Page 1

Editore Sport Press S.r.l. - Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Tel. +39 0362.600469 - Fax 0362.600616 - e-mail: redazione@pointbreakmag.it - Direttore responsabile: Angelo Frigerio Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 540 del 19 luglio 2004 Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI - Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - In caso di mancato recapito, inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.

magazine Anno 9 – N. 6/7 – 2012


magazine

Mensile B2B del settore boardsport & action sport

pagine

20-29

Anno 9 – N. 6/7 – 2012

redazione@pointbreakmag.it

SUP, parola d’ordine: “TRASVERSALITÀ”

FOCUS SUP

EUROPEAN SURF EXPO, L’ESORDIO A SCUOLA DI SURFING CON L’ISA

• MERCATO ITALIANO: LE AZIENDE RISPONDONO • CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: PRODOTTI 2012

FOCUS ON

FREERIDE

SKATEBOARDING “SALVA BUSINESS” INVESTIRE IN QUESTA DISCIPLINA VARIEGATA E NON STAGIONALE POTREBBE RIVELARSI UN’OPPORTUNITÀ DAGLI OTTIMI COSTI-BENEFICI.

pagine 12-13

The Action Movie Experience

pagina 18

2011 Italian

La nostRa nuova RubRica

AROUND THE WORLD

Surf

Erik Eck, the KITER MAN

Esposimetro

Sulla spiaggia di Kailua abbiamo incontrato Erik, che ci ha raccontato la storia del kite, tra protagonisti ed aneddoti. Compreso il salto di 60 metri realizzato suo malgrado…

pagina 10

prodotto del mese Wetsuit R1®

BROOKLYN ROCKS! Vistando tre suggestivi surf spot newyorkesi sulle sponde dell’East River pagine 14-15

alle pagine centrali


|

editoriale

a cura di Benedetto Sironi

Titolo

Una copertina, un bagnino e il mondo che cambia A volte un aneddoto, una figura, una metafora, esprimono un concetto meglio di tanti discorsi. Del resto, anche Einstein sosteneva che “un’immagine vale più di mille parole”. Prima immagine: la scorsa copertina di Pointbeak Magazine, con in bella mostra alcune scarpe DVS. Ebbene, pochi giorni dopo l’uscita del numero, senza peraltro particolari avvisaglie, DVS Shoe ha avviato negli USA le procedure di Chapter 11, in altre parole ha dichiarato fallimento (per particolari e ultimi sviluppi vedi news a pag. 8). Un avvenimento che ben fotografa l’attuale precarietà di una parte (peraltro sempre più estesa) del nostro mercato: non auguriamo a nessuno la stessa sorte, constatando però che non poche altre aziende si trovano in una situazione di grande incertezza, se non già pericolosamente in bilico. Seconda istantanea: in un weekend di giugno passeggiavo verso il mare al fresco di una pineta sulla costa romagnola (zona lidi ravennati). A un tratto incrocio uno sguardo che mi suona famigliare. L’indecisione reciproca dura solo qualche istante, visto che non ci si vedeva da qualche tempo. Poi sono grosse pacche sulle spalle e sorrisi. “Ma che ci fai qui, con quella bici e quella t-shirt?” - domando un po’ stupito. “Beh, dopo tanti anni da agente (per molti noti marchi, ndr) ho deciso di smettere”, mi risponde. “Ho mollato tutto, ora faccio il bagnino. Sinceramente mi ero stufato di questo mercato. A cominciare da alcune aziende che, adottando scuse improbabili, non mi hanno neppure pagato alcune provvigioni”. Terza fotografia: in questo caso l’obiettivo della mia macchina fotografica è più ampio, quasi grandangolare. L’immagine scattata è quella di un mondo che cambia sempre più velocemente. Nel quale alcune logiche di soli 4-5 anni fa sono già preistoria. Dove la concorrenza in molti settori è sempre più serrata e magari arriva dall’estero, agguerrita e competitiva (tanto per fare un esempio che esula dal nostro mondo, sono stato recentemente in un ristorante egiziano di Milano: aperitivo, primo e bevande per nove persone, qualità più che buona, prezzo totale 60 euro... e potremmo continuare con molti altri esempi in altri ambiti).

Mettiamo in fila queste tre immagini. Se le uniamo agli altri pezzi Titolo del puzzle, in un mercato profondamene sofferente che ha pagato una campagna vendite invernale con un calo complessivo di almeno il 40% e un’estate che non è partita nel migliore dei modi, la prima reazione sarebbe quella di un profondo sconforto. Ma è un atteggiamento che non ci appartiene. E che – pur comprendendolo – vivamente vi sconsigliamo. Guardare avanti, sempre e comunque. Comprendere cosa è possibile fare in prima persona per migliorare le cose. Non esitare ma agire. Guardarsi intorno, trovare nuove strade, differenziare il proprio business. A volte la medicina migliore è proprio una sana, radicale svolta. Di idee noi ne abbiamo tante e continueremo a proporvele sulle pagine di Pointbreak Magazine (che oltretutto a settembre tornerà con una veste grafica rinnovata). Nonostante il fatto che già l’editoriale non ignori certo la situazione asettica del mercato, questo numero si presenta come particolarmente vivo, interessante e ricco di stimoli positivi. Con le consuete, preziose statistiche (vedi il surf esposimetro) qualche consiglio pratico su come differenziare il vostro business (articolo sullo skate a pag 13), con un bel focus dedicato al SUP (uno dei segmenti più in salute del mondo boardsport insieme al longboard), con tante news dal mercato italiano ed estero. E ben due nuove rubriche: il prodotto del mese (che d’ora in avanti vi presenteremo con dovizia di particolari sulle due pagine centrali) e lo spazio “Around the World” (addirittura in duplice puntata per questa volta alle pagine 14-15). Una rubrica che, attraverso la nostra rete di contributors internazionali e la nostra redazione negli USA, vi porterà sovente in giro per il mondo, raccogliendo storie esclusive e spunti inediti. Facendovi ragionare, discutere, agire. E magari – perché no – anche sognare.

N. 6-7 / 2012

magazine

Mensile B2B del settore boardsport & actionsport

Editore Sport Press Srl Presidente DANIELE DE NEGRI Direttore Responsabile ANGELO FRIGERIO Direttore Editoriale RICCARDO COLLETTI Redazione Italia: Corso della Resistenza, 23 20821 Meda (MB) - Tel: 0362.600469 - Fax: 0362.600616 E-mail: redazione@pointbreakmag.it Website: www.pointbreakmag.it Stampa: Ingraph - Seregno (MB) Redazione USA: DNF Media, Inc 1956 Bohannon Drive - Santa Clara, CA 95050 Tel: 001.408.261.8809 Registrazione al Trib. di Milano n. 540 del 19 luglio 2004. Periodico mensile Anno 9 N. 6-7/2012. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L.353/2003 - Conv. in L. 46/2004 - Art. 1 Comma 1 - LO/MI - Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Sport Press S.r.l. Responsabile dati: Riccardo Colletti.

Chiuso in redazione il 25 luglio 2012

4

top news |

PRIMO PIANO

Il brand californiano Hippy Tree in Italia con ASD

RedBull Racing Eyewear e Ogio distribuiti da Athena Athena Spa, distributore in Italia di GoPro, Recon e Xsories (produttore di accessori utili per GoPro), ha aggiunto due nuovi brand nel proprio portafoglio. Si tratta del marchio di occhiali da sole RedBull Racing Eyewear, che offre una linea fashion, sportiva e tecnica, e del famoso marchio americano di borse Ogio, che presenta tre collezioni: Power Sports, Lifestyle ed Endurance. Ogni linea è unica con un design innovativo. Da ora la distribuzione ufficiale di questi due brand nella penisola italiana è stata presa da Athena.

ASD Italia, già distributore nel nostro paese di marchi come Neff, Monster, Frends, Dekline e Rockstar, dà il benvenuto a Hippy Tree. Si tratta di un marchio giovane, fondato nel 2004 a South Bay, in California, dal surfista e artista Andrew Sarnecki. Dopo aver creato il proprio magazine di surf South Bay dove poter liberamente pubblicare le sue foto, Andrew decise di disegnare e vendere un calendario ispirato alla rivista insieme a una t-shirt e a uno sticker. Chiamò questo pacchetto Hippy Tree. In due mesi riuscì a vendere 1000 calendari e 100 t-shirt, cosa che decretò la definitiva nascita del marchio. Oggi Hippy Tree trae ispirazione da due mondi che hanno un rapporto intimo con la natura, ovvero il surf e l’arrampicata. Le grafiche realizzate a mano e raffiguranti onde, montagne e vita naturale riflettono l’amore del titolare per l’outdoor. Hippy Tree è inoltre attento a limitare il suo impatto sull’ambiente tramite l’uso di materiali e processi produttivi eco-friendly. Il brand si propone di creare una collezione di boardshorts, tees e pants venduti in negozi specializzati di surf e outdoor di tutto il mondo.

ASD Italia 0341.255379 info@asdivision.com www.hippytree.com

I brand skate DNA entrano nella family di Blast! Distribution A partire dal 1° luglio 2012 Blast! è diventato il distributore esclusivo per l'Italia dei marchi skate DNA Distribution, che includono Alien Workshop Skateboards, Habitat Skateboards, Habitat Footwear e Reflex Bearings. "Una skateboard company non deve semplicemente vendere prodotti ma bensì creare qualcosa di nuovo, sviluppare un progetto, comunicare la propria visione della realtà". Partendo da questo presupposto Chris Carter, Neil Blender e Mike Hill, nel 1990, abbandonarono la mecca californiana dello skateboarding per tornare nella loro Dayton (Ohio) e fondare Alien Workshop (a destra una tavola). Lavorando a due passi dall’Hangar 18 della Wright Patt Air Force, dove furono presumibilmente trasportati i resti alieni di Roswell, svilupparono una skate co. unica nel suo genere, sotto la direzione creativa di Chris Carter e la collaborazione artistica di Don Pendleton e Joe Castrucci. Con il passare degli anni la solida collaborazione con Joe Castrucci creò i presupposti perchè lo skate artist di Cincinnati potesse forgiare un nuovo marchio sotto la propria direzione creativa. Così Habitat Skateboards mosse i suoi primi passi, a 10 anni dalla fondazione di Alien Workshop, divenende presto anche un brand di scarpe: Habitat Footwear (foto a fianco). Nel 2008 il gruppo DNA venne acquisito da Burton, che ad aprile 2012 lo cedette all’imprenditore e star televisiva americana Rob Dyrdeck, già pro skater per il marchio, che ora collabora come consulente marketing. Dopo qualche mese l'arrivo dei marchi DNA in Blast! Distribution, felice e orgogliosa di questa aggiunta al suo già vastissimo portafogli.

blast! distribution 0362.1855454 - info@blast-distribution.it

ATHENA - 0444-727290 info@evocamera.it - www.evocamera.it

Blue Distribution allarga la sua offerta con Minimum Il marchio di abbigliamento danese Minimum è da ora distribuito in esclusiva per l’Italia da Blue Distribution (che già conta marchi del calibro di èS, Etnies, Macbeth, Emerica, Obey, Wesc, Hurley). Fondato nel 1997 da Peder Tang, inizialmente si trattava di un piccolo negozio di vendita al dettaglio situato ad Aarhus. La prima collezione maschile fu lanciata nel 1999, per quella femminile si è dovuto aspettare il 2007. Le linee del brand danese si ispirano al mondo urban, con un design pulito e il miglior fit. I capi sono caratterizzati da dettagli unici e di alta qualità, mentre il prezzo è assolutamente competitivo. Le collezioni Minimum sono composte da 4 linee principali e sei “express collection”, così da garantire sempre prodotti freschi e aggiornati. Minimum è distribuito anche in Europa, Asia, Australia e Canada.

Blue Distribution 045.6717111 - info@bluedistribution.com

Il retailer americano Zumiez acquista Blue Tomato Zumiez Inc, retailer specializzato americano che opera nel mercato action sport trattando abbigliamento, calzature, attrezzatura e accessori, ha firmato un accordo di acquisizione con Blue Tomato, tra i principali retailer action sport d’Europa con sede in Austria. Blue Tomato rimarrà nella sua sede di Schladming e l’intero senior management gestito da Gerfried Schuller manterrà le sue posizioni. Fondato nel 1988, Blue Tomato ha raggiunto un fatturato di 29,4 milioni di euro nel 2011 (con un profitto netto di 3,5 milioni), per una crescita del 27% sui risultati dell’anno precedente. Stando alle ultime indiscrezioni, Zumiez pagherà 59,5 milioni per il negozio online della società (disponibile in 14 lingue) e i suoi cinque punti vendita austriaci. Zumiez è uno dei più grandi retailer americani specializzati nel mercato boardsport, con oltre 450 punti vendita in Nord America oltre a un crescente business online. Con la nuova alleanza austriaco-americana, Zumiez intende diventare il più grande rivenditore al mondo per gli action sport.

www.zumiez.com - www.blue-tomato.com


|

Aperto a Isola Rossa il surf shop del Nesos surf club

Ai primi di giugno è stato aperto e inaugurato il primo Nesos surf shop. Dopo otto edizioni del Frozen Open, Giuseppe Romano e Marcello Chessa, ideatori della manifestazione e colonne portanti del Nesos surf club, hanno infatti deciso di aprire per la prima volta all’Isola Rossa un punto vendita di materiale tecnico e di abbigliamento. Nel nuovo negozio, sito sul lungomare Cottoni 64b, si potrà acquistare abbigliamento Vans, Hurley, Nesos, Frozen, Mother Fucker e Krew. Non mancano inoltre le tavole Superbrands, Rusty, Fusion e BZ softboard, oltre agli accessori come le pinne FCS, i pad e leash Creature e le pluripremiate mute Xcel. La diffusione del surf rimane comunque l’obiettivo primario di Marcello e Giuseppe e il negozio servirà anche per divulgare informazioni sulla spiaggia, sulle correnti e per discorrere di previsioni meteo, oltre che noleggiare le tavole. Come sempre il Nesos organizza anche corsi e il surf camp che ha la sua base operativa a pochi metri dalla spiaggia della Marinedda. Sarà possibile inoltre tesserarsi al club affiliato alla FISURF.

www.marineddabay.com

N. 6-7 / 2012

Nuova casa per l’EuroSIMA e l’EuroSIMA Cluster

6

EuroSIMA, associazione del mercato boardsport europeo, si trasferisce al 123 boulevard de la Dune a Hossegor, condividendo gli uffici con la Federazione di Surf Francese. La nuova sede, occupata dalla Federazione da giugno 2010, è all’interno di un edificio certificato per l’elevato standard qualitativo. “Questo ci consentirà di incrementare la cooperazione tra le due organizzazioni e di creare progetti comuni. La mia intenzione – ha dichiarato Fred Basse, presidente di EuroSIMA – è quella di riunire sotto un unico tetto tutte le realtà attive nel mercato per dar vita a una vera Boardsports House in un edificio con una forte identità che ben si colloca nell’ambiente naturale circostante”. Il prossimo settembre anche l’EuroSIMA Cluster si trasferirà in nuovi uffici. Dalla Camera del Commercio e dell’Industria di Bayonne, si sposterà infatto presso il business center Olatu Leku di Anglet nel Baia Business Park, che è interamente pensato per il mercato boardsport. La presenza di EuroSIMA e del suo Cluster sia nelle Lande che nei Pirenei atlantici ha un’importanza strategica. Questo posizionamento incoraggia infatti la comunicazione, il training e la circolazione di informazioni tra le istituzioni territoriali e gli attori del mercato. Al contempo contribuisce allo sviluppo e alla promozione del mercato boardsport a livello europeo.

Arriva nei negozi la prima collezione footwear Eastpak

Dagli stessi designer degli iconici zaini, borse e accessori travel Eastpak, è in arrivo per questo inverno una nuova capsule collection di scarpe trendy e di alta qualità, divisa in due linee – Authentic e Returnity – che mantengono un forte legame con le classiche collezioni del brand. Mentre un’offerta ancora più ricca è prevista per la SS 2013, che è stata presentata in anteprima al Bread & Butter Berlin di luglio 2012. Pensata per tutti gli urban insider, la linea footwear Authentic è realizzata con gli stessi materiali robusti e affidabili degli zaini, disponibile in versione bassa, media e alta. Materiali premium e suola vulcanizzata permettono di affrontare ogni giorno con il giusto stile il contesto urbano. La linea Returnity è invece dedicata agli amanti dello stile retro, con modelli caratterizzati da pelle scamosciata e dettagli vintage. Sia la versione bassa che quella media sono realizzate con particolare attenzione alla qualità e rispecchiano l’heritage del brand. "La

nuova collezione footwear Eastpak è progettata per adattarsi a uno stile di vita dinamico e urbano. La line-up è una coerente estensione delle nostre collezioni di borse e travel. Ci sono forti legami sia per quanto riguarda i materiali che per lo stile, inconfondibilmente Eastpak”, ha affermato Toon Kympers, vp product & design Eastpak. “Particolare attenzione è stata data al design, al comfort e all'affidabilità, per andare incontro alle aspettative dei nostri consumatori, mentre la partnership con Sugi International Limited, azienda footwear specialist, assicura standard di altissima qualità". Ha poi dichiarato Massimo Sinigaglia, CEO di Sugi International Limited: "Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto con un partner così dinamico come Eastpak. Un mix perfetto tra la forza del brand Eastpak e la nostra esperienza nel mercato footwear." L’accordo di licenza con Sugi International Limited (azienda con sede a Hong) è stato sottoscritto nel 2011.

Jungle Surf con Sea Shepherd per la fauna marina L’organizzazione internazionale senza fini di lucro Sea Shepherd Conservation Society, nata nel 1977 a opera del capitano Paul Watson, ha come missione la difesa della fauna selvatica marina, degli oceani e degli habitat di tutto il mondo, al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie. Sea Shepherd pratica la tattica dell'azione diretta per investigare, documentare e agire, per mostrare al mondo ciò che succede e per impedire le attività illegali in alto mare. Consapevole di questi obiettivi Jungle Surf, surf shop di Palau, Sardegna, ha deciso di siglare una collaborazione con l’organizzazione. Con l’acquisto di un capo Jungle Surf, tipicamente caratterizzato dal logo con la coda di balena, si potrà infatti contribuire alla conservazione della fauna marina e alle attività Sea Shepherd. Gwen e Stella, titolari

|

Cavalcando le onde con il bite sportivo Brux Sport Con l’estate è finalmente giunto il momento tanto atteso dai surfer per buttarsi tra le onde e catturare il brivido di una tavola da surf ai piedi. Un’attesa che deve essere compensata da prestazioni al massimo livello. Brux, specializzata nella produzione di bite intra-orali per lo sport e per il benessere, ha infatti prodotto un modello specifico per migliorare le prestazioni atletiche. Applicarlo mentre si è su una tavola o mentre si pratica qualsiasi altra attività sportiva significa riequilibrare la postura ed eliminare le forze che ricadono sui denti, convergendo le sinergie del corpo esclusivamente all’attività muscolare utile alle performance. Una cattiva occlusione dentale, dovuta a cause naturali o meccanismi inconsci che portano a scaricare gli sforzi fisici sui denti, è in grado di compromettere la postura determinando disequilibrio muscolare, fondamentale sulle tavole e tra le onde, con ripercussioni negative sulle prestazioni. Negli sportivi di alto livello anche una minima variazione di equilibrio si può tradurre in variazioni dell’intensità della forza e delle capacità di coordinazione, e oltre a provocare l’insorgere di uno stato di tensioni muscolari che si ripercuotono negativamente sull’intero corpo, diminuisce le potenzialità atletiche.

La nuova collezione Obey dedicata a Keith Haring

e creatori del marchio hanno voluto fortemente e sono orgogliosi di essere rappresentanti e ambasciatori di questa organizzazione in Italia.

www.junglesurf.it www.seashepherd.it

Toyota lancia un nuovo “surf” pick up brandizzato Oakley Oakley e Toyota Motor Sales USA hanno presentato il nuovo Oakley Surf Tacoma, l’esclusivo veicolo completo di ogni dettaglio utile alla vita del surfer, già a disposizione del team pro Oakley. Il pick up è perfetto per i lunghi viaggi alla ricerca delle mareggiate e verso i contest, per prepararsi alle heat e per rilassarsi dopo una sessione in tavola: in pratica ha tutto quello che serve al surf lifestyle. “Siamo onorati”, ha spiegato Patrick McIlvain, vice president of global sports marketing di Oakley, “di avere il supporto di uno dei leader mondiali nei motorsports e nei veicoli di consumo. Il design surfing lifestyle del Toyota Tacoma e il nostro programma mondiale pro surf combaciano alla perfezione e non possiamo essere più eccitati di così per le incredibili specifiche di cui il Tacoma è caratterizzato per supportare i nostri atleti”. “È il surf truck definitivo per una

news

surf trip a Baja (Messico)”, ha aggiunto Ronny Nelson, global surf manager di Oakley. “I dettagli sono meravigliosi: grill per barbeque, giacciaia, serbatoio d’acqua da 30 galloni per doccia o bere, compressore a bordo per sgonfiare le ruote in caso di sabbia profonda e per rigonfiarle poi in strada, luci full offroad per guidare di notte in ogni tipo di terreno, stereo e tv, convertitore per ricaricare le batterie durante le riprese su campo da parte di operatori video e fotografi, sistema di fissaggio per più tavole da surf, tenda da sole estraibile, sedili impermeabili Wet Okole in neoprene per non rovinarli quando si entra con i boardshort bagnati. Siamo semplicemente entusiasti dal fatto che i nostri rider possono essere serviti in toto dal nostro truck”. Il nuovo veicolo, oltre a supportare i pro surfer durante i contest, verrà impiegato anche in una serie di eventi e attività lungo tutta l’estate.

Obey Clothing ha presentato la nuova collaborazione per il Fall 2012 con la Keith Haring Foundation. La sinergia è iniziata quando Obey ha avuto il privilegio di guardare negli archivi di Haring, traendone ispirazione dalla selezione di immagini iconiche come da quelle meno note. L’obiettivo era quello di fondere passato e presente e di riportare alla luce il lavoro di Haring a un nuovo pubblico, nonché di soddisfare i fan esistenti attraverso un prodotto pensato in una nuova prospettiva. La collezione uomo si è ispirata a pezzi che sarebbero stati disponibili all’interno di The Pop Shop, il negozio di Haring negli anni ’80. Mike Ternosky, stilista per la parte uomo di Obey, ha tenuto in considerazione i metodi di produzione che Haring avrebbe avuto a disposizione ai tempi di The Pop Shop e degli stili che ben si adatterebbero oggi. I designer hanno inoltre voluto mantenere la massima autenticità utilizzando tecniche di stampa per emulare i disegni per i quali Keith Haring è ben noto nelle subways di New York. Anche la collezione donna ha tratto ispirazione da The Pop Shop. Tessuti dall’aspetto vintage sono stati lavati per bene a ottenere un effetto vecchio, sbiadito e consumato, mentre la giacca militare BDU è stata realizzata con un taglio simile a quella che indossava Keith mentre dipingeva. La collezione include anche un’illustrazione di Haring realizzata da Shepard Fairey basandosi sulla famosa foto di Patrick McMullan.


news

|

Fioravanti espugna l’Australia e conquista il titolo Under 16

Andrea Galli country manager Italia e Svizzera per Apo

Ecco Ecco ilil nuovo nuovo LBSTR LBSTR Skate Skate Team Team A partire dal mese di luglio Andrea Galli è diventato il nuovo country manager per Italia e Svizzera (Ticino e Grigioni) del gruppo Snowide, proprietario dei marchi Apo e White Doctor. Nato a Verbania il 5 settembre del 1972 e ormai Bormino d'adozione, Andrea scopre il freeride nella più tenera età (con annessa tibia rotta). Appassionato di tennis, lo pratica a livello agonistico fino al 1994, quando si iscrive al corso per il diploma di maestro nazionale di tennis. Inizia la sua carriera lavorativa negli sport invernali aiutando dal 1995 il fratello, agente in Lombardia per Rossignol e creando poi nel ’98 l’agenzia f.lli Galli sas. Nel 2009 diventa responsabile del programma New Generation Rossignol. Ora per Snowide si occuperà di tutta la rete commerciale e di tutto ciò che riguarda il marketing per Italia e Svizzera (Canton Ticino e Grigioni). Curerà le relazioni con la stampa e i media, la gestione del team nazionale, le fiere e i contest. Di questi paesi inoltre dovrà anche creare una nuova rete vendita.

LBSTR Apparel ha ufficialmente annunciato che, dopo diversi anni di collaborazioni alla scena skate italiana con sponsorizzazione di contest, skatepark e supporto skater, è stato formato un vero e proprio skate team. Il team rispecchia a pieno il flavor e quello che rappresenta LBSTR, con un mix di veterani, facce conosciute e new entry, ma soprattutto un mix di culture e background tipico di LBSTR. I membri

del team sono Fabio Bottelli e Andrea Marcaietta Munari, Mattia Restante, Francesco Marconato alias Mr. Flat, il giovane Alvin Francescato, Daniele Fenili e infine i due skater da sempre con LBSTR: Gian Maria Pivetta e Fabiano Origuela. Per quest'estate il team è già impegnato nel suo primo tour in Veneto e Lombardia.

www.lbstrapparel.com

Leonardo Fioravanti ha conquistato lo scorso 10 luglio a soli 14 anni il titolo Under 16 durante il prestigioso contest Skullcandy Oz Grom Open di Lennox Head, in Australia. Il surfer del team Quiksilver ha dimostrato il suo incredibile talento surfando da atleta esperto, sfidando i migliori giovani surfer provenienti da tutto il mondo e portando ancora una volta i colori dell’Italia in vetta al podio proprio nella patria del surf. Nella fase finale della gara, su onde di 1/1.5 metri, Leo ha totalizzato un punteggio di 17.25 su 20, battendo il local Mikey Wright, classificatosi secondo con 15.05. Il prossimo appuntamento per Leo sarà la finale europea del Quiksilver King of the Groms, in programma dal 24 al 26 agosto a Ericeira, in Portogallo.

Ph: Emiliano Cataldi - Surf Explore

|

Marco Sampaoli eletto presidente della WSF

CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE

IL PRESIDENTE

WSF CON MARCO SAMPAOLI (2° DA SINISTRA).

Gran bella notizia di caratura internazionale per il mondo snowboard italiano: il consigliere FSI Marco Sampaoli è infatti stato eletto presidente della WSF (World Snowboard Federation). La nomina risale all’Assemblea Generale di tutto il mondo snowboard, svoltasi a Monaco di Baviera il 4/5 maggio scorsi. Si tratta di una grande soddisfazione per Marco, che ha lavorato nella WSF fin dalla sua fondazione, seguita alla chiusura della ISF. Ha percorso tutte le tappe e i ruoli di importanza nella Federazione Internazionale dello Snowboard, collaborando con il TTR per l’organizzazione delle gare più importanti e dedicandosi soprattutto ai giovani. Ora il ruolo che gli è stato assegnato è il massimo che si possa pretendere nell’ambiente. Luciano Rizzi, presidente FSI, ha dichiarato a proposito: “È un orgoglio tutto italiano, perché siamo stati proprio noi a proporre il suo inserimento nelle fila della WSF al momento della sua fondazione”. Pointbreak Magazine si unisce ai soci FSI nell’augurare un grande in bocca al lupo a Marco per il suo nuovo incarico.

N. 6-7 / 2012

IL

7


|

Aperto un nuovo showroom L’innovativo Supreme Sound di Skullcandy sbarca in Europa Sportfun a Bracciano

I primi di giugno è stato aperto e inaugurato lo showroom/warehouse Sportfun Store a Bracciano (RM), in via di Santa Lucia 12/a. Il nuovo locale ospiterà tutta la collezione di magazzino dei marchi distribuiti da Sportfun (Hobie, Paddle Surf Hawaii, Hinano, Kialoa, Ozone, Xenon, Hot Buttered, 69Slam), che saranno esposti completamente per essere presentati al meglio alla rete vendita e al pubblico appassionato di kitesurf, snowkite, land kite, trainer kite, kiteboard, surfboard kite, surf, SUP e paddle. All'interno è stato inoltre realizzato un centro di assistenza per la riparazione di Kite Ozone, con tavolo e macchine da cucire apposite per offrire il migliore servizio (utilizzando materiali originali Ozone). In aggiunta si eseguono riparazioni kitesurf, snowkite, foil, bladder e valvole, briglie, oltre a customizzazione di linee e prolunghe e sono disponibili vele muletto in comodato d'uso. Nello store è presente infine un’area lounge meeting e un’area video e lettura.

www.sportfun.it

N. 6-7 / 2012

JOB: un nuovo modo di fare skimovie

Junkies on a Budget (JOB) è un nuovo e innovativo progetto skimovie. JOB vuole infatti ridefinire lo skimovie mettendo assieme i più creativi filmer, freeskier e direttori artistici europei, con l’obiettivo di produrre un indimenticabile video di sport. Junkies on a Budget è infatti formato da crew progressive come Winter Project, Vecom Video, Aestivation Entertainment, We Make Them Wonder e Daniel Seideneder. Ogni produzione presenta il suo punto di vista sul questo sport con un segmento di 5 minuti. La linea conduttrice creata da Clemens Purner, direttore artistico austriaco, fornisce una nuova spinta allo skimovie, mixando diversi stili in un grande video finale. L’obiettivo è unire l’azione del freeski con la capacità di raccontare storie in video. Il progetto JOB non significa solamente produrre qualcosa di mai visto, ma anche scoprire nuovi talenti a cui dare la possibilità di essere visti e presentati al grande pubblico. Il primo dei Junkies on a Budget Movie è il Gore-Tex JOB in Space, presented by Marker Volkl, e verrà presentato in un tour autunnale per il Vecchio Continente con i migliori freeskier nostrani: Phil Meier, Xavier Bertoni, Roman Rohrmoser, Jesper Tjäder, Thomas Dølplads, Roy Kittler, Ben Valentin, Adam Falk, Niklas Eriksson e tanti altri. Dall’autunno le proposte per le selezioni del prossimo JOB saranno aperte e tutti quelli interessati nella nuova rivoluzione freeski potranno iscriversi.

www.junkiesonabudget.com

8

A fine maggio, a Parigi, Skullcandy ha presentato ufficialmente al mercato europeo il suo rivoluzionario sistema audio Supreme Sound. Questa innovazione garantisce alla musica bassi potenti, voci naturali e alti molto precisi. Creato da un team di ingegneri acustici di livello internazionale capitanati dal dr. Tetsuro Oishi, Supreme Sound è un’esclusiva Skullcandy e verrà applicato all’intera gamma di cuffie Skullcandy che ne prendono il nome. La riprogettazione degli speaker direttamente in sede è stato uno dei fattori principali che ha contribuito a questo salto di qualità nella riproduzione del suono. Naturalmente molta attenzione è stata rivolta a tutti gli altri componenti del prodotto e questo per garantire

un ulteriore incremento delle prestazioni e della funzionalità. “Abbiamo deciso di concentrarci parecchio sulla voce”, ha affermato il dr. Oishi, “perché i nostri clienti vogliono sentire le voci dei loro cantanti, sia che stiano ascoltando hip-hop o alternative music. Con il Supreme Sound abbiamo raggiunto il livello di raffinatezza che stavamo cercando”. Durante il party di lancio sono state organizzate demo in grado di evidenziare le qualità di questa soluzione tecnica e di tutto il portfolio prodotti Skullcandy. La serata si è trasformata presto in un vero party con live performance di dj e produttori dell’ultimo lavoro del gruppo musicale De La Soul oltre che dei talenti locali Mim ed Entek.

Board.tv approda su Cubovision di Telecom Italia

news

|

VISTO ALLE HAWAII...

Il nostro inviato speciale Dino Bonelli (vedi anche articolo a pagina 14) ci segnala questo interessante brand Made in Hawaii, ai più completamente sconosciuto ma sicuramente degno di una citazione. Bello il nome, il doppio senso e la grafica: HiLife, marchio hawaiano fondato nel 2006 da HiLife Clothing Co., gioca la sua immagine sull’alta qualità della vita hawaiana (dove “Hi” vuol dire appunto alta qualità ma è anche la sigla delle Hawaii) e sul concetto ecologico molto radicato negli abitanti di queste bellissime isole del Pacifico. Il logo rappresenta, infatti, l’arcipelago unito univocamente al rispetto del loro ecosistema. www.hilifeclothing.com

Cubovision, la multipiattaforma televisiva di Telecom Italia, offrirà tra i propri contenuti anche quelli di Board.tv: nata a gennaio 2008, è la web tv n°1 in Italia nel settore dei board ed action sport con particolare attenzione alle discipline di snowboard, skateboard e surf. Da giugno all’interno dell’area web tv di Cubovision si possono infatti trovare i video e i format di Board.tv, organizzati per tipologia e fruibili sul televisore con il decoder Cubovision, sulle Smart TV con l’applica-

zione Cubovision, sul PC attraverso il sito cubovision.it e anche in mobilità grazie alla nuova applicazione Cubovision Mobile per smartphone e tablet Android e Apple. Dopo aver avviato con successo un programma di broadcasting televisivo che ha portato i contenuti di Board.tv su oltre 40 canali televisivi del digitale terrestre, e una forte presenza sul web, la partnership con Telecom Italia rende ancora più vasta la distribuzione dei contenuti pubblicati su Board.tv.

Change your straps: Suavesoles, le infradito intercambiabili Il marchio olandese di calzature Suavesoles ha di recente creato un semplice sistema che permette di intercambiare gli straps delle tradizionali infradito. Nonostante il concetto sia così semplice e logico, Suavesoles è la prima e unica azienda che ha reso possibile, in totale autonomia, la personalizzazione delle proprie flip-flop abbinandole con i colori e gli stili che più aggradano l’utente. La prima collezione uomo e donna si compone di 15 colori di suole e numerosi colori di

straps. Ogni paio di infradito viene consegnato con 3 straps coordinati e ulteriori straps possono essere acquistati separatamente. I nuovi modelli e la collezione bambino verranno lanciati a partire dalla stagione estiva 2013.

luca.cortinovis@smartagency.me

Dopo la bancarotta, DVS continua con una nuova proprietà Il 17maggio DVS Shoe è stata dichiarata in bancarotta per “Chapter 11” sotto quella che è conosciuta come vendita “Section 363”. Ovvero un processo che consente a un offerente (noto come Stalking Horse Bidder) di acquistare il patrimonio di una società mediante asta. Il co-fondatore Kevin Dunlap ha ammesso che DVS ha risentito fortemente della recessione e ha cercato di non diventare insolvente negli ultimi anni: “In risposta a una riduzione significativa dei guadagni dal 2008 al 2011, abbiamo cercato di tagliare di 17 milioni le spese di gestione annuali”. A seguito del taglio del budget e alla svendita dell’inventario tra il 2009 e il 2011, DVS è stata in grado di ridurre il debito attuale con il suo finanziatore, la Bank of America (BoA), di circa 9,45 milioni di dollari negli ultimi 12 mesi a quota 6,5 milioni di dollari. A maggio DVS, che insieme

ai suoi affiliati esteri ha registrato vendite per 53,8 milioni di dollari nel 2011 e ha una prospettiva di vendita di 45 milioni per il 2012, ha spedito una proposta di accordo a circa 200 potenziali buyer. In risposta ha ricevuto due prime offerte da due potenziali buyer tra cui anche un Stalking Horse Bidder che ha proposto 4 milioni di dollari. DVS ha chiesto di procedere con l’asta il 13 giugno (poi posticipata al 18 giugno). La Bank of America ha presentato tutti i documenti necessari alla corte il 22 maggio nel tentativo di recuperare quanto più possibile dei rimanenti 6,5 milioni di credito che avanza. A seguito dell’asta, alla quale si sono presentati numerosi offerenti, la proprietà di DVS è passata a Sequential Brands Group che ha offerto 8,55 milioni di dollari battendo le proposte di Podium Distribution Acquisition, LLC e degli altri offerenti.

Mud & Snow si rinnova e apre all’outdoor Un progetto nato, come spiega il titolare Francesco Misley, “dalla voglia di creare un negozio nuovo, fuori dagli standard comuni e non vittima di questi ‘adattamenti’ commerciali che rendono i negozi una fotocopia uno dell'altro”. Per questo il Mud & Snow di Casona di Marano (MO), punto vendita di 130 mq, amplierà e completerà l’offerta con una sezione interamente dedicata all’outdoor e running, affiancando quella snowboard e freeski. Il negozio sarà diviso in due ambienti comunicanti. Uno studiato in modo che respiri aria di montagna e di libertà, con al suo interno tutto il necessario per escursionismo, trekking, running, nordic walking, sci alpinismo, freeride, ciaspole. Nell’altro invece rimarrà la dimensione fresca e lifestyle che viene proposta all'appassionato dello snowboard e del freeski, con tutti i migliori marchi e una selezione di quelli meno commerciali e reperibili. “Ho scelto di lavorare solo con le ditte che sento mie, in cui credo io per primo, in modo da proporre al cliente quanto di meglio io penso che ci sia per ogni settore, essendo io il primo a sperimentare il prodotto per poi proporlo al cliente finale”, continua a spiegare Francesco. “L’apertura di questa nuova area outdoor\running significa per me il desiderio di diventare punto di riferimento per chi si identifica con uno stile di vita sano, a contatto con la natura e sempre alla ricerca dei propri limiti”. A completamento di tutto il progetto, sarà anche attivato uno spazio dedicato alla manutenzione di sci e snowboard con macchinari all'avanguardia e un servizio di test per snowboard e sci alpinismo. Verrà infine implementato anche il sito e-commerce (vedi link sotto), che presto avrà tre sezioni divise: snowboard, outdoor, lifestyle, ognuna con una propria connotazione. L’inaugurazione è prevista per settembre.

Mud & Snow Via Fondovalle 2876, 41054 Casona di Marano (MO) www.mudandsnow.com


news

Lo scouting online del nuovo rookie Völkl Novità in casa Völkl, che di recente ha lanciato il nuovo sito internet dedicato all’inverno 2012/13. Da segnalare anche l’avvio della piattaforma web Rookie Scouting che raccoglie le candidature di aspiranti pro snowboarder. I rider interessati, che non devono avere più di 18 anni di età, potevano iscriversi a questo scouting in maniera totalmente gratuita e fornendo semplicemente alcune informazioni personali, caricando i propri miglior scatti o linkando un video clip. La prima fase di selezione è terminata a metà luglio. Due le categorie proposte: Rookie tra i 15 e i 18 anni e Grom fino a 15 anni. I rider selezionati saranno invitati per un weekend di snowboard con alcuni rider Völkl a Zillertal (Austria). Qui saranno seguiti da un fotografo e da un filmer che immortaleranno i migliori momenti dei rookie. Al termine del weekend il team Völkl si riunirà per decidere il vincitore assoluto dell’anno di sponsorizzazione.

www.volkl-snowboards.com

Il tris della Stranavigli nel centro di Milano

Il 30 giugno una fantastica giornata di sole è stata la perfetta cornice per lo svolgimento della terza edizione della Bear Stranavigli Water Race, presentata da Jeep e organizzata da Music Sport Movement e Aisup. L'allerta per la temperatura record (sono stati raggiunti i 42 gradi percepiti) non ha spaventato gli appassionati milanesi, che sono giunti in tanti, grandi e piccini, durante l'arco dell'intera giornata sul Naviglio Grande per provare le nuove esperienze acquatiche con Sup, motonautica, rafting, canoa, shuttle bike, dragonboat. Il tuffo a bomba Hey Dude ha dato il via nel primo pomeriggio con uno spettacolare salto di oltre otto metri, a seguire sono scesi in acqua i contendenti dei contest decisi a portarsi a casa i fantastici premi messi in palio da Bear, Asahi, Smartbox, Hey Dude, Wewood e Surf to Live. Una battaglia aperta fin dalle batterie per la conquista delle finali di surf paddling e stand up paddling, mentre lo spirito goliardico ha prevalso nelle sfide fantasy firmate Asahi e Smartbox, dove i contendenti si sono divertiti a cavalcare gonfiabili di ogni genere. Non potevano mancare le Red Bull Water Ball e le novità di quest’anno: la gara di Dragon Push, con due equipaggi che fanno il tiro alla fune sullo stesso dragone ma remando in direzione opposta, il Wake Surf e l'After Party. Alla fine è stato Giovanni Cucchetti il vincitore della surf paddling, mentre il primo posto del contest Sup è stato conquistato dall’istruttore ISA/Fisurf Alvise Marcolin.

|

Vans Skate Shop Riot, torna la sfida tra gli skate shop Un appuntamento ormai classico e tradizionale per Vans, che quest’anno propone la settima edizione della Skate Shop Riot anche in Italia. Sono infatti 12 le nazioni protagoniste di questa “street series” che culminerà con la finale Europea del 13 e 14 ottobre a Munster, in Germania. La tappa italiana si svolgerà domenica 23 settembre presso la Skateplaza di Lido di Camaiore, mentre il format di gara presenterà l’ormai classico K.O. system (eliminazione diretta) e vedrà i migliori 20 skate Ph: : F-Tech shop italiani competere con i propri team composti da 3 skater ciascuno. Il team vincitore si aggiudicherà il prize money di 1.500 euro

e avrà l’opportunità di andare a Munster per la finale europea. Per partecipare alla Skate Shop Riot italiana è necessario pre-iscriversi mandando una mail a vansitaly@gmail.com, specificando nome del negozio, nome del team e i nomi dei tre skater in gara. L’iscrizione andrà completata presso il race office il giorno della gara. Saranno ammessi solo 20 team.

Easykite Surfing Lab, la prima scuola kite di Malcesine L’associazione sportiva dilettantistica Easykite Surfing Lab, da quest’anno situata nel cuore di Malcesine, gode di una posizione perfetta per trovare i migliori spot di vento e usufruire di giornate indimenticabili in compagnia di uno staff davvero qualificato. La scuola North kiteboarding, nata dalla passione e professionalità di Chiara Regolini, presidente dell’associazione, è la prima scuola di kite a Malcesine. Con uno staff tutto femminile, offre corsi a tutti coloro che vogliano scoprire l’emozionante mondo del kitesurf, ma anche a chi voglia perfezionare un po’ la tecnica o imparare qualche nuovo trick, nel rispetto delle principali norme di sicurezza. Istruttori qualificati FIV e IKO sono a disposizione per giornate di prova, lezioni individuali o di gruppo, corsi base e intensivi. Particolare attenzione è data alle donne, le quali potranno usufruire di attrezzature adatte a loro e godere

per tutto l’anno dello sconto del 10% sui vari corsi. Per i corsi e per il noleggio vengono utilizzate le più recenti attrezzature North e Ion. Tra le novità è in programma la seconda edizione di Pimp my Riding kitecamp 4 girls only, il kitecamp dedicato alle donne che l’anno scorso ha avuto grande successo grazie anche alla partecipazione di Alice Brunacci. Tra le altre attività è possibile fare escursioni con kayak o con il Sup, rilassarsi sulla terrazza/solarium con vista mozzafiato e gustare un drink nel vicino Bar Oasi. In collaborazione con 100One Lake Lab, 4freeworld e Bar Oasi sono in programma molti party.

Sale anche a Roma la febbre notturna del long

Un appuntamento fisso settimanale per gli amanti del longskate, che vi accompagnerà per tutta l'estate e non solo. Si tratta della Longskate Night. Ogni mercoledì, sulle strade di Roma, esplode infatti la passione fra i longboarder e il numero di persone che si presentano agli appuntamenti è in continuo crescendo. L’evento, organizzato da SnowPress e partito a maggio, cambia spot ogni settimana per venire incontro alle esigenze di mobilità di tutti e per variare i livelli di difficoltà delle strade. L’obiettivo è quello di diffondere il longskate, riunire varie realtà sul territorio romano e condividere le esperienze con principianti ed esperti, arrivando a sfociare in un vero e proprio evento finale sempre a Roma. Inoltre sono stati coinvolti anche i tour Sector 9 e DHIS (vedi news sotto), con la possibilità di testare tavole. E fra spaghettate di mezzanotte in strada e discese notturne, passaparola e nuove amicizie, la Longskate Night sta diventando un momento imperdibile.

Un super summer tour per Sector-9

Sector-9 si conferma senza dubbio il marchio più attivo sul fronte longboard e insieme al suo distributore italiano The Maccaroni Project e alla relativa scuola (DHIS) ha organizzato un intenso tour che da luglio ad agosto sta animando vari spot in tutta Italia. Da segnalare la presenza al Surf Expo di Roma (13-15 luglio) e all'IGSA (world championship) di Padova (3-5 agosto). Tanti gli appuntamenti con i vari shop, durante i quali vengono messe a disposizione degli amici e clienti dello shop circa 20 tavole Sector 9, i grandi classici e alcune novità 2012. Ma non solo: ben 3 le ore di lezione disponibili, così strutturate: 15 min di briefing tecnico per capire la tavola più adatta, componenti, caratteristiche tecniche, ruote e cuscinetti; 45 min di introduzione alla preparazione atletica specifica per gli sport da tavola, in collaborazione con IndoBoard; 2 h di lezione su strada, su una discesa con pendenza dal 6% al 10%, tra slide, stand-up slide e affrontando tornanti heel-side e toe side.

N. 6-7 / 2012

|

www.maccaronipro.it

9


|

esposimetro |

LA RUBRICA DI POINTBREAK MAGAZINE, IN COLLABORAZIONE CON

Italian Surf Esposimetro - Anno 2011 Per questo numero vi proponiamo un’analisi dell’esposizione mediatica degli atleti e della produttività dei fotografi del mondo surf nostrano. I dati, raccolti da surfcorner.it, sono riferiti all’intero anno 2011 e sono stati ottenuti monitorando le riviste italiane dedicate al surf. Grazie a queste informazioni, l’Esposimetro consente di stabilire chi sono i surfisti italiani più fotografati e, al tempo stesso, i fotografi più attivi. È possibile inoltre scoprire quali sono le riviste più “italiane” e quali quelle più orientate alla scena internazionale. Per la valutazione qui proposta sono state prese in considerazione le principali riviste di surf nostrane che nell’arco del 2011 hanno pubblicato almeno due numeri: Surf Latino (dal n°51 al n°54), Surf News (dal n°84 al n°89), Surfculture (dal n°1 al n°4).

magazine

Mensile B2B del settore boardsport & actionsport

N. 6/7 – 2012

CATEGORIE Surfisti Italiani - Tutti i rider ricevono un punteggio per ogni foto pub-

blicata e per ogni pagina a loro dedicata, incluse le pagine pubblicitarie, in base ai criteri specificata nella sezione “Punteggi”. Nella classifica viene indicata, accanto alla posizione attuale, anche quella occupata dal rider nel ranking finale del 2010. Fotografi Italiani - I fotografi ricevono lo stesso punteggio attribuito ai rider per ogni foto pubblicata che li ritrae, incluse anche in questo caso le pagine pubblicitarie (se il nome del fotografo è indicato). Vengono inoltre conteggiate le foto che non ritraggono un rider, come per esempio le foto di onde e line up. Riviste e Italian Ratio - Questa categoria definisce l’italianità di una rivista, in base a quante foto/pagine sono state dedicate a rider italiani. L’Italian Ratio è appunto il rapporto fra il punteggio totale assegnato a tutti i rider italiani presenti in un singolo numero della rivista e il numero di pagine della rivista stessa, espresso in percentuale. Così una rivista con rider italiani dalla prima all’ultima pagina otterrebbe il 100% di Italian Ratio.

PUNTEGGI Ogni foto o pagina dedicata a rider italiani riceve un punteggio variabile in base alla quantità di foto e contenuti redazionali, considerando equivalenti tutte le riviste prese in esame. Copertina: 3 punti. Doppia pagina/retro cover: 2 punti. Pagina intera: 1 punto. Mezza pagina: 0,5 punti. Foto piccole (inferiori alla mezza pagina): da 0,1 a 0,3 punti per ogni rider e fotografo a seconda della dimensione. Le pagine con contenuti redazionali dedicati ai rider generano punteggio per il solo rider, non per l’autore dell’articolo nè per il fotografo che ha contribuito (il quale invece riceve punteggio in base alle foto pubblicate). Per esempio un’intervista a un rider di 10 pagine genera 10 punti per il rider. Il fotografo invece riceverà punti in base alle foto pubblicate e alla loro dimensione. Le pagine pubblicitarie danno punti sia al rider sia al fotografo, qualora i crediti siano indicati.

CLASSIFICA FINALE RIDER

CLASSIFICA FINALE FOTOGRAFI

(Nome - cognome - pos. 2011 - pos. 2010 - pos. 2009)

(Nome - cognome - pos. 2011 - pos. 2010 - pos. 2009)

Alessandro Piu - 1, 13, 10 Angelo Bonomelli - 2, 1, 2 Mattia di Bitonto Morri - 3, 9, 14 Francisco Porcella - 4, 0, 5 Alessandro Ponzanelli - 5, 4, 7 Roberto D'Amico - 6, 5, 6 Filippo Orso - 7, 2, 11 Nicola Bresciani - 8, 46, 20 Nicola Zamagni - 9, 0, 0 Eugenio Barcelloni - 10, 8, 1 Alessio Poli - 11, 7, 3 Federico Vanno - 12, 16, 17 Simone Simi - 13, 63, 15 Giovanni Palattella - 14, 0, 66 Alessandro Onofri - 15,44, 84 Joao Marco Maffini - 16, 29, 64 Diego Gorrieri - 17, 0, 61 Alessandro Maddaleni - 17, 0, 65 Natalia Resmini - 17, 0, 0 Leonardo Fioravanti - 20, 3, 16 Andrea Nacci - 21, 29, 30 Marco Pistidda - 22, 0, 0 Marco Bocci - 23, 0, 80 Andrea Cannavò - 23, 0, 0 Valerio Giorgi - 25, 0, 104 Filippo Eschiti - 26, 0, 0 Angelo Verzini - 27, 46, 76 Francesco Palattella - 28, 14, 24 Marco Morini - 29, 46, 0 Leonardo Leira - 30, 43, 19 Marco Urtis - 31, 22, 26 Giovanni Cossu - 31, 29, 57 Helgo Lass - 33, 0, 0 Graziano Lai - 33, 0, 74 Giacomo Vannucci - 33,0, 0 Luca Casana - 33, 0, 0 Alessandro Clinco - 37, 46, 21 Emiliano Cataldi - 38, 20, 34 Elena Bertolini - 38, 35, 108 Lorenzo Castagna - 40, 12, 41 Fabrizio Gabrielli - 41,0, 0 Gianmarco Pollacchi - 42, 22, 4 Greta Dalle Luche - 43, 64, 106 Thomas Cravarezza - 44, 27, 18 Johan De Santis - 44, 0, 0 Roberto Ciuccoli - 44, 0, 0 Valentina Vitale - 47, 14, 93 Jacopo Conti - 47, 46, 12 Arnaud Bouteiller - 49, 35, 31 Valentino V. Verasach - 50, 0, 0 Jacopo Lancioni - 51,46, 42 Roberta Vita - 51, 0, 0 Marco Ranaldi - 53, 6, 361 Yari Cava - 54, 24, 0 Alessandro Demartini - 54, 0, 101 Fabio Cisafulli - 56, 0, 0 Daniel Mazzucchelli - 57, 46, 0 Federico Pilurzu - 57, 0, 0 Federico Tenerini - 59, 16, 0 Marco Brocchini - 59, 0, 0, Sole Rosi - 59, 0, 0 Fabio di Molfetta - 59, 0, 0 Oliver di Fazio - 63, 0, 0 Beniamino Buffa - 64, 0, 0 Antonio Rinaldi - 64, 0, 0 Andrea Bonfili - 66, 0, 100 Paolo Caliman - 67, 0, 53 Diego Cadeddu - 67, 0, 0 Omar Fantini - 69, 46, 37 Nicola Bonuccelli - 69, 46, 39 Tiziano Gabrielli - 71, 0, 73 Davide Lopez - 71, 0, 0 Andrea Sonato - 71, 0, 0 Marco La Vite - 71, 0, 0 Ramon Taliani - 75, 0, 23 Luca Palla - 75, 0, 0 Matteo Corvaia - 75, 0, 0

23,8 22,3 18,3 18,1 17,4 16,2 12,6 12,1 12 11,6

Nel 2011 Alessandro Piu non solo ha conquistato l’agognato titolo di campione italiano di surf, ma ha anche avuto maggior visibilità mediatica rispetto agli altri rider 9 nostrani, prendendo il posto occupato 8,8 8 l’anno precedente da Angelo 8 Bonomelli. Determinanti sono state le 8 costanti apparizioni di Piu su tutte le 7,3 riviste prese a campione. Un risultato 7,1 6,2 importante, tanto più se si considera che 6 Alessandro lo ha raggiunto con un bel 6 balzo, passando dal 13° al 1° posto, e 5,9 senza alcuna cover su nessuna delle 5,3 5,2 riviste, che da sola gli avrebbe assicurato 5 molti punti in termini di visibilità. Bonomelli 4,8 intanto slitta dal 1° al 2° posto con pochi 4,2 4,1 punti di differenza rispetto a Piu, mentre 4,1 Mattia di Bitonto Morri raggiunge la Top 3 con 4 un salto dal 9° al 3° posto. Una menzione 4 speciale va al sardo residente a Maui Francisco 4 4 Porcella, che si ritrova al 4° posto, mentre 3,2 l’anno precedente non compariva neanche in 3 classifica. Merito dell’ampio speciale dedicatogli 3 2,9 da Surf Latino dopo il suo meritato 2° posto al 2,8 Billabong XXL per il Biggest Wave. In calo la 2,7 visibilità di Leonardo Fioravanti, che dal 3° posto 2,2 del 2010 scivola al 20° nel 2011. Per motivi di 2 spazio abbiamo riportato i rider fino alla 75ª 2 2 posizione. Seguono poi Sandro Marciano, Matteo 1,8 Galzerino, Vittorio Casu, Kevin Giuliani, Giuseppe 1,8 Romano e Osiris Masiello tutti a parimerito con 0,1 1,7 punti. Fino allo scorso anno, la classifica prevedeva 1,6 1,5 altri surfisti che nel 2011 non hanno ottenuto alcun 1,5 punteggio. Eccoli elencati: Danilo La Mantia, Fabio 1,4 Giacomini, Marco Zappelli, Davide Pecchi, Niccolò 1,3 Porcella, Carlo Pilotti, Pito Giachero, Andrea Di Pietro, 1,3 1,2 Davide Pulvirenti, Andrea Torre, Denis Frau, Francesco 1,1 Thilo Sili, Fulvio Garofalo, Andrea Bracco, Roberto 1,1 Romancino, Gavino Dettori, Federico Perondi, Andrea 1 Orrico, Niccolò Puccinelli, Matteo Fioravanti, Federico 1 1 Piccinaglia, Giorgio Bascialla, Riccardo Brotini, Enrico 1 Perricone, Giovanni Evangelisti, Matteo Stella, Marco 0,8 Testarella, Marco Bosi, Tommaso Varriale, Massimiliano 0,7 Pavone, Luciano Cherubini, Luca Corrado, Roberto Albigi, 0,7 Sandro Lo Piccolo, Ronnie Baldini, Lorenzo Pellegrini, 0,6 0,5 Alessandro Dini, Alessandro Rigliaco, Matteo Vandi, Matteo 0,5 Mastino, Matteo Fabbri, Federico Atzeri, Valentina D'Azzeo, 0,4 Paolo Colombini, Giovanni Colotto, Josto Puddu, Renato 0,4 Colombini, Giorgio Elena, Stefano Esposito, Paolo Perucci, Nello, 0,3 0,3 Enrico Lodi, Giorgio Pietrangeli, Michele Dini, Patrizio Jacobacci, 0,3 Marco Romano, Piero Capannini, Alessandro Selva, Marco 0,3 Odoardi, Renato D'Auria, Rocky Montanari, Marco Fracas, Enzo 0,2 Giunto, Claudio Chapuis, Luis Ravizza, Gianluca Dionisi, Alessandra 0,2 0,2 Balistreri, Simone Cianflone, Simonluca Melchiorri, Edoardo Bianchi, 0,1 Francesca Rubegni e Alberto Fracas. 10,4 10 9,9 9,5

0,1 0,1 0,1 0,1 0,1

Emiliano Mazzoni - 1, 1, 5 Fabio Palmerini - 2, 2, 1 Roberto Montanari - 3, 3, 6 Tommy Surfculture - 4, 0, 0 Andrea Bazzichi - 5, 11, 11 Antonio Muglia - 6, 6, 12 Alessandro Lulli - 7, 16, 14 Mattia Stocchi - 8, 14, 2 Filippo Maffei - 9, 52, 9 Marco Moretti - 10, 0, 0 Mario Savini - 11, 0, 0 Roberto Apuzzo - 12, 0, 0 Alessandro Dini - 13, 5, 10 Helmut Berta - 14, 0, 0 Claudio Zamagni - 14, 0, 0 Giammaria Soglia - 16, 24, 36 Yari Cava - 17, 11, 85 Marcello Guardigli - 18, 0, 0 Mirko Pellegrinetti - 19, 0, 0 Emiliano Cataldi - 20, 10, 8 Fabio Masia - 20, 0, 0 Olivia della Vista - 22, 17, 0 Mike Pireddu - 23, 28, 26 Michele Chiroli - 23, 0, 0 Francesco Salvadori - 25, 0, 0 Matteo Mangherini - 26, 15, 33 Carlotta Castangia - 26, 34, 18 Federico Vanno - 28, 19, 78 Bruno Pepe - 29, 0, 0 Guido Giaccone - 30, 23, 32 Mario Trave - 30, 24, 17 Andrea Bonfili - 30, 0, 0 Marco Sampaoli - 30, 0, 0 Raffaele Righini - 34, 0, 0 Carlo Cassan - 35, 0, 0 Alberto Maiorano - 36, 4, 91 Kevin Giuliani - 36, 0, 0 Arianna Franzina - 38, 0, 0 Janna Colella - 39, 41, 39 Andrea Paglino - 40, 0, 0 Davide Pulvirenti - 40, 0, 0 Filippo Maria Tocca - 42, 0, 0 Marco Marzocchi - 42, 0, 0 Enrico di Cino - 44, 66, 88 Stefano Viola - 45, 34, 47 Federico Mullanu - 45, 0, 0 Filippo Piacentini - 47, 0, 0

43,4

Tra i fotografi, per il secondo anno consecutivo si 32 conferma come il più attivo il 22 senior photographer di SurfNews 17,5 Emiliano Mazzoni, produttore della 16,8 maggioranza delle immagini pubblicate 14,5 14,4 dalla rivista. Sempre per il secondo anno 13,3 consecutivo, anche Fabio Palmerini mantiene la 11,7 seconda posizione già raggiunta l'anno scorso, 9 grazie alle sue collaborazioni trasversali con tutte le 8,1 7,2 riviste considerate. Idem per il terzo posto di Roberto 7,2 Montanari, fotografo di Surf Latino che si attesta per 7 pochissimo dietro a Palmerini. Per motivi di spazio abbiamo 6,4 riportato i rider fino alla 47ª posizione. Seguono Rocco 6 5,8 Cartisano, Luigi Corda, Elena Bertolini, Cinzia Spedicato ed 5,5 Emanuela Quaranta con 1,1 punti. Alle loro spalle Giorgio Elena, 5,5 Mattia Di Bitonto Morri, Simone Langiu (1 punto); Riccardo Ghilardi 5,2 (0,9 punti); Giulio Marongiu (0,8 punti); Chiara Murenu, Tommaso Russo 5 5 (0,7 punti); Marco Canu, Andrea Di Pietro (0,5 punti); Achille Piotrowicz, 4,9 Francesco Torricelli (0,4 punti); Mirko Casadei, Roberto Milazzo, 4,4 Alessandro Murgia (0,3 punti); Andrea Corrias, Katiuscia Lampredi, IGOR, 4,4 Simone Manfreda (0,2 punti); Duccio Argentini, Giuseppe Arioni, 4,2 3,3 Alessandro Servadei, Matteo Bettocchi, Valentina D'Azzeo, Gabrio Zandonà 3 (0,1 punti). Non compaiono più in classifica i seguenti fotografi: Matteo 3 Ferrari, Nicola Luppichini, Gianluca Savi, Matteo Suatoni, Federica 3 Casanova, Giorgia Caminita, Susanna Spallanzani, Annaick Boutellier, 3 2,9 Vincenzo Ganadu, Luciana Scarpiello, Antonio Ronchini, Andrea Dell'Amico, 2,6 Jacopo Emiliani, Alessandro Puccinelli, Alessandro Ponzanelli, Annalisa 2,5 Rocca, Carlo Sarnacchioli, Nicola Strocchi, Rita Rusciano Grotti, Elena 2,5 Bertuccelli, Jock Ingram, Pietro Boutellier, Antonio Muroni, Sara Giordanelli, 2,4 2,3 Aldo Giummo, Cristian Corradin, Piero Capannini, Giuseppe Repetto, Marco 2 Matteucci, Alessandra De Rossi, Valentina Vitale, Alberto Carmagnani, 2 Caterina Monti, Federico de Rossi, Filippo Biondi, Nik Zanella, Davide 1,8 Sacchetti, Marco Fracas, Mauro Ladu, Marco Mulazzani, Tommaso Varriale, 1,8 1,7 Matteo Giordano, Marco Zappelli, Niccolò Puccinelli, Luca Ponzanelli, 1,4 Vincenzo Ingletto, Federica Radice, Leonardo D'Angelo, Silvia Dal Pozzo, 1,4 Paolo Carta, Matteo Caracini, Marco Delle Donne, Flavio Crocco. 1,2 39,8

39,1

1,1 1,1

ATLETI ITALIANI SULLE RIVISTE 1,1

Surf Latino 51 Surf Latino 52 Surf Latino 53 Surf Latino 54

SurfNews 84 Nov-Dic 10 SurfNews 85 Gen-Feb 11 SurfNews 86 Mar-Apr 11 SurfNews 87 Mag-Giu 11 SurfNews 88 Lug-Ago 11 SurfNews 89 Set-Ott 11 0% Surfculture 1/2011 Surfculture 2/2011 Surfculture 3/2011 Surfculture 4/2011 Media

37,8% 52,5% 16,9% 46,0% 7,4% 32,5% 11,4% 14,4% 25,4%

23,7% 33,4% 45,6% 39,6% 28,3%

Sul fronte dell'italianità delle riviste, per il quarto anno consecutivo Surf Latino si conferma la rivista con un occhio più attento ai rider italiani, questa volta con una percentuale da record: il 52,5% del numero 52. Surf Latino detiene la corona dell'Italian Ratio fin dalla prima edizione dell’esposimetro, confermando con coerenza la sua linea editoriale particolarmente attenta ai surfisti nostrani. È di Surf Latino anche la seconda posizione con il 46% del numero 54, mentre il terzo posto viene occupato dalla collection cartacea di Surfculture con il 45,6%. Da notare come la percentuale di Italian Ratio in generale sia aumentata enormemente rispetto alle prime edizioni dell'esposimetro del 2008 e 2009, quando non superava il 20%, mentre nel 2010 era salita fino al 35%. L’aumento di italianità delle riviste segnato nel 2011 è anche sinonimo di una scena surf nostrana più sviluppata e questo è un segnale positivo per i magazine italiani che in alcuni casi hanno dovuto apportare tagli di fogliazione per far fronte alla crisi generalizzata. Nonostante ciò, rileviamo un leggero aumento del numero totale di pagine esaminate risalito a 1370 dopo la flessione del 2010 che le aveva fatte scendere a 1284. Ci auguriamo che questo sia segnale di un trend in grado di riportare la situazione editoriale a livelli pre-crisi.


| n

focus on

|

UN poSSIBILe INveSTIMeNTo dALL’oTTIMo rApporTo CoSTI/BeNeFICI

Skateboarding “salva business” IN UN perIodo IN CUI I rISULTATI SI CerCANo TALvoLTA ApreNdo Troppo ALLA GrANde dISTrIBUZIoNe, LA SpeCIALIZZAZIoNe pUò FAre LA dIFFereNZA. ALLeSTIre UNo SKATe CorNer NeL proprIo Core SHop e INveSTIre IN QUeSTA dISCIpLINA vArIA e NoN STAGIoNALe poTreBBe rIveLArSI UNA vALIdA ANCorA dI SALvATAGGIo. A CUrA dI

LUCA BASILICo Il contesto della crisi economica unito alla dimensione “corporate” raggiunta da buona parte delle aziende action sport pone i negozianti del settore davanti a una sfida quotidiana sempre più difficile.

LE PARTI COINVOLTE - Da un lato abbiamo il consumatore che, in un momento di ristrettezze economiche, limita gli acquisti cercando al contempo con più attenzione il prezzo più conveniente. Dall’altro ci sono le grosse aziende che, dovendo garantire al proprio azionariato numeri in continua crescita, allargano la distribuzione a canali di vendita più “mainstream” come multisport, centri commerciali, negozi generalisti e chain-shop. In mezzo a questo “tritacarne” si trova lo skate-snow-surf-street shop medio italiano: un modello di business nato una quindicina di anni fa dove passione, cultura, abilità commerciale e vicinanza alla “scena” creano la “miscela vincente” su cui ha prosperato l’intero sistema.

L’IMPORTANZA DEI CORE SHOP - Un patrimonio, quello rappresentato dagli shop di settore, che è la principale ricchezza del sistema. Un patrimonio che andrebbe salvaguardato e protetto perché non si limita a vendere al dettaglio, ma alimenta la domanda stessa dei prodotti promuovendo le strutture e mantenendo coese le comunità locali di rider e appassionati. Una funzione, quella del “core shop”, che sta tra il commerciale e il sociale... qualcosa che NON possiamo nè dobbiamo barattare con i “centri commerciali”.

UNO SPIRAGLIO DI LUCE - Inseriti in questo contesto, reduci da una stagione invernale delle peggiori, i negozianti dello stivale si trovano di fronte alla necessità di operare scelte radicali mantenendo comunque un profilo basso e prudente. Un “trick” non da poco. Mantenere fedele la base dei propri clienti attirandone al contempo di nuovi è un imperativo dal quale non ci si può esentare. Raggiungere questo scopo può fare la differenza tra vita o morte della propria attività. In questo momento cruciale, quella di investire sullo skateboard potrebbe essere per molti versi la scelta giusta alla quale affidarsi per essere traghettati fuori dal periodo di secca. Vediamo nel dettaglio il perché e il come?

SOPRA

E SOTTO DUE VISUALI DEL NEGOZIO

N. 6-7 / 2012

CHE DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SKATE.

12

BOARDSTYLE

DI

LIMBIATE (MB)

LA

BOWL DI

VICENZA,

ESEMPIO DI STRUTTURA PUBBLICA UTILIZZABILE PER EVENTI E INIZIATIVE.

PERCHE’ MENO RISCHI E PIÙ MARGINI - Il commercio al dettaglio delle tavole a rotelle non impone preordini stagionali e gli esborsi per assortire un’OTTIMA disponibilità tecnica sono al di sotto dei 5mila euro. Gli acquisti si effettuano al 90% sul pronto e scegliendo il giusto fornitore le vendite si effettuano con il 100% di ricarico.

UN AMPIO TARGET DI VENDITA - La recente evoluzione del mercato skate ha ampliato enormemente la base dei potenziali praticanti introducendo nuove soluzioni adatte a tutti. Esiste così lo street skateboard, tipicamente usato per fare “trick” da rider tra i 13 e i 25 anni. Questo prodotto sviluppa un buon numero di vendite di singoli componenti. Abbiamo poi gli skateboard completi di qualità, che sono l’attrezzo ideale per avvicinare i bambini. Si tratta di una vendita one-off che in una certa percentuale (ipotizzabile un 5%) crea nuovi assidui praticanti. Lo skateboard completo è l’oggetto regalo ideale. L’offerta odierna prevede poi gli Old School Skateboard, ovvero skate dalle forme e dalle dimensioni “vecchio stile” particolarmente amati da chi praticava skate nei primi ‘90 e oggi ha deciso di riprovarci in chiave più “rilassata”. Proseguendo abbiamo i cruiser skateboard: piccoli, inarrestabili, pratici e veloci, sono l’ideale mezzo di trasporto urbano ecologico e trendy allo stesso tempo. Vengono acquistati sia dal ragazzino che vuole skateare senza dover “fare manovre”, sia dal giovane “hipster” per spostarsi in città con stile. Da ultimo ci sono i Longboard Skateboard, usati per praticare il downhill. Questi skateboard sono particolarmente apprezzati da skater adulti, snowboarder e surfisti. Permettono di scendere discese di vario livello e provare l’ebrezza della velocità e dello sliding. Prodotto estremamente tecnico, ha prezzi di vendita più elevati delle altre categorie e buona marginalità.

GIOVANI

LA

SHOP RIDERS.

SEZIONE SKATE ALL’INTERNO DEL

BASTARD

STORE DI

MILANO.

UNA VENDITA CONTINUATIVA - Sebbene

UN’OFFERTA ESCLUSIVA - L’esclusività

la stagione d’oro della tavola a rotelle sia chiaramente l’estate, gli skater vanno in tavola tutto l’anno. Lo skateboard completo, con il suo costo contenuto, è l’idea regalo perfetta non solo per Natale ma anche in periodo di fine scuola. Inoltre all’acquisto di uno skateboard completo segue la necessità di sostituire periodicamente le singole parti. Senza contare che la pratica dello skateboard causa l’usura delle calzature determinando la necessità di un frequente acquisto di nuove skate-shoes.

dell’offerta è stata per lungo tempo la chiave del successo dei nostri shop. L’ampliamento della distribuzione di abbigliamento, calzature e snowboard dei “big brands” ha pericolosamente “spuntato” questa arma vincente. Trovare nuovi prodotti che tornino a marcare la differenza è fondamentale. In quest’ottica l’offerta di una gamma completa di skateboard, un prodotto fieramente di nicchia, rappresenta un asset valido per distinguersi.


|

focus on

|

COME LO SKATE CORNER - Il primo passo è quello di costruire

SEBASTIANO "SEBI" BERTOLATO, PROPRIETARIO DI BLUNT SHOP VICENZA, POSA CON TEAM RIDER LOCALI, CLIENTI E OSPITI IN OCCASIONE DI UN EVENTO.

TRA

me due voci (team e scuola skate) sono una risorsa impareggiabile. Selezionate un paio di rider seri e affidabili (non importa che siano i più bravi sulla piazza), offrite loro sconti sugli acquisti e piccoli omaggi e attivate insieme a loro una piccola scuola di skate. Sarà una fonte di guadagno per i rider e un potente mezzo di aggregazione e promozione per il vostro negozio. La scuola skate CREA preziosissimi nuovi clienti di ogni età... Pensate a un corso per i più piccoli (magari presentandolo nell’ora di educazione fisica delle scuole) e uno (magari di longboard) per gli over 25. È poi importante organizzare dei Test Ride. Non occorre andare lontano, non serve spendere soldi in trasferte... Lo skateboard è eccezionale per questo: si possono fare trick su un semplice marciapiede, usare longboard nelle discese della stessa città in cui si vive oppure fare cruising al tramonto sul lungo mare/lago/fiume che avete a portata di mano. Facile e alla portata delle tasche di chiunque.

Non servono atti notarili, basta registrare statuto e atto costitutivo all’ufficio delle entrate: tre soci fondatori, qualche stampa e un centinaio di euro di investimento e il gioco è fatto. Se non fate richiesta di partita IVA non ci sono obblighi fiscali da assolvere, né la necessità di dotarsi di un commercialista. L’associazione sarà il vostro mezzo per organizzare eventi, scuola e trasferte, per interagire con l’amministrazione comunale e più di tutti per fidelizzare i clienti magari offrendo loro piccoli sconti e facilitazioni in virtù “dell’essere soci”.

L’ASSOCIAZIONISMO E LE STRUTTURE PUBBLICHE - Se IL

RACK ESPOSITIVO CHE OSPITA LA PROPOSTA FIRMATA

DUSTER.

ATTIVAZIONE LOCALE - Quello che meglio può distinguere uno skate shop da un anonimo negozio della distribuzione allargata è la vicinanza al cliente. La sola vetrina non basta più, occorre “sporcarsi le mani”. Piccoli eventi, dimostrazioni, test ride, trasferte, team e scuola skate sono attività non solo consigliabili ma necessarie. In particolar modo le ulti-

avete la fortuna di avere uno skatepark pubblico nella vostra città, stappate un bottiglia di spumante. Diversamente... non disperate. In entrambi i casi l’utilizzo o la richiesta di uno spazio pubblico attrezzato sarà un potente legante per la comunità degli skater locali. Sia che dobbiate organizzare piccoli eventi presso lo skatepark cittadino, sia che dobbiate avviare la lunga trafila per richiedere, progettare e ottenere uno skatepark, la cosa migliore da fare è riunirsi in un’associazione.

GLI EVENTI CHE SI POSSONO ORGANIZZARE, ANCHE DELLE SESSIONI DI AUTOGRAPH SIGNING, COME QUELLE PROMOSSE DA BOMBOCLAT.

UN SITO CHE VI RAPPRESENTI - La vostra personalità e il contatto con il pubblico è quello che vi distingue. Aprite un blog e una pagina Facebook (se già non l’avete) e usateli più che potete non solo per pubblicizzare i prodotti che vendete, ma anche per mostrare quanto siete attivi nella scena locale. Create la pagina del team e incoraggiate i rider così come i clienti a postare foto e video che li ritraggono. Viviamo in un’epoca di estremo stress mediatico: occorre farsi sentire meglio e prima degli altri.

CONCLUSIONI - Sembra tanto? Troppo? Probabilmente già avrete fatto qualcosa di simile per lo snowboard in passato, in quel caso impegnando sicuramente più risorse. Per cui la domanda sorge spontanea: perché non provare con un nuovo prodotto? O meglio, con un nuovo approccio alla vendita di un prodotto che già due generazioni di italiani conoscono e sono pronti a utilizzare?!

N. 6-7 / 2012

un’offerta che identifichi il proprio shop come skate shop: dedicare alla tavola a rotelle un corner specifico è la cosa migliore da fare. L’offerta deve essere ampia non solo per quantità di prodotto ma anche per tipologia: street skateboard, completi, cruiser, longboard, protezioni. Una ventina di tavole possono tranquillamente stare appese a una parete, aggiungendo colore e immagine al vostro skate shop. Le grafiche attirano, spingono il cliente ad avvicinarsi per decifrarle. I completi, così come i cruiser, posso invece trovare alloggio in due “rack” da 10 tavole ciascuno posizionati a terra. Una vetrinetta dedicata può al contempo servire da “display” per gli accessori (ruote, truck, cuscinetti, gadget) e da appoggio per il montaggio. Longboard in bella mostra, protezioni, uno schermo per gli skate video e qualche rivista completeranno il set up del pro skate corner.

13


La nuova RubRica di pointbReak magazine

AROUND THE WORLD - pART 1 INTervISTA eSCLUSIvA CoN IL KITer HAWAIIANo

Erik Eck, the KITER MAN Kailua, sul lato orientale di O’ahu, è uno degli spot mitici per il windsurf e il kite, al quale sono legati grandi nomi come quello di Robby Naish. proprio qui Erik ci ha raccontato la storia del kite, i personaggi e qualche aneddoto. Compreso il celebre salto record di 60 metri realizzato suo malgrado… TeSTo e FoTo

dINo BoNeLLI Erik Eck ha 40 anni, è sposato con una bella triatleta, Amy, sta per diventare padre per la prima volta e abita a Kailua, sul lato orientale dell’isola di O’ahu, alle Hawaii. Kailua è un paesone adagiato nel verde a ridosso dell’omonima lunga spiaggia di sabbia bianca e fine. Il vento costante, un mare caraibico nei colori e completamente hawaiano nel moto ondoso hanno fatto di questo tranquillo paese uno dei centri di riferimento del windsurf . Qui son cresciuti, hanno iniziato la carriera agonistica, e in molti casi quella imprenditoriale legata al loro sport, moltissimi atleti di fama planetaria, tra cui il mitico Robby Naish, imbattibile pluricampione mondiale degli anni ‘80‘90. Robby, ora cinquantenne, una trentina d’anni fa aveva aperto un surf shop, in una parallela a trecento metri dal mare, che ben presto diventò anche sede di lavorazione delle tavole Naish. Lasciata ad altri la conduzione del negozio, ora vive tra Maui e la sua storica casetta fronte mare di Kailua, di cui Erik ne è stato per molti anni il vicino. Sovente le vicinanze creano amicizie, coinvolgimento e complicità e ogni tanto possono anche cambiare indirizzo ai percorsi della vita. Erik ha un fisico asciutto sovrastato da spalle non grosse ma muscolose, che ne descrivono un passato agonistico atto a tener testa al forte vento locale. Per impegni lavorativi che in questo periodo lo portano spesso lontano dall’isola, Erik non frequenta più la spiaggia con la costanza di un tempo, ma quando si presenta al Kailua Beach Park, dove centinaia di vele lasciano intendere la tipologia dell’ambiente sportivo, conosce e saluta tutti. Lo incontro al Beach Park in una calda sera di metà luglio, giusto prima di un barbeque da amici comuni, facciamo due passi in spiaggia per vedere lo spettacolo di decine, forse centinaia di vele al vento. Il cielo plumbeo, trafitto da taglienti raggi solari che illuminano e colorano il mare, fa di questo scorcio una cartolina quasi surreale. Le vele al

Bertin incominciano a usarlo nel forte vento di Maui. Nel 1998 Robby Naish, che nel frattempo aveva aperto una veleria con il suo nome, ne percepì il potenziale tecnico e commerciale e incominciò a usarlo prima e quindi modificarlo, migliorarlo e produrlo poi.

Quindi dopo i fratelli Legaignoux, son stati Layrd Hamilton, Manu Betin e Robby Naish i grandi nomi dell’evoluzione di questo sport? Ci aggiungerei anche Gram Boltz che tra l’altro vinse anche il primo kite contest disputato a Maui (1998 circa) e l’altro grande storico windsurfer Pete Cabrina.

Tu quando hai iniziato? TRA gLi SpONSOR Di ERiK TAVOLE NAiSH, OLTRE A OCCHiALi E pROTEziONE SOLARE pLANET SUN.

vento sono quasi esclusivamente quelle dei kite, di windsurf ce ne sono pochi, pochissimi, e la Kailua famosa per la loro presenza è ora la nuova ambita mecca del kite. La curiosità mi spinge a fare qualche domanda a cui Erik risponde con la sua consueta calma e la tecnicità di chi sa, di chi non deve inventare, di chi ha vissuto tutto quello che sta per raccontare.

In quel periodo ero il vicino di casa di Naish, quindi lo frequentavo spesso e sovente mi soffermavo a guardare Robby alle prese con il suo nuovo giocattolo. Mi incuriosiva molto, ma solo nel 1999, con vele ancora sperimentali ma già discretamente facili da usare e decisamente prestazionali, coinvolto e aiutato dall’amico Des Walsh, ho iniziato a uscire in mare con il kite. Infine fu Gram Boltz a insegnarmi qualche trucchetto per migliorami e da lì in poi, come un po’ tutti a Kailua, ho progressivamente diminuito con il windsurf e preso dimestichezza con il kite.

Com’è nato il kite?

Poi nel 2001 il grande salto…

Dopo che l’aquilone spinto dal vento era passato dal primitivo improbabile traino a uso locomotivo, a più riprese sperimentato nei secoli, una velatura simile fu provata per tirare sci, skate e canoe. Solo a cavallo degli anni ‘80-‘90 i fratelli francesi Bruno e Dominique Legaignoux provarono a farsi trainare sull’acqua con un surf sotto i piedi. Quella loro prima vela fu chiamata WInd Powered Inflatable Kite Aircraft ovvero WI.P.I.K.A, un marchio tutt’ora esistente nel mondo del kite.

Intanto tra il 1999 e il 2001 il mio livello e quello in generale dell’ancora piccolo mondo del kite, che nel frattempo si stava diffondendo su tutto il pianeta, era arrivato a standard molto alti. Si volava in aria come all’inizio forse non si sarebbe mai pensato e il freestyle incominciò a proporre figure standard da copiare. Innovare e perfezionare le manovre era l’obiettivo un po’ di tutti. S’incominciò anche a prendere le grosse onde oceaniche (wavestyle) andandogli dentro frontalmente o trasversalmente per poi surfarle lasciando la vela gonfia ma “libera”, per poi quindi riprenderne il totale controllo, farsi trainare sulla cresta dell’onda e volare via in aria. Il kite ci trasmise subito una leggerissima sensazione di libertà.

E nel 1996 la vela Wipika arriva alle Hawaii… Sì, nel 1996 sia Laird Hamilton che Manu

N. 6-7 / 2012

Quindi nel 2001…

LA bELLiSSimA SpiAggiA Di KAiLUA.

14

Eravamo nella North Shore di O’ahu, dove il vento è sovente forte e le onde sempre alte. Una folata particolarmente aggressiva mi ha tirato in aria portandomi prima sulla spiaggia e poi sul parcheggio vicino. La tavola l’ho mollata subito ed è caduta ancora sulla sabbia. Ero a 6-8 metri d’altezza, agganciato al trapezio e aspettavo di passare le auto parcheggiate per eventualmente sganciarmi, mollare tutto e saltar giù nel prato che sapevo esserci dietro l’asfalto. Avrei preso una bella botta, forse rotto qualcosa, ma nulla più. Ma mentre sorvolavo le auto parcheggiate e avevo già sganciato il trapezio, una seconda folata, ancora più forte della prima, mi ha spinto in alto come fosse un ascensore. Mi sono subito ri-agganciato al boma col trapezio, per non

affaticare le braccia e in un attimo mi son trovato a una sessantina di metri da terra.

Cosa hai visto e cosa hai pensato in quel momento? Guardando in giù osservavo gli altri kiter che mi guardavano allibiti e li vedevo piccolissimi, segno della mia grande distanza da loro. Ho subito capito che sarebbe finita male, la vela era ingovernabile e sganciarsi un suicidio. Ho pensato che stavo per morire…

Nel video, casualmente girato da un operatore dilettante che stava intervistando un amico, ti si vede precipitare in una zona nascosta dalla vegetazione. Che successe poi? Il vento ha mollato di colpo, la vela si è chiusa leggermente ma ha comunque rallentato la mia caduta che si stava compiendo in obliquo e son finito in un campo pieno di cespugli che hanno attutito il forte impatto.

Conseguenze? Fisicamente son stato molto fortunato, ho rotto qualche osso ma nulla d’irreparabile, specie se si pensa che da quell’altezza poteva veramente essere l’ultimo volo... Psicologicamente, invece, l’incidente mi ha calmato per un po’ di tempo e mi ha fatto diventare molto più prudente, ma non posso dire che mi abbia tolto la voglia di fare kite, anzi…

Anzi… Anzi, il kite lo amo sempre molto. È una sensazione di libertà a cui non potrei mai rinunciare. È parte importante della mia vita anche se purtroppo non riesco più a farlo come, dove, quando e quanto lo vorrei… Erik sorride, ha un sorriso luminoso e contagioso che ben si abbina alla sua calma e alla sua compostezza. Poi mi fa il segno dello shaka*, mi mette una mano sulla spalla e mi indirizza verso la sua auto che ci porterà al previsto barbeque. Conosco Erik da un decennio, ci eravamo conosciuti casualmente nel mio negozio di snowboard di Prato Nevoso, eravamo andati a fare snowboard insieme, avevo visto il suo video su Youtube (vedi link sotto) ma non avevo mai avuto occasione di chiedergli veramente com’era andata questa sua accidentale performance che lo fa risultare il salto col kite più alto mai registrato al mondo. Riconoscimento questo che lo lascia assolutamente impassibile, forse perché, da buono sportivo qual è, sa che l’involontarietà del suo gesto non merita premi.

www.youtube.com/watch?v=dd8vT1KR4RE *lo shaka è il tipico saluto hawaiiano che si fa con la mano chiusa a pugno e con pollice e mignolo aperti. Una leggera e prolungata oscillazione elicoidale del polso rispetto all’avambraccio è una miglioria del saluto.


AROUND THE WORLD - pART 2 vISITANdo Tre “SUrF SpoT” NeWyorKeSI SULLe SpoNde deLL’eAST rIver

BROOKLYN ROCKS! Tra gli incroci metropolitani del quartiere di Williamsburg un triangolo inconsueto richiama anche l’inconfondibile lifestyle del surf. Si parte da un surf shop sofisticato e di ricerca dove tutto è cool, a partire dai clienti, proseguendo con un negozio di abbigliamento unico nel suo genere fino a un surf bar con bianchissima sabbia sul pavimento. dALLA NoSTrA INvIATA A NeW yorK

eLeNA GATTo Affacciato sulle sponde dell’East River, il quartiere di Williamsburg fronteggia la bellezza metropolitana e lo skyline di New York City con una forza e un’identità tutta sua. I mattoni rossi, lo stile multietnico, il sapore grunge delle luci al neon e dei graffiti che cambiano costantemente colori e forma, i locali e i negozi di ispirazione vintage o super moderni, creano un mix e un’ambiente decisamente streetwear e autentico. In questi ultimi anni la zona si sta sviluppando rapidamente, pur mantenendo il suo stile hard core e la sua ispirazione underground. Non a caso, tra i suoi incroci metropolitani, un triangolo inconsueto richiama anche l’inconfondibile lifestyle del surf. SPOT 1 - Pilgrim Surf + Supply, 68 N 3rd St, Brooklyn, NY, è un surf shop sofisticato e di ricerca, che offre single fin, long board e fun board di shaper rinomati, skate, video e libri di surf, abbigliamento e accessori selezionati oltre che decisamente cool. Il proprietario è local e come local conosce i suoi clienti attenti alla tecnicità e allo stile. Perché qui lo stile è tutto. Innato nella loro cultura suburban e radical.

SPOT 2 - Più hippy invece è l’ispirazione di 10 Ft Single by Stella Dallas, 285 N 6th St, Brooklyn, NY, a pochi isolati più in là. Una ricca collezione di single fin vintage sono la cornice per un negozio di abbigliamento unico nel suo genere, con una selezione impressionante di camicie e vestiti con stampe anni ’70, t-shirt anni ’80, stivali da cow-boy e abbigliamento militare. I muri di mattoni sono decorati con oggetti d’epoca, manifesti di film, magliette di concerti. Tutto rigorosamente di seconda mano, originale e in pezzo unico.

fermati in una coda di cavallo sotto al cappellino a bandiera americana, arrivato con i suoi pattini in linea. Un giovane skater invece esce con un sacchetto Pilgrim in carta riciclata color cartone. Lui porta le strapopolari TOMS, che hanno conquistato il pubblico americano con

il loro nuovo concetto equo-solitale “With every pair you purchaise, TOMS will give a pair of new shoes to a child in need. One for One.” (Per ogni paio di scarpe acquistate, TOMS darà un nuovo paio di scarpe a chi ne ha bisogno. Uno per uno.).

SPOT 3 - A chiudere il triangolo dei surf spot dell’area, il Surf Bar, 139 N 6 St, Brooklyn, NY (www.brooklynsurfbar.com). I piedi sprofondano nella bianchissima sabbia che ricopre il pavimento riscaldato e fanno vivere la sensazione di essere in spiaggia nel centro di Brooklyn. Qui l’atmosfera è caraibica, il cibo è a base di pesce e le bariste piacevolmente solari. Good vibes per tutti.

N. 6-7 / 2012

Stilosi sono i clienti che entrano, due giapponesi, lui rasta con cappello coloratissimo “fatto a mano”, indossa un pantaloncino da surf a righe verticali bianche e azzurro cielo coordinato alla gonna/pareo di lei, capello corto e totalmente decolorato. Fuori, sulla panchina, attende in uscita i clienti un settantenne magrissimo con capelli lunghi e bianchi

15


Wetsuit R1®

il prodotto del mese

FodeRa inteRna

informazioni di base

collezione: Spring 2012 versioni: Men’s R1

®

back zip s/s full, men’s R1® back zip full, men’s R1 back zip l/s spring, men’s R1® back zip s/s spring; women’s R1® back zip full, women’s R1® back zip l/s spring ®

the history behind Per la realizzazione delle mute, Patagonia era alla ricerca di qualcosa di caldo e flessibile, in grado di garantire vestibilità e robustezza tale da sopportare un uso prolungato nel tempo. L’azienda è partita da una combinazione di neoprene ricavato da pietra calcarea, poliestere e nylon, in modo analogo a tutti gli altri produttori. Dopodichè ci si è spinti oltre in cerca di nuove soluzioni ecologiche. Ad esempio, alcuni produttori di mute hanno realizzato wetsuit a partire da tessuti “a base organica” derivati da bambù. In realtà le aziende recuperano solo la metà del solvente tossico impiegato per convertire le fibre di bambù in tessuto. L’altra metà si disperde direttamente nell’ambiente. Questo è il motivo per cui Patagonia utilizza tessuto esterno e fodere isolanti al 100% in poliestere riciclato con materiali postconsumo, lana merino non trattata con il cloro e priva di PVC, in cui vengono impiegati gli ftalati (plastificanti). Le mute Patagonia sono quindi più calde, resistenti, a rapida asciugatura e realizzate in materiali più rispettosi dell’ambiente. Sono realizzate con svariati tagli per uomo e donna e in quattro pesi diversi per tutte le temperature: per Spring 2012 R1® (acque più calde 18-23°C); per Fall 2012 R2® (temperature medie 12-18°C), R3® (acque fredde 8-12°C) e R4® (acque molto fredde 3-8°C).

la parola a Jake Setnicka surf manager per l’Europa • Quali ambassador del brand usano la muta R1? Tutti i nostri ambassador del surf, tra i quali i fratelli Malloy, Gerry Lopez, Kohl Christensen e Dan Ross. • Quali sono le principali innovazioni in confronto a una muta tradizionale? Patagonia è l’unica azienda che usa la lana e una fodera interna. Inoltre il nostro sistema brevettato Regulator (che riguarda il modo in cui è posta la lana nell’interno della muta) è unico e presente solo sui prodotti Patagonia. Infine utilizziamo prodotti ultra-resistenti che sono stati testati duramente nei nostri laboratori. • Quando avete iniziato a lavorare alla muta e perché? Abbiamo iniziato a lavorarci nel 2005. Ci siamo ricordati di quei surfisti che negli anni ’60 indossavano tute di lana sotto la loro muta. Siamo partiti da lì. La lana è un eccellente isolante anche se è bagnato. • Come viene applicata la lana merino nella muta? Qual è il suo valore aggiunto? Viene cucita in un foglio di poliestere riciclato e poi incollata al nostro neoprene. La lana assicura massimo calore e resistenza. Inoltre consente di diminuire la nostra dipendenza da materiali tossici e non rinnovabili. • Quali atleti e ambassador sono stati coinvolti nello sviluppo di questo prodotto? I fratelli Malloy (Chris, Dan, Keith), Mary Osborne e Gerry Lopez. • Quali sono i tuoi commenti? Credo che Patagonia abbia creato la muta più responsabile - da un punto di vista ecologico - del mercato. Non è completamente riciclabile ma adotta più componenti riciclati di qualsiasi altra muta in circolazione.

Inserto frontale in un unico pezzo con design a cuciture minime per incrementare la flessibilità; guarnizione interna sul collo per impedire l’ingresso dell’acqua; flap posteriore interno anti-vento; flap dotato di fodera goffrata in poliestere riciclato che evita il contatto dei denti della cerniera con la pelle per un maggiore comfort

inseRti undeRaRms Inserti sotto-manica in neoprene foderati in jersey di poliestere riciclato su entrambi i lati per una maggiore elasticità nei movimenti

cucituRe Lavorazione a punto cieco sull’esterno delle cuciture con filo in nylon e triplice saldatura a colla per resistenza extra; le cuciture al cavallo sono rinforzate internamente con fettuccia

mateRiaLe di costRuzione Neoprene da 2 mm e poliestere riciclato lavorati in modo da formare una griglia interna e assicurare maggiore flessibilità, tenuta di calore e riduzione del tempo di asciugatura

ginocchia poLsi e cavigLie Taglio vivo pressato a caldo su polsi e caviglie per ridurre sollevamento idraulico e flusso dell’acqua, oltre che per evitare frizioni e resistere agli strappi; 1 cm di cucitura di rinforzo, punti colla e rinforzi in Melco® proteggono le zone di maggiore sollecitazione e le aree in cui si concentrano le cuciture principali

Ginocchiere anatomiche PVC-free realizzate con resistenti materiali Supratex; assenza di cuciture sul retro delle ginocchia per maggior comfort e flessibilità per nuoto e bodysurf

versioni di R1® UOMO

per: Uomo e donna

dettagLi inteRni suL coLLo

DONNA

descrizione: Muta ecologica dalla linea avvolgente, realizzata a mano e pensata per le acque più calde (18 – 23°C). Sfrutta la tecnologia Regulator grid, in grado di preservare il calore e mantenere un’ideale temperatura interna

Interno interamente con fodera goffrata in poliestere riciclato per maggiore flessibilità e leggerezza oltre che per ridurre i tempi di asciugatura

Women’s R1® back zip l/s spring

Men’s R1® back zip l/s spring

Men’s R1® back zip s/s full


La muta più ecoLogica deL meRcato chiusuRa Collo con chiusura in Velcro® e rivestimento PU con flap più ampio per una tenuta stagna di qualità superiore e maggiore comfort; zip centrale posteriore dotata di inserti in neoprene a mezzaluna per una migliore aderenza e per una rapida e più sicura chiusura; chiusura in Velcro® sul collo per prevenire sfregamenti; linguetta della zip con fori di drenaggio

tessuto posteRioRe inteRno Wind-block a griglia in poliestere riciclato che separa i dentini della cerniera dalla pelle, in modo da non disperdere il calore ed assicurare maggiore comfort

inseRti inteRni Inserti e cuciture strategicamente posizionati per muovere liberamente le braccia

patagonia & surf: binomio vincente Il legame tra Patagonia e il mondo del surf è radicato nello stesso fondatore dell’azienda Yvon Chouinard. Nel 2006 Yvon si è trasformato in scrittore e ha pubblicato il volume “Let My People Go Surfing”, presentato al mercato italiano nel 2009. Il libro, che ripercorre tutte la vita imprenditoriale di Yvon, evidenzia anche il suo spirito ribelle e all’avanguardia che lo ha portato a promuovere la flessibilità all’interno della sua azienda. Questo perché, come lui stesso dichiara nel libro, “tutti avevamo bisogno di orari flessibili per poter andare a fare surf quando le onde erano buone o a sciare dopo una tempesta di neve o per poter stare a casa ad accudire un bimbo con l’influenza. Dovevamo rendere meno netta la distinzione tra lavoro, divertimento e famiglia”. Il surf dunque ha sempre fatto parte di Patagonia, che ha voluto sottolineare la sua vicinanza a questo sport con l’apertura del primo negozio europeo dedicato. Lo store sorge a San Sebastián, rinomata meta dei surfisti nel cuore dei Paesi Baschi. Al suo interno è possibile trovare l’intera gamma di mute Patagonia, oltre alle tavole FCD e all’abbigliamento rispettoso dell’ambiente. Ricordiamo infine che il marchio FCD, acronimo di Fletcher Chouinard Designs, è stato creato dal figlio di Yvon. Altra attestazione di vicinanza della famiglia Chouinard al surf.

Patagonia Store Paseo de José Miguel Barandiarán 24, 20013 Donostia-San Sebastian, Spagna 0034.943.290126 - store_sansebastian@patagonia.com

dettagli di R5™ In foto i guanti in lana R5™, dedicati ad acque e condizioni più fredde (3-8°C) e dunque utilizzabili con le mute R2®, R3® e R4® qui sotto. Per comfort e performance, il resistente neoprene da 7 mm è laminato alla fodera in tessuto misto lana merino/jersey di poliestere riciclato per maggior resistenza. Inoltre la lana merino non trattata con cloro è morbida sulla pelle e resta calda anche se bagnata. Il palmo e le dita laminate in PU rendono più salda la presa e incrementano la resistenza. Gli inserti articolati in neoprene seguono la forma della mano per una vestibilità aderente e confortevole. Il design dei Lobster Mitts offre una migliore mobilità delle dita rispetto ai modelli standard. I guanti, che pesano 192 gr, presentano infine punti colla su polsini e cuciture, rinforzi in Melco® e cuciture di rinforzo da 1 cm.

dettagli di R2®, R3® e R4® Realizzate a mano utilizzando neoprene di alta qualità che soddisfa i rigorosi standard Patagonia in termini di resistenza, solidità e calore; la calda fodera goffrata è realizzata in un innovativo tessuto misto di morbida lana merino non trattata con cloro e poliestere riciclato; la lana merino priva di cloro di asciuga rapidamente e controlla i cattivi odori.

R2®

R3®

R4®


|

Libertà di movimento

freeride

|

A CUrA dI - GIANANdreA LeCCo

IL 3 GIUGNO IL PROGETTO DIDATTICO IDEATO DA BAPUFILM

Riders e filmers, questione di feeling CON IL SUPPORTO DI PAOLO ARALLA, SI È SVOLTO IL PRIMO WORKSHOP DIDATTICO ACTION MOVIE EXPERIENCE SUL MONTE MADDALENA (BS), DEDICATO ALLA REALIZZAZIONE DI UNA CLIP DI MTB DOWNHILL INSIEME AI RIDER DI MYSTICFREERIDE. NEXT STEP: LES 2 ALPES INSIEME A 6PUNTO9. La tecnologia per la produzione di video è in continua evoluzione: macchine da ripresa sempre più performanti e leggere, supporti e cavalletti sempre più fluidi e naturali nei movimenti. La tecnologia non è però sufficiente per realizzare un action movie di qualità. Bisogna conoscere tutte le sue potenzialità ed essere flessibili e pronti per collocarla in un ambiente naturale. “Fare video in montagna, tra i sentieri di un bike park da downhill può rivelarsi più complicato del previsto”, spiega Paolo Aralla prima di iniziare a posizionarsi sul tracciato, ”è qui che un professionista deve dare il meglio di sé, essere pronto a ogni evenienza e trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile”. L’organizzazione era completa. C'erano telecamere reflex, supporti steady, dolly, teste fluide, microcamere, superslowmotion cam. Insomma, tutti gli ingredienti per creare un video d'azione capace di trasmettere emozioni. Grazie ai nostri partner abbiamo potuto testare attrezzature cinematografiche come gli slider della Smartsystem e le teste fluide di Cartoni, i sistemi stabilizzati Sturdyshot e le microcamere Go Pro.

non vuole sbagliare, ma al contempo si avvicina sempre di più al proprio limite. Il filmer poi ha precise esigenze di luce, tempi e spazi che il rider non conosce. Pertanto la comunicazione tra i due è fondamentale. Bisogna intendersi con poche parole, bisogna essere chiari e precisi. Instaurare il giusto feeling è la chiave di successo di una buona produzione action video. Mysticfreeride e i suoi atleti hanno dato il meglio di sé sui sentieri della Maddalena, anche risalendo faticosamente per permettere di trovare l'inquadratura perfetta con la luce più adeguata. Durante la parte pratica sono stati sperimentati diversi punti di ripresa, analizzando il vantaggio del risultato anche quando possono essere difficili da raggiungere o scomodi per mantenere la camera più stabile possibile. Per

questo il filmer deve conoscere l’ambiente e sapere dove collocarsi, spesso sdraiandosi nell’erba alta o arrampicandosi su versanti scoscesi e friabili. Fondamentale è essere vestiti nel modo corretto in base alla situazione che si pensa di incontrare. In questo caso bisognava indossare scarponcini da montagna per arrampicarsi e pantaloni lunghi per combattere le ortiche. Il progetto didattico Bapufilm è ora pronto a trasferirsi per il secondo workshop Action Movie sul ghiacciaio francese di Les 2 Alpes, a 3.600 mt di altitudine. Un ghiacciaio mozzafiato che d’estate diventa tappa fissa per gli snowboarder e skier di tutta Europa. Questa volta il soggetto sarà il Team di 6punto9, con Gigi e i suoi rider che si metteranno a disposizione per i nuovi aspiranti film maker.

L'attenzione per i dettagli è stata unita alla capacità di adattamento, alla ricerca del feeling con il soggetto della ripresa. È fondamentale capire lo sport che viene ripreso, le reciproche esigenze di sicurezza, la scelta delle linee. Un passaggio pericoloso non si può provare all’infinito per la ricerca della luce perfetta. Spesso si ha una sola possibilità e il professionista è colui che la sa cogliere al primo “ciak”. Inoltre per un rider sapere che il led rosso della telecamera è acceso e segnala il REC, rende ogni emozione amplificata. Egli

N. 6/7 – 2012

Grigna Tricks, MTB & BMX Freestyle event

18

L'associazione Culturale Amici del Pialeral con il Patrocinio del Comune di Pasturo e la collaborazione di Mysticfreeride organizzano per l’11 agosto il Grigna Tricks MTB & BMX Freestyle Event. Grigna Tricks vuole portare il freestyle nel cuore della Valsassina, a pochi chilometri da Lecco. Il tracciato verrà appositamente realizzato per la manifestazione, in cui la terra troverà il giusto mix con strutture in legno. L’evento intende essere un momento di ritrovo per tutti i rider, offrendo un’occasione per girare gratuitamente sulle strutture e portarsi a casa qualche bel premio a fine giornata. Per i biker che vogliono scaldarsi su nuovi trick da lanciare durante le finali,

ma anche per il pubblico che vuole provare l’emozione di saltare con le bike, verrà allestito anche un Big Air Bag messo a disposizione dal Bike Park dei Piani di Bobbio. I momenti per dar sfogo alla propria competitività saranno due: una Jam Session con piena libertà di scelta sulle run, alla fine della quale una giuria stabilirà il rider più completo, fantasioso e pieno di stile, e un gran finale serale. Per ognuna delle due categorie mtb e bmx, ogni rider avrà 3 run a disposizione. La somma dei punteggi delle due migliori decreterà il vincitore. Per partecipare non è richiesta alcuna quota d’iscrizione, ma è obbligatorio l'invio dei propri dati entro e non oltre il giovedì 8 agosto.

L’età minima per partecipare è di 16 anni. Per i minorenni è comunque richiesta la firma della liberatoria da parte dei genitori. Il ricco montepremi che verrà suddiviso nelle diverse categorie è il seguente: 1500 euro, 3 paia di occhiali Cebè offerti da Ottica Bruzzese, Bergamo, 1 telaio dirt e felpe offerte da Mysticfreeride, gomme mtb offerte da Schwalbe, accessori mtb offerti da Bike Oprandi, Val Brembo (BG), e accessori bmx offerti da NS Shop, Bergamo. Per il pubblico è libero l'accesso al Big Air Bag e ci sarà birra e salsiccia a volontà per tutti. Per info e iscrizioni: www.mysticfreeride.com


| n

focus SUP |

ANALISI, rIFLeSSIoNI e proSpeTTIve SULLo STANd Up pAddLe

Parola d’ordine: TRASVERSALITÀ

STA CoNQUISTANdo SeMpre pIù SpAZIo ANCHe NeL NoSTro pAeSe. Lo CoNFerMANo I dATI dI veNdITA (IN CreSCITA), GLI eveNTI dedICATI e L’INTereSSe dI FederAZIoNI e ASSoCIAZIoNI. vALe LA peNA TUTTAvIA rICHIAMAre ANCorA UNA voLTA L’ATTeNZIoNe SUL rISCHIo dI

Photo credits: Naish

UN’eCCeSSIvA

A CUrA dI

MoNICA vIGANò, dANIeLe de NeGrI e BeNedeTTo SIroNI Quando solo 3 anni fa, di ritorno dalla fiera americana Outdoor Retailer (Salt Lake City, Utah), dicevamo che il SUP sarebbe stata una delle attività con la crescita più rapida del prossimo futuro, non molti erano disposti a crederci. Il trend di queste ultime stagioni ci ha dato ragione. Certamente i numeri sono ancora molto piccoli. Ma le potenzialità invece sono grandi. Azzardiamo a dire enormi. Negli States il SUP è un una realtà affermata e nel 2011 sono stati quasi 1,3 milioni i praticanti, con una crescita nell’ordine del 20% rispetto al 2010. Anche l’Europa e gli altri Continenti si sono sempre più avvicinati a questa attività che ha obiettivamente una serie indiscutibile di aspetti positivi. Tra essi l’ampiezza del target (che abbraccia dai ragazzi agli anziani) e delle condizioni d’uso (non dipende da vento e onde ma può essere praticata ovunque) oltre alla facilità di apprendimento (seppur con alcuni accorgimenti, come l’uso di una tavola per beginners). Tante belle opportunità e qualche rischio. Vediamo quali.

N. 6-7 / 2012

PREZZI E TRASPORTABILITÀ Accanto agli aspetti positivi legati al SUP non mancano alcune possibili “negatività”. A partire dal prezzo, che nella maggior parte dei casi si aggira ancora (per un prodotto di medio livello) intorno ai 1.000 euro e oltre, scendendo fino a 600 euro in rari casi. Un acquisto quindi non certo economico e per tutte le tasche. Inoltre le dimensioni delle tavole rendono difficoltoso il trasporto ma, ancor prima, la loro esposizione nei punti vendita. Entrambi questi fattori in realtà sono stati in parte mitigati con l’introduzione di modelli entry level di fascia medio-bassa, con prezzi interessanti (BIC in questo caso è senza dubbio l’azienda più competitiva) nonché con il trend dei gonfiabili: non per forza più economici ma senza dubbio più facili da trasportare ed esporre. Un prodotto ottimo per i beginners e per i praticanti senza troppe pretese, mentre i riders più radicali storcono spesso il naso se si parla di inflatable SUP (prodotto che invece è molto apprezzato nel settore della nautica).

rAdICALIZZAZIoNe deLLA dISCIpLINA. deCISAMeNTe dA evITAre. “SUP vuol dire almeno 90% acqua piatta, fiumi, laghi e solo 10% surf tra le onde”, ha dichiarato più volte del resto lo stesso Robby Naish. Uno che di radicalità certo ne sa qualcosa, ma che ha anche una visione ampia e a lungo respiro del mercato. È fondamentale ribadire ancora una volta quindi che ogni operatore del settore, a qualsiasi livello, deve evitare di porre troppo l’accento sul lato estremo ed elitario di questo sport. Che certo esiste - in particolare nelle sue declinazioni wave e race - ed è comunque importante per lo sviluppo della disciplina. Ma non deve diventare l’aspetto preponderante. Il rischio è quello di ripetere l’errore del windsurf, che dopo anni di grandi numeri si è avvitato su se stesso compiacendosi in una visione troppo estrema della disciplina e perdendo per strade migliaia e migliaia di praticanti.

IL FUTURO DEL SUP “Credo che il mercato legato al SUP triplicherà nei prossimi tre anni anche se è sicuramente scemato lo stupore iniziale di chi vedeva queste tavole in acqua la prima volta”, ha dichiarato ai microfoni di Outdoor Magazine USA (nostra rivista partner) il general manager Naish International Andy Church. “Nel 2008, quando le borse sono precipitate, l’unica attività in crescita nel business watersport era lo stand up paddling. Non era solo in crescita, stava letteralmente esplodendo. Oggi che è uno sport noto ai più, è considerato naturale e genuino, anche per questo è destinato a conquistare sempre più persone”.

ATTENZIONE AI RETAILER Lo stesso discorso di “apertura mentale” è

da applicarsi alla distribuzione. Il SUP non è trattato solo nei negozi e centri specializzati in boardsport ma ha fatto il suo ingresso anche in altri canali, come ci confermano anche le aziende che abbiamo contattato e che in media sono presenti in 10/20 negozi (vedi la nostra inchiesta alle pagine 26-27). Tra tutti, spiccano i retailer dedicati a canoa, kayak e sport outdoor in generale, che ultimamente si stanno aprendo anche a questa attività. Rilevante anche il segmento nautica, sempre più preso in considerazione da brand SUP di tutto il mondo. “Il mercato della nautica è potenzialmente il più grande in assoluto”, rileva sempre Andy Church. “Le analisi dimostrano che vale 35 miliardi di dollari negli Stati Uniti e che è persino più grande in Europa. Al momento stiamo promuovendo i nostri SUP gonfiabili ai proprietari di barche”. Tra l’altro questi negozi sono spesso più spaziosi dei board shop e quindi hanno la possibilità di esporre un più ampio campionario di tavole.

IL FRONTE EVENTI Evitare di puntare troppo sulla tecnicità e la radicalità dello sport è un discorso che riguarda da vicino anche gli eventi. “Gli eventi consumer sono cruciali per la crescita di questo sport”, continua Andy Church. “Le manifestazioni professionali in location esotiche non consentono di coinvolgere il pubblico generale. Il nostro approccio è più diretto, vogliamo che la gente partecipi agli eventi, non che li stia solo a guardare. Questo perché vogliamo che i prodotti base siano il fulcro del nostro marketing. In altre parole vogliamo che la gente li veda, li provi e si innamori”. Parlando del nostro paese, attualmente vengono orga-

NO ALLA RADICALIZZAZIONE Ma l’aspetto principale è un altro: obiettivo comune nella diffusione di un’attività ai suoi esordi è solitamente quello di diffondere la disciplina presso una base di praticanti più ampia possibile. A maggior ragione se parliamo di SUP: pratica che si presta in maniera perfetta a un target trasversale e allargato.

20

Photo credits: Bic Sport - S.Cazenave

nizzati diversi eventi che coinvolgono il SUP ma si tratta per lo più di appuntamenti generalisti che abbracciano diverse discipline d’acqua (come ad esempio la Stranavigli che si è svolta lo scorso 30 giugno a Milano o l’Open Water Challenge di inizio giugno a Oristano). Le iniziative prettamente dedicate allo stand up paddle, invece, sono più limitate e soprattutto sono spesso dedicate al lato agonistico e race della disciplina come nel caso del Campionato Italiano Fisurf SUP-Wave.

LAVORI IN CORSO In ogni caso, che si tratti di eventi esclusivi per il SUP o più “generalisti”, non mancano certo iniziative di successo che ogni anno si affacciano sul panorama eventi nazionali. Quest’anno c’è stato un importante esordio: si è svolto infatti il primo European Sup Expo (19/20 maggio a Fiumaretta, SP) patrocinato dall’AISUP (associazione italiana stand up paddling). Trovate il report alle pagine seguenti. Se l’ESE ha aperto la stagione, a chiuderla sarà il Roma Event-One 2.0, in scena dal 20 al 23 settembre, che lo scorso anno ha attirato circa 20mila persone. La Rambla, uno degli stabilimenti balneari più belli del litorale laziale, immerso nella riserva naturale di Maccarese, ospiterà oltre 500 tavole per kite, surf, SUP e windsurf.

IL PANORAMA ITALIANO Per approfondire la situazione del mercato italiano, abbiamo realizzato come già citato un’interessante inchiesta intervistando alcune delle principali realtà operanti sul nostro territorio (e non solo, visto che alcuni brand sono presenti direttamente anche in altri paesi). La situazione che ne è emersa è quella di un segmento in divenire, con tante luci e qualche piccola penombra. Nel quale tuttavia prevale un certo ottimismo, supportato anche dai numeri. In tutti i casi, negli ultimi due anni si è registrata una crescita in termini di vendite, sempre con percentuali a due cifre e in alcuni casi un raddoppio delle tavole vendute nel giro delle ultime due stagioni. A proposito di vendite: alle pagine 28-29 trovate alcuni utili consigli per gli acquisti, in attesa dei nuovi prodotti 2013 di prossima uscita. Finiamo con un augurio, condiviso anche dalle parole di Alessandro Dini, intervistato a proposito dei corsi ISA che riguardano sempre più anche il SUP (pag 24-25): vale a dire quello di un’unità di intenti e di una proficua collaborazione tra le realtà in gioco. Per evitare inutili e dannose divisioni, come purtroppo già accaduto per altre discipline (vedi il surf).


| n

focus SUP |

L’eSordIo deLL’eUropeAN SUp eXpo, IL 19-20 MAGGIo A FIUMAreTTA

ESE, il primo expo only SUP orGANIZZATA dALL’AISUp, LA MANIFeSTAZIoNe INTeNde dIveNTAre UN pUNTo dI rIFerIMeNTo eUropeo per LA dISCIpLINA IN oGNI SUA ForMA e HA oSpITATo ANCHe UN WorKSHop CoN 20 AZIeNde preSeNTI. SoddISFAZIoNe GeNerALe per L’eSordIo deLLA KerMeSSe, CHe CoMUNQUe pUò ANCorA CreSCere TANTo. dAL NoSTro INvIATo

dANIeLe de NeGrI Il maltempo non ha fermato la prima edizione dell’European SUP Expo, la nuovissima manifestazione dedicata allo stand up paddle che ha messo in luce le grandi potenzialità che la disciplina può avere in Europa. L’obiettivo dell’AISUP (associazione italiana stand up paddling), organizzatrice di questo primo ESE, era quello di creare un appuntamento di settore irrinunciabile per le aziende, tanto che i 20 brand presenti hanno già manifestato la volontà di essere presenti anche il

prossimo anno, sia per la proposta complessiva che per i contenuti del workshop, oltre che ovviamente per l’affascinante location che ha fatto da sfondo, ovvero Fiumaretta, nel comune di Ameglia (SP). Era infatti la prima volta in assoluto in Europa che 20 brand di settore si sedevano intorno allo stesso tavolo per discutere del futuro del SUP, nel comune intento di espandere la disciplina il più possibile. Presenti anche numerosi media partner. Noi stessi siamo stati partecipi all'evento, apprezzando entusiasmo e professionalità dell'organizzazione. Come benevolo appunto e considerazione generale, possiamo sottolineare che in una manifestazione del genere la parte agonistica è sicuramente importante, ma paradossalmente dovrebbe passare in secondo piano rispetto a quello che deve essere il vero obiettivo: avvicinare il maggior numero di persone alla pratica del SUP, partendo dalle basi e con un approccio quindi molto easy e friendly.

iscritti alle gare. Immersi tra lo spettacolare colpo d’occhio delle Alpi Apuane e la pioggia torrenziale, i paddlers hanno comunque sfidato gli elementi per raggiungere il traguardo dopo 6 km di percorso tecnico e impegnativo. I 70 atleti (56 lo scorso anno per la prima edizione) si sono presentati ai nastri di partenza del 2° Trofeo River Sea RRD Sup Cup, domenica 20 maggio. Dalla spiaggia del bagno Arcobaleno di Fiumaretta, su tre linee di partenza 14', 12'.6 e allround, si affrontava un percorso tecnico e impegnativo di aggiramento delle cinque boe. Il tracciato prevedeva due giri da 3 km ciascuno per i pro, un giro solo per donne e amatori. Il gruppo si è sfilato già alla seconda boa, creando un solco marcato tra i pro della 14 e della 12,6 e gli amatori. Molti i colpi di scena nelle retrovie, con continui avvicendamenti a ogni giro di boa, mentre in testa Fabrizio Gasbarro ha mantenuto la prima posizione fin dall'inizio. Solo Leonard Nika ha risalito la classifica assoluta passando Daniele Guidi. Di seguito hanno tagliato il traguardo Giordano Bruno Capparella, Paolo Marconi, Marco Moroni, Davide Codotto e Stefano Gigli, tutti sotto i 45'. Molto interessante la Inflatable SUP Race, il nuovo contest per gonfiabili a staffetta new entry della famiglia ESE, oltre alla Speed Race svoltasi sabato 19.

dello sport che, pur tra alcune difficoltà, si sta via via concretizzando. La discussione è stata franca e stimolante e si è conclusa all’imbrunire con ottime prospettive di sviluppo anche grazie a questo incontro. Per approfondire il workshop e l’evento in generale abbiamo intervistato Dario Nuzzi.

WORKSHOP

Anzitutto qual è il bilancio di questa prima edizione?

Gli organizzatori della manifestazione, rappresentati dal presidente di AISUP Roberto Domenichini e dal segretario Dario Nuzzi, in sinergia con il neo presidente della Federazione Italiana Surfing Alessandro di Spirito, hanno aperto il tavolo dei lavori introducendo quelli che sono i progetti previsti per l'anno in corso e quelle che sono le attuali difficoltà per la diffusione dello sport. Moltissimi gli argomenti trattati dalle aziende e dagli organizzatori che hanno esposto i loro progetti futuri e il percorso federale per la diffusione

Bilancio assolutamente positivo. Una sfida vinta che il presidente di AISUP Roberto Domenichini e io abbiamo perseguito per un anno dopo il primo River Sea del 2011. Certo il tempo non è stato clemente, anche se chi fa questo lavoro lo deve mettere in conto, e col senno di poi posso affermare che anche le avversità metereologiche ci hanno spronato a dare il meglio. Tutti lo hanno fatto, ci teniamo molto a ringraziare coloro che hanno fatto parte del team ESE: i volontari di AISUP, le istituzioni del territorio, gli atleti, Paolo e i ragaz-

zi della scuola KauKau, tutte le persone che danno linfa alle aziende che operano in questo settore, compresi voi di Pointbreak e gli altri media partner, siete un anello fondamentale per la diffusione del SUP. In questo momento storico/economico bisogna dare veramente il massimo per riuscire nell'impresa di promuovere un nuovo sport. Siamo certi dell'enorme potenzialità dello stand up paddling in Italia, dunque della necessità di promuoverlo per far arrivare questo sport in tutti i mari, laghi e fiumi dello stivale.

Siete dunque pienamente soddisfatti? Tutto il lavoro profuso è stato fortunatamente ripagato quando abbiamo visto con i nostri occhi la realizzazione di ciò che avevamo ideato, costruito e prodotto. A tal proposito ci tengo a sottolineare che è Roberto Domenichini, il padre dell'ESE, colui che ha dedicato energie con instancabile dedizione, mentre io sono lo “zio” che da lontano si accerta che il nipote cre-

MANO ALLE PAGAIE

N. 6-7 / 2012

Andando alla parte agonistica, il tempo inclemente ha ostacolato non poco i 70 atleti

22

PROVA

DI JUMPING (A SINISTRA) E DI EQUILIBRIO (A DESTRA) SU UN VERO E PROPRIO "MONSTER"

SUP. SOTTO

LA PARTENZA DELLA

RRD SUP CUP.


focus SUP |

sca bene. La nostra soddisfazione ha anche trovato riscontro nei feedback dei questionari ricevuti da atleti e operatori.

Cosa ha funzionato meglio e cosa si può migliorare? Tutta la macchina organizzativa ha funzionato alla grande, dall'accoglienza di espositori e atleti alle premiazioni. Siamo riusciti a coinvolgere praticamente tutti gli operatori di settore, li abbiamo visti fianco a fianco sulla spiaggia e al tavolo del workshop, vera novità nella breve storia degli eventi SUP italiani. Il workshop avrà veramente successo se riusciremo insieme alla FISURF a perseguire gli obietti con cui abbiamo concluso i lavori: l'impegno cioè di presentare un progetto di comunicazione capace di portare lo stand up paddling all'attenzione dei “grandi media”. Cosa si può migliorare... le premiazioni sono un punto dolente, perchè con 70 atleti partecipanti tra donne e uomini (col bel tempo ne aspettavamo 120), divisi in cinque categorie, è difficile stilare le classifiche in breve tempo. Sicuramente un aspetto da migliorare, e con qualche soldino in più sappiamo anche come farlo: cheap gps collegati a un software. In questo modo, in un futuro speriamo non troppo lontano, potremo dire anche le velocità di percorrenza e il reale chilometraggio effettuato in gara. Per ora gli atleti devono portare pazienza. Per lo stesso motivo le premiazioni nel SUP race sono molto onerose: è difficile infatti premiare la bellezza di trenta atleti dagli junior ai gran kahuna. All’ESE ci siamo riusciti con grande sforzo in termini organizzativi ed economici.

all'evento per molteplici motivi, tra questi sicuramente il fatto che ESE è il primo evento in territorio europeo, dedicato esclusivamente al mondo SUP, che punta a far "amalgamare" per due giorni il popolo di appassionati, atleti e potenziali nuovi paddlers con i protagonisti (costruttori, distributori, dealer surfshop etc) di settore. Quindi l’idea è quella di internazionalizzare l’European SUP Expo nelle gare, negli atleti e non solo. Le novità ci sono, ma è troppo presto per svelarle. Roberto e io, con AISUP, abbiamo un programma a medio/lungo termine ben preciso che riguarda la promozione a 360° di questo fantastico sport.

Quali sono le prossime iniziative Sup?

Che idee e novità avete in testa per la prossima edizione?

Un evento si è già svolto il 30 giugno, si tratta della Stranavigli 2012 sul Naviglio Grande di Milano. La mattina è stata dedicata ai bambini che hanno potuto provare il SUP e altre attività del mondo acqua, a seguire gli adulti fino ad arrivare alla terza edizione del Bear Stranavigli Water Race, con contest amatoriali di SUP e surf paddling. In cantiere invece c'è un’altra novità assoluta da parte dell’AISUP, che porterà la disciplina nel programma gare del Mondiale Dragonboat 2012, all'Idroscalo di Milano il 30-31 agosto e 1-2 settembre. Un evento d’importanza internazionale con 2.000 atleti partecipanti, 15.000 persone attese sugli spalti (dati ufficiali forniti dall’organizzazione), oltre alle dirette su Sky e Rai. Si tratta di una 4 giorni dedicata ai paddlers di diverse discipline e dove per la prima volta si presenta lo stand up. Nuovi eventi, nuove sfide: per la prima volta al mondo si disputerà una gara SUP su distanza ufficiale di 200 mt a batterie e finali, una 2.000 mt a cinque sponde e probabilmente una long distance.

La parola European nell'acronimo ESE è la sfida per il 2013. Abbiamo dato questo nome

www.aisup.it

IL

GRINCH PRESENTE ANCHE A QUESTO EVENTO.

PARTENZA

DELLA NUOVA INFLATABLE

A

DESTRA UNA PARTE DELL’EXPO.

SUP RACE.

N. 6-7 / 2012

|

23


| n

focus SUP |

INTervISTA Ad ALeSSANdro dINI, dAL 2005 oFFICIAL preSeNTer per L’ITALIA deLLA FederAZIoNe INTerNAZIoNALe

A scuola di surfing con l’ISA rICoNoSCIUTA dAL CIo, L’INTerNATIoNAL SUrFING ASSoCIATIoN È preSeNTe IN BeN 69 NAZIoNI. oLTre CHe NeL SUrF È SeMpre pIù ATTIvA ANCHe NeL SUp: NeL 2010 proprIo A vIAreGGIo È STATo LANCIATo IL prIMo CorSo dedICATo IN eUropA, MeNTre NeLL’AUTUNNo 2011 È STATA LA voLTA deL CAMpIoNATo MoNdIALe. A CUrA dI

SIMoNe BerTI

svolta in acque calme con qualsiasi tipo di equipaggiamento per il surfing.

La ISA in Italia è rappresentata? Se si, da chi? Fondata nel 1964 come International Surfing Federation e diventata successivamente International Surfing Association, la ISA è il nucleo internazionale di riferimento per tutto il mondo del surfing. Rappresentata in Italia dalla FISURF, si prodiga in particolar modo nel perseguire e raggiungere una rapida e sana crescita del surfing, attivando programmi e strutture di vario genere. Tra questi il Coaching & Instructing Program (CIP), creato allo scopo di stabilire un sistema internazionale di corsi in grado di migliorare sensibilmente la sicurezza e l’efficacia dell’insegnamento nei vari paesi dove esso viene utilizzato, oltre che delineare una struttura all’interno della quale istruttori e coach possano operare. Ne abbiamo parlato con Alessandro Dini, official presenter dell’Italia per ISA (sotto in azione).

Ricordiamo cos’è la ISA? ISA (International Surfing Association) è riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) quale massima autorità mondiale nello sport amatoriale del surfing. Originariamente fondata col nome di International Surfing Federation nel 1964, ha sancito il Campionato Mondiale di Surf Open dal 1964, il Campionato Mondiale Junior dal 1980 e il Campionato Mondiale Masters dal 2007. La ISA sancisce anche il Campionato Mondiale Kneeboard, il Campionato Mondiale Tandem e dal 2011 il Campionato Mondiale Bodyboard. Nell’autunno del 2011 ha organizzato il primo Mondiale Stand up Paddle e nel corso del 2012 il Campionato Mondiale Paddleboard. Ha sede a San Diego e ben 69 nazioni sono a essa affiliate. Il suo presidente è l’argentino Fernando Aguerre, eletto nel 1994 in Brasile e residente a San Diego, USA.

N. 6-7 / 2012

Qual è la mission dell’ISA? La ISA è una organizzazione no-profit incorporata negli USA ed è a tutti gli effetti la Federazione Internazionale del Surfing. Governa tutte le attività del wave riding, incluso bodyboard, bodysurf, jet surf, kitesurf (in waves e freestyle), kneeboard, longboard, paddle surfing, short board, skimboard, stand up paddle, surf kayak e tandem. ISA si dedica allo sviluppo di questi sport in tutto il mondo, fornendo consigli e supporto alle varie federazioni mondiali a essa affiliate (in Italia la FISURF), circa le regole nelle competizioni, i criteri di giuria, surf education (corsi istruttori), surf per disabili (adapted surfing), anti-doping e altre aree di sviluppo dello sport.

Esiste una definizione ufficiale per il surfing? Si. Secondo la ISA è definita disciplina facente parte del surfing ogni sport nel quale la forza primaria che muove l’attrezzatura del praticante è un’onda, sia essa di origine naturale (mare, oceano) o artificiale (wave-pool); ogni attività svolta sulle onde, con qualsiasi tipo di equipaggiamento per il surfing; ogni attività

24

La ISA riconosce in Italia dal 1988 (anno in cui l’Italia partecipò per la prima volta ai Mondiali Open in Puerto Rico) solo e unicamente la FISURF quale unica federazione nazionale affiliata. È quindi compito della FISURF diffondere sul territorio italiano la cultura e la pratica del surfing tramite organizzazione di eventi e di corsi di formazione per giudici e istruttori. Dal 2005, la ISA mi ha affidato il compito di offical presenter del Coaching & Instructing Program surf e SUP e da allora ho svolto oltre dieci corsi Surf L1, uno Surf L2, tre corsi SUP Wave e Flat Water L1.

Veniamo al CIP (Coaching & Instructing Program): quali sono gli obiettivi? Beh anzitutto, come già sopra premesso, uno degli obiettivi principali è stabilire un sistema internazionale di corsi in grado di migliorare sensibilmente la sicurezza e l’efficacia dell’insegnamento nei vari paesi dove esso viene utilizzato. Altro scopo è quello di delineare una struttura all’interno della quale istruttori e coach possono operare. Inoltre la ISA cerca di fornire agli istruttori brevettati delle opportunità d’impiego anche in paesi stranieri, mettendoli al corrente qualora delle scuole cerchino istruttori. Nel 2012 una decina di istruttori italiani brevettati ISA hanno trovato impiego in scuole francesi, spagnole, brasiliane, australiane. Infine, uno degli obiettivi più ambiti è quello di fare del coaching un’attività globalmente standardizzata e altamente professionale con requisiti sempre più stringenti. Infatti, mentre nel Livello 1 uno dei requisiti più importanti è rappresentato dalle doti di comunicazione e di coinvolgimento del candidato coach, a partire dal Livello 2 si richiede una profonda conoscenza e cultura dello sport, un buon livello tecnico e un bagaglio di esperienze tipiche del surfista esperto (viaggi, partecipazione a gare, stage…). Insomma, l’istruttore di Livello 2 il surf lo deve saper fare davvero, oltre ad avere anche le altre doti necessarie per essere un buon coach (carisma, passione, conoscenza della materia).

Come sono strutturati questi corsi? Il Coaching & Instructing Program, per il surf, si articola su tre livelli. Con il brevetto di Livello 1 l’istruttore è in grado di introdurre in sicurezza il principiante nel mondo delle onde. In questa prima fase l’obiettivo è quello di far provare all’allievo un’esperienza appagante, sicura e divertente, fornendogli il più ampio supporto per capire come individuare i pericoli e i posti più sicuri per praticare il surf. Grazie al brevetto di Livello 2

I

CANDIDATI ISTRUTTORI ALLE PRESE CON LE ONDE DI

VIAREGGIO

invece l’istruttore apprenderà a scomporre le manovre di base, a individuare gli errori e a fornire le necessarie correzioni per portare l’allievo a un livello intermedio/avanzato, permettendogli magari di accedere alle prime competizioni. Questo livello prevede le prime nozioni di nutrizione, tattica di gara, criterio giuria e allenamenti specifici. Al Livello 3 l’istruttore diventa un vero coach in grado di seguire surfisti di livello decisamente avanzato, desiderosi di tentare una carriera agonistica. Fino a oggi in Italia non è ancora stato effettuato nessun corso Livello 3, ma dal prossimo autunno ne verranno organizzati due di Livello 2 alle Canarie e nel 2014 il primo Livello 3. I corsi Surf L1 si svolgono nell’arco di due giorni pieni, durante i quali si alternano momenti di insegnamento in aula e momenti in acqua. Dopo la partecipazione al corso di 2 giorni, a ogni candidato viene assegnato un numero di ore di tirocinio (in genere 20) da svolgere presso una scuola con istruttore ISA autorizzato. In alcuni casi le ore sono ridotte se il candidato fornisce prove di esperienze precedenti (partecipazione, lavoro svolto presso surf school, particolare abilità nel presentare la lezione). Ormai, soprattutto per il surfing, abbiamo diversi istruttori designati su tutto il territorio italiano, per cui ogni candidato trova vicino alla propria città un istruttore in grado di assisterlo.

Per quali ragioni la ISA ti ha scelto come official presenter per l’Italia? La ISA è molto gelosa del suo materiale didattico, frutto di decenni di esperienza nel surfing. Credo che sia stato determinante il fatto che mi conoscono dal 1988 e, soprattutto dal 1991 al

PROSSIMI CORSI ISA SURF E SUP SUP FLAT WATER L1: Viareggio, 15-16 settembre 2012 SURF L1: Viareggio, 22-23 settembre 2012 SURF L2: Canary, novembre 2012 (data e location da confermare a breve). Aperto solo agli Istruttori Brevettati ISA Surf L1 in possesso dei requisiti richiesti, vedi sotto*. SURF + SUP L1: Viareggio, 22-25 novembre 2012 (Questo corso, che prevede i primi 2 giorni dedicati al Surf L1, è stato appositamente studiato per chi desidera accedere al corso SUP Wave, ma non ha partecipato in

passato al corso Surf L1, indispensabile per accedere a quello Sup Wave). A questo corso possono partecipare anche coloro che, interessati a prendere il brevetto Surf L1, non sono rientrati nel limite massimo previsto per il corso del 15-16 settembre 2012).

* Requisiti accesso Corso Istruttore Surf L2 • Essere in possesso di un bagaglio tecnico che includa tutte le manovre avanzate • Curriculum agonistico (esperienze in gare regionali, nazionali o internazionali) • Dimostrare di avere praticato l’insegnamento presso scuola surf da almeno 24 mesi.

DURANTE UN CORSO AUTUNNALE

ISA SUP WAVE.

2000, quando ho coperto attivamente il ruolo di presidente federale, hanno avuto modo di conoscere bene la mia personalità e il mio modo di lavorare. Cercavano qualcuno di cui fidarsi e con una conoscenza tecnica del surf, in tutti i suoi aspetti. Dalla prima trasferta della nazionale italiana a una gara internazionale (Sable D’Olonne, Francia, 1987) alla fine del 1999, non ho mai mancato un evento ISA e credo che tutte queste cose abbiano pesato sulla scelta.

Con il brevetto ISA preso in Italia posso insegnare ovunque nel mondo? Sì e no. Mi spiego: i 69 paesi surfisticamente più avanzati sono affiliati ISA. Molti di loro, quasi tutti, adottano e riconoscono il brevetto ISA. Non vale per tutte le federazioni però: in Francia ad esempio è previsto che un titolare di una scuola di surf su territorio francese debba essere in possesso di quello che noi chiamiamo brevetto ISEF, essere cioè insegnante di educazione fisica. Ciò significa che se non sei francese non puoi aprire una scuola tua, ma puoi lavorare come istruttore in una scuola francese. Negli ultimi due mesi ho girato ai brevettati ISA italiani due richieste d’istruttori italiani da parte della Hossegor Surf Club e del Biarritz Surf Training. In Spagna la situazione è simile, ma tutto sta cambiando alle Canarie. Assaltate da orde di istruttori provenienti da tutta Europa, spesso in possesso di brevetti fasulli o estinti, le Canarie hanno preso delle misure eccezionali per difendersi. In pratica, se fino all’anno scorso molti europei con brevetto ISA andavano ad aprire loro scuole a Fuerteventura, Lanzarote e Tenerife, vedendosi rilasciare i permessi senza tanti problemi dalle autorità locali competenti, da quest’anno il brevetto ISA viene accettato, ma occorre portare a 350 tali ore facendo ulteriore tirocinio alle Canarie, presso scuole indicate dalla FESURF (Federazione Spagnola Surf). Pressate dalle crescenti e forti lamentele delle surf school locali, le autorità e la FESURF hanno deciso di prendere misure radicali per arginare questo allarmante fenomeno. Insomma, i paradisi del surf stanno applicando regole proprie per gestire la situazione. Ma in altri paesi, come il Brasile, Australia, USA, quasi tutti i paesi dell’America Centrale, vari paesi africani (Marocco, Senegal), Giappone, Barbados, Irlanda, etc… il brevetto ISA è riconosciuto senza problemi.

E per il SUP, qual è la situazione attuale? Il SUP sta facendo gli stessi passi fatti nel 2005, 2006 e 2007 dal surfing: all’inizio non era facilissimo trovare degli istruttori ISA in tutte le regioni, per cui chi viveva per esempio in Campania doveva spostarsi nel Lazio o in To-


DURANTE

I CORSI ISTRUTTORI

focus SUP |

ISA,

SI ALTERNANO MOMENTI DI TEORIA A

MOMENTI DI PRATICA.

scana per trovare qualcuno in grado di fargli svolgere le ore di tirocinio. Ma dal novembre 2010 a oggi, quando a Viareggio è stato lanciato il primo corso ISA SUP in Europa, abbiamo fatto passi da gigante. Abbiamo istruttori ISA designati in Toscana, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Sicilia e presto anche nelle altre regioni. Occorre fare un doveroso distinguo tra i corsi SUP Wave da quelli Flat Water. Per partecipare ai primi è obbligatorio aver partecipato precedentemente al corso Surf L1, che contiene tutta la parte relativa al meteo, correnti, onda, etc… Mentre si può accedere direttamente ai corsi SUP Flat Water L1. La struttura è simile ai corsi Surf: dopo i due giorni di corso sono previste le ore di tirocinio.

Cosa risponderesti a chi si lamenta perché la ISA richiede ai suoi istruttori l’ottenimento del brevetto di bagnino? Di ragionare! La ISA è la massima autorità mondiale del nostro sport, riconosciuta dal CIO. A loro chiederei: secondo voi, è un’istituzione seria quella che rilascia un brevetto di insegnante senza sincerarsi che la persona sia in grado di fornire un valido primo soccorso ai suoi allievi? Affidereste vostro figlio a un istruttore che non conosce le tecniche di soccorso e ria-

ALCUNI

PARTECIPANTI AL CORSO ISTRUTTORI SURF MENTRE SVOLGONO UN

COMPITO RELATIVO ALLE CORRENTI MARINE.

nimazione o che, senza un brevetto di bagnino, vi chiede di credere alle sue capacità di soccorritore? Qui si parla di mare, onde, correnti, dove non dico un infortunio, ma anche un banale malore può dare solo una manciata di secondi di tempo per prestare i dovuti soccorsi. In Versilia abbiamo perso due amici surfisti per un attacco epilettico in acqua; roba di secondi. La ISA non scherza su queste cose e consiglia di evitare con cura le scuole o gli istruttori che non hanno dei requisiti stringenti in termini di sicurezza e di soccorso. Purtroppo, ci sono alcune sconcertanti realtà sul territorio italiano che cercano di gettare discredito su chi vuol fare le cose per bene e ci addita di essere troppo pignoli e di rappresentare “l’Italia dei brevetti”, come se essere in possesso di requisiti specifici che garantiscono professionalità e non improvvisazione sia addirittura una cosa negativa.

E a chi dice che 20 ore di tirocinio sono troppe? Gli rispondo di informarsi su cosa deve fare chi intende diventare istruttore di snowboard. Se uno pensa che essere un istruttore di surf si limita a spingere i ragazzini sulle onde e gridargli “su” al momento giusto, sbaglia di grosso. Le venti ore di tirocinio sono importanti per assimilare le sequenze e i consigli dei più esperti, alla fine del ti-

ALESSANDRO È ANCHE ISA OFFICIAL PRESENTER PER LA GRECIA. NEL 2012 HA SVOLTO IL PRIMO CORSO ISTRUTTORI ISA SUP AD ATENE.

rocinio il 99% dei candidati è felice di averle fatte, anche se ciò ha comportato alcuni sacrifici.

Come è visto dalla ISA il fenomeno del SUP in Italia? La ISA ha registrato una crescita rapida e decisa del SUP in molti paesi del mondo e i recenti Campionati del Mondo Stand Up Paddle in Perù hanno riscosso un grandissimo successo. In Italia esiste un discreto movimento, ma temo che esso stia calcando le orme del surf, diviso in realtà contrapposte che non portano niente di buono a nessuno. Spero che i soliti, inutili campanilismi ed egocentrismi non fermino o rallentino la crescita di questa stupenda disciplina della famiglia dei boardsport marini. In ISA, e sono convinto anche in FISURF, c’è spazio per chiunque ha idee e passione. Lo scorso anno, è nata AISUP che ha riunito alcuni dei club più attivi sul nostro territorio. Spero che non si formino due, tre associazioni in concorrenza tra di loro, non se ne sente il bisogno, né se ne vede l’utilità.

Come vuoi chiudere questa intervista? Invitando tutte le persone che desiderano diventare istruttori di surf o di SUP a visitare il sito ISA per conoscere meglio questa organizzazione, cercando la lista di istruttori brevettati in

MAGGIO

Italia e gli aggiornamenti sui prossimi corsi ISA in Italia. E ricordando loro che il brevetto è l’unico ottenibile in Italia che sia riconosciuto (oltre che dalla FISURF) nella maggior parte dei paesi stranieri. Mi ha fatto molto piacere vedere agli ultimi corsi ISA, sia Surf che SUP L1, noti titolari di surf shop interessati a promuovere la pratica di queste discipline nelle loro città. Ricordo che trovando un numero sufficiente di partecipanti, sono disponibile a organizzare dei corsi ISA Surf e SUP in qualsiasi località del territorio italiano. Organizziamo anche corsi speciali di gruppo per surf shop, sia spostandoci in loco, sia offrendo la nostra struttura per chi vive in luoghi distanti dal mare. Dal 2005 ho svolto corsi in Toscana, Sardegna, Lazio, Emilia Romagna e Grecia, un’esperienza indimenticabile. La richiesta è in costante crescita e abbiamo già molte prenotazione per i prossimi corsi, per cui consiglio a chi è interessato di contattarci quanto prima possibile.

Alessandro Dini Official Presenter/Supervisor ISA Coaching & Instructing Program ISA info@alessandrodini.it www.isasurf.org

N. 6-7 / 2012

|

25


| n

focus SUP |

veNdITe, TreNd, rIFLeSSIoNI e proSpeTTIve SUL MerCATo ITALIANo SUp: Le AZIeNde rISpoNdoNo

ROSSELLA MARCHI, sales & marketing manager Bic Sport

BERNARDO CIONI, responsabile di Holysport (distributore tra gli altri di CBC e GSI)

A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? 20 modelli che coprono le esigenze dei noleggi e degli stabilimenti, passando dagli shapes ideali per il pubblico neofita e intermedio, ai modelli più tecnici e radicali per gli esperti. Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? SUP ACS 10’4 per principianti e noleggi. Qual è in generale il trend più importante che avete riscontrato nel 2012? Nel 2012 abbiamo riscontrato da parte del pubblico una crescente consapevolezza di cos’è il SUP e della sua facilità di apprendimento. La maggiore visibilità sulle spiagge e nei centri fitness ha incuriosito molti sportivi extra-settore boardsport. La categoria allround dimostra senz’altro un trend di crescita costante. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione 2013? Il nostro main target è diffondere il SUP nel grande mercato degli sportivi con tavole performanti a prezzi accessibili. Unità vendute nel mercato Italia? 2011: circa 290 2012: circa 350 a fine luglio Le vendite di SUP per il vostro brand sono: 2011 vs 2010: In crescita del 95% 2012 vs 2011: In crescita del 20% a fine luglio In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? Circa 20. Tra questi ci sono boardshop e altre categorie di dealers? Dei 20 retailer, 13 sono boardshop e gli altri sono negozi di outdoor e canoa. Qual è l’ordine medio in termini di quantità? Dalle 3 alle 5 unità. Lavorate anche con scuole/stabilimenti/associazioni? Quest’anno in particolare abbiamo lavorato molto con scuole, noleggi e stabilimenti balneari che hanno acquistato i SUP per offrire la novità ai loro clienti. Alcune di queste strutture sono direttamente collegate ai negozi e si è creata la sinergia ottimale test in spiaggia/vendita in negozio. Attraverso quali modalità state promuovendo il SUP? Abbiamo organizzato il Bic SUP Demo Tour che per un mese ha toccato diverse spiagge italiane promuovendo il SUP tra gli ospiti degli stabilimenti e abbiamo partecipato ad alcuni eventi di settore per far provare i materiali. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? Come brand abbiamo partecipato direttamente solo all’European SUP Expo di Fiumaretta e ad alcuni test day locali con esposizione e prova materiali. Pochi eventi per stilarne una classifica.

A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? 10 modelli in tutto. Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? Surftech Bark/Alto e Soft Sup 10,6 Entry Level. Qual è in generale il trend più importante che avete riscontrato nel 2012? C’è molta richiesta di pacchetti completi SUP Soft 10,6 comprensivi di tavola, leash, pagaia e portasurf. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione 2013? Rimarremo focalizzati sui concetti che abbiamo seguito anche nel 2012. Il mercato è ancora in fase di sviluppo e il consumatore finale, soprattutto quello italiano, non ha le idee molto chiare. Esiste comunque uno zoccolo duro di utilizzatori di SUP Race 12,6 e 14 che si stanno specializzando in questa disciplina e sono alla ricerca di nuovi materiali e accessori per migliorare la loro competitività. Nel 2012 abbiamo per questo venduto molte pinne Race FCS. Solo cambiando la pinna, infatti, è possibile modificare le performance della tavola. Le vendite di SUP per il vostro brand sono: 2011 vs 2010: In crescita 2012 vs 2011: In crescita del 15%

Ph Credits: B. Thouard

In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? Più di 12. Siamo invece presenti in circa 25 punti vendita con i nostri accessori. Tra questi ci sono boardshop e altre categorie di dealers? Molti dei negozi ai quali ci rivolgiamo sono boardshop. Accanto a essi contiamo anche qualche beach club. Qual è l’ordine medio in termini di quantità? Circa 3 pezzi. Lavorate anche con scuole/stabilimenti/ associazioni? Sì, lavoriamo con scuole, beach club e villaggi turistici. Attraverso quali modalità state promuovendo il SUP? Realizziamo eventi con rivenditori e creiamo campagne pubblicitarie su riviste. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? Senza dubbio il Fiumaretta SUP Expo. Eventuali altri commenti. Il mercato è purtroppo rovinato da importatori che vendono direttamente al pubblico tramite promoter o altri canali. Inoltre si sono affacciati importatori improvvisati che vendono sulle spiagge. Tutto questo, sommato all’ingombro del SUP in negozio e all’esiguo margine del rivenditore, sicuramente non motiva i retailer a impegnarsi nella promozione e nella vendita di questa disciplina.

BENNI BOZANO, amministratore Action to Sport (distributore Naish) A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? La Naish ha 41 modelli divisi in 7 linee. Sicuramente una delle gamme più complete sul mercato, in grado di soddisfare le esigenze della distribuzione a livello mondiale. Una gamma così ampia garantisce la possibilità di trovare i modelli più adatti alle esigenze specifiche della clientela e anche in base alle caratteristiche del posto e dell’utilizzo. Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? Mana 9,5 ma anche Nalu 11,4. Sono tavole allround che garantiscono grande divertimento e prestazioni fin dalle prime pagaiate. Sono anche apprezzate dai più esperti. Qual è in generale il trend più importante che avete riscontrato nel 2012? Sicuramente la richiesta di tavole allround che si adattano a tutte le condizioni di utilizzo. Bisogna considerare che il SUP si sta sviluppando sempre più per poter essere utilizzato da tutti e quindi soprattutto in condizioni di acqua piatta, anche sui laghi. Un altro interessante trend è quello delle tavole gonfiabili, adatte a chi ha problemi di trasporto o spazio come nel caso di utilizzo nella nautica o in caso di viaggi in camper. Naish è comunque un marchio di riferimento anche in condizioni Wave con la linea Hokua e anche nel Race con la linea Glide. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione 2013? L’intenzione è quella di non puntare solo sul mercato specializzato, ma di aprirci anche a mercati più ampi come kayak, nautica e outdoor in generale. Le vendite di SUP per il vostro brand sono: 2011 vs 2010: In crescita del 20% 2012 vs 2011: In crescita del 30%

In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? Circa 35/40 punti vendita. Tra questi ci sono boardshop e altre categorie di dealers? Per il momento il boardshop è il punto vendita di riferimento, ma si prevede col crescere del mercato un allargamento anche a punti vendita meno specializzati. Questo già avviene in altre nazioni dove il mercato SUP si è già sviluppato. I punti vendita che hanno grandi potenzialità sono outdoor, kayak, nautica e in generale tutti i negozi di sport che non si fermano solo all’abbigliamento. Qual è l’ordine medio in termini di quantità? Non ci sono regole fisse. L’ordine iniziale dovrebbe comunque essere di almeno 2/3 SUP e 4/6 pagaie. Lavorate anche con scuole/stabilimenti/ associazioni? C’è molto interesse da parte di queste categorie, sempre più spesso rchiedono di poter organizzare insieme giornate dimostrative che servono per sviluppare attrattiva verso il SUP e per creare animazione per la propria clientela. Attraverso quali modalità state promuovendo il SUP? Attraverso campagne pubblicitarie su media specializzati nei boardsport e nella nautica e su media dedicati al trade. Organizziamo poi gare per professionisti e amatori oltre a giornate dimostrative. Infine contiamo su un team a livello nazionale e locale e organizziamo Demo Tour con atleti internazionali. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? Gli eventi dedicati al grande pubblico dove il SUP si può far conoscere sia a livello nazionale che locale.

N. 6-7 / 2012

STEFANO GIGLI, amministratore delegato di Sportfun (distributore tra gli altri di Hobie SUP)

26

A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? Circa una decina di modelli fra Hobie e Paddle Surf Hawaii. Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? Rimane sempre il prodotto Hobie Inflatable Sup (gonfiabile) che risulta interessante per tutte le persone in cerca di un prodotto pratico e versatile. Qual è in generale il trend più importante che avete riscontrato nel 2012? Sinceramente non noto un trend particolarmente interessante nel mercato italiano. Si parla molto di SUP ma i praticanti ancora non sono rappresentati da numeri importanti. Molta crescita si è vista nelle scuole e nei club, che stanno aiutando molto nella promozione di questo sport. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione 2013? Sicuramente continueremo a puntare sul prodotto gonfiabile senza tralasciare i modelli cruising race e i più ricercati e innovativi modelli da onda di Hobie e Paddle Surf Hawaii. Unità vendute nel mercato Italia? 2011: 130

2012: Non essendo ancora finita la stagione non mi posso sbilanciare. Posso però dire di essere abbastanza in linea con le previsioni, considerando il nostro mercato di riferimento. In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? La nostra rete vendita è abbastanza varia e include sia boardshop che negozi di canoa. Molta della nostra clientela ci viene a trovare presso il nostro store direzionale, nel caso in cui non trovi il prodotto in negozio. Nello store direzionale è possibile trovare un assortimento di oltre 50 tavole. Qual è l’ordine medio in termini di quantità? Essendo prodotti molto ingombranti all’interno dei negozi, spesso i SUP non riescono a essere esposti in tutta la loro collezione. Nei negozi più grandi sicuramente la predisposizione diventa più interessante, ma ci vuole ancora qualche stagione per iniziare a vendere numeri importanti. Lavorate anche con scuole/stabilimenti/associazioni? Collaboriamo con alcuni centri ma per il prodotto che offriamo non riu-

sciamo a penetrare il mercato delle scuole e degli stabilimenti, in quanto il nostro prezzo medio è più alto rispetto ai competitor che concentrano le loro vendite su questa tipologia di clientela. Attraverso quali modalità state promuovendo il SUP? Partecipiamo alle più importanti manifestazioni del settore insieme ai nostri atleti, che nel 2011 hanno vinto i titoli italiani nella categoria race. Ci piace svolgere le attività di promozione nel settore della nautica, viaggiando nei posti più interessanti dove poter far conoscere il SUP gonfiabile. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? Sicuramente negli anni scorsi ci sono stati molti eventi interessanti. Per questa stagione il più divertente e quello con maggior afflusso di persone anche extrasettore è stato senza dubbio l’Italia Surf Expo di S. Severa (Roma).


focus SUP |

LEONARDO LAZZERI, team manager di Jimmy Lewis Europe

CARLO ROTELLI, R&D manager di Moki Stand Up Paddle

Non si può quantificare perché ci sono realtà diverse con diversi A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? Tre modelli dedicati alla fascia beginner con il Cruise Control e le potenziali. È però interessante notare come alcuni boardshop ultime nate Maestro School Fitness e Fly Weight Kids dedicata ai abbiano sostituito il loro core business passando dal windsurf o bambini. Ai più esperti dedichiamo i modelli Hanalei, Striker, Baby dal surf al SUP. Questo è avvenuto soprattutto nelle grandi città Bomb, Kwad, Mano e il nuovissimo Stun Gun. Infine per il segmen- dove molti clienti si sono affacciati allo stand up paddle stimolanto race abbiamo Sabre e M-14 nella classe 14’0 oltre a Blade II e do una reazione dei rivenditori. Slice nella classe 12’6. Novità di questo anno è Searcher 12’6 Lavorate anche con scuole/stabilimenti/associazioni? dedicato a coloro che vogliono fare touring con tanto di alloggi Abbiamo da subito creduto nella creazione di centri test Jimmy porta borsa e inserto per la canna da pesca. In tutto quindi abbia- Lewis con il primo storico Jimmy Lewis Center di Lanzarote di Alessandro Lovo. Quest’anno abbiamo inaugurato il centro test mo 15 modelli. Roma a Ostia, gestito dalla campionessa Silvia Mecucci insieme a Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? Al momento ci sono tre tavole che stanno “tirando il gruppo”. In Gabriele Malato. Ad Anzio, presso l’East Bay Club, è sorto il centro assoluto il modello che riscuote maggiore successo è Blade II test guidato da Giovanni dell’Ovo. Infine un altro centro test è stato aperto ad Andora, in provincia di Savona, Race dedicato alle regate, ma che suscita presso il Tortuga Beach che ha in Renato interesse anche per coloro che vogliono un e Paolo i due principali punti di riferimenmezzo veloce per fare allenamento. to. A livello europeo, oltre a Lanzarote, da Importante è anche Maestro 10’3 che quest’anno sono attivi i centri di Antrim in rende indipendente in meno di un’ora qualIrlanda del Nord e di Lugano in Svizzera siasi persona. Tra i modelli da onda spicca presso il prestigioso Centro Velico. infine Kwad 9’1 Sup Surfing. Attraverso quali modalità state promuoQual è in generale il trend più importante vendo il SUP? che avete riscontrato nel 2012? Collaboriamo con Sundek per quanto Molte persone si sono avvicinate allo stand riguarda il Jimmy Lewis Summer Tour up paddle in questi ultimi anni. Di conse2012, una sorta di carovana viaggiante guenza diversi brand hanno riempito il che ogni fine settimana promuove SUP mercato di prodotti spesso anche molto LEONARDO LAZZERI IN ACTION. demo tour nelle località più in della costa scadenti. Jimmy Lewis si è sempre focalizzato sulla qualità in tutte le sue linee, da quelle beginner a quelle italiana. Abbiamo poi un team di atleti di primordine con la campionessa Silvia Mecucci, Alessandro Onofri (vincitore della prima per esperti. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione tappa di Chiavari del Campionato Italiano), Daniele Guidi (atleta overall fortissimo tra le onde e temibile anche in race) e il 21enne 2013? Jimmy Lewis continuerà a puntare sulla qualità assoluta e sulle Paolo Marconi (promessa del race italiano, terzo assoluto in queforme da sviluppare ancor di più attraverso il suo team di atleti sto 2012). Oltre a questi atleti del Team Jimmy Lewis Europe, ci sparsi in tutto il mondo. Ci sarà un upgrade di Blade II Race, che sono altri ambassador: il SUP surfer Gabriele Malato e i racer sarà reso più piccolo dell’attuale. Soprattutto ci sarà Stun Gun, la Marco Moroni, Tommaso TJ Freschi e Nadia Servidei. nuova Sup Surfing arrivata in anteprima proprio in questi giorni. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? Resteranno in collezione tutti gli altri SUP. L’Italia, escludendo la Francia, è il paese europeo più avanti in Unità vendute nel mercato Italia? quanto a eventi SUP. Spesso però queste manifestazioni coin2011: 275 volgono diverse discipline. Credo sia arrivato il momento di 2012: È troppo presto per dirlo. organizzare una fiera annuale dedicata esclusivamente allo Le vendite di SUP per il vostro brand sono: stand up paddle, in modo da concentrare energia fisica ed eco2011 vs 2010: In crescita del 30% nomica in un’unica occasione. Una fiera dove ci sia soltanto il 2012 vs 2011: È troppo presto per dirlo. SUP, come nel caso dell'European SUP Expo di Fiumaretta, ma In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? Abbiamo 18 Official Dealer. Siamo inoltre distributori esclusivi per con maggiore spazio per la disciplina sia indoor che outdoor e l’Europa del brand con Official Dealer in Spagna, Portogallo, soprattutto in una location più conosciuta come Rimini. Germania, Olanda, Inghilterra, Irlanda, Svezia, Danimarca, Quest'anno partecipiamo poi per la terza volta al Paddle Expo di Norimberga, chiamato in origine Kanumesse e dedicato solo a Svizzera, Austria, Ungheria, Grecia e Croazia. canoa e kayak. Grazie al visionario organizzatore Horst Tra questi ci sono boardshop e altre categorie di dealers? Sì. Aggiungo che oltre ai boardshop possiamo contare su dealer Fursdette, da circa quattro anni è diventata la fiera degli sport provenienti dal mondo kayak e canoa oltre che dal fitness. Questo con il remo più importante d'Europa e ha inserito il SUP, diveè dovuto al grande potenziale in termini di campi di impiego dello nuto un'attrazione per tutti i visitatori. Altre particolarità dovuta al suo essere riservata ai soli operatori sono il periodo di svolstand up paddle. gimento (18-20 settembre) e la location. Qual è l’ordine medio in termini di quantità?

A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? 9 modelli di tavole: 4 della Bamboo Blue Line Classic, 3 della Green Line, 1 per l’Into the Nature (proposto in 2 colori) e 1 modello gonfiabile. I modelli di pagaie sono 7. Tutti i prodotti rispondono a esigenze di ogni condizione, livello e prezzo. Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? Il modello allround Into the Nature 10’ Green. Qual è in generale il trend più importante che avete riscontrato nel 2012? La tavola allround resta la più richiesta ma c’è una crescita nel Cruising 12’6’’ e nelle tavole piccole da wave. Anche il gonfiabile sta riscuotendo un buon successo. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione 2013? Le nostre linee cresceranno e introdurremo nuovi modelli wave, kid, racing 12’6’’ custom edition, nuovi gonfiabili e una nuova tavola allround più performante per le competizioni nella classe entro i 12’. Molte novità anche per le nostre pagaie. Le vendite di SUP per il vostro brand sono: 2012 vs 2011: La stagione non è ancora finita ma ci aspettiamo di chiudere l’anno con una crescita del 40% rispetto al 2011. In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? Siamo presenti in una cinquantina di punti vendita ma abbiamo l’obiettivo di raddoppiare la nostra copertura entro il prossimo anno. Sono poi in netta crescita anche le vendite del nostro store online. Tra questi ci sono boardshop e altre categorie di dealers? La maggior parte è rappresentata da boardshop (surf, windsurf, kite), ma stanno aumentando anche i negozi di nautica e i negozi sportivi generici. Qual è l’ordine medio in termini di quantità? Non abbiamo vincoli di ordine medio per i rivenditori. Per maggiori quantità scattano condizioni più favorevoli a chi sceglie Moki. Lavorate anche con scuole/stabilimenti/associazioni? Sì. I nostri Moki Point, localizzati non solo nel territorio nazionale, hanno molto successo per la promozione del SUP e le sinergie create stanno dando ottimi risultati sia nelle vendite che nella ricerca. Molti stabilimenti, che hanno capito il potenziale di questo sport, stanno scegliendo i nostri prodotti. Attraverso quali modalità state promuovendo il SUP? Siamo presenti su riviste del settore e web site con redazionali, articoli e pagine pubblicitarie. Al momento il focus della nostra campagna pubblicitaria è sulla Green Line, ultima linea nata, e sulle nostre pagaie bamboo, carbon ed epoxy. Stiamo promuovendo molto anche il gonfiabile con presenza costante sulle riviste. Aggiungo poi che i Moki Point e i Moki Day sono nostri alleati per la promozione dello sport e dei nostri prodotti. Arriviamo direttamente al cliente finale, che può orientarsi per la scelta provando personalmente le diverse tavole e pagaie. Da ultimo, abbiamo un team che sta crescendo e che chiamiamo Moki People. È composto da persone che amano il SUP, che lo praticano quotidianamente, che fanno gare o che sono semplicemente freeriders. Tutti collaborano allo sviluppo dei materiali. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? L’European Sup Expo di Fiumaretta è stato un buon evento anche se il brutto tempo ha limitato le presenze. Il PADDLEexpo in Germania a settembre è sicuramente un’istituzione a livello europeo e Moki sarà presente con il suo stand per presentare tutte le novità.

LUIS MARCHEGGER, responsabile settore windsurf e SUP di JP, Gaastra e Aeron per Oberalp A oggi quanti modelli SUP comprende la vostra offerta? 25 modelli. Qual è stato il vostro modello top seller nel 2012? Allround, una tavola ideale per acqua piatta, scuole e beginners. Qual è in generale il trend più importante che avete riscontrato nel 2012? Quello che mi fa un po’ paura perché non è ancora nei nostri programmi, ovvero il gonfiabile. Speriamo di inserirlo a collezione per il 2014. Su cosa punterete maggiormente per la prossima collezione 2013? Vedo che aumenta il numero di gare sia amatoriali che pro. Penso quindi che investiremo in questo campo. Le vendite di SUP per il vostro brand sono: 2011 vs 2010: Non c’è un dato rilevante perché la proposta del 2010 era piuttosto scarLUIS MARCHEGGER. na. Nel 2011 abbiamo presentato la prima vera collezione SUP. 2012 vs 2011: In crescita del 10% In quanti negozi italiani oggi siete presenti con il SUP? 15 shop. Tra questi ci sono boardshop e altre categorie di dealers? Il 95% di questi negozi sono boardshop. Abbiamo poi contatti con la catena Sportler, che è al di fuori di questo canale ma che comunque registra vendite molto limitate. Qual è l’ordine medio in termini di quantità? Da 1 a 3 pezzi. Lavorate anche con scuole/stabilimenti/associazioni? Lavoriamo con qualche scuola piccola, ma ancora non abbiamo avviato un grande lavoro in questo senso. Rispondiamo poi a eventuali richieste di uscite in SUP oppure di organizzazione corsi. Ph Credits: Thorsten Indra Attraverso quali modalità state promuovendo il SUP? Lo scorso anno abbiamo organizzato 2-3 test sulle spiagge e a Torbole. Per quanto riguarda gli atleti, la nostra realtà è ancora troppo piccola per approcciare testimonial o ambasciatori. Inoltre personalmente non ne conosco. Di tutti gli eventi/fiere italiane dedicate al SUP quali sono a vostro parere i migliori? Per quanto mi riguarda, visito la Fiera di Diana Marina a inizio ottobre e tengo le orecchie aperte per iniziative future.

N. 6-7 / 2012

|

27


|

CALIFORNIA BOARD COMPANY

focus SUP

|

GLOBAL SURF INDUSTRIES

10’6” SOFT STAND UP PADDLE BOARD

MCTAVISH 9’6” E 10’

Tavola da SUP che misura 10’6”x31”x5.5”. È caratterizzata da anima EPS resistente all’acqua ad alta densità e laminata a caldo. Presenta inoltre shape custom molded, 3 inserti multistrato laminati in legno rivestiti con resina idrorepellente, fondo ad alta densità in polietilene (laminato a caldo), deck ad alta densità in resistente IXPE/XPE (laminato a caldo), pinna molded-in in nylon, pinna combo da 9” in fibra di vetro e nylon, surf leash e strap alla caviglia imbottita in neoprene, leash plug in molded-in nylon e molded nylon SUP handle w/finger grooves.

Tavole da onda realizzate dall’omonimo shaper. La versione 9’6” misura 29 1/2”x4 1/4” mentre quella da 10’ (in foto) misura 30”x4 1/2“. Entrambe sono caratterizzate da quad side FCS e UsBox.

MAGIC MODEL 9’11” E 10’10” ADJUSTABLE SUP PADDLE Pagaia con pala Exclusive Blade Shield per una miglior performance. È regolabile da 63” a 83”. È realizzata in nylon rinforzato in fibra di vetro.

Tavole firmate dallo shaper Walden, disponibili nelle due versioni 9’11” (in foto) e 10’10”. La prima misura 31”x4 1/2” mentre la seconda misura 29”x4”. Entrambe sono caratterizzate da UsBox e FCS side.

distRibuiti da: holysport - 0584.913743 - info@holysport.com

MOKI

HOBIE SUP

INFLATABLE - TUBE 10'

GROM 8'6”

Moki ha applicato il suo shape 10'x32''x4'' su una tavola gonfiabile, leggera e facile da armare. Si gonfia in soli 1'e 40'' a una pressione di circa 1.1 bar (15PSI). Lo speciale PVC doppio strato è molto resistente e la superficie del bottom è simile a una pallina da golf per scivolare meglio sull’acqua. La struttura interna è composta da fitte fibre longitudinali per rinforzare la struttura e fare in modo che non si deformi lo shape. Il peso della tavola con le pinne è di soli 10,5 kg, il tutto contenuto in un pratico zaino per tavola. Il modello presenta inoltre pinne rigide in PVC removibili, super pump con manometro e kit di riparazione. In dotazione anche un pratico elastico portatutto da usare negli appositi anelli in coperta. Questa tavola rappresenta la soluzione perfetta per la barca, il camper e perfino la moto o la bici. Inoltre Tube può essere il primo passo per avvicinarsi al SUP e prendere le prime onde.

Hobie Sup amplia la sua gamma Inflatable composta da tavole Recreation. Una nuova costruzione rende il SUP ancor più robusto e rigido, con un piano di fibre interne posto longitudinalmente su tutta la superficie della tavola. Il modello Grom 8’6” qui proposto è un gonfiabile dalle dimensioni generose, poco ingombrante e molto performante. 8'6x30 è la misura giusta soprattutto per far divertire la famiglia. Facile e leggero da trasportare, risulta veloce e stabile anche sulle onde. Tra le principali caratteristiche tecniche presenta costruzione Hi-Tech drop-Stitch, che consente gonfiaggi oltre 10 PSI per un’estrema rigidità, valvola ad alta pressione, Eva pad largo per maggior grip e comfort, pratica maniglia da trasporto, 3 pinne con quella centrale removibile, anello in acciaio Inox per ormeggi su barche e pontili, elastico porta oggetti. La tavola è venduta in un pacchetto comprendente sacca da trasporto, pompa con anemometro, kit riparazione e pagaia smontabile in 3 pezzi.

N. 6-7 / 2012

ZEN 10'6'' GREEN LINE Tavola allround adatta al wave riding, ottima scelta per rider sopra gli 85 kg di peso. Le tavole Green Line hanno un carattere di puro surf style che rappresenta l’apice del design e dello sviluppo dei materiali. Zen 10’6” (larga 31” con volume di 190 lt e peso di circa 10,5 kg) può essere ideale per chi cerca un compromesso tra tavola per scivolare in acqua piatta e tavola da utilizzare per le prime esperienze nelle onde medio-piccole. Grande stabilità e buona manovrabilità garantita dalle tre pinne e dal design dei bordi che con i due wingers rendono la poppa più snella. Costruzione leggera in sandwich bamboo per il deck con rinforzi in PVC su tutte le scasse. Grooved pads, valvola automatica e pinne laterali in solid glass da 4.5” e pinna centrale in bamboo da 7’ di serie. La finitura è completamente lucida e brillante e rende queste tavole verdi uniche ed estremamente affascinanti. La sacca è disponibile come optional. distRibuito da: moki sup 071.804019 - info@mokisup.com

28

DURA-SUP 11’5” Resistente e versatile, questo modello è perfetto per il principiante ma anche per il rider intermedio. La sua durevole costruzione in MPE poliuretano modellato fornisce un guscio rigido in plastica avvolto intorno a un poliuretano espanso. Questo modello è inoltre perfetto per il noleggio, come tavola DEMO o per terreni accidentali. Misura 11’5”x32”x4,875” per un volume totale di 215,6 lt. Presenta inoltre schiuma Eva di alta qualità con un centro di schiuma morbida per pagaiare con comfort, presa per il trasporto integrata e 32” di larghezza per accogliere una grande varietà di paddlers.

distRibuito da: sportfun

06.62202688 - info@sportfun.it


|

focus SUP

|

JIMMY LEWIS

BIC SPORT 10’6 ACE-TEC

MAESTRO 10’3 SCHOOL FITNESS

SUP in termoformato BIC Sport Exclusive. È caratterizzato da Advanced Composite EngineeredThermoformed Epoxy Construction (ACE-TEC). Performante, con un volume omogeneo e una larghezza media importante, è un allround progettato per i praticanti di peso medio che cercano una tavola facile e versatile. È un SUP leggero (12 kg), molto resistente agli urti che diverte sia su acqua piatta che su onde. La versione 10’6’’ Wind è equipaggiata con una scassa per il piede d’albero che permette di montare un rig da windsurf. Il prezzo accessibile e la solidità del materiale rendono questo SUP un ottimo investimento per i beginners.

Jimmy Lewis presenta per il 2012 la Maestro School Fitness, la prima SUP board sviluppata dallo shaper hawaiiano e dedicata esclusivamente all’apprendimento dello Stand Up Paddle. È un entry level sviluppato in collaborazione con Gerry Menk e Megan Johnson, istruttrice yoga di livello mondiale. La versione definitiva è seguita a numerosi test di resistenza e a un’intera stagione di prove sul campo. Il modello è realizzato con una nuova e particolare tecnologia costruttiva che deriva dalla classica Hi-Tech sandwich PVC denominata Ultra Resistant Tecnology PVC System, in grado di resistere agli stress per la quale è stata progettata. L’obiettivo è rendere disponibile sul mercato un SUP specifico per le scuole e il noleggio, sicuro e facile per l’apprendimento in pieno stile Jimmy Lewis Hawaii quindi anche molto elegante e bello da vedere. Per quanto riguarda gli accessori, molto confortevole il pad integrale 3M con maniglia a scomparsa per il trasporto e valvola attiva in Gore-Tex. Il modello misura 10’3x35” per un volume totale di 213 lt.

12’6 WING ACE -TEC Il nuovo 12'6 WING è un SUP progettato per il touring in mare aperto, per il fitness o per il race amatoriale. È ideale per tutti coloro che cercano una tavola con un’eccellente scorrevolezza, versatile e facile da portare. Con 285 litri di volume, il 12'6 WING è ideale per i riders fino a 120 kg. La larghezza massima di 76 cm e lo scafo piatto sotto la posizione di pagaiata assicurano una buona stabilità laterale anche in condizioni difficili. La sezione di prua a V permette al WING di tagliare facilmente attraverso i chop, senza perdita di velocità di avanzamento. I profili dello scafo e della coperta sono il diretto risultato degli ultimi test eseguiti dallo shaper francese Patrice Remoiville e dall’atleta internazionale di punta Eric Terrien. La tavola è caratterizzata da Advanced Composite Engineered-Thermoformed Epoxy Construction (ACE-TEC). distRibuito da: bic sport italia 0432.783931 - contact@bicsport.com

QUICKBLADE KANAHA AC 100% CARBON È la pagaia più usata al mondo per le condizioni wave, training race e cruise touring. È realizzata al 100% in carbonio e ha nella particolare costruzione del palo con orditura diagonale la sua caratteristica principale. Il tessuto di altissima qualità è più grosso come grammatura rispetto ai modelli Elite Race e Magic Elite Race rendendo questa pagaia molto più resistente alle diverse sollecitazioni. La costruzione è sandwich con tessuti pre-impregnati e quindi immessi in autoclave per l’essicazione finale. È la pagaia preferita dagli atleti del team Jimmy Lewis Wave. Il modello è disponibile nelle misure 90 (usata dai rider Daniele Guidi e Alessandro Lovo), 100 e 110 con SSI da 36, 38 e 40. Altri dettagli riguardano la maniglia in P40 Eva Pro Grip Carbon o P50 Carbon Pure. Segnaliamo infine che la tabella fornita da QuickBlade per il corretto uso della pagaia consiglia una lunghezza della stessa di 12/18 cm più alta del paddler per un uso wave, di 20/24 cm più alta del paddler per un uso cruise touring e 24/28 cm più alta del paddler per un uso race.

JP ALLROUND SERIES Come indica il nome, queste tavole sono utilizzabili in qualsiasi condizione, dall’acqua piatta alle lagune, fino al mare aperto. I modelli di questa linea sono disponibili in 4 misure e nella versione da donna. A seconda dello scopo di utilizzo, vengono inoltre utilizzate 3 diverse tecnologie. Tutti i modelli sono caratterizzati da nose concavo che rimane sollevato a contatto con l’acqua ed evita di sprofondare. Quando il rider sta nel centro della tavola, la linea piatta del deck facilita il mantenimento dell’equilibrio durante il paddling.

WOOD SANDWICH GLOSS Questo modello è disponibile nelle misure 9’8”, 10’8”, 11’2” (in foto) e 11’8”. La versione in foto è lunga 340 cm e ampia 76 cm per un volume totale di 170 lt. Presenta inoltre pinna Stand Up 8.0” e due pinne laterali FCS M5 4.6”. È infine caratterizzata da tecnologia Wood Sandwich con finitura glossy. La tavola si presenta con area centrale coperta in Eva, leash plug e scassa per il piede d’albero che permette di montare un rig da windsurf e una pinna singola US. Le stesse caratteristiche sono riscontrabili nella versione Lady, con una grafica speciale dedicata alle donne.

distRibuiti da: Jlid - italy distribution 0586.515808 - info@jlid-italydistribution.com

NAISH NALU 10’10” Questo SUP è caratterizzato da un fondo a forma radicale multi-concava che incanala l’acqua dal nose alla coda. Con un’ampiezza di 32”, un basso profilo rocker sul nose e un rocker progressivo in coda, questo modello è veloce e perfetto. È un all-around ideale in ogni situazione. È quindi ottimo per surf, touring, paddling tandem o per ridiscendere un fiume. La versione 10'10” qui proposta ha un volume di 201 lt, pesa 13,2 kg e sopporta fino a 127 kg. È disponibile anche nella variante AST (in foto) che pesa 14 kg. Altri dettagli tecnici, oltre alla costruzione in legno full sandwich o AST con rinforzi in legno nell’area di appoggio dei piedi, riguardano le pinne US 10.5, la presenza di un punto di attacco universale in acciaio inossidabile per vela da windsurf, la presa ergonomica per il trasporto, l’inserto in Eva e la sacca da trasporto Eco che riduce il packaging dell’85%.

AST Questo modello è disponibile nella sola misura 11’2”x30”, con lunghezza di 340 cm e ampiezza 76 cm per un volume totale di 170 lt. È caratterizzato da pinna Stand Up 9.0” e tecnologia sandwich AST. La tavola si presenta con area centrale coperta in Eva, leash plug e scassa per il piede d’albero che permette di montare un rig da windsurf e una pinna singola US.

distRibuito da: oberalp

0471.242900 – jp@oberalp.it

Questo modello è disegnato per i waverider che cercano il massimo galleggiamento e la massima stabilità senza sacrificare la performance. Presenta un rocker sulla coda esagerato, una base single-concave e rail soft che facilitano carving e virate indipendentemente dall’abilità del rider. Il modello ha un volume di 190 lt, pesa 10 kg e sopporta fino a 91 kg. È disponibile anche nella variante AST (in foto) che pesa 9,9 kg. Altri dettagli tecnici, oltre alla costruzione in legno full sandwich o AST con rinforzi in legno nell’area di appoggio dei piedi, riguardano le pinne US 6.5 + FCS Thruster nella versione Wood e US 9 + FCS Thruster in quella AST, la presa ergonomica per il trasporto, l’inserto in Eva e la sacca da trasporto Eco che riduce il packaging dell’85%.

N. 6 / 2012

MANA 9’5”

distRibuito da: action to spoRt

0185.264754 - info@action2sport.com

29


Pointbreak Magazine  

The b2b monthly publication of the italian and european boardsport & action sportmarket

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you