriali Bustesi” - azienda che nasce a Solbiate Olona in provincia di Varese. Una realtà che ha saputo trasformarsi e guardare al futuro evolvendosi anche grazie al cambio generazionale determinato dall’ingresso in azienda dei figli Massimo (ceo) e Patrizia (direttore comunicazione). A partire dalla licenza per 15 anni della linea Versace Sport, alle collaborazioni con maison quali Krizia, Armani, Cantarelli, Zegna, Cerruti e Nautica, oggi l’azienda lombarda con un fatturato aggregato di 18 milioni di euro scommette ulteriormente sul suo business e presenta un nuovo progetto.

Con all’attivo tre business unit, ne presenta una quarta: ciascuna è digitalizzata, snella e dinamica. La prima coinvolge Armata di Mare, brand di proprietà prodotto e distribuito da Facib con cinque licenze, che, insieme a KLM (Royal Dutch Airline), supporta nella tutela di mare e oceani dall’inquinamento della pla-

stica. E grazie alla sinergia con Samsung inaugura monomarca all’insegna dell’omnicanalità. La seconda annovera Invicta che, con la sua storia ultra centenaria, ha dato all’azienda di Solbiate Olona in licenza worldwide l’abbigliamento uomo, donna e bambino. Invicta viene distribuita in realtà multibrand ed e-store quali Luisaviaroma, giglio.com e Parisi. La terza riguarda il maxistore fisico Facibaplanet. Oltre 2.000 metri quadrati destinati al menswear, womenswear e childrenswear. L’ultima novità invece è nata conseguentemente a Covid-19. Un periodo in cui siamo stati privati delle relazioni, della prossimità fisica. Queste le ragioni che hanno definito il nome della proposta: Bro, come il saluto che si riservano i giovanissimi. Un marchio quindi che si posiziona nel segmento streetwear e “parla” un linguaggio prevalentemente digitale. Non manca poi il presidio dei mercati worldwide grazie ai grandi gruppi internazionali: El Corte Inglés in Spagna e Galeries Lafayette in Francia.

A partire da sinistra immagini delle collezioni di Invicta, Bro e Armata di Mare
Luigi Cortesi con i figli Patrizia, direttore comunicazione e Massimo, ceo

BENTORNATA ELEGANZA

Il settore non ha dubbi: qualità e buon gusto sono elementi imprescindibili per il successo aziendale

L’eleganza è dote necessaria: fa bene alle apparenze, e non solo a quelle. Fino a oggi bistrattata da uno streetstyle invadente e da una moda usa e getta, finalmente torna in auge portando con sé la valorizzazione dei Métiers d’art. La crisi in corso offre l’opportunità di ridisegnare tutta la catena del settore e di concentrarsi sui valori in base ai quali misuriamo le nostre azioni. David Mattin, ceo di TrendWatching, sostiene che il comparto sia passato da un’era in cui i responsabili del marketing si adoperavano a dipingere sulla scatola di cartone del brand l’immagine che essi volevano che il consumatore percepisse, a quella in cui i contenitori dei marchi, completamente trasparenti, non permettono di nascondere nulla. Le aziende che sopravvivranno alla crisi avranno effettuato interventi coraggiosi e rapidi per stabilizzare il proprio core business prima di cercare nuovi mercati. Quello che è certo è che ci vestiremo di nuovo. “Avremo voglia di qualcosa di inedito, per rinfrescare la nostra personalità. Di abiti eccentrici, romantici.” ha scritto Li Edelkoort, uno dei trendsetter più influenti al mondo. “L’epidemia di Coronavirus porterà a una recessione globale di una portata mai sperimentata prima, ma alla fine consentirà all’umanità di ripristinare i suoi valori”. A supportare tutto ciò la caduta

del fast fashion anche a causa della sua insostenibilità ambientale. Alessandro Michele, direttore artistico di Gucci, in conferenza stampa ha ribadito la voglia del consumatore di toccare e vedere il bello: cose su cui riflettere prima di farle nostre per capirne il valore e, dunque, il costo. E in seguito ha dichiarato la sua volontà di “comprare meno ma meglio” e di ridurre l’immane produzione pre-lockdown che andava avanti più per inerzia che per reali esigenze. Un ritorno a una normalità calibrata tanto caldeggiata dal British Fashion Council e il Council of Fashion Designers of America, che hanno pubblicato insieme una dichiarazione che sollecitava efficacemente la fine delle stravaganze itineranti delle pre-collezioni. Con tanto di affermazioni al settore da parte di una fetta di rivenditori e designer per lo più indipendenti, decisi a garantire una “giusta stagionatura” delle consegne in negozio in modo che i cappotti vengano venduti quando fa freddo, i costumi da bagno quando fa caldo e i saldi avvengano dopo la grande stagione dei regali, non prima. Il marchio è da sempre portatore del messaggio che un’azienda vuole comunicare al pubblico: un messaggio, questo, che è costituito dai valori e dagli obiettivi che caratterizzano un brand sul mercato. Forse, ultimamente, il settore l’aveva dimenticato.

Un’immagine della famiglia Giacomelli

OSPITALITÀ CON VISTA

Lungolivigno Fashion è un vero e proprio multistore a cielo aperto, immerso nella natura

Una realtà che ha nel sangue l’arte dell’ospitalità e dell’accoglienza. La storia della famiglia Giacomelli e soprattutto della sua vita imprenditoriale ha avuto inizio nel 1962, quando Milio e Domenica aprirono uno dei primi alberghi di Livigno, in provincia di Sondrio in Lombardia, l’Hotel Concordia. Nel 1963 nasce poi il negozio Renna Sport che in seguito diventerà una fashion boutique. Nel 1978 Domenica Giacomelli inizia a gestire Da Giuseppina, il più antico emporio di Livigno, quello che nei mesi invernali garantiva la sopravvivenza del paese. Trasformandosi lentamente in boutique di lusso, fino alla ristrutturazione del 1989. Nel 1991 Milio e Domenica decidono di trasformare l’impresa familiare in S.p.A. La nascita del gruppo Lungolivigno sembra dare un’accellerata agli affari. Si acquisisce la Tea del Vidal, ristorante vicino alla stazione di partenza della telecabina del Mottolino e l’Hotel Lac Salin, uno dei più grandi di Livigno, vicino alla partenza delle piste. Arriva poi un altro negozio, Connaction, dedicato all’outdoor d’autore. La new opening 2019, Lungolivigno Fashion Man, è stato l’inizio di un profondo percorso di rinnovamento di tutto l’universo LLF che mira sempre di più a evolvere il proprio modello di business intorno alle esigenze di un consumatore più attento all’esperienza d’acquisto. La nuova veste del leggendario “Da Giuseppina 1941” è stata affidata alla sapiente mente di Oliviero Baldini, il quale ha saputo trasformare gli elementi simbolici della montagna nei cardini di un nuovissimo progetto architettonico che, in maniera armoniosa, riesce a far dialogare innovazione e tradizione. Il nuovo concept store dedicato all’universo maschile è una destinazione dal design unico, capace di offrire un assortimento di abbigliamento e accessori del tutto trasversale, in vista anche delle Olimpiadi invernali del 2026, di cui Livigno è una delle host city.

SCHEDA TECNICA

Nome: Lungolivigno Fashion

Proprietari: Famiglia Giacomelli

Città: Livigno (SO)

Sito Internet: lungolivignofashion.com

Metri quadri dello store: oltre 1000 a Livigno

Brand più venduti:

Gucci

Saint Laurent

Burberry

Moncler

Stella McCartney

Off-White

Dolce&Gabbana

Golden Goose

Dsquared2

Hogan

GCDS

Woolrich

Nomi di etichette emergenti che vendete: Palm Angels

Heron Preston Sporty & Rich

Progetti speciali?

L’obiettivo ambizioso ma anche avvincente, sarà quello di consolidare la presenza di Livigno - appena nominata host city delle Olimpiadi invernali 2026 - sulle rotte internazionali dello shopping di lusso. Lungolivigno Fashion diventa così una destination e un innovativo esempio di concept store diffuso, in cui moda, arte, natura e cultura dialogano all’unisono, per regalare a ogni cliente un’emozione indimenticabile, come soltanto alcuni scorci a Livigno sanno fare.

Alcune immagini dei punti vendita Lungolivigno Fashion di via Dala Gesa 711 (negozio uomo) e via Fontana 56 (negozio donna)

RAF SIMONS LANCIA ARCHIVE REDUX

Essenzialità e sperimentazione in un progetto che riassume un quarto di secolo di creatività firmato dal designer belga di Camilla Gusti

Per celebrare i 25 anni di attività del brand che porta il suo nome, Raf Simons ha scelto di lanciare una riedizione di 100 capi d’archivio che saranno disponibili a partire dal prossimo dicembre. Il designer belga, che a settembre farà il suo esordio come co-creative director di Prada a quattro mani insieme a Miuccia Prada, vanta un curriculum blasonato. Dal 2005 al 2018 è stato ai vertici di Jil Sander, Dior e Calvin Klein, ma sono i pezzi d’archivio che portano la firma del suo marchio i più cercati nei siti dell’abbigliamento di lusso di seconda mano. Archive Redux, questo il nome del nuovo progetto (raccontato con lo styling di Olivier Rizzo e gli scatti del fotografo Willy Vanderperre), viene descritto come “un riesame e una ricontestualizzazione del passato pensati per il presente e all’interno del nostro tempo”, spiega una nota diffusa dal brand. Ogni capo replicherà il suo antecedente d’archivio ma con una rilevanza per il tempo attuale. La collezione includerà proposte della prima collezione del designer realizzate per l’autunno-inverno 1995. Le camicie rosse e le cravatte sottili indossate dai Kraftwerk per lo show “Radioactivity” dell’autunno 1998; le felpe con cappuccio Kollaps viste in passerella per la collezione primavera del 2002 con la scritta “Guai a coloro che sputano sulla generazione della paura... Il vento la respingerà” e come i bomber della collezione Riot!Riot!Riot! della fall-winter 2001/2002. Gli altri 97 capi d’archivio, che torneranno disponibili a dicembre 2020, non sono ancora stati svelati, ma siamo certi che la linea Raf Simons Archive Redux includerà pezzi dalle sfilate che hanno fatto la storia del marchio.

Raf Simons nasce a Neerpelt il 12 gennaio 1968. Nel 1991 si è laureato in design industriale presso la LUCA School of Arts di Genk. Nello stesso anno inizia a lavorare come designer di mobili per varie gallerie, dopo aver collaborato in precedenza con lo studio di design di Walter Van Beirendonck che lo porta alla settimana della moda di Parigi. Fu allora che Simons vide per la prima volta una sfilata di moda: il catwalk tutto bianco di Martin Margiela che lo ispirò a dedicarsi al fashion design. Nel 1995 lancia il suo marchio di abbigliamento maschile. Nel 2005 è al timone di Jil Sander. Nel 2012 a quello di Dior. Il 2016 lo vede alla la guida di Calvin Klein. La prossima prova del designer è a settembre, al fianco di Miuccia Prada nel ruolo di co-creative director per l’omonimo brand in una collaborazione definita “conversazione”.

BIO IN PILLOLE
Alcune immagini della collezione Archive Redux scattata dal fotografo Willy Vanderperre

LA SOMMA DEI GIOCHI CROMATICI

Roberto Ricci pensa a un fashion che prescinda dall’essere fast

Con la primavera-estate 2021, RRD – Roberto Ricci Designs inaugura la bella stagione attraverso le tinte della summer color family, una capsule che rappresenta l’evoluzione di capi iconici come il parka. La novità si presenta unendo due tessuti di lycra in colori a contrasto: il gioco cromatico prende il nome di “plus-minus” e le tonalità scelte sono complementari. Un materiale, quello impiegato dall’azienda italiana nella realizzazione delle icone rinnovate, che grazie alle caratteristiche tecniche (eccellente vestibilità, asciugatura rapida, duttilità e leggerezza) garantisce protezione dagli agenti atmosferici oltre a praticità e libertà di movimento. Il design delle proposte è minimal ed essenziale così che le differenze tra interni ed esterni dei capi a taglio laser siano impercettibili. L’importanza dell’evoluzione e del rinnovamento l’aveva dichiarata già lo scorso maggio Roberto Ricci, founder dell’omonima azienda: “Siamo contrari ai modelli di business che generano solo prodotti moda usa e getta, proprio quelli che tolgono il valore dell’unicità di ogni capo presente nelle collezioni solo in favore di una logica consumistica capace di svalutare il prodotto”.

Immagini della collezione RRD – Roberto Ricci Designs primavera-estate 2021

UN’INDOLE SMART

In 19 stagioni l’etichetta bresciana di Luca Orsatti rinnova il menswear e sperimenta nell’invernale

L’inverno 2020 di AT.P.CO si caratterizza per differenti temi stilistici che vestono il total look dell’uomo. La fashion label italiana è smart e casual d’indole e la nuova proposta ne è la conferma. I tessuti impiegati sono caldi e avvolgenti e non prescindono dalla comodità. I fit delle linee riscoprono materiali vintage e tecnici e l’utilizzo del colore sperimenta sugli storici modelli dell’azienda. Il pantalone, cavallo di battaglia di AT.P.CO, viene presentato in nuove texture come il jersey tecnico e quello più tradizionale. E viene trasformato nelle strutture: ampliato nei volumi, viene lavorato con pence dalla vestibilità morbida. Le tinte restano fondamentali per la FW20, dove le tonalità più neutre si affiancano alle più accese.

Presentato in occasione della primavera/estate 2010, il brand AT.P.CO, dai 7.000 pantaloni distribuiti in quel primo lancio, ha raggiunto a chiusura della campagna vendita 2019 oltre un milione di capi distribuiti e articolati in collezioni total look.

Immagini della collezione FW20 di AT.P.CO

Due giovani designer raccontano la loro nuova visione creativa di Camilla Gusti

ERNEST W. BAKER

La griffe Ernest W. Baker nasce nel 2016 dall’intuizione creativa di Ines Amorim e Reid. L’ispirazione, così come il nome, arriva dalla figura del nonno p aterno di Reid con cui il designer ha passato gran parte della sua infanzia. Il marchio è una fusione di influenze occidentali e di stile europeo del vecchio mondo, attinto dall’eredità di ogni creativo. Il risultato è una sartoria fuori dal comune che al contempo r ivela nostalgia e contemporaneità, reinterpretando i tessuti tradizionali degli uomini con silhouette sorprendenti. “Gli ultimi mesi hanno dimostrato come i l nostro comportamento possa avere un impatto così potente e diretto sia su chi ci circonda che su chi lo fa indirettamente. Nel bene e nel male la cultura che abbiamo ereditato dai nostri antenati fa parte di ciò che siamo. Non sta a noi giudicare ma guardare indietro, imparare dai propri errori. Dobbiamo fare i conti con il passato, istruirci e prendere decisioni per un bene superiore. Abbiamo una responsabilità verso i nostri vicini”, hanno raccontato i designer. “Quindi, più che una stagione ispirata dalla giovinezza o da un uomo che riflette sulla sua vita, la collezione primavera-estate 2021 è un cenno al cerchio d ella Vita. Alle lezioni passate di nonno in nipote, di generazione in generazione. Alle riflessioni, ai ricordi e ai rimpianti, agli errori e alle buone azioni e a q uesta posizione di apprendimento in cui dobbiamo metterci per crescere”.

ernest-w-baker.com

Instagram: @ernest_w_baker

ALLED-MARTINEZ

Alled-Martinez si è trasferito a Londra da Barcellona nel 2009. Ha conseguito il diploma della fondazione in arti e design, BA Honors in Fashion Knitwear alla Central Saint Martins e si è recentemente laureato al MA Fashion Knitwear alla Central Saint Martins, premiato con la borsa di studio L’Oreal Professionnel 2018. Per la sua prima stagione nel calendario ufficiale di Parigi, Archie Alled-Martinez ha portato la sua estetica in una d irezione più terrena, presentando la collezione primaverile online con un video e un look book girato in un luogo di crociere gay vicino a Barcellona. “È una storia romantica e dissoluta d i ciò che le relazioni potrebbero finire per diventare”, ha detto il designer, uno fra i 20 semifinalisti del premio LVMH per g iovani stilisti. Passando dall’estetica tipica degli Anni ‘70 a un’atmosfera minimalista di fine Anni ‘90, ha lavorato con una gamma di tessuti trasparenti e iridescenti per la capsule collection composta da soli cinque look. Pensa a scintillanti pantaloni neri metallizzati abbinati a una camicia nera trasparente o u na versione beige con un top con scollo a barca coordinato.

Le collezioni sono disponibili sullo store online: brownsfashion.com Instagram: @alledmartinez

Presentazione video della collezione primavera/estate 2021
Presentazione video della collezione primavera/estate 2021

CAPSULE REVIVAL

Superga lancia un progetto di personalizzazione con cinque retailer italiani di Camilla Gusti

La partita della fidelizzazione del cliente si gioca sul campo della shopping experience. Superga lo sa bene e investe in un’articolata strategia di personalizzazione con cinque top store multibrand italiani. Re-Volley, così il nome del nuovo progetto, p revede la reinterpretazione da parte delle boutique di uno dei modelli icona che ha fatto la storia della griffe di calzature. Ad Antonia, Deli-

SOCIÉTÉ ANONYME

berti, Folli Follie | TheDoubleF, Société Anonyme, Sotf, infatti, spetta i l compito di re-inventare la sneaker 2941 in pelle scamosciata con fodera in cotone e suola in gomma naturale vulcanizzata. Il packaging no n sarà da meno e avrà una speciale personalizzazione all’interno. Un progetto di avanguardia dove i retail diventano autori e attori protagonisti di stile.

Il modello realizzato in collaborazione con Société Anonyme di Firenze è caratterizzato dall’applicazione del logo dello store in versione pattern. La tomaia vede l’applicazione del logo del multibrand declinato in versione pattern. Gli inserti sono in pelle scamosciata in colore off-white e il logo a coda di rondine è realizzato in plastica trasparente. La sneaker infine è dotata di doppio laccio cerato nei colori bianco off-white e nero.

ANTONIA

La sneaker firmata dallo store milanese prende ispirazione dalla cultura nipponica. La scarpa presenta tre pattern mimetici mixati tra loro in altrettante differenti tonalità di colore. In camoscio e pelle il design è arricchito dal logo della boutique di via Cusani 5 e quello del marchio di calzature.

Per lo store di Napoli classe 1991 sono state realizzate due versioni di sneaker in colori classici e semplici da indossare. Il primo modello è in pelle scamosciata total black, con un inserto verde sulla parte posteriore della scarpa dove è applicato il logo della boutique ricamata in bianco. La seconda proposta è total beige e il dettaglio sul retro è bordeaux con applicato il logotipo ricamato nero.

SOTF

Per lo store fiorentino, punto di riferimento nel mondo sneakers per la continua ricerca nel settore e per l’inserimento di una selezione di sneakers di brand di ricerca, la scarpa di questa collaborazione è caratterizzata da un mix & match di materiali ed è realizzata con i colori sociali dello store: il nero, il rosa e il grigio per la tomaia e il bianco per il logo swallow tail. La linguetta si distingue per la presenza del logo superga mixato a quello dello store.

FOLLI FOLLIE/THEDOUBLEF

La sneaker superga reinterpretata da Folli Follie prende ispirazione dal mondo dell’arte. Per questo modello total white con dettaglio dello swallow tail esterno in nero è stata coinvolta l’artista Emma Allegretti che ha customizzato alcune parti della scarpa. Il logo superga è stato rivisitato in versione pixellata.

DELIBERTI
Le immagini del modello personalizzato per lo store Antonia
Le immagini del modello personalizzato per lo store Sotf
Le immagini del modello personalizzato per lo store Folli Follie/Thedoublef
Le immagini del modello personalizzato per lo store Société Anonyme
Le immagini del modello personalizzato per lo store Deliberti

LA RIPRESA FIRMATA DA “D25”

In occasione del 25° anniversario di Dsquared2, gli stilisti del brand Dean e Dan Caten presentano una nuova capsule collection di Camilla Gusti

Keep and Go. Tieni duro e vai avanti. Un mantra ben stampato nella mente del duo stilistico canadese tramandato dalla nonna materna, che ha permesso a Dean e Dan di non mollare soprattutto in questo lungo periodo di lockdown. La ripartenza firmata Dsquared2 si presenta, infatti, già scandagliata da nuovi progetti fra cui quella dedicata ai loro 25 anni di creatività. Per celebrare l’anniversario la griffe lancia la capsule collection D25 che esprime il vero spirito del marchio. La nuova nata è stata pensata per creare capi essenziali, versatili e senza stagionalità, tra cui l’abbigliamento da spiaggia, la biancheria intima e gli accessori. La stampa, l’elemento distintivo di tutto il nuovo progetto, è incentrata su due temi principali. La prima, il nuovo logo D25 formato da 3 cerchi e giocato interamente sui colori cari al marchio come il bianco, il rosso e il nero. La singolare versione del nuovo logotipo compare su felpe, jogging e t-shirt per uomo, donna e

bambino. La rappresentazione di nuova concezione trova la sua strada anche su pantaloni sartoriali per lui e denim. La seconda trama stampata è fortemente influenzata dallo sport retrò. Il logo numerico “95: 20 Dsquared2” è un riferimento diretto all’anno di fondazione del marchio fino ad ora - 25 anni dopo. Il posizionamento verticale e orizzontale della grafica in neon rosa o bianco si trova in tutte le diverse categorie tra cui il jeans. Una versione ingrandita della stampa ad alta energia è presente su k-way e giacche a vento in nylon. In combinazione con i colori fluo dell’arancio e del rosa,”95: 20 Dsquared2” è su felpe, jogger e maglioni in maglia. L’atmosfera generale dell’abbigliamento sportivo degli Anni ‘90 viene convogliata anche sulle scarpe, comprese quelle da ginnastica e sandali a stiletto, oltre a borse, cappelli lavorati a maglia e sciarpe. La collezione è disponibile dal 25 settembre 2020 attraverso i canali Dsquared2 e retailer selezionati.

Alcune immagini uomo e donna della capsule collection D25 firmata Dsquared2

IMPERMEABILE E TECNICO

La giacca impermeabile di Tatras è in nylon lucido. Idrorepellente, il taffetà è morbido e leggero. Una proposta pensata per una quotidianità sinonimo di comfort e pre-

L’ICONICO RETRÒ “PERFECTO”

Braies Up è la versione estiva dello scarponcino Dolomite

La suola Dolomia, design esclusivo di Dolomite, si ripropone con una nuova mescola Vibram XS Trek, il compromesso tra indoor e outdoor. I ganci metallici e l’allacciatura con soffietto in stretch garantiscono un fit ergonomico.

La versione femminile è costruita con forma “perfecta”, dedicata alla morfologia del piede femminile.

LA CREATIVITÀ ESCLUSIVA DI WOW

Viene eseguita a mano la decorazione pittorica sui capi della capsule WOW per la prossima estate 2021. In 100% cotone, gli artisti contribuiscono con la loro creatività alla linea firmata da Cividini: questo presuppone che ogni capo, essendo dipinto a mano singolarmente, sia diverso l’uno dall’altro. La tiratura è limitata e numerata.

ULTRA LIGHT CATARIFRANGENTE

Il caban è in nylon ultra light, così People of Shibuya veste la pe21. Il collo con cappuccio interno ha una coulisse in gros grain. Il logo stampato è tono su tono e i particolari sono catarifrangenti. I bottoni a pressione sono nascosti e la zip ha un doppio cursore.

IL DESIGN CHE AVVOLGE

Il completo è fluido: la giacca doppio petto con collo a lancia è presentata con il pantalone alla caviglia. Skills & Genes accompagna la prossima bella stagione con un fit morbido.

COSMOPOLITE E CAPACI DI VALORIZZARE

L’UNIVERSO FEMMINILE

Ipanema celebra da sempre la femminilità e vuole essere connubio di moda, musica, arte e benessere. Le proposte si adattano alle situazioni e ai luoghi più disparati rappresentando una presenza sui mercati globali.

IL PASSATO CHE RIECHEGGIA

Ritornano gli Anni ’80 con la collezione primavera-estate 2021 di Ellesse. La nuova sneaker Keira si lascia ispirare dalle collezioni retrò del brand e al dna del tennis. L’iconico logo visibile si tinge di colori pastello. Il design è essenziale.

IL KIMONO È ANCHE OCCIDENTALE

In taffetas leaf, la giacca Ciesse Piumini si caratterizza per un cappuccio ampio e le maniche a kimono. Il punto vita è valorizzato e le cuciture sono ton sur ton. La donna che la veste è moderna e femminile.

PRATICITÀ BUCOLICA

L’ispirazione deriva dalla natura per Circolo 1901 e la palette colori coinvolge i toni pastello. Le parole chiave restano funzionalità e comfort, codici imprescindibili per il brand. Le fantasie presentano piccoli fiori, righe bastoncino e check classici.

CROCS IMPLEMENTA LE RELEASE CLASSICHE

Il classic clog firmato Crocs amplia la gamma in due nuove release. Le classic platform, i classic sandal e i classic call-terrain kids per il primo lancio e la hiker per la seconda uscita estiva che aggiunge un modello streetwear. Oltre ai nuovi design, Crocs presenta nuove stampe come nodi, glitter ed effetto marmo.

RITORNANO LE ICONE

I colori predominanti della ss21 sono il rosso, il blu e il bianco. La linea femminile di U.S. POLO ASSN. per l’estate presenta modelli iconici come la sneaker Silvy: la suola è caratterizzata da una zeppa con plateau e la tomaia è in ecopelle.

IL DETTAGLIO CULT PER QUESTA PRIMAVERA È MILITARE

La collezione di Ten c attualizza e rinnova i grandi classici dell’abbigliamento militare. Dal parka alla field jacket, dall’anorak al car coat: pezzi intramontabili resi unici dalla continua ricerca di nuovi materiali che da sempre definisce il brand. Il tessuto iconico, l’Original Japanese Jersey (OJJ) si alleggerisce con il 9 OZ che non è trattato e viene utilizzato per tre capispalla nuovi, la flight jacket, l’overshirt e lo short sniper. Ampia proposta anche per la maglieria. Felpe in tessuto diagonale in due trattamenti, diretto/fissato che rende il colore pieno e old chic dove i dettagli vengono messi in risalto.

COLORE E MATERIALI HIGH TECH

Le nuove sneakers raccontano l’immaginario di Voile Blanche fatto di libertà, leggerezza e movimento, con forme geometriche, materiali flessibili e trasparenze. Una collezione concepita come un viaggio, dove anche la ricerca dei materiali naturali parla delle origini del brand. I best seller Liam e Julia continuano a rinnovarsi con trattamenti artigianali e colori brillanti dallo spirito active. Così come la Maran che viene presentata in nuovi preziosi materiali e gli iconici inserti microiniettati. C’è spazio per le novità. Qwark è la sneaker che racconta i mood degli Anni ‘80, mentre la Monster rappresenta il mondo urban con i volumi bulky.

STORIA D’AMORE TUTTA ITALIANA FRA LIFESTYLE E CREATIVITÀ

Tod’s sceglie di raccontare la sua pre collezione spring 2021 attraverso un video che svela il dietro le quinte della vita creativa del marchio di Diego della Valle nella sede di Brancadoro nelle Marche. “Il primo passo per la realizzazione di questa collezione è stato riflettere sulla libertà e pormi qualche domanda su cosa fosse Tod’s, la voglia di vivere, il lifestyle e l’ironia. Tutti aspetti che caratterizzano non solo il mio modo di essere ma anche quello del brand”, ha raccontato Walter Chiapponi, designer della griffe e voce narrante per tutto il video. “Ho cercato di nobilitare l’eleganza e lo sportswear attraverso l’uso sapiente dei materiali, l’estremizzazione dell’artigianalità e inserendo forti rimandi agli Anni ’70, alla voglia di vivere e all’andare in vacanza con gli amici”. Attraverso un tour virtuale in azienda, dall’ufficio stile alla prototipia, passando per il magazzino delle pelli, cassaforte di Tod’s, viene svelato il segreto della griffe marchigiana che permette di costruire una storia d’amore tutta italiana tra gli abiti e chi li pensa, chi li produce e chi li indossa.

È QUESTIONE DI HERITAGE

OOF WEAR intraprende per la prossima stagione calda un viaggio transculturale con lo sguardo fisso al proprio dna e ai valori più autentici. Un carnet voyage che nasce nel cuore del continente americano. In particolare il mondo western diventa il punto di partenza di un mood che incontra poi l’attitudine sportswear occidentale e arriva fin dentro le tradizioni indonesiane, rispecchiandosi nel lavaggio dei tessuti. Si riconferma la filosofia del marchio, ovvero costruire i suoi codici più caratteristici soffermandosi, in primis, sulla ricerca ecosostenibile che mira a concentrarsi su un tessuto le cui fibre derivano interamente dalla plastica riciclata e su texture effetto leather declinate in chiave vegan.

TRADIZIONE E AVANGUARDIA SI INCONTRANO A MARRAKECH

Un viaggio tra i colori e i sapori del Marocco. Tra la frenesia, i profumi di spezie e i paesaggi unici. In un’atmosfera intrisa di tradizione, storia e modernità in un crocevia di culture in continua evoluzione. È in questo scenario che si sposa la bellezza della manifattura tutta italiana di DONDUP. Un’eleganza contemporanea designata dallo jacquard che, usato come dettaglio sia su camiceria che su denim, ricorda i tappeti marocchini, mentre le stampe presenti in entrambe le collezioni sono ispirate alle pareti di un’antica taverna di Marrakech. Alla base della collezione uomo e donna il denim, che da un lato si conferma elemento essenziale della storia del marchio e dall’altro è la base per sperimentare grazie al continuo sviluppo nel mondo del detox con l’inserimento di un nuovo tessuto che mixa cotone organico ed elastene degradabile.

UN VIAGGIO IN MARE

Per la prossima primavera-estate Valextra ha collaborato con l’azienda lombarda Ratti per creare un’installazione presentata nel negozio di via Manzoni e online attraverso un breve film. Sailing Through Times, infatti, racconta la storia di un fantastico viaggio via mare, che vede come protagonista la borsa più importante del marchio, la Iside, che diventa un’immaginaria barca a vela. Con le sue forme rigide a trapezio è riuscita in breve tempo a diventare il pezzo che incarna meglio i valori dell’azienda, la sua eredità di lusso. Un vero simbolo dell’abilità artigianale della realtà milanese nata nel 1937, oltre che del suo approccio di puro design.

LA NUOVA ESTETICA DEL BELLO

PASSI DI MODA FRA STILE E ARTIGIANALITÀ

Carmens, il brand di scarpe dall’allure contemporanea, ricerca un equilibrio nuovo e si tuffa in un’estetica più fluida. L’easy-to-wear, caratteristica del dna del brand veneto, per la prossima primavera estate punta tutto sul sabot con tacco squadrato e maxi fascia intrecciata.

Una rinnovata armonia, una forma di eleganza classicamente minimale, che prende le distanze dal clamore, ma piuttosto ricerca con decisione l’equilibrio perfetto delle forme più semplici. Questa la collezione pre-spring di Fontana Couture. Costruzioni ragionate che, svuotate ai minimi termini, rivelano i virtuosismi tipici delle più alte tecniche sartoriali. Giacche couture sfoderate dal peso piuma in crepe di lana, maxi camicie in twill di seta stampata con richiami alle tappezzerie floreali del Settecento. Gonne a pieghe in broderie abbinate a top dai volumi spiombati. Plissé in maglia vanisé di viscosa e seta oppure in shantung magnificano volumi generosi e fluidi. Rigore e compostezza. Anche per le camicie piu flamboyant in popeline dai grandi volant o gli abiti a sacchetto caratterizzati da piccole ruffles e ricami applicati. “Misura” è la password: tutto è studiato e soppesato. I capi si sommano o si scorporano creando un guardaroba dall’equilibrio perfetto.

COME LADY D

Per la collezione donna primavera-estate 2021 di Iceberg il direttore creativo James Long si ispira all’eleganza sporty e rilassata della Principessa Diana, una caratteristica del suo stile che l’aveva trasformata in autentica icona di stile. “Volevo davvero rendere omaggio alla Principessa Diana, che mi ha sempre influenzato così tanto e che ancora oggi parla a un tipo di donna cosmopolita, sempre in viaggio tra Roma, Los Angeles e Londra e di tanto in tanto pronta a vivere l’emozione di un safari”, spiega Long. La collezione si sviluppa su quattro temi: heritage e sport safari, Iceberg losanga, fun in pink e punky grunge. La storica stampa “vernice fresca”, una riproduzione pop dell’affresco Creazione di Adamo, capolavoro dipinto da Michelangelo nella Cappella Sistina di Roma, è stata rielaborata in chiave contemporanea, accentuando la vibrante palette cromatica nei toni del melone, del giallo canarino e del verde acqua. E proposta su abiti a due pezzi e felpe, queste ultime un preciso riferimento ai look che la principessa era solita indossare quando accompagnava o andava a prendere i figli a scuola.

COLLABORAZIONE D’ECCEZIONE FIRMATA DA NATALY OSMANN

Pollini presenta per la collezione autunno-inverno 2020 la capsule Pollini Nataly Osmann, realizzata in collaborazione con la travel influencer russa, famosa per il suo progetto Instagram #FollowMeTo. Questa collezione si articola in quattro modelli, declinati in diversi colori e materiali. Lo storico stivale cavaliere viene rivisitato in chiave contemporanea con applicazioni di strass, così come il sandalo da sera con cinturino alla caviglia. La décolleté a punta viene impreziosita da una lavorazione effetto ventaglio con profili a contrasto. La palette colori spazia dal rosso rubino al nero, passando per le tonalità del taupe e del cioccolato, fino alle cromie metallizzate oro, argento e bronzo con tocchi di viola pensate per le occasioni speciali. La collezione si completa con una clutch con maxi fibbia logata e tracolla nelle stesse tonalità e rifiniture delle calzature. Pollini Nataly Osmann è in vendita a partire da settembre nelle boutique monomarca Pollini, sul sito pollini.com e presso una selezione di boutique multibrand.

COME CAMBIERÀ IL RETAIL

NEL MONDO DELLE SNEAKERS?

L’enorme popolarità raggiunta negli ultimi anni dalla sneaker culture ha trasformato il modo in cui le “scarpe da ginnastica” sono comprate e vendute. L’epidemia di Covid-19 ha creato nuove sfide per i negozianti, che devono adattarsi a un mondo in continuo cambiamento di Marco Rizzi

L’epidemia di Covid-19 e il conseguente lockdown hanno avuto un forte impatto sull’industria delle sneakers. Uno dei settori più colpiti

è stato quello del retail. Lo stop improvviso della distribuzione, l’incertezza economica di clienti e negozianti, il freno alle campagne di marketing e il lancio da parte dei marchi hanno condizionato enormemente la loro vendita diretta. Per anni i negozi indipendenti hanno investito sulla creazione di un rapporto diretto con il cliente e sulla fidelizzazione per trovarsi poi a dover gestire online ogni transazione. Questa situazione ha ulteriormente favorito i brand e la distribuzione diretta a discapito dei retailer, accelerando un progressivo cambiamento già in atto da tempo.

Anche tra i piccoli store, chi negli anni passati ha investito sulle attività online legate alla promozione e alla vendita ora ha una solida base di partenza che li pone in una posizione di vantaggio sui competitor. L’impossibilità di creare un contatto diretto con la clientela ha imposto, tanto ai negozi quanto ai brand, la necessità di utilizzare i social media per fare storytelling e raccontare il prodotto definendo contenuti digitali che possano dare a chi vuole acquistare, un giusto contesto in cui inserire le proposte. Da questo punto di vista le sneakers si prestano perfettamente al compito, grazie all’enorme narrativa spesso legata alle star dello sport e della musica, che può essere creata dietro a ogni scarpa.

In questa situazione l’ottimo funzionamento dell’e-commerce è fondamentale, essendo diventato uno degli unici punti di contatto tra cliente e negoziante. Il customer care nell’era digitale ha un ruolo molto importante. Oggi il rapporto con chi acquista è spesso solo digital e porta i negozianti a relazionarsi anche con un pubblico internazionale. Se da un lato la crescita delle vendite online può rivelarsi un pro per i negozianti, dall’altro ha generato un brutto meccanismo di “guerra delle promozioni” in cui gli store che offrono gli stessi brand e le stesse sneakers sono obbligati a dover scontare pesantemente gli articoli per far fronte non soltanto alla concorrenza ma, purtroppo, anche dei canali di vendita diretta dei marchi. Questo meccanismo, ottimo per le grandi aziende per aumentare i volumi di vendita, danneggia enormemente l’immagine del prodotto che, svalutato, è destinato a far polvere sullo scaffale dei saldi.

Un altro aspetto in cui l’attività online dei punti vendita è diventata molto importante è la gestione delle nuove uscite. Se l’aumento del pubblico interessato alle sneakers aveva reso per i negozianti ingestibili le release FCFS (first in, first served) e la gestione dei camp out, le norme imposte dall’emergenza Covid-19 hanno dato il “colpo di grazia” ai metodi tradizionali di vendita, favorendo i meccanismi online. Per quanto le classiche code fuori dai negozi siano uno dei simboli della sneaker culture e della pazzia di chi compra troppe scarpe, questa modalità di release è ormai ingestibile. L’enorme numero di interessati che ogni uscita attira hanno causato in passato disordini e problemi per i negozianti che oggi si troverebbero anche a non poter garantire il rispetto delle norme di distanziamento sociale. Per questo motivo la quasi totalità degli store che si trova oggi a dover coordinare uscite molto richieste si affida alle raffle online, lotterie che assegnano in maniera casuale agli iscritti la possibilità di completare l’acquisto di sneakers molto ambite. Questo sistema semplifica molto la gestione della release soprattutto per i piccoli negozi ma obbliga i negozianti a dover raccogliere e gestire dati per decine di migliaia di partecipazioni per ogni uscita. Se, fino a qualche anno fa, per un negozio ricevere una release importante rappresentava fiducia da parte del brand e dava blasone e credibilità internazionale tra i collezionisti, oggi per molti dover coordinare questo tipo di uscite può portare più problemi che benefici, con costi di gestione molto alti a fronte di guadagni, a volte, ridotti.

La rivoluzione digitale del retail in ambito sneakers era già in atto da diversi anni, ma l’epidemia di Covid-19 e i lunghi mesi di lockdown in tutto il mondo l’hanno accelerata. Nonostante il grande sforzo da parte dei negozianti per adattare i metodi di vendita e promozione ai cambiamenti del mercato, non è possibile determinare oggi quale sarà il futuro del retail. L’elemento più importante in questa trasformazione sarà il supporto delle aziende agli store e l’interesse da parte dei marchi nell’investire in attività di promozione coordinata. I più cinici dicono che già oggi i brand stiano lavorando per rimpiazzare la distribuzione con la vendita diretta, con vantaggi in fatto di margine e controllo del prodotto. Almeno nel mondo delle sneakers i negozi indipendenti saranno sempre troppo importanti per essere rimpiazzati, essendo un elemento fondante di questa cultura.

In senso orario: uno dei campout organizzati fuori dal negozio Supreme di Londra; l’interno dello store catalano 24 Kilates, tra i negozi indipendenti più importanti ad aver chiuso i battenti a causa del Covid-19; uno dei centri di controllo e smistamento di StockX, tra le aziende cresciute maggiormente durante il lockdown

LA VERA “SHATTERED BACKBOARD”

È LA SNEAKER PIÙ COSTOSA DI SEMPRE

Sono passati trentacinque anni dall’estate del 1985 quando un giovane Michael Jordan, reduce dal suo primo anno da professionista con i Chicago Bulls, arrivò a Trieste per giocare un’amichevole tra Stefanel Trieste e Mobilgirgi Caserta organizzata da Nike per promuovere in Italia il lancio dell’Air Jordan 1. Durante quella partita Jordan mandò in frantumi uno dei tabelloni di vetro con una schiacciata, un episodio entrato poi nella leggenda come “shattered backboard” e celebrato molte volte da Nike negli ultimi anni con diversi progetti speciali. Proprio le scarpe indossate da Jordan durante l’amichevole, dopo essere passate tra le mani di diversi proprietari in Italia sono finite all’estero, dove sono state battute all’asta da Christies come parte del lotto “Christies’ Original Air” diventando la nuova scarpa sportiva più costosa di sempre: offerta finale $615.000.

NONOSTANTE IL RINVIO DELLE OLIMPIADI, KITH INAUGURA IL SUO STORE A TOKYO

Alla fine del mese di luglio Tokyo non avrebbe dovuto ospitare soltanto la cerimonia d’apertura dei trentaduesimi Giochi Olimpici ma anche l’attesa inaugurazione del primo negozio Kith nella capitale giapponese. L’epidemia di Covid-19 ha spinto il cio a rinviare le Olimpiadi al prossimo anno ma Ronnie Fieg ha deciso di aprire comunque le porte del suo nuovo store, nonostante il momento di grande difficoltà. Ha poi commentato l’inaugurazione attraverso il suo profilo Instagram ringraziando Junya Matano (che gestirà il punto vendita e la gelateria Kith Treats nel quartiere di Shibuya) dicendosi dispiaciuto di non poter essere presente e confermando che l’importante avvenimento era strettamente collegato all’inizio delle Olimpiadi con il lancio di diverse collezioni collaborative tra cui quella con Nike e quella con la squadra olimpica statunitense.

ARRIVA “SNEAKERS HUB”: ANCHE NAPOLI AVRÀ

IL SUO EVENTO DEDICATO AL MONDO STREETWEAR

Quasi tutti i principali sneakers event italiani ed europei per il 2020 sono stati annullati o rinviati a causa dell’epidemia di Covid-19 che ha scosso il nostro Paese. È notizia delle ultime settimane che dal 18 al 20 settembre a Napoli avrà luogo “Sneakers HUB”, il primo evento partenopeo dedicato alla cultura legata a streetwear e sneakers. La location scelta è l’ex-Base Nato di Bagnoli, che con “Sneakers HUB” ospiterà mostre, talk ed eventi incentrati sulla sneaker culture oltre a un’ area marketplace e a diversi spazi dedicati a calcio, basket e skateboarding.

NIKE SCEGLIE GLI CHAMPS-ELYSÉES

PER LA NUOVA HOUSE OF INNOVATION

Lo scorso 28 luglio Nike ha ufficialmente inaugurato l’House of Innovation Paris/002, il suo terzo punto vendita di questo tipo dopo quelli aperti a New York e Shanghai. È uno spazio di vendita di nuova generazione sviluppato negli ultimi anni da Nike, in cui il prodotto viene presentato ai clienti attraverso attivazioni digitali e sistemi che permettono di interagire e personalizzare gli articoli. Lo store ha aperto i battenti al numero 79 di Avenue des Champs-Elysées nello spazio acquistato da Nike nell’ottobre 2019 e da molti definito come il più costoso del celebre viale parigino.

AIR JORDAN CON BOTTEGA BACK DOOR

PER UNA DELLE RELEASE

PIÙ IMPORTANTI DELL’ANNO

Quest’anno Air Jordan ha deciso di riportare per la prima sugli scaffali l’Air Ship Pro, scarpa da basket del 1984 nota per essere il primo modello dello swoosh indossato per Michael Jordan, per cui Nike realizzò una versione speciale con alcune modifiche che accontentassero le sue esigenze. Proprio quest’edizione “player exclusive” è quella che Air Jordan ha deciso di riproporre quest’anno, in una versione prodotta in quantità limitata totalmente fedele all’originale. Il jumpman ha scelto lo store bolognese Bottega Back Door per il lancio in anteprima mondiale della Nike Air Ship Pro “Banned” 2020. Un traguardo molto importante non soltanto per il negozio ma anche per il proprietario Marco Evangelisti, collezionista di Air Jordan vintage tra i più noti al mondo.

L’ULTIMA COLLEZIONE DI ADIDAS E HUMAN MADE È UN TRIBUTO ALLA CARRIERA DI NIGO

Negli ultimi vent’anni Nigo è stato uno dei partner più importanti per adidas Originals, prima con il leggendario brand A Bathing Ape, poi con Human Made. Il marchio tedesco ha da poco presentato l’ultimo capitolo di questa lunga collaborazione. Un’imponente collezione marchiata Human Made che oltre a una capsule di abbigliamento comprende anche ben nove paia di scarpe: Stan Smith, Campus e Rivalry low, ciascuna in tre colorway. Se la Campus è da sempre uno dei simboli della sneaker culture giapponese, complici anche Nigoe la sua amicizia con i Beastie Boys, ad attirare lo sguardo di molti sono state le tre colorazioni scelte per le Rivalry Low. Il modello da basket di adidas è stato realizzato utilizzando lo schema di colori delle prime tre A Bathing Ape Bapesta, rip-off della Air Force One realizzato da Nigo pochi anni dopo la fondazione di BAPE, marchio da lui venduto nel 2011. Questo “cross-over” tra adidas, BAPE, Human Made e Nike ha reso le tre Rivalry Low un immediato must have tra i più appassionati.

IN ARRIVO UN’ALTRA N9000 PER DIADORA, PACKER SHOES

E RAEKWON?

AIR JORDAN AFFIDA LA RETRO 4

A CHRIS GIBBS E AL TEAM DI UNION LA Sono passati meno di due anni dall’enorme successo della prima collaborazione tra Air Jordan e Union Los Angeles. Due Retro 1 Hi ispirate al celebre Flea Market del Rose Bowl di Pasadena, sapientemente rielaborate e “ridisegnate” dal team del negozio californiano. Per questa nuova partnership Air Jordan ha affidato a Union la Retro 4, modello del 1989 che aveva già ispirato Chris Gibbs e la sua squadra per la realizzazione dell’abbigliamento legato alla release della 1. L’intervento a livello di design questa volta è più marcato. La punta della scarpa è stata ridisegnata creando una toebox in mesh e suede non presente nella versione originale disegnata da Tinker Hatfield alla fine degli Anni ’80. Altri dettagli, come le “ali” in plastica trasparente e la linguetta piegata, hanno fatto molto discutere i puristi, ma hanno comunque attirato l’attenzione di tanti appassionati che proveranno ad aggiudicarsi una delle due colorway.

All’inizio del mese di agosto “Only Built 4 Cuban Linx”, l’album di debutto da solista del rapper Raekwon the Chef ha compiuto venticinque anni. Proprio in occasione di questo importante avvenimento, Raekwon ha scelto il suo profilo Instagram per mostrare al mondo una versione rivisitata di una Diadora N9000 made in Italy realizzata con un mix di suede, pony hair e pelle perforata con i colori ispirati alla copertina del suo iconico album del 1995. Nel 2015, in occasione dei vent’anni di “OB4CL”, proprio Diadora e il negozio del New Jersey Packer Shoes avevano realizzato una speciale N9000 in suede viola rinominata “Purple Tape”, ispirata al colore della particolare musicassetta violacea che caratterizza la prima stampa dell’album. Già allora erano apparse delle immagini di una versione alternativa nera, rossa e gialla, mai rilasciata (in foto). Diadora, Mike Packer e Raekwon confermarono che si trattava di un sample poi scartato, ora potrebbe essere finalmente arrivato il momento giusto per vederle arrivare sugli scaffali.

MIZUNO E PATTA INSIEME PER UNA SECONDA EDIZIONE DELLA SKY MEDAL

La Mizuno Sky Medal è un classico del catalogo running Anni ’90 del marchio giapponese, nonché il secondo modello a essere entrato a far parte della prestigiosa linea Mizuno Kazoku. Nel 2018 Mizuno scelse il leggendario sneaker store olandese Patta per rilanciare il modello e oggi, a distanza di due anni, ha coinvolto nuovamente il negozio di Amsterdam per realizzare una seconda versione della loro collaborazione. A differenza della prima edizione, realizzata in pelle grigia e mesh bianco con accenti arancioni, per la nuova Sky Medal x Patta è stato scelto del suede nero abbinato a pelle perforata, mantenendo i dettagli aranciati.

AIMÉ LEON DORE SCEGLIE LA 1300 PER LA COLLABORAZIONE CON NEW BALANCE

Dopo aver partecipato all’inizio dell’anno al rilancio della 827, il marchio newyorkese Aimé Leon Dore ha recentemente lanciato attraverso il suo sito la seconda collaborazione con New Balance del 2020. Il modello scelto è la 1300, un classico “made in USA” ampiamente celebrato dal brand quest’anno, con importanti release tra cui il ritorno sugli scaffali della richiestissima versione “JP”. Per questa proposta Aimé Leon Dore ha realizzato due colorway della 1300, entrambe in hairy suede rispettivamente verde e rosa, con dettagli dal look invecchiato. Come detto, le 1300 x ALD sono state rilasciate soltanto attraverso l’e-commerce del marchio americano e non sono ancora disponibili informazioni riguardo una possibile release globale.

BRAIN DEAD AL DEBUTTO

CON REEBOK CLASSICS

Brain Dead, collettivo di designer di tutto il mondo con base a Los Angeles, ha recentemente collaborato con Reebok Classics per realizzare una versione limited edition della Classic Leather, uno dei simboli del marchio di Bolton. La scelta di colori e materiali viene dalla natura e dalla cultura outdoor, uno degli elementi più importanti nel background di Brain Dead, tra i marchi protagonisti della rinnovata celebrità dell’estetica utility e trail. Durante lo scorso decennio il brand è stato tra più attivi e innovativi nel mondo dello streetwear, protagonista di diversi progetti collaborativi tra gli altri con Carhartt, The North Face e Slam Jam.

RONNIE FIEG E ASICS ANCORA INSIEME

PER UN ALTRO “252 PACK”

UNA

NUOVA HOKA ONE ONE ALL’INSEGNA DI TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ

A Hoka One One va riconosciuto il grande merito di aver contribuito a portare con successo il trail running nel mondo del fashion. Il marchio californiano ha da poco presentato la nuova TenNine Hike GTX, un nuovo stivaletto da trekking che vede l’utilizzo della nuova suola Vibram Litebase con geometria estesa del tallone Hubble. La tomaia della TenNine Hike è realizzata con una percentuale di poliestere riciclato ed è resa impermeabile da una lamina Gore-Tex. Riuscirà Hoka One One a ripetere il grande successo ottenuto anche fuori dai sentieri con la Tor Ultra?

Sono passati tredici anni dalla release della prima collaborazione tra Ronnie Fieg e Asics. Al tempo Fieg curò il progetto per David Z, realizzando un pack composto da tre GEL-Lyte III multicolore, ispirate alle New Balance rilasciate in esclusiva per il mercato giapponese da brand come Stüssy, Undefeated e Real Mad Hectic. Soltanto 252 paia di ogni colore vennero realizzate, rendendo le prime GEL-Lyte III x David Z un pezzo da collezione. Ronnie Fieg non ha mai nascosto che avrebbe voluto “rilavorare” le sue prime collaborazioni, per renderle più attuali e vicine ai suoi gusti. L’occasione perfetta si è presentata con l’inaugurazione del nuovo store Kith a Tokyo e Fieg ha avuto la possibilità di lavorare nuovamente con Asics per realizzare il “252.1 Pack”. Questa volta al posto di nylon e patent leather il designer newyorkese ha scelto suede e pelle perforata, rielaborando le sue prime tre sneakers in chiave premium.

LA CITTÀ DI BOSTON HA UNITO LACOSTE

E CONCEPTS PER IL LORO ULTIMO PROGETTO

Dopo qualche anno di assenza Lacoste fa il suo ritorno ufficiale nel mondo delle sneakers con una collaborazione di primo piano con il celebre sneaker store statunitense Concepts. La partnership non è casuale. Ad attribuire il soprannome “l’alligatore” a René Lacoste fu proprio un giornalista del Boston Evening Transcript creando un legame indissolubile tra il tennista francese e la capitale del New England, dove Concepts ha sede. Il modello scelto è la Storm 96, rivisitazione della Velocity, lanciata dal marchio francese appunto nel 1996. Il look della 96 per Concepts è molto pulito, con un mix di mesh, suede e pelle per la tomaia che fanno da base ai loghi iridescenti disegnati per l’occasione. Oltre alla scarpa Lacoste e Concepts hanno realizzato anche una capsule collection di abbigliamento sportivo, ispirato al look classico dei tennisti degli Hamptons o di Cape Cod.

UN RITORNO ALLE ORIGINI PER VANS E WTAPS

Il rapporto tra WTAPS e Vans dura da diversi anni ed è uno dei più solidi e importanti per il marchio americano. Vans gli ha addirittura affidato l’ultimo progetto in assoluto della linea Syndicate, prima che il marchio giapponese fondato nel 2006 da Tetsu Nishiyama diventasse protagonista anche di diverse release Vans Vault. Per quest’ultima proposta congiunta, i brand hanno scelto Old School e Slip On, presentata in due versioni con suola a contrasto negli schemi colore bianco/nero e nero/arancione. Vans ha già comunicato che in autunno sarà rilasciata la seconda parte della collaborazione che comprenderà anche una serie di capi d’abbigliamento d’ispirazione militare, uno dei temi più utilizzati da WTAPS fin dalla sua fondazione.

LA PAROLA AI DEALER

Ora che il periodo di lockdown è alle spalle, per molti negozi è il momento di riaprire le porte per provare a tornare a una situazione di normalità. Ne abbiamo parlato con Giorgio Oreglia di AcriminalG ed Enrico Fanelli di Maison Operative

GIORGIO OREGLIA – ACRIMINALG, ARONA

Come si è evoluto il vostro rapporto con la clientela? L’impossibilità di avere un contatto diretto per “raccontare” il prodotto ha condizionato la vendita?

Da sempre il nostro rapporto con i consumatori finali è molto diretto. Noi siamo aperti dal 2004, 340 giorni l’anno. Restare fermi per oltre settanta giorni ci ha dato modo di implementare il customer service online e fare vendita assistita in maniera digitale, oltre ad aver proseguito il rapporto diretto con i clienti scambiando opinioni giorno e notte. Siamo riusciti a mantenere il nostro stile di vita e di vendita anche a porte chiuse.

Avete ricevuto supporto da parte dei brand durante gli ultimi mesi? Quali attività sono state organizzate?

Abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con i nostri partner e da molti di loro abbiamo ricevuto grande supporto in questo periodo. In tanti hanno saputo riconoscere la nostra storicità e il nostro contributo nel corso degli anni allo skateboarding e allo streetwear in Italia. L’elenco delle iniziative nate per supportarci sarebbe lungo. Tra queste c’è sicuramente “Foot the Bill” di Vans, un programma internazionale che oltre a noi ha coinvolto store e realtà da tutto il mondo. Ci è stata data la possibilità di personalizzare con il logo di AcriminalG un modello storico del marchio che è stato poi venduto in gran parte d’Europa tramite il sito Vans. I ricavati netti derivati dalla vendita di ogni modello collaborativo sono stati destinati da Vans ai negozi coinvolti, come contributo economico durante questo periodo di difficoltà. Il sell-out è stato ottimo e poter vedere la nostra sneaker acquistata in diverse nazioni è stato un traguardo. Nike, per esempio, ha avuto la capacità di lavorare in smart working e rispettare il calendario di tutti i lanci, pur dandoci la possibilità di cancellare gli ordini se fosse stato necessario. Sempre in ambito skateboarding, abbiamo ricevuto da Mark Gonzales un design che abbiamo potuto utilizzare per realizzare delle magliette per il negozio, una soddisfazione enorme.

ENRICO FANELLI - MAISON OPERATIVE, BARI

Dal momento della riapertura avete notato un cambiamento nelle abitudini dei vostri clienti? Quanto tempo pensate potrà servire perché si possa tornare a un’esperienza di acquisto “normale”?

Da subito abbiamo percepito una forte voglia di ritornare alle consuetudini anche se c’era ben poco di normale. Questa nuova situazione ha colto tutti noi impreparati, ci ha portato a escogitare innovazioni per cercare di essere quanto più vicini ai nostri clienti e di mantenere lo standard che riteniamo sia giusto nell’esperienza di vendita che proponiamo. Abbiamo introdotto quindi un servizio di personal shopping su prenotazione, al fine di regolamentare gli ingressi in-store e di offrire un’experience personalizzata al cliente che sicuramente abbiamo ritrovato un po’ spaesato. Inoltre abbiamo promosso la consegna gratuita a domicilio in giornata nella nostra città. Questo per quanto riguarda lo shop fisico mentre per l’online abbiamo cercato di garantire massimo supporto anche oltre gli orari di apertura del punto vendita fisico. Sicuramente ora ci auguriamo, come tutti, di ritornare quanto prima a quella percezione di normalità e sicurezza cui siamo abituati. Siamo comunque fortunati in quanto il nostro pubblico e la nostra community sono molto giovani e ci aiutano a credere in quello che facciamo giorno per giorno.

Come sono cambiati i ruoli di e-commerce e social media durante il lockdown? Quali sono stati i vantaggi dell’attività online una volta riaperto il punto vendita fisico?

Sicuramente ci siamo dati da fare e abbiamo accelerato sulla comunicazione social essendo rimasta la nostra unica vetrina per la gente locale e per il resto del mondo. Abbiamo cercato di trasmettere la nostra presenza in maniera costante proponendo quello che non si poteva toccare con mano. Ed è stato un modo per sperimentare e rafforzare strategie dato che trasmettere idea e vision a chi non può essere fisicamente presente è la sfida a cui siamo sottoposti quotidianamente con il mercato internazionale. Abbiamo offerto un supporto costante e ad ampio raggio durante la giornata tramite i nostri canali social che tuttora rimangono assolutamente attivi e operativi al massimo. Fortunatamente, con il recente lancio del nuovo e-commerce, abbiamo potuto puntare durante il lockdown su questo progetto in cui abbiamo investito molto.

Le interviste integrali le trovate su hubstyle.it

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