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Anno 5 - Numero 4 / 2012

redazione@outdoormag.it

Editore Sport Press S.r.l. - Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Tel. +39 0362.600469 - Fax 0362.600616 - e-mail: redazione@outdoormag.it - Direttore responsabile: Angelo Frigerio Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 186 del 20 marzo 2007 - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - conv. in Legge 46/2004 Art. 1 Comma 1 LO/MI - Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - In caso di mancato recapito, inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.


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Anno 5 - Numero 4 / 2012 nel 2006 per mano dell’EOG, oggi riunisce oltre 70 membri. In 5 anni COVER STORY I Nata ha sovvenzionato 36 progetti in 26 stati per un totale di 860mila euro

Editore Sport Press S.r.l. - Redazione: Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) - Tel. 0362.600469 - Fax 0362.600616 email: redazione@outdoormag.it - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007 - Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art. 1 Comma 1 - LO/MI - Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - In caso di mancato recapito, inviare all’ufficio di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.

EOCA, tutti uniti verso la GREEN mission

EVENTI

Rewoolution Raid raddoppiano sulla neve Dopo l’esordio estivo di questo interessante format, ecco le due tappe invernali: 25 team si sono sfidati in gare di slalom, skicross, freeride e freestyle tra le Dolomiti e Livigno. In palio un viaggio in Nuova Zelanda offerto dal brand di active wear.

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TREND

FOCUS ON

SPECIALE CLIMBING

Con il tallone libero nello snowpark

Sempre più brand puntano all’apparel

La FASI dà i numeri…

La disciplina fa il suo ingresso su kicker e rail. Con camp, eventi e academy in collaborazione con TSE. Alla scoperta del telemark freestyle con Daniele Girardi.

Da La Sportiva a Black Diamond, da K2 a Scott. Cresce la lista dei marchi che dall’attrezzo aprono all’abbigliamento. A PAGINA 14

INTERVISTE

Nel 2011 censite oltre 200 società sportive, 100 gare in Italia, 5 comitati regionali, 13mila tesserati e circa 200mila praticanti. Per il 2012 prevista una crescita del 10% di società e del 20% di tesserati. Buone nuove anche dagli eventi e dai centri indoor, sempre più strategici per la disciplina.

Gore più green grazie a bluesign A PAGINA 17

I primi laminati certificati rappresentano il 20% dell’intera offerta Gore. Percentuale destinata a salire fino al 50%. Parla il responsabile del progetto Bernhard Kiehl. • News, eventi, curiosità, iniziative • Rockshow, il tour europeo firmato Salewa • La città, un luna park per i climber • Il Rockmaster si fa MAXI • Sempre più Bloccati nella Nebbia • Tracciatura, arte al servizio dei climber • Il riciclo delle corde secondo Millet • Scarpette, abbigliamento, accessori

TEST SUL CAMPO

Snow Leopard Day, ski alp e beneficenza Due le tappe italiane, all’Alpe Devero e Racines, che hanno destinato 1.200 euro alla salvaguardia del leopardo delle nevi. A PAGINA 16

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EDITORIALE

di Raimondo Forlin

Facebook gratis addio… Oggi non parliamo propriamente di outdoor. Ma di un argomento che anche a moltissimi operatori del nostro mercato certamente interessa da vicino. Ovvero Facebook. Ebbene, il 29 febbraio scorso il celebre social network ha messo in scena un evento media destinato per la prima volta non a insider della Silicon Valley ma a inserzionisti pubblicitari e brands. In questa occasione la società ha reso note le sue nuove offerte per l’interazione tra brand e consumatori all’interno della piattaforma. Sempre a febbraio, inoltre, Facebook ha annunciato i suoi piani di diventare una società quotata in borsa con la più grande IPO (Initial Public Offering) mai fatta: 75 miliardi di dollari. Gli utenti di Facebook hanno cominciato a chiedersi come questo annuncio potrà influire sulla loro relazione con il social network mentre gli operatori finanziari si sono domandati in quale modo Facebook inizierà a sviluppare una strategia di monetizzazione degli utenti che supporti tale valutazione. Queste ed altre domande hanno trovato parzialmente risposta nelle parole del chief operating officer Sheryl Sandberg all’appuntamento di febbraio svoltosi a New York. Sandberg ha presentato al pubblico una serie di nuovi prodotti pubblicitari, strumenti che vedranno l’adv su Facebook allontanarsi dai modelli tradizionali (banner, etc). Obiettivo: un nuovo format in grado di “vendere” le attività e i vari post sulle fan page come veri e propri contenuti promozionali. Le nuove proposte pensate per comunicare con “i seguaci” di un brand sono quindi pronte a sostituire l’adv più tradizionale, come ad esempio i banner che danno a un’azienda la possibilità di promuovere il proprio brand o la propria fan page presso quegli utenti che ancora non hanno cliccato su “mi piace” nella loro pagina Facebook. Questa mossa sembra voler rimediare alle pessime performance di questi banner che, secondo uno studio condotto da Webtrends nel 2011, hanno registrato un click trough rate (ossia la percentuale di click sulle visualizzazioni totali) dello 0,051% (meno della metà della media registrata in generale dai normali banner online). Ed ecco quindi comparire i nuovi Reach Generator e Facebook Premium, che lavorano in tandem. Questi due strumenti sono stati protagonisti della presentazione di fine febbraio. Facebook ha reso noti per la prima volta dei dati secondo i quali, in media, un post pubblicato da un brand raggiunge solo il 16% dei suoi fans. Per cui, anche se la creazione di una pagina Facebook per promuovere un brand è sempre stata gratuita, questa rivelazione fa riflettere su quante persone siano state realmente raggiunte con i propri post: si potrebbe trattare dell’84% di persone in meno rispetto a ciò che si credeva. Grazie al servizio Reach Generator, Facebook permetterà ai brand di raggiungere la maggior parte dei propri fans. Ovviamente dietro compenso. Un marchio, dunque, può ora pagare per avere garanzia che gli algoritmi di Facebook facciano vedere i propri post/contenuti a oltre il 75% dei fans in un mese e a oltre il 50% in una settimana. Il tutto potenzialmente su quattro aree della piattaforma: il News Feed sul desktop e sul cellulare del fan, la sezione a destra della sua bacheca e, per la prima volta, la sua pagina di logout. Con queste nuove rivelazioni, le aziende si renderanno conto che l’efficacia di un post sulla nuova Timeline Page di Facebook senza alcun investimento extra nel servizio Reach Generator potrebbe tradursi in un elevato costo perché in media solo il 16% dei fans vedrà i loro contenuti. Questa mossa differenzia ancor di più Facebook da altri social media come Twitter o YouTube, dove gli utenti ricevono aggiornamenti da entità che loro stessi hanno deciso di seguire senza l’intervento di algoritmi filtranti. Secondo Josh Constine di TechCrunch, l’evoluzione di Facebook sarà seguita da un ulteriore innalzamento dei costi di gestione della piattaforma da parte delle aziende, che si troveranno costrette ad assumere un impiegato dedicato alla gestione degli strumenti di social marketing: “Incrementando la complessità e il potenziale delle sue pagine prodotto, Facebook ha aumentato la necessità di delegare la gestione della propria pagina a una persona dedicata”. Questi nuovi servizi rappresentano indubbiamente possibilità di scelta per marchi ed aziende. Ma la consapevolezza che al momento raggiungiamo in media solo il 16% dei nostri fans quando postiamo contenuti sulla nostra pagina Facebook, ci rende coscienti che l’unica cosa che attualmente sappiamo del marketing sui social media è che ancora non ne sappiamo abbastanza! Se da un lato i nuovi strumenti forniscono la possibilità ipotetica di raggiungere con maggiore costanza i fans, dall’altro portano con sé un “tag” questa volta vero e certo: il loro costo.

NUOVE APERTURE Ha aperto i battenti il primo surf pro shop inglese firmato Patagonia prensiva di calzature, capi d’abbigliamento e accessori oltre a prodotti core tra cui prodotti da spiaggia e mute. Queste ultime, in particolare, sono foderate con lana merino senza cloro a garanzia di comfort, libertà di movimento, rispetto ambientale e maggior calore senza un aumento di materiale. All’interno del punto vendita, Patagonia proporrà anche una linea selezionata di tavole FCD realizzate a mano.

Lo scorso 24 marzo Patagonia ha inaugurato il suo primo shop inglese specializzato nel surf. Il negozio sorge a Cornwall all’interno del rinnovato store Down The Line, che in 18 anni si è affermato come una delle principali insegne di surf del Regno Unito offrendo al cliente un’impareggiabile varietà di tavole e uno staff competente composto da specialisti del surf. Lo store Patagonia si estenderà su oltre 150 mq, interamente dedicati ai capi da surf di casa Patagonia. Rappresenterà pertanto una vetrina dell’intera offerta surf del brand, com-

www.patagonia.com

Un nuovo Timberland Store a La Spezia Timberland ha inaugurato il suo 7° store ligure, il primo Market Place Evolution della città spezina. Si tratta di un eco-conscious store sviluppato su un’area di 75 mq all’interno del centro commerciale “Le Terrazze”. Il negozio è focalizzato sull’offerta di calzature ma ha al suo interno anche uno spazio dedicato all’abbigliamento. Timberland ha realizzato il punto vendita usando processi e strumenti a basso impatto am-

bientale. I materiali, gli accessori e l’arredamento sono infatti riciclati: i pavimenti e gli impianti sono in metallo e legno derivante da deforestazione controllata, mentre le vernici e i sigillatori contengono un ridotto livello di composti chimici. Inoltre le lampadine per l’illuminazione hanno una vita media di 35.000 ore (circa 8 anni), contro quella di 12.000 ore di una lampadina alogena tradizionale.

Il 12 maggio doppia inaugurazione a Brunico da parte di Sportler Il 12 maggio 2012 Sportler festeggerà con i suoi clienti una doppia apertura a Brunico: l'inaugurazione del nuovo negozio Sportler Alpin e la riapertura dopo i lavori di ristrutturazione della filiale Sportler esistente. Tra i nuovi servizi riservati ai clienti, spicca l'analisi della vestibilità del piede Ertl-Renz, unica in tutta Italia. Tramite la tecnologia scanning 3D viene realizzato un modello virtuale del piede al computer per poter confezionare la scarpa (da sci oppure sportiva) più adatta alla persona. Nella nuova filiale Alpin il visitatore potrà poi inoltre ammirare lo Sportler Ice BeAR Igloo nella grotta del giardino a temperature polari. Inoltre, con lo svelamento delle statue in legno degli

alpinisti estremi Friedl Mutschlechner e Christoph Hainz, viene ampliata la galleria di sculture Sportler. Il negozio sportivo completamente rinnovato aspetta i clienti dall'11 maggio con un reparto bike di 900 mq e il reparto Homegym. Per i lavori alle due sedi, particolare attenzione è stata data all'utilizzo di materiali ecologici sostenibili e alla conservazione del patrimonio edilizio storico per l'immagine della città. Dall’11 maggio 2012 Sportler invita i suoi clienti in occasione della prima settimana di apertura, con concorsi a premi, il gioco degli adesivi "Fai tu lo sconto", l'Ice BeAR Igloo e tantissime altre novità.

Vibram apre il 1° flagship store USA e si difende da una causa contro FiveFingers

Editore Sport Press Srl Presidente: DANIELE DE NEGRI Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO Direttore editoriale: RICCARDO COLLETTI Redazione Italia: Corso della Resistenza, 23 20821 Meda (MB) - Tel. 0362.600469 - Fax 0362.600616 Email: redazione@outdoormag.it Website: www.outdoormag.it Stampa: Ingraph - Seregno (MB) Redazione USA: DNF Media, Inc 1956 Bohannon Drive - Santa Clara, CA 95050 Tel: 001.408.261.8809 - Email: redazione@outdoorusa.net Website: www.outdoorusa.net Anno 5 - N.4 / 2012 Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI - Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Edizioni Turbo S.r.l. - Responsabile dati: Riccardo Colletti. Questo numero è stato chiuso in redazione il 26 aprile 2012

Location d’eccezione per il primo flagship store USA di Vibram, inaugurato il 14 aprile in Newbury St 292, Boston. Realizzato in materiali naturali, è arricchito di “experience zones” che consentono di testare le Fivefingers su marmo, legno, erba, rocce e persino sulla superficie irregolare delle strisce di sicurezza solitamente presenti nelle metropolitane. Presente anche una timeline interattiva che riassume i 70 anni di storia dell’azienda nel design delle suole. Lo store riflette l’animo italiano del brand con tanto di angolo dedicato alla pausa caffè. Una parete formata da vere piante separa la cassa dall’esposizione creando un’area discreta per i

pagamenti. “Consideriamo questo negozio più uno strumento di interazione con i nostri clienti”, afferma Tony Post, presidente e CEO di Vibram USA. “Vogliamo che i visitatori sperimentino l’atmosfera Vibram in maniera non convenzionale. Tutti i dipendenti potranno lavorare in questo store, così da poter raccogliere feedback direttamente dai clienti”. A proposito di Fivefingers: lo scorso marzo la corte distrettuale del Massachusetts ha ricevuto la richiesta per procedere a una causa giudiziaria contro Vibram USA Inc e Vibram FiveFingers LLC. L’istanza è stata avanzata da cinque studi legali, facenti le veci di un gruppo composto da più di 100 querelanti.

L’accusa mossa è di aver diffuso dichiarazioni non attendibili a proposito dei benefici del barefoot running e la richiesta di risarcimento supera i 5 milioni di dollari. Vibram si è dichiarata sorpresa da questa azione ed è pronta a sostenere su tutta la linea le proprie ragioni. Finché il procedimento legale non avrà meglio chiarito le ragioni delle parti in causa, non verranno rilasciate alla stampa ulteriori spiegazioni. Negli ultimi 5 anni l’azienda ha visto crescere le proprie vendite di Fivefingers quasi del 300% all’anno (nel 2011, secondo alcune stime, il segmento ha generato per Vibram vendite per 70 milioni di dollari).


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PEOPLE Salomon Sense in diretta Jansen e Brown nuovi presidente e vice dell’EOCA Con sci e pelli sulla insieme per l’EOCA già da due anni e sono streaming con Kilian Laguna di Grado-Marano In seguito alla prematura dipartita avvenuta

Interessante iniziativa quella realizzata da Salomon coinvolgendo la punta di diamante del suo team running, riconosciuto all’unanimità come il più forte trail e skyrunner del mondo, vale a dire Kilian Jornet. Lo scorso 26 marzo Kilian ha presentato in diretta da Annecy (dove è situato l’headquarter Salomon) la nuova scarpa da trail running Salomon Sense (nella foto). Kilian, che ha partecipato allo sviluppo del prodotto, ha illustrato lo studio e la realizzazione del progetto condotto insieme ai designer dell’ADC (Annecy Design Center). Durante la presentazione c’è stato spazio anche per una sessione di domande a cui hanno partecipato tutti gli ospiti della diretta, andata in scena alla sezione minisites/sense del sito www.salomonrunning.com e alla pagina #salomonlive di Twitter. “Per tre anni abbiamo lavorato con Kilian, smontando e rimontando le parti delle nostre scarpe precedenti, riducendo lo spessore del tallone e apportando piccole modifiche”, afferma a proposito della Sense Patrick Leick, S-LAB R&D Product Manager Salomon. ”Infine, abbiamo deciso di creare qualcosa di totalmente nuovo. Tutto nella nuova Sense ha una logica, non è stato aggiunto nulla di superfluo. I risultati di Kilian con la nuova scarpa parlano da soli”. In effetti Kilian anche negli ultimi mesi si è dimostrato assoluto dominatore con le vittorie alle gare TNF Australia, Western States 100, Ultra Trail Du Mont Blanc e Table Mountain.

lo scorso autunno di Holger Bismann, managing director di Patagonia e presidente dell’European Outdoor Conservation Association, l’associazione ha annunciato i due nuovi leader che guideranno assieme l’Eoca fino all’assemlea annuale di luglio, dove vi sarà un dibattito formale seguito da voto per approvare i cambiamenti. Si tratta di John Jansen, managing director e capo di Keen EMEA, che assumerà il ruolo di presidente, e di Nick Brown, titolare e manager of Nikwax, che continuerà nel suo ruolo di vice presidente. Gli altri membri del consiglio EOCA sono Jan Lorch, sales & marketing director per Vaude, Peter Waeber, ceo bluesign, Mark Held, segretario generale dell’EOG e Andrea Tomasini, general manager a interim di Patagonia Europe. John e Nick lavorano

pronti alle nuove sfide che li aspettano. “L’EOCA è veramente un palcoscenico interessante”, ha affermato Jansen, “a luglio avrà raggiunto il suo primo milione di euro per i progetti di conservazione dopo soli 6 anni di attività. Questa è una crescita importante e dimostra quanto si può ottenere lavorando assieme. Con gli oltre 70 membri siamo alla ricerca di nuove possibilità di crescita in una direzione sostenibile e significativa per l’industria”. Ha aggiunto Brown: “Questo è un periodo emozionante per un’organizzazione unica nel suo genere nell’industria outdoor europea. Ma l’industria stessa è molto vasta e dobbiamo impegnarci quanto più possibile. C’è ancora così tanto da fare per supportare e proteggere i grandi spazi naturali che tutti noi amiamo”.

Hirotaka Takeuchi entra nel team Komperdell

Il forte alpinista giapponese Hirotaka Takeuchi è recentemente entrato a far parte del pro team Komperdell. 40 anni e padre di due figli, Hirotaka è il più famoso alpinista del Sol Levante e ha già conquistato 13 Ottomila, alcuni dei quali assieme a Gerlinde Kaltenbrunner e Ralf Dujmo-

vits. Il suo obiettivo è quello di diventare il primo giapponese ad aver scalato tutti gli Ottomila. Proprio per questo è partito il 31 marzo alla volta del Nepal per ascendere l’ultima vetta rimasta, il Dhaulagiri, dove usufruirà delle nuove Expedition Poles prodotte da Komperdell.

Lo scorso 12 febbraio Roberto Galdiolo, impiegato tecnico di Gorizia, viste le singolari condizioni climatiche, ha preso sci e pelli e ha deciso di attraversare la Laguna, ghiacciata, di Grado-Marano. Questa stagione invernale, caratterizzata dall’ondata di freddo intenso e dalle nevicate eccezionali sulla zona appenninica, ha portato al congelamento pressoché completo delle lagune di Venezia e di Grado-Marano. Il nostro lettore e appassionato sci alpinista ha così percorso 5 km di traversata sopra il mare ghiacciato, sfregando con le pelli di foca il ghiaccio salino tra canali, barene e velme completamente congelate: una condizione anomala, tipica del Nord Europa, intromessa nel bacino marino più settentrionale del Mediterraneo. Chissà se una traversata con gli sci nel bacino mediterraneo ha dei precedenti storici, di sicuro bisognerà aspettare diversi anni prima di replicare un fatto simile.

INIZIATIVE Tre corsi di laurea nell’OSV Education Program La regione francese bagnata dal Rodano ospita le sedi di importanti aziende del mondo sportivo quali Salomon, Mavic, Patagonia, Petzl, Vuarnet, Columbia, adidas Outdoor, Orage, Fusalp, Eider, Millet, Burton, Arva, Scott Sports e Icebreaker. Tutte queste imprese supportano l’innovativo OSV Education Programs promosso dall’Outdoor Sports Valley (OSV). Il programma prevede tre corsi di laurea internazionale che prenderanno il via il prossimo autunno. A calendario le lauree “Sports and Outdoor Industry Management”, “Performance Sports Textile &

Footwear” e “International Sales Specialists in Sports”. Con l’obiettivo di formare manager, tecnici e rappresentanti di vendita nel mercato outdoor, l’Outdoor Sports Valley ha sviluppato questi tre curricula in partnership con diversi enti locali tra cui Université de Savoie ed Emlyon Business School. Questi corsi consentiranno alle aziende del mercato outdoor di reclutare risorse umane non solo appassionate ma anche competenti, operative, internazionali e in grado di sviluppare una carriera nel mondo sportivo. www.outdoorsportsvalley.org

Sherpa Women: Salewa sostiene le donne del Nepal Gli sherpa all’origine agricoltori, allevatori e commercianti, sono diventati famosi soprattutto per il loro ruolo nelle spedizioni e negli itinerari di trekking: lavorano tra le cime dell’Himalaya come portatori d’alta quota, sirdar (guide) o cuochi. Il turismo legato al trekking è per gli sherpa, oggi quasi 60.000, una delle principali fonti di reddito. All’interno della comunità le donne più o meno giovani sono evidentemente svantaggiate dal punto di vista sociale, a causa di una mancanza di consapevolezza e di tradizioni profondamente radicate. Salewa, il cui impegno è rivolto a sostenere le persone e le culture che condividono la passione per la montagna, crede profondamente che tutti gli esseri umani debbano avere le stesse opportunità e si oppone a qualsiasi forma di discriminazione. Per aiutare le donne del Nepal occidentale è nato così il progetto Sherpa Women, in collaborazione con l’ONG Empowering Women of Nepal (un ente non governativo che si propone di emancipare le donne nepalesi impiegandole come guide di montagna). Per ogni prodotto venduto della linea da viaggio 5Continents, Salewa donerà 1 euro all’as-

sociazione. È possibile scegliere tra 12 proposte della collezione estiva: dalle t-shirt in organic cotton, alle camicie con trattamento antimosquito, passando per gli irrinunciabili pantaloni zip-off 2 in 1. L’obiettivo del progetto è aiutare le donne a trovare lavoro e guadagnarsi da vivere attraverso una formazione mirata nel settore del turismo e del trekking, della durata complessiva di due anni. I primi corsi cominciano a maggio. www.salewa.it


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EDITORIA Tor des Géants - Paola Pignatelli -

Edito da Sime Books, è uscito ad aprile il libro Tor des Géants. Più che un resoconto sulla competizione valdostana, è un vero e proprio racconto di quella che è da considerarsi un’impresa per pochi. O, per citare le parole dell’autrice Paola Pignatelli, un percorso “per” giganti, “fra” giganti. La giornalista e scrittrice di origini genovesi è grande appassionata e praticante di sport. Tra le sue esperienze più memorabili, ha corso la 100 km nel Sahara. Il testo è arricchito dal racconto fotografico di Stefano Torrione, vincitore del premio Panorama European Kodak Award nel 1994, e dalle illustrazioni di Monica Parussolo, disegnatrice specializzata in Pedagogia dell’Arte. La competizione di endurance trail è in attesa di aprire i battenti della sua terza edizione, che si terrà fra il 9 e il 16 settembre prossimi. Nonostante la sua “giovane età”, per gli appassionati si tratta di una sfida da considerare alla stregua di una vera e propria leggenda. Il circuito è tracciato su un percorso che abbraccia tutta la Valle d’Aosta e si snoda sui crinali dei monti più impervi della regione, dal Monte Bianco al Monte Rosa, dal Gran Paradiso al Cervino. Chi si cimenta in tale impresa dovrà dimostrare di avere una forza interiore fuori dal comune e grandi capacità di sopportazione: Tor des Géants, espressione in dialetto patois che ben presenta l’unicità di questa prova. Prezzo al pubblico: 38 euro. Pagine: 240.

Naturalmente Trentino - Autori Vari -

Arriva in libreria Naturalmente Trentino (Autori Vari), un libro voluto dalla Società degli Alpinisti Tridentini e dalla sua Commissione Tutela Ambiente Montano per celebrare il ricchissimo patrimonio naturalistico della regione. Edito da Curcu & Genovese, è un vero inno alla natura che viene dal cuore della SAT – che vanta oggi 27mila soci – per celebrare i suoi 140 anni di vita. Naturalmente Trentino è scritto da chi la montagna la ama e la conosce nel profondo: appassionati, liberi professionisti e alcuni ricercatori dei due principali musei naturalistici trentini. Più di 600 pagine con 622 immagini, 80 mappe, 12 disegni, 29 box di approfondimento e oltre 1.000 voci in indice analitico. L’intero territorio provinciale è descritto sotto vari punti di vista (geografia, geologia, vegetazione, flora e fauna) e il testo è arricchito dalla descrizione di 44 luoghi da non perdere dal punto di vista naturalistico.

COLLABORAZIONI Columbia sponsor tecnico dello staff di Atlantide Atlantide, che gestisce il circuito Amaparco, è una società che da oltre 20 anni offre servizi sul territorio su tematiche ambientali. Columbia ha di recente stretto una collaborazione con questa società in qualità di sponsor tecnico per lo staff di esperti che si occupano di organizzare e condurre visite guidate, attività didattiche e iniziative speciali per adulti e bambini all’interno di una rete di parchi educativi distribuiti su 5 province della regione Emilia-Romagna. Coerente con il proprio spirito votato all’azione e alla sperimentazione, riassunto dal claim “Trying Stuff since 1938”, Columbia con questa

iniziativa sottolinea la volontà di trasmettere la passione per l’outdoor, per la vita e l’attività all’aria aperta. La scelta di sostenere Atlantide è un ulteriore passo verso un outdoor “democratico”, che non solo sia facilmente accessibile a tutti ma sensibilizzi le persone su argomenti di forte attualità quali l’ambiente, le aree protette, la sostenibilità, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Lo staff di Amaparco avrà così l’occasione di indossare alcuni fra i capi e le calzature più tecnologiche come la camicia Silver Ridge Plaid Long Sleeve Shirt, la t-shirt Silver Ridge Gem Tee o i Silver Ridge Cargo Short.

www.amaparco.net www.columbia.com

Partnership tra CAMP e Mangia Trekking L’associazione della Val di Vara Mangia Trekking diviene testimonial ufficiale di CAMP. Attraverso il noto brand nato nel 1889 e per questo iscritto al registro delle aziende storiche italiane, Mangia Trekking si conferma un importante rappresentante della Liguria e dell’escursionismo nel mondo dell’alpinismo professionistico. Tra gli appuntamenti che hanno richiamato l’attenzione di CAMP spicca la manifestazione “Trekking & Swimming”, il “Raduno nazionale di escursionismo in Val di Vara”, nonché il “Corso di Sicurezza e Primo Soccorso

di Montagna” organizzato per la prima volta in Liguria. Gli esiti di questi appuntamenti hanno portato al consolidamento di questo prezioso rapporto di collaborazione, che

oltre a sviluppare ulteriormente l’escursionismo, creerà nuove opportunità anche per far conoscere le attrezzature migliori a chi desidera vivere nella natura.

Dolomite sostiene il Nordic Walking in Tour

Boschi, città, mare e parchi della provincia Bellunese, Trevigiana, Vicentina e Veneziana, sono i protagonisti degli appuntamenti del Nordic Walking in Tour. Cominciato il 25 marzo, il Tour 2012 ha continuato la sua corsa con la terza tappa del 29 aprile a Fonzaso, in provincia di Belluno, dove si è svolto un emozionante percorso tra i vigneti. La rassegna, organizzata all’insegna del benessere e della salute, è adatta sia agli appassionati dello sport che a tutti coloro che amano camminare in compagnia e a stretto contatto con la natura divertendosi. Dolomite, il brand trevigiano che dal 1897 produce modelli che rappresentano la sintesi perfetta tra tecnologia, comfort, design e sostenibilità, ha deciso di sostenere questa iniziativa e invita tutti a iscriversi. www.nordicwalkingintour.it

Mico fornitore FISI insieme a Dryarn Da ormai 10 anni Mico è sponsor tecnico e fornitore ufficiale della FISI e per la prossima stagione vestirà gli atleti azzurri con la linea underwear Fisitech. Per realizzare questo prodotto d’eccellenza Mico ha scelto la fibra Dryarn che, grazie alle sue caratteristiche intrinseche, permette ai capi Fisitech di accompagnare al meglio gli atleti durante la prestazione sportiva. I capi Mico Fisitech, leggeri e traspiranti, sono in grado di isolare come la lana e al tempo stesso di veicolare all’esterno il sudore prodotto durante l’attività fisica. L’elasticità del tessuto permette di avvolgere perfettamente il corpo, mentre l’assenza di cuciture e la struttura auto modellante con reticolo muscolo contenitivo garantiscono comfort senza costrizioni. Due sono le linee nate da Mico e Dryarn: la Gran Turismo, dedicata a tutti quelli che amano la neve, e la Champion, per chi vuole vivere la montagna a 360° indossando gli stessi capi degli atleti FISI.

Le nuove “cordate” internazionali dell’IMS Nell’arrampicata, come nell’alpinismo, la cordata è un fattore fondamentale per il successo dell’impresa. Per questo l’International Mountain Summit (IMS) ha stretto una partnership con alcuni dei più grandi eventi europei nel settore dell’outdoor e della montagna per creare una rete di eventi e sinergie. A partire dall’ISPO di Monaco, dove IMS ha presentato la nuova collezione di ritratti scattati da Manuel Ferrigato nell’esposizione “The Mountaineers”. Con gli organizzatori del Piolets d’Or l’IMS ha concluso un accordo che porterà i vincitori del premio a Bressanone per una serata interamente dedicata a loro. Un’altra cordata importante è quella con il TrentoFilmfestival. Oltre alla mostra di Ferrigato presente anche a Trento, il 6 maggio presso il Castel Firmiano Reinhold Messner condurrà il forum “Quo CLIMBis?”, un’occasione per discutere sull’importanza della preservazione della montagna dal crescente sfruttamento sportivo e turistico. Il 21 ottobre, invece, il Filmfestival verrà a Bressanone per offrire al pubblico una domenica filmica con le migliori pellicole delle ultime edizioni del festival. Altrettanta visibilità sarà guadagnata infine in Baviera alla Festa della Montagna in Isarland, dove oltre 40.000 visitatori potranno ammirare l’esposizione “The Moutaineers”. In foto Alex Ploner, organizzatore IMS, e Roberto De Martin, presidente TrentoFilmFestival. www.ims.bz


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FIERE

RICONOSCIMENTI

Scarpa supporta la 16a edizione del Premio Carlo Mauri Asia Outdoor, 630 gli espositori attesi per l’edizione 2012 Anche quest’anno, con la XVI edizione del Premio di Narrativa di Montagna “Carlo Mauri” sostenuto da Scarpa, il gruppo Gamma, la Sezione U.O.E.I. di Lecco e il Club Alpino Accademico Italiano si sono adoperati per onorare il ricordo dell’alpinista ed esploratore lecchese. Il “Premio Carlo Mauri” ha come obiettivo principe quello di diffondere e divulgare materiale letterario sull’alpinismo classico e moderno. Sono ben nove le regioni e 19 le province rappresentate quest’anno al concorso. Sandro Parisotto, ceo di Scarpa, ha così commentato: “Scarpa è fiera di sostenere quest’iniziativa che, per il suo spirito autentico e la sua voglia di divulgare innanzitutto una passione, continua a ottenere negli anni ampio riscontro”. Venti le opere selezionate dagli or-

ganizzatori del Premio, e messe al vaglio dei nove giurati. Il 5 aprile scorso la Giuria del Concorso nazionale di narrativa di montagna, composta da Alberto Benini, Don Agostino Butturini, Pino Capellini, Giuseppe Ciresa, Gianni Fodella, Alessandro Gogna, Eugenio Pesci, Roberto Serafin e Giorgio Spreafico, ha reso nota la graduatoria. A vincere l’edizione 2012 è stata l’opera “Trasporto Eccezionale” di Michela Ivancich, 35 anni, di Albiate (MB) . In seconda posizione “L’ultima cima di Don Achille”, di Domenico Flavio Ronzoni, 55 anni, di Briosco (MB) mentre il terzo posto è stato assegnato all’opera “Prima della cerimonia”, di Valter Guglielmetti, 49 anni, di Novara. La premiazione avverrà venerdì 18 maggio 2012, alle ore 21, presso la Sala Ticozzi di Lecco.

La settima edizione dell’Asia Outdoor, che si terrà a Nanchino, Cina dal 26 al 29 luglio, supererà nettamente tutti i record raggiunti fino ad oggi. La prima edizione, svoltasi nel 2006, aveva attirato 174 brand per una superficie totale di 20.000 mq circa. Anno dopo anno la fiera si è sviluppata e accresciuta in media del 15%, diventando il più grande trade show internazionale dell’industria outdoor nel continente asiatico, in grado di rivaleggiare con le corrispettive fiere in America (OR) ed Europa (OutDoor). Nel 2011 infatti erano ben 452 le aziende presenti, su di una superficie totale di ben 42.000 mq. Per

il 2012 si aspettano numeri da record: 630 espositori e 54.000 mq. Parallelamente ad Asia Outdoor, una forte crescita mostrerà anche Asia Bike. “Fin dal 2000” - ha raccontato Li Hao, general manager del Nanjing Ningfei International Exhibition e project director di Asia Outdoor - “la gente ha mostrato un crescente interesse verso gli sport outdoor, mentre il mercato cinese ha iniziato a implementarsi velocemente. Di conseguenza, organizzare un grande trade show è stato inevitabile”. www.asian-outdoor.com

L’Editor’s Choice Award a Lowa e Mountain Equipment Il magazine tedesco Outdoor ha assegnato gli ambiti Editor’s Choice Awards destinati ai migliori prodotti dell’anno. Tra i vincitori del riconoscimento spiccano Lowa e Mountain Equipment. Il primo, in particolare, si è aggiudicato il premio grazie al modello Mountain Expert GTX (in foto), testato sul campo dagli esponenti del magazine insieme ad altri 500 prodotti. La calzatura è risultata la più convincente per le sue qualità a tutto tondo. Ritenuta fra tutte la più comoda, è stata testata su terreno misto in un tour attraverso la regione dell’Allgäu, su sentieri escursionistici (dove ha dimostrato un eccezionale livello di comfort), in ferrata, su tratti ghiaiosi ripidi (dove ha convinto per la stabilità e il

grado di precisione assicurato alla camminata). Il modello ha tra l’altro superato anche le prove di resistenza all’acqua effettuate nei laboratori Gore. La rivista Outdoor ha poi premiato Mountain Equipment assegnando al suo Down Codex l’Editor’s Choice Green Award. La motivazione di tale riconoscimento sta nelle norme sulla tutela degli animali applicate dall’azienda nella produzione di piumini. Le direttive elaborate da Mountain Equipment insieme all’associazione inglese per i diritti degli animali sono molto più severe di quelle attuali vigenti nell’UE e vengono controllate dal rinomato laboratorio per piumini IDFL.

Il 23 e il 24 marzo scorsi è andata in scena l’Expo Sport, che si consolida come la fiera di riferimento per il running in Spagna. La manifestazione è stata allestita in concomitanza con la Maratona di Barcellona. L’affluenza fatta registrare dagli appassionati è stata di circa 60mila persone. Gli espositori presenti quest’anno sono stati più di 140, con un incremento del 40% rispetto all’edizione 2011. Tra le novità di rilievo, è stata approntata un’area interamente adibita al settore del trail running. Ciò ha consentito all’organizzazione di esten-

dere il proprio bacino di utenza e di ampliare il numero di marchi e rivenditori specializzati nel settore outdoor. Fra gli stand in mostra c’erano: Mizuno (sponsor della maratona), Saucony, K-Swiss, New Balance, Lurbel, Under Armour, Buff, Petzl, Zoot, La Sportiva, Salomon, Polar, Suunto, Vibram FiveFingers, Sailfish, Nike, adidas e Kalenji. Il weekend si è chiuso con la celebrazione della maratona, nella giornata di domenica 25 marzo. Gli iscritti sono stati 15.100, molti di più rispetto ai 12.200 dello scorso anno e ai 10.000 del 2010.

La fiera Outdoor China posticipata all’estate 2013

WEB Anche l’outdoor protagonista su Zalando.it Il sito di e-commerce Zalando, lanciato poco più di un anno fa sul mercato italiano, propone un vasto assortimento di scarpe e abbigliamento firmato. Fra le varie sezioni, Zalando ne ospita una interamente dedicata al mondo dell’outdoor, comprendente abbigliamento in tessuto tecnico, zaini, calzature specifiche per il trekking e accessori utili a tutte le attività all’aria aperta. Fra i brand più famosi nel settore outdoor compaiono, ad esempio, The North Face, Salewa, Millet,

Expo Sport a Barcellona cresce e apre al trail running

Lafuma, Lowa e Sigg, solo per citarne alcuni. Oltre ad un ampio assortimento di prodotti da uomo, donna e bambino, Zalando offre anche i servizi di spedizione e reso gratuiti. In questo modo, nel caso che il prodotto acquistato online non vada bene, è possibile rispedirlo all’azienda senza costi aggiuntivi. www.zalando.it

La seconda edizione estiva di Outdoor China, fiera di Shanghai dedicata al mondo outdoor, è stata spostata per motivi organizzativi al 2013. La manifestazione organizzata da Messe Frankfurt in collaborazione con China Outdoor Commerce Alliance era originariamente prevista dal 5 al 7 luglio 2012 presso il centro espositivo di Shanghai. Evan Sha, deputy general manager di Messe Frankfurt Co Ltd, ha dichiarato: “A causa di circostanze non preventivate, non siamo in grado di organizzare la fiera nei giorni già comunicati e non abbiamo trovato un altro periodo ottimale per il mercato outdoor. Pertanto, dopo

averne discusso con i key player del settore, abbiamo deciso di spostare la fiera al 2013”. Il vice presidente esecutivo della China Outdoor Commerce Alliance Han Yungang ha poi aggiunto: “Ci spiace non poter organizzare la fiera quest’anno. Tuttavia continueremo a promuovere gli sport outdoor attraverso diversi canali anche nel 2012. Organizzeremo ad esempio competizioni di arrampicata, programmi per i giovani, seminari e conferenze”. Tutto ciò in vista dell’edizione 2013 di Outdoor China, che continuerà a proporre idee e prodotti grazie anche al supporto di programmi interattivi per il trade e il pubblico.


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I SUPPORTER DEL MACROPROGETTO “AKU FOR MOUNTAIN”

Storie di montagna dagli “Amici di Aku” I “testimonial” del brand sono persone comuni che vivono la montagna e condividono i valori dell’azienda. Tra le new entry spiccano il fotografo naturalista Giacomo De Donà e la guardia forestale Cesare Sacchet. Per supportare iniziative di sviluppo delle alte terre dell’arco alpino, che rientrano nel macroprogetto “Aku for Mountain”, l’azienda di Montebelluna non si affida a testimonial nel senso

classico del termine. L’azienda ha infatti deciso di contare su una rete di Amici che comprende non solo alpinisti e guide alpine, ma anche gente comune che vive e lavora in montagna.

www.aku.it/it/stories.html

GIACOMO DE DONÀ

CESARE SACCHET

Ne è un esempio il nuovo amico Giacomo De Donà, guida escursionistica abilitata e fotografo naturalista, che ha fatto del mondo naturale nella sua sfera più selvaggia e pura l’obiettivo dei suoi scatti. Il teatro preferito di questo 24enne sono le Dolomiti, specialmente nella loro veste invernale. Preferisce i grandi spazi boschivi come le foreste di aghifoglie, ma non disdegna di avventurarsi per qualche valle dimenticata dove la verticalità della roccia prende il sopravvento. Nella stagione fredda e in primavera rivolge l’obiettivo a Nord e si spinge nella Lapponia svedese, dove percorre gli sconfinati spazi della tundra nordeuropea. Giacomo ama poi camminare durante la notte artica e dormire in lodge disabitati. Il suo obiettivo è rivolto alla fauna, alla flora e ai paesaggi, nonché all’aurora boreale.

Oltre a Giacomo De Donà fa parte del network di Amici Aku anche Cesare Sacchet, guardia forestale in carico alla Provincia di Belluno che lavora in massima parte all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Vive dunque la montagna lungo i suoi sentieri meno battuti, accompagnando escursionisti e cacciatori. Inoltre supervisiona l’ambiente naturale e la fauna in particolare. Con il ritorno dell’orso bruno continentale nella zona del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dopo quasi 100 anni di assenza, Cesare ha scoperto una nuova passione. Per cui oggi studia anche gli spostamenti, le abitudini e la vita schiva di questo animale.

Photo credits: Corpo Polizia provinciale di Belluno.

LE SCARPE DI GIACOMO: CRESTA NUBUCK GTX

LE SCARPE DI CESARE: CONERO NUBUCK GTX

Per la sua attività dolomitica, Giacomo utilizza il modello Cresta Nubuck GTX, calzatura backpacking di alto livello qualitativo, ideale per l’attività escursionistica classica sui lunghi percorsi alpini con carichi pesanti e terreni difficili. Robusta e leggera, è uno dei simboli della tradizione manifatturiera di Aku e garantisce comfort di calzata e stabilità. È caratterizzata da tomaia nabuck/pelle pieno fiore 2,6 mm, fascione protettivo in gomma, fodera Gore-Tex Performance Comfort, battistrada Vibram Fourà, intersuola PU a tre densità, sottopiede di montaggio rigido con 6-4 mm nylon ed Eva microporosa, plantare Custom Fit PRO 142. Il modello pesa 890 gr ed è disponibile nelle misure 5-13 UK.

Per il suo lavoro Cesare utilizza il modello Conero Nubuck GTX, una calzatura evergreen per escursionismo di media e lunga durata. Robusta e leggera, è uno dei simboli della tradizione manifatturiera di Aku. Un classico per i trekking di media montagna, con la certezza di avere un comfort immediato e duraturo. Il modello è caratterizzato da tomaia in nabuck 1,8 mm protetta da fascione in gomma, fodera Gore-Tex Performance Comfort, battistrada Vibram Fourà, intersuola in Eva microporosa e sottopiede di montaggio con rigidità media di 6-4 mm nylon. Da ultimo il modello presenta plantare Custom Fit 152. Pesa 655 gr ed è disponibile nelle misure 3-13 UK.

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L’associazione riunisce diverse aziende del mercato outdoor, con l’obiettivo di fare la differenza sul fronte ambientale

Focus on

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EOCA, tutti uniti verso la green mission Nata nel 2006 per mano dell’EOG, oggi riunisce oltre 70 membri. In 5 anni ha sovvenzionato 36 progetti in 26 stati per un totale di 860mila euro. A cura di MONICA VIGANò Al di là del clima più o meno avverso e delle crisi economiche. Al di là dei problemi politici e delle difficoltà culturali. Al di là di tutto, c’è un elemento di base al quale sono legate a doppio filo le nostre vite e il nostro business: l’ambiente. Una risorsa che, in quanto tale, è indispensabile tutelare. Proprio con l’intenzione di incentivare e sovvenzionare progetti concreti di conservazione e salvaguardia del Grande Outdoor nasce, nel 2006, l’European Outdoor Conservation Association. Che dimostra come la collaborazione possa davvero fare la differenza. NASCITA E CRESCITA - Nell’estate del 2006 un ristretto gruppo di aziende outdoor decide di riunirsi in un’associazione con l’obiettivo di raccogliere denaro da investire in iniziative di salvaguardia dell’ambiente. Prendendo come riferimento il modello della Conservation Alliance degli Stati Uniti, l’European Outdoor Group (fondatore dell’associazione) si convince di poter ottenere simili risultati nel mercato europeo. La Conservation Alliance, operativa da circa 23 anni, conta oggi su 190 membri e ha fin’ora raccolto 10 milioni di dollari. Anche se molte aziende europee già nel 2006 possono contare su propri programmi eco-friendly, la creazione di un’associazione rappresenta un’opportunità per riunire gli sforzi dell’intero settore e convogliarli in progetti concreti in grado di fare la differenza nella tutela di ambienti e animali a rischio. Nasce così la EOG Association for Conservation, divenuta nel 2010 European Outdoor Conservation Association (EOCA). Attualmente l’associazione riunisce oltre 70 membri tra cui produttori, retailer e dealer provenienti da svariate parti del mondo, dalla Norvegia all’India, dalla Spagna alla Repubblica Ceca. In 5 anni, l’EOCA ha sovvenzionato 36 progetti in 26 paesi per un totale di 860mila euro. IL FINANZIAMENTO DEI PROGETTI - Le organizzazioni di conservazione che sono nominate dai membri dell’associazione o che direttamente entrano in contatto con l’EOCA possono ricevere fino a 30mila euro per sovvenzionare progetti di tutela ambientale. Non ci sono limiti nè geografici nè tematici. A oggi infatti l’EOCA ha rinnovato sentieri in Macedonia, Scozia, Austria e Nepal per un totale di 2mila km. Ha finanziato studi sui cambiamenti climatici e sull’uso di pesticidi in Europa. Ha protetto aree paludose in Irlanda. Ha ripulito e rimboscato foreste in Repubblica Ceca, Bolivia e Svezia. Ha protetto 10mila ettari di terreno naturale in Turchia. Ha piantato circa 70mila alberi. Ha creato e migliorato habitat naturali per elefanti in India, per orsi bruni nel nord della Spagna, per scoiattoli rossi nel Regno Unito e per falchi in Bulgaria. Ha infine ripulito le montagne di tutto il mondo da un totale di 24 tonnellate di immondizia. UNA DOPPIA VALUTAZIONE - I progetti devono seguire un rigoroso iter di presentazione. L’organizzazione controlla poi la loro “buona fede” e verifica che rispettino i criteri EOCA. Quelli che raggiungono una valutazione tale da poter es-

sere inseriti nella ristretta rosa dei finalisti, vengono analizzati dai membri dell’associazione che, tramite votazione, indicano quali sono i loro preferiti. Anche il pubblico generale viene coinvolto in una seconda votazione, promossa in collaborazione con diversi magazine europei. Entrambi i sistemi valutativi servono a identificare i progetti da finanziare. Quest’anno la votazione per i progetti legati alla natura è stata realizzata insieme al National Geographic Tedesco. La categoria outdoor aveva invece quattro magazine partner: TGO nel Regno Unito, Wider in Francia, Lift e Bike & Trekking nei Paesi Bassi. Da ultimo, in collaborazione con il tedesco Alpine Magazine, i progetti della categoria alpinismo sono stati presentati al pubblico votante tramite pubblicazioni sulla rivista, sul sito EOCA e sui social media. Grazie a questo forte coinvolgimento, nel 2011 per soli 4 progetti vincitori l’EOCA ha contato 31mila votazioni provenienti da tutta Europa (per un aggiornamento sulle votazioni 2012, vedi box dedicato). L’associazione vorrebbe seguire personalmente tutti i progetti ma questo porterebbe via denaro utile al finanziamento degli stessi. Pertanto ha creato un rigido programma di monitoraggio che consente di inviare ai progetti la seconda e la terza tranche di finanziamento solo dopo aver ricevuto, esaminato e approvato i report sull’andamento del progetto stesso. L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE - A parte la raccolta fondi per la sovvenzione di progetti ecologici, l’associazione si impegna a promuovere la cura e il rispetto di ambienti naturali. Questo implica l’educazione di consumatori e potenziali tali ai quali va insegnato innanzitutto come vestirsi per affrontare il mondo outdoor e, in secondo luogo, come approcciare questo mondo “camminando in punta di piedi”, senza lasciare alcun impatto sull’ambiente. Dopo averne effettivamente verificato l’utilità, nell’autunno 2011 l’EOCA ha creato una sezione ad hoc sul suo sito web. Poco dopo è stata inaugurata una sezione dedicata all’attrezzatura, all’abbigliamento e agli accessori necessari per un’avventura all’aria aperta. L’ITER DI AFFILIAZIONE - Tutte le aziende che operano nel mercato outdoor europeo possono entrare a far parte dell’EOCA. La tassa di iscrizione viene calcolata sul turnover della società e cresce in proporzione con esso in un range tra i 500 e i 4.000 euro. Divenire membro dell’EOCA è un modo semplice per avere un programma eco-friendly senza dover assumere nuovo personale e senza incrementare la propria mole di lavoro con pratiche di sourcing, valutazione e monitoraggio di progetti. Inoltre ogni membro è certo che il 100% della quota di iscrizione e dei fondi raccolti viene destinato a progetti di conservazione che esso stesso ha contribuito a identificare. I moduli di iscrizione sono disponibili sul sito EOCA e possono essere compilati direttamente online. Maggiore è il numero delle aziende che aderiscono al progetto, maggiori sono le possibilità di fare la differenza nella tutela del mondo outdoor. www.outdoorconservation.eu

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1. La foresta Verl in Svezia, che l'EOCA ha contribuito a salvare dal disboscamento (Ett Klick för Skogen). 2. Il progetto "Human-Predator Conflict" in Namibia, per il censimento dei carnivori (Biosphere Expeditions). 3. L'EOCA ha sovvenzionato la Bumblebee Conservation Trust, che intende salvaguardare le api. 4. Rimboschimento nella Repubblica Ceca (Čmelák).

L’IMPORTANZA DELLA RACCOLTA FONDI Oltre alle iniziative che coinvolgono i membri, essenziali sono le donazioni. Tra le ultime quelle di Ispo e KORS. Obiettivo per il 2012: raggiungere 1 milione di euro. Nei suoi 6 anni di vita, l’associazione ha raggiunto importanti traguardi. A livello economico, la raccolta fondi ha coinvolto tutti i membri EOCA che in occasione delle principali fiere di settore si sono improvvisati venditori di gelato, boccali di birra, sandali e quant’altro. Ovviamente accanto a queste iniziative goliardiche, ci sono versamenti e donazioni che rappresentano la maggior parte dei finanziamenti ottenuti dall’associazione. Che entro luglio 2012 conta di raggiungere il suo primo milione di euro.

UNA MANO DA ISPO Lo scorso febbraio l’EOCA ha reso noto che in occasione di Ispo 2012 ha raccolto oltre 6.500 euro da destinare al finanziamento di progetti di conservazione. Di questi, 5.200 provengono dalla vendita di prodotti firmati Nikwax oltre che di borse con le quali gli acquirenti hanno potuto raccogliere gadget dai membri EOCA presso i rispettivi stand. I rimanenti 1.300 euro sono stati generosamente donati dalla fiera stessa, che li ha raccolti tramite donazioni volontarie per drink e snack presso lo Snow Ice & Rock Summit. Ispo ha già confermato la sua intenzione di continuare a raccogliere denaro per l’associazione anche nel 2013.

UNA DONAZIONE DA KORS Più di recente l’EOCA ha annunciato di aver ricevuto la sua prima donazione da parte di un membro dell’organizzazione 1% for the Planet. Si tratta di KORS, fiera estiva inglese specializzata nel mercato outdoor che si è impegnata a donare l’1% dei suoi guadagni annuali a un’associazione ambientale proprio tramite l’organizzazione 1% for the Planet. E che quest’anno ha scelto l’EOCA, nominata potenziale destinatario di simili donazioni nel luglio 2011. John Jansen, attuale presidente di EOCA, ha dichiarato: “Si tratta di una straordinaria modalità di raccolta fondi. Siamo grati a KORS per il sostegno che ci ha garantito e speriamo di poter collaborare con la fiera in futuro. Speriamo anche che altri membri di 1% for the Planet sceglieranno di seguire questo esempio”. Simon Brown, trade coordinator di KORS, ha aggiunto: “Abbiamo deciso di aderire a 1% for the Planet nel 2011, consapevoli dell’effetto che il nostro business può avere sull’ambiente ma anche del nostro compito, in qualità di rappresentanti della comunità outdoor, di salvaguardare dell’ambiente. In riferimento alla nostra donazione, l’EOCA è stata una scelta logica per noi. Speriamo che il loro operato trovi sempre più consensi tra i nostri espositori e i nostri visitatori”.


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I PROGETTI 2012 A “SCRUTINIO” A marzo le votazioni pubbliche online. Ora al vaglio dei membri dell’EOCA altre 3 o 4 iniziative. Tutti i destinatari dei finanziamenti 2012 saranno ufficializzati a Friedrichshafen. Nel mese di marzo il grande pubblico è stato invitato a esprimere la propria preferenza in merito ai progetti di conservazione in lizza per un finanziamento, scelti tra ben 74 candidature. E se lo scorso anno si era parlato di record con 31.000 voti, quest’anno si è quasi raddoppiato con ben 55.263 persone che hanno espresso le proprie preferenze.

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LA VOTAZIONE DEL PUBBLICO Anche quest’anno l’EOCA ha lavorato in collaborazione con diversi magazine di settore, che hanno presentato ai propri lettori la rosa dei finalisti tra i quali votare. I progetti sono stati suddivisi come al solito in tre categorie (natura, outdoor e alpinismo) e il pubblico ha potuto esprimere un voto per ognuna di esse. Ecco i numeri registrati:

5. Clean-Up nel parco nazionale Mercantour in Francia (Mountain Wilderness). 6. Il progetto di tutela degli scoiattoli rossi nel Regno Unito (Wild Ennerdale). 7. Rimboschimento delle mangrovie nello Sri Lanka (Global Nature Fund).

I VINCITORI E LE PREMIAZIONI Al termine della votazione pubblica, i membri dell’EOCA sceglieranno gli ultimi 3 o 4 progetti che saranno finanziati dall’associazione nel 2012. Tutti i vincitori saranno premiati ufficialmente all’OutDoor Show di Friedrichshafen il prossimo luglio.

Di recente John Jansen è stato nominato presidente in sostituzione di Holger Bismann. Nuove nomine anche sul fronte ambasciatori. Tra le new entry, la triatleta Nadine Horn. Di recente l’associazione è stata protagonista di numerosi cambiamenti, anche e soprattutto sul fronte “umano”. Solo nel mese di marzo infatti si sono susseguite diverse nomine, a partire dalla definizione di un nuovo vertice.

UN NUOVO PRESIDENTE

PROFILO DI HANSJÖRG AUER

A seguito della prematura morte di Holger Bismann, managing director di Patagonia Europe e presidente dell’EOCA, l’associazione ha nominato una nuova persona che terrà le redini dei lavori in corso fino all’assemblea annuale organizzata per luglio, durante la quale sono previste discussioni e votazioni di eventuali cambiamenti. Si tratta di John Jansen, managing director e responsabile di Keen Emea, nominato nuovo presidente dell’EOCA (foto in alto a destra). In questa sua nuova carica sarà supportato da Nick Brown, titolare e manager di Nikwax, che continuerà a rivestire il ruolo di vice presidente e che si occuperà anche di consulenza strategica per l’associazione. Altri membri del consiglio di amministrazione dell’EOCA sono Jan Lorch (sales & marketing director di Vaude), Peter Waeber (CEO di bluesign), Mark Held (general secretary dell’EOG) e Andrea Tomasini (interim general manager di Patagonia Europe). Da ultimo Tanya Bascombe e Catherine Savidge sono joint general manager.

Il climber austriaco Hansjörg Auer ha all’attivo numerose salite. Attualmente si concentra sull’arrampicata alpina con un incredibile numero di solitarie. Tra queste la salita “Il Pesce” del 2007, 37 prese sulla parete sud della Marmolada e la prima salita in solitaria di “Hallucinogen Wall” nel Black Canyon del Colorado nel 2011. Al momento Hansjörg si sta preparando a una spedizione a base di climbing sull’isola di Baffin.

AMBASCIATORI: BEN TRE LE NEW ENTRY Accanto a questi cambiamenti interni, l’EOCA ha ufficializzato modifiche anche sul fronte testimonial. Si tratta di nuovi ambasciatori che si fanno portavoce dell’associazione aumentandone la credibilità nel mondo outdoor. Dopo la nomina a ottobre di Es Tressider, primo ambassador EOCA, a inizio marzo è toccato a Rune Gjeldnes, suggerito da Bergans of Norway che sponsorizza la sua attività di esploratore e che è uno dei membri più attivi dell’EOCA. È seguita la nomina dell’alpinista austriaco Hansjörg Auer e infine quella dell’avventuriera Nadine Horn, prima donna ambasciatrice per l’associazione. Ph credits: Carol Newbiggin

DUE PAROLE SU RUNE GJELDNES Rune ha condotto esplorazioni in regioni polari. Nel 1996, a 24 anni, ha portato a termine insieme a Torry Larsen la prima spedizione dal sud al nord della Groenlandia senza rinforzi. Nel 2000 i due hanno anche attraversato l’Oceano Artico sempre senza rinforzi. Nel 2005/06 Rune ha attraversato entrambi i poli senza rifornimenti. L’attraversata in solitaria dell’Antartide è il suo più lungo viaggio (4.804 km) e Rune lo ha portato a termine in totale autonomia.

Ph credits: Damiano Levati, The North Face

Ph credits: Hnuti Duha Olomouc

EOCA STAFF & AMBASSADORS

CATEGORIA ALPINE - Supportata dal magazine tedesco Alpin, questa categoria ha compreso 5 progetti dedicati alle zone più impervie e inaccessibili del mondo. Il pubblico votante ha potuto esprimere la propria preferenza tra il 13 e il 27 marzo. In tutto sono state registrate 8.171 votazioni, che hanno decretato vincitore il progetto scozzese “Steall Gorge Path Repair, John Muir Trust” candidato da Patagonia. La distesa Steall Meadow attira 40mila visitatori all’anno, che attraverso il sentiero Steall Gorge raggiungono la seconda più alta cascata della Bretagna. A seguito dei numerosi escursionisti che lo hanno percorso fin’ora, il sentiero risulta danneggiato e pericoloso sia per i trekker che per l’habitat naturale circostante. Il progetto proposto da Patagonia intende proprio riparare i punti danneggiati e rafforzare le zone più deboli.

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A PROPOSITO DI NADINE HORN Dopo aver percorso in bici 150 km al giorno per 2 mesi lungo la circonferenza della Spagna lo scorso anno, a settembre Nadine Horn intende prender parte alla sua prima competizione “half ironman”. Per allenarsi nel migliore dei modi, si è prefissata come obiettivo la conclusione di una Three Border Triathlon che comprende attraversare in bicicletta la Svizzera (circa 460 km), nuotare il Danubio in Germania (circa 550 km) e correre fino all’arrivo in Austria (più o meno 315 km). Nadine sfrutterà questa impresa, che è partita il 21 aprile, per pubblicizzare la tutela ambientale e raccogliere fondi per “Health Boost for the Blue Danube” al fine di sovvenzionare progetti di salvaguardia delle sue sponde. È stata nominata ambasciatrice dell’EOCA perchè, come ha dichiarato la joint general manager Tanya Bascombe, “non ha scelto di competere in questo triathlon solo per sè stessa ma anche per dar voce all’associazione di salvaguardia del Danubio”.

Ph credits: NJDmyterko

CATEGORIA OUTDOOR - Il pubblico ha potuto votare il proprio progetto preferito dall’1 al 24 marzo. Ben quattro i magazine che hanno supportato la categoria quest’anno: Wider per la Francia e The Great Outdoors per il Regno Unito sono le due novità, che si sono affiancate a Bike & Trekking e Lift operativi nei Paesi Bassi. Anche in questa categoria erano 6 i progetti candidati, che hanno raccolto in tutto 18.484 voti. Ha vinto il progetto inglese “Coastal Protection Activists, Surfers Against Sewage” candidato da Smartwool. Obiettivo del progetto è quello di ampliare la comunità di attivisti a protezione delle coste che volontariamente prendono parte a iniziative quali pulizia delle spiagge (30 quelle in programma), incontri educativi e campagne ambientali contro il degrado marino, gli elementi chimici tossici, i cambiamenti climatici.

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Ph credits: Surfers Against Sewage

CATEGORIA NATURA - Le votazioni di questa categoria, supportata per il secondo anno da National Geographic Germany, si sono svolte tra il 24 febbraio e il 1° aprile. Sei i progetti candidati in questa divisione, che ha contato 28.608 voti. Vincitore il progetto sui Carpazi occidentali “Conservation of Large Carnivores, Hnuti Duha Olomouc” candidato da Rockpoint. Obiettivo di questo progetto è la protezione di grandi mammiferi carnivori (lupi, linci e orsi) che popolano le montagne tra la Repubblica Ceca e la Slovacchia. L’intenzione è dunque quella di migliorare le condizioni necessarie per la convivenza tra umani e animali installando recinti percorsi da energia elettrica intorno agli allevamenti delle pecore, monitorando le tracce degli orsi, vigilando sulla caccia illegale e l’uso di trappole, proteggendo i percorsi di migrazione dei grandi mammiferi, coinvolgendo la popolazione locale.


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Sotto i riflettori una delle più recenti tendenze che interessa diversi segmenti sportivi

Trend

Sempre più brand guardano all’apparel Da La Sportiva a Black Diamond, ormai tanti marchi hardware si avvicinano all’abbigliamento. Succede anche negli action sport, con K2 e Scott. A cura di MONICA VIGANò Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un cambiamento di rotta da parte di sempre più marchi finora specializzati in accessori e attrezzatura. Sono infatti diversi quelli che hanno deciso di ampliare i propri orizzonti e la propria offerta inserendo a collezione linee dedicate all’abbigliamento. SCI ALPINISMO FIRMATO LA SPORTIVA

Come abbiamo evidenziato negli scorsi numeri di Outdoor Magazine, uno dei casi più eclatanti di apertura all’apparel è rappresentato dal marchio italiano La Sportiva, che in occasione di Ispo 2012 ha presentato la sua prima linea super-tecnica dedicata allo sci alpinismo. L’intenzione di completare l’offerta con una gamma di capi è maturata nel 2008 con l’entrata nel settore dello sci alpinismo attraverso l’attrezzo (Stratos). Inoltre a livello strategico all’azienda era richiesto di completare la collezione con l’aggiunta di una proposta apparel. Uno sforzo affrontato grazie anche alla partnership con l’azienda coreana Samsung Cheil Industries nata di lì a poco. Il reparto R&D per l’apparel è composto da 5 persone: un product manager che si occupa dell’ideazione e dello sviluppo delle linee, un design director che si occupa dell’estetica e della funzionalità dei capi, una

Lorenzo Delladio, ad La Sportiva, indossa uno dei nuovi capi della linea apparel FW 2012/13.

product developer focalizzata sulla ricerca di materiali e sulla vestibilità dei prodotti, un production manager impegnato nella ricerca di fornitori e nella realizzazione dei prototipi e un fabric research manager che si occupa della costante ricerca di materiali, membrane, tessuti. Il team è guidato da un project coordinator dalla sede La Sportiva a Ziano di Fiemme, dove il magazzino è stato ampliato di 3.000 mq per far fronte alla nuova logistica. Tra i partner della linea apparel spiccano W.L. Gore & Associates, Polygiene PrimaLoft. È stata inoltre attivata la certificazione della filiera produttiva con marchio Blue Sign, che attesta il rispetto di importanti standard ambientali e sociali lungo la catena del valore dalla materia prima al prodotto finito. Top di gamma della collezione apparel è la tuta da competizione Stratos Racing Suit che garantisce leggerezza, ergonomia, libertà di movimento, proprietà stretch, guanti antivento integrati, cappuccio integrato con adattamento dinamico ai movimenti dell’atleta, fondo-gamba con adattamento rapido allo scarpone. L’azienda ha anticipato che a OutDoor 2012 presenterà la sua prima collezione apparel estiva. ASPETTANDO L’APPAREL BLACK DIAMOND Sempre nel segmento outdoor, si è aperto al mercato apparel il brand Black Diamond, che nell’ultimo anno ha provveduto a una forte ristrutturazione interna anche a livello di personale. Nel maggio del 2011 l’azienda ha dato il benvenuto a Tim Bantle (in foto), nominato direttore della divisione apparel. A questo inserimento è seguita ad agosto una riorganizzazione del team marketing che ha portato all’assunzione di Cheryl Knopp come design leader per l’abbigliamento, di Ajay Badiga come direttore dell’approvvigionamento e dello sviluppo per l’abbigliamento e di Jeff Nash come vice presidente nei servizi di supporto di ingegneria. Tutte queste modifiche rientrano nel Baseline Strategic Plan dell’azienda riferito al periodo fiscale 20112015. In questo periodo è prevista una crescita annuale delle vendite di categorie esistenti del 12,5% e investimenti negli uffici, nel visual merchandising, nel marketing al consumatore, nello sviluppo prodotto e nelle infrastrutture. Inoltre per l’autunno 2013 l’azienda intende lanciare un marchio di abbigliamento outdoor tecnico, dimostrando che sia l’abbigliamento che le calzature rappresentano un’importante opportunità di estensione del brand. Black Diamond crede infatti che entrambe queste categorie possano avere un positivo impatto sulla crescita per il prossimo decennio.

I partecipanti al La Sportiva Ski Test di gennaio, dove sono stati testati sul campo i prodotti da ski alp.

I PRIMI CAPI D’ABBIGLIAMENTO SCOTT

Considerando brand più trasversali e meno outdoor-oriented, è d’obbligo citare il caso di Scott Sports che a gennaio, al SIA Snow Show di Denver (Colorado), ha presentato una collezione tecnica di abbigliamento e attrezzatura. La nuova linea Mountain è dedicata a sciatori e snowboarder backcountry ma anche ad amanti dell’outdoor in cerca di abbigliamento tecnico e attrezzatura leggera. Larry Morton, executive vice president di vendite e marketing, ha dichiarato: “La nostra linea può soddisfare le esigenze di tutti. Comprende giacche in Gore-Tex Active Shell così come sci leggeri in carbonio e un nuovo casco da alpinismo”. Questa collezione è parte della crescente offerta outdoor di Scott che comprende abbigliamento da bike e casual oltre a scarpe da running. ARRIVERÀ NEL 2013 L’OUTERWEAR K2 SPORTS Alla stregua di Scott, anche K2 Sports ha confermato i rumors che volevano l’azienda impegnata nello sviluppo di un programma outerwear. Il brand, che nel 2012 festeggia il suo 50° compleanno, introdurrà a breve una linea di abbigliamento sportivo da uomo e donna che arricchirà la sua offerta attuale dedicata ad attrezzatura per all-mountain, park e backcountry. K2 ha già investito nel 2011 nell’assunzione di personale per completare il team dedicato al comparto apparel, con l’obiettivo di presentare capi d’abbigliamento per il 2013/14. In particolare Mark Valdez si è unito a K2 come direttore apparel. David Peterson, invece, è stato nominato category merchandising manager. Infine Diane Sheehan Egnatz è stata eletta senior outerwear developer. Anthony De Rocco, presidente e ceo di K2 Sports, ha dichiarato: “K2 è uno dei leader mondiali per merito di un’attitudine unica nel suo genere, di una mentalità orientata agli atleti e a un impegno nella costruzione di prodotti di elevata qualità. Standard che continuerà a rispettare anche con l’introduzione della linea di abbigliamento”. Tra i rider portavoce del nuovo K2 Outerwear spicca Eric Pollard, atleta, artista e regista fortemente coinvolto nella realizzazione e nei test di questa prima linea. “Sono felice di avere la possibilità di aiutare nella definizione dell’abbi-

gliamento K2”, ha commentato Pollard. “Lavorare ai capi fin dai primi passi è importante per creare prodotti di livello. Quando abbiamo presentato la linea, stavo lavorando al progetto già da quasi due anni”. K2 Sports ha firmato un accordo di licenza con W.L. Gore & Associates per collaborare allo sviluppo di prodotti in grado di assicurare un’ottima performance. L’azienda presenterà la collezione a dealer rappresentanti di oltre 60 paesi a partire da fine 2012.

QUIKSILVER APRE ALL’OUTDOOR Discorso a parte merita il brand action sport Quiksilver, la cui offerta abbraccia da sempre abbigliamento e attrezzatura. Per l’inverno 2012/13, il marchio ha presentato la Mountain Division e la sua prima collezione maschile, dimostrando quanto i marchi boardsport guardino con sempre più interesse al mercato outdoor. La nuova linea è stata ufficializzata nel corso del SIA di Denver e dell’Outdoor Retailer di Salt Lake City. L’azienda, che ha alle spalle 40 anni di esperienza nel disegno di prodotti per surf, skate e snowboard, ha deciso di applicare il suo knowhow al mondo outdoor creando una Mountain Division composta da capi di abbigliamento maschile raffinati ma al contempo performanti. La collezione è stata disegnata per offrire al mercato dell’active lifestyle un’alternativa outdoor perfetta per affrontare la montagna ma anche la città invernale. La linea include 16 capi che spaziano da giacche di isolamento a parka, felpe, bomber, giacche a vento e gusci con prezzi tra gli 80 e i 250 dollari. La collezione sarà disponibile in selezionati retailer outdoor e in negozi action sport a partire dal prossimo autunno. Da segnalare anche l’ingresso in Quiksilver di Clark Gundlach come senior vice president e general manager Winter Sports, che gestirà la Mountain Division. Oltre alle conferenze previste durante il SIA e l’Outdoor Retailer, l’azienda presenterà questa sua nuova sfida a New York, la prossima primavera. Infine, recentemente, Quiksilver ha anche presentato la sua prima linea Outerwear da donna completamente pensata per la montagna.


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Il 10 e il 24 marzo circa 190 appassionati hanno animato due giornate di sci alpinismo e beneficienza

Test sul campo

Snow Leopard Day 2012, anche l’Italia fa la sua parte Dopo il successo dell’evento all’Alpe Devero, l’iniziativa Dynafit ha fatto tappa a Racines. I due eventi insieme hanno consentito di destinare 1.200 euro alla salvaguardia del leopardo delle nevi. Dal nostro inviato a Racines ANdreA BrAGA

con sci e pelli. L’importante è partecipare ed essere protagonisti.

Per il terzo anno consecutivo Dynafit è sceso in campo a sostegno dello Snow Leopard Trust, associazione internazionale che dal 1981 si prodiga per la salvaguardia degli ultimi esemplari di leopardo delle nevi rimasti. Questo meraviglioso animale, inserito nella lista rossa della IUCN (International Union for Conservation of Nature) che racchiude le specie minacciate, vive sulle alte montagne dell’Asia e si insedia attorno ai 3.000 metri di quota. Dynafit si identifica in pieno con questo animale (come dimostra il logo del marchio) e, in qualità di partner del progetto, si è posta l'obiettivo di un sostegno a lungo termine. Sostegno che si concretizza nella realizzazione di una serie di eventi di sensibilizzazione e “fund raising”.

Il test prodotti – Durante gli eventi, i partecipanti possono anche testare l’attrezzatura Dynafit. A disposizione in esclusiva i modelli che saranno sul mercato solo a partire dal prossimo inverno come lo sci da freeride Huascaran, il modello racing PDG o la versione femminile di uno dei modelli di punta di quest’inverno, il Baltoro Woman. Spazio anche agli scarponi da sci alpinismo con la serie One e da free touring con il modello Mercury.

La raccolta fondi – Originali le modalità di raccolta fondi: ogni metro di dislivello positivo percorso dai partecipanti agli eventi di sci alpinismo organizzati viene convertito in euro (1 centesimo ogni metro) e devoluto in beneficenza. Non importa se si è principianti, professionisti, atleti d’elite o semplici appassionati delle alte quote

Le tappe 2012 – Quest’anno il programma degli eventi Dynafit dedicati allo Snow Leopard sono sette. Di esse due si sono svolti in Italia. Si è partiti il 10 marzo all'Alpe Devero, in Piemonte (foto a sinistra), dove si sono radunati oltre 120 sci alpinisti che hanno coperto 71.394 mt di dislivello, tramutati in ben 713,94 euro. Dopodichè è stata la volta di Racines, in Alto Adige (altre foto in pagina), che ha ospitato lo Snow Leopard Day il 24 marzo. E che ha visto anche Outdoor Magazine tra i partecipanti.

Report da Racines – Partito di buon’ora giungo a Racines, a pochi chilometri dalla conosciu-

ta Vipiteno, ben conoscendo l’obiettivo morale della giornata: completare come minimo una volta il percorso preparato dagli organizzatori, così da devolvere almeno “il minimo sindacale”. In verità mi aspetto che il percorso si snodi lungo le piste di risalita, o comunque nelle vicinanze degli impianti, ma giunto sul posto ho una bellissima sorpresa: la “gita” è vera, in ambiente! Subito mi reco allo stand dove vengo accolto da Luca Dragoni, direttore marketing Dynafit che con disponibilità e simpatia mi illustra l’evento e l’impegno di Dynafit nel progetto. Mi consegna anche i prodotti da testare: gli scarponi TLT 5 Mountain TF-X e un paio di nuovissimi ST Se7en Summits. Non sto più nella pelle. Lungo il tracciato ci sono già molti sci alpinisti. La giornata è bella e calda. Metto le pelli e inizio subito la salita. I cartelli illustrativi – Dopo i primi 300 metri esco dal bosco e la valle si apre. Nei pressi di un alpeggio trovo i primi cartelli illustrativi sull’operato dello Snow Leopard Trust. Metto la firma (che servirà per il computo metrico dei partecipanti) e ne approfitto per chiedere informazioni a un signore, anch’egli lì per l’evento. “Andiamo verso la Punta Bassa di Monte di Croce (Kleine Kreuzspitze), una classica della zona” mi spiega gentilmente indicandomi anche la vicina Cima Grande, più impegnativa e severa. Superati altri due punti illustrativi, giungo a un colle dove sono posizionati gli ultimi cartelli. Da lì alla cima il per-

corso è breve e, salito l’ultimo pendio, eccomi in vetta. Qui scambio qualche parola con dei simpatici ragazzi di Belluno e con Luca Dragoni, anch’egli lì a godersi la giornata. La discesa è rapida e gradevole, su buona neve anche nel bosco iniziale. All’arrivo mi aspetta un ottimo piatto di pasta in compagnia dello staff Dynafit e degli amici di Belluno, che chiude degnamente il mio primo Snow Leopard Day. Esito della tappa – L’evento di Racines ha permesso a Dynafit di raccogliere 484 euro grazie alla partecipazione di 70 persone che hanno coperto 48.400 metri di dislivello. Contando anche la tappa tenutasi all’Alpe Devero, i due eventi italiani hanno mosso 190 persone e hanno consentito di raccogliere un totale di 1197,94 euro. Proprio un ottimo risultato! I complimenti vanno a tutti gli sci alpinisti che hanno messo entusiasmo e voglia di partecipare. Ma anche a Dynafit per l’impegno profuso, sperando che questo sia un arrivederci.

I MATERIALI TESTATI DAL NOSTRO INVIATO ANDREA BRAGA TLT 5 MOUNTAIN TF-X Questo scarpone rappresenta la scelta vincente per i tour più lunghi e tecnici e con dislivelli importanti. Grazie alla suola corta e alla perfetta compatibilità con i ramponi, questo modello é adatto anche ai tour con difficili passaggi di arrampicata su roccia e ghiaccio. La lingua aggiuntiva Downhill Booster incrementa la rigidità frontale necessaria per affrontare le discese più ripide e tecniche. Il sistema Ultra Lock, derivato dal modello da gara Dynafit, oltre a garantire una rotazione del gambetto e una libertà di movimento ottimali, può essere rapidamente impostato sulla modalità walk o ski con un semplice gesto della mano. La versione Mountain, con gambetto in Pebax per un ottimo rapporto peso-prestazioni in discesa, è concepita per un gruppo target più ampio ed è disponibile con due tipi di scarpetta interna. Caratteristiche tecniche - Il modello pesa 1225 gr ed è disponibile nei colori white/green e nelle misure dalla 22,5 alla 30,5. Presenta scafo Grilamid, gambetto Pebac, leva Ultra-Lock-System. Propone inclinazione di 15° + camminata e rotazione del gambetto di 60°. Feedback Salita - La leggerezza nello sci alpinismo ormai è un fattore determinante e questo scarpone, con i suoi 1225 gr su un paio di misura 27,5, soddisfa

appieno questo requisito, molto gradito specialmente nella fase di risalita. L'ampia escursione del gambetto (60°) offre la possibilità di passi lunghi e un ottimo trascinamento dello sci, mentre la sagoma affusolata che evita volumi superflui garantisce precisione durante le inversioni e nei tratti tecnici, in traverso. Ad esempio negli ultimi metri sotto la cima è stato necessario utilizzare bene sia le pelli che le lamine. La forma dello scafo, ideale per chi ha piante larghe, è concepita per rimanere perfettamente adesa al tallone, allargandosi all’altezza dell’inizio delle dita. Discesa - La velocità di chiusura conferita dal sistema Ultra-Lock-System è davvero da elogiare. Non tanto per la rapidità in sé (io sono lontano dal mondo race), quanto per tutta quella serie di azioni spesso scomode e faticose per via di freddo, guanti o neve incrostata che generalmente occorrono per chiudere gli scarponi. Con questo modello, una volta selezionata la tacca di riferimento per il gancio superiore (e lo si può fare alla macchina), non bisogna fare altro che chiudere la leva e si ha anche già impostata la posizione di discesa. Nonostante i soli due ganci e il peso contenuto, quindi, lo scarpone garantisce un’ottima chiusura per una sciata sempre precisa e sicura.

ST SE7EN SUMMITS Questi sci sono perfetti per le vette più alte dei sette continenti, dove si trovano diversi tipi di neve e di terreno. Che sia sul ripido versante nord-orientale dell’Everest o sul monte Vinson in condizioni meteorologiche estreme, questo sci è pronto per ogni sfida. L’ampia sciancratura della spatola e il raggio ridotto della coda dello sci garantiscono un alto margine di errore e allo stesso tempo precisione su ogni tipo di terreno. Caratteristiche tecniche - Il modello pesa tra i 1080 e i 1420 gr ed è disponibile nei colori wood/white, wood/red con sciancratura da 110-78-97 a 113-80-100. Ha un raggio da 19/15 a 26/22 mt e presenta shell inferiore in fibra biassiale rinforzata in carbonio e shell superiore in fibra quadriassiale rinforzata in fibra di vetro. La soletta da competizione è in grafite e garantisce sciata perfetta e ottimo assorbimento degli impatti. Da ultimo l’anima è in legno di Paulownia ultraleggero con inserti in legno di faggio e bamboo.

Feedback Salita - Lo sci offre ottima tenuta di lamina nei traversi nonostante la sciancratura (abbastanza accentuata in punta, ma ridotta in coda) e precisione nelle inversioni. La sciancratura della punta non vincola in alcun modo la camminata. Lo sci è dedicato allo ski touring in generale, senza alcun limite per tracciati impegnativi e alpinistici. Il peso contenuto è solo l'ultima arma in più di questo eccellente attrezzo. Discesa - Come dice la presentazione Dynafit, questo modello garantisce un ampio margine di errore che ho testato personalmente. È dunque un attrezzo facilissimo da sciare e da condurre, persino su nevi complicate. La neve sul percorso per lunghi tratti era buona, ma ho incontrato alcune zone di crosta o con neve rotta o dura: sembrava non esserci differenza. Il ridotto raggio di curvatura inoltre conferisce allo sci rapidità di esecuzione della curva, per serpentine strette e divertenti. Questi sci sono dunque davvero adatti a tutti i terreni.


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Alla scoperta del telemark freestyle in compagnia di Daniele Girardi

Trend

L’emozione del tallone libero nello snowpark Una delle discipline sciistiche più antiche fa il suo ingresso su kicker e rail. Con camp, eventi e academy in collaborazione con TSE. A cura di SIMONe BerTI Il telemark: per tanti sciatori una tecnica antica, alcuni usano ancora il termine “vecchia”. Effettivamente è stata inventata a metà del 1800, ma ad oggi si sta sempre più riscoprendo e valorizzando: uno stile estremamente elegante, nonché uno dei più stimolanti e liberi che si possono affrontare sulla neve. Una disciplina che, seppur datata, è ancora arzilla, si è evoluta, ha stile ed è giovanile. Prova del fatto è data anche dalla sua riscoperta da parte dei freestyler, che hanno trovato nel tallone libero un nuovo modo di esprimersi nei park, realizzando trick unici e particolari. Abbiamo voluto saperne di più da Daniele “Lino” Girardi, maestro di sci specializzato in freeride, freestyle e telemark (sponsorizzato da K2, Crispi, TwentyTwo Designes e Tryonic Protections), oltre che allenatore di un team di ragazzi a Madonna di Campiglio, la Freestyle Academy. Grazie all'aiuto di Mariano Valcanover e Giuliano Pederiva di Telemark Snow Events (vedi box a fianco), sta cercando di spingere i telemarker nello snowpark. Iniziamo con un po’ di storia. Quando si è ricominciato a riscoprire questa disciplina? I primi a riscoprire il telemark sono stati gli americani, negli anni '70. Poi via via si è arrivati anche nel vecchio continente, a partire dalla Norvegia, dove ancora si vedono delle famiglie andare a fare spesa scendendo le colline, piegando il ginocchio e liberando il tallone, per continuare nei paesi a ridosso delle Alpi. In Italia, come per lo snowboard e lo ski freestyle, la riscoperta del telemark è arrivata a rilento, ma anno dopo anno sempre più amanti della montagna hanno voglia di provare nuove sensazioni, di distaccarsi dalla routine dello sci alpino. Ovviamente i materiali e la tecnica si stanno evolvendo, tanto che anche il tallone libero ha fatto il suo ingresso nello snowpark per affrontare box, rail, kicker, pipe e trick. Non è più solo per snowboarder, ma è coabitato da skiers. E ora gli skiers stanno mutando. Quando hai cominciato a “liberare il tallone” nel park? Ho iniziato a girare in park lo scorso fine stagione dopo una mattinata di pieghe in pista:

essendo un freestyler il richiamo del park è stato troppo forte. Ho iniziato ad attaccare i kicker che prima affrontavo con il pensiero “Cavoli, chissà com'è col tallone libero”. E sapete una cosa? É una figata, come d'altra parte il freestyle in generale. La crew con cui giro mi dava del pazzo, ma io ho sentito un ulteriore stimolo unito all'adrenalina che mi dava quando giro con gli attacchi normali. E quindi ho continuato a girare in park sia con gli uni che col tallone libero. Come si è sviluppata la tua collaborazione con TSE? Grazie a Mariano e Giuliano di TSE mi è stata data l'opportunità di inserire per la prima volta in Senales, durante il Telemark Opening, la possibilità di portare i ragazzi in park. L'obiettivo di TSE è quello di promuovere il telemark. Da parte mia, in particolar modo, nel park. Mi piacerebbe che altri che girano col telemark si facessero vedere o sentire (perchè so di non essere il solo) anche solo per una giornata di riding. Per gasarci un po' assieme. Anzi, colgo l’occasione per invitarli al Telemark Summer Camp, dal 26 giugno al 1 luglio. Cosa si prova a saltare in telemark? Le sensazioni sono diverse perchè nel fare trick col tallone libero lo stacco dai kicker è leggermente diverso. In primis non è sempre “uguale” a ogni uscita: essendo attaccato solamente nella parte anteriore del piede, puoi decidere di sfruttare anche quella libertà di alzare il tallone. Ma non sempre è regolare quindi la tua attenzione deve essere costantemente attiva e attenta a ciò che fai. Forse è proprio questo che mi piace: la consapevolezza di avere sempre il rischio, dato dal tallone libero, di “cannare” lo stacco è un valore aggiunto quando chiudi il trick. Spiegaci un po’ come cambiano le dinamiche nel park. In aria grazie ai nuovi attacchi moderni sia 75 mm che NTN lo sci non si stacca molto dallo scarpone quindi non vai a perderlo “a penzoloni” come molti mi chiedono quando mi vedono in park. Ma la possibilità di staccarlo: wow! Con i grab apri le porte a nuove possibilità di stile e figure. Già solo fare un truck drive portando il nose verso il petto cambia molto la figura del

TSE: UNA STAGIONE A TUTTO TELEMARK Sono passati ormai 5 anni da quando nel 2007 Mariano Valcanover e Giuliano Pederiva, insieme a un nutrito gruppo di amici, proponevano il primo raduno nazionale di telemark in Val Senales. Oggi questo appuntamento è diventato un punto fisso per i praticanti della disciplina che insieme a un numero veramente grande di eventi, circa trenta su tutto il territorio italiano, vivacizza le settimane e i week end di molte stazioni delle Alpi e degli Appennini, con l’obiettivo di promuovere e far conoscere la tecnica del telemark. Entusiasmo e allegria hanno contraddistinto gli appuntamenti dove TSE (Telemark Snow Events) ha proposto la sua attività, il piacere di riscoprire dei valori e dei concetti ormai dimenticati, di pari passo con il consenso degli operatori turistici che, riscontrando un ottimo servizio, si ripropongono per continuare nella collaborazione e motivano TSE a continuare su questa strada. 2011/12 I numeri della stagione 2011/12 sono molto positivi: circa 2000 test, di cui 1000 associati all’azione “telemark imprinting”, che equivale alle “istruzioni all’uso” dell’at-

grab e le sensazioni si amplificano ancora di più. Cosa non indifferente è affrontare i box e i rail. La precisione deve aumentare molto poiché se finisci per sbaglio sul nose non c'è il tallone bloccato che ti aiuta con la struttura dello sci, li ti chiudi a libro sul rail (sensazione provata e vi assicuro che non è carino picchiarci un ginocchio). Però anche qui il mondo dello slide si apre a nuovi trick. Poiché una struttura può essere affrontata in posizione telemark o addirittura in equilibrio sulle due punte (cosa che non sempre viene ma gasa un sacco). Anche nei sex change o switch up devi sempre tener conto che lo sci non è tutto quanto sotto il tuo piede, ma si può staccare.

trezzatura. Numeri che rappresentano un’ulteriore sorpresa per un inverno dove la neve ha penalizzato gli appassionati del fuori pista come sono i telemarker. Nonostante questo quasi tutti i duemila test sono stati fatti da neofiti o persone praticanti altri sport, nuova linfa quindi per la tecnica madre e nuovo entusiasmo per chi, con passione e coraggio, organizza e promuove il telemark in Italia. La stagione terminerà il prossimo giugno con l’appuntamento estivo in Val Senales, il Telemark Summer Camp, in occasione del quale verranno proposti corsi per bambini e adulti, clinic telemark, corso freestyle a tallone libero. 2012/13 Per la prossima stagione TSE, in collaborazione con le aziende di settore, proporrà un convegno Nazionale. I principali attori del settore potranno così confrontarsi per organizzare un’azione forte per un nuovo e concreto rilancio della pratica del telemark. Inoltre saranno presenti alla Fiera Skipass a Modena e riproporranno un calendario ricco di eventi. www.telemarksnowevents

Le maggiori difficoltà? La parte se vogliamo però più da tenere a bada e che cambia molto le sensazioni dal tallone fisso è l'atterraggio. Non tanto quando atterri in posizione forward (cioè normalmente) ma quando vai negli atterraggi in switch (cioè all'indietro). La precisione è fondamentale altrimenti il rischio di prendere una facciata sul landing è quasi assicurato se rimani troppo sbilanciato in avanti. Gli atterraggi possono essere chiusi sia a piè pari che in posizione telemark, spesso dipende proprio dalla precisione del trick o dall'atterraggio da gestire. Ma a parte questo, il resto è gasare. www.freestyleacademy.it


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La parola a Bernhard Kiehl, fabrics division sustainability leader di W.L. Gore & Associates

Focus on

Gore sempre più green grazie a bluesign I primi laminati Gore-Tex e Windstopper certificati rappresentano il 20% dell’intera offerta. Percentuale che probabilmente salirà al 50% il prossimo anno. A cura di MONICA VIGANò La sostenibilità è un tema sempre più importante nel mercato outdoor. E lo sa bene W.L. Gore & Associates, in prima linea sul fronte ecologico. Risale infatti al 1996 l’adozione dell’Oeko-Tex Standard 100 - inventato da circa 15 istituti tessili, rappresentanti di altrettanti paesi europei - per i suoi prodotti Gore-Tex e Windstopper. Nel 2010, poi, l’adesione agli standard bluesign (che certificano il lato ecofriendly dell’intera catena di produzione tessile) nei processi manifatturieri Gore ha portato l’attenzione al sostenibile dell’azienda a un livello superiore. Per la prima volta per l’inverno 2012/13 Gore è in grado di offrire al mercato una linea di Gore-Tex a due strati e laminati Windstopper che sono completamente certificati bluesign. Questo significa che perfino tutti i materiali tessili che Gore acquista dai suoi fornitori per realizzare i laminati rispettano gli standard bluesign e al contempo i rigidi parametri di qualità Gore. Di questa nuova “era verde” dell’azienda ci ha parlato Bernhard Kiehl, fabrics division sustainability leader per Gore dal 2009. Cosa comporta la conquista della certificazione bluesign? Lo standard bluesign avvicina tre tipologie di partner: marchi e rivenditori che forniscono beni confezionati, industrie tessili che propongono tessuti e fornitori di prodotti chimici che offrono composti chimici. Gore, in quanto fornitore di laminati tessili, è un partner manifatturiero. Tutti i siti produttivi Gore nel mondo dedicati alla creazione di tessuti funzionali hanno superato le valutazioni e hanno adottato gli standard bluesign. L’Oeko-Tex Standard 100 ha riconosciuto l’assenza di elementi chimici dannosi nei tessuti. Ora i tessuti approvati bluesign spostano questa attenzione all’ecologia a un livello superiore.

Rispettare gli standard buesign ha un costo che si riversa sul cliente finale? Una volta ottenuto il riconoscimento, occorre acquistare la licenza per utilizzare il marchio bluesign. Questo ha certamente un costo ma il riconoscimento consente di migliorare la catena produttiva e dunque di diminuire gli scarti e i materiali utilizzati. E questo compensa il costo della licenza. Quindi a lungo termine la certificazione bluesign ripaga l’investimento fatto per ottenerla. Non porta dunque a un giustificato aumento di prezzo del prodotto finito. In particolare cosa attesta questo riconoscimento? Questa certificazione indica che i tessuti Gore con membrana ePTFE sono realizzati responsabilmente nel pieno rispetto dell’ambiente e nella totale sicurezza dei lavoratori. Al contempo assicurano il massimo della sicurezza al con-

A PROPOSITO DELLE NOVITÀ PRESENTATE A ISPO 2012 La certificazione bluesign non è l’unico highlight dell’inverno 2012/13 di casa Gore. L’azienda ha infatti puntato in nuove direzioni soprattutto nell’elasticità e nell’animo active dei suoi prodotti.

CLASSE PRODOTTO

Resistenza

Pensate di adottare certificazioni similari anche sul fronte footwear? In realtà è molto difficile definire degli standard ecologici da applicare al segmento calzature ma non nascondo che in futuro non ci dispiacerebbe avere un laminato certificato bluesign per il nostro footwear. Questo riconoscimento cambierà il vostro approccio al prodotto? No. Il focus dell’azienda è e rimane sulla creazione di prodotti durevoli e performanti. Tra l’altro il fatto di proporre un capo durevole è di per se un atteggiamento eco-friendly. Se anziché comprare una giacca ogni due anni il cliente può usare la stessa per cinque anni, significa che l’azienda può ridurre la sua produzione e dunque anche i consumi e gli scarti. Il riconoscimento bluesign migliorerà il profilo ecologico dei nostri prodotti, che in primis però devono essere durevoli. Nessun cambio di strategia nemmeno a livello di marketing? I nostri piani di marketing si sono sempre focalizzati sul prodotto. Il riconoscimento bluesign non ci porterà a incentrare le nostre future campagne sull’ecologia. Che comunque riveste un ruolo importante nella nostra azienda. Infatti monitoriamo attentamente il nostro impatto ambientale registrando e valutando ogni immissione secondo un metodo scientifico. Chi gestisce le iniziative più ecologiche? Possiamo contare su un team dedicato. Ad esso si aggiungono a volte persone che lavorano in altre divisioni Gore e che danno il loro contributo volontario in iniziative eco-friendly.

Gestione sudore

Idrorepellenza

Resistenza al vento

tre all’elasticità e ai dettagli morbidi e sobri, i nuovi prodotti Gore-Tex tengono fede alla filosofia del brand: come tutte le produzioni Gore-Tex anche queste sono infatti durevoli nel tempo, resistenti a acqua e vento, traspiranti.

PRODOTTI “ALL WAY ELASTICS” L’elasticità e la libertà di movimento sono fattori chiave per valutare il comfort di un capo d’abbigliamento e soddisfano un’esigenza dettata dallo stile di vita cui siamo abituati. Essere flessibili è una caratteristica degli sport individuali. E si riflette perfettamente nei sei nuovi prodotti GoreTex “all way elastics”. Per l’inverno 2012/13, infatti, diversi clienti Gore tra cui Peak Performance, DKB e Powderhorn hanno presentato le prime proposte realizzate con laminati Gore-Tex elastici in ogni direzione. Questi capi innovativi assicurano una maggior mobilità in qualsiasi tipo di sport. Ol-

sumatore. Proporre capi con questa certificazione non significa solo che Gore adotta gli standard bluesign nei suoi processi produttivi, ma anche che i fornitori di materiale tessile offrono all’azienda prodotti anch’essi certificati bluesign. Stiamo promuovendo questo approccio ai nostri partner in tutto il mondo. Sono convinto che sempre più aziende di abbigliamento adotteranno gli standard bluesign nel proprio portfolio non appena Gore amplierà il proprio range di laminati certificati. Il nostro obiettivo è quello di avere la maggioranza di laminati Gore-Tex e Windstopper approvati bluesign entro tre anni. Al momento che percentuale dell’offerta di laminati Gore rispetta gli standard? Per l’inverno 2012/13 parliamo del 20% dei laminati Gore-Tex. Per la stagione 2013/14 questa offerta potrebbe aumentare al 50%, a seconda di quanti fornitori di tessuti Gore riusciranno ad ottenere la certificazione bluesign per i loro prodotti. Abbiamo un chiaro piano per incrementare la nostra offerta. Il raggiungimento di un accordo con un fornitore per aderire alle tecnologie bluesign e l’implementazione completa dello standard nella propria produzione richiedono in media due anni. L’aspetto ecologico dei nostri prodotti non riguarda solo durabilità, idrorepellenza, resistenza al vento e traspirazione ma anche l’adozione di pratiche di lavorazione sostenibili. Quali vostri clienti adottano anch’essi lo standard bluesign? Haglöfs, Patagonia e The North Face sono i nostri clienti più attivi sul fronte ecologico e sono tutti riconosciuti bluesign. Più di recente hanno aderito a questi standard Mammut e Burton (da segnalare che ultimamente anche La Sportiva, con l’entrata nel settore dell’abbigliamento tecnico da ski alp, è diventata bluesign member, ndr). Da parte nostra, c’è interesse a promuovere la certificazione ma non obblighiamo i nostri clienti a seguire le nostre orme. Tuttavia è indubbio che ci sia un numero crescente di marchi che aderiscono agli standard bluesign.

PRODOTTI “GORE-TEX PRO” E “GORE-TEX ACTIVE” Ogni amante dell’outdoor deve studiare il miglior outfit per una determinata attività in base alla funzionalità dei capi. Solo scegliendo il corretto abbigliamento è possibile ottenere la miglior performance in ogni situazione. “Ogni categoria di prodotto Gore-Tex è caratterizzata da una laminazione distintiva con determinati tipi di membrana, processo produttivo e scelta tessile. In ciascuna classe prodotto inseriremo una serie di innovazioni nei prossimi anni”, dichiara Thomas Kiebler, European marketing

leader di Gore. Rientrano nell’offerta i prodotti Gore-Tex Active e Gore-Tex Pro, le cui differenze sono evidenziate nello schema sopra:

e comfort. La performance è anche agevolata da un taglio aderente e da un design minimalistico.

- Gore-Tex Active: i capi di questa categoria si rivolgono a mountain bike, trail running, ski touring, speed mountaineering e altre attività ad elevato sforzo aerobico. I prodotti realizzati con tecnologia Gore-Tex Active sono costruiti per garantire la massima traspirabilità e sono ideali per attività diurne dall’elevato impegno aerobico. Tutti i componenti assicurano la miglior gestione del sudore per garantire traspirabilità

- Gore-Tex Pro: i prodotti di questa categoria sono disegnati per chi trascorre molto tempo all’aria aperta in condizioni estreme. I capi con tecnologia Gore-Tex Pro assicurano resistenza e sono ideali per un uso continuativo ed estremo. Tutti i componenti garantiscono durabilità del capo. Tutti i capi rientranti in questa categoria sono sottoposti ai rigidi test ideati da Gore.


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SOTTO I RIFLETTORI IL BLUESIGN STANDARD: METODO DI ANALISI E CRITERI DI VALUTAZIONE

Produttività della risorsa L’obiettivo di Bluesign Technologies AG, società indipendente svizzera, è quello di certificare produttori che per la fabbricazione e la finitura di fibre naturali e sintetiche utilizzano prodotti che rispondono a rigidi criteri. Questa società monitora l’intero processo di produzione e suggerisce eventuali componenti alternativi, equivalenti e non nocivi sulla base del principio Best Available Technology (BAT, in questo caso Best Available Internal Technology perché viene valutata e ottimizzata una tecnologia già interna all’azienda monitorata). Bluesign Technologies AG non solo segue i più rigidi standard ambientali del mondo ma applica anche un suo parametro di valutazione del rischio per la protezione del consumatore e dell’ambiente e per la sicurezza sul posto di lavoro. Pertanto questa società offre ai suoi partner una garanzia di sicurezza ambientale e produzione non nociva, oltre a creare trasparenza per il business, il cliente e il pubblico.

Emissioni nell’aria QUALITÀ E GESTIONE DEL COSTO La continua ottimizzazione di processi operativi e di produzione attraverso la valutazione bluesign porta alla massima efficienza di costo. Promuove inoltre uno sviluppo a lungo termine per fornitori chimici, aziende manifatturiere, retailer e marchi. L’ambiente e la salute diventano così pilastri importanti per una strategia aziendale di successo.

FUNZIONE E APPROCCIO Lo standard bluesign si basa su cinque principi di sostenibilità (foto sopra): produttività della risorsa, emissioni nell’aria, sicurezza sul posto di lavoro, emissioni nell’acqua e sicurezza del consumatore. Per fare ciò, utilizza l’approccio “gestione degli input”. Il focus non è sul prodotto finale ma sui componenti individuali che entrano nel processo produttivo. L’approccio non riguarda solo le materie prima ma anche il consumo di risorse. Questo garantisce l’uso di ingredienti non nocivi durante ogni

Sicurezza sul posto di lavoro fase intermedia del processo, che risulta così pulito ed efficiente e porta a un prodotto finale completamente certificato.

Emissioni nell’acqua tre ai principi di sostenibilità, i partner di sistema si attengono anche a criteri riguardanti la responsabilità sociale nel rispetto dell’iniziativa internazionale UN Global Compact.

CRITERI PER SYSTEM PARTNERS Lo standard bluesign prescrive diversi criteri che si suddividono tra criteri per system partners e criteri per materiali applicati. Quelli per i partner di sistema seguono il principio BAT. Pertanto lo standard bluesign considera le tecnologie disponibili e individua le migliori procedure per definire una produzione che usi il minor numero di risorse. Di conseguenza i macchinari già esistenti vengono utilizzati in maniera più efficiente e i processi già adottati sono ottimizzati. In questo modo viene massimizzato il potenziale del partner senza trascurare l’aspetto ecologico o tecnologico. Obiettivo di questa categoria di criteri è quello di sviluppare e migliorare l’efficienza ecologica interna senza compromettere funzionalità, qualità o design. Ol-

CRITERI PER MATERIALI APPLICATI I criteri per materiali valutano i rischi complessivi e determinano i valori sostenibili e accettabili del prodotto finale oltre ai valori degli elementi chimici utilizzati nella sua realizzazione. I dati eco-tossicologici vengono tradotti in una valutazione comprensibile che fornisce immediate informazioni su ciò che deve essere considerato quando si utilizza un prodotto chimico. Così i componenti nella categoria blu rispettano tutti i criteri dello standard bluesign. Quelli con valutazione grigia devono essere usati nel processo produttivo solo in certe condizioni. Da ultimo i componenti neri non incontrano lo standard bluesign.

Sicurezza del consumatore tare del mercato tessile è caratterizzato da tecnologie sicure, risorse sostenibili e sicurezza del consumatore. Le principali aziende del mercato ne sono consapevoli e rispettano standard e valori che tutelano l’ambiente, la salute e la sicurezza del consumatore. Quelle aziende che offrono prodotti non nocivi per uomini e ambiente sono quelle che controllano il futuro dell’intero business tessile. L’adozione dello standard bluesign è un chiaro passo in questa direzione.

VISIONE DEL MERCATO Il cammino verso un futuro salu-

www.bluesign.com


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Dopo l’esordio estivo, conclusa la prima edizione invernale dell’evento sportivo multidisciplinare

Eventi

Pronti, partenza, via! Lo start della prima tappa sulle Dolomiti.

Un bel salto durante la prova di skicross.

Rewoolution Winter Raid doppio successo sulla neve Ben 25 team si sono sfidati in ognuna delle due tappe (Dolomiti e Livigno). In palio un viaggio in Nuova Zelanda offerto dal brand italiano di active wear. A cura di SIMONe BerTI Due tappe indimenticabili e lo spettacolo delle alpi nostrane. Si è conclusa l’1 aprile la prima edizione del Rewoolution Winter Raid, l’evento sportivo multidisciplinare che, dopo l’esordio estivo ai primi di ottobre sul Lago di Garda, ha proposto il divertimento del raid anche sulla neve. Due gli appuntamenti, due i successi: sulle Dolomiti (18 marzo) e a Livigno (1 aprile). I partecipanti hanno dovuto affrontare le insidie e le difficoltà del territorio in un’avventura unica, capace di mettere alla prova lo spirito di squadra di ognuno di loro. I team infatti, formati da 3 persone, hanno messo in evidenza le proprie abilità su neve in diverse e numerose prove speciali, dallo slalom gigante allo skicross, fino al freeride, al freestyle e al chilometro lanciato, passando per salto su materassone gonfiabile e planata sull’acqua. Unico strumento guida il Road Book, attraverso il quale scegliere cosa affrontare e in che sequenza, cercando di selezionare il percorso migliore e di scovare i numerosi Check Point disseminati sul territorio. Il tutto nel tempo limite stabilito. Punti supplementari potevano essere ottenuti attraverso il Photo Contest. In palio un viaggio in Nuova Zelanda offerto da ZQ in collaborazione con Rewoolution per il team al vertice della classifica globale nelle due tappe. Un altro viaggio è stato estratto a sorte, solo per i team che hanno preso parte

a entrambi gli appuntamenti. Un’occasione unica per visitare la sede degli allevamenti di pecore dell’azienda italiana specializzata nell’active wear in lana merino. DOLOMITI La prima tappa ha avuto luogo ai piedi delle Dolomiti, la cornice più bella per questo esordio. I 25 team iscritti, dotati di sci, telemark e snowboard, si sono dati appuntamento il mattino del 18 marzo presso il Race Office di Plan de Gralba, Road Book in mano alla partenza. Il “territorio di caccia” era compreso in 5 suggestive valli: Val Gardena, Val di Fassa, Alta Badia, Arabba e Marmolada. Sul gradino più alto del podio sono saliti, per la categoria pro, il team Italian Cowboys (composto da M. Murer, D. Schmalzl, A. Martini), che ha completato il percorso totalizzando 27.500 punti, mentre per la categoria amatori il team Spia Shop (M. Mazzola, A. Pilloni, E. Fornoni) che ha invece raccolto ben 27.750 punti. Un primo passo importante per i ragazzi di Italian Cowboys, che hanno fin da subito mostrato il loro valore ponendosi in pole position per il premio finale. LIVIGNO Per la seconda e ultima tappa dei Rewoolution Winter Raid l’appuntamento era a Livigno, l’1 aprile. All’appello hanno risposto 24 team, pronti a sfidarsi sulle nevi dei comprensori Carosello 3000 e Mottolino, seguendo lo stesso format adottato nel corso

Un’occhiata al Road Book per decidere il percorso migliore.

della prima tappa. Una splendida giornata ha accolto i partecipanti ai nastri di partenza nel centro del paese, in attesa dello start. Le discipline e le prove speciali previste erano le medesime, integrate ancora una volta dal photo contest e dai Check Point disseminati sui due comprensori, tutti più o meno accessibili. Alla fine della giornata, come spesso succede, i forti si riconfermano. Infatti anche a Livigno sono stati i team Italian Cowboys (M. Murer, D. Schmalzl, A. Martini), per i pro, e Spia Shop (M. Mazzola, A. Pilloni, E. Fornoni), per gli amatori, a piazzarsi al primo posto nelle rispettive categorie, totalizzando 25.750 punti il primo e 24.500 punti il secondo. Un dominio incontrastato. Così, alla premiazione finale, non restava che scoprire il team estratto a sorte per vincere il secondo viaggio in Nuova Zelanda con visita agli allevamenti Rewoolution. Il trio baciato dalla fortuna è stato Ciumbarumba.

Con la proclamazione dei vincitori si è chiusa così la sessione invernale dei Rewoolution Raid. L’active wear brand italiano, specializzato nella lana merino, dà appuntamento alle prossime due tappe estive che, sempre in fantastiche località outdoor, vedranno gli atleti affrontare nuovi percorsi e diverse discipline.

CLASSIFICA TAPPA DOLOMITI PRO 1° ITALIAN COWBOYS (M. Murer, D. Schmalzl, A. Martini) - 27.500 pt 2° BATPIN (M. Riz, T. Cardelli, L. Cristian) - 26.250 pt 3° POW POW (A. Radetti, M. Trevisan, M. Draghi) - 24.500 pt

AMATORI 1° SPIA SHOP (M. Mazzola, A. Pilloni, E. Fornoni) - 27.750 pt 2° SCIARE MAG TEAM (C. Cabiati, P. Boldrini, F. Mocnick) - 24.250 pt 3° LAURIN (G. Giorgi, N. Giorgi, C. Giorgi) - 21.750 pt

CLASSIFICA TAPPA LIVIGNO PRO 1° ITALIAN COWBOYS (M. Murer, D. Schmalze, A. Martini) - 25.750 pt 2° I TRANSUMANTI (N. Zarattini, M. Cusini, J. Giacomelli) - 23.250 pt 3° ROCK’N ROCK (L. Albrisi, R. Marzucchi, G. Rizzi) - 20.750 pt

AMATORI 1° SPIA SHOP (M. Mazzola, A. Pilloni, E. P.Fornoni) - 24.500 punti pt 2° SCIARE MAG TEAM (C. Cabiati, P. Boldrini, F. Mocnick) - 22.500 pt 3° TELEMONTENEVE DREAMING NZ (A. Giacomelli, F. Silvestri, L. Pedrana) 22.000 pt

www.rewoolution.it www.rewoolutionraid.com

Non sempre i check point sono raggiungibili con gli impianti di risalita.

Uno scatto al check point e 500 punti in saccocia.


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REWOOLUTION EXPERIENCE TOUR

Il team Italian Cowboys vincitore di entrambe le tappe, premiato alla prima sulle Dolomiti.

In volo sul materassone gonfiabile.

In occasione della tappa d’apertura ha preso il via anche il Rewoolution Experience Tour, un itinerario emozionale con lo scopo di far toccare con mano i benefici e le qualità dell’innovativa linea di abbigliamento realizzata in pura lana Merino, firmata Rewolution e totalmente Made in Italy. Un gonfiabile promozionale ha perciò accompagnato le due tappe del raid per dare maggiore visibilità a immagine e prodotti Rewoolution. All’interno dell’igloo era infatti esposta la collezione ed era possibile poi effettuare tre test di prodotto (sun effect test, smell test, blind test). Contemporaneamente venivano proiettati dei video sugli allevamenti in Nuova Zelanda, sul consorzio lana ZQ e sui processi di lavorazione che portano a realizzare il prodotto finito. A completare questo forte legame tra Italia e Nuova Zelanda, era offerto un aperitivo a base di degustazione di prodotti tipici italiani uniti a vini neozelandesi. Il Rewoolution Experience Tour, partito giovedì 15 e venerdì 16 marzo in Alta Badia, si è poi spostato in Val Gardena, campo base del primo raid, per poi seguire a Livigno (31 marzo/1 aprile). Chumbarumba e Italian Cowboys, premiati con il viaggio in Nuova Zelanda.

Un team di giovani promesse.

Un simpatico vichingo posa tra le nevi di Livigno per qualche punto bonus.

In alto la prova di chilometro lanciato. A destra slalom gigante.

A PROPOSITO DI .... Nato dal know how e dall’esperienza di una delle più importanti e storiche aziende del distretto della lana biellese, il gruppo Reda, il brand activewear Rewoolution si è affacciato sul mercato sportivo outdoor lo scorso inverno. L’obiettivo del giovane marchio è quello di affermarsi e di imporsi all’attenzione di operatori e consumer grazie a qualità, elevate performance e spiccata sensibilità eco-friendly. Oltre che, ovviamente, a eventi di grande richiamo come il Garda Lake Raid e i Winter Raid.

Nuova Zelanda (Reda è proprietaria di 30mila ettari di territorio) e certificata Zque (indica che gli animali sono allevati secondo certi criteri e che la terra è coltivata secondo determinati parametri). Il marchio segue una filiera controllata e guidata dal principio di sostenibilità che comporta non solo la tutela dell'ambiente, ma soprattutto un costante controllo qualitativo al fine di ridurre al minimo l'impatto ambientale.

100% OIL-FREE

I capi Rewoolution sono anzitutto confortevoli, non pungono sulla pelle e sono caratterizzati da una naturale morbidezza ottenuta grazie all’unicità e alla finezza della fibra utilizzata (17,7 micron di diame-

Si tratta di un marchio di active-wear “100% Oil-Free”: i capi sono realizzati con pura lana Merino biodegradabile proveniente da pecore allevate nelle fattorie in

LA FIBRA

Uno snowboarder si esibisce nella prova di planata sull’acqua.

tro), risultato del più evoluto mix di innovazioni e tecnologie di finissaggio e all’innovativo sistema di filatura Compact³. Grazie a un’applicazione inedita nel mondo dei filati, ossia uno speciale sistema di cucitura denominato “tre aghi”, le cuciture risultano più nitide e leggere, dotate di grande elasticità e resistenza. La complessa struttura della fibra Rewoolution garantisce un alto potere assorbente (oltre il 35% del suo peso, contro il 5% di una fibra sintetica) che permette di asciugare più velocemente il sudore impedendo la formazione di cattivi odori. Inoltre presenta un livello di traspirabilità eccellente. La lana Merino infatti risponde attivamente alle fluttuazioni della temperatura corporea, assicurando così una perfetta termorego-

lazione. Lo scambio di calore tra corpo e ambiente è agevolato dal numero di fibre contenute nel filo che, assorbendo una maggiore quantità di sudore, riducono l’umidità della pelle e favoriscono un naturale e costante equilibrio termico. La lana non isola solo dal freddo, ma anche dal caldo e uno degli obiettivi di Rewoolution è di far riscoprire l'elevato potere di isolamento termico delle fibre in lana Merino. A parità di peso la lana è più performante di 2-4 gradi rispetto a qualsiasi altro filato. Si possono fare fibre sintetiche più cave o più performanti ma non si possono in assoluto replicare le stesse caratteristiche della lana Merino naturale. A tutto questo si aggiunge un ulteriore valore assoluto, il Made in Italy.

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Nel 2011 oltre 200 società sportive, 100 gare in Italia, 5 comitati regionali, 13mila tesserati e 200mila praticanti

Speciale / Intro

Ph credits: Claudia Ziegler

Arrampicata, la FASI dà i numeri... Per il 2012 prevista una crescita del 10% di società e del 20% di tesserati. Buone nuove anche dagli eventi e dai centri indoor, sempre più strategici. A cura di MONICA VIGANò e BeNedeTTO SIrONI

in un vero e proprio Festival (vedi a pag. 28).

IL CLIMBING IN NUMERI - L’importanza dell’arrampicata è dimostrata dai numeri registrati dalla FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana), secondo la quale nel 2011 si contavano oltre 200 società sportive, 100 gare organizzate in Italia, 5 comitati regionali, 13mila tesserati e circa 200mila praticanti amatoriali. Numeri che ci si aspetta crescano nel 2012 del 10% sul fronte società e del 20% in termini di tesserati (grandi in questo senso i contributi da parte di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto). Sempre parlando di tesserati, rappresentati per il 90% da atleti e per il 10% da agonisti, sono importanti le presenze nei vari eventi promossi dalla Federazione. In media, secondo il responsabile comunicazione e marketing Antonio Ungaro, partecipano alle gare giovanili e a quelle regionali circa 50 atleti, mentre sono circa 100 gli iscritti a ogni appuntamento nazionale. Da ultimo ricordiamo che il potenziale di riferimento della FASI e in generale del climbing in Italia riguarda circa 500mila persone. NOVITÀ DALLA FEDERAZIONE - Il crescente interesse nei confronti dell’arrampicata è dimostrato anche dai passi in avanti compiuti dalla FASI che, in attesa di un riconoscimento da parte del CONI dello status di Federazione Sportiva Nazionale, ha ottenuto a inizio 2011 il riconoscimento da parte del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) di Disciplina Sportiva Paralimpica. Tra le manovre più recenti, oltre all’apertura di un canale YouTube dedicato, spicca la nomina di un nuovo tecnico della nazionale maggiore (Marco Ronchi) in carica da fine 2011. Marco, che va a sostituire Gian Paolo Scialpi e lavora dal 1992 come istruttore di arrampicata presso il centro di addestramento alpino di Moena della Polizia di Stato, si occuperà della gestione delle squadre nazionali assolute. Per la prima volta la FASI, grazie anche alla disponibilità del corpo della Polizia, può disporre di un tecnico che lavora a tempo pieno a questa funzione. Novità anche sul fronte competizione, con nuovi regolamenti di gara e dell’internazionale lead, oltre a nuove regole per l’accesso alle nazionali e un nuovo statuto. Da ultimo ricordiamo che in base a un protocollo d’intesa CONI e Ministero della Pubblica Istruzione, l’arrampicata fa parte del programma di “alfabetizzazione motoria” delle scuole

Ph credits: La Sportiva

Ha un grandissimo potenziale, che abbraccia sia la montagna che la città. Questa sua capacità di reinventarsi e di adattarsi a climi e panorami la rendono una delle attività più brillanti e dinamiche del mondo outdoor. Crisi o non crisi, l’arrampicata c’è ed è destinata a consolidarsi ulteriormente. Certo anche considerando tutte le sue accezioni (dallo street all’indoor climbing) in Italia ancora non ha raggiunto i grandi numeri di paesi quali Francia e Germania, ma comunque anche i dati iniziano ad essere interessanti. Con una prospettiva olimpica, visto che è entrata nella short list delle discipline che nel 2013 si contenderanno un posto nel programma delle Olimpiadi 2020. In questo articolo concentriamo l’attenzione sulla FASI e i suoi numeri, senza dimenticare tutto il resto (molti altri spunti li trovate nelle prossime pagine). primarie, riconoscendo così definitivamente il valore educativo di questa disciplina. Tra le altre iniziative “non agonistiche”, la FASI promuove diverse attività, dai Campionati studenteschi e universitari alla Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, senza dimenticare i Campionati Italiani Vigili del Fuoco. Tutte manifestazioni che hanno contribuito a costruire un rapporto sempre più stretto con Enti locali, territorio e persone. GLI IMPEGNI DELLA FASI - La Federazione, che ha all’attivo anche la rivista “Sport Arrampicata” con due uscite annuali, è protagonista di diverse iniziative. Periodicamente, ad esempio, organizza corsi per istruttori di livello 1, 2 o 3. Partecipa poi a diversi convegni oltre a patrocinare eventi e circuiti. In particolare, parlando di Calendario Nazionale 2012 Senior, si conteranno 5 prove di Coppa Italia Boulder, 5 prove Lead e 4 prove Speed. Per quanto riguarda invece i Campionati Italiani, il 20 e 21 ottobre all’Aprica si celebreranno quelli Lead mentre si attende la conferma delle date e delle località per le specialità Boulder e Speed. Sul fronte mondiale non mancherà poi il circuito di Coppa del Mondo e l’appuntamento con i Campionati Mondiali. È stata cancellata la tappa del mondiale di Milan Climbing, che ha esordito nel 2011 in qualità di prima tappa di Coppa del Mondo di Arrampicata Sportiva. Allo stesso modo il comitato organizzatore del Rock Master di Arco non prevederà più l’IFSC Climbing World Championship che aveva anche ospitato il Campionato Mondiale Paraclimbing. Tuttavia non mancheranno novità nel celebre Rock Master, che grazie a un nuovo format si trasformerà

DUE PAROLE SUL PARACLIMB - A proposito di disabilità, non possiamo non ricordare l’impegno profuso dalla FASI su questo fronte a partire da un distinguo: gli eventi special climb sono dedicati a disabili mentali mentre gli appuntamenti paraclimb sono per atleti con disabilità fisiche. Un consistente numero di disabili in questi anni si è avvicinato all’arrampicata, al punto che la disabilità è entrata a far parte della storia stessa della Federazione. Così, al di là del riconoscimento della disciplina da parte del CIP (vedi sopra), la FASI può contare su alcuni dirigenti che sono anche paratleti (tra tutti il delegato regionale della Toscana Alessio Cornamusini e il CT della Nazionale Paraclimb Maurizio Marsigli). Riprendendo il discorso del Campionato Mondiale Paraclimbing ospitato ad Arco nel 2011, che ha attirato 35 atleti in rappresentanza di 10 nazioni, come non ricordare le lodevoli performance della Rappresentativa Azzurra. Un team che l’ha decisamente fatta da padrona sia in termini numerici che di medaglie, conquistando 4 medaglie d’oro, 4 d’argento e 3 di bronzo. L’Italia nel complesso ha terminato al primo posto per numero di medaglie vinte, al terzo nel medagliere se si contano i titoli conquistati alle spalle di Spagna e Russia. Questi risultati sono stati ottenuti con 7 differenti atleti (Matteo Stefani, Silvia Parente, Matteo Masento, Alessio Cornamusini, Simone Salvagnin, Oliviero Bellinzoni, Matteo Alberghini) a dimostrazione che il gruppo è competitivo e non si affida solo a uno/due campioni. Da segnalare anche il supporto del Campionato Italiano e della Coppa Italia di arrampicata paralimpica (che riunisce special e para climbing). Quest’ultima quest’anno conterà in tutto 5 tappe e prevede la partecipazione a ognuna di esse di circa 40 atleti. Da ultimo gli atleti FASI parteciperanno ai Campionati del Mondo Paraclimb, previsti a Parigi intorno a metà settembre. LA PARTECIPAZIONE GIOVANILE - Sempre dalla FASI vengono alcune considerazioni sul coinvolgimento delle giovani leve nel mondo arrampicata. Si parte con la recente suddivisione dell’attività giovanile riservata agli under 20 in 9 macroaree spesso corrispondenti con un’unica regione. Queste macroaree partecipano alle fasi di selezione e qualifica fino alle finali che consentono di identificare quegli atleti che avranno accesso ai Campionati Italiani Giovanili. La stagione 2010/11 in particolare ha visto la partecipazione di 44 città a competizioni federali. Nella sola fase di qualificazione sono state 92 le gare disputate, divise per 48 eventi per le ca-

tegorie U12 e 44 eventi per l’U20. Oltre 1300 (quasi il 10% di crescita) gli atleti partecipanti a queste selezioni, il che evidenzia la forte crescita del movimento, resa possibile dalle società FASI che sempre più credono e investono nei settori giovanili (113 nel 2010/11). Significativo che di queste società ben 74 raggiungono l’evento apice della stagione, ovvero le finali nazionali, almeno con un atleta. Altro elemento significativo è dato dalla percentuale degli atleti che hanno partecipato ad almeno due prove (oltre 71%) a dimostrazione di un interesse per le gare che non è più legato solamente alla palestra in cui ci si allena. Per quanto riguarda la partecipazione numerica, è da notare il fatto che la presenza femminile è quasi il 50% del totale fino alla categoria Under 14, per poi crollare nelle categorie Under 20. Interessanti anche i dati qualitativi, con 17 regioni su 21 che ottengono almeno un podio. Primeggia l’Alto Adige come numero di medaglie, mentre l’Emilia-Romagna ottiene il maggior numero di qualificati per le finali. Il Centro Sud piazza oltre 60 atleti in finale, mentre il Piemonte ottiene risultati di eccellenza nonostante il basso numero di atleti. I giovani parteciperanno poi al circuito di Coppa Europa e ai Campionati del Mondo previsti a Singapore ad agosto. ALLARGANDO LA VISUALE - Oltre agli eventi di caratura nazionale e internazionale che coinvolgono più o meno direttamente la Federazione, il climbing può contare su una serie di appuntamenti indipendenti altrettanto importanti, se non di più. Oltre al già citato Rock Master, tra tutti spicca il Melloblocco, il più importante raduno mondiale di arrampicata bouldering organizzato in Val Masino che quest’anno dal 3 al 6 maggio festeggerà la nona edizione con alcune belle novità. Su questo numero inoltre abbiamo posto l’attenzione anche ad altre iniziative ed eventi degni di nota (trovate tutto nelle prossime pagine). Con punte goliardiche, come nel caso del circuito Bloccati nella Nebbia, passato da un centinaio a quasi 500 iscritti nel giro di pochi anni. Solo una delle tante iniziative che coinvolgono i centri indoor, sempre più protagonisti nella promozione dell’arrampicata. Tra i più attivi c’è senza dubbio il King Rock di Verona, una delle palestre più grandi d’Italia che quest’anno ha inserito a calendario l’originale evento Boulder fino alla fine del mondo (news a pagina 26) per esorcizzare la profezia Maya. Anche sull’arrampicata indoor Outdoor Magazine sarà sempre più attento e vi terrà aggiornati su alcuni dei centri più importanti d’Italia, sulle nuove aperture e sulle iniziative.


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Speciale / News L’intimo ASA tra testimonial e sponsorship nel mondo climbing Nata nel 1988, ASA Carpi produce tessuti a maglia per abbigliamento puntando su tecnologia, ricerca delle materie prime, lavorazioni diversificate e vocazione alla qualità. Questo ha permesso di produrre tessuti spaziando dal prodotto biologico a quello ipoallergenico. Nel 1992 sono iniziati studi e test sull’anti-staticità dei materiali con l’inserimento della fibra di carbonio in soluzione continua. Nel 2005, invece, viene inserita la tessitura seamless che spinge l’azienda a investire nell’underwear. Nel 2008 inizia la produzione di abbigliamento in polipropilene fibra

cava e fibra di carbonio in soluzione continua. Infine nel 2011 la collezione si amplia con l’introduzione della lana merino extra fine. Quest’ampia offerta soddisfa le necessità di chi pratica attività fisica intensa ed è per questo la scelta principale di numerosi atleti professionisti. Tra essi spicca il climber Jacopo Larcher (foto a destra), testimonial del brand e grande promessa dell’arrampicata nazionale. Una disciplina che il brand segue in prima persona, come dimostra anche la sponsorizzazione tecnica del circuito Bloccati nella Nebbia (vedi articolo a pagina 30).

Monique Forestier del team Scarpa scala Fish Eye (8c) Dopo l’8b+ dello scorso ottobre realizzato in Verdon, la 39enne australiana Monique Forestier ha recentemente asceso la difficile linea Fish Eye, con difficoltà massima 8c, una delle pochissime ragazze al mondo a riuscirci. Con orgoglio ha pubblicato sul suo blog la notizia. La via Fish Eye si presenta come una parete leggermente strapiombante, con prese piccole, che richiede un’elevata resistenza e movimenti molto precisi dei piedi. Monique l’aveva già provata lo scorso anno, ma dopo i primi 28 metri saliti a regola d’arte ha dovuto rinunciare per la pioggia. Solo l’ottavo tentativo ha portato l’atleta dritta alla cima della parete. www.moniqueclimbs.com.au

In Slovenia e Austria la 2a e 3a tappa di Coppa del Mondo boulder Shauna Coxsey e sull’austriaca Anna Stöhr. L’italiana Jenny Lavarda ha chiuso in 25a posizione. La tappa viennese ha visto nuovamente il trionfo di Rustam Gelmanov, davanti al connazionale Dmitrii Sharafutdinov e all'atleta di casa Kilian Fischhuber. Il migliore degli azzurri è stato ancora Lucas Preti, ventisettesimo. Nessuna azzurra ha invece preso il via alla gara femminile, conquistata dalla giapponese Akiyo Noguchi davanti a Mina Markovic e alla statunitense Alex Puccio. La Coppa del Mondo resterà in Austria per il prossimo appuntamento, la quarta tappa, in programma a Innsbruck il 18 e 19 maggio.

Il 21-22 aprile a Log Dragomer, Slovenia, e il 27-28 aprile a Vienna si sono svolte la seconda e terza tappa della Coppa del Mondo boulder (la prima ha avuto luogo in Cina, a Chongqing, il 13-14 aprile). L’appuntamento sloveno ha registrato il successo del russo Rustam Gelmanov, davanti all’austriaco Kilian Fischhuber e al tedesco Thomas Tauporn. Solo quarto il campione del mondo in carica Dmitrij Sharafutdinov. Primo degli italiani Lucas Preti, 18° e unico azzurro approdato alle semifinali. Poco brillanti gli altri climber nostrani. Tra le donne il successo è andato alla padrona di casa Mina Markovic, che ha avuto la meglio sulla britannica

Inaugurata alla Way Out di Milano la Coppa Italia d’arrampicata

Sabato 14 e domenica 15 aprile si è ufficialmente aperta la stagione della Coppa Italia con la prima prova della specialità boulder, tenutasi all’interno della palestra Way Out di Milano. Una due giorni con qualifiche open e gara amatoriale il sabato, gran finale di domenica. Più di 120 iscritti complessivi (un numero alto, a testimonianza del crescente interesse) si sono presentati per mettersi alla prova sui blocchi tracciati da Enrico Baistrocchi e Cristian Brenna, sotto gli occhi attenti del presidente di giuria Carlo Beltrame e del direttore di gara Alessandro Valorei. A conquistare il primo posto nella categoria maschile è stato l'azzurro Stefan Scarperi (a sinistra) dell'AVS Sektion St. Pauls, campione in carica della Coppa Italia boulder, davanti al compagno di nazionale Stefano Ghisolfi delle Fiamme Oro e a Michele Caminati del Rock On di Parma. Una vittoria “afferrata” con tre top e altrettante zone nella finale, mentre sia Ghisolfi che Caminati hanno chiuso

Photo credits: Simone Borroni

Photo credits: Simone Borroni

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con due top e quattro zone. Il migliore degli open è stato invece Daniele Morei, che ha terminato in dodicesima posizione. Quinto l'altro azzurro al via, Francesco Vettorata. Tra le donne successo della giovanissima Andrea Ebner (a destra) dell'AVS Sektion Brixen, davanti a “Lady Geco” Jenny Lavarda e ad Annalisa de Marco, classe 1996 e vincitrice della Coppa Italia boulder lo scorso anno. Tutte e tre le atlete in finale hanno chiuso con quattro top e quattro zone. In particolare la Ebner e la Lavarda hanno fatto gli stessi numeri di tentativi e la vittoria è andata ad Andrea in quanto meglio piazzata nella semifinale. Migliore delle open Martina Giorello, in ottava posizione. Più attardata, decima, la campionessa italiana in carica boulder Claudia Ghisolfi. Il prossimo appuntamento per la Coppa Italia sarà a Padova, il 2 e 3 giugno, quando si svolgerà la prima prova di Coppa Italia lead, mentre la seconda prova boulder è prevista il 9 e 10 giugno a Ivrea.


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Melloblocco tra record di iscritti, nuovi sponsor e iniziative

Dal 3 al 6 maggio 2012 si svolgerà, come di consueto in Val Masino e Val di Mello, la nona edizione del Melloblocco, considerato all’unanimità come il più importante raduno mondiale di arrampicata bouldering. Gli iscritti superano abbondantemente i 2800, una cifra record che ha superato quella dello scorso anno: 2600. Una vera e propria “Bouldering Community”, pronta a ritrovarsi nuovamente per arrampicare, stare assieme, divertirsi e per fare “cultura dell'arrampicata”, celebrando la grande natura della Val di Mello e della sua Riserva naturale. Ancora una volta il Melloblocco metterà a disposizione dei partecipanti delle aree parcheggio ben definite (quest'anno ulteriormente potenziate) e allo stesso tempo aumenterà il servizio di navette per ridurre al minimo il traffico e garantire il minor impatto pos-

sibile sulla Valle. Anche quest'anno saranno presenti alcuni grandi campioni internazionali, oltre a tutti quelli che della loro passione per l'arrampicata hanno fatto uno stile di vita. E ci saranno i giovani, i giovanissimi, i neofiti e i climber più navigati, mentre non mancheranno incontri, film serali, spazi musicali itineranti, le mostre, i concerti, le feste e le sessioni di slack-line. Tutte firmate dalle aziende partner dell’evento.

LA SPORTIVA PRESENTA THE NETWORK E FUTURA The Network, il nuovo film realizzato da Chuck Fryberger Films in collaborazione con Red Bull e La Sportiva, verrà presentato in anteprima speciale sabato 5 maggio al Melloblocco. La preview mostrerà i momenti salienti del filmato che vede protagonisti alcuni dei climber più

forti al mondo: il 6 volte campione del mondo Kilian Fischhuber, Anna Stöhr, Cody Roty, Daniel Woods, Sean McColl e Paul Robinson. Per vedere la versione integrale bisognerà attendere l’autunno 2012, ma nel frattempo il pubblico dei melloblocchisti potrà gustare in anteprima una short-version. Inoltre, sempre al raduno nella Val di Mello, La Sportiva presenterà, insieme al testimonial Pietro Dal Pra, anche le nuove scarpette Futura dotate dell’esclusiva tecnologia No Edge. Con il gioco “Find Your Friend” sarà invece possibile vincere una tshirt La Sportiva. Senza dimenticare poi il party di sabato sera firmato dall’azienda trentina.

VIBRAM TRA WORKSHOP E VIDEO Tra i protagonisti di quest’anno spicca anche la new entry Vibram. Per l’occasione l’azienda metterà a disposizione il suo Resole Service per scarpette d’arrampicata, dove un calzolaio specializzato provvederà a risuolare le scarpette dei climber utilizzando la gomma Vibram scelta (tra XS Grip2 e XS Edge), oltre a fornire preziosi consigli tecnici. In più sarà

possibile partecipare al workshop “Tecniche di risolatura Vibram” durante la serata di venerdì 4 maggio. Da segnalare infine che sabato sera verrà proiettato “The Extraordinary Story” (in concorso alla 60° edizione del TrentoFilmFestival), il film che narra la partecipazione del trailrunning team Vibram all’Ultra-Trail du Mont-Blanc 2011.

MONTURA E ADAM ONDRA Tra i main sponsor presente come sempre Montura, che nella serata di sabato presenta il lungometraggio su Adam Ondra “The Wizard’s Apprentice”, coprodotto da Bernartwood/ Montura Editing e diretto da Petr Pavlícek. Sabato e domenica inoltre suonerà il gruppo svizzero Al-Berto, autore della colonna sonora del film.

DA UN BLOCCO ALL’ALTRO CON I GPS GARMIN Confermata anche la partecipazione di Garmin come partner della manifestazione. Come negli anni passati Garmin ha mappato tutta la zona di gara, così da poter georeferenziare ogni singolo blocco e rendere dispo-

nibili le coordinate degli stessi (vedi sito sotto). In questo modo l’accesso al campo di gara sarà veloce, agevole e soprattutto sicuro, senza possibilità di errore. Nel corner Garmin presente nell’area Expo di Melloblocco 2012 gli appassionati potranno scoprire quanto la conoscenza precisa delle coordinate geografiche di un singolo blocco possa essere loro di aiuto nel rintracciarlo. Naturalmente anche quest’anno sarà possibile testare la strumentazione messa a disposizione dall’azienda. www.garmin.com/it/extra/download /sport-e-outdoor/val-di-mello www.melloblocco.it


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Speciale / News YouTube e Twitter, la FASI si rifà il web look La FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) ha da poco aperto un canale ufficiale su YouTube per far rivivere agli appassionati del climbing gli highlights delle gare più emozionanti in Italia e all'estero, dai Campionati Italiani Lead, Boulder, alla Coppa Europa di Merano. Un canale già ricco di contenuti relativi agli scorsi anni che verrà costantemente aggiornato nel corso della stagione. Nuovo per la federazione è anche l’account Twitter, mentre il sito web, che conta a oggi 1.000 contatti

giornalieri, ha recentemente subito un processo di restyling. Una trasformazione informatica importante per la FASI, con la consapevolezza che il web sia un canale d'informazione fondamentale per gli appassionati ma anche per incuriosire e motivare chi vuole avvicinarsi all'arrampicata. www.federclimb.it youtube/federclimb @federclimb

A Bologna la terza prova di Coppa Italia Paraclimbing

Il weekend del 21-22 aprile si è svolta al PalaCus di Bologna la terza prova di Coppa Italia Paraclimb. La tappa segue le prime due a Ponzano Veneto (TV) il 22 febbraio e a Città di Castello (PG) il 30-31 marzo. Una trentina di atleti si sono affrontati sia nella specialità speed che in quella lead, sotto la direzione di gara di Carla Galletti, sulle vie tracciate da Augusto "Gimmi" De Col e lo staff del Cusb. La classifica combinata poi sommava i risultati delle singole prove. Tra i Motori successo di combinata per Matteo Alberghini a pari merito con Alessio Cornamusini. I due atleti si sono scambiati le posizioni nelle due specialità: Matteo ha vinto la speed,

arrivando secondo nel lead, mentre Alessio è arrivato primo nel lead e secondo nella speed. Il successo femminile è andato invece a Eleonora Sarti. Tra i visivi B1 vittoria di combinata per Alessio Causin (secondo Matteo Stefano, foto sopra) e Lucia Papa (seconda Silvia Parente). Tra i B2 vittoria per Giulio Cevenini, mentre per le donne pari merito tra Martina Pellandra e Giulia Poggioli. Nei Dir successo per Umberto Perin e Valentina Stringari. Nella categorie promozionali infine successi di Oussama Boughrira nei motori maschili, Manuele De Santis nei visivi B1, Camilla Bagatta nei B2, Rocco Maria Rossi e Chiara Errani nei Dir.

Un evento lungo un anno per sfatare la profezia Maya King Rock di Verona è uno dei centri d’arrampicata più grandi d’Italia e può contare su un invidiabile programma eventi. Tra i più originali spicca sicuramente “Boulder fino alla fine del mondo”, organizzato da Marco Marastoni che è anche uno dei responsabili del circuito Bloccati Nella Nebbia. L’idea è che, per scongiurare la fine del mondo della profezia Maya, è necessario dimostrare agli dei che l’umanità è degna di essere salvata. Così sono stati tracciati tre boulder formano un’unica che sequenza lungo il tunnel della sala boulder (ovvero il collegamento scalabile dei due piani, formato da uno strapiombo a inclinazioni variabili di oltre 12 metri di lunghezza). Dove finisce il primo, inizia il secondo e così via fino a comporre una sola sequenza di 32 prese (51/54 movimenti) denominata “Il Drago”. Il progetto, inaugurato il 20 dicembre 2011, si chiuderà il 20 dicembre 2012. Nell’arco di questo periodo chiunque può provare la sequenza o i singoli boulder che la compongono. Il 20 o il 21 di ogni mese ci sarà inoltre un evento in cui l’at-

trazione sarà costituita dai big che si confronteranno sulle prese. Vista la difficoltà della prova, gli aspiranti a risolverla saranno top climber e/o atleti di punta a livello internazionale. In palio un montepremi costituito dai contributi degli sponsor che andrà a chi risolverà la prova durante uno dei 12 eventi. Questo montepremi, che al momento corrisponde a 1.600 euro, è in continua crescita con l’aggiungersi di nuovi sponsor (al momento si contano ASA, Cassin, E9, La Sportiva, Marmot, Smog e Wild Climb). A chi risolverà ciascuno dei tre boulder che compongono la linea andrà un abbonamento omaggio al King Rock. Durante gli eventi sono previste anche sfide tra singoli o tra team “lanciate” dagli stessi atleti presenti. Il tutto verrà gestito sempre in un’ottica goliardica finalizzata ad aumentare la portata dell’evento. Da segnalare che l’iniziativa supporterà due associazioni attive nella donazione e nel trapianto del midollo osseo. Si tratta di Climb for Life e Lifeline Onlus, per le quali saranno raccolti fondi durante gli eventi.

EDITORIA “VERTICALE” Arrampicata sportiva: allenarsi per la parete

Finale 8.0 Rock climbing a Finale Ligure

Mello Boulder Blocchi in Valtellina, Valchiavenna, Val Masino, Val di Mello e Val Malenco 3000 vie e 130 falesie. Finale Ligure è un vero e proprio regno del puro calcare che da 25 anni s’impone sulla scena continentale come punto di riferimento per il climbing. Andrea Gallo, climber di alto livello, autore, editore e fotografo, presenta la sua terza guida completa, l’unica a presentare il compendio integrale delle offerte di queste vallate. “Finale 8.0”, edito da Idee Verticali, è il suo nuovo libro e dispone di descrizioni chiare ed essenziali in 504 pagine dotate di dettagliati disegni a colori e cartine identificative. Un libro moderno che non dimentica la tradizione e che illustra cenni sulla vasta storia del luogo e sui suoi protagonisti. Il libro fornisce diversi spunti grazie alle magnifiche fotografie, action e panoramiche, quasi tutte dello stesso autore. Tra queste immagini vi sono anche foto in alta definizione sulle quali sono tracciate le linee e gli specifici tiri di ogni via lunga presente nelle più vaste pareti. Disponibile in 3 lingue (italiano, inglese, tedesco) e in forma di app per iPhone. Prezzo di copertina: 38 euro.

Il bouldering è un’attività libera e in continua evoluzione, oltre che facile da praticare: scarpette, magnesite, eventualmente un materasso e si è pronti. Ci vuole meno tempo per toccare la roccia rispetto all’alpinismo. La Valtellina è la terra che ha dato i natali in Italia a questa modo di scalare, dai primi sassisti degli anni Settanta, fino ai suoi famosi raduni internazionali. In questo volume, frutto della passione che da sempre accompagna l’autore Andrea Pavan (geologo e membro del gruppo dei Ragni di Lecco), sono recensite le principali aree boulder della Valtellina e della Valchiavenna: oltre 2000 passaggi tutti descritti, gradati e fotografati. Rispetto alla precedente guida “Bloc Notes”, la novità più significativa sta nelle foto con i tracciati sovrapposti, introdotte per rendere inequivocabile l’individuazione del passaggio quasi senza dover utilizzare la mappa dell’area. Pagine: 352. Edizioni Versante sud.

Il volume edito da Hoepli affronta una fase fondamentale per ogni rocciatore: il passaggio dall'allenamento in palestra alla più delicata parete naturale, dove le condizioni ambientali sono più difficili e non sempre prevedibili. In questo manuale lo sportivo troverà tutte le tecniche per poter fare il grande salto verso l'arrampicata sportiva su roccia. Scritto in modo chiaro e semplice, attraverso esempi pratici e moltissime immagini, questo libro spiega tutte le differenze fra il training indoor e il climbing outdoor. Vengono esaminati attentamente tutte le attrezzature, i nodi e le tecniche di allenamento, con particolare attenzione agli ancoraggi e alla sicurezza individuale e del proprio compagno. Chiude il volume un capitolo sulle vie di uscita e la soluzione dei problemi in parete. Autori: S. Peter Lewis, direttore dell’American Mountain Guides Association, guida alpina professionista, scrittore e fotografo; Dan Cauthorn, co-fondatore di Vertical World e noto alpinista nel panorama internazionale. Numero di pagine: XIV-210. Dimensione: 17x21 cm.


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Speciale / Eventi A PROPOSITO DI STREET BOULDER…

Rockshow 2012, Can you rock the world?

Quando la città diventa un luna park

Un evento di grande richiamo che coinvolge 9 paesi europei. In Italia sono già in atto le qualifiche, RockCalling, per la tappa italiana del 2 giugno a Cala Gognone in Sardegna. Con un obiettivo per tutti i climber: la finale a Friedrichshafen e il VIP ticket per il Rock Master.

Cresce l’interesse verso l’arrampicata cittadina, che trasforma edifici e monumenti in vere e proprie strutture da scalare. Aumentano così gli eventi dedicati a questa pratica, protagonista anche di un circuito nazionale che quest’anno ha contato 8 tappe.

Rockshow sono fornite dagli appuntamenti del 19 maggio alla Topo Pazzo Climbing House, Aosta (in collaborazione con il Salewa Store Aosta) e del 26 maggio al Salewa Cube, Bolzano (in collaborazione con il negozio Salewa World). I dieci climber che riusciranno a primeggiare durante i RockCalling potranno partecipare alla tappa italiana del Salewa RockShow, al fianco degli atleti del Salewa alpineXtrem team.

ROCKSHOW Cornice esclusiva della finale italiana del RockShow sarà Cala Gonone in Sardegna. I climbers, a seconda delle loro preferenze e delle condizioni meteorologiche, dovranno

Sopra un momento dell’evento di Bari. A fianco l’appuntamento finale di Torino.

STREET BOULDER ITALIA

Che questo sia un grande momento per l’arrampicata lo dimostrano non solo i numeri di “adepti”, ma anche le originali iniziative organizzate in svariate città d’Italia. E per città intendiamo letteralmente le costruzioni urbane che le popolano. Al di là di palestre indoor e falesie, infatti, i climber del 21° secolo non disdegnano monumenti, edifici e installazioni, che trasformano in un personale e insolito parco giochi. È questa la definizione di street boulder, sempre più protagonista anche di veri e propri contest.

Oltre a eventi indipendenti, l’arrampicata cittadina è diventata persino oggetto di un circuito supportato da La Sportiva, Blurr, Versante Sud e BShop. È organizzato dall’associazione Street Boulder Italia, nata nel luglio 2009 al fine di dare una struttura ufficiale al movimento che da anni si occupava di organizzare gli Street Boulder Contest. Il primo evento di questo genere risale al 2003 ed è stato organizzato a Milano. Dopodiché sono state organizzate con cadenza annuale manifestazioni a Torino, Genova, Cervinia, Bari, Ascoli, Montegiorgio, Sondrio. Nel 2009, anno di fondazione dell’associazione, il circuito ha contato in tutto circa 600 climber, divenuti 700 l’anno seguente. L’edizione 2011, che ha contato 8 tappe tra maggio e ottobre, si è conclusa a Torino al cospetto di 140 climber. Da segnalare inoltre che quest’anno l’associazione Street Boulder Italia ha partecipato all’evento Finale For Nepal, progetto di volontariato sportivo creato da alcuni ragazzi che hanno cercato di avvicinare Finale Ligure (tra le capitali dell’outdoor) con il Nepal (patria dell’alpinismo). Il progetto è mirato alla chiodatura di nuove falesie in Nepal e quindi alla promozione di questa disciplina nel paese. In vista dell’edizione 2012, l’associazione è al lavoro su più fronti in previsione di diverse novità. Prima tra tutte la registrazione, avvenuta di recente, del marchio Street Boulder. Non da ultimo, è già confermata l’organizzazione a sfondo benefico di una tappa a Omegna il prossimo 12 maggio. Qui l’associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) - Sez. Cusio Verbano, nell’ambito della propria attività finalizzata alla sensibilizzazione dei giovani verso la donazione del midollo osseo, organizzerà uno street boulder benefico e promozionale. Infine l’associazione sta portando avanti un progetto di coordinamento e raggruppamento dei vari street boulder contest che stanno nascendo spontaneamente in varie città. Lo scopo è quello di eleggere a fine stagione il vincitore dello Street Boulder Championship e di destinare premi a coloro che parteciperanno a più tappe.

SONDRIO STREET CLIMBING III

I partecipanti sono numerosissimi, visto anche il grande rilievo che questo evento itinerante ha ormai assunto nella community climbers. Per questo ogni Paese organizza degli eventi di qualifica per la propria manifestazione nazionale, i cosiddetti RockCalling, da cui usciranno gli sfidanti al Rockshow. In Italia si sono già svolti i primi 3 appuntamenti sui 5 totali: il 15 aprile alla palestra Elcap in Centi Collela a L’Aquila (in collaborazione con il negozio Sci.ar.ca), il 21 aprile alla palestra il.Punto a Borgo San Dalmazzo (CN) (in collaborazione con il negozio Massi Sport) e il 27 aprile alla palestra Sport e Cultura di Bergamo (in collaborazione con il Salewa Store Bergamo). Le ultime due possibilità di qualificazione al

affrontare Grotta Biddiriscottai, Cala Fuili o Pederiva. Da lì, il 2 giugno, saranno incoronati i Climber of the Day, un maschio e una femmina, che avranno diritto di accedere alla finale europea del Rockshow a Friedrichshafen, durante la fiera OutDoor. Il Climber of the Tour, ovvero il vincitore del Rockshow 2012, riceverà in premio un ticket VIP per il Rockmaster di Arco. Il sito dedicato mette a disposizione immagini e video delle passate edizioni e fornisce tutte le informazioni relative ai RockCalling. Tramite la pagina Facebook invece i partecipanti e gli appassionati potranno comunicare direttamente tra loro e caricare immagini. www.salewa.com/rockshow www.facebook.com/salewa.rockshow

Foto Orlandi

ROCKCALLING

Un esempio di contest di boulder su strada è quello organizzato a Sondrio a fine 2011 dalla sezione valtellinese del CAI locale, con la supervisione tecnica della guida alpina Luca Maspes. Il Sondrio Street Climbing è un’occasione per accendere l’interesse della popolazione verso l’arrampicata. Ma è anche un modo per valorizzare il centro cittadino, creando un momento di aggregazione tra giovani e contesto urbano tramite cui avvicinare le persone anche alle attività del Club Alpino e alla cultura della montagna. La terza edizione ha superato ogni record: 10 i gradi in più rispetto allo scorso anno, 140 gli iscritti totali (40 in più dello scorso anno), 20 i passaggi di arrampicata disseminati tra gli edifici da superare in tre ore di tempo, 4 i Babbi Natale scalatori calatisi dal campanile della Collegiata per distribuire caramelle ai bambini, 40 i metri di roccia e cemento che i due finalisti hanno dovuto percorrere in parallelo lungo la facciata della Torre Ligariana (foto sotto a destra) per contendersi il primo posto in classifica. A onor di cronaca, il primo posto è stato conquistato dalla giovane Guida Alpina della Valmalenco Nicola Bruseghini. Tra le donne ha invece trionfato Alessandra Tognela.

Sopra due immagini della terza edizione del Sondrio Street Climbing.

Credits: Davide Codega

Un ritorno atteso dagli appassionati dell’arrampicata, desiderosi di mettersi alla prova con tanti altri giovani climber e di mostrare le proprie qualità al team Salewa AlpineXtream. Cercando di conquistarsi un posto per il gran finale a Friedrichshafen, durante la fiera OutDoor (12-15 luglio) e di ottenere l’esclusivo ticket offerto da Salewa per il Rock Master Festival 2012, ad Arco di Trento dal 25 agosto al 2 settembre. Tutto questo è il Rockshow 2012, il tour itinerante firmato Salewa che toccherà alcune delle location d’arrampicata più prestigiose in Europa. Italia, Germania, Austria, Spagna, Francia, Polonia, Russia, Repubblica Ceca e Svizzera sono infatti i nove paesi europei in cui il tour farà tappa.

Credits: Daniele Robotti / The Lighthouse

Credits: Daniele Robotti / The Lighthouse

IL TOUR EUROPEO FIRMATO SALEWA


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Speciale / Appuntamenti

Dal 25 agosto al 2 settembre (ad Arco) ritorna con tante novità una delle manifestazioni climbing più amate

Rock Master, il climbing si fa festival Nuovo format per l’evento arcense giunto alla 26a edizione. Una ricchissima festa dell’outdoor, con attività per tutti, Rock Junior e Paraclimbing. Thomas Tauporn e Adam Ondra, finalisti al Rock Master 2011.

A cura di SIMONe BerTI Un anno dopo il grande successo ottenuto dall’IFSC Climbing World Championship, la città di Arco si sta preparando per un nuovo, o dovremmo dire rinnovato, grande evento. Si tratta del Rock Master Festival, figlio del vecchio Rock Master, che si appresta a divenire uno dei più grandi appuntamenti dedicati al climbing. “Un evento”, ha spiegato Albino Marchi, presidente della SSD Arrampicata Sportiva Arco, organizzatrice del festival, “che partendo dai nostri tre storici appuntamenti, vale a dire Rock Master, Rock Junior, Rock Legends, crei un nuovo format in grado di raggiungere nuovi target. In modo particolare ci rivolgiamo ai milioni di appassionati che scoprono il climbing e lo sport outdoor e che ad Arco potranno godere di una dieci giorni a 360 gradi. Il Campionato del Mondo non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per una nuova era”. In programma infatti non ci sono solo i grandi eventi sportivi, ma anche decine di momenti dedicati al pubblico e agli appassionati. Rock Master Festival uscirà dai cancelli del Climbing Stadium coinvolgendo la Città di Arco, le falesie e i sentieri. Tutta l’area tra il fiume Sarca e la parete del Monte Colodri diventerà un grande spazio dedicato, con area test e village. NUOVO FORMAT - Il Rock Master Festival, che porterà Arco a essere nuovamente la “Mecca” dell’arrampicata dopo i mondiali, farà il suo esordio dal 25 agosto al 2 settembre 2012, con un mare di novità e forte di una tradizione importante, cui hanno collaborato in maniera decisa 25 anni di Rock Master e 10 di Rock Junior. Rock Junior Le danze in parete verranno aperte dai piccoli climber in erba del Rock Junior (25-26 agosto). Una competizione internazionale Under 14 da cui sono passati molti campioni attuali. I giovani atleti dei team nazionali si confronteranno sugli stessi enormi strapiombi dello stadio che una settimana più tardi vedrà all’opera i migliori del mondo. Nella giornata del 26 inoltre, grazie alle attività Kid’s Rock e Family Rock, i baby climbers e le famiglie potranno vivere l’arrampicata come una sfida divertente ed entusiasmante con mamma e papà. Kid’s Rock è una gara-gioco, aperta a tutti i giovanissimi dai 5 ai 13 anni, che ormai rappresenta un appuntamento classico: una circuito di prove di abilità che accompagna i partecipanti alla scoperta dei sottili giochi di equilibrio. Il Family Rock invece è un’occasione unica per vedere genitori e figli assieme in parete, in una gara di velocità a staffetta. Paraclimbing cup Martedì 28 agosto toccherà alla Paraclimbing Cup, nuovamente ospitata sulla parete del Climbing Stadium dopo il successo del primo Campionato Mondiale Paraclimbing dello scorso anno. Catch Your Place for Rock Master Il 30 agosto sarà invece la volta del Catch Your Place for Rock Master, una prova open internazionale boulder e lead dedicata a tutti gli atleti del

ranking mondiale. In questo modo nel lead, insieme ai primi 8 atleti del ranking, potranno partecipare anche i primi cinque atleti classificati nell’open, unitamente alle due wild cards per il campione italiano e per il miglior italiano nel ranking. Nel boulder invece si potranno qualificare i primi 4 della gara open, che andranno ad aggiungersi ai migliori 6 boulderisti del mondo e alle due wild cards italiane. La prova open è una delle novità più importanti del Festival. Arco Rock Legends La serata del 31 agosto vedrà sfilare le stelle di Arco Rock Legends, gli Oscar dell’arrampicata. Una giuria internazionale, composta dalle riviste specializzate di tutto il mondo, assegnerà i premi di questa settima edizione: Salewa Rock Award, all’atleta distintosi per le performance sulla roccia, La Sportiva Competition Award, al migliore atleta della passata stagione agonistica, e Dryarn Climbing Award, a una personalità che ha contribuito con la sua opera alla promozione dell’arrampicata nel mondo. Rock Master Gli ultimi due giorni, sabato 1 e domenica 2 settembre, saranno infine dedicati alla regina delle competizioni di Arco, il Rock Master. Un nuovo capitolo, che sarà accolto nel Climbing Stadium e che vedrà i migliori atleti del mondo confrontarsi nelle discipline lead, boulder e nel sempre più suggestivo duello, un classico della manifestazione arcense. Il lead propone una nuova formula speciale suddivisa in due manche: la prima “a vista” su un itinerario sconosciuto, la

I vincitori dell’Arco Rock Legends 2011.

Angela Eiter e Ramon Julion Puigblanque, campioni mondiali lead.

seconda “lavorata”, su un itinerario testato nei giorni precedenti. Caratteristica unica del Rock Master, che consente di proporre un itinerario non solo di altissima difficoltà, ma ricco di passaggi estremamente spettacolari dove gli atleti possono trovare le più incredibili soluzioni. Tutta la gara si svolgerà nella giornata di sabato, con finale in notturna cui avranno accesso solo i primi 8. Il boulder invece presenta l’esclusiva formula ko. I 12 climber si metteranno alla prova su 5 blocchi da affrontare in sequenza, con 3 tentativi a disposizione: a ogni blocco quelli con il peggior risultato vanno fuori, fino all’ultimo problema che vede in sfida tre finalisti. Anche in questo caso gli atleti potranno provare i boulder, così da portare al massimo il livello delle difficoltà e poter proporre problemi inusuali e spettacolari. Al duello parteciperanno gli otto atleti finalisti della classifica lead: una sfida a eliminazione diretta tra due atleti, vince chi arriva più in alto nel minor tempo possibile. Infine gli atleti speed gareggeranno in una prova valida per la Coppa del Mondo. Chissà se verrà battuto il record siglato da Qixin Zhong (6.26) proprio ad Arco in occasione dei mondiali. UN’ESPERIENZA OUTDOOR A 360° - Il Campionato del Mondo 2011 ha portato lo scorso luglio

sul Garda trentino la bellezza di oltre 35.000 presenze, tra pubblico e atleti. La voglia di replicare un tale bagno di folla è stata forte da parte del team organizzatore, tanto da arrivare a proporre un ricchissimo programma di attività di diversa natura tra falesie e ferrate del Garda, con il Climbing Village punto nevralgico di ogni attività. In quello che sarà un vero spazio “after climbing”, si potranno incontrare i campioni e scambiarsi impressioni e opinioni di ogni tipo, oltre che visitare gli stand delle aziende specializzate. Ci sarà anche spazio per l’editoria, con riviste di tutto il mondo sempre disponibili. Ai piedi del Monte Colodri, a pochi passi dal Climbing Stadium, sorgerà inoltre la Test & Experience area, dove gli appassionati potranno testare materiali e attrezzature, ma anche scoprire le diverse discipline dell’outdoor, come trail running ed escursionismo. Inoltre, grazie al supporto Guide Alpine e degli Accompagnatori del Trentino, sarà possibile apprendere tecniche di movimento e sicurezza in parete con escursioni sui sentieri a picco sul Garda, tra trincee e fortificazioni della 1° Guerra Mondiale, ferrate, corsi d’introduzione al climbing e tour guidati sulle vie più belle. www.rockmasterfestival.com


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Successo per la quinta edizione del progetto, in scena in 4 regioni dell’Italia centrale tra novembre e marzo

Speciale / Focus on

La carica dei climber “Bloccati nella Nebbia” Quasi 500 persone hanno preso parte al tour, che ha contato 10 tappe in altrettante palestre del centro. Per il prossimo anno è prevista la creazione di gironi e stop intermedi. Proseguirà l’impegno nel sociale. A cura di MONICA VIGANò La location abbraccia tutto il centro Italia e il periodo è quello compreso tra novembre e marzo. Due fattori ben rappresentati nell’evocativo nome “Bloccati nella Nebbia”, identificativo di un circuito di arrampicata che coinvolge palestre di ben 4 regioni e che si svolge appunto nei mesi delle grandi nebbie. Il progetto, nato nel 2007 per volontà di 5 palestre, è focalizzato più sull’aspetto ludico del climbing che su quello agonistico. E forse anche per questo si è dimostrato da subito vincente, come evidente anche dai crescenti numeri registrati dalle 5 edizioni andate in scena. A seguito di questo sviluppo, il significato del nome è mutato passando, come dichiarano i responsabili del circuito, da indicatore geografico-temporale a implicito riferimento a quel mix di polvere, magnesite, energia e divertimento che caratterizza l’atmosfera di ogni tappa. I NUMERI DEL TOUR Dopo la prima edizione, ne sono seguite altre quattro che hanno visto un aumento di partecipanti (da 113 a 496) e di tappe (da 5 a 10). Sono ora 10 anche le palestre coinvolte, dislocate in quattro regioni d’Italia (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Trentino). Straordinario il risultato dell’edizione 2011/12 appena conclusa. Considerando che ci stiamo lasciando alle spalle un inverno fantastico per scalare all’aperto, è sorprendente come ogni tappa abbia avuto grandissima affluenza. Il circuito ha così registrato pressochè lo stesso numero di presenze dello scorso anno, quando l’inverno freddo e nevoso aveva reso impossibile scalare all’aperto. Più nel dettaglio, quest’anno 496 persone (390 maschi e 106 femmine) si sono iscritte al circuito partecipando ad almeno una tappa. In totale, contando le presenze complessive e dunque le eventuali multiple partecipazioni, si sono contati 937 climber. THE BEST STOPS Al di là dei numeri, da segnalare l’elevata qualità di ogni singola tappa, che ha registrato ottimi feedback da parte dei partecipanti. Tra gli appuntamenti più frequentati spiccano quello svoltosi in concomitanza con il Nissan Skipass di Modena e supportato dalla palestra locale Equilibrium (29 ottobre), quello organizzato dalla palestra modenese Geko (27

novembre) e la finale del 4 marzo firmata dal King Rock di Verona (uno dei centri di arrampicata più grandi d’Europa). Un particolare cenno di merito va all’enogastrobloccoraduno del Tonga, senza dubbio la tappa più frequentata e “irriverente”. L’edizione di quest’anno è stata a tema rasta e ha visto la partecipazione di 141 climber. La particolarità di questo raduno, davvero unico nel suo genere, è la necessità di convalidare ogni boulder chiuso al bancone del bar. Il climber, se vuole che la sua performance venga conteggiata in classifica, deve bere tanti “bicchierini” quanti sono i gradi del boulder affrontato (i minorenni devono invece assumere gli alimenti indicati dalla giuria). Le vie sono suddivise in 7 categorie di difficoltà che assegnano punteggi per la classifica top (regolata dai crediti etilici raccolti dagli atleti al top di ogni boulder e indicanti il numero di bicchieri da bere per la convalida) e per la classifica generale (che si basa sui punteggi assegnati ai vari boulder risolti). Accedono alla finale i primi sei uomini e le prime quattro donne. I MIGLIORI DEL TOUR Al termine del circuito sono stati nominati i vincitori, suddivisi nelle categorie maschile e femminile. Tra le donne vince per il terzo anno consecutivo Glenda Pelosi (637 punti), che si lascia alle spalle Alice Gianelli (545 punti) e Valentina Ferri (453 punti). Sul podio maschile invece Matteo “PamPam” Bresciani (885 punti sui 1000 messi in palio). Al secondo posto il 16enne Marco Gozzi (585 punti) e all’ultimo Gian Maria Savani (438 punti). Gli organizzatori hanno inoltre premiato la fedeltà di Glenda Pelosi, Valentina Ferri, Anna Mazza, Angela Miotto, Matteo Bresciani, Garcia Frigo, Dario Francesco Tasselli, Guido De Sabbata e Renato Cristian Diaconu che hanno partecipato a tutte le 10 tappe. SPONSOR & SUPPORTER Degni di nota sono anche i supporter del progetto ASA, Camp-Cassin, E9, ilRisuolatore, Monvic, Moon, Mule Bar, Smog, Versante Sud e Wild Climb. Non manca poi il sostegno di varie palestre, associazioni, tracciatori e volontari. Oltre che di alcuni punti vendita delle zone coinvolte dal progetto tra cui Alta Quota (Pistoia), Capo Nord (Forlì), Decathlon (Mantova), Kamp 3000 (Reggio Emilia), Nuovi Orizzonti (Modena), Out&Out (Correggio), Reggio Gas (Reggio Emilia), Turnover Sport (Verona) e Vertical Sport (Arco). Da ultimo, gli

La prima tappa svoltasi durante il Nissan Skipass di Modena.

Evoluzione del circuito dall’edizione d’esordio nel 2007/08 agli appuntamenti del 2011/12.

organizzatori ringraziano i partner Aperture Labs (realizzazione e aggiornamento sito), Pareti e Up Climbing (media partner). VERSO LA PROSSIMA EDIZIONE Gli organizzatori sono già all’opera per definire i dettagli dell’edizione 2012/13. Tante le novità previste, tra cui anche la creazione di gironi corrispondenti a differenti aree geografiche (nord-ovest, nord-centrale, centro-sud) che daranno la possibilità a tutte le palestre che ne hanno fatto richiesta di entrare nel circuito. Marco Marastoni, uno degli organizzatori, ha infatti dichiarato: “Le tappe del tour vanno da novembre a febbraio. Né prima né dopo, perchè le giornate si allungano e sono spesso troppo belle per rinchiudersi in una palestra. Inoltre cerchiamo di fare una tappa ogni due settimane per evitare di saturare troppo il periodo. Al momento abbiamo ricevuto richieste da altre 6 palestre ma non possiamo inserirle nel circuito se non aumentandone la durata, comprimendo la frequenza delle tappe o creando gironi. Stiamo optando per quest’ultima soluzione, che ci consentirà anche di limitare il raggio di spostamento massimo dei partecipanti e rendere così il circuito più accessibile e fruibile”. In previsione anche la definizione di tappe intermedie ovvero di appuntamenti infrasettimanali e, se necessario, a ingresso limitato. “Nascono per poter

Un’immagine “rappresentativa” dell’enogastrobloccoraduno del Tonga.

coinvolgere palestre piccole che non potrebbero sopportare l’afflusso di oltre 100 persone” – aggiunge Marco – “ma che vorrebbero partecipare in un modo o nell’altro al circuito”. Queste tappe intermedie assegneranno punteggi inferiori rispetto alle tappe normali e verranno distribuite in modo uniforme nell’area del girone per non avvantaggiare scalatori di una determinata zona. UN OCCHIO AL SOCIALE Non da ultimo, proseguirà l’impegno sociale del comitato organizzatore che nelle ultime due edizioni ha supportato MWCT Italia onlus per il sostegno a Mwabvi Wildlife & Community Trust, un progetto operativo nel Malawi meridionale che si occupa di tutela ambientale, sviluppo socio-economico e creazione di un centro di riproduzione per predatori a rischio d’estinzione. “Per la prossima edizione – ha concluso Marco – abbiamo deciso di sostenere Climb For Life, organizzazione per la sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo”. Come nelle edizioni precedenti, verrà dedicato 1 euro per ogni iscrizione versata (pari a 15 euro). Inoltre durante la tappa e attraverso diversi canali comunicativi (sito, social network, brochure di presentazione, tshirt) verrà messa in atto una campagna di sensibilizzazione ai temi trattati da Climb For Life (www.climbforlife.it).

Sopra e in fianco al titolo, l’evento ospitato da King Rock di Verona.


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Speciale / Interviste

A tu per tu con Cristian Brenna ed Enrico Baistrocchi in occasione della Coppa Italia Boulder alla Way Out Milano

La tracciatura, arte al servizio dei climber “La nostra missione è creare movimenti belli e particolari ma soprattutto funzionali, mettendo in condizione gli atleti di esprimersi al meglio”. Cristian ed Enrico preparano i percorsi per la prima tappa di Coppa Italia alla Way Out di Milano.

A cura di BeNedeTTO SIrONI La serie delle nostre “interviste doppie” si arricchisce di un altro importante capitolo: dopo aver affrontato lo scorso ottobre, in occasione del San Vito Climbing Festival, l’argomento della chiodatura con Mauro Calibani ed Enrico Baistrocchi, oggi parliamo della tracciatura. Complice la prima tappa di Coppa Italia specialità boulder (vedi news pagina 32) andata in scena all’interno della Way Out di Milano (14-15 aprile), abbiamo colto l’occasione di incontrare nuovamente Enrico. Questa volta affiancato da Cristian Brenna (due nomi che per molti addetti ai lavori non hanno bisogno di presentazioni ma si veda comunque le due schede dedicate). Ricordiamo ai nostri lettori chi è e di cosa si occupa un tracciatore? C - Il tracciatore è un arrampicatore, nella maggior parte dei casi ex-atleta, che dopo aver partecipato a un corso di formazione è addetto alla creazione degli itinerari di gara, oltre ai percorsi che gli atleti dovranno affrontare. Il tracciatore è anche responsabile della sicurezza degli stessi. Per comprendere meglio, in una gara di boulder si occupa anche del posizionamento dei materassi, in una gara con la corda dove vengono messi i moschettoni per far passare la corda man mano che l’atleta sale verso l’alto, in modo che non si creino attriti con quest’ultima e che le cadute dell’atleta avvengano sempre in totale sicurezza. Per finire è parte attiva anche dell’organizzazione, in quanto deve sempre calcolare i tempi per ottimizzare al meglio una giornata di gare, per non creare fastidiosi ritardi sia per gli atleti che per il pubblico. E - Il tracciatore è semplicemente colui che si occupa di preparare percorsi di arrampicata per competizioni (lead o boulder) o per rinnovare gli itinerari di una qualsiasi sala di arrampicata. Come definireste in breve l’arte della tracciatura? C - Tracciare è un lavoro altamente creativo, dove si può dare sfogo a tutta la propria creatività, senza però perdere di vista il discorso fatto prima. E - Penso che tracciare sia la capacità di creare non solo movimenti belli e particolari ma soprattutto funzionali: tracciare per un atleta significa metterlo in condizione di esprimersi e raggiungere un risultato; tracciare per un allievo significa metterlo in grado di assimilare i fondamentali eseguendo un movimento creato ad hoc… e così via per gli utenti di una sala d’arrampicata o per un evento promozionale per bambini. Esistono corsi e differenti brevetti? C - Per diventare tracciatore nazionale c’è un percorso formativo di tre step, poi una volta acquisito il brevetto e dopo un po’ di anni di esperienza c’è l’ultimo gradino che è quello per diventare tracciatore internazionale. Solitamente si traccia da soli o in team? C - Si traccia sempre in team, nelle gare nazionali solitamente in due, in quelle internazionali il numero aumenta ancora. E - Dipende fondamentalmente dal livello della competizione e dai vari regolamenti delle Fede-

razioni Nazionali: in linea di massima fino alle competizioni di livello regionale si lavora anche da soli, le competizioni nazionali prevedono invece come minimo una coppia di tracciatori. A livello internazionale il team deve essere composto da minimo tre tracciatori anche perché il lavoro e le responsabilità aumentano esponenzialmente. Quali sono a vostro parere i principali pregi e difetti di un tracciatore? C - Se il team è affiatato un pregio dei tracciatori è quello di riuscire a creare un grande evento, di grande impatto con il pubblico e di alta caratura tecnica. Il difetto principale è che ogni tanto qualcuno si irrigidisce sulle sue posizioni e idee perdendo di vista l’obiettivo finale che è quello che ho appena descritto.

Cristian Brenna: nato a Bollate il 22 luglio 1970, ha un passato da atleta in varie discipline sportive. Nel 1987 scopre l’arrampicata. Ha fatto parte della nazionale italiana per più di dieci anni, conquistando un secondo posto nella Coppa del Mondo 1998 e due terzi posti nel 1996 e nel 2000. Ha vinto tre Campionati Italiani (95, 98 e 99) e quattro Coppa Italia. Alpinista, dal 2006 è Tecnico di Soccorso Alpino nella Guardia di Finanza e dal 2010 Aspirante Guida Alpina. Sponsor: Camp, Montura e Scarpa.

E - Penso che il principale pregio di un tracciatore - e sono sempre molto attento a questo aspetto - sia l’essere conscio che il vero protagonista del proprio lavoro non sia il blocco o la via che lui traccia ma colui che ci scalerà sopra. Mi spiego: io posso tracciare un itinerario esteticamente bellissimo, creativo, ma se colui che ci deve scalare sopra (atleta, allievo, utente di sala) non riesce a esprimere le proprie qualità/capacità, ho semplicemente fallito perché, in gergo, il mio itinerario non “lavora”… è inadeguato. Questo oltre che essere un gran peccato è anche un problema perché sminuisce l’impegno che l’arrampicatore ha profuso prima e durante la sua arrampicata. Il peggior difetto di un tracciatore penso sia quello di non tenere conto di questo aspetto. Quindi quali sono i pregi e i difetti del tuo compagno di team per questa tappa di Coppa Italia?

C - I pregi sono l’ottimizzazione dei tempi e la grande fantasia nel creare i percorsi. Il difetto è che purtroppo è un ragazzo gracile… E - Innanzitutto Cristian è un mio caro amico e soprattutto è sempre stato un riferimento per me quando gareggiavamo insieme ed ero un “bocia” che aveva tutto da imparare. Il suo pregio principale è un’esperienza e un livello arrampicatorio che l’ha visto confrontarsi a livello internazionale per più di 15 anni e questo dice già tutto! Il suo principale difetto è che ormai è un “vecchietto” (ride ndr) ma anch’io ogni anno ho un anno di più… Quindi come definiresti il tuo stile e quello del tuo “socio”? C - Entrambi amiamo gli appigli piccoli e dolorosi, con movimenti dinamici. In più a Enrico

Enrico Baistrocchi: nato a Milano il 12 novembre 1978, arrampicatore con salite fino all'8c+, boulderista ma soprattutto sempre alla ricerca di vie dalle geometrie e movimenti che gli regalino un'emozione. Laureato in Scienze Motorie, è responsabile tecnico del Centro Fitness & Arrampicata Way Out di Milano. È tracciatore nazionale e dallo scorso novembre ha ottenuto anche l’importante brevetto di tracciatore internazionale a Parigi. Sponsor: Climbest, E9, Kong, La Sportiva, Smith Optics.

piacciono tanto i movimenti dove bisogna usare i talloni, a me un po’ meno. E - Fondamentalmente io penso di avere uno stile abbastanza “fisico” con una buona alternanza di prensioni e movimenti diversi. Mi fa sorridere che molti pensino che io tracci sempre difficili tallonate quando in realtà risolvo i passaggi in maniera diversa. In gara è successo spesso. Io adoro tallonare e lo faccio spessissimo sui passaggi degli altri, difficilmente sui miei! Lo stile di Cristian penso sia molto influenzato dalla sua scalata su roccia e dall’incredibile esperienza. Comunque da buona “old school” non nega mai qualche bella arcuata furiosa. Cosa ti ispira quando tracci? C - L’ispirazione va a giornate, certe volte avviti appigli e non sei mai tanto convinto del lavoro che hai fatto, altre volte tutto viene facile. L’ispirazione magari la trovo da qualche movimento

che ho fatto su roccia o da qualche passaggio chiave di una via famosa. Poi però mentre avviti le prese ti viene qualche altra idea e cambi ancora tutto. E - Cerco sempre di tracciare e riprodurre un movimento che mi piacerebbe fare arrampicando. Ma possono essere veramente tanti i fattori di ispirazione: belle prese, volumi, la struttura a disposizione o più semplicemente un movimento che hai fatto su roccia tre giorni prima. Quanto l’esperienza di movimenti sulla roccia è importante e influisce sulla tracciatura? È un aspetto imprescindibile o si può tracciare al top anche senza essere un top climber sulla roccia? C - Penso che se uno ha avuto un passato di arrampicatore agonista può essere un ottimo tracciatore anche se non ha un passato importante di arrampicatore su roccia. Quest’ultima però è grande fonte di ispirazione perché i movimenti che ci regala madre natura sulla roccia difficilmente possono essere partoriti dalla mente. E - Come ho detto prima l’ispirazione, come tale, può manifestarsi attraverso tante cose differenti tra loro. Di una cosa sono certo: non si può essere un tracciatore al top senza essere, o essere stato, un arrampicatore di alto livello. Tutti i miei colleghi lo dimostrano. Lo stile di chiodatura sulla roccia influisce e condiziona anche lo stile di tracciatura? C - Sulla roccia molte volte troviamo vie dove gli spit lontani possono mettere in soggezione qualche climber. In una gara tutto deve essere sicuro, quindi la chiodatura deve essere adeguata a rispettare questo principio. Anche se a volte capita di trovare qualche atleta che in gara non è tranquillo con la mente per la distanza tra uno spit e un altro. E - La roccia è un mondo a parte, lì le prese ci sono già, bisogna scoprirle, usarle e adattarsi a loro, viceversa (scavando) si fa ginnastica artificiale. La chiodatura è frutto di quello che sei, che cerchi e che ti piace. Tutto il resto son chiacchere da bar. In generale quanto conta l'esperienza per tracciature di alto livello? C - L’esperienza è un fattore importante per creare un bello show dove tutti si divertano, sia atleti che pubblico. Questa condizione si attua se il tracciatore conosce molto bene anche il livello degli atleti che partecipano alla gara. Poi ogni tanto ci sono degli aggiustamenti da fare all’ultimo minuto, magari in base al risultato di una semifinale. Qui l’esperienza è quella che può dare una marcia in più a una finale. E - È fondamentale, c’è sempre da imparare dai propri colleghi (nel bene e nel male) e dai propri errori. Ecco un altro pregio che deve avere un tracciatore: guardare, capire e ricordarsi di come poteva fare meglio. Come ti sei trovato a tracciare sui profili della WayOut? C - Molto bene, anche perché questo è stato il secondo anno che traccio qua, quindi sono arrivato con le idee più chiare rispetto allo scorso anno. Anche i profili sono abbastanza vari e si possono creare passaggi dallo stile sempre diverso. Se devo trovare un difetto mi piacerebbe avere profili un po’ più alti.


|Numero 4 / 2012| E - È la palestra dove lavoro e arrampico tutti i giorni… insomma, son sempre sul velluto a casa! Dal punto di vista tecnico e delle linee su cosa avete puntato per questa tracciatura di Coppa Italia? C - Come sempre cerchiamo di realizzare un percorso abbastanza omogeneo, dove tutti i problemi vengano risolti da almeno un arrampicatore. Questo per quello che riguarda la finale, poi cerchiamo di tracciare passaggi con stili sempre diversi e quest’anno con i numerosi volumi che avevamo a disposizione abbiamo cercato di creare passaggi molto aleatori, dove l’errore si paga subito con una bella capriola sul materasso. E - Oltre l’importanza dell’evento in sé, la prima tappa di Coppa serviva anche ai ct Marco Ronchi e Carlo Beltrame per selezionare le Nazionali Senior e U20. Facendo tesoro anche delle recenti esperienze (corso tracciatori internazionale) abbiamo cercato di dare un “taglio” molto internazionale al carattere dei blocchi: quindi movimenti di sensazione, tecnica, lettura a scapito magari della sola preparazione atletica. Sapere che alla gara parteciperanno determinati atleti con determinate caratteristiche influisce sulla tracciatura?

C - Si cerca di fare passaggi che tutti possono riuscire a fare, poi in certi blocchi è avvantaggiato un piccolo in altri un lungo, ma questa è una caratteristica sempre presente in arrampicata. E - Come dicevo prima individuare “colui” per cui tracci è fondamentale per metterlo nelle condizioni di mostrare le proprie qualità. In una gara di alto livello sapere la “starting list” ti fa calibrare al meglio i blocchi nella speranza che essi “lavorino” al meglio stilando una classifica più sgranata possibile. Quanto è importante in percentuale un tracciatore nella riuscita della gara e perché? C - Come ho detto prima il tracciatore deve avere una visione di insieme molto elevata. Il suo compito non è solo quello di avvitare delle prese, deve cercare di non creare tempi morti, deve istruire i giudici in modo chiaro e inopinabile, deve salvaguardare la sicurezza degli atleti e deve creare un grande show. Quindi è la figura perno di tutta la manifestazione. E - Non per peccare di egocentrismo ma le principali responsabilità nella riuscita di una gara

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Cristian Brenna (sopra) ed Enrico Baistrocchi (sotto) testano alcuni dei percorsi da loro disegnati all’interno della palestra Way Out di Milano.

le ha tutte il tracciatore: posso essere nel posto più bello del mondo, con la migliore struttura e prese, l’organizzazione al top, bel tempo, tutto magnifico ma se traccio quattro “ciofeche” butto tutto alle ortiche e tutti si ricorderanno che schifezza di gara o che “cesso” di inaugurazione di una nuova sala… È una grandissima responsabilità! Quanto invece è importante l'organizzazione che ruota attorno all'evento e quindi al tracciatore? C - L’organizzazione è molto importante perché deve cercare di supportarti al massimo in modo che il tracciatore possa fare al meglio il suo lavoro. Quindi avere qualcuno che ti da una mano è fondamentale, soprattutto il giorno della gara dove tutto viene sempre fatto di corsa. E - È altrettanto fondamentale ma in caso di qualche disguido dà meno nell’occhio che un’eventuale castroneria dei tracciatori: gli atleti, il pubblico, gli arrampicatori si dimenticano di mezz’ora di ritardo o di uno scroscio d’acqua. Ma una gara poco emozionante o divertente se la ricordano tutti! Quali sono i vostri attrezzi del mestiere? C - Due chiavi a brugola, un avvitatore, un paio di scarpette, un sacco con la magnesite e due avambracci pronti a diventare belli gonfi. E - Esperienza, creatività, cooperazione e poi l’”hardware”: prese, volumi, strutture, chiavi, avvitatore e la dotazione arrampicatoria. Vi sono marchi con i quali lavorate maggiormente per un rapporto di sponsorship o semplicemente perché vi trovate meglio rispetto ad altri? C - Le due cose vanno a braccetto insieme, nel senso che con le scarpe con cui arrampico tutti i giorni ho un feeling che con altre non ho, così vale anche per l’attrezzo e l’abbigliamento. Io mi affido a Scarpa, Camp e Montura, tre marchi che non hanno bisogno di presentazione, con un nome che è sinonimo di alta qualità, comfort e grande tradizione nel mondo dell’arrampicata e dell’alpinismo. E - A parte marchi prettamente tecnici che uso per arrampicare anche nella quotidianità come LaSportiva, Kong ed E9, collaboro da un paio d’anni con Climbest che si è introdotta nel mercato delle prese d’arrampicata e strutture con gran voglia di fare e qualche idea davvero interessante. Quando puoi essere sicuro che un blocco "lavorerà" alla perfezione in un circuito di gara? C - La certezza ce l’hai solo quando vedi che qualche atleta è riuscito a salire il passaggio. Con l’esperienza però sai di avere una buona percentuale di successo.

E - Non lo sai fino a quando non vedi la classifica finale! Però l’esperienza aiuta soprattutto creando blocchi il più variegati possibile per consentire a tutti gli atleti di esprimersi al meglio. In Italia quanti tracciatori “ceritificati” ci sono ad oggi? Qual è il nostro livello rispetto agli altri paesi? C - Non ne ho la più pallida idea, di certo posso dire che il nostro livello è all’altezza di quello di altri paesi. E - In realtà non lo so di preciso… bisognerebbe controllare l’albo della federazione! Di sicuro che lavorano con regolarità ad alto livello non sono tantissimi. Il nostro livello è decisamente alto e anche la qualità è molto buona, basti pensare che ci sono spesso e volentieri tracciatori italiani in competizioni internazionali (Gnerro, Di Marino e Lella tra i più assidui).

Vi è capitato di essere chiamati anche ad eventi internazionali? C - Un po’ di anni fa ho dato una mano in maniera “unofficial” a tracciare una gara di Coppa del Mondo, adesso mi basta tracciare gare a livello nazionale, perché per tracciare una gara internazionale bisogna investire molto tempo nella preparazione e io ho altri progetti per la testa. E - Ho avuto la fortuna di tracciare come “aiuto” la Coppa del Mondo a Milano l’anno scorso e sono diventato Internazionale a novembre. Adesso sono in attesa di un praticantato per poter poi essere ufficialmente chiamato a tracciare. È chiaro che mi auspico di poter tracciare a livello internazionale in futuro e questo

dipenderà solo ed esclusivamente da come lavorerò. Qual è stata la tua tracciatura meglio riuscita finora? C - Fino adesso le gare che ho tracciato sono sempre andate bene, anche se la gara perfetta non esiste, qualcosa si può sempre migliorare. Sicuramente un fattore di successo è perché traccio solamente con amici o con persone con cui ho un buon feeling, in un’atmosfera rilassata e divertente. Quindi non posso fare una classifica, ogni gara è stata una bella esperienza. E - Spero la gara che devo ancora tracciare. Tutti si ricordano sempre dell’ultima quindi bisogna sempre impegnarsi al massimo e dare tutto! E quella più importante considerando la competizione? C - Le più importanti sono stati i Campionati Italiani, perché essendo in prova unica non ci si può permettere di sbagliare. E - Non voglio fare lo stucchevole ma la mia mentalità è quella di tracciare il meglio possibile e dare il massimo indipendentemente dal livello della competizione: chi scala sui miei itinerari spero sia soddisfatto e si sia espresso al meglio. Ci sono aneddoti curiosi o divertenti da ricordare legati a una vostra tracciatura o a qualche evento particolare? C - Quando traccio o vado a scalare con Enrico ogni momento è divertente. Il prenderci in giro in ogni momento fa parte del gioco, succedono talmente tante cose che adesso non me ne viene in mente neanche una... E - Si potrebbe scrivere un libro… gli arrampicatori sono di sicuro, nel bene e nel male, persone speciali. Vi capita più che gli atleti dopo la gare vi ringrazino per la bella tracciatura o vi maledicano per quello che avete architettato? C - Come sempre in tutte le gare c’è chi è contento e chi è arrabbiato di brutto. Oramai ci ho fatto il callo, ma se devo dirla tutta in entrambi i casi alla fine godo di questo. Ho fatto talmente tante gare che penso sia giusto che un atleta per farsi una buona esperienza debba divertirsi. Ma se una volta gli capita di fare il “giro della morte” non deve prendersela con il tracciatore ma riflettere su quello che ha sbagliato nella preparazione. E - Entrambe le cose! Ed è giusto così. L’importante è saper ascoltare, guardare e imparare da ogni tracciatura che si fa, da soli o in team. Solo così si migliora e si può ambire a diventare un buon tracciatore. Photo credits: Thomas Pagani www.thomaspagani.com


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|Numero 4 / 2012|

Speciale / Iniziative

Intervista con Monica Boraso di LMO, filiale italiana del marchio francese

Climb More, Impact Less: il progetto green di Millet 80 negozi e 5 paesi europei coinvolti nel programma ecosostenibile promosso dall’azienda transalpina. Dal 2006 ha raccolto e riciclato 778.287 mt di corde. A cura di SIMONe BerTI “Climb More, Impact Less” è il progetto ecosostenibile operato da Millet per il riciclo delle corde. Il programma, attivo in Italia dal 1 aprile al 31 agosto 2012 e supportato da diversi strumenti promozionali, presenta una procedura molto semplice ed efficace. L’alpinista/climber porta in negozio la corda usata (minimo 50 mt, con diametro non inferiore a 8 mm) e la rende al negoziante, il quale fornisce l’utente di uno sconto immediato di 20 euro ogni 100 mt di corda per l’acquisto di una nuova corda o di un altro prodotto Millet di valore superiore ai 100 euro (abbigliamento, attrezzatura o scarpe). Lo sconto stesso applicato dal negoziante verrà poi coperto al 50% da Millet. Una volta che il box in cartone è pieno (capienza massima 25 kg), il negoziante dovrà contattare LMO, filiale italiana del marchio francese, che incaricherà l’azienda di ritirare il materiale raccolto presso il punto vendita. Le corde restituite verranno poi portate presso un centro specializzato per essere riconvertite in materiale che Millet userà per la produzione di alcuni articoli. Il programma porta così evidenti vantaggi per l’azienda come per il negoziante, oltre che, ovviamente, per l’ambiente. L’operazione di riciclo infatti, con costo marketing zero, punta a consolidare il rapporto dell’azienda con la rete retail e ad aumentare il movimento in negozio, facendo risparmiare l’utente finale e contribuendo in maniera importante al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente: raccolta e riconversione, alleggerimento dell’imballo. Non a caso, dal 2006, l’impegno congiunto di alpinisti, negozi e palestre ha reso possibile in Europa la raccolta di 778.287 mt di corda complessivi, il riciclo di 52 tonnellate di poliammide e il risparmio di 114 tonnellate di CO2. Abbiamo voluto saperne di più dal riferimento diretto per i negozi italiani, Monica Boraso di LMO, responsabile comunicazione per il marchio Millet in Italia. Partiamo subito dal progetto. Quando è nato e che paesi coinvolge? Il progetto è nato nel 2005 e coinvolge ad oggi Francia, Belgio, Svizzera, Spagna, oltre ovvia-

mente l’Italia, partner storico di questa iniziativa. Inizialmente si chiamava “Reciclez, Economisez”, ma è stato poi ribattezzato “Climb More, Impact less”, rafforzando e ampliando il concetto del risparmio con quello di minor impatto sull’ambiente. Quanti negozi italiani partecipano al programma? Rispetto al 2006 sono cresciuti? I negozianti italiani che partecipano al progetto sono una decina e rappresentano un ottavo dei negozi europei aderenti. L’adesione dalla prima edizione si è mantenuta relativamente stabile. Come accolgono l’iniziativa i negozianti italiani?

E quanti sono gli shop coinvolti a livello europeo? I negozi partner in Europa sono stati oltre 80, un buon segnale di sensibilizzazione alle tematiche del riciclo che ormai fanno parte della nostra cultura e della politica di eco-sostenibilità di ogni grande azienda. Qual è il senso dell’operazione e quali prodotti vengono realizzati con le corde usate? L’obiettivo di questa operazione è risparmiare compiendo un gesto a favore dell’ambiente. Le corde raccolte vengono portate in un centro specializzato in Francia ove il poliammide, un materiale

L’iniziativa è stata accolta favorevolmente, in quanto non solo consolida il rapporto fra Millet e il negoziante stesso, bensì aumenta il cosiddetto “shop traffic”, il movimento in negozio. Inoltre viene fornito un utile servizio al cliente che in questo modo viene fidelizzato e si creano nuove occasioni di acquisto. La quantità di corde riciclate è aumentata negli ultimi anni o è rimasta stabile? I dati parlano da soli: a livello europeo si è passati dai 55.000 mt della prima edizione nel 2005 ai 150.000 del 2008, fino ai quasi 200.000 del 2011. I clienti italiani hanno contribuito molto e in modo proporzionale alla raccolta, segno che quest’iniziativa eco-responsabile è stata comunicata nel modo giusto a un pubblico, quello degli alpinisti, molto legato alle tematiche ambientali. Ci sono negozianti particolarmente attivi in questa iniziativa che volete citare? Un cliente che ha da subito creduto nel progetto è Vertigini Sport di Stroncone (TR), tanto che da solo, nella passata edizione, ha raccolto ben 20 corde usate per una lunghezza di circa 1.500 mt.

altamente performante che permette molteplici cicli di riciclo, viene riconvertito in componenti plastici. Per venire al concreto, buona parte degli appendiabiti Millet sono in poliammide riciclato e questo vuole essere parte del contributo dell’azienda per limitare scorie di produzione, inquinamento e sprechi di energia.

Avete preparato anche dei materiali promozionali per appoggiare il progetto? Per supportare l’operazione, a ogni cliente è stato consegnato un box personalizzato per la raccolta delle corde che verrà utilizzato per la spedizione ai centri di raccolta, in aggiunta ad alcune t-shirts per il personale in cotone 100% riciclato (vedi foto sotto). Ricordiamo anche a tutti i lettori che già non lo sapessero quando è necessario sostituire una corda d’arrampicata? Una corda andrebbe sostituita dopo un anno di uso intenso o due di uso medio. Va accuratamente controllata periodicamente in tutta la sua lunghezza, verificando che non si percepiscano al tatto danneggiamenti alla calza interna e non siano evidenti punti di fuoriuscita dell’anima, tagli, rigonfiamenti e lesioni evidenti, in qual caso la corda va sostituita immediatamente. Millet comunica anche questo aspetto o lascia al negoziante o alla cultura degli utilizzatori il compito di informare e informarsi? Il concetto chiave che cerchiamo di affermare attraverso la nostra forza vendite e i nostri negozianti è che una corda non va meramente valutata e scelta per il suo prezzo, bensì per le sue caratteristiche, il suo utilizzo e il suo ciclo di vita: scegliere la corda giusta e cambiarla al momento giusto è un salva-vita.


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|Numero 4 / 2012|

In vetrina i modelli di scarpette da climbing di alcuni tra i top brand del settore

Speciale / Prodotti DISTRIBUITO DA:

FIVE TEN

Viking Nord Pool 0435.32061 - info@vikingnordpool.com

DISTRIBUITO DA:

EDELRID

Panorama 0472.201114 - info@panoramadiffusion.it

QUANTUM

BLACKWING

TYPHOON

BLIZZARD

TARGET: Climbing COLLEZIONE: Five Ten

TARGET: Climbing e boulder COLLEZIONE: Five Ten Microns, 2011 - Uomo/Donna IDEALE PER: Arrampicata tecnica su strapiombi,

TARGET: Climbing, boulder e avvicinamento COLLEZIONE: Estate 2012 - Uomo/Donna IDEALE PER: Boulder COSTRUZIONE/FORMA: Pretensionamento; costruito

TARGET: Climbing, boulder e avvicinamento COLLEZIONE: Estate 2012 Uomo/Donna IDEALE PER: È la scelta obbligata per tutti gli arrampicatori che cercano il comfort COSTRUZIONE/FORMA: Forma dritta, leggero pretensionamento TOMAIA: Pelle di alta qualità per il massimo del comfort FODERA: Pelle e Lorica CHIUSURA: A doppio Velcro che agevola l’inserimento INTERSUOLA: Rinforzata. Insieme alla forma dritta, garantisce stabilità sugli spigoli e aiuta a risparmiare le forze anche quando si appoggia su prese molto piccole SUOLA: E-Grip MATERIALI UTILIZZATI: Morbida pelle naturale ALTRE CARATTERISTICHE: Il dispositivo ComfortTension-Heel garantisce una tensione confortevole sul tallone PESO: 500 gr TAGLIE: 3-13 UK COLORI: 138 Oasis PREZZO: 75 euro

Microns, 2011 - Uomo IDEALE PER: Arrampicate verticali di medio-alta difficoltà COSTRUZIONE/FORMA: Leggermente arcuata verso il basso “downturned toe” TOMAIA: Cowdura (sintetico) e 3D Polytechnic rivestimento FODERA: Microfibra LINGUA: Imbottita per massimo comfort CHIUSURA: A lacci, “Crazy Curve Lace” per un’allacciatura fissa senza allentamenti SUOLA: Stealth Onyxx ALTRE CARATTERISTICHE: È un’evoluzione della mitica “Lacci”, con nuove tecnologie come il tallone Magic Fingers per tallonaggi perfetti e il bordo gomma in Stealth Mystique che si combina con la suola in Stealth Onyxx per il massimo dell’aderenza TECNOLOGIE: Rivestimento tomaia 3-D Polytechnic, tallone Magic Fingers, bordo gomma in Stealth Mystique, Crazy Curve Lace per l’allacciatura PESO: 218 gr (misura 42 EU) TAGLIE: 5-11 UK COLORI: Viola (Purple) PREZZO: 125 euro

boulder di difficoltà medio-alta COSTRUZIONE/FORMA: Arcuata verso il basso “downturned toe” TOMAIA: Cowdura sintetico e 3D Polytechnic rivestimento FODERA: Microfibra felpata (extra comfort) LINGUA: Sdoppiata imbottita CHIUSURA: Doppio Velcro (velcro closure system) SUOLA: Stealth HF ALTRE CARATTERISTICHE: Simile a una Dragon, la scarpetta più apprezzata dagli atleti Five Ten, con un’allacciatura velcro veloce e sicura. Un nuovo tallone avvolge il piede come un guanto per la massima sensibilità e precisione. Questo modello è adatto ad arrampicate e boulder di medio-alta difficoltà PESO: 241 gr (misura 42 EU) TAGLIE: 4-12 UK COLORI: Red cherry PREZZO: 130 euro

sulla stessa forma aggressiva del Raven TOMAIA: Pelle e Lorica a garanzia di comfort e prestazioni stabili nel tempo FODERA: Pelle e Lorica LINGUA: Linguetta in neoprene CHIUSURA: A Velcro SUOLA: E-Grip ALTRE CARATTERISTICHE: Offre la massima prestazione nel bouldering e nell’arrampicata sportiva più ambiziosa. Grazie alla nuova suola E-Grip, è straordinariamente duttile senza però perdere in stabilità sugli spigoli. L’inserto verde Edelrid sul tallone segue la trasposizione del carico dal piede all’alluce e grazie all’High-Tension-Heel anche gli hook più difficili diventano un gioco da ragazzi PESO: 540 gr TAGLIE: 3-13 UK COLORI: 138 Oasis PREZZO: 85 euro

DISTRIBUITO DA:

WILD CLIMB

M&M Calzaturificio 0423.604147 - info@ilrisuolatore.it

DISTRIBUITO DA:

MILLET

L.M.O. 0423.648281 - contactlmo@lafuma.fr

PANTERA

IMUST LACES

YALLA

HYBRID

TARGET: Arrampicata di alto livello COLLEZIONE: 2012 - Uomo/Unisex IDEALE PER: Placche, vie leggermente strapiombanti COSTRUZIONE/FORMA: Costruzione tubolare in

TARGET: Climbing/boulder/indoor COLLEZIONE: 2012 - Uomo/Unisex IDEALE PER: Arrampicatori esperti COSTRUZIONE/FORMA: Asimmetrica TOMAIA: Pelle/lorica LINGUA: Lorica/cotone CHIUSURA: Lacci INTERSUOLA: Mezza 0,8 mm SUOLA: Vibram XS Grip ALTRE CARATTERISTICHE: Scarpetta da prestazione per

TARGET: Climbing COLLEZIONE: SS 2012 - Uomo IDEALE PER: Esperti COSTRUZIONE/FORMA: Nuovo shape asimmetrico

TARGET: Climbing, boulder, avvicinamento COLLEZIONE: SS 2012 - Uomo/Donna IDEALE PER: Climbing anche per non esperti, difficoltà

microfibra con forma arcuata TOMAIA: Microfibra bicomponente con inserti in lana di vetro FODERA: Microfibra accoppiata LINGUA: Neoprene bordato CHIUSURA: Lacci INTERSUOLA: Tecnopolimero 0,9 mm SUOLA: Vibram ALTRE CARATTERISTICHE: Trattamento antimicrobico TECNOLOGIE UTILIZZATE: Cuciture seamless, tomaia bicomponente PESO: 420 gr (misura 41,5 EU) TAGLIE: 33-48 EU PREZZO: 99 euro

SCARPA

vie estreme, garantisce precisione su tacche piccole e buchi con tallonaggio perfetto. L’HTS (H Torsion System) riduce a zero la rotazione del piede all’interno della scarpetta garantendo precisione e stabilità TECNOLOGIE UTILIZZATE: Brevetto HTS (WildclimbHerodesign) PESO: 350 gr TAGLIE: 34-48 EU (in mezze misure) COLORI: Verde/panna PREZZO: 85 euro

Questa scarpetta è disponibile anche nelle versioni Velcro e Slipper.

INSTINCT / INSTINCT S TARGET: Climbing/bouldering COLLEZIONE: SS 2012 - Uomo/Donna IDEALE PER: Scarpetta high performance, precisa, sensibile con ottimo supporto, indicata per un uso polivalente in falesia e bouldering COSTRUZIONE/FORMA: Forma FQ, leggero profilo asimmetrico, punta concava con fit centrale TOMAIA: Crosta per Instinct e Lorica per Instinct S. Entrambe presentano costruzione bordi con sistema Bi–Tension, sistema grip in gomma a T in punta e costruzione tubolare LINGUA: Elastico tensionatore a costruzione tubolare e tirante e rinforzo in crosta (Instinct) CHIUSURA: Lacci con disposizione perfomance (Instinct) e ballerina elastico (Instinct S) SUOLA: XS Grip2 Vibram 3,5 mm (Instinct) e XS Grip2 Vibram 3 mm (Instinct S) ALTRE CARATTERISTICHE: Fit perfomante, polivalenza d’uso e ottimo rapporto prestazioni/qualità/prezzo. La forma offre precisione in appoggio, si distingue per reattività delle perfomance soprattutto sulle vie o sui passaggi dove è necessario avere dinamicità nel movimento e precisione sui micro appoggi. Il sistema Bi–Tension, abbinato alla particolare allacciatura con il laccio fino alla punta e alla speciale applicazione della

con gancio 3D sulla punta; profilo liscio sul bordo davanti che consente la massima precisione della punta; tallone rinforzato TOMAIA: Microfibra sintetica con fodera rinforzata sulla punta CHIUSURA: Lacci SUOLA: Gomma 4PointsGrip MATERIALI UTILIZZATI: Upper microfiber multilayers, PES toe box lining, composite still insert, 4PointsGrip Millet 4,5 mm TECNOLOGIE UTILIZZATE: Millet Hook Effect - Laser Technology (microscanalature laser per maggior aderenza) PESO: 135 gr MISURE: 4-11 UK PREZZO: 115 euro

crescente, confortevole

COSTRUZIONE/FORMA: Forma liscia e simmetrica TOMAIA: Confortevole in pelle ultrarobusta FODERA: Rinforzata LINGUA: Imbottita per maggior comfort CHIUSURA: Triplo velcro per maggiore efficienza SUOLA: Gomma 4PointsGrip MATERIALI UTILIZZATI: Suede leather, inserti in Polypropylene, gomma 4PointsGrip 4.5 mm TECNOLOGIE UTILIZZATE: 4PointsGrip PESO: 260 gr TAGLIE: 2-14 UK PREZZO: 102 euro

DISTRIBUITO DA:

Calzaturificio Scarpa 0423.5284 - info@scarpa.net

VAPOR V / VAPOR V WMN gomma T sul dorso della tomaia/punta, è stato studiato in modo che tutti i componenti siano parte attiva nel funzionamento della scarpetta. Questo permette di avere sempre le massime prestazioni in termini di performance e di fit nel tempo anche con utilizzo intenso TECNOLOGIE UTILIZZATE: Bi–Tension System, una particolare costruzione del sistema di bordatura che consente di esaltare al massimo la sensibilità in appoggio PESO: 227 gr (misura 40,5 EU, Instinct) e 183 gr (misura 40,5 EU, Instinct S) TAGLIE: 33-45 EU (con mezze misure, Instinct) e 34-45 EU (con mezze misure, Instinct S) COLORI: Parrot (Instinct) e lite orange (Instinct S) PREZZO: 109 euro (Instinct) e 99 euro (Instinct S)

TARGET: Climbing/bouldering COLLEZIONE: SS 2012 - Uomo/Donna IDEALE PER: Scarpetta high performance multiuso, precisa, sensibile che dà un buon supporto, indicata per un uso polivalente in montagna, falesia e bouldering COSTRUZIONE/FORMA: Medio profilo asimmetrico TOMAIA: Crosta con Lorica, costruzione bordi con sistema Bi-Tension e costruzione tubolare LINGUA: Mesh traspirante per massimo comfort e traspirazione con elastico tensionatore CHIUSURA: Doppio Velcro con chiusura opposta e volume dei piedi SUOLA: XS Grip2 Vibram 4 mm ALTRE CARATTERISTICHE: Ottimo Fit e polivalenza d’uso, ottimo rapporto prestazioni/qualità/prezzo. La forma asimmetrica girata leggermente in giù offre un comfort sorprendente al primo impatto. Il sistema Bi–Tension, abbinato alla particolare allacciatura a doppi velcri con chiusura opposta e differenziata, è stato studiato in modo che sia parte attiva nel funzionamento della scarpetta. Questo permette di avere sempre le massime prestazioni in termini di

performance e di fit nel tempo anche con utilizzo intenso TECNOLOGIE UTILIZZATE: BI-Tension System, una particolare costruzione del sistema di bordatura che consente di esaltare al massimo la sensibilità in appoggio PESO: 222 gr (misura 40 EU, Vapor V) e 207 gr (misura 38 EU, Vapor V Wmn) TAGLIE: 34-46 EU (con mezze misure, Vapor V) e 3342 EU (con mezze misure, Vapor V Wmn) COLORI: Lite orange (Vapor V) e turquoise (Vapor V Wmn) PREZZO: 115 euro


|Numero 4 / 2012|

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DISTRIBUITO DA:

ZAMBERLAN

Calzaturificio Zamberlan 0445.660999 - zamberlan@zamberlan.com

LA SPORTIVA

A 80 RAPIDA

A82 PRECISA

FUTURA

MIURA VS WOMAN

TARGET: Climbing COLLEZIONE: SS 2012 - Uomo/Donna IDEALE PER: Scarpetta Made in Italy Patent adatta a

TARGET: Climbing COLLEZIONE: SS 2012 - Uomo/Donna IDEALE PER: Scarpetta Made in Italy ideale per

TARGET: Climbing COLLEZIONE: SS

TARGET: Climbing COLLEZIONE: La Sportiva SS 2013 - Donna IDEALE PER: Modello con calzata media

un utilizzo in falesia e su vie di difficoltà elevate COSTRUZIONE/FORMA: Costruzione Zamberlan Climbing tubolare; forma ideale per climber tecnici che cercano un attrezzo polivalente e affidabile in ogni occasione TOMAIA: Croste Hydrobloc con bordo protettivo in gomma LINGUA: Indipendente e con parte terminale a contatto con il piede, con riporto in morbido Microtex per il massimo comfort e per il trasporto del sudore verso l’esterno. CHIUSURA: Rapida con velcro a regolazione micrometrica (sistema di allacciatura brevettato) SUOLA: Gomma Vibram XS-Grip di 6 mm MATERIALI UTILIZZATI: Vibram ALTRE CARATTERISTICHE: Scarpa sensibile, estremamente versatile e facile da calzare TECNOLOGIE UTILIZZATE: Elastico di tiraggio sul tallone per la massima aderenza, utilizzo di pellame con trattamento speciale per il mantenimento duraturo della forma, rinforzo antideformante nella pianta. PESO: 220 gr (mezzo paio misura 42 EU) TAGLIE: 35-46 EU COLORI: Orange, aloe, pink, violet PREZZO: A partire da 114,95 euro

arrampicata in vie lunghe in montagna, con forma ideale per climbers tecnici che cercano un attrezzo polivalente e affidabile in ogni occasione COSTRUZIONE/FORMA: Zamberlan Climbing. Forma comoda e avvolgente, strutturata ma confortevole TOMAIA: Croste Hydrobloc con bordo protettivo in gomma LINGUA: Avvolgente e sagomata. La parte superiore a contatto con il collo del piede è realizzata per offrire il massimo comfort e presenta un inserto in Microtex per il trasporto del sudore verso l’esterno CHIUSURA: A lacci fino in punta per la massima sensibilità SUOLA: Gomma Vibram XS-Grip MATERIALI UTILIZZATI: Vibram ALTRE CARATTERISTICHE: Scarpa precisa con forma comoda e avvolgente, strutturata ma confortevole. TECNOLOGIE UTILIZZATE: Costruzione Zamberlan Climbing ergonomica e performante PESO: 230 gr (mezzo paio misura 37 EU) TAGLIE: 35-46 EU COLORI: Amaranto, aloe, black PREZZO: 119,95 euro

DISTRIBUITO DA:

Amorini 075.691193 - amorini@amorini.it

MAD ROCK DEMON 2.0

MAD MONKEY 2.0

TARGET: Boulder COLLEZIONE: 2012 - Unisex IDEALE PER: Bouldering estremo e competizione COSTRUZIONE/FORMA: Tipica forma “a banana”

TARGET: Arrampicata indoor/outdoor per bambini COLLEZIONE: 2012 - Unisex (bambino/bambina) IDEALE PER: I bambini che hanno iniziato ad

(asymetric downturned concave), tecnologia Power Flex, suola concava TOMAIA: Misto sintetico (tecnologia SynFlex traspirante) FODERA: Sintetica CHIUSURA: Velcro SUOLA: Policarbonato ad alta aderenza ALTRE CARATTERISTICHE: Science Friction 3.0 e R2 (Tecnica di frizione 3.0 e R2), 3D Molded Concave Sole (suola concava 3D), Power Upper (tomaia leggera, sottile e molto resistente), Side Entry System (sistema di chiusura laterale per maggiore copertura della superfice della tomaia) e 3D Molded Heel Cup (tallone modellato a coppa 3D) PESO: 240 gr TAGLIE: 34,5-50 EU COLORI: Standard, bianco, nero, arancio, grigio PREZZO: 86 euro

2013 - Uomo e Donna IDEALE PER: Scarpetta dedicata a chi inizia ad arrampicare ma anche a chi intende approcciare un nuovo tipo di scalata, più fluida e senza il tradizionale spigolo COSTRUZIONE/FORMA: Costruzione No-Edge, nuova rivoluzionaria filosofia di costruzione basata sull’assenza dei classici “spigoli” della suola e sull’utilizzo di uno strato di gomma più sottile e omogeneo che aumenta la sensibilità e consente al piede di esercitare una spinta uniforme sulle pareti interne della scarpetta. Questa filosofia di costruzione, già presente sul modello Speedster, è applicata su Futura in maniera nuova, pensata per incontrare anche le esigenze degli arrampicatori di medio livello TOMAIA: Abbinamento vitello scamosciato e Lorica, costruzione tubolare FODERA: Assente LINGUA: Tessuto elastico CHIUSURA: Fast Lacing System veloce, preciso e immediato INTERSUOLA: LaspoFlex 1,1 completa abbinata a P3 System (Permanent Power Platform) SUOLA: Vibram XSGrip2 3mm MATERIALI UTILIZZATI: Vitello scamosciato e Lorica ALTRE CARATTERISTICHE: Fast Lacing System e P3 System dotati di brevetto TECNOLOGIE UTILIZZATE: P3 System che mantiente la forma nel tempo, suola Vibram XS Grip 2 e No-Edge System, sistema di costruzione senza spigoli PESO: 450 gr al paio TAGLIE: 32-46 EU con mezze taglie COLORI: Blue PREZZO: 139 euro

LE TECNOLOGIE MAD ROCK SCIENCE FRICTION 3.0 (TECNICA DI FRIZIONE 3.0) Oltre a essere più resistente di qualsiasi formula precedente, la nuova “Tecnica di Frizione 3.0” è caratterizzata anche da un maggiore attrito. Tutto ciò incrementa la resistenza allo strappo e la memoria del composto. È applicata alle componenti delle scarpe come il 3D Hooking Heel (l’aggancio del tallone) e il 3D Concave Sole (suola concava). SCIENCE FRICTION R2 (TECNICA DI FRIZIONE R2) La nuova tecnica di attrito è stata incorporata anche nella gamma di solette in gomma. L’attrito, la resistenza e l’elasticità delle solette in gomma sono stati migliorati. Queste solette sono applicate su tutte le scarpette d’arrampicata Mad Rock. 3D MOLDED CONCAVE SOLE (SUOLA CONCAVA 3D) Grazie a un sistema brevettato, questa suola dalla forma concava offre superfici di contatto e bordi ancora più resistenti. È presente sia sulla linea “Con” che “Demon”. 3D MOLDED HEEL CUP (TALLONE MODELLATO A COPPA 3D) Mad Rock ha ideato un “tacco” a coppa che consente di agganciarsi, restare sospesi o fermi meglio di qualsiasi altro sistema. Il nuovo 3D Molded Heel Cup è dotato di scanalature per migliorare la capacità di aggancio e insieme alle due gobbe posizionate perfettamente assicura che il tallone non scivoli.

DISTRIBUITO DA:

La Sportiva 0462.571800 - www.lasportiva.com

NO EDGE TECHNOLOGY

arrampicare

COSTRUZIONE/FORMA: Suola regolare di medio/dura densità, costruzione asimmetrica e con regolazione a velcro. TOMAIA: Misto sintetico (tecnologia SynFlex traspirante) FODERA: Sintetica CHIUSURA: Velcro SUOLA: Policarbonato ad alta aderenza ALTRE CARATTERISTICHE: Il design innovativo utilizza nella parte posteriore un cinturino regolabile che consente alla scarpa di seguire la continua crescita del piede del bambino. Il modello è adatto a piedi sensibili e assicura massimo comfort PESO: 141 gr TAGLIE: 28-36 EU COLORI: Standard blu, giallo e nero con logo Mad Rock PREZZO: 45 euro

ideale per le competizioni e per le climber più esigenti TOMAIA: A costruzione tubolare in vitello scamosciato FODERA: Pacific CHIUSURA: Con tre velcri INTERSUOLA: LaspoFlex 1,1 mm solo anteriormente abbinato al sistema P3 SUOLA: Vibram XS Grip2 3,5 mm MATERIALI UTILIZZATI: Vitello scamosciato ALTRE CARATTERISTICHE: Mantiene le eccezionali caratteristiche del modello con i lacci (Miura VS), coniugandole a nuovi elementi a elevata tecnicità e a una maggiore velocità di calzata grazie ai 3 velcri; presenta plantare con tecnologia P3, che assicura il mantenimento della forma evitando il naturale cedimento dei materiali e garantendo massime performances nel tempo TECNOLOGIE UTILIZZATE: Vibram Xs Grip2 e P3 System PESO: 440 gr al paio TAGLIE: 32-43 EU con mezze misure COLORI: Ice PREZZO: 129 euro

Dall’attento studio della morfologia del piede e di come questo viene utilizzato in arrampicata su appoggi che possono essere di forme e di tipologie diverse, nasce la rivoluzionaria filosofia No-Edge (applicata ai modelli Futura e Speedster): una tecnica costruttiva che permette l’eliminazione degli spigoli della suola per un’arrampicata più fluida, precisa e armoniosa. La costruzione - La costruzione No-Edge segue perfettamente il profilo del piede, che per sua natura è curvo, utilizzando uno strato di gomma più sottile rispetto alla costruzione tradizionale e mantenendone lo stesso spessore su tutta la calzatura. Questa soluzione permette di ottenere una maggiore vicinanza tra il piede e la roccia evitando il tradizionale spigolo sulla suola che aumenta la leva nella spinta. No-Edge si sviluppa a partire da 3 concetti fondamentali: sensibilità, spinta omogenea, adattabilità. Sensibilità - Grazie allo spessore di gomma ridotto, la costruzione No-Edge riduce la distanza tra piede e roccia aumentando la sensibilità in appoggio e la superficie di contatto. Questa filosofia di costruzione evita un’eccessiva compressione delle dita del piede per un comfort di calzata ottimale. Spinta omogenea - L’assenza dello spigolo permette al piede di esercitare una spinta uniforme sulle pareti interne della scarpetta, trasferendola all’esterno in modo omogeneo su tutta la superficie di contatto anziché in punti specifici. Questo permette una scalata più fluida e contribuisce a un’usura inferiore del prodotto. Adattabilità - L’assenza di spigoli, l’accentuata sensibilità e la possibilità di applicare una spinta omogenea sulla superficie, permette un’estrema adattabilità della scarpetta alla roccia e di massimizzare la superficie di contatto con gli appoggi in tutte le situazioni.


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|Numero 4 / 2012|

Speciale / Prodotti

In vetrina i modelli climbing delle collezioni PE 2012 di alcuni tra i top brand del settore

ARC’TERYX

BEAL

IMBRAGO M270

DIABLO 9.8

BIG AIR BAG

Questo nuovissimo imbrago incorpora tutto il know how tecnologico del brand canadese Arc’teryx. Si distingue per l’estrema versatilità d’uso: M270 è infatti perfetto su misto e ghiaccio ed è dunque adatto per un utilizzo multi-stagionale. Ultraleggero, porta il comfort e la sicurezza a nuovi livelli. I cosciali in mesh sono ampi abbastanza da consentire di infilare l’imbrago con gli scarponi addosso e con più strati di abbigliamento. I 15 punti di ancoraggio da ghiaccio e i due ampi anelli per l’attrezza massimizzano il comfort in azione. La costruzione si avvale della tecnologia Warp Strength per la migliore

distribuzione del carico sull’intera struttura dell’imbrago. Anello di sicurezza, scosciali e punti di legatura in mesh; indicatore di sicurezza sull’anello e sui punti di legatura; due anelli regolabili; fibbia auto-bloccante. Prezzo consigliato: 120 euro.

Concetto originale di piegatura ibrida arrotolata e piegata. Questo sistema consente al Big Air Bag, malgrado i suoi 180 cm, di ripiegarsi molto facilmente ed essere meno ingombrante dei modelli di taglia equivalente ma arrotolati. Il concetto Verso permette la scelta della superficie di atterraggio in funzione dell'altezza di caduta. Presenta imbottitura a tripla densità reticolata che ottimizza l'ammortizzamento in funzione delle varie altezze di caduta, angoli rinforzati, bretelle amovibili che si trasformano in tracolla e aerazioni laterali. Prezzo: 236 euro.

CHALK BAG C40 & C80

ETHER COMP CREW SS & LS

Realizzata con il tessuto Burly Double Wave per offrire elasticità nelle 2 direzioni, tenacia, flessibilità. Disponibile in 2 diverse misure, per il miglior adattamento a qualsiasi tipo di mano. Tasca esterna con zip; chiusura con cordoncino; attacco per la cintura sagomato a iniezione; cavatappi; cintura in vita; porta-pennello. Prezzo consigliato: 25 euro (c40) e 30 euro (c80).

Leggerissima e versatile, coniuga le performance di due tessuti tecnici: Helius (peso piuma, traspirante, fresco al tatto) e Enduraflex (elasticizzato in larghezza e in lunghezza, tenace, resistente all’abrasione) per l’area delle spalle e delle braccia. Disponibile nelle due versioni a mezza manica e a manica lunga, entrambe con protezione solare UPF 50+. Prezzo consigliato: 60 euro (SS) e 85 euro (LS).

Dopo la Diablo 10.2, Beal ha sviluppato la Diablo 9.8 Unicore per gli arrampicatori più esigenti. Grazie alla fluidità della calza, la Diablo 9.8 Unicore è ancora più performante nel recupero della corda e nel moschettonaggio rispetto alle corde classiche di diametro e peso inferiore. Questo modello è destinato agli arrampicatori esperti e agli assicuratori attenti, in quanto la sua fluidità richiede un’attenzione maggiore in assicurazione rispetto a una corda di diametro maggiore. Compatta e flessibile, offre una migliore resistenza all’abrasione. Prezzo: 187 euro (70 mt).

DISTRIBUITO DA:

4US - 0436.2731 - 4ussrl@tin.it

CAMP ARMOUR

PHOTON EXPRESS MIXTE

Tecnico, confortevole e bello da vedere, il casco Armour si conferma best seller della linea CAMP dopo aver protetto già migliaia di alpinisti e arrampicatori dal suo lancio avvenuto nel 2008. Casco polivalente declinato nelle tre diverse versioni uomo, donna e bambino, Armour viene rinnovato per il 2012 nell’estetica con una nuova ampia scelta di colori. Calotta interna in EPS, calotta esterna in ABS stampato a iniezione, fori laterali per ventilazione, sistema di regolazione posteriore con rotella e portalampada. Avvolgente e confortevole, dalla grafica accattivante, disponibile in 6 colori vivaci. Peso: 340 gr (versione uomo).

Il rinvio CAMP Photon Express Mixte, composto dai moschettoni Photon (leva diritta) e Photon Wire (leva curva), combina numerosi vantaggi. Funzionalità, performance e leggerezza sono i suoi punti di forza, al fine di offrire un ottimo comfort d’uso e una maggiore sicurezza. Il moschettone Photon presenta leva sagomata per facilitare l’apertura; la versione Wire è super leggera, maneggevole e con una grande apertura. Misure e peso: 11 cm-75 gr, 15 cm-78 gr, 20 cm-81 gr.

CASSIN LASER CR Il mix perfetto tra comfort ed ergonomia. Il nuovo imbrago Cassin Laser CR è concepito per l’arrampicata su lunghe vie in montagna e l’alpinismo. Il sistema di costruzione permette una riduzione di peso e ingombro, aumentando al tempo stesso il comfort. Struttura portante costituita da una fettuccia tagliata anatomicamente al laser che garantisce un’omogenea distribuzione del carico su tutta la larghezza del cinturone e sui cosciali regolabili. Interno imbottito e ricoperto in confortevole mesh 3D per favorire l’asciugatura da sudore e umidità, esterno in nylon anti-abrasione, cuciture interne protette e ispezionabili. 4 porta materiali sagomati. Peso: 410 gr.

DISTRIBUITO DA:

Dinamiche Verticali 011.2732500 - info@petzl.it

BLACK DIAMOND MAGNETRON GRIDLOCK

FLIGHT

Una delle novità più interessanti di Black Diamond. Il moschettone Magnetron GridLock porta i livelli di sicurezza più in alto dei moschettoni con chiusura a molla disponibili sul mercato e può essere manovrato con una mano sola. Il sistema conta su bracci di chiusura magnetici presenti nell’apertura che attirano un inserto di acciaio presente nel naso, creando un meccanismo forte, pulito e affidabile in tutte le condizioni di arrampicata.

Imbracatura ad alto rendimento per arrampicata sportiva o missioni leggere, la nuova Black Diamond Flight è incredibilmente leggera e presenta quattro agganci Mondo. Costruita con la nuova tecnologia Dual Core XP Construction, combina una cintura traspirante Ognuno OpenAir e supporti per le gambe ampi in nylon a elevata trazione, per un comfort e una traspirabilità ottimali. Le nuove fibbie della cintura Forged Speed Adjust sono facili e veloci da regolare, come anche le fibbie per la regolazione dei supporti delle gambe TrakFIT. Gli inserti antiabrasione Bombshell sulla cintura e i supporti per le gambe sono 20 volte più durevoli degli inserti in nylon standard.

DISTRIBUITO DA:

Black Diamond Equipment +41.61.5643333 - climb@blackdiamond.eu

CLIMBING TECHNOLOGY ALPINE UP

GALAXY

L’assicuratore Alpine Up è il più completo e versatile assicuratore/discensore mai prodotto, adatto all’uso in montagna con mezze corde, corde gemelle ø7.7÷9 mm o corda intera ø 8.9 ÷ 10.5 mm. Estremamente vantaggioso, permette la discesa in corda doppia in modalità autobloccante e offre due modalità di assicurazione: frenata assistita manuale (modalità Click Up) e frenata manuale (modalità Dynamic). Inoltre consente assicurazione indipendente e autobloccante di uno o due secondi e la possibilità di sbloccaggio e calata progressivo sotto tensione di un secondo. L’Alpine Up è stato progettato per l’arrampicata in montagna e per l’alpinismo, è semplice da utilizzare, intuitivo nelle sue funzioni e sicuro perché a prova di errore. Brevettato e interamente progettato e costruito in Italia.

Casco polivalente ideale per chi si avvicina al mondo dell’alpinismo e richiede un casco robusto, duraturo, con un rapporto qualità prezzo imbattibile, ma senza rinunciare al massimo livello di protezione. La taglia regolabile permette di adattarsi alla testa del bambino, della donna e dell’uomo. La calotta esterna è realizzata in ABS. Dotato di visiera Visor Galaxy opzionale, è disponibile nei colori bianco, rosso, rosa e verde. Taglia universale cm 50÷61 - in 19,5÷24. Peso: 350 gr. Certificazione: CE EN 12492:2003 UIAA.

DISTRIBUITI DA:

DISTRIBUITO DA:

C.A.M.P. - 0341.890117 - contact@camp.it

Aludesign - 035.783595 - commerciale@aludesign.it


|Numero 4 / 2012|

E9

EDELRID

BOULDER BOY

Con la nuova linea Sum 012, E9 ripropone nella t-shirt in cotone il suo storico personaggio, il super eroe Boulder Boy, “protettore dei boulderisti”. Disponibile nei colori milk, cedar e beige, con stampata fronte retro, esprime al pieno lo spirito creativo di E9. 100% Made in Italy.

MARGE

CABLE VARIO

Per l’estate 2012 E9 propone la canotta donna Marge, in cotone elasticizzato. Un’artistica composizione floreale sul davanti rende unico e originale questo capo, mentre sul retro i fiorellini sono stampati sulle righine. Disponibile nei colori cedar, water, pink. 100% made in Italy.

Il Cable Vario è il primo set da via ferrata che consente di adattare la resistenza di freno al peso dell’utilizzatore. Cuore del Cable Vario è l’innovativo Variobrake, che consente di modificare con precisione la resistenza del freno rispetto al peso dell’utilizzatore. I vantaggi sono evidenti: un set adatto per ogni tipo di utilizzatore. In questo modo anche per bambini e persone di poco peso si riesce a raggiungere un percorso di frenata di 1,2 mt e la forza d’arresto è quella strettamente necessaria. In questo modo si evitano gravi lesioni a causa della mancata attivazione dell’ammortizzatore di caduta. Ovviamente

anche il Cable Vario non rinuncia agli usuali dettagli Edelrid, come i moschettoni brevettati OneTouch, che in combinazione con le estremità elastiche garantiscono una maneggevolezza imbattibile nell’incastrare e disincastrare i moschettoni, mentre il girello integrato impedisce ai bracci di attorcigliarsi durante il cambio di gancio. Peso: 560 gr.

SMITH

VIPER 9,6

L’imbracatura Smith unisce massimo comfort e peso contenuto, aprendo nuovi orizzonti nel settore delle imbracature. La costruzione laminata garantisce una distribuzione ottimale del carico e del tiro, i cosciali anatomici con inserto Mesh elastico si adeguano al corpo come una seconda pelle. Il sistema E-Turn aumenta ulteriormente il comfort e la maneggevolezza. Per aumentare la durata del prodotto il punto di aggancio alla corda, maggiormente sollecitato, viene ulteriormente rafforzato con la protezione Hytrel. La Smith è dotata di quattro fettucce portamateriale asimmetriche e di una fettuccia per il Chalk Bag. Peso: 370 gr. Misure: XS, S, M e L.

DISTRIBUITO DA: E9 - 0736.391022 - info@enove.it

FERRINO DREAM TIME Crash pad con imbottitura a 3 strati che formano un sandwich composto da 2 strati di spugna ad alta densità e uno strato di spugna a cellule aperte. La cerniera d'unione permette d'accoppiare i materassi anche sul lato corto. Presenta spallacci amovibili trasformabili in tracolla, maniglie di trasporto, compressioni laterali con fibbia in alluminio anti schiacciamento, tappetino per la pulizia delle scarpe. Dimensioni: 130x100x12,5 cm.

Circonferenza minuta, peso contenuto e un handling equilibrato. La Viper è una corda semplice che soprattutto gli arrampicatori sportivi sapranno apprezzare. Grazie all’aumento del volume della calza del 45%, la Viper è eccezionalmente resistente nonostante la piccola circonferenza. Il nuovo procedimento DuoTec garantisce una durata maggiore e il design inconfondibile della corda. Peso: 60 gr/m. Lunghezze: 60 mt, 70 mt e 80 mt (DuoTec), 50 mt, 60 mt, 70 mt, 80 mt, 200 mt e 400 mt.

DRAGON CAMS

DISTRIBUITO DA:

Panorama 0472.201114 - info@panoramadiffusion.it

Al fine di fornire più opzioni nella gamma dei dispositivi di assicurazione attivi, Ferrino ha combinato alcune delle migliori funzioni di due camme già esistenti: la collaudata unità di testa 13,75° con il popolare stelo del Dragon. Il risultato è un dispositivo leggero, versatile e funzionale, perfetto per gli scalatori che preferiscono il singolo stelo ergonomico e che sono abituati al sistema tradizionale di dimensionamento Ferrino, oltre che per coloro che vogliono avere maggiori opzioni di posizionamento. La gamma copre gli inserimenti da 13 mm a 100 mm in nove misure colorate.

KONG SET ARGON MIX

DISTRIBUITO DA:

Ferrino & C. 011.2230711 - info@ferrino.it

GRIVEL QUICK EASY GHOST SERIE ALPHA

MAGO

Il nuovo, pratico, copri-rinvio “Quick easy Draw 3F” di Grivel ha tre caratteristiche: protezione, forma ergonomica, personalizzazione. Facile da impugnare e comodo da maneggiare, il 3F è funzionale per assicurarsi e garantisce la corretta rigidità al rinvio. Una vasta gamma di colori per distinguere i propri rinvii, le misure diverse e i differenti modelli. Il 3F protegge i rinvii dalle abrasioni contro la roccia e allo stesso tempo lascia le cuciture visibili per facilitare l’ispezione.

Zaino da arrampicata, è molto utile per piccoli carichi come scarpe per la discesa, chiavi, acqua, snacks o indumenti da pioggia. Presenta schienale imbottito, spallaccio singolo in air mesh, taschino mobile. Volume: 12 lt. Peso: 252 gr.

DISTRIBUITO DA:

Grivel 0165.843714 - info@grivel.com

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I due connettori di un set devono svolgere funzioni ben diverse tra di loro: il primo, generalmente a leva dritta, deve facilmente entrare, ruotare ed essere estratto dal punto di ancoraggio; il secondo deve permettere il facile inserimento della corda. Il set Argon Mix incarna al meglio questo concetto di rinvio: il piccolo connettore dotato di sistema Key Lock evita qualunque impiglio con lo spit mentre la leva a filo di dimensioni maggiori e dotata di ampio passaggio favorisce l’inserimento della corda, garantendo inoltre una durata quattro

volte superiore ai normali connettori. La fettuccia Dyneema da 13 mm è disponibile in varie lunghezze (12, 16, 21, 26 cm). Il perfetto compromesso tra leggerezza e funzionalità, facile e comodo da maneggiare, con ottimo handling della leva. Completamente Made in Italy. Materiale: lega leggera d'alluminio. Passaggio corda: 21 mm di diametro. Peso: 83 gr il set completo. Omologazione: UIAA, CE EN 12275.

VICTOR

SCARAB

Nuova imbracatura da alpinismo con ampie imbottiture su cintura e cosciali che garantiscono al tempo stesso il massimo comfort di utilizzo e una grande traspirabilità. Dotata di cintura e cosciali regolabili con fibbie rapide, presenta 4 ampi anelli porta-materiale. Disponibile nelle taglie XS, S, M, L, XL, XXL, pesa 410 gr (taglia M). Omologazione: UIAA, CE EN 12277/C.

L'unico casco omologato per 4 sport: alpinismo, ciclismo, equitazione, water sports (UIAA 106, CE EN 12492, CE EN 1078, CE EN 1384, CE EN 1385). Presenta sistema di regolazione a rotella Perfix System e imbottitura asportabile per il lavaggio. Disponibile con accessorio visiera "Visor" e nella nuova versione Pearl Black. Dotato di agganci per lampade frontali. Realizzato in policarbonato a densità differenziata "in moulding system". Misure: taglia universale da 51 cm a 62 cm. Peso: solo 245 gr. DISTRIBUITO DA:

Kong 0341.630506 - info@kong.it


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|Numero 4 / 2012|

In vetrina i modelli climbing delle collezioni PE 2012 di alcuni tra i top brand del settore

Speciale / Prodotti THE NORTH FACE ALPINE PROJECT WIND JKT

Giacca a vento in tessuto ripstop, resistente agli agenti atmosferici e perfetta per il climbing. Si rivela molto utile in caso di freddo nelle escursioni primaverili o estive. Il tessuto in nylon ripstop è trattato con il rivestimento DWR (Durable Water Repellent) per maggiore resistenza e impermeabilità. Il cappuccio fisso può essere regolato con una singola coulisse per ulteriore protezione in quota. Disponibile nelle misure S, M, L e XL. Prezzo: 150 euro.

MAMMUT HIGHBALL PANT Pantaloni da arrampicata resistenti in tessuto elasticizzato per la massima durabilità e libertà di movimento, con protezione solare (UPF 30). Dal tassello inguinale alla patta con apertura in senso inverso compatibile con le imbragature, fino al passante per l’attacco della sacca porta-magnesite, ogni aspetto dei pantaloni Highball è studiato appositamente per semplificare l’arrampicata. Disponibile nelle misure S, M, L e XL. Prezzo: 80 euro.

DISTRIBUITO DA:

The North Face 0423.683100 - www.thenorthface.com

MILLET ROC ASCENT TS SS

ABSOLUTE PRO 9 Corda con tripla certificazione ideale per i professionisti. Fluida e compatta, molto sottile, ha la più bassa forza d’impatto fra le corde sul mercato, fonte di gran sicurezza. Progettata anche per le lunghe vie in falesia, per questa corda è consigliato l’uso di guanti. Diametro 9. Disponibile in 3 lunghezze: 50, 80 e 200 metri. Prezzo al pubblico: da 137 euro a 530 euro.

T-shirt in cotone stretch per una maggiore libertà di movimento. Resistente e ultracomoda, risulta perfetta per l’arrampicata sportiva, i climbing trip e lo stile di vita Roc Session. Prezzo al pubblico: 39 euro.

DISTRIBUITO DA: L.M.O.

0423.648281 - contactlmo@lafuma.fr

PETZL ANGE FINESSE L+L

I rinvii Ange Finesse sono dotati dei nuovi moschettoni Ange S e Ange L. La tecnologia MonoFil Keylock di Petzl e il profilo ad H assicurano a questi moschettoni un peso ultraleggero e un rapporto peso/resistenza ottimale. Garantiscono anche un'eccellente durata, come i nuovi anelli Finesse in Dyneema. I rinvii sono dotati di protezione String S per posizionare correttamente il moschettone lato corda durante il moschettonaggio, proteggendo la fettuccia dall'abrasione. Prezzo: 23 euro. DISTRIBUITO DA: Dinamiche Verticali

011.2732500 - info@petzl.it

CORAX

La Corax è l'imbracatura polivalente per eccellenza. Con le sue due taglie si adatta a tutte le morfologie di utilizzatori. Il comfort e la facilità di utilizzo la destinano al maggior numero di utilizzatori per l'arrampicata, l'alpinismo o la via ferrata. Prezzo: 54 euro.

REALIZATION

L’evoluzione dell’imbrago da arrampicata. Il Realization è il primo imbrago combinato con il pantalone. Ottimo comfort grazie agli inserti elastici per una massima libertà di movimento, facile e veloce da regolare. La struttura dell’imbrago è fatta di una sola fettuccia integrata al bacino e alle cosce. Il Realization è lavabile fino a 40°. Prezzo: 199 euro.

GOLDEN ROPE

Corda da 9,5 mm in versione limitata per festeggiare il 150° anniversario di Mammut. Molto leggera e robusta grazie al diametro ridotto, offre ottime performance di handling e resistenza grazie al trattamento COATINGfinish. Peso al metro: 58 gr.

SMART Lo Smart è disegnato per soddisfare i bisogni dei climbers indoor e outdoor. Frena dinamicamente in caso di cadute accidentali e blocca anche se l’utilizzatore esercita poca forza. Adatto a tutti gli attuali moschettoni HMS, può essere utilizzato con corde dal diametro di 8,9 mm fino a 10,5 mm.

DISTRIBUITO DA: Socrep

0471.797022 - info@socrep.it

SALEWA BALANCE

ROCK JIMMY

Questa canotta Salewa da donna, realizzata in confortevole cotone stretch, è perfetta per l’arrampicata. Le spalle sono completamente libere nel movimento e la libertà è accentuata dalla spallina elastica sulla schiena. Inoltre il tessuto di questo capo si arricchisce grazie all’innovativa funzione antizanzare HealthGuard: un particolare trattamento di finissaggio che tiene le zanzare (e altri insetti fastidiosi come zecche e mosche) lontani dai capi di abbigliamento e, di conseguenza, dalla pelle. Disponibile nelle misure 38-50 e nei colori white e black. Peso: 130 gr. Prezzo consigliato al pubblico: 39,90 euro.

T-shirt 100% cotone ispirata al Rockshow. La stampa fa leva sul gioco di parole Rockshow riproducendo il volto della mitica rockstar Jimi Hendrix. Valore aggiunto di questo capo l’innovativa funzione antizanzare HealthGuard: un particolare trattamento di finissaggio che tiene le zanzare (e altri insetti fastidiosi come zecche e mosche) lontani dai capi di abbigliamento e, di conseguenza, dalla pelle. Disponibile nelle misure S-3XL e nei colori turkish coffee, kashmir green, pagoda e devils. Peso: 140 gr. Prezzo consigliato al pubblico: 30 euro.

PORTA MAGNESITE

ROPEBAG

Pratico sacchetto porta magnesite con tasca portavalori o portachiavi con chiusura a cerniera. Possibilità di fissaggio della spazzola per pulire la roccia; cinturino incluso. Disponibile in brillanti varianti colore. Peso: 100 gr. Prezzo consigliato al pubblico: 15,90 euro.

La Ropebag Salewa è una pratica combinazione tra zaino e sacca portacorda, dotata di spallacci e due manici per poterla afferrare da ogni lato. Offre lo spazio necessario per riporvi l’attrezzatura da arrampicata e la corda. Il telo portacorda è integrato nella sacca ed è estraibile. Inoltre esternamente è dotato di piccole tasche portavalori e asole di fissaggio. Pesa 500 gr. Misure: 42x32 cm. Volume: 15 lt. Prezzo consigliato al pubblico: 29,90 euro.

DISTRIBUITO DA: Oberalp

0471.242900 - info@salewa.it


ARTCRAFTS International – www.artcraftsinternational.it

Outdoor Magazine n.4  

The b2b monthly publication of the italian and european outdoor market

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