14 EMOVING DAYS: LE VARIE FORME DELL’ “ELETTRI-CITTÀ”
SPECIALE MTB
16 L’ANNO OLIMPICO E IL FUTURO DELL’ENDURANCE MTB
17 DENTRO LA COPPA DEL MONDO
18 MERIDA, ORBEA, OLYMPIA, TREK
19 BH, LEE COUGAN, LOMBARDO, SPECIALIZED
20 VOLTAGE ERIDE DI SCOTT
VETRINA OFF-ROAD
21 GIRO, NORTHWAVE, CRANKBROTHERS, SMITH, MET, MONS ROYALE, VAUDE
PRODOTTO DEL MESE
22 MONDRAKER DUNE: LA NUOVA DIMENSIONE DELL’ENDURO
24 TAIPEI CYCLE SHOW 2024
RESPONSABILMENTE
26 SCHWALBE: COSA FARE CON LE CAMERE D’ARIA USATE?
FOCUS PRODOTTO
28 POLINI: NON PIÙ (SOLO) RACING
29 PERUZZO: READY, SET & GO!
30 CHAOYANG PERSUADER, PER LE USCITE PIÙ ESTREME
31 I CAPI COREFUSION DI X-BIONIC
32 IL DROPPER DI WAG
33 PROXIM NEMBO DI PROLOGO
TURISMO
34 L’OFFERTA MTB DEL COMPRENSORIO DI BORMIO
NUOVE APERTURE
36 SPORTLER SBARCA IN LOMBARDIA
RETAIL COACHING
38 COME I SOCIAL MEDIA SALVANO I BIKE STORE?
FOCUS SHOP
40 COMA BIKE DI BIZZARRONE (CO)
TRAVEL DESTINATION
42 GARDA TRENTINO: DI AVVENTURE E ALTRE SCOPERTE
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EDITORIALE
DI BENEDETTO SIRONI
benedetto.sironi@mag-net.it
STRATEGIE ALTERNATIVE
Come avevamo preannunciato, su questo numero vi proponiamo l’analisi dettagliata del mercato ciclo relativo al 2023, grazie ai dati ufficiali di Ancma. Presentati peraltro come lo scorso anno in apertura della quarta edizione degli Emoving Days, organizzati dal nostro gruppo editoriale, dei quali vi raccontiamo nelle prossime pagine. Come era prevedibile, i dati parlano di un settore in sensibile contrazione (-23% rispetto al 2022), con i negozianti italiani che si sono tenuti su una sottile linea di galleggiamento. Se in ogni ciclo economico gli alti e i bassi sono naturali, è altrettanto vero che per i retailer alcuni momenti difficili diventano ancor più complicati per via della loro particolare posizione sul mercato. Con l’inchiesta “La Carica dei 101”, in cui diamo voce ai negozi di tutto il Paese, ne abbiamo avuto testimonianza diretta. Il calo delle vendite non è stato tuttavia così inatteso e sorprendente, considerando gli anni di exploit del 2020/2022, la situazione economica globale e un generalizzato calo dei consumi che non poteva non interessare anche le bici. Non a caso abbiamo voluto intitolare il relativo articolo…"Come volevasi dimostrare".
Data per assodata questa sensibile contrazione del mercato, che peraltro pare proseguire anche sui primi mesi del 2024, ci si domanda ora come invertire la tendenza. Dare una risposta non è semplice. In tempi non sospetti in tanti ci avevano indicato il 2025 come data in cui il settore sarebbe andato incontro a un nuovo equilibrio. Su questo aspetto è d’accordo anche Ancma, che prevede un 2024 in linea con il 2023 e un ritorno alla crescita a partire dal 2025. Possibilmente cercando di promuovere varie iniziative per incentivare l’utilizzo dei pedali, non solo l’acquisto. Fermo restando che l’abbassamento dell’Iva su bici, accessori e componentistica sarebbe un provvedimento che darebbe grande impulso al mercato. Il momento è complicato in generale, non solo per l’Italia e l’Europa. Elemento che abbiamo raccolto anche visitando di persona Taipei Cycle Show. La fiera, organizzata da Taiwan External Trade Development Council (TAITRA) in collaborazione con la Taiwan Bicycle Association (TBA), si è tenuta dal 6 al 9 marzo 2024, con i primi due giorni dedicati al b2b, mentre l’8 e il 9 sono state aperte le porte a tutti i visitatori. L’edizione 2024 si è conclusa con 27 mila presenze, di cui 4 mila internazionali provenienti da 90 Paesi. Numeri alla mano si tratta della più grande fiera di settore in Asia e un hub di business fondamentale per la supply chain.
Venendo invece al focus dello speciale di questo mese, dobbiamo sottolineare come una delle categorie che più ha sofferto, come spiegato anche dai negozianti, sono state le mtb muscolari da xc, soprattutto la media e bassa gamma. Nell'anno olimpico ci siamo voluti
focalizzare anche sul mondo delle corse con l'esclusiva intervista a Marco Trentin, team manager Wilier-Vittoria, che ci parla oltre che del suo team anche delle criticità del mondo delle gare endurance, archiviato il primo anno di passaggio a Warner Bros. Discovery. Questo nuovo corso, che puntava ad aumentare la visibilità mediatica della mtb e ad attirare anche qui, come avviene nel mondo del ciclismo da strada, sponsorizzazioni extrasettore e generaliste, ha disatteso le aspettative iniziali. Il pubblico non è cresciuto, soprattutto in considerazione dei contenuti a pagamento, e nuovi sponsor non ne sono arrivati. C'è in atto un tavolo di trattative tra squadre e organizzazione per provare a cambiare le cose, ma se ne riparlerà nel 2025.
In fasi storiche articolate e non semplici come queste, è molto importante anche introdurre e/o consolidare strategie alternative a supporto del proprio business. Ne abbiamo individuate almeno due decisamente importanti, delle quali parliamo anche nelle prossime pagine. La prima è il fattore “officina”. Un servizio che soprattutto nel 2023 ha permesso a molti bike store di limitare i danni del forte calo di vendite. Specie in un momento storico in cui le bici più richieste riguardano l’alta gamma, quindi mezzi all’avanguardia e tecnologicamente avanzati, che richiedono a maggior ragione mani esperte e competenze specifiche. Del resto, sebbene le vendite siano in calo (sia per il muscolare sia per l’elettrico), i ciclisti e le cicliste in Italia sono aumentati nel corso degli ultimi anni. A livello quantitativo, le riparazioni non potranno pareggiare i volumi di vendita delle bici, ma è altresì vero che garantiscono un flusso di cassa costante e un cuscinetto in tempi di magra come questi. Oltre che fidelizzare i clienti che, prima o poi, chi più chi meno, torneranno anche ad acquistare. Oltre che tra le varie interviste della nostra inchiesta, questo particolare elemento lo ritroviamo in misura importante anche nel focus shop di questo mese. CoMa Bike infatti è una realtà nata nel 2017 che ha deciso di puntare sin da subito molto sull’officina e sulla manutenzione e oggi è un riferimento per la zona e anche per tante persone in Svizzera che scelgono di andare oltre confine per affidarsi a persone competenti.
C’è infine un ultimo spunto che abbiamo voluto sottolineare su questo numero di Bikefortrade: oggi avere una presenza online e comunicare in modo efficace non è più un’opzione, bensì una scelta strategica. Navigare sui social è come affrontare un percorso accidentato in montagna: pieno di opportunità mozzafiato, ma anche di sfide impegnative. Quindi bisogna provare a cambiare rapporto e spingere forte sui pedali (dei social media) perché è anche su questo palcoscenico mediatico che non risente certo la crisi (anzi) che in un momento come questo si può fare la differenza.
Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it Anno 12 - Numero 4 - 2024 - Periodico mensile
Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale
D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI Iscrizione al ROC n.16155 del 23 Novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro
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Chiuso in redazione il 19 aprile 2024
MERCATO
PON BIKE: FATTURATO IN CALO DEL 5%, MA LE POSIZIONI DEI MARCHI RESTANO SOLIDE
La divisione bike di Pon Holdings ha chiuso il 2023 con 2,3 miliardi di fatturato, frutto degli oltre venti brand presenti nel catalogo tra cui Cannondale, Cervélo, Focus, Gazelle, GT e Kalkhoff. Un leggero calo rispetto ai 2,4 miliardi del 2022, ma un risultato solido nonostante le note turbolenze del mercato bici. Di recente, l’azienda ha investito in un nuovo stabilimento per Cervélo e Santa Cruz a Mainz, in Germania, mentre nel 2022 ne è stato inaugurato uno sempre in Germania dedicato a Kalkhoff. Allo stesso tempo, è iniziata la costruzione di una fabbrica di bici da 450.000 unità a Kedainiai, in Lituania.
TREK ITALIA CONFLUISCE NELLA DIVISIONE SOUTH EUROPE
La sussidiaria di Trek che gestisce Francia, Spagna e Portogallo gestirà ora anche il mercato italiano con la creazione di Trek South Europe. L'operazione intende favorire le sinergie e migliorare la competitività in Europa. La sede è a Madrid e sarà guidata da Olivier Pelous. Negli ultimi 10 anni, Pelous ha portato avanti l’integrazione di Spagna e Portogallo in Trek Iberia, e dal 2021 la creazione di Trek South West Europe incorporando anche il mercato francese. La riorganizzazione aziendale, oltre a prevedere l’uscita dell’ad italiano Davide Brambilla, ha impattato anche su diversi colleghi tra cui Filippo Zoboli e Daniele Galezzi del reparto marketing.
BELGIO: SETTORE BICI A -18% NEL 2023
Nel 2023 in Belgio è stato venduto il 18% in meno delle bici rispetto al 2022. Le vendite sono diminuite da quasi 700.000 a 569.605 unità, secondo le stime riportate insieme da Traxio e GfK. Tuttavia, questo valore non preoccupa sul lungo termine: se si guarda il trend negli anni, si denota una crescita strutturale nel settore. Per la prima volta sono inoltre le eBike a trascinare il mercato, contando per il 51% del totale delle bici vendute nel 2023. Se la sono cavata bene anche le gravel (+12,27%) rispetto alle mtb (-38,2%). Un ruolo importante l’hanno giocato i negozi specializzati, il punto di riferimento preferito dai clienti quando decidono di comprare una bici elettrica.
LA POSIZIONE DI BIANCHI SULLE DICHIARAZIONI DI FLORIAN SÉNÉCHAL DOPO LA PARIGI-ROUBAIX
Al termine della Parigi-Roubaix Florian Sénéchal del team team Arkea-B&B Hotels ha dovuto cambiare bici per problemi a livello di forcella o attacco manubrio alla sua Bianchi. Il brand ha risposto, specificando che tutti i telai e i componenti hanno passato protocolli a normativa ISO e test di validazione da parte del team stesso – come dimostrato dal secondo posto di Mozzato al Giro delle Fiandre su Oltre RC. In più, pare che le istruzioni fornite da Bianchi per il montaggio del manubrio delle bici siano state disattese in alcuni casi. Nel considerare comunque prioritaria la sicurezza di clienti e atleti, il marchio ribadisce il proprio supporto al team.
Per metà compressore, per metà pompa. JoeBlow Booster di Topeak, marchio distribuito da Ciclo Promo Components, rende più semplice il montaggio delle coperture tubeless. Dotata di un serbatoio in alluminio da 1 l, raggiunge una pressione di 160 psi/11 bar, per gonfiare rapidamente le coperture e assicurare un montaggio appropriato sul cerchio tubeless, come un compressore da negozio. Una volta spostato il selettore dalla modalità “carica” a “gonfia”, l’aria passerà dal serbatoio alla copertura come con una pompa standard. Il manometro a montaggio superiore, il bottone di rilascio dell’aria e l’impugnatura di polimero a doppia densità, insieme al tubo extra lungo e alla base stabile, renderanno facile il montaggio delle coperture tubeless.
PARTNERSHIP
VITTORIA COLLABORA CON I CAMPIONATI DEL MONDO DI MTB UCI
Dopo aver collaborato con la Coppa del Mondo di Mountain Bike UCI negli ultimi tre anni, Vittoria nel 2024 sarà uno dei partner principali dei Campionati del Mondo di Mountain Bike UCI, il principale evento annuale mtb dell’UCI. Questa nuova collaborazione rappresenta un investimento significativo per affermare il marchio e i suoi prodotti all’interno della community della mtb. Inoltre, Vittoria sarà presente all’evento a Pal Arinsal, Andorra (28 agosto – 1 settembre) con il suo stand, il suo personale e atleti per intrattenere tifosi e appassionati. Vittoria fornirà supporto tecnico alle squadre sponsorizzate delle WHOOP UCI Mountain Bike World Series.
CICLO PROMO COMPONENTS GARANTISCE LA DISTRIBUZIONE DI JOEBLOW BOOSTER DI TOPEAK ABUS AL FIANCO DELL’UNDICESIMA
TOYOTA SI CONFERMA OFFICIAL MOBILITY PARTNER DI RCS SPORT
La Carovana Rosa, che si metterà in marcia sulle strade dello Stivale dal 4 al 26 maggio, “guiderà” per il sesto anno di fila su auto Toyota. Il brand dunque si conferma official mobility partner di Giro d’Italia, Giro-E e Classiche. L’accordo, valevole anche per il 2025, prevede la consegna di 67 veicoli: 39 verranno utilizzati durante la Corsa Rosa, mentre i restanti accompagneranno i corridori del Giro-E e La Carovana pubblicitaria. Alberto Santilli, amministratore delegato di Toyota Motor Italia, e Urbano Cairo, presidente di RCS MediaGroup, vedono questa collaborazione “sotto il segno della qualità e della sostenibilità”.
Ormai alla sua 11ª edizione, il Tuscany Trail è il più grande evento di bikepacking al mondo, che si tiene annualmente in Toscana. Quest’anno ci sarà anche Abus come partner di una manifestazione a cui in ogni edizione si iscrivono migliaia di appassionati provenienti da oltre 50 Paesi diversi, in un’avventura unica lunga 470 km con un dislivello di circa 6.500 m. Per questa edizione la manifestazione partirà il 24 e 25 maggio 2024 (verranno fatte partire massimo 2.500 persone venerdì e massimo 2.500 sabato: il giorno della partenza viene scelto al momento dell’iscrizione) da via Vecchia Aurelia, 1, a Donoratico in provincia di Livorno.
BOSCH EMTB CHALLENGE: ORIENTAMENTO IN FORMATO DIGITALE
L’ottava edizione di Bosch eMTB Challenge prenderà il via il 3 maggio a Riva del Garda, in provincia di Trento, nell’ambito del Garda Trentino Bike Festival, prima di dirigersi a Willingen, il più grande festival ciclistico della Germania, dal 24 al 26 maggio. L’ultima tappa sarà il Verbier E-Bike Festival in Svizzera dal 15 al 18 agosto. Per la prima volta quest’anno la popolare sezione di orientamento sarà disponibile in formato digitale. I partecipanti potranno scaricare i percorsi GPX sulla loro app Flow la mattina della sfida e beneficiare della guida intelligente del percorso. I ciclisti con una bici a pedalata assistita senza sistema Bosch potranno utilizzare dispositivi di navigazione e app compatibili o ricevere mappe stampate.
ENDURA HA OTTENUTO LA CERTIFICAZIONE B CORP
Il brand di abbigliamento e accessori Endura ha annunciato di aver ottenuto la certificazione B Corp. L'attestato di B Lab dimostra l’impegno del marchio nel raggiungimento di alti standard di performance sociali e ambientali, trasparenza e responsabilità. Le certificazioni avvengono tramite un processo lungo e complesso. Le aziende vengono infatti valutate utilizzando il B Impact Assessment (BIA), uno strumento online che misura le performance rispetto agli standard B Corp. Endura ha lavorato a lungo negli ultimi anni per mettere la sostenibilità al centro di ogni processo e ha percorso vari step per migliorarli. Ad esempio, ha rimosso agenti chimici pericolosi come i PFAS e PTFE dai prodotti per ridurre l’impronta ambientale.
INIZIATIVE
GIRO D’ITALIA NOMINATO AMBASCIATORE
DELLA DIPLOMAZIA DELLO SPORT NEL MONDO
La Sala Mosaici della Farnesina ha ospitato l’evento “Il 107° Giro d’Italia. L’Italia che corre”, durante il quale il ministro degli Affari Esteri e vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani ha consegnato una pergamena e una targa al presidente di RCS MediaGroup Urbano Cairo per insignire il Giro d’Italia del titolo di Ambasciatore della Diplomazia dello Sport nel Mondo. A sua volta, Urbano Cairo ha donato al Ministro una Maglia Rosa personalizzata. All’evento sono intervenuti anche il presidente dell’agenzia ICE, Matteo Zoppas, il presidente di Confindustria Ancma, Mariano Roman, e in rappresentanza delle aziende sponsor del giro l’ad del Gruppo Manifattura Valcismon – Castelli, Alessio Cremonese. Testimoni d’eccezione, i campioni italiani Tatiana Guderzo e Diego Gastaldi.
Hello Future
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July 3 – 7, 2024
Messe Frankfurt, Germany
Festival Days: July 6 –7
EVENTI
OLTRE 40.000 PRESENZE
ALLA DECIMA EDIZIONE DI BIKEUP A BERGAMO
La decima edizione di BikeUP – Electric Bicycle Power Festival ha segnato numeri importanti: da venerdì 12 a domenica 14 aprile 2024, 40.000 persone hanno infatti visitato gli oltre 80 stand presenti. Sono stati più di 500 gli eBike tour, mentre 4.000 i test ride effettuati con le bici elettriche esposte. Grande successo infine per l’area kids, con 1.000 bambini che si sono divertiti all’insegna della cultura della bici. Ora BikeUP 2024 punta alla tappa di Torino, in programma dal 24 al 26 maggio 2024, dove sarà presente per il secondo anno consecutivo e con una conferenza intitolata “In sella al cambiamento: il bike to work dal concetto all’azione”.
CRESCE L’ATTESA PER BAM!, GIUNTO AI SUOI PRIMI 10 ANNI
BAM!, il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta, in occasione di questa edizione si appresta a festeggiare i suoi primi 10 anni a Mantova, il 7-9 giugno 2024. Dopo Livigno (SO), Noale (VE) e il Rifugio Lausen (VR), lo scenario sarà ancora quello dei laghi di Mantova, di fronte ai quali si potrà piantare la tenda. Il programma dell’evento prevede musica, incontri, workshop, pedalate, ma soprattutto un approccio informale che lascia a ogni partecipante la possibilità di interpretare il raduno a modo suo. BAM! è infatti una grande festa, ma anche un’occasione per immergersi in un mondo in cui c’è molto da imparare.
IBF 2024: “IN VOLATA VERSO UN’EDIZIONE DA RECORD”
Il 2024 dell’Emilia-Romagna ricco di Gran Fondo e gare ciclistiche si prepara anche a una nuova edizione dell’Italian Bike Festival, la manifestazione che ha ricevuto la qualifica di Fiera Internazionale proprio dalla Regione, e che nel 2023 ha registrato oltre 53 mila presenze. L’interesse per l’evento, in calendario dal 13 al 15 settembre 2024 e per la terza volta consecutiva al Misano World Circuit “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico (RN), è sempre più crescente. Significativo il fatto che a sei mesi dal via della settima edizione più del 70% degli spazi sono stati prenotati, a riprova che il coinvolgimento per questa manifestazione è concreto.
MANCA POCO AL 30ESIMO FSA BIKE FESTIVAL RIVA DEL GARDA
Si avvicina il 30esimo FSA Bike Festival Riva del Garda, con un’edizione che promette un ricco calendario di eventi, tour e tracciati. La nuova organizzazione presenta i Trentino eMTB Adventure Tours, Enduro Experience e Downhill Experience: proposte studiate per i biker più esigenti, accompagnati da guide esperte. Inoltre, offre tre emozionanti test trail: il Leogang Expo Area Test Trail, l’Easy Test Trail e il leggendario Brione Test Trail. FSA Bike Festival Riva del Garda 2024 si propone di essere più accessibile possibile: per questo si trovano ponti, percorsi senza barriere architettoniche e aree dedicate alle bici per le persone con disabilità.
PEOPLE
ENVIOLO NOMINA IL NUOVO CEO
DOPO LE DIMISSIONI DI DAVID HANCOCK
Il produttore di componenti eBike enviolo ha nominato il nuovo ceo: Ed Cully (in foto) succede a David Hancock con assunzione della carica l’8 aprile scorso. Hancock, d’accordo con il board, ha concluso fosse arrivato il momento di transitare a un ruolo non esecutivo, unendosi al consiglio di amministrazione. A inizio 2022 enviolo, conosciuta per i cambi stepless, è stata rilevata da Inflexion, una società di private equity di fascia media. L’investimento di buyout stimato a € 219 milioni era indirizzato allo sviluppo dei mercati chiave del marchio. Il cambio ai vertici dell’azienda punta a proseguire tale strategia. Cully porta la sua esperienza come ceo di Whyte Bikes.
PROPAIN RAFFORZA IL SUO ORGANICO IN SUD EUROPA CON ROMANO FAVOINO
Propain Bicycles GmbH ha annunciato il rafforzamento della sua presenza nei mercati strategici del Sud Europa con l’ingresso di Romano Favoino come country manager Italy. Con un’esperienza ventennale nella bike industry, Favoino assume il ruolo con l’obiettivo di sviluppare il canale multichannel sul territorio italiano tramite una rete di negozi/officine specializzate che sappiano accompagnare i clienti nella scelta e seguirlo successivamente nel servizio post-vendita, con una formula che garantisca sia i vantaggi dell’acquisto online in termini di rapporto qualità/prezzo, sia il pieno supporto di un professionista.
GREG VAN AVERMAET DIVENTA AMBASSADOR CAMPAGNOLO
Nonostante la chiusura della propria carriera agonistica nel ciclismo su strada, Greg Van Avermaet entra nella galassia Campagnolo non solo come testimonial, ma come contributor nello sviluppo dei futuri prodotti della casa di Vicenza. La sua ultima vittoria da professionista alla Boucles de l’Aulne – Châteaulin dello scorso anno è stata proprio a bordo di una bicicletta equipaggiata Campagnolo. La BMC di Greg è dotata del gruppo Super Record Wireless abbinato al misuratore di potenza HPPM, capace di fornire dati estremamente precisi. Come completamento, il campione belga ha scelto le nuove ruote Bora Ultra
tecnologia all’avanguardia.
EUGENE FIERKENS ED EDWARD VLUTTERS SI UNISCONO A BELGIAN CYCLING FACTORY
Belgian Cycling Factory, il produttore belga di biciclette proprietario dei brand Ridley e Eddy Merckx Bikes, ha implementato il proprio organico con il veterano del settore Eugene Fierkens in qualità di general manager strategy & business ed Edward Vlutters in qualità di vicepresidente delle vendite. Jochim Aerts, ceo e proprietario di BCF, è felice dell’arrivo di Fierkens, una sua vecchia conoscenza, e dice di aver sempre “ammirato ciò che Eugene ha realizzato come ad per l’Europa nel corso negli ultimi 19 anni, prima per Specialized e poi per Cannondale. Ciò include il modo in cui ha posizionato questi marchi nel mercato europeo”.
WTO, sinonimo di
JOB OPPORTUNITIES
SOCIAL MEDIA MANAGER
MagNet srl SB, per azienda settore bike su Milano, è alla ricerca attiva di un social media manager, con almeno due anni di esperienza nel ruolo e provenienza da realtà medio strutturate. Le attività:
Implementare strategie social media mirate ad aumentare l’engagement e l’awareness dei brand della comunità ciclistica. Gestione e cura di contenuti sui vari canali social tra cui Facebook, Instagram, Threads, LinkedIn, YouTube seguendo i trend del settore. Monitoraggio delle metriche di performance per ottimizzare le strategie e raggiungere gli obiettivi stabiliti.
Requisiti preferibili:
• Esperienza precedente nella gestione dei social media, preferibilmente in un’azienda o agenzia
• Eccellenti capacità di comunicazione e scrittura creativa in lingua italiana e inglese
• Conoscenza approfondita delle migliori pratiche e delle tendenze dei social media
• Capacità di analizzare dati e metriche per trarre insight significativi
• Creatività e capacità di generare idee innovative
Cosa offre l'azienda:
Ambiente stimolante e formazione continua. Assunzione a tempo indeterminato full time, Ral commisurata all'esperienza.
DUE FIGURE JUNIOR
PER LA DIVISIONE SALES
Per brand internazionale di calzature tecniche per alpinismo, escursionismo e altre attività all’aperto, siamo alla ricerca di due figure junior da inserire nella divisione sales. Le risorse, una volta formate, dovranno vendere i prodotti del brand ai negozianti del nord e centro Italia. Le regioni/città interessate saranno: Bergamo, Brescia, Tre Venezie, Friuli, Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lazio. Requisiti preferibili:
• Interesse per il mondo sportivo e nello specifico forte passione per la montagna, oltre ad avere un’attitudine commerciale
• Ha appena terminato gli studi o ha avuto una breve esperienza lavorativa
• è disponibile per il primo anno ad andare almeno 2-3 volte a settimana presso la sede italiana del cliente in provincia di Treviso
• Dopo il primo anno, invece, si chiederà disponibilità a viaggiare dal centro al nord d’Italia
Cosa offre il nostro cliente:
• contratto di assunzione, idealmente in apprendistato, ma verranno prese in considerazione eventualmente anche assunzioni a tempo indeterminato in base all’esperienza e competenza del/la candidato/a
• compenso fisso + bonus (in relazione alle vendite), rimborso spese di trasferta e macchina aziendale
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DAL MONDO DEL LAVORO
QUATTRO DIPENDENTI SU DIECI
SONO SCONTENTI
DEL LAVORO E PRONTI A CAMBIARE
Aumenta la soddisfazione dei lavoratori, ma sono ancora tanti gli “scontenti” della loro vita lavorativa, della situazione economica e della bassa prospettiva di carriera, quindi pronti a cambiare azienda. È quanto emerge dal report annuale Salary Guide 2024 presentato da Hays Italia. Lo studio ha coinvolto un campione di 1.348 professionisti, prevalentemente middle e top management, e 828 aziende. Secondo lo studio, quasi 4 dipendenti su 10 sarebbero pronti a cambiare azienda. Nella scelta di nuovo lavoro, oltre alla retribuzione, risultano sempre più importanti la crescita professionale (51%), il work life balance (49%), i benefit (47%) e i ruoli o progetti interessanti (41%). Nel 2024, il lavoro agile, soprattutto l’ibrido, si conferma una realtà consolidata, tanto che molti si licenzierebbero in caso venisse eliminato.
IL REGGISELLA WIRELESS
La novità di questo reggisella è l’utilizzo di un comando remoto wireless che comunica con il reggisella tramite Bluetooth. Facendo una piccola pressione è quindi possibile alzare o abbassare il reggisella.
Il reggisella telescopico wireless LEV Circuit è una rivoluzione. Elimina la necessità di cavi, semplificando il design della bici e riducendo la manutenzione. Costruito con componenti collaudati dalla popolare serie LEV di KS, offre un controllo completamente wireless.
Lev Circuit è disponibile con il diametro 30.9 o 31.6, ognuno con specifiche di travel da 125 a 150 mm.
◌ Associazione Bluetooth ◌ L’associamento individuale è univoco e impedisce interferenze
◌ L’accensione automatica assicura l’utilizzo immediato e senza ritardi
◌ Nuovo design interno con valvole idrauliche nella parte superiore
◌ Pressione dell’aria regolabile e accessibile dalla base del reggisella
◌ Batteria rimovibile e ricaricabile
◌ Morsetto sella compatibile con carrello a sezione ovale da 7x9mm
◌ Batteria e caricatore inclusi nella confezione
◌ Impermeabilità certificata IP67
COMANDO INCLUSO
Il comando remoto è dotato di una semplice batteria a bottone sostituibile posizionata sul retro del pulsante.
È il momento di tirare le somme. La nostra inchiesta esclusiva sul mercato bici 2023 mette in luce la fase complicata di molti negozi, tra vendite in calo, magazzini pieni e margini sempre più ridotti. L’ancora di salvezza? Sempre l’officina di Alessandro Marra e Daniele Pansardi
Nel burrascoso 2023 del settore ciclo, i negozianti italiani si sono tenuti su una sottile linea di galleggiamento. Se in ogni ciclo economico gli alti e i bassi sono naturali, è altrettanto vero che per i retailer i momenti difficili diventano ancor più complicati per via della loro particolare posizione sul mercato. Con la nostra consueta inchiesta de “La Carica dei 101”, in cui diamo voce ai negozi di tutto il Paese, ne abbiamo avuto testimonianza diretta. Il calo delle vendite non è stata una sorpresa, considerando gli anni di exploit del 2020/2021, la situazione economica globale e un generalizzato calo dei consumi che non poteva non interessare anche le bici. Alla contrazione del commercio, tuttavia, per i negozianti si aggiungono tutte le altre annose criticità del sistema, segnalate a più riprese nel corso della nostra indagine. In primis i rapporti conflittuali con le aziende e di riflesso tutta la questione legata alle vendite online e agli sconti applicati di questi tempi per far fronte ai magazzini sempre più pieni, da parte sia dei brand sia di e-commerce specializzati. Mai come in questa fase, dunque, le attività collaterali e complementari alla vendita diventano essenziali. E potrebbero diventarlo ancor di più in futuro. L’officina, non a caso, è ormai la colonna portante di molti bike store, e - come ci hanno sottolineato in tanti - senza di essa ci sarebbero non pochi problemi a portare avanti la propria attività. Dalle più banali a quelle più sofisticate, la manutenzione è spesso e volentieri il cuore di un negozio. Ed è anche il miglior biglietto da visita possibile per un commerciante. Specie in un momento storico in cui le bici più richieste riguardano l’alta gamma e, di conseguenza, mezzi all’avanguardia e tecnologicamente avanzati, che richiedono mani esperte e competenze specifiche. Un punto da cui ripartire per tutti gli operatori del settore.
Di seguito, riportiamo quanto emerso dalle nostre analisi e rielaborazione dei dati, frutto delle 101 interviste ai negozi presenti sul territorio italiano. Nello specifico:
68 DEL NORD
21 DEL CENTRO
12 DI SUD E ISOLE
Le singole risposte sono visionabili sui primi tre numeri di Bikefortrade pubblicati nel 2023, oppure sfogliando o scaricando il magazine sul portale di MagNet inquadrando il QR Code.
NEL 2023 QUAL È STATO L’ANDAMENTO
DELLE VENDITE DEI NEGOZI RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE?
QUAL È LA PERCENTUALE DI CRESCITA O CALO DEI NEGOZIANTI CHE L’HANNO INDICATA?
Tra i negozi che hanno indicato una percentuale di calo o crescita nelle vendite, l’aumento medio è stato del 13,5% (a cui hanno contribuito in parte anche i prezzi sempre più alti), mentre la diminuzione in media è stata del 23,5%.
Dati che riflettono il calo della domanda attorno al mondo bici dentro i negozi. Se nel 2022 le difficoltà nell’approvvigionamento erano ancora tra i problemi principali, il 2023 ha visto ribaltarsi la situazione. La contrazione negli acquisti ha alzato i livelli di stock per aziende, e-commerce e retailer, con il naturale risultato di dover abbassare sempre di più i prezzi per far uscire quanta più merce possibile. La conseguenza? Margini sempre più bassi per i negozianti nel sell out, per un meccanismo che ha generato un crescente malcontento e sfiducia tra gli intervistati.
L’àncora di salvezza per molti retailer insomma è stata l’officina. Del resto, sebbene le vendite siano in calo, i ciclisti e le cicliste in Italia sono aumentati nel corso degli ultimi anni, a dimostrazione di un’affezione sempre maggiore per le due ruote. A livello quantitativo, le riparazioni non potranno pareggiare la vendita di una bici, ma è altresì vero che garantiscono un flusso di cassa costante e un cuscinetto in tempi di contrazione del mercato come questi.
Rispetto al 2022, solo il 19% ha dichiarato di aver chiuso il 2023 in crescita nelle vendite, per un calo di 10 punti rispetto all’inchiesta dello scorso anno. Il 62% degli intervistati ha fatto registrare un segno meno (+18% sull’annata precedente), mentre il 19% ha segnalato una stabilità. In un solo caso il trend delle vendite non è stato segnalato.
medio
Numero dei negozi (101, di cui 44 non indicano)
Crescita media
SONO STATE LE TIPOLOGIE DI BICI PIÙ RICHIESTE NEL 2023?
Santi, poeti, navigatori e… stradisti. Anche nel 2023, la bici più richiesta è stata la road, ma non è certamente una novità. In questo segmento, a farsi spazio tra gli appassionati sono stati soprattutto i modelli top di gamma, ma lo stesso discorso vale in proporzione anche per le mtb.
La spinta del gravel rimane forte, tanto da classificarsi come la seconda categoria con più domanda all’attivo. Le bici elettriche, allo stesso tempo, continuano a ritagliarsi una fetta sempre più ampia di mercato, sia con modelli da trekking o urbani sia con le mountainbike.
Come di consueto, abbiamo chiesto di indicarci qual è stato a loro parere il marchio rivelazione del 2023. Intendiamo dunque un brand che può aver stupito il pubblico per le sue nuove uscite, per i rapporti intrattenuti con il negoziante
di turno o più semplicemente per un ritorno nelle vendite inaspettato all’inizio dell’anno. In prima posizione si è classificata Bianchi, davanti a Orbea (primo lo scorso anno) e Wilier.
COME VOLEVASI DIMOSTRARE
I dati presentati da Ancma ci offrono una fotografia di un mercato che nel 2023 ha avuto un calo del 23% rispetto ai 12 mesi precedenti. Il totale di bici vendute è stato di poco superiore a 1,3 milioni e anche le eBike hanno fatto registrare numeri negativi. Cosa fare ora per invertire la tendenza?
di Davide L. Bertagna
Itanto attesi dati di Ancma sul mercato bici 2023, presentati nell’ambito della quarta edizione degli Emoving Days, hanno confermato quello che si pensava e in un certo senso si temeva, ovvero che il nostro settore ha incassato un calo del 23% rispetto al 2022. Possiamo dire con un semplice e un po' patetico “lo sapevamo”. Non perché siamo degli indovini o perché abbiamo particolari sfere di cristallo.
Ma valutando i contenuti e gli approfondimenti che vi abbiamo presentato negli scorsi mesi, era chiaro a tutti che il 2023 per l’industria del ciclo non sarebbe stato un anno semplice: la situazione economica generale, le guerre, l’inflazione e le scelte delle banche centrali hanno creato grande incertezza e paura nei consumatori. Oltre a questo, la bike industry ha dovuto affrontare problemi specifici come l’overstock di prodotto e una domanda non paragonabile a quella degli anni precedenti. Questi elementi hanno creato ovviamente grandi pressioni finanziarie sia nelle aziende sia nei negozi, elemento riscontrato in prima linea anche nella nostra inchiesta di mercato La Carica dei 101.
UN QUADRO NON COSÌ SEMPLICE DA CAPIRE
Un calo quindi in doppia cifra quello fatto registrare dal comparto nel 2023 rispetto ai 12 mesi precedenti, con un totale di bici vendute durante l’anno che supera di poco gli 1,3 milioni di pezzi. La bicicletta muscolare si ferma a 1.090.000 mezzi (-24% rispetto al 2022), mentre le eBike arrestano la loro progressione a 273.000 unità (-19%). Un quadro senza ombra di dubbio non semplice in cui si vedono inesorabilmente tutti gli effetti e i risvolti dell’onda lunga degli incentivi statali e dei problemi globali di approvvigionamento.
Ma come abbiamo più volte spiegato, un più opportuno e indicativo raffronto deve essere fatto con il periodo pre-pandemico e quindi con il 2019. Rispetto a cinque anni fa, infatti, la situazione non è affatto negativa considerante un +40% nel 2023: anche qui il dato mostra il protagonismo delle biciclette a pedalata assistita (che oggi rappresentano il 25% delle vendite) e ne traguarda le prospettive di crescita, oltre a quelle industriali. Dati e tendenze che si ripercuotono positivamente anche sul volume d’affari totale che, malgrado nel 2023 non vada oltre a 2,6 miliardi di euro (erano 3,2 miliardi nel 2022), segna un solido +24% sempre nel confronto con il 2019. L’adeguata comparazione con il periodo pre-Covid inquadra anche l’affanno, in realtà più moderato che altrove, della bici tradizionale, che lascia sul terreno il 28%. Per fare un esempio, in Germania è calata del 36% nello stesso periodo preso in esame.
Dati di
TREND E PROSPETTIVE
Proseguendo nella lettura del report di Ancma, l’analisi della tipologia di bici vendute rimarca l’andamento di alcune delle ultime tendenze di mercato. Nel perimetro della pedalata assistita il 50% di bici sono, infatti, eCity, il 45% eMtb, il 4% eRoad/gravel, mentre le eCargo rimangono attorno all’1%. Le eBike, come detto, sono ormai il 25% del totale di un mercato complessivo (erano l’11% nel 2019), all’interno del quale l’universo muscolare è così composto: 29% mountainbike, 26% city-trekking, 15% bici da ragazzo/a, 8% road-gravel e 2% pieghevoli.
Positiva la bilancia commerciale del settore, ovvero il conto che registra la differenza tra esportazioni e importazioni, che segna un valore di +21 milioni di euro. La lettura di questo dato riporta equilibrio dopo gli ultimi tre anni contraddistinti da valori negativi e, soprattutto, offre maggiore consapevolezza a un tessuto produttivo nazionale, che si conferma trainante (oltre 20.000 addetti), fatto da eccellenze (circa 250 imprese, per lo più PMI) e aperto al futuro.
INVERTIRE LA TENDENZA
Aziende, negozianti, agenti, operatori e appassionati si chiedono ora cosa aspettarsi per l’immediato futuro. Dare una risposta non è semplice. In tempi non sospetti in tanti ci avevano indicato il 2025 come data in cui il mercato sarebbe andato incontro a un nuovo equilibrio. Su questo aspetto è d’accordo anche Ancma, che prevede un 2024 in linea con il 2023 e una crescita a partire dal 2025. Crescita che secondo l’associazione di categoria va aiutata e per farlo bisogna mettere in campo diverse strategie. È infatti importante continuare a incentivare l’utilizzo dei pedali, non solo l’acquisto. Fermo restando che l’abbassamento dell’IVA su bici, accessori e componentistica sarebbe un provvedimento che darebbe grande impulso al mercato.
"Questo è il tempo di passare dagli incentivi all’acquisto a quelli all’utilizzo. Lo ribadiamo da mesi e come associazione chiediamo un intervento deciso sulla promozione della cultura della bici e, soprattutto, sullo sviluppo di un’infrastrutturazione ciclabile più consona: sono azioni che vogliamo attivare insieme al Governo e alle istituzioni locali, senza sottrarci da un coinvolgimento propositivo, e che possono attivare processi molto virtuosi sia dal punto di vista sociale che economico" Mariano Roman, presidente di Ancma
Comparto bici in Italia
Da sinistra Mariano Roman, Cristiano De Rosa, Paolo Magri e Piero Nigrelli
LE VARIE FORME DELL’ “ELETTRI-CITTÀ”
Per descrivere la quarta edizione di Emoving Days basterebbe una sola parola: entusiasmante. In mostra tutte le forme di mobilità elettrica. Tra le tante, la bici rimane la meno controversa, perché piace a tutti ed è semplice da utilizzare
di Gabriele Vazzola
La primavera, per i milanesi amanti della mobilità elettrica, oramai significa una sola cosa: l’arrivo degli Emoving Days. Per il secondo anno la kermesse, che si svolge nell’avanguardistico quartiere di CityLife, si è aperta con una giornata dedicata agli addetti ai lavori. Venerdì 22 marzo una nutrita platea ha partecipato ai workshop presso il cinema Anteo all’interno del CityLife Shopping District per l’Emoving Business Day. Di fronte a oltre 200 persone accreditate tra retailer, aziende, media e altre figure professionali, sono stati affrontati temi strategici per il settore e Ancma ha comunicato i dati di vendite ufficiali del mercato 2023. Le giornate di sabato e domenica, invece, sono state dedicate all’esposizione dei prodotti e ai test. La novità di quest’anno è stata l’apertura del village anche alle auto elettriche, il che fa dell'evento un contenitore a tutto tondo sui mezzi alimentati a batteria. Sono state 40 le aziende presenti, in rappresentanza di auto, moto, microcar, scooter e ovviamente bici. Proprio quest’ultima categoria di mezzi ha destato grande attenzione. La conferma di ciò già ci era arrivata nel corso delle interviste ai negozianti che la redazione ha fatto negli scorsi numeri di Bikefortrade (vedi Carica dei 101). Da più parti ci è stato riportato un fatto che ci porta ad avere un certo ottimismo per il futuro, ovvero una crescita dell’attenzione verso le eBike urban e trekking. Una nota senz’altro positiva, basti pensare che nei Paesi nordici, in cui è forte la cultura dell’uso della bici in città, le elettriche più vendute rientrano in queste due categorie. Proprio queste ultime sono state maggiormente rappresentate agli Emoving Days. Moltissimi i test effettuati e grande il riscontro di pubblico che, soprattutto tra i residenti in città, richiede un mezzo comodo, pratico e sicuro da sostituire all’auto. Grande attenzione verso le cargo bike di Biga Bike, le robuste Riese & Müller, oppure per la nuovissima long tail di Lombardo. Molto apprezzate anche le belle realizzazioni di Tenways, un brand in crescita negli ultimi anni grazie a prodotti indovinati per design e punto prezzo.
TENWAYS
CGO 009
La novità della casa olandese è piaciuta al pubblico per il design urbano e minimalista, nonché per la qualità percepita e il suo rapporto rispetto al prezzo. Per il commuter che vuole qualità e sostanza.
LOMBARDO
MONDELLO
Chi non vorrebbe recarsi nella famosa spiaggia di Palermo con questa nuova eBike cargo? Si tratta di un modello versatile, disponibile in vari allestimenti. Per chi con la bici ci lavora e per chi ci vuole portare al mare tutta la famiglia.
WHISTLE
B RUSH ALU
Rivisitazione dei modelli enduro/trail di Whistle in chiave alluminio. Robustezza e prestazioni senza compromessi per questa bici sportiva di grande successo. Apprezzata dai principianti come dai rider più evoluti, è pensata per dominare i sentieri al giusto prezzo.
Notevole interesse anche per l’operazione "nostalgia" di Saltafoss, che propone una fedele e rivisitata versione del proprio storico modello in versione eBike. Sono solo alcune delle tante proposte viste agli Emoving Days 2024. Complice anche il bel tempo, le giornate hanno portato un pubblico numeroso ed entusiasta, il che ha rappresentato un’occasione unica non solo per far provare ai potenziali clienti i propri prodotti, ma anche per fare brand placement in una location unica e con un pubblico orizzontale, fatto non solo da appassionati, ma anche da semplici passanti o residenti nel capoluogo meneghino e dintorni. Questi ultimi, non essendo fan di un brand (come spesso accade tra gli mtbiker più agguerriti), possono essere conquistati da chi sa proporre in modo corretto un prodotto, a prescindere dall’heritage o dai successi sportivi del marchio. Il pubblico urbano è sempre alla ricerca di una bici che sappia portare le giuste caratteristiche al giusto prezzo e gli Emoving Days anche quest’anno si sono dimostrati il “place to be” per gli amanti della mobilità elettrica.
SALTAFOSS
SERIETRE
Un mito dell’era analogica torna in versione eBike in questa bici versatile dai mille usi. Perfetta come cruiser da spiaggia, ma anche come bici di tutti i giorni grazie alla sua robustezza. Per i nostalgici e per chi non vuole passare inosservato.
RIESE & MÜLLER
MULTICHARGER 2
La qualità di un brand che ha fatto della robustezza teutonica un marchio di fabbrica presenta questa long tail adatta ai viaggi e a sopravvivere nelle giungle urbane. Per chi cerca un mezzo versatile, adatto anche alle gite fuori porta che non vuole scendere a compromessi.
L’ANNO OLIMPICO E IL FUTURO DELL’ENDURANCE MTB
Nello speciale di questo numero ci siamo voluti soffermare sulla salute dello sport in un’epoca di grandi cambiamenti. In attesa dell’evento clou di luglio a Parigi di Gabriele Vazzola
Cross country, marathon e trail sono le tre discipline su cui si concentra questo nostro speciale. Non ci siamo dimenticati del lato più “fun” della mtb: il settore gravity. Di questo come di consueto ce ne occuperemo più in là, in contemporanea con l’apertura dei maggiori bike park italiani. Quando si parla di mtb xc, di certo non si può non parlare anche delle Olimpiadi. Infatti, si tratta della disciplina più nota al grande pubblico generalista grazie proprio alla sua presenza nella manifestazione dei cinque cerchi. In Italia, tutti si accorsero quanto potessero essere spettacolari e avvincenti le competizioni xc grazie soprattutto all’impresa della nostra Paola Pezzo, che conquistò la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta nel lontano 1996. Tanti anni sono passati, e tante cose sono cambiate a livello agonistico. Tra alti e bassi e momenti in cui i percorsi hanno cambiato anima e faccia.
Ora i tracciati xco sono diventati certamente più spettacolari, tanto che alcuni settori di gara sembrano estrapolati dai tracciati di Coppa del Mondo dh. Gli atleti sono sempre più preparati dal punto di vista fisico, ma anche da quello tecnico. Con l’aumentare della difficoltà dei tracciati sono cambiate anche le bici, si è passati dalle front suspended super rigide e forcelle ammortizzate semi bloccate, a full suspended con angoli aperti e reggisella telescopico.
COME STANNO CAMBIANDO LE BICI E LE GARE
Certo l’evoluzione delle bici è stata fondamentale. Le geometrie, le sospensioni, la cinematica del carro posteriore e i cambi sempre più veloci e affidabili hanno reso possibili cose che erano ritenuti impensabili. Che le bici abbiano seguito l’evoluzione delle gare o le gare quelle delle bici è difficile da dirsi, sarebbe come dire se è nato prima l’uovo o la gallina, ma certo è che sono tempi esaltanti per seguire una gara di Coppa del Mondo. Insieme alla disciplina olimpica c’è stata anche l’evoluzione delle marathon e delle gare da più giorni, una su tutte la oramai mitica Cape Epic, la cui vittoria vale una stagione.
In tutto questo, lo scorso anno è avvenuta una piccola rivoluzione, ovvero l’accorpamento di tutte le discipline della mtb in un unico circuito con una nuova visibilità mediatica garantita Warner Bros. Discovery. Non tutto sembra però essere andato come previsto, e i risultati di visibilità tanto sperati in parte sono stati disattesi. In parte può essere colpa del fatto che non tutti gli appassionati siano disposti a pagare un abbonamento per seguire le gare (ne parleremo anche successivamente nell’intervista che ci ha rilasciato Marco Trentin, team manager del Team Wilier-Vittoria). Se questo ha allontanato alcuni, non ha certo contribuito a far arrivare nuovo pubblico, e quindi ai piani alti ci si interroga sul da farsi. Forse alcune cose potevano essere fatte o gestite in maniera migliore. Difetti di gioventù di un progetto appena partito? Staremo a vedere. Di certo, se la volontà era quella di allargare la platea di pubblico per attirare anche sponsor extra settore, questo non è avvenuto. La mtb non è il ciclismo su strada, uno sport che è radicato profondamente nella cultura popolare. Nonostante i molti praticanti chi segue le gare in maniera appassionata è ancora una nicchia.
ENDURANCE VS PEDALATA ASSISTITA, UNA CONVIVENZA DIFFICILE?
In tutto ciò le competizioni endurance devono anche fare i conti con una diminuzione nella vendita dei mezzi di questo tipo, per lo meno in Italia, ma crediamo a ragion veduta che sia una tendenza diffusa anche a livello internazionale. Dalle nostre interviste ai negozianti pubblicate sugli scorsi numeri di Bikefortrade (Carica dei 101), è risultato ben chiaro che le bici xc siano state quelle, in fase di contrazione del mercato, ad aver subito la battuta di arresto più pesante. Soprattutto nella media e bassa gamma, dove si fanno i numeri e dove si crea la base di praticanti futuri. In parte questo è avvenuto, oltre che per le varie congiunture economicosociali, anche per via del successo delle eBike, che sembrano aver conquistato completamente il pubblico dei non agonisti in ogni settore dell’offroad. Questo non è certamente un male, non del tutto per lo meno. Potrà esserlo però se avverrà una fisiologica diminuzione degli investimenti che le case produttrici saranno portate a fare, soprattutto quando e se il ritorno d’immagine non giustificherà più gli investimenti. Al di là di tutto, possiamo nelle prossime pagine vedere che le bici sono in continua evoluzione, sempre più leggere e performanti. Alcuni accorgimenti che arrivano direttamente dal mondo trail o dal down country sono ora normalizzati anche nel settore delle competizioni. Questo in attesa di vedere cosa ci riserverà la passerella di Parigi; gare maschili e femminili si disputeranno nella capitale francese presso l’Elancourt Hill, il palcoscenico naturale in cui gli atleti e le atlete cercheranno di aggiudicarsi il premio più ambito dello sport: la medaglia d'oro olimpica. Saranno in 72 in totale a gareggiare nella competizione di xco e le gare si svolgeranno il 28-29 luglio, entrambe dalle 14:00 alle 16:30.
DENTRO LA COPPA DEL MONDO
La squadra Wilier-Vittoria è tra i portabandiera italiani dell’xc e della marathon. Abbiamo intervistato il team manager e fondatore Marco Trentin, che ci ha parlato del mondo della mtb endurance, dei progetti e della sua compagine di Gabriele Vazzola
Marco Trentin è team manager di una delle più forti squadre mtb endurance in Italia, il team Wilier-Vittoria. Nessuno meglio di lui può raccontarci i retroscena delle più importanti gare internazionali di queste discipline e spiegarci come, e cosa, avviene all’interno di un team che lotta, gara dopo gara, per conquistare podi mondiali e visibilità mediatica.
Marco Trentin team manager Wilier-Vittoria
Raccontaci la tua storia e come è nato il team. Dopo un passato da agonista molto modesto, ho costruito una bella amicizia con Damiano Ferraro e abbiamo messo in piedi il team partendo dalla collaborazione con alcuni sponsor storici. Tutto è iniziato in maniera molto semplice diventando poi un progetto che si è evoluto fino al punto cui siamo oggi. Sicuramente l’anno di svolta è stato il 2016, quando è arrivato in squadra il campione italiano Samuele Porro. Grazie a lui e alla competitività che ci ha garantito ci siamo affacciati alle prime competizioni internazionali con un podio nel marathon al primo anno. Nel 2019 ci siamo “allargati” e abbiamo iniziato anche a occuparci del cross country. Dopo i primi tempi un po’ complicati e il periodo Covid, abbiamo continuato a focalizzarci sempre più anche sull’xc grazie anche ai risultati di Sofie Pedersen che lo scorso anno ha fatto un’ottima stagione. Ci siamo così divisi nei due rami della mtb endurance: marathon e xco. Siamo ora un team completo, composto da due realtà parallele con mezzi e staff diversi. In questo lavoro di gestione della squadra sono affiancato da Massimo Debertolis che si occupa inoltre della parte marathon, mentre Michele Casagrande gestisce il cross country. A loro è demandata tutta la gestione delle gare e degli atleti, mentre invece io seguo la parte burocratica della squadra.
Come giudichi i recenti cambiamenti avvenuti nel circuito mondiale con l’avvento di Warner Bros. Discovery?
I costi nelle ultime stagioni per noi sono lievitati, ma la visibilità non in maniera adeguata. Eurosport è molto seguita, ma per guardare le gare di mtb occorre essere abbonati. Prima, con Redbull TV, c’era una diversa gestione, mezzi forse inferiori, ma tutti i contenuti erano gratuiti. La mtb è uno sport più praticato e meno seguito, non è nazional popolare come la bdc e il fatto di dover pagare per vedere le gare di certo non aiuta. Ci hanno aumentato i costi d’iscrizione e quello della gestione del team è lievitato in maniera esponenziale, ma alla fine non c’è stato un cambio di marcia che giustificasse questi oneri aggiuntivi. Se il fine era quello di attirare sponsor extra settore, questo di fatto non è avvenuto. Inoltre, con l’arrivo di Warner Bros. Discovery, il circuito marathon è stato un po’ bistrattato. A Snowshoe (USA), hanno programmato la tappa di Coppa il mercoledì, una scelta molto deleteria che ne ha minato la visibilità. Le maggiori risorse sono tutte a favore dell’xc. In parte è una scelta comprensibile, ma così la disciplina non può certo crescere. Capisco che nel cross country ci sia più attenzione, ricambio generazionale, personaggi e i grandi brand americani investono di più lì, però se l’idea era quella di dare una svolta le cose potevano essere fatte in maniera diversa. Siamo stati invitati al tavolo delle trattative per cercare di apportare miglioramenti. Questo però è avvenuto a gennaio, quando i giochi oramai erano fatti. È anche vero che si può sempre migliorare e guardare avanti e costruire delle basi diverse per il 2025. Quali sono i problemi maggiori che hanno generato questa situazione? Il marathon ha sicuramente lo svantaggio di avere una forte connotazione regionale. È uno sport molto popolare e praticato solo in Italia e in Spagna. Nelle altre nazioni non è molto seguito e nemmeno praticato a livello amatoriale, tra gli agonisti vanno di moda altre discipline. Stessa cosa per le stage race. Sono tutte discipline che non
hanno una diffusione uniforme a livello internazionale. Il cross country è più seguito grazie alla presenza alle Olimpiadi. L’xc è anche una disciplina più televisiva, ma alcune marathon specifiche come la Hero dimostrano che si può fare una diretta che sia appassionante per il pubblico. Le soluzioni ci sono, come ad esempio fare dei percorsi che prevedono più passaggi nello stesso punto.
Quali sono secondo te le migliori tappe di Coppa del Mondo? I percorsi sono diventati tutti molto belli e spettacolari. A me in maniera particolare piace correre a Nove Mesto (Repubblica Ceca), c’è un bel tracciato e anche una bella atmosfera. Nel nostro cuore c’è sempre anche la Val di Sole, che ha un fascino molto particolare, anche perché per noi è un po’ la gara di casa. Le competizioni sono molto avvincenti al giorno d’oggi, io avrei paura a scendere a piedi da certi settori. La pista più difficile è in Canada, a Mount Sainte Anne, dove c’è un settore chiamato “Beatrice”, una discesa molto spettacolare e tecnica.
Quali sono le principali problematiche nella gestione del team e degli sponsor? La difficoltà maggiore è sempre quella di avere il materiale in quantità adeguata e per tempo, anche ora che le problematiche delle supply chain si stanno risolvendo. Negli ultimi anni c’è stata molta confusione. Ogni atleta ha tre bici e poi ci sono tutti i pezzi di ricambio. La collaborazione con le aziende è molto importante, siamo sempre in contatto con gli ingegneri di Wilier e Vittoria e diamo i nostri feedback in maniera continuativa per aiutare allo sviluppo di un prodotto sempre più performante. Siamo molto contenti dei materiali a nostra disposizione. Penso che oramai bici che funzionano male non ce ne siano.
Come viene gestito il parco bici e come avvengono le scelte?
Ogni atleta ha tre bici, in cross country la front però non viene mai praticamente usata, anche perché il regolamento prevede che nello short track si utilizzi la bici che verrà usata nella gara xco. Secondo me sarebbe bene togliere questa regola perché così si può pubblicizzare e dare visibilità a tutta la gamma di prodotti. Per la marathon se il tracciato prevede molto dislivello si tende a usare la front, che dà un vantaggio in termine di peso, ma quando serve il comfort la scelta ricade sempre sulla full.
Cosa ne pensi delle eMtb nelle gare?
Io sono contrario alle gare con la bici elettrica, in alcune discipline nessuno azzarda a fare proposte di questo tipo. Ad esempio in xc e marathon non avrebbe alcun senso; si tratterebbe di una specie di doping meccanico. Anche se il mercato nella mtb va in quella direzione devono rimanere dei mezzi da gara prestazionali per gli atleti, un po’ come succede anche nella Formula Uno. È lampante che le eMtb sono diventate una fetta di mercato importante e le aziende ci investono sempre di più. Presumo che i volumi di fatturato nel muscolare si continueranno ad abbassare. Le bici endurance tradizionali devono rimanere in gamma per mantenere la credibilità che solo la presenza nelle migliori competizioni internazionali può dare.
Quali sono i ricordi più belli che hai della tua vita da team manager? Ho sicuramente tre ricordi indelebili. Il primo riguarda la vittoria del campionato italiano con Samuele Porro. Poi nel 2019 il podio di Samuele e Damiano Ferraro alla Cape Epic, voluto e meritato. Avremmo potuto fare meglio ma un piccolo inconveniente non ci ha permesso di infilarci tra i team Scott e Cannondale. Poi sicuramente anche il Mondiale Under 23 vinto da Simone Avondetto è stato un bel momento. Nel 2024, vogliamo cercare di dare il meglio di noi stessi, sappiamo che è una sfida ed è complicato, la concorrenza è spietata. Non mi voglio sbilanciare sul futuro, preferisco essere scaramantico. Mi piacerebbe però che Simone si riprenda del tutto e ricominci a esprimere il suo potenziale dopo lo stop a causa della mononucleosi, crediamo molto in lui.
MERIDA
BIG.NINE TR 8000
La BIG.NINE vanta una storia lunga e ricca di successi, con innumerevoli vittorie in gara, tra cui Campionati del Mondo e Coppe del Mondo. Sebbene al momento del lancio risultasse un prodotto innovativo per maneggevolezza, comfort e peso ridotto, un nuovo modo di guidare richiede un costante aggiornamento. Per questo il brand ha completamente rivisto il modello per renderlo adatto alle esigenze delle moderne corse di XC. Sono state migliorate le doti discesistiche dell’ultimo telaio in fibra di carbonio CF3 a geometria progressiva, aggiungendo una forcella con escursione più lunga da 120 mm per un maggiore controllo, pneumatici più aggressivi pronti per il trail e un reggisella dropper. Inoltre, la forcella Fox 34 SC offre progressività e precisione, mentre la trasmissione SRAM GX T-Type a 12 velocità e il set di ruote Reynolds in carbonio leggero garantiscono un’andatura veloce, sia in salita che in discesa.
Merida Italy - 0522.1825611 - meridaitaly.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: carbon
Forcella: Fox 34 Float SC Performance Elite, 120 mm
Gruppo: SRAM GX Eagle Transmission AXS
Freni: SRAM Level Silver Stealth, 2 pistoni
Ruote: Reynolds TR 309/289 XC
Gomme: MaxxisRekon29x2.4”WTtubelessready
Componentistica: Merida
OLYMPIA
F1-X
F1-X mantiene inalterato il suo carattere fortemente ispirato al mondo delle competizioni. A connotare la biammortizzata di punta di Olympia è soprattutto il sistema adottato per la sospensione, che viene integrata nel tubo verticale utilizzando lo stesso perno su cui si articola il carro compatto da 430 mm. Questa soluzione riduce il peso e l’ingombro della sospensione, che risulta molto pratica e di facile regolazione. La forcella con steli da 35 mm ha un’escursione di 110 mm, compensata nelle geometrie della bici per non alterare l’assetto ribassato dell’anteriore. Il tubo sella è stato verticalizzato con una ratio che varia a seconda della taglia. Il telaio monoscocca in fibre di carbonio T1000, T800, T700 e M40J è stato realizzato con la tecnologia EPS, che uniforma la superficie interna e punta a eliminare il materiale in eccesso. F1-X è proposta nelle due versioni Team 12 S e Pro, con svariati allestimenti. Cicli Olympia - info@olympiacicli.it - olympiacicli.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio
Forcella: Rock Shox Sid Select RL 29” (110mm TAP 15mm)
Ammortizzatore: Rock Shox Sidluxe Select+ RL
Gruppo: Shimano Deore, 12 v
Freni: Shimano BR-M8100
Ruote: Miche 988HSR 29"
Gomme: Vittoria Barzo 2.25 Rigid
ORBEA
OIZ
Oiz non è una down-country o una trail, ma la più veloce bici da XC che sia mai uscita dagli stabilimenti Orbea. L’obiettivo è stato quello di creare un’unica piattaforma che combinasse il peso (telaio di 1.750 grammi) e l’efficienza di una full con 100 mm d’escursione con il controllo e la trazione in discesa di una full con 120 mm di escursione. Grazie ai feedback del team KMC Orbea, e alle informazioni dalla sua squadra di test, il brand spagnolo ha sviluppato una geometria moderna che porta la maneggevolezza in discesa a un livello superiore. Un angolo di sterzo più avanzato (67º), un movimento centrale più basso (333 mm), e un reach più lungo (450 mm per la taglia m) sono alcune delle caratteristiche che, combinate all’escursione di 120 mm, offrono controllo e sicurezza completi. Inoltre, grazie alla sua geometria moderna, la posizione di guida è più centrata, elemento che si traduce in un maggior controllo nelle sezioni tecniche e ripide. Orbea ha mantenuto la tecnologia brevettata I-Line, con l’introduzione del nuovo SIC System, per un’integrazione ottimale dei cavi nella zona manubrio. orbea.com
SCHEDA TECNICA - OIZ M30
Telaio: carbon OMR
Forcella: Fox 34 Float SC Performance 120
Ammortizzatore: Fox Float SL Performance 120 mm
Gruppo: Shimano Deore M6100
Freni: Shimano M6100 idraulici
Ruote: alloy tubeless, 25c, 32H
Gomme: Maxxis Rekon Race 2.40" WT 120 TPI Exo TLR
TREK
SUPERCALIBER SL9.7 AXS
Questa mtb costruita per sfrecciare sui singletrack è basata su un telaio in carbonio che bilancia rigidità ed elasticità per permettere di scatenare tutta la potenza quando se ne ha bisogno. La sospensione posteriore IsoStrut offre abbastanza escursione per assorbire le sollecitazioni dei terreni più accidentati tipici dei moderni percorsi XC. La trasmissione SRAM GX AXS a 12 velocità completamente wireless garantisce cambiate precise, anche sotto carico, mentre i freni a disco idraulici a due pistoncini SRAM Level Bronze assicurano stabilità e controllo. Il modello è caratterizzato da un’escursione anteriore di 110 mm grazie alla forcella RockShox Reba RL con molla SoloAir. Il manubrio in carbonio OCLV Mountain SL (con doti di smorzamento delle vibrazioni), il reggisella telescopico Bontrager Line e le ruote tubeless ready Kovee Comp 25 completano la dotazione. Trek - 035.302502 - trekbikes.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio SL OCLV Mountain, IsoStrut, UDH
Forcella: RockShox Reba RL, molla Solo Air, escursione 110 mm
Gruppo: SRAM Eagle XS-1275, T-Type, 10-52, 12 v
Freni: disco idraulico SRAM Level Bronze
Ruote: BontragerKoveeComp25,tubelessready
Gomme: BontragerSainte-AnneProXR,29x2.20"
Componentistica: Bontrager
LYNX RACE
Progettata con un'escursione di 120 mm, ma garantendo la possibilità di mantenere i 100 mm, la nuova Lynx Race vanta un fattore d’integrazione e rigidità più elevato, oltre a consentire l'utilizzo di due portaborracce. Il modello, sviluppato grazie alla collaborazione con il BH Coloma Team, integra un sistema di sospensioni efficace, che permette di concentrarsi solo sulla guida. Infatti, la tecnologia Split Pivot permette di regolare la sospensione senza influire sulle forze di frenata o di pedalata. Ciò si traduce in un aumento della trazione e nello sfruttamento completo dell'energia. Non solo, infatti la rigidità tra il triangolo anteriore e il forcellone è stata aumentata del 35%. Oltre a utilizzare la procedura Hollow Core Internal Moulding, sviluppata dal brand spagnolo per la creazione dei modelli da competizione, per il telaio è stato selezionato il carbonio Evo Carbon Layup con fibre ad alto modulo, al fine di raggiungere il perfetto equilibrio tra massa e rigidità. Oltre ai cinque colori di serie, è possibile creare un design personalizzato grazie al programma BH Unique. BH - 335.6442523 - g.orsi@bhbikes.com
SCHEDA TECNICA - LYNX RACE LT 9.9
Telaio: Lynx Race Carbon
Forcella: Fox 34SC Factory Push to Lock
Kabolt 120 mm
Ammortizzatore: Fox DPS Evol Factory
Gruppo: SRAM XX1 AXS Eagle 12 v
Freni: Shimano XTR
Ruote: BH Evo Carbon Tubeless, 30mm, 28H
Gomme: Pirelli Scorpion 2.4 XC RC 2.4
LOMBARDO
Negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede le bici da down country, che rappresentano in un certo modo il punto d’incontro tra le xc e le trail bike. Le geometrie di questi modelli sono progettate per essere in grado di affrontare tracciati impegnativi e per offrire grande divertimento. Sono mezzi pensati per soddisfare allo stesso modo l’agonista e l'amatore. Tra questi modelli troviamo anche Canazei (che i tecnici Lombardo definiscono un compromesso tra una da down country e una xc), che con un telaio in carbonio è progettata per ottenere il massimo dalle avventure fuoristrada, dai sentieri più lisci a quelli più tecnici. Questa bici monta una forcella Rock Shox con escursione da 120 mm ed è dotata di ruote Mavic Crossride. Controllo e guidabilità sono assicurate dai freni Shimano Deore M6100 a due pistoncini (rotori 180-180). Il peso totale del modello è di 11,9 kg. Lombardo Bikes - lombardobikes.com - info@lombardobikes.com
Gomme: Schwalbe Racing Ray 29x2.4 (ant), Schwalbe Racing Ralph 29x2.4 (post)
LEE COUGAN
CROSSFIRE TRAIL
Progettata per soddisfare diversi stili e preferenze di guida combinando prestazioni, comfort e versatilità. L’escursione da 120 mm e il telaio dal peso di 1.850 g (ammortizzatore compreso) regalano leggerezza e agilità. La geometria è progressiva, con un angolo di sterzo di 67,5°, un angolo piantone di 75,5° che trasmettono una guida equilibrata e reattiva. Lo Structural Crossbar System permette all’ammortizzatore posteriore e al telaio di lavorare in armonia per offrire efficienza di pedalata e di comportamento della sospensione. L'orientamento verticale dell'ammortizzatore posteriore garantisce un baricentro basso e rigidità torsionale. I perni cavi in lega lavorata a CNC abbinati a cuscinetti sovradimensionati, migliorano la rigidità torsionale del triangolo posteriore pur mantenendo un peso ridotto. L'uso di cuscinetti più grandi crea vantaggi anche in termini di longevità e affidabilità. La forma a diamante rovesciato del downtube ha una funzione sia estetica che strutturale. L'integrazione dell’archetto che chiude il chain stay davanti al seat tube, ha permesso di avere un carro molto compatto. La Crossfire Trail utilizza fibre di carbonio Torayca T1000 e T800 per ottimizzare il comfort, l'efficienza e il peso. Lee Cougan è un brand Bassobikes – 0444.590033 - info@bassobikes.com
SCHEDA TECNICA - CROSSFIRE TRAIL TEAM EAGLE
Telaio: Crossfire Carbon
Forcella: Fox 34 Factory Step Cast, 120 mm travel, FIT4 (3-Position Remote)
Ammortizzatore: Fox Float DPS Factory Remote
Gruppo: SRAM XX SL Eagle AXS
Freni: Magura MT8 SL
Ruote: Microtech RK25 / DT Swiss XRC 1501
Gomme: Continental Cross King
SPECIALIZED
S-WORKS EPIC 8
Velocità, efficienza e leggerezza sono i concetti che hanno portato alla nascita della nuova Epic. Un nome che ha lasciato il segno nelle competizioni xc e che si evolve per adattarsi ai moderni percorsi di cross country che richiedono prestazioni sempre più elevate. La nuova cinematica della sospensione offre una pedalata ancora più efficiente. Gli ammortizzatori dotati di specifiche e tarature custom sono in grado di assorbire al meglio gli impatti, mentre l’escursione di 120 mm e la geometria progressiva la rendono adatta anche ai percorsi tecnici, mantenendo le doti da scalatrice e reattività in accelerazione. La rigidità torsionale e laterale, inoltre, garantisce una grande precisione di guida. Rispetto al precedente modello, Epic 8 assorbe il 12% in più di forze d'urto e vibrazioni, in modo da poter utilizzare al meglio l’energia per spingere al massimo sui pedali. Tutti i modelli ora prevedono lo SWAT 4.0 e un ferma-sterzo integrato per prevenire danni al telaio nel caso di scivolate. specialized.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: S-Works FACT 12m Carbon
Forcella: Rock Shox SID Ultimate Ride Dynamics con Flight Attendant
Gomme: Specialized Fast Trak 29x2.35 (ant); Specialized Renegade 29x2.35 (post)
VOLTAGE ERIDE: VEDERE LA LUCE
La nuova eBike da trail leggera di Scott è stata sviluppata per portare i rider in luoghi che prima potevano solo sognare. E ora fornisce agli appassionati una soluzione agile con un motore compatto e silenzioso
Voltage eRIDE è progettata per i mountainbiker che desiderano una bici da trail leggera generosa, con l'aggiunta di un motore dall’ampia autonomia che permette di arrivare oltre l’immaginabile. Uno strumento calibrato nei minimi particolari: il design del telaio, per esempio, ha permesso al team Scott di massimizzare l’inserimento dei reggisella telescopici, consentendo di montarne da 140 mm per la misura small, 180 mm per la large e 210 mm per la extra-large. Grazie a un indicatore sulla biella esterna, ora è anche più semplice regolare il sag e controllare l’escursione utilizzata. La bici è inoltre dotata di una protezione batticatena, per mantenerla ancora più silenziosa. La leva del perno passante posteriore, un dettaglio fondamentale delle bici del brand, integra in questo modello una brugola 6 mm e torx T25 e T30: con questi tre strumenti è possibile intervenire su tutti i perni del carro e su quasi tutto quello che si può regolare della bicicletta.
TECNOLOGIA DI SOSPENSIONE INTEGRATA
La tecnologia di sospensione integrata consente di ottimizzare le prestazioni della bici progettando telai con un baricentro più basso, con conseguente migliore maneggevolezza e una guida più stabile. Ciò consente una costruzione più rigida attorno al movimento centrale, riducendo i movimenti laterali rispetto alla direzione della corsa dell'ammortizzatore.
LE SOSPENSIONI
Su tutti i modelli Voltage eccetto uno si può trovare l’ammortizzatore posteriore FOX NUDE 6T: le sue modalità di guida attivate TwinLoc consentono al rider di adattare rapidamente le caratteristiche delle sospensioni in base al percorso. L'eccezione è sulla Voltage 900 Tuned, che viene fornita con l’aggressivo ammortizzatore FOX Float X NUDE, completo di piggyback e di FOX forcella Factory 36 Grip 2 all'anteriore, per i rider che amano ottimizzare la messa a punto delle proprie sospensioni per ogni uscita. Ciò è ulteriormente migliorato dal sistema remoto TracLoc.
LINKAGE DESIGN
Il linkage della bici è composto da una biella interna in un unico pezzo, azionata dalle bielle visibili esternamente, a cui è unita tramite millerighe. L’ammortizzatore è collegato alla biella interna tramite un adattatore, ciò consente di montarlo nella posizione ideale per lasciare spazio al motore e ottenere al contempo un’escursione di 155 mm.
KIT DI FINITURE SYNCROS
La Voltage è caratterizzata da un cockpit SYNCROS Hixon in carbonio integrato o in una configurazione più tradizionale manubrio e attacco manubrio. Entrambe hanno due opzioni di rialzo in base alla misura del telaio (15 e 25 mm) e due lunghezze di attacco manubrio.
COSTRUZIONE DEL TELAIO
Per il telaio, Scott ha applicato il suo principio della zona di rigidità e leggerezza alla struttura in carbonio HMF. Attraverso il rinforzo strategico di alcune aree nella zona di rigidità, ha reso possibile massimizzare il risparmio di peso altrove.
TQ-HPR50
Il motore TQ-HPR50 eroga 50 Nm di coppia massima ed è alimentato dalla batteria interna da 360 Wh alloggiata nel tubo obliquo. Il display minimalista del tubo superiore può essere personalizzato per mostrare i parametri che si desidera e la connessione Bluetooth al proprio smartphone consente di regolare le caratteristiche del motore in base alle preferenze del rider. Il portaborraccia sul tubo sella può inoltre essere sostituito con un Range Extender TQ da 160 Wh opzionale, offrendo un’autonomia ancora maggiore per le giornate più ambiziose sui sentieri.
Il Merit Spherical è costruito attorno alla Spherical Technology, sviluppata proprio da Giro insieme a MIPS, per garantire un sistema di protezione che attutisca le forze di rotazione nell’impatto, riducendo il rischio di danni celebrali. Il tutto senza compromettere stile, peso, ventilazione e comfort. Inoltre, le calotte interne ed esterne separate con Progressive Layering aiutano a gestire gli impatti ad alta e bassa velocità. Le prese d’aria Wind Tunnel, combinate con fodere in schiuma EPS, creano un flusso ideale per la fuoriuscita del calore, anche nelle lunghe salite. Il casco si può regolare tramite il Roc Loc Trail Air, e l’imbottitura Ionic+ permette di assorbire al meglio il sudore durante le pedalate più intense.
Cicli Bonin - 049.8702080 - info@ciclibonin.it
CRANKBROTHERS
La Mallet Trail, insieme alla sua “cugina” Stamp”, completa la gamma di scarpe del marchio statunitense. Questa nuova linea di calzature da mtb (clip-in e flat) si basa su un nuovo design della suola che privilegia la versatilità, il grip su tutti i tipi di terreno e il comfort del biker. La protezione della tomaia, con sistema di chiusura BOA Li2, è stata aumentata e si adatta al meglio a contesti anche più competitivi. Ha inoltre un puntale rinforzato in TPU, mentre un collarino intorno alla caviglia permette di evitare che degli eventuali detriti entrino nella scarpa. I tacchetti sono profondi e multi-direzionali per garantire una trazione ottimale anche quando è necessario camminare.
CORSAIR 2
Una scarpa pensata per godersi l’avventura fra trail e percorsi all-mountain. È dotata di Damp Evo, la suola clipless dalla flessibilità aumentata, mentre l’intersuola in EVA assicura un ottimale assorbimento degli urti. La tomaia è in Ripstop, materiale che la rende resistente alle abrasioni e al tempo stesso traspirante, con inserti in TPU sia sulla punta che sul tallone per proteggere la scarpa e il piede da graffi e impatti. La chiusura è con il rotore SLW3 di Northwave, con rilascio graduale e completo in un unico pulsante. Per un maggior comfort, è presente anche un’imbottitura sulla parte superiore della linguetta.
northwave.com
SMITH
PAYROLL
Distribuita in Italia da A4 Selection - 0444.461100 - info@a4selection.com
MALLET TRAIL BOA MET
VELENO MIPS
Veleno Mips è Il casco più versatile della linea MET, anche se il suo design lo rende adatto soprattutto per la mtb. Una delle caratteristiche principali è la presenza del sistema di protezione MIPS, che consente di ridurre alcune delle forze rotazionali trasmesse alla testa durante impatti non lineari. La visiera è facilmente rimovibile grazie a due ancoraggi nascosti e integrati nel sistema di fissaggio dei cinturini. Un elemento che rende Veleno pulito ed esteticamente gradevole sia per un utilizzo mtb sia per uscite in gravel. Il sistema di canalizzazione interna dell’aria favorisce la ventilazione e il comfort.
Met - 0342 615 876 - met.italia@met-helmets.com
VAUDE
MOAB CONTROL 20 MONS
Questo zaino punta sul comfort grazie ad Aeroflex Control, che permette un’ottima ventilazione nella schiena. Se in salita il sistema rimane in tensione per favorire il passaggio dell’aria, in discesa lo schienale può essere rimesso a contatto con il corpo per evitare la brezza. La funzione Shifting Back Length consente di regalare gli spallacci in base alle proprie esigenze, e le comode cinture toraciche e lombari garantiscono una vestibilità ideale e un'ottima libertà di movimento sulla bicicletta. Completano il quadro delle tasche laterali elastiche, un extra scomparto per l’acqua, un passante su un cinturino per gli occhiali da sole e una copertura antipioggia.
Uno dei nuovi prodotti nella collezione di Smith è il modello casco Payroll. È caratterizzato dai sistemi Koroyd e MIPS e ha ottenuto una certificazione eBike che viene rilasciata testando i caschi a velocità più elevate rispetto a quelle tradizionali. Payroll è disponibile anche con il sistema Aleck, che rileva l’entità dell’urto e, se necessario, invia un messaggio di emergenza con la posizione GPS. Inoltre, grazie al sistema VaporFitTM, regolare il casco è semplice e la vestibilità aderente e coesiva. La visiera adattabile in tre posizioni, infine, consente di indossare occhiali da sole o maschere con estrema semplicità.
oberalp.com
Redwood VT utilizza la lana merino Mons Royale, marchio di fabbrica del brand neozelandese. I capi Mons Royale hanno la capacità di regolare al meglio la temperatura corporea, mantenendoli freschi e asciutti sulla pelle anche ad alte temperature e sotto sforzo. Il tessuto Merino AirCon, inoltre, migliora le prestazioni anche d’estate ed è quello utilizzato per Redwood VT. Disponibile in taglio specifico da uomo e da donna, ha un collo a V e fit standard, drop tail per una copertura extra della schiena, taschina sul retro per gli oggetti essenziali e un tessuto nascosto nella parte bassa per la pulizia degli occhiali.
Mons Royale è distribuito in Italia da Nitro Distribution - 0464.514098 - nitro.it
DUNE: LA NUOVA DIMENSIONE DELL’ENDURO
L’ultima arrivata in casa Mondraker sembra essere la naturale evoluzione di una categoria. La drive unit Bosch permette di spingere fino a 600 watt, e il peso sotto i 20 kg garantisce un divertimento pari all’esperienza muscolare
Se la prima versione 2009 si presentava come la bici da enduro senza compromessi, la Dune 2024 di Mondraker punta a ridefinire una nuova categoria: quella delle light eMtb super enduro. L’ultima creazione della casa spagnola, infatti, eredita alcuni aspetti dalla cugina Neat per leggerezza e agilità, ma combinando la potenza della Level e le prestazioni della Superfoxy. Il ritorno della Dune, insomma, si inserisce in alcuni dei trend più interessanti nell’attuale mondo della mtb. Mondraker scommette su una visione dell’enduro sempre più a motore,
L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE
La Dune è forgiata attorno a un telaio Stealth Air Carbon del peso di 2,65 kg, abbinato alla potenza e alla leggerezza dell’ultima creazione di Bosch, la drive unit Performance SX. Il sistema di sospensioni propone l’ultimo aggiornamento della cinematica Zero Suspension, con 165 mm di escursione alla ruota posteriore e ammortizzatore a molla Öhlins TTX 22. Il nuovo design posiziona quest’ultimo più in basso e rende il triangolo posteriore stesso più compatto, con un conseguente aumento della rigidità. L’ottimizzazione della cinematica, inoltre, garantisce una maggiore sensibilità dell’ammortizzatore e un migliore assorbimento degli urti, e concede anche dello spazio per un’eventuale secondo portaborraccia o un range extender sotto al tubo orizzontale. Per la Dune XR la forcella ha un’escursione da 180 mm grazie alla Öhlins RXF 38. Le geometrie, che sfruttano il modello Forward Geometry (marchio di fabbrica Mondraker), sono piuttosto aggressive. L’angolo di sterzo nella Dune XR è di 63,6°, mentre il carro posteriore da 445 mm vuole garantire il giusto equilibrio tra stabilità e agilità, in combinazione con uno schema di ruote mullet.
L’assistenza di Bosch si propone come uno dei principali punti di forza. Il Performance SX pesa circa 2 kg, offre una coppia massima di 55 Nm e una potenza di picco di 600 W, contribuendo dunque a creare quell’ideale connubio tra leggerezza e potenza. La batteria è da 400 Wh integrata nel tubo obliquo, a cui si può aggiungere l’extender PowerMore da 250 Wh per un aumento dell’autonomia di circa il 60%. Il System Controller Bosch sul tubo orizzontale consente di accendere e spegnere il motore, controllare la modalità di supporto e visualizzare il livello della batteria, mentre il comando remoto sul manubrio e il display Kiox 500 permettono di passare agevolmente da una modalità all'altra e di accedere alle informazioni sulla propria ride.
La gamma Dune è composta da tre diversi allestimenti XR, R e RR, che condividono il telaio Stealth Air Carbon da 165 mm di escursione, gli pneumatici, i freni a disco da 200 mm, il manubrio da 800 mm e l’attacco da 30 mm. A differenza della XR, la Dune R e la Dune RR sono invece dotate di forcelle da 170 mm. Tutte le versioni seguono la stessa linea estetica, ma con caratteristiche specifiche tra i modelli. La Dune XR si distingue per un colore inedito, chiamato Mars, che le dona un aspetto ancora più distintivo.
SCHEDA TECNICA - DUNE XR
Telaio: Stealth Air full Carbon, escursione 165 mm
Forcella: Öhlins RXF 38 180 mm
Ammortizzatore: Öhlins TTX22M.2 205x65 mm
Gruppo: SRAM X0 Eagle AXS, cassetta 10-52T
Freni: SRAM Code Ultimate Stealth 4 pistoni 200 mm
in cui i rider possano affrontare i tratti più ripidi divertendosi ma senza sprecare troppe energie, prima di lanciarsi in discesa e aprire il gas sfruttando delle escursioni generose. Il tutto dovendo gestire una bici dal peso contenuto: per la Dune si parla di 19,7 kg, pochi chili in più rispetto a un’enduro muscolare. Se siamo di fronte a una game changer del mercato lo scopriremo con il passare del tempo, ma non c’è dubbio che si tratta di un prodotto che avrà modo di attirare molte attenzioni da parte di addetti ai lavori e appassionati.
ZERO SUSPENSION
La Dune sfrutta la nuova cinematica offerta dall’aggiornamento del sistema Zero Suspension. Un design che posiziona l’ammortizzatore Öhlins TTX 22 più in basso, rendendo il triangolo posteriore più compatto. L’ottimizzazione della cinematica garantisce una maggiore sensibilità dell’ammortizzatore e un migliore assorbimento degli urti.
BOSCH PERFORMANCE SX
La drive unit di Bosch garantisce 55 Nm di coppia e 600 W di picco, per un peso di circa 2 kg. La batteria da 400 Wh può essere integrata da un range extender da 250 W. I livelli d’assistenza sono quattro: Eco, Tour+, eMtb e Turbo.
STEALTH AIR CARBON
È il processo di lavorazione delle fibre di carbonio più avanzato in casa Mondraker. Il telaio della Dune XR pesa 2,65 kg e integra un supporto Fidlock sotto il tubo, una protezione per il motore, un parafango per l’ammortizzatore e le protezioni del frame stampate su misura per il triangolo posteriore.
LA DUNE DEL 2009
Il primo modello della Dune, uscito nel 2009. Telaio in alluminio, forcella da 170 mm e sospensione posteriore da 160
TRASMISSIONE FORCELLA
Il telaio della Dune può sostenere escursioni all’anteriore fino a 180 mm, come nel caso del top di gamma XR. Anche in questo caso Mondraker si è affidata a Öhlins, con il modello RXF 38.
Sulla Dune XR il gruppo utilizzato è lo SRAM X0 Eagle AXS elettronico a 12 velocità, che offre precisione, fluidità nella cambiata e prestazioni affidabili sotto ogni aspetto.
ENVISION A BETTER CYCLING WORLD
Taipei Cycle Show rappresenta la più grande kermesse del settore bici in Asia. Nel 2024 ha visto la presenza di 950 aziende provenienti da 90 Paesi, divise in 3.500 stand. Abbiamo partecipato in qualità di media partner all’appuntamento che tanti operatori considerano “la vera fiera internazionale”
dal nostro inviato Davide L. Bertagna
Tremila e cinquecento stand in rappresentanza di 950 aziende. Basterebbero questi numeri per capire quanto Taipei Cycle Show sia oggi un appuntamento fondamentale per il comparto del ciclo. La fiera, organizzata da Taiwan External Trade Development Council (TAITRA) in collaborazione con la Taiwan Bicycle Association (TBA), si è tenuta dal 6 al 9 marzo 2024, con i primi due giorni dedicati al b2b, mentre l’8 e il 9 sono state aperte le porte a tutti i visitatori. L’edizione 2024 si è conclusa con 27 mila presenze, di cui quattro mila internazionali provenienti da 90 Paesi. Numeri alla mano si tratta della più grande fiera di settore in Asia e un hub di business fondamentale per la supply chain delle bici d’alta gamma e non solo.
Quest’anno abbiamo partecipato anche noi e dobbiamo dirlo è stata un’esperienza coinvolgente. Diversi sono stati gli operatori italiani (non solo aziende, ma anche distributori, agenti e negozianti) che abbiamo incontrato nelle giornate dell’evento. In tanti ci hanno spiegato come questa rappresenti “la vera fiera internazionale della bike industry”. Inizialmente questo elemento ci ha colpito date le dimensioni più contenute della kermesse rispetto per esempio all’Eurobike di Francoforte. Ma a pensarci bene e ascoltando i vari pareri, Taiwan rappresenta un centro nevralgico per tanti Paesi. Una location strategica per confrontarsi ed entrare in contatto con tanti operatori provenienti dal Giappone, così come dalla Cina, dal Sud America, dall’Australia e da tutto il sud est asiatico. Nazioni spesso poco rappresentate in Germania. Ecco perché per un’azienda diventa fondamentale esserci.
Tanti i commenti entusiastici al termine dell’evento. “Nonostante le turbolenze nel settore, Taipei Cycle Show è stato un successo e ha superato le nostre aspettative. In un periodo in cui i contatti diretti sono cruciali, la fiera offre una solida opportunità di incontrare distributori internazionali, aziende OEM e fornitori chiave”, ha dichiarato Tyler Anspach, presidente di SDG Components. “La fiera era piena di energia. Vedere l’incredibile quantità di innovazioni, con una forte attenzione su ESG e sostenibilità, è stato fantastico. Taipei Cycle offre sempre eccellenti opportunità di networking con una selezione ampia, diversificata e globale di espositori che presentano una vasta gamma di prodotti e servizi. È stato bello vedere così tante start-up presentare novità interessanti”, ha aggiunto Bob Margevicius, vicepresidente esecutivo di Specialized.
I QUATTRO TEMI CHIAVE
Un elemento che abbiamo apprezzato è stato l'impegno degli organizzatori nel cercare di offrire nuovi spunti di riflessione all’industria ciclistica con focus che ruotavano intorno a quattro temi chiave: Micro Mobility, Green Action, Start-up & Innovation e Cycling Culture and Lifestyle. Ne è un esempio il programma Bike Venture, che si è proposto di sfruttare la ricca tradizione dell’industria taiwanese per promuovere un ecosistema innovativo in tutto il settore. La Bike Venture Zone ha messo infatti in mostra 10 start-up che hanno presentato prodotti e servizi legate all’elettrificazione, alla digital transformation della supply chain, ma anche nuovi modelli di business. Tanti gli speaker di rilievo intervenuti nei giorni dell’evento: tra gli altri, Bonnie Tu, presidente di Giant Group, Kei Onishi, ceo di Yamaha Motor Ventures, Deborah Wu, managing director di KMC Global e Andreas Kreiner, head of tech scouting di Pierer Innovation. Per quanto riguarda la sostenibilità, il Riding Towards Sustainability Forum, che si è tenuto il secondo giorno, ha provato a delineare le linee guida del futuro della bike industry che inequivocabilmente dovrà diventare sempre più responsabile in termini sia di produzione sia di trasporti. Ma non solo. È stata presentata la Green Map, in cui si sono messe in luce le 68 aziende attive nel comparto bici che già oggi abbracciano attivamente pratiche ecologiche nella produzione, nella progettazione e nelle operazioni commerciali.
Inoltre, grande curiosità ha suscitato l'E-Cycling Pavilion dove sono stati presentati software di simulazione di bici in 3D, piattaforme di allenamento smart e sistemi di esperienza di guida. Il padiglione ha ospitato anche diverse “ride aziendali” e la sfida ciclistica Cycle Girls. Infine, per la prima volta nella storia di Taipei Cycle Show, è stata inserita una zona di prova demo per le eBike, dove i visitatori hanno avuto la possibilità di testare la funzionalità di molte bici a pedalata assistita su varie rampe all'interno dell'area.
E-Cycling Pavilion
Da sinistra: Robert Wu, chairman di TBA, Felix Chiu, executive VP di Taitra, e Uwe Cremering, ceo di iF Design
GLI AWARD DI TAIPEI
Il 5 marzo, nel corso della conferenza stampa di apertura, sono stati annunciati i vincitori dei d&i awards 2024. Quest’anno hanno partecipato 150 aziende provenienti da dodici Paesi: dopo una valutazione della durata di due giorni, sono stati selezionati i 47 progetti migliori. Una giuria internazionale di esperti nel campo delle bici e del design ha selezionato i sette prodotti più interessanti che sono stati premiati con il Gold Award. Tra questi, il Sillykids Bug ha vinto tra le start up e Vittoria con il green prize per il suo pneumatico sostenibile. La giuria, che si è riunita al Taipei World Trade Center per valutare di persona i progetti, esaminando meticolosamente il design e le tecnologie di ognuno, era composta da Bob Sung (UL GmbH, filiale di Taiwan), Johnson Wu (Cycling & Health Tech Industry R&D Center, Taichung), Henry Chang (Gearlab, Taiwan), Kimberly Lin (Taiwan Mountain Biking Association, Taiwan), Georg Todtenbier (e*thirteen components, Germania), Irfan Kachwalla (Logitech, India), Henrik Jeppesen (HJ Consulting, Danimarca) e Craig Dent (RiDE-studios, Regno Unito).
Tutti i vincitori dei d&i awards
Ebike Demo Area
Nel 2025 Taipei Cycle Show
La Bike Venture Zone
COSA FARE
CON LE CAMERE D’ARIA USATE?
Ora si possono restituire gratuitamente a Schwalbe, che le ricicla per crearne di nuove con un processo di devulcanizzazione ormai collaudato.
La partecipazione al programma è aperta a tutti i rivenditori
di Daniele Pansardi
Il programma di riciclo delle camere d‘aria di Schwalbe è ora attivo in Italia. Anche nel nostro Paese, dunque, i consumatori finali possono restituire ai rivenditori specializzati le camere d‘aria usate per biciclette. Una volta ritirate, queste vengono rispedite all’azienda tedesca e poi inserite nel processo di devulcanizzazione sviluppato internamente da Schwalbe. A quel punto, il materiale ricavato viene utilizzato per i nuovi prodotti. Oggi ogni camera d’aria standard del brand contiene già circa il 20% di materia prima recuperata. Il bilancio energetico del processo di riciclo, compreso il trasporto, è estremamente positivo e, rispetto alla produzione della stessa quantità di butile nuovo, si risparmia l‘80% di energia. La partecipazione al programma è gratuita per tutti i rivenditori di biciclette.
Elisabetta Dell’Orto sales manager Schwalbe Italia
Quante adesioni avete ricevuto dopo il lancio di quest’iniziativa? E quali feedback avete ricevuto?
Dal 7 marzo abbiamo avviato il servizio di riciclo delle camere d’aria e diversi dealer italiani hanno aderito alla nostra iniziativa. Al momento stiamo ancora attendendo i dati definitivi dalla nostra casa madre. Non appena avremo le informazioni, saremo in grado di informare la stampa sull’andamento del servizio.
Vi siete posti un numero di adesioni in particolare come obiettivo entro la fine del 2024?
Abbiamo fatto una cernita dei dealer nel nostro Paese e creato un database di circa 800 nominativi. Il nostro obiettivo è di raggiungere, entro la fine dell’anno, almeno il 50% delle adesioni. Abbiamo già ricevuto richieste da altri negozianti, non presenti nel nostro database, che vorrebbero aderire al programma e ci stiamo organizzando per accontentare tutti. Offrendo questo servizio in diversi Paesi d’Europa, tutto il processo dal trasporto al riciclo, deve essere ben organizzato.
Nella vostra opinione, quanto sono sensibili al tema della sostenibilità i rivenditori e i consumatori del mondo bici?
In Germania questo servizio è attivo da diversi anni. Tutte le nostre filiali europee
Il processo è molto semplice: innanzitutto, le vecchie camere d‘aria per biciclette, indipendentemente dalla marca, vengono raccolte in scatole. I rivenditori possono quindi accedere al portale UPS con il proprio ID Schwalbe, stampare l‘etichetta di spedizione gratuita e allegarla al pacco. Quest'ultimo può quindi essere consegnato a un punto di ritiro UPS, ai corrieri UPS o può essere organizzato un ritiro presso il negozio.
Dall’avvio del programma di riciclo delle camere d’aria nel 2015, sono già stati riciclati più di dieci milioni di camere d’aria. Con l’aggiunta di Italia e Francia, il numero di Paesi partecipanti sale a undici e altri sono in arrivo. Per saperne di più, abbiamo intervistato Elisabetta Dell’Orto, sales manager di Schwalbe Italia.
erano ansiose di iniziare questo servizio, in quanto era una richiesta che i dealer e i nostri partner della distribuzione ci chiedevano spesso. Ritengo che rivenditori e consumatori siano molto sensibili verso questo tema, soprattutto perché non è semplice smaltire i nostri prodotti con la normale raccolta dei rifiuti. Inoltre, il nostro sistema di riciclo offre grandi vantaggi anche dal punto di vista dell’ambiente e questo messaggio è stato ben percepito da tutti. I prodotti riciclati ritornano in commercio sotto altre forme e possono essere utilizzati per creare nuovi prodotti e risparmiare energia ed emissioni.
Quali sono i potenziali vantaggi per i negozi nell’aderire a quest’iniziativa? Innanzitutto, è un servizio completamente gratuito. Inoltre, i negozi hanno la possibilità di smaltire facilmente il materiale, che diversamente dovrebbero portare in discarica pagando lo smaltimento. Infine, oltre a offrire un servizio ai loro consumatori, rispettano l’ambiente e contribuiscono a riutilizzare i vecchi prodotti per produrne di nuovi.
POLINI: NON PIÙ (SOLO) RACING
Per il secondo anno consecutivo il brand ha partecipato a Taipei Cycle Show dove ha presentato alcune novità. Parliamo del motore GP da 80 Nm studiato per gravel e road e di un’applicazione per telai trekking e all terrain, dove la drive unit E-P3+ da 75 Nm lavora insieme a una trasmissione a cinghia
Come da tradizione, Polini mira a “trasformare il meglio in massimo” con l’obiettivo di migliorare le prestazioni. Con questa filosofia l’azienda lombarda ha presentato a Taipei Cycle Show divese novità, tra cui l’ultima evoluzione del suo motore E-P3+: la versione GP. Si tratta di una drive train specificamente studiata per eGravel e eRoad, con coppia massima portata a 80 Nm. Il nuovo modello offre la potenza necessaria per affrontare qualsiasi tipo di terreno: dai sentieri sterrati alle salite più impegnative, senza trascurare l’armonia della pedalata, sempre più fluida grazie agli aggiornamenti del software PDC “Polini Dynamic Control”.
E-P3+ GP è dotato di un sistema di controllo intelligente sviluppato con diversi obiettivi:
• precisione di erogazione della coppia di assistenza in funzione dello sforzo applicato sui pedali;
• reattività nel seguire le variazioni di pedalata;
• riduzione del tempo di risposta quando si inizia a pedalare, portando a zero il tempo di interruzione di spinta nel momento in cui ci si ferma;
• incremento assistenza attiva fino a 120 rpm.
Inoltre, il motore E-P3+ GP, abbinato alla batteria da 500 Wh, garantisce un’ottima autonomia che può arrivare fino a 220 km nel livello 1, con un’assistenza del 30% calcolata con una frequenza di pedalata media di 60/80 rpm (peso del ciclista 6080 kg). Per gli utenti più esigenti è possibile installare, alla batteria da 500 Wh, una bottle battery per aumentare la capacità di 250 Wh.
E-P3+ GP dispone di cinque mappature di cui tre prestabilite e due interamente configurabili.
• Touring: dolce e progressiva, ideale per un utilizzo quotidiano e maggiore autonomia.
• Dynamic: dal carattere sportivo, ma allo stesso tempo naturale e preciso.
• Race: senza compromessi, una vera e propria mappa da gara, per offrire il massimo delle prestazioni (set up messo a punto attraverso l’esperienza nelle gare sia del Campionato World Series sia del Campionato Italiano FMI).
• Custom 1 / Custom 2: completamente configurabili dall’utente tramite l’app per smartphone.
E-P3+ CON TRAZIONE A CINGHIA
Le novità presentate da Polini a Taiwan però non finiscono qui. Pensando al futuro della mobilità sostenibile infatti, il marchio lombardo ha sviluppato un’applicazione per telai trekking e all terrain, dove il motore E-P3+ lavora insieme a una trasmissione a cinghia. Un ottimo compromesso per l’utilizzo urbano, in quanto questa scelta garantisce affidabilità e minima manutenzione. L’obiettivo di Polini è quello di offrire su un mercato in continua evoluzione delle eBike eleganti, ma sportive grazie alle performance garantite dal motore E-P3+ con 75 Nm di potenza. È possibile montare sulla nuova applicazione sia un cambio meccanico sia elettronico.
Potenza: 250 W
Potenza di picco: 600 W
Massima coppia: 80 Nm
SCHEDA TECNICA (E-P3+ GP)
Livelli di assistenza: 5
Voltaggio: 36 V
Walk assist: fino a 6 km/h
Polini Motori - ebike@polini.com
READY, SET & GO!
Un buon cavalletto può davvero fare la differenza durante la manutenzione e le riparazioni ordinarie della propria bicicletta.
E Peruzzo lo sa bene, tanto da realizzarne uno adatto a privati, bike hotel e noleggi
Chi conosce bene il settore sa quanto è essenziale possedere gli strumenti adeguati a dedicarsi alla manutenzione della propria bici, sia in termini di comodità che di praticità d’uso. Peruzzo Srl, specializzata in portabici e prodotti per il settore ciclo dal 1972, lo sa decisamente a fondo e sotto tante sfaccettature, come la produzione e il rispetto di una filiera made in Italy che sia garanzia di qualità e affidabilità. E per questo trasmette il suo know-how in tutti i prodotti che realizza e commercia, mettendo il cliente – il ciclista – al centro del proprio processo produttivo. Un esempio è il cavalletto da regolazione Set&Go, solido e stabile con una base di appoggio di 6 kg. Grazie alle sue caratteristiche che lo rendono facile da maneggiare e soprattutto da spostare, questo strumento si presta sia per un uso professionale che per un utilizzo da parte degli appassionati più esigenti. E di chi, in generale, predilige pulire e sistemare la propria bici con calma e in tutta comodità. Set&Go è perfetto per la fase di settaggio della bici prima di affrontare i percorsi più avventurosi, ma è un ottimo alleato anche come parcheggio professionale per bici al termine dell’uscita, in modo da poterle dedicare tutte le cure necessarie. Proprio
Numero max bici: 1
Materiale: acciaio
Colore: nero opaco
Dimensione ruote (pollici): da 24 a 29"
Larghezza ruote bici (cm): da 2 a 8,5 cm
Interasse max bici (cm): tutte
Peso prodotto (kg): 9,6
eBike: sì
Adatto a tutti i telai
Compatibile con freni a disco
per questo è ideale per un uso presso i negozi, bike hotel, noleggio: la sua rapidità di regolazione, il fissaggio a ruota che lo rende compatibile con qualsiasi bici e la stabilità della base consente infatti ai professionisti del settore di effettuare rapidamente e in sicurezza tutti i settaggi necessari. Anche con il cliente seduto in sella. Insomma, uno stand assolutamente immancabile tra le attrezzature che possono dare un valore aggiunto al trattamento e alla manutenzione del proprio mezzo, o di altri.
CARATTERISTICHE
• Stabile
• Perfetto per bike rental, bike hotel, negozi bici
• Regola il tubo del sottosella e il manubrio della bici mentre il ciclista è in sella
• Pratica maniglia di regolazione
• Compatibile con eBike
• Adatto a tutti i telai
• 100% made in Italy
SCHEDA TECNICA
2 0 2 4
ITALIA BIKE CUP
INTERNATIONAL COMPETITIONS XCO
CHAOYANG PERSUADER, PER LE USCITE IN MTB PIÙ ESTREME
I nuovi copertoni da enduro arrivano sul mercato italiano, disponibili in tre varianti e quattro misure.
Dotati di mescola 3C-AM e da due diversi sistemi di protezione dalle forature, sono un ottimo compromesso tra la versatilità di una gomma da XC e il controllo di una da downhill
Chaoyang, distribuito in esclusiva in Italia da Mandelli, è uno dei brand più importanti del gruppo ZC-Rubber. Nato nel 1958, è il primo produttore di pneumatici in Cina e tra i 10 più grandi costruttori al mondo con un fatturato annuo di 4,5 miliardi di dollari. Oggi il brand rappresenta uno tra i leader nel mercato delle coperture a 360 gradi ed è sinonimo di qualità, tecnologia e ricerca. È anche sponsor dal 2023 del circuito XC Italia Bike Cup (di cui abbiamo parlato sullo scorso numero di Bikefortrade) e dell’Arsenal Football Club in Premier League.
PERSUADER DRY
Il copertone Persuader Dry è la scelta ideale in condizioni di asciutto. Il battistrada a profilo medio garantisce una frenata sicura, un’ottima trazione in salita e una minore resistenza al rotolamento nei tratti pianeggianti. Il design del battistrada laterale offre l’aderenza che serve per dare sicurezza nei tratti scoscesi e nelle curve più impegnative.
Chaoyang offre un’ampia scelta di copertoni: tra le novità della gamma enduro troviamo il modello Persuader, disponibile in tre varianti (Dry, Wet e Speed) e in quattro misure (27.5”x2.40”, 27.5”x2.60”, 29”x2.40”, 29”x2.60”). Dotati di mescola 3C-AM, che offre un bilanciamento perfetto tra la velocità di una gomma da cross country e la tenuta di un copertone da DH, sono caratterizzati da due diverse protezioni: BtoB, che grazie a uno strato in nylon 40x40 rinforza e protegge la carcassa, e Dual Defense, che aggiunge un inserto in gomma butilica per una maggiore resistenza alle forature.
LE TRE VARIANTI
PERSUADER WET
Il copertone Persuader Wet è l’ideale durante le uscite in bici in condizioni di bagnato. Il battistrada con tasselli centrali spaziati garantisce ottima aderenza anche in presenza di fango, mentre i tasselli laterali offrono massima aderenza e sicurezza nelle curve anche con il brutto tempo.
PERSUADER SPEED
Persuader Speed è un copertone versatile che permette di gestire percorsi con caratteristiche molto diverse: dal terreno più compatto a quello più scosceso. Grazie a un battistrada centrale basso e concentrato che favorisce il rotolamento e a fianchi pronunciati per una maggiore aderenza in curva, è la scelta perfetta quando si cerca velocità e controllo nelle proprie uscite.
COREFUSION: UNA PERFORMANTE SECONDA PELLE
La nuova famiglia di capi di X-Bionic si caratterizza per dei modelli che presentano, nei punti di maggiore necessità di dissipazione del calore, il sistema brevettato 3D Bionic Sphere con la tecnologia ThermoSyphon, che permette un rapido trasferimento dell’umidità all’esterno
Maglia tecnica performante che unisce tessuti di alta qualità tipici della disciplina con note tecnologie di termoregolazione sviluppate da oltre 20 anni dall’azienda svizzera. Tra le scapole, infatti, nel punto che ha più bisogno di dissipazione di calore è presenta il sistema 3D Bionic Sphere con tecnologia ThermoSyphon, innesto tessile che facilita la traspirazione durante l’attività e fa da isolante nei momenti di riposo. Con vestibilità aderente, è disponibile in due colorazioni a tinta unita e una stampa che rappresenta una mappa termica del corpo.
Questa maglia progettata per le lunghe sessioni di allenamento in ogni stagione, con una vestibilità morbida e maniche in raglan, assicura totale libertà di movimento. Il tessuto principale è composto dal 40% di lana merino, che offre un’ottima regolazione termica e gestione dell’umidità e amplifica l’effetto del sistema brevettato 3D Bionic Sphere con la tecnologia ThermoSyphon, Questa posta tra le scapole, mantiene il calore nei momenti di riposo e rinfresca durante l’attività.
Manifattura Mario Colombo & C. - 039.39431 - colmar.com
I primi bib short di X-Bionic con fondello interno a quattro densità, foderato e imbottito in schiuma, sono pensati per le lunghe distanze. Il pantaloncino presenta bretelle con tecnologia 3D Bionic Sphere sulla schiena e lavora in sinergia con l’analogo sistema posizionato sulla jersey. Per il modello da uomo è disponibile la versione con tecnologia Partialkompression nella parte posteriore delle cosce, che applica una pressione mirata attraverso canali larghi un millimetro che si alternano a zone “vuote” prive di compressione.
AERO JERSEY
ENDURANCE MERINO JERSEY
BIB SHORT MEN
IL DROPPER AL GIUSTO PREZZO
Utile durante le discese tecniche e ideale per mantenere la posizione di guida migliore, il nuovo reggisella telescopico con comando remoto segue la filosofia di Wag, ovvero quella di offrire dei buoni prodotti, accessibili a tutti
Il mondo del ciclismo si è sempre contraddistinto per le innovazioni continue portate avanti al fine di migliorare l’esperienza e le prestazioni di guida. L’evoluzione è in un certo senso intrinseca nel nostro sport. Una delle più importanti degli ultimi 15 anni è stata la nascita del reggisella telescopico, un componente che ha rivoluzionato il modo in cui i mountainbiker (ma non solo) interagiscono con le proprie biciclette.
I VANTAGGI DEL TELESCOPICO
SCHEDA TECNICA
• Meccanismo interno misto olio-aria
• Cartuccia interna sostituibile
Materiale: AL 6061-T6
Portata: 50 - 120 kg
Peso: 605 grammi (30,9mm - 100mm)
Offset: 0 mm
RICAMBI
• Cartuccia ricambio
• Leva ricambio
• Kit assistenza
I vantaggi del dropper sono molteplici: favoriscono una posizione appropriata, riducendo lo stress su ginocchia, parte bassa della schiena e polsi, elemento prezioso durante lunghe pedalate o gare. Inoltre, un reggisella telescopico consente ai ciclisti di abbassare rapidamente la sella, funzione utile durante discese tecniche o su trail difficili, ma è anche ideale in città e su bici più pesanti come le cargo, perché permette di toccare facilmente il suolo con entrambi i piedi, ad esempio ai semafori. Infine, permette di spostare più semplicemente il proprio baricentro, facilitare la guida nelle curve strette e nei tratti più insidiosi,
migliorare la stabilità e superare gli ostacoli.
Negli ultimi anni si è visto un notevole incremento di richiesta dei dropper tra le mountainbike. Quello che era un componente solo nei modelli di alta gamma, ora è diventato essenziale per gran parte dei mezzi in commercio.
IL NUOVO TELESCOPICO CON COMANDO REMOTO
Wag è un marchio di proprietà della commerciale RMS. Per la realizzazione del nuovo reggisella telescopico Wag con comando remoto, ha collaborato con un'azienda di cui è distributore ufficiale da oltre 20 anni e che è presente sul mercato da oltre 30. RMS ha quindi unito le forze con una realtà dall’esperienza nel settore pluridecennale e quindi certo di presentare un prodotto di qualità, affidabile e con un prezzo accessibile per tutti. Il telescopico Wag si va a posizionare nell’offerta di media gamma e segue la filosofia del marchio, ovvero quella di offrire ai clienti un prodotto con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Il comando da manubrio per il reggisella telescopico permette di regolare l'altezza in modo rapido poco prima di affrontare una salita o una discesa. Valore aggiunto non di poco conto, è la disponibilità del kit riparazione e delle cartucce, che permettono in ogni momento una veloce manutenzione. Wag riesce a mantenere un prezzo davvero conveniente per due motivi: il primo è il peso leggermente superiore (solamente 30 grammi in più) rispetto al prodotto similare realizzato dall'azienda partner. Il secondo è la scelta di utilizzare un materiale composito per il comando remoto al manubrio, piuttosto che l'alluminio. Le soluzioni tecniche scelte non intaccano le prestazioni, mantenendo la praticità e la concretezza tra gli elementi principali del prodotto.
Sono disponibili quattro versioni divisi in due diametri e due escursioni:
• diametro 30,9 mm, lunghezza 361 mm, escursione 100 mm
• diametro 30,9 mm, lunghezza 425 mm, escursione 130 mm
• diametro 31,6 mm, lunghezza 361 mm, escursione 100 mm
• diametro 31,6 mm, lunghezza 425 mm, escursione 130 mm
Da sottolineare che Wag è in linea con la filosofia “plastic free” e anche in questo caso, come per la maggior parte dei packaging in gamma, è stata realizzata una confezione riducendo al minimo l’uso della plastica. In questo modo il marchio mira a contribuire, per quanto possibile, alla salvaguardia degli ambienti.
LA SELLA GRAVITY APPROVATA DA GEE ATHERTON
La Proxim Nembo di Prologo offre il massimo del comfort per chi si lancia giù dalle discese più impegnative.
Alla sua realizzazione hanno contribuito anche i team di Coppa del Mondo e il fuoriclasse due volte campione iridato di downhill
Stabilità, controllo, resistenza e comfort. Sono le caratteristiche che i grandi campioni e gli appassionati di downhill ed enduro ricercano in una sella di alta gamma. Per restare al passo con le loro aspettative, Prologo ha sviluppato la Proxim Nembo, ultima evoluzione dell’azienda nel settore gravity. Un modello dall’anima racing, progettato e perfezionato con i team di Coppa del Mondo supportati da Prologo, e con campioni del mondo come Gee Atherton, che emerge già dalle dimensioni. La Nembo, infatti, è una sella compatta, la più stretta della collezione Proxim con i suoi 245x135 mm.
La forma ergonomica piatta offre un’ideale superficie d’appoggio, garantendo il massimo supporto e un’ottima stabilità durante le pedalate. Il naso è più ampio, per migliorare il controllo della bici in tutte le fasi della guida, anche nelle discese in fuori sella, mentre la parte posteriore è arrotondata per facilitare gli spostamenti in entrata e uscita dal sellino. Le scelte di design non sono orientate solo alle performance, ma anche al comfort. Per ridurre al minimo i punti di pressione, la sella ha un ampio canale centrale unito al caratteristico Active Base System di Prologo: una base forata sotto alla sezione centrale della cover, che consente di unire i vantaggi di una sella con la base aperta, in grado di scaricare la pressione, ai vantaggi di una chiusa, che offre una migliore protezione contro lo sporco e i sassi alzati dalla ruota posteriore. L’imbottitura è realizzata con schiume a densità variabili, per garantire il massimo comfort alla zona delle ossa ischiatiche e nelle altre aree su cui poggiano i tessuti molli. La base è realizzata in nylon caricato in carbonio e presenta degli spessori maggiorati, per poter affrontare anche i percorsi più accidentati e le sollecitazioni più estreme nel downhill. Il rail T2.0, in acciaio cromoly, offre invece un ottimo compromesso tra flessibilità e robustezza.
PROXIM NEMBO SLIDE CONTROL, L’UPGRADE PER I PIÙ ESIGENTI
Per i rider più esigenti, alla ricerca del massimo controllo della bici sia nelle fasi pedalate che nelle discese in fuori sella, è disponibile anche una versione di Proxim Nembo con la tecnologia proprietaria “Slide Control”. Il modello ha una particolare stampa 3D in silicone sulla cover che ne incrementa l’aderenza durante tutte le fasi della guida, anche nelle condizioni più estreme di bagnato e fango. È equipaggiata con il rail TiroX in acciaio in lega leggera, con le stesse caratteristiche di robustezza e durata della versione T2.0, ma con un peso inferiore. La scelta ideale per i rider più attenti anche al peso dei componenti.
LA VERSIONE “ALLARGATA”
Oltre ai modelli stretti da 135 mm della Nembo e della Nembo Slide Control, sono disponibili anche due versioni più larghe, con una base da 145 mm e un’imbottitura superiore maggiorata di 5 mm. L’obiettivo è offrire ulteriore comodità e Prologo consiglia di montarle sulle eMtb, dove l’assistenza del motore implica una minor forza scaricata sui pedali e una maggiore distribuzione del peso sulla sella.
"La caratteristica più impressionante è la forma ergonomica. Non è servito del tempo per abituarsi, c’è stato subito un feeling naturale. Anche piccole regolazioni possono cambiare notevolmente la direzione della bici nei tratti più tecnici. Inoltre, la resistenza e la durata vengono messe a dura prova quando si affrontano i percorsi più estremi. E la Nembo ha superato questi test con la massima tranquillità"
Da sinistra, la Proxim Nembo e la Proxim Nembo Slide Control
OLTRE IL GIRO
Le sue scalate epiche sono destinazione ben nota a tutti gli appassionati della Corsa rosa e di ciclismo in generale. Ma il comprensorio di Bormio non si limita alla cima dello Stelvio o al Mortirolo. Anzi, l’ente di promozione turistico sta lavorando per migliorare l’esperienza di chi ama l’off-road di Benedetta Bruni
Quando si pensa alle montagne di Bormio, l’associazione è piuttosto facile: lo Stelvio, prima di tutto, tanto amato dai rider su due ruote muscolari e a motore; ma anche Bormio 2000 e 3000, località sciistica ampiamente conosciuta e molto frequentata, in particolare per lo sci alpino. Un’immagine definita che la Società Multiservizi Alta Valle Spa sta pensando di arricchire con altri sport, per garantire un’offerta turistica completa e d’eccellenza. Parliamo
Di cosa si occuperà la Società Multiservizi Alta Valle Spa e ci sono stati dei cambiamenti negli ultimi tempi?
La Società Multiservizi Alta Valle Spa è una società pubblica del comprensorio di Bormio, compartecipata dai comuni di Bormio, Valdidentro, Valfurva e Valdisotto, e si occupa della promozione e comunicazione della destinazione. La vera novità è il passaggio a una DMO che inizia a occuparsi in maniera diretta del prodotto turistico per lo sviluppo territoriale di Bormio. Uno di questi compiti include anche diventare un punto di coordinamento di tutti gli attori – la Comunità montana, il Parco Nazionale dello Stelvio e il Consorzio Forestale – che si occupano della manutenzione dei sentieri mtb.
Avete già in atto una strategia di sviluppo? Sì, stiamo portando avanti un progetto con dei consulenti di Milano, Territori Sostenibili, con cui abbiamo avviato un’analisi basata su un metodo di flussi rielaborato dall’Università di San Gallo che permette di mappare i passaggi dei turisti all’interno di una destinazione precisa. Questo è stato il nostro punto di partenza per elaborare un discorso più incentrato sulla stagione estiva, come lo sviluppo dei “Natural Trail” nella zona della Valfurva e l’implementazione di servizi dedicati alle due ruote e al ciclismo su strada. Sull’inverno, invece, stiamo lavorando a una progettualità che vada oltre il concetto del solo sci alpino e che promuova altre forme sportive e turistiche, come la gestione dei percorsi di scialpinismo.
In termini ciclistici, cosa può offrire il comprensorio di Bormio e qual è il suo maggiore appeal?
L’appeal principale del territorio di Bormio sono certamente i passi epici del Giro d’Italia, come lo Stelvio, il Gavia e il Mortirolo. Stiamo però cercando di affermare il mondo della mtb, ancora poco conosciuto nonostante ci siano eventi come l’Alta Valtellina Bike Marathon di fine luglio. Un altro progetto che va in quest’ottica è Bormio 360, un anello circolare che si sviluppa in quota e tocca tutti i comuni del territorio turistico di Bormio ed è percorribile a piedi e in mtb muscolare o assistita.
dello scialpinismo e della rivisitazione degli impianti perché siano consoni alla disciplina (è possibile leggere l’intervista dedicata su Outdoor Magazine 03/2024), ma anche della possibilità di trovare pane per i tasselli delle ruote grasse. Di fatto, le iniziative non mancano, gli eventi mtb nemmeno, serve solo una promozione attiva della proposta off-road, il cui potenziale è ancora tutto da sprigionare. Ne abbiamo parlato con Veronica Mazzola, direttore marketing della società.
A tal riguardo, che tipologia di percorsi è possibile incontrare a Bormio? Sono fruibili anche in eMtb?
Sì, ci sono percorsi in quota molto belli e usufruibili da tutti come il giro dei Laghi di Cancano, frequentato anche dalle famiglie con bici off-road muscolari o a pedalata assistita. Oppure, la strada della Decauville che presenta pedalate semplici su strade sterrate. Da anni abbiamo poi una sentieristica rivolta all’enduro di livello medio-alto legata al concetto del “naturale”, ovvero percorsi con poco intervento umano, in particolare nella Valfurva. Inoltre, è stato lanciato il progetto dello “Stelvio Natural Park”, con l’identificazione di alcuni itinerari più o meno impegnativi dedicati a chi non ha paura dei dislivelli. Il target a cui ci riferiamo, in questo caso, è il biker per lo più tedesco con una certa esperienza nella bici.
In termini economici, attirare mountainbiker porta un indotto alla località? A oggi non è molto così, ma crediamo che uno dei punti su cui il territorio deve sapersi potenziare sia la varietà e la qualità delle attività che può offrire. Mentre il ciclista, soprattutto quello su strada, porta un indotto importante, il mountainbiker non ne ha ancora uno particolarmente rilevante, ma la volontà è di sfruttare di più questo potenziale ancora inespresso. E ciò significa anche coordinare eventuali problemi: primo fra tutti la commistione di persone che va a piedi e in bici negli stessi percorsi. Per quanto riguarda il ciclismo su strada abbiamo già in programma “Enjoy Stelvio Valtellina”, che chiude al traffico motorizzato i passi alpini frequentati normalmente da auto e bici in contemporanea. Grazie a questa possiamo garantire degli slot di chiusure della strada da giugno fino a inizio settembre per Stelvio, Gavia, Mortirolo e Cancano, fino ad arrivare negli ultimi anni nel valtellinese con la chiusura di altri passi in Valtellina.
Lo sci e la mtb hanno non poche similitudini e sono spesso considerati complementari. Come portare uno sciatore, dunque già un amante della montagna, a provare la mtb a Bormio?
Stiamo già attuando azioni di cross-seasonal marketing per portare i target estivi in inverno e viceversa. Ci stiamo provando anche in maniera più limitata, offrendo delle esperienze con due ruote in inverno tramite uso di fatbike, o nella zona di Santa Caterina che si presta molto bene all’attività. Per esempio, cerchiamo di intercettare un target più vicino ai tedeschi, che passano già di qui in estate grazie alla Transalp, o belgi e olandesi, legati al mondo del ciclismo anche nei mesi più freddi. Infine, noi crediamo che l’organizzazione di eventi come può essere la Coppa Italia Downhill ci dovrebbero, nel medio periodo, aiutare a sviluppare meglio il prodotto riferito alle specifiche discipline. In questo caso, l’opportunità dovrebbe essere quella di creare un trail che colleghi Bormio 2000 a Bormio.
bormio.eu – 0342 903300 – info@bormio.eu
Veronica Mazzola
direttore marketing Società Multiservizi Alta Valle Spa
A 45 anni dalla sua nascita, la catena altoatesina apre un nuovo store a Carugate (MI). Inaugurato il 14 marzo in presenza del ceo Jakob Oberrauch, il negozio di via XX Settembre si articola su quattro piani, con 4.000 metri quadrati dedicati a montagna, bike, running e neve di Tatiana Bertera
C’erano anche il ceo della catena Sportler Jakob Oberrauch e il csr Manager Florian Dusini, oltre alle tantissime persone che hanno collaborato per la realizzazione dell’innovativo edificio e ai nuovi commessi, all’inaugurazione del punto vendita di Carugate, aperto ufficialmente al pubblico il giorno 15 marzo. Il primo in Lombardia e il 26esimo in totale, tra Italia e Austria. Design super moderno e grandissima attenzione alla sostenibilità, spazi ampi e luminosi, esposizione curata nel dettaglio, nei 4.000 metri quadrati del nuovo Sportler trovano spazio anche una piccola parte di arrampicata, uno scivolo che collega l’ultimo piano a quello sottostante, una zona per manutenzione e noleggio, una Circularity Area, con servizi di riparazione di capi tecnici e risuolatura calzature, ritiro e riciclo dei capi usurati, e Second Life. Le iniziative di Community Ride e Community Run fanno capire sin da subito la vocazione del punto vendita, che non vuole essere “solamente” un luogo dove il cliente può trovare il prodotto migliore, ma un punto di riferimento per chi desidera fare gruppo e condividere il proprio sport d’elezione con altri appassionati. Una strategia per legare il cliente al punto vendita? Probabilmente sì, ma anche un servizio a cui tutti “gli Sportler” tengono molto. E poi i nuovi collaboratori, tutti invitati a sedere sulla scalinata poco prima del taglio del nastro da parte di Oberrauch perché, microfono alla mano, potessero presentarsi con il proprio nome e settore di appartenenza. Persone, non numeri. Dai più timidi a quelli più estroversi, ci hanno messo e ci mettono ogni giorno la faccia. Questa è una delle prerogative se si vuole entrare a far parte della “famiglia”. A proposito di famiglia, Oberrauch non ha mancato di ricordare, nel discorso che ha preceduto inaugurazione e brindisi, il
“Ciao Milano! Erano anni che Sportler voleva arrivare in Lombardia e oggi è la realizzazione di un grande traguardo. Siamo retailer ma vogliamo diventare anche un marchio per i nostri consumatori.
Con i suoi 4/5 milioni di abitanti tra città e hinterland, Milano è una piazza strategica eccezionale.
Dopo una lunga ricerca abbiamo individuato questa location, in una zona commerciale molto importante. Ma non solo.
C’è molto di più: ho studiato a Milano e ho imparato ad apprezzare e amare questa città. Dieci anni fa, quando sono entrato in azienda, sono riuscito a trasmettere queste buone sensazioni all’intero team, che mi ha dato ascolto e ora... eccoci qua.
Con rispetto e tanta umiltà perché si tratta di una nuova regione e di un nuovo mercato, con il quale integrarci e senza cercare in alcun modo di imporci".
Jakob Oberrauch, ceo Sportler
fratello ventinovenne Heiner junior Oberrauch, venuto a mancare a gennaio in un grave incidente d'elicottero in Canada. “Lui avrebbe amato questo posto” – ha detto evidentemente emozionato, ma senza tradire quel rigore e compostezza che ne caratterizzano le origini. In occasione di questa inaugurazione abbiamo avuto l'opportunità d'intervistare Jacob Oberrauch per capire da vicino l'anima e lo spirito della catena e della nuova sede lombarda.
Tutti i punti vendita hanno lo stesso assortimento di marchi e prodotti?
Non abbiamo un assortimento standard, anzi ci diversifichiamo in base alle richieste legate all’area geografica in cui si trova il negozio. Anche i brand sono diversi: quelli richiesti in Alto Adige, per esempio, non sono gli stessi del Veneto o dell’Austria, non del tutto per lo meno. Qua, nel milanese, siamo arrivati con gli sport nei quali siamo più forti: montagna e alpinismo, bike, sci e neve e per concludere il running. Questo è un negozio dedicato alla montagna e rispecchia il nostro dna.
Qual è la strategia per differenziarvi dalla concorrenza?
Sono tanti i nostri punti di forza, in primis le persone che lavorano in negozio: sono 45 anni che scegliamo i nostri collaboratori in base alla loro competenza, autenticità e passione per questi sport. I nostri collaboratori, che poi sono l’anello di raccordo con il cliente, sono in grado di consigliare non solamente perché sono preparati e formati, ma perché praticano le discipline sportive dei settori in cui lavorano in prima persona. Questo da noi è una regola fondamentale e uno dei criteri di selezione. In secondo luogo, ma non meno importante, l’assortimento di prodotti e brand, e i servizi offerti alla clientela. L’attenzione poi verso la tematica ambientale farà sempre più la differenza, ne sono certo.
Molto vicino vi è un punto vendita Decathlon. Questo può tornare a vostro vantaggio oppure vi infastidisce?
Non è un problema, anzi! Decathlon è un retailer che vende prodotti per un pubblico entry-level. Quella stessa clientela che, una volta appassionatasi a uno sport, vorrà fare il salto di qualità acquistando marchi più performanti, che noi siamo pronti a offrire. Quindi, rispondendo alla domanda, come spesso accade per molte realtà che lavorano con una clientela media e alto-spendente, la vicinanza di Decathlon è, in realtà, un vantaggio.
Nuove aperture in vista?
Il nostro piano strategico prevede le aperture di punti vendita fisici nelle città di Torino e Bologna nei prossimi anni, anche se le tempistiche non sono ancora state definite. Sicuramente, come fatto con la Lombardia, ci saranno opportune e attente valutazioni sia sulla location che sulla tipologia di mercato.
La nuova sede di Carugate il giorno dell'inaugurazione
Da sinistra: Patrick Mair (cfo), Alex Kofler (direttore vendite), Jakob Oberrauch (ceo), Christoph Werth (coo) – dietro Jakob –, Erika Comparoni (store manager), Luca Maggioni (sindaco Carugate)
Johannes Peer (cfo) e Georg Oberrauch (papà di Jakob)
LA SOSTENIBILITÀ IN PRIMO PIANO
Sportler ha selezionato per questa apertura un immobile esistente, evitando dunque l'impatto di un nuovo cantiere e ha installato pannelli fotovoltaici che garantiranno un'autonomia energetica quasi totale grazie alla pompa di calore. L’attenzione per la sostenibilità è evidente non solo dalle caratteristiche della struttura e dai materiali utilizzati, ma anche dalla scelta dei brand e dai servizi offerti. Tra questi, spiccano quelli di riparazione e risuolatura, affinché i capi possano durare di più o addirittura avere una seconda vita, grazie al corner di prodotti usati dove i capi vengono sistemati e poi rivenduti.
Progettiamo strategie a supporto delle imprese per sviluppare modelli di business più sostenibili e virtuosi in
Assessment
• Valutazione ESG
• Analisi dei risultati
• Stakeholder engagement
• Analisi di materialità
• Analisi dei rischi
• Bilanci e report di sostenibilità
• Report d’impatto
• Sviluppo del Manifesto ESG
• Strategie di comunicazione ESG
• Analisi dei Green Claims
• Consulenza strategica ESG • Supporto per certificazione B Corp • Passaggio a Società Benefit • Piano di decarbonizzazione • Consulenza sugli SDGs Strategia
• Piano operativo e supporto • Formazione ESG • Coinvolgimento dei dipendenti e volontariato aziendale • CdA e Comitato ESG
PEDALARE NELL'ENGAGEMENT: COME I SOCIAL MEDIA SALVANO I BIKE STORE?
Avere presenza online e comunicare in modo efficace non è più un’opzione, bensì una scelta strategica. In particolare in un periodo di “crisi” in cui devono essere veicolate al meglio le proprie qualità
di Riccardo Penna
Navigare sui social media è come affrontare un percorso accidentato in montagna: pieno di opportunità mozzafiato, ma anche di sfide impegnative. Le aziende della bike industry che vi si approcciano si trovano di fronte a una doppia sfida: sfruttare al meglio le opportunità offerte da questi canali di comunicazione e superare gli ostacoli che richiedono creatività e competenza. Come scalatori esperti, devono bilanciare abilmente la ricerca di nuove vie e l'adattamento alle condizioni mutevoli del terreno. Tuttavia, spesso tendono a restare ancorati a vecchi schemi di relazioni e passaparola, trascurando le enormi potenzialità offerte dal digital. È essenziale comprendere che per capitalizzare appieno l'engagement sui social media non basta soltanto investire tempo e risorse, ma è fondamentale dedicare un budget specifico per acquisire nuovi clienti e mantenere quelli attuali. In questo articolo esploreremo come le imprese del settore possono cavalcare l'onda dell'engagement sui social media, e sfidare le convenzioni obsolete che potrebbero limitare il loro successo.
LA CONSAPEVOLEZZA È LA CHIAVE
Valutare il proprio livello di consapevolezza sull'uso efficace dei social è cruciale per definire una strategia di engagement che funzioni. Oggi assistiamo a una varietà di approcci: imprenditori ancora statici nell'utilizzo dei canali di comunicazione, chi comprende le potenzialità ma non riesce a sfruttarle in toto e pochissimi che adottano un utilizzo strategico di queste piattaforme. Questo va oltre la mera comprensione del settore e riguarda piuttosto la capacità di sfruttare attivamente gli strumenti digitali. Di fatto, il loro vero potenziale risiede nell’integrazione dinamica delle piattaforme nell'attività aziendale, utilizzandole come canali di comunicazione interattivi per raggiungere e coinvolgere il pubblico di riferimento.
La strategia sui social media si deve concentrare su tre tipi di contenuti: raccontare la storia e i valori del brand, presentare in modo creativo prodotti e offerte speciali tramite promozioni, e comunicare con la community incentivando l’interazione tra i clienti. Bisogna fornire valore aggiunto con uno scambio di contenuti utili protratto nel tempo, perché “the content is king” e necessita di un costante coinvolgimento. Questo aspetto è un punto cruciale della strategia di engagement sui social media ed è essenziale enfatizzare un vero scambio di suggerimenti che siano utili e pertinenti
RICCARDO
PENNA
per il pubblico. Questo non dovrebbe avvenire in modo sporadico, ma in modo continuativo, mantenendo un flusso di informazioni rilevanti che vada a nutrire il rapporto con i follower. Nell’impegno attivo: coinvolgere i follower sui social media è fondamentale per mantenere viva l'interazione con il pubblico e rafforzare il legame con il brand. Questo va oltre la semplice pubblicazione di post o foto ma invogliando in primis la partecipazione diretta alla conversazione. Rispondere ai commenti, porre domande per stimolare la discussione e incoraggiare la condivisione dei contenuti sono azioni essenziali. Tuttavia, questa attività richiede tempo e risorse dedicate. È come una priorità aziendale, poiché il coinvolgimento attivo dei follower richiede un impegno continuo e una gestione puntuale delle relazioni. Nel contesto attuale, i messaggi sui social media sono integrati in campagne mirate che puntano a specifici obiettivi aziendali come vendite, assistenza e post-vendita.
MONITORARE LE PERFORMANCE
È cruciale monitorare attentamente le performance di queste campagne e adattarle di conseguenza. Solo così si può ottimizzare l'impatto e garantire un engagement efficace con il pubblico. Il monitoraggio costante consente di identificare ciò che funziona e ciò che non funziona, mentre l'adattamento rapido permette di rispondere prontamente alle mutevoli esigenze del mercato, alla stagionalità e ai feedback dei clienti. In definitiva, questa pratica consente alle aziende di mantenere un vantaggio competitivo e massimizzare i risultati delle proprie iniziative sui social media. Sostanzialmente, è come avere un negozio sempre aperto!
In sintesi, sebbene l'automazione possa semplificare alcune funzioni, la creatività e l'esperienza di un esperto all'interno del bike store rimangono insostituibili nel contesto dei social media. Questa competenza consente di creare contenuti autentici e pertinenti, adattare le strategie alle mutevoli condizioni di mercato e mantenere un'interazione autentica con il pubblico. La presenza e l'attività costante su queste piattaforme possono fare la differenza tra il successo e il fallimento nel mercato, consentendo alle aziende di stabilire connessioni significative con i clienti, generare vendite e costruire una solida brand reputation di marca alla luce di scenari futuri non facili da gestire.
è un executive business e sport coach nato a Torino nel 1957. Ha una lunga esperienza nel settore delle vendite e del marketing, avendo lavorato come responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA. Ha svolto diversi ruoli e funzioni in molte aziende, offrendo consulenza e supporto a imprenditori e manager. Il suo obiettivo è aiutare i suoi clienti a superare gli ostacoli che impediscono la vendita efficace dei loro prodotti o servizi, fornendo metodi e processi con una formazione innovativa: Mindfulsell. me. È anche docente in diversi master, per varie discipline legate al lavoro di squadra. Come atleta-manager partecipa a gare di triathlon e rally. Ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui “Performance Sportiva-Performance di vendita”, in cui applica le tecniche di preparazione degli atleti olimpici alla vendita.
una consulenza specializzata nel retail
IL BELLO DI “AMMALARSI” DI BICI
CoMa Bike nasce dalla passione di due amici. Come le più avvincenti storie parte in un garage per poi trasformarsi in un’attività professionale al servizio di una clientela esigente
di Gabriele Vazzola
CoMa Bike è un negozio a Bizzarrone, in provincia di Como al confine con la Svizzera. Come spesso accade in territori con queste caratteristiche alcune cose (anche scontate) mancano. Manuel e Simone, appassionati di bici e
Manuel Magitteri socio titolare
Chi siete e come è nata l’idea di aprire CoMa Bike?
Io e il mio socio ci conosciamo da molto tempo, lavoravamo già insieme in precedenza. Non siamo proprio coetanei, abbiamo 10 anni di differenza (48 e 38). Eravamo sì colleghi, ma in un altro settore. Entrambi siamo stati folgorati dalla passione della bici. All’epoca io ero già nel mondo sportivo. Tra una pedalata nei boschi e l’altra è uscito CoMa Bike, che è l’acronimo dei nostri cognomi. Abbiamo iniziato sistemando le bici degli amici in garage come hobby o passatempo, ma vista la passione che ci mettevamo e visto che ci siamo ben presto accorti di essere bravi in quello che facevamo, abbiamo iniziato a pensare che questo poteva diventare un lavoro. Da qui è nato il nostro negozio/officina. Parliamo dell’estate 2016, anche se l’attività vera e propria è partita ufficialmente nel 2017.
Quel è stata l’idea iniziale?
La decisione era di puntare molto sull’officina e sulla manutenzione. Ciò deriva dal fatto che ci siamo ritrovati nella condizione in cui tanta gente si vedeva "rimbalzata" dai vari negozi in quanto la bici l’avevano acquistata altrove. Da lì iniziammo a capire come potevamo intervenire da soli. Sicuramente siamo stati invogliati anche da un problema della nostra zona: evidentemente qui le officine specializzate e molto tecniche scarseggiano. Siamo vicini al confine con la Svizzera e questo ci penalizza. Dalle nostre bici siamo passati a quelle degli amici, poi a quelle dei clienti.
Come vi siete preparati per affrontare questa avventura in modo professionale? Oltre all’esperienza sul campo, fin dall’inizio ci siamo sempre tenuti aggiornati e abbiamo seguito tutti i corsi che potevamo. Proprio prima di aprire l’attività mi sono ritrovato a seguire molte classi di specializzazione. Io in particolare mi occupo delle sospensioni, mentre il mio socio Simone è specializzato nelle ruote. Questa attività continua tuttora ed è fondamentale per mantenere alto il nostro livello: durante l’anno ci sono sempre aggiornamenti da fare, che siano in presenza o da remoto. Il nostro lavoro non può prescindere da questo tipo di formazione continua, soprattutto se si vuole essere sul pezzo per motori e sospensioni, dove l’evoluzione è continua e costante. Dopo qualche errore e tanta esperienza abbiamo raggiunto un livello alto di preparazione. Mettendoci un po’ la testa il mondo delle sospensioni non è così tragico da affrontare. Ci occupiamo delle revisioni standard, non ci siamo avventurati ancora nel mondo del tuning.
Cosa consigli di fare per mantenere sempre al meglio l’efficienza delle sospensioni? Le aziende consigliano sempre manutenzioni continue, ma nella realtà non tutti gli utilizzatori
meccanici, decidono di colmare questo vuoto aprendo un negozio/officina che ben presto si trasforma in un punto di riferimento per i biker più esigenti della zona, come per coloro che decidono di passare la frontiera per recarsi nel loro negozio.
fanno chissà quanti chilometri o ne fanno un uso così gravoso. Cerchiamo sempre di dare il giusto consiglio senza approfittare della situazione. Generalmente però un controllo all’anno con cambio olio, lavaggio e pulizia andrebbe fatto. Solitamente quando arriva la bici del cliente che non si fa vedere da un po’ cerchiamo sempre di controllare e capire se è il caso di fare una revisione. Con questo criterio funziona tutta la nostra officina e il nostro modus operandi: piuttosto che eseguire un lavoro inutile o sostituire un componente che non è davvero usurato si cerca di dare il giusto consiglio. I nostri clienti si fidano di noi e noi non vogliamo perderli. Per allungare i tempi di revisione non ci sono molti accorgimenti che si possono fare, ma certo tenere il componente pulito aiuta, evitando magari di metterci lubrificanti strani. È sufficiente dello spray al silicone ogni volta che vene lavato.
Come intervenite invece sui motori delle eBike?
Funziona un po’ come per le sospensioni. Occorre stare attenti a lavarli, perché rischiano di rovinarsi soprattutto con le idropulitrici. I cuscinetti non sono sigillati ed entra lo sporco. Gli interventi che eseguiamo più spesso prevedono il cambio dei cuscinetti o la cinghia. Poi ogni brand ha il suo metodo, ad esempio con Shimano non si può intervenire perché si fatica a ottenere i ricambi ufficiali. Se dovesse succedere qualcosa a quel punto la responsabilità sarebbe nostra. C’è da dire che però di problemi sui cuscinetti non ne abbiamo riscontrati e, nel caso di altri dovuti a eccessiva usura, Shimano offre in automatico un "replacement" e dà la possibilità di sostituire il motore a prezzi molto convenienti.
Qual è il vostro cliente tipo?
Abbiamo molti svizzeri che attraversano la dogana. Tanti negozi e officine lì hanno chiuso o non ce ne sono nelle vicinanze del confine. La posizione inoltre è strategica, così come la location, in quanto abbiamo parcheggio e visibilità dalla strada. I nostri clienti tipo sono gli atleti o gli amatori super precisi, ma anche gli eBiker che usano la bici solo d’estate. In questi ultimi anni la clientela si è spostata molto sugli over 60 che usano l’elettrica anche tutti i giorni perché sono in pensione, hanno tempo libero e disponibilità economica. Nella nostra zona ce ne sono molti, tanto che ¾ delle bici in negozio da sistemare sono elettriche. Oltre il confine la pubblicità non funziona, si sta allargando il nostro giro unicamente grazie al passaparola.
Seguite anche il mondo delle gare? Questo vi aiuta?
Sì, curiamo le bici delle squadre di bambini di ciclismo o bmx, fino a quelle degli agonisti amatoriali. Qua in zona inoltre passano tanti professionisti con gli amici di uscite e si fermano per la manutenzione ordinaria. Quindi diciamo che siamo arrivati ad avere un giro importante ed essere conosciuti. Tutto nasce anche dalla comunità che gira intorno al negozio. Organizziamo delle ride, abbiamo un gruppo Whatsapp con 200 persone con cui facciamo uscite settimanali in zona, ma anche cose più impegnative come giornate nei bike park tipo Finale Ligure, ci occupiamo noi dell’organizzazione di tutto. I trail da fare si decidono in base a chi si presenta e si cerca di far andare d’accordo eBiker e mtbiker tradizionali.
DI AVVENTURE E ALTRE SCOPERTE
La storia del territorio del Garda Trentino si intreccia inevitabilmente col fascino della mountainbike. Da 30 anni è infatti non solo la casa del Bike Festival, ma anche una zona dove i percorsi per le ruote grasse crescono e migliorano a vista d’occhio di Benedetta Bruni
Ciò che rende il Garda Trentino uno dei poli più attrattivi per la mountainbike non è solo la ricchezza naturalistica e ambientale che lo caratterizza, ma anche l’ampia scelta di percorsi ed eventi dedicati alle ruote grasse – e non solo. Non stiamo parlando unicamente del Bike Festival di Riva Del Garda, che da 30 anni raduna gli amanti dell’off-road lungo le sponde dell’omonimo lago e li occupa con un’agenda fitta di ride e tour. Parliamo anche dei sentieri che disegnano i profili del territorio e nei quali tutti gli appassionati trovano un percorso adatto a loro. L’Azienda per il Turismo Garda Dolomiti S.p.A. si impegna da sempre a migliorare l’esperienza dei biker, tramite servizi di promozione e assistenza per valorizzare l’offerta turistica del patrimonio ambientale, culturale e storico. Scopriamo più da vicino i suoi ambiti di riferimento.
UN TERRITORIO DA SCOPRIRE SU DUE RUOTE
Il Garda Trentino (la sponda nord del Lago che comprende gli ambiti di Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole sul Garda, Dro, Drena, Tenno, Valle di Ledro, Comano, Valle dei Laghi e da quest’anno Val di Gresta) è attraversato da oltre 50 percorsi appartenenti alla rete ufficiale, per un totale di quasi 1.500 km sfruttabili per la gran parte dell’anno. La varietà dei tracciati non si ferma, ovviamente, solo alla mountainbike, sebbene sia la sua tipologia prevalente. Si possono percorrere, a ritmo rigorosamente da crociera, le ciclabili panoramiche sulla sponda del lago, le viottole tra i paesini e i campi della zona di Comano, o i boschi incorniciati dalle montagne della Val Concei. Ci si può cimentare in trail impegnativi e con dislivelli più o meno aggressivi, ideali per introdurre i neofiti alle ruote grasse o soddisfare i biker alla costante ricerca di sfide, come le salite per il Monte Casale o il Monte Guarda. Ancora, la località offre tracciati adatti a un turismo lento, sostenibile ed esperienziale che viene vissuto meglio su bici gravel, la cui modalità di fruizione più rilassata ma pur sempre avventuriera permette di scoprire anche gli angoli più reconditi di Garda
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Trentino. Lungo i tracciati, inoltre, non mancano mai i bike stop, come colonnine di ricarica e punti di riparazione biciclette, ed è sempre garantita l’assistenza di partner specializzati. Dal 2022 la manutenzione dei sentieri è garantita dai Garda Rangers, un team qualificato di professionisti che si prendono quotidianamente cura di tracciati bike, sentieri trekking e falesie dell’Outdoor Park Garda Trentino, quindi di tutti i percorsi ufficiali del territorio – il cui stato di apertura o chiusura è verificabile live sul sito dell’ente di turismo.
IL PROGETTO PILOTA DELLA SEGNALETICA IN VAL DI LEDRO
Per migliorare l’esperienza dei biker, Garda Trentino ha scelto la Valle di Ledro per adottare un nuovo modello di segnaletica user-friendly, che se approvato verrà poi esteso a tutto l’ambito di riferimento. Questo progetto pilota va in abbinamento all’International Trail Rating System (ITRS) lungo tutti i percorsi mountainbike della zona e prevede l’introduzione di una tabellazione più coerente e intuitiva che agevoli i rider nella valutazione dei tracciati. Nei cartelli, dunque, al fianco del numero dei percorsi appare ora una denominazione che permette di capire più rapidamente la tipologia di percorsi: “Tour”, tracciati meno tecnici e con pendenze meno marcate, e “Trail”, percorsi tecnicamente più impegnativi con pendenze più elevate. Oltre a indicare la direzione di marcia e informazioni aggiuntive quali mete intermedie, punti di interesse e relative distanze, la matrice della segnaletica comprende ora anche segnavia per sensibilizzare il tema della “Trail Tolerance”.
A tutto questo si aggiunge l’adozione dell’International Trail Rating System – ITRS. Si tratta di un metodo oggettivo, lanciato a giugno 2022 dall’Europe l'International Mountain Bicycling Association (IMBA), che informa i biker sui requisiti per affrontare in sicurezza un intero percorso sulla base di quattro aspetti: technical difficulty (difficoltà tecnica), endurance (resistenza), exposure (esposizione) e wilderness (parametro dato ad esempio dalla ricezione del telefono cellulare e dall'accessibilità per i soccorritori). L’ITRS, inoltre, prevede l’uso di un codice colore – il medesimo delle piste da sci: verde, blu, rosso, nero –per identificare a colpo d’occhio i diversi livelli di difficoltà.
A PLACE WHERE ATTITUDE MEETS ALTITUDE
La Voltage eRIDE è la bici da trail perfetta. Ti permette di andare più lontano e più in alto. Grazie ad una escurs ione d a 160mm/155mm e al silenzioso e leggero motor e TQ-HPR50, anche i t rail più complicati diventano realtà.