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Running Magazine n. 11/12 - 2012

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E SPORT IN ALTA QUOTA l’approfondimento

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IL GRANdE SALTO

Siamo dunque arrivati all’ultimo numero di questo 2012. Un anno per noi intenso e bellissimo. Un anno speciale e unico. Il nostro primo anno di vita. Running Magazine infatti – come molti di voi ricorderanno – ha esordito a tutti gli effetti proprio a inizio 2012. In dieci numeri ha cercato di mostrare a tutti voi la sua vera essenza, di svelare le sue carte, di mettersi in gioco senza compromessi. Di parlare di voi ma anche (soprattutto) di farvi parlare. Di rompere alcuni schemi e raccontare il mondo del running sotto punti di vista insoliti, innovativi, originali e utili. Di rappresentare una voce indipendente e autorevole, facendo vera informazione giornalistica. Di stimolare spunti e dibattiti, divenendo un punto di riferimento per gli operatori del mercato. Fino ad organizzare lo scorso ottobre il primo storico Running Business Meeting (vedi report sullo scorso numero).

Potrei andare avanti ancora per molto, citando quello che abbiamo fatto, senza peraltro alcun intento auto-celebrativo. Solo con la consapevolezza di aver sempre messo il massimo impegno nel nostro lavoro, non lesinando mai entusiasmo, professionalità, coerenza. Possiamo dire di aver raggiunto il nostro primo obiettivo. Di aver concluso con una forma migliore delle più rosee aspettative la nostra prima maratona. Tuttavia – anche se ciò che è stato fatto conta eccome – quel che più ci interessa è quello che faremo. Dal prossimo mese, per tutto il 2013 e negli anni a venire. Ora ci sentiamo pronti per IL GRANDE SALTO evocato nel titolo. Un balzo deciso non solo dal punto di vista temporale (verso il secondo anno di vita) ma anche da quello umano/editoriale (mi sia concessa l’espressione). Verso la completa maturità e la serena consapevolezza di esserci conquistati un ruolo decisamente importante nel panorama del running italiano.

Non a caso per questo numero abbiamo scelto una cover “a tema”, evocativa ed emblematica, che raffigura proprio un bellissimo salto (ringraziamo il nostro prezioso collaboratore Dino Bonelli per aver immortalato con la consueta perizia questo scatto “da copertina”). Un’immagine ancor più significativa considerando il suo protagonista: molti di voi lo avranno naturalmente riconosciuto. È Migidio Bourifa, uno dei personaggi più rappresentativi del mondo della corsa italiana e non solo. Basti citare le sue 8 presenze in Nazionale e i suoi 4 titoli di Campione Italiano di Maratona, l’ultimo ottenuto proprio lo scorso 14 ottobre a Carpi. Anche Migidio ha recentemente deciso di compiere un “grande salto”. Lascia infatti la carriera agonistica ad alto livello e dedicherà gran parte del suo tempo – pur non rinunciando ovviamente a correre – al ruolo di running specialist per i marchi X-Bionic e X-Socks (ruolo che ricopre già dal 2010 testando e sviluppando i capi della collezione Runningwear).

E che a volte il destino sia davvero illuminante lo dimostra il fatto che, senza sapere di questa sua importante decisione, avevamo programmato una sua bella intervista proprio su questo numero. La trovate – aggiornata anche con le ultime novità che lo riguardano – alle pagine 18-19. Siamo davvero contenti di averlo ospite su questo numero e di aver affidato al suo (e quindi anche un po’ nostro) “salto” l’immagine con la quale salutare il 2012 e augurarvi i nostri migliori auguri di Buon Natale e di uno splendido 2013. Migidio infatti è uno dei migliori testimonial che il running possa avere: sempre disponibile e sorridente, prodigo di consigli e spiegazioni, professionale, entusiasta, determinato e trasparente. Insomma, rispecchia in pieno lo stile che anche Running Magazine vuole portare avanti. Insieme a quelli che tra voi – e sono sempre di più – vogliano seguirci.

Editore Sport Press Srl

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Anno 1 - N.11/12 - 2012

Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.38 del 20 gennaio 2012. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1LO/MI - Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Edizioni Turbo S.r.l. - Responsabile dati: Riccardo Colletti.

IL COMMENTO //

Una pagina “importante”

// Solitamente siamo abituati a ricevere molti feedback e reazioni riguardo gli articoli che pubblichiamo. Spesso positivi, a volte critici. In generale denotano una grande attenzione da parte dei nostri lettori, con i quali si è instaurato un piacevole rapporto di confronto reciproco. Da parte di un pubblico così attento non è certo passata inosservata una pagina pubblicata sullo scorso numero di Running Magazine. Non si trattava tuttavia di un articolo, bensì di una pagina pubblicitaria. Che però è parsa più speciale di molte altre. È stata definita “importante”, “stimolante”, “istruttiva”. Ha aperto un bel dibattito e provocato numerose reazioni.

Stiamo parlando della campagna firmata Brooks, brand che da tempo si sta distinguendo per il suo approccio originale, diverso, gioioso al mondo del running (non a caso il suo claim è “Run Happy”). Declinato anche in comunicazioni pubblicitarie non convenzionali, che certamente non passano inosservate. Ne avete un bell’esempio anche a pagina 23. Ma nel caso della pagina prima citata, che trovate riprodotta nell’immagine sopra con il testo ben leggibile, Brooks ha fatto qualcosa in più di una campagna originale. Ha voluto accendere i riflettori su due temi decisamente importanti – se non fondamentali - per il nostro mercato: la questione dei prezzi e il valore dei negozi tecnici specializzati running in Italia.

Un monito saggio e importante: il fattore sconto non può e non deve essere l’unico motivo di scelta per l’acquisto di una calzatura, così come di qualsiasi altro prodotto aggiungeremmo noi. Questo lo deve capire innanzitutto il cliente finale. Al quale – per l’appunto –questa comunicazione si rivolge direttamente nella prima parte. Ma non solo. Al terzo punto ecco che il messaggio sembra rivolgersi anche a tutti gli operatori. Del resto proprio aziende e negozianti rischiano sempre più spesso di combattere pericolose e controproducenti battaglie sui prezzi. Sminuendo così essi stessi valori quali competenza, preparazione, investimenti, passione, servizio, assistenza che caratterizzano la gran parte dei dealer specializzati italiani e i brand con i quali essi lavorano. Possiamo dire che noi stessi sottoscriviamo tutte le parole di questa “comunicazione importante”. E crediamo proprio che anche molti di voi le condividano. L’importante è poi non dimenticarsele alla prova dei fatti.

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Racer, per l’integrazione post-attività endurance

// Soluzioni realizzate per migliorare l’efficienza energetica dell’atleta. Racer è il nuovo marchio realizzato dall’azienda Agf Enterprises (già nota per il brand Fast&Up). Produttore di integratori alimentari senza zuccheri aggiunti o edulcoranti, propone prodotti specifici per chi compie attività che richiedono sforzi intensi e prolungati. Potendo contare sulla collaborazione di atleti di alto livello (come Antonio Armuzzi), sono state infatti sviluppate le nuove formulazioni, tra cui le aminoacidiche orosolubili. Utilizzabili senz’acqua, supportano gli sportivi anche nella fondamentale fase di recupero al termine di una competizione. Gli aminoacidi Kyowa, fra i leader nel settore dell’indutria bioscientidfica, si qualificano per l’estrazione per via fermentativa, non di derivazione animale. Ultimo nato Shot Detox, a base di L-Glutatione e Bcaa Kyowa, viene utilizzato con frequenza da chi partecipa alle più dure discipline endurance, come Ultramarathon, Triathlon e fondo. Sviluppato grazie alla collaborazione con professionisti di alpinismo, ciclismo, mtb, atletica, scialpinismo, ha efficacia per una moltitudine di attività che richiedono sforzi intensi. Per finire, i Gel a base di maltodestrine selezionate, a basso indice glicemico e senza zuccheri aggiunti, sono stati sviluppati per garantire un’erogazione costante e regolare dell’energia necessaria alle proprie performance, consentendo allo stesso tempo di prevenire fastidiosi problemi intestinali.

un Nuovo progetto di Kelme per prevenire

infortuni

// A inizio novembre, Kelme ha annunciato di aver realizzato un dispositivo per scarpe da running che consente di pianificare l’allenamento in maniera specifica e di evitare possibili infortuni. Azienda produttrice e distributrice di prodotti e attrezzatura per lo sport fondata nel 1977 e con sede a Elche (Alicante – Spagna), ha scelto infatti di affiancarsi a IBV (Istituto di Biomeccanica di Valencia) per dar vita al progetto Runsafer. Le ricerche compiute hanno portato allo sviluppo di un sistema microelettronico in grado di leggere e registrare le caratteristiche biomeccaniche della corsa dell’atleta. I dati vengono analizzati e trasmessi via wireless al telefono cellulare e possono essere caricati su una piattaforma web: una specifica app consente infatti al corridore di programmare le proprie sessioni di training sulla base dei riscontri ottenuti. La novità del nuovo sistema rispetto a quelli tradizionali è rappresentata dal fatto che in questo modo le attività e il livello di allenamento vengono impostati a partire da un’analisi diretta del movimento dell’individuo ed elaborati in tempo reale, al fine di scongiurare il verificarsi di lesioni. Il progetto è stato patrocinato dalla Commissione Europea e alla sua realizzazione hanno collaborato i centri tecnologici IPMS-Fraunhofer ed EII, oltre alle imprese Bkool, Dukosi e Nuromedia.

online Milano City Marathon – The Film, Per ripercorrere le emozioni del 2012

// Milano City Marathon

– The film è il video realizzato dalla casa di produzione Black Mamba per raccontare le fasi salienti dell’edizione 2012 della competizione meneghina. Il film è visibile online anche sul nostro sito (oltre che su Youtube e su www. milanocitymarathon.it).

Erano 13mila al via, tra partecipanti alla competizione maggiore e staffettisti. La clip (della durata di 5’) ripropone i volti, le emozioni e le esperienze di chi ha vissuto questa

esperienza, riproponendo il fascino della città e dei suoi angoli meno noti. Un vero e proprio spot, per accompagnare gli appassionati alla prossima edizione

Patagonia si rinnova sul web con il sito in italiano

// È online il nuovo sito web in italiano di Patagonia. Fra le sezioni aggiornate, la rubrica sulle iniziative ambientali Environmental Grants Program. Si tratta del protocollo con cui l’1% delle vendite viene destinato ogni anno a favore della protezione ambientale (47,5 milioni di dollari in contanti e altre donazioni sono state elargite agli attivisti ambientali fin dall’inizio del programma nel 1985). Anche The Footprint Chronicles è stato completamente ridisegnato, per consentire di misurare l’impatto sociale e ambientale della catena di produzione mondiale del marchio. È possibile inoltre scoprire quali fattori (in termini di prestazioni, tessuti e tecnologia) positivi e negativi caratterizzano il capo d’abbigliamento, insieme all’opinione che la stessa azienda ha del prodotto. Fra gli altri contenuti, è possibile ottenere le informazioni in italiano, le foto e i video dei prodotti e acquistarli direttamente sullo store online (è presente anche una

The North Face Jacket Finder web & dintorni

La giacca giusta con la funzione

// È disponibile online il nuovo strumento web interattivo per aiutare gli utenti a trovare rapidamente la giacca adatta alle loro esigenze. Visitando il sito ufficiale dell’azienda (anche via mobile), sarà infatti possibile avere assistenza attraverso The North Face Jacket Finder, una navigazione focalizzata in base alle proprie esigenze. Uno strumento che semplifica le opzioni di ricerca e indica quale capo corrisponde maggiormente alle necessità del consumatore, sulla base di parametri come tipo di imbottitura e attività praticata.

in programma il 7 aprile 2013 per l’organizzazione di Rcs Sport e la sponsorship tecnica di Mizuno.

www.runningmag.it

sezione dedicata all’abbigliamento di bambini e neonati, agli zaini e alle calzature e ai libri e dvd). Sulla piattaforma si possono infine consultare le rubriche sportive, che presentano il punto di vista di Patagonia su tutte le discipline trattate dai suoi esperti, così come si può accedere alle interviste con i designer della collezione Fall12, agli slideshow fotografici, ad audio e saggi scritti.

www.patagonia.com/eu/itIT/home

Le funzioni “drag&drop” e di comparazione rendono infine l’acquisto più semplice e veloce.

it.thenorthface.com

// Per chi vuole prepararsi al meglio per la prossima We Run Rome, Nike ha pensato a un nuovo programma di allenamento. Solo per donne. La seconda edizione della corsa di 10 km porterà infatti ancora una volta i runner ad attraversare il Centro Storico di Roma nel giorno di San Silvestro. A partire dal 14 novembre dunque, una trainer Virgin terrà ogni mercoledì (dalle 19 alle 20) presso il Nike Store Cola di Rienzo le sessioni gratuite di Training Club. Nike Training Club è anche un’app scaricabile gratuitamente da Apple store, con più di 85 allenamenti personalizzati, in base a obiettivi, livelli di forma fisica e attività specifiche: le utenti verranno guidate passo per passo attraverso video dimostrativi. L’applicazione è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad con iOS 6.0 e include una nuova sezione di ricerca prodotto, per acquistare l’outfit più adatto per l’occasione. Per iscriversi alle prossime Nike Training Club Class basta mandare una mail al seguente indirizzo: nikewomenitalia@gmail.com. Il numero di partecipanti è limitato per ciascuna classe.

La tecnologia FluidAxis al centro della linea 33 ASICS

// Quando si corre, l’articolazione della caviglia è soggetta a una molteplicità di sollecitazioni. Innanzitutto la dinamica del movimento porta il carico del corpo a gravare in senso verticale sul piede, dall’alto verso il basso. Inoltre, la torsione dell’arto si verifica anche su assi laterali e obliqui, provocando effetti di pronazione e supinazione. ASICS ha studiato la nuova tecnologia FluidAxis e l’ha inserita all’interno dei modelli della linea 33, per offrire una sensazione di corsa più naturale e una maggiore flessibilità, mantenendo al contempo protezione e supporto. Adattandosi alla fisionomia naturale del piede dunque, la calzatura è in grado di bilanciare il carico e i cambi di posizione durante la corsa. Punti di forza della collezione (che da novembre è entrata sul mercato europeo), sono il design innovativo della tomaia e della parte centrale dell’intersuola. E per sfruttare al meglio tali concetti, la suola presenta profonde scanalature che si allineano direttamente con l’asse dell’articolazione sublatare, permettendo una pronazione naturale e garantendo una corsa confortevole ed efficiente. Fra le novità della linea 33, il modello Gel-Lyte33 nasce come scarpa per alte prestazioni, impiegando la tecnologia FluidAxis, un ridotto supporto mediale, un’area di contatto con il tallone più morbida e un differenziale di 6 mm.

l’allenameno femminile di Nike in vista della We Run Rome

di corsa nel circuito del MUGELLO: start a gennaio

// Sarà una prima a tutta velocità. Start con i semafori della Moto Gp e arrivo con bandiera a scacchi. Domenica 27 gennaio è prevista l’edizione d’esordio della Mugello Gp Run. Si tratta di una gara podistica che si sviluppa sul tracciato del circuito di Scarperia all’interno dell’Autodromo Internazionale. Un nuovo appuntamento, a cui sarà possibile partecipare attraverso la modalità competitiva (due giri del percorso, 10.490 m) o non competitiva (un giro, 5.245 m). Per i più piccoli sono previste prove su misura, sulla distanza di 600 m da percorrere su un più piccolo circuito, “Mugellino”. Saranno presenti tutte le scuole dell’unione dei comuni del Mugello. È previsto inoltre l’allestimento nel paddock di MugelloCircuit, un’area Expo con stand espositivi e di vendita. Lo spazio sarà aperto sabato 26 Gennaio, dalle ore 14 alle 18, e domenica 27 Gennaio, dalle 8 fino al termine dell’intera manifestazione. Per richiedere disponibilità di uno stand all’interno di uno dei 20 box a disposizione, è possibile contattare l’organizzazione entro venerdì 25 gennaio. Info: maratonamugello@gmail.com 347.3638852 (Gabriele)

Rewoolution Raid Winter, ecco le due date 2013

// Running Magazine torna ad aggiornarvi sulle ultime novità che riguardano Rewoolution Raid. Fin dall’esordio, anche attraverso le altre testate del nostro gruppo, abbiamo supportato con convinzione questa bella iniziativa resa possibile grazie alla main sponsorship di Rewoolution (l’innovativo marchio italiano che produce abbigliamento tecnico sportivo in pura lana Merino) e all’organizzazione dell’agenzia bergamasca Spia Games. L’evento multidisciplinare ha una sua versione estiva e una invernale e nel 2012 la formula vincente è stata quella della duplice tappa per ogni stagione (format che verrà ripetuto nel 2013). Dopo l’ottimo esito degli eventi estivi di Bergamo e Torbole (dei quali trovate un ampio report sugli scorsi numeri delle nostre riviste) siamo giunti nuovamente alla declinazione winter. Queste le date ufficiali: si parte con Livigno (26-27 gennaio) e si chiude sulle Dolomiti (16-17 marzo). Due appuntamenti dedicati a tutti gli appassionati di sci, snowboard e telemark pronti a sfidarsi in una gara dal format originale. I team, composti da tre persone, affronteranno diverse prove speciali: slalom gigante, skicross, freeride, freestyle,

mogul, chilometro lanciato e molto altro ancora. I migliori nella classifica finale di entrambe le tappe, come già avvenuto per le atre prove, si aggiudicheranno un fantastico viaggio in Nuova Zelanda per scoprire gli allevamenti merino di Rewoolution e vivere un’esclusiva esperienza outdoor nell’emisfero australe.

TORNA LA CATEGORIA SHOP – Dopo il grande successo dell’esordio di Torbole (con quasi 15 team presenti) verrà riproposta la categoria shop, ideata anche grazie al coinvolgimento delle nostre testate Running e Outdoor Magazine. Ogni negozio sportivo infatti può partecipare con uno o più team, composti dallo staff del punto vendita o da clienti. Un’ottima modalità di promozione della propria insegna e la garanzia di vivere un weekend all’insegna del divertimento, dello sport e della capacità di “fare team”. Per i primi negozi che ci contatteranno all’indirizzo redazione@runningmag.it l’iscrizione sarà gratuita. Quindi… affrettatevi!

www.rewoolutionraid.com

dicembre firmato Brooks tra Running days e Nightlife

// Continuano gli eventi che Brooks promuove per far testare i suoi prodotti. Fino a fine 2012 si mantiene vivo l’interesse del brand americano per far conoscere le caratteristiche tecniche delle calzature e dei capi delle sue collezioni e allo stesso tempo far vivere a chi vi partecipa un’esperienza in pieno stile Run Happy! Dopo aver fatto tappa alla Firenze Marathon (23/24 novembre), il marchio con sede italiana a Migliarino sarà alla Pisamarathon. Da giovedì 13 a sabato 15 dicembre, l’Expo della manifestazione sarà allestito all’interno dell’Aeroporto Galilei (Check-in B). Il programma della stagione continua all’interno di alcuni punti vendita, con le giornate Brooks Day e le serate Nightlife, queste ultime dedicate alla linea di abbigliamento che Brooks ha realizzato per correre in sicurezza anche dopo il tramonto. Un modo per valutare sul campo le prestazioni delle scarpe e dei capi Brooks, chiedere agli esperti consulenti tutte le informazioni e conoscere nuovi amici runner accomunati dalla stessa passione. Dicembre con Brooks nei negozi, insomma, fra Terzo Tempo di Costabissara (Vicenza – 6 dicembre), Il Corridore (Frosinone – 7 dicembre), Sport & Shoes (Barletta – 19 dicembre), Sportissimo (Potenza – 21 diecmbre), Runway Sport di Noicattaro (Bari - 27, 28, 29 dicembre).

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New Balance apre un centro design specifico per l’Europa

// Una struttura che accoglierà specialisti da tutta Europa. A partire dal 2013, New Balance aprirà il nuovo centro design che si occuperà di realizzare per il Vecchio Continente i futuri modelli del brand (disponibili dal 2014). Il suo staff si occuperà della creazione di capi e tessuti tecnici, per i settori running e soprattutto trail. Dalla filiale di Manchester dell’azienda partirà un progetto collaterale e differenziato: se finora infatti per i nostri mercati è stata proposta una selezione delle linee americane, l’obiettivo attuale è quello di dar vita a collezioni apposite per i consumatori europei. Come ha spiegato Claire Boulanger, resp. mkt della divisione francese del marchio, “A oggi le linee running venivano presentate direttamente dagli Usa, da cui poi derivavano le nostre scelte. Ma le aspettative dei consumatori europei sono differenti: ci manca una specifica gamma di modelli per gli specialisti del settore trail, sia per l’abbigliamento che per le calzature. In questo senso, abbiamo già cominciato a sviluppare le nostre novità. A partire dalla MT1210 per la prossima primavera, cui seguiranno altri due modelli per l’autunno 2013”.

anche grazie a Reebok, il primo CrossFit Box a Milano Bicocca

// Il CrossFit nasce Stati Uniti come rivoluzionario metodo di addestramento delle forze speciali dell’esercito e della polizia. La sua prerogativa consiste nel potenziamento del fisico sotto ogni aspetto, a tal punto da consentire di migliorare le performance di chi lo pratica come esercizio propedeutico per qualsiasi tipo di attività. Nel corso degli anni, il CrossFit si è diffuso come forma di allenamento di atleti agonisti di tutti gli sport. Determinante è stata anche la partnership con il marchio Reebok, che ha promosso in tutto il mondo i suoi metodi e i suoi concetti. Un grande consenso che si sta confermando anche in Italia, tanto che dopo Parma, Ravenna e Alcamo è stato inaugurato a novembre il primo Reebok CrossFit Box Bicocca a Milano. La direzione tecnica è affidata a Stefano “Steuino” Italiano (CrossFit L-1, Prep Course, Weightlifting, Gymnastic Certified, primo classificato all’edizione 2012 del Reebok CrossFit Fitness Championship). Al suo fianco, Marco Masoero (CrossFit L-1, Prep Course, Weightlifting, Gymnastic Certified). Nella foto, il modello RealFlex CrossFit Nano disegnato da Reebok specificamente per questo tipo di allenamenti.

www.crossfitbicocca.com

vibram tra riconoscimenti e lotta alla contraffazione

// Vibram ha messo in bacheca il premio “Strategie di sviluppo” assegnato dalla Fondazione Italia Cina, che da sette anni premia il successo delle imprese italiane in Cina e delle aziende cinesi nel nostro Paese. Questo prestigioso riconoscimento viene conferito ad aziende, imprenditori, professionisti e istituzioni che si sono distinti nel promuovere relazioni di rilievo fra le due Nazioni. A ritirare l’onorificenza presso Palazzo Clerici, a Milano, è stato il direttore generale

Anche

// Presente in tutti i continenti con 120 punti vendita, Porsche Design è il marchio di lusso che firma le collezioni di numerosi accessori classici da uomo come orologi, occhiali, penne e scarpe. Progettati da Ferdinand Alexander Porsche, oggi questi prodotti diventano oggetto di una speciale mostra allestita presso il Porsche Design Studio. Per celebrare i quarant’anni del brand, dal 13 novembre 2012 al 17 febbraio 2013, è infatti possibile ammirare gli oggetti più significativi, interessanti e straordinari e conoscere la storia del marchio. Fra i modelli presentati, anche un assortimento di articoli abbigliamento e footwear dedicati al running. Le Bounce: S2 (nella foto) sono scarpe realizzate con esclusiva

dell’azienda Adriano Zuccala (nella foto). Un importante risultato internazionale inoltre è stato riportato da Vi-

bram nel campo della lotta alla contraffazione. Il fatto è accaduto in Norvegia. Attraverso la collaborazione con il proprio distributore locale, l’azienda è infatti riuscita a intercettare e sventare l’azione di una primaria catena distributiva al dettaglio, che avrebbe messo sul mercato 3.000 paia di calzature FiveFingers KSO. L’intervento tempestivo ha permesso il ritiro immediato dei prodotti contraffatti, l’ottenimento del risarcimento del danno e il rimborso delle spese legali.

tecnologia ammortizzante che facilita la dinamica di corsa. L’innovativo shock system inoltre agisce trasferendo l’energia dell’impatto verticale per generare una spinta propulsiva del movimento, consentendo di avere un passo più morbido ed elastico. Infine, la sua costruzione senza cuciture assicura ottimo comfort e perfetto fit. Aperto nel 1972 a

// Dopo aver raggiunto lo scorso anno la cifra record di 700 coppie al via, la Transcivetta Karpos punta nel 2013 quanto meno a eguagliare lo stesso successo con l’edizione numero 33. La corsa si svolge tra Listolade (in comune di Taibon Argodino) e i Piani di Pezzè, sopra l’abitato di Alleghe e ai piedi della Civetta ed è in programma il 21 luglio 2013. Per tutto dicembre la quota d’iscrizione sarà di 60 euro, mentre dall’1 gennaio al 31 marzo il costo è fissato a 65 euro. Successivamente, il tetto salirà a 75 euro. Ancora una volta si sottolinea la partnership

Stoccarda da Ferdinand Alexander Porsche, il Porsche Design Studio fu trasferito due anni più tardi a Zell am See, in Austria, dove attualmente attende i visitatori di tutto il mondo, desiderosi di vedere da vicino questi e altri prodotti running, il primo orologio nero al mondo, i leggendari occhiali esclusivi e la Porsche 911 disegnati da F. A. Porsche.

con Karpos, linea outdoor di Sportful, marchio di Manifattura Valcismon di Fonzaso attivo in discipline come sci di fondo e bike. “Vogliamo proseguire il cammino intrapreso con successo lo scorso anno” afferma Alessio Cremonese, amministratore delegato di Manifattura Valcismon.

“Karpos è una linea d’abbigliamento tecnico che vuole crescere insieme alla Transcivetta, manifestazione che da oltre trent’anni sa esaltare la montagna e lo sport che qui viene praticato”. www.transcivetta.it

“Correre o morire” La scelta di Kilian // Dopo aver trionfato alla nona edizione delle Skyrunner World Series, Kilian Jornet torna a far parlare di sé. O meglio, lui stesso racconta in prima persona il proprio punto di vista sulla corsa in montagna. Edito da Vivalda Editori per la collana “iLicheni 2.0”, Correre o morire è il racconto autobiografico dello skyrunner più forte del mondo. Le esperienze descritte risalgono al periodo della sua infanzia, per arrivare al resoconto di alcune delle sue imprese più significative. Il suo lungo percorso di formazione passa attraverso episodi di esperienze familiari, aneddoti circa la sua presa di coscienza della natura e della montagna. In mezzo a tutto questo, il modo tutto personale che l’atleta spagnolo ha di migliorarsi, di resistere alla sofferenza patita dopo un duro infortunio e ritrovare la forza necessaria per tornare in cima. Prezzo al pubblico: 19,50 euro.

“Il Corridore” la storia di Marco Olmo

// Il grande Marco Olmo, atleta dall’indiscutibile palmares ed esempio di longevità agonistica, si racconta tramite la penna di Gaia De Pascale in un libro molto bello e scorrevole. Il corridore è il racconto di una vita difficile riscattata dallo sport. Uno sport duro ma genuino e naturale. Dopo essersi accostato tardivamente alla corsa in montagna, all’inizio difficile per Marco sono seguiti numerosi successi ottenuti con la partecipazione a diverse competizioni endurance nel deserto africano. Edito da Ponte alle Grazie, il testo raccoglie aneddoti originali e frammenti di racconti di gare corse in giro per il mondo. È la storia del più grande atleta italiano di trail, che a 58 e 59 anni si è anche preso il lusso di vincere due volte il The North Face Ultra Trail du Mont Blanc. Pagine: 192. Prezzo al pubblico: 12,50 euro.

ITALIANE. TORNA L’ATTESISSIMA RUBRICA DI RUNNING MAGAZINE

Il verdetto dell’Arena

SOMMANDO GLI ISCRITTI ALLA MANIFESTAZIONE PRINCIPALE A QUELLI DELLE STAFFETTE E DELLE CORSE SOLIDALI, ERANO CIRCA 8.000 I RUNNER. TRA I QUALI I 1.700 ARRIVI ALLA MARATONA MONITORATI DA QUESTO SHOE COUNT.

// Dopo aver piacevolmente sconfinato nel trail sullo scorso numero con un apprezzato shoe count dedicato all’Ultra-Trail du Mont-Blanc, torniamo in Italia e torniamo alla strada. Precisamente a Verona. Il conteggio di questo mese ci presenta le percentuali dei 1.697 runner arrivati al traguardo della celebre arena. ASICS ancora una volta si dimostra regina delle maratone, con una solida percentuale di 29,76%, sebbene al di sotto dei dati di altre importanti maratone come Milano e Roma (o come anche Venezia dello scorso anno) dove il dato era sempre superiore al 30%. Al secondo posto, così come avviene praticamente in ogni shoe count che riguardi maratone o mezze maratone, troviamo Mizuno, con il 18,74%. Una percentuale in linea con quelle registrate in altre importanti maratone, pur con qualche lieve differenza (si va ad esempio dal 16,3% di Roma 2012 al 19,94% della MCM 2012). Terzo piazzamento in terra scaligera per il partner ufficiale della corsa Brooks, che raggiunge il 14,67% delle preferenze e conferma dunque un’ottima crescita. Sul podio infatti – perlomeno nella decina di shoe count da noi proposti quest’anno – era salito al terzo posto solo in occasione della Maratona di Pisa 2011 e nella Mezza Maratona Torre del Lago Puccini 2011 (vedi numero 4 di Running Magazine). Il gruppo di testa è come sempre completato da Nike (12,91%), Saucony (11,73%), con un dato migliore sia rispetto a Roma (10,9%) che a Milano (10,48%) e adidas, che veleggia quasi sempre tra il 4 – 6% (qui a quota 4,89%). Interessante anche la segmentazione degli ultimi 3 brand monitorati – non sempre disponibile in altri shoe count – che dà vita quindi a una vera e propria top ten, completata da Puma (0,65%,), Diadora (0,53%) e Reebok (0,18%). Non trascurabile il dato “altri” che incide per il 3,06% (anche se in totale si parla di soli 52 runner).

2.200: iscritti totali

1.697: arrivati alla maratona

27: Paesi rappresentate

800: iscritti totali alla Duo Veronamarathon

400: iscritti totali alla Verona Race

4.000: partecipanti alla Last 10 km

Marathon 24: associazioni no-profit sostenute

1: ora di sintesi su Rai Sport

Iscrizioni chiuse in anticipo per l’undicesima edizione della Veronamarathon. Decisamente buoni sono stati infatti i numeri, in linea con quelli del 2011 per iscritti alla maratona. Ma oltre alla gara principale dei 42,195 km, si sono svolte anche la staffetta della Duo Veronamarathon (26 + 16,195 km), la competitiva Verona Race di 10 km e la benefica Last 10 km Marathon. L’organizzazione è rappresentata da Veronamarathon Eventi e da G.A.A. 2007 Veronamarathon A.s.d in collaborazione con il Comune di Verona. Alla maratona scaligera è dunque ancora il Kenya a farla da padrone, dal momento che sia il podio maschile che quello femminile sono tinti con i colori del nero, del rosso e del

verde della bandiera dello Stato africano. La testa della classifica degli uomini è infatti occupata da Kiprotich Kirui, che si è aggiudicato il successo grazie al tempo di 2h 11’ 34’’ (suo personal best). Leggermente staccato, al traguardo in 2h 13’ 38’’, il suo connazionale Kimeli Victor Kiprono, mentre terzo è risultato Sikukuu Kurgat Justine, anch’egli keniota (2h 15’ 33’’). Il podio in rosa vede in prima posizione Atacha Everline Nyamu (2h 42’ 41’’), sul secondo gradino Korir Joice Chepngeno (2h 49’ 58’’) e si completa con Oda Worknesh Shashe (2h 51’ 51’’), etiope e unica runner fra le primissime posizioni di nazionalità differente. Fra gli atleti azzurri, il più veloce ad arrivare in fondo alla corsa è stato il bresciano Nicola Venturoli, sesto con il crono di 2h 28’ 06’’. Lara Mustat è stata invece la prima italiana, che con il tempo di 2h 57’ 46’’ è risultata quarta complessiva nella classifica femminile. Per la Duo Veronamarathon si è infine registrato il successo della coppia Spiller/ Rampon della Vicenza Runners. In evidenza anche la partecipazione di un ospite d’eccezione come Gianni Morandi: “Non ero mai entrato in arena correndo!” ha dichiarato il cantante bolognese. “È

verona MARAThON - 7 ottobre 2012

stata una magia, non avevo mai provato questa emozione. Ho percorso solo 17 km, ma non ero neanche tanto preparato perché stiamo facendo delle prove, anche di notte, però sono felicissimo. Finché uno riesce a muoversi e correre tutto va bene, non ha importanza la velocità. Correre nella città di Verona è bellissimo, con questi monumenti e questi palazzi, tutta la gente straordinariamente entusiasta che ti sprona a non fermarti, anche se hai un po’ di fiatone, la spinta della gente è stata una cosa fantastica, anche per me”.

La partenza della Verona Marathon
Kiprotich Kirui vincitore in classifica generale
Nicola Venturoli, primo degli italiani
La partenza della Duo marathon

L’INIZIATIVA PROMOSSA DALL’A.S.D. VANIGLIA

HA “APERTO” PER LA PRIMA VOLTA LE SUE PORTE

AD ALCUNI CARCERATI ALL’INTERNO DELLA CASA CIRCONDARIALE MILANESE

RAGAzzI CHE CORRONO TRA LE MURA… dI UN CARCERE

SERGIO BEZZANTI E SABRINA SEVERI, GLI IDEATORI DELLE ORMAI NOTE RUN 5.30, CI HANNO SORPRESO ANCORA UNA VOLTA: TREDICI DETENUTI TRA I 18 E I 25 ANNI SONO STATI I PROTAGONISTI DELLA CORSA CHE SI È SVOLTA IL 19 NOVEMBRE

SUL CAMPO DA VOLLEY DI SAN VITTORE. UN PICCOLO SPAZIO CHE È STATO TEATRO DI GRANDI EMOZIONI.

• MICAELA DEgUIDI

Psicologo dello sport micaela.deguidi@gmail.com

È partito il 15 ottobre a Milano il progetto che ha portato l’esperienza di Run 5.30 dentro il carcere di San Vittore. Sergio Bezzanti e Sabrina Severi, ideatori e promotori dell’ormai ben nota iniziativa con la quale coinvolgono le persone in una corsa non competitiva alle 5,30 di un mattino feriale, hanno presentato la loro proposta di estenderla anche presso i detenuti della casa circondariale del capoluogo lombardo. Si è formato così un gruppo di tredici detenuti volontari, dai 18 ai 25 anni, che per quattro lunedì si

sono allenati con Sergio e Sabrina in vista di una Run 5.30 “speciale”, che si è tenuta il 19 novembre: non la corsa dentro le mura di una città ma dentro quelle di un carcere, in uno spazio più piccolo di un campo da volley, ma pieno di elettricità e di emozioni. Le sessioni insieme, cominciate il 22 ottobre, sono state programmate per fare in modo che i quindici atleti (con indosso la stessa maglietta rossa) corressero ognuno col proprio ritmo e la propria modalità. Attorno a loro, mura alte quasi quanto il cielo. Ma dentro di loro, la consapevolezza di sensazioni nuove e inaspettate che stavano nascendo. È questo l’effetto che genera un’iniziativa così: riempie il cuore di nuove emozioni e la mente di nuovi pensieri. E da qui molte cose possono accadere.

Sergio e Sabrina sono impegnati a diffondere il loro progetto, presentando a scuole, aziende, associazioni e ora anche a San Vittore la loro idea quasi “visionaria”: provocare

un cambiamento nelle persone attraverso l’esperienza di una nuova emozione. Eppure l’idea di base è di quelle molto semplici: stimolare questi giovani a praticare attività fisica con costanza e mantenersi in salute anche con l’alimentazione, con la speranza di adottare sani stili di vita anche una volta usciti dal carcere. Il difficile è farlo durare nel tempo. Ma i nostri due runner hanno puntato sul rosso e hanno vinto. Un colore che richiama un’emozione e da cui nasce una novità: si finisce per vedere il possibile e lo si fa addirittura in modo semplice e giocoso.

“Run 5.30 è una attività fisica ma è soprattutto la dimostrazione pratica di un punto di vista differente sul come affrontare la giornata. Lo scopo è quello di far scoprire a questi ragazzi che la realtà non è mai una sola, che la vita offre anche altre prospettive e spesso questo è sufficiente per far accendere una scintilla che

dia avvio al cambiamento”. Chi aderisce a questa corsa, anch’essa a Milano come la Run 5.30 fuori dal carcere, generalmente ha già accarezzato l’idea di provare una diversa emozione, una nuova versione della giornata e della vita. Ancora non sa bene come, ma lancia i suoi dadi e gioca. Sergio e Sabrina offrono lo strumento. E anche se mutare è nella teoria una delle cose più difficili per l’essere umano, questa corsa permette di fare esperienza del cambiamento attraverso una delle azioni più facili per l’uomo: semplicemente e naturalmente correre. E così, dall’azione più semplice possibile, ognuno di quei giovani uomini avrà la possibilità di guardarsi in un altro modo, di vedere il mondo intorno sotto una nuova luce, di sentire per un momento che l’impossibile potrebbe, forse, diventare possibile. Un passo alla volta, si possono rilanciare i dadi e continuare a correre.

“I sorrisi, i saluti, le foto ricordo, le t-shirt azzurre come il cielo che ci ha accompagnato in questi lunedì. Un arrivederci alla prossima primavera, strette di mano forti… e abbracci che commuovono. Sono questi i momenti che restano impressi dopo questa esperienza. I protagonisti di tutto questo sono loro: i ragazzi di San Vittore. È la loro prima Run 5.30. Alla fine, non è più neanche una corsa ma un ‘punto di vista differente’ che ti entra dritto nel cuore.” Sergio Bezzanti

LA RUN 5.30 NEL 2013 //

// Un altro anno da vivere con lo spirito della Run 5.30. È stato presentato il calendario delle tappe che porteranno la corsa promossa dall’A.S.D. Vaniglia (e sostenuta, fra gli altri, da Brooks) in giro per l’Italia. Il 24 maggio sarà la volta di Milano, con un doppio appuntamento: oltre alla tradizionale antelucana in giro per la città, alle 9 la Run 5.30 entrerà per la seconda volta a

San Vittore. Seguiranno Torino (31 maggio), Modena (7 giugno), Bologna (14 giugno) e Venezia (28 giugno). In via di definizione anche l’aggiunta di altre due date. Le iscrizioni dovrebbero aprire a febbraio, con un tetto massimo per numero di iscritti che dovrebbe salire a 1.500. Anche mentalitasportiva.it è partner della Run 5.30.

www.run530.it

Da sinistra, i volti di Ilaria Scauri (volontaria del carcere di San Vittore), Sergio Bezzanti e Sabrina Severi (organizzazione Run 5.30)
Abbandonando il tradizionale colore rosso che ci ha accompagnati in alcune delle più importanti città italiane, ecco le speciali magliette blu della Run 5.30 di San Vittore

running & solidarietà

ABBIAMO APPROFONDITO

ALCUNI ASPETTI DI QUESTA

BELLA INIZIATIVA CON IL SUO

FONDATORE DANIELE SCIUTO

“IO CORRO MA NON SCAPPO,

ALMENO CI PROVO”

UN MOTTO EMBLEMATICO, NATO DALL’AFORISMA “PIÙ SCAPPI DA UN PROBLEMA, PIÙ TI ALLONTANI DALLA SOLUZIONE”. È QUESTA LA FILOSOFIA DEL NUOVO PROGETTO SPORTIVO UMANITARIO I RUN FOR FIND THE CURE, CHE NEL 2012 HA COINVOLTO UN NUMERO CRESCENTE DI RUNNERS E ALCUNI SIGNIFICATIVI EVENTI DEL PANORAMA ITALIANO TRAIL E NON SOLO.

• DAVIDE CORROCHER

“Io corro ma non scappo”, questo l’emblematico slogan del nuovo progetto legato al mondo della corsa creato da Daniele Sciuto, fondatore del progetto umanitario Find The Cure. Il comitato no profit nato nel dicembre 2006, è stato avviato per intervenire a sostegno delle aree a basso livello di sviluppo e a oggi attua programmi in India, Africa, Haiti e Guatemala. Nel suo primo anno di attività, l’iniziativa podistica che ne sostiene le intenzioni ha coinvolto innumerevoli atleti e simpatizzanti che hanno vestito la maglia e il suo contenuto di solidarietà partecipando a gare in ogni dove. Le colorate t-shirt tecniche portano sul retro una scritta forte “Io corro ma non scappo, io sogno, io non ho paura, io non temo il diverso, io non faccio la guerra, io penso, io non odio, io non mi arrendo... o almeno ci provo” e lasciano poco spazio all’interpretazione, spingendo l’atleta che la veste a essere in prima persona, con il suo esempio, il portatore del messaggio.

Vario e interessante il calendario di gare 2012 che si annoverano a sostegno del progetto, come Maremontana di Loano, CroMagnon, la mezza maratona di Alassio, Campionato Italiano Ultra Sky Marathon di Oulx, Vialattea Trail. Oltre a coinvolgere i trailer nel progetto di sensibilizzazione, le singole manifestazioni hanno devoluto parte degli incassi a favore di Find The Cure.

La scuola di Neednoor - Per il 2012 infatti è stato scelto un progetto ben preciso, la costruzione della scuola elementare di Neednoor, in India del Sud, per la quale verranno devoluti tutti i fondi raccolti durante l’anno. Quasi 150 sono gli atleti già iscritti a I run for Find The Cure e sempre più spesso partecipano vestendo con semplici-

tà e grande sorriso un messaggio di solidarietà. “In realtà non è una vera e propria iscrizione quella che si fa verso I run for Find The Cure” ci racconta Daniele Sciuto, medico 118 fondatore del progetto. “È una donazione: ogni atleta che desidera farne parte acquista la maglia tecnica o altro wearing I run for FTC, che va direttamente nel fondo per la scuola di Neednoor. Non siamo una società sportiva, uno sposa l’idea e il messaggio, poi decide quanto e come portarlo in giro, magari sempre, magari per una sola ma importante gara. L’idea di costituire una squadra nasce dai più motivati, perché come sempre, insieme si riescono a fare cose grandi”.

Correre per un progetto sociale - “Come è nata l’idea di fondare I run for Find The Cure? Partecipavo come amatore a una gara di corsa, una 10 km su strada e mi ricordo di essere rimasto colpito per l’incredibile numero di persone che la domenica mattina presto si trovava lì. Soprattutto della ampiezza di età delle persone: dai giovanissimi agli anziani, tutti in incredibile forma. Così ho riflettuto su come convogliare così tanti atleti energici, che dedicavano molto tempo alla corsa tra allenamenti e gare, verso qualcosa che fosse anche socialmente utile in un mondo che ne ha sempre più bisogno. Ho pensato che se proprio dobbiamo correre e farlo per tante ore alla set-

timana, per tanti km al mese, si può fare in modo che sia per una grande causa. Ovviamente essendo da anni parte di Find The Cure, la grande causa per me era già dietro l’angolo”.

le gare di Ceriale e Val Maira - Il progetto I run for Find The Cure inoltre è in evidenza anche nell’ambito di due eventi sportivi che uniscono professionalità organizzativa a un atmosfera di solidarietà e divertimento, un momento di incontro per tutti gli atleti iscritti e per i nuovi. Il primo si svolge a Ceriale (Sv), dove ha la sua sede principale la nostra associazione. Una 10 km su strada, nel mese di giugno: “I run for Find The Cure - tutta dritta, tutta in piano, vista mare”. Nel mese di luglio si svolge invece il trail “Alpine Wonderful Trail” nella suggestiva cornice della Val Maira, che partendo direttamente dai prati del Ciarbonet Cafè percorre bellissimi sentieri attorno alla rocca Provenzale e rocca Castello. Sui blog di appassionati troviamo commenti entusiasti su questo nuovo trail. Eccone alcuni: “Grande manifestazione! 24 km per 1.500 m di dislivello positivo, ambiente stupendo e organizzazione ottima. Ho fatto i miei complimenti a tutto il gruppo di I run for Find the Cure. Bravi! Da non perdere. Per i posti, la simpatia degli organizzatori e per gli scopi benefici per i quali è organizzata” - “I run for find the cure è un’organizzazione pazzesca che in pochi anni, da Savona e solo con la buona volontà sostiene un sacco di progetti in aree depresse del Terzo Mondo anche organizzando eventi sportivi di trail running. Val Maira Wonderful!!!”. Insomma, l’invito è a non scappare, o almeno a provarci... a sostenere questo bel proposito.

runfor@findthecure.it

www.findthecure.it/run-for-ftc.php

Partenza I run for FTC 10 KM Ceriale (SV)
Team 3° classificato a Italiano Ultra Sky Marathon di Oulx
Partenza Alpine Wonderful Trail, Ciarbonet Caffè

running & solidarietà

RUNNING ANGELS È L’INIZIATIVA IDEATA DA UMBERTO SAVOIA, CONSULENTE MARKETING, CHE DEBUTTERà NEL 2013 PROMUOVENDO

EVENTI, SERVIZI, CONSULENZA E MOLTO ALTRO

Un progetto “in rosa” con un nobile fine

SARà UN VERO E PROPRIO NETwORK, UN APPOGGIO CONCRETO ALLE DONNE CHE PRATICANO LA CORSA. UNA COMMUNITY CON LO SCOPO BENEFICO DI SOSTENERE PROGETTI A FAVORE DI CHI È AFFETTO DA AUTISMO. VI PRESENTIAMO IN ANTEPRIMA UN’IDEA CHE COL TEMPO PUò COSTITUIRE UN’OPPORTUNITà PER IL MONDO DELLA CORSA E NON SOLO.

Correre insieme per dare forma reale a un’idea solidale. Correre indossando un brand immediatamente riconoscibile. Essere parte di una community interamente al femminile e dar vita a un movimento che ruoti intorno alla partecipazione alle competizioni podistiche di tutta Italia (con l’auspicio di uscire in futuro anche dai nostri confini). Running Angels è un progetto che sta nascendo per sostenere iniziative a favore di bambini e ragazzi disabili (in particolare, chi è affetto da autismo). “Una delle cose che più mi stanno a cuore è il ‘dopo di noi’” ci ha spiegato Umberto Savoia, consulente marketing, ideatore della proposta e tra i fondatori delle Running Angels, “Che, tradotto in termini semplici, significa quello che rimane ai nostri bambini quando noi non potremo più seguirli”. Umberto ha una moglie che corre, così come molte amiche e amici. E ha un figlio autistico: dalla sua esperienza diretta dunque e dalla vicinanza alle associazioni impegnate in questo campo che ne è derivata, è partito l’invito rivolto alle donne per aderire a una causa importante.

UN NETWORK dI SERVIzI - Running Angels vuole diventare un punto di riferimento per le runner di tutto il Paese. Iscriversi significa entrare a far parte di un team, trovare un gruppo vicino, o creare il proprio, ma non solo. Gli “angeli in rosa” indosseranno i colori del marchio per testimoniare la propria partecipazione all’iniziativa e allo stesso tempo avranno a disposizione numerosi servizi utili. Running Angels sarà infatti un vero e proprio network, capace di mettere in collegamento i suoi membri con strutture e personale specializzato in diversi settori: garderie, training, coaching, security, dietologia, salute, viaggi e altro ancora. Come ha spiegato Umberto, “Le donne corrono spesso e comunque, tra impegni di lavoro, casa e famiglia, ma poche riescono a fare un’attività continuativa che duri nel tempo. I motivi possono

essere legati alla scarsa sicurezza all’aperto e negli orari serali, oppure alla necessità di trovare qualcuno che si occupi dei figli. Noi vogliamo dunque fare in modo che le Running Angels possano trovare altre persone con cui correre in gruppo o che all’occorrenza possano affidarsi a un servizio di security. Sapranno trovare le strutture di competenza per la custodia dei bambini o dove pernottare in caso di trasferta. La mia ambizione è quella di riuscire ad allargare i nostri servizi per venire incontro a tutte le necessità che possono derivare da questo sport, anche creando accordi di partnership e convenzioni con negozi specializzati, enti istituzionali, partner privati e pubblici, palestre, professionisti, società di servizi alla persona, altri team

e associazioni”. Insomma, tante opportunità e l’obiettivo di crescere, portando linfa nuova a tutto il movimento running e allo stesso tempo dando una significativa spinta anche a tanti altri settori.

Timetable

2013

inizio attività

GENNAIO

promozione e inizio diffusione attraverso i social network, i media, i partner e gli eventi maggiori

FEBBRAIO

Verona Half Marathon e quindi Maratona di Roma con successiva partecipazione alle più belle manifestazioni, creazione di eventi, sviluppo e apertura del progetto

LO SCOPO SOLIdALE - La qualità dei servizi e dell’offerta sarà un valore su cui puntare per le Running Angels, ma come si diceva l’iniziativa ha uno scopo benefico. Il numero di bambini con autismo è maggiore rispetto ai minori colti da diabete, aids, cancro, paralisi

Running Angels in breve

// Per le donne e per chi vive intorno a loro

// Per chi già corre e cerca una motivazione in più, per chi ha appena iniziato o vuole solo provarci

// Un’organizzazione no profit

// Una community aperta in continua crescita

// Un team presente in molte città d’Italia e all’estero

// Innovazione, idee, eventi e progetti per lo sviluppo del running

// Prodotti, linee sport e tempo libero, accessori, proposte, iniziative e servizi personalizzati per le donne e per il team

// Contatti, testimonial, volontari, soci, atlete

// Presenza costante sui social network

// Solidarietà, impegno sociale, sostegno concreto e continuo con raccolta fondi per progetti a favore di bambini e disabili

// Education, training, alimentazione, circuiti, viaggi, convenzioni e vantaggi esclusivi

// Correre sempre per una causa, con un obiettivo www.runningangels.org

cerebrale, fibrosi cistica, distrofia muscolare e sindrome di down messi insieme. Si stima che il numero di soggetti coinvolti raddoppi ogni sei anni e che nel 2017 potrebbe salire a 1 su 50. Questi bambini non potranno mai guarire da questa affezione ma possono migliorare se aiutati. Le Running Angels sosterranno in modo particolare Dynamo Camp, un camp di terapia ricreativa rivolto gratuitamente a bambini dai 7 ai 17 anni affetti da patologie gravi o croniche e nel periodo di post-ospedalizzazione. Se l’iscrizione rappresenterà una quota minima di contributo, sarà possibile effettuare donazioni (anche da parte di famigliari, amici, colleghi di lavoro oltre che di aziende attente alla Corporate Social Responsability), verranno offerti servizi e saranno disponibili prodotti e accessori con il logo Running Angels (t-shirt, abbigliamento e accessori per correre e per il tempo libero). Il team presenzierà a eventi e iniziative sul territorio. Per finire, sono degne di nota anche alcune delle importanti partecipazioni che sono state sottoscritte finora, come quella di 45 Gradi, agenzia di comunicazione milanese che sta seguendo il progetto, e Brooks Italia. “Per la precisione, citando le parole di Marco Rocca, responsabile del brand di Boston, di quest’ultimo caso bisogna parlare di ‘proud partner’. Una bella espressione che mi fa essere fiducioso sulle possibilità di realizzare qualcosa di grande”.

la scarpa del mese // ERIdE TRAINER AF

informazioni di base //

PER / Uomo - Orange / black (in grande)

Donna - Blue / yellow (box sotto)

C OLLE zi O n E / FW 2013/14

CATE g OR i A / A3

TAR g ET / Con questa versione Scott punta a ridefinire la categoria delle scarpe da training neutre, presentando soluzioni dall’elevata capacità ammortizzante a un peso notevolmente ridotto. g li elementi tecnici di cui è dotata sono stati combinati per offrire protezione e performance elevate, rendendo questa scarpa particolarmente efficace per allenamenti di lungo chilometraggio. i noltre la specifica costruzione della sua tomaia rende questa calzatura una delle più comode e fascianti in commercio .

i TRE PU n T i D i FOR z A

1 / Tecnologia eRide che caratterizza la suola, consente una transizione ottimale e morbida 2 / AeroFoam nell’intersuola, migliora l’effetto ammortizzante

3 / eRide Flow, per un migliore grip sul terreno

PESO / 270 gr (nella misura 9US da uomo), 250 gr (nella misura 7US da donna)

M i SURE / Uomo 8-14 US; Donna 6-11 US

PREzzO COnSigLiATO AL PUBBLiCO / 139,90 euro

VERSIONE donna //

Blue / yellow

differenziazione PLANTARi //

Rispetto alla versione maschile, quella femminile presenta una configurazione differenziata del plantare. Più sostenuto sotto l’arco, ha un profilo più contenuto nella zona tallonare.

TECHNOLOGY//

EFFICIENZA DI AMMORTIZZAZIONE

RESISTENZA ALL’USURA

Degrado delle proprietà del materiale dopo 50.000 cicli di impatto

È il materiale impiegato per la realizzazione dell’intersuola, creato e certificato nei laboratori che il brand gestisce a Portland. Questo specifico inserto è sensibilmente più leggero, per via della minor densità rispetto alle schiume standard (30% in meno). Inoltre, il grafico in alto evidenzia come, rispetto agli Eva tradizionali, l’effetto ammortizzante dell’aeroFoam sia notevolmente superiore (attribuendo

TOMAIA //

La sua struttura è disegnata per ottenere un ottimale effetto fasciante. La soluzione eFit (Ergonomic Fit) consente una calzata confortevole e distribuisce la pressione della chiusura su tutto il piede in modo uniforme. La parte interna è infatti dotata di una “calza” nonstretch che avvolge la zona metatarsale in modo sicuro, adattandosi efficacemente a ogni tipo di runner. Inoltre, creando una soluzione di continuità tra tallone e avampiede, favorisce nel movimento la naturale flessione del piede.

Intersuola //

AeroFoam è la mescola che caratterizza i modelli delle collezioni Scott. Si tratta di un innovativo materiale dell’intersuola, sviluppato e brevettato dagli esperti della sezione ricerca e sviluppo del brand. La sua prerogativa è quella di avere un ottimo rapporto tra leggerezza ed effetto ammortizzante e assicura inoltre una lunga prolungata capacità di resistenza all’usura (vedi specifiche nel box dedicato).

un valore standard di 100 alle proprietà di un classico Eva, l’intersuola sviluppata da Scott registra un incremento di efficienza del 60%).

Il secondo diagramma descrive invece le caratteristiche di resistenza all’usura della scarpa. AeroFoam ha una superiore capacità di mantenimento delle sue qualità, anche dopo lunghi periodi di cicli di impatto.

Uno dei principali concorrenti Standard EVA Scott Aerofoam

TECHNOLOGY//

Il sistema eRide si basa su un esclusivo concetto di curvatura della suola (come evidenziato nell’immagine a fianco) sviluppato per permettere una transizione di corsa più morbida. La scarpa in questo modo consente di evitare l’effetto di “forefoot slap”, ossia l’impatto secco sul terreno, che solitamente si verifica utilizzando le calzature tradizionali. Invece durante il “push-off”, questa particolare geometria consente una fase di spinta senza deformazione della suola. Come evidenziato anche dal grafico, contatto e fase di uscita dunque sono meno traumatici (la linea blu descrive l’andamento più “progressivo” e meglio distribuito delle calzature che utilizzano eRide, rispetto a quello con più “incidenza” e discontinuo degli altri siste-

mi). Questa rullata più morbida evita che l’energia generata dall’impatto sul suolo venga dispersa, consentendo di ridurre la sollecitazione delle articolazioni senza dover aggiungere inserti più morbidi nell’intersuola.

VERSIONE

Eride Trainer AF è una scarpa neutra, ma esiste una speciale variante per pronatori. Chiamata Eride Support AF, si caratterizza per un supporto di aeroFoam a densità differenziata (con uno shore di durezza maggiorato del 7% rispetto al resto della suola). i noltre presenta uno specifico sistema di allacciatura asimmetrico e rivolto verso l’esterno, in modo da contenere il “collasso” della caviglia in fase di inversione e pronazione.

Marketing Info //

ATLETI SCOTT / Marco De Gasperi

SUOLA //

Per accompagnare il piede e ottenere una rullata morbida, Scott ha sviluppato le sue suole con una speciale curvatura. eRide (Ergologic Ride) facilita un gesto naturale nella corsa, senza disperdere l’energia prodotta durante la fase di impatto e quella di uscita, dove generalmente la scarpa si deforma sull’avampiede. Inoltre in questo modo si ottiene anche un miglior risultato in termini di protezione, dal momento che l’appoggio è leggermente più avanzato rispetto alla zona più estrema del tallone. In questo modo, l’urto viene distribuito in maniera uniforme e le articolazioni vengono meno sollecitate (vedi specifiche nel box dedicato).

La diversa densità e porosità ottimizzano la capacità di fit della scarpa a contatto con il terreno, consentendo una migliore direzionalità dalla fase di appoggio a quella di uscita. Grazie a questa soluzione, migliorano le performance in termini di consumo energetico e di grip.

Inserto dell’intersuola, costruito con maglia biassiale di filamenti in Nylon/Kevlar e applicato per garantire un’eccellente risposta in termini di rigidità torsionale della scarpa (e mantenere allo stesso tempo gli effetti dovuti alla speciale configurazione geometrica dell’eRide).

Data di nascita: 05/04/1977

Luogo di nascita: Bormio (So)

Specialità: corsa in montagna, mezzofondo Società sportiva: Corpo Forestale dello Stato

Anno inizio attività sportiva: 1992 (a 15 anni)

Maglie azzurre: 29

5 Vittorie in Coppa del Mondo Individuale 11 Vittorie in Coppa del Mondo a squadre 12 Vittorie in Coppa Europa a squadre

Tadei Pivk (corsa in montagna, alpinismo), Michele Palamini (maratona su strada), Antonio Armuzzi (maratona su strada), Michael Monella (corsa in montagna)

TEAM SUPPORTATI / La sezione triathlon è l’ultima nata nell’ambito della polisportiva Pro Patria Milano. Fondata nel 1996, vanta il maggior numero di Ironman Finisher d’Italia e un singolare record: aver portato nello stesso anno quattro atleti alle finali mondiali di Kona (distanza Ironman). Dal 2000 al 2002 la società ha vinto il titolo italiano nel triathlon maschile e due atleti hanno conquistato il titolo di campioni italiani assoluti nell’aquathlon.

EVENTI SUPPORTATI NEL 2012*/ Orobie Vertical, Italia (2 giugno) Orobie Sky Raid, Italia (5 agosto) Zermat Marathon, Svizzera (7 luglio) Le Grand trail du St. Jacques, Francia (22 settembre)

Tour de Tirol, Austria (05/07 ottobre) *Tutti gli appuntamenti sono stati confermati anche per il 2013

RUNNING DAy 2012 / Sono stati più di 40 gli appuntamenti promossi da Scott all’interno dei negozi di tutta Italia. Durante queste giornate, Mario Poletti ha allestito una speciale area espositiva all’interno o all’esterno del punto vendita. La novità proposta per il 2012 è stata la possibilità di testare le scarpe durante un allenamento tipo, organizzato e gestito dal negoziante in collaborazione con Mario.

Maggiore larghezza della zona mediale, per migliorare la stabilità del piede.
Red (man) Violet (woman)
Geometria eRide
Dall’impatto del tallone alla fase di spinta, la rullata è più uniforme, come si evidenzia dalla linea blu
Forma della soletta tradizionale
La speciale geometria della suola eRide

focus on

G LI SKYRUNNER SONO CONSIDERATI TRA

GLI ATLETI PIÙ STUDIATI IN ASSOLUTO .

D AL 1992, SONO VENTISEI I LAVORI SCIENTIFICI

FINORA APPROVATI IN QUESTO CAMPO

Ricerca scientifica e sport in alta quota: IL CASO

DOPO ANNI DI ATTENZIONE PRIORITARIA ALLE GARE, LA ISF TORNA A SOSTENERE NUOVE INIZIATIVE E INDAGINI PER SCOPRIRE L’EFFETTO DELL’ATTIVITà ATLETICA IN MONTAGNA SUL FISICO DI CHI LA PRATICA. L’ULTIMA RICERCA INCENTRATA SULLE REAZIONI DEL SISTEMA NERVOSO DURANTE LO SVOLGIMENTO DI UNA MARATONA A 4.300 M S L M (IN TIBET) AVVIATA NEL ’96 SI È CONCLUSA QUEST’ANNO CON LA SUA PUBBLICAZIONE ONLINE

• DAVIDE CORROCHER

Un terzo della superficie terrestre è al di sopra dei 1.000 m s.l.m. e il 10% è compreso nella fascia che va dai 2.000 ai 4.000 m s.l.m. La principale difficoltà della vita ad alta quota è originata dalla diminuzione della pressione barometrica, che comporta una minor pressione dell’ossigeno nell’aria inspirata. Il principale effetto sul corpo umano prodotto dal verificarsi di queste condizioni è detto ipossia, termine che nello specifico sta a significare la riduzione della capacità di impiegare i processi metabolici aerobici per risintetizzare l’energia (ATP) necessaria per le attività vitali e gli esercizi fisici. All’interno di questo contesto, sono molti i punti di interesse che da ormai vent’anni vengono discussi nell’ambito di un dibattito atto a stabilire le reali possibilità di praticare sport ad alta quota. Fisiologi e neuropsicolo -

gi conducono infatti i propri test sugli skyrunner dal 1992. Ricerca scientifica e atleti stanno dimostrando che esistono ragionevoli argomenti a sostegno di questo tipo di attività.

I L SISTEMA NERVOSO IN ALTA QUOTA - Sono 26 le pubblicazioni scientifiche che a oggi si contano all’interno dell’ambito della pratica di attività sportiva ad alta quota, aventi come soggetto di studi gli skyrunner e che sono state accettate dalla comunità internazionale. “È curioso – e gratificante – trovare nel lungo elenco delle ‘references’ almeno cinque lavori che fanno capo alle nostre precedenti ricerche” ha commentato Marino Giacometti, presidente ISF (International Skyrunning Federation). L’ultima in ordine cronologico si è conclusa ufficialmente lo scorso maggio ed è stata pubblicata online in agosto. Le indagini sono state condotte da un’equipe com -

posta da Ivana Gritti, Marco Martignoni e Renato Calcaterra (dipartimento clinico dell’ospedale Luigi Sacco – Università degli Studi di Milano) e dallo ‘skydoctor’ Giulio Sergio Roi, direttore del centro studi Isokinetic di Bologna (che abbiamo intervistato proprio sullo scorso numero). Partendo dall’osservazione che, in condizioni di ipossia, è il tessuto nervoso che subisce le alterazioni più evidenti rispetto a quello muscolare, sono stati analizzati i cambiamenti del tracciato elettroencefalografico in alta quota ed eventuali sintomi di mal di montagna (AMS – acute mountain sickness).

L A RICERCA PI ù IMPEGNATIVA - Il mal di montagna solitamente incorre in seguito a una rapida ascesa ad altitudini elevate o immediatamente dopo un esercizio svolto prima di essersi acclimatati al nuovo ambiente. È stato dimostrato che un

dati & riscontri emersi

i numeri della ricerca

26

pubblicazioni scientifiche 23

congressi medici 9

gruppi di ricercatori 5

nazioni coinvolte 180 atleti studiati

ARGOMENTI dI STUdIO

• Correre in alta quota fa male?

• Comporta maggiore stress psicofisico?

• C’è il rischio di danni all’apparato locomotore?

• Si sono evidenziati danni cerebrali o cardiaci?

• Qual è il limite della prestazione umana ad alta quota?

ambiente ipossico provoca sul fisico sintomi (disidratazione, mancanza di appetito, AMS) indicatori di un indebolimento delle funzioni neuronali. Anormalità nel tracciato dell’elettroencefalogramma (EEG) e disturbo nel sonno sono i principali fenomeni che si verificano e che si risolvono dopo adeguato acclimatamento e idratazione. Questa ricerca è servita a osservare l’attività nervosa degli atleti e l’eventuale insorgenza di sintomi di AMS. “È stato forse il capitolo più lungo e laborioso sia da attuare che da far accettare, per la sua assoluta unicità” è quanto racconta Marino. L’indagine è stata condotta in Tibet su cinque runner che hanno effettuato una maratona a 4.300 m di altitudine. Le misurazioni EEG hanno dimostrato che la differenza del tracciato registrata nel nuovo contesto si verifica indipendentemente dalla pratica sportiva o dalla sedentarietà. Inoltre, si è riscontrato che dopo la maratona a 4.300 m s.l.m., certe attività cerebrali sono sovrapponibili a quelle che si osservano a livello del mare dopo un analogo esercizio e, in definitiva, si possono escludere patologie permanenti dovute all’attività sportiva in alta quota.

Le ricerche sono state condotte in collaborazione con: American College of Sports Medicine; Casa di Cura S Maria, Castellanza; Centre Médical Universitaire, Ginevra; Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele, Milano; Manchester Metropolitan University, Gran Bretagna; Università di Milano; Università di Padova; Università di Trieste; University of North Dakota, Stati Uniti. Questi risultati unici, condotti dal Peak Performance Project, la divisione scientifica della FSA (Federation Service Agency), costituiscono un’importante banca dati per future applicazioni.

Il vincitore delle Skyrunner World Series Kilian Jornet, qui in azione al Trofeo Kima 2012
La vincitrice femminile delle Skyrunner World Series Emelie Forsberg, all’ultima edizione delle Dolomites SkyRace
Urban Zemmer, che in Svizzera ha siglato l’attuale record del mondo del Vertical Kilometer: 30’ 26”

riscontri neurofisiologici

• Non sono stati riscontrati segni di alterazioni patologiche permanenti negli EEG eseguiti sugli skyrunner in alta quota

• L’attività elettrocorticale registrata dopo 32-38 ore di intensa esposizione ipobarica-ipossica (acclimatazione acuta) a un’altitudine di 3.680 m, comparata al livello del mare ha mostrato un significativo abbassamento temporaneo delle frequenze alte delle attività elettrocorticali

• Si registra un aumento significativo delle frequenze alte dell’attività EEG dopo 145/153 ore di cronica esposizione ipobarica-ipossica (acclimatazione cronica) a circa 4.000 m s.l.m.

• L’analisi spettrale dell’EEG dopo la maratona a 4.300 m (dopo 145153 ore di acclimatazione cronica), paragonata ai dati registrati prima della gara, ha mostrato un significativo aumento temporaneo della eccitabilità neuronale, probabilmente dovuta agli effetti della corsa

dalle ricerche finora pubblicate // la ricerca numero 27 //

nov./dicembre

Alcuni dati sulle prestazioni

• La velocità media rispetto al livello del mare si riduce del 72% a 4.200 m e del 62% a 5.200 m

• Record di velocità in salita nel Vertical Kilometer: 1.657 m/h

• Record di velocità in discesa nella SkyMarathon: 3.410 m/h

• Record di velocità in salita nella SkyMarathon: 1.248 m/h

osservazioni

• Non sono stati registrati casi acuti di male di montagna (AMS)

• Prima dell’avvento dello skyrunning si credeva che l’allenamento a tali altitudini fosse impossibile

• 30.000 metri al mese di dislivello in salita costituiscono l’allenamento dei migliori skyrunner (circa quattro volte l’altezza dell’Everest)

• Teoricamente è possibile correre fino a 7.000 m

• I migliori skyrunner sono oggetto di studio unico nel suo genere e probabilmente sono in assoluto gli atleti più studiati

Come respirano gli skyrunner

Presentiamo in anteprima il resoconto dell’ultima serie di test, ancora in attesa di pubblicazione. Sul percorso del Vertical Kilometer che parte da Cervinia, è stata studiata la capacita respiratoria di 14 atleti impegnati in prove ad alta quota.

La ricerca numero 27 è partita a giugno e si è conclusa a ottobre, con una doppia sessione di test effettuati a Cervinia, sul percorso del Vertical Kilometer che porta a Croce Carrel (un tracciato che si mantiene sempre sopra i 2.000 m s.l.m.). Lo studio si è concentrato sulla ventilazione degli atleti in alta quota e sulle modificazioni cardiovascolari indotte dall’esercizio fisico intenso. Sette sono stati i soggetti di indagine per ogni serie di test (14 in totale, 12 maschi + 2 femmine). Nel primo gruppo figurano Ettore Champretavy (vincitore qui nella prima edizione della competizione), Genzianella Faccioli (attuale organizzatrice dell’altra Vertical race di Courmayeur) e lo stesso Marino Giacometti. Marco De Gasperi già record-man del VK, ha partecipato alla seconda sessione. “A ottobre Marco è tornato a misurare la propria prestazione” ha raccontato Marino, “assieme a Jean Pellissier e a Bruno Brunod che proprio nel 1994 aveva cominciato da queste parti le sue prime gare di skyrunning. In pochi invece sanno è sul Monte Rosa che il giovane De Gasperi ha partecipato alla sua prima gara (e primo test di ricerca sul cuore in alta quota) nel ’93: a 16 anni!”.

LE MISURAZIONI DELLA CAPACITà RESPIRATORIA - Le misurazioni dei dati sono state effettuate durante le performance con strumentazioni innovative, come il Sistema Lifeshirt. Si tratta di un corpetto elastico costituito da due bande contenute all’interno di un corpetto dotato di sensori, che consente di analizzare in forma non invasiva la ventilazione e i movimenti della gabbia toracica e dell’addome a riposo e durante l’attività fisica. Le misurazioni sono state eseguite nel laboratorio di analisi allestito

// Svelato il calendario della nuova stagione delle Skyrunner World Series, che nel 2013 celebrano il loro decimo anniversario. Dopo l’introduzione di quest’anno della distanza Ultra, saranno ancora tre i circuiti che assegneranno altrettanti titoli ai vincitori di ogni categoria: Ultra, appunto, Sky e Vertical. Tra le gare in calendario, verranno riproposte alcune delle manifestazioni che hanno esordito con successo nel 2012, come la Transvulcania Ultramarathon. Fra le novità, in evidenza la prima competizione sulla distanza delle 100 miglia: Ronda dels Clims, che si terrà nel principato di Andorra e si svilupperà su un dislivello complessivo di 13.000 m. La nuova stagione prevede anche alcuni interessanti ritorni, come la Speedgoat 50k, che si svolge nello Utah e che porterà gli atleti a correre sopra I 3.400 m s.l.m. Sempre negli Stati Uniti, in Colorado, si svolgeranno la Pikes Peak Marathon e la Ultra

SKY

1. Maratòn Alpina Zegama-Aizkorri - 42k - Zegama (SPA) - 26 maggio

2. Mont-Blanc Marathon - 42k – Chamonix (FRA) – 30 giugno

3. Pikes Peak Marathon - Colorado (USA) - 42k – 18 agosto

4. Matterhorn Ultraks - 46k - Zermatt (SVI) – 24 aogsto

5. Skyrunning Xtreme - 23k - Limone sul Garda (ITA) – 13 ottobre

ULTRA

1. Transvulcania Ultramarathon - 83k - La Palma (SPA) - 11 maggio

2. Ronda dels Cims - 170k - Vallnord (AND) – 21 giugno

3. Ice Trail Tarentaise - 65k - Val d’Isère (FRA) – 14 luglio

4. Speedgoat 50k - Park City, Utah (USA)- 27 luglio

5. Ultra Race of Champions “UROC” -100k – Vail (USA), 28 settembre

VERTICAL

1. Mount Elbrus Vertical Kilometer (RUS) - 7 maggio

2. Ribagorza Vertical Kilometer - Barruera (SPA) – 18 maggio

3. KM Vertical - Chamonix (FRA) 28 giugno

4. Gerania Vertical Kilometer - Loutraki (GRE) – 8 settembre

5. Xtreme Vertical Kilometer - Limone sul Garda (ITA) - 11 ottobre

al Residence Saint Hubertus di Cervinia, punto di partenza e di arrivo della prova. Gli esami prima e dopo la gara hanno richiesto un impegno medio di circa tre ore per atleta. “L’indagine cardiovascolare e i test di funzionalità respiratoria così eseguiti permettono di studiare gli effetti dell’esercizio fisico sugli adattamenti cardiorespiratori”, spiega Anna Lisa Congo, dottoressa presso l’università di Ferrara. “Una respirazione profonda e una maggiore coordinazione dei comparti toracico e addominale determinano una maggiore efficienza respiratoria. Questo tipo di analisi consente di comprendere quello che accade a chi pratica sport ad alta quota, perché il differente modo di respirare dovuto all’altitudine può condizionare la prestazione”. Oltre a comprendere come respirano gli skyrunner, il punto di arrivo che ci si era proposti all’inizio di questi test era dunque comprendere se esistesse una relazione tra respiro e prestazione. I riscontri ottenuti hanno evidenziato che esiste una importante differenza di reazione all’ambiente di alta quota tra un sedentario e un atleta. Queste ricerche rafforzano dunque la convinzione che l’attività fisica sia la prima cura per la salute. Da qui, in futuro si potranno studiare nuove strategie di allenamento respiratorio.

TECNOLOGIE E MATERIALI - Le nuove strumentazioni impiegate per queste ricerche sono in grado di valutare nel corso di una prestazione sportiva una molteplicità di parameri fisiologici. Le misurazioni su consumo di ossigeno, temperatura corporea, frequenza cardiaca e respiratoria rapportate strettamente alla velocità di salita e costo metabolico aprono le porte a molteplici ipotesi. Su un percorso standard e con dei sog-

getti di cui si conoscono già i parametri di base, si possono fare una serie di prove raffrontabili con assetti diversi, abbigliamento, scarpe, tessuti. “Si potrebbe quindi arrivare a stabilire in maniera scientifica e non per sensazioni individuali (o slogan commerciali) quanto veramente un tessuto influisce sulla prestazione o quanta energia si risparmia o si assorbe, usando una suola piuttosto che un’altra. Sono solo alcuni esempi di come questi studi che oggi hanno solo scopi scientifici rivolti alla salute e alla performance, potrebbero ribaltarsi su materie prime, equipaggiamenti, scarpe e abbigliamento. È questa un’ipotesi reale che stiamo valutando per tessuti e nanotecnologie”.

DELLA RICERCA // Centro Studi Biomedici Applicati allo Sport dell’Università di

Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con il Centro Studi Isokinetic e Federation for Sport at Altitude.

Joe

AUTORI
Ferrara,
Da sinistra: Jean Pellissier, lo “Skydoc” Giulio Sergio Roi, Bruno Brunod e Marco De Gasperi
L’atleta
Grant indossa capi tecnici Arc’teryx. La ricerca si è infatti concentrata anche sullo studio dei vari materiali
Race of Champions “UROC”, tappa finale per la categoria Ultra con un tracciato di 100 km e quattro picchi sopra I 3.600 m di altitudine.
Michel Lanne al Trofeo Kima Foto:

runner del mese

IL NOSTRO “MINISTRO DEGLI ESTERI” DINO BONELLI LO SCORSO MAGGIO ERA STATO IN MISSIONE NELLE BALEARI PER CORRERE LA FORMENTERA TO RUN. IN QUELL’OCCASIONE HA REALIZZATO UNA BELLA INTERVISTA CON IL VINCITORE MIGIDIO BOURIFA. AGGIORNATA POI CON LE IMPORTANTI NOVITà CHE HANNO RIGUARDATO QUESTO GRANDE PERSONAGGIO NEGLI ULTIMI MESI

La leggerezza di Migidio

• TEsTO E FOTO

Un leggero ticchettio è la cadenzata colonna sonora di una corsetta di riscaldamento. I miei passi pesanti suonano invece come sfregature pietrose. Il ticchettio è quello provocato dalle scarpette di Migidio Bourifa che “vola” di fianco a me. La corsa di riscaldamento è l’unica occasione che ho per correre fianco a fianco con un fulmine come lui, l’unica opportunità per carpirne qualche segreto conversando in movimento. Sono i riti di preparazione che precedono le cinque tappe del Formentera To Run, una bella gara per amatori sulla più piccola delle isole delle Baleari (andata in scena lo scorso maggio). Migidio ha un fisico asciutto come si conviene a un atleta in attività. La pelle bronzea e il nome tradiscono un’origine marocchina. Il marcato accento e la contagiosa simpatia lo confermano bergamasco al cento per cento. 171 cm per 55 kg, 43 anni, sposato con Silvia e tenero papà di Martina, 22 mesi, Migidio vive ad Albino, un paesone incastonato nella Val Seriana alle spalle di Bergamo. Corre per l’atletica Valle Brembana alla quale ha portato innumerevoli risultati. La sua lunga carriera di maratoneta lo ha visto una decina di volte in maglia azzurra. Anche se, non fosse per criteri di qualifica non ben definiti e troppo spesso lasciati alle simpatie dei tecnici, questo numero avrebbe dovuto essere più grosso e nel suo palmarès troveremmo almeno un’Olimpiade. Unico

italiano ad aver corso per 10 anni sotto le 2h 13’ in maratona, quattro volte campione italiano della distanza (ultima vittoria lo scorso 14 ottobre a Carpi) e con un personale di 2h 09’ 07”, Migidio ha preso recentemente un’importante decisione: abbandona infatti la sua attività agonistica di alto livello. Continuerà ovviamente a praticare sport ma dedicherà gran parte del suo tempo al ruolo di Running Specialist per i marchi X-Bionic ed X-Socks, ruolo che ricopre già dal 2010 testando e sviluppando i capi della collezione Runningwear. Come si fa a essere così “leggeri” nella corsa?

La corsa non è solo velocità e resistenza combinate insieme. È soprattutto tecnica. Fin da ragazzo sono sempre stato seguito da allenatori che mi hanno insegnato ad appoggiare bene il piede, ad alzare le gambe in un certo modo e a compensare con il busto e con le braccia. Detto così sembra facile, ma per poter correre forte con

il minimo dispendio energetico possibile ci vogliono tantissime ore di allenamento tecnico con esercizi specifici. Non sempre si ha voglia di fare e rifare e rifare ancora esercizi apparentemente inutili. Che invece portano a grosse migliorie. Questa è, insieme ai tanti e lunghi allenamenti fisici, l’unica strada che porta a risultati di un certo livello. Durante una gara, non ti capita mai di dover cambiare tipologia di passo, quindi far lavorare diversamente i muscoli incrementando il lavoro di taluni per salvaguardarne altri che senti indurirsi o già esausti?

Assolutamente no. Questo può capitare a livello amatoriale, dove il runner per bene che si alleni non è mai al massimo del suo potenziale e talvolta in gara cerca espedienti per terminare uno sforzo al di sopra delle proprie capacità. Inoltre un amatore può fare qualche errore di preparazione, non sempre si allena sulla tecnica e se lo fa non lo fa cer-

INTESA NELLA SUA ACCEZIONE PIÙ BELLA, OVVIAMENTE. IL CONTRARIO DELLA SUPERFICIALITà. UN PERFEZIONISMO MANIACALE MA MAI LEZIOSO CHE QUESTO 43ENNE BERGAMASCO CON ORIGINI MAROCCHINE HA SEMPRE APPLICATO. UNICO ITALIANO AD AVER CORSO PER 10 ANNI SOTTO LE 2H 13’, QUATTRO VOLTE CAMPIONE ITALIANO DI MARATONA, HA DA POCO LASCIATO L’AGONISMO PER CONCENTRARSI SULLA SUA ATTIVITà DI RUNNING SPECIALIST PER X-BIONIC.

to con l’incredibile costanza che abitua i muscoli a lavorare sempre e solo nella corretta postura. Allora finisce per alzare un po’ la gamba per salvaguardare i bicipiti femorali o comincia a spingere un po’ più con i polpacci, piccoli accorgimenti dell’ultimo minuto. Per chi come me si è allenato tanto per avere una meccanica di corsa automatica, cambiare risulterebbe pericoloso per muscoli e tendini, senza portare vantaggi. Normalmente cerco di avere lo stesso giro gamba da inizio a fine gara. Poi ovviamente l’ampiezza del passo verso la fine, specie in una maratona, tende a diminuire precludendo leggermente la velocità, ma questo è normale. Come adatti il tuo passo da maratoneta a gare più corte da correre su sterrato?

Beh, capovolgendo la domanda direi che di solito uso le gare corte e quelle poche che faccio su sterrato per allenare le maratone. Le gare corte indubbiamente danno velocità mentre lo sterrato, con i suoi continui cambi di ritmo dovuti agli appoggi irregolari e all’ondulazione del terreno, è molto allenante per le fibre e per la propriocettiva. Qui a Formentera stiamo correndo su uno sterrato che non è troppo estremo. È terra battuta con qualche sasso e ci sono anche piccoli passaggi sulla sabbia, ma non ha nulla a che vedere con i sentieri montani dove comunque ogni tanto mi alleno con corse lunghe ma non troppo intense. Il ritmo delle gare è ovviamente dettato dagli avversari che incontri. Qui alla Formentera To Run devo dire di

aver avuto in Alessandro Lambruschini, che di corse a tappe nel misto sterrato se ne intende, un ottimo rivale e un bel punto di riferimento con cui ho battagliato fino alla fine. Correndo cerco di carpire ad Alessandro alcuni piccoli dettagli come le traiettorie da fare in una curva piena di sassi, il cambio di passo a ridosso di un ostacolo importante o l’appoggio del piede in determinate situazioni. Tutte cose minime che però possono fare la differenza sotto il profilo del dispendio energetico che poi, verso fine gara, è quello che fa la differenza tra due atleti più o meno dello stesso valore. E sulla sabbia?

È opinione comune che sulla sabbia la cosa più redditizia sia il riuscire a galleggiare e quindi che gli atleti leggeri siano favoriti. Io non sono troppo d’accordo. Io credo che chi come me è leggero, poco potente e ha una corsa molto elastica, non riesca a spingere come vorrebbe e dovrebbe. Invece un runner leggermente più pesante e più potente, usando maggior forza riesce sempre a spingere e a venir fuori dalla sabbia, alla ricerca dell’appoggio successivo, il più veloce possibile. Correre sulla sabbia non è assolutamente facile ed è molto dispendioso a livello energetico.

Che genere di scarpe usi?

In allenamento, nelle gare corte o su sterrato uso delle A3 ben ammortizzate per proteggere tendini e piede. Normalmente uso New Balance 1080 o 880, che cambio sovente in quanto una scarpa perde le sue caratteristiche tecniche ben prima che la tomaia si usuri e

richieda di esser sostituita perché visibilmente vecchia. In maratona uso delle A2 di 200/220 grammi con piccolo supporto e leggermente ammortizzate, tipo le New Balance RC760.

Migidio oltre che per la sua leggerezza nel correre, attira attenzione anche per come è vestito. Ben al di fuori dai canoni di un certo tipo di maratoneta in canotta svolazzante e pantaloncino super sgambato, si presenta ogni giorno con combinazioni cromatiche diverse di magliette e pantaloncini aderenti firmati X-Bionic. Colgo l’occasione per saperne di più.

X-Bionic è l’innovazione tecnologica dell’abbigliamento sportivo in generale ed è made in Italy. Il concetto di base da cui parte è quello di sfruttare il nostro sudore durante l’attività sportiva, per raffreddare il corpo quando l’esercizio aumenta e cercare di mantenere la temperatura sui canonici 37° quando le condizioni esterne sono più fredde. In entrambi i casi il corpo viene privato di una parte dell’energia di cui ha necessità. X-Bionic con i suoi brevetti scientificamente riconosciuti, sfrutta le potenzialità del sudore per ottenere energia. Così si risparmiano risorse importanti e si aumenta il rendimento fisico. Tutto ciò, associato alla compressione parziale dei nostri pantaloncini, rende i questi prodotti unici e funzionali (vedi box a fianco per un appofondimento tecnico sui capi utilizzati da Migidio e sulla tecnologia Partial Kompression firmata X-Bionic, ndr).

Il riscaldamento è finito. Le chiacchiere continuano ancora un po’ mentre aspettiamo di raggrupparci tutti sotto il gonfiabile di partenza e partire. Migidio mi mostra la trama del tessuto del suo abbigliamento X-Bionic e come me altri runner si fermano incuriositi da un prodotto accattivante e assolutamente innovativo. Qualcuno ci scherza su attribuendo a questi capi tecnici gran parte del merito delle superbe prestazioni agonistiche dell’atleta. Io quest’atleta l’ho visto corricchiare, ne ho sentito la leggerezza dei passi e percepito il potenziale ritmo e so quanto sudore nascosto costino certe prestazioni. E Migidio è uno che ha sudato tanto, ne sono certo. Per la cronaca, di lui – che poi risulterà il vincitore di questa Formentera To Run davanti a Alessandro Lambruschini e Martin Fiz – ho solo visto la schiena magra sormontata da un bel ciuffo di riccioli neri che scompariva all’orizzonte al via della corsa. Un orizzonte polveroso e sterrato questo, ma che come tutti quelli piatti e asfaltati, non mente mai. E premia sempre i più forti, i più preparati, i più…”leggeri”.

Il Set Up di Bourifa //

X-Bionic / Running Speed Singlet

Capo estremamente confortevole, grazie alla sua conformazione anatomica. La sua particolarità è costituita dall’innovativo sistema 3D Bionic Sphere, un meccanismo tridimensionale sviluppato per favorire la climatizzazione, riducendo di conseguenza la perdita di energia e consentendo all’atleta di correre più a lungo. Il concetto su cui si basa questa tecnologia consente di rinfrescare il fisico e di migliorare l’evaporazione dell’umidità che si genera durante la fase attiva, trasportando all’esterno il sudore in eccesso. Questo significa che si ottengono una temperatura corporea costante e un efficace risparmio di energia per la termoregolazione. Infine, la X-Impact Technology agisce esercitando una media compressione sui muscoli, migliorando la circolazione e riducendo le vibrazioni che si generano durante la corsa. Disponibile nelle taglie da S a XXL. Prezzo al pubblico: 79 euro.

X-Bionic / Competition Running Pants RT1.0

X-Socks / Accumulator Run

Tutti i dettagli di questo modello sono stati appositamente studiati con l’aiuto di atleti amatori e professionisti, basandosi sul concetto che è importante cercare di ridurre al minimo il peso del capo al fine di ottenere prestazioni superiori. Questo pantaloncino è disegnato per offrire una vestibilità ottimale e allo stesso tempo è realizzato con specifiche tecniche che sfruttano il sudore per regolare efficacemente la temperatura e migliorare il rendimento dello sportivo. Si tratta del sistema 3D Bionic Sphere e la sua particolarità è infatti quella di rinfrescare il fisico quando si suda, mentre genera calore quando fa più freddo. Al tempo stesso, la Partial Kompression riduce le vibrazioni che interessano le fasce muscolari e costituisce un sostegno efficace per tendini e articolazioni. In questo modo vengono ottimizzati i movimenti della corsa e allo stesso tempo viene stimolata la circolazione sanguigna, in modo tale da garantire un migliore apporto di sostanze nutritive alla muscolatura. Infine, l’Innerlap AirConditioning Zone, applicata nella parte interna della coscia, è stata ulteriormente sviluppata e ampliata per essere particolarmente efficace per chi pratica attività sulle lunghe distanze.

Partial Kompresion è lo speciale concetto con cui sono state realizzate queste calze, all’unico scopo di ottenere prestazioni di livello superiore. Per descrivere le performance di Accumulator Run, Migidio Bourifa le ha chiamate “Le regine delle calze a compressione”. Oltre a questa esclusiva innovazione, per la realizzazione di questo accessorio sono state adottate 14 differenti tecnologie brevettate, per offrire maggiore protezione al piede e mantenere una temperatura ideale.

La tecnologia Partial Kompression

Il sistema di termoregolazione del nostro corpo costituisce uno degli aspetti di maggiore incidenza per quanto riguarda la prestazione atletica. Durante l’attività sportiva si forma calore, ci cui circa il 90% viene espulso tramite la pelle per mantenere la temperatura corporea a una condizione a (37* C). Partendo da questo concetto è stato dunque sviluppato il sistema Partial Kompression. Esercitando una pressione mirata tramite appositi canali (ai cui lati si crea una zona in cui non vi è alcuna compressione meccanica che potrebbe influire negativamente sull’irrorazione sanguigna) favorisce la circolazione attraverso i vasi sanguigni. Da ciò ne consegue che il sangue può svolgere più facilmente la propria funzione di gestione climatica e ottimizzazione delle prestazioni. Il risultato che si ottiene in definitiva, grazie all’impiego della Partial Kompression è un miglior apporto di ossigeno e sostanze nutritive verso le fasce muscolari. Tutto questo agisce in combinazione con un innovativo sistema di climatizzazione e inoltre vengono ridotte le vibrazioni che interessano il fisico.

DiSTRiBUiTO DA // Trere innovation - 0376.718611

x-bionic@trereinnovation.it

IL TRAIL SECONdO TECNICA

UN CONTAGIOSO ENTUSIASMO E UN GRANDE SPIRITO DI COLLABORAZIONE, COMPLICITà E AMICIZIA HANNO ANIMATO IL PRIMO MEETING

TECNICA TRAIL RUNNING TEAM ITALY, CON GLI ATLETI DEL BRAND QUASI AL COMPLETO. NOTEVOLI I RISULTATI OTTENUTI NEL 2012. ALTRETTANTO RICCO E AMBIZIOSO IL PROGRAMMA PER IL PROSSIMO ANNO, TRA EVENTI, ATTIVITà E LANCIO DI NUOVI PRODOTTI.

• DAL NOsTRO INVIATO BENEDETTO sIRONI

Con la nostra rivista Outdoor Magazine – che parla anche della corsa off-road nelle sue varie declinazioni – abbiamo seguito fin dall’inizio il progetto trail running di Tecnica, partito nel 2009 con il lancio di una specifica linea e dell’innovativa tecnologia TRS (Tecnica Rolling System, poi evolutasi nel 2010 in TRS Max). A questo Tecnica ha accompagnato anche una crescente presenza all’interno di eventi trail di riferimento (Tor des Géants su tutti) e la creazione di un team sempre più completo, forte e affiatato. Sia in Italia che all’estero. E sono stati proprio i quasi 30 atleti del team Italia – insieme allo staff aziendale - i grandi protagonisti del primo meeting Tecnica Trail Running Team Italy, andato in scena il 10-11 novembre tra Ponzano Veneto (base operativa l’Hotel Relais Monaco) e Venezia.

TECNICA GROUP – Ad aprire il meeting Maurizio di Trani, responsabile marketing di Tecnica, con un’interessante profilo sul Tecnica Group nel suo complesso, tra dati e strategie (19 siti produttivi in 9 paesi, un fatturato di 393 milioni di euro nel 2011, 8 marchi posseduti: oltre a Tecnica ci

sono Bladerunner, Blizzard, Dolomte, Lowa, Moon Boot, Nordica, Rollerblade). Poi subito riflettori puntati sulle numerose attività svolte nel trail nel 2012, sotto la supervisione del reparto marketing (composto anche da Federica Forato), del team manager Aurelio Michelangeli e del capitano Marco Zanchi, sempre pronto a fare sul serio e a motivare i suoi compagni quando si tratta di correre così come di scherzare amabilmente con tutti negli altri momenti.

UN ANNO INTENSO – Tra le principali attività la sponsorship di eventi internazionali (Tor des Géants e Maxi Race di Annecy), nazionali (Vertical Race in Fancia e Tecnica Trail Trophy, circuito di 6 gare italiane) e regionali (Circuito Parks Trail). Davvero notevoli i numeri messi a segno quest’anno dal Tecnica Trail Team Italia (vedi box dedicato). Cifre e risultati giustamente da celebrare: per questo nell’occasione sono stati assegnati vari premi ad alcuni componenti del team, in particolare a Katia Fori, Cinzia Bertasa, Roberto Beretta e Franco Collè. Anche premi in denaro… ma con un fine nobile: i soldi infatti saranno interamente devoluti a un’associazione onlus scelta dai 4 atleti. Insomma un gesto in puro spirito trail.

ATTIVITà 2013 - Molto ricco e variegato il programma per il 2013, sia sul fronte degli eventi (vedi box) sia su quello marketing e commerciale. Per promuovere la pratica del trail e dare al maggior numero di persone la percezione che è uno sport per tutti, Tecnica sta programmando, in collaborazione con i propri negozianti, una serie di incontri con gli appassionati di running nei parchi urbani e nelle aree verdi di alcune grandi città d’Italia con il “Catch me if You Can - Tecnica Trail Tour 2013”. In queste e in altre occasioni gli stessi atleti saranno sempre più ambassador del brand e saranno coinvolti in test di prodotto, clinics & educationals, test per i consumatori, oltre che sulla web community.

TRA FOOTWEAR E APPAREL – Da registrare importanti aggiornamenti che riguardano i prodotti. Dopo alcune problematiche su alcuni modelli avute all’inizio del progetto, Tecni-

ca ha compiuto un gran lavoro sul fronte R&D e presenta una collezione 2013 quanto mai ben assortita, migliorata e completa. Per la prima volta alcuni modelli avranno suola Vibram, partner che si affianca a fornitori quali Gore-Tex e Otholite. Grande novità sul fronte abbiglia-

mento: Tecnica presenta per la prima volta una gamma molto competa di apparel specifico per il trail, con modelli specifici per la donna (con grande soddisfazione delle fanciulle del team). La collezione sarà in vendita come test a partire da febbraio nei negozi Universo Sport.

PRESENzA INTERNAzIONALE – Da sottolineare che Tecnica anche nel trail è un brand sempre più “global”. Oltre che sulla collaborazione con le Squadre Nazionali di Italia e Francia, può contare su 110 ambassador e 200 local racer, con presenze in Francia, Austria, Spagna, Cina, Svizzera, USA, Giappone, Germania e Belgio.

SEMPRE PIù AFFIATATI – Il meeting si è chiuso con due piacevoli attività: nella serata di sabato il gruppo si è trasferito nientemeno che a Venezia e divisi in 3 squadre abbiamo dato vita al primo “Venice Urban Photo Trail”. Un particolare contest dove le capacità di orientamento, fotografiche ed enogastronomiche di ogni team sono state messe piacevolmente alla prova in una originale caccia al tesoro… prima di ritrovarsi in Piazza San Marco e gustarsi tutti insieme una tipica cena veneziana. La domenica mattina poi, visita facoltativa alle storiche cantine Villa Sandi, di proprietà della famiglia Moretti Polegato, ai piedi delle colline trevigiane, tra le zone del Prosecco di Valdobbiadene e quelle dei vini del Montello e del Piave. Due momenti che hanno confermato il grande affiatamento del team anche al di fuori degli eventi “ufficiali”. L’atmosfera del meeting è stata fin dall’inizio quella di un contagioso entusiasmo, di uno spirito di grande collaborazione, complicità, amicizia. Valori importanti, che aiutano di certo a ottenere grandi risultati. Nel trail e non solo.

atleti del

andati

medaglia

Mondo

Foto di gruppo per il trail team e lo staff Tecnica
Alessandra Carlini e Gianluigi Ranieri in azione
La premiazione di 4 degli atleti che si sono più distinti nel 2012: da sinistra Franco Collè, Roberto Beretta, Katia Fori e Cinzia Bertasa. A destra il capitano Marco Zanchi
Maurizio Di Trani illustra la nuova linea di abbigliamento trail firmata Tecnica

QUESTO MESE ATTRAVERSIAMO L’EQUATORE E CI ADDENTRIAMO NEGLI IMMENSI TERRITORI DEL CONTINENTE NERO, PER CONOSCERE PIÙ DA VICINO LE MERAVIGLIE DI QUESTI LUOGHI CON UN POPOLO CHE HA LA CORSA NEL SANGUE

LA MIA AFRICA

DA QUATTRO ANNI PATRIZIO BOGNI E LA MOGLIE ROSSELLA ORGANIZZANO LA KENYA HIGHLANDS RACE, OLTRE A GARE IN ETIOPIA E DA OTTOBRE 2013 A ZANZIBAR. PERMETTENDO AGLI ATLETI EUROPEI DI ENTRARE A CONTATTO CON LE REALT à CHE ATTRAVERSANO E DI CORRERE CON I FORTISSIMI LOCAL.

• TESTO: DINO BONELLI

• FOTO: PATRIzIO BOgNI

Il mal d’Africa esiste, esiste eccome. Di questo malessere non riconosciuto dalla scienza medica ne hanno parlato grandi avventurieri e sommi poeti, soldati di ventura e missionari, esploratori estremi e semplici viaggiatori da zaino in spalla. Ognuno lo ha spiegato alla sua maniera e anche tuttora chi ne resta contagiato racconta la sua versione di un innamoramento, che è sempre diverso e sempre uguale. L’innamoramento per Mama Africa. Personalmente sono già malato di ‘mal di mondo’ e dal mal d’Africa sono parzialmente immune, ma mi rendo conto che il continente nero ha tutte le caratteristiche per compromettere chiunque vi si rechi per una prima visita o chi vi è già stato più volte. La terra, gli animali, la natura, le distanze, i suoi abitanti, le loro tradizioni, sono un mix che colpisce le emozioni di chi entra in contatto con questo mondo. Correre in Africa poi è come essere liberi nella terra dell’infinito. Liberi in una natura assoluta, liberi nel corpo e nella mente. Insomma, sembra di essere liberi di sentirsi liberi. Una sensazione bellissima.

Il primo passo in Kenya - In Kenya ci andai una prima volta nel 1994 in occasione di una gara di corsa a piedi a tappe, cosa rara per quei tempi. Fu la mia prima gara di più giorni. Era un tempo in cui correre sullo sterrato per qualcuno era semplicemente ‘corsa campestre’. Il termine ‘trail’ non era ancora stato introdotto nel mondo del running e ‘ultra’ non specificava ancora nessuna tipologia di corsa. A quel tempo oltre ai mitici 42,195 metri della maratona c’era solo qualche 100 km su asfalto e poco più. La Marathon de Sable muoveva i suoi primi anonimi passi nel deserto marocchino e il run-

ning non era ancora uno sport di massa. Quelli furono sette giorni magnifici di sport e relax, turismo e cultura. Una scintilla che accese lo stesso fuoco che arde ancora in me quando corro e quando viaggio. Non fu una semplice corsa, un passo dietro l’altro nell’incognito di una terra meravigliosa: fu il Passo (con la “P” maiuscola) verso un punto di non ritorno. L’Africa, in un modo apparentemente diverso da quello che colpisce tuttora esploratori e viandanti, mi aveva infettato, mi aveva contagiato di una malattia chiamata corsa.

Kenya Highlands Race - La primavera scorsa l’amico Patrizio Bogni mi invitò alla quarta edizione della Kenya Highlands Race che organizza con la moglie Rosella. Una gara a tappe sugli altopiani di questo magnifico paese. Purtroppo i mille impegni del mio vagabondare mi impedirono di accettare l’invito, anche se con lo spirito fui con loro per tutta la durata della gara. Il ‘loro’ in questione è un bel gruppo di runner provenienti da diversi paesi europei per mescolarsi ai velocissimi local. Uno degli obiettivi primari di questa gara, infatti, è far entrare il più possibile gli atleti europei a contatto con le realtà che si attraversano e correre con chi è del luogo è il primo logico scopo che Patrizio e Rossella si sono dati. Le classifiche di solito raccontano di due gare ben distinte: quella dei veloci uomini antilope, agili e leggeri nelle loro impressionanti progressioni, e quella dei più

nov./dicembre 2012

lenti Mzungo, uomini bianchi. Poco importa. Quattro tappe per un totale di 75 chilometri, niente di impossibile, niente di ultra. Solo un bel modo di trascorrere una settimana in un Kenya diverso da quello più stereotipato delle spiagge sabbiose di Diani Beach e Malindi. Un Kenya, se vogliamo, più vero. Più povero. Più selvatico. Strade sterrate che attraversano villaggi di paglia. Sentieri di terra battuta dal perenne calpestio dei piedi nudi dei bambini che vanno a scuola e degli adulti che vanno a lavorare nei campi. Animali al pascolo sotto lo sguardo attento di qualche Masai avvolto nella tradizionale coperta rossa. Piste immerse nel verde. Passaggi ghiaiosi dove il runner, ben vestito e con scarpe adatte alla situazione, si vede affiancare da bambini sorridenti, ovviamente scalzi, che senza apparente fatica lo accompagnano correndo per lunghi tratti. Questo è un popolo veloce e i gloriosi risultati agonistici in tutte le gare di alto livello ne sono la conferma. Un popolo bello, sorridente, genuino. E poi ci sono i visitatori europei di tutte le età, chi solo e chi in gruppo, qualcuno accompagnato da un non runner che si trasforma in un camminatore per percorrere le stesse bellezze, magari con chilometraggio inferiore. Un passo rilassato che

consente di non perdere nessuna sfumatura di quest’angolo d’Africa. Pomeriggi all’insegna di tour e safari. Una battuta fotografica alla ricerca di qualche felino pronto alla caccia e di qualche zebra pronta a scappare, dei grandi elefanti che si muovono impacciati e delle veloci gazzelle che dell’agilità fanno la loro grazia.

Un ricordo “contagioso” - A quasi un ventennio di distanza da quella mia prima gara di corsa in Kenya, un simpatico ricordo emerge ancora su tutti. Stavo correndo con un atleta cileno. Avevamo lo stesso passo, motivo per cui quasi tutti i giorni ci trovavamo a condividere la stessa fatica. Avanzavamo di buona lena su un terreno marrone tendente al rossiccio e circondati da erbe molto alte, il silenzio quasi assoluto fu bruscamente interrotto da un fruscio forte, netto, vicino. Il tempo di girare la testa in direzione del rumore e tre magnifici esemplari di giraffa ci apparvero di fianco. Ci guardavano incuriositi e per niente spaventati, ovviamente dall’alto. Sembravano chiedersi chi fossimo e perché andassimo così di corsa. Probabilmente, non avevano visto nessun pericolo, nessun predatore, nessun motivo per scappare. Le dure leggi della savana non concepiscono altro che la sopravvivenza e il nostro correre era con molta probabilità visto come un inutile dispendio di energia. O perlomeno così ci figurammo lo scenario io e l’amico cileno. Fu un momento breve ma intenso. Un momento che, seppur estremamente semplice, è sopravvissuto nella caotica bolgia di ricordi di un viaggiatore e ogni tanto viene rispolverato e raccontato perché facente parte di un mondo, l’Africa, che è un grande contenitore di cose semplici. Un grande contenitore di cui ci si può ammalare. L’Africa è una terra che sa regalare molti di questi momenti, ed è per questo che Patrizio e Rosella alle già esistenti corse di Etiopia (in aprile) e del Kenya (in agosto) hanno aggiunto per il 2013 anche una gara a tappe nella bellissima isola di Zanzibar, in Tanzania (in ottobre).

www.runandtravel.it - www.runtheworld.it

Sul prossimo numero

Col prossimo Run the world andremo nella terra di Speedy Gonzales, a correre tra gli alti cactus e le dune sabbiose della Baja California, in Mexico, dove si è svolta la seconda edizione della Carrera de Baja.

www.carreradebaja.com

prodotti fW 2012/13

BIOTEX / Gambale e manicotto

// Due articoli ideali per proteggere il corpo durante la stagione invernale. Da indossare a contatto della pelle, consentono permettere di mantenere meglio riparate le parti che solitamente rimangono scoperte ed esposte a freddo e vento. Gambali e manicotto sono realizzati con morbido tessuto seamless, confortevole, traspirante e in grado di mantenere costante la temperatura del fisico. Realizzati con un’esclusiva lavorazione dal disegno grintoso e accattivante, sono studiati inoltre per sostenere efficacemente gli arti a livello di gomiti e ginocchia. Ideale per condizioni termiche da -15° a + 15°. Disponibile nelle varianti colore bianco e nero, per le taglie I e II. Prezzo al pubblico consigliato: 27 euro (manicotto), 35 euro (gambale).

DiSTRiBUiTO DA // Biotex 0546.622468 / info@biotex.it

Lafuma / Onca Jacket

Giacca da trail running, fabbricata con membrana Gore-Tex Paclite Shell. Questo capo è ideato per offrire allo stesso tempo elevata traspirabilità e protezione duratura da pioggia e vento. È estremamente leggero e disegnato per non costituire ingombro durante la corsa. fra le caratteristiche tecniche di cui è dotato, un cappuccio regolabile 3D e la vita regolabile con coulisse. Prezzo consigliato alla vendita: 190 euro.

DiSTRiBUiTO DA // L.M.O. 0423.648281 / contactlmo@lafuma.fr

Brooks / Glycerin 11

// Novità assoluta presentata da Brooks per la prossima stagione invernale. Questa scarpa è stata realizzata pensando a un prodotto in grado di adeguarsi efficacemente alle esigenze del runner, assicurando caratteristiche di comfort “di lusso” e morbidezza elevata a ogni passo. La tomaia è stata costruita utilizzando materiali innovativi 3D Fit Print, che sostengono la struttura e riducono il peso della cal-

zatura. Per ottimizzare il feeling di contatto con il terreno, è stato eliminato il supporto metatarsale, consentendo una transizione fluida e comoda allo stesso tempo. Un ulteriore punto di forza di questo modello è costituito infine dalla selezione di colori freschi ed elettrizzanti e dal suo design accattivante. Peso: 334 gr. Misure: 7-13, 14, 15. Prezzo consigliato alla vendita: 160 euro.

DiSTRiBUiTO DA // Brooks italia / 050.804696 / info@brooksrunning.it

PUMA / FAAS 900

// La tomaia è costruita in sandwich mesh altamente traspirante. La soletta Ortholite in materiale antimicrobico favo risce la circolazione dell’aria interna e agevola la calzata. L’intersuola in Faas Foam migliora la transizione durante la corsa, grazie al suo elevato effetto ammortizzante. La miscela resistente e leggera consente di

ottenere una migliore risposta della scarpa in fase di appoggio, un movimento naturale e una maggiore stabilità. Per finire, la suola è realizzata con inserti in gomma EverTrack ed EverRide, le cui caratteristiche assicurano ammortizzamento superiore e resistenza all’usura di lunga durata.

DiSTRiBUiTO DA // Puma italia / 02.8939111 / info-italia@puma.com

NIKE / LunarGlide+4 Shield

// Per la stagione invernale, Nike ha ideato uno speciale Shield Pack. La collezione comprende diversi modelli di scarpe e di capi tecnici, per la corsa in condizioni di buio, freddo, pioggia e vento. Fra le calzature della linea, in evidenza le LunarGlide+4 Shield. Le sue caratteristiche sono studiate per combinare elevato ammortizzamento e un supporto efficace.

La tomaia è realizzata in mesh resistente alle intemperie, con dettagli riflettenti che assicurano protezione e visibilità anche in condizioni di scarsa illuminazione. La fodera interna è anch’essa riflettente, resistente all’acqua e allo stesso tempo in grado di offrire un’efficace traspirabilità.

Tecnologia Dynamic Support nell’intersuola, per migliorare la stabilità senza aggiungere il peso di un supporto centrale: la schiuma nella parte laterale è estremamente morbida per ottimizzare la capacità di assorbimento dell’impatto, mentre un inserto in schiuma nell’area mediale offre un ulteriore supporto. Il sistema elastico Lunarlon assicura invece un’ammortizzazione leggera e morbida, oltre a un eccellente sostegno. Il tallone con clip di sostegno mobile segue la dinamica di corsa e aiuta a bloccare il tallone, impedendogli di ruotare al momento dell’impatto e moderando l’eccessiva pronazione.

Il sistema di allacciatura è concepito per consentire di regolare in maniera efficace l’effetto fasciante della tomaia, avvolgendo l’avampiede e l’arco plantare per un sostegno maggiore.

I raccordi Flywire contribuiscono a migliorare il comfort consentendo una calzata precisa. Fibre sottili in nylon sono posizionate strategicamente sulla parte superiore della scarpa, per aiutare a mantenere fermo il piede e ridurre il rischio di scivolamenti. Utilizzati solo in zone strategiche, consentono anche una consistente riduzione di peso (275 gr nella misura da uomo 42,5).

Scarpa realizzata per correre su medie e lunghe distanze, con specifiche tecniche studiate per offrire un elevato ammortizzamento. Disegnata per un target di runner con appoggio neutro, unisce leggerezza e resistenza (nell’immagine in alto la versione per uomo; in basso per donna).

La tomaia è fasciante, costruita con pelle sintetica e open mesh per essere robusta e protettiva nelle zone di maggior usura, oltre che traspirante e confortevole. I lacci a sezione differenziata permettono un’allacciatura più ferma, mentre i passanti con tecnologia Lock Down Liner consentono di regolare il livello di fasciatura della tomaia a seconda delle esigenze di supporto del runner. La scarpa è inoltre dotata di linguetta ammorbidita e traspirante.

Gli inserti 3M Scotch Reflective esterni consentono di correre con maggior sicurezza anche in condizioni di scarsa luminosità.

Il plantare è estraibile, perforato e antibatterico, realizzato con struttura anatomica.

TECNOLOGIE//

ABzORB FL

Materiale dell’intersuola con una migliore capacità ammortizzante. Il risultato è un inserto in grado di disperdere meglio l’energia generata a ogni impatto.

ACTEVA LITE

Materiale dell’intersuola, più leggero del 14% rispetto al tradizionale Acteva e del 24% rispetto al C-Cap.

N2

Inserto ammortizzante che rende la 1080 particolarmente efficace per le medie e le lunghe distanze.

N-dURANCE

Gomma dura al carbonio posizionata sotto il tallone per la massima resistenza al consumo nei punti di maggior usura del battistrada.

T-BEAM

Leggerissimo, assicura la massima flessibilità torsionale

N-ENERGY

Gomma elastica in grado di assorbire l’impatto e offrire maggiore reattività. L’assenza di camere d’aria o struttura cellulare garantisce un ammortizzamento superiore.

STABILITY WEB

Assicura leggerezza e la giusta stabilità torsionale.

Peso: Uomo 297 gr / Donna 238 gr

Misure: Uomo 40-49 / Donna 36-42

Prezzo al pubblico: 145 euro

DiSTRiBUiTO DA // gartner Sport 0471.062313 / info@gartner-sport.com

Solo per lei, la linea Air Lady //

Gore Running Wear ha disegnato una collezione di capi skin-to-shell e head-to-toe, che si adattano perfettamente al fisico femminile e si caratterizzano per un look di tendenza.

// Air Lady è il nuovo outfit che è stato disegnato appositamente per il fisico femminile e comprende prodotti che uniscono alle consuete caratteristiche di funzionalità, anche quelle di un look di tendenza. La gamma dei colori si amplia ulteriormente, proponendo tonalità alla moda come il blue navy, il verde mela e il fucsia, oltre alle varianti di rosa thai e turchese. Tutti i capi della collezione sono concepiti per combinarsi fra loro e creare un classico completo skin-to-shell e head-to-toe, consentendo alle runner di scegliere la combinazione che preferiscono.

// Capo realizzato con membrana Windstopper Active Shell, estremamente leggera e comprimibile: offre protezione dal vento, massima traspirabilità e resistenza all’acqua. Garantisce inoltre comfort elevato ed è perfetto per le attività aerobiche ad alto impatto. Questa giacca si caratterizza per il fit femminile, con sciancrature per migliore aderenza. È inoltre dotato di tasche di ventilazione laterali, inserti in mesh, taschina con zip davanti e dietro, taschina interna in mesh. Infine le maniche presentano fori per i pollici e altri inserti riflettenti sono applicati per migliorare la visibilità. Prezzo al pubblico consigliato: 199,95 euro.

// Pensato per la donna, questo gilet ha un taglio sciancrato in vita ed è impreziosito da dettagli femminili. Specificamente concepito per offrire protezione dal vento, è dotato di taschina frontale, sul retro e di taschina interna. Gli inserti sulla schiena consentono una maggiore ventilazione, mentre i dettagli riflettenti consentono di correre in sicurezza anche con scarsa luminosità. Il collo è regolabile mediante coulisse. Prezzo al pubblico consigliato: 129,95 euro.

Tights AIR LAdY LONG

// Confortevoli, funzionali e traspiranti. Questi tights sono dotati di cuciture piatte, inserti in rete che consentono una migliore ventilazione e vita regolabile mediante elastico e coulisse piatta. Le stampe riflettenti consentono una migliore visibilità, mentre gli inserti in rete consentono una migliore ventilazione. Sono presenti infine una piccola tasca in vita e una zip all’altezza della caviglia. Prezzo al pubblico consigliato: 89,95 euro.

// Fabbricata in tessuto tecnico funzionale e materiale termo-stretch, è una maglia tecnica con cappuccio. Si configura per l’impiego di cuciture piatte, maniche con fori per i pollici e taschina sul braccio. Gli inserti in rete consentono una maggiore ventilazione, mentre le applicazioni a contrasto e i loghi riflettenti aumentano la visibilità in condizioni difficili. Prezzo al pubblico consigliato: 119,95 euro.

La membrana Windstopper al microscopio

L’intera superficie della membrana Windstopper contiene più di 1,4 miliardi di micro-pori per ogni centimetro quadrato. Questi garantiscono altissima traspirabilità: il sudore evapora liberamente attraverso i tessuti, mentre il vento freddo resta imprigionato nei micro-pori.

Ultra sottile, leggera ed estremamente resistente alle temperature estreme, si caratterizza inoltre per la sua struttura in ePtfp che trattiene l’umidità esterna lontana dalla pelle, grazie alla sostanza idrofoba di cui è composto. Questo effetto di termoregolazione preserva più a lungo il comfort di chi indossa i capi Windstopper, a tutto vantaggio delle prestazioni.

// Per la realizzazione di questa scarpa sono stati combinati i più avanzati sviluppi tecnologici di adidas Running con avanzati sistemi e materiali. Questi elementi sono assemblati al suo interno per offrire performance elevate su qualsiasi superficie e in qualsiasi condizione atmosferica. In particolare, il sistema Formotion si basa su un concetto di ammortizzazione che è simile a quello degli aerei in fase di atterraggio. Assorbe l’impatto e si adatta alla dinamica di corsa naturale dell’atleta, consentendo una transizione più morbida, dall’appoggio del tallone alla spinta con l’avampiede.

Zonemotion è la tecnologia con gomma Continental, che configura la suola affinché sappia assicurare un grip elevato e un’ottima stabilità. Inoltre i test effettuati sullo sviluppo di questo supporto hanno dimostrato che è in grado di assicurare un’aderenza su bagnato migliore rispetto a quella di molte altre scarpe in condizioni di asciutto.

Per finire, la tecnologia adiPrene, nella zona del tallone, offre un ulteriore miglioramento della capacità ammortizzante della scarpa. L’avampie-

de è invece protetto da adiPrene+, che fornisce un ritorno di energia dopo l’impatto, per creare un superiore effetto di spinta e reattività. Il sistema Torison consente una transizione morbida e sicura su tutta la fase di rullata, dal tallone alla punta. L’inserto Formotion attivo nell’arco plantare aumenta lo slancio del piede del runner durante la transizione, adattandosi ai movimenti naturali.

La Supernova Glide 5, compatibile con miCoach, sarà disponibile da gennaio 2013 negli store adidas Performance e on line sul sito adidas.it/ shop. Prezzo consigliato alla vendita 130 euro.

DiSTRiBUiTO DA // adidas italia / 039.27151 / customer.service@adidas.com

mizuno Breath Thermo: calore e leggerezza //

Un’esclusiva tecnologia brevettata, che consiste in un particolare filato in grado di sfruttare l’energia di attrito tra le molecole di vapore acqueo e il tessuto per scaldare il corpo dell’atleta.

// Una linea di capi leggeri che sappiano allo stesso tempo mantenere al caldo i runner. Breath Thermo è l’esclusiva tecnologia Mizuno, una fibra tecnica impiegata per la fabbricazione dell’ampia gamma di intimo tecnico per l’attività invernale. Il suo innovativo tessuto si attiva per mezzo del vapore acqueo generato dal corpo durante la corsa. Facendo traspirare l’umidità vengono attivate le funzioni specifiche di questo filato, che producono energia e dunque calore. Anche in condizioni atmosferiche particolarmente fredde, il fisico riesce a mantenere una temperatura ottimale e confortevole.

Breath Thermo ½ zip

Questa maglia può essere indossata direttamente sulla pelle oppure come strato intermedio e ha vestibilità StandardFit, per adattarsi al profilo del corpo senza limitarne i movimenti. È disponibile nei colori: giallo/ nero, blu/nero e nero tinta unita per il modello maschile; viola/nero (foto sopra) per la versione femminile.

Adidas / Supernova Glide 5
Jacket AIR 2.0 LAdY
Maglia AIR LAdY
Gilet AIR LAdY 2.0

L’IMPRESA dI FORREST focus shop

LA STORIA DEL PUNTO VENDITA BRESCIANO – APERTO NEL 2008 AD OPERA DEI TITOLARI ALESSIO GIUGNO E MAURO VISINI –SEMBRA RIPERCORRERE IN PARTE QUELLA DEL NOTO PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO DA CUI PRENDE IL NOME. DAGLI INIZI DIFFICILI AD UN FINALE “GLORIOSO”, CHE HA RESO FORREST GUMP L’UNICO NEGOZIO SPECIALIZZATO SOLO NEL RUNNING IN QUEL DI BRESCIA.

• DAVIDE CORROCHER

“Stupid is as stupid does”. È il monito che Tom Hanks, alias Forrest Gump, ripete spesso nell’omonimo film di Robert Zemeckis. Un’espressione tanto semplice quanto felice, capace di coinvolgere in chi l’ascolta una simpatia quasi inevitabile nei confronti di quel personaggio tanto singolare. E quello stesso spirito di purezza e familiarità sembra sia stato ereditato dal negozio bresciano che ne ha preso il nome. L’insegna del punto vendita per la verità recita “Forrest

commercio in Lombardia per un brand americano. Il secondo, come responsabile di un negozio specializzato che aveva aperto a Brescia nel 2004. Un rapporto insomma quello tra i due che è nato sul campo. Dal 2008 dunque decidono di dar vita alla realtà Forrest Gump - Running & Trail. All’epoca dell’apertura, in città esistevano già altri punti vendita specializzati. “La concorrenza tuttavia si manifestò soprattutto per via dei veti imposti dai nostri competitor ai brand più importanti (argomento già trattato da Running Magazine n. 3, Lette-

Gump - Running & Trail”, ma in fondo la lezione che se ne trae è sempre la stessa: si possono macinare chilometri su chilometri o correre occasionalmente, su strada o in montagna, quello che occorre è vivere con naturalezza e spontaneità questo sport. Perché in fondo l’essenza di chi fa questo mestiere è anche nei rapporti che si creano, nella fiducia e nella stima che un negoziante sa ispirare.

UN INIzIO dIFFICILE - I due titolari si sono conosciuti quando Mauro Visini lavorava per Longoni Sport come responsabile del reparto running, dal 2000 al 2003 (è stato anche in Decathlon). Alessio Giugno era suo cliente. A distanza di qualche anno i due si sono ritrovati. Il primo, nel ruolo di agente di

re alla redazione)”. Così ci spiega Mauro: “È una storia che si ripete normalmente e per questo ci fu un inizio piuttosto problematico. Ma eravamo determinati a portare avanti le nostre idee. Ora, a distanza di qualche anno, possiamo dire di essere l’unico negozio bresciano specializzato running a essere sopravvissuto alla crisi. Insomma, siamo andati oltre le difficoltà prima di tutto perché noi non vendiamo merce, ma un servizio di qualità. Questo fa la differenza per il cliente: la ragione alla fine la fa il mercato”.

UN’ANALISI A LUNGO TERMINE - Tra i due titolari, Alessio è il più “atleta”. Appassionato runner bresciano, partecipa ad almeno 60 gare l’anno ed è istruttore Fidal e Fitri di primo

livello. Mauro si considera piuttosto un praticante amatore, anche se i suoi personal best nella maratona e nella mezza sono più che buoni (rispettivamente, 3h 10’ 08’’ e 1h 25’ 32’’), ed è lui l’esperto commerciale del negozio. Originario di Sondrio, ha il trail nel sangue e spera che questo segmento prima o poi riesca a decollare definitivamente. Con i due collabora anche Gianluca Capuzzi, grafico pubblicitario. “In negozio devo dire che in questo periodo ci stiamo accorgendo che i consumatori sono sempre più attirati dall’elettronica e dagli accessori. È il settore abbigliamento che non riesce a decollare. In generale, tutto quello che è “semplicemente merce” nel nostro settore ha poco margine. Questo si percepisce con tanta più evidenza in un momento così difficile, dove quando gli affari si mantengono stabili significa che sta andando bene. Bisognerebbe proporre qualcosa per creare nei consumatori un nuovo entusiasmo e un nuovo gusto. Su questo, devo dire che il nostro mercato ha ancora strada da fare”.

IL SETTORE MINIMALISTA - A proposito di barefoot running e affini, Mauro si dice propositivo verso questo segmento: “Anche se per ora non c’è una particolare richiesta del cliente in questo senso. Nel punto vendita abbiamo le Pure Project di Brooks, e la linea 33 di ASICS, che si avvicina molto di più al concetto di una scarpa tradizionale. Forse se ci fosse maggiore supporto da parte delle aziende per spiegare ai consumatori i concetti e le ragioni di calzature con queste nuove geometrie, per noi negozi specializzati sarebbe più semplice proporre questo nuovo segmento con successo”.

IL RAPPORTO NATO IN PISTA - “Sono almeno tre anni che il mondo running sta crescendo. Eppure si continua ad assistere alla chiusura

di molti negozi. Questo è un dato inequivocabile, che ci dice molto sulla qualità dell’offerta che dobbiamo presentare al cliente. La nostra è una realtà credibile perché ci facciamo conoscere prima di tutto sul campo. Molti dei nostri clienti sono legati a noi da anni. Il nostro è un rapporto di fiducia che a volte ci portiamo dietro persino dalle attività in cui eravamo impegnati prima di aprire il negozio”. La realtà bresciana ha supportato la fondazione e la crescita della società Brescia Marathon A.S.D. (che conta più di 250 iscritti Fidal). Fra tante belle situazioni ed esperienze legate a Forrest Gump, negli ultimi

anni si segnala un ultimo, curioso aneddoto. Nel 2011 a scrivere alla corrispondenza del negozio fu addirittura la Paramount Pictures: nodo della questione fu il dominio web che Alessio e Mauro avevano acquistato. Alla fine il tutto si risolse con un accordo amichevole che sanciva la cessione di tali diritti al colosso californiano e l’episodio fu archiviato. Questa insomma la storia passata di Forrest Gump. Per il futuro, non resta che attendere, senza scordare la lezione di quel singolare personaggio che ha ispirato la sua genesi: “La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che trovi”.

n ome negozio: Forrest g ump

i ndirizzo: via Orzinuovi 50/d 25125 (BS)

Telefono/fax: 030.48152

Fax: 030.3547302

E-mail: info@forrestgumprunning.it

Sito: www.forrestgumprunning.it

n umero sedi: 1

Titolari: Alessio g iugno, Mauro Alessandro Visini

Anno di nascita negozio: 2008

n umero del personale: 2+1 collaboratore intermittente

Metri quadrati totali: 170

Mq abbigliamento: 30

Mq attrezzatura: 80 i ncidenza running sul fatturato annuale: 100% n umero vetrine: 1

Discipline trattate: Running e Trail n oleggio attrezzature: n o

Marchi attrezzatura: g armin, Polar, Timex, Tulis, Spenco

Marchi calzature: adidas, AS i CS, Brooks, Mizuno, Montrail, n ike, Saucony, Scott Marchi abbigliamento: Craft, Mizuno, n ike, Mico, Rohner, Smart Wool, Cep, Bv Sport Servizi offerti: i scrizioni gare, servizio segreteria per Atl. Brescia Marathon Asd

Da sinistra Alessio Giugno, Gianluca Capuzzi e Mauro Visini

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