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Outdoor Magazine #11-2023

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photo credits: Salewa
Anno 16 - Num. 11 - 2023

PUNTO IOG

12 I A ISPO Monaco 2023 torna l’Italian Village

DATI & STATISTICHE

14 I Pensare a una "moda circolare”

FANSOMETRO

16 I I brand outdoor più seguiti sui social

#MONTURAPEOPLE

18 I "Il quartetto del mare” per il sociale

INTERVISTE

20 I Alessandro Perseo di Polartec

24 I Christoph Engl, ceo di Oberalp Group

26 I Leonardo Fumagalli di Salewa

RESPONSABILMENTE

22 I C.A.M.P. presenta la sua agenda ESG

BRAND PROFILE

28 I Cimalp: storia di uomini e montagne

OUTDOOR MAGAZINE X MONDEOX

30 I The shoe factory compie 30 anni

FOCUS CLIMBING

32 I A Finale Ligure con Edelrid e Red Chili

34 I Laura Rogora e Manolo: arrampicando attraverso generazioni

FOCUS TRAIL RUNNING

36 I Elisa Desco: tra famiglia, corsa e SCARPA

38 I ATK: dallo scialpinismo al VerticalTrail Mont Mary

#INSIDETHERACE

40 I Milano Cortina 2026: tra opportunità e rischi per lo skialp

PREVIEW FW 24/25

42 I Kilo, lo scarpone da scialpinismo ultraleggero di La Sportiva

44 I Ternua: multidisciplinarità sostenibile

46 I Garmont, Millet

48 I AlpenPlus, DPS, Icebreaker, Jack Wolfskin, Montura

50 I CMP, Crazy, Ferrino, Lowa, Zamberlan

TEXTILE & TECH

52 I Le novità di punta di Sire-Tex

VETRINE PRODOTTO

53 I Ortovox

54 I Climbing Technology, Redelk

56 I Movement, SCOTT

58 I Ande, Mico, SCARPA

60 I BV Sport, Hoka, Keen, Salomon

FOCUS SHOP

62 I Sport Market: 50 anni di famiglia, impegno e successi

Anno 16 - Numero 11 - 2023

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UN BUSINESS PIÙ SANO

Dal titolo potreste pensare che questo editoriale sia dedicato a come rendere più efficace, responsabile, sostenibile, etica e performante la propria attività lavorativa. Tutti temi decisamente importanti, dei quali parliamo assai spesso sulle pagine di Outdoor Magazine e questo numero non fa eccezione. Ma oggi il focus è sul termine “sano” nel suo senso puramente letterale. Che si lega a stretto giro a quello di benessere

Spunto per mettere al centro della nostra e vostra attenzione questa tematica sono i risultati di una recente ricerca americana. La quale dimostra come ogni anno in media la nostra vita si allunga di due mesi e mezzo. Viviamo di più, ma sempre meno in salute. Come mai? Perché aumentano gli anni di vecchiaia, viviamo in ambienti più inquinati, ma soprattutto gran parte delle persone ha stili di vita poco equilibrati. Quest’ultimo elemento è ciò però su cui possiamo agire con maggior efficacia. Secondo lo studio del Carle Illinois College of Medicine (Usa), presentato in occasione del Nutrition 2023 (il meeting annuale dell'American Society for Nutrition che si tiene a Boston), tra le abitudini che possono allungare la vita di quasi mezzo secolo l’attività fisica si piazza al primo posto, riducendo il rischio di morte di ben il 46%. Diminuire lo stress, seguire una buona dieta, non bere eccessivamente e dormire bene lo abbassano invece di circa il 20%.

Ma quali sono le modalità più efficaci e potenti per provare a migliorare gli stili di vita, che sono anche fenomeni sociali che si tramandano? Per cambiarli spesso non basta agire solo sull’individuo, ma è necessario lavorare sulla comunità. Se ci pensiamo, ogni azienda grande, media o piccola che sia, è una vera e propria comunità. La quale può avere un ruolo decisamente importante in questo processo. Anche perché in azienda passiamo in media un terzo del nostro tempo (chi più, chi meno…) e queste ore condizionano inevitabilmente il nostro modo di vivere e di essere.

Editore: MagNet Srl SB

Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO

Direttore editoriale: BENEDETTO SIRONI

Contributors: KAREN POZZI, SUSANNA MARCHINI, PIETRO ASSERETO, FRANCESCA CASSI, SARA CANALI, TATIANA BERTERA, MAURIZIO TORRI

Art Director: ROSANGELA BARNI

Redazione: Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 Milano Tel. 02.87245180 - Fax 02.87245182 redazione@outdoormag.it www.outdoormag.it

Un potente strumento a disposizione proprio delle aziende è il wellbeing, l’evoluzione del welfare aziendale. Mentre quest’ultimo si concentra su incentivi e benefit, il wellbeing ha l’obiettivo di promuovere nello specifico il benessere psicofisico. Come? Tramite attività in grado di migliorare lo stile e quindi la qualità di vita, portando le persone a stare bene, a lavorare meglio e a incrementare la produttività dell’impresa. Nell’ultimo anno, queste iniziative sono più che raddoppiate e così anche le ditte attive in questo senso, le quali restano però ancora una minoranza.

Eppure questo approccio porta anche innegabili benefici in termini di attrattività e reputation aziendale. Secondo alcune ricerche, oltre il 50% delle persone ha una assai miglior percezione della realtà imprenditoriale che promuove la pratica sportiva. Impegno che può essere portato avanti con varie modalità, peraltro complementari: iniziative di coinvolgimento diretto della propria forza lavoro con attività organizzate, agevolazioni per la frequentazione di centri sportivi o palestre nelle vicinanze di casa o ufficio, sensibilizzazione e promozione della cultura dello sport o comunque del movimento ancor meglio se in ambiente naturale.

I risultati sono sorprendenti se si pensa che più del 30% degli inattivi trova proprio nel wellbeing aziendale l’occasione per incominciare a fare sport. E i vantaggi della pratica sportiva sono ormai scientificamente dimostrati. Quasi il 90% di chi inizia prova un maggiore benessere generale, il 55% sente una riduzione dello stress e quasi il 15% nota un miglioramento della propria performance lavorativa. Dati che enfatizzano ancor più il ruolo di tutte le realtà imprenditoriali della sport e outdoor industry “a tempo pieno” (siano esse aziende, retailer, agenzie o altro) nel promuovere l’attività sportiva non solo verso il pubblico, ma anche verso i propri dipendenti e collaboratori.

Benedetto Sironi benedetto.sironi@mag-net.it

Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Anno 16 - N. 11 - 2023 Periodico mensile.

Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007.

Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 novembre 2007

Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI

Una copia 1.00 euro.

L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali.

In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet Srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi Chiuso in redazione il 15 novembre 2023

Hervé Barmasse —
photo: Alex D’emilia

PrimaLoft Inc. annuncia la nomina di Anne Cavassa come nuova presidente dell’azienda. La sua eccezionale esperienza nella leadership presso i più importanti marchi mondiali di outdoor e lifestyle attivo, come Saucony, Brooks, Nike e Timberland gioverà indubbiamente al brand, rafforzandolo nella sua ascesa. Anne Cavassa si unisce al ceo Mike Joyce per rafforzare ulteriormente l’impegno di PrimaLoft verso crescita, innovazione e sostenibilità. Recentemente ha ricoperto il ruolo di presidente di Saucony, ma ha anche svolto posizioni di leadership presso Brooks, Nike e Timberland. Cavassa porta con sé una vasta conoscenza sia nel settore delle calzature che dell’abbigliamento, dalla progettazione del prodotto e del merchandising alla vendita al dettaglio e al marketing del marchio: tutto ciò è ideale per migliorare ancor più la posizione di mercato di PrimaLoft.

ANNE CAVASSA, PRIMALOFT INC’S NEW PRESIDENT

PrimaLoft Inc. has announced the appointment of Anne Cavassa as the company's new president. Her exceptional leadership experience at the world's leading outdoor and active lifestyle brands, such as Saucony, Brooks, Nike and Timberland will undoubtedly benefit the brand. Anne Cavassa joins ceo Mike Joyce to further strengthen PrimaLoft's commitment to growth, innovation and sustainability. She most recently served as president of Saucony, but has also held leadership positions at Brooks, Nike and Timberland. Cavassa brings along a wealth of knowledge in both the footwear and apparel industries, from product design and merchandising to retail and brand marketing - all of which is ideal for further enhancing PrimaLoft's market position.

TOBIAS GRAMAJO

APPRODA IN LA SPORTIVA

APEX AWARDS 2023: POLARTEC ANNUNCIA I VINCITORI

Sono 12 i vincitori dell’edizione 2023 degli Apex Awards che Polartec è lieto di annunciare. L’ambito premio dedicato al design celebra quest’anno i marchi e i designer che hanno incarnato il claim del brand americano "Made To Go Beyond”. I capi vincitori sono stati selezionati tra centinaia di proposte e studiati per migliorare la vita di chi li indossa e rappresentano l’apice per durata e funzionalità negli ambiti dello sport, del lifestyle e della performance. I vincitori sono: Indyeva Satu Polartec Isothermal Skirt, Santini Cycling Adapt Multi, Spoonflower Polartec Fleece, Nike ACG Wolf Lichen Caps, Trangoworld TRX2 Hybrid LT Pro Jacket, Millet Trilogy MXP Power Wool Suit, Senchi Designs Alpha 60 Hoodie, Acronym J117-HL, rabbit Fuel n’ Fly 4”, Mountain Martial Arts, MMA Polartec Power Grid Zip Hoodie 2, Ciesse Piumini Race Jacket, Arc’teryx Kyanite Crew Neck Pullover Women’s.

POLARTEC ANNOUNCES THE WINNERS OF THE APEX AWARDS 2023

Polartec is pleased to announce the 12 winners of the 2023 edition of the Apex Awards. This year the design award celebrates the brands and designers who have embodied the American brand's claim "Made To Go Beyond”. The winning garments were selected from hundreds of entries and designed to enhance the lives of the wearer and represent the pinnacle in durability and functionality in the areas of sports, lifestyle and performance. The winners are: Indyeva Satu Polartec Isothermal Skirt, Santini Cycling Adapt Multi, Spoonflower Polartec Fleece, Nike ACG Wolf Lichen Caps, Trangoworld TRX2 Hybrid LT Pro Jacket, Millet Trilogy MXP Power Wool Suit, Senchi Designs Alpha 60 Hoodie, Acronym J117-HL, rabbit Fuel n’ Fly 4”, Mountain Martial Arts, MMA Polartec Power Grid Zip Hoodie 2, Ciesse Piumini Race Jacket, Arc’teryx Kyanite Crew Neck Pullover Women’s.

Portandosi in valigia tutta l’esperienza maturata prima in Mizuno e poi Brooks, nonché la sua grande passione per gli sport outdoor (in particolare, per l’ultra trail), Tobias Gramajo si è da poco trasferito nella bella Val di Fiemme per ricoprire il ruolo di Footwear product manager mountain running & hiking in La Sportiva. "Ho scelto questo marchio, in primis, perché è uno dei pochi brand con un puro dna di montagna e, poi, perché ho ritenuto questo progetto il più interessante per il mio percorso professionale. Essere nel cuore pulsante dell’azienda, dove si possono concepire i prodotti del futuro, è per me qualcosa di estremamente stimolante!”, ha dichiarato in un’intervista a Running Magazine (che troverete anche sul prossimo numero di Outdoor Magazine) dove traspare tutto entusiasmo per questa nuova avventura al cospetto delle Dolomiti.

ANDREA NALESSO È IL NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO DI GARMONT

Garmont International ha nominato Andrea Nalesso come nuovo amministratore delegato: con numerosi anni di esperienza nel segmento outdoor e sportivo, Nalesso è pronto a raccogliere l’eredità di Pierangelo Bressan, che resterà presidente del consiglio di amministrazione nonché socio Garmont. Riello Investimenti SGR, azionista di maggioranza attraverso il fondo Italian Strategy, e gli azionisti di minoranza hanno identificato in Andrea Nalesso la figura ideale per guidare Garmont International nel percorso di sviluppo tracciato per i prossimi anni, convinti che la sua esperienza nel mondo outdoor e active risulterà preziosa nelle sfide che attendono la società nelle prossime stagioni. La carriera di Andrea Nalesso racconta un percorso professionale votato a due segmenti che trovano in Garmont il connubio ideale: il mondo dell’outdoor e quello calzaturiero. Dopo numerosi anni come direttore commerciale in GEOX e in Dainese, infatti, Nalesso è stato direttore generale del segmento attrezzature e calzature di numerosi marchi del gruppo Oberalp, per poi rientrare in Dainese prima dell’arrivo in Garmont.

ANDREA NALESSO IS THE NEW CHIEF

Bringing in his suitcase all the experience gained first in Mizuno and then Brooks, as well as his great passion for outdoor sports (in particular, for ultra trail), Tobias Gramajo has recently moved to the beautiful Val di Fiemme to take on the role of Footwear product manager mountain running & hiking in La Sportiva.

"I chose this brand, first of all, because it is one of the few brands with pure mountain DNA and, secondly, because I considered this project the most interesting for my professional career. Being in the beating heart of the company, where conceiving the products of the future is something extremely stimulating for me!”, he declared in an interview with Running Magazine (which you will also find in the next issue of Outdoor Magazine) where all the enthusiasm for this new adventure in the presence of the Dolomites shines through.

Garmont International has appointed Andrea Nalesso as its new chief executive officer: with many years of experience in the outdoor and sports segment, Nalesso is ready to take over the legacy of Pierangelo Bressan, who will remain chairman of the board of directors as well as a Garmont partner. Riello Investimenti SGR, the majority shareholder through the Italian Strategy fund, and the minority shareholders have identified Andrea Nalesso as the ideal figure to guide Garmont International on the development path mapped out for the coming years, convinced that his experience in the outdoor and active world will prove invaluable in the challenges that await the company in the coming seasons. Andrea Nalesso's career recounts a professional path devoted to two segments that find in Garmont the ideal combination: the outdoor and footwear world. After several years as sales manager at GEOX and Dainese, Nalesso was general manager of the equipment and footwear segment of several Oberalp Group brands, then returned to Dainese before joining Garmont.

TOBIAS GRAMAJO LANDS IN LA SPORTIVA
EXECUTIVE OFFICER OF GARMONT

POSTICIPARE I SALDI PER TUTELARE IL SETTORE

Consolidato il Gruppo Valore Outdoor, una coalizione fra industria e distribuzione per riformare il calendario dei saldi. Un tema molto importante nell’ottica di salvaguardare aziende, insegne e prodotti. L’idea è stata lanciata in via sperimentale quest’inverno e ora è una solida realtà. È una delle iniziative promosse dall’Italian Outdoor Group, che conta circa 50 aziende, con un numero di addetti che sfiora le 4.000 unità e un fatturato aggregato pari a quasi due miliardi di euro. Il progetto è frutto di due anni di confronto tra mondo dell’industria e universo retail con l’obiettivo di avviare un’attenta riflessione sul tema della gestione temporale dei saldi e di spronare le insegne ad adottare gradualmente un codice di “autoregolamentazione” in grado di rendere più sostenibile questa delicata fase della dinamica commerciale, oggi svantaggiosa sia per le imprese che per i negozianti.

ADAM THE CLIMBER: UNA BIOGRAFIA A QUATTRO MANI

Adam the Climber: questo il titolo della biografia di Adam Ondra, la prima e l’unica, edita da Versante Sud. Il libro è stato presentato durante il Sales Meeting Internazionale di La Sportiva, tenutosi il 7 novembre all’Heliks Kletterzentrum, Brunico (BZ). Abbiamo colto l’occasione per fare due parole con gli autori del libro, il duo Adam Ondra e Pietro Dal Prà. Pietro Dal Prà lo ha infatti accompagnato in quest’avventura su carta, scrivendo con lui in perfetta sintonia. D’altronde, Dal Prà lo ha tenuto a battesimo nelle sue prime vie in parete come guida, ne ha seguito da amico l’evoluzione atletica e tuttora partecipa ai suoi balzi oltre l’immaginabile. Tra i due campioni vi sono sicuramente delle caratteristiche comuni: prime fra tutte, una spiccata sensibilità e l’attenzione ai dettagli, riguardino questi loro stessi, la roccia o le altre persone.

Adam the Climber: this is the title of Adam Ondra's first and only auto-biography, published by Versante Sud. The book was presented during La Sportiva's International Sales Meeting, held Nov. 7th at the Heliks Kletterzentrum in Bruneck (BZ). The editorial staff of Outdoor Magazine was there and we had the chance to have a word with the authors of the book, the duo Adam Ondra and Pietro Dal Prà: unlike his climbs, Ondra's biography is a four-handed work. Pietro Dal Prà accompanied him on this adventure on paper, writing with him in perfect harmony. After all, Dal Prà helped him out on his first routes as a guide, followed his athletic evolution as a friend, and still participates in his leaps. There are certainly common characteristics between the two champions: first and foremost, a marked sensitivity and attention to details, whether these concern themselves, the mountain or other people.

POSTPONING SALES TO PROTECT THE INDUSTRY

The Valore Outdoor Group, a coalition between industry and distribution to reform the sales calendar, has consoidated itself. A very important issue with a view to safeguarding companies, signs and products. The idea was launched on an experimental basis this winter and is now a solid reality. It is one of the several initiatives promoted by Assosport's Italian Outdoor Group (IOG), which currently has about 50 brands, with a workforce of nearly 4,000 people and an aggregate turnover of nearly two billion euros. The project is the result of two years of intense discussion between the world of industry and the retail universe with the aim of initiating a careful reflection on the issue of the temporal management of sales and to encourage the stores to gradually adopt a code of "self-regulation" capable of making more sustainable this delicate phase of the commercial dynamic, today highly disadvantageous for both companies and retailers.

QUICK

ADAM THE CLIMBER, THE BIOGRAPHY OF ADAM ONDRA

AKU INVESTE NEL MADE IN ITALY CON UNA NUOVA

LINEA DI PRODUZIONE A MONTEBELLUNA

Tempo di nuovi investimenti per AKU. Dopo un 2022 che ha rappresentato il miglior esercizio economico di sempre, l’obiettivo è dare continuità al processo di sviluppo del marchio, già fra i principali protagonisti sui mercati internazionali. Una nuova linea di produzione è attiva da ottobre a Montebelluna, con un investimento di 1,3 milioni di euro per una macchina di ultima generazione che espande la capacità operativa e di diversificazione dell’azienda. La nuova linea per calzature outdoor e professionali costruite con tecnica a iniezione ha messo AKU in condizione di efficientare ai massimi livelli l’attività produttiva made in Italy su questa tipologia di prodotto, gettando le basi per nuovi sviluppi di mercato. Il progetto è stato sviluppato in partnership con Stemma, azienda di Cornuda (TV), tra i leader mondiali nella produzione di macchine per lo stampaggio del poliuretano nell’industria calzaturiera.

ELIMINARE MEZZO MILIARDO DI CHILOGRAMMI DI EMISSIONI: IL PROGETTO EOG

SIRETESSILE’S TECHNICAL DEPARTMENT

PRESENTS ITS PFC/PFAS FREE MEMBRANES

Among the product collections of Sire-Tex there are also waterproof and breathable membranes without PFC and PFAS. Siretessile’s Sire-Tex has been known for years as a symbol of excellence in the field of technical fabrics. This is great news for the brand’s partners who have believed in the continuous evolution of Siretessile’s technical division. The membranes are designed for various types of footwear and clothing and can be paired with different materials to create the right products that meet every costumer’s needs. Among them, AquaT and Siretex, two polyester membranes, already complying with the requirements set by the new regulations dedicated to PFC/PFAS, which are currently being defined and will come into effect later. ENG

REDUCING HALF A BILLION KILOGRAMS OF EMISSIONS: THE EOG PROJECT

Il Carbon Reduction Project – ovvero, il progetto di riduzione delle emissioni di carbonio – dell’EOG mira a eliminare mezzo miliardo di chilogrammi di emissioni. Così risulta dall’aggiornamento che l’European Outdoor Group ha pubblicato su questo progetto a lungo termine concepito nel 2019. Il CRP è un programma collaborativo dell’industria outdoor allineato agli accordi di Parigi per rispettare le raccomandazioni dei climatologi. Lavorando con l’Apparel Impact Institute (Aii) e dieci membri del gruppo, il team di lavoro dell’EOG ha verificato che in 16 stabilimenti produttivi la combinazione totale delle emissioni di carbonio nel 2021 ammonta a mezzo miliardo di chilogrammi. La verifica ha anche analizzato le cause profonde di questa situazione e identificato delle opportunità per mitigare i fattori alla base e rendere significative le azioni di riduzione delle emissioni.

NASCE A LONDRA LO UNITED REPAIR CENTRE CON IL SUPPORTO DI PATAGONIA

The Carbon Reduction Project, or CRP, of the EOG aims at redicing half a billion kilograms of emissions. This comes from the update that the European Outdoor Group has published on this long-term project conceived in 2019. The CRP is a collaborative program within the outdoor industry aligned with the Paris Agreement to meet the recommendations of climatologists. Working in conjunction with the Apparel Impact Institute (Aii) and ten group members, the EOG task force has completed an audit in 16 production facilities, determining that the total carbon emissions in 2021 amount to half a billion kilograms. The audit has also examined the root causes of this current situation and identified opportunities to actively mitigate underlying factors and make emission reduction actions significant.

THE UNITED REPAIR CENTRE IS BORN IN LONDON WITH THE SUPPORT OF PATAGONIA

Lo United Repair Centre di Londra, il nuovo centro nato dalla collaborazione tra Patagonia e le aziende a impatto sociale United Repair Centre e FashionEnter, apre i battenti nel quartiere di Haringey. Si tratta di un luogo che impiegherà e formerà nel campo delle riparazioni di abbigliamento di alta qualità persone che hanno difficoltà a trovare un’occupazione. L’obiettivo è trasformare l’industria d’abbigliamento dando la possibilità anche ad altri marchi di unirsi a Patagonia. Questa apertura è in continuità con il progetto che ha già dato i natali al primo United Repair Centre inaugurato ad Amsterdam nel 2022, frutto della collaborazione tra Patagonia, Makers Unite e Amsterdam Economic Board. Lo United Repair Centre di Amsterdam gestisce attualmente 30.000 riparazioni all’anno di marchi come Decathlon, Lululemon e Patagonia. Lo URC di Londra potrà eseguire 30.000 riparazioni all’anno entro il 2025

Thanks to the collaboration between Patagonia and the socially impactful companies United Repair Centre and Fashion-Enter, the United Repair Centre in London opens in the Haringey neighbourhood. This is a place that will employ and train individuals facing difficulties in finding employment in the field of high-quality clothing repairs. The goal is to transform the clothing industry by proving the opportunity for other brands to join Patagonia. This opening is aligned with the project that led to the first United Repair Centre founded in Amsterdam in 2022 - the result of the collaboration between Patagonia, Makers Unite, and the Amsterdam Economic Board. The United Repair Centre in Amsterdam currently handles 30,000 repairs annually for brands such as Decathlon, Lululemon, and Patagonia. The London URC aims to carry out 30,000 repairs per year by 2025

VAUDE VINCE IL GSA, IL PREMIO TEDESCO PER LA SOSTENIBILITÀ

Vaude è stata insignita del German Sustainability Award, il premio tedesco per la sostenibilità per le aziende della categoria “tessili” 2024. Questo riconoscimento sottolinea l’alto livello di impegno del marchio per la realizzazione di una catena di fornitura equa e rispettosa dell’ambiente. Il premio è il coronamento della celebrazione del cinquantesimo anniversario di Vaude, che cade nel 2024 “Il GSA è un’importante conferma di tutto ciò che perseguiamo e realizziamo congiuntamente in Vaude da molti anni: un meraviglioso riconoscimento per il nostro 50° anniversario!” ha affermato Antje von Dewits, ceo di Vaude. La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà il 23 novembre a Düsseldorf.

VAUDE WINS THE GSA, THE GERMAN SUSTAINABILITY AWARD

Vaude won the German Sustainability Award 2024 for textile companies. This recognition emphasized the brand’s high level of commitment to creating a fair and environmental friendly supply chain. The award is the culmination of Vaude’s celebrations of its fiftieth anniversary, which falls in 2024. “The GSD is an important affirmation of everything we have been pursuing and achieving together at Vaude for many years: a wonderful recognition for our 50th anniversary!” stated Antje von Dewits, ceo of Vaude. The official award ceremony will take place on November 23rd in Düsseldorf.

IL PRIMO BILANCIO SOCIALE DEL CAI È ONLINE

Il Club Alpino Italiano ha redatto e condiviso online, per la prima volta nella sua storia, il proprio bilancio sociale. Questo è avvenuto grazie allo stimolo del Comitato direttivo centrale che crede fortemente in un modello di rendicontazione trasparente, rivolto a tutti i portatori di interesse attraverso un dialogo aperto e inclusivo. Il documento, riferito al 2022, comunica tutte le azioni del CAI per il rispetto degli impegni presi a livello di mediazione culturale tra le popolazioni di montagna e città, di avvicinamento dei giovani alla montagna, di approccio alla sostenibilità e di formazione all’auto-responsabilità. “Il bilancio sociale è un documento che comunica in modo approfondito il valore e la portata della nostra attività ben oltre gli aspetti puramente finanziari e contabili” ha dichiarato il presidente generale Antonio Montani.

IL GREEN FRIDAY DI OSPREY

Anche quest’anno, Osprey ha presentato il progetto Green Friday, il cui obiettivo è raccogliere fondi a sostegno dell’EOCA (European Outdoor Conservation Association). Le date in cui Osprey parteciperà al Green Friday saranno dal 23 al 28 novembre. Durante questo periodo, i clienti avranno l’opportunità di acquistare i prodotti del brand con uno sconto del 20% su una selezione di articoli. Il 20% del ricavato di ciascun acquisto sarà devoluto a una delle iniziative di conservazione promosse dall’EOCA. La novità di quest’anno è che Osprey consentirà ai propri clienti di scegliere personalmente quale specifico progetto sostenere.

Again this year Osprey announced its project “Green Friday”. Its purpose is to collect funds to sustain the EOCA (European Outdoor Conservation Association). The dates during which Osprey is participating to the Green Friday are from the 23rd to the 28th of November. During that time, clients will have the opportunity to buy the brand’s product with a 20% discount on a selection of gear. Furthermore, the 20% of the proceeds will be donated to one among the conservation projects promoted by the EOCA. The novelty, this year, is that the clients will be choosing to which project donate the funding.

THE CAI PUBLISHES ITS FIRST SOCIAL REPORT

The Italian Alpine Club (Club Alpino Italiano, CAI) edited and published online, for the first time since its foundation, its Social Report. This happened thanks to the stimulus coming from the Central Executive Committee, whose members strongly believe in a transparent reporting model aimed at all stakeholders through an open and inclusive dialogue. The document, referring to 2022, communicates all the actions of the CAI for the fulfilment of its commitments related to: cultural mediation between mountains and city populations, youth engagement towards the mountains, sustainability approach, and self-responsibility training. “The Social Report is a document that thoroughly communicates the value and scope of our activities well beyond purely financial and accounting aspects” stated Antonio Montani, CAI’s general president.

OSPREY’S GREEN FRIDAY
ENG
Photo: Franz Walter

ITALIAN VILLAGE A ISPO MUNICH. UNA NUOVA SFIDA

Nonostante le molte perplessità e le numerose difficoltà organizzative, siamo di nuovo ai blocchi di partenza della fiera internazionale con uno spazio tutto italiano

a cura di Italian Outdoor Group

Non ci è bastata l’esperienza estiva di Outdoor by Ispo; cocciuti e caparbi anche per Ispo Munich abbiamo pensato di riproporre il progetto Italian Village con relativo Italian Bar, convinti che si tratti di una questione di principio, che sposa in pieno il senso di una realtà associativa che intende mostrarsi nella sua forma migliore in occasione dei più importanti momenti di incontro con la distribuzione, specie sullo scenario internazionale.

Come dicevamo non mancano appunto le perplessità, le incertezze su quale sarà l’esito di una manifestazione fieristica, ISPO Munich, da più parti indicata come un evento in sofferenza, segnata dai postumi del Covid e da stagioni invernali incerte, ma più in generale da un sentimento verso le fiere di settore che va mano a mano cambiando, sia sul fronte dell’industria che della distribuzione. Ma siamo pur sempre a Monaco di Baviera, nel cuore del mercato outdoor europeo, nella pancia di una grande struttura che porta in dote decenni di esperienza nell’organizzazione di eventi fieristici di portata internazionale. Qualcosa vorrà pur dire. E qualcosa vorrà pur dire anche il fatto che, nonostante tutto, le proiezioni sulla stagione invernale, indicate dagli operatori turistici della montagna, sono di segno positivo. Di questo la distribuzione, ma anche l’industria, dovrebbero tenere conto, per gettare il cuore oltre l’ostacolo e iniziare finalmente a immaginare un modo diverso per affrontare le sfide del futuro. Le parole chiave potrebbero allora essere “alleanza” oppure “gruppo”, concetti che esprimono un senso di unione e condivisione, sinonimi di forza e determinazione, per superare uno spirito strisciante di contrasto e contrapposizione che spinge nella direzione opposta dello sviluppo. Per farlo serve non solo una modesta dose di coraggio, ma molta disponibilità nel mettere da parte il proprio ego.

In questo senso va dunque intesa la sfida dell’Italian Village a ISPO Munich 2023. Quasi una provocazione per rimarcare il valore dell’iniziativa di Gruppo, al di là dell’individualismo e della competizione che tanto poi, sul mercato, ci saranno comunque. Essere Italian Outdoor Group, significa, infatti, operare insieme in un momento precompetitivo per un interesse comune, superiore a quello delle singole parti, cioè la crescita della base di mercato, a beneficio di tutti o di chi, meglio di altri, saprà coglierne le opportunità. Significa però anche dimostrare al mondo che insieme si vale e si vale di più, soprattutto quando il barometro segna bonaccia e servono tante braccia che remano in sincronia per far muovere la barca. Chi in questi anni ha saputo farlo ne ha tratto evidenti benefici, basterebbe solo alzare gli occhi un attimo dalla propria tastiera e guardare verso Nord per rendersene conto...

Essere Gruppo è oggi strategico, più di quanto non lo sia mai stato. Partecipare all’Italian Village non è infatti solo un’azione tattica, che rappresenta un vantaggio misurabile in termini di riconoscibilità e reperibilità all’interno del contenitore fiera. È un modo per esserci come parte dell’identità di una supermarca che si chiama Italia, una piattaforma che da sola ci regge tutti e che continua a rappresentare la base di valore di tutti i nostri brand ai quali contribuisce ad assegnare un ruolo di leadership ed eccellenza a livello mondiale. Qualcuno può dire il contrario?

Di certo non le 14 aziende associate che hanno aderito alla proposta, raccolte intorno a un Italian Bar che rispetto alla versione estiva ha oggi ampliato la propria dimensione e qualità. Si è lavorato anche per migliorare il layout dell’area, attraverso la creazione di elementi di comunicazione terra – cielo più efficaci e una galleria espositiva con nuovi raffinati display dedicati agli highlights stagionali dei brand presenti. E non solo, perché non mancheranno il tradizionale appuntamento IOG Breakfast, momento di incontro con la stampa internazionale organizzato con il supporto di un ufficio stampa specializzato e una colazione di apertura per dare il benvenuto ai partecipanti.

Vi aspettiamo all’Italian Village nel Padiglione A3, con la convinzione di essere sulla strada giusta VI ASPETTIAMO

ENGLISH VERSION

A NEW CHALLENGE

The Italian Village is back again at ISPO in Pavilion A3 14 associated companies to the Italian Outdoor Group will gather around an Italian Bar which has now expanded its size and quality compared to the summer version. We also worked to improve the layout of the area, through the creation of more effective ground-to-sky communication elements and an exhibition gallery with new refined displays dedicated to the seasonal highlights of the brands present. There will also be the traditional IOG Breakfast, a moment of meeting with the international press organized with the support of a specialized press office and an opening breakfast to welcome the participants.

italianoutdoorgroup.it

PUNTO IOG

THE ORANGE LEGEND.

MAESTRALE, il leggendario scarpone da sci alpinismo, oggi ulteriormente ridotto nel peso e nei volumi, cambia ancora una volta le regole del gioco.

PRÊT À RECYCLER

Il tessile è uno dei settori più inquinanti, con un forte impatto sia sull’ambiente che sulle persone. È il momento di pensare a una moda sostenibile. Ma come?

La sovrapproduzione tessile, come il sonno della ragione, genera mostri: sono 17 milioni le tonnellate di tessuti prodotte ogni anno nel mondo e generano rifiuti, consumano risorse e producono emissioni. Le ricerche condotte dal Parlamento Europeo hanno stimato che ogni cittadino dell’Unione compri mediamente 26 chili di prodotti tessili all’anno – che si traducono in 654 chili di CO2 per persona. Questa cifra è aumentata del 40 % in meno di due decenni, tra il 1996 e il 2012 , secondo i dati raccolti dall’European Environment Agency (EEA). Questo, a causa della decrescita dei prezzi e l’aumento della velocità alla quale i capi sono messi a disposizione dei consumatori. Al tempo stesso, più del 30 % dei vestiti negli armadi europei non sono stati utilizzati nell’ultimo anno. Una volta gettati, la metà dei tessuti non viene riciclata, ma finisce nell’indifferenziato e viene spedita negli inceneritori.

LA BANALITÀ DEL FAST FASHION

Il grande responsabile è ovviamente il fast fashion, che si fonda su produzione di massa, prezzi bassi e grandi volumi di vendite. Questo modello di business riproduce gli stili nelle sfilate di moda di alta gamma e li consegna sul mercato in breve tempo, a prezzi economici, utilizzando materiali di qualità scadente. Il fast fashion offre costantemente nuovi stili: il numero medio di collezioni presentate dalle aziende di abbigliamento europee è passato da due nel 2000 a cinque nel 2011. Zara propone 24 nuove collezioni di abbigliamento ogni anno; H&M tra le 12 e le 16. Così, i consumatori percepiscono gli articoli come beni quasi “usa e getta”, da buttare dopo essere stati indossati in media sette/otto volte. Solo il 13% dei prodotti tessili viene riciclato una volta che gli indumenti vengono dismessi. La maggior parte di questi viene immessa nel mercato dell’usato, ma solo meno dell’ 1 % viene riciclato in nuovi capi di abbigliamento. Il resto si trasforma in rifiuti tessili che, oltre a inquinare, rappresentano una perdita di oltre 100 miliardi di dollari di materiali ogni anno.

HAI DETTO IMPATTO?

gatura e alla stiratura, ma anche alle microplastiche disperse nell’ambiente. Nel 2015 – secondo il report 2017 Pulse of the Fashion Industry di GFA e Boston Consulting Group – a livello mondiale il settore è stato responsabile della consumazione di 79 miliardi di metri cubi d’acqua, della produzione di 1.715 milioni di tonnellate di CO2 e di 92 milioni di rifiuti. Le proiezioni, su uno scenario business-as-usual, contemplano che entro il 2030 questi numeri cresceranno almeno del 50 %.

Altri scenari sono però immaginabili. Stiamo assistendo a un diffondersi della volontà di rendere ogni fase produttiva del settore più sostenibile. Grandi aziende di abbigliamento sportivo e grandi marchi di moda stanno aprendo la strada nell’investire in nuove tecnologie e nell’intraprendere nuove strade, ma anche le aziende nel segmento dei prezzi intermedi stanno apportando miglioramenti significativi.

BISOGNA PENSARE UNA MODA CIRCOLARE

A oggi sono sostanzialmente due i modi di affrontare la circolarità.

Il primo, è quello di mantenere gli abiti e i prodotti tessili in uso il più a lungo possibile. Come? Puntando su attività che mirano ad allungare la vita dei prodotti così come sono – vendita o riparazioni – oppure su quelle che a partire da prodotti già esistenti creano qualcosa che prima non c’era – ovvero l’upcycling. Diverse stime hanno infatti dimostrato che, raddoppiando il numero delle volte in cui un capo viene mediamente indossato, le emissioni GHG diminuiscono del 44%. La pratica del resell acquisisce così un’importanza notevole, oltre a essere ormai esponenzialmente più facile da attuare rispetto al passato. Grazie alla diffusione delle app di second hand, si stima che entro il 2026 il volume d’affari dei capi di seconda mano sia destinato a raggiungere 82 miliardi di dollari – con una crescita del 275% rispetto ai volumi pre-pandemia.

Il secondo metodo per affrontare la circolarità consiste invece nel riciclo degli abiti per ricavarne nuove fibre. Vi si annoverano tutti quei processi che sono in grado di ricavare nuovi tessuti da quelle preesistenti attraverso processi di riciclo.

La moda è responsabile tra il 2 % e il 10 % dell’impatto ambientale complessivo dell’Unione Europea. La produzione di materie prime, il loro sviluppo in fibre e in tessuti e la loro colorazione richiede enormi quantità di acqua e di materie chimiche, inclusi i pesticidi per la coltivazione, per esempio, del cotone. Anche l’utilizzo da parte del consumatore comporta un impatto ambientale non indifferente – dovuto al lavaggio, all’asciu -

L’obiettivo generale di un processo veramente circolare è che il capo, o la fibra, passi di mano in mano senza veicolare un ulteriore spreco di risorse o che perlomeno questo sia minimo.

La riparazione e la manutenzione dei capi sono certamente uno dei metodi più green che si possano immaginare per allungare la vita dei pro -

Fonte: agenzia europea dell'ambiente (AEA) Rapporto ETC-CE 2023/5, 2023
Fonte: agenzia europea dell'ambiente (AEA), 2023

dotti, ma non sempre è così semplice. Spesso e volentieri le riparazioni necessarie esulano da quello che si è in grado di fare da soli. Qui si inseriscono numerose iniziative di brand dedicate alla riparazione, soprattutto nel settore outdoor. Si tratta infatti di un mondo in cui la performance del capo è direttamente legata al suo stato di salute. I brand del settore, inoltre, si sono dati da fare già in epoche passate.

QUALCHE ESEMPIO

The North Face ha un dipartimento appositamente dedicato alle riparazioni fin dal 1971 e recentemente ha lanciato il TNF Renewed Program, un’iniziativa che consiste nel rimettere a nuovo i capi dei consumatori che ottengono uno sconto riportando quello che non utilizzano più. E ovviamente Patagonia, che ha portato le riparazioni in giro per il mondo con il Worn Wear Tour, andando nelle località di montagna e offrendo riparazioni per i capi outdoor. Inoltre, dallo scorso novembre il brand californiano ha inaugurato delle repair station fisse nei propri store.

IL MODELLO DI ECONOMIA CIRCOLARE: meno materie prime, meno rifiuti, meno emissioni

Materie prime

Fonte: servizio di ricerca del Parlamento europeo

Se alcuni dati sono sconfortanti, altri ci dimostrano che la circolarità del settore tessile non è un’utopia. Per essere efficace, però, dev’essere integrata nella catena di produzione a partire dal processo di design. Ovvero, bisogna innanzitutto pensare dei capi riciclabili e sostenibili, sia in termini di materiali che di utilizzo. Ma non solo: l’attuazione delle politiche europee su questo tema entro il 2030, richiederà la collaborazione di tutti, dai produttori ai consumatori, investimenti significativi, e uno sforzo di trasparenza e tracciabilità.

ENGLISH VERSION

PRÊT À RECYCLER

Textile overproduction, like the sleep of reason, produces monsters: 17 million tons of fabric are produced worldwide every year, leading to waste, resource consumption, and emissions. The average EU citizen purchases approximately 26 kilograms of textile products annually, which translates to 654 kilograms of CO2 per person. In 2017, the fashion industry globally was responsible for the consumption of 79 billion cubic meters of water, for the production of 1,715 million tons of CO2, and 92 million tons of waste. But if some data is disheartening, others show us that a circular textile industry is not an utopia. However, to be effective, it must be integrated into the production chain starting from the design processes. It is necessary to think about recyclable and sustainable garments, both in terms of materials and usage. But the road is long, and it will require the collaboration of everyone – from manufacturers to consumers – , significant investments, and an effort towards transparency and traceability.

Design sostenibile
Gestione rifiuti Rifiuti residui
Raccolta Produzione
Distribuzione Consumo Riutilizzo Riparazione

SULLA VETTA DEI SOCIAL

Una classifica per analizzare il posizionamento dei brand outdoor su Facebook e Instagram. Ecco i primi 30, sia in ambito internazionale che italiano di Pietro Assereto e Karen Pozzi

Dalla nostra analisi, The North Face domina sia su Instagram che su Facebook. Il marchio americano registra numeri da capogiro guadagnando, sul suo profilo Instagram, in media 478 followers al giorno. Anche Patagonia ha un incremento giornaliero molto importante che si aggira intorno ai 540 followers. Il brand italiano più social è La Sportiva con 443.000 followers su Instagram (+57 al giorno) e 335.232 su Facebook. È interessante notare le differenze in base al target di riferimento, sia del brand che del social. Secondo il report “We Are Social” in collaborazione con

1.

3.

Melwater, Facebook è la piattaforma più utilizzata al mondo, con 2.963 miliardi di persone di cui Boomer (1946-1964) oltre il 18%, seguiti da Generazione X (1965-1980) e Millennial (1981-1996). Si conferma al secondo posto YouTube. Al terzo e quarto posto sempre Meta con WhatsApp e Instagram affiancati. Quest’ultimo si conferma l’ambiente social preferito ancora dai Millennial e poi dalla Generazione Z (1997-2012). Questo spiega perché brand molto in voga tra i giovani, come per esempio Arc’teryx, registrano su Instagram numeri molto alti (1,3 mln) e molti meno su Facebook (535.061)

LA CLASSIFICA SOCIAL DEI TOP 30 BRAND ATTIVI NELL'OUTDOOR E NEL TRAIL RUNNING

Note: *Dati raccolti il 16 novembre 2023

*Per i brand che hanno account divisi per Paese, viene preso in considerazione quello con i numeri più alti

*Per i brand legati al trail running vengono presi in considerazione solo quelli nati in questa disciplina e non provenienti dal road running

La redazione ha analizzato accuratamente gli account dei brand outdoor. Se il lettore dovesse rilevare qualche mancanza o inesattezza, è pregato di inviarci una segnalazione a redazione@outdoormag.it

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LE PERSONE AL CENTRO

Si è tenuto presso Arte Sella (Malga Costa, Trentino) l’evento "Il quartetto del mare", durante il quale i musicisti hanno suonato strumenti realizzati con il legno dei barconi dei migranti, abbandonati a Lampedusa _ a cura della redazione

Grazie all’incontro e al confronto tra la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e Mario Brunello, sabato 14 ottobre, in occasione del consueto appuntamento di Fucina Arte Sella, è andato in scena l’evento dal titolo "Il quartetto del mare”. Protagonisti gli strumenti prodotti nella Liuteria del carcere di Opera, luogo in cui vengono trasportate le barche dei migranti dal molo Favarolo di Lampedusa, in accordo con il Governo. Si tratta di un progetto nel quale sono state assunte cinque persone detenute e coordinate da due esperti liutai: Carlo Chiesa con la sua equipe ed Enrico Allorto. Protagonisti del concerto sono stati lo stesso Mario Brunello, violoncellista, i violinisti Marco Rizzi e Francesco Mardegan e il violista Danilo Rossi.

“Fucina Arte Sella, come ha sempre fatto, coglie le occasioni più curiose e più intense che gli artisti offrono. In questo caso i veri protagonisti sono i detenuti del carcere di Opera che hanno costruito questi meravigliosi strumenti, dando voce a chi, di solito, non ha possibilità di esprimersi con le parole della bellezza e della cultura, non per scelta, ma perché la vita non ha dato loro queste chances”, ha osservato Mario Brunello. Che ha voluto esprimere un grazie ad Arnoldo Mosca Mondadori, che ha creato e sostenuto il progetto, mettendolo a disposizione di Fucina Arte Sella. “Lo scopo del progetto è proprio quello di trasmettere attraverso la musica una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione”, ha detto Mosca Mondadori. Strumenti che siano testimoni del dolore e nello stesso tempo possano generare, attraverso l'arte e la bellezza, una cultura che si opponga a quella dell'indifferenza.

Partner storico di Arte Sella, Montura è da sempre attenta e impegnata

su tematiche socioculturali, legata inoltre a doppio filo con il maestro Mario Brunello, protagonista di molti eventi supportati dall’azienda. Come ha ricordato Claudio Marenzi, presidente e ceo del brand: “Montura esprime i suoi valori attraverso i progetti che sostiene e promuove. Progetti in cui crediamo, che pongono sempre al centro le persone e che, come in questo caso, non solo esaltano i valori della cultura e del bello che ci circonda, ma in modo costante ribadiscono gran parte del nostro pensiero: la montagna ci insegna il rispetto verso il prossimo al di là di ogni pregiudizio. Siamo tutti uguali di fronte alla natura e questo momento ne è un esempio”.

“Arte Sella da sempre è un luogo di relazioni”, ha detto il suo presidente Giacomo Bianchi. “Con questo appuntamento la relazione si estende al di fuori dei nostri confini e abbraccia, grazie alla visione di Mario Brunello e Arnoldo Mosca Mondadori, la complessità della contemporaneità, aiutandoci a illuminarla”.

L’accesso all’evento è stato pagato in alberi, con il Tree Ticket, per lasciare l’ambiente migliore di come è stato trovato. Gli alberi adottati dal pubblico come biglietto d’ingresso verranno piantati nell’area circostante, creando un nuovo bosco in grado di restituire nel tempo biodiversità al territorio e di catturare più anidride carbonica. TreeTicket è organizzato da Etifor, spin-off dell’Università di Padova che si occupa su scala globale della valorizzazione del patrimonio forestale per enti pubblici e privati.

Sopra, un vioilino realizzato all'interno della Liuteria del carcere di Opera
Da sinistra, Mario Brunello e Claudio Marenzi
Da sinistra, Giacomo Bianchi, presidente di Arte Sella con Claudio Marenzi, presidente e ceo Montura

PER ANDARE OLTRE

"Made To Go Beyond" è il nuovo claim di Polartec per rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori e alle tendenze di mercato.

Intervista a Alessandro Perseo, direttore marketing di Polartec e promotore della campagna di Karen Pozzi

Il nuovo posizionamento del brand americano, produttore di soluzioni tessili innovative e sostenibili, pone le basi per tutte le future comunicazioni b2b e b2c. “Abbiamo collaborato con l’agenzia creativa britannica Mynt per plasmare il futuro del marchio Polartec. Siamo partiti dalle solide fondamenta del nostro passato per creare una nuova identità del brand. Polartec è made to go beyond, lo è sempre stata. Noi siamo Polartec e insieme contribuiremo a progettare il futuro” ha dichiarato Alessandro Perseo nel comunicato di presentazione della nuova immagine. L’abbiamo intervistato per conoscere meglio tutti i dettagli.

Come nasce l’idea del rebranding?

Preferirei chiamarla evoluzione. Un refresh della nostra immagine che non cambia radicalmente ma si adatta a quello che ci preme più comunicare in questo momento, a partire dalle solide radici della nostra storia e dal nostro impegno nei confronti della sostenibilità. Un’azio ne che si è dimostrata necessaria a seguito di un'analisi sulla percezione di Polartec nel mercato condotta dalla nostra nuova agenzia creativa. Come prima cosa abbiamo ritenuto opportuno soffermarci e capire dove fossimo in quel momento prima di definire i passi futuri. Il risultato ci ha reso consapevoli di avere un posizionamento non non allineato con la nostra idea di brand, e che fosse per questo necessario evolvere, rivedendo la nostra modalità di comunicare.

Cosa invece non doveva assolutamente cambiare?

Il logo Polartec è stato un punto fermo dal quale siamo partiti. Il triangolo con le due linee rappresenta per noi l’heritage del marchio, risale al 1981 e ha subito solo delle piccole modifiche. Evolviamo ma dobbiamo mantenere forte il messaggio di innovazione che abbiamo portato avanti per 40 anni. Non dobbiamo perdere la tecnicità storica di Polartec, quel brand che ha inventato il Fleece, introdotto il moderno layering system, oltre che nuove categorie come l'active insulation con l'iconico Alpha, e altri tessuti innovativi e performanti che tutt'oggi definisco il modo in cui ci vestiamo durante le attività outdoor. Evolviamo ma non dobbiamo perdere i risultati di brand awareness raggiunti fino a ora. Magari un giorno cambieremo anche il logotipo, ma non è questo il momento per farlo.

“Made To Go Beyond” cosa significa per voi? Che valenza ha per il b2b e quale per il b2c?

Qual è la percezione del brand nel mercato? Cosa vi ha svelato questo studio?

Polartec viene percepito come un brand molto tecnico. Se consideriamo come valori principali la tecnologia, la sostenibilità e la human interaction, veniamo molto riconosciuti per il primo punto e sono invece deboli gli altri aspetti. Polartec è un brand che dal 1993 integra la sostenibilità in tutti gli ambiti del suo business: 30 anni fa è stata infatti la prima azienda a produrre il pile sintetico da materiale riciclato. Ma nella percezione del consumatore ci sono marchi che vengono considerati molto più virtuosi in questo senso. Da qui la necessità di trasmettere meglio il nostro impegno e le nostre conquiste e di rafforzare la human interaction, ovvero la connessione e l’affinità con il marchio, senza togliere la percezione di tecnicità.

Il logo e l’immagine precedente non erano più abbastanza?

Corretto. Questo studio ha messo in discussione le nostre certezze. Siamo sempre stati così sicuri delle nostre azioni che pensavamo fosse chiaro anche al consumatore finale. Abbiamo invece scoperto l’esistenza di un gap tra ciò che siamo e ciò che comunichiamo. Un vuoto che andava colmato prima di tutto con la modifica del nostro brand claim. “The science of fabric”, il pay off precedente, unito al font e al visual parlavano troppo di tecnicità.

Letteralmente significa “Fatto per andare oltre” e noi vogliamo comunicare proprio questo: facciamo qualcosa (ora e in passato) che grazie alla nostra autenticità ti permette di andare oltre, verso il futuro. Beyond è il brand focus con cui parleremo sia al b2b che al b2c ma con una valenza differente. Per il b2c c’è un valore di aspirazione, il brand permette di andare oltre la performance e i limiti. Quando parliamo al b2b ci riferiamo a quello che offriamo ai brand partner: noi creiamo innovazione per permettere a loro di andare oltre, offriamo un valore aggiunto in grado di realizzare i prodotti più belli, protettivi, traspiranti o sostenibili e di conferir loro un valore più alto grazie alla presenza del nostro logo.

Nel nuovo Brand Video di Polartec emerge il legame e anche l’orgoglio per il vostro passato. Per voi è importante ricordare la vostra storia. Con il cambiamento non temete di perdere un’identità consolidata?

No, piuttosto vogliamo rafforzarla. Vogliamo guardare oltre ma partendo dalle basi solide che abbiamo nel nostro passato. Vogliamo comunicare, anche a chi non conosce abbastanza la nostra storia, che Polartec era già quello, supportava già chi voleva andare oltre. Eravamo con gli alpinisti nelle prime spedizioni, siamo stati innovazione nell’outdoor industry portando prodotti che prima non esistevano e che hanno fatto la differenza.

Il fatto di essere un ingredient brand vi permette di avere una visione più ampia e variegata del mercato e della domanda. Quanto è aumentata la richiesta di prodotti e, quindi, tessuti sostenibili?

È aumentata tantissimo e i brand devono rispondere a questa domanda e farlo con credibilità. Il greenwashing è molto frequente oggi e il consumatore è parecchio attento e critico. Quando iniziamo una trattativa con un brand partner o un prospect il tema prioritario è sempre la sostenibilità.

Alessandro Perseo

Molti confidano in noi per proporre prodotti green che altrimenti non sarebbero in grado di offrire. Da anni ormai introduciamo nel mercato solo tessuti che soddisfano al massimo i criteri di sostenibilità sotto diverse forme: alcuni contengono materiale riciclato, altri sono a contenuto plant based (vedi il nuovo Biolon) o, nel caso di quelli troppo tecnici dove le materia prime e metodi di produzione più sostenibili non sono a nostro avviso ancora a livello delle performance di quelle vergini, offriamo longevità dimostrata con test di usura fatti direttamente dai nostri committenti. Non dimentichiamoci infatti che la longevità è forse la migliore strategia futura per un consumo responsabile. È chiaro quindi che c’è un gap da colmare: la riconoscibilità forte da parte delle aziende e la percezione debole da parte del consumatore. Quello che il nuovo posizionamento ci permetterà di fare è di arrivare più forte con questi temi al consumatore finale che ora fa acquisti più consapevoli.

Cos’è la sostenibilità per Polartec?

Dietro al "Made To Go Beyond” ci sono i nostri valori: planet, people e product in questo esatto ordine perché partiamo dal pianeta e dalla riduzione del nostro impatto. Siamo molto focalizzati nel garantire pratiche sostenibili non solo a livello di produzione ma anche di goal a lungo termine: entro il 2050 saremo Net Zero e lo dichiariamo forti dell'approvazione della Science-Based Targets Initiative (SBTi). Avere piani industriali approvati da questo ente misura l’attendibilità scientifica di ciò che dichiariamo. Per people intendiamo la cura dei dipendenti, ma anche delle persone attraverso la fornitura di prodotti certificati. E infine, offriamo prodotti performanti, sostenibili e longevi come diretta conseguenza dei primi due punti.

A differenza dei marchi che realizzano il prodotto finito, per un ingredient brand è più difficile essere riconosciuto sul mercato. Quanto pensate di essere riconosciuti e quanto c’è ancora da fare?

Dobbiamo ancora fare un po' di strada in questo senso. Il nostro obiettivo

Biolon è un nylon rinnovabile, non OGM e di origine vegetale, con cui Polartec produrrà due dei suoi iconici prodotti: Power Shield e Power Stretch. Garantisce una carbon footprint inferiore del 50% rispetto al Nylon vergine 6,6, lo standard di riferimento per questo materiale. Questo filato ha rielaborato un elemento basilare, rendendolo migliore in termini di prestazioni e sostenibilità. I nuovi tessuti che faranno il loro debutto in autunno, sono composti per la metà (45-48%) da contenuti plant-based.

è proprio questo, rafforzare la riconoscibilità del marchio e il nuovo claim è il primo passo di questo percorso. Davanti a noi ci sono ingredient brand che hanno un posizionamento molto più forte verso il consumatore finale e a questi ci ispiriamo. A oggi siamo ben consapevoli, grazie anche allo studio fornito dall’agenzia, che Polartec non è dove vorremmo che fosse, ma lavoriamo in quella direzione. Perché essere riconosciuti dal consumatore finale ci porterebbe benefici e opportunità anche b2b.

Come vedi Polartec tra 10 anni?

Il numero uno degli ingredient brand non per tecnicità, ma per riconoscibilità, per essere il brand al quale i consumatori vogliono essere associati. Mi immagino che non lo sarà più solo nell’outdoor, ma anche in altri mercati che stanno crescendo beneficiando di quanto di buono fatto nell’outdoor.

Quali sono stati i feedback dei brand partner al nuovo posizionamento? Ottimi. Sanno che questo passo andava fatto anche perché cambiando la nostra prospettiva sul consumatore finale ne beneficeranno anche loro. Inoltre ci siamo avvicinati molto allo stile comunicativo dei nostri partner maggiori e questo ci aiuterà in attività di co-marketing.

Polartec ha lanciato il nuovo tessuto Biolon nello stesso periodo del rebranding. È un caso?

Biolon è uno dei sette grandi progetti che avevamo per l’agenzia Mynt, quello più emblematico del nostro approccio, forte nella sostenibilità. Per questo non ci sarebbe stato momento migliore di questo per presentarlo. Con “Made To Go Beyond” diciamo chi siamo e con il Biolon te lo dimostriamo.

MADE TO GO BEYOND

POLARTEC'S NEW CLAIM PRESENTS ITS NEW POSITIONING. WE INTERVIEWED ALESSANDRO PERSEO, MARKETING DIRECTOR AND PROMOTER OF THE CAMPAIGN

How did the idea of brand update come about?

I would prefer to call it an evolution that we felt we had to undertake following a study on the perception of the brand in the market.

What did the study reveal?

Polartec is perceived more as a technical brand rather than a sustainable one, despite the fact that it has integrated this aspect into all areas of its business since 1993: 30 years ago it was in fact the first company to produce a synthetic fleece from recycled contents.

Made To Go Beyond, what value does it have for the b2b and the b2c market?

For the b2c there is an aspiration value, the brand allows you to go beyond performance and boundaries. When we talk about b2b we are referring to what we offer to partner brands: we create innovation to allow them to create better and more sustainable products.

Polartec launched the new Biolon fabric around the same time. Is it a coincidence?

Biolon is very strong in sustainability. For this reason there would have been no better time than now to present it. With “Made To Go Beyond” we say who we are and with Biolon we show it to you.

BIOLON, L’EMBLEMA DEI NOSTRI VALORI
ENGLISH VERSION
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EVOLUZIONE RESPONSABILE

Due anni e mezzo dopo il rebranding, C.A.M.P. ha compiuto un altro importante passo in avanti, presentando il suo programma sociale e ambientale

Forte di oltre 130 anni di storia, l’azienda di Premana ha individuato in questo preciso momento storico il contesto ideale per investire nel proprio welfare aziendale. Il programma, denominato Responsible Evolution – riprendendo di fatto il pay-off Evolutionary del logo –, rappresenta per il brand una “sfida nuova più nelle forme che nella sostanza” come ha precisato Eddy Codega, presidente di C.A.M.P. Responsible Evolution dunque, ovvero evoluzione responsabile. Ciò significa che l’evoluzione aziendale in termini di prodotto, mercato e gestione andrà di pari passo con la responsabilità sociale d’impresa. I pilastri su cui si basa il piano strategico ESG (Environmental, Social and Governance) aziendale sono cinque, come le bande presenti nel logo: governance, persone, comunità, ambiente e prodotti. Sono queste le macro aree dove il marchio intende concentrare i suoi sforzi e le sue risorse. Analizziamole con precisione.

Governance - Il sistema di gestione, ovvero le scelte per progredire in sicurezza. C.A.M.P. vuole prendersi cura del Pianeta e delle persone, integrando sempre di più criteri ambientali e sociali nel modello di business. Per questo diventa fondamentale avere una strategia di breve, medio e lungo termine che possa tracciare la strada verso gli obiettivi stabiliti. Come? Lavorando insieme, aderendo a iniziative ESG internazionali e di settore, puntando alla trasparenza, monitorando la tracciabilità della catena di fornitura, rendendo pubblico l’impatto del brand tramite la stesura del bilancio di sostenibilità.

Persone - Sono i veri protagonisti dell’evoluzione, coloro che tracciano le nuove vie. C.A.M.P. ci ha sempre creduto e lo farà anche in futuro. Da quattro generazioni l’etica è la stessa, e continuerà a muoversi in questa direzione, promuovendo una cultura aziendale inclusiva e responsabile, lo sviluppo del benessere condiviso e il miglioramento del lavoro di squadra attraverso un costante coinvolgimento formativo e di crescita professionale. Comunità - Il rapporto del brand con Premana e con la sua community è molto forte, quasi tangibile. Lo sviluppo parte dal territorio e a esso ritorna attraverso la sua valorizzazione, attuata collaborando con associazioni e realtà del terzo settore. Il brand vuole attivare sinergie, coinvolgere gli stakeholder nel proprio percorso ESG. E creare e condividere valore, supportando enti no profit nel raggiungimento dei propri obiettivi. Pensando alla comunità di Premana, ma anche a realtà più lontane, oltre il contesto locale. E naturalmente ai gruppi di persone che gravitano attorno al mondo dell’outdoor e della sicurezza industriale.

Ambiente - L’idea di fondo della label è quella di fare come i migliori alpinisti: arrivare in vetta senza lasciare traccia del proprio passaggio, per non togliere a chi verrà dopo la possibilità di vivere le stesse avventure.

La nostra agenda ESG rappresenta una nuova sfida più nelle forme che nella sostanza: la responsabilità nei confronti delle persone, della comunità e dell’ambiente è qualcosa che ci è stato trasmesso dalle generazioni che ci hanno preceduto ed è parte integrante del nostro modo di fare impresa. Il presentare in maniera più strutturata il nostro impegno risponde alla necessità, ma anche al desiderio, di portare e far conoscere il nostro contributo dentro a un mercato e a un mondo che stanno cambiando velocemente” Eddy Codega, presidente di C.A.M.P.

L’ambiente è infatti la fonte di ispirazione delle azioni del brand: C.A.M.P. misurerà il proprio impatto ambientale per definirne la riduzione attraverso l’impiego di energie rinnovabili. La nuova sede di Valmadrera – non dipendente dal gas e produttrice di energia grazie ai pannelli solari – è già un passo in questa direzione.

Prodotti - Il prodotto è lo scopo del brand, ciò per cui tutti i dipendenti lavorano ogni giorno. L’obiettivo, ora, è mantenere qualità, sicurezza e sostenibilità economica attraverso soluzioni alternative, dai materiali al packaging. Come? Mappando l’impatto ambientale dei prodotti, analizzandone il ciclo di vita dalle materie prime allo smaltimento. E agire per ridurlo, integrando nel continuo processo di ricerca e sviluppo i principi dell’eco design e dell’economia circolare.

ENGLISH VERSION

RESPONSIBLE EVOLUTION

With more than 130 years of history, the Premanabased company has identified this precise historical moment as the ideal context for investing in its corporate welfare. The program, called Responsible Evolution, represents a “new challenge for the brand more in form than in substance”, as Eddy Codega, president of C.A.M.P., pointed out. Responsible Evolution means that corporate evolution in terms of product, market and management will go hand in hand with corporate social responsibility. The pillars on which the corporate ESG (Environmental, Social and Governance) strategic plan is based are five, like the bands in the logo: governance, people, community, environment and products. These are the macro areas where the brand intends to focus its efforts and resources.

QUAL È LO STATO DI SALUTE DELL’OUTDOOR?

Lo abbiamo chiesto al ceo di Oberalp Group

Christoph Engl che ci ha offerto una panoramica che mette a confronto la percezione del consumatore con il vero andamento del mercato

di Sara Canali

In inglese si chiama Bullwhip Effect, ma nella nostra lingua lo possiamo definire “effetto frusta”. A elaborarlo fu Jay Wright Forrester (Anselmo, 18 luglio 1918 – 16 novembre 2016), un ingegnere elettrotecnico e informatico statunitense che studiò come l'amplificazione improvvisa della domanda possa ripercuotersi, alle volte in maniera disastrosa, lungo l’intera catena di distribuzione. Docente del "Massachusetts Institute of Technology di Boston Forrester analizzò la simulazione dell’andamento della domanda, degli ordini e delle scorte di un sistema di imprese e si rese conto che l'amplificazione della domanda comporta un'accelerazione esponenziale degli ordini e della richiesta di approvvigionamento di scorte che si allarga sempre più risalendo la catena. Esattamente come le curve di una frusta. Una teoria che si applica oggi a un modello reale visto che, secondo Christoph Engl, ceo di Oberalp Group, ciò che è successo nel mercato dell'outdoor dopo il periodo pandemico è stato esattamente questo. Oggi ci troviamo dunque di fronte a magazzini pieni, paura dei riassortimenti e una velocità produttiva impensabile solo fino a qualche anno fa ed è in questo panorama che abbiamo fatto una riflessione con l'amministratore delegato dell'azienda bolzanina.

Come sta il mondo dell'outdoor in questo momento?

Quando parliamo di outdoor dobbiamo intendere un mondo molto più ampio rispetto all’universo della montagna di cui ci occupiamo noi. Anche la pesca e il surf sono attività all'aria aperta. Alla base di tutte queste discipline, però, c'è lo stesso panorama: una società che sta cambiando in modo radicale e molto velocemente. Dopo la pandemia, lo sport e il movimento in generale hanno acquisito una rilevanza sociale importante. Anche nel mondo del lavoro, oggi quando ci arrivano i curricula, è bello vedere come la “competenza sociale” sia diventata una voce molto forte nella descrizione di noi stessi. Leggo sempre più frequentemente “sono un climber, una femminista, so fare diverse attività sportive, sono un atleta” e questo è un segnale forte di come ciò che consideriamo sport, outdoor e montagna sia diventato una caratteristica importante delle persone che siamo.

Partendo da questa riflessione, qual è lo stato di salute del mercato invece?

Viviamo in un paradosso, perché da una parte il desiderio di outdoor cresce in modo esponenziale in tutto il mondo tanto che, se vado a paragonare i fatturati record dell'anno scorso con quelli di quest'anno, noto un aumento su tutti i brand in termini di sell out. Al contrario però, quando si parla di sell in, la situazione è opposta: i retailer hanno magazzini pieni un po' in tutta Italia e dunque si ha una forte paura di fare riassortimento, e si cerca di proporre al cliente le giacenze per fare spazio.

Cosa spiega questa situazione?

Durante la pandemia, se il negoziante ordinava 100 spesso riceveva 40. Era un momento di difficoltà nel reperimento delle materie prime, difficoltà logistiche di consegna, tutta la filiera si muoveva a rilento. Appena tutto questo è terminato, si è corsi nella direzione opposta. Si è cominciato a ordinare 200 pensando di ricevere la metà, le aziende hanno cominciato a produrre 300 e i fornitori a organizzarsi per 400

Christoph Engl, ceo Oberalp Group

ENGLISH VERSION

HOW’S THE OUTDOOR INDUSTRY DOING?

It’s called the Bullwhip Effect and it was theorised by Jay Wright, an American electrical and computer engineer who studied how the sudden demand amplification can affect the entire supply chain, sometimes catastrophically. According to Christoph Engl, ceo of the Oberalp Group, this is exactly what happened to the outdoor market after the pandemic. Today we face full stocked warehouses, fears of replenishment and a level of productivity that was unthinkable just a few years ago.

How is the outdoor market doing at this moment?

After the pandemic, sports gained significant social relevance. We are experiencing a paradox: on one hand, this desire for

Questo ha portato a un surplus di produzione agevolato da una velocità produttiva che non si pensava possibile e che non solo ha colmato il buco che si era formato nell'anno precedente, ma ha superato il reale bisogno di un negozio. È il cosiddetto effetto Forrester.

Cosa succede quindi a livello di sell out?

Al momento i magazzini sono pieni di merce nuova, perché tutte le rimanenze sono state esaurite quando mancava il prodotto. I nostri partner, nonostante i nostri prodotti siano già esauriti, non stanno riordinando perché sperano che la clientela si possa “accontentare” di altri marchi. Ma questo crea un effetto pericoloso per il negoziante. E lo vediamo sul nostro e-commerce: quando i nostri prodotti tornano disponibili, c'è una corsa all'acquisto. Il mono dell'outdoor non ha subito una flessione e il mercato è vivo. La clientela è consapevole e sa cosa acquistare, se nel negozio manca un capo, finisce che si orienti verso un acquisto online e questo potrebbe portare a un affetto vertiginoso di caduta libera dell’acquisto offline.

Come state affrontando questa situazione con i vostri retailer?

Abbiamo messo in opera un programma che si occupa di questi temi e cercando di dare ai nostri partner una visione più allargata di quello che succede. Abbiamo invitato i retailer nei nostri show room dove, oltre a mostrare le nuove collezioni, facciamo delle vere e proprio sessioni di update e formazione. Inoltre, in anni di lavoro insieme, abbiamo creato un database importante di dati di vendita di ogni singola attività e, partendo dallo storico, siamo in grado di fornire a ognuno una visione programmatica di quale dovrebbe essere il magazzino giusto. Abbiamo analitiche molto dettagliate su ogni singolo retailer, dati che fungono da fonte in previsione. Inoltre, condividiamo con loro la nostra esperienza nel settore per leggere i trend sociali, capire cosa sta succedendo e cosa succederà. Insieme, possiamo sempre fare grandi cose.

outdoor activities is exponentially growing all over the world; but on the other hand, when it comes to sell-in, the situation is the opposite. Italian retailers have their warehouses full and obviously they won’t restock, but they’ll try to sell their existing stock to make space.

How are you handling the situation with your retailers?

We have implemented a program addressing these issues, and we are trying to provide our partners a broader perspective on what is happening. We have invited our retailers to our showrooms where, in addition to showcasing new collections, we offer updates and training sessions.

LIBERA LO SPIRITO SKIALPER CHE C’È IN TE

Sella Free è la collezione di Salewa per lo scialpinismo che si ispira allo stile del freeride e dove la qualità vince sulla quantità di Sara Canali

La collezione focus FW 24/25 per Salewa si chiamerà Sella Free, una linea di scialpinismo che prende ispirazione del mondo del freeride. Parla Leonardo Fumagalli, design coordinator apparel del brand.

Cosa dobbiamo aspettarci da Salewa per il prossimo inverno?

Per l’inverno 24/25 Salewa porterà una collezione da scialpinismo, che prende il nome di Sella Free e che si concentra più sulla qualità che sulla quantità. Abbiamo infatti deciso di limitare il numero di novità, per portare prodotti con un valore concettuale e tecnico più forte. Ci siamo concentrati sugli ingredienti che compongono un prodotto, che sono: il concept che lo fa nascere, la necessità che va a soddisfare, lo stile che gli dà un carattere, i materiali da cui è composto e le funzionalità che offre al consumatore. Oltre al focus sul design, ci tengo anche a mettere un accento sulla ricerca e lo sviluppo che è stato fatto in termini di materiali, sia per la presenza di tecnologie proprietarie sviluppate dal nostro team di R&D che per i passi in avanti che stiamo muovendo in termini di sostenibilità.

Cosa ha ispirato la collezione?

le a un elemento, che si trasforma in grafica, e che per il consumatore rappresenta un motivo estetico, ma per noi rappresenta un’identità vera e propria. Il crepaccio è un elemento dell’ambiente alpino più estremo, la cui spaccatura in un certo senso richiama la semplicità e l’aggressività del design, e ci ricollega all’ambiente della montagna, che è il nostro fine ultimo.

La terza parola chiave è ESSENZIALE. Questa si applica in generale alle collezioni Salewa. Il prodotto deve essere in grado di spiegarsi da solo e il consumatore dovrebbe essere in grado di capirne la funzione semplicemente interagendo con esso. Nell’abbigliamento la componente estetica ha sicuramente un peso diverso, per me la sfida è riuscire a trasportare anche lì questi principi.

Avete lavorato anche su nuovi materiali e tecnologie?

La nuova collezione, che parla di scialpinismo, è stata ispirata dal mondo del freeride. Lo ski touring sta cavalcando l’onda della popolarità da diversi anni e non è una tendenza che dà segnali di diminuzione. La popolarità di questo sport ha portato a un’influenza e uno scambio sempre maggiore del mondo del freeride nei confronti della concezione di scialpinismo più tradizionale. In particolare, questa nicchia è diventata un potente strumento per approcciare i consumatori più giovani, che sono molti e che sono attratti dallo stile dei freerider e dal loro modo di vivere lo sport. Per come la vedo io, che sono attivamente parte di questa fetta di giovani consumatori, il freeride rappresenta la parte più fresca e cool del mondo dello sci, e quello che volevamo fare era proprio ispirarci a questo mood per rendere Salewa cool, dare al brand un’immagine nuova e riuscire a interagire con le nuove generazioni. I prodotti parlano un linguaggio minimale, che unisce linee pulite e aggressive con gli elementi che rappresentano il brand. Deve essere moderno, ma non deve nascondere da dove viene e a cosa appartiene. Ogni dettaglio è importante, ogni colore ha una motivazione, nessun elemento è lì per caso. Il valore estetico del prodotto deve essere il prodotto stesso, e quest’ultimo rappresenta Salewa.

Quali sono le parole chiave della linea?

La prima parola chiave della linea è FREE. Attorno a questa parola c’è un gioco di significati che rimbalza tra i vari concetti che porta con sé. La chiave di lettura più semplice e immediata è che indica lo sci freeride, con tutto ciò che ne consegue. Quella più complessa e profonda gioca sul significato letterale, ovvero “libero”: evoca l’esperienza dello scialpinismo e dello sport in generale e la volontà di inseguire l’inverno e la neve per la passione che spinge e, allo stesso tempo, deriva dalla pratica di quest’attività. Tutta la campagna di comunicazione di questa collezione giocherà su questo doppio concetto.

La seconda parola chiave è CREVASSE, ovvero crepaccio. Le attività per cui Salewa propone prodotti sono tante e al nostro team piace associar-

La linea Sella è una delle linee Salewa che utilizza solamente tecnologie e materiali di proprietà. Questo significa che nei prodotti non si trovano Gore-Tex, Pertex, e Polartec ma si trovano Powertex, Durastretch, Polarlite, e Tirolwool che sono le nomenclature delle nostre tecnologie. Avere questo tipo di approccio nei confronti dei materiali, grazie anche al lavoro di sviluppo che svolge un team dedicato, ci permette di dare vita a tessuti e imbottiture secondo i nostri standard, con le caratteristiche che riteniamo più importanti in termini di performance e composizione. Il lavoro che viene solitamente fatto nella creazione di una nuova stagione è quello di approfondire e migliorare le nostre tecnologie, portando degli upgrade in termini di performance, durabilità, look and feel, sostenibilità.

Quanti di questi prodotti avranno l'etichetta Salewa Committed? Fatta eccezione per alcuni accessori dove, per questioni di materialità, non ci è stato possibile ottenerla, tutti i nuovi prodotti di abbigliamento hanno la certificazione Salewa Committed. Dal momento che la nostra supply chain fa molti passi avanti stagione dopo stagione e le possibilità sono sempre di più, è nostro dovere tenere aggiornato quello che abbiamo per migliorare il nostro impatto, anche quando significa rivedere concetti ormai stabili, e funzionanti, da diversi anni. Questo rappresenta un buon traguardo per Salewa, ma si tratta solo di un punto di partenza. Abbiamo diversi concetti sul tema sostenibilità in lavorazione per il futuro, e vorremmo che FW 24/25 sia soltanto il primo passo.

ENGLISH VERSION

FREE THE SKIALPER SPIRIT IN YOU

The FW 24/25 focus collection for Salewa it will be called Sella Free: a skialper collection inspired by the freeride world. We interviewed Leonardo Fumagalli, design coordinator apparel of the brand. “We decided to limit the number of new items to bring more products with a remarkable, stronger conceptual and technical value. The Sella collection is inspired by the freeride world, the “fresher” and cooler part of the ski world. In addition, all our new apparel products are certified Salewa Committed.”

Leonardo Fumagalli

LEGGERO | ELETTRONICO | VERSATILE

Dal 1980 lavoriamo per proteggere al meglio chi pratica sport di montagna. Con questo nuovo sistema airbag elettrico, oggi posiamo una nuova pietra miliare in fatto di sicurezza in valanga.

AVALANCHE SAFETY

STORIA DI UOMINI E MONTAGNE

Da quasi 60 anni, Cimalp si dedica alla creazione di abbigliamento e accessori tecnici, sostenibili e accessibili per tutti gli appassionati outdoor. Ma come è iniziato tutto?

di Susanna Marchini

Fondato nel 1964 dall’idea dell’alpinista Paul Sailler, il nome Cimalp evoca le alte vette, riferendosi proprio alla cima più alta: il Monte Bianco. Il marchio ha un know-how innovativo e un’esperienza decennale nel mercato outdoor, fondamentale per soddisfare le esigenze di coloro che vivono e respirano la montagna. Il brand francese lavora da più di mezzo secolo con un unico obiettivo: innovare e migliorare l’equipaggiamento outdoor per soddisfare al meglio le esigenze dei propri clienti nel totale rispetto della natura. Esempio significativo di questo approccio è la tecnologia Ultrashell, una membrana altamente tecnica, impermeabile e traspirante, senza l'impiego di composti fluorurati, dannosi per l'ambiente, nata nel 2015 dopo sei anni di intensi test. Questa membrana è caratterizzata da un tessuto a tre strati estremamente resistente che garantisce una traspirabilità di 80.000 MVP e un'efficace impermeabilità di 20.000 mm e viene utilizzata per la produzione di abbigliamento da montagna e da trail. L’azienda ha sede nella regione francese della Drôme e coinvolge atleti e professionisti del settore nei processi di sviluppo dei propri capi. La collaborazione con loro rappresenta per il brand una vera e propria fonte di ispirazione, oltre che un aiuto prezioso per il team di ricerca e sviluppo. Il prodotto finale rispon-

1964. Cimalp viene fondato da Paul Sailler, un alpinista francese con il desiderio di poter democratizzare i capi tecnici da montagna. Diventa il primo a integrare la Lycra nei tessuti in velluto, oltre che far tornare “di moda” i pantaloni alla zuava tra gli alpinisti alla ricerca di una maggiore libertà di movimento. Con il passare degli anni, il brand si impone sempre più nel mercato di riferimento e negli Anni '70 i knickerbockers diventano il loro best-seller

1991. Raymond Marsanne, imprenditore e codirettore dell’azienda di abbigliamento da sci Manufacture Drômoise de Confection dal 1984, acquista Cimalp ampliandone l’offerta e rivisitando completamente la strategia aziendale per ottenere una maggiore visibilità tra gli amanti della montagna. Nel 1996, infatti, equipaggia l’esploratrice Laurence de La Ferrière per

la sua traversata in solitaria del Polo Sud, per la quale si aggiudica il titolo di prima e unica donna al mondo ad aver affrontato una missione simile

2005. Raymond Marsanne trasmette il suo amore per la montagna al figlio Lionel al quale passa il testimone. Con la formazione da ingegnere e la passione per la tecnologia e l’innovazione, Lionel mette quest’ultima al centro della nuova strategia di sviluppo aziendale

2009. Cimalp intraprende la sua rivoluzione digitale con Lionel Marsanne, che decide di passare a un modello di bussiness basato sulle vendite online. Il marchio elimina gli intermediari e offre capi altamente tecnici a prezzi inferiori del 20-30% rispetto ai suoi competitor. Inoltre, inizia a sviluppare un gran numero di tecnologie brevettate internamente

de al meglio alle esigenze degli appassionati di montagna; comfort, protezione, resistenza e accessibilità sono le parole chiave che descrivono al meglio la volontà del marchio di democratizzare gli sport outdoor e di trasmettere alle persone il fascino della natura.

UN BRAND COME UNA FAMIGLIA - Oggi l’azienda si compone di una cordata di 30 dipendenti che condividono gli stessi valori: il rispetto per la natura e la sua biodiversità, la passione per l’avventura e il raggiungimento di nuovi traguardi. Un gruppo coeso di sportivi appassionati e determinati, avventurieri e guide che ambiscono a scrivere storie di sport e di umanità dal forte impatto sociale e ambientale. Affianco a questo team, numerosi sono gli atleti e gli ambassador ai quali Cimalp si affida per realizzare capi sempre più performanti. Alcuni nomi? Maryline Nakache, vincitrice della Marathon des Sables nel 2023; Matteo Eydallin, unico italiano e campione del mondo di sci alpinismo individuale nel 2021; la campionessa olimpica di Biathlon Marie Dorin-Habert. Il brand collabora inoltre con il CNAS per testare i suoi prodotti ed è lo sponsor tecnico ufficiale sia della Federación Española de Deportes de Montaña y Escalada (FEDME) in Spagna che della Bundeslehrteams des Deutschen Skiverbandes (DSV) in Germania.

60 ANNI DI CIMALP

2014. Da sempre fedele ai segmenti dell’alpinismo e dell’escursionismo, Cimalp si affaccia nel mondo del trail running che diventa il suo mercato principale. Nel 2016 nasce il Team Trail Cimalp, originariamente composto da 10 atleti francesi, ma che oggi conta più di 30 membri internazionali. La squadra sarà in cima alle classifiche nazionali del Team Élites France nel 2023

2015. Cimalp attua la sua transizione ecologica, ponendo l'accento su un impegno a lungo termine per limitare l'impatto ambientale delle proprie attività. L'azienda ha ottenuto importanti certificazioni tessili, come il riconoscimento bluesign, che attesta l'effettiva adozione di un piano strategico volto a una produzione più sostenibile e alla riduzione dell'impatto ambientale delll'intera filiera tessile. Inoltre, il marchio offre un servizio di riparazione per

cimalp.it

i suoi capi, contribuendo a minimizzare i rifiuti tessili e si dedica alla realizzazione di prodotti utilizzando fibre riciclate e 100% PFC Free. Inizia, inoltre, a lavorare sulla sua membrana ultra performante, impermeabile e traspirante Ultrashell, ancora oggi fiore all'occhiello delle tecnologie brevettate internamente

2019. Lancio delle 864 Drop Evolution: la primissima scarpa da trail che, con un unico modello, consente di avere tre differenti drop con la sostituzione della soletta interna, permettendo ai runner di avere scarpe adatte sia per le lunghe distanze che a percorsi brevi

2019 - 2020. Il brand guarda all'Europa ed espande la propria presenza online in Italia, Spagna, Regno Unito, Germania e Polonia

2020. Cimalp promuove molte innovazioni nel

mercato degli sport outdoor e lavora alla realizzazione e brevettazione di numerose tecnologie come l'Aerodry, e tessuti tecnici come il pile Cimagrid e la piuma sintetica Cimaloft ottenuta dalla combinazione di fibra di mais e poliestere riciclato, fornendo così un'alternativa etica alle piume animali

2023. Il brand conta su una squadra di 30 dipendenti, un fatturato di 12 milioni di euro e una crescita a due cifre

2024 Cimalp festeggerà il suo 60° anniversario con un grande progetto di crescita e potenziamento. Per l’ultimo trimestre 2024, è prevista l’inaugurazione di Refuge, l'edificio 100% sostenibile della nuova sede aziendale

© Mauro
Mariotti
© Maurizio
Torri

ENGLISH VERSION

MONDEOX: SEMPRE PIÙ

THE SHOE FACTORY

Per il 30° anniversario, il produttore italiano di calzature tecniche conferma la sua propensione alle sfide con un nuovo ingresso nel Cda e un importante piano di investimenti firmato Eulero Capital

Mondeox, Asolo, Veneto. Da 30 anni nel mondo delle calzature per l’outdoor e l’antinfortunistica nel segmento medio-alto e alto di gamma: dagli articoli per il military e hunting, passando per l’escursionismo fino ai modelli per il tempo libero.

Fondata e ancora guidata dalla famiglia Florian, Mondeox festeggia con orgoglio una storia fatta di tenacia, passione, dinamismo e ambizione, che l’hanno condotta negli anni a scegliere spesso la sfida come approccio d’impresa.

Altissima qualità, prodotta rigorosamente in Europa, caratterizzata da un notevole livello di personalizzazione e resa possibile da un investimento costante in know how e competenze tecniche, nel design, come nella produzione e nella logistica. Per offrire qualcosa che andasse sempre oltre il prodotto e diventasse il valore di supportare con la partnership di un servizio.

E poi la sfida delle tecnologie, con la scelta di introdurre quelle più evolute e performanti, come i macchinari robotizzati per la produzione di calzature con suola in PU a iniezione diretta nel 2015, o come il prestigio della licenza Gore-Tex ottenuta nel 2013. E ancora, la sfida di una crescita che dall‘headquarter in provincia di Treviso (2010 7.000 mq) ha visto Mondeox ampliarsi verso nuovi siti industriali nell’Est Europa. Prima ad Aiud in Romania (2010, 9.000 mq), poi nell’Ovest dell’Ucraina (2019) e in Albania (2022), per un totale di 1.546.315 paia prodotte nel 2022, che raggiungono attualmente oltre 25 Paesi. Oggi anche il mondo finanziario guarda con attenzione ai traguardi di Mondeox: proprio quest’anno Eulero Capital, piattaforma di permanent capital, che organizza e investe in imprese e management di eccellenza, ha scelto di acquistare il 60% del capitale dell’azienda veneta guardando con fiducia ai suoi piani di sviluppo nei contesti internazionali. Accanto alla famiglia Florian sarà testimone di questo nuovo percorso Antonio Dus, già ceo di società come Pinarello, Tecnica Group e Vibram, nuovo ultimo prestigioso ingresso nel CDA Mondeox.

IN ITS 30TH ANNIVERSARY YEAR, THE ITALIAN TECHNICAL FOOTWEAR MANUFACTURER CONFIRMS ITS PROPENSITY FOR CHALLENGES

Mondeox, Asolo, Veneto. Mondeox has been in the world of outdoor and safety footwear in the medium-high and high-end segment for 30 years: from military and hunting items, through all hiking segments, to leisure time models. Founded and still led by the Florian family, Mondeox proudly celebrates a history made of tenacity, passion, dynamism and ambition, which over the years have led it to often choose challenge as its business approach. The challenge, since the beginning, of a superior quality, produced strictly in Europe, characterised by a very high level of customisation and made possible by a constant investment in know-how and technical skills, in design, as in production and logistics. In order to offer something that always goes beyond the product and becomes the value of supporting with the partnership of a service. And then the challenge of technologies, with the choice of introducing the most advanced and performing ones, such as the robotized machinery for the production of footwear with direct injection PU soles in 2015, or like the prestige of the Gore-Tex licence obtained in 2013. And again, the challenge of a growth that from the headquarter in the province of Treviso (2010 7.000 sqm) has seen Mondeox expand towards new industrial sites in Eastern Europe, first in Aiud in Romania (2010, 9.000 sqm), then in the West of Ukraine (2019) and in Albania (2022), for a total of 1,546,315 pairs produced by 2022, currently reaching over 25 countries. Today, the financial world is also looking closely at Mondeox’s goals: just this year, Eulero Capital, a permanent capital platform that organises and invests in companies and management of excellence, has chosen to buy 60% of the capital of the Veneto-based company, looking with confidence at its development plans in international contexts. Alongside the Florian family, Antonio Dus, already ceo of leading companies such as Pinarello, Tecnica Group and Vibram, the latest prestigious addition to the Mondeox board of directors, will witness this new path.

Il CDA di Mondeox ha visto l’ingresso di una figura autorevole nel mondo outdoor come Antonio Dus, che accompagnerà il board nello sviluppo del nuovo piano industriale. “Conosco Mondeox e la famiglia Florian da molti anni. Partecipare a questa nuova sfida dell’azienda, potendo portare la mia esperienza e il mio metodo è per me motivo di grande stimolo”, ha dichiarato Dus.

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Le montagne stanno ferme, gli uomini s’incontrano – dice un vecchio proverbio – e c’è molto di affascinante nel modo in cui qualcosa di così genericamente immobile attira e unisce persone diverse portandole negli stessi luoghi a mettere le mani sulla stessa roccia. Ed è proprio quello che abbiamo fatto lo scorso 22-23 ottobre insieme al team Edelrid nelle falesie di Finale Ligure. Il finalese ha sicuramente la sua meritata reputazione come paradiso internazionale per il climbing e, soprattutto, come una delle destinazioni più tecniche al mondo. Un territorio carsico che parte dall’entroterra e arriva fino in riva al mare. Tremila vie per l’arrampicata sportiva accanto a vie più tipicamente alpinistiche. Roccia calcarea, con i suoi appigli a goccia e le classiche placche a spalmo. Tiri sui quali la precisione è d’obbligo, la tecnicità più che necessaria. Precisione, tecnicità: caratteristiche che ai prodotti della famiglia Edelrid – Red Chili non mancano. In due giorni di test, abbiamo avuto l’occasione di provare imbraghi e scarpette, così come corde e assicuratori. Ma non solo: esplorando le falesie del finalese e sporcandoci le mani di magnesite insieme all’affiatato team del brand e ai suoi atleti, abbiamo condiviso momenti leggeri grazie all’entusiasmo che accomuna tutti i climber – ovvero, chiunque desideri muoversi liberamente nel mondo verticale.

LIBERO MOVIMENTO NEL MONDO VERTICALE

È questo ciò che Edelrid vuole assicurare grazie al suo know-how e i 160 anni di esperienza: libertà di muoversi sicuri, grazie a prodotti innovativi, sostenibili e leggeri

di Francesca Cassi

invece un supporto perfetto anche sui più piccoli appoggi. La Voltage rimane comunque sufficientemente morbida per essere funzionale anche sui boulder dai volumi moderni. Il design calzante previene punti di sfregamento e pressione e la rende comoda nonostante la forma aggressiva. Il nome dice tutto: la Sensor è la scarpetta più precisa e delicata della gamma Red Chili. È stata specificatamente sviluppata per l’arrampicata e il boulder in artificiale e per le gare. L’intersuola minimalista, combinata con una pronunciata asimmetria e un arco aggressivo, la rendono estremamente performante. La sensibilità è garantita dalla suola Vibram XS Grip, disegnata in modo che il suo spessore vari dall’uno ai quattro millimetri, così come il grip, efficace esattamente dove ce ne è bisogno.

RED CHILI - Partiamo dalle basi: i buchi e le tacche del calcare richiedono un gioco di piedi preciso ed efficace, e quindi delle scarpette non da meno. Abbiamo testato tre modelli di casa Red Chili: Fusion, Voltage e Sensor. La Fusion (nella sua versione LV) è una scarpa versatile, adatta a chi inizia o a chi ama scalare più comodo senza rinunciare alla performance soprattutto in multipitch. Ottimale per piedi più sottili e stretti. Dopo qualche utilizzo si adatta alla forma del piede permettendo un fit decisamente individuale. L’innovazione di questo modello sta soprattutto nella chiusura, che combina un sistema di velcro e lacci. La Voltage è un modello più aggressivo, la cui forma arcuata assicura il massimo rendimento in strapiombo e la cui intersuola garantisce

EDELRID - Passando invece nel campo Edelrid, abbiamo testato i modelli continuativi caratterizzati da alcune innovazioni e assistito anche alla presentazione delle novità 2024. Gli imbraghi Sirana, Autana e Sendero si presentano con un design totalmente nuovo sotto al nome continuativo dei classici del brand. Insieme a loro, ci hanno accompagnato sulla verticale anche i modelli Jayne e Ace. Jayne è studiato appositamente per l’anatomia femminile, come Autana e Helia. Tutti si distinguono per il loro basso impatto ambientale e il rispetto degli standard bluesign. Il leit motiv è stato sicuramente la leggerezza – sia in termini di peso vero e proprio che di impatto sull’ambiente. La collezione di prodotti Edelrid 3R – Reduce, Reuse, Recycle – verrà infatti ampliata da molti prodotti in uscita nel 2024. In campo corde, invece, si prevede una graduale sostituzione delle corde pro-dry con quelle eco-dry, anche se le prime saranno ancora presenti nelle collezioni 24/25. Leggerezza e minimalismo caratterizzano anche gli ultimi imbraghi e set da ferrata sviluppati dal brand, che vedremo arrivare nella primavera del prossimo anno: poco ingombranti, leggeri e facili da riporre nello zaino per qualsiasi avventura verticale, senza però compromettere gli altissimi standard di sicurezza del brand.

Jayne

LA PERFORMANCE TECNICA INCONTRA LO STILE FASHION

Crazy è l’azienda italiana che crea abbigliamento da montagna che combina performance tecnica e stile fashion.

Ho fondato Crazy nel 1989.

Ero un’atleta di sci innamorata della moda e la mia idea folle, “crazy”, fu quella di creare il più innovativo abbigliamento da montagna che fosse tanto bello e colorato quanto performante.

Crazy nasce per le gare di sci alpinismo, ma oggi è per tutti gli appassionati di

montagna che non hanno paura di farsi notare.

Da sempre scelgo tessuti elastici e tecnologie per limitare il peso e il volume dei capi migliorando la libertà di movimento.

Dimentica le giacche nere, noiose e ingombranti o l’abbigliamento alla moda che non è fatto per funzionare.

Scopri l’abbigliamento fast and light che non sacrifica funzionalità o stile.

Get Crazy, be Wild!

Crazy Founder e designer
Crazy girls in cresta sul Monte Bianco

Da sinistra, Manolo, Benedetto Sironi, direttore editoriale di Outdoor Magazine e Laura Rogora

ARRAMPICANDO ATTRAVERSO LE GENERAZIONI

Il Montura Store di Milano ha ospitato la conversazione tra Laura Rogora e Maurizio “Manolo” Zanolla, due leggende del climbing che hanno condiviso le loro prospettive uniche sulla disciplina più in voga del momento di Susanna Marchini

Il vuoto mi faceva paura. Poi, quando l’ho sconfitto, il vuoto è diventato un punto d'appoggio –. Questa è una delle tante frasi emozionanti che sono emerse giovedì 19 ottobre presso il punto vendita meneghino del brand trentino, che si è riempito di appassionati per ascoltare le sorprendenti storie di questi due personaggi unici che hanno, in maniera molto diversa, rivoluzionato il mondo dell’arrampicata.

Come si evince dal titolo di questo appuntamento, oggi parliamo di generazioni a confronto. Che rapporto avete con i climber che vi hanno preceduto o che sono venuti dopo?

Laura: il mio legame tra montagna e climbing non è diretto, anzi. Io scalo molto indoor o a Sperlonga, sul mare. La storia dell’arrampicata in montagna quindi, mi ha sempre incuriosito. Ho ripetuto delle vie storiche e ho letto molti libri sui personaggi che mi hanno preceduto. Soprattutto per quanto riguarda i miei conterranei romani, come Alessandro “Jolly” Lamberti che nel 2001 è stato il primo italiano a liberare un 9A.

ManoLo: mi sento molto lontano dalle nuove generazioni di climber, è inevitabile. Quando io ho cominciato a scalare si stava sulle montagne e non avrei mai immaginato che questa disciplina “scendesse” tra le falesie e poi tra le sale indoor, fino ad arrivare alle Olimpiadi. Ma penso che sia una grande occasione per diffondere questo sport. Oggi si ha la possibilità di aprire la porta di casa e avere una sala dove allenarsi a due passi.

Come ci si allena oggi, e come ci si allenava una volta?

L: in generale, se prima gli allenamenti erano più incentrati sulla resistenza, ora ci si focalizza anche sulla forza esplosiva, soprattutto per competere nel boulder. Si raccolgono anche più dati fisici, ci sono delle tecnologie più avanzate per misurare il progresso. Io durante l'inverno mi alleno tre volte a settimana con i pesi e cinque volte su parete. M: da giovane non avevo una routine di allenamento, avevo troppi impegni tra vita e lavoro. Quando potevo, andavo in montagna, senza troppa regolarità. Poi io odiavo allenarmi, ma mi piaceva migliorare, quindi dei sacrifici da quel punto di vista li ho dovuti fare. Poi sono diventato più rigoroso, più serio, ma avevo già più di 40 anni.

Olimpiadi. Laura, come è andata a Tokyo nel 2021 e come sarà la gara di qualificazione per Parigi 2024? Come ti senti? L: a Tokyo c’erano solo venti posti per gli atleti e una sola medaglia dedicata al climbing che combinava bounder, lead

e speed. L’esperienza è stata piuttosto strana: a causa del Covid si svolgeva tutto a porte chiuse. Dopo due anni di attesa, c’era molta pressione, anche perché nessuno l’aveva mai fatto. A Parigi invece ci saranno due medaglie diverse, una per la speed e una per una combinata lead e boulder. Al momento tra le donne si sono qualificate Jessica Pilz, Janja Garnbret e Ai Mori. Il livello si è alzato molto, soprattutto nelle competizioni femminili. Tante nazioni hanno iniziato a investire su questo sport, compresa proprio la Francia. L’Italia invece va un po' a rilento.

“Contrastare la gravità fa schifo, ma non esiste altra attività dove si può immaginare così tanto” Manolo

Qual è il vostro rapporto con Montura?

L: il mio rapporto con Montura è nato dieci anni fa grazie a un negozio di Roma (Climberstore Roma, che abbiamo intervistato su Outdoor Magazine 04 Speciale Climbing ndr)che rivendeva il brand. Con il tempo, il rapporto si è consolidato, fino a ricevere supporto per i miei viaggi di arrampicata. Grazie a loro, ho affrontare i 9B di Ali hulk a Rodellar e Stoking the Fire a Santa Linya.

M: conosco Roberto (Giordani, founder del brand, ndr) dagli Anni '90 Quando lavoravo con Sector, lui mi dava dei capi tecnici da testare. Poi, dopo un suo viaggio in Kashmir venne da me con il logo e il nome di una nuova azienda e mi chiese di dargli un parere. Appena fondò Montura, ricominciò la nostra collaborazione. Lui puntava molto sulla parte tecnica, abbiamo creato insieme i pantaloni Vertigo, che sono diventati un’icona del brand. Abbiamo sempre avuto un rapporto molto confidenziale, di amicizia.

Se il domani di Laura è a 5 cerchi, quali sono i tuoi progetti Manolo?

M: ho 66 anni e me li sento tutti. Non ho intenzione di fermarmi, ma accetto la mia età. Amo vivere in ambiente, continuerò nei miei obiettivi senza pensare a quelli che guardano. Ecco, sicuramente non scriverò un altro libro, è stata una faticaccia. Ho iniziato a scriverlo a mano e non riuscivo neanche a decifrare la mia scrittura.

con gli occhi di due generazioni diverse.
Montura Store Milano Via Mantova, 21 Ingresso Libero.
Laura Rogora
Maurizio “Manolo” Zanolla
La locandina dell'evento

ATLETA PER PASSIONE

Elisa Desco racconta la sua vita tra famiglia e corsa. Emblema della donna che non rinuncia al suo tempo, la stessa alla quale comunica SCARPA con calzature a lei dedicate

di Karen Pozzi

“Ma come fa a far tutto?”, è il titolo del film diretto da Douglas McGrath dove la protagonista trentacinquenne, interpretata da Sarah Jessica Parker, gestisce lavoro e famiglia cercando l’equilibrio perfetto. Quante donne si riconoscono in lei? Tante! Qual è il segreto per farcela? Non esiste, ci vuole sacrificio, passione, amore e organizzazione, aspetti che l’universo femminile ha avuto in dote.

Elisa Desco è una runner agonista, atleta SCARPA dal 2017 e compagna di Marco De Gasperi, sei volte campione mondiale di corsa in montagna e ora category manager (comparto trail running) in SCARPA con il quale ha avuto due bambine: Lidia (nata nel 2010) e Cecilia (nata nel 2017). Questa donna è l’esempio che volere è potere e che il motore di tutto è la passione. Dall’atletica alla montagna, trail o sky running, per lei la corsa è vita. L’abbiamo intervistata per conoscere meglio come “fa a far tutto” a due giorni dalla sua quinta vittoria al Valtellina Wine Trail.

Dal momento in cui sei diventata mamma com’è cam biato il tuo rapporto con la corsa?

C’è chi “critica” le mamme che continuano a ritagliarsi del tempo per le proprie passioni. Cosa ne pensi?

Quando una sportiva diventa mamma, anche se corre per professione, non tutti ne capiscono il valore. Premesso che per me vale il motto “vivi e lascia vivere”, quindi tutti possono avere la propria idea, dal mio punto di vista ognuno ha le proprie passioni, chi va al bar, chi a fare shopping. Io vado a correre, è il mio modo per prendermi cura di me stessa. Chi non ha grandi passioni o non ha voluto nella vita ritagliarsi del tempo farà fatica a capire, per qualcuno la mamma deve solo fare la mamma, ma io credo che non conti la quantità del tempo che si sta con i figli ma la qualità. Ogni tanto mi capita di provare dei sensi di colpa soprattutto quando vado in trasferta, ma poi penso che può essere un buon esempio per i figli non rinunciare a sé. E questa cosa ricade positivamente anche sulla famiglia perché sono più realizzata e felice. Elisa e Marco: quanto una passione comune può unire (o separare) la coppia?

Sono cambiate le priorità. Ora non è più la corsa, ma sono le bimbe. Correre rimane però una grande passione quindi, finché il mio corpo me lo consentirà, continuerò a farlo ma con un approccio diverso. Capita spesso di non poter rispettare un piano di allenamento a causa di impegni o inconvenienti dell’ultimo minuto, quindi vivo gli allenamenti alla giornata, non mi fascio la testa e non mi sento frustrata, lo riprogrammo per il giorno seguente e se dovesse saltare ancora “pazienza”. La vita è anche altro e, se si fanno delle scelte, è giusto adattarsi alle conseguenze e mettere in conto che non tutto potrà andare come previsto. Io ho scelto, e sono fortunata, di essere mamma e ora il mio nuovo ordine delle cose mi vede prima come donna e poi come atleta.

Come ti organizzi per riuscire ad allenarti e che valore ha quel tempo che dedichi solo a te stessa?

Mi sono sempre organizzata per ritagliarmi il tempo di allenarmi con l’aiuto di Marco (De Gasperi, ndr) e qualche volta dei miei genitori seppur vivano lontano, ma ora che le bimbe sono più grandi e vanno a scuola è tutto più semplice, vado di mattina quando loro non ci sono. La corsa è una valvola di sfogo, un momento solo per me. Se per diverso tempo non riesco a correre mi manca, ma più per il mio benessere mentale e fisico che per la prestazione, almeno non più.

E come vivi le gare?

Molto meglio e con più serenità, conosco i miei limiti e quindi non ho più le aspettative di prima. Ma ho ancora voglia di correre e di mettermi alla prova perché sono agonista dentro, ho bisogno di un obiettivo da raggiungere. Se solo il mio fisico seguisse la mia testa potrei sicuramente fare di più.

Dopo le gravidanze, sei rimasta forte pur allenandoti meno. Perché secondo te?

Molte atlete mi hanno chiesto come avessi fatto a rientrare così forte subito dopo la seconda figlia, a 36 anni. Ho più voglia di correre con meno pretese. Inoltre, mi sono resa conto che è più faticoso fare la mamma (scherza) e correre è diventato il mio momento di relax, un modo per staccare la spina dalla routine. Mi sento anche meno stanca, forse è proprio cambiata la soglia del dolore.

C’è molta più comprensione, supporto e sostegno. Se in famiglia lo sportivo è solo uno è più difficile che l’altro riesca a capire la sua fatica e il tempo che si ritaglia. Conosco molte coppie che condividono l’amore per lo sport e credo che spesso sia l’antidoto segreto per farle durare a lungo.

Possono coesistere due campioni nella stessa famiglia o uno dei due deve fare un passo indietro?

Credo di sì, con una buona organizzazione possono coesistere. È vero anche che l’anno in cui Marco ha vissuto una delle sue stagioni più belle, vincendo anche le Skyrunning World Series, io ero incinta e quindi correva solo lui. Il tempo a disposizione è già poco, se poi viene diviso per gli allenamenti di entrambi è più difficile.

Come racconti il rapporto tra donne nella corsa?

Io vedo complicità e supporto. Nell’ultima gara a Limone ho corso con un gruppo di cinque donne per una bella parte del percorso e ho visto sostegno, un continuo rassicurarsi e motivarsi. Immagino però che questo succeda più nel trail che negli altri ambiti dell’atletica, credo ci sia maggior competizione dove conta di più il cronometro. Ovviamente in gara si è amiche ma anche avversarie, e nel nostro settore si respira una bella atmosfera, si condivide molto e si creano spesso rapporti di amicizia. Ricordo che una volta Hillary Gherardi, amica e compagna di team, aveva i crampi e io mi sono fermata con lei senza pensarci, le ho dato gel e tutto quello che avevo per aiutarla e così è successo quando a non stare bene sono stata io.

Le donne sono ancora una percentuale bassa nel mondo del trail e della corsa in montagna, seppur in crescita negli ultimi anni. C’è parità secondo te in questo ambito?

Qualche uomo prova rivalità nei confronti della donna, altri che invece mi dicono “che onore correre con te, significa che sto andando forte”. Dipende da uomo a uomo. Seppur ancora si faccia una grande distinzione soprattutto nelle gare, mi sembra che ora ci sia una maggiore apertura e riconoscimento delle donne. Ricordo in passato di aver discusso con un organizzatore perché il montepremi femminile era inferiore rispetto a quello maschile. Lui sosteneva fossero state poche le donne in partenza e quindi la vittoria avrebbe avuto per lui una valenza diversa tra le due categorie. Ricordo di avergli detto che, così facendo, avrebbe avuto sempre poche donne alla sua gara perché non avrebbero avuto stimoli per partecipare.

Elisa Desco

Che ruolo hai in SCARPA?

Sono atleta SCARPA dal 2017 sono un po' la zia del team che dopo l’arrivo di Marco è cresciuto sempre più. Ora mi occupo anche, con Emanuele Manzi, del team junior, siamo i referenti dei giovani atleti anche durante le gare. SCARPA è un brand attento alla donna secondo te? Perchè?

Sì, basti pensare che una delle proprietarie è donna e c’è sempre, per fortuna, il suo parere nell’ideazione dei prodotti e delle azioni corporate. Inoltre, con l’ingresso di Marco, si è iniziato a differenziare i modelli di calzature da trail rispettando la forma del piede di uomo e donna oltre che a proporre colorazioni femminili. Un passaggio che è stato possibile dal momento in cui il brand si è affermato nel settore del trail, ha iniziato a vendere più scarpe da corsa e, quindi, poteva permettersi di fare una doppia versione di uno stesso modello. Quello che ha fatto Marco per valorizzare la donna è stato anche creare un team trail running equilibrato femminile e maschile seppur ci siano meno donne forti nel panorama mondiale.

Che tipo di donna e atleta è quella a cui parla SCARPA?

Parla sia all’atleta che alla massa differenziando le tipologie di prodotti dai più tecnici e race a quelli per tutte, per correre o camminare.

Quali sono secondo te gli aspetti da tenere in considerazione nell’ideazione di un prodotto da donne?

La donna cerca qualcosa che la colpisca, un amore a prima vista. È infatti molto attenta all’estetica, ai colori e alla moda e ovviamente al comfort. Certo, per un’atleta conta prima di tutto la performance, ma anche in questo caso l’occhio vuole la sua parte.

Provi le scarpe in anteprima?

Per fortuna ho il numero dei prototipi e quindi ne provo molti e riporto i miei feedback a Marco su quello che secondo me funziona o meno. Devo dire che sono sempre in linea con le mie aspettative, seppur non sia molto sensibile o esigente. Per questo corro da così tanto tempo con SCARPA e continuerò a farlo, hanno creduto in me aspettandomi anche durante le gravidanze e io ne sono riconoscente.

SLA SPIN ST È ANCHE DONNA

CARPA propone per la stagione FW 23 questo modello nella doppia versione maschile e femminile. Una scarpa che combina un’elevata trazione a leggerezza e traspirabilità per massime performance sui terreni fangosi a qualsiasi tipo di pendenza. Tra le caratteristiche più spiccate, la reattività e il controllo: è leggera, resistente, ammortizzata, dinamica e con un fit notevole che avvolge il piede senza costrizione. Il compound della suola Vibram Megagrip Traction Lug è progettato con una geometria e tasselli di 7 mm per un’ottima potenza di trazione e di frenata. La tomaia è costruita con un tessuto traspirante e resistente all’abrasione, il collarino protegge la caviglia da ogni tipo di contatto esterno.

SOSTENERE LA PASSIONE OLTRE I CONFINI AZIENDALI

In occasione del VerticalTrail Mont Mary abbiamo intervistato Filippo Faldon, communication specialist ATK Bindings, che ci ha spiegato perché questa realtà, da sempre legata al mondo skialp, sponsorizza anche gare di trail running

dalla nostra inviata Tatiana Bertera

Avincere la quarta edizione del K2250, la gara regina, sono stati William Boffelli (atleta Crazy che ha anche stabilito il nuovo record di percorso) e Chiara Giovando (Asd Pegarun). Una bella giornata di sole per la quinta edizione di questa gara only up che si è svolta il 15 ottobre a Saint-Christophe, a qualche chilometro da Aosta. Il programma ha visto la partenza di altre tre gare: il K1000mt con uno sviluppo di 4.6 chilometri, il K1500mt con partenza da Parleaz, il K2250mt con uno sviluppo di 9.8 chilometri e la K600 riservata ai giovanissimi (13-15 anni). La gara ha anche chiuso il circuito regionale Défi Vertical. Un plauso per l’organizzatore Stefano Mottini che è stato esortato, anche da atleti del calibro di Boffelli, a non mollare la presa e mettere in pista anche l’edizione numero sei. Dal 2017 la vertical è sostenuta dal brand ATK Bindings, che produce attacchi per lo scialpinismo. L’intervista a Filippo Faldon, communication specialist.

Da quanti anni ATK sponsorizza questa gara e perché?

Dal 2017. Le ragioni sono da ricercare nel luogo in cui si tiene la gara e nel bacino di atleti e appassionati a cui si rivolge: entrambi allineati con l’attività scialpinistica. Tutte le edizioni, inoltre, sono state gestite da Stefano Mottini (ideatore dell’evento nel 2016), una certezza dal punto di vista organizzativo, come abbiamo potuto testimoniare anche durante diversi eventi del circuito di scialpinismo giovanile ISMF.

delle gare, ormai il nostro catalogo propone ben quattro categorie di prodotti, che vanno dai minimal della “leggerezza a tutti i costi” ad attacchi che, pur pesando meno di 400 g, si orientano molto verso le performance di discesa. Non più solo attacchini quindi, ma un attacco per ogni interpretazione della disciplina, dal touring più classico al freetouring più estremo. Proprio ampliando le nostre vedute sul mondo dello scialpinismo ci siamo accorti che molti sciatori, allo sciogliersi della neve, infilano le scarpe da corsa e fanno del trail running una costante per i mesi estivi, sia come allenamento che come passione. Pur lavorando in un ambito prettamente invernale, la nostra è quindi una volontà di sostenere la passione degli scialpinisti anche oltre i confini della nostra industria.

Quali altri eventi e discipline sponsorizzate?

Filippo Faldon

Al di fuori di trail running e scialpinismo non sponsorizziamo altri eventi. Tuttavia, partecipiamo a numerosi incontri durante la stagione invernale. Supportiamo, prendendovi parte, eventi b2b e b2c lungo tutto l’arco alpino e, attraverso la nostra rete di distributori e agenti, in tutta Europa, America, Asia fino all'Australia e la Nuova Zelanda. Si tratta spesso di ski test e giornate di approfondimenti tecnici organizzati con altri brand dell’outdoor, ma anche di eventi unici, come l’ATK Felicità Tour, organizzato in Francia per fondere le sensazioni uniche dello scialpinismo con i piaceri della cucina italiana.

Quali sono le altre gare (ambito trail o vertical) che sostenete? Con quale criterio le scegliete?

Nata a Fiorano Modenese nel 2007, ATK Bindings svolge ancora tutte le sue attività nello stesso stabilimento in cui è stata fondata, al netto dell’espansione in un secondo capannone situato a meno di 50 metri di distanza dal quartier generale. Siamo un’azienda che va profondamente fiera delle proprie radici e che trae molto, in termini di valori, dal proprio territorio. Per questo scegliamo spesso di sostenere eventi che si svolgono sui “nostri” Appennini. Nell’ambito trail, infatti, anche questo autunno abbiamo sostenuto gli amici di Mud&Snow nell’organizzazione dell’ATK Lago Santo Skyrace, che, partendo da Sant’Anna Pelago (MO), percorre le creste e le cime più suggestive che incorniciano il Lago Santo modenese. Teniamo anche conto del periodo in cui si svolgono, favorendo quelli che avranno luogo a ridosso (solitamente prima) della stagione scialpinistica, in modo da esserci quando si risveglia negli appassionati la voglia di neve e di sci.

In cosa consistono le sponsorizzazioni, in termini pratici?

A seconda del caso e delle necessità il nostro intervento può consistere in: sostegno economico diretto, tecnico (fornitura di prodotti ATK Bindings come premi gara), organizzativo (partecipazione diretta dei dipendenti ATK all’organizzazione dell’evento). Oppure una combinazione dei tre. Inoltre, ci mettiamo sempre a disposizione per ideare, realizzare e fornire materiale pubblicitario e per l’allestimento e pubblicizzare l’evento attraverso tutti i nostri canali di comunicazione.

ATK Bindings produce attacchi da skialp. Qual è quindi il legame con il mondo trail?

Pur essendo nati con un focus assoluto sullo sviluppo di prodotti per il mondo

Come misurate il ritorno in termini di immagine?

Non è facile misurare il successo di questo genere di eventi. Ovviamente, dati come l’affluenza generale – se presente – al nostro stand possono aiutare in questo senso, ma è probabilmente dall’esperienza sviluppata a forza di partecipare a eventi del settore che ci viene la maggiore consapevolezza della buona riuscita di una sponsorizzazione. C’è da aggiungere che per noi, questi eventi, soprattutto quelli a cui partecipiamo come ATK Bindings, sono un’ottima opportunità anche per portare in tour la proverbiale accoglienza emiliana di cui, devo essere sincero, non si è mai lamentato nessuno.

Bilancio 2023 e sponsorizzazioni 2024. Quali sono gli obiettivi?

Questo è stato un anno influenzato negativamente dall’inverno 22/23 particolarmente avaro di neve. Almeno sulle nostre Alpi. La situazione non ha però smorzato l’entusiasmo del team ATK. Diverse nuove figure sono entrate a far parte della nostra azienda in tanti settori diversi. L’ufficio marketing è tra questi e la nuova linfa ha sicuramente influito positivamente sulla quantità e sulla qualità della programmazione per l’inverno 23/24 Al momento ci possiamo dire soddisfatti degli investimenti fatti fino ad ora, tanto che intendiamo riconfermare la nostra presenza a molti degli eventi cui abbiamo partecipato. Ma l’anno deve ancora finire e il bello, per noi, arriva ora! A inizio ottobre è partito il Clinic European Tour, che sta portando i nostri service e sales manager in giro per l’Europa, con l’obiettivo di aggiornare e approfondire la formazione dei tecnici e dei commerciali che compongono la rete distributiva ATK. A novembre sono iniziati gli ski test b2c con due date italiane in programma: Solda (10-11-12 novembre) e Plan de Corones (2-3 dicembre), dove speriamo di incontrare molti scialpinisti carichi come noi per la stagione che ormai è alle porte.

© Pierre Lucianaz
© Pierre Lucianaz

Perchè rinunciare al Comfort durante le tue camminate?

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La comodità prima di tutto. È facile pensare che per camminare vada bene qualsiasi pantalone che abbiamo nell’armadio, ma la realtà è ben diversa e lo scopriamo solo dopo aver percorso lunghe camminate, portandoci a casa i fastidi causati dall’abbigliamento non corretto. Redelk crea ogni suo prodotto per garantire momenti speciali a chi lo indossa, con focus specifico al comfort del camminatore. Sono l’amore per la natura e la voglia di esplorarla e ammirarla senza distrazioni che ci invitano a non perdere mai di vista il

comfort in ogni cammino. L’esperienza trentennale nella produzione di abbigliamento, unita alla nostra passione per l’outdoor, ci guidano nella scelta dei tessuti sempre più morbidi e confortevoli, nel perfezionamento della vestibilità più adatta per camminare, e nel creare prodotti che durino nel tempo. L’alce rossa simboleggia e rispecchia il carattere del brand: forza, coraggio e perseveranza ci motivano ogni giorno per migliorare.

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SKIALP: TEMPO DI CAMBIAMENTI IN OTTICA OLIMPICA

Milano Cortina 2026 sarà una grande vetrina, ma attenzione a non snaturare uno sport nato lontano dai comprensori sciistici. Lente di ingrandimento e analisi su questa realtà

testo e foto di Maurizio Torri

MAURIZIO TORRI

Giornalista freelance, fondatore del sito sportdimontagna.com, fotoreporter e consulente di comunicazione per alcuni degli eventi più iconici dei settori trail, skyrunning e scialpinismo.

In attesa che si risolva il “braccio di ferro” tra Lombardia e Veneto per la definitiva assegnazione della sede olimpica per il debutto a cinque cerchi dello scialpinismo, il mondo race ha già intrapreso una serie di cambiamenti che lo porteranno a essere maggiormente in linea con le dirette televisive. Premesso che le specialità scelte dal CIO (Comité International Olympique) sono quelle “veloci”, sprint e staffetta mista, ora la ISMF (International Skimountaineering Federation) già pensa a un nuovo format per la individual race con gare decisamente più corte, veloci e a circuito. Competizioni che in gergo vengono definite “nervose”, ma che non sempre sono altrettanto spettacolari. In un futuro neanche tanto prossimo a cambiare saranno sia i calendari, con sempre più sprint e meno prove vertical, sia gli obiettivi degli atleti: polivalenti alla Michele Boscacci e Robert Antonioli diventeranno una rarità. Di conseguenza, si punterà molto meno alla coppa over all e molto di più a quelle di specialità. Tutto bello, ma siamo sicuri che ne valga davvero la pena? Al momento il contingente

olimpico per nazione riguarda due soli atleti, un ragazzo e una ragazza, anche se l’Italia in questo giro potrà convocarne quattro essendo nazione ospitante. Siamo sicuri di volere snaturare una disciplina e un format di world cup attualmente vincente per così pochi ragazzi? E se, facciamo i dovuti scongiuri, nel 2030 lo scialpinismo non dovesse essere riconfermato? Cosa resterà dello sport che amiamo? L’unica nota a favore è che i candidati per la prossima edizione sono Francia e Svizzera, due nazioni con una grande cultura scialpinistica.

IN ITALIA SI GUARDA AL 2026, MA NON SOLO - La direzione tecnica azzurra non è rimasta alla finestra introducendo due gruppi di lavoro. È stata selezionata una squadra “Milano Cortina” composta da una serie di atleti con attitudini per le discipline veloci capitanata da Nicolò Canclini e Giulia Murada, e un gruppo “world cup” dove figurano campioni e giovani speranze che sono maggiormente orientati verso lo scialpinismo classico. Ciò permetterà alla nostra squadra di avere una sorta di piano b e di non perdere un’intera generazione di skialper.

SQUADRA ITALIANA SCIALPINISMO FW 23/24

TECNICI

Direttore Tecnico: Fabio Meraldi (Skyrunning Adventure A.S.D.)

Referente CERISM: Lorenzo Bortolan

Coordinatore Squadre

Nazionali: Laura Bettega (G.S. Pavione)

Responsabile Progetti Sviluppo: Carlo Ceola (S.C. Schio)

Allenatore Responsabile

MI-CO 2026: Enrico Pedrini

(Technic Ski Società Sportiva)

Tecnico: Manfed Reichegger (C.S. Esercito)

Tecnico Skiman: Pietro

Canclini (S.C. Alta Valtellina)

Preparatore atletico:

Denis Bellotti (C.S. Esercito)

Fisioterapista: Mattia Flori (C.S. Esercito)

SQUADRA SENIOR COPPA DEL MONDO > atleti

Robert Antonioli (23/12/1990 - C.S. Esercito)

Michele Boscacci (04/01/1990 - C.S. Esercito)

Matteo Eydallin (06/11/1985 - C.S. Esercito)

Nadir Maguet (24/11/1993 - C.S. Esercito)

Davide Magnini

(31/08/1997 - C.S. Esercito)

Federico Nicolini (28/11/1994S.C. Brenta Team A.D.)

Alex Oberbacher (01/03/1994 - S.C. Groeden)

Matteo Sostizzo

(27/08/2001 - C.S. Carabinieri) > atlete

Alba De Silvestro (03/10/1995 - C.S. Esercito)

Mara Martini (27/09/1997Tarvisio Racing Team S.D.)

Ilaria Veronese (15/11/1996 - C.S. Carabinieri)

SQUADRA OSSERVATI

COPPA DEL MONDO UNDER 23

> atleti

Pietro Festini Purlan (20/08/2001 - A.S.D. Unione

Sportiva Val Parola)

Alessandro Rossi (16/08/2001Sportiva Lanzada A.S.D.)

Marco Salvadori (01-06-2002A.S.D. Golgi A.S.D.)

Davide Sambrizzi (07/11/2003 - S.C. Alta Valtellina) > atlete

Silvia Berra (05/05/2001 - C.S. Carabinieri)

Samantha Bertolina (30/07/2002 - C.S. Esercito)

Noemi Junod (25/04/2003 - C.S. Esercito)

Erika Sanelli (21/07/2003 - A.S. Premana)

SQUADRA MI CORTINA 2026 > atleti

Nicolà Ernesto (26/01/1997 - C.S. Carabinieri)

Giovanni Rossi (30/09/1999Sportiva Lanzada A.S.D.)

Luca Tomasoni (08/04/2002 - C.S. Esercito)

Rocco Baldini Rocco (12/01/2002 - C.S. Esercito) > atlete

Giulia Murada (03/07/1998 - C.S. Eesercito)

Giulia Compagnoni (28/10/1996 - C.S. Eesercito)

Katia Mascherona (19/08/2001 - G.S. Fiamme Gialle)

Lisa Moreschini (18/05/2001 -

G.S. Fiamme Gialle) > tecnici

Supporto Coordinatore: Roberto Mattioli (Skyrunning Adventure A.S.D.)

Tecnico Allenatore: Nicola Invernizzi (C.S. Esercito)

Tecnico Allenatrice: Gloriana Pellissier (C.S. Esercito)

SQUADRA U20 > atleti

Erik Canovi (29/01/2005 - Polisportiva Albosaggia A.S.D.)

Martino Utzeri (19/04/2005A.S. Premana A.S.D.)

Hermann Debertolis (18/04/2004 - Ski Alp Valdobbiadene A.S.D.)

Leonardo Taufer (26/08/2004 - SKI Alp Valdobbiadene A.S.D.)

Mirko Lupo Olcelli (22/01/2005 - S.C. Alta Valtellina A.D.) > atlete

Alice Maniezzo (11/02/2005S.C. Corrado Gex)

Clizia Vallet (22/11/2004S.C. Corrado Gex)

SQUADRA U18 > atleti

Enrico Pellegrini (13/03/2006 - S.C. Schio)

Nicola Rossi (18/06/2006Polisportiva Lanzada A.S.D.)

Lorenzo Milesi (18/07/2006 - Polisportiva Albosaggia A.S.D.) > atlete

Melissa Bertolina (29/04/2006 - S.C. Alta

Valtellina A.D.)

Martina Scola (24/11/2006 - Sci Nordico Marmolada)

Vanessa Marca (30/04/2006S.C. Bagolino A.D.)

OSSERVATI U20/U18

Marcello Scarinzi (07/06/2005 - Polisportiva Albosaggia A.S.D.)

Luca Curioni (04/11/2006 - Polisportiva Albosaggia A.S.D.)

Simone Compagnoni (26/09/2004 - S.C. Alta

Valtellina A.D.)

Anna Pedranzini (01/05/2004 - S.C. Alta

Valtellina A.D.)

Alba De Silvestro in fuori pista

GRANDI OPPORTUNITÀ E RISCHI DA EVITARE - La più grande vetrina, la più ambita, ha destato l’interesse dei corpi militari. Oltre a Esercito, Carabinieri e Guardia di Finanza, anche le Fiamme Oro hanno aperto delle posizioni. Il problema è che in uno sport con un numero abbastanza esiguo di praticanti, soprattutto in ambito giovanile, fare risultati non è una mission impossible. Il rischio concreto è di replicare gli stessi errori fatti in passato da discipline affini quali il fondo. Mi spiego meglio. Qualche anno fa sono stati arruolati campioni del calibro di Matteo Eydallin, Michele Boscacci, Robert Antonioli, Damiano Lenzi, Giulia Murada, Alba De Silvestro, Davide Magnini, Nicolò Canclini... Ora capita di vedere indossare i colori di corpi militari a diversi giovani che devono ancora dimostrare il loro valore. Atleti che hanno centrato dei buoni risultati nella categoria under 18, ma che nel settore assoluto poi vengono pesati, misurati e trovati mancanti. Quello che voglio dire è che è giusto dare un futuro da professionista a chi se lo merita, un po’ meno arruolare di tutto e di più per non perdere l’opportunità di fare una squadra. Operando in questa direzione il vero rischio è di mettere alla berlina dei ragazzi dai quali ci si aspetta molto per la divisa che indossano, ma che non avendo i numeri per primeggiare, poi si demotivano e vanno a rimpolpare la lunga fila delle promesse rimaste tali.

LA STAGIONE DI COPPA - La stagione è davvero alle porte con la prima tappa in programma a fine novembre sulle nevi della Val Thorens. Se l’appuntamento clou per la squadra azzurra saranno i Campionati Europei di inizio gennaio in Francia, gli appassionati potranno seguire le gesta dei migliori interpreti della specialità il 22 febbraio in Val Martello e a inizio aprile a Cortina d’Ampezzo ove sono previste le finali di Coppa del Mondo. Menzione d’obbligo, sempre in Italia, li meritano le gare di Winter World Master a Ponte di Legno (12 gennaio) e la tappa di Coppa del Mondo Giovani a Bormio il primo week end di febbraio. Non dimentichiamo infine il Mondiale Long Distance che quest’anno verrà assegnato a fine aprile sul tracciato della Patrouille des Glaciers.

SKIALP: TIME FOR CHANGES FROM AN OLYMPIC PERSPECTIVE

While waiting for the five-circle debut, the racing world has already undertaken a series of changes that will bring it more in line with live television broadcasts. The ISMF is already thinking about a new format for the individual race with decidedly shorter, faster and circuit-based races. Competitions which in jargon are defined as "nervous", but which are not always equally spectacular. In the not so close future, both the calendars will change, with more and more sprints and fewer vertical tests, and also the objectives of the athletes: multi-purpose athletes will become a rarity; consequently, the focus will be much less on the over-all cup and much more on the specialty ones. Are we sure it's really worth it? At the moment the Olympic contingent per nation includes only two athletes (a boy and a girl). Are we sure we want to distort a discipline and a world cup format that is currently winning for so few kids?

CALORE REGOLATO IN TUTTE LE CONDIZIONI

La tecnologia Polartec Alpha si adatta alle variazioni della temperatura corporea, sia in movimento che a riposo.

Nicolò Canclini in una discesa sprint
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FOCUS SCIALPINISMO

Proporre i migliori prodotti per le avventure in montagna, soprattutto d'inverno. Questa la promessa di La Sportiva, soprattutto se si tratta di risalire i pendii. Parla Stefano Frati, brand product manager del brand

Continua l'impegno di La Sportiva nel promuovere lo scialpinismo cercando per la disciplina di raggiungere sempre più l'eccellenza. Per farlo, si affida allo scarpone Kilo, novità FW 24/25 costruito in Grilamid Bio Based Carbon LF che garantisce leggerezza ma anche stabilità e precisione.

KILO

Kilo è lo scarpone dedicato agli scialpinisti più esigenti, pensato e sviluppato per garantire la massima leggerezza in salita senza rinunciare alla performance in discesa. Scafo e gambetto sono entrambi realizzati in Grilamid Bio Based LF Carbon, una formulazione innovativa e studiata per questo attrezzo. Il nuovo sistema di chiusura dello scafo Force permette di distribuire e regolare al meglio l'avvolgimento del piede, offrendo grande comfort in salita e precisione in discesa. Gambale dotato di un gancio di chiusura easy-to-handle a cui si aggiunge il Force Power Buckle per il massimo supporto in fase di spinta in discesa.

Lo scialpinismo è un focus importante per il brand. Perché La Sportiva ha deciso di investire in questo settore anche nel prossimo inverno?

Per noi è una categoria fondamentale. Sentiamo l’obbligo morale di proporre a tutti gli appassionati di montagna i migliori prodotti per le loro avventure in tutte le stagioni dell’anno. Siamo basati in montagna, viviamo la montagna e il modo migliore per godere delle sue meraviglie d’inverno è con un paio di scarponi da scialpinismo ai piedi. La categoria gode di ottima salute, sempre più appassionati si affacciano a questa disciplina e vogliamo essere tra i promotori del suo sviluppo. Per questa ragione abbiamo appena presentato una grande novità nel segmento alpine touring, ovvero lo scarpone Kilo, un prodotto che spicca per le prestazioni eccezionali sia in salita sia in discesa, senza compromettere in alcun modo il comfort e la massima facilità di utilizzo. Tutto questo in soli 1.000 g di peso! Inoltre, abbiamo una tradizione nel mondo race di cui siamo stati precursori e in cui abbiamo un ruolo di leadership. Non tutti forse sanno che a Ziano di Fiemme costruiamo integralmente i nostri scarponi in carbonio, con una produzione artigianale di eccellenza unica al mondo. Per il prossimo inverno abbiamo presentato il nostro nuovo scarpone ibrido, dove riusciamo a coniugare le più avanzate tecnologie a disposizione sul mercato per offrire anche agli atleti junior uno scarpone da gara che possa garantire loro le massime prestazioni.

Quali nuove tecnologie presentate sul mercato? Per il 2024 abbiamo presentato due novità assolute. Siamo partiti da zero con lo sviluppo, tutto è nuovo: materiali, tecnologie, stampi, soluzioni tecniche. Abbiamo posto una grandissima attenzione allo sviluppo dei materiali con cui realizziamo scafi e gambetti. Il risultato è stato il Grilamid Bio Based Carbon LF, un materiale unico nel suo genere, sviluppato grazie alla partnership con Grilamid su indicazione delle nostre necessità. Non trovavamo sul mercato qualcosa in grado di soddisfare a pieno le nostre esigenze in termini di performance. Allo stesso tempo, abbiamo lavorato a soluzioni tecniche in grado di sfruttare al meglio questo nuovo materiale: rinforzi, sistema di chiusura, meccanismo ski-walk. Tutto è nuovo e a un livello mai raggiunto prima.

Qual è la vostra strategia di penetrazione nel mercato? Abbiamo una duplice anima in questo senso. Da un lato, siamo un riferimento nel mondo race: siamo presenti ai piedi dei più titolati atleti della Coppa del Mondo e siamo sponsor di diverse squadre nazionali di altissimo livello (Svizzera e Francia su tutte). Dall’altro, siamo un riferimento tecnico per gli alpinisti di tutto il mondo e, d’inverno, il modo migliore per conquistare vette è proprio lo sci da scialpinismo. In questo senso, vogliamo continuare a essere un riferimento per gli scialpinisti più esigenti alla ricerca della massima prestazione. Allo stesso tempo offriamo una gamma di prodotti che consente a tutti gli appassionati di praticare lo ski touring e godersi stupende giornate di powder in montagna! Lato comunicazione, puntiamo su campagne mirate attraverso i diversi canali per trasmettere questi valori.

FOCUS SKI MOUNTAINEERING

La Sportiva keeps investing on ski mountaineering, looking forward to reach excellence in this discipline too. To this purpose, the Italian brand now presents the new Kilo ski boot, made of Grilamid Bio Based Carbon LF, that guarantees lightness along with stability and precision.

WE INTERVIEWED

STEFANO FRATI, BRAND PRODUCT MANAGER

Ski mountaineering remains an important and primary focus for La Sportiva. Why did you choose to continue investing in this field for the upcoming winter?

For us, ski mountaineering is a fundamental category of products. It is thriving, with a increasing number of enthusiasts embracing this discipline. We aim to be at the forefront of its development. For this reason, we just introduced a significant innovation in the alpine touring segment – the Kilo boot. This product stands out for its exceptional performance both uphill and downhill, without compromising on comfort and ease of use. All of this, in just 1,000 g of weight.

PARLA STEFANO FRATI, BRAND PRODUCT MANAGER DI LA SPORTIVA
ENGLISH VERSION
di Sara Canali

AWARD WINNING TECHNOLOGY

“Light on, bright. Very bright! Up to 5,000 lumens (in Boost Mode) illuminate the environment extensively. Perfect for all outdoor enthusiasts who (quickly) move through nature in the dark. The weight of just 125 grams is also a positive. A real alternative for MTB bikers, runners, as well as mountain climbers and mountain rescuers.”

Mamba X-pand G4

CHARGING 192 G (WITH HEADGEAR) 275 M RANGE

/ The ISPO Award jury LONG

OR EXT. 12V DC

LIGHTING THE DARKNESS

LEDX Lights was born in the Scandinavian winter to tame the darkness. “Lighting the darkness” refers to the feeling of being completely surrounded by light when using lamps from LEDX Lights.

With its smooth and wide field of luminance, light weight, durability and long battery life, it really feels like you are bringing daylight wherever you go.

LEGGEREZZA SOSTENIBILE

Le novità FW 24/25 di Ternua si caratterizzano per tecnicità ed eco-design e vanno a completare l’offerta del brand in termini di multidisciplinarità

Colore, look sportivo, multidisciplinarità e tessuti sostenibili. Il brand basco, come al solito, non scende a compromessi nella presentazione della collezione di capi per il prossimo inverno Adrenalite. Fedele al suo nome, questa gamma è concepita per delle attività intense nella montagna invernale – fast hiking, scialpinismo, skitouring – e per chi è sempre in giro a prescindere dalle condizioni meteo. Adrenalite protegge lo sportivo dalle intemperie garantendo al tempo stesso un’ottima traspirabilità. Un equilibrio perfetto tra performance, sostenibilità, qualità e prezzo, e una scommessa sul colore: stupiscono i verdi e gli azzurri potenti, decisamente alpini. Una linea ben suddivisa, a calco delle necessità della clientela. Presenta infatti da un lato dei capi pensati maggiormente per essere protettivi, resistenti e durabili a fronte di un peso leggermente superiore. Un esempio è l’ensemble Ignition, guscio e pantalone per uomo e donna, traspirabile e impermeabile (ventimila colonne d’acqua) e tuttavia elastico e resistente alle abrasioni. Sempre in quest’ottica anche il panatole Radial, disponibile per uomo e per donna.

Dall’altro lato, Ternua ha disegnato capi per sportivi con altre priorità, tra cui la leggerezza e l’essere il più compattabile possibile. Senza trascurare, ovviamente, protezione e traspirabilità. La novità da questa parte è la Raylite JKT, sempre disponibile per uomo e donna: un guscio a struttura mappata il cui tessuto frontale, le maniche e il cappuccio garantiscono una massima protezione dall’aria;

Tmentre la parte posteriore e la fodera interna sono in tessuto altamente leggero e termico ad asciugatura rapida.

Dalle passate stagioni emergono il guscio Agyle Hybrid, vincitore dell’ISPO Award 2022, un capo ibrido traspirante, riciclato e riciclabile; e la Cyclone Jkt, un terzo strato best seller ultra leggero, ideale da tenere nello zaino come impermeabile.

Infine, Ternua ha pensato anche una serie di capi meno tecnici e più polivalenti, per i quali si è affidata alla tecnologia Stormfleece Pro. Il completo Race, il cui pantalone ha vinto un ISPO Award 2022 ne è un buon esempio: grazie alle proprietà di questa tecnologia, la resistenza a vento e acqua è ottimale.

SOSTENIBILITÀ E SAVOIR FAIRE

Tutti questi capi sono realizzati con tessuti riciclati e con trattamenti idrorepellenti senza PFC. Il design studiato completa altre gamme come Protech e Trekking, verso le quali Ternua ha investito il lavoro del proprio team R&D. Infine, il brand fa affidamento a feedback d’eccezione provenienti da atleti di primo livello, con i quali organizza sessioni di lavoro durante le quali in seguito al test dei prodotti viene avviato un confronto sui miglioramenti necessari da applicare perché i prodotti rimangano di altissimo livello qualitativo.

ENGLISH VERSION

THE SUSTAINABLE LIGHTNESS OF TERNUA

ernua presents its FW 24/25 novelties, characterized by technicality and eco-design, complementing the brand’s offering in terms of multidisciplinarity. Colors, sporty look, multidisciplinarity, and sustainable fabrics: as usual the Basque brand doesn't compromise when presenting the Adrenalite collection for the upcoming winter. True to its name, this range is designed for intense

winter mountain activities – fast hiking, ski mountaineering, skitouring – and for those who are always on the go regardless of weather conditions. Adrenalite protects the athlete from the elements while ensuring excellent breathability. A perfect balance of performance, sustainability, quality, and price, and a bold choice of colors: truly impressing the striking and powerful alpine greens and blues.

The Fjällräven Down Promise

Grazie ai nostri 40 anni di esperienza nella lavorazione della piuma, abbiamo istituito una catena di produzione unica e tracciabile, con criteri e controlli rigorosi su tutti i fornitori e subappaltatori coinvolti. Questo significa che,

quando acquistate un nostro prodotto in piuma d’oca, siamo in grado di garantirvi piuma d’oca 100% tracciabile, prodotta in modo etico e della massima qualità.

HIGH PERFORMANCE IN ALTA QUOTA

Tutto il savoir-faire di Millet, racchiuso in una selezione di capi e accessori altamente tecnica. Per vivere la montagna in ogni sua declinazione con sicurezza e garanzia di performance

JORASSES 30

Progettato per l'alpinismo impegnativo, questo zaino presenta un design minimalista che mira ad ottimizzare peso e funzionalità. I materiali utilizzati sono di altissima qualità: Dyneema resistente e accessori leggeri in alluminio. Le tasche frontali e laterali elasticizzate garantiscono versatilità e rapidità di gestione.

COSMIC 28

Solido zaino da 28 litri progettato per lo sci freeride. Il portasci rinforzato e la cintura addominale sovradimensionata garantiscono una grande stabilità. Più sostenibile, grazie al nylon riciclato al 100% resistente all’acqua che ne costituisce il tessuto principale, è anche versatile grazie ai suoi numerosi accessori. Ideale per tutte le attività fuori pista (sci, snowboard, ciaspole).

COSMIC GTX 2L JKT

Questa giacca protettiva in Gore-Tex ePE a due strati offre un'impermeabilità duratura, garantendo un impatto ambientale ridotto. Progettata senza isolamento per adattare i sottostrati in base alle condizioni e all'uso, è una giacca da sci leggera, traspirante e resistente, dotata di tutti i requisiti per una funzionalità ottimale.

COSMIC GTX 2L PANT

Questi pantaloni da sci made in Europe si possono abbinare alla giacca per completare il look. Realizzati in Gore-Tex ePE a due strati senza isolamento, sono impermeabili e resistenti grazie al tessuto Ripstop. La traspirabilità è ottimizzata dalla fodera a doppia zona e dalle cerniere di ventilazione sulle cosce. Mantenendosi sempre leggeri, sono concepiti per le lunghe sessioni di sci.

INFO: Millet Mountain Group Italia - 0422.1500041 - italy@milletmountaingroup.com

PRECISIONE E COMFORT

Tra le novità Garmont per la FW 24/25 spiccano il Tower 3.0 Extreme GTX e il Trace High BOA GTX, due scarponi altamente performanti, caldi e comodi

TOWER 3.0 EXTREME GTX

Semiramponabile, ideale per attività di alpinismo invernale o estivo in ghiacciaio, il nuovo Tower 3.0 Extreme GTX è realizzato con una costruzione a doppio strato: all’interno uno scarpone in poliestere con rivestimenti in PU e all’esterno una ghetta ad alta resistenza e materiale elastico per il massimo comfort. Il fit è ottimale, grazie al sistema di chiusura BOA Fit system con doppio rotore, e con tecnologia Heel Lock integrata per migliorare la stabilità del piede all’interno dello scarpone. Questo gode anche della tecnologia Instep Lock, un sistema di flap che avvolge il collo del piede per assicurare la giusta calzata per ciascuna fase dell’ascesa e della discesa. L’impermeabilità è garantita dalla nuova membrana totalmente PFC Free di Gore-Tex (realizzata in ePE) e dotata di uno strato di isolamento termico per affrontare le temperature più rigide. Per la stessa ragione, il plantare è Ortholite O’Therm, realizzato con uno strato di schiuma isolante. La costruzione dello scarpone è pensata per durare, con un fascione protettivo in gomma che scende a ricoprire l’intersuola realizzata in poliuretano, assicurando una migliore connessione tra tomaia e pacchetto suola. L’ulteriore plus di questo modello è il nuovo battistrada Vibram Vertex con mescola Durastep e tecnologia Traction Lug, che assicura un aumento della trazione del 25% e una stabilità superiore del 50%.

TRACE HIGH BOA GTX

Scarpone pensato per le lunghe camminate invernali in ambienti freddi e su terreni innevati, ideale con le ciaspole. Termico, pratico e con elementi ecologicamente responsabili, il nuovo scarpone di Garmont consente un’allacciatura ottimale grazie al doppio rotore BOA per una regolazione differenziata tra gambale e collo del piede, utilizzabile anche senza togliere i guanti. Ha una tomaia in poliestere con rinforzi in microfibra. L’isolamento termico è assicurato dall’imbottitura Ortholite O’Therm di poliuretano a celle aperte, combinato con un materiale aerogel, capace di creare una barriera termica traspirante più efficace del 54% rispetto alle imbottiture presenti sul mercato, senza compromettere la leggerezza. Il sottopiede in polipropilene assicura stabilità e flessibilità, mentre l’intersuola in EVA monodensità, garantisce supporto e comfort. La suola Michelin WILD XT utilizza la nuova mescola Bio-based Technology della casa francese, una formulazione di gomma che utilizza il 90% di materiali naturali privi di qualsiasi componente fossile derivante dall’industria petrolchimica. L’impermeabilità è garantita dalla nuova membrana Performance Comfort PFC free di Gore-Tex.

Trace High BOA GTX
Tower 3.0 Extreme GTX

ELIXIR MID GORE-TEX®

Epic distances, total comfort

Comfort sulle Lunghe Distanze

L'intersuola EnergyFoam TM garantisce un'ammortizzazione eccezionale, mentre la linguetta e il collarino imbottiti garantiscono una tenuta morbida e avvolgente.

Falcata Fluida

La geometria della suola Reverse Camber offre transizioni fluide e una falcata più morbida, mentre i tasselli da 5mm assorbono meglio le irregolarità del terreno, per comfort amplificato.

Sostegno Laterale

Il nostro Active Chassis TM per spinta e sostegno laterale sui terreni rocciosi si unisce alla costruzione SensiFit ™ per una tenuta del piede salda e precisa, facendone una scarpa che infonde fiducia e sicurezza.

ICEBREAKER: MEN MERINO 400 REAL FLEECE DESCENDER LS ZIP

Per la FW 24, la linea Descender di Icebreaker si amplia. Questa felpa dal peso più elevato è pensata per le giornate più fredde e per le attività di minore intensità. Il design a blocchi di colore e la reversibilità la rendono un capo di grande adattabilità. La lana Merino spazzolata offre calore, per un comfort vicino alla pelle. Le tasche sono quattro: due invisibili protette, due per le mani. Le maniche sono incastonate e le cuciture delle spalle sfalsate per ridurre l'attrito. L’orlo scollato garantisce maggiore copertura e comodità, così come i polsini e l’orlo aderenti ma con un elastico da rilegatura.

TESSUTO PRINCIPALE / Real Fleece spazzolato 345 gm2

60% lana Merino, 40% TENCEL

TESSUTO LATO REVERSIBILE / Real Fleece spazzolato 345 gm2

60% lana Merino, 40% TENCEL

MICRON DI FIBRA / 20,9 u TAGLIE / S - 2XL

DPS CARBON KAINZEN 105: OGNI MONTAGNA, QUALSIASI NEVE

Il vero all arounder DPS, uno sci che ispira fiducia: per tutti i livelli di esperienza, per qualsiasi condizione. Caratterizzato da una forma completamente nuova, il Kaizen 105 trae ispirazione dai classici telai RP e C2 e fonde queste caratteristiche in un vero sci da freeride all-mountain. La costruzio ne e la forma completamente nuove rap presentano l'innovazione e l'evoluzione con la nuova anima divisa e il laminato in fibra di carbonio aggiornato. La com binazione di questi elementi ha por tato allo sci più stabile ed energico realizzato dal brand. L'anima del Kai zen si basa sui concetti di laminazione orizzontale esplorati con il Pagoda, stratifica il frassino denso che assor le vibrazioni in un modo nuovo e una posizione diversa, utilizzando una colla che ha le proprietà di smorzamento. La fibra di carbonio è stata sviluppata utilizzando i metodi della linea Pagoda Tour progettata per ottimizzare l'energia. Tutte caratteristi che creano sci migliori ora e aprono idee innovative futuro.

INFO : Outback ‘97 - 035.361103 - info@outback.it

SUMMIT 2.0 DI MONTURA, PER ARRIVARE FINO IN VETTA

Tra le novità FW 24/25 di Montura vi è questa giacca imbottita da uomo con cappuccio, ideale per le attività di climbing e alpinismo. Gode di zip sul centro con doppio cursore, tasche interne aperte, tasche esterne per le mani con zip. Il cappuccio, regolabile, ha la visiera e fascia aderente alla fronte rifinita con elastico, mente i polsi hanno il foro per il pollice.

MATERIALE PRIMARIO / Tessuto superlight in Nylon 2 strati (61 g/mq), laminato a membrana poliuretanica ultrasottile impermeabile all'aria, all'acqua (15.000 mm Water Column) e traspirante (15.000 g/sqm/24h). L'elevata densità delle fibre garantisce elevate prestazioni meccaniche e resistenza all'usura. Il trattamento idrorepellente DWR conferisce lunghe performance al prodotto, anche dopo molteplici lavaggi. ANTIUV: UPF50+.

MATERIALE SECONDARIO / Pertex Quantum (36 g/mq) per un miglior rapporto peso/prestazioni meccaniche. Questo prodotto ultralight è soffice come la seta, estremamente comprimibile, con eccellente resistenza all'usura e protezione dall'umidità esterna, dal vento e dalla pioggia: il tessuto non si inzuppa, asciuga rapidamente grazie allo specifico trattamento idrorepellente DWR che conferisce lunghe performance al prodotto, anche dopo molteplici lavaggi. ANTIUV: UPF50+.

INFO : Montura - 0445.318911 - info@montura.it - montura.com

POLIVALENZA PROTETTIVA CON ALPENPLUS

Un midlayer, un guscio, un antivento: la novità FW 24 di Alpenplus punta sulla po livalenza con questa giacca compatta ed elastica adatta alla mezza stagione. Utilizza bile nei periodi meno freddi abbinata a un intimo e nel periodo invernale abbinata a un mid lay er. Caratterizzata da un tessuto stretch su parte delle maniche e sulla schiena e da un inserto in nylon imbottito e idrorepellente che protegge il corpo sul petto. La combinazione di queste due proprietà permette di utilizzare questo capo pro tettivo e leggero in tutte le stagioni, idealmente a temperature di 4-5 gradi sopra allo zero. Dotato di due tasche richiudibili con cerniera e di fodera proteggi mento in tessuto spazzolato. Disponibile in versione uomo e donna.

PESO / 350 g

MATERIALE / 100% poliestere

ATTIVITÀ / Trekking, nordic walking

INFO : Alpenplus Wear - 0437.931708 - info@alpenplus.it

ALPSPITZE TOUR 3L JACKET DI JACK WOLFSKIN, REALIZZATA CON INDUMENTI USURATI

La membrana della giacca è realizzata con i rita gli ottenuti nel processo di produzione e viene così reinserita nel ciclo produttivo: un con cetto di zero waste. Il materiale Texapore Eco sphere Pro è elastico (20.000 mm di colonna d'acqua e 15.000 g/m di traspirabilità) e garantisce perciò la massima libertà di movimento, un piacevole comfort e un'affidabile protezione dalle intemperie durante le escursioni. Le cerniere ai fianchi offrono una ventilazione supplementare durante le salite e le discese. Gode di tasca per lo skipass, due tasche superiori sui fianchi, facilmente accessibili anche quando si indossa uno zaino. L'orlo regolabile e il gonnellino antineve assicurano una vestibilità aderente in vita garantendo la non fuoriuscita di calore e impedendo alla neve e all'umidità di entrare. Il cappuccio fisso è regolabile. Disponibile per uomo e donna.

INFO : Jack Wolfskin Italia - 0472.068420 - office@jack-wolfskin.it

226 SALATHÉ TREK GTX RR

OSA 32 BY

FERRINO: DOVE FINISCE LO STILE E INIZIA LA TECNICA

Massima ergonomia, massima funzionalità. OSA soddisferà ogni esigenza sulla neve. Lo scialpinista riconoscerà in questo zaino da skialp un grande alleato per la sua stagione invernale. La linea cromatica è unica, lo stile pulito come da tradizione del brand torinese. Lo schienale è morbido, imbottito ed ergonomico; si adatta alla propria schiena garantendo un fit ideale. La fascia vita è rimovibile, per un migliore utilizzo con l’imbrago. Presenta una tasca frontale e una interna laterale porta oggetti, una tasca interna frontale porta pala e sonda e una tasca posteriore con gancio porta chiavi. Tra gli accessori, OSA dispone di riflettore Recco integrato, di un sistema di chiusura con lampo frontale water repellent e uno superiore roll up. I porta sci sono frontali e laterali, i porta piccozza sono doppi. È compatibile con sistema di idratazione H2 Bag e con l’Helmet Holder.

TESSUTO / Nylon Ripstop

DIMENSIONI / 68x21x30 cm

PESO / 1.150 g

INFO: Ferrino & C. - 011.22300711 - info@ferrino.it

GIACCA UNLIMITECH IN PRIMALOFT BLACK RISE DI CMP

Giacca della collezione Unlimitech caratterizzata da un design ergonomico e materiali di alta qualità, progettata per garantire il massimo in termini di protezione e leggerezza. L'imbottitura PrimaLoft Black Rise da 80 g offre un isolamento termico eccellente senza aggiungere peso, rendendo il capo ideale per attività ad alta intensità sulla neve. La giacca è dotata di membrana tecnica Clima Protect, cuciture completamente nastrate che fungono da efficace barriera contro l'acqua, zip waterproof contro pioggia e umidità e trattamento idrorepellente PFC free 10.000 – MVP 10.000). Il cappuccio fisso si adatta al movimento e può essere regolato con una coulisse per un fit personalizzato. Il collo alto frontale è pensato per fornire una protezione antivento superiore, mantenendo caldo il collo anche nelle giornate più rigide. Le due tasche laterali con zip offrono uno spazio sicuro per riporre gli oggetti personali e i polsini sagomati sono regolabili con alamari in velcro per impedire l'ingresso di aria fredda. L'interno della giacca è trapuntato a quadri, aggiungendo un tocco di stile e ulteriore isolamento. In definitiva, un capo rivolto a chi cerca una combinazione di stile, comfort e funzionalità.

INFO : CMP - cmpsport.com

EL CAP RR DI ZAMBERLAN, REALIZZATA CON LE GUIDE ALPINE

La risposta del brand veneto alle specifiche esigenze di arrampicata e ferrata: promette, infatti, un’ottima precisione grazie alla forma affusolata in punta, è aderente sul tallone e offre sostegno in fase di appoggio. La suola Zamberlan Vibram Ferrata in mescola Megagrip, dotata di climbing zone in punta, assicura una grande sensibilità e una presa sicura. È inoltre dotata di tappi triangolari per maggiore trazione direzionale e frenata e di canali per lo scarico ad azione autopulente. Il taglio della tomaia è concepito per proteggere la caviglia dagli sfregamenti su roccia, mentre la fodera in tessuto agevola la traspirazione del piede. El Cap RR è una calzatura tecnica e leggera, ideale per affrontare ferrate molto tecniche e vie normali amplificando performance e soddisfazione.

IL COMPLETO WONDER

Unire fashion e outdoor è da sempre una delle caratteristiche del brand valtellinese e questo completo è una vera e propria icona di questo approccio. La Pull Wonder Magic nasce per l'attività outdoor a bassa intensità ma anche per chi ricerca il comfort nella vita di tutti i giorni. Unisce un morbidissimo tessuto tecnico con una scelta di stampe e colori in classico stile Crazy. La nuova versione aggiunge al modello precedente un pannello laterale in tessuto tecnico più leggero e traspirante per migliorare la tecnicità e rendere il fit più femminile e visivamente più skinny. L'originale pantalone tecnico è prodotto in Vuelta, un morbido e traspirante tessuto made in Italy stampato jeans, ha un taglio ergonomico che si adatta perfettamente al corpo e una fascia elastica in vita che garantisce comfort e protezione.

INFO : Crazy - 0342.706371 - info@crazyidea.it - crazyidea.it

FORTUX GTX QC, LA SCARPA DA ULTRA TRAIL DI LOWA

Una scarpa da corsa che affronta lunghi percorsi e fa un’ottima figura anche in caso di vento e maltempo. Il nuovo modello Fortux Gtx Qc sa sostenere prove anche più ardue, in tutta comodità e protezione al malleolo. Chi ha ultimato un ultra trail sa bene quanto sia importante fronteggiare condizioni meteorologiche avverse: a seconda del terreno e del percorso non è raro imbattersi in tutte e quattro le stagioni strada facendo. La Fortux Gtx Qc è stata realizzata proprio in quest’ottica: è infatti dotata di una membrana impermeabile e traspirante in Gore-Tex in modo che i piedi siano sempre al riparo dall’acqua. Grazie alla sua linea discreta e atletica, questa calzatura da trail running esce dai binari pur mantenendo la rotta. Disponibile per uomo e per donna.

INFO : Tecnica - 0422.728832 - info@lowa.it

INFO : Calzaturificio Zamberlan - 0445.660999 - zamberlan@zamberlan.com

TOMAIA / Hydrobloc Suede FODERA / Mesh lining Sottopiede / Nylon 2,0 mm INTERSUOLA / Dual density EVA wedge BATTISTRADA / Vibram Ferrata

SS24

LANE E MEMBRANE PER UN CALDO INVERNO

Le novità di punta a marchio Sire-Tex per i mesi più freddi sono pensate per tutti i tipi di calzature e assicurano protezione, calore e comfort

di S ara Canali

Le calzature invernali hanno dei nuovi alleati per garantire calore e comfort. Si tratta delle lane e pellicce proposte dalla collezione a marchio Sire-Tex, la divisione dei tessuti tecnici di Siretessile. La loro versatilità è data anche dal fatto che riescono a essere facilmente accoppiate a membrane impermeabili e traspiranti, il che dà vita a tessuti super tecnici perfetti per la realizzazione di varie tipologie di calzature: scarponi da trekking, doposci, scarpe invernali per bambini.

La linea proposta dal brand comprende dunque lane 100% naturali, pellicce miste lana e fibre sintetiche e pellicce totalmente in poliestere, ideali per rendere più calde e confortevoli le calzature. In primo piano anche la sostenibilità, visto che le pellicce in poliestere sono di-

sponibili nella versione in poliestere riciclato GRS realizzato a partire dal reimpiego del PET.

Accanto alle lane, le membrane impermeabili e traspiranti che, come si è detto, aiutano a migliorare le performance delle calzature in cui vengono applicate. Si tratta di membrane pfc e pfas free che rispettano già i requisiti previsti dalle nuove normative dedicate a questo ambito, e che sono in definizione in questi mesi per entrare in vigore successivamente. In collezione si trova, per esempio, AquaT, una membrana idrofila specifica per calzatura tecnica e di sicurezza, che supera la normativa EN ISO 20345:2011, oltre a Siretex, membrana impermeabile e traspirante ideale per calzatura sportiva e casual.

sire-tex.com

IUNA MONTAGNA PIÙ SICURA

Peso ridotto, uso facile, rilascio affidabile: LiTRIC è l’innovativo sistema elettronico sviluppato da Ortovox e Arc'teryx che impone nuovi standard nel panorama degli airbag antivalanga

l peso di appena 1.100 g lo rende uno dei sistemi elettronici più leggeri al mondo, ed è disponibile nei tre nuovi zaini antivalanga Ortovox. Il sistema LiTRIC si avvale di supercondensatori alimentati da una du-

allo scomparto principale, mentre i dettagli tecnici come gli attacchi per sci, splitboard, corda e piccozza rispondono alle esigenze specifiche di scialpinisti e freerider.

Gli zaini airbag di questa linea sono composti da una base con sistema LiTRIC integrato che è compatibile con i moduli ZIP-ON sia della serie Tour che della serie Freeride. Inoltre la base è disponibile in due diverse lunghezze dorsali, rendendoli compagni d’avventure adatti dal powder alarm ai tour di più giorni. La forma e il sistema dorsale Comfort Back sono studiati per abbracciare il corpo, lasciando ampia libertà di movimento. Dettagli tecnici come gli attacchi per sci, snowboard e piccozza, fissaggio per il casco e l’accesso rapido allo scomparto principale offrono tutto ciò che serve per godersi la polverella in libertà.

La soluzione da ski touring per chi punta sulla massima leggerezza in salita e discesa, ma non vuole rinunciare alla sicurezza di uno zaino airbag. Dispone di un grande scomparto principale con zip e accesso dall’alto che offre ampio spazio per l’equipaggiamento, l’attrezzatura di emergenza e altri oggetti. Il design essenziale minimizza il peso concentrandosi su feature indispensabili come gli attacchi per sci e piccozza e la predisposizione per il sistema di idratazione. Anche il sistema dorsale è ultraleggero, ma senza compromessi sul comfort.

Schwan Stabilo Outdoor Italia srl - Ortovox - 035.008631 - info-it@ortovox.com

Avabag Litric Tour
Avabag Litric Freeride

LA SOLUZIONE PULL&WEAR SEMPRE CON TE

Redelk allarga la linea dei modelli ripiegabili in un apposito sacchetto, perfetti compagni di viaggio per ogni avventura

AGUA

Capo pratico e veloce per proteggere dall’acqua e dal vento, una giacca da tenere sempre a portata di mano nello zaino durante le escursioni o in macchina per non farsi mai sorprendere dal maltempo. Il tessuto laminato Premium-Tex con colonna d’acqua a 5.000 mm e traspirabilità 5.000 h sorprende per la sua performance; la struttura rip-stop rende il capo molto resistente, ma allo stesso tempo morbido e comodo. Le aerazioni sulla schiena aiutano la termoregolazione anche quando si è di fretta e si suda di più. Per quanto riguarda il colore c'è l’imbarazzo della scelta: AGUA è infatti disponibile in 15 colorazioni tra uomo e donna e 4 per le versioni junior. Nella linea P&W antipioggia si trova anche VIENTO il pantalone con apertura full zip laterale.

SAR

Giacca con cappuccio per donna trapuntata in piuma. Morbidezza e comfort sono inconfondibili grazie alla struttura del tessuto nylon opaco che avvolge l’imbot titura in piumino 90/10. La piuma viene iniettata nei ca nali dopo la trapuntatura per garantire una migliore tenuta dell’imbottitura anche con un utilizzo intenso del prodotto. L’offerta Redelk P&W piuma si completa con la versione maschile MIR e con le due versioni senza cappuccio: TEWA per donna e HOPI uomo. Non mancano anche le versioni gilet con TRE per lui e DUE per lei.

INFO: Redelk Outdoor by Steco Flex Srl - 02.9090202 - welcome@redelk.it

INNOVAZIONE VERTICALE

Una primavera leggera e polivalente con le novità SS 24 di Climbing Technology per l’alpinismo e l’arrampicata sportiva. Con un occhio di riguardo per resistenza e durabilità

IRIS

Estremamente leggero ed ergonomico, Iris è l’imbrago regolabile a tre fibbie da donna. È sviluppato per l’arrampicata tecnica in montagna, le grandi pareti, le vie di ghiaccio e misto. Presenta una costruzione anatomica progettata per un’eccellente vestibilità e libertà di movimento. L’anello di assicurazione è seamless e di ingombro ridotto, mentre la geometria e la dimensione dei cosciali permettono un’ottima ripartizione dei carichi in sosta e in calata. Iris presenta inoltre punti di legatura rinforzati e con indicatore di usura, porta-materiali frontali rigidi, più due posteriori e un altro anello morbido per gli accessori.

SALTO SET NY

PESO / 325 g (taglia M)

Un rinvio polivalente e leggero, caratterizzato da un design dinamico e moderno. Concepito per l’arrampicata sportiva e l’alpinismo, con fettuccia da 16 mm in poliammide e con posizionamento Fixit sul moschettone inferiore per prevenirne la rotazione e l’usura. La forma snag free dei moschettoni è concepita per avere massima libertà di moschettonaggio e il becco, che permette un’ampia apertura, può sopportare elevati carichi di rottura. Le zone di contatto con gli ancoraggi e con la corda sono rinforzate, la sezione del corpo è variabile per un eccellente rapporto peso/resistenza mentre i profili esterno e interno non presentano discontinuità per evitare incastri.

LUNGHEZZE / 12, 17, 22 cm

PESO / 104 g nella versione da 12 cm

/ 285 g

A completare il set, un casco ventilato ideale per l’alpinismo, le cascate di ghiaccio, l’arrampicata, il canyoning e le vie ferrate. Presenta una struttura ibrida costituita da una calotta esterna in ABS e un guscio interno in EPS; il profilo inferiore è sagomato per aumentare l’area di protezione dagli impatti, mentre la calotta esterna è a prova di urti e rigature. Stabile sulla testa, riduce l’ingombro durante l’uso; la superficie di ventilazione è fra le più ampie della categoria. Eclipse presenta ha una confortevole imbottitura interna assorbente e lavabile e si può indossare anche con i capelli raccolti a coda di cavallo. È dotato di quattro clip in cui inserire la lampada frontale e la maschera da sci; la sua circonferenza è regolabile da 48 a 56 cm.

INFO: Climbing Technology - 035.783595 - vendite@aludesign.it

SAR Piumino imbottito
TRE Gilet imbottito
ECLIPSE
PESO
AGUA Giacca waterproof
SS24

LFAST & GLORIOUS

La gamma presentata da Movement risponde alle esigenze di tutti gli scialpinisti.

Tre modelli per sfidare se stessi in salita come in discesa

a serie definitiva per gli amanti della salita veloce che vogliono sfidare se stessi. Super leggeri e veloci, l'anima in legno selezionato di Paulownia ultra leggera e la costruzione full car-bon dei tre modelli che compongono la linea permettono di arrivare in cima in un attimo. Con la nuova fibra di carbonio e la tecnologia Cork-Tip, la serie Fast è tecnica e veloce, progettata per gli sciatori in attacco.

71

Il modello 71 è pensato per le gare e lo speed touring, quando si desiderano una superficie e una lunghezza leggermente superiori e un raggio più corto. Con un peso aggiuntivo minimo, lo sci sarà meno impegnativo in salita e più sicuro in discesa. Il 71 è un'ottima opzione per i concorrenti che portano un peso maggiore sugli sci. Il leggero rocker in pun-

ta garantisce una maggiore spinta quando serve.

77

Questo modellol da speed touring della famiglia race ha insito tutti i vantaggi del fratello 71, ma leggermente amplificati e con una scelta di lunghezza extra per adattarsi al meglio a tutte le categorie di atleti.

85

Perfetto per chi pratica lo speed touring. Leggerissimo e con una buona galleggiabilità, è uno sci con un temperamento da gara e una forma adatta alle belle condizioni di discesa grazie anche al suo leggero rocker in punta e in coda. Questo sci, al confine tra le prestazioni in salita e il piacere scendendo, ha tutte le carte in regola per diventare l'attrezzo di tutti i giorni per coloro che divorano le piste.

INFO: Boardcore - 02.69017189 - info@boardcore.it

QUANDO LEGGEREZZA

E SICUREZZA S’INCONTRANO

Scott presenta il suo zaino airbag ultra leggero, adesso in Dyneema, per i freeskier

Abbinando il sistema airbag Alpride E2 Airbag System a tessuti all’avanguardia, si ottiene uno zaino da freeski che quasi ci si dimentica di averlo indosso.

Da casa Scott arriva il Patrol Ultralight E2 25, progettato con un tessuto Dyneema estremamente resistente e ultra leggero e pensato per le avventure in cui risparmio di peso e sicurezza sono una necessità.

Lo zaino è dotato di uno scomparto principale da 25L, un vano separato per pala/sonda e una tasca con zip per piccoli oggetti.

Fibbia sullo sterno, cintura in vita e cosciale sono pensati per massima riduzione di penso ma al tempo stesso per essere di facile e pratico utilizzo.

Presenti vari fissaggi per attrezzatura riponibili tra cui: due porta picche, fibbia porta casco e porta sci in diagonale. Il sistema Alpride E2 ibrido è ormai una garanzia in termini di peso e volume di ingombro all’Interno della scocca.

PESO /

780 g (1.920 g incluso il sistema E2) CERTIFICAZIONE / DPI Cat. II, normativa EN 16716:2017

FREDDO NON TI TEMO CON LA UNDERWEAR WARM CONTROL DUALTECH MERINO DI MICO

Completo intimo tecnico realizzato con tecnologia Seamless che permette una perfetta mappatura delle strutture in funzione delle esigenze di protezione delle varie zone del corpo. Tecnologia e tradizione s’incontrano coniugando la naturalità della fibra di lana Merino in blend con la seta pregiata e la tecnicità della microfibra in polipropilene Dryarn, dando vita a una struttura intelligente che aumenta la traspirabilità e il comfort termico anche a basse temperature, senza rinunciare a morbidezza e vestibilità. Il completo è morbido, confortevole e ipoallergenico, e aderisce senza costrizioni per creare un'efficace barriera contro il freddo. La struttura è compatta sul busto e nella parte anteriore delle gambe per un fit performante. Gode inoltre di zone di traspirazione sotto le braccia, nella parte alta della schiena, nella zona lombare e del cavo popliteo. 100% made in Italy.

INFO : Mico Sport Spa - 030.2003211 - info@mico.it

MAESTRALE DI SCARPA, IDEALE SIA IN

SALITA CHE IN DISCESA

Realizzati in Pebax Rnew, un materiale dinamico e resistente, ideale per l'utilizzo anche con spessori minimi e geometrie variabili. Garantisce leggerezza e affidabilità in tutte le diverse condizioni d'uso. Lo scafo è anch’esso in Pebax Rnew con tecnologia Carbon Core, un inserto in carbonio sovrainiettato che garantisce un'elevata rigidità torsionale e longitudinale della calotta capace di offrire una trasmissione più diretta degli impulsi allo sci e, di conseguenza, una maggiore precisione. È dotata di nuova forma 102 più precisa nel tallone e nella zona mediale, più ampia nella zona metatarsale. Questa forma compatta permette una perfetta unione e coesione tra piede e scarpone, per una migliore performance e sensibilità. Lo scarpone gode del meccanismo Ski/Walk, realizzato in alluminio, ed è dotato di tecnologia Friction Free per massima agilità e libertà di movimento in camminata. L’innesto sullo scafo è semplice ed efficace grazie all’arpione in acciaio, mentre il design essenziale riduce al minimo la possibilità di accumulo di neve o ghiaccio, garantendo una chiusura facile anche in condizioni estreme. Scarpetta Intuition termoformabile che utilizza l’esclusiva Foam Intuition. Costruzione a lingua con elastico sul collo del piede. Comfort immediato alla prima calzata, calda e leggera, ideale per l’utilizzo anche per uno o più giorni interi. Doppie fettucce superiori per agevolare l’entrata. È comunque suggerita fortemente la termoformatura prima di iniziare a sciare.

ATTACCHI / Alpine Touring – TLT PESO / 1.380 g

INFO: Calzaturificio S.C.A.R.P.A. - 0423.5284 - info@scarpa.net

BALTORO COMFORT

Ande presenta una giacca invernale con un’imbottitura completamente riciclata, garanzia di comfort e performance alle più basse temperature

Garante di performance e fedele alle temperature sul ghiacciaio che ha ispirato il suo nome – il Baltoro, situato nella sub-catena montuosa del Karakorum. Questa giacca impermeabile imbottita è pensata per le attività outdoor in clima freddo – sci, trekking, tempo libero.

È realizzata in tessuto Nylon mini ripstop a due strati impermeabile (5.000 mm), con trattamento DWR. Questo favorisce la protezione e l’isolamento dell’imbottitura dall’umidità in caso di giornate piovose o di utilizzo in ambiente nevoso. La novità assoluta di questa collezione Ande è proprio l’imbottitura: Thermore

INFO : Avantgarde

EVOdown 170 g. Si tratta di un prodotto 100% riciclato da bottiglie pet. È ispirato alla morbidezza e voluminosità della piuma, così come alla sua durevolezza e al calore diffuso e costante che garantisce. Il cappuccio è strutturato con visiera e Lycra avvolgente, oltre al rivestimento in maglina termica. Coulisse a fondo busto e polsini facilmente regolabili grazie a comode e pratiche flap con velcro.

PER / Uomo e donna TESSUTO / nylon mini ripstop 2 strati, 5.000 mm trattamento DWR IMBOTTITURA / EVOdown Thermore 170 g

Donna Uomo

LUNGHEZZA E COMFORT STRATEGICI: BV SPORT E LA COLLEZIONE TRAIL ULTRA +

Una linea di calze più alte sul polpaccio rispetto alla versione precedente: tecniche, confortevoli e resistenti – per la pratica del trail running su tutte le distanze. Stabilità e protezione: la soletta anatomica 3D rinforzata avvolge il piede e lo protegge dagli impatti con il terreno. Inoltre, le Trail Ultra + presentano rinforzi mirati su zone strategiche – tendine d’Achille, zona dei lacci, tallone e punta del piede. Le cuciture piatte limitano gli sfregamenti e la trama a nido d’ape elimina efficacemente il sudore. Il bordo a coste ampie non stringe ma mantiene la calza in posizione.

INFO : 335.5927456 - info@bvsport.it

SALOMON ELIXIR GORE-TEX, COMPAGNA DI LUNGHE ESCURSIONI

La scarpa Elixir Gore-Tex di Salomon è un modello da escursionismo di livello superiore pensata per uscite giornaliere su terreno misto. Presenta tutte le caratteristiche per le lunghe distanze e una morbida ammortizzazione bilanciata che si sente, grazie all'intersuola EnergyFoam, e si vede – visto che la geometria della suola Reverse Camber offre transizioni fluide e una falcata più morbida. È dotata di membrana impermeabile a prova di meteo e inserti imbottiti nel collarino e nella linguetta per massimo comfort e tenuta avvolgente. Una scarpa super-accessoriata che non scende a compromessi. Garantisce una protezione alta del piede e al tempo stesso un sostegno molto stabile con la tecnologia Active Chassis; per una spinta e un sostegno laterale sui terreni rocciosi. Infine, la costruzione SensiFit permette una tenuta del piede salda e precisa.

INFO : Amer Sports - 0422.5291 - amersports-italy@amersports-com

MAFATE THREE2 DI HOKA, LA NEW ENTRY “WILD AT HEART”

KEEN RIVOLUZIONA LA CAMMINATA

CON LE WK400

AIttingendo ai suoi archivi, HOKA ha unito le iconiche Mafate Speed 2 e Mafate 3 creando una combinazione perfetta caratterizzata da uno stile rétro e materiali moderni. Realizzato integrando la parte inferiore ammortizzata di Mafate Speed 2 e l’inconfondibile tomaia originale di Mafate 3, questo modello dallo stile street-ready presenta un meshup ancora più innovativo, linguetta a soffietto e sistema di allacciatura rapida per indossarlo più facilmente. La nuova Mafate Three2 è disponibile in tre varianti di colore: Limestone, Hot sauce e Eggnog.

INFO : Hoka Italia - hoka.italy@deckers.com

l modello WK400 è ideale per il walking confortevole. Grazie a un insieme di tecnologie in grado di creare una sensazione unica di slancio in avanti, tra cui la Keen Curve Technology, la scarpa WK400 inaugura una vera e propria “rivoluzione nel camminare”. La particolare allacciatura di WK400 allevia la pressione sulla parte superiore del piede, mentre la calzata a curva costante permette un movimento più fluido durante la fase di rullata e di rimbalzo. L’inserto in nylon a tutta lunghezza, aggiunto all’intersuola high-energy in schiuma, migliora ulteriormente la sensazione di slancio in avanti. La suola multi-surface garantisce trazione sia sui sentieri che sull’asfalto. Infine, la WK400 è rivestita in TPU, un materiale resistente che permette la massima traspirazione del piede. Viene realizzata anche in versione waterproof, in ripstop impermeabile, perfetta per passeggiare all’aria aperta anche quando piove grazie alla membrana Keen.Dry che mantiene i piedi asciutti e favorisce la traspirazione. Un’ulteriore variante è la WK400 Leather, che combina le tecnologie all'avanguardia di Keen con un comfort eccezionale. Per la versione Leather, il brand di Portland impiega una pelle ecologica leggera, per limitare il suo impatto in tutte le fasi produttive.

LA PASSIONE FATTA BUSINESS

Sportmarket, storico negozio del mondo outdoor e sci di Cornuda (TV) ha di recente compiuto 50 anni. Una storia familiare di impegno e successi

Il minimo comune denominatore che caratterizza i componenti della famiglia Gallina è aver dedicato la propria vita all'amore per gli sport all'aria aperta. Questa passione, tramandata di padre in figlio, è stata da sempre il motore propulsore di Sportmarket, che sin dai suoi esordi è un punto di riferimento per gli appassionati di attività outdoor e sport invernali. Abbiamo intervistato Andrea Gallina, uno dei tre fratelli titolari del punto vendita, per esplorare la storia, le sfide e i trionfi che hanno caratterizzato Sportmarket fino all'importante traguardo dei 50 anni di attività.

Qual è la storia del vostro punto vendita?

Il negozio nasce negli Anni '70 dalla volontà di nostro padre, grande amante del climbing e del trekking. Fin da giovane, ha coltivato la sua passione per l’outdoor, al punto di farla diventare un business. Infatti nel settembre del 1973 ha aperto insieme a nostra madre il suo primo punto vendita. Anche nostro zio è stato coinvolto, per cui la gestione era già molto familiare. Con il passare del tempo, Sportmarket è cresciuto sempre di più, specializzandosi nello sci e nelle discipline outdoor fino a includere altri sport più “urbani” come il tennis e il running.

Quanto di voi è mondo neve e quanto outdoor?

Da sempre il negozio segue molto la stagionalità. I mesi invernali sono dedicati interamente al mondo neve, dapprima con una forte propensione verso lo sci, poi, dagli Anni '80, anche verso lo snowboard. I mesi estivi invece sono quelli dedicati principalmente al trekking e all’arrampicata. È anche vero che negli ultimi anni l’accessorio neve ha avuto più problemi nella grande distribuzione rispetto agli altri comparti. Oltre alla vostra attività commerciale, siete molto conosciuti anche per gli eventi che organizzate.

Sì, ci piace molto lavorare sul campo. Quando il negozio muoveva i primi passi, nostro padre aveva già iniziato a coinvolgere i clienti con delle uscite in montagna attraverso varie associazioni come il CAI. Ora il grosso del lavoro è incentrato sulla parte invernale. Innanzitutto organizziamo corsi di sci, visto che io e i miei due fratelli siamo tutti maestri. Organizziamo corsi e agonismo per lo sci alpino e lo snowboard con il nostro gruppo The Blast Snowboard Club. Da quattro stagioni abbiamo anche un gruppo di scialpinismo amatoriale con cui facciamo uscite sia serali che diurne. Inoltre, abbiamo creato Autodrive Ski Cup, un circuito di gare di sci alpino agonistico non professionistico che comprende le quattro discipline dello sci (gigante, slalom, super gigante, discesa libera). Sono competizioni amatoriali del circuito FISI che partono dagli aspiranti giovani in poi. Quest’ultimo è nato soprattutto dalla necessità degli atleti che non continuavano a livello internazionale, ma volevano comunque coltivare la propria passione. In generale, sono eventi alla portata di tutti che ci permettono di tenere un contatto con il negozio anche quando siamo fuori. Capita anche che ci colleghiamo a eventi preesistenti come il Quattro Valli, il circuito trentino/veneto di scialpinismo in notturna più longe-

vo d’Italia. Per noi qui è importante fare gruppo con i nostri clienti e stimolarli alla partecipazione.

Che legame c’è tra i vostri eventi e i brand con cui lavorate?

Alcuni brand ci supportano a seconda della disciplina: per esempio, con The Blast vengono coinvolti marchi come Burton e Northwave anche per i test sul campo. Per il circuito Autodrive ci sponsorizzano il gruppo Dynastar/Rossignol, Bollé, Uvex, Komperdell. Con altri invece ci sarebbe l'esigenza di avere più condivisione su come organizzare e gestire eventi. Per questo stiamo fondando, anche con altri colleghi, un gruppo che si chiamerà Negozi Sportivi Indipendenti con l'obbiettivo di riuscire ad avere più collaborazione da parte aziende.

In vostro negozio offre dei servizi innovativi. Ci parli nello specifico dello scanner 3D Bootdoc?

È una base d’appoggio per i piedi che vengono scannerizzati. La misurazione viene riportata in 3D su un iPad e permette di trovare lo scarpone giusto e se, eventualmente, serve una soletta per alloggiare meglio il piede nella calzatura. Questa macchina permette di prevedere in maniera più efficiente l’appoggio e la calzata, soprattutto quando si parla di scarponi da gara.

Qual è la vostra filosofia?

Per noi la passione è fondamentale. Riuscire a trasmetterla ai nostri clienti è il nostro must. Sapere che non ci vedono solo in negozio, ma anche in pista rafforza la loro fiducia nei nostri confronti. Conoscere le discipline personalmente come praticanti ci da quel punto in più sull’assistenza in negozio. Che progetti avete per il futuro?

Specializzarsi sempre di più ed essere sempre vicini al cliente. Il nostro negozio deve essere sempre aggiornato per essere competitivo, per questo continueremo a collaborare con i brand per uno scambio di informazioni sui prodotti che vendiamo.

In tutti questi anni di attività, come è cambiato il mercato dell’outdoor?

Con la grande distribuzione il mercato è cambiato. Il prodotto di massa ha subito un impatto negativo: troppe informazioni e proposte rischiano di portare il cliente in confusione. Il prodotto tecnico ha bisogno di un negozio specializzato per poter essere spiegato e acquistato correttamente.

Nome: Sportmarket srl

Indirizzo: via Ru' Bianco, 5

Località: 31041 - Cornuda (TV)

Telefono: 0423.639801

E-mail: sportmarket@sportmarket.it

Sito: sportmarket.it

FB: @sportmarketilverobegoziodisport

IG: @sportmarket_1973

Titolari: Maico, Andrea e Alberto Gallina. Comunello Liliana

Anno d'apertura: 1973

Vetrine: 2

Personale: 10

Mq totali: 2.000

Mq calzature: 600

Mq abbigliamento: 700

Mq attrezzatura: 700

Discipline trattate: outdoor, trail running, sci alpino, skialp, freeride, snowboard

MARCHI OUTDOOR

Calzature: AKU, Dolomite, Kayland, La Sportiva, Montura, New Balance, Salewa, Salomon

Abbigliamento: CMP, Crazy, La Sportiva, Montura, Salewa

Attrezzatura: CamelBak, C.A.M.P., Deuter, Edelrid, Ferrino, Kong, Ledlenser, Montane, Petzl

MARCHI SNOW

Attrezzatura: ATK, Black Crows, Dynastar, Marker, Völkl, ZAG

Altri servizi: laboratorio, boot fitting, scanner 3D Bootdoc, plantari sportivi, montaggio e manutenzione sci e scarponi, pelli per scialpinismo

fratelli Gallina con i propri dipendenti davanti allo store allestito a festa per celebrare il 50° anno di attività
Scanner 3D Bootdoc
Da sinistra, i fratelli Andrea, Alberto e Maico Gallina

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