






EDITORIALE
DI BENEDETTO SIRONI
benedetto.sironi@mag-net.it
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EDITORIALE
DI BENEDETTO SIRONI
benedetto.sironi@mag-net.it
L’ultimo numero dell’anno è sempre un buon momento per un bilancio finale. Come è emerso dai tanti contenuti e approfondimenti che vi abbiamo presentato negli scorsi mesi, anche nelle prossime pagine troviamo ulteriori testimonianze di come il 2023 per l’industria del ciclo non sia stato un anno semplice: la situazione economica generale (le guerre, l’inflazione e le scelte delle banche centrali) ha creato grande incertezza e paura nei consumatori. Oltre a questo la bike industry ha dovuto affrontare problemi specifici come l’overstock di prodotto e una domanda non paragonabile a quella degli anni precedenti. Questi elementi hanno creato ovviamente grandi pressioni finanziarie sia nelle aziende sia nei negozi. Secondo le previsioni anche i primi mesi del 2024 saranno complicati, con l’auspicio che la situazione possa tornare a una graduale normalizzazione dal secondo semestre.
Una previsione e allo stesso tempo una speranza condivisa da molti operatori. L’abbiamo riportata in vari articoli dedicati a negozi e brand. Così come parlando con centinaia di addetti ai lavori nel corso dei principali eventi 2023 come il Bike Festival di Riva del Garda, Eurobike a Francoforte, IBF di Misano e infine Eicma a Milano. Proprio di quest’ultimo appuntamento vi proponiamo il nostro reportage su questo numero di Bikefortrade. Del resto, quella che oggi è considerata per lo più come “la fiera delle moto”, ha in realtà avuto sempre un rapporto stretto con le bici fin dal nome, acronimo di “Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori”. Non sempre tale connubio è stato ben definito, soprattutto negli ultimi anni. In questa che è stata un’edizione dei record, il mondo del ciclo sembrava un po’ messo in disparte, ma solo a prima vista. Girando tra i padiglioni, infatti, ci si poteva accorgere che tra gli enormi stand dei grandi costruttori di moto facevano capolino non poche proposte bike, le quali sembrano anche aver suscitato un certo interesse. In questo senso è giusto ribadire che per il nostro settore la fiera di Rho è un’occasione unica per ottenere un ritorno in termini di visibilità e brand placement
verso un pubblico molto allargato e trasversale, comunque potenzialmente interessato anche ad altre tipologie di due ruote.
A proposito di visibilità: torna in grande stile il Fansometro, vero e proprio marchio di fabbrica del nostro gruppo editoriale, con cui la redazione analizza i brand più performanti a livello social. Del resto sappiamo quanto oggi i social media abbiano un grande impatto nel settore sport. I fan preferiscono entrare in contatto con le persone reali più che con i brand, ecco perché questi ultimi tendono maggiormente a veicolare la loro comunicazione tramite ambassador, atleti e influencer. Dalla pandemia a un mondo in ripresa, sempre più utenti si sono rivolti a piattaforme come Instagram e TikTok, per potersi confrontare con un linguaggio più confidenziale e per discutere dei loro argomenti sportivi preferiti. Fatta questa premessa e analizzando le due piattaforme Instagram e Facebook, vediamo come la classifica cambi, sebbene nella top 30 i marchi siano più o meno gli stessi anche se in posizioni diverse.
Chiudiamo… dall’inizio. Ossia dalla nostra foto di copertina. Raffigura Vittoria Bussi, pistard romana che ha scritto una pagina di storia del ciclismo femminile. I 50,267 km del record dell’ora registrato lo scorso 13 ottobre sono solo una parte della storia di Vittoria. Quando è scesa dalla sua bici, dopo 60 minuti interminabili ma bellissimi, non ha raggiunto solo un obiettivo numerico, per quanto storico e iconico, ma ha coronato due anni di studi, innovazioni e ricerche. Protagonista di un percorso indipendente, unico e fuori dagli schemi, come vi raccontiamo nell’esclusiva intervista che le abbiamo dedicato. Ecco, nei suoi auspici e tentativi di ripartenza, la bike industry dovrebbe prendere spunto dalla forza e dalla storia di Vittoria. Testardaggine, creatività, fatica e applicazione. Tutte doti indispensabili per ogni atleta e in particolare per chi deve recuperare terreno. Quindi in questo momento tocca fare un po’ tutti come Bussi in perfetta posizione “aero”: testa bassa… e pedalare.

Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi
Editors: Davide L. Bertagna, Benedetta Bruni, Daniele Pansardi, Riccardo Penna, Cristina Turini, Gabriele Vazzola Art Director: Simone Comi
Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it Anno 11 - Numero 11/12 - 2023 - Periodico mensile
Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI Iscrizione al ROC n.16155 del 23 Novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge nº 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet Srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi - Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB)
Chiuso in redazione il 5 dicembre 2023


GARMIN: IL SETTORE FITNESS TRASCINA LE VENDITE NEL Q3

Il fatturato nel terzo trimestre di Garmin è aumentato del 12% rispetto allo stesso periodo del 2022. La crescita è dettata soprattutto dai risultati positivi in tutte le categorie del settore fitness, che ha fatto segnare un consolidato di 353 milioni di dollari grazie soprattutto ai wearable. Nel report si legge come le vendite in questo segmento, inclusi ciclocomputer per bici, pedali con power meter e rulli Tacx, abbiano avuto un incremento del 26%, per un totale di 1,28 miliardi di dollari. Gli utili netti sono aumentati del 22% tra il terzo trimestre da un anno all’altro, passando dai 211 a 257 milioni. Tutti i segmenti Garmin hanno registrato una crescita dei ricavi, eccetto il settore Marine che è sceso del 7%.
CINELLI RIPORTA LA PRODUZIONE DEI TELAI IN ACCIAIO A MILANO

Cinelli ha annunciato l’avvio della produzione interna dei telai in acciaio: dall’aprile 2023 tutti i frame Nemo di alta gamma vengono saldati nello stabilimento Cinelli di Milano. Attingendo ai tubi Columbus realizzati nello stesso sito, questa produzione rappresenta una delle filiere più corte e sostenibili dell’industria ciclistica. La decisione di riportare la produzione all’interno offre tre vantaggi: la capacità di costruire telai migliori grazie al dialogo con i vari team; lo sviluppo di una filiera più corta; un miglior servizio al cliente. Il brand ha inoltre lanciato la gamma Nemo 2024 e la Nemo Gravel 2024, il primo modello progettato in collaborazione tra i team di costruzione del telaio, ingegneria e design.

LEATT: FATTURATO DEL TERZO TRIMESTRE IN CALO DEL 48%
Leatt Corporation ha annunciato un calo del 48% nel fatturato del Q3 e del 43% nel fatturato anno su anno, ma il ceo Sean Macdonald si dice comunque ottimista. Il fatturato globale per il trimestre conclusosi il 30 settembre ammontava a $ 12 milioni, contro i $ 23,2 milioni dello scorso anno. Per i primi nove mesi del 2023, le entrate hanno raggiunto $ 37,4 milioni; nel 2022 erano $ 65,4 milioni. Le vendite degli Stati Uniti sono scese del 29% e l’utile netto dell’89%. Macdonald ha rinnovato l’interesse che Leatt intende porre sul mercato mtb con l’assunzione di Bastian Dietz come international marketing manager e Dain Zafte come vicepresidente sales e marketing, con focus sul mercato US.

ACCELL GROUP CHIUDE LO STABILIMENTO TEDESCO DI GHOST
Accell Group, il proprietario di Ghost, ha deciso di chiudere il sito del brand in Germania per rilocare la produzione all’estero. Si tratta della seconda operazione di riorganizzazione delle aziende del gruppo, dopo quella subita da Raleigh UK. Accell Group non ha fornito motivazioni su questa scelta, né ha rivelato quale fabbrica verrà adibita alla produzione delle bici Ghost. Il marchio tedesco, nato nel 1993, è stato acquisito dalla società olandese nel 2008, che a sua volta è stata rilevata dallo statunitense KKR & Co dal 2022. Non è chiaro se queste azioni facciano parte di riorganizzazioni più ampie volute proprio da quest’ultimo. Gli 83 dipendenti di Ghost perderanno il lavoro, mentre restereanno attivi il magazzino e i reparti marketing e vendite.

MAHINDRA & MAHINDRA INVESTE NELLA STARTUP DI EBIKE INDIANA HORNBACK
Il gigante automotive Mahindra & Mahindra è tra i primi a investire nella startup di soluzioni di mobilità intelligente Hornback. Questa sta introducendo nel mercato una delle prime bici elettriche pieghevoli full-size con telaio a diamante al mondo, la X1, realizzata internamente in due modelli: la variante elettrica X1 e la 7×3 ibrida M1. La bici sarebbe più efficiente del 35% e più stabile ad alte velocità rispetto ad altri modelli foldable. In più, non deve essere alzata una volta piegata. Nishith Parikh, uno dei fondatori insieme a Rajkumar Kewat (entrambi in foto) e Raj Nair, ha sottolineato la loro intenzione di porsi come rivoluzionatori del settore con un focus su design, innovazione e customer satisfaction.
MUC-OFF DISTRIBUITO IN ITALIA IN ESCLUSIVA DA BELTRAMI TSA

È l’inizio di un nuovo capitolo per il marchio Muc-Off in Italia. Beltrami TSA supporterà, come già fatto negli scorsi anni, tutti i rivenditori specializzati con molteplici soluzioni sia per la vendita che per l’officina. Muc-Off è leader nei prodotti per la cura e pulizia delle bici con articoli che rispettano l’ambiente sin dal 1994. Di recente ha risparmiato oltre 200 tonnellate di plastica attraverso iniziative di ricarica e il lancio del Punk Powder, il primo detergente per bici senza plastica. Il brand offre una gamma di prodotti utilizzati da tutte le tipologie di rider ed è anche partner tecnico di una serie di squadre professionistiche tra cui INEOS Grenadiers, EF EducationEasypost e Commencal//Muc-Off.

ATTACCO INFORMATICO A SHIMANO: 4,5 TERABYTE DI DATI RUBATI
A inizio novembre, Shimano ha subito un grave attacco informatico per mano degli hacker di ransomware LockBit. Secondo il sito di Cyber Daily, il gruppo avrebbe avuto accesso a 4,5 TB di dati dell’azienda di bici. Tra questi: indirizzi residenziali, numeri di telefono, estratti conto, documenti finanziari, documenti riservati e contratti. Gli hacker avrebbero dato una scadenza del 5 novembre per il pagamento del riscatto, ma sembrerebbe che Shimano si sia rifiutata di pagare. A maggio 2022, LockBit è stato responsabile del 40% degli attacchi ransomware. Negli ultimi anni, il gruppo ha colpito aziende come Royal Mail, Boeing e Continental e, meno recentemente, anche Canyon Bicycles.

LA SPAGNA RALLENTA: DIMINUISCONO I VOLUMI DI ASSEMBLAGGIO BICI
Il volume di produzione della bike industry in Spagna a settembre è sceso del 34,7% rispetto al 2022, probabilmente come correzione del boom legato al Covid. A luglio sono state assemblate solo 22.800 biciclette, -17,8% rispetto a luglio 2022. Ad agosto la produzione si è ridotta del 19,5% e a settembre sono state realizzate solo 20.800 unità. Tuttavia, i volumi di produzione e vendite restano superiori al 2019. Da gennaio a settembre 2023 sono state prodotte 242.000 unità, molto più delle 225.400 nel 2019. Nel 2022 è stato raggiunto il record di 353.000 unità. Il valore di produzione totale quest’anno si attesta intorno ai € 204 milioni, +65% del 2019 con € 123,5 milioni, mentre nel 2022 ammontava a € 255,8 milioni.

SRAM STILA LA NUOVA CORPORATE RESPONSIBILITY STRATEGY
SRAM ha stilato il proprio bilancio CSR, “Our Responsibilities”, come tentativo di migliorare il proprio impegno verso il pianeta e la comunità. Il report rappresenta l’evoluzione del lavoro sull’impatto sociale e ambientale del brand, e comprende aggiornamenti sulla sua lunga eredità di cycling advocacy. "Our Responsibilities" include tre pilastri che il marchio americano definisce fondamentali: Cycling Advocacy, ovvero migliorare le infrastrutture, l’accesso, le opportunità, le politiche e le condizioni di inclusione; Company and Culture, cioè la costruzione di una cultura interna che permetta di sentirsi in un ambiente accogliente; A Better Planet, con cui il marchio si impegna a ridurre la sua impronta ambientale.

TREK E WORLD BICYCLE RELIEF A SUPPORTO DELLE COMUNITÀ RURALI
Per il terzo anno consecutivo Trek rinnova la partnership con World Bicycle Relief per migliorare le condizioni di vita di migliaia di persone che vivono in alcune delle zone più remote del mondo. L’azienda americana per questa iniziativa ha raccolto e donato tre milioni di euro tra il 2021 e il 2022. La collaborazione consiste in una campagna di raccolta fondi che durerà fino al 31 dicembre 2023 e avrà l’obiettivo di fornire un mezzo di trasporto affidabile alle comunità rurali nel mondo: la Buffalo Bike. Robusta, realizzata in modo semplice e di facile manutenzione, offre la possibilità di trasporto carichi e persone, ed è un modo per coloro che abitano in centri dislocati di essere più indipendenti negli spostamenti.
VAUDE HA VINTO IL PREMIO TEDESCO PER
Vaude è stata insignita per la seconda volta (la prima era nel 2015) del Premio tedesco per la sostenibilità per le aziende 2024 nella categoria “Tessili”. Il riconoscimento ricompensa la serietà del marchio nei confronti di una catena di fornitura equa e rispettosa dell’ambiente ed è considerato il più importante in Europa per l’impegno ecologico e sociale. Vaude collabora da molti anni con la Fair Wear Foundation, sostenendo elevati standard sociali, buone condizioni di lavoro e salari equi, oltre a una produzione efficiente dal punto di vista energetico. Poiché sul mercato non esisteva un sigillo tessile completo, Vaude ha creato un proprio standard per prodotti rispettosi dell’ambiente ed equi, Green Shape, nel 2010, basato sui più severi criteri di valutazione.


tecnologia diventa stile.
Il nuovo brand di e-bike sostenibili ridefinisce il concetto di mobilità. Lasciati ispirare dalle potenzialità di Tenways e muoviti in totale libertà nella tua città.

tenways.com
BIKEPARK PLAN DE CORONES E CUBE CHIUDONO UN ACCORDO TRIENNALE

Cube diventerà il partner tecnico del Bikepark Kronplatz in collaborazione con il Cube-Store Forbiker di Brunico per i prossimi tre anni. Il brand tedesco sarà integrato al meglio nel Bikepark e utilizzerà la location per organizzare eventi rivolti sia ai clienti che alla propria rete aziendale. Tra le iniziative previste ci sono training-camp delle squadre ufficiali di enduro e downhill e sessioni fotografiche dei propri prodotti. “La partnership con Cube sottolinea l’attenzione e la cura con cui il bikepark seleziona i propri partner con l’obiettivo di migliorare in ogni aspetto il proprio comprensorio. Siamo molto felici di avere Cube come partner, che garantirà per i prossimi anni la manutenzione dei percorsi non solo nel pieno rispetto dell’ambiente, ma anche nella tutela della sicurezza di chi opera", ha dichiarato Thomas Reiter, direttore di Skirama Kronplatz.

FACTOR COLLABORA CON PAUL SMITH PER UN’EDIZIONE LIMITATA DELLA OSTRO VAM
Factor, marchio distribuito da Beltrami TSA, ha presentato una nuova versione della Ostro Vam in edizione limitata, frutto di una collaborazione con il designer e grande appassionato di bici britannico Paul Smith, uno dei più celebri del Regno Unito. Le sezioni di colori scelte da Smith sono ispirate alle colorazioni di modelli passati e moderni, con finiture laccate opache e lucide che creano un ulteriore strato di contrasto esponendo le aree in carbonio grezzo. “Da giovane ero un ciclista e sono rimasto vicino a tutto il mondo della bici”, ha dichiarato sir Paul Smith. “Factor è un’azienda il cui approccio tecnologico alla produzione di biciclette è davvero impressionante, ed è quindi con grande piacere che ho personalizzato uno dei loro nuovi modelli”.

RCS SPORT E ANCI INSIEME PER VALORIZZARE I TERRITORI ATTRAVERSO LO SPORT
RCS Sport e Anci hanno siglato una partnership per costruire un legame fra comuni e territorio a partire dallo sport. Grazie al supporto istituzionale di Anci ai Comuni attraversati dal Giro d’Italia, l’obiettivo è creare un dialogo su temi condivisi come la sostenibilità ambientale e i giovani, contribuendo a generare occasioni di valorizzazione delle eccellenze del territorio italiano. Attraverso la piattaforma multimediale del Giro d’Italia, del Giro Next Gen e del Giro-E, nonché delle loro iniziative collaterali quali Ride Green, BiciScuola e Giro Express, è possibile sviluppare uno storytelling per la diffusione della cultura sportiva presso le giovani generazioni, che faccia da innesco per la valorizzazione sostenibile delle località.
DECATHLON DIVENTA MAIN SPONSOR DEL TEAM AG2R LA MONDIALE

Decathlon è diventato main sponsor della squadra AG2R La Mondiale, entrando dunque nel World Tour al fianco di un team storico. La partnership inizierà ufficialmente dal 1° gennaio 2024 e durerà per i prossimi cinque anni. Si tratta di un ritorno al passato per entrambi i brand, che avevano già collaborato tra il 2000 e il 2006 per la fornitura di bici. I corridori avranno a disposizione le bici Van Rysel, il marchio da strada di alta gamma di Decathlon, che equipaggerà i ciclisti anche con caschi e occhiali. L’abbigliamento, invece, sarà fornito ancora dall’italiana Rosti. La sponsorizzazione riguarderà anche la Decathlon AG2R La Mondiale Development Team, squadra di sviluppo che gareggerà a livello Continental, e la squadra juniores Under 19.
PIERER NEW MOBILITY A SUPPORTO DI RUFF CYCLES IN BOSNIA-ERZEGOVINA
Ruff Cycles, fornitore di eChopper ed eCruiser, e il nuovo partner Pierer New Mobility hanno annunciato il nuovo stabilimento produttivo di telai del primo, la cui apertura è prevista per la prima metà del 2024. La moderna fabbrica di Novi Travnik, in BosniaErzegovina, copre un’area di 5.000 mq ed è progettata per una capacità produttiva annuale di 40.000 eBike. In un simile contesto, il numero dei dipendenti verrà aumentato dagli attuali 150 a 350. Con il nuovo sito produttivo, Ruff Cycle vuole approfittare della tendenza dell’industry a riavvicinarsi al proprio mercato di riferimento. Il primo partner è stato proprio Pierer New Mobility: la collaborazione si estenderà su diversi anni e intende sviluppare e produrre soluzioni di mobilità innovative.

L’OLIMPIONICA SOFIA GOGGIA SI ALLENA CON LE EMTB MERIDA

Da molto tempo gli allenatori di sci alpino consigliano l’uso della mountainbike ai propri atleti grazie alle analogie tra le due discipline, come lo studio delle traiettorie, la gestione degli imprevisti e l’attività aerobica. E al fascino del ciclismo off-road non si sottrae nemmeno Sofia Goggia, che da sempre ha un rapporto simbiotico con la mtb e per quest’anno ha scelto la eONE-SIXTY 10K di Merida. La campionessa in discesa libera di Pyeongchang nel 2018, nonché argento ai Giochi a cinque cerchi di Pechino 2022, ha svolto un periodo di preparazione sulle nevi di Ushuaia in vista della prossima stagione invernale, dove tenterà di conquistare la quinta coppa di cristallo di specialità, in una annata priva di Olimpiadi e di campionati mondiali.
JOSHUA TARLING ENTRA NELLA FAMIGLIA DMT CON UNA SCARPA DEDICATA
DMT, brand dell’azienda manifatturiera Diamant S.R.L., si riconferma un punto di riferimento per le calzature da ciclismo conquistando una sempre più ampia community di corridori, fino a campioni del calibro di Elia Viviani e Tadej Pogačar, per cui il marchio ha disegnato calzature su misura. A questa famiglia si è aggiunto il gallese Joshua Tarling, giovane promessa che, a soli 19 anni, vanta già un palmarès invidiabile come uno dei migliori cronoman al mondo. Anche Tarling – campione europeo contro il tempo a Drenthe, detentore del titolo nazionale britannico nella stessa categoria e bronzo al Mondiale di Glasgow – ha ricevuto la sua calzatura personalizzata: una scarpa con lacci bianca dalle sfumature blu con i dettagli delle stelle di campione europeo a cronometro.


DAL 5 AL 7 APRILE 2024
A BOLOGNA TORNA LA FIERA DEL CICLOTURISMO
Venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2024, a Bologna, nello spazio DumBO torna la Fiera del Cicloturismo, organizzata da Bikenomist, azienda specializzata nella comunicazione e promozione delle economie della bicicletta. Giunta alla terza edizione, la Fiera del Cicloturismo si conferma un punto di riferimento per il settore del turismo attivo nazionale e internazionale. Venerdì 5 aprile torna la giornata dedicata agli operatori di settore e agli incontri b2b, dove è confermata la presentazione del 4° rapporto Isnart sul cicloturismo. L’evento anticipa le due giornate di sabato 6 e domenica 7, ad accesso gratuito. Qui saranno presenti workshop, racconti ed esperienze accanto a un’area espositiva ancora più ampia rispetto al 2022.

LA STELVIO SANTINI CAMBIA LOOK E NOME PER LA 12 A EDIZIONE
In vista della dodicesima edizione, la denominazione della Granfondo Stelvio Santini cambia look, a partire dal nome che ora è La Stelvio Santini. Con il nuovo naming arriva anche un logo innovativo, disegnato per rispecchiare le strade su cui si svolge l’evento in programma il 2 giugno 2024. Il cambiamento corona la svolta di una competizione amatoriale che negli anni è diventata sempre più moderna e internazionale. Nel logo, la forma della “L” rappresenta la svolta rispetto al passato, mentre la doppia “S” iniziale di Stelvio e di Santini richiama i celebri tornanti delle salite che hanno fatto la storia del ciclismo. Entrando nel merito della gara, il percorso lungo si snoda su 157 km e 4.500 m D+, quello medio su 137 km e 3.200 m D+, il corto su 60 km e 2.070 m D+.
APPUNTAMENTI A ISTANBUL E GIACARTA
La società organizzatrice di Eurobike, fairnamic, ha deciso di espandere il format in due nuove location, a Istanbul e a Giacarta. Il primo Eurobike Istanbul si terrà il 28 marzo, mentre in Indonesia l’Asiabike Giacarta è in programma dal 30 aprile al 4 maggio 2024. Si tratta di un passo importante per Eurobike, nell’ottica di aumentare l’internazionalizzazione ed espandere la propria portata. Entrambi coincidono con eventi di mobilità locali già consolidati: la prima edizione di Eurobike Istanbul si terrà presso l’Istanbul Expo Center in concomitanza con Motobike Istanbul, mentre la sede della première di Asiabike Jakarta è il Jakarta International Expo Kemayoran e coinciderà con la terza edizione del Periklindo Electric Vehicle Show (PEVS).
Stefan Reisinger, managing director di fairnamic



Chi è, dove va, quali sono le sue abitudini? Il cicloviaggiatore per la bike industry è (anche) un consumatore e un’opportunità. Per sfruttare le potenzialità di questo mercato occorre però conoscerlo e sapere quali sono le sue aspettative
di Gabriele Vazzola
L’indagine condotta da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), insieme all’Università degli Studi dell’Insubria, Active Italy e CIAB (Club Imprese Amiche della Bicicletta), ci restituisce una serie di nozioni che l’industria che ruota intorno al mondo della bici dovrebbe analizzare e conoscere. Aziende, negozi, attività ricettive, ma anche le istituzioni, non possono non fare i conti con questo fenomeno in costante crescita. Al di là del fatto squisitamente “romantico” del turista che pedala attraverso le bellezze del Bel Paese, dal nostro punto di vista occorre analizzare quelle che sono le implicazioni in termini di business diretto e di indotto. Il turista in bici, come e più di altri, spende. E spende tanto. Questo ha sicuramente una ricaduta positiva sulla bike industry, che mai come quest’anno è in sofferenza in termini di vendite, ma anche sui settori collegati. Capire e comprendere chi è, dove e come il cicloturista investe il proprio budget è essenziale per poter intercettare al meglio questo mercato. Tuffiamoci allora in un viaggio virtuale in questo mondo così vario.
IL CICLOTURISTA È ATTENTO E RESPONSABILE
Parliamo prima di tutto di persone che pare non vogliano avere nulla a che fare con le automobili e il traffico. Infatti, più del 70% dei cicloturisti raggiunge la destinazione del viaggio in treno e oltre l'80% ritiene sia fondamentale avere la possibilità di caricare bici su treni e bus anche negli spostamenti durante le vacanze. “Una forma di turismo, quindi, che riesce ad abbracciare la mobilità sostenibile e la fruizione dolce del territorio, con un’ulteriore estensione della varietà di luoghi visitati, delle scelte in tema di alloggio, dei trasporti combinati alla bicicletta, ma anche delle differenti percezioni rispetto alla sicurezza”, afferma Elena Maggi, professoressa ordinaria di Economia Applicata presso il dipartimento di Economia e delegata del Rettore per lo Sviluppo Sostenibile dell’Università dell’Insubria.
DOVE OCCORRE INVESTIRE E MIGLIORARE Il 70% del campione intervistato spesso passa almeno una notte fuori casa, mentre il restante 30% del campione include chi effettua escursioni in giornata. Dall'indagine emerge che le mete preferite si trovano in Italia. Le regioni più gettonate sono quelle del nord (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, ma anche Toscana), ciò fa del sud Italia una destinazione su cui investire risorse, dato anche il clima più favorevole a estendere la stagionalità. Non mancano i viaggi all’estero scelti dal 23% degli intervistati. I cicloturisti ‘abituali’ pedalano anche in autunno e inverno (rispettivamente 51% e 19%): circa l’80% di loro preferisce luoghi extra-urbani (collina, campagna, lungo i fiumi), ma un buon 68% ricerca il piacere della vacanza su due ruote anche nelle città e nelle aree urbane, il che apre le porte a commistioni tra percorsi che oltre a prendere in considerazione l’enogastronomia locale, possono comprendere anche luoghi di interesse storico e artistico.
CHI SONO I CICLOTURISTI CHE HANNO RISPOSTO AL SONDAGGIO?
ETÀ E GENERE
ETÀ MEDIA: 53 ANNI
27% HA MENO DI 45 ANNI
60% SONO MASCHI
ISTRUZIONE, LAVORO E REDDITO
57% HA ALMENO UNA LAUREA
46% È UN LAVORATORE
DIPENDENTE (FULL TIME)
24% FRA € 1.000 E € 2.000
23% FRA € 2.000 E € 3.000
CONVIVENTI E FIGLI
46% VIVE CON 2 PERSONE O PIÙ
55% CON FIGLI 18+
17% CON FIGLI FRA 6 E 13 ANNI
REGIONI DI RESIDENZA
• LOMBARDIA (28%)
• EMILIA-ROMAGNA (17%)
• VENETO (15%)
• CENTRO (11%)
• SUD E ISOLE (9%)
PERCENTUALE DI CICLOTURISTI CHE PERNOTTANO CON LA BICI AL SEGUITO
Il 30% del campione è composto da ciclo-escursionisti, in quanto non sfruttano mai questa possibilità. Del rimanente 70%, il 42% è un cicloturista occasionale, mentre il 28% è abituale
IN QUALI STAGIONI SI VIAGGIA MAGGIORMENTE IN BICICLETTA?
QUALE VARIETÀ DI DESTINAZIONI SI VISITANO IN BICICLETTA?
Primavera ed estate sono le più gettonate, ma il dato riferito all’autunno indica che il tema della stagionalità è tutto da esplorare, soprattutto in regioni come quelle del sud che beneficiano di un clima migliore
GLI “OCCASIONALI” SONO ANCHE I PIÙ ESIGENTI
Interessante anche il dato che restituisce l’estrema importanza data alla qualità dei percorsi ciclabili (95%) e alla presenza di servizi tecnici lungo i percorsi (78%), elemento che fa la differenza al momento della scelta dell'itinerario. Quindi, laddove spicca l’importanza della salvaguardia del patrimonio naturale e della promozione di percorsi cicloturistici, risulta cruciale anche la dimensione infrastrutturale e dei servizi a misura di bicicletta, testimoniata dalla rilevanza data sia alla possibilità di caricare le biciclette su treni e bus (circa l’88% lo ritiene molto importante) sia alla manutenzione delle aree esterne ai percorsi (punto chiave per circa il 90% dei cicloturisti in generale).
In termini di scelte di alloggio e di servizi connessi alle strutture ricettive, i cicloturisti occasionali risultano decisamente più esigenti degli abituali, perché necessitano evidentemente di un supporto maggiore data la minore esperienza. Seppur siano fattore comune la scelta di B&B (per circa il 70% dei cicloturisti) e la presenza di ricoveri notturni sicuri per la bicicletta (più del 90%), in particolare per gli occasionali assumono crescente rilevanza la possibilità di avere pasti energetici e adatti a una vacanza attiva (77%), di poter lavare l’abbigliamento (59%), nonché l’opportunità di avere a disposizione mappe (68%), noleggiare le biciclette (41%) e poter fare escursioni guidate (43%). In tema di organizzazione della vacanza, mentre il 92% dei cicloturisti abituali si muove prevalentemente in autonomia, fra quelli occasionali appare ancora significativo l’appoggio per il 28% ad associazioni ciclo-ambientaliste - come FIAB - e/o tour operator (9%). Dati questi confermati anche dall'esperienza dei tour operator della rete Active Italy e che suggeriscono un auspicabile incremento dello sforzo promozionale da parte delle agenzie nel creare itinerari con luoghi attraenti e a misura di bicicletta.
LE EBIKE SONO SCELTE DA UN TERZO DEGLI INTERVISTATI
Dall’indagine emerge che circa il 31% dei cicloturisti si sposta con bicicletta elettrica. L’88% degli abituali ha comunque fatto regolarmente vacanze in bici anche prima di usare le eBike, mentre il 22% di quelli occasionali si è avvicinato all’esperienza del cicloturismo proprio grazie a queste ultime, che risultano quindi determinanti per una fetta del settore. Secondo gli intervistati, l’elettrica consente di intraprendere itinerari con maggiori dislivelli (83%), scegliere percorsi più lunghi (81%), aumentare il numero di viaggi durante l’anno (72%) e garantire un coinvolgimento di un pubblico non più giovanissimo (48%). Infrastrutture e sicurezza sembrano essere quindi le parole d’ordine per trasformare in abituali i turisti che si avvicinano occasionalmente al cicloturismo. I dati raccolti confermano la sensibilità riguardo al tema della sicurezza, sia quando si attraversano aree urbane sia fuori dai centri abitati. La principale fonte di preoccupazione è legata alla convivenza sulle strade con i veicoli motorizzati. Sono però i cicloturisti occasionali, e che hanno chiaramente meno esperienza alla guida, che soffrono maggiormente della scarsa sicurezza stradale, percezione che influenza negativamente le intenzioni di fare cicloturismo.
Fonte: ufficio stampa FIAB - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta OCCASIONALE OCCASIONALE
Il cicloturista preferisce campagna e collina. Stupisce però il dato relativo alle città, che superano montagna e mare. Un risultato non scontato e che lascia aperte molte possibilità di business per i tour operator
CHE IMPORTANZA HANNO LE SEGUENTI CARATTERISTICHE DELLE DESTINAZIONI NEI VIAGGI IN BICICLETTA?
Qualità di percorsi ciclabili Manutenzione aree esterne ai percorsi Biciclette su treni e bus Varietà servizi vitto/alloggio
Tecnici lungo i percorsi
Il cicloturista abituale richiede intermodalità e manutenzione delle aree esterne e varietà dell’offerta vitto/alloggio. Le sue maggiori
tecniche fanno sì che sia meno sensibile alla qualità del percorso ciclabile. Richiede di avere un’offerta ricettiva più variegata
Con questa rubrica, la redazione analizza i brand più performanti a livello social. I dati raccolti evidenziano un forte incremento dell’utilizzo delle varie piattaforme dopo la pandemia, che ha portato le aziende a investire sempre più nel digitale e nella qualità dei contenuti. Vediamo la classifica di Davide L. Bertagna e Cristina Turini
Prima di passare al Fansometro vero e proprio, vi riportiamo un’analisi generale aggiornata alla prima metà del 2023 sui comportamenti, sulle tendenze e sulla demografia degli utenti a livello mondiale.
Quello che occorre subito precisare è che, dopo due anni anomali, il 2020 e il 2021, gli utenti sembrano aver leggermente “normalizzato” il loro approccio all’utilizzo dei social con una diminuzione del 5% del tempo trascorso online rispetto al 2022 (report We Are Social in collaborazione con Melwater). Nel 2023 la popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi. Di questi, il 68% utilizza i telefoni cellulari e il 64,4% è online. Gli utenti dei social rappresentano poco meno del 60% della popolazione che, seppur con un rallentamento negli ultimi mesi, registra una crescita annuale del 3%.
Facebook rimane la piattaforma più utilizzata al mondo, con 2.963 miliardi di iscritti. Si conferma al secondo posto YouTube. Al terzo e quarto posto sempre Meta con WhatsApp e Instagram affiancati (grafico sopra). La rapida crescita che abbiamo visto da TikTok non mostra segni di rallentamento: il social cinese aveva 1,4 miliardi di utenti attivi mensili nel 2022 e si prevede che raggiungerà 1,8 miliardi entro la fine del 2023.
Anche se Facebook è la piattaforma più utilizzata in assoluto, è fondamentale considerare le diverse tendenze per i diversi dati demografici. Facebook è il social più utilizzato da Boomer (1946-1964) oltre il 18%, seguiti da Generazione X (1965-
TRA LE DONNE TRA GLI UOMINI
PIATTAFORMA ETÀ ETÀ ETÀ ETÀ ETÀ SOCIAL 16-24 25-34 35-44 45-54 55-64
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1980) e Millennial (1981-1996). Instagram si conferma l’ambiente social preferito ancora dai Millennial e poi dalla Generazione Z (1997-2012). Di TikTok il report offre un quadro parziale perché l’età minima presa in considerazione sono i 16 anni e i tiktoker si trovano per la maggior parte nella fascia d’età precedente (grafico sotto).
In Italia, la classifica dei social più usati vede la conferma di WhatsApp in testa in tenuta (89,1% vs 90,8% del ’22). Si mantiene al secondo posto Facebook (77,5% vs 78,6% dell’anno scorso) e al terzo Instagram (72,9% vs 71,4%) che continua la sua avanzata. Dopo l’area Meta si segnala la crescita di TikTok dal 28,9% del 2022 al 37,5% di quest’anno. Aumenta di tre punti anche Telegram, che passa dal 45,3% al 46,5%. Prosegue a perdere posizioni Twitter, che dalla settima scende all’ottava, sorpassato da Pinterest (grafico sotto).
Anche nella classifica dei social preferiti in italia si conferma in testa WhatsApp con il 40,5% (vs il 39,7% del 2022). Al secondo posto Instagram con il 21,6% (stabile rispetto al 2022). Facebook, anche se mantiene la posizione, continua a perdere punti percentuali e dal 16,4% del 2022 passa al 15,8%. Sale al 4° posto TikTok (dal 3,4 del 2022 al 5,5% del 2023), mentre Telegram perde mezzo punto percentuale (oltre che una posizione).

Quali sono le tipologie di post contenuti che creano migliori condizioni di “engagement” in Facebook?
Status, post e foto, mentre sono da evitare i link post. Quindi, evitare link esterni per esempio a eventi, articoli, ma anche a video su YouTube: l’algoritmo di Facebook non “gradisce” di “uscire” dalla piattaforma.
Quali sono le tipologie di post contenuti che creano migliori condizioni di “engagement” in Instagram? Il top post si conferma il carosello di immagini, possibilmente con scritte e gra-
fiche. Al secondo posto, i video/reel. Del resto, gli utenti usano prevalentemente il mobile e questi sono i formati migliori da proporre per la condivisione dei contenuti e della narrazione.
Ultimo dato molto interessante: come avviene la scoperta di un brand? Per loro natura, i social media implicano conversazioni amichevoli e famigliari. Questa, per i brand, è una grande sfida, perché devono necessariamente utilizzare una comunicazione più emotiva e informale, avvicinandosi il più possibile alla sensibilità degli utenti (grafico sopra).


La nostra redazione ha tenuto in considerazione solo i marchi verticali nella bike industry. Le aziende il cui core business non è il ciclismo, ma offrono prodotti dedicati, non sono state prese in esame nella nostra analisi, a eccezione di chi ha una pagina dedicata sui social al mondo bici

Essendo questa la prima edizione dopo diversi anni del Fansometro nel ciclismo, non abbiamo termini di paragone rispetto agli ultimi tempi, ma sappiamo che i social media hanno sempre più un enorme impatto sullo sport. I fan preferiscono entrare in contatto con le persone reali più che con i brand, ecco perché questi ultimi tendono maggiormente a veicolare la loro comunicazione tramite ambassador, atleti e influencer. Dalla pandemia a un mondo in ripresa, sempre più utenti si sono rivolti a piattaforme come Instagram e TikTok, per potersi confrontare con un linguaggio più confidenziale e per discutere dei loro argomenti sportivi preferiti. Fatta questa premessa e analizzando le due piattaforme social Instagram e Facebook, vediamo come la classifica cambi, anche se nella top 30 i
marchi sono più o meno gli stessi anche se in posizioni diverse. La decisione di molti brand presenti in più sport (outdoor, sci e motociclismo soprattutto), di staccarsi dalla pagina global per dedicare un account esclusivamente al ciclismo, rientra in una strategia di comunicazione più mirata e targettizzata e quindi sicuramente più efficace in termini di sponsorizzate e awareness. Analizzando gli account Instagram, viene da pensare che alcuni di questi non stiano tenendo il passo con i cambiamenti a livello di mercato e comunicazione. Su questo aspetto ci sono molte variabili da considerare, come per esempio l’”età” dell’account. Ecco perché torneremo con la nostra rubrica il prossimo anno per fare un ulteriore confronto con considerazioni più precise.
L’intervento architettonico e di restauro di un edificio degli Anni ’60 ha regalato all’iconico maglificio bergamasco una sede imponente, che ne rispecchia la storia e le ambizioni. Ne abbiamo parlato con Paola Santini
di Daniele Pansardi
Quando si entra nella nuova sede di Santini Cycling, è difficile non rimanere colpiti dalla sua imponenza. L’architetto Marco Acerbis, a cui Monica e Paola Santini hanno commissionato il progetto di ristrutturazione di un edificio degli Anni ’60, ha dovuto lavorare per sottrazione, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra l’architettura italiana del tempo e l’essenza dell’azienda bergamasca. L’ingresso è dominato da travi e pilastri sagomati in cemento, ma soprattutto da una doppia scalinata elicoidale “che sfugge all’occhio come una bici che sparisce dietro a un tornante”, come ha sottolineato Acerbis durante la visita a cui ha potuto partecipare anche la redazione di Bikefortrade. Due rampe da 21 gradini, come le tappe di Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España. Una coincidenza che però si lega al passato, al presente e al futuro di Santini, così come tutta l’area dello showroom. Un luogo in cui l’azienda diventa anche museo, con le collezioni iconiche affiancate a quelle attuali, per una storia che si rinnova decennio dopo decennio restando al passo con i tempi. Ne abbiamo parlato con Paola Santini, figlia del fondatore Pietro e oggi marketing manager dell’azienda.


Paola Santini marketing manager

Che significato ha per la famiglia Santini questa nuova sede?
Io e mia sorella Monica (ceo dell’azienda, ndr) abbiamo iniziato la ricerca di una nuova sede già nel 2019, perché in quella di Lallio non ci stavamo più. La produzione e il magazzino erano in difficoltà, tant'è che ora siamo passati da 1500 a 6000 metri quadri. La scelta è ricaduta su quest’edificio per il significato che ha per la città di Bergamo e per la logistica. È in una posizione ideale, vicino all'aeroporto e all'autostrada, ma allo stesso tempo non lontana dal centro cittadino. Ci piaceva l'idea di far rivivere e salvare questo posto, che si sposa anche con i nostri obiettivi di sostenibilità.
Com'è stato il 2023 di Santini? E quali aspettative avete per il 2024? È stato un anno complicato, ma le difficoltà erano iniziate già alla fine del 2022. L'85% delle vendite ha riguardato l'estero, mentre in Italia la situazione è rimasta stabile. Abbiamo aumentato del 40% il fatturato dal nostro online, mentre il calo è stato più accentuato sul b2b e nei negozi. Il consumatore finale, invece, continua ad acquistare e dallo store digitale Santini deriva ormai il 10% dei nostri ricavi complessivi. Questo è probabilmente dovuto al modo in cui comunichiamo al b2c i valori del brand.
Quali sono i motivi delle difficoltà nel mercato b2b? Quali iniziative si possono portare avanti per convincere i rivenditori a puntare di più su abbigliamento
e accessori, senza che questi vengano sottovalutati?
Ci sono tanti negozi che ottengono buoni risultati. Sono principalmente quelli che sono riusciti a cambiare il proprio paradigma e a differenziarsi per competere con l’online. In Italia sono ancora pochi, ma all'estero c'è chi sceglie di non avere le bici in negozio e di puntare su caschi, occhiali, scarpe e abbigliamento. E sono quelli che, a mio avviso, hanno fatto una scelta vincente, a cui bisogna comunque far seguito con la creazione di una community. Tutti aspetti che non si curano online. Da parte nostra, cerchiamo di mettere in piedi diverse iniziative ad hoc. Stiamo anche lavorando a un programma di corner in alcuni negozi, con allestimenti uguali a quelli del nostro flagship store, in modo da riproporre la stessa immagine nei multimarca.
A questo proposito, che feedback avete avuto dai temporary store aperti a Parigi in occasione del Tour de France?
Temevamo di aver problemi con il b2b, ma in realtà la reazione è stata sorprendente. L'apertura di un temporary a Parigi ha innalzato la percezione del brand nei consumatori, che a quel punto cercavano i prodotti Santini anche tra i rivenditori. Il prossimo anno saremo a Nizza, tappa finale del Tour, ma nei nostri piani c’è anche l’apertura a Firenze, sede della Grand Départ nel 2024.
Che ritorno d'immagine ed economico vi aspettate dalla partnership con il Tour de France?
Quando nel 2022 abbiamo iniziato questa collaborazione ci siamo posti l'obiettivo di raddoppiare il fatturato entro cinque anni. Il primo anno è stato molto positivo, mentre nel secondo c'è stato un rallentamento. L'ambizione rimane comunque la stessa, e il Tour rappresenta solo una parte della strategia più complessiva che abbiamo per aumentare i ricavi. In termini di visibilità ci ha dato molto e ci ha permesso di superare i momenti difficili. Anche se è solo uno degli aspetti che ci hanno aiutato.
Quali sono stati gli altri?
La nostra struttura aziendale e la produzione interna. Durante le fasi più complicate, ci consentono di essere molto agili. Appena abbiamo notato una flessione nel mercato, abbiamo rallentato la produzione senza riempire i magazzini. Se dovesse esserci una ripartenza vigorosa, saremmo consapevoli di dover aumentare i turni, ma perlomeno siamo preparati a una simile evenienza.
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Probabilmente nessuno si è recato a Eicma solo per le bici. Di sicuro però, una volta lì, tutti le hanno guardate. Il risultato è stato quello di intercettare un pubblico vasto e trasversale che in questa edizione record ha superato le 560 mila presenze di Gabriele Vazzola
Eicma ha sempre avuto un rapporto stretto con le bici fin dal nome, acronimo di “Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori”. Non sempre però tale connubio è stato ben definito, soprattutto negli ultimi anni. In questa che è stata un’edizione dei record per la fiera milanese, il mondo del ciclo sembrava un po’ messo in disparte, ma solo a prima vista. Girando tra i padiglioni infatti ci si poteva accorgere facilmente che la realtà dei fatti era un’altra: tra gli enormi stand dei grandi costruttori di moto facevano capolino anche le proposte bike, le quali sembrano anche aver suscitato un certo interesse. Sugli scudi alcuni brand italiani, a partire dalla massiccia presenza del gruppo Fantic, che a fianco alle moto ha portato e Eicma anche le proprie bici e le proposte della propria “controllata” Bottecchia con interessanti novità. Particolare attenzione anche per il brand Myland, di proprietà del distributore brianzolo RMS, che ha incuriosito il pubblico con un nuovo modello di eCargo dal prezzo e dai contenuti accattivanti. Sempre parlando di distributori, Mandelli, storicamente attivo sul doppio fronte bici e moto, ha partecipato in una veste rinnovata con le proposte per i commuter e i ciclo-viaggiatori del brand TAAC. Presente come sempre anche Lombardo, che a dispetto del nome è la più importante realtà siciliana nel mondo bike ed eBike. Ufo, che si occupa solitamente di protezioni, abbigliamento e accessori per il mondo moto, ha messo in bella mostra nel proprio stand delle eMtb di tutto rispetto. E non è finita certo qui: di novità da scoprire per gli appassionati di bike ed eBike ce n'erano sicuramente molto di più. Ma la cosa più importante era esserci. Per il nostro settore è sicuramente stata un’occasione unica per ottenere un ritorno in termini di visibilità e brand placement verso un pubblico, quello dei motociclisti, che è sempre più interessato anche al nostro. Galeotte furono sicuramente le bici elettriche, ma sembra che i nostri due universi, spesso paralleli, molte volte in contrasto, non siano mai stati così vicini. È inutile raccontare favole: nessuno tra coloro che hanno pagato il biglietto lo hanno fatto solo per vedere le novità del settore “ciclo”, ma una volta lì si sono dimostrati interessati alle proposte, e questo non può essere che un bene. Ora che le bici sono rientrate in fiera dalla porta di servizio, sembrano destinate ad ampliare ulteriormente la propria presenza fino a tornare (almeno in parte) protagoniste dell’evento, come era negli Anni ‘90.
I NUMERI DELL’OTTANTESIMA EDIZIONE
45 Paesi. Più del 30% le aziende presenti per la prima volta negli otto padiglioni occupati, due in più rispetto al 2022 e tre in confronto al 2021. Le presenze hanno superato quota 563 mila, pari a un +19% sul 2022, numeri che attestano l’edizione 2023 come la migliore nella storia di Eicma. Anche l’aspetto b2b ha fatto registrare dati molto consistenti con 39.392 operatori del settore, selezionati e profilati con i rinnovati criteri di qualità introdotti nel 2022. Di questi il 52% proveniva dall’estero e in particolare da 120 differenti nazioni. Più di 7.000 sono state le presenze legate ai media di settore (provenienti da 62 Paesi) tra: giornalisti, tecnici e professionisti della comunicazione e content creator, per citarne alcuni. Infine, sono stati 9.000 i visitatori che hanno approfittato delle aree di test ride dedicate alle eBike e ai veicoli degli espositori.
LE PAROLE DEL BOARD DI EICMA CONFERMANO LA NOSTRA ANALISI

Paolo Magri, amministratore delegato di Eicma, si è espresso così in merito al grande successo e al ritrovato amore del pubblico verso la fiera milanese, confermando la nostra analisi iniziale: “Non c’è un pre o un post-pandemia, c’è Eicma. La lettura di questi risultati non lascia spazio a interpretazioni e conferma quanto il nostro appuntamento sia oggi ancora l’opportunità di business e relazioni, e soprattutto, di marketing e comunicazione, più performante per le aziende del nostro settore. Continuiamo a dimostrare un’attrattività internazionale e un valore unici al mondo, crescendo ininterrottamente e in modo esponenziale in tutti gli indicatori dal 2021, quando alcuni pensavano che il nostro evento fosse obsoleto. A questo si aggiunge l’attenzione crescente delle istituzioni, che rilancia anche il valore di Eicma come momento indispensabile per accendere un riflettore sulle istanze del comparto e accrescerne e rilevanza e autorevolezza”.

Dopo anni in cui l’evento sembrava zoppicare un po’, indubbiamente quest’anno Eicma ha fatto il botto e sfatato il mito secondo cui le fiere indoor sono destinate al viale del tramonto. Erano ben 2.036 i marchi presenti (record storico della manifestazione), oltre 700 gli espositori diretti, di cui il 67% proveniente dall’estero in rappresentanza di

Pietro Meda, presidente di Eicma, ha parlato invece del coraggio di non mollare e del nuovo pubblico: “Eicma non ha solo continuato a investire sulla sua evoluzione da fiera a evento espositivo, ma entra nel suo 110° anno di storia con uno sguardo aperto al futuro e all’innovazione della manifestazione stessa, attestandosi in qualche misura anche come un appuntamento trasversale e di costume. I padiglioni erano stracolmi di famiglie e di giovani, di passione, di nuovi contenuti speciali, intrattenimento ed eventi, che affiancano in modo sempre più completo e coinvolgente il grande impegno degli espositori, a cui va il nostro più sentito ringraziamento per la fiducia e la fedeltà che continuano a dimostrarci. La stessa riconoscenza la tributiamo anche ai nostri sponsor, ai partner e alle istituzioni che sostengono Eicma”.

Tante le release tra le moto, sia termiche che elettriche, ma anche i produttori di bici non sono stati da meno. Di seguito alcuni interessanti spunti che abbiamo trovato girando fra i padiglioni della fiera milanese
di Gabriele Vazzola

(molto vicino alla versione definitiva) della propria cargo long tail Ohana, un nome che nella lingua hawaiana significa “famiglia”. L’entrata sul mercato è prevista per la primavera 2024. Nell’idea di Myland questo tipo di bici dovrebbe sostituire la seconda auto delle famiglie urbane e quindi punta sulla praticità, ma anche sulla sicurezza e la robustezza. Le esigenze sono quelle di portare un grande carico e fornire buona potenza, pertanto si avvale di un motore Oli da 85 Nm con doppia batteria. Le ruote sono da 24”, giusto compromesso tra baricentro basso e facilità di guida. Il prezzo finale molto interessante prevederà un allestimento completo di tutti gli accessori (a esclusione dei seggiolini porta bambini). L’attenzione all’utilizzatore finale è riscontrabile in dettagli come la scelta del cavalletto, Myland sceglie infatti un modello Ursus a doppio braccio, in modo che la cargo possa essere stabile nella manovra di carico e scarico dei bambini, come della spesa.


Bottecchia ha scelto di presentare a Milano ben due nuovi concept destinati a rappresentare il futuro dell’azienda. I prototipi sono il frutto del lavoro del reparto interno RedLab, dedicato alla progettazione dei modelli da competizione per i professionisti, con la collaborazione del centro r&d di Fantic. Il prototipo road (foto in basso) è l’evoluzione delle bici da strada Bottecchia. Il nuovo design del carro posteriore, progettato con una struttura all-in-one piece, e alla ricerca del bilanciamento tra rigidità e leggerezza. Il prototipo mtb (foto in alto) ha invece una vocazione crosscountry e si avvale di una tecnologia inedita e brevettata che integra completamente ammortizzatore e rocker nel tubo obliquo, dando vita a un design pulito che richiama quello di una hard tail, ma con le prestazioni e la versatilità di una full suspended.
CAKE ÅIK

Il brand danese è già conosciuto tra gli amanti delle moto elettriche, grazie alla sua produzione per nulla scontata che punta tutto sul design e sulla praticità d’utilizzo. La gamma moto va dalle off-road ai modelli pensati per il lavoro ed è una tra le più copiate grazie alla sua capacità di stupire e rompere gli schemi. Con la stessa mission presenta a Eicma Åik, l’eCargo bike progettata per le sfide della mobilità quotidiana. Åik è pensata attorno alle prestazioni e alla versatilità, grazie anche all’elevata modularità che invita i ciclisti urbani (e non) a configurare la propria bici con gli accessori che preferiscono. Ci sono opzioni disponibili per chi la sceglie per portare i figli a scuola, andare in montagna trasportando attrezzatura sportiva, spostare oggetti pesanti da A a B o semplicemente andare al lavoro. La robusta struttura è costituita da un telaio in alluminio 6061 estruso e forgiato, costituendo un nuovo standard di eBike costruito per durare. Il comfort è garantito da un reggisella regolabile, un sedile Ergon, e manubrio regolabile per adattarsi a ciclisti di tutti i tipi
CORTINA EDIZIONE LIMITATA

Per citare un vecchio claim, questa eBike è “per molti ma non per tutti”. Si tratta infatti di un’edizione limitata con delle caratteristiche che riprendono alcuni stilemi riportati anche sulle più blasonate moto della casa lombarda. Dal carattere spiccatamente urbano è un modello adatto al commuter che non vuole passare inosservato grazie alla ricerca stilistica e qualitativa sui componenti, anche se non disdegna certo le uscite fuori porta in contesto gravel/country, grazie anche alla possibilità di montare un range extender. Il cambio è Shimano Deore con freni a disco idraulici e il motore ha una potenza di 250 Wh. Il nome deriva dalla speciale collaborazione con la città di Cortina, conservando infatti l'estetica raffinata tipica della famosa destinazione montana italiana, evidenziata dal logo sul telaio e dalla qualità dei dettagli che fanno la differenza.
L’open day nel XPC Center è un evento ormai consolidato nella storia dell’azienda emiliana. Un’occasione unica per retailer e pubblico finale per conoscere le novità prodotto, partecipare a una serie di workshop tecnici e ragionare sul futuro del settore
di Davide L. Bertagna
Domenica 19 e lunedì 20 novembre, nel quartier generale di Reggio Emilia, si è rinnovato il tradizionale appuntamento con l’open day di Beltrami TSA Experience. Nello showroom di via Euripide è andato in scena un palinsesto con numerose iniziative che hanno coinvolto rivenditori, negozianti, clienti ma anche appassionati del mondo bike. Un evento ormai consolidato nella storia dell’azienda che dal 2019, ogni anno, chiama a raccolta nel suo XPC Center tutte le componenti del settore per mostrare le novità di mercato, ma anche per riflettere e ragionare sul futuro del comparto, mai come in questo periodo in una situazione particolare. La “due giorni”,

Salvatore Miceli general manager Beltrami TSA
Ci racconti come è nata l’idea dell’open day di Beltrami TSA

Experience e cosa è cambiato in questa edizione rispetto al passato? Per rispondere a questa domanda ritengo importante prima di tutto dire che l’XPC Center, luogo dove si svolge l’evento, nasce nel 2019 come uno spazio di 400 mq per offrire ai nostri clienti e all’utente finale la possibilità non solo di vedere i nuovi prodotti, ma anche di provarli tutto l’anno. Prima della nascita di questo centro organizzavamo in giro per l’Italia una serie d’incontri di formazione per i negozianti (circa 7/8 ogni 12 mesi). Con la nascita dell’XPC Center abbiamo deciso di “portare la gente in casa”, organizzando degli open day direttamente qui nella nostra sede. Le prime due edizioni vertevano su presentazioni tradizionali. Anche se il format funzionava abbiamo deciso di cambiare creando degli incontri dinamici, organizzando dei veri e propri workshop. Riteniamo che il negoziante abbia bisogno di mettere le mani in pasta e debba essere coinvolto quando apprende qualcosa di nuovo, invece di stare ad ascoltare in modo passivo. L’obiettivo è far sì che il retailer dopo i due giorni possa tornare a casa arricchito.
Che feedback avete avuto nei due giorni di evento? A chi è rivolto l’open day? Il format scelto prevede una domenica rivolta sia al negoziante sia al consumatore finale, mentre il lunedì è pensato solo per il b2b. Domenica ci sono state le
a cui abbiamo preso parte anche noi, si è aperta ufficialmente alle ore 9 di domenica 19 con alcuni stage di formazione delle principali aziende che collaborano con Beltrami TSA ed è proseguita fino al primo pomeriggio di lunedì 20. Grande partecipazione per i workshop di CeramicSpeed, Muc-Off, SRAM, Corima e Santa Madre: un’occasione importante per i brand che hanno avuto un’ora a disposizione per dei talk tecnici dedicati agli addetti ai lavori. Due giorni ricchi di attività, che hanno visto la partecipazione di più di 200 negozi provenienti da tutta Italia. In occasione dell’evento abbiamo avuto la possibilità di intervistare Salvatore Miceli, general manager di Beltrami TSA.

premiazioni di alcune società ciclistiche emiliane, l’assegnazione dei TSA Awards, abbiamo organizzato la “Gimkana Race” per i bambini, e ci hanno fatto visita anche tanti ospiti come gli ex ciclisti professionisti Wladimir Belli, Massimo Podenzana e Marco Velo. Una serie di iniziative quindi per il pubblico finale. Devo dire che in due giorni abbiamo registrato un passaggio di circa 500 persone, di cui 200 negozianti provenienti da tutto lo Stivale.
Parliamo di scenari futuri. Il comparto sembra ancora in espansione, ma quali sono le criticità e le difficoltà che avete affrontato in questo 2023?
Il 2023 per l’industria del ciclo non è stato un anno semplice: sicuramente la situazione economica generale (le guerre, l’inflazione e le scelte delle banche

I partecipanti alla Gimkana Race
centrali soprattutto) ha creato grande incertezza e paura nei consumatori. Purtroppo la bike industry ha i suoi problemi specifici come l’overstock di prodotto e una domanda che non è paragonabile a quella degli anni precedenti. Questi elementi creano ovviamente delle grandi pressioni finanziarie sia nelle aziende sia nei negozi. Beltrami TSA, per fortuna, lavorando in una fascia molto alta e tecnica del mercato è meno sensibile rispetto ad altri player del settore, che stanno affrontando una vera e propria tempesta. Non ti nascondo che anche noi comunque abbiamo avuto delle difficoltà, ma comunque abbiamo deciso di investire acquistando una nuova struttura di 1.000 mq, abbiamo assunto nell’ultimo anno cinque figure e oggi abbiamo un organico, compresi gli agenti, di 34 persone. Ritengo che anche i primi mesi del 2024 saranno complicati per l’industria del ciclo, ma che la situazione tornerà a normalizzarsi nella seconda parte dell’anno.
C’è qualche brand che si è contraddistinto in particolare nel 2023? Ci racconti come è nata la recente collaborazione con Feedback Sports?
Sicuramente per noi il brand che si è contraddistinto maggiormente negli ultimi due anni è Factor, uno degli ultimi inseriti a catalogo, con modelli progettati per una fascia altissima di gamma. Il marchio è comunque giovane ed è supportato da un ottimo programma commerciale flessibile e noi ci puntiamo davvero molto. A Beltrami TSA tutti riconoscono di essere un distributore di prodotti ad alto contenuto tecnico e da oltre 30 anni viene percepita così nell’industry. Abbiamo scelto di distribuire da ottobre Feedback Sports, perché riteniamo rientri proprio nella nostra visione. Fondata nel 2004, è oggi una delle aziende leader nell’utensileria e negli strumenti a supporto dei meccanici e di chi ama curare personalmente la propria bici. Ma non solo. Feedback Sports offre anche una linea completa di supporti per bici di livello professionale, strumenti di precisione oltre che alcuni dispositivi per l’allenamento indoor. Tra le novità in termini di brand in questi ultimi mesi c’è anche BMZ, azienda giapponese che ha una sede nel Parmense che produce solette e che il prossimo anno sarà sponsor della Bardiani.



Progettiamo strategie a supporto delle imprese per sviluppare modelli di business più sostenibili e virtuosi in partnership con

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La pistard romana ha scritto una pagina di storia del ciclismo femminile, ma lo ha fatto a modo suo. In maniera indipendente, portando avanti le proprie idee e senza perdere la propria unicità. Ne abbiamo parlato con lei in quest’intervista
di Daniele Pansardi
I50,267 km del record dell’ora femminile registrato lo scorso 13 ottobre sono solo una parte della storia di Vittoria Bussi. Quando è scesa dalla sua bici, dopo 60 minuti che le saranno sembrati interminabili, la pistard romana non ha raggiunto solo un obiettivo numerico, per quanto storico e iconico, ma ha coronato quasi due anni di studi, innovazioni e ricerche. Che le ha permesso di sentirsi protagonista di un viaggio indipendente, unico e fuori dagli schemi. In quest’intervista ne abbiamo ripercorso le tappe, soffermandoci anche sull’importanza di essere un’atleta pensante e non un semplice ingranaggio di una macchina più grande.
Vittoria Bussi detentrice record dell’ora
Quando è nata l'idea di Road2Record, il nome del tuo progetto per stabilire il nuovo primato?
Parte tutto a settembre 2021, quando è stato battuto il mio precedente record. Quel giorno ho ricevuto tanti messaggi di persone dispiaciute, mentre io mi sono chiesta perché mi scrivessero come se fosse un funerale. Ho pensato che potesse essere un'opportunità per migliorarmi.
Come sei entrata in contato con Hope, che ti ha fornito la bici per il record?
Ero a Rouleur Live per presentare il mio progetto a diversi brand, cercando di far capire alle aziende che non mi interessava semplicemente richiedere il loro sostegno, ma anche di portare avanti un percorso innovazione insieme. Questa era l'essenza più profonda del mio progetto, e mi piaceva l'idea di poter combinare l'atleta e la matematica. Quando ho approcciato Hope, parlando con il designer Sam Pendred, è nata subito una collaborazione molto interessante, anche perché loro stavano lavorando a un nuovo manubrio con Simon Smart (l’uomo dietro Drag2Zero), che era stata una delle prime persone a credere in me quando ho fatto il primo record dell’ora. L'ho percepito come un segno del destino.
La HB.T nasce dalla collaborazione tra Hope e Lotus, che ha dato vita a una bici dal design senz’altro particolare. Tutto è stato ottimizzato in funzione dell’aerodinamica e della velocità. I tratti distintivi sono la forcella e i foderi posteriori, molto ampi per allinearli alle gambe del ciclista e creare così meno turbolenze possibili. Hope ha fornito anche le due ruote lenticolari in fibra di carbonio che, come tutta la bici, sono state perfezionate per il record insieme a Vittoria. La trasmissione è a marchio Digirit, azienda taiwanese, su cui c’è riserbo sui rapporti utilizzati durante il tentativo del record. La sella è fornita da Fizik, mentre i pedali da Wahoo. Gli pneumatici? Ovviamente da Vittoria, con i tubolari Pista Oro da 23 mm.
Rispetto al tuo precedente record dell’ora, quali sono stati i miglioramenti più importanti nei materiali?
Rispetto ad altri telai, nella Hope HB.T a risaltare è sicuramente la forcella, molto più ampia del solito, pensata per essere allineata alle gambe del ciclista. Ho personalmente riscontrato una maggiore aerodinamicità con questa soluzione. C'è una gran discussione sulle zone di turbolenza dietro la forcella, con idee diverse a seconda dei produttori, e nel mio caso questo disegno di Hope funzionava. È una bici che mi ha permesso di avere la posizione più congeniale per le mie necessità. Il manubrio non è stato fatto su misura, ma è semplicemente molto regolabile, aspetto chiave per poterlo adattare nel corso del tempo.
Quali princìpi avete seguito con la tua squadra durante la preparazione?
La principale innovazione è stata quella di liberarci dalla frase "si è sempre fatto così". Ho chiesto a tutte le persone che hanno collaborato con me di ripartire da zero, come se non sapessero nulla di quello che era stato fatto fino a quel momento e di considerare me come il punto di partenza. Abbiamo ritestato tutto, dalle pedivelle ai rapporti, passando per uno stravolgimento della posizione in sella. Siamo andati controtendenza nella scelta dei materiali, negli allenamenti in palestra e soprattutto in bicicletta, perché secondo me a certi livelli il record dell’ora necessita di una preparazione specifica. Tutto ha ruotato attorno al caso-studio Vittoria Bussi.
Quante volte si prova un record dell’ora durante il percorso di preparazione?
Il più possibile, finché il corpo regge. Devi sapere quello che ti aspetta.
Il tuo record dell’ora è stato realizzato ad Aguascalientes, in Messico, che si trova a 1.888 m.s.l.m. Hai più volte sottolineato che, contrariamente a quanto siamo abituati a pensare, l'altitudine non rende automaticamente più semplice questo tipo di sforzo. L'aria è sicuramente meno densa, quindi in altura a parità di potenza vai più veloce.
Ma il corpo riesce a immagazzinare meno ossigeno, con una perdita di circa il 10%.
Nel corso dei test effettuati in Messico, inoltre, il coefficiente aerodinamico (cioè il numero che indica l'ingombro del mio corpo) era sempre più alto del solito, perché

dipende dal numero di Reynolds: detto in parole povere, se la densità dell'aria è più bassa, il corpo sarà più ingombrante. È risaputo anche in Formula 1, per esempio. Alla fine, facendo i conti, tentare il record in Messico rappresentava un vantaggio per me, ma il discorso è più complesso di quanto si possa pensare. Nei velodromi vicino al mare, l’umidità, la pressione e la temperatura sono molto variabili. E se in un determinato giorno le condizioni non sono ottimali, le prestazioni potrebbero risentirne, come successe a Bradley Wiggins nel 2015. Per questi motivi, volevo un velodromo in un luogo che avesse condizioni stabili, come quelle che si possono trovare in un deserto. E Aguascalientes rientra in questa categoria. Ma sono dettagli che non si conoscono.
Di recente hai detto che ci sono tanti messaggi importanti da trasmettere con il tuo record, oltre a quello di essere “la prima donna che ha abbattuto la barriera dei 50 km”. Cosa vuoi comunicare con questo risultato? Innanzitutto di non avere paura delle proprie idee, della propria unicità e della propria diversità. Perché spesso tutto questo ti fa sembrare fuori dal sistema o inadeguato, come se avesse un’accezione negativa. Hai un sogno? Inseguilo con le tue idee, non con quelle degli altri. Del resto, ciò che rimane nella vita non è solo il risultato, ma anche il percorso per arrivare a un determinato traguardo. Oltre alla performance del record dell’ora, c'è stata un'intera parabola di crescita personale che ha formato me e tutte le persone che mi hanno sostenuto. Abbiamo osato e abbiamo tirato fuori il coraggio per uscire fuori dagli schemi.
Sulla pagina di GoFundMe della tua raccolta fondi, aperta all’inizio del 2023 per permettere ai privati di sostenerti, si legge: “Mi batto per promuovere un cambiamento culturale affinché la sicurezza sulle strade non sia più una speranza ma una realtà”. Come mai hai voluto inserire questo messaggio all’interno del tuo manifesto? Ho sempre pensato che la sicurezza fosse una priorità. Ha senso fare una cosa che mi piace rischiando la vita? Uscire in bicicletta significa accettare dei rischi in maniera consapevole. Ma se questi rischi sono esagerati, si arriva a chiedersi se ne vale la pena. E non è giusto che qualcosa di naturale, come l'andare in bici, sia contaminato dall'ignoranza. Servirebbe maggiore educazione civica a partire dalle scuole.
Inquadra il QR Code per leggere l’intervista completa con Vittoria Bussi sul nostro sito.

















Cosa c’è di meglio che regalare una bici per il nuovo anno? Le scelte sono molteplici, e non sempre è necessario spendere migliaia di euro per un prodotto di valore. Sono diverse infatti le proposte entry level dall’elevato rapporto qualità prezzo
di Davide L. Bertagna, Daniele Pansardi e Gabriele Vazzola
Ebbene sì, passano gli anni, cambiano le mode, il mondo è sempre più virtuale e l’intelligenza artificiale sembra destinata a breve a invadere il nostro mondo imponendo di prepotenza nuovi paradigmi. Nonostante ciò, uno dei regali più ambiti per le feste è sempre stata e continua a rimanere la bicicletta. Una bici non è un dono qualunque. Con essa si regala un oggetto, ma anche cose meno tangibili come salute, tempo, indipendenza. Un regalo che è in grado di accontentare tutti, in ogni fascia d’età, dal bambino alla nonna, ma anche chi lo compra, visto che sono sempre più (e sempre di qualità migliore) i prodotti entry level in ogni categoria. Infatti, come dichiarato da numerose inchieste, uno degli scogli più difficili da superare per l’acquisto di una eBike o di una muscolare di qualità è sicuramente il prezzo. A ben guardare però sul mercato sono presenti opzioni in grado di soddisfare anche questo fattore senza tralasciare elementi chiave come il design e la sicurezza. Nel campo delle tradizionali, le bici di primo prezzo più richieste, soprattutto nel periodo natalizio, sono le mtb. Infatti,
TALON E+ 29 2

Questa eMtb è in grado di offrire una spinta fluida di potenza quando serve, mantenendo sempre il controllo per permettere ai biker di divertirsi ed espandere le possibilità di guida nell’off road. Il modello è equipaggiato con una batteria EnergyPak 500 e un motore SyncDrive Core di Yamaha di 50 Nm, compatto e leggero, che lo rende ideale per le eBike utilizzate per spostarsi quotidianamente o per il proprio divertimento. Ha la tecnologia Smart Assist, con sei sensori tra cui uno di rilevamento della pendenza e un accelerometro. Questi sensori consentono al motore di produrre energia in base all'input del biker e al terreno, quindi non è necessario selezionare una determinata modalità di assistenza. Il telaio in alluminio ALUXX, la forcella ammortizzata SR Suntour da 100 mm e le ruote da 29 pollici con pneumatici tubeless permettono di spingersi sui trail. Talon E+ 29 2 è disponibile in due colorazioni: Amber Glow e Cobalt (in foto)
Giant Italia - info@giant-italia.it - giant-bicycles.com/it
SCHEDA TECNICA
Gomme: Maxxis Rekon 29x2.4" Wire
Telaio: ALUXX alluminio
Forcella: SR Suntour XCM 32 ATB Coil NLO 100 mm
Gruppo: Shimano Alivio, 9 v
Freni: Tektro HD-M285 idraulici 180mm [F], 160mm [R]
Ruote: Giant GX03V, alluminio
Bead 60TPI
Specifiche eBike
Motore: SyncDrive Core, 50Nm, Powered by Yamaha
Batteria: EnergyPak 500, 36V, 13.8Ah
Display: RideControl Dash, full color lcd screen
la “prima vera bici” spesso passa da questa tipologia di prodotti che rappresentano un ottimo compromesso tra prestazioni e versatilità. Per i giovani biker, infatti, essa può assolvere al compito di mezzo di trasporto per gli spostamenti quotidiani, oppure per le prime esperienze sportive fuori strada al sicuro dal traffico. Per i ciclisti più maturi e sportivi, molte proposte interessanti arrivano anche dal mondo gravel, che rappresenta oramai la porta di accesso al mondo delle bici performanti dotate di drop bar. Anche in questo caso la parola d’ordine è versatilità. Le all terrain infatti sono adatte al commuting come alle performance, e permettono di fare esperienza su strada e off road, oppure di avere un approccio graduale con il ciclismo più sportivo. Il tutto sempre con esborsi che sono di poco superiori a quelli che normalmente sono destinati all’acquisto di un nuovo smartphone. Per gli indecisi, di seguito proponiamo una line up selezionata di consigli dall’alto contenuto qualitativo, ma dal budget adatto a quasi tutte le tasche.
SELINUNTE

Selinunte è una eHardtail con telaio in alluminio 6061 maneggevole e resistente, progettata dal marchio siciliano Lombardo per dominare tutti i tipi di terreni: da quelli di media difficoltà, passando dai percorsi cittadini all’insegna della sicurezza e dell’affidabilità, fino a trail più impegnativi. Il modello, versatile e moderno, dal peso di 25,9 kg è equipaggiato con una forcella Suntour con 100 mm di escursione, motore centrale Bafang e batteria da 630 Wh capace di offrire lunghe giornate in sella. La drive unit Bafang con 80 Nm di coppia e 250 W di potenza nominale assicura un piacevole flusso di marcia e quindi stabilità di guida, elemento fondamentale per affrontare salite e discese impervie. Disponibile in due colorazioni: Blue Pop/Grey Matt e Green Army - Peach/Black Matt (in foto).
Cicli Lombardo - 0923.851181 - info@lombardobikes.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: alluminio 6061
Forcella: Suntour XCM Atb HLO 29” travel 100 mm
Gruppo: Shimano Acera M3000
Freni: Shimano MT200 disco idraulici, rotori 180-180
Ruote: Signum 29”
Gomme: CST Rock Hawk 29”x2.40
Specifiche eBike
Motore: Bafang M410, 36V, 250w, 80 Nm
Batteria: Bafang Intube 630Wh
Display: DGT351 TFT led full function set w/bluetooth
ASPECT 920

Leggerezza, efficienza e un ottimo rapporto qualità/prezzo sono tra le caratteristiche principali della Aspect 920 di Scott, che si rivolge a un pubblico entry level alla ricerca della sua prima bici. È un hardtail ideale per chi ha da poco scoperto la mountainbike ed è equipaggiata con bloccaggio remoto per la forcella Suntour da 100 mm di escursione. Per la trasmissione, l’azienda si è rivolta a Shimano che ha fornito il suo gruppo Deore, con cambio a 11 velocità e freni idraulici con rotori da 180 all’anteriore e 160 al posteriore. Il passaggio cavi è interno, soluzione ottimale per proteggerli sporcizia, acqua e impatti indesiderati. La componentistica è firmata da Syncros, brand di proprietà di Scott e con cui collabora su diversi progetti, mentre gli pneumatici sono i Kenda Booster. Scott Italia - 035.756000 - marketing@scott-sports.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: Aspect 900 series / Alloy 6061
Forcella: Suntour XCR32-RL-R 100 mm
Gruppo: Shimano Deore 11v (11-42T)
Freni: Shimano MT200 idraulici 180 mm
ant., 160 mm post.
Ruote: Syncros X-20 Disc
Gomme: Kenda Booster 2.4"
Componenti: Syncros
BIG.NINE 3000

La scelta di Merida per chi cerca una bici da crosscountry pronto gara. La Big.Nine 3000 è una hardtail con telaio in fibra di carbonio CF3 e una geometria rivisitata rispetto alla versione precedente, con uno slope molto accentuato e un baricentro ribassato per ottenere maggiore velocità, senza perdere in manovrabilità e nell’equilibrio tra sicurezza e agilità. L’andamento ondulato dei foderi posteriori (il sistema Flex Stay) è progettato per assorbire gli urti e ridurre le vibrazioni, mentre il tubo sterzo X-Tapered permette il montaggio di una forcella conica, che può offrire maggiore rigidità senza un aumento di peso. La forcella è una SR Suntour con escursione da 100 mm; per il gruppo, Merida si è affidata allo Shimano Deore con freni idraulici. I cavi sono instradati attraverso il telaio, proteggendoli da umidità e sporco
Merida Italy - 0522.1825611 - meridaitaly.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: Big.Nine CF3 III
Forcella: SR Suntour Raidon 34 R-2CR
Air 100 mm
Gruppo: Shimano Deore
Freni: Shimano MT200 idraulici, due
pistoni 180 mm
Ruote: Merida Comp CC II in alluminio
25 mm
Gomme: Maxxis Rekon Race 29x2.25"
Componenti: Merida
URANUS

Chi è alla ricerca di una bici per iniziare a cimentarsi sui primi trail potrà trovare un’interessante soluzione nella Uranus di Torpado, il brand padovano di proprietà del gruppo Cicli Esperia. Il marchio veneto, la cui storia è nata nel 1895, si è specializzato nella produzione di mtb, e il modello in questione rappresenta un ideale compromesso per le prime avventure offroad. Il telaio della Uranus è in alluminio double butted con tubi, più spessi alle estremità per garantire ulteriore resistenza alle giunzioni, ma più sottili al centro per ridurre il peso complessivo. La forcella Suntour ha un’escursione da 100 mm con bloccaggio da remoto, mentre il gruppo Shimano Deore da 12 velocità prevede freni a disco idraulici a due pistoni. Sulle ruote in alluminio da 29”, le coperture scelte da Torpado sono le Kenda Honey Badger. Torpado è un marchio di Cicli Esperia - 0426.317511 - torpado.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: aluminium double butted
Forcella: Suntour XCR-AIR Remote LO QL15 mm, 100 mm
Gruppo: Shimano Deore 12v
Freni: Shimano MT410 idraulici 2 pistoni
Ruote: in alluminio
Gomme: Kenda Honey Badger 29x2.20"
Componenti: Torpado
PROCALIBER 6

Tra le proposte di accesso al mondo xc hardtail, Trek presenta la Procaliber 6 come una bici pronta per le competizioni, ma amica del portafoglio, che può destreggiarsi egregiamente su percorsi impegnativi e singletrack rimanendo composta e affidabile sui fondi più difficili. Ha un telaio in lega d’alluminio Alpha Platinum, con geometrie moderne da crosscountry e spaziatura boost da 148 mm. L’allestimento prevede una trasmissione Shimano a 12 velocità (con componenti Deore e XT) e forcella RockShox Judy Silver da 120 mm Solo Air e bloccaggio Turnkey. Bontrager fornisce invece le ruote tubelessready, che riducono resistenza al rotolamento e la possibilità di forature, e il reggisella telescopico. Il passaggio cavi interno mantiene la bici silenziosa, riduce la manutenzione e contribuisce a un design pulito e minimale. Trek Italia - 035.302502 - trekbikes.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: alluminio Alpha Platinum
Forcella: RockShox Judy Silver 120 mm
Gruppo: Shimano (componenti Deore e XT)
Freni: Shimano MT200 idraulici (rotori 160 mm, 180 mm L/XL)
Ruote: Bontrager Kovee 23 mm
Gomme: Bontrager Sainte-Anne Pro XR, tubeless ready, 29x2.20"
Componenti: Bontrager
GRAVEL MONSTER

Gravel Monster di Bottecchia è una bici veloce sull’asfalto, ma che non teme strade bianche o sterrati. Pronta per l’avventura, è l’ideale per le escursioni, il bikepacking e le gite nella natura. Il nuovo telaio in alluminio con sterzo integrato da 1" e mezzo rende la bici più rigida e permette il passaggio interno dei cavi. La forcella in carbonio monoscocca è in grado di assorbire le vibrazioni, e i perni passanti anteriore e posteriore conferiscono maggiore rigidità. Le saldature smooth welding su tutto il telaio conferiscono un look dal forte impatto estetico. Il modello è disponibile sia con SRAM Apex sia con i gruppi Shimano GRX400 e GRX600 a 20 e 22 velocità in due colori: verde opaco e antracite opaco (in foto). L’ideale per chi cerca una gravel in alluminio affidabile e dall’ottima guidabilità in grado di affrontare strade sconnesse con un gran confort di guida anche sui lunghi tragitti
Bottecchia Cicli - 0426.311724 - info@bottecchia.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: in alluminio 6061
Forcella: carbonio monoscocca
Gruppo: Shimano GRX400 Mix 20 v
Freni: Shimano RX400 160/160
Ruote: Raxe Comp 2
Gomme: VRB Gravel 700x40
VICO CITY

DIVERGE E5

Tutto quello che i tecnici Specialized hanno imparato in merito a strada e off road è stato sfruttato per realizzare la nuova Diverge. Il modello, con geometria gravel e ampia luce per gli pneumatici, ha un telaio in lega E5 Premium e una forcella in fibra di carbonio. Tutti elementi che servono per pedalare veloce, con confidenza e comfort anche nei percorsi misti. Grazie al cambio Shimano Claris 2x8, alle ruote in lega Axis Elite e agli pneumatici Specialized Pathfinder Sport, la Diverge E5 è estremamente versatile. Rispetto ai modelli precedenti, è stato aumentato il reach e adottata una forcella dall'offset maggiore. Un attacco manubrio più corto è stato pensato per mantenere contenuta la lunghezza dell'anteriore per offrire una guida vivace, mentre un movimento centrale basso per ottenere maggiore stabilità. Il telaio è predisposto con montaggi per portapacchi, compreso attacchi sulla forcella e sul tubo orizzontale, per agevolare il trasporto per qualsiasi viaggio
specialized.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: in lega di alluminio E5 Premium
Forcella: in fibra di carbonio FACT
Gruppo: Shimano Claris, 8 v
Potenza, comfort e versatilità sono le caratteristiche che meglio descrivono la Olmo Vico City. Destinata agli spostamenti in città, racchiude alcune peculiarità che la rendono adatta anche a gite fuori porta su ciclabili, ma anche su tratti off-road poco tecnici come strade bianche e sentieri battuti. Grazie a proprietà come il motore centrale Shimano Steps, la forcella ammortizzata RST e gomme antiforatura, è destinata a dominare con facilità gli ambienti urbani anche più ostici che comprendono salite e pavè, anche in condizioni di meteo avverse per merito dei parafanghi e le luci di serie. Vico City è una bici robusta, ma che non disdegna la praticità d’utilizzo, grazie anche allo scavalco basso che garantisce a tutti una guida agevole e una risalita in sella senza difficoltà. Inoltre, la dotazione di portapacchi permette di portare piccoli carichi. La sicurezza è data dai freni a disco e dalle gomme con fascia reflex per essere meglio individuati nel traffico. Il marchio Olmo è distribuito da Montana srl - olmo@olmo-bike.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: alluminio 6061 idroformato
Forcella: RST NeonML
Gruppo: Shimano Acera 8V
Freni: a disco idraulici
Ruote: MOV 29”
Gomme: Reflex Antiforature 700x45mm
Specifiche eBike
Motore: Shimano E5000 o E6100
Batteria: Shimano 504 WH BT E8010
Freni: Tektro Mira
Ruote: Axis Elite Disc
Gomme: Specialized Pathfinder Sport, 700x38c
HANDY 27

Una bici dall’elevato rapporto qualità prezzo che ne fa un’entry level solo di nome, anzi, di prezzo. Infatti, si propone come un modello da città completo e full optional. Handy 27” è la sorella maggiore della eBike best seller Handy 26” che riprende specifiche molto apprezzate dal mercato, migliorandole in una nuova veste. Una bici facile da utilizzare per gli spostamenti cittadini e per il trasporto di piccoli carichi. Come la sorella minore è dotata di un affidabile motore al mozzo da 40 Nm e una batteria integrata ed estraibile da 486 Wh, semplice da ricaricare ovunque. Cambio Shimano a 8 velocità, forcella ammortizzata e freni idraulici Shimano MT200 completano la ricca dotazione. La parte fondamentale che caratterizza questo nuovo modello sta nel restyling del telaio, sempre in alluminio e step-through, per facilitare l’accesso a chiunque, anche con un seggiolino montato posteriormente. La differenza tra la Handy 26 e la versione 27 sta nelle sue nuove geometrie con linee moderne e pulite che le permettono di sfidare le più blasonate concorrenti Nord Europee. Disponibile in due colorazioni: ghiaccio e blu. Myland è un prodotto di: RMS - 0362.27301 - info@rms.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: Handy alluminio
Forcella: Spring con escursione da 80 mm
Gruppo: Shimano
Freni: Shimano MT200 HDR
Ruote: 27,5” in alluminio
Gomme: Reflex 27,5”x2,4”
Componentistica: in alluminio
Specifiche eBike
Motore: al mozzo posteriore da 40 Nm
Batteria: 36 V, 13 Ah, 486 Wh


Con le gamme Trimax e Team, il brand americano si impegna a offrire componenti per chi cerca nell'alluminio ottime performance, senza rinunciare alla durata nel tempo. L’obiettivo è rendere accessibile l'inaccessibile, portando la tecnologia di punta nelle mani di tutti i ciclisti
La presenza in ogni fascia di mercato di un marchio come Vision, da sempre sinonimo di corse e alta gamma, è fondamentale per garantire la propria riconoscibilità e valore. Raccogliere il più alto numero di appassionati e far conoscere il valore dei propri prodotti sono da sempre alcuni tra i principali obiettivi del brand statunitense. La gamma Trimax rappresenta la massima espressione della produzione in alluminio e incarna la perfetta fusione tra l'eredità del marchio


Queste ruote rappresentano l’equilibrio ideale tra aerodinamica avanzata, peso ridotto e rigidità strutturale. Sviluppate con precisione in galleria del vento, offrono un vantaggio significativo nella riduzione della resistenza dell'aria, migliorando notevolmente le prestazioni su terreni pianeggianti e in salita moderata. Queste ruote non solo aumentano l'efficienza durante la pedalata, ma conferiscono anche un feeling reattivo e distintivo. Il profilo di 35 mm garantisce gestibilità in condizioni di vento laterale, assicurando stabilità e sicurezza. L’ideale per chi cerca prestazioni di alto livello senza compromessi.
• Cerchio in alluminio
• Profilo 35 mm
• 6 cuscinetti sigillati (2F + 4R)
SCHEDA TECNICA
• Costruzione artigianale
• Raggi aerodinamici 21F / 24R
• Peso (1.680 g/paio)
• Prezzo da: € 587

americano nelle competizioni e le più moderne tecnologie. Progettati con precisione e sottoposti a studi aerodinamici avanzati, i componenti Trimax rappresentano il risultato di un'evoluzione costante. La gamma Team invece rappresenta il gradino d’ingresso nel mondo Vision ed è il risultato della volontà di rendere accessibili le tecnologie più avanzate. Scelti dai produttori OEM per la loro qualità, questi prodotti offrono prestazioni affidabili e un livello di ricerca che va oltre il prezzo d’acquisto.

Queste ruote Vision incarnano l'eccellenza nel settore gravel, con una progettazione attenta e un mix equilibrato di leggerezza, aerodinamica e versatilità. Caratterizzate da un canale interno da 23 mm, sono studiate per adattarsi all'uso di copertoni larghi, offrendo una maggiore aderenza su terreni impegnativi. La struttura in alluminio del cerchio si sposa con il mozzo direct pull e i raggi aerodinamici, garantendo efficienza e stabilità ottimali. Con un peso di 1.640 grammi, le Trimax 30 i23 regalano scorrevolezza e reattività e sono ideali per chi cerca ottime prestazioni nei percorsi gravel.
• Cerchio in alluminio
• Canale interno 23 mm
• Mozzi in alluminio lavorati CNC
SCHEDA TECNICA
• Raggi aerodinamici DP 21F / 24R
• Costruzione artigianale
• Peso (1.640 g/paio)

Il manubrio Trimax Aero è l'opzione ideale per un upgrade a costi contenuti. Questo prodotto è progettato con attenzione per massimizzare le doti aerodinamiche, con una forma sagomata che riduce la resistenza dell'aria e promuove prestazioni ottimali su strada. La sua ergonomia favorisce una posizione di guida efficiente e confortevole, adatta a discipline diverse.
SCHEDA TECNICA
• Passaggio dei cavi integrato (ACR) aerodinamico
• Costruzione continua in composito di carbonio
• Compatibile con il sistema Di2
• Drop di 125 mm, reach di 90 mm
• Peso 215 g (420 mm)
• Prezzo da: € 67



L’impermeabile e traspirabile termoguscio di Opossum® Story di TAAC è progettato per trasportare in bici i bambini anche durante i mesi invernali, mantenendoli al caldo grazie all’interno imbottito in eco-pelliccia e ai cappucci intercambiabili
TAAC è il nuovo marchio del Gruppo Mandelli specializzato in borse e accessori per tutti i veicoli a due ruote. Il nome è significativo: lavoro, spesa o qualunque altra commissione o impegno, con il sole o con la pioggia, a medio o a lungo raggio, non importa… TAAC e via, si pedala dritti alla meta! Il brand fa della praticità il cardine di una vasta gamma di prodotti funzionali a rendere più semplice e comoda la vita di chi viaggia in bici. Tra questi c’è il termoguscio Opossum® Story (95% in poliestere e 5% in poliammide), compatibile con seggiolini posteriori da bici e pensato per lasciare l’inverno fuori, mantenendo il comfort dentro. Il bambino si sentirà come avvolto in un caldo e morbido abbraccio, grazie all’interno in eco-pelliccia con imbottitura in poliestere e all’esterno 100% impermeabile e antivento. Alieni, dragoni, dinosauri e unicorni: coperti dall’Opossum® Story, i bimbi si potranno così scorrazzare lungo le strade immersi in un mondo fantasy. Zero fatica, zero scomodità. Il modello, dotato di un anello antifurto e con profili rifrangenti, si apre e si chiude con un solo gesto e si trasforma anche in copriseggiolino. Inoltre, il cappuccio a soggetto fantasy è disponibile in cinque varianti colore: Drago nel Rosso, Alieno nel Blu, Dino nel Verde, Unicorno nel Grigio e giallo fluo.
• Adattabile ai bambini dai 68 ai 104 cm, dai 9 ai 22 kg, grazie a un sistema di regolazione con bottoni a pressione
• Facile sistema di ancoraggio al seggiolino tramite velcro
• Veloce sistema apri/chiudi a conchiglia per posizionare/sfilare il bambino
• Esterno in poliestere antivento e impermeabile a elevata colonna d’acqua
• Cuciture nastrate
• Mantellina intercambiabile ed estraibile



dalla tasca frontale, utilizzabile anche come copri-seggiolino
• Cappuccio antipioggia intercambiabile ed estraibile dalla mantellina, per uso con/senza casco
• Seduta imbottita per maggiore comfort
• Materiali principali testati secondo standard Reach
• Impermeabilità 5.000 mm
• Prodotto brevettato

Hydroscud® è il sistema che assicura l'impermeabilità del prodotto. Il 100% di tenuta del capo sotto la pioggia è garantito o da una membrana interna o da tessuti spalmati, con cuciture nastrate e trappola antiacqua. La traspirabilità è assicurata dalla membrana e dai sistemi di aerazione posizionati sulla schiena e sotto al giromanica.
Windbreaker è un particolare tessuto tecnico in grado di bloccare al 100% le infiltrazioni di vento e, al tempo stesso, di assicurare la massima traspirabilità nelle condizioni climatiche più estreme. È una vera barriera contro l’aria fredda, ma lascia respirare la pelle, così da garantire caldo e comfort a lungo.

Due principi che hanno portato al Green Marathon di Schwalbe, uno pneumatico realizzato per il 70% con materiale derivante dal proprio processo di riciclo. Una pietra miliare nel percorso di responsabilità ambientale del brand tedesco
Il Green Marathon di Schwalbe, presentato quest’anno in occasione del rebranding aziendale, è il frutto della filosofia portata avanti negli anni dal brand, che ormai da tempo è impegnata nel ridefinire gli standard di rispetto dell’ambiente nella produzione di pneumatici. Le attività di ricerca e sviluppo in questo settore hanno portato alla versione ecologica del copertone più noto e diffuso di Schwalbe sin dal 1983, capace di diventare un riferimento tra gli pneumatici destinati all’utilizzo quotidiano della bici. Il Green Marathon è il primo al mondo a essere realizzato con gomma riciclata, composta al 70% da materiale riutilizzato e rinnovabile. È ideale per la quotidianità in ambito urbano, oltre che per il cicloturismo. Il suo inserto antiforatura Green Guard (3 mm di spessore) è composto al 25% da materiale riciclato e garantisce protezione elevata. Il 100% della gomma, inoltre, rispetta i criteri della certificazione Fair Rubber, fondazione che si basa sul commercio equo e solidale di cui fa parte Schwalbe. “Stiamo portando avanti il progetto di responsabilità ecologica come pionieri nel riciclo di camere d’aria e pneumatici, e il Green Marathon rappresenta un’altra pietra miliare in questo percorso”, ha dichiarato Philipp Jahn, brand manager di Schwalbe. “Allo stesso tempo, è necessario uno sforzo congiunto da parte di tutti per rafforzare la cultura della bicicletta per una mobilità più ecologica”. Le emissioni inquinanti e la carbon footprint, invece, sono state ridotte rispettivamente del 98% e del 34%. Per determinare il risparmio di CO , è stata calcolata l‘impronta di carbonio del prodotto (PCF) di entrambi i
non scende a compromessi nelle prestazioni e continua a essere leader nella protezione contro le forature e nel lungo chilometraggio”.
LO SCHEMA DI RICICLO DI SCHWALBE
Schwalbe è il primo produttore al mondo a riciclare gli pneumatici delle biciclette.
Alla base dei principi ecologici dell’azienda c’è l’economia circolare, secondo il principio cradle-to-cradle (dalla culla alla culla). Questo si traduce nello studio di prodotti che fin dall’inizio tengono conto di materiali che possano essere riciclati anche dopo l’uso, senza produzione di rifiuti.
• 100% riciclabile
Uso della gomma butilica nella produzione di nuove camere d’aria senza perdita di qualità.
• Materiale di scarto
In Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio e Regno Unito, Schwalbe ritira le camere d’aria di tutti i brand da rivenditori e clienti.
• Devulcanizzazione
Per recuperare la gomma butilica, il partner indonesiano Hung-A ha messo a punto uno speciale processo di devulcanizzazione, che la rende di nuovo processabile.

• Risparmio dell’80% di energia
Rispetto al consumo di energia per la produzione di gomma nuova, riciclarla ha un impatto di appena il 20%.


La sella che ha contraddistinto la storia di Prologo dagli inizi fino a oggi torna nella versione Redesign 4. Sviluppata con i professionisti e perfezionata grazie ai test “Pressure Map MyOwn”, si tratta di un prodotto leggero e compatto disponibile in diverse versioni
Nago è una sella che ha portato Prologo alla “vittoria” di un Tour de France, un Giro d’Italia, due campionati del mondo e numerose Classiche. Un prodotto che ha accompagnato sul podio campioni come Wiggins, Contador, Sagan, i fratelli Schleck, Cancellara, Colbrelli e Pinot. Dalla prima Nago nel 2007, alla seconda Evo nel 2014, fino alla terza C3 nel 2016, i tecnici Prologo sono sempre stati in grado di sviluppare un modello all’avanguardia. Anche se non è mai facile ridisegnare un’icona, per poter competere e vincere ai più alti livelli è necessario cambiare. Da questa consapevolezza è nata Nago R4 (Redesign 4). Tutte le versioni della nuova sella poggiano su una base realizzata in carbonio a fibra lunga iniettato materiale che offre un ottimo compromesso tra rigidità e comfort. Ogni modello, è inoltre disponibile con due diverse tipologie di rail: Rail Nack composto da fibra di carbonio, kevlar e filamenti di alluminio, per i ciclisti più orientati alle performance, e Rail TiroX
in acciaio a lega leggera, un materiale con un ottimo equilibrio tra peso e resistenza, che conferisce alla sella minore rigidità e buon assorbimento delle vibrazioni.
SVILUPPATA CON I PRO
Il progetto della nuova Nago è stato sviluppato con diversi team di professionisti ed è stato perfezionato grazie ai risultati dei test “Pressure Map MyOwn”, sistema che analizza le pressioni esercitate sulla sella durante la pedalata. Il design della Nago R4 è innovativo e aerodinamico, il peso ridotto e le dimensioni di 245x137 mm compatte. La tradizionale T-shape consente una buona libertà di movimento, mentre il centro anatomico leggermente avanzato favorisce una posizione in sella più aggressiva. Inoltre, la forma ergonomica semi-tonda agevola la rotazione in avanti del bacino, permettendo di raggiungere senza sforzi il manubrio.
La versione aperta Nago R4 PAS presenta una cover con due sezioni laterali separate, realizzate con schiume a densità variabile, per garantire supporto e comfort durante tutte le fasi della pedalata. Al centro della sella, è presente il sistema PAS, un ampio canale centrale unito a una base forata, per eliminare i picchi di pressione anche nelle fasi di massima spinta. La versione chiusa presenta invece una cover con tre sezioni indipendenti, che ricoprono tutta la superficie della sella. Al centro è presente il sistema


Active Base di Prologo: sotto alla sezione centrale della cover, la base risulta comunque forata, come nel modello aperto. Questa soluzione permette di unire i benefici di una sella chiusa con una maggiore superficie d’appoggio, ai vantaggi di una con base aperta. Il design della cover è minimale e funzionale: al centro inoltre è indicato chiaramente il centro anatomico, utile per un corretto posizionamento. Le due versioni rappresentano al momento le selle più strette della collezione Prologo (larghezza di 137 mm).


Per soddisfare al meglio le esigenze di tutti, Prologo ha sviluppato anche i modelli Nago 147 e Nago 147 PAS, con una larghezza di 147 mm. Queste selle presentano un’imbottitura maggiorata di 10 mm ai lati e di 3 mm nella parte superiore. I due modelli sono ideali per
i ciclisti con una distanza delle ossa ischiatiche più ampia, che richiedono una maggiore base d’appoggio e per chi ha un alto indice di massa corporea, che possono beneficiare di un’imbottitura maggiorata per una più ottimale distribuzione del peso.
prologo.it - 039.6823507 - info@prologotouch.com
Le gomme rispetto alla bici sono un po’ come le scarpe che indossiamo tutti i giorni. Con l’avvento delle temperature rigide non sono le stesse che mettiamo nelle altre stagioni, per lo meno non sempre. Ecco i consigli di Pirelli per la loro cura e manutenzione di Gabriele Vazzola

La sicurezza è sempre un punto importante quando si parla di ciclismo e passa prima di tutto dagli pneumatici, che devono avere la giusta pressione e la giusta mescola. Ma soprattutto ogni tipologia di bici deve avere il copertone adeguato all’utilizzo che se ne intende fare. Pirelli, specialista delle gomme automotive, moto e bici, ha una grande expertise in materia e con i seguenti consigli aiuta tutti i ciclisti a comprendere come con freddo e bagnato il nostro approccio debba cambiar.
COSA FARE QUANDO ARRIVA L’INVERNO?
D’inverno, le gomme da bici sono messe a dura prova. Un insieme di fattori concorrono a rendere le strade sporche e scivolose e ad aumentare notevolmente il rischio di forature: la scelta di un prodotto adatto alla stagione e all’uso che se ne vuol fare, così come alcuni accorgimenti prima, durante e dopo l’attività ciclistica, possono contribuire a mantenere in forma ottimale il solo punto d’incontro fra il mezzo meccanico e il fondo stradale. Scegliere uno pneumatico per la stagione invernale significa spesso dare priorità alla protezione rispetto a fattori come leggerezza e scorrevolezza. Il primo aspetto sul quale concentrarsi, infatti, è il battistrada che deve avere maggiori intagli o un disegno più aggressivo, offrendo un grip e una tenuta di strada superiori su fondi bagnati, o comunque resi più scivolosi da detriti, foglie e sporco. Anche la larghezza è un fattore determinante nella tenuta: più larga sarà la superficie a contatto con il fondo stradale, maggiore sarà la stabilità. Per chi si avventura fuoristrada con una gravel o con una mtb, una tassellatura più aggressiva è necessaria per avere una maggiore trazione sui tratti dal terreno inconsistente. Ultima ma non meno importante è la scelta di un pneumatico con una maggiore e più spessa protezione antiforatura. Sale, pietre, piccoli vetri, detriti metallici e spine possono causare forature a uno pneumatico non adeguatamente rinforzato. Anche l’acqua, sotto forma di pioggia battente o anche di umidità e rugiada invernale, funge da lubrificante facilitando forature da taglio e la penetrazione di qualsiasi detrito appuntito nel battistrada.
LA MANUTENZIONE NEI MESI INVERNALI
Che si tratti di una bici da strada, di una gravel o di una mtb la sostanza non

cambia: l’inverno è la stagione nella quale occorre prendersi maggiormente cura dei propri pneumatici prima, durante e dopo le uscite. A causa delle temperature più basse, la pressione diminuisce più velocemente rispetto all’estate, quindi è opportuno monitorarla in maniera costante. Ovviamente prima di gonfiare è importante consultare le tabelle con le pressioni di gonfiaggio consigliate, oltre a tenere in considerazione il peso corporeo di chi sta in sella e il carico generale del mezzo. Va inoltre considerato che, quando fa molto freddo, anche la pressione dell’aria nell’atmosfera diminuisce, dunque è ancora più importante controllare la pressione interna della gomma per controbilanciare. Va da sé che, se l’obiettivo è quello di avere maggior grip, oltre alla scelta del battistrada più adatto, una leggera diminuzione della pressione consentirà più aderenza grazie anche all’impronta più larga sul terreno. Non ultimo, una pressione inferiore aiuta anche a ridurre il rischio di forature da taglio e penetrazione, in quanto permette alla gomma di conformarsi attorno al corpo esterno, prima di cedere ed essere forato. Questo però va fatto con l’attenzione di non scendere troppo con la pressione e non superare il minimo valore di pressione prescritto, altrimenti si rischia di incorrere in un altro tipo di foratura, quella da pizzicatura (snake bite).
QUALCHE CONSIGLIO UTILE
Una volta terminato il giro si suggerisce di fare un rapido monitoraggio dello stato della gomma, con particolare attenzione a tagli, piccole crepe e oggetti esterni rimasti incastrati nel battistrada. La rimozione dello sporco e del sale dalla superficie della gomma aiuta ad allungare la vita del pneumatico anche dal punto di vista chimico. Nel periodo invernale, è possibile che il maltempo obblighi a tenere la bicicletta a riposo per un lungo periodo, e per conservare al meglio le gomme, è consigliabile depressurizzarle della metà rispetto alla pressione normale. È importante anche mantenere la bicicletta in un luogo fresco e asciutto e al riparo dalle intemperie; evitare l’esposizione alla luce solare diretta; tenere le ruote sollevate dal pavimento e, soprattutto se tubeless ready, farle girare ogni tanto; evitare che sostanze chimiche o solventi entrino a contatto con la gomma e, nel caso di pneumatici di ricambio, manutenerli con attenzione, meglio “rotondi” e non piegati nell’imballo originale, e sempre lontano da superfici umide.
L’ampia gamma di Pirelli offre diverse soluzioni per chi vuole affrontare la stagione invernale in sicurezza senza voler rinunciare alle alte prestazioni. Per quanto riguarda la strada, lo pneumatico performante per tutte le stagioni è il P ZERO Race 4S disponibile sia come copertoncino sia TLR che, grazie alla mescola SmartEVO Compound, realizzata unendo l’esperienza delle massime competizioni motorsport e la collaborazione con i team ciclistici Pirelli del World Tour, consente un equilibrio fra due caratteristiche opposte: il grip e la scorrevolezza.

Un prodotto all season per la strada e il gravel leggero è il Cinturato Velo, pneumatico ideale su fondi difficili che, grazie alla mescola del battistrada con SmartNET Silica e alla struttura Armour Tech, è in grado di favorire protezione, sicurezza e guidabilità nelle varie condizioni climatiche. Cinturato Gravel S è una gomma eclettica, pensata da Pirelli per pedalare con la gravel sui terreni morbidi e fangosi. Studiata privilegiando grip e protezione, rispetto alla pura scorrevolezza, consente di ottimizzare la guida tanto nelle condizioni climatiche avverse come sui percorsi tecnici ai limiti del mountain biking.

pirellicycling.com / @pirelli_cycling
OFF ROAD
Nella gamma di pneumatici Scorpion di Pirelli, indipendentemente dalla famiglia (xc, trail, enduro, race enduro o dh, eMtb) è disponibile il battistrada S. Il nome del disegno del battistrada è legato alla tipologia di terreno: la S (Soft Terrain), nata anche dall’esperienza maturata da Pirelli nel mondo del motocross, è l’opzione più idonea all’uso su fango, erba bagnata o terreni inconsistenti.


Nasce da un viscerale rapporto con il proprio territorio, e dall’iniziativa di quattro imprenditori, il brand di eBike eCrown. Un progetto nuovo ma già maturo, grazie al coinvolgimento di figure di spessore ed esperienza
di Gabriele Vazzola

I quattro soci fondatori di eCrown Marco Paini, Maurizio Cottella, Mauro Zerlia e Claudio Savoini con il prototipo della Performante RS
Il Lago d’Orta è un posto speciale. Per molti è un luogo di villeggiatura, per altri la meta di una gita fuori porta. Spesso ci si dimentica però che è anche un territorio dove le persone vivono, lavorano e che ha avuto la capacità di influenzare in modo positivo la creatività e l’iniziativa imprenditoriale, dando ispirazione a comparti artigianali e industriali d’eccellenza. Proprio sulle sponde di questo lago infatti si è sviluppata una filiera, qualitativamente con pochi rivali, per la produzione di rubinetteria di alta qualità. Non solo, l’imprenditoria locale è in continuo sviluppo, alla ricerca di nuove idee su cui investire. Proprio dalla passione per quest’area e per il mondo delle eBike nasce, grazie a quattro imprenditori locali, un nuovo brand con l’espressa volontà di rappresentarne il territorio di gestazione, fatto di strade da percorrere e da sentieri da sfidare. Siamo stati al battesimo di questa nuova realtà che risponde al nome di eCrown, nata dalla volontà di portare sul lago d’Orta un prodotto che vada a identificare la passione per lo sport e per la bicicletta. Un prodotto nuovo e curato dalla produzione interna che effettua assemblaggio e verniciatura.
LA GAMMA GIÀ DISPONIBILE
Le bici di eCrown hanno la mission specifica di creare emozioni e portare avanti la filosofia responsabile delle aziende del territorio. In questa linea va anche la produzione delle colonnine di ricarica che completano la proposta e che rendono appetibili queste eBike anche a enti e aziende. I quattro imprenditori locali e soci fondatori dell’azienda sono Marco Paini, Claudio Savoini, Maurizio Cottella, Mauro Zerlia. Gli artefici di questa realtà hanno raggruppato intorno al nuovo brand un team di esperti per creare un prodotto e un’immagine già “adulti”. Il responsabile tecnico e di produzione è Alberto Tarozzo, che presenta la gamma eCrown già disponibile sul mercato. Sono quattro per ora i modelli disponibili: Unpavel Light, Unpavel, Hardtail Trekking e Performante S. Le prime due sono le versioni all rounder con motore rispettivamente FSA al mozzo e Polini da 75 Nm al movimento centrale. Due bici che hanno una doppia anima: infatti, a seconda che si scelgano ruote specifiche road o gravel, possono affrontare differenti tipi di percorso. Per gli allestimenti, eCrown prevede che il cliente possa scegliere tra componenti diversi per prezzo e caratteristiche, e anche tra drop o flat bar. Il modello Hardtail Trekking è una classica xc con motore centrale Polini, che si propone di essere un mezzo versatile adatto al light cross country, come al trekking e al viaggio, dato che offre la possibilità di alloggiare parafanghi e portapacchi. Per gli amanti delle full suspended e delle gare enduro c’è Performante S, già testata dal team eCrown ufficiale, composto da Marco Guidotti, rider di grande esperienza e dal campione italiano Master 2 Alessio Vercelli. La bici è pensata per le gare, ma con diverse tipologie di allestimento può essere anche molto versatile. I componenti scelti prevedono ammortizzatori Fox e Marzocchi, reggisella telescopico fino a 150 mm di escursione, display esterno, freni Shimano XT a 4 pistoncini, gruppo Shimano XT 12v, guarnitura e cerchi FSA, selle e manopole Prologo. Alessio ha portato

Una fase del test ride in gravel alla scoperta delle sponde del Lago d'Orta
quest’eBike sul podio di alcune importanti manifestazioni e si dichiara entusiasta del telaio e del potente motore Polini.
PRESTO IN ARRIVO LA CARBON CON ANIMA RACING
La grande novità è ancora in fase di sviluppo ed è la Performante RS. Il nuovo telaio “in house” è progettato da Fabrizio Dragoni, una personalità di rilievo nel panorama downhill italiano. La bici è stata studiata in tutti i dettagli e sarà equipaggiata con motore Polini da 90 Nm e batteria da 880 Wh. Il display e la batteria saranno integrati e si potranno utilizzare dropper fino a 200 mm di escursione. La forcella è un Fox 38 con mono a molla sempre di Fox, per escursioni da 170/150. Il modello sarà inoltre equipaggiato con gruppo XT con freni a quattro pistoni e ruote in carbonio FSA. Il processo di sviluppo è già a buon punto e il suo arrivo è previsto per la primavera. Fabrizio Dragoni ha dichiarato: “Grazie alla mia esperienza sui campi di gara mi sono fatto un’idea chiara di come debba essere una bici di questo tipo per performare in ambiente racing. Non è però un mezzo per pochi. Le quote geometriche sono infatti pensate per le gare ma non sono estreme; il carro è dotato di un collaudato giunto horst anche per ridurre il tiro catena, ed è particolarmente rigido, con doppi cuscinetti su tutti gli infulcri. Sono standardizzati anche per favorire chi utilizza la bici sui campi gara”.
Visto che nelle competizioni eEnduro la salita tecnica è parte integrante delle gare, per il bilanciamento dei pesi è stato fondamentale scegliere un connubio tra componentistica, geometrie e rigidità con un’estetica unica e accattivante.


Alpa è la bici leggera e facile da usare che ti accompagna durante tutta la giornata. Fatta per essere la migliore sc elta per gli spostamenti urbani, ti permette di portare con te tutto quello che vuoi, bambini e pets, i sacchetti con la spesa, lo zaino per l'ufficio e la borsa per la palestra.
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Telaio in alluminio con batteria integrata e passaggio cavi interno; forcella in carbonio, cambio a 8 velocità, freni a disco idraulici e ruote di due dimensioni, 27.5 pollici davanti e 20 x 2.2 pollici dietro, ottimizzate per un carico sicuro e bilanciato.


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In questo periodo dell’anno i retailer devono senza dubbio pianificare al meglio la prossima stagione, ma allo stesso tempo hanno anche grandi opportunità per fidelizzare nuovi utenti e per veicolare “il traffico” sia online che in negozio. A patto di seguire delle strategie esperienziali
di Riccardo Penna
L’inverno è qui, ma non permettete che i vostri clienti smettano di pedalare. Nonostante le strade asciutte sembrino un sogno lontano, i veri appassionati di ciclismo non si lasciano scoraggiare dal freddo e dalla pioggia. Per il bike store questa è una concreta opportunità per attirare e fidelizzare i clienti, massimizzando le attività che garantiscono il business quotidiano e pianificando la prossima ripresa della stagione. Non si deve temere uno showroom vuoto, ma considerare invece i diversi modi per assecondare “il traffico” sia online che in presenza. A patto di eseguire delle azioni che incoraggino la visita dei clienti (campagne di marketing, demo, offerte temporanee). Come spiegato anche nei numeri precedenti di Bikefortrade siamo in una fase del mercato dove le attività commerciali devono offrire al cliente, oltre al prodotto, anche un coinvolgimento esperienziale ed emotivo (customer experience). Ogni cliente dovrebbe ritrovare nella sua esperienza d’acquisto non solo la soddisfazione materiale, ma anche il valore, i benefici simbolici e la realizzazione generata dall’esperienza d’utilizzo.
UTILIZZARE AL MEGLIO IL PERIODO “LENTO”
Tutto può iniziare con la propria consapevolezza nelle pubbliche relazioni. In questo periodo “lento”, i clienti hanno tempo e sono più disposti ad ascoltare. Attraverso i loro canali di contatto potrebbero ricevere un piano dettagliato per la manutenzione invernale della loro bici. Si tratta di fargli comprendere che, se aspettano fino al primo bel giorno di sole per portare la loro bici, ci saranno tempi lunghi per l’assistenza. Contestualizzare meglio alcuni servizi come la possibilità di effettuare presso i propri locali l’annuale sessione di bike fitting: la soluzione migliore e diretta per correggere difetti di regolazione della bici, risolvere problemi fisici o migliorare aspetti tecnici della pedalata. Oppure aiutare i clienti a scegliere l’abbigliamento adatto al freddo per una loro prossima uscita, facendo indossare dei capi tecnici di alta qualità e specifici. Preparando delle confezioni personalizzate con il nome e la taglia di ogni
cliente, senza svelare il contenuto. Spiegando a loro tutte le caratteristiche e i benefici di rimanere caldi e asciutti durante le proprie uscite. Al ritorno da un giro in bici, saranno così soddisfatti che acquisteranno i capi senza esitazione. Si tratta di riuscire a tirare fuori l’esigenza nascosta, la chiave che apre tutte le serrature nella mente dei vostri clienti. Consigliate una nuova “bici invernale”, adatta alle condizioni climatiche più difficili, che li aiuterà a mantenere la forma e a divertirsi. Per i clienti razionali: proponete una formula di noleggio, che gli permetterà di usare la bici solo per il periodo necessario, senza doverla acquistare. Per i clienti emozionali: dei test drive ad hoc in sella alle bici su diversi tratti di percorso, per farli sentire a loro agio e sicuri. Tutte le offerte costruite e personalizzate saranno raggruppate nella fidelity card. Consegnata a mano, questa carta ha lo scopo di fidelizzare nel tempo i clienti e di invogliarli premiandoli a ritornare nel proprio punto vendita, in base alle loro esigenze e al loro budget. Viviamo in un’epoca sempre più “social” in cui le nostre azioni e comportamenti sono fortemente influenzati da ciò che vediamo e sentiamo. La misurazione di qualsiasi intervento fatto in questo ultimo trimestre ruoterà attorno alla creazione di eventi dedicati (come anniversari o l’arrivo delle feste natalizie). Tutto ciò contribuirà ad aumentare il tasso di coinvolgimento del cliente, che assocerà un momento felice e di divertimento al vostro brand/store che acquisirà in questo modo anche maggiore affidabilità e piacevolezza. Non è cosa si realizza di per sé, ma il numero di persone che si riesce a coinvolgere nella propria unicità: questa è la nuova misurazione del ritorno dell’investimento! Nel creare un senso di appartenenza, di passione e di interesse, questi clienti diventeranno i migliori ambasciatori o, meglio, i fan che porteranno altri clienti. Oggi si cresce nel business grazie al passaparola e alla reputazione sia on e offline, capitalizzando anche questo periodo stagionale. Forse per le iniziative sopra descritte si è portati a pensare che manca sempre il tempo. Vi sottopongo invece questo processo: analizzare, pianificare e agire. Perché è nel presente che si incrementano le future attività redditizie. Non è forse così?
RICCARDO PENNA è un executive business e sport coach nato a Torino nel 1957. Ha una lunga esperienza nel settore delle vendite e del marketing, avendo lavorato come responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA. Ha svolto diversi ruoli e funzioni in molte aziende, offrendo consulenza e supporto a imprenditori e manager. Il suo obiettivo è aiutare i suoi clienti a superare gli ostacoli che impediscono la vendita efficace dei loro prodotti o servizi, fornendo metodi e processi con una formazione innovativa: Mindfulsell. me. È anche docente in diversi master, per varie discipline legate al lavoro di squadra. Come atleta-manager partecipa a gare di triathlon e rally. Ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui “Performance Sportiva-Performance di vendita”, in cui applica le tecniche di preparazione degli atleti olimpici alla vendita.


Dopo due anni passati tra complicazioni neurologiche tali da perdere il senso dell’equilibrio, Mauro Battistin ha trovato nella bici il mezzo per riprendere in mano la propria vita. L’ha fatto con una Brompton, un viaggio dal Veneto alla Puglia, il piacere della costa adriatica attraversata dalle ciclabili di Benedetta Bruni
Sono tante le storie fatte di costanza, ma non quella autoimposta, bensì quella necessaria per recuperare parti di sé che altrimenti andrebbero perse. Quella di Mauro Battistin è una di queste: tre anni passati per riabilitazioni dopo un’emorragia cerebrale e le conseguenze di una polmonite che l’hanno portato a non poter più camminare e correre come prima. Ed è qui che nella vita di un ex runner si è inserita la bici: come modo per riacquistare l’uso delle gambe e a riprova che la propria condizione – in certi casi, con i tempi e modi di ognuno, senza necessità

Mauro Battistin consulente sportivo
Ci vuoi raccontare brevemente la tua storia?
di dare dimostrazioni alcune – è superabile. Per cui è diventato “trisabile”, “disabile con un plus”, con la promessa di diventare ogni giorno la versione migliore di quella di ieri. Nel suo caso in sella a una Brompton lungo le coste dell’Adriatico, dalla città natale di suo padre in Veneto fino a Santa Maria di Leuca, il punto oltre cui non si può più andare – metaforicamente, geograficamente. La sua storia è diventata anche un libro, “Preso per i capelli” (Jona Editore), ma noi non volevamo lasciarci sfuggire l’occasione di un’intervista.


Circa tre anni fa, dopo una call di lavoro, ho sentito mal di testa e mi sono messo a letto: ho avuto un’emorragia cerebrale. Sono stato portato subito in ospedale, ma in rianimazione ho preso una polmonite che ha complicato ancora di più la situazione. Sono stato in coma indotto per due mesi, e quando mi sono risvegliato ho iniziato a dover fare i conti con altri problemi. Ad esempio, ne ho risentito a livello neurologico nell’equilibrio e nei nervi dei piedi, quelli che mi permettono di sollevare il piede quando si cammina, e il periodo passato fermo ha portato alla calcificazione delle anche (risolta poi due anni dopo). In sette mesi di riabilitazione ho recuperato la voce, la deglutizione, ho ripreso a respirare bene, è sparita ogni traccia di polmonite. Da lì, ho provato a recuperare al meglio anche il resto. Pian piano ho ripreso a camminare, passando dalla sedia a rotelle al girello e infine alle stampelle, sebbene sia stato chiaro sin da subito che non avrei più ripreso a deambulare come prima.
Perché ti definisci “trisabile”?
Per cercare di andare oltre la mia disabilità: è il tentativo di superare la condizione attuale per raggiungerne una che mi consenta di fare di più. Trovo che sia una condizione comune a tutti: ognuno di noi non è quello che era ieri né quello che sarà domani. E passare oltre include anche un riconsiderare le proprie scale di valori, gustarsi di più le cose, non cedere ai limiti.
Come hai deciso di salire in sella a una Brompton per attraversare la costa adriatica? La destinazione ha un motivo specifico?
Tra le cose che mi hanno detto che avrebbero aiutato a recuperare il moto c’era pedalare. Purtroppo le biciclette classiche mi creavano non poche difficoltà: i nervi dei piedi sono tutt'ora compromessi, pertanto non riesco a stare sulle punte. Inoltre, la calcificazione alle anche mi rendeva difficile scavallare il telaio. Inizialmente ho provato un triciclo, ma per me era troppo pesante. Poi ho trovato una bicicletta a tre ruote basculante e infine sono giunto alla Brompton. Trovato

il mezzo, ho deciso di fare un viaggio di riabilitazione per superare i miei limiti fisici e mentali e dimostrarmi che potevo farcela, tranquillamente, con i miei tempi e modi. Sono partito da Vittorio Veneto, città natale di mio padre, scendendo da Venezia fino alla Puglia, a Santa Maria di Leuca, costeggiando l’Adriatico su tre tappe divise tra giugno, luglio e agosto. La scelta della Puglia non è stata casuale: volevo arrivare fin dove era possibile, fin dove bisognava fermarsi per forza perché oltre non c’è più niente. Volevo, inoltre, che il viaggio stesso fosse un piacere, non solo nel superamento delle difficoltà ma anche perché volevo che il mare mi accompagnasse per tutta la traversata.
Quindi prima non hai mai pedalato per periodi così lunghi. Che sensazione hai provato?
Esatto. Io non sono un ciclista, per cui le mie tappe erano calibrate in base a quanto riuscivo a fare, arrivando al massimo a 60 km. Prima ero per lo più runner, per cui ho notato subito come correre e andare in bici siano due sensazioni molto diverse. La seconda è il mezzo ideale per i viaggi di questo genere: ti puoi fermare, guardare intorno, parlare con le persone, infilare in viottole che altrimenti non avresti considerato. A piedi diventa molto più lungo e l’orizzonte cambia molto meno velocemente. In bici invece ho potuto vedere tutta l’Italia con la giusta andatura. Che trovo sia proprio il nocciolo del viaggio.
Quali caratteristiche hanno le Brompton per le tue esigenze?
Avevo bisogno di un mezzo che mi consentisse di mettere giù tutta la pianta del piede in sosta, nonché di uno che avesse ruote e pedivelle piccole e sella bassa. E la Brompton risponde a tutte queste caratteristiche. Inoltre, si può piegare e trasportare comodamente. Avendo spezzato i miei viaggi in tre tappe su tre mesi diversi, tornando ogni volta a casa, è stato utilissimo avere un mezzo ripiegabile con me e adattabile a treni e bus.
Hai in programma altri viaggi per il futuro?
Visto che questa modalità di viaggio lento dove poter gustare ogni tappa mi è piaciuta molto, vorrei riproporre un viaggio simile in compagnia. Questo viaggio è stato fatto da solo, per testare la mia resilienza; sarei curioso di sapere come sarebbe se fatto con altre persone.
È quella di Cicli Chitti, negozio ben sistemato nel territorio del pavese e rifornito appositamente per adattarsi alle sue peculiarità. Un crocevia in cui è possibile trovare nell’arco di pochi chilometri il biker da bmx, road e quello proveniente dal naviglio milanese di Benedetta Bruni
Per chi ancora non lo sapesse, la provincia di Pavia non è solo l’appendice della Città Metropolitana di Milano. Se da un lato la vicinanza con il capoluogo attira turisti e visitatori giornalieri, dall’altra – spostandosi più a sud – le colline offrono panorami inaspettati sui primi pendii dell’Appennino. Naturale, dunque, aspettarsi di trovare sia il ciclista che percorre il Naviglio, seguendo la ciclabile da Milano a Bereguardo, sia il mountainbiker (spesso segretamente elettrico) attirato dai monti nell’estremità piacentina del territorio, sia l’amante del road che vuole godersi la bella giornata con gli amici. Sito proprio al centro di questo melting pot delle due ruote, Cicli Chitti di Casorate Primo riesce ad attirare, e soprattutto servire, tutte queste tipologie di utenti. E lo fa con estrema cura, da ben 23 anni, sotto la guida di Stefano Chitti, lui stesso ex professionista che nel 2000 ha realizzato il sogno di aprire un negozio tutto suo.
Stefano Chitti titolare

Quando hai aperto il negozio e quali sono state le premesse? Su quali discipline ciclistiche vi focalizzate?
Ho aperto Cicli Chitti nell’agosto 2000, ormai 23 anni fa. La passione per la bici, coltivata fin da quando ero bambino, mi ha spinto a realizzare questo sogno. Inizialmente ho trattato diverse tipologie di discipline, e successivamente mi sono focalizzato su alcune specifiche, tipo bdc, cross country, eBike e, infine, bici da bambino e da passeggio.
Come hai scelto i marchi che tratti?
La scelta che riguarda i marchi è stata fatta principalmente sul rapporto qualitàprezzo, tenendo anche conto dei servizi che accompagnano il post vendita e le varie garanzie. Ci siamo affidati a delle aziende nazionali, come Parkpre Bicycles e Speedcross, per mantenere l’handmade italiano, integrando allo stesso tempo con modelli Merida per offrire una gamma più ampia.

Quanto è importante la parte di officina e manutenzione nel vostro store?
La parte di officina nello store è fondamentale per garantire al cliente un servizio completo e soddisfacente. Inoltre, la manutenzione è importante anche per creare un rapporto di fiducia con i visitatori e i clienti stessi.
Il tuo si può definire un negozio storico: essendo aperto dal 2000 ha vissuto tanti cambiamenti di mercato, non ultimo quello dell’esubero di magazzino post Covid. Quali sono stati secondo te i cambiamenti più evidenti nel mondo del ciclismo? Il negozio ha risentito degli stravolgimenti degli ultimi due anni? Per quanto mi riguarda, è stato l’avvento di Internet ad aver stravolto il mercato: è ciò che ha portato la clientela a diventare più esperta e autonoma, presentandosi in negozio con un bagaglio di informazioni molto ampio, mentre nei primi Anni 2000 si affidava molto più alle competenze del negoziante, ascoltandolo e rimettendosi ai suoi consigli. Adesso, invece, troviamo acquirenti preparati e sicuri delle loro scelte. Entrano ormai già sapendo quello che vogliono. Dall’altra parte, il maggior stravolgimento che abbiamo subito si è presentato nel 2020 con l’avvento della pandemia Covid. Inizialmente, con la chiusura generale dei negozi, noi stessi non siamo riusciti a svolgere appieno le nostre attività. È stato solo con l’arrivo degli incentivi statali che da un lato siamo riusciti a riprendere il lavoro, e dall’altro abbiamo notato come molta più gente si sia potuta interfacciare al mondo del ciclismo.
Il tuo è un passato da professionista in bmx e downhill. Come hai deciso di smettere e come hai tradotto lo stop alle gare nella cura nel negozio?
Bmx e downhill sono due sport che mi hanno accompagnato fino all’apertura della mia attività. Mi hanno fatto crescere e viaggiare molto, portandomi infine alla consapevolezza di voler fare di questa disciplina il mio futuro lavoro. L’occasione arrivò quando un mio amico mi riferì di voler cedere la sua attività: in quel momento, capì che il mio destino mi stava portando proprio a questo, e da un’idea si iniziò a concretizzare Cicli Chitti.
Avete una squadra? In cosa consiste il vostro supporto?
L’anno successivo all’apertura è stato creato il team Chitti, un gruppo di ciclisti

amatoriali di diverse età e con differenti obiettivi. Il gruppo è principalmente votato alle manifestazioni cicloturistiche, supportato dal negozio con le varie uscite domenicali. Inoltre, per gli iscritti sono previste varie agevolazioni.
La provincia di Pavia è di per sé molto diversificata: si passa dalle piste di enduro alle ciclabili in collina fino ai confini delle quattro regioni, senza dimenticare il lungo naviglio e la vicinanza con Milano. Come vi integrate nel territorio? La vostra clientela risponde a tutti questi stimoli o ha una preferenza?
La nostra clientela è molto variegata: spazia dalla collina alla strada, come anche alla ciclabile sul naviglio. Per questo il negozio offre una gamma di ampia scelta che può soddisfare, appunto, tutte le richieste che si possono trovare in provincia. In più, la vicinanza con l’alzaia del naviglio di Bereguardo ci rende soprattutto di supporto ai ciclisti con inconvenienti tecnici.
Avete progetti per il futuro?
Per il momento non ci sono altri progetti futuri, ma essendo sempre attenti alle novità del mondo del ciclismo siamo sempre aggiornati alle novità di settore.
Indirizzo: Via Garibaldi 74, 27022 Casorate Primo (PV)
Telefono: 02.90097334
Mail: stefano@ciclichitti.it
Sito: ciclichitti.it
Instagram: @chittistefano
Numero titolari: 1
Grandezza negozio mq: 70 più magazzino 70 mq












Grandezza officina mq: 36
Servizi offerti: vendita, officina, abbigliamento, ricambi, accessori
Marchi: Merida, Parkpre, Speedcross
Marchi accessori: Agu, Dmt, Fizik, Gist, Marcello Bergamo, Power Race
Marchi componenti: Continental, Crankbrothers, FSA, Miche, Pirelli, Selle
Italia, Vision, Vredestein
Altri servizi: revisione forcelle e ammortizzatori









è la nuova rastrelliera con 5 postazioni per ebike alimentata da pannelli fotovoltaici o generatori eolici ad asse verticale. Un brevetto unico firmato PradellaSistemi per ricaricare le ebike dove vuoi e quando vuoi.
Il prodotto è pensato per installazioni stand alone sia in montagna che in città perché non necessita di allaccio
rete elettrica.
L’impianto è dotato di batteria di accumulo ad alta efficienza per ricaricare le batterie ebike, monopattini e scooter. Sono integrati i quattro principali ebike plug: Bosch, Shimano, Brose e Yamaha


La Ciclovia dei Parchi della Calabria, premiata nel 2021 con l’Oscar italiano del cicloturismo, è un connubio ben riuscito tra ambienti incontaminati, storia e tradizione. Da gustarsi lungo i 545 km che la compongono e una varietà vegetativa dove, a dispetto dell’idea comune, il mare non è l’unico protagonista
di Benedetta Bruni
Con l’avvicinarsi dell’inverno il timore dei biker spesso è quello di dover mettere le bici al riparo per fare spazio ad altri sport, lasciando le montagne agli sciatori e agli snowboarder e preferendo giri più brevi per via delle temperature poco accoglienti. In realtà questi mesi sono la scusa migliore per scegliere mete più indulgenti, dove non rinunciare alla maestosità delle montagne e allo stesso tempo godere di temperature più alte rispetto alla media. E c’è un posto in Italia che sa offrire questa ampia varietà di climi, vegetazione e paesaggi su 800 km di costa e 545 km di ciclabili: la Calabria. Un ossimoro ambientale dove l’orizzonte non muta velocemente solo perché lo si scorre in bicicletta, ma anche perché è possibile godere di panorami come il mare visto dalla cima di un monte. Una cosa che non capita tutti i giorni. Il nuovo progetto della Ciclovia dei Parchi della Calabria è, tra le altre cose, una delle iniziative meglio riuscite degli ultimi anni. Lo testimonia l’Oscar italiano del cicloturismo, o Italian Green Road Award, che nel 2021 gli è stato assegnato in ex aequo con la Provincia Autonoma di Trento. “Motivazione della vittoria è stato l’impegno della Regione in un progetto di valorizzazione del turismo sostenibile e della mobilità lenta, focalizzato su quattro meravigliose e integre aree protette e su borghi e paesi che ben incarnano lo spirito calabrese”, a detta del comitato selezionatore.
IL PERCORSO
La Ciclovia dei Parchi della Calabria è un itinerario appenninico costituito dall’unione di strade a bassa frequenza di auto, piste e sentieri ciclabili. Il percorso che parte da Laino Borgo e arriva a Reggio Calabria ha una lunghezza complessiva di 545 km; attraversa i Parchi Nazionali del Pollino e della Sila, il Parco Naturale Regionale delle Serre e il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il dislivello è di 10.240 m, mentre quello negativo è pari

a 10.510 m; l’altitudine massima raggiunta è 1.565 m che si tocca al km 208, nel Parco della Sila in prossimità del Lago Arvo, mentre il punto più basso si riferisce all’approdo di Reggio Calabria, a livello del mare. Il viaggio è strutturato in 12 tappe, che coprono dai 31 ai 58 km, ciascuna presentando tre diversi livelli di difficoltà: facile, intermedio o difficile, il più impegnativo per via delle asperità appenniniche.
La Ciclovia può essere percorsa nella sua interezza dalla primavera all’autunno, inteso che a chi volesse muoversi nei mesi invernali si consiglia di verificare le condizioni climatiche e l’eventuale presenza di neve. L’intero tracciato è dotato di insegne e cartellonistica identificativa, compresi i segnali di attenzione al ciclista e distanza di sicurezza.
IL SITO
Una delle motivazioni per il successo di questo progetto risiede anche nella trasparenza e nella chiarezza divulgativa della Ciclovia nei suoi canali online. Il sito internet è infatti curato nei minimi dettagli, guida l’utente e il potenziale cicloturista nella definizione del proprio viaggio e nell’organizzazione delle tappe. Ovvero, non offre solo mappe, guide, tracce e gpx e addirittura eBook scaricabili, ma riunisce anche una lista esaustiva di bike service e tour operator, strutture ricettive, ristoranti, aree di sosta per camping e ricarica eBike. Tutti visualizzabili dalle mappe presenti sul sito, classificabili per comune o tramite ricerca diretta. Tutti gli operatori elencati, inoltre, hanno aderito alla Carta dei Servizi della Ciclovia dei Parchi, uno strumento concepito per accompagnare la qualificazione dell’offerta turistica del territorio e per incentivare lo sviluppo del suo tessuto imprenditoriale. Non in ultimo, è possibile consultare le proposte del sito per vivere il tragitto seguendo una propria particolare inclinazione – naturalistica, storica, religiosa, artistica, enogastronomica, tradizionale. Per vivere un’esperienza sempre personale, sempre diversificata, eppure mai scontata.
Altitudine massima: 1.565 m
Salite totali: 10.240 m
4 parchi attraversati (3 nazionali e 1 regionale)
cicloviaparchicalabria.it
Lunghezza: 545 km
Altitudine minima: 19 m
Discese totali: 10.510 m
46 paesi, città e centri abitati attraversati





