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SUPERBIKE Troy Bayliss presenta il round di domenica a Monza ®

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18 4/10 MAGGIO 2010 Settimanale Anno XXXIII Fascicolo 1670

2,50 Euro (Italy only)

IL CASO Pedrosa in polemica con la Honda

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art.1, c.1, DCB Bologna PTE CONT. 5,00 Euro - Canton Ticino 8,00 Chf

MEDIE “SUPERIORI” Yamaha FZ8/Fazer 8 Ducati Monster 796 MOTO2 Vincere è dura anche per Elias

Lorenzo

che (af)foga!

MOTOGP SPAGNA Jorge strapazza Dani nell’ultimo giro Poi festeggia con un tuffo... suicida


Sommario numero 18/2010

1LA POSTA Lettere di Stefano Saragoni Officina di Massimo Clarke

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1PADDOCK

Velocità, cross, enduro, trial, minimoto, speedway, supermoto

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1IN PISTA

MotoGP GP Spagna. Commenti, foto, pagelle, interviste, dai nostri inviati a Jerez Moto2 GP Spagna 125 GP Spagna Superbike Verso il quinto round a Monza CIV Seconda prova a Monza

28 52 58 64 68

1FUORISTRADA

Supercross USA Sedicesima prova a Salt Lake City Cross MX3 Mondiale, terza prova in Argentina Supermoto Mondiale, prima prova in Italia Rally Campionato Italiano Sportitalia I campionati nazionali e regionali

72 73 76 77 78

1SU STRADA

Prova novità Ducati Monster 796 Prova novità Yamaha FZ8/Fazer 8 Attualità Le serie speciali della Vespa Motolandia Turismo, viaggi, epoca Made in Abbigliamento e accessori

84 90 98 100 104

1MERCATINO

Compravendita di moto e accessori 106

1GP GUIDA

Gare e raduni Gli appuntamenti in pista

114

1RUBRICHE

Contromano di Marco Masetti Polvere di stelle di Luigi Rivola Qui Giappone di Laurent Benchana Donne e motori di Laura Cattaneo Via col vento di Giovanni Carlo Nuzzo

20 22 96 102 103

Direttore responsabile STEFANO SARAGONI 051.6227.232 s.saragoni@motosprint.it Redazione DARIO BALLARDINI 051.6227.234 d.ballardini@motosprint.it ENRICO BORGHI 051.6227.294 e.borghi@motosprint.it GIANCARLO GIANNOBILE 051.6227.231 g.giannobile@motosprint.it MARISA IMBROGNO 051.6227.203 m.imbrogno@motosprint.it RICCARDO PIERGENTILI 051.6227.360 r.piergentili@motosprint.it LUCIA VOLTAN 051.6227.321 l.voltan@motosprint.it Grafici grafici_ms@motosprint.it LUCA LAZAZZERA 051.6227.251 CRISTIAN TROMBA 051.6227.393 IGLIS BACCHI 051.6227.293 LUIGI RAIMONDI 051.6227.252 VANNI ROMAGNOLI 051.6227.420 Segreteria di redazione CINZIA STAFFA 051.6227.204 motosprint@motosprint.it Archivio CLAUDIO GIROTTI 051.6227.341 GIUSEPPE RIMONDI MAX MATTIOLI

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Lettere

di Stefano Saragoni posta@motosprint.it

Pro e contro l’abbigliamento “obbligato” NELL’ARTICOLO “Integralismo Urbano” sul n. 16, in cui si parla della proposta di legge che imporrebbe un abbigliamento tecnico specifico da indossare alla guida di motocicli, dite: “Ci vogliono obbligare a vestire sempre come piloti...” e poi parlate del “buonsenso” di chi si mette alla guida... Non sono d’accordo con i dubbi espressi e sul fatto che il buonsenso sia un dono salvavita. Non ho più l’età dei fiori e se, nonostante gli incidenti con la moto in strada e in città, anche gravi, non porto conseguenze debilitanti è perché, maniacalmente, non esco in moto o con il maxi scooter senza l’abbigliamento tecnico adatto. Piuttosto adeguerei gli emendamenti anche a tre ruote e quad: ve li siete mai visti arrivare di fronte su due ruote in curva, in montagna, con il guidatore che ha indosso a malapena un caschetto? In zona Padova e comuni limitrofi, tra l’anno passato e l’inizio di questo ci sono stati una trentina di incidenti mortali e negli articoli pubblicati sui quotidiani è stato dato poco risalto all’abbigliamento tecnico di conduttori e passeggeri, ma sappiamo che si muore anche per traumi corporali, non necessariamente per lesioni subìte dal capo. È bello vedere il fondoschiena di una passeggera aggrappata al suo amato pilota sporgere da una giacchettina alla moda, ma qualcuno pensa al rischio di non poter più fare sesso con quel bel fondoschiena sprovvisto di protezione, nel caso di una semplicissima scivolata? A mio parere, se non c’è obbligo le prevenzioni non si vedono e se non ci sono sanzioni le regole non si rispettano. La tecnica dell’abbigliamento ha fatto

progressi eccezionali, l’obbligatorietà degli indumenti tecnici ne accrescerebbe ulteriormente la diffusione e promuoverebbe la ricerca di ulteriori soluzioni, con realizzazioni adatte a ogni necessità. La disponibilità di giacche tecniche con linee molto piacevoli, protezioni agli arti superiori e alla schiena, la possibilità di avere paraginocchia in silicone indossabili sotto pantaloni normali, rapidamente rimuovibili, scarpette che coprono i malleoli, guanti con protezione delle nocche, copricalzoni tecnici apribili con velcro e riponibili in poco spazio e caschi con mentoniera sollevabile, rendono anche la guida di semplici scooter più sicura in città, dove si registra la maggior parte dei traumi da collisione con altri veicoli o ostacoli fissi. Sarebbe bene che nella Commissione Senatoriale dedita all’argomento fossero presenti anche i rappresentanti degli utenti del settore. E chi meglio della stampa specializzata ha giorno per giorno il polso della situazione? Invece di sollevare dubbi sulla logica e le conseguenze della proposta, bussate alla porta della Commissione per dare il vostro contributo di esperti. Nel caso aveste bisogno di sostegno... Io ci sono. Alberto Stevanin San Giorgio delle Pertiche (PD)

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Complimenti a un’azienda che, pure in grande difficoltà, non dimentica i suoi clienti. JAMAICA NO PROBLEM INSIEME A MOTOSPRINT Jamaica No Problem... Ovviamente Motosprint non può mancare! Valentino continua a farmi sognare! Stefania

MI SONO domandato se i senatori Marco Filippi, Bubbico, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Vimercati, Zanda e Ranucci siano mai andati in moto e se, usandola come mezzo di trasporto, si bardino abitualmente come recita il loro emendamento.

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UN GIOVANE VALENTINO ROSSI ANTICIPA LE FUTURE RICHIESTE DEGLI ATTUALI LEGISLATORI, INDOSSANDO L’ABBIGLIAMENTO PIÙ IDONEO ALLA GUIDA DELLO SCOOTER... motosprint

IL MIO GRAZIE ALLA MOTO MORINI Vorrei ringraziare la Moto Morini per aver fornito dei ricambi non di poco conto e valore per il motore della mia Corsaro fuori garanzia, attraverso la concessionaria Begali di Verona, dimostrando grande serietà. Tommaso Lorizio Verona

RIPENSANDO AL QATAR... AVETE SNOBBATO CORSI Devo farvi un piccolo (o grosso) appunto. Parlate sempre e solo di certi piloti e ne snobbate altri. In Qatar, a proposito della Moto2, avete scritto di Rolfo (buon quinto), della grande rimonta di Pasini, sesto, della caduta di De Rosa... e avete appena accennato all’ottavo posto di Simone Corsi, partito dalla ventiseiesima posizione! Questa per me è una grandissima rimonta! Giampiero Montani Roma

IN BREVE

SICUREZZA AD OGNI COSTO?

CAMIER STA CRESCENDO, MA DEVE STARE ATTENTO Leon Camier, numero due di Casa Aprilia nella SBK, sta crescendo, e ad Assen ha dimostrato che la moto c’è. Deve solo darsi una calmata, perché in gara 2 si è trasformato in una sorta di mina vagante, finendo per ruzzolare pesantemente. Deve stare attento a non intraprendere la carriera di Xaus! Armando


Lettere

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Capisco tutto: la sicurezza, i costi sociali, la sofferenza delle famiglie, ma con tutto quello di cui avrebbe bisogno il nostro Bel Paese sempre a proposito di sicurezza... Mi chiedo il perchĂŠ non occuparsi di strade da rifare, guardrail da aggiornare con attenzione ai motociclisti, scuole guida che insegnino a guidare e non a superare gli esami, strutture per la pratica motociclistica, servizio sanitario (ospedali compresi) da migliorare, obbligo di utilizzo della corsia libera piĂš a destra in autostrada e chi piĂš ne ha piĂš ne metta. GiĂ . Ma per portare a termine simili progetti bisogna impegnarsi e lavorare sodo. Ăˆ vero: le aziende produttrici di caschi e abbigliamento tecnico (in Italia abbiamo le migliori) farebbero i salti di gioia. Vorrai mica dire che... A pensar male spesso ci si azzecca? Ma tant’è, se cosĂŹ sarĂ  vorrĂ  dire che, in giugno luglio e agosto, per andare in ufficio o a prendere il latte, invece di prendere la moto e far tutto in mezz’ora utilizzerò la macchina, condizionatore a palla e un’ ora di coda. CosĂŹ, di sicuro, non cado dalla moto con buona pace delle polveri sottili, dell’inquinamento e del riscaldamento planetario. Stefano

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DUE LETTERE, una pro e una contro, ispirate dalla proposta di modifica al Codice della strada di cui abbiamo scritto nel n. 16. L’argomento è di interesse generale, tocca tutti quelli che si muovono su due ruote, in cittĂ e fuori, ed è inevitabile che le opinioni in proposito siano discordanti. Convengo con Alberto che se non esiste una regola, con annessa sanzione se disattesa, difficilmente i comportamenti “preventiviâ€? trovano diffusione universale. Se il casco non fosse obbligatorio molti farebbero a meno di metterlo, pur sapendo bene che può salvarci la vita. Prova ne è il fatto che dove si “lascia correreâ€? il casco è ancora esclusiva di pochi.

Tuttavia, imporre a chi viaggia su due ruote di vestire “di tutto punto� con abbigliamento tecnico in ogni circostanza lo ritengo eccessivo. Si finirebbe per allontanare dalla moto e dallo scooter chi ne fa un uso prevalentemente urbano e si scontrerebbe con usi e costi fuori portata.

PER LA PRECISIONE JORGE E LA MOTO CHE HA ADESSO LA RINGRAZIO per aver pubblicato la mia lettera sul n. 16. Però le devovo fare un appunto per non aver riportato fedelmente il passaggio a mio avviso piÚ significativo e cioè quello in cui esortavo Lorenzo ad abbandonare la Yamaha in favore della Honda, perchÊ dire che Lorenzo con la moto che ha adesso non riuscirà mai a battere quella di Rossi, e dire che con quella moto non riuscirà mai a battere Rossi, come pubblicato, non è proprio la stessa cosa. Conosciamo perfettamente la capacita di Valentino nel vendersi, nell’inserire le clausole giuste nel contratto che lo possano salvaguardare da brutti scherzi portati dai compagni di team. Le moto dei compagni di Rossi, nel tempo, non hanno mai avuto la stessa evoluzione di quella del pesarese, quindi Jorge, se vuole vincere il titolo mondiale, deve fuggire il prima possibile dalla Yamaha. Luigi Pascucci Bracciano (Roma)

CICLI E RICICLI IL MOMENTO HONDA TORNERĂ€ Vorrei rispondere a Paolo Robinelli, che sul n. 16 parla delle strategie Honda. Anch’io sono estimatore e tifoso della Honda, per la sua storia, le sue capacitĂ tecnologiche, il suo spirito sportivo. Ăˆ vero, lasciare andare Rossi è stato un errore, ma di cui è responsabile il management del

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Lettere

momento; Soichiro Honda non avrebbe approvato e permesso. In effetti Honda dominava, c’era forse una sensazione di onnipotenza ed invincibilità che ha fatto anche fuggire (o cacciare...) il pilota più forte dopo Rossi. La Honda ha indicato (o imposto) delle direzioni al Mondiale GP (non più 500 a 2 tempi e poi la 800, dopo la prima MotoGP) che hanno riscosso poco o nessun successo, ma è anche la Casa costruttrice che schiera più MotoGP per dare consistenza al campionato, è quella che tiene su il TT, che alimenta la Moto2 (alla quale gli altri hanno rinunciato), che non schiera moto ufficiali nella Superbike perché crede che in quel campionato le moto debbano essere davvero derivate dalla serie. E ha comunque avuto anche l’umiltà di ricontattare Rossi. Due cose credo alla fine: 1) Nello sport esistono i cicli (meno male). 2) Viviamo un’epoca motociclistica segnata da un dominatore, che ha sconvolto certi equilibri o convinzioni, e che determina il successo sulla base del suo enorme talento, della infinita passione e di una comprensione della motocicletta che ha pochi eguali. Fino a quando correrà, sarà fortunata la Casa che avrà Rossi in sella. Hondisti non disperiamo, tornerà il momento della vittoria. Vincenzo Forte Siracusa

ANCORA SUL QATAR IL “LATO B” DI VALENTINO SONO d’accordo con Marco Di Gennaro (MS n. 16): “Rossi ha un bel c....”, pur riconoscendogli tutti i meriti possibili per i suoi record. Vero anche che Stoner in Qatar non avrebbe dovuto tirare in quella maniera, però quando lo fa Rossi è giusto, se lo fa un altro invece no. Quando Stoner partiva e lasciava tutti indietro, le gare erano motosprint

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monotone, quando è Rossi a farlo sono gare capolavoro. E allora? Diciamo che le vittorie si conquistano con la bravura ma anche con il c... (esempio lampante, Agostini). Per chiudere: Rossi si prende una distorsione alla spalla e la gara di Motegi potrebbe metterlo in difficoltà, e cosa capita? Una nube fa rinviare il GP, permettendo una guarigione completa. Di che fattore possiamo parlare? Bruno Murer Valdobbiadene (TV)

HO “GODUTO ” NEL VEDERE LA SUPERBIK E AD ASSEN, CON TUTTI QUEI SORPAS SI. SE LE SON O VERAMENT DATE DI SANTA E R A G IO N E... COSA CHE PU RTROPPO (E MI SPIACE TA NON SUCCED NTO) E DA UN BEL PEZZO IN MO Vincenzo da m TOGP otosprint.it

DAI E DAI, finiremo davvero per credere che il ragazzo abbia poteri magici...

IMMATRICOLARE O NO? VOGLIO USARLA SOLO IN PISTA VI SCRIVO per avere un’informazione. Vorrei acquistare una moto nuova da utilizzare esclusivamente in pista o, comunque, in aree poste al di fuori della normale circolazione stradale. L’idea sarebbe quella di rientrare di parte della spesa vendendo i componenti non utilizzati e non necessari in pista, tipo carenature di serie, cruscotto, luci eccetera. Volevo sapere se è possibile acquistare la moto senza doverla per forza immatricolare e subito dopo cancellarla (consegnando la targa e i documenti). Finora come risposta ho ottenuto solo una serie di “nì”. Spero nel vostro aiuto. Vittorio De Santis Roma

MI sorprende che tu non abbia avuto subito un sì deciso. Puoi sicuramente acquistare la moto senza farla immatricolare. Facendoti rilasciare dal concessionario il certificato di conformità potrai immatricolarla in seguito se lo riterrai opportuno. Fino a quel giorno potrai tranquillamente trasportare la tua moto su furgone o carrello, portando con te la ricevuta che ne comprova l’acquisto.

KAWASAKI DATTI UNA MOSSA

ALLORA, rieccomi qua dopo tanto tempo. Ma non potevo non dire niente, visto come vanno le cose. Cara Kawasaki, vuoi fare qualcosa o no? Ti dai una mossa? Noi tifosi siamo stufi. Sì, siamo stufi; penso di parlare per tutti, e lo scrivo maiuscolo (ma noi lo abbiamo riportato in alto e basso n.d.r.) visto che su internet corrisponde a gridare. Siamo stufi di vedere le nostre moto agli ultimi posti della classifica, di non avere piloti in grado di combattere con gli altri. Nemmeno nei campionati minori vengono scelte le nostre amate “verdone”. Ora dico, siete usciti dalla MotoGP per scarsi risultati e per la cosiddetta crisi; siete un colosso mondiale, eppure la maggior parte della gente vi conosce solo per le moto, quindi cosa fate? Non ci investite e pensate che con queste figuracce che rimediate in pista la vostra immagine ne esca bene? Ma è possibile che a voi non interessi un bel niente? Sappiate che a noi, invece, interessa moltissimo. Naturalmente questo mio sfogo non servirà a darvi una scossa, perché è come una goccia nel mare, ma ne avevo bisogno, e spero che altri che la pensano come me, scrivano qualcosa per farmi sapere che non sono solo. L ‘unica nostra speranza per ora è Tom Sykes. Incrociamo le dita. Fabio Serio - Genova


Officina

di Massimo Clarke vittoriomassimo.clarke@fastwebnet.it

COPIARE PER INIZIARE MA POI INNOVARE

I giapponesi sono maestri in quest’arte

00) KAHASHI (1 SOPRA, TA 07) NEL ‘61 (1 N A E REDM 2, LLA RC 16 IN SELLA A A RC 160, PRIMA LL EREDE DE ER CILINDRO. P 4 VALVOLE

MIO padre e mio zio sostengono che i giapponesi sono stati solo capaci di copiare i quattro cilindri montati sulle moto da corsa di Gilera e MV Agusta. Io non sono d’accordo: le prime moto dei costruttori giapponesi non somigliano alle nostre. Non dobbiamo scordarci che le Case del Sol Levante sono state le prime a utilizzare le quattro valvole per cilindro e le VALVOLE A LAMELLE. Roberto Marelli Milano

CERTO, a parte il fatto che i cilindri sono quattro, disposti in linea trasversalmente rispetto al telaio, non ci sono praticamente punti in comune tra le Honda da Gran Premio degli anni Sessanta e le MV Agusta e Gilera 500 e 350. Si tratta di progetti totalmente diversi e assolutamente inediti. Mi sembra, però, che su questo argomento ci sia comunque qualcosa da dire. Soichiro Honda era motosprint

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molto attento all’evolversi del- successo (vedi Mercedes Benz da la tecnica, in particolare per Gran Premio degli anni Trenta), quanto riguarda i motori da era caduta nel dimenticatoio corsa. E quando venne in Eu- ovunque, tranne che in quel piaropa nel 1954 per vedere di neta a parte costituito all’epoca persona le gare e (soprattut- delle vetture che correvano a Into) le moto da competizione, dianapolis, i cui motori Offenhaunon nascose la grande am- ser hanno impiegato tale soluziomirazione che aveva nei ne per decenni. confronti della tedesca NSU Nel corso degli anni Cinquanta (che all’epoca era anni e l’unico motore europeo a quattro anni avanti, sotto l’aspetto valvole per cilindro era il bellissitecnico, rispetto agli altri mo Borgward 1500 RS. Poi la costruttori impegnati nel Honda ha rispolverato questo tipo mondiale). Subito dopo il di distribuzione, impiegandolo per ritiro della MV Agusta, la prima volta sulla RC 160 del della Mondial e della Gilera, 1959 (che non ha mai corso in avvenuto al termine della stagio- Europa) e ottenendo anche grazie ne 1957, acquistò dal conte Bosel- ad esso tali risultati da fare focali (proprietario della Mondial) una lizzare in tale direzione l’attenziomonocilindrica bialbero 250. Sicu- ne di tutti i tecnici che lavoravano ramente la fece esaminare bene nel settore dei motori da corsa, dai suoi tecnici, ma nelle prime tanto moto quanto auto. vere Honda da competizione, del Pure le valvole a lamelle sono 1959 (frutto di progetti sicura- una invenzione antica. Le impiemente originali), si poteva intrave- gava di serie l’austriaca Titan 350 dere una certa influenza della nel 1927 e anche una DKW di poco Casa tedesca e non di quelle ita- successiva ne è stata dotata. In liane. seguito sono state adottate dai Per inciso, in ciò che sosteneva- costruttori americani di motori no suo padre e suo zio vi era del fuoribordo, prodotti in decine e vero, ma non si trattava dei moto- decina di migliaia di unità. In camri a quattro cilindri. Alcuni co- po moto le ha utilizzate nuovastruttori giapponesi hanno ripreso mente la Sachs per un ciclomotopari pari dei progetti europei, ini- re utilitario nel corso degli anni zialmente, per poi migliorarli e Sessanta, ma la cosa non ha avuto quindi sostituirli con altri assolu- alcuna eco degna di nota. A rilantamente originali, ovvero nati nei ciarle in grande stile ha provveduloro uffici tecnici. La prima Yama- to la Yamaha nella prima metà ha 125 era una DKW RT e la prima degli anni Settanta, impiegandole 250 era frutto di una lieve rivisita- tanto su alcune moto da corsa zione della Adler bicilinquanto su modelli di serie. drica. Per quanto riguarda le quattro valvole per cilinDISPOSITIV OA dro, si trattava di un’idea AUTOMATIC FUNZIONAMENTO O CHE CO IL FLUSSO antica che, dopo essere IN UN SEN NSENTE N SO MA NO E LL’ALTRO. stata utilizzata a lungo N FUNZIONA D IN BASE A IF FE R E NZE DI PR su motori di grande LLE ESS IM

VALVOLA A LAMELLE

IONE. VIEN PIEGATO N E E PER CONTR I MOTORI A DUE TE M OLLARE L’ ASPIRAZIO PI NE

IL NUOVO V2 DUCATI I PISTONI SARANNO TROPPO PESANTI? IN MERITO al nuovo motore Ducati (del quale è stata fatta un’approfondita descrizione sul n. 16 di Motosprint, n.d.r.), in fase di sviluppo, vorrei chiedere alcuni chiarimenti. Dato che questo propulsore avrà un’architettura a V di 90° e non più ad L, significa che il motore avrà una diversa disposizione nel telaio? Presumibilmente sarà ruotato all’indietro per aiutare i telaisti a contenere il passo? L’incremento dell’alesaggio non comporterà un eccessivo aumento delle masse dei pistoni? Fabio Avossa Napoli

LE FACCIO presente che, come del resto già sottolineato nella risposta alla quale fa riferimento, ciò che so di questo motore si basa su delle voci. Attendibili, sicuramente, ma pur sempre voci. Che comunque sono senz’altro più affidabili di quelle che circolano nel mondo della tecnica da corsa, dove spesso non si può fare altro, purtroppo, che affidarsi a “radio box” per avere informazioni sulle diverse moto. Per questa ragione nella mia risposta, come avrà notato, ho quasi sempre usato il condizionale. Insomma, quanto scritto è quasi sicuro, ma il grado di certezza non arriva al 100%. Ciò premesso, per quanto ne so, al fine di ridurre l’ingombro longitudinale del motore, pare che l’architettura sia sempre a V di 90° ma con il cilindro anteriore non più praticamente orizzontale (e di conseguenza con quello posteriore non più verticale). A rigore non si potrebbe più parlare quindi di motore a L. Insomma, l’architettura si avvicinerebbe a quella adottata dalla Morini per il suo motore di 1200 cm3, nel quale, peraltro, l’angolo tra i cilindri non è esattamente di 90°, ma lievemente minore. La maggiore compattezza, come logico, con-

pelli conciate in italia

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made in europe


Officina

BASE

E BRONZIN ITI

sentirebbe di migliorare la centralizzazione delle masse, e permetterebbe di adottare un interasse minore o di impiegare un forcellone più lungo. Tra l’altro, la soluzione permetterebbe agevolmente di montare bielle più lunghe. Le forze d’inerzia crescono con il quadrato della velocità e solo linearmente con la massa. L’incremento di alesaggio è accompagnato da una riduzione della corsa e, a parità di regime di rotazione, da una diminuzione della velocità lineare del pistone e delle accelerazioni delle parti in moto alterno. Ferma restando la cilindrata, la soluzione è vantaggiosa sotto l’aspetto fluidodinamico (fondamentale ai fini dell’ottenimento della massima potenza) in quanto permette l’installazione di valvole di maggiori dimensioni. Per quanto riguarda l’aspetto

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meccanico, la massa del pistone aumenta, ma diminuisce quella della biella (a parità di rapporto tra la lunghezza di quest’ultima e la corsa); inoltre, per un determinato regime di rotazione, diminuiscono la velocità e le accelerazioni del pistone. Il motore può girare più in alto e siccome, per una data cilindrata, la potenza non è altro che il prodotto del regime di rotazione per la pressione media effettiva e che quest’ultima è direttamente legata al rendimento volumetrico, i conti tornano senz’altro… Tenga presente che nei motori motociclistici le forze d’inerzia sono elevate, ma quelle dovute alla pressione dei gas in genere lo sono di più. Le faccio presente che le BRONZINE impiegate nei motori diesel turbo hanno capacità di carico (per unità di superficie proiettata) notevolmente più alte

I COSTITU CUSCINETT I ACCIAIO D I C DA GUS CATI ONO APPLI ATI S LI A U Q I SU TR S I IL TT E SO UNO O DU IZIONE. LE ANTIFR DI MATERIA O NEI SUPPORTI N SI IMPIEGA NELLE BIELLE E O C N A B DI GIME ANO IN RE E FUNZION ICAZIONE DI LUBRIF MICO IDRODINA

di quelle impiegate sulle moto. Trattandosi di un progetto completamente nuovo, per la messa a punto occorre del tempo. In particolare, il valore inusitato dell’alesaggio, in questa fase può creare qualche difficoltà. La camera risulta ampia e piuttosto appiattita e se si impiega un solo punto di accensione, anche se piazzato centralmente, qualche problema per quanto concerne il contenimento delle emissioni di idrocarburi penso che potrebbe anche sorgere.

OLI LONG LIFE SONO DAVVERO NECESSARI? ULTIMAMENTE, anche nel mondo della moto, si sta diffondendo una tendenza, che deriva dal mondo dell’auto, ovvero quella di prolungare molto l’intervallo chilometrico tra un cambio olio e l’altro , che comunque va effettuato entro un anno dall’ultimo intervento. Ho letto che con le nuove Ducati si possono percorrere 20.000 chilometri prima di effettuare la sostituzione dell’olio motore, ma penso che il motociclista medio ne faccia molti meno in un anno. Per raggiungere queste percorrenze vengono impiegati oli molto costosi che non sono quasi mai sfruttati al massimo. Dato chequesto fatto determina un sensibile spreco di risorse, e di soldi, è

proprio necessario sostituire l’olio motore dopo un anno se non si sono percorsi 20.000 chilometri? Pietro Cairati Sarnico (BG)

LE CASE devono giustamente cautelarsi e quindi indicano delle frequenze di sostituzione che dovrebbero metterle al riparo da qualunque sorpresa. In molti casi le frequenze in questione non vengono stabilite dai costruttori di motori, ma sono quelle indicate dai produttori di lubrificanti. Sono d’accordo con lei sul fatto che la grande maggioranza dei motociclisti non percorre tanti chilometri ogni anno, ma questo lo sanno anche le Case, che proprio per tale motivo indicano la vita utile dell’olio non solo sotto forma di percorrenza ma anche in termini di tempo di permanenza all’interno del motore. Il fatto è che con

CON QUEST O TERMINE SI INDICA L’O LIO VERO E PROPRIO, AL VENGONO PO QUALE I AGGIUNTI GLI ADDITIVI LE BASI MIN . ERALI VENGONO O TTENUTE DAL PETROLI O NORMALI PR MEDIANTE OCEDIMENTI DI RAFFINER IA

il passare del tempo qualcosa pare possa accadere, non tanto alle BASI (in particolare quelle sintetiche sono molto stabili chimicamente), quanto agli ADDITIVI. Per questa ragione alcuni produttori consigliano di non impiegare olio che sia rimasto immagazzinato per più di due anni, anche se nella confezione originale debitamente sigillata. Dentro il motore, la situazione è ovviamente peggiore, per via del contatto con l’ossigeno dell’aria, del continuo rimescolamento e via dicendo. Tenga presente che alcuni additivi non sono in soluzione ma in sospensione e che col tempo possono tendere a separarsi. Le ricordo anche che le quantità in gioco sono talvolta assolutamente minime (per alcuni di loro può essere anche dell’ordine dell’uno per

mille soltanto). Tenga pure a mente che la composizione del “pacchetto” degli additivi e la quantità di ciascuno di essi vengono determinate per ogni olio dopo una lunga fase sperimentale, che prevede severissime prove al banco, e che per ogni additivo esiste una quantità ottimale (metterne di più o di meno risulta controproducente); è questa la principale ragione per la quale i produttori di lubrificanti e i costruttori di motori di norma sconsigliano l’impiego di additivi aftermarket o di prodotti più o meno “speciali” (a detta di chi li commercializza) da aggiungere all’olio. La composizione dei lubrificanti per motori deve essere corretta e bilanciata e nessuno lo sa meglio dei produttori degli oli. Le loro prescrizioni vanno sempre seguite scrupolosamente. Per concludere la risposta alla sua domanda,

cambi l’olio ogni anno, pure se in tale periodo di chilometri ne fa pochi. E non si stia a preoccupare per la spesa, che è comunque contenuta, tutto sommato. È bene andare sempre sul sicuro, magari eccedendo con le precauzioni, quando si tratta della salute delle nostre moto. Non le pare?

ADDITIVI

RTANTI, I PIÙ IMPO GIUNTI AG I LL E U TRA Q O PEDISCON AGLI OLI, IM AZIONE M LA FOR RCHIE ULO DI MO E L’ACCUM PROTEGGONO , E LACCHE ICHE, CI METALL LE SUPERFI OLANO OSTAC ZIONE LA FORMA LIORANO IG M , A M IU DI SCH RISTICHE LE CARATTE AUMENTANO E NTI LUBRIFICA DI VISCOSITÀ L’INDICE

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Paddock A cura di Lucia Voltan

Freestyle. Podmol e Adelberg pari IL PILOTA della Repubblica Ceca Libor Podmol (nella foto) e l’australiano Rob Adelberg hanno conquistato una vittoria a testa nella seconda tappa del Mondiale Freestyle, che si è disputata a Basilea. Con il francese Remi Bizouard ancora lontano dalle gare per infortunio, ora in testa alla classifica di campionato ci sono Podmol e Adelberg (entrambi con 72 punti) seguiti dallo spagnolo José Mirelles con 54. Ma c’è un bel capitolo che riguarda uno dei massimi esponenti del freestyle italiano: Massimo Bianconcini (del quale leggete l’intervista a pagina 18). Si è piazzato due volte sesto in gara, sesto anche nella classifica generale (38 punti come Bizouard) ma primo nella graduatoria dei salti più spettacolari (whip contest). Suo anche il salto più alto (highest Air Contest).

PER ME. «IL FITNESS È MOLTO IMPORTANTE O. MI ALLENO DUE VOLTE AL GIORN NON PERCHÉ IL MOTOCICLISMO SIA UNO SPORT MUSCOLARE: E L’ALLENAMENTO È FONDAMENTAL PER LA LUCIDITÀ IN GARA»

k) Jonathan Rea (www.telegraph.co.u

LA STORIA DI SCASSA

INGAGGIATO SU FACEBOOK

C’È una storia singolare dietro l’ingaggio di Luca Scassa al Mondiale Superbike. Il pilota italiano era a piedi e il team Supersonic in cerca di un pilota. La scintilla è scoccata su Facebook. «Ero in vacanza a Miami senza grandi speranze di salvare la stagione - racconta il pilota - quando, tramite social network, sono stato contattato da Danilo Soncini. In poche settimane abbiamo messo a punto tutti i dettagli». In seguito il Supersonic ha trovato su Facebook anche alcuni sponsor. motosprint

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IN INGHILTERRA

HILL COMANDA LA SUPERBIKE GRAZIE a un primo e un secondo posto nella seconda prova della stagione, a Thruxton, il pilota della Suzuki Tommy Hill mantiene la leadership del campionato inglese Superbike. Secondo posto per Josh Brookes (Honda) vincitore di gara 1.

ITALIANO QUADCROSS

MONTALBINI AL COMANDO CON un secondo posto alle spalle del francese Frederic Clemente e una vittoria, Nicola Montalbini mantiene la leadership della classe QX1 nel campionato italiano quadcross. Il campione in carica Emanuele Giovanelli ha limitato i danni portando la sua Yamaha sul terzo gradino del podio. La seconda prova si è corsa a Fano.

IL PHARAONS RALLY TAGLIA I COSTI La crisi mondiale preme e nemmeno lo sport è indenne. Così il Pharaons Rally (dal 2 al 10 ottobre) ha deciso di ridurre del 20 per cento i costi di iscrizione rispetto alla passata edizione. Tutti i dettagli al sito dell’organizzazione www.jvd.it. WITTEVEEN A CENA CON I MOTOAMATORI Serata indimenticabile per i motoamatori di Castiglione delle Stiviere (MN): alla loro cena erano ospiti d’onore Jan Witteveen (mago dei motori Aprilia da gran premio) e Marco Solarino (costruttore dei motori Sonik da kart). PROVE LIBERE A MAGIONE IN TRE DATE Tre giornate di prove libere a Magione, autodromo in provincia di Perugia, sono fissate per il 10 maggio, il 12 luglio e il 20 settembre. 100 euro la mattina, 80 il pomeriggio e 150 l’intera giornata (348-7290020). TROFEO DELLA FUTA E CORSI GRATUITI DI SUPERMOTO Si svolgerà il 15 e 16 maggio il Trofeo della Futa Supermotard. Con un appuntamento ricco: corsi (gratuiti) di guida sicura con istruttore FMI e prove lungo il tratto di strada MonghidoroPasso della Raticosa. Iscrizioni: 393-8044686, www.motoclubdellafuta.com UNA GARA IN PIÙ PER LA GLADIUS CUP Non 5, ma 6 gare: si aggiunge un appuntamento alla Gladius Cup. Il trofeo monomarca Suzuki non si concluderà con la tappa del 12 settembre a Vallelunga, come inizialmente previsto, bensì con il nuovo round del 3 ottobre, a Misano. Ulteriori informazioni su www.gladiuscup.it oppure al 366-6658640.

IN BREVE

DUE SALTI IN CIMA AL MONDIALE

POCA GLORIA PER L’ITALIA NEL CROSS EUROPEO Doppietta per il tedesco Brian Hsu nella prova del cross europeo 65 che si è corsa in Lituania. Nella EMX 85 una manche a testa per il pilota della Repubblica Ceca Vaclav Kovar e l’olandese Micha-Boy De Waal. Due successi per il russo Dmitry Parshin nella EMX Open.


Paddock

8 E 9 MAGGIO

TREDICI GARE A MISANO WEEK-END intenso a Misano: esordio dei trofei Italiano Amatori Dunlop, Dunlop by Tuttomoto Racing, Michelin Power Cup, a cui si aggiungeranno i secondi appuntamenti stagionali Bridgestone Cup e Mototemporada Romagnola. Venerdì 7 maggio prove libere e tre turni di prove ufficiali nel pomeriggio, che proseguiranno sabato 8 maggio per tutta la giornata. Domenica, 13 gare, partendo alle 9, con la Amatori 600 Base per finire con la Mototemporada Stock 600, alle 18.

CANCELLATO L’EUROPEO CROSS 150 4 TEMPI Troppo esigua la partecipazione alla prima prova: la UEM ha cancellato il campionato europeo di cross 150 a 4 tempi dal calendario. A CERVANTES LA TERZA PROVA DELL’ENDURO SPAGNOLO Ivan Cervantes si è aggiudicato la vittoria della terza prova del campionato spagnolo di enduro classe E2. Ha preceduto Juha Salminen. Nella E1 si è imposto Mario Romàn, nella E3 Oriol Mena.

È ARIE VOS il vincitore della seconda prova del secondo round del ParkinGO European Series, trofeo che si è disputato ad Assen, come contorno al Mondiale Superbike. L’olandese ha preceduto sul traguardo Fabrizio Perotti e Alessandro Torcolacci al termine di una gara spettacolare nella quale è stata bagarre a sei. Sin dall’avvio i piloti finiti sul podio, Salom, Zenatello e Rovelli hanno allungato, staccando il resto del gruppo. Da lì fino al quinto passaggio è stata battaglia, con le posizioni che si sono spesso alternate; poi Vos e Perotti hanno allungato, terminando nell’ordine sul traguardo. Dietro la battaglia per il terzo gradino del podio è proseguita concludendosi a favore di Torcolacci. Da segnalare il debutto nel Trofeo di Enrico Annoni, ex calciatore di Roma e Glasgow Celtic, che ha chiuso al dodicesimo posto..

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ALEX BELOMETTI (KTM) SI È AGGIUDICATO LA PRIMA EDIZIONE DELLO SHEIKH JABAR ENDURO KUWAIT, PROVA DI CROSS ENDURO CHE SI È DISPUTATA IN KUWAIT. UNA VITTORIA SCHIACCIANTE ARRIVATA AL TERMINE DI UNA GARA NON FACILE IN CUI LA POLVERE HA SVOLTO UN RUOLO DETERMINANTE. BELOMETTI HA BATTUTO IL SUO “ALLIEVO”, GIACOMO REDONDI, ANCHE LUI CON LA KTM, SECONDO ASSOLUTO IN ENTRAMBE LE MANCHE. TERZA POSIZIONE PER IL PILOTA MAROCCHINO ABDELHALIM SOULIMANI. ALLA GARA, ORGANIZZATA DALL’EX PILOTA CIRO DE PETRI, HANNO PARTECIPATO 38 MOTO (E 7 QUAD). DUE LE MANCHE, OGNUNA DI TRENTA MINUTI PIÙ DUE GIRI, SU UN TRACCIATO DI OLTRE 3 CHILOMETRI.

SPEEDWAY UNDER 21 ALLO SLOVACCO VAKULIC La stella dello speedway slovacco, Martin Vakulic, ha vinto a punteggio pieno il primo round del campionato del mondo under 21, che si è disputato nella pista tedesca di Neustad Donau. Sul podio anche il polacco Pawlicki e il tedesco Facher.

TRIUMPH AD ASSEN

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Belometti trionfa in Kuwait

PRECEDE OLDRATI

GREEN PISTONS A BOTTURI

L’ENCICLOPEDIA DEL MOTOMONDIALE È uscita la nuova edizione di “MotoGP result guide”, la più completa raccolta di dati su piloti, circuiti, risultati (e molto altro). Si può ricevere a casa prenotandola al sito: www.motogp-resultsguide.ch

ALLA guida di una Husaberg 570, Alessandro Botturi si è aggiudicato l’undicesima edizione del Green Pistons. Oltre 500 gli enduristi al via, a Cassano Magnago: si tratta di una delle più celebri cavalcate off road della Lombardia. Botturi ha preceduto in classifica Thomas Oldrati e Simone Albergoni.

OPZIONE AFFITTO AL TROFEO

MORIWAKI “CHIAVI IN MANO” ALTRI quattro pacchetti di affitto “chiavi in mano” sono disponibili per le rimanenti cinque tappe del Trofeo Moriwaki 250 4T. Il prezzo è 2.050 euro (più IVA) a gara. Nel pacchetto sono inclusi, oltre l’affitto della Moriwaki MD250H 4T e la quota di iscrizione alla gara, un treno di pneumatici, benzina e olio. Per ulteriori informazioni: 335-8253603, lorenzo.venturi@racinglink.it


Paddock IDENTIKIT

MAX BIANCONCINI 1

Seconda gara del mondiale freestyle, seconda vittoria nel “whip contest”, ovvero la gara dei salti più spettacolari. Una bella soddisfazione. Direi di sì, soprattutto considerando anche il risultato complessivo. Due sesti posti a Basilea, ottenuti con un distacco accettabile in termini di punteggio. Sono settimo in campionato, e teniamo conto che già essere invitati a partecipare è un grande onore riservato a pochi.

HODGSON STOP 2 3

SUPERBIKE

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DOPPIO YOUNG IN AMERICA DOPPIO successo per Blake Young nella terza prova del campionato americano di Superbike, che si è corsa al tracciato Road Atlanda. Il pilota della Suzuki ha preceduto prima Tommy Hayden, suo compagno di squadra, poi Josh Hayes (Yamaha). In testa alla classifica c’è Jake Zemke, che corre con la Suzuki gestita dall’ex stella del basket Michael Jordan (nella foto: Young davanti a Hayes e Zemke).

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Dunque la differenza tra America e Italia si va riducendo? Notevolmente, soprattutto se pensiamo che questa disciplina è nata negli States, diciamo circa 15 anni fa, e abbiamo dovuto aspettare parecchio per vedere qualcosa in Italia. Adesso direi che gli europei hanno raggiunto i livelli degli americani.

A DISTANZA di sette anni dalla vittoria del campionato mondiale Superbike, il pilota britannico Neil Hodgson si ritira. Lo fa in seguito a un brutto infortunio alla spalla, rimediato nel corso della stagione 2009. Il trentaseienne di Burnley conquistò il titolo iridato SBK nel 2003 (nella foto), poi il salto nella MotoGP e, successivamente, nel campionato americano Superbike. Infortunatosi alla spalla sinistra durante un allenamento di motocross, Hodgson era tornato quest’anno nella SBK inglese con una Yamaha, ma i danni rimediati nel 2009 si sono aggravati a causa di una caduta nelle qualifiche della prima tappa di Brands Hatch. Lascia - dice - senza rimpianti: «Ho passato vent’anni in un vortice e la mia è stata una buona carriera».

MUGGERIDGE NELLA SUPERBIKE TEDESCA DOPPIO SUCCESSO PER L’EX CAMPIONE MONDIALE SUPERSPORT KARL MUGGERIDGE NELLA SECONDA PROVA DEL CAMPIONATO TEDESCO SUPERBIKE, CHE SI È CORSO AL LAUSITZRING. L’AUSTRALIANO DELLA HONDA HA PRECEDUTO GABOR RIZMAYER (SUZUKI) E BARRY VENEMAN (BMW) IN GARA 1, MENTRE NELLA SECONDA FRAZIONE DIETRO MUGGERIDGE CI SONO JORG TEUCHERT (YAMAHA) E MARTIN BAUER CON LA KTM.

Questa stagione sembra iniziata nel migliore dei modi. Merito di un super allenamento? Al contrario. Questo è stato un inverno terribile dal punto di vista atmosferico, dunque mi sono allenato poco. Poi ho sofferto un grave lutto, è morto mio padre. Non avevo la testa giusta... Sono arrivato alla prima prova del mondiale poco preparato e non è andata bene. Poi sono corso ai ripari, con un mese senza tregua. E i risultati sono arrivati.

Negli ultimi tempi il freestyle ha preso una piega decisamente esasperata. Maddison che salta il canale di Corinto, Pastrana che se ne inventa una al giorno (sempre più rischiosa). Che ne pensi? Sinceramente? Credo che questa disciplina si stia spingendo un po’ troppo oltre. E non nella direzione che mi interessa di più. Che è quella tecnica. Mi spiego: Maddison ha corso un rischio altissimo, un errore e sarebbe morto. Ma tecnicamente il salto non era molto complesso. Ora, è vero che il pericolo di farsi male è all’ordine del giorno in questo sport, ma io lavoro per la riduzione del rischio e l’affinamento della tecnica.

NATO A

MONTERENZIO (BO) ETÀ

CORSO DI ENDURO IN UMBRIA CON BAZZURRI E MANCINI ROBERTO BAZZURRI E ANDREA MANCINI SONO ISTRUTTORI AL CORSO DI ENDURO ORGANIZZATO DALLA OFF ROAD SCHOOL IN UMBRIA, NEL WEEK-END 18-20 GIUGNO. CORSO E DUE PERNOTTAMENTI AL COSTO DI 450 EURO. PRENOTAZIONI (E ALTRE SOLUZIONI ECONOMICHE) AL NUMERO: 345-4407010, INFO@OFFROADSCHOOL.IT.

30 ANNI ESORDIO

A 6 ANNI NEL CROSS HA VINTO

“WHIP CONTEST” AL MONDIALE FREESTYLE


contromano

USARE IL CERVELLO CONTROCORRENTE Pensare fuori dagli schemi, contro le imposizioni degli “esperti”. Anche in tema di protezioni

di Marco Masetti fagnigol@yahoo.it

CON LE NUOVE NORMATIVE IN FATTO DI PROTEZIONI SI FINIRÀ PER GIRARE SU STRADA CON UNO SCOOTER VESTITI COME UN PILOTA DELLA MOTOGP. LA SICUREZZA DOVREBBE ESSERE UNA SCELTA CONVINTA. LE IMPOSIZIONI SONO SEMPRE DIFFICILI DA ACCETTARE.

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NON so per quale motivo ci sia ancora qualcuno in Italia che si ostina ad andare contromano, non sugli svincoli autostradali, specialità nella quale eccellono ultraottantenni, persone in cura al sert e alcolisti piuttosto avanti con i lavori. Andare contromano è un modo come un altro di usare il cervello, anche andando contro la corrente, magari ignorando i suggerimenti di “esperti”, qualche volta sbagliando, ma con la certezza di aver usato, anche se l’attrezzo ha dei limiti, la propria testa. Non è facile in un mondo nel quale uno carino e un po’ intonato è un fenomeno musicale, manco fosse la reicarnazione di Mozart e Hendrix in un sol colpo, o nel quale si parla di un calciatore solo perché fa polemica, ignorando gli altri mille che si fanno un mazzo così in campo e in allenamento. Sento parlare molto di una nuova legge che potrebbe coinvolgere i motociclisti. In pratica per salire in moto ci vorrebbe il casco ma anche un abbigliamento protettivo omologato. Iniziativa lodevole, ma obbligatoria e qui sono

meno in sintonia. Premetto: mi terrorizza solo la vista dei genialoidi con TMax lanciato ai 150 in direzione mare “equipaggiati” con maglietta, bermuda, ciabatte, caschetto e Iphone con il quale chattare/messaggiare/ telefonare, sempre, naturalmente ai 150. Penso di essere stato il primo motociclista “normale” ad usare un paraschiena, me lo fornì Lino Dainese tantissimi anni fa e l’ho sempre usato. Così come ho sempre messo il casco, anche quando in mezza Italia era vietato o quasi. Già, ricordo ancora una pattuglia di Carabinieri che mi segnalò di togliere l’integrale all’ingresso di un paese, per evitare di essere scambiato per un killer… Successe tanti anni fa, spero la storia sia cambiata, ma non ne sono convinto. Insomma, io quando esco con l’enduro vengo preso in giro perché indosso la pettorina con le protezioni integrate, ginocchiere e parastinchi, guanti con gli inserti di carbonio, collare. “Sembri un pilota ufficiale”, mi dicono gli amici. Però, poco alla volta, anche loro si sono attrezzati. Ma sono scelte fatte con la testa, ragionate e condivise, non imposte. Le cose imposte non mi piacciono; come me la pensa lo scrittore Jamy James che scrive queste cose divertenti e sensate: “Conosci una tipa, due chiacchiere, numero di telefono e lei scopre che hai la moto. Mi porti al mare? Ma sì, mi rompe rimontare le pedane e col biposto fa schifo, ma per una terza abbondante si fa volentieri. Ma tu casco, tuta, stivali, guanti, paraschiena li hai, vero? E se anche trovi una attrezzata, quando arrivi al mare cosa fai? Due passi sul litorale intutato come alla partenza di un GP? Risultato? O prendo la macchina o mi manda a cagare”. Chissà se il legislatore penserà anche a questo, e se magari ragionerà anche sul fatto delle omologazioni. Io vedo caschi integrali agli ipermercati che catalogo alla voce “cineserie”. Insomma, non mi sembrano il massimo della sicurezza. In compenso sono stato fermato una volta da una pattuglia. Avevo in testa un Arai top gamma, non una pignatta. Un casco spettacolare comprato in Giappone, omologato Snell, ma senza bollino europeo. Ho rischiato il sequestro della moto e, immagino, sanzioni pesantissime. Bene, con quel casco ci ha corso la crema del Motomondiale della Superbike. Andava bene a Doha e al Sachsenring, e a Monza, ma non in paesino dell’entroterra marchigiano, dove andavo ai 50 all’ora. E non ero nemmeno contromano!


polvere di stelle

DOPO LA PIOGGIA, IL SOLE. ED ARRIVÒ LA GLORIA Dalla seconda edizione il Circuito del Lario divenne uno degli appuntamenti più importanti. Era il 1922

di Luigi Rivola lurivola@tin.it

TRIBUNA D’ONORE E “SALA STAMPA” SUL RETTILINEO DEL CIRCUITO DEL LARIO. NON SI PUÒ CERTO DIRE CHE ALL’EPOCA NON SI AVESSE UN CONTATTO RAVVICINATO CON I PILOTI...

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LA PRIMA edizione del circuito del Lario non ebbe il successo che i suoi organizzatori avevano cercato in ogni modo con un impegno, anche economico, non indifferente. Che cosa era mancato? Solo il sole, nient’altro. Questa fu la sentenza emessa dal circuito del Lario del 1922, la seconda edizione, che, grazie a una bella giornata estiva e anche alla nuova linea ferroviaria Erba-Asso, portò ai lati dei 36,5 km del percorso una grande folla. Anche le iscrizioni dei piloti e delle Case furono ampiamente soddisfacenti, a testimonianza che la formula di gara, le caratteristiche del tracciato e i premi avevano convinto tutti che per il Lario si prospettasse un grande futuro. La novità più importante del 1922 fu l’abolizione delle classi 750 e 1000 voluta dall’ANCMA, la potente associazione dei costruttori italiani di moto, che si impose – allo scopo di contenere i costi della partecipazione alle corse – sia nella scelta delle gare valide per il titolo italiano, riducendone il numero, sia nella determinazione delle classi, richiedendo un avvicinamento alle cilindrate

più in auge sui mercati nazionale ed europeo. Nella 500 Ernesto Vailati, su una Sunbeam 500 con motore speciale fornitogli dalla Casa inglese, concesse il bis dell’anno precedente, e un altro bis ci fu nella 350 ad opera della Garelli, guidata però da Ernesto Gnesa. Dopo due sole edizioni il Circuito del Lario era già la corsa più importante del calendario sportivo nazionale, alla pari col GP delle Nazioni, organizzato per la prima volta nel 1922 sul neonato autodromo di Monza. Nel 1923 fecero la loro prima comparsa al Lario i due principali protagonisti dello sport motoristico italiano fra le due guerre: Tazio Nuvolari e Achille Varzi, entrambi all’inizio della carriera. Nuvolari partecipò su una BSA 500 praticamente di serie e dovette ritirarsi per la rottura del comando del cambio, mentre il diciannovenne Varzi vinse clamorosamente la 350 con la Garelli e ancor più clamorosamente fu secondo assoluto, alle spalle del vincitore della 500, Valentino Gatti con la Moto Guzzi. Quell’anno fu inserita nel programma anche la classe 250, vinta da Miro Maffeis su moto Maffeis. Da ricordare l’edizione 1924, per il debutto di due moto importantissime nella storia del motociclismo sportivo nazionale: la Bianchi 350 bialbero, affidata a Nuvolari che cadde ancora e si classificò solo dodicesimo, e la Moto Guzzi 500 monoalbero 4 valvole, che si impose con Pietro Ghersi e che poco dopo avrebbe vinto anche il primo campionato europeo a Monza con Guido Mentasti. Nell’edizione successiva due i fatti di rilevanza storica: la prima vittoria al Lario di Nuvolari con la Bianchi 350 e l’unico incidente mortale verificatosi su quel pericolosissimo tracciato. Ne fu vittima nelle prove Isacco Mariani, pilota ufficiale della Sunbeam 350, scontratosi frontalmente con Primo Moretti che, procedendo in senso opposto, stava rientrando al box della Moto Guzzi. A Mariani fu dedicato un bronzo nella piazza di Onno, che venne inaugurato il 10 luglio 1926, vigilia della sesta edizione del Circuito del Lario. L’affermazione più sorprendente della corsa quell’anno fu quella della Moto Guzzi nella 250 guidata da Ugo Prini, che ottenne la seconda media più alta in assoluto, alle spalle di Pietro Ghersi, primo nella 500 con la monocilindrica di Mandello. Nuvolari vinse per la seconda volta consecutiva, pur guidando la Bianchi 350 con un occhio bendato per le ferite riportate 14 giorni prima in una gara a Padova. Continua


Gli scooter ufficiali del team Polini di Matteo Tiraferri e Filippo Corsi guidano il gruppo del Trofeo Scooter 70 Evolution Open.

Seconda gara stagionale e secondo grande successo per la Polini Italian Cup. A un mese dal debutto di Corridonia, è stato l’impegnativo e spettacolare tracciato di Castelletto di Branduzzo a ospitare le gare di questo tricolore. Un mix esplosivo articolato su ben tredici avvincenti “Gare” con kermesse a gas spalancato ricche di brividi e colpi di scena. Una giornata completamente vissuta all’insegna dei colori Polini, nell’ambito della quale si è potuto assistere anche all’esibizione in volo di Oscar Mistri, pilota della nazionale di parapendio a motore, collaudatore Polini, che ha volteggiato sul circuito con il parapendio dotato di propulsore Thor Polini.

è inserito al secondo posto in Gara 1, ma non è mai riuscito a essere in gioco per la posizione più alta in Gara 2. In Gara 2 in evidenza anche Gianluca Rapicavoli, terzo sul traguardo dopo aver controllato gli attacchi dello stesso Mammi. SCOOTER 70 EVOLUTION POLINI Due belle gare combattute e ricche di capovolgimenti e colpi di scena hanno consegnato ad Alessandro Fabbri la vittoria grazie ai punti conquistati con il secondo posto in Gara 1 e il primo in Gara 2. Secondo gradino del podio per Alessandro Garzaro, che dopo aver centrato la

vittoria in Gara 1 conducendo le danze per tutte le otto tornate, in Gara 2 è stato penalizzato di 30 secondi per partenza anticipata. Terzo posto di giornata per Carlo Gurrieri che ha visto sfumare la possibilità di un terzo posto in Gara 1 a causa di una scivolata al sesto giro, rimediando però tenacemente con il secondo posto in Gara 2, beffato solo da Fabbri. Prestazioni non costanti hanno tolto a Stefano Serventi la possibilità di inserirsi nel terzetto del podio: terzo in Gara 1, ha visto sfumare la posizione di leader in Gara 2 per un errore al quinto passaggio.

ACCENSIONE POLINI PER SCOOTER PIAGGIO 50 cc: ALTA TENSIONE Pronta per la commercializzazione, la nuova accensione digitale Polini Motori per Piaggio 50 cc completa di statore, volano, centralina e bobina è stata utilizzata in gara dopo essere stata progettata e sviluppata con caratteristiche specifiche per le competizioni. Si distingue per essere straordinariamente performante, incrementa al massimo l’erogazione della potenza e ottimizza le prestazioni a ogni regime di giri del motore. Il set-up risulta molto semplice grazie al pick-up regolabile senza smontare l’intero gruppo accensione. Assicura maggiore ripresa, spunto, allungo, accelerazioni brucianti. Il volano è tutto ricavato dal pieno con lavorazioni su centri a controllo numerico per garantire una bilanciatura perfetta, mentre il mozzo è in acciaio speciale ad alta resistenza. Il pick-up, rispetto ad un’accensione a rotore interno, assicura una precisione d’anticipo al decimo di grado per garantire massime prestazioni. L’accensione è fornita con la possibilità di essere tarata con 4 mappature

SCOOTER 70 EVOLUTION OPEN Gare molto avvincenti per il più seguito dei tre Trofei Scooter. La classifica è stata caratterizzata da una doppietta pressoché incontrastata dei due piloti ufficiali del team Polini, Matteo Tiraferri e Filippo Corsi. Tiraferri e Corsi hanno centrato nell’ordine la prima e la seconda posizione nelle due Gare. Per Tiraferri è stata una partita quasi solitaria: in testa dalle prime battute e fino alla fine delle due Gare, ha chiuso sul traguardo precedendo il compagno di squadra del Team Polini Scooter con buon margine. Un poco di bagarre in più, invece, per il compagno di casacca Corsi, che in Gara 2 ha duellato per i primi giri con Aldo Perazzini. Con i due dominatori in fuga, i confronti nella Scooter 70 Evolution Open hanno visto Perazzini chiudere terzo sul podio, mentre Adriano Sisti è finito terzo in Gara 1 e quinto in Gara 2 scavalcato al terzo degli otto passaggi da Paolo Gabelli. SCOOTER 94 BIG EVOLUTION OPEN Il successo di giornata è andato a Massimo Tedeschi dopo due bei duelli con Mathia Beatrizzotti durati diverse tornate. Christian Mammi, ha invece centrato il terzo gradino del podio al termine di una giornata non particolarmente fortunata. Mammi si

differenti. Due sono raccomandate per gli scooter; una per il 70 cc e una per il 94 cc. Due consigliate per ciclomotori plurimarcia di 50 cc e 80 cc; una è per le competizioni di cross ed enduro, mentre l’altra è per le competizioni di supermotard dove necessita maggiore velocità. Nei prossimi mesi sarà disponibile anche un software con annessi i relativi cavi di connessione perché una mappatura di questa accensione è stata studiata per essere modificabile tramite computer ed un semplice cablaggio USB.

Denis Polini sul podio del Trofeo 70 Evolution Polini con il vincitore Fabbri (41), il secondo Garzaro (3) ed il terzo Gurrieri (33).

Vittoria di Massimo Tedeschi nel Trofeo Scooter 94 Big Evolution.

Bravo ma sfortunato Alessandro Garzaro nel Trofeo Scooter 70 Evolution Polini. Dopo aver vinto Gara 1 è stato penalizzato di 30 secondi in Gara 2 per partenza anticipata.

Saimon Polini sul podio del Trofeo 70 Evolution Open. Da sinistra a destra: Perazzini, Tiraferri, Corsi.

TROFEO SCOOTER 70 EVOLUTION MONOMARCA GARA 1 1. Garzaro; 2. Fabbri; 3. Serventi; 4. Nardo; 5. Gurrieri; 6. Linguerri; 7. Delicato; 8. Zaccaria; 9. Scimè; 10. Quartarone; 11. Dalpiano;. GARA 2 1. Fabbri; 2. Gurrieri; 3. Ceriotti; 4. Nardo; 5. Linguerri; 6. Garzaro; 7. Delicato; 8. Serventi; 9. Zaccaria; 10. Scimè; 11. Quartarone; 12. Iovine. IN CAMPIONATO 1. Fabbri 72; 2. Serventi 69; 3. Nardo 52; 4. Garzaro 51; 5. Giovacchini 50; 6. Linguerri 42; 7. Gurrieri 31; 8. Quartarone 29; 9. Delicato 23; 10. Iovine 18; 11. Capraro 17; 12. Ceriotti 16; 13. Zaccaria 15; 14. Nardi 14; 15. Scimè 13; 16. Valente 11; 17. Dalpiano 5; 18. Tognarelli 3; 19. Losappio 2. TROFEO SCOOTER 70 OPEN GARA 1 1. Tiraferri; 2. Corsi; 3. Sisti; 4. Perazzini; 5. Ziarelli; 6. Bartolini; 7. Anastasi; 8. Mendogho; 9. Basile; 10. Angeli; 11. Leonardi. GARA 2 1. Tiraferri; 2. Corsi; 3. Perazzini; 4. Gabelli; 5. Sisti; 6. Ziarelli; 7. Bartolini; 8. Del Sorbo; 9. Longo; 10. Mendogho; 11. Anastasi; 12. Calce; 13. Basile; 14. Angeli; 15. Leonardi. IN CAMPIONATO 1. Corsi 80; 2. Tiraferri 75; 3. Sisit 65; 4.Bartolini 51; 5. Ziarelli 34; 6. Perazzini 29; 7. Angeli 28; 8. Leonardi 24; 9. Calce 15; 10. Anastasi 14; 11. Mendogho 14; 12. Gabelli 11; 13. Basile 10; 14. Del Sorbo 8; 15. Longo 7. TROFEO SCOOTER BIG EVOLUTION 94 OPEN GARA 1 1. Tedeschi; 2. Mammi; 3. Beatrizzotti; 4. Zanetti; 5. Fregoni; 6. Bruzzone; 7. Danieli; 8. Carlotti. GARA 2 1. Beatrizzotti; 2. Tedeschi; 3. Rapicavoli; 4. Zanetti; 5. Mammi; 6. Danieli; 7. Fregoni; 8. Carlotti; 9. Frisoni. IN CAMPIONATO 1. Mammi 76; 2. Beatrizzotti 68; 3. Vitali 45; 4. Tedeschi 45; 5. Danieli 44; 6. Frisoni 33; 7. Zanetti 26; 8. Moretti 20; 9. Nardini 20; 10. Fregoni 20; 11. Carlotti 16; 12. Rapicavoli 16; 13. Bruzzone 10.

Oscar Mistri, pilota della nazionale di parapendio a motore


Lo spettacolo e la competizione ci sono nel Trofeo Nazionale Maxi Scooter e, quando dopo la partenza il gruppone dei piloti si avventa verso la prima curva, l’adrenalina è al massimo.

Il Trofeo Nazionale Maxi Scooter non finisce di stupire. Dopo quasi due mesi di sosta forzata dalla prova d’apertura del 7 marzo a Vallelunga dominata da Gianluca Rapicavoli con il TMax del team La Greca di Milano, il tricolore è ripartito alla grande a Castelletto di Branduzzo in abbinamento alla Polini Italian Cup con una gara ricca d’interessi tecnici, colpi di scena, spettacolo e uno straordinario duello da brividi tra Mendogho e Rapicavoli. La rincorsa alla vittoria di questa seconda gara stagionale del Trofeo Nazionale Maxiscooter è vissuta sul bellissimo confronto tra Marvin Mendogho, in sella al TMax del tean Nonno Sport di Roma e Gianluca Rapicavoli. Se i due veloci piloti della classe Supersport avevano già dato spettacolo nel primo appuntamento di Vallelunga, la sfida di Castelletto è stata ancor più entusiasmante. Il progressivo adattamento di Mendogho al suo nuovo maxi scooter e la sua voglia di riscatto, gli hanno fornito una carica aggiuntiva che gli ha permesso di vincere questo secondo confronto. Rapicavoli è stato comunque velocissimo ed è riuscito a partire dalla pole position malgrado nelle due sessioni di prove cronometrate, dopo aver ottenuto ancora il miglior tempo, è sempre caduto costringendo i tecnici della sua squadra a un super lavoro per rimettergli in sesto il mezzo per la gara

Gabrielli. Ad avere la meglio è stato Fusto, che si è reso autore di una grande rimonta dal settimo fino al terzo posto finale. A Fusto è andata anche la vittoria della categoria Stock. Meno bene è andata a Giovanni Gabrielli, il quale è stato a lungo a contatto con i battistrada Mendogho e Rapicavoli, ma al nono giro ha commesso un errore che lo ha fatto capitolare dal terzo al settimo posto; una buona rimonta gli ha permesso di chiudere in quinta posizione (terzo della Supersport). Regolare e sempre con buon ritmo la gara di Lupin, che ha terminato al quarto posto, secondo della Stock. “Non conoscevo questa pista, ma grazie alle sessioni libere di sabato sono riuscito a trovare il feeling che mi era mancato a Vallelunga. Volevo assolutamente recuperare il gap nei confronti di Rapicavoli e grazie al primo posto ora siamo a pari punti in campionato. Sono stati sedici giri tiratissimi ed i numerosi doppiaggi, iniziati a metà gara, hanno sicuramente aumentato la fatica. Dedico la vittoria a Nonno Sport e a tutto lo staff del team” - Mendogho, ha raccontato a fine gara “Nel primo turno di prove cronometrate sono caduto per un mio errore, mentre nel secondo ho tamponato Pischedda Alessandro che durante un doppiaggio non mi ha sentito arrivare e ci siamo urtati. Mi dispiace che si sia fatto male. Devo ringraziare Luigi Ceccarelli e Oberdan Scotti del Team Moms Motor per avermi fornito alcuni ricambi senza i quali il mio preparatore Mario La Greca non avrebbe potuto ricostruire il mezzo in tempi record”. Il racconto di Rapicavoli.

aumentato il suo vantaggio fino all’arrivo, quando è transitato sotto la bandiera a scacchi con un vantaggio di oltre tre secondi e mezzo su Rapicavoli. Dietro di loro è andata in scena una bella contesa tra Cesare Fusto, Lupin e Giovanni

Marvin Mendogho ha festeggiato con una lunga impennata la sua prima vittoria stagionale.

MAXI SCOOTER 1. Mendogho; 2. Rapicavoli; 3. Fusto; 4. Lupin; 5. Gabrielli; 6. Corona; 7. Boschetti; 8. Pannone; 9. Pintus; 10. Marrocco; 11. Di Carmine; 12. Giannazza; 13. Luperini; 14. Stefanoni; 15. Ferrara; 16. Turbino; 17. Comin; 18. Triacci; 19. Giuliani; 20. Valentini; 21. Risi. IN CAMPIONATO SUPERSPORT 1. Rapicavoli 45; 2. Mendogho 45; 3. Valentini 24; 4. Gabrielli 16; 5. Giordani 16; 6. Giuliani 13; 7. Panfili 11. IN CAMPIONATO SUPERSTOCK 1. Comin 31; 2. Turbino 29; 3. Pischeddo 25; 4. Giannazza 25; 5. Luperini 20; 6. Ferrara 16; 7. Triacci 10; 8. Saraceno 0. IN CAMPIONATO SUPERBIKE 1. Savoca 50; 2. Pietrolucci 20. IN CAMPIONATO STOCK 1. Gatti 45; 2. Boschetti 36; 3. Fusto 33; 4. Pintus 27; 5. Pannone 20; 6. Di Carmine 19; 7. Risi 13; 8. Saraceno 11; 9. Marrocco 10; 10. Triacci 9; 11. Stefanoni 8.

CARATTERISTICHE TECNICHE La boccola centrale è in acciaio ricavata dal pieno. Le lavorazioni sono effettuate su centri di lavoro a controllo numerico che assicurano massimo rispetto delle tolleranze di oscillazione e concentricità di pochi centesimi. La puleggia mobile è in alluminio pressofuso. Assicura uno scorrimento ottimale e la migliore uniformità senza limitazioni nel movimento rotatorio. Inclinazione della scanalatura specifico per il perfetto funzionamento della trasmissione. Saldature effettuate mediante centri automatizzati.

Gianluca Rapicavoli (84) si è dovuto accontentare della seconda posizione dopo essere caduto al mattino nei due turni di prove cronometrate. del pomeriggio. Rapicavoli al via è scattato al comando riuscendo a tenersi dietro Mendogho per sei giri. Alla tornata successiva, Mendogho ha però mandato a segno il suo affondo: guadagnata la posizione di leader, ha progressivamente

POLINI SPEED DRIVE PER TMAX: PIU’ PRESTANTE E AFFIDABILE La nuova semipuleggia mobile condotta Polini “Speed Drive” per lo scooter Yamaha TMax si distingue per qualità superiore; la boccola è in acciaio ricavata dal pieno e la puleggia è in alluminio pressofuso. Hanno, quindi, caratteristiche dimensionali e strutturali perfette. “Speed Drive” si distingue per mantenere costanti i regimi di rotazione. Consente una velocità imbattibile di risposta del motore. Assicura una maggiore accelerazione e grande spunto nelle riprese. La particolare inclinazione “racing” delle camme della boccola aumenta il contrasto della cinghia; di conseguenza si possono utilizzare rulli più pesanti in modo da avere la cinghia maggiormente tesa in favore di una migliore trazione e maggiore velocità massima.

Sul podio con Carlo Polini, da sinistra a destra: Fusto, Mendogho, Rapicavoli.


MotoGP Jerez

di Enrico Borghi - foto Milagro

Pedrosa ha guidato la gara dal primo al penultimo giro

! a g ) o f f e h a c o ( z n e r o L

Jorge parte piano e cresce nel finale. Strapazza Dani nell’ultimo giro poi festeggia con un tuffo... suicida. E viene ripescato

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MotoGP Jerez L’uomo del giorno

PIÙ MI AGITAVO E PIÙ BEVEVO... JEREZ - L’area che comprende il lungo tratto di pista circondato da una collina naturale che sembra la tribuna di uno stadio, non è solo un tratto tecnico dello splendido tracciato di Jerez, ma anche il luogo in cui gli spagnoli fanno esplodere i fuochi d’artificio alla fine della corsa e dove i piloti più virtuosi festeggiano alla loro maniera, di fronte al pubblico in delirio. È qui che Valentino Rossi fece finta di andare in bagno nel 1999 (e poi di nuovo un anno fa), entrando nel WC chimico, dopo aver vinto la gara della 250. Ed è qui che Jorge Lorenzo ha deciso di festeggiare la sua prima vittoria a Jerez nella MotoGP: lui si è gettato nelle acque del laghetto che sorge all’interno... Il problema è che non è andato tutto secondo le previsioni: Jorge, forse per l’impedimento della tuta, ha faticato a stare a galla «E più mi agitavo, più muovevo l’acqua, che mi entrava in bocca e mi impediva di respirare». Ad un certo punto, comprendendo il momento di difficoltà del pilota, due persone si sono gettate in acqua e di fatto si sono trasformate nei bagnini di salvataggio che hanno tirato fuori dai guai l’eroe del giorno. Quando Jorge si è ripreso, ha spiegato i retroscena della vicenda regalando altri momenti esilaranti, dopo le grandi emozioni della gara. «Era da un po’ che ci pensavo, a gettarmi in acqua con la tuta per festeggiare una vittoria importante. Ho fatto delle ricerche, scoprendo che si può fare solo in tre circuiti: a Phillip Island, solo che il mare è gelido e poi ci sono gli squali bianchi... Poi ci sono Valencia e Jerez. Allora alla vigilia della gara mi sono detto: se vinco domani, sarà la mia prima vittoria su questa pista nella MotoGP e allora mi getto nel lago davanti a tutti!».

PEDROSA (26) GUIDA LA GARA CON ROSSI ALLE COSTOLE. NEL FINALE DANI RIUSCIRÀ A STACCARLO MA SARÀ LORENZO A NEGARGLI LA VITTORIA. IN BASSO, IL TUFFO DI JORGE E IL SUO NUOTARE AFFANNATO. IL PESO DELLA TUTA LO TRASCINAVA GIÙ!

«Quando ho passato Valentino ho pensato: a questo punto vado a vincere. Anche a costo di finire per terra» motosprint

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Jorge Lorenzo

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EREZ - Dopo essersi gettato all’inseguimento di Valentino Rossi, e dopo essersi lanciato in un disperato quanto straordinario attacco a Dani Pedrosa, che gli è valso la vittoria del Gran Premio di Spagna, Jorge Lorenzo si è infine tuffato nell’acqua del laghetto che c’è in mezzo alla pista. Voleva divertire il pubblico spagnolo, che sta conquistando impresa dopo impresa, dopo averlo fatto esaltare con una rincorsa straordinaria, effettuata col cuore in gola. E ha rischiato di affogare... Ma è stato tratto in salvo da due bagnini improvvisati. È andata come doveva andare: Lorenzo ha finalmente vinto a Jerez. Dopo due pole e due gare agitate, il ragazzo di Palma di Maiorca non poteva fallire e non ha sprecato la terza occasione. Jorge ha vinto nel modo a lui più consono: attaccando, superando, battendosi.

Jorge Lorenzo «Sempre meglio che in Australia. Là ci sono gli squali bianchi»

Ci ha provato, a guidare gestendo le proprie risorse in modo riflessivo, ma ad otto giri dalla fine ha prevalso il suo cuore selvaggio ed è iniziato lo spettacolo. «Quando ho passato Valentino ho pensato: a questo punto vado a vincere, anche a costo di rischiare di finire per terra». E poiché Pedrosa ha venduto cara la pelle, gli ultimi due giri hanno risollevato uno spettacolo che fino a quel momento era stato un po’ fiacco. Andando ad agguantare Valentino, superandolo senza perdere tempo, e facendo poi “a cazzotti” con Pedrosa, costringendolo a piegare la testa, Lorenzo ha corso quella che ha definito «La più bella gara della carriera», ritrovandosi anche nel ruolo di nuovo leader di classifica. Lorenzo ha trovato un’inaspettata, perché inedita, resistenza da parte di Pedrosa, che ha detto di essere partito in testa

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MotoGP Jerez

Stoner dopo pochi giri di prove ha fatto il record della pista. Poi però è caduto e qualcosa è cambiato. Non è più stato lui

senza troppa convinzione, e poi di essersi abituato all’idea di poter vincere. «Ma non potevo andare più forte di così, quindi mi sono limitato a chiudere tutte le porte per evitare di farlo passare. Però Jorge andava più forte». I DUE spagnoli hanno ingaggiato un duello appassionante, e Pedrosa ha sorpreso tutti proprio perché ha reagito di fronte agli attacchi. Hanno guidato al limite, hanno preso rischi elevati, si sono anche “sportellati”, e pur dando vita al loro duello forse più duro di sempre, sono riusciti non solo a dominare la gara di HAYDEN (69) HA CONFERMATO QUANTO DI BUONO FATTO VEDERE IN QATAR. LA NUOVA DESMOSEDICI È DECISAMENTE PIÙ ADATTA A LUI, CHE HA VINTO LA SFIDA CON STONER PER IL QUARTO POSTO.

casa, ma soprattutto a restare in piedi entrambi. Infatti Valentino, che a fine gara era più arrabbiato per non aver potuto partecipare alla rissa, che deluso per non aver potuto lottare per la vittoria, ha fatto capire che in casi simili può arrivare il regalo inaspettato. «Non starai mica pensando male...?! – ha detto ridendo, con il classico tono che allude ad una situazione esattamente contraria –. Io stavo lì dietro solo per godermi lo spettacolo, figurati se ho sperato che finissero tutti e due per terra...». Ovviamente non è vero, ma non c’è nulla di cui stupirsi: le gare sono anche queste, e Valentino ha preferito metterla sul ridere. Si è fatto serio, però, parlando di sé: «Credo di aver fatto una gara strategicamente molto buona: non potevo vincere, e lo sapevo, quindi volevo partire bene e stare con i primi per non dover recuperare. E l’ho fatto».

TRAZIONE FATALE

Il caso del giorno

La moto di Lorenzo era perfetta. Quella di Rossi...

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JEREZ - Due Yamaha identiche. Una «Era semplicemente perfetta» (parola di Jorge Lorenzo), invece per l’altra «Dobbiamo capire che cosa succede, perché questa storia della gomma posteriore che scivola ci sta facendo penare» (l’affermazione è di Valentino Rossi). Succede, nelle moto. E succede molto spesso in casa Yamaha. Il motivo lo ha spiegato proprio Valentino: «Io guido in modo diverso, quindi uso regolazioni differenti». Durante i briefing tecnici, il “problema” viene definito “rear grip”, e con questo nome si indica la mancanza di trazione in uscita di curva. «Stiamo cercando la trazione» ha detto infatti Valentino, spiegando che «Per tutto il week-end la mia M1 scivolava in uscita di curva e i guai maggiori li avevo nelle curve 2 e 3, che sono poi quelle in cui serve la trazione». Quando si guida una moto così, molto spesso le cose non fanno che peggiorare. Infatti cerchi soluzioni, quando non le trovi prendi dei rischi e finisci per confonderti. È quello che è successo a Valentino. «Abbiamo cominciato con il cambiare il bilanciamento, quindi la distribuzione dei pesi, e siamo arrivati a modificare anche le molle delle sospensioni e l’inclinazione del cannotto di sterzo. Nel warm up però la situazione è diventata disperata: non solo non avevo trovato il grip, ma la moto non curvava più. Insomma, eravamo nella m...». Questo spiega il suo quattordicesimo tempo, domenica mattina. Come accade nei team che all’improvviso ritrovano la lucidità, la squadra del pe-

sarese è tornata indietro e per la gara la M1 numero 46 aveva un assetto accettabile anche se non perfetto. Infatti Valentino ha poi detto: «Per la gara ho avuto la miglior messa a punto del week-end, il problema è che non era abbastanza». Proprio perché anche in Qatar ci sono stati problemi di questo genere, la squadra di Valentino si è concentrata su questo punto, lunedì, dopo la gara. Il problema va

infatti risolto prima di arrivare a Le Mans. Pure Jorge Lorenzo ha parlato di problemi durante la corsa: «Anche qui, come in Qatar, non sono riuscito ad essere veloce nella prima parte di gara. Ho trovato un buon ritmo solo nella seconda parte, e nel finale ero molto veloce. È una cosa che dobbiamo studiare, solo che se devo essere sincero penso che questo sia più un problema mio che della moto».

LORENZO NELLA SCIA DI ROSSI. LO SPAGNOLO COME GLI È ARRIVATO ALLE SPALLE LO HA SUPERATO. NELLA SECONDA PARTE DI GARA AVEVA UN PASSO IRRESISTIBILE.

SUMSANDIGNA CON VELENIS MODOLOBOR IN EA FACIDUISSED TING EL ET ALIT ET, QUAMET ALIQUAT WISSENISCI EUGAIT DIT LORTIN E

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MotoGP Jerez

Questa è la sintesi perfetta della sua gara, conclusa in terza posizione. Era infatti nell’aria – lo si era capito dalle prove – la dominazione spagnola, quindi se la si guarda dal punto di vista del campione del mondo, questa è stata una gara positiva. Rossi non è più il leader di classifica, in più la M1 continua ad avere problemi di grip (e in accelerazione ha la tendenza a “sedersi” costringendo tra l’altro il suo pilota a traiettorie non ottimali). Ma in fondo l’altro MARCO SIMONCELLI (58) IN GARA SI È LASCIATO ALLE SPALLE TUTTE LE DIFFICOLTÀ INCONTRATE IN PROVA ED È ANDATO ALL’ATTACCO, RIUSCENDO PER QUALCHE GIRO A TENERE TESTA A MARCO MELANDRI (33). ANDREA DOVIZIOSO (4) HA CORSO UNA GARA SOLITARIA, FINENDO SESTO.

«Son partito bene, ma non pensavo di restare davanti. Invece ero lì, e non riuscivo a spiegarmi il perché» motosprint

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Dani Pedrosa

DANI IRREPARABILI? Pedrosa in polemica con Honda JEREZ - Due gare, due podi. Con due piloti diversi. Questa volta Dani Pedrosa, secondo, ha lottato per la vittoria. Andrea Dovizioso è stato sesto. Globalmente è un buon inizio di campionato, almeno se si pensa alla condizione in cui la HRC ha corso nelle ultime stagioni. Eppure Pedrosa è stato protagonista di un week-end vissuto tutto in aperta polemica con la Honda. È stato duro e persino aggressivo con gli ingegneri, e non ha mai perso occasione per lamentarsi. Il problema è che questo è stato uno dei suoi fine settimana migliori degli ultimi tempi, il che rende la situazione paradossale. Sin dal primo turno di prove, venerdì, Dani ha criticato la moto, sostenendo che «Non esiste una soluzione rapida a questi problemi» (si muove molto in rettilineo, ed è instabile in frenata). Dopo aver conquistato la pole position,

sabato pomeriggio, Dani è stato addirittura più aggressivo, prendendo a male parole il project leader Shinichi Kokubu che lo aveva approcciato per fargli i complimenti: l’ingegnere giapponese si è sentito ripetere per l’ennesima volta che la RCV va malissimo, rispedendo al mittente le congratulazioni. Ma non è finita lì. Poco dopo, quando i giornalisti spagnoli hanno riferito a Dani il commento di Valentino Rossi – «Non credo che la Honda vada così male, visto che Dani ha fatto la pole» –, lo spagnolo ha risposto così: «Non posso credere che Vale abbia detto una cosa simile». Domenica, infine, dopo la gara corsa da protagonista assoluto, ha detto: «Non mi aspettavo di restare davanti, pensavo che prima o poi avrei dovuto cominciare a calare il ritmo e che sarei retrocesso; ma restavo davanti, e non riuscivo a spiegarmi il perché».

suo avversario pericoloso – Casey Stoner – è andato peggio di lui e quindi nei suoi confronti il vantaggio è aumentato. Stoner ha navigato in quinta posizione, subendo l’iniziativa di Nicky Hayden; quindi, a ben vedere, se c’era un giorno adatto per prendere paga era proprio questo. Stoner ha deluso, inutile girarci intorno. Doveva attaccare, invece ha subìto. Doveva reagire, dopo la caduta in Qatar, ma è andato più piano degli altri Fantastici Quattro.

Dopo aver rischiato due volte di cadere – «Perché si è chiuso l’anteriore» – l’australiano ha pensato ai punti. Del resto aveva già avuto delle avvisaglie venerdì pomeriggio: nel primo turno di prove ha subito fatto segnare il miglior tempo, poi è caduto. E da quel momento non è più stato così incisivo. Ha ragione Valentino, quando spiega che «Le sue piste arriveranno più avanti», però la bella gara di Hayden offusca ancor di più la sua prova opaca.

Nervi tesi in HRC Considerando che la sua Honda è andata forte e gli ha permesso, nel finale, di lottare con Lorenzo anche in modo aggressivo, viene da chiedersi dove voglia arrivare Dani con questo atteggiamento. Anche perché se è vero che la RCV non è ancora equilibrata come la Yamaha, e non è nemmeno competitiva come la Ducati, resta anche vero che i progressi sono evidenti e che adesso è solo questione di messa a punto, perché piano piano i guai si stanno risolvendo. Questo sarebbe quindi il momento di stare uniti, di dare morale alla squadra e soprattutto al reparto corse. Invece Dani fa il disfattista. E proprio nella gara in cui la HRC ha portato a Jerez per lui, la nuova ciclistica (che Dovizioso aveva già provato in Qatar) caratterizzata da modifiche importanti, che hanno portato benefici evidenti, come dimostrano appunto le sue prestazioni. Dani accusa fastidiosi ondeggiamenti in rettilineo e in frenata: quindi il telaio è stato in primo luogo irrigidito, rafforzando la zona dell’attacco del forcellone (che è stato rivisto, cioè irrigidito anch’esso) con una notevole aggiunta di materiale. Per sfruttare maggiormente le Bridge-

stone, inoltre, sono state ridisegnate la parte centrale e quella posteriore della moto, e adesso la zona della sella e del serbatoio sono arretrate di ben cinque centimetri. Di conseguenza sono stati riposizionati (naturalmente arretrandoli) anche i semi-manubri. Si tratta di un lavoro importante, quindi perché Pedrosa sta tenendo un atteggiamento negativo come mai aveva fatto prima

d’ora? È geloso per il ruolo che sta conquistando Andrea Dovizioso? Non vuole che sia l’italiano, e non lui, a guidare lo sviluppo? Teme di essere considerato il secondo pilota? Tutte le valutazioni sembrano portare ad una sola conclusione: Pedrosa e la Honda sono di fronte ad una frattura ormai insanabile, e si sta quindi andando verso la fine del rapporto di collaborazione tra pilota e costruttore.

DANI PEDROSA SULLA LINEA DI PARTENZA. NONOSTANTE LA POLE E IL SECONDO POSTO IN GARA, IL PILOTA SPAGNOLO NON È SODDISFATTO DEL LAVORO FATTO DALLA HONDA.

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MotoGP Jerez

Le pagelle di Marco Masetti

Ducati democratica

Casey Stoner

«Abbiamo iniziato bene il week-end poi abbiamo perso terreno»

AIUTATE IL DITTATORE! JEREZ – Qualche volta i giornalisti sono cattivelli e, complice una certa famigliarità con la parola, anche scritta, riescono a coniare battute e modi di dire efficaci. Ad esempio, quando nei test di Valencia e Sepang vedemmo la nuova Ducati con il motore a scoppi irregolari, fummo subito in sintonia con le dichiarazioni del costruttore. Era vero, la nuova Ducati era una moto più facile, più sfruttabile. E lo dimostrò subito Hayden, che dopo una stagione 2009 molto sofferta, ritrovò competitività, per altro confermata anche nelle due prime gare dell’anno. A noi “maliziosi” venne però in mente una cosa e la mettemmo nero su bianco: la Ducati adesso è una moto molto più adatta alle seconde guide e non solo al genio folle e selvaggio di Stoner. Suonava bene, ma conteneva una maliziosa considerazione: la nuova Ducati non sarebbe più stata lo strumento esclusivo che rendeva Stoner il più veloce del branco. Del resto è molto complicato fare una moto adatta, al tempo stesso, al campione e all’amatore. Certo, siamo maliziosi e spesso sbagliamo: non a caso a Losail Stoner era tremendamente più veloce di tutti, poche storie. Ma adesso, in classifica, Hayden ha più del doppio dei punti del suo caposquadra. Cose che capitano, sospetti che trovano pezze d’appoggio a dir poco inimmaginabili lo scorso anno. Una Desmosedici così democratica e friendly se la sarebbero aspettata in pochi e magari, tra qualche gara, vedremo anche una bella prova di Kallio, a occhio il più forte dei piloti satellite. Un bravo ai ragazzi che lavorano a Borgo Panigale, ma anche un campanello d’allarme: bisogna riportare in alto Casey Stoner che, come tutti i dittatori, non ama molto la democrazia. motosprint

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Il momento non è dei migliori. Dopo il disastro del Qatar, la vittoria era d’obbligo, ma una caduta in prova fa perdere l’equilibrio all’australiano. Ma non c’è solo questo: il rapporto di fiducia tra lui e la moto si è incrinato e Hayden gli è davanti in classifica. Una cosa mai vista in casa Ducati, urge un rimedio.

Bacchetta magica? 5

Jorge Lorenzo

«Ho fatto e vinto la più bella gara della mia vita» Tuffo a parte, visto che Jorge ha rischiato di affogare nel laghetto di Jerez, è stata davvero una gara vibrante, tesa, arricchita da sorpassi decisissimi e senza tatticismi di sorta. Quel che si dice una prova maiuscola. E poi la vittoria in casa è il massimo per un pilota.

Casalingo 10

Dani Pedrosa

Nicky Hayden

«Questo è il team ufficiale Ducati e non facciamo i salti di gioia per un quarto posto» Bravo Nicky, l’umiltà non è dote del top rider che deve sempre aver fame di successo. L’americano è il pilota Ducati più in forma e lo fa vedere. Magari non ha ancora il guizzo decisivo, ma è già una certezza nel piazzamento.

Finalmente superbo 8

Andrea Dovizioso

«Non riuscivo a gestire la moto come avrei voluto con i controlli elettronici a disposizione» Ecco una cosa che non vorremmo mai sentir dire da un pilota. Uno che corre in MotoGP non può rovinarsi un pomeriggio con un computer che si impalla, un telefonino che non prende, Facebook che non si apre, il navigatore che si perde…

Lasciate al pilota la capacità di esprimersi guidando la moto, non “smanettando” con i pulsanti.

Marco Melandri

«Abbiamo fatto un passo Tecnologia tiranna 5 avanti e continueremo a lavorare per fare meglio»

Mika Kallio

«È stata una delle mie più belle gare da quando sono in MotoGP» Grande verità, finalmente un Kallio combattivo e che si diverte. Notevole la sua rimonta e la serie di sorpassi distribuiti a destra e a sinistra senza pietà. Un’iniezione, meritata, di fiducia per lui e la squadra.

In progresso rispetto al tragico GP Qatar, non esaltante nella prima parte di gara, in ripresa nel finale nonostante il duello perso con Kallio per la settima piazza. Peccato per il computer di bordo che per paura della benzina che sta per finire, taglia un po’ di potenza sul più bello.

In crescita 6

Randy De Puniet

Arriva il disgelo? 7 «Ho fatto una partenza pessima ed ho chiuso il primo giro dodicesimo» SPALLATE IN PISTA, CAVALLERESCHI SUL PODIO: JORGE LORENZO, VINCITORE, RENDE ONORE A PEDROSA, SECONDO, SOLLEVANDOGLI IL BRACCIO. SOTTO, BAGARRE IN PISTA: DE PUNIET PRECEDE SIMONCELLI E KALLIO.

Non male in prova, combattivo a tratti in gara, il francese paga una partenza al rallentatore. Cosa strana per lui, di solito molto lesto in avvio. Gli brucia essere stato battuto dalla moto gemella di Melandri nell’ideale Honda Satellite Trophy.

Il bell’addormentato 6

«Alla fine potevo solo chiudere tutte le porte…» Il piccolo tamburino catalano tenta la grande impresa e si mette a fare spallate con gente che di solito lo intimorisce con un’occhiataccia cattiva. Ma a Jerez il piccolo Dani le dà e le prende e sfiora la grande impresa, nonostante non ami molto la moto che guida.

Piccoli muscoli crescono 9

Valentino Rossi

«Soffriamo di una cronica mancanza di grip» Sta’ a vedere che il muro nel box e i dati che non possono venire condivisi tra lui e Lorenzo danneggiano più Valentino dello spagnolo il quale invece ha una moto che non scivola di un millimetro. Gara tattica quella di Rossi, con un occhio attento alla classifica, sperando in tempi migliori.

In paziente attesa 7 motosprint

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MotoGP Jerez Le pagelle

Alvaro Bautista «Finalmente ho finito la mia prima gara!»

Per lo spagnolo anche la soddisfazione di chiudere nella top ten. Non è molto, ma segnala che Alvaro ha voglia e margini di miglioramento per diventare qualcuno. La Suzuki numero 19 non era il massimo, ma almeno dignitosa.

Bravo ragazzo 6

Marco Simoncelli «Questo undicesimo posto ha un sapore diverso da quello del Qatar»

Begli sprazzi, soprattutto quando lotta senza nessun timore reverenziale nei confronti del suo ben più esperto caposquadra. Alla fine deve mollare a causa dello scivolamento eccessivo che non sa ancora gestire, ma i segnali che manda Marco questa volta sono positivi.

In miglioramento 6,5

Colin Edwards

Hiroshi Aoyama

Ben Spies

Definire inguardabile il veterano texano è un gentile eufemismo. In prova e in gara un ectoplasma in pista. Alla fine sogna solo di arrivare a Le Mans: l’unico che preferisce le brume francesi al calore dall’Andalusia.

Il giapponese ha un bell’avvio, poi si ritrova un pilota in difficoltà davanti e frena alla disperata. Perde un mucchio di tempo e quando riparte si ritrova a girare solo, staccatissimo e senza speranza.

Qualche volta succede anche questo nella stagione di un debuttante. Ovvero la giornata in cui la moto fa quello che vuole. Si rischia di cadere ad ogni curva e non si capisce perché agli altri non succeda questo. E il pilota si ritrova in un ruolo scomodo.

«Ho fatto qualche gara buona a Jerez, di sicuro non questa…»

Bizzarro! 4

Hector Barbera «Dopo il warm up abbiamo fatto una modifica. Sbagliata»

Alle volte sarebbe meglio star fermi e non toccare nulla. Soprattutto quando si è giovani ed inesperti. Non è obbligatorio smanettare con tutte le leve e i pomelli. Ma almeno questa volta non abbatte nessuno.

Deve crescere 5 motosprint

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BARBERA, ESPARGARÓ E BAUTISTA (SOPRA) LOTTANO IN FONDO AL GRUPPO; CAPIROSSI (65) E SPIES (A DESTRA) NON HANNO FINITO LA GARA.

«Ho fatto una buona partenza, poi ho rovinato tutto con un errore»

Giapponesi disperati 5

Aleix Espargaró

«Non so se sia questo il problema, ma l’avantreno non rispondeva»

Guardone! 5

Loris Capirossi

«Ho conquistato il primo punto stagionale, ma non «Ho perso l’avantreno e non so il perché» è un granché» Gara di casa che si trasforma in un incubo fatto di scivolate, cadute, infinite soste ai box, un pedale del freno rotto, qualche pasticcio elettronico. Una via crucis fuori stagione che rovina il week end allo spagnolo.

Da resettare 4

No Loris, questa volta siamo spietati: alla partenza numero 21 sulla pista di Jerez le sorprese non ci devono assolutamente essere! Una grande occasione persa, perché la Suzuki non stava andando male.

Sciupone 5 motosprint

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MotoGP Jerez il tabellone

esterna 26°C asfalto 49°C

RE BE LI

RE BE LI

TO BA SA

NI IO AZ IC F I AL QU

P -U M AR W

Altraguardo

Giriveloci

Velocitàmassime

1. Dani Pedrosa

Spagna

Honda

1'40"200

1'39"549

1'39"202

1'39"974

2. Jorge Lorenzo

Spagna

Yamaha

1'39"875

1'39"089

1'39"487

1'39"899

3. Casey Stoner

Australia

Ducati

1'39"731

1'39"719

1'39"511

1'40"604

2. Dani Pedrosa

Honda

Repsol Honda Team

a 0"543

2. Valentino Rossi

1'39"733

4. Valentino Rossi

Italia

Yamaha

1'40"359

1'39"982

1'39"558

1'41"061

3. Valentino Rossi

Yamaha

Fiat Yamaha Team

a 0"890

3. Casey Stoner

1'39"988

5. Nicky Hayden

USA

Ducati

1'40"148

1'40"246

1'39"560

1'39"975

4. Jorge Lorenzo

1'40"007

6. Randy De Puniet

Francia

Honda

1'41"293

1'40"092

1'39"591

1'40"857

4. Nicky Hayden

Ducati

Ducati Marlboro Team

a 9"015

5. Nicky Hayden

1'40"102

7. Colin Edwards

USA

Yamaha

1'40"913

1'40"588

1'39"970

1'40"667

5. Casey Stoner

Ducati

Ducati Marlboro Team

a 10"034

6. Andrea Dovizioso

1'40"405

8. Ben Spies

USA

Yamaha

1'41"200

1'40"012

1'39"989

1'40"526

6. Andrea Dovizioso

Honda

Repsol Honda Team

a 23"144

7. Loris Capirossi

1'40"739

9. Andrea Dovizioso

Italia

Honda

1'41"277

1'39"917

1'40"021

1'40"752

7. Mika Kallio

Ducati

Pramac Racing Team

a 34"489

8. Marco Melandri

1'40"748

10. Marco Melandri

Italia

Honda

1'41"190

1'40"370

1'40"027

1'41"070

8. Marco Melandri

Honda

San Carlo Honda Gresini

a 34"687

9. Marco Simoncelli

1'40"758

11. Loris Capirossi

Italia

Suzuki

1'40"716

1'40"413

1'40"206

1'40"596

9. Randy De Puniet

Honda

LCR Honda MotoGP

a 36"160

10. Colin Edwards

1'40"974

12. Hiroshi Aoyama

Giappone

Honda

1'41"837

1'40"846

1'40"322

1'40"674

10. Alvaro Bautista

Suzuki

Rizla Suzuki MotoGP

a 36"791

11. Randy De Puniet

1'40"992

13. Alvaro Bautista

Spagna

Suzuki

1'41"093

1'41"065

1'40"416

1'41"074

11. Marco Simoncelli

Honda

San Carlo Honda Gresini

a 37"155

12. Aleix Espargaró

1'41"024

14. Hector Barbera

Spagna

Ducati

1'41"034

1'40"741

1'40"482

1'41"288

12. Colin Edwards

Yamaha

Monster Yamaha Tech 3

a 38"260

13. Mika Kallio

1'41"044

15. Aleix Espargaró

Spagna

Ducati

1'41"742

1'40"925

1'40"555

1'40"859

13. Hector Barbera

Ducati

Paginas Amarillas Aspar

a 38"371

14. Ben Spies

1'41"102

16. Marco Simoncelli

Italia

Honda

1'41"533

1'40"836

1'40"586

1'40"960

14. Hiroshi Aoyama

Honda

15. Hector Barbera

1'41"266

17. Mika Kallio

Finlandia

Ducati

1'41"297

1'41"223

1'40"803

1'40"945

15. Aleix Espargaró

Ducati

16. Alvaro Bautista

1'41"274

17. Hiroshi Aoyama

1'41"379

Fiat Yamaha Team

45'17"538

1. Dani Pedrosa

Interwetten Honda MotoGP a 1'02"052 Pramac Racing Team

a 3 giri

RITIRATI Ben Spies

Yamaha

Monster Yamaha Tech 3

all'8. giro

Loris Capirossi

Suzuki

Rizla Suzuki MotoGP

al 3. giro

Spagna Italia Spagna Italia USA Francia USA Australia USA Italia

Yamaha Yamaha Honda Honda Ducati Honda Yamaha Ducati Yamaha Honda

TEMPERATURA TEMPERATURA ESTERNA (°C) ASFALTO (°C)

27

io

44 TO TA L

4

20

6

ITA giug LIA no

25 16 20 10 13 7 4 11 — 8

23

20 25 9 16 13 10 8 — 11 3

FR ma AN g CI gio A

SP ma AG gg NA io

2

1. Jorge Lorenzo 2. Valentino Rossi 3. Dani Pedrosa 4. Andrea Dovizioso 5. Nicky Hayden 6. Randy De Puniet 7. Colin Edwards 8. Casey Stoner 9. Ben Spies 10. Marco Melandri

11

Campionatopiloti

281,0 280,3 280,2 278,8 278,4 278,1 277,8 277,7 277,5 277,0 276,8 276,2 275,9 275,8 275,7 275,5 275,4

Factory Pads

NUMERO GIRI

GR giu AN gn B o 26 RETA G OL giu AN gn NA DA o

ZIO

BA TU

qualifiche qualifiche qualifiche qualifiche gara qualifiche gara qualifiche qualifiche qualifiche qualifiche qualifiche libere n. 2 qualifiche qualifiche gara libere n. 2

Mescola Z04

17 27

N

Venerdì: Barbera, Stoner. Sabato: Hayden, De Puniet. Domenica: Capirossi.

45 41 29 26 26 17 12 11 11 11

Punti in classifica rispetto al 2009 dopo 2 gare

+4 +1 +8 +4 +22 +6 -5 -26 deb -1

11. Marco Simoncelli 10; 12. Mika Kallio 9; 13. Hiroshi Aoyama 8; 14. Loris Capirossi 7; 15. Hector Barbera 7; 16. Alvaro Bautista 6; 17. Aleix Espargaro 1.

1. 2. 3. 4. 5.

Fiat Yamaha Team Repsol Honda Team Ducati Marlboro Team Monster Yamaha Tech 3 San Carlo Honda Gresini

Campionatomarche 86 55 37 23 21

1. 2. 3. 4.

YAMAHA HONDA DUCATI SUZUKI

25 16 13 7

25 20 13 6

50 36 26 13

5 9 -12 -5

Distribuito da:

M4

Topteam

GP-4 RX

Spagna 02.05.2010 Jerez

PILOTI AL VIA

G

QA ap TA ril R e

nei tre giorni 232.670 nel 2009 123.340 (nei tre giorni 263.648)

IN AC IR

19RCS

122.048

Lecadute

Melandri Spies Hayden Pedrosa Lorenzo Bautista Stoner Kallio Dovizioso Edwards Rossi De Puniet Capirossi Aoyama Barbera Espargaró Simoncelli

PRIMATO PRECEDENTE Valentino Rossi (Yamaha) nel 2009, in 1'39"818 alla media di 159,518 km/h

Dani Pedrosa (Honda) in 1'39"202 alla media di 160,508 km/h Pole 2009: Jorge Lorenzo (Yamaha) in 1'38"933 alla media di 160,945 Km/h

SPETTATORI

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17.

15

Poleposition

1'39"731

alla media di 159,675 km/h

RE ag P. os CE to 29 CA IN ag DI os AN to AP 5 OL IS SA sett e N MA mb 19 RINO re AR se AG tte ON m b 3 o A re GI tto AP b r PO e 10 NE MA ott LE ob SI re 17 A AU ott ST ob RA re 31 LIA PO ott RT ob OG re AL 7 LO VA nov LE em NC b IA re

Yamaha

119,421 km alla media di 158,200 km/h

CA lug TA lio LU 18 NYA GE lug RM li AN o 25 IA US lug A l

1. Jorge Lorenzo

E

Alvia

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MotoGP Jerez Dai box

TEAM E CASE IN GUERRA

La spaccatura sul ritorno al 1000 JEREZ – La decisione di creare una classe Open (con le 800 in pista insieme alle 1000) a partire dal 2012, presa in febbraio, era apparsa strana. A distanza di tre mesi, di fronte alla prima spaccatura, tutto torna chiaro: la regola non convince, sarà fonte di complicazioni, e soprattutto non è sufficientemente tempestiva. I team non vogliono aspettare il 2012 (data stabilita per l’introduzione della nuova norma) e quindi intendono anticipare tutto al prossimo anno. Inoltre si preferisce una categoria unica riservata solo alle “mille”. Sono questi i due punti su cui stanno lavorando la Dorna e la FIM, in un clima sempre più agitato: la MSMA (l’associazione dei costruttori) si sta scontrando con l’IRTA (l’associazione dei team) visto che gli interessi sono contrapposti. La questione, naturalmente, è economica: da una parte ci sono le squadre, che vogliono smettere di spendere milioni di euro (in media, 2 per pilota) per il noleggio

«Rossi mi sembra un personaggio adatto a recitare. Gli affiderei un ruolo in una commedia»

Antonio Banderas, attore di cinema appassionato di moto

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delle moto; dall’altra ci sono i costruttori che vogliono continuare ad incamerare questi soldi, almeno per un altro anno. L’introduzione anticipata della nuova regola permetterebbe infatti ai team non ufficiali di seguire immediatamente la strada aperta dalla Moto2, che porterà loro dei vantaggi: costi più bassi, e poi la possibilità di diventare proprietari delle moto e quindi della relativa tecnologia. Ma non c’è solo questo. Tra i costruttori sta facendosi largo la consapevolezza che non ha senso permettere a due tipi di moto di correre nella stessa categoria, con regole diverse: stando alle norme già approvate, infatti, una moto ufficiale avrà il serbatoio meno capiente, un peso maggiore e una restrizione più rigorosa per il numero dei motori. Insomma, è molto più logica la soluzione adottata dalla Formula 1, dove le Case hanno il team ufficiale ma forniscono gli stessi motori ad altri team. Tanto, è ormai chiaro a tutti che i tempi sono cambiati: una squadra satellite non ha alcuna chance di puntare alla vittoria, possono puntare al vertice solo i team ufficiali. Le Case vogliono tenere duro sul rispetto della data del 2012 perché in questi anni hanno fatto investimenti notevoli per lo sviluppo delle 800, e non vogliono gettare via così presto questi sforzi: quindi vogliono correre con la 800 anche nella prossima stagione. La Honda sembra la più decisa, e si è come sempre messa a capo del fronte nipponico; la novità è che questa volta anche la Ducati pare allineata alle altre tre Case. Ecco perché per i team satellite questa sarà una battaglia durissima.

Pole Position

PEDROSA PER... CASO JEREZ – Pedrosa (nella foto) ha detto che la sua prima pole stagionale, ma anche la prima dal GP Indianapolis dello scorso agosto, «È arrivata per caso, non ci pensavo nemmeno». In effetti lo spagnolo è emerso a sorpresa, piazzandosi proprio davanti al favorito Jorge Lorenzo, secondo. Per Pedrosa si tratta della pole numero 14. La prima fila è stata completata da Casey Stoner, che contrariamente alle aspettative non ha migliorato il suo tempo rispetto al primo turno, venerdì. Questa volta Valentino Rossi si è dovuto fare da parte: si è inserito solo in quarta posizione, dunque in seconda fila.

CACCIA ALL’AUTO

STONER GIÀ IN TESTA AL BMW AWARD DOPO due sessioni di qualificazione (in Qatar e in Spagna) Casey Stoner si è portato al comando del BMW M Award. L’australiano ha 41 punti, e precede Lorenzo (36), Pedrosa (34) e Rossi (33).


MotoGP Jerez Dai box

HONDA LA VUOLE ADDOMESTICARE Erogazione troppo aggressiva JEREZ - Ha impiegato quasi un anno, la Honda, ma ha mantenuto la promessa fatta ai suoi piloti e quindi la RC212V sta diventando una moto completamente nuova. Prima ci si è concentrati sulla ciclistica, poi sul motore (che essendo un elemento molto più complicato richiede molto più tempo per la progettazione e lo sviluppo). Per la gara, Dovizioso e Pedrosa hanno ricevuto un nuovo telaio – rivisto nelle rigidezze– e anche un differente forcellone: lo spagnolo lo

ha usato subito, invece il forlivese ha preferito rimandare l’esperimento alle prove del lunedì successivo. Cioè alla sessione in cui è stato provato il nuovo motore, oggetto di un lungo lavoro diretto a migliorare l’arco di utilizzazione della potenza e quindi l‘erogazione. L’aggressività di questo motore, infatti, è un problema ancora irrisolto. «È potentissimo, ma la potenza è distribuita troppo in alto. Dobbiamo cercare di spostarla un po’, per rendere questo motore più facile da gestire» ha detto Dovizioso. In Giappone si sta lavorando moltissimo, si gira quasi tutti i giorni, perché la Honda vuole punzonarne almeno un esemplare già a Le Mans. «La regola del contingentamento dei motori è vincolante, infatti senza questa norma avremmo anche potuto usarlo sia in prova che in gara. La durata dei motori conta quanto le prestazioni, quindi bisogna stare attenti a pianificarne l’utilizzo». Ma in Giappone si pensa che i problemi di durata siano già stati risolti, e lo si vuole utilizzare il prima possibile. Cioè da Le Mans.

«Io provo a seguire Rossi, per cercare di imparare qualcosa, il problema è che non riesco a stargli dietro. Se ne va subito...».

DUE I GP IN NOTTURNA JEREZ – La Dorna ha un piano, da attuare già nella prossima stagione, per aumentare il numero delle gare in notturna cercando di andare incontro anche alle esigenze dei piloti, che non vogliono correre tardi perché la pista diventa troppo umida. Poiché le gare in notturna nel 2011 dovrebbero diventare due – a quella del Qatar si aggiungerà infatti una gara ad Abu Dhabi – correrà di notte solo la MotoGP, e ad un’ora più agevole per tutti: 125 e Moto2 si disputeranno invece nel pomeriggio, con la luce naturale. Il fantastico impianto Yas Marina ha spazi di fuga, in diversi punti, che sono insufficienti per le moto, ma i proprietari del circuito si sono detti disponibili a fare le modifiche, quindi va da sè che questa gara entrerà nel calendario 2011. I piloti hanno fatto sapere di non voler correre di notte una seconda volta, ma l’idea della gara in notturna piace sia agli arabi che alla Dorna. Quindi la gara si farà in notturna.

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Alvaro Bautista

A JEREZ NEL 1995 LA PRIMA, E UNICA, VITTORIA DI PUIG Talent scout, manager, consigliere di Dani Pedrosa, Alberto Puig è stato anche un pilota di livello mondiale. E proprio a Jerez ha vinto la sua prima, e unica, gara del Mondiale 500: avvenne nel 1995 (Criville fu terzo) e quella fu anche la prima vittoria di uno spagnolo nella classe regina entro i patrii confini. Invece la prima vittoria in assoluto di uno spagnolo (sempre nella classe regina) è quella di Criville, nel 1992, ad Assen.

TEST IN GALLERIA DEL VENTO

OLTRE IL MURO DEI 50 CHILI

ANCHE MARTINEZ HA LA SUA CURVA

MARCO Simoncelli ha raggiunto Tokyo e ha trascorso diverse ore nella sede della HRC (per un totale di un giorno e mezzo di impegno) nella galleria del vento. La nuova carena, indispensabile viste le dimensioni del romagnolo, gli fa guadagnare almeno 3 km/h e dovrebbe essere pronta per il GP Italia di inizio giugno. A Jerez, invece, Marco ha ricevuto un forcellone modificato che completa il rinnovamento della ciclistica iniziato in Qatar con un telaio più rigido.

DI SOLITO si soffre per perdere peso, invece Dani Pedrosa ha il problema inverso: non riesce ad ingrassare. A Jerez ha fatto sapere di essere riuscito a guadagnare 3 kg, scavalcando così la barriera dei 50 kg: ora ne pesa infatti 53. Sostiene di esserci riuscito perché ha seguito un nuovo tipo di preparazione che riguarda sia lo sforzo fisico che l’alimentazione. In suo aiuto è arrivato un nutrizionista, Aki Hintsa, che ha seguito piloti di F1 come Hamilton e Vettel.

JEREZ si conferma il tempio del motociclismo iberico: qui le star spagnole hanno una curva intitolata, e a partire da questa edizione del Gran Premio di Spagna si colma una lacuna: è stata infatti dedicata una curva anche a Jorge “Aspar” Martinez. Si tratta della curva 8, che precede la “Nieto”.

PUBBLICO IN CALO, LA SPAGNA ABBASSA I PREZZI DEI BIGLIETTI La crisi si fa sentire anche a Jerez: per la prima volta, forse da quando si corre la gara, nelle giornate di venerdì e sabato si sono viste le colline con diverse zone vuote. Gli organizzatori avevano capito dalla prevendita che quest’anno si sarebbe vista la solita folla solo per la gara. Del resto era già accaduto lo scorso anno, e non solo a Jerez ma anche a Barcellona e a Valencia. Va anche segnalato però che gli organizzatori si sono dimostrati molto sensibili al problema, decidendo di ridurre di parecchio i prezzi dei biglietti, che andavano dai 40 agli 80 euro.

DEDICATE AI CAMPIONI

SIMONCELLI RICEVERÀ PEDROSA INGRASSA... LA CARENA AL MUGELLO FINALMENTE

VI SI CORRE DAL 1987

JEREZ HA RINNOVATO FINO AL 2016 GLI ORGANIZZATORI del GP Spagna hanno esteso il contratto con la Dorna fino al 2016. Quella di Jerez è la pista di casa degli spagnoli ma è anche una delle più conosciute da tutti i piloti del Mondiale. Tra gare e test invernali, in Andalusia si viene ininterrottamente dal 1987 (solo Assen vanta una presenza consecutiva superiore). Il veterano di questa pista è Loris Capirossi, che qui ha corso ben 21 volte (Jerez era infatti già in calendario quando lui ha debuttato, nel 1990), invece il “rookie” è stato Ben Spies, l’unico che non aveva ancora vissuto il “caliente” week-end del Gran Premio di Spagna.

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MotoGP Jerez Dai box

REPSOL E HONDA TIRO ALLA FUNE La sponsorizzazione è a rischio JEREZ – La Repsol sta valutando se restare in MotoGP oppure prendere altre strade e la gara ha dato il via, ufficialmente, alle discussioni con la Honda per capire cosa fare. La Repsol ha diverse opzioni: può continuare nella forma attuale, ma è anche disposta a cedere parte della carena della RCV ufficiale ad un altro marchio (perché la situazione economica è dura per tutti), oppure può trasferire armi e bagagli (e soldi) in Formula 1. Il gigante petrolifero iberico è intenzionato a restare sia nella MotoGP che con la Honda ma la trattativa per il rinnovo del contratto è partita con maggiore freddezza rispetto al

passato. Gli spagnoli vorrebbero rivedere la cifra che versano ogni anno al Team HRC: 11 milioni di euro. Del resto la prima avvisaglia si era avuta lo scorso anno, quando la Repsol allo scadere del contratto pluriennale aveva imposto alla Honda il rinnovo per un solo anno (cioè per la stagione attuale). Da parte sua, la Honda ha già avuto un incontro con i dirigenti della Elf e ha offerto al petroliere francese la possibilità di diventare lo sponsor principale del Team HRC. La Elf ha declinato l’offerta (le cifre sono troppo alte) ma comunque ora è palese che anche la Honda ha cominciato a guardarsi intorno.

MODIFICATA LA SUA RCV

DISTRIBUZIONE DEI PESI

LA HRC non prevede un trattamento particolare per Marco Melandri, ma ha dato il permesso allo staff tecnico del pilota ravennate di lavorare sulla RCV per cercare la soluzione ai guai. La sua squadra ha commissionato ad una engineering la realizzazione di nuove piastre forcella e di leveraggi della sospensione posteriore di misure differenti. Si sta cercando di ampliare l’arco di messa a punto della moto, irrigidendo anche il telaio.

LA SUZUKI ha deciso di seguire la strada tracciata dalla Yamaha lo scorso anno e intrapresa dalla Honda in questo: sta spostando i pesi verso il posteriore. Più facile a dirsi che a farsi, perché con una diversa distribuzione dei pesi cambia l’equilibrio della moto, ma è la mossa da fare ora che è stato messo a punto il nuovo telaio: permettere alle gomme Bridgestone di lavorare alla giusta temperatura è il segreto per sfruttarle al meglio.

MELANDRI SCEGLIE IL “FAI DA TE”

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LA SUZUKI SEGUE YAMAHA E HONDA

GAP DI 10 SECONDI AL VIA

PENA RIDOTTA PER CHI USA IL SETTIMO MOTORE LA GP COMMISSION ha modificato l’entità della pena da infliggere al pilota che userà il settimo motore durante la stagione: dovrà partire sempre dalla pit lane, ma solo 10 secondi dopo la partenza della gara (non più 20 secondi). I costruttori si sono infatti accorti che sarà dura restare entro il limite dei 6 motori per 18 gare, e molti temono di non farcela.

PIÙ VERSATILE

NUOVA POSTERIORE PER LA BRIDGESTONE POICHÉ non ci sono stati cambiamenti nella configurazione del tracciato di Jerez rispetto allo scorso anno (quando venne rifatto l’asfalto), la Bridgestone ha portato in Spagna mescole “media” e “dura” per l’anteriore, mentre per la posteriore sono state scelte la “soft” e la “media”. L’unica differenza rispetto al 2009 riguarda la gomma posteriore di nuova generazione (garantisce un più ampio range di temperature di utilizzo). La posteriore con mescola “media” era stata utilizzata già in Qatar, ma essendo stato rinviato il Gran Premio del Giappone, la gara di Jerez è diventata la prima occasione per utilizzare in corsa la nuova posteriore con mescola soft.


NEXT ROUND: 22-23 MAGGIO - PIAN DELL’OCCHIO (PA)

Gli ultimi momenti prima della partenza in griglia, con spalti gremiti dal pubblico e safety car in fondo allo schieramento.

Una delle fasi concitate della bagarre a inizio gara!

la TERRA delle competizioni Mannino vince e convince a Racalmuto; secondo sul podio è Bona seguito da Scianna

Grande bagarre tra Bonomo (29) e Morreale (9), quarto e quinto finali dopo due manche tiratissime.

www.

Grandi prestazioni E’ Nicola Mannino il Re di Racalmuto. Il portacolori del moto club Trinacria inaugura la stagione Malossi in Sicilia con un doppio successo, ed anche se ancora il percorso è lungo, sono infatti sei le tappe del Trofeo Scootermatic Sicilia, Nico ha dimostrato con una condotta di gara esemplare di possedere la giusta determinazione e aspirazione sia al Titolo che alle finali nazionali. Teatro d’eccellenza l’Autodromo Valle dei Templi, “bagnato” dalla pioggia il sabato antecedente le gare. La pista bagnata durante le prove e le qualifiche ha influito un po’ sulle posizioni di griglia, ma ha contribuito a rendere ancora più interessanti le due gare in programma la domenica mattina. Pista perfettamente asciutta al via, Gara 1 vede in “pole” il messinese Letterio Calabrò, seguito da Nico Mannino, Ignazio Scianna e Mario Pintacoda, a seguire gli altri piloti giunti entusiasti al primo appuntamento stagionale un po’ da tutte le province siciliane. Al via il gruppo scatta compatto, ma il più lesto di tutti è Mannino, che prende la testa della gara e manterrà la posizione per i dieci giri previsti. Dietro di lui è bagarre per gli altri gradini del podio ancora disponibili,

.com

complice anche il tracciato lungo e articolato dell’autodromo agrigentino che ben si presta ai repentini cambi di posizione di classifica; al primo passaggio cronometrico fa ben sperare Ignazio Scianna, secondo, ma Francesco Paolo Bona non ci stà e inizia un avvincente duello con Scianna che lo porterà a “firmare” la seconda posizione sino al penultimo giro, quando “rinviene” Scianna che passa in vantaggio e transita sotto la bandiera a scacchi del Direttore di Gara , Attilio Greco, in seconda posizione, mentre Bona si dovrà accontentare del terzo gradino del podio. Dietro al trio di testa è comunque grande la lotta tra il poleman Calabrò e Danilo Milone, la spunta quest’ultimo ai danni del messinese grazie ad una prestazione regolare, ma và segnalata la furiosa rimonta del palermitano Francesco Bonomo, partito dall’ultima posizione della griglia, penalizzato durante le qualifiche, e giunto all’ultimo giro sesto assoluto. In gara 2 si registrano alcune variazioni sul tema, ma il finale è sempre lo stesso: Mannino parte bene, sigla l’hole-shot transitando al primo giro in testa al gruppo ma Francesco Paolo Bona, che nel frattempo ha recuperato 4

posizioni in un solo giro, lo passa e sia pure per un giro “respira” aria di vittoria, ma dura poco, infatti spunta dalle retrovie un altro pretendente al gradino più alto del podio, Danilo Milone, settimo in griglia e primo al terzo passaggio davanti ai box; l’alternanza al comando dura poco, e dal quarto giro in poi ritorna prepotentemente Nicola Mannino che “stampa” il giro record della gara 2, 1’20”343, riprende il comando e non lo lascerà più sino alla fine. Bona ha il suo da fare a difendersi dagli attacchi di Elia Morreale, reduce da delle qualifiche non soddisfacenti che lo hanno relegato alla sesta posizione della griglia, ma nel frattempo il “solito” Francesco Bonomo inizia una rimonta spettacolare, forzando ancor di più i ritmi di gara, al punto da terminare gara 2 sul terzo gradino del podio alle spalle del compagno di squadra, l’F.G.F. Factory, Bona. Solo quarto Elia Morreale, non al meglio della condizione. Ignazio Scianna, protagonista in gara 1, partito bene nella seconda frazione di gara rimane attardato rispetto ai primi, ed è costretto ad accontentarsi della quinta posizione. Nonostante la brillante performance di Mannino, che guida la classifica a punteggio pieno con 50 punti, davanti a Bona con 42 e

Qui sul podio Manino davanti a Bona, Scianna, Bonomo e Morreale, premiati da Sandro Malossi

Scianna (87) ha chiuso al terzo posto, onorando il team che l’anno scorso ha portato al titolo Raspanti. Scianna con 38 punti, ancora tutto può accadere in un Trofeo emozionante ed articolato su più prove e su circuiti dalle caratteristiche diverse, il secondo round del Trofeo Malossi Sicilia è previsto per il 23 maggio a Palermo: ad ospitare il colorato “circus” degli scooters sarà il motodromo di Pian dell’Occhio. Fabio Di Giorgi

Grande doppietta per un volto noto dei Trofei Malossi, Nicola Mannino (66) che a Racalmuto ha fatto man bassa.

Ottimo secondo finale, uno dei protagonisti della stagione 2009, Bona (28). Trofeo ScooterMatic Extreme ITALIA Sicilia Autodromo Valle dei Templi (AG) - 25/4/2010

Classifica Assoluta finale per somma dei punti

Pos.

Pilota

Team

Gara1 Gara2

1

66 Mannino N.

Cram Mannino

25 25

2

28 Bona F.P.

Pino Racing

20 22

42

3

87 Scianna I.

TZT Racing

22 16

38

4

29 Bonomo F.

Marmitta

15 20

35

5

9

Morreale E.

Baiamonte

16 18

34

6

2

Milone D.

Pino Racing

18 12

30

7

57 Pintacoda M. Birilli Racing

14 15

29

8

7

13 13

26

9

Morgante A. Team P.Morgante

50

12 Trovato P.

Team Lillo Calabrò 11 14

25

10 46 Calabrò L.

Team Lillo Calabrò 12 11

23

11 64 Mannone G.

DEV Corse

10 9

19

12 85 Alongi S.

Marmitta

9

19

10

ORGANIZZAZIONE/COMUNICAZIONE

race@raceservice.com FOTOSPORT www.fotosport.biz


Moto2 Jerez

di Enrico Borghi - foto Milagro

J

EREZ – Lo spettatore più interessato, ancora una volta, è stato Alex De Angelis, che ha visto, ma non ha corso il GP Spagna, perché gli hanno impedito di gareggiare. Il sammarinese del Team Scot è stato costretto a dare forfait a causa di una vicenda che lo ha tenuto fermo per un sospetto trauma toracico, che in realtà non c’era. Alex è incappato in una spettacolare caduta nel warm up, ma nonostante la TAC eseguita all’ospedale di Jerez abbia evidenziato che «non c’è assolutamente niente» come ha sostenuto lo stesso Alex, il medico di gara non gli ha dato il permesso di correre. Mentre il sammarinese cercava di accettare questo “zero” imposto, si è quindi ritrovato ad assistere alla seconda gara di un campionato in cui lui non ha ancora corso. Ha percorso, infatti, poche curve del GP Qatar e qui non ha raggiunto nemmeno la griglia di partenza. De Angelis è stato estromesso da una gara avvincente, combattuta fino all’ultima curva, in cui l’ordine d’arrivo è stato stabilito in base a staccate all’ultimo respiro, sorpassi coraggiosi, colpi di gomito e di carena. Alla fine l’ha spuntata Toni Elias, che è stato spinto dal pubblico di casa, ma anche dal suo orgoglio: lo spagnolo ha preso il comando nell’ultimo giro grazie alle sue doti di “staccatore”. In questo modo ha piegato l’irriducibile Shoya Tomizawa, la rivelazione della stagione, e anche Thomas Luthi, ex iridato della 125 che ne-

Far west

motosprint

52

]

Elias vince senza dominare, Corsi è quinto, Pasini arranca nelle retrovie e De Angelis è KO. La Moto2 non è facile. Per nessuno motosprint

53


Moto2 Jerez

MOLTE NOVITÀ TECNICHE

gli anni della 250 si era perso. Non sono stati solo loro, i protagonisti. Vanno forte in tanti, in Moto2, e molti sono nomi nuovi. Uno, vale per tutti: Kenny Noyes, un giovanissimo e fortissimo debuttante, che è americano, ma è nato a Barcellona, e gareggia per il team sostenuto dalla star del cinema Antonio Banderas. Ha animato tutta la prima parte della gara, cedendo solo nel finale, quando piloti più esperti di lui hanno alzato un po’ il ritmo. Noyes alla fine è stato settimo e ha fatto una gran buona impressione. IN UNA GIORNATA in cui hanno dominato gli stranieri, va sottolineata la gara di Corsi, protagonista assoluto, nel bene e nel male. Il romano nella prima frazione, cioè nei due giri disputati prima che la bandiera rossa rispedisse tutti ai box, andva forte. Poi c’è stato un contatto con Tomizawa: la moto del giapponese è finita a terra perdendo olio e diversi piloti sono caduti come birilli alla frenata del rettilineo di ritorno. Al nuovo via, Corsi si è ritrovato in quattordicesima posizione, ma ha saputo trovare un buon ritmo, grazie al quale nel finale è risalito verso il gruppo che si è giocato le posizioni che contano. Alla fine è stato quinto, alle spalle di Yuki Takahashi, che dopo la disastrosa esperienza nella MotoGP, lo scorso anno, sta tornando protagonista. Shoya Tomizawa è stato simpatico, alla fine, e con uno stile molto nipponico ha preferito scusarsi - «è colpa mia, e della mia moto, se la gara è stata sospesa» - piuttosto che elogiare la sua grande gara che lo mantiene leader di classifica. Il ragazzino non va solo forte, è aggressivo e combattivo. Alla fine Toni Elias è apparso provato, commosso e forse anche sollevato. Specificando che «tornando in Moto2 ho preso un rischio», ha dimostrato che un pilota che è stato grande nella 250 e protagonista della MotoGP non torna indietro a cuor leggero. Non è solo questione di orgoglio: c’è il rischio di subire dagli esordienti e la Moto2 in questo campo è molto insidiosa. Ma Elias è forte e guida molto bene anche questa nuova moto. Il suo inizio di stagione è stato molto duro, perché si è fratturato una caviglia e un polso proprio alla vigilia del GP Qatar, ma è già in grado di vincere, come ha dimostrato a Jerez, e quindi può guardare al futuro con fiducia. Invece hanno deluso Julian Simon, che non ha ancora trovato una messa a punto efficace per motosprint

54

]

OGNI PAUSA È BUONA PER FARE SVILUPPO LA SOSTA causata dallo spostamento del GP Giappone ha permesso a molti costruttori della Moto2 di lavorare sulle ciclistiche. Il forcellone della RSV, realizzato da Massimo Pierobon, fa parte di un programma di “dimagrimento” che dovrebbe far perdere alla moto di Giorlandino usata dal team Aspar una decina di chili. Il team Scot ha rivisto l’aerodinamica, il telaio ed ha lavorato sul radiatore per abbassare le temperature di esercizio del motore. La Bimota, in cerca di un pilota italiano da affiancare a Rattapark Wilairot, almeno nelle gare italiane, ha rivisto aerodinamica e scarichi.

A Jerez le Moto2 hanno garantito un grande spettacolo. Merito di entrate in curva di traverso, come la MotoGP ai bei tempi...

AL SECONDO GIRO, DOPO IL CONTATTO TRA CORSI E TOMIZAWA (IN ALTO), SI SCATENA L’INFERNO. LA MOTO DEL GIAPPONESE PERDE OLIO, MOLTI PILOTI FINISCONO A TERRA (SOPRA E SOTTO) E LA GARA VIENE GIUSTAMENTE SOSPESA PER PULIRE L’ASFALTO.

Hanno detto Toni Elias «Le mie condizioni fisiche sono migliorate molto. Posso battermi ad armi pari con gli altri. In prova siamo stati bravi, perché abbiamo trovato una buona messa a punto, che ci ha permesso di stare nel primo gruppo, in gara».

Thomas Luthi «Mi sono divertito molto, anche se all’inizio mi sembrava di essere in mezzo a un gruppo di matti! Dopo la seconda partenza ho trovato un feeling migliore con la mia moto e ho cominciato a darmi da fare. È andata bene».

Alex De Angelis «Mi è successa una cosa incredibile: in ospedale mi hanno fatto tutti gli esami possibili e mi hanno rimandato in circuito, dicendomi che non avevo niente. Io in effetti mi sentivo a posto, eppure non mi hanno dato la possibilità di gareggiare. Il problema è che, di fatto, non ho ancora corso e se non si gareggia non è nemmeno possibile raccogliere dei dati per sviluppare la moto». KENNY NOYES (9) HA GUIDATO IN MODO MOLTO SPETTACOLARE. A FINE GARA IL SUO RITMO È CALATO ED È STATO SUPERATO PRIMA DA TOMIZAWA (48), POI DA ELIAS (24) ED INFINE DA UN GRUPPO DI “VOLPONI”, CHE PERÒ, PRESTO, DOVRANNO RIFARE I CONTI CON IL GIOVANE FUNAMBOLO...

Le pagelle Toni Elias

Shoya Tomizawa

Kenny Noyes

Simone Corsi

Mattia Pasini

Gran cuore e grandi frenate. Ancora non è al 100%, ha corso dosando le forze, conservando le sue ultime energie per il finale di gara. Ha fatto bene. Negli ultimi giri era il più lucido e si è visto. Si è meritato la vittoria.

Si conferma solido e redditizio, non sente la pressione e non ha paura degli avversari. Risponde agli attacchi dei suoi più blasonati colleghi, va forte in gara ed ha iniziato a guidare bene anche in qualifica.

Ha fatto vedere numeri da professionista del supermotard, eccitando la folla e conquistando gli addetti ai lavori. Alla fine è calato ed ha perso posizioni, però ha dimostrato di avere i numeri per stare con i primi.

Si trova in testa alla gara quasi subito, prima di quanto potesse sperare, ma sciupa l’occasione chiudendo la porta in faccia a Tomizawa, che era già entrato prendendo la corda. Tutto da rifare, e la partenza non è più così buona...

Il suo talento non si discute, il comportamento sì: è controproducente prendersela con la moto nel giorno in cui il tuo compagno di squadra va forte. Molto forte. E quando si parla a un microfono, moderare i termini!

Riferimento 10

Leader mondiale 9

Brutto cliente 7,5

Frettoloso 6,5

Nervoso 5

motosprint

55


Moto2 Jerez es QUA as ter LIF fa na IC lto 2 HE 50 9°C °C

motosprint

56

Shoya Tomizawa Toni Elias Thomas Luthi Jules Cluzel Alex Debon

Giappone Spagna Svizzera Francia Spagna

Suter Moriwaki Moriwaki Suter FTR

41

E

TO TA L

re

26

17

20 25 16 5 —

TEMPERATURA TEMPERATURA ESTERNA (°C) ASFALTO (°C)

AU ot ST tob RA re 31 LIA PO ot RT tob OG re 7 n ALLO VA ov LE em NC b IA re

25 13 9 16 20

4

Campionatopiloti 1. 2. 3. 4. 5.

40 17

Factory Brakes

Dischi T-Drive

NUMERO GIRI

3

PILOTI AL VIA

1. Toni Elias 1’44”710 alla media di 152,065 km/h 2. Sergio Gadea 1’44”830 3. Yuki Takahashi 1’44”944 4. Thomas Luthi 1’44”966 5. Kenny Noyes 1’44”992 6. Gabor Talmacsi 1’45”006 7. Alex Debon 1’45”022 8. Simone Corsi 1’45”066 9. Shoya Tomizawa 1’45”076 10. Jules Cluzel 1’45”182 11. Anthony West 1’45”244 12. Scott Redding 1’45”253 13. Julian Simon 1’45”259 14. Yonny Hernandez 1’45”338 15. Roberto Rolfo 1’45”381 16. D. Aegerter 1’45”420 17. Ratthapark Wilairot 1’45”481 18. Stefan Bradl 1’45”547 19. Claudio Corti 1’45”569 20. Axel Pons 1’45”624 21. Fonsi Nieto 1’45”650 22. Mike Di Meglio 1’45”807 23. Raffaele De Rosa 1’45”845 24. Karel Abraham 1’45”881 25. Alex Baldolini 1’46”128 26. Ivan Moreno 1’46”375 27. Robertino Pietri 1’46”405 28. Vladimir Ivanov 1’46”416 29. Lukas Pesek 1’46”591 30. Bernat Martinez 1’46”670 31. Hector Faubel 1’46”687 32. Arne Tode 1’46”821 33. Niccolò Canepa 1’46”940 1’46”948 34. Amadeo Llados 35. Mattia Pasini 1’46”963 36. Mashel Al Naimi 1’47”048 37. Valentin Debise 1’47”147 38. Yannick Guerra 1’47”409

CA lug TA lio LU N 18 YA GE lu RM gli AN o 15 IA RE ag P. os CE to C 29 A IN ag DI o AN st AP o OL 5 IS SA set N tem MA RI bre 19 N AR se O AG tte ON m A b

NEL TURNO di prove libere del venerdì ad Andrea Iannone è capitato un guasto tecnico vecchio stile: la rottura della catena della trasmissione finale.

20

ROTTURA “OLD STYLE” PROVE FINITE

GR gi AN ug BR no 26 ETA GN OL gi A AN ug DA no

CORSI (3), SOTTO INSEGUITO DA TALMACSI (2), È STATO IL MIGLIORE DEGLI ITALIANI. SIMONE GUIDA UNA MOTO IDENTICA A QUELLA DI PASINI (75). MATTIA, PERÒ, NON RIESCE AD OTTENERE RISULTATI ED A FINE GARA NON HA NASCOSTO DI NON GRADIRE LA SUA MOTO2.

6

A IANNONE SCENDE... LA CATENA

ITA giu LI gn A o

MADRILENO, 18 anni, wild card a Jerez con l’autarchica AJR made in Spain, una delle meno combattive Moto2, Amadeo Llados ha una bella storia alle spalle. Per correre il GP di casa ha sfruttato una colletta di ventiquattro amici e parenti che hanno speso 500 euro ciascuno 12.500 euro in tutto, grazie ai quali Llados ha potuto coronare un sogno!

IN GARA GRAZIE A UNA MAXI COLLETTA

23

IL CROSS è di gran moda tra i piloti della velocità, ma gli infortuni causati da questa pratica sportiva stanno preoccupando i responsabili delle squadre. A Jerez de la Frontera Mattia Pasini è arrivato con i postumi di una lussazione alla spalla destra, rimediata mentre si allenava la settimana precedente il GP Spagna sulla pista di Ponte a Egola.

PASINI SI È LUSSATO LA SPALLA DESTRA

Giriveloci

1. Toni Elias Moriwaki in 29’58”726 75,191 km alla media di 150,488 km/h 2. Shoya Tomizawa Suter a 0”190 3. Thomas Luthi Moriwaki a 0”261 4. Yuki Takahashi Tech 3 a 0”558 Motobi a 1”449 5. Simone Corsi 6. Sergio Gadea Pons Kalex a 1”496 7. Kenny Noyes Promoharris a 2”215 RSV a 2”576 8. Julian Simon 9. Gabor Talmacsi Speed Up a 3”825 10. Yonny Hernandez BQR-Moto2 a 6”691 11. Jules Cluzel Suter a 8”123 12. Roberto Rolfo Suter a 11”965 13. Dominique Aegerter Suter a 12”190 14. Stefan Bradl Suter a 12”295 15. Anthony West MZ-RE Honda a 12”545 16. Scott Redding Suter a 12”678 17. Ratthapark Wilairot Bimota a 13”548 18. Claudio Corti Suter a 15”642 19. Axel Pons Pons Kalex a 16”740 20. Raffaele De Rosa Tech 3 a 19”368 21. Fonsi Nieto Moriwaki a 20”956 22. Mike Di Meglio RSV a 21”129 23. Vladimir Ivanov Moriwaki a 31”224 24. Robertino Pietri Suter a 31”275 25. Alex Debon FTR a 33”283 26. Lukas Pesek Moriwaki a 34”090 27. Bernat Martinez Bimota a 38”705 28. Karel Abraham RSV a 39”384 29. Arne Tode Suter a 43”839 30. Amadeo Llados AJR a 46”896 31. Valentin Debise ADV a 47”080 32. Alex Baldolini I.C.P. a 47”216 33. Yannick Guerra Moriwaki a 47”777 34. Mashel Al Naimi BQR-Moto2 a 56”595 RITIRATI Moriwaki al 9. giro Ivan Moreno Force GP210 al 9, giro Niccolò Canepa Motobi al 7. giro Mattia Pasini Suter al 4. giro Hector Faubel NON HANNO FINITO IL PRIMO GIRO Speed Up Andrea Iannone Promoharris Joan Olive NON PARTITI Suter Vladimir Leonov Force GP210 Alex De Angelis

1’44”372 1’44”374 1’44”424 1’44”463 1’44”573 1’44”631 1’44”661 1’44”694 1’44”712 1’44”722 1’44”741 1’44”779 1’44”783 1’44”810 1’44”943 1’44”957 1’45”063 1’45”149 1’45”179 1’45”183 1’45”375 1’45”404 1’45”412 1’45”443 1’45”448 1’45”515 1’45”591 1’45”653 1’45”704 1’45”705 1’45”770 1’45”962 1’46”059 1’46”084 1’46”366 1’46”529 1’46”550 1’46”772 1’46”806 1’47”068 1’47”793 —

FR m AN ag CI gio A

LA WILD CARD AMADEO LLADOS

1’44”554 1’45”080 1’44”850 1’44”654 1’44”558 1’44”728 1’44”880 1’45”162 1’44”888 1’45”466 1’45”143 1’44”427 1’44”419 1’45”384 1’44”933 1’45”466 1’45”356 1’45”790 1’44”891 1’46”311 1’45”297 1’44”975 1’46”696 1’46”553 1’45”493 1’44”620 1’44”852 1’45”805 1’45”923 1’45”484 1’46”781 1’45”694 1’46”019 1’45”142 1’46”488 1’46”125 1’47”127 1’46”228 1’46”635 1’47”817 1’48”132 1’48”383

2

QUANDO IL CROSS FA MALE

Giappone Spagna Spagna Giappone Svizzera Germania Ungheria Spagna USA Italia Australia Colombia Spagna Francia Italia Italia Italia Spagna Italia Spagna Svizzera Spagna Germania Spagna Rep. Ceca Rep.S.Marino G. Bretagna Francia Italia Thailandia Venezuela Spagna Rep. Ceca Italia Ucraina Italia Spagna Francia Spagna Spagna Qatar Russia

SP ma AG gg NA io

la sua ciclistica, così come l’uomo della pole, Alex Debon, autore di una gara agitata, conclusa in venticinquesima posizione anche a causa di una caduta. Si è agitato anche Mattia Pasini, che sta vivendo una situazione analoga a quella di Simon: in questa categoria in cui è ancora tutto allo stato embrionale, le moto sono ancora in via di definizione. Si cambiano telai, forcelloni, posizioni di guida, aerodinamica, praticamente ad ogni gara, e se ci sono piloti che cominciano a trovarsi a proprio agio, altri sono invece molto nervosi. Mattia Pasini è uno di questi: non si trova con il telaio e dopo quello che è successo qui a Jerez è possibile che il ragazzo di Riccione possa addirittura cambiare squadra. Infatti ha preso la via dei box in preda allo sconforto e quando è sceso dalla sua moto ha detto che «stare dentro per fare trentesimo non ha senso. Questa moto non si adatta alla mia guida». Il patron della squadra, Luca Montiron, ha replicato subito: «Pasini si può adeguare a quello che ha, altrimenti può andare a cercare qualcosa d’altro». E pare che Mattia sia intenzionato a seguire il suggerimento. Anche perché Corsi con lo stesso telaio si trova bene, visto che è stato quinto, e questo è un dato che gioca a sfavore di Mattia. Andrea Iannone è uscito subito di scena, essendo caduto nei primi giri, Niccolò Canepa ha percorso solo nove giri. Invece Roberto Rolfo ha faticato ad uscire dal gruppo centrale, nel quale è finito dopo una partenza poco felice, ed è stato dodicesimo. Claudio Corti, incappato in una brutta partenza, non è riuscito ad entrare in zona punti (è stato diciottesimo) e Raffaele De Rosa ventesimo. Invece Alex Baldolini ha chiuso in trentaduesima posizione.

Shoya Tomizawa Julian Simon Toni Elias Yuki Takahashi Thomas Luthi Stefan Bradl Gabor Talmacsi Sergio Gadea Kenny Noyes Simone Corsi Anthony West Yonny Hernandez Alex Debon Jules Cluzel Raffaele De Rosa Claudio Corti Roberto Rolfo Fonsi Nieto Alex Baldolini Joan Olive Dominique Aegerter Axel Pons Arne Tode Hector Faubel Karel Abraham Alex De Angelis Scott Redding Mike Di Meglio Andrea Iannone Ratthapark Wilairot Robertino Pietri Bernat Martinez Lukas Pesek Niccolò Canepa Vladimir Ivanov Mattia Pasini Amadeo Llados Valentin Debise Ivan Moreno Yannick Guerra Mashel Al Naimi Vladimir Leonov

11

DOPO la vittoria in Qatar, prima pole in carriera per Shoya Tomizawa. Con il tempo di 1’44”372 il diciannovenne giapponese ha preceduto il campione in carica della 125, Julian Simon (1’44”374). Completano la prima fila Toni Elias (1’44”424) e Yuki Takahashi (1’44”463). Il primo degli italiani è Simone Corsi, in griglia con il decimo tempo. Raffaele De Rosa è quindicesimo davanti a Claudio Corti e Roberto Rolfo.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36. 37. 38. 39. 40. 41.

Altraguardo

QA ap TA ri R le

TOMIZAWA SHOW ANCHE IN PROVA

Alvia

Factory Brakes

GI otto AP b PO re 10 NE MA ot LE tob SI re A

LI BE RE

Pole Position

Dischi SuperSport

45 38 25 21 20

6. Simone Corsi 19; 7. Sergio Gadea 16; 8. Roberto Rolfo 15; 9. Gabor Talmacsi 14; 10. Yuki Takahashi 13; 11. Mattia Pasini 10; 12. Kenny Noyes 9; 13. Julian Simon 8; 14. Dominique Aegerter 8; 15. Yonny Hernandez 6; 16. Alex Baldolini 4; 17. Fonsi Nieto 3; 18. Stefan Bradl 2; 19. Karel Abraham 2; 20. Anthony West 1; 21. Lukas Pesek 1. Distribuito da:

CATENE

CORONE

PIGNONI

motoitalia@motorquality.it www.motorquality.com


125 Qatar di Marco Masetti

Il vincitore

MI HA AIUTATO VAZQUEZ «VINCERE A JEREZ è incredibile e l’ho capito durante il giro d’onore… Che emozione! La gara è stata dura: all’inizio ho cercato di andare il fuga, ma non ce l’ho fatta, poi io e Efren (Vazquez) abbiamo fatto un grande gioco di squadra. Lui mi ha aiutato e spero di potergli restituire presto il favore. Nel finale ho studiato Terol e ho allungato fino al traguardo. Detto così sembra una cosa semplice, ma dentro di me sento ancora l’emozione, una delle più belle giornate della mia vita».

Pol Espargaro «Spero di potergli restituire il favore» NEL 2012. O FORSE PRIMA

SuperPol Espargaró primo davanti a Terol. Ai nostri neanche un punticino motosprint

58

J

EREZ – Tre piloti sul podio: il trionfo spagnolo in 125 non si discute e sarebbe stupido farlo, visto che lo strapotere è assoluto. La vittoria capolavoro di un ragazzo che ha davanti un grande futuro, Pol Espargaró, è una di quelle che possono cambiare la faccia di un campionato. Terzo successo mondiale a 18 anni e davanti una strada spianata che porta alla Moto2 e, in futuro, alla Moto GP. Non male come bilancio per uno che ha già corso 56

volte alla sua età. Seconda piazza per Nico Terol, un altro che gareggia da parecchio, che ha oltre 80 partenze sulle spalle e, come Espargaro, un programma che lo ha visto progredire stagione dopo stagione. Il podio si chiude con Esteve Rabat, vent’anni, sessanta partenze sulle spalle e una squadra che ha già un programma e una Moto2 pronta per lui. I nostri raccolgono molto meno: nessun punto in classifica, molta delusione e un

VIA LA 125 ARRIVA LA MOTO3

POL ESPARGARÓ (44) TRA IL COMPAGNO DI SQUADRA VAZQUEZ (7) E NICO TEROL (40). SOPRA, LA CADUTA DI RICCARDO MORETTI. L’ESORDIO STAGIONALE DEL CAMPIONE ITALIANO (CHE HA SALTATO IL GP QATAR) NON È STATO FORTUNATO.

pizzico di speranza. Luca Marconi chiude diciassettesimo, avvicinandosi alla zona punti. Non è il massimo della vita ma il risultato migliore. Va peggio a Riccardo Moretti, che chiude con un high-side una gara che non lo vedeva tra quelli fermi. Ma il campione italiano rischia di fermarsi. A meno che uno sponsor non intervenga in fretta consentendo al romagnolo di chiudere la stagione. Marco Ravaioli è ultimo, ma almeno riesce a portare al traguardo

la sua Lambretta, obiettivo minimo nella giornata in cui il suo compagno di squadra regala al marchio italo-cinese il primo punto iridato. Non è un caso, la impari sfida tra Spagna e Italia in 125 è perfettamente fotografata dalla gara di Jerez. E non si può nemmeno sognare tirando fuori l’episodio biblico del Davide che abbatte il gigante Golia. Per ora non abbiamo nemmeno la forza di scagliare il sasso.

PRESTO anche la classe 125 vedrà concluso il suo ciclo. La Dorna sta infatti preparando la nuova “entry class”, che si chiamerà Moto3 e debutterà nel 2012. Il regolamento tecnico non c’è ancora, ma l’idea è quella di utilizzare ciclistiche prototipo e motori a 4 tempi di 450 cm3 di cilindrata (potrebbero anche essere quelli da cross). Secondo Carmelo Ezpeleta, la nuova categoria «non sarà un monomarca» (come la Moto2, dove i motori sono Honda) e questo significa che ci potrebbe essere una pluralità di fornitori. Se anche l’Aprilia, così come ha fatto la KTM a fine2009, decidesse di disinteressarsi della 125, la Dorna potrebbe anche anticipare l’ingresso della nuova categoria. motosprint

59


LI BE RE

es QUA as ter LIF fa na IC lto 2 HE 45 5°C °C

125 Jerez

Alvia

Altraguardo

1. Marc Marquez

Spagna

1’47”309

1’46”829

2. Pol Espargaró

Spagna

1’47”198

1’46”933

3. Efren Vazquez

Spagna

1’47”574

1’47”275

4. Esteve Rabat

Spagna

1’48”312

1’47”379

5. Nicolas Terol

Spagna

1’47”491

1’47”443

6. Sandro Cortese

Germania

1’48”187

1’47”645

7. Bradley Smith

G. Bretagna

1’48”120

1’47”753

8. Danny Webb

G. Bretagna

1’49”205

1’48”164

9. Alberto Moncayo

Spagna

1’49”101

1’48”700

10. Randy Krummenacher Svizzera

1’49”075

1’48”727

11. Tomoyoshi Koyama

Giappone

1’49”195

1’48”880

12. Johann Zarco

Francia

1’49”107

1’48”982

13. Jasper Iwema

Olanda

1’49”449

1’49”030

14. Isaac Vinales

Spagna

1’49”890

1’49”604

15. Adrian Martin

Spagna

1’50”220

1’49”752

16. Louis Rossi

Francia

1’50”198

1’49”817

17. Alexis Masbou

Francia

1’49”469

1’49”826

18. Marcel Schrotter

Germania

1’51”361

1’49”911

19. Jonas Folger

Germania

1’50”205

1’49”925

20. Jakub Kornfeil

Rep. Ceca

1’50”340

1’49”947

21. Luca Marconi

Italia

1’51”235

1’50”077

22. Lorenzo Savadori

Italia

1’50”468

1’50”474

23. Sturla Fagerhaug

Norvegia

1’50”325

1’50”614

24. Joan Perello

Spagna

1’50”469

1’50”724

25. Luis Salom

Spagna

1’51”831

1’50”755

26. Johnny Rosell

Spagna

1’51”228

1’50”771

27. Riccardo Moretti

Italia

1’50”446

1’51”184

28. Quentin Jacquet

Francia

1’52”318

1’51”797

29. Michael van der Mark Olanda

1’51”973

1’51”945

30. Marco Ravaioli

1’52”799

1’52”798

1’51”496

1’53”546

Poleposition

TEMPERATURA TEMPERATURA ESTERNA (°C) ASFALTO (°C)

40

3

GI otto AP b PO re N 10 E MA ot LE tob SI re A

4

E

re

27

TO TA L

NUMERO GIRI

KIT PASSO 520

CA lug TA lio LU N 18 YA GE lu RM gli AN o 15 IA RE ag P. os CE to C 29 A IN ag DI o AN st AP o OL 5 IS SA set N tem MA b R 19 INO re AR se AG tte ON m A b

6

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Aprilia Derbi Aprilia Aprilia Derbi

2

Spagna Spagna Spagna G. Bretagna Spagna

11

Nicolas Terol Pol Espargaró Esteve Rabat Bradley Smith Efren Vazquez

45 45 4 1

31 23

Interasse Variabile

Campionatopiloti

25 20 4 1

17

PILOTI AL VIA

1. 2. 3. 4. 5.

Julian Simon (Aprilia) nel 2009, in 1’47”057 alla media di 148,731 km/h

AU ot ST tob RA re 31 LIA PO ot RT tob OG re 7 n ALLO VA ov LE em NC b IA re

1. DERBI 2. APRILIA 3. HONDA 4. LAMBRETTA

Marc Marquez (Derbi) in 1’46”829 alla media di 149,049 km/h Pole 2009: Julian Simon (Aprilia) in 1’48”237 alla media di 147,110 km/h

Pompa 19RCS

1. Sandro Cortese 1’47”493 alla media di 148,128 km/h 2. Efren Vazquez 1’47”645 3. Pol Espargaró 1’47”658 4. Nicolas Terol 1’47”730 5. Esteve Rabat 1’47”748 6. Bradley Smith 1’48”120 7. R. Krummenacher 1’48”124 8. Alberto Moncayo 1’48”389 9. Tomoyoshi Koyama 1’48”426 10. Jasper Iwema 1’48”605 11. Johann Zarco 1’48”779 12. Danny Webb 1’48”786 13. Alexis Masbou 1’48”790 14. Jonas Folger 1’48”916 15. Riccardo Moretti 1’49”635 16. Marcel Schrotter 1’49”860 17. Jakub Kornfeil 1’50”336 18. Adrian Martin 1’50”366 19. Luca Marconi 1’50”378 20. Louis Rossi 1’50”411 21. Isaac Vinales 1’50”496 22. Luis Salom 1’50”632 23. Joan Perello 1’51”157 24. Michael v.d. Mark 1’51”886 25. Quentin Jacquet 1’51”982 26. Marco Ravaioli 1’52”085 27. Z. Khairuddin 1’52”169 28. Johnny Rosell 1’52”419 29. Sturla Fagerhaug 2’02”596 PRIMATO IMBATTUTO

Campionatomarche

20

31. Zulfahmi Khairuddin Malesia

1. Pol Espargaró Derbi in 41’36”146 101,729 km alla media di 146,715 km/h 2. Nicolas Terol Aprilia a 1”886 3. Esteve Rabat Aprilia a 15”180 4. Bradley Smith Aprilia a 17”110 5. Tomoyoshi Koyama Aprilia a 25”069 6. Alberto Moncayo Aprilia a 26”860 7. Johann Zarco Aprilia a 27”102 8. Randy Krummenacher Aprilia a 28”465 9. Alexis Masbou Aprilia a 28”963 10. Jasper Iwema Aprilia a 58”830 11. Sandro Cortese Derbi a 1’03”035 12. Marcel Schrotter Honda a 1’04”722 13. Adrian Martin Aprilia a 1’04”841 14. Jakub Kornfeil Aprilia a 1’05”248 15. Luis Salom Lambretta a 1’09”300 16. Isaac Vinales Aprilia a 1’09”540 17. Luca Marconi Aprilia a 1’34”926 18. Joan Perello Honda a 1’42”695 19. Johnny Rosell Honda a 1’51”484 20. Zulfahmi Khairuddin Aprilia a 1’51”525 21. Quentin Jacquet Aprilia a 1 giro 22. Marco Ravaioli Lambretta a 1 giro RITIRATI Aprilia al 23. giro Jonas Folger Aprilia al 22. giro Danny Webb Derbi al 19. giro Efren Vazquez Aprilia al 16. giro Michael van den Mark Aprilia al 15. giro Louis Rossi Aprilia al 6. giro Riccardo Moretti Aprilia al 2. giro Sturla Fagerhaug NON HANNO FINITO IL PRIMO GIRO Aprilia Lorenzo Savadori Derbi Marc Marquez

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6. Tomoyoshi Koyama 18; 7. Randy Krummenacher 18; 8. Marc Marquez 16; 9. Sandro Cortese 16; 10. Alberto Moncayo 13; 11. Johann Zarco 13; 12. Alexis Masbou 13; 13. Jasper Iwema 8; 14. Danny Webb 5; 15. Marcel Schrotter 4; 16. Adrian Martin 3; 17. Jakub Kornfeil 2; 18. Luis Salom 1; 19. Jonas Folger 1.


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Superbike Verso il “round” Italia di Paolo Gozzi - foto Zac

Monza secondo Bayliss Il pilota che sulla pista più veloce ha vinto 7 volte, punta sulla 4 cilindri. E presto aiuterà la Ducati a “guarire”

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330 chilometri all’ora i rettilinei in mezzo agli alberi sono lame di luce. Il motore urla, sparando i led del contagiri elettronico a fondo scala e la forza centrifuga è così violenta che le gomme tendono a deformarsi. Sulla pista più veloce dell’intero campionato la Superbike trattiene il respiro. Perché Monza è velocità, brivido, storia e leggenda. Lesmo, Ascari, Parabolica: le curve hanno nomi da mito, incutono rispetto ed evocano ricordi. Le galoppate di Fabrizio e Pirovano, i colpi di reni in volata alla Carl Fogarty, le lacrime di Pierfrancesco Chili... Il tempo passa, le emozioni restano. La Superbike a Monza fa sempre battere il cuore. Quest’anno anche di più, perché il Mondiale arriva per la prima volta in Italia (ci tornerà per fare tappa a Misano e Imola) con Max Biaggi e l’Aprilia in piena corsa per il titolo. Tra il Corsaro e il primato in classifica ci sono i 20 punti di vantaggio dello strepitoso Leon Haslam, che al primo anno da ufficiale Suzuki si sta rivelando veloce, determinato, solidissimo. L’Aprilia ha le ali, la Suzuki non è da meno. La GSX-R a Monza è sempre andata forte, anche quando non la guidava un talento come Haslam. Nel 2008 Max Neukirchner vinse qui la sua prima gara e forse si sarebbe ripetuto un anno fa se non lo avessero abbattuto nel drammatico groviglio della prima variante. Che, dopo quello spavento (ma serviva tanto?) è stata modificata. Adesso l’ingresso è più veloce, vedremo se funziona. Biaggi contro Haslam, ma non solo. Perché la Yamaha qui gioca in casa e nel 2009 avrebbe dominato se Ben Spies non avesse finito la benzina all’ultima curva per l’errore di misurazione di un meccanico. Non è un’ipotesi tanto remota neppure che la BMW, uscita dalla F.1 ed entrata in Superbike, riuscisse a vincere la prima gara

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di moto proprio a Monza. La S 1000 RR a Valencia e Assen è stata velocissima per metà gara, cedendo solo quando l’aderenza è calata. Qui si usano coperture speciali, trimescola (durissima al centro, media sul fianco sinistro, morbida sul destro) e il consumo è relativo. Inoltre da Rosenheim arriverà il supermotore deliberato tre settimane fa al Mugello, dove la Ducati MotoGP ha impiegato l’intero rettilineo per superare (appena appena…) il razzo bianco-blu. E ci sarà la Honda coi motori del mago Gerritt Ten Kate e un Jonathan Rea in orbita dopo il doppio successo di Assen. Una mina vagante, se riuscirà a non farsi prendere la mano dimenticando - come a volte gli succede - i riferimenti delle frenate. E poi c’è la Ducati. La Signora della Superbike è tornata dall’Olanda con le ossa rotte: Haga e Fabrizio fuori dalla top ten, sbeffeggiati dagli avversari e perfino dai clienti di Borgo Panigale. Radio paddock parla di forti dissapori interni e di piloti che hanno perso fiducia nella gestione tecnica. Ma non è ancora tempo di polemiche, Monza sarà riscatto o condanna definitiva. Sulla testa di Nori e Michel aleggia l’ingombrante ombra di Troy Bayliss. Il campione 2008 domenica sarà a Monza. Non per correre, però. «Sarebbe bellissimo, ma è impossibile» ha chiuso la porta al possibile ritorno il team manager Ernesto Marinelli. Il futuro però è tutto da scrivere. Due giorni dopo Monza, Troy sarà in pista al Mugello. Ufficialmente per “dare una mano allo sviluppo”. Ma chissà: se Schumacher si è rimesso al volante di una F.1, perché Troy Bayliss non potrebbe tornare? Hanno la stessa età: 41 anni. Per il momento, Troy corre per noi. Tre titoli mondiali, sette successi a Monza. Tocca a lui presentare la gara più attesa della stagione.

TI AVREMMO rivisto volentieri in pista. Perché no? «È un po’ tardi per queste cose…» Hai seguito le prime gare dell’anno? «Certo, non mi è sfuggito niente. Anche se per me, laggiù in Australia, è un po’ dura restare sveglio in attesa di gara 2 che parte all’una e mezza di notte...». Cosa dici dei tuoi eredi? «I tempi sul giro sono quelli che dovrebbero essere, perché le moto migliorano e anche le gomme fanno passi da gigante. In TV le corse sono molto belle e ho l’impressione che parecchie squadre abbiano fatto un gran salto. Solo la Ducati non sta andando forte quanto mi sarei aspettato». Vogliamo approfondire? «È un brutto momento, ma possono uscirne, ne sono sicuro. Ho l’impressione che Michel e Nori abbiamo smarrito la strada. Haga deve riuscire a qualificarsi meglio, perché la posizione di partenza sta diventando un fattore sempre più decisivo. Di solito la domenica si sveglia, ma può essere comunque un gran problema se non parte più avanti sullo schieramento. La vittoria di Valencia non mi ha stupito, Haga ha fatto solo quello che avrebbe dovuto fare. Nelle altre corse mancano troppi punti». Ritieni che la Ducati sia ancora competitiva per puntare al Mondiale? «Gli avversari durante l’inverno hanno fatto grandi progressi mentre sono sicuro che la Ducati non sia progredita altrettanto». Non è strano che Haga vinca a Valencia e due settimane dopo in Olanda prenda un secondo al giro, finendo decimo? «Molto strano. Non me lo spiego». Michel Fabrizio è all’altezza della Ducati ufficiale? «Sta passando un momento molto difficile, può succedere. Però è alla terza stagione con la Ducati e da lui ci aspettiamo molto: che vinca delle gare, che diventi più solido e trovi la necessaria consistenza di piazzamento». Ad Assen ha preso paga da tutti i privati: Checa, Byrne, Smrz, perfino Scassa… «Succede anche perché la Ducati è l’unica marca che mette a disposizione dei privati ottime moto. Checa e Byrne hanno un potenziale tecnico all’altezza dei due ufficiali. Non

è sorprendente che vadano forte». Parliamo degli altri. Chi è il migliore in questo momento? «Mi piace soprattutto Leon Haslam. Anche Rea è veloce ma commette ancora troppi errori, e lo stesso posso dire di Crutchlow. Ci sono almeno cinque o sei piloti molto aggressivi con moto altrettanto valide. È un bello show, molto serrato. Rispetto a quando correvo io, mi pare che la qualifica sia diventata molto più impegnativa. A parte i cinque o sei top rider ce ne sono altri tre o quattro molto efficaci sul giro secco. Quando scatta la Superpole è fondamentale farsi trovare pronti. Ritrovarsi in quarta-quinta fila e compromettere la gara è un attimo». Ti aspettavi un Haslam così veloce e consistente? «Ero convinto che sarebbe andato bene. La Suzuki è sempre stata una moto molto veloce e Leon è un pilota forte, molto forte. I suoi risultati in questa prima parte del campionato hanno stupito parecchia gente, ma certamente non me. Sta facendo quello che mi aspettavo». L’APRILIA è spesso la più veloce in rettilineo. A Monza potrà fare la differenza? «La RSV4 è molto veloce ma anche BMW e Suzuki sul dritto non scherzano. Sarà una bella lotta». Biaggi in Olanda ha gareggiato pensando al campionato. Ti è piaciuto? «Max in alcune circostanze e su alcuni tracciati ha fatto un buonissimo lavoro, è andato forte. Ho l’impressione che l’Aprilia non sia ancora perfetta e debbano ancora mettersi a posto per essere ultracompetitivi in ogni occasione. Ma il potenziale è ottimo: Biaggi dovrebbe aver trovato quello di cui ha bisogno per puntare al titolo». La BMW vincerà già quest’anno? «Sono arrivati al top molto in fretta. Tutti sanno che BMW è una grande azienda, con un budget gigantesco, che può far decollare il progetto velocemente. Vista dalla TV, mi pare che la S 1000 RR sia efficacissima nella prima parte della corsa e che diventi diffi-

cile da guidare quando cala l’aderenza. Dovranno lavorare su questo aspetto». Nel 2009 la Yamaha aveva Ben Spies ma quest’anno sta soffrendo. Toseland riuscirà a non far rimpiangere il texano? «Penso che il potenziale di Toseland sia già emerso. Non credo riuscirà a fare molto di più di quello che ha mostrato finora. Mi aspetto che riesca a vincere una o due corse, tutto qui. Spies ha fatto la differenza, partito lui la Yamaha è tornata più o meno nelle posizioni che sono sempre state sue». A Monza hai vinto 7 volte. Qual è il segreto per riuscirci? «Monza non è una pista da prendere di petto, non serve una guida fisica, non servono i muscoli, ma piuttosto... due palle così. Vai talmente forte che è difficile pensare a quello che devi fare un attimo dopo. Devi prendere la scia giusta e usare la testa».

«Gli avversari in inverno hanno fatto grandi progressi. Sono sicuro che la Ducati non sia progredita altrettanto» ] BAYLISS CON MICHEL FABRIZIO. SONO STATI COMPAGNI DI SQUADRA NEL 2008.

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Superbike Verso il “round” Italia

QUESTO BOTTO IN PARTENZA È COSTATO LA STAGIONE 2009 A MAX NEUKIRCHNER. IL RISCHIO DI PERICOLOSI “IMBUTI” AL VIA HA FATTO SÌ CHE LA PRIMA CHICANE VENISSE RIDISEGNATA. ORA (FOTO SOTTO) È PIÙ SCORREVOLE.

La Ducati può risorgere a Monza? «A Monza ha vinto spesso (18 centri, n.d.r.) ma l’ultima volta che ci ho corso, nel 2008, è stata molto dura. Non sono molto ottimista». Perché? «Sulla pista più veloce del calendario sarà molto difficile tenere testa alle 4 cilindri. È una questione di cavalli. Se piove, ovviamente, il discorso cambia, allora sì che la Ducati potrebbe vincere». Che senso ha il tuo test al Mugello? «Per prima cosa ho voglia di tornare in moto... Non guido da un anno e mezzo e sicuramente sarò un po’ arrugginito. Ma datemi un’ora di tempo e mi sentirò di nuovo a casa. Il mio obiettivo è molto semplice: girare più forte dell’ultima volta!»

MONZA IN TV Sabato 8 maggio 10,40 SBK prove 14,50 SBK Superpole 18,00 Stock 600 gara 19,30 SBK Superpole Domenica 9 9,30 SBK superpole 10,30 Stock 1000 gara 11,15 SBK gara 1 11,40 SBK gara 1 13,15 Supersport gara 15,20 SBK gara 2 18,00 SBK gara 2 18,25 Supersport gara 19,25 SBK gara 2

La7 la7 Dhalia* Dhalia*

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*Satellite e digitale terrestre

I PREZZI (in euro) Abb.

Superbiglietto (*) Ingresso e Tribune Ascari MAXISCHERMO Ingresso e Tribune ( Escluse Ascari) Ingresso e Tribune ( Escluse Ascari) + PDK (**) Differenza Paddock

Ven. Sab. Dom. (Ven Incluso PDK)

Domenica

Sabato

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180 120 95 -

95 70 100 50

60 40 35

30 30 -

Venerdì

(*) Superbiglietto : Validità ingresso e tribune + PDK + Pit Walk (escluse tribune Ascari) (**) Acquistabile solo in prevendita Accesso Pit Walk solo con Superbiglietto Ingresso e Tribune gratuito ai minori di 12 anni accompagnati ad esclusione delle tribune Ascari

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Velocità CIV

di Paolo Gozzi

La storia di Vizziello

M

ONZA – La seconda tappa del CIV ha aperto la settimana della passione monzese che culminerà con la Superbike iridata. Ecco l’antipasto: Fabrizio Pellizzon, con la RSV4 “clienti”, è sfilato in fondo al rettilineo a 317,6 km/h mentre la BMW S 1000 RR, poco più di una stradale guidata dal giovane Daniele Beretta, ha avvicinato i 310. Tenetevi forte, Biaggi e Corser avranno motori special per spingersi oltre la barriera dei 330. In una giornata tricolore condizionata da un asfalto che cambiava condizioni d’aderenza nel volgere di pochi minuti per continui ma brevissimi scrosci di pioggia sono arrivate conferme e sorprese. Fabio Massei, lanciatissimo diciottenne romano, è stato l’unico a bissare la vittoria di Vallelunga prendendo il largo nella Stock 600. Avanza a grandi falcate anche Ivan Goi, che rafforza il primato nella Stock 1000 lasciando perdere l’imprendibile wild card Ayrton Badovini, in pista per preparare il Mondiale. La rivelazione di Monza è stato Danilo Petrucci, che ha guidato magistralmente la Kawasaki ZX-10 di Pedercini, cioè la cenerentola del Mondiale, mettendo il sale sulla coda ad un Alex Polita, vittorioso con la ben più competitiva Ducati Barni, squadra seguita con un occhio di riguardo da Borgo Panigale: il direttore tecnico è Giovanni Crupi, lo stesso che segue Carlos Checa. Pochi si aspettavano la resurrezione di Gianluca Vizziello, non dopo il terribile volo in qualifica; e neanche il primo successo di Tommaso Gabrielli, uscito indenne dal groviglio di cadute che ha falcidiato la 125, con solo dieci piloti all’arrivo. SUPERBIKE – Petrucci non è partito bene ma appena il gruppone si è allungato ha messo la freccia sbarazzandosi di Borciani, Cruciani e Polita. Al quinto giro è cominciato a piovere e il ragazzino ternano ha guadagnato due secondi subito vanificati dall’esposizione della bandiera rossa. Lo show è ripartito poco dopo con le stesse gomme slick perché nel frattempo la pista era tornata asciutta. Nella somma di tempi (quattro giri fatti, dieci da compiere) Petrucci difendeva 511 millesimi su Polita, 969 su Cruciani e 3”794 nei confronti di Borciani. La gara era ancora apertissima ma Danilo ha fatto quello che doveva: ha provato ad infastidire Polita e una volta constatato che stare davanti non poteva, si è incollato alla scia. «A due giri dalla fine sono uscito largo a Lesmo 2, ho perso contatto e ho buttato via la gara che avevo in mano - si è rammaricato Petrucci.

MASSEI (34) PRECEDE FARINELLI (4) E BOSCOSCURO. SOTTO A DESTRA, MIGLIORATI (3) INSEGUE VIZZIELLO (45). IN BASSO, POLITA (53) E PETRUCCI (9).

Fa il bis nella Stock 600. Stupisce Gabrielli in 125. Badovini, Vizziello, Polita gli altri vincitori

DALL’OSPEDALE AL SUCCESSO

MONZA – Aveva perso il posto nel Mondiale per il fallimento della squadra, non vinceva da tre anni e il sabato pomeriggio si era svegliato nel pronto soccorso dell’ospedale di Monza. Il giorno dopo Gianluca Vizziello ha salutato tutti dal gradino più alto del podio Supersport. Incredibile, no? «Non mi ricordo molto ma di sicuro il botto alla Ascari è stato duro. Sono tornato in circuito con un male cane alla schiena. Ma quando è stata ora di correre, mi è passato tutto». Migliorati giocava in casa, voleva vincere a tutti i costi. Come hai fatto a batterlo? «Avevamo scelto le gomme giuste, guidavamo forte e non ci siamo ostacolati, fuggendo via. Migliorati è una vecchia volpe, mi ha fatto passare perché voleva infilarmi in volata. Ma io ero sicuro di farcela perché in Parabolica ero più veloce. Sono entrato dentro a palla, sfogando mesi di magone. Adesso sono tornato». Eri nel Mondiale e adesso corri con la Honda di un piccolo team, Velmotor. «Gente eccezionale, quasi una seconda famiglia. Mi trattano come un re. A fine stagione festeggeremo insieme il tricolore».

Massei f orte Con due passaggi al fulmicotone il Pirata ha ipotecato il successo che gli ha permesso di scalzare dalla vetta del CIV il compagno di squadra Cruciani, poco efficace nella seconda frazione. «Ho dovuto montare una gomma di diversa misura, il rapporto finale si è allungato e la 1198 R non era più lei» ha spiegato il campione Stock 1000 in carica. Ambiva a qualcosa di meglio Marco Borciani, quarto davanti a Luca Conforti rientrato prima del previsto dopo i problemi fisici che lo avevano costretto a saltare Vallelunga. A picco l’Aprilia gommata Michelin: Federico San-

di è scivolato quando era in gioco per il podio, Fabrizio Pellizzon ha fatto settimo dietro ad Alessio Aldrovandi con la Suzuki Penta.

STOCK 1000 – Ayrton Badovini è imbattibile in Coppa del Mondo, figuratevi nel CIV. Dopo aver fatto faville in prova (nelle libere del venerdì era stato più veloce delle Superbike!) il pupillo della BMW Italia ha studiato le condizioni d’asfalto, poi ha messo la freccia e via: adesso sono quattro su quattro. Ivan Goi ha tenuto botta per un paio di giri, poi ha mollato l’osso preoccupandosi piut-

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Velocità CIV

Goi leader della Stock 1000 125 GP 1. Gabrielli T. (Aprilia) 10 giri pari a 57,770 km in 21’17”678 alla media di 162,773 km/h; 2. Mauriello (Aprilia) a 11”952; 3. Giorgi (Aprilia) a 18”059; 4. Tonucci (Aprilia) a 18”391; 5. Pontone (Aprilia) a 20”291; 6. Popov (Aprilia) a 45”085; 7. Gabrielli M. (Aprilia) a 48”183; 8. Lumina (Aprilia) a 54”052; 9. Bonati (Aprilia) a 1’33”360; 10. Migno (Honda) a 2’06”614. Giro più veloce: Gabrielli T. in 2’01”688 alla media di 170,906 km/h. IN CAMPIONATO: 1. Tonucci p. 38; 2. Gabrielli T. 30; 3. Pontone 24; 4. Mauriello 20; 5. Tarozzi 20; 6. Popov 19; 7. Giorgi 16; 8. Gondo 16; 9. Bonati 14; 10. Gabrielli M. 13.

STOCK 600 1. Massei (Yamaha) 10 giri pari a 57,770 km in 20’36”946 alla media di 168,133 km/h; 2. Boscoscuro (Yamaha) a 0”158; 3. Lombardi (Yamaha) a 0”643; 4. Marcheluzzo (Honda) a 1”914; 5. Farinelli (Yamaha) a 4”560; 6. Biaggi (Yamaha) a 10”329; 7. Moschini (Yamaha) a 11”774; 8. Monti (Yamaha) a 12”647; 9. Lagiongada (Honda) a 16”336; 10. Marconi (Yamaha) a 16”386; 11. Mercado (Kawasaki) a 22”229; 12. Fanelli (Honda) a 32”507; 13. Muscari (Yamaha) a 32”638; 14. Sabatino (Yamaha) a 32”658; 15. Dittadi (Yamaha) a 33”009; 16. Cocco (Yamaha) a 44”647; 17. Romano (Yamaha) a 45”358; 18. Pavone (Yamaha) a 45”520; 19. Maglioni (Yamaha) a 46”078; 20. Anastasia (Yamaha) a 1’15”234; 21. Zappon (Honda) a 1’24”257; 22. Morelli (Yamaha) a 1’36”186; 23. Morrentino (Yamaha) a 1 giro. Giro più veloce: Massei in 1’55”510 alla media di 180,047 km/h. IN CAMPIONATO: 1. Massei p. 50; 2. Lombardi 32; 3. Farinelli 21; 4. Boscoscuro 20; 5. Zanetti 20; 6. Marcheluzzo 19; 7. Biaggi 15; 8. Mercado 14; 9. Russo 13; 10. Lorenzetti 11.

STOCK 1000 1. Badovini (BMW) 10 giri pari a 57,770 km in 18’08”217 alla media di 191,113 km/h; 2. Goi (Aprilia) a 3”994; 3. Verdini (Honda) a 4”095; 4. Colucci (Ducati) a 5”568; 5. Petrucci (Kawasaki) a 11”989; 6. Magnoni (Honda) a 12”024; 7. Beretta (BMW) a 19”518; 8. Dell’Omo (Suzuki) a 19”583; 9. Alfonsi (Honda) a 20”502; 10. Valsecchi (Aprilia) a 31”061; 11. Russo (Suzuki) a 31”184; 12. Bussolotti (Honda) a 33”431; 13. Muzio (Honda) a 35”992; 14. Holland (KTM) a 54”047; 15. Andriotta (Suzuki) a 56”090; 16. Berclaz (Honda) a 56”450; 17. Cantagallo (Yamaha) a1’07”690; 18. Andric Silva (Honda) a 1’15”720. Giro più veloce: Badovini in 1’46”531 alla media di 195,222 km/h. IN CAMPIONATO: 1. Goi p. 45; 2. Badovini 25; 3. Bussolotti 24; 4. Dell’Omo 24; 5. Alfonsi 17; 6. Verdini 16; 7. Muzio 14; 8. Colucci 13; 9. Baiocco 13; 10. Valsecchi 13.

SUPERSPORT 600 1. Vizziello (Honda) 11 giri pari a 63,547 km in 20’44”587 alla media di 183,811 km/h; 2. Migliorati (Kawasaki) a 0”175; 3. Lamborghini (Yamaha) a 11”232; 4. Giansanti (Triumph) a 15”061; 5. Barone (Yamaha) a 15”748; 6. Erbacci (Yamaha) a 16”689; 7. Lai (Honda) a 17”744; 8. Palumbo (Kawasaki) a 19”421; 9. Tamburini (Yamaha) a 22”073; 10. Paoloni (Yamaha) a 22”864; 11. Clementi (Honda) a 22”998; 12. Dionisi (Honda) a 25”719; 13. Gallina (Yamaha) a 34”243; 14. Florian (Honda) a 38”521; 15. D’Annunzio (Yamaha) a 38”636; 16. Ciavattini (Honda) a 45”520; 17. Polita (Honda) a 59”043; 18. Vino (Yamaha) a 1’08”682; 19. Bonecchi (Yamaha) a 1’08”763; 20. Pirazzoli (Honda) a 1’08”957; 21. Menghi (Yamaha) a 1’59”063; 22. Martinelli (Yamaha) a 1 giro; 23. Totti (Yamaha); 24. Vicentin (Yamaha); 25. Berclaz (Yamaha). Giro più veloce: Migliorati in 1’51”040 alla media di 187,295 km/h.

Leclassifiche motosprint

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IN CAMPIONATO: 1. Vizziello p. 34; 2. Migliorati 31; 3. Dionisi 29; 4. Lamborghini 29; 5. Tamburini 27; 6. Ciavattini 16; 7. Erbacci 15; 8. Giansanti 13; 9. Clementi 12; 10. Barone 11.

SUPERBIKE 1. Polita (Ducati) 14 giri pari a 80,878 km in 24’53”487 alla media di 194,954 km/h; 2. Petrucci (Kawasaki) a 0”716; 3. Cruciani (Ducati) a 5”331; 4. Borciani (Ducati) a 9”442; 5. Conforti (Ducati) a 10”490; 6. Aldrovandi (Suzuki) a 25”675; 7. Pellizzon (Aprilia) a 26”265; 8. Saltarelli (Suzuki) a 45”102; 9. Baggi (Ducati) a 45”863; 10. Faccietti (Kawasaki) a 47”090; 11. Zannini (Honda) a 1’23”072; 12. Ciacci (Yamaha) a 1’33”655; 13. Gantner (Honda) a 1’36”863; 14. Rufoloni (Suzuki) a 1’37”087; 15. Di Pietrogiacomo (Suzuki) a 1’40”159; 16. Pasqualato (Kawasaki) a 1’58”796; 17. Menghi (Kawasaki) a 1 giro; 18. Goffi (BMW). Giro più veloce: Polita in 1’45”565 alla media di 197,008 km/h. IN CAMPIONATO: 1. Polita p. 45; 2. Cruciani 41; 3. Petrucci 30; 4. Borciani 26; 5. Sandi 16; 6. Faccietti 13; 7. Conforti 11; 8. Brignola 11; 9. Aldrovandi 10; 10. Ciacci 10.

R1 LEOVINCE CUP 1. Prattichizzo 9 giri pari a 51,993 km in 16’39”389 alla media di 187,289 km/h; 2. Laudati U. a 1”761; 3. Manici a 2”081; 4. Zerbo a 13”854; 5. Mazzina a 18”894; 6. Rubino a 18”981; 7. Sanca a 19”166; 8. Laudati G. a 19”529; 9. Gomiero a 20”180; 10. Buccheri a 20”772; 11. Benato a 25”180; 12. Patané a 26”443; 13. Zuccarino a 27”259; 14. Cucci a 27”397; 15. Filippini a 28”371; 16. Pratelli a 34”649; 17. Ruggiero a 34”541; 18. Bottari a 55”397; 19. Zaffelli a 1’00”997. Giro più veloce: Prattichizzo in 1’50”114 alla media di 188,870 km/h. IN CAMPIONATO: 1. Prattichizzo p. 52; 2. Laudati U. 42; 3. Manici 28; 4. Zerbo 28; 5. Laudati G. 27; 6. Sanca 23; 7. Rubino 22; 8. Benato 16; 9. Buccheri 13; 10. Gomiero 12.

R6 METZELER CUP 1. Paoloni 9 giri pari a 51,993 km in 17’11”963 alla media di 181,377 km; 2. Agnelli a 0”314; 3. Grandi a 0”430; 4. Poma a 0”586; 5. Carta a 0”754; 6. Salvadori a 1”050; 7. Avanzi a 1”323; 8. Vigilucci a 2”660; 9. Scicchitano a 4”990; 10. Di Simone a 10”820; 11. Renzetti a 10”823; 12. Eccheli a 10”861; 13. Pinna a 10”918; 14. Caloroso a 10”945; 15. Celestini a 11”203; 16. Mottola a 15”280; 17. Manieri a 15”507; 18. Minganti a 15”739; 19. Schiavoni a 20”289; 20. Iannone a 20”531; 21. Garofoli a 20”745; 22. Sigillino a 20”883; 23. Ruggero a 20”981; 24. Larini a 22”701; 25. Castello a 22”756; 26. Daina a 23”503; 27. Calvano a 25”747; 28. Nardin a 26”065; 29. Vivi a 26”728; 30. Pincella a 28”453; 31. Ripamonti a 32”269; 32. Tibaldo a 32”399; 33. Favi a 32”697; 34. Castellano a 34”143; 35. Civillini a 34”695; 36. Cannizzaro a 1’01”872; 37. Pasetto a 1’13”227. Giro più veloce: Grandi in 1’53”274 alla media di 183,601 km/h. IN CAMPIONATO: 1. Paoloni p. 342; 2. Avanzi 253; 3. Poma 228; 4. Agnelli 221; 5. Russo 202; 6. Carta 194; 7. Salvadori 163; 8. Grandi 157; 9. Vigilucci 155; 10. Scicchitano 155.

tosto di difendere il secondo posto dall’incalzare di un rinato Luca Verdini, fermo da sei mesi ma subito velocissimo con la Honda Errebi. Rilancio anche per Domenico Colucci, che con un quarto posto con la Ducati Barni ha chiuso un periodo nerissimo. Danilo Petrucci ha concluso la seconda fatica di giornata in quinta posizione davanti a Michele Magnoni. SUPERSPORT – Al via pioveva a tratti per cui alcuni – come Ilario Dionisi e Roberto Tamburini, primo e secondo nell’apertura – hanno scelto l’anteriore rain. Ma dopo un paio di passaggi l’asfalto era asciutto e affondare nella pancia del gruppo è stato inevitabile. Le vecchie volpi Cristiano Migliorati (41 anni) e Gianluca Vizziello (30) hanno cominciato a spingere al momento opportuno e tirandosi le scie come fossero ciclisti lanciati in fuga sono diventati irraggiungibili. Migliorati ha giocato bene le carte, lasciando che fosse Vizziello a lanciarsi in testa sull’ultimo rettilineo. Poteva essere un facile bersaglio, se non avesse affondato una staccata pazzesca in Parabolica cui l’inseguitore non ha potuto opporre resistenza. Vizziello non vinceva da Misano 2007. Sul terzo gradino del podio il diciottenne Ferruccio Lamborghini, risalito dalla terza fila, conseguenza di due motori rotti nelle giornate di prova. Il bolognese sale al terzo posto in una classifica di campionato cortissima: cinque piloti in sette punti. La FMI si è arrabbiata con il francese Fabien Foret, ospite che dopo aver realizzato la pole ha rinunciato a prendere il via.

campano protagonista anche nell’Europeo, a due tornate dalla fine aveva sei secondi di margine e la gara in mano. «Là davanti, senza riferimento, non mi sono reso conto che la pista si stava asciugando» ha raccontato. Alle sue spalle Fabio Massei si è svegliato quando dietro è sopraggiunto lo scatenato Andrea Boscoscuro, campione 2009 che avrebbe ambito alla Moto2 e invece è stato costretto a rientrare, in ritardo, nel CIV. «Ero finito fuori a Lesmo tornando in pista quindicesimo con oltre dieci secondi di svantaggio, ho messo la testa sotto il cupolino e ho cercato di ripassarli tutti». Per poco non gli è riuscito: sbarazzatosi di Lombardi, Boscoscuro è stato riacciuffato da Massei all’ultima Parabolica, quando già sentiva sapore di impresa. «E adesso spero che mi facciano finire almeno tutto il CIV» si è augurato Boscoscuro. In una categoria dominata dalla Yamaha (tutto il podio e otto R6 nei primi dieci) Marco Marcheluzzo è riuscito a portare la Honda al quarto posto precedendo Roberto Farinelli e Federico Biaggi, il nipotino di Max. Beffa finale per Zanetti che, furioso, ha lanciato dal podio il premio per il giro veloce beccandosi 100 euro di multa e l’esclusione dalla classifica. Platonica, visto che già si era eliminato da solo.

125 - La minima cilindrata, partita in leggero ritardo e accorciata a dieci giri, è stata un’ecatombe. Lo spettacolo è stato bello per otto dei dieci giri, con undici piloti racchiusi in due secondi. Ma niente volatona perché qualche goccia di pioggia ha tradito per primo Mattia Tarozzi, volato in prima variante. Poi alla Ascari ne sono volati quattro: Luigi Morciano, Nicolas Stizza e i giapponesi Toshimitsu Gondo e Ono Hiroki che stava fa-

cendo sognare i tecnici della Rumi. Dal groviglio è uscito indenne Tommaso Gabrielli, che ha festeggiato il primo centro. «Ho vinto con merito perché ero lì con loro e mi sarei giocato la volata anch’io» ha puntualizzato il veneto. Il podio ha accolto anche Francesco Maurillo e Alessandro Giorgi, che proprio all’ultimo ha strappato la posizione ad un Alex Tonucci, stavolta un po’ abulico dopo il trionfo di Vallelunga.

LA PIOGGIA HA TRADITO MOLTI PILOTI 125, MENTRE TOMMASO GABRIELLI, A FIANCO, È USCITO INDENNE E HA VINTO. NELLA PAGINA ACCANTO, TUTTO FIN TROPPO FACILE PER LA WILD CARD AYRTON BADOVINI (86) NELLA STOCK 1000.

Yamaha R Series Cup

PRATTICHIZZO E PAOLONI AL TOP MONZA – Piccoli campioni crescono nella Yamaha R Series Cup. Il secondo round di Monza ha sancito il successo di due esperti, Maurizio Prattichizzo e Andrea Paoloni (davanti a tutti nella foto) ma emerge una nuova generazione di piloti che potrebbero diventare i campioni di domani. Riccardo Russo (Viscardo Motors), diciassettenne campano, è scivolato mentre si stava giocando il successo nella R6 poi finita nelle mani di Paoloni (Imperiale Moto). Nella stessa gara Manuel Grandi, 18 anni, (Moto Shop) è salito per la prima volta sul podio (terzo posto) al debutto in gara A; nel precedente appuntamento di Vallelunga aveva vinto gara B al primo impegno con la YZF-R 600. Grandi è un prodotto della Yamaha R 125 Cup, la stessa formula d’accesso che ha lanciato Federico Agnoletto, 16 anni, trionfatore della gara B monzese animata dalla linea verde: i primi cinque sono tutti under 16. Maurizio Prattichizzo (Fratelli Maggi) ha fatto il bis nella R1 prendendo il largo nella classifica generale. Prattichizzo e Paoloni sono stati premiati da Hiromu Murata, presidente di Yamaha Motor Italia. Prossimo round il 20 giugno al Mugello.

STOCK 600 – La Under 25 è stata rocambolesca. All’inizio, sul bagnato, Lorenzo Zanetti ha fatto il marziano fin quando non è uscito a tutta velocità nella via di fuga della Ascari. Aveva un vantaggio tale (dopo tre giri!) che dopo aver navigato sulla sabbia è tornato dentro proprio in scia a Berardino Lombardi. Il bresciano ha ricominciato a spingere finché non è definitivamente atterrato nello stesso punto. Lombardi, ventenne motosprint

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Supercross USA Salt Lake City foto GuyB

Terza prova GARA 1: 1. Salvini (Husqvarna) 21 giri; 2. Campano (Yamaha); 3. Arco (Yamaha); 4. Irt (Husqvarna); 5. Potisek (Honda); 6. Zerava (Honda); 7. Felipe (Kawasaki); 8. Correa (Kawasaki); 9. Le. Quintanilla Le. (Honda); 10. Quintanilla Lu. (Honda) a 1 giro; 11. Michalec (Honda); 12. Villar (Honda); 13. Israel V. (Honda); 14. Freytes (Honda); 15. Cabrera (Suzuki) a 2 giri; 16. Castillo (Honda) a 3 giri; 17. Belaustegui (Kawasaki); 18. Petrocelli (Honda); 19. Garcia (Honda); 20. Israel J. (Honda) a 8 giri.

Scacco al RE

Gara difficile. Vince ancora Windham. Dungey quarto, ma doppiato. Weimer campione della Lites Ovest

S

ALT LIKE CITY - Con il titolo più importante già assegnato il maggior interesse della gara corsa al RiceEccles Stadium era per la classe Lites. Ultima prova della Costa Ovest con Lake Weimer che ha vinto il titolo. Quest’ultima prova è stata vinta a sorpresa da Joshua Hansen che è stato in testa dal secondo al quindicesimo dei giri in programma. Quindici giri anche per la classe maggiore, una riduzione resasi necessaria per le pessime condizioni della pista dopo una settimana di freddo, pioggia e neve. Gli unici ad uscire puliti dalla partenza sono stati Windham e Millsaps che hanno affrontato appaiati la prima curva di 180°. I due hanno lottato fino alla quinta curva, quindi Windham ha messo in atto un efficace block-pass iniziando la fuga che, come la settimana prima, si è conclusa al

traguardo con un vantaggio di più di 16 secondi su Millsaps e di 56 secondi su Short. Tutti gli altri sono stati doppiati, compreso il neo campione Dungey. Per quanto riguarda la Lites Ovest, l’attenzione era tutta per il duo ufficiale Kawasaki: Weimer, in testa con un vantaggio di 19 punti, e Will Hahn il suo avversario più vicino in classifica. Ma i presagi davano già per decisa la corsa al titolo con il gran freddo a favorire Weimer, nativo dell’Idaho, mentre Hahn doveva fare i conti anche con una spalla infortunata in allenamento. Hahn comunque ci ha provato, è scattato in testa ma ha resistito solo un giro. Alla fine si è dovuto accontentare del terzo posto dietro Hansen e Canard. Il quinto posto è bastato a Weimer. La Kawasaki incassa così la doppietta nella Lites dopo la vittoria di pourcel nella Costa Est. L’ULTIMA GARA DELLA LITES WEST SI È CORSA SOTTO UN DILUVIO. WEIMER (12) FORTE DEL VANTAGGIO DI 19 PUNTI HA CERCATO SOLO DI NON COMMETTERE ERRORI. IL QUINTO POSTO È BASTATO PER VINCERE IL TITOLO. NELLA CLASSE MAGGIORE SECONDA VITTORIA CONSECUTIVA DI WINDHAM (14).

IL VIA DI GARA UNO CON CAMPANO (115) ALL’INTERNO E SALVINI (23) ALL’ESTERNO.

PARI E PATTA

Cross MX3. GP Argentina

Millsaps punta al terzo posto SUPERCROSS USA A SALT LAKE CITY: 1. Windham (Honda); 2. Millsaps (Honda); 3. Short (Honda); 4. Dungey (Suzuki); 5. Chisholm (Yamaha); 6. Byrne (Yamaha); 7. Brayton (Yamaha); 8. Hahn (Suzuki); 9. Wey (Kawasaki); 10. Blose (Honda); 11. Cunningham (Yamaha); 12. Adams (Suzuki); 13. Partridge (Kawasaki); 14. Peick (Yamaha); 15. Gibson (Yamaha); 16. Thomas (Suzuki); 17. Browne (Kawasaki); 19. Davenport (Kawasaki); 19. Hill (Yamaha); 20. Clark (Honda). IN CAMPIONATO: 1. Dungey 338; 2. Windham 273; 3. Villopoto 266; 4. Millsaps 253; 5. Hill 229; 6. Brayton 225; 7. Wey 186; 8. Tedesco 183; 9. Hahn 174; 10. Chisholm 163; 11. Byrne 160; 12. Short 134; 13. Blose 112; 14. Canard 103; 15. Thomas 74; 16. Boni 67; 17. Langston 66; 18. Lawrence 62; 19. Stewart 51; 20. Reed 51; 21. Keeney 38; 22. Browne 37; 23. Rivas 35; 24. Izoird 32; 25. Reardon 25; 26. Peick 24; 27. Coulon 20; 28. Stroupe 18; 29. Cunningham 18; 30. Voss 16; 31. Morais 14; 32. Adams 14; 33. Partridge 13; 34. Clark 11; 35. Aranda 8; 36. Gibson 8; 37. Regal 7; 38. Bonds 6; 39. Parks 5; 40. Demuth 4; 41. Davenport 3; 42. Hinson 3; 43. Payne 3; 44. Casillas 3; 45. Grant 1; 46. Oswald 1; 47. Martin 1.

LA RIOJA - La lunga trasferta non ha portato sconvolgimenti in classifica. Per due ragioni fondamentali: Salvini e Campano hanno chiuso la partita con lo stesso punteggio, un primo e un secondo a testa, hanno affrontato la lunga trasferta solo cinque dei piloti impegnati nel mondiale. Un peccato perché queste gare negli stati sudamericani sono molto sentite le

migliaia di spettatori che hanno sfidato anche un insolito caldo meritavano di più. Salvini ha mostrato di gradire la pista centrando anche il miglior tempo nelle qualifiche sabato. Domenica è stato velocissimo nella prima gara, nella seconda invece non ha resistito al ritorno di Campano che si è aggiudicato così manche e la vittoria del terzo Gran Premio.

GARA 2: 1. Campano (Yamaha) 20 giri; 2. Salvini (Husqvarna); 3. Irt (Husqvarna); 4. Potisek (Honda); 5. Arco (Yamaha); 6. Zerava (Honda); 7. Felipe (Kawasaki); 8. Correa (Kawasaki); 9. Quintanilla Le. (Honda); 10. Michalec (Honda); 11. Villar (Honda); 12. Freytes (Honda); 13. Quintanilla Lu. (Honda); Israel V. (Honda); 14. Cabrera (Suzuki) a 1 giri; 15. Castillo (Honda); 16. Petrocelli (Honda); 17. Belaustegui (Kawasaki); 18. Garcia (Honda); 19. Israel J. (Honda) IN CAMPIONATO: 1. Campano p.137; 2. Salvini 131; 3. Irt 110; 4. Zerava 87; 5. Arco 79; 6. Potisek 59; 7. Makinen 55; 8. Pichon 50; 9.Martin 40; 10. Michalec 40; 11. Correira 36; 12. Nikkila 36; 13. Venda 30; 14. Felipe 28.

Leclassifiche IL GP PORTOGALLO MX1 SU SPORTITALIA* Domenica 8 maggio 13,00 MX2-MX1 gara 1 diretta 16,00 MX2-MX1 gara 2 diretta * Satellite e digitale terrestre

LITES COSTA OVEST A SALT LAKE CITY: 1. Hansen (Kawasaki); 2. Canard (Honda); 3. Hahn (Honda); 4. Morais (Suzuki); 5. Weimer (Kawasaki); 6. Tickle (Yamaha); 7. Nicoletti (KTM); 8. Hewitt (Suzuki); 9. Baker (Yamaha); 10. Alessi (Yamaha); 11. Seely (Honda); 12. Wharton (Honda); 13. Kiniry (Suzuki); 14. Anstie (Yamaha); 15. Borkenhagen (KTM); 16. Vawser (Kawasaki); 17. Canada (Kawasaki); 18. Powell (Kawasaki); 19. Howell (Yamaha); 20. Gosselaar (Honda). IN CAMPIONATO: 1. Weimer 171; 2. Hahn 156; 3. Canard 153; 4. Tickle 140; 5. Wharton 116; 6. Hansen 100; 7. Seely 100; 8. Nicoletti 83; 9. Anstie 82; 10. Morais 76; 11. Baker 75; 12. Alessi 75; 13. Hewitt 59; 14. Kiniry 59; 15. Borkenhagen 41; 16. Gosselaar 36; 17. Balbi 33; 18. Clark R. 32; 19. Paulin 30; 20. Larsen 29; 21. Searle 27; 22. McCrummen 23; 23. Canada 22; 24. Evans 7; 25. Reidman 6; 26. Vawser 5; 27. Hendrix 5; 28. Howell 5; 29. Horban 4; 30. Dagod 4; 31. Powell 3; 32. Clark J. 3; 33. Ruminer 2; 34. Lacey 2; 35. Mann Jr. 2; 36. Abrigo 1; 37. Potter 1.

PROSSIMA PROVA 8 maggio - Las Vegas

Leclassifiche motosprint

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Speedway Mondiale a Squadre

CARPANESE, IL MIGLIORE DEGLI ITALIANI, PRECEDE GREGORIC, KERR E LAHTI.

DELUSIONE AZZURRA

Ultimi nel round di qualifica LONIGO - Il team della Finlandia ha vinto per un punto il round di qualificazione del mondiale a squadre disputato nella pista di Santa Marina dopo un lungo duello con la Slovenia. Le altre due formazioni in gara erano USA e Italia. Il forfait del campionissimo californiano Hancock ha messo in crisi la squadra americana perché il suo sostituto, Marzales, è stato escluso dalla gara perché al di sotto dell’età minima prevista per la pista ovale, 17 anni. Quindi con un pilota in meno gli USA non hanno schierato nessun pilota in due manche. Non ci si aspettava il miracolo da parte dei nostri ma nessuno pensava ad una prestazione così deludente su una pista che conoscono benissimo, con un inizio di gara a dir poco disastroso dove i soli Carpanese e Gregnanin sono riu-

sciti ad andare a punti. I nostri piloti si sono in parte riscattati nel finale con Carpanese e Franchetti che sono riusciti ad imporsi in tre manche infiammando il Santa Marina. Per gli italiani serata decisamente negativa per Cavicchioli e Novello, quest’ultimo utilizzato in sole due manche. La Finlandia, che ha avuto nello sconosciuto Hautamaki il miglior pilota, è partita in testa sino dalla prima manche ed è riuscita a restarci sino alla fine rintuzzando il grandissimo finale di gara della Slovenia trascinata nella rimonta da uno stratosferico Zagar che ha realizzato 16 punti sui 18 disponibili. Molto più tranquillo è stato invece il duello fra gli USA e l’Italia per il terzo gradino del podio con gli statunitensi che non sono mai stati impensieriti dai nostri. Foto Tomba

Finlandesi sempre in testa 1. Finlandia punti 48 (Kylmakorpi 11, Hautamaki 14, Lahti 10, Katajisto 4, Nieminen 9); 2. Slovenia 47 (Zagar 16, Voldrin 3, Kralic 6, Gregoric 11, Conda 11); 3. USA 30 (Fisher 12, Kerr 11, Ingalls 5, Hedden 2); 4. Italia 24 (Carpanese 11, Novello 0, Franchetti 7, Cavicchioli 1, Gregnanin 5).

Leclassifiche


Varie Fuoristrada

MANCINI (2) NEL RALLY D’ABRUZZO HA DOMINATO SIA LA PRIMA PROVA DELL’ITALIANO RAID TT CHE LA TERZA DEL MOTORALLY. GRAZIANI (1), SECONDO E TERZO, RESTA LEADER NEL RALLY.

Le Case italiane protagoniste GARA 1: 1. Van Den Bosch (Aprilia) 12 giri in 20’24”977; 2. Gozzini (TM) a 0”224; 3. T. Chareyre (TM) a 8”218; 4. Hiemer (KTM) a 8”462; 5. Lazzarini (Honda) a 15”885; 6. Bussei (Honda) a 17”945; 7. A. Chareyre (Husqvarna) a 19”758; 8. Hermunen (Husqvarna) a 25”639; 9. Sammartin (Honda) a 30”941; 10. Seel (Suzuki) a 35”034; 11. Borella (KTM) a 37”351; 12. Beltrami (Yamaha) a 43”194; 13. Balducci (Suzuki) a 43”482; 14. Winstanley (Husqvarna) a 44”554; 15. Bolsec (Honda) a 44”832; 16. Mariani (TM) a 45”477; 17. Verderosa (Honda) a 46”013; 18. Delepine (Kawasaki) a 59”075; 19. Serafini (TM) a 59”500; 20. Salstola (Husqvarna) a 1’13”173; 21. Hartley (KTM) a 1’15”071; 22. Ravaglia (Aprilia) a 5 giri; 23. Gaspardone (TM) a 7 giri; 24. Occhini (Suzuki) a 12 giri. GARA 2: 1. Van Den Bosch (Aprilia) 12 giri in 20’26”029; 2. Gozzini (TM) a 2”083; 3. T. Chareyre (TM) a 2”482; 4. Lazzarini (Honda) a 13”150; 5. Bussei (Honda) a 17”452; 6. Hermunen (Husqvarna) a 17”949; 7. A. Chareyre (Husqvarna) a 24”357; 8. Sammartin (Honda) a 25”948; 9. Hiemer (KTM) a 28”911; 10. Ravaglia (Aprilia) a 34”920; 11. Balducci (Suzuki) a 36”075; 12. Occhini (Suzuki) a 36”374; 13. Seel (Suzuki) a 39”439; 14. Delepine (Kawasaki) a 39”689; 15. Winstanley (Husqvarna) a 40”070; 16. Mariani (TM) a 46”226; 17. Serafini (TM) a 48”158; 18. Borella (KTM) a 52”764; 19. Verderosa (Honda) a 54”453; 20. Bolsec (Honda) a 55”791; 21. Salstola (Husqvarna) a 59”190; 22. Hartley (KTM) a 1’36”377; 23. Beltrami (Yamaha) a 9 giri. GARA 3: 1. Gozzini (TM) 12 giri in 20’28”563; 2. Van den Bosch (Aprilia) a 1”150; 3. T. Chareyre (TM) a 6”048; 4. A. Chareyre (Husqvarna) a 6”863; 5. Hiemer (KTM) a 14”488; 6. Bussei (Honda) a 17”717; 7. Hermunen (Husqvarna) a 18”920; 8. Ravaglia (Aprilia) a 32”589; 9. Balducci (Suzuki) a 34”750; 10. Delepine (Kawasaki) a 35”942; 11. Mariani (TM) a 40”119; 12. Verderosa (Honda) a 44”034; 13. Lazzarini (Honda) a 50”279; 14. Sammartin (Honda) a 52”836; 15. Bolsec (Honda) a 54”943; 16. Serafini (TM) a 57”492; 17. Salstola (Husqvarna) a 1’11”979; 18. Borella (KTM) a 1’15”085; 19. Hartley (KTM) a 1’15”466; 20. Occhini (Suzuki) a 1’24”292; 21. Seel (Suzuki) a 2 giri; 22. Beltrami (Yamaha) a 8 giri; 23. Winstanley (Husqvarna) a 9 giri; 24. Gaspardone (TM) a 12 giri.

TRE PARTENZE FOTOCOPIA CON VAN DEN BOSCH (101) SCATTATO SEMPRE AL COMANDO E GOZZINI (69) AD INSEGUIRE. DUE VOLTE HA VINTO IL FRANCESE, LA TERZA L’ITALIANO.

VAN DEN BOSCH E GOZZINI IN FUGA Supermoto. GP Italia, prima prova CASTELLETTO DI BRANDUZZO - Thierry Van Den Bosch ricomincia il discorso mondiale da dove l’aveva lasciato. Il campione del mondo della S1 ha infatti vinto il primo GP della stagione grazie a due vittorie e un secondo posto. A impedirgli la tripletta è stato Davide Gozzini, che dopo aver concluso in seconda posizione le prime due gare, ha vinto la terza. A dividerli nella generale soli tre punti. Thomas Chareyre completa il podio grazie a tre terzi posti. Van Den Bosch è stato sempre velocissimo, sin dal sabato: sua la prima pole della stagione. Domenica è scattato sempre al comando con Gozzini all’inseguimento. L’uf-

ficiale della TM, dopo aver mancato l’aggancio in due occasioni, si è preso una parziale rivincita nella gara conclusiva della giornata, quando è riuscito dopo due giri a superare il francese dell’Aprilia per poi conservare il comando sino al termine. Regolarissime le prestazioni dell’altro ufficiale TM, Thomas Chareyre, che è stato sempre terzo nonostante delle partenze non brillantissime e la rottura del freno anteriore a metà della seconda gara. Ai piedi del podio di giornata tre piloti a pari punti. Adrien Chareyre, afflitto da problemi di aderenza, Bernd Hiemer che inizia il campionato dopo il grave infortunio dello

IN CAMPIONATO 1. Van Den Bosch p. 72; 2. Gozzini 69; 3. T. Chareyre 60; 4. Hiemer 46; 5. A. Chareyre 46; 6. Bussei 46; 7. Lazzarini 42; 8. Hermunen 42; 9. Sammartin 32; 10. Balducci 30; 11. Ravaglia 24; 12. Delepine 21; 13. Mariani 20; 14. Seel 19; 15. Borella 16; 16. Verderosa 15; 17. Winstanley 13; 18. Bolsec 13; 19. Serafini 11; 20. Occhini 10; 21. Beltrami 9; 22. Salstola 5; 23. Hartley 2.

Leclassifiche scorso anno e che poteva far meglio ma nella seconda gara è stato rallentato da una caduta, Giovanni Bussei protagonista di tre gare regolari, con un quinto e due sesti posti. Lazzarini, settimo, ha invece sbagliato la scelta della gomma nell’ultima gara, iniziata con la pista leggermente bagnata. Ivan ha scelto una rain posteriore (tutti gli altri hanno montato le gomme da asciutto) ed è scivolato in sedicesima posizione. Al via anche il campionato europeo. Tripletta dello sloveno Uros Nastran (Husqvarna) che ha preceduto nella classifica di giornata due italiani, Alberto dell’Era (KTM) e Riccardo Peroni (Husqvarna).

Tre giorni di gara per 178 piloti MOTORALLY

MANCINI E GRAZIANI SU DUE FRONTI Italiano Raid TT e Motorally GIOIA DEI MARSI (AQ) - Tre giorni di fantastico fuoristrada al Rally d’Abruzzo, una gara d’altri tempi dove le difficoltà del percorso e della navigazione hanno recitato un ruolo importante. Più di 600 chilometri con prove speciali molto lunghe, un enorme lavoro del Motoclub Sirente che ha riproposto uno splendido rally, valevole quale prova di apertura del Campionato Italiano Raid TT e terza prova del Motorally. Sulle aspre montagne abruzzesi è continuato il duello tra Andrea Mancini e Matteo Graziani. A uscirne vincitore è stato il perugino dell’Husqvarna, ma Graziani non gli ha certo reso facile la vita. Tappa da manuale, la prima, per Mancini, che vincendo le due speciali ha rifilato due minuti al rivale. Graziani si è rifatto nella seconda, recuperando quasi tutto lo svantaggio, approfittando del fatto che a Mancini toccava aprire la strada. Parti invertite nella terza ed ultima tappa: Mancini in entrambe le speciali ha raggiunto l’avversario che partiva per primo e sul traguardo di Gioia dei Marsi ha così potuto festeggiare, con un vantaggio di 1’42’’. Niccolò Pietribiasi ha completato il podio: la sua gara è cominciata in salita, con un

errore di percorso e un guasto al freno posteriore che ne hanno condizionato le prestazioni, ma nelle restanti due tappe il vicentino ha sfoderato tutta la sua grinta e approfittando anche di grossi errori degli avversari ha agguantato un’insperata terza posizione finale. Errori che hanno limitato soprattutto Glauco Ciarpaglini ed Alex Zanotti in lotta per il podio sul filo dei secondi sino all’ultima speciale. Ciarpaglini in un tratto fuoripista ha perso letteralmente la “bussola” e molti minuti. Stessa sorte per il sammarinese dell’Aprilia. L’ultima giornata del Rally d’Abruzzo era valida anche per la terza prova dell’Italiano Motorally. Ai 58 iscritti al Raid TT si sono così aggiunti altri 120 piloti. Ovviamente Mancini è risultato vincitore anche del Motorally, precedendo Pietribiasi e Graziani, mentre Massimo Chiesa ha concluso quarto davanti a Paolo Ceci, l’unico della top five ad aver disputato solo la gara della domenica. Il modenese, dopo il recente divorzio da Aprilia, si è presentato in sella ad una BMW. Edoardo Bauer

ASSOLUTA: 1. Mancini (Husqvarna) in 1h12’44”91; 2. Pietribiasi (KTM) a 1’19”57; 3. Graziani (KTM) a 1’26”34; 4. Chiesa (Husqvarna) a 1’37”64; 5. Ceci (BMW) a 2’13”47; 6. Scarella (Beta) a 3’58”12; 7. Monini Bonini (Rieju) a 4’14”41; 8. Cosentino (KTM) a 4’23”99; 9. Goi (Beta) a 5’44”38; 10. Ciarpaglini (Beta) a 5’46”98; 11. Zanetti (Honda) a 5’49’47; 12. Benetti (Honda) a 6’31”56; 13. Zanotti (Aprilia) a 6’46”08; 14. Ciotti (Beta) a 6’57”86; 15. Pettinari (Husqvarna) a 7’20”26; 16. Doretto (BMW) a 7’21”02; 17. Farinello (Beta) a 7’46”81; 18. Fesani (Rieju) a 7’58”29; 19. Danesi (KTM) a 8’14”50; 20. Mendotti (KTM) a 8’28”57; 21. Fadda (Beta) a 9’28’20; 22. Stragliotto (Kawasaki) a 9’44”19; 23. Caviglia (Honda) a 9’47”16; 24. Tarricone (Beta) a 9’51”38; 25. Giannandrea (KTM) a 10’10”42; 26. Viviani (Honda) a 10’22”87; 27. Baldi (KTM) a 10’48”01; 28. Beretta (Yamaha) a 10’49”90; 29. Pavan (Yamaha) a 11’12”98; 30. Semprini (KTM) a 11’43”29; 31. Drusiani (Husqvarna) a 12’04”84; 32. Pietroni (Beta) a 12’55”24; 33. Ferri (KTM) a 13’01”13; 34. Giusti (Beta) a 13’19”95; 35. Michelotti (KTM) a 13’51”28; 36. Piazza (Yamaha) a 14’20”88; 37. Bazzani (KTM) a 14’35”47; 38. Pierpaoli (Beta) a 14’51”15; 39. Muccini (KTM) a 14’52”56; 40. Sandrone (Fantic) a 15’45”95; 41. Vitali (Honda) a 15’50’54; 42. Pitzoi (Fantic) a 15’56”32; 43. Granella (Gas Gas) a 16’20”02; 44. Pontiggia (KTM) a 16’57”00; 45. Neri (Husaberg) a 17’14”43; 46. Simoncini (Rieju) a 17’38”60; 47. Manara (KTM) a 17’40”53; 48. Catanese (Honda) a 17’51”15; 49. Bertolami (Honda) a 17’56”63; 50. Fusi (KTM) a 18’02”02; 51. Canestrari (KTM) a 18’13”60; 52. Devalle (KTM) a 18’37”51; 53. Viesti (Beta) a 18’45”92; 54. Bisi (Beta) a 18’55”74; 55. Lanci (Rieju) a 18’59”56; 56. Frassini (Fantic) a 19’13”64; 57. Rampolla (Yamaha) a 20’27”91; 58. Ghioni (KTM) a 20’32”69; 59. Paluzzi (KTM) a 20’42”06; 60. Cason (Yamaha) a 21’13”91. IN CAMPIONATO: 1. Graziani punti 61; 2. Pietribiasi 58; 3. Mancini 47; 4. Zanotti 27; 5. Ciarpaglini 24.

RAID TT 1. Mancini (Husqvarna) in 3h45’32”14; 2. Graziani (KTM) a 1’42”91; 3. Pietribiasi (KTM) a 12’15”39; 4. Ciarpaglini (Beta) a 13’29”51; 5. Zanotti (Aprilia) a 14’39”22; 6. Chiesa (Husqvarna) a 15’15”25; 7. Benetti (Honda) a 17’42”48; 8. Scarella (Beta) a 19’56”49; 9. Stragliotto (Kawasaki) a 26’06”51; 10. Farinello (Beta) a 30’20”16; 11. Fadda (Beta) a 30’24’55; 12. Ciotti (Beta) a 30’25”77; 13. Mendotti (KTM) a 31’14”53; 14. Cosentino (KTM) a 33’52”00; 15. Caviglia (Honda) a 34’31”05; 16. Fesani (Rieju) a 49’53”91; 17. Baldi (KTM) a 55’32”45; 18. Muccini (KTM) a 1h02’03”18; 19. Giusti (Beta) a 1h04’12”61; 20. Vettovalli (Husqvarna) a 1h12’12”62; 21. Molteni (Honda) a 1h13’09”46; 22. Taviano (Yamaha) a 1h19’28”23; 23. Carmignani (Beta) a 1h22’33”56; 24. Gambini (Husaberg) a 1h39’26”96; 25. Pizzato (Yamaha) a 1h41’59”85; 26. Mangano (Axy) a 1h42’04”49; 27. Ghitti (KTM) a 1h44’08”05; 28. Salucci (KTM) a 1h48’43”47; 29. Simoncini (Rieju) a 1h58’57”20; 30. Pavan (Yamaha) a 2h02’26”32. IN CAMPIONATO: 1. Mancini punti 70; 2. Graziani 61; 3. Pietribiasi 38; 4. Ciarpaglini 36; 5. Zanotti 33.

Leclassifiche motosprint

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Sportitalia I campionati regionali

QUATTROCENTO VANNO DI CORSA

COMPAGNONE RADDOPPIA

Velocitàal Mugello SCARPERIA - Oltre 400 piloti si sono dati battaglia al Mugello per un intenso week-end di gare contrassegnate da distacchi spesso davvero impercettibili. Partiamo con la Premier Cup, che ha fatto gli onori di casa. Nella Open, interessante successo per Gugliemo Tarizzo, ottenuto in sella alla BMW S 1000 RR. Il piemontese ha preceduto in volata Davide Caselli e Andrea Di Vora; ritiro per il poleman Pagani. Nelle gare dedicate alle 600, successo di Giuseppe Barone (600 Aperta) e Massimo Tondini (600 Stock). Nel Trofeo Motoestate, tra le 600, vittorie di Simone Castellani e Harald Lantschner, rispettivamente nella 600 Aperta e nella 600 Stock in una competizione dove queste classi hanno gareggiato assieme ma con classifiche separate. Per quanto riguarda le altre classi, successo di Roberto Festa (Open) autore di un gran duello con Davide Caselli, mentre Luca Verdini si è imposto nella 1000 Stock. La Bridgestone Cup ha registrato la vittoria di Federico Clementini su Sebastiano Zerbo nella 1000, mentre tra le 600 Emanuele Viglieno ha avuto la meglio di Lorenzo Garofoli . Molto frizzante la Dunlop Cup G&G. Andrea Poggi si è imposto per soli 4 millesimi su Nicola Nasato, nonostante problemi di carburante nelle battute finali. Gran corrida anche nella 600 Dunlop grazie a Raffaele Vargas primo per 10 millesimi su Mattia Cassani. Nella Black Cup Continental 600, Cesare Sansavini ha chiuso al fotofinish su Pincella e Daina. In pista anche Roadster Cup e Supertwins, che hanno registrato i successi di Nicola Ruggiero in sella alla Buell (ha preceduto Zerbo), e dell’esperto Luca Pini, davanti a Cristiano Franco, nelle Supertwins. Max Regazzi

Scarperia (FI) 25 aprile Premier Cup, Motoestate, Dunlop G&G Cup, Supertwins, Roadster Cup, Continental Black Cup - Organizzazione: Motoclub Firenze - Direttore di gara: Antonio Canu - Condizione meteo: nuvoloso.

Classifiche PREMIER NATIONAL CUP OPEN: 1. Tarizzo (BMW); 2. Caselli (Yamaha); 3. Di Vora (Honda); 4. Blora (Ducati); 5. Tonini (Aprilia); 6. Aiello (Yamaha); 7. Milanese (Yamaha); 8. Ferrari (Yamaha); 9. Coltelli (Yamaha); 10. Spezzaferri (Yamaha); 11. Sciacca (Honda); 12. Vivaldi (BMW); 13. D’Alessandro (Bimota); 14. Clementini (Yamaha); 15. Brambilla (Yamaha); 16. Capaldo (Yamaha); 17. Segoni (Moretti); 18. Rosola (MV Agusta); 19. Secchi (Yamaha); 20. Marchi (Yamaha); 21. Tommasini (Honda); 22. Albani (Aprilia); 23. Signorin (Honda); 24. Castellarin (Suzuki); 25. Barolo (Honda); 26. Serra (Yamaha); 27. Tozzi (Honda); 28. Foti (Suzuki); 29. Pica (Yamaha); 30. Dolfi (Ducati). 600 STOCK: 1. Tondini (Kawasaki); 2. Comi (Yamaha); 3. Morreale (Kawasaki); 4. Cottini (Honda); 5. Lotito (Yamaha); 6. Mariotti (Kawasaki); 7. Marchionni (Yamaha); 8. Carinelli (Yamaha); 9. Bonati (Yamaha); 10. Conti (Yamaha); 11. Paita (Honda); 12. Rafanelli (Suzuki); 13. Volpi (Yamaha); 14. Floris (Kawasaki); 15. Maestri (Honda); 16. Scienza (Yamaha); 17. Vizza (Yamaha); 18. Baccelli (Yamaha); 19. Maggioni (Yamaha); 20. Parrillo (Yamaha); 21. Rivi (Triumph); 22. Cecchi motosprint

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(Yamaha); 23. Garavina (Yamaha); 24. Stopponi (Kawasaki). 600 APERTA: 1. Barone (Yamaha); 2. Meschini (Yamaha); 3. Traversaro (Honda); 4. Giannini (Yamaha); 5. De Marco (Yamaha); 6. Falaschi (Suzuki); 7. Tavella (Honda); 8. Gallina (Yamaha); 9. Bertoldo (Honda); 10. Vieri (Kawasaki); 11. Evangelista (Honda); 12. Roncoroni (Yamaha); 13. Ansaloni (Honda); 14. Cammarota (Honda); 15. Longhi (Kawasaki); 16. Ronzoni (Yamaha); 17. Riccardi (Honda); 18. Rasetti (Honda); 19. Di Meo (Yamaha); 20. Noli (Kawasaki); 21. Dotti (Honda); 22. Bertolotti (Yamaha); 23. Di Lalla (Honda). MOTOESTATE 1000 STOCK: 1. Verdini (Honda); 2. Dall’Aglio (Honda); 3. Vivaldi (BMW); 4. Tonini (Aprilia); 5. Rinaldi (Yamaha); 6. Baratti (Ducati); 7. Accornero (Honda); 8. Armiraglio (Yamaha); 9. Costa (Honda); 10. Lazzaroni (Honda); 11. Faletti (Honda); 12. Calderoli (Kawasaki); 13. Zattara (Yamaha); 14. Bertoli (Aprilia); 15. Crepaldi (Ducati); 16. Pedretti (Kawasaki); 17. Gilioli (Suzuki); 18. Nava (Kawasaki); 19. Colombo (Honda); 20. Bescotti (Honda); 21. Chiesa (Suzuki). OPEN: 1. Festa (Yamaha); 2. Caselli (Yamaha); 3. Ferrari (Yamaha); 4. Bassi (Suzuki); 5. Boccelli (Ducati); 6. Galante (Yamaha); 7. Cedrini (Kawasaki); 8. Pezzoli (Ducati); 9. Buia (Honda); 10. Villani (Honda); 11. Cannizzaro (Ducati); 12. Campanini (Aprilia); 13. Piantoni (Kawasaki); 14. Perri (Honda); 15. Guarino (Yamaha); 16. Maineri (Ducati); 17. Franzoni (Yamaha); 18. Russo (Suzuki); 19. Maifredi (Suzuki); 20. Caffi (Suzuki); 21. Cin-

CrossCampionato italiano LUCA PINI (96) SI È AGGIUDICATO LA VITTORIA DELLA CATEGORIA SUPERTWINS, MENTRE NICOLA RUGGIERO (50) HA CENTRATO IL BERSAGLIO NELLA ROADSTER CUP. nirella (Suzuki); 22. Vezzoli (Ducati); 23. Caggiano (Suzuki); 24. Pezzucchi (Kawasaki); 25. Viganò (Ducati); 26. Lancini (Suzuki); 27. Sajeva (Yamaha); 28. Viale (Suzuki); 29. Baraldi (Kawasaki). 600 STOCK/APERTA: 1. Castellani (Honda); 2. Lantschner (Yamaha); 3. Alfano (Yamaha); 4. Pina (Yamaha); 5. Tavella (Honda); 6. Giannini (Yamaha); 7. Marangon (Honda); 8. Ognibene (Yamaha); 9. Manfredi (Honda); 10. Bertoldo (Honda); 11. Butti (Yamaha); 12. Nocivelli (Honda); 13. Zuccheri (Yamaha); 14. Bonforte (Suzuki); 15. Rizzo (Yamaha); 16. Russo (Yamaha); 17. Gagliardino (Yamaha); 18. Bottino (Honda); 19. Corradi (Kawasaki); 20. Cammarota (Honda); 21. Bizzocchi (Honda); 22. Agnoletto (Yamaha); 23. Antonioli (Yamaha); 24. Elia (Honda); 25. Taglialatela (Yamaha); 26. Chiono (Honda); 27. Raimondi (Yamaha); 28. Farina (Honda); 29. Troiani (Yamaha); 30. Preda (Yamaha); 31. Sanguinetti (Yamaha); 32. Manenti (Kawasaki); 33. Marchesi (Triumph). PREMIER NATIONAL CUP DUNLOP CUP CLASSE 1000: 1. Poggi (Yamaha); 2. Nasato (Yamaha); 3. Antonellini (Yamaha); 4. Bettini (Yamaha); 5. Governali (Yamaha); 6. Gelli (KTM); 7. Pelloni (BMW); 8. Lini (Yamaha); 9. Nasso (Ducati); 10. Pelonara (Yamaha); 11. Stellin (Ducati); 12. Michelagnoli (Honda); 13. Para (Aprilia); 14. Vitali (Suzuki); 15. Fratus (Honda); 16. Piazzi (Ducati); 17. De Luca (Honda); 18. De Prà (Kawasaki); 19. Fontanelli (Yamaha); 20. Perotti (Honda); 21. Giaccherello (Suzuki); 22. Segata (Suzuki); 23. Chiodi (Ducati); 24. Catino (Buell); 25. Bellingeri (Honda); 26. Palumbo (Yamaha); 27. Bello (Ducati); 28. Lupi (Suzuki); 29. Fragapane (Honda); 30. Tamiatto (KTM); 31. Stefanini (Honda); 32. Parente (Suzuki); 33. Cristini (Honda); 34. Calzolari (Ducati). CLASSE 600: 1. Vargas (Honda); 2. Cassani (Yamaha); 3. Trovò (Yamaha); 4. Pietrobon (Kawasaki); 5. Carzaniga (Honda); 6. Besana (Honda); 7. Cabello (Yamaha); 8. Marcolongo (Yamaha); 9. Cistaro (Honda); 10. Landi (Honda); 11. Fabbri (Suzuki); 12. Dell’Aglio (Yamaha); 13. Gambetta (Honda); 14. Zavatta (Yamaha); 15. Pietrobon (Kawasaki); 16. Navone (Honda); 17. Chiappa (Honda); 18. Moretti (Kawasaki); 19. Fada (Triumph); 20. Roniti (Yamaha); 21. Ascari (Yamaha); 22. Perletti (Honda); 23. Osler (Honda); 24. Foresti (Yamaha); 25. Frusconi (Yamaha); 26. Bovolenta (Ducati); 27. Battistella (Yamaha); 28. Riva (Honda); 29. Bricchi (Yamaha); 30. Pizzetti (Honda); 31. Marrone (Honda); 32. Lo Buono (Honda); 33. Bani (Triumph); 34. Bonera (Triumph); 35. Quattrocchi (Honda); 36. Perletti (Honda). CONTINENTAL BLACK CUP 600: 1. Sansavini (Yamaha); 2. Pincella (Yamaha); 3. Daina (Yamaha); 4. Ventura (Ya-

maha); 5. Sabella (Yamaha); 6. Pistar (Yamaha); 7. Fara (Triumph); 8. Soliani (Yamaha); 9. Serra (Yamaha); 10. Marelli (Yamaha); 11. Pizzo (Triumph); 12. Pasquali (Suzuki); 13. Treccani (Yamaha); 14. Nadal (Honda); 15. Ferrari (Suzuki); 16. Baiardi (Yamaha); 17. Galeno (Yamaha); 18. Adani (Honda); 19. Ferretti (Suzuki); 20. Morselli (Kawasaki); 21. Conte (Kawasaki); 22. Serra (Kawasaki); 23. Treccani (Yamaha). BRIDGESTONE 1000: 1. Clementini (Yamaha); 2. Zerbo (Yamaha); 3. Cordara (BMW); 4. Tortora (Yamaha); 5. Tomassoni (KTM); 6. Barbieri (Yamaha); 7. Bruscella (Yamaha); 8. Baglioni (Yamaha); 9. Celli (Suzuki); 10. Anghetti (Honda); 11. Albanese (Yamaha); 12. Oliva (Suzuki); 13. Liverani (Suzuki); 14. Mulattieri (Suzuki); 15. Fiorini (Yamaha); 16. Brandoni (Yamaha); 17. Bronzetti (Honda); 18. Caproli (Honda); 19. Billi (Kawasaki); 20. Del Buono (Suzuki); 21. Santoro (Suzuki); 22. Bicchierini (Ducati); 23. Danti (Suzuki); 24. Sirveni (Yamaha); 25. Roberti (Ducati); 26. Montrone (Suzuki); 27. Colozzi (Yamaha). CLASSE 600: 1. Viglieno (Yamaha); 2. Garofoli (Yamaha); 3. Del Grosso (Suzuki); 4. Andreoli (Honda); 5. Mazza (Yamaha); 6. Troiani (Yamaha); 7. Tartaglia (Kawasaki); 8. Castello (Suzuki); 9. Fagiano (Yamaha); 10. Vannetti (Yamaha); 11. Chiurchiù (Kawasaki); 12. Ferro (Yamaha); 13. Leo (Honda); 14. Giovannini (Honda); 15. Renzi (Honda); 16. Baci (Yamaha); 17. Rizzetto (Yamaha); 18. Bizzarri (Yamaha); 19. Bove (Yamaha); 20. Valeri (Yamaha); 21. Capoccia (Suzuki); 22. Stopponi (Kawasaki); 23. Maurizio (Honda); 24. Malagoli (Suzuki); 25. Esposito (Honda); 26. Romano (Yamaha); 27. Pelabasto (Honda); 28. Teran (Honda); 29. Speranza (Honda); 30. Ferri (Kawasaki); 31. Antonelli (Yamaha); 32. Ferri (Yamaha); 33. Rampolla (Honda); 34. Piras (Kawasaki); 35. Marongiu (Yamaha). SUPERTWINS: 1. Pini (Bimota); 2. Franco (Ducati); 3. Bulai (Ducati); 4. Pigliacelli (Bimota); 5. Giangiacomo (Ducati); 6. Veracini (Ducati); 7. Gasparini (Ducati); 8. Paiola (Ducati); 9. Marziali (Ducati); 10. Ghezzani (Ducati); 11. Rizzi (Ducati); 12. Marino (Ducati); 13. Broggio (Ducati); 14. Dottorini (Bimota); 15. Cicchinelli (Ducati); 16. Tumminelli (Ducati); 17. Savoini (Ducati); 18. Nesa (Bimota); 19. Fiordiponti (Ducati); 20. Pregnolato (Ducati); 21. Trigila (Bimota); 22. Bonacquisti (Bimota); 23. Plenario (Suzuki). ROADSTER CUP: 1. Ruggiero (Buell); 2. Zerbo (Bimota); 3. Scopetani (Aprilia); 4. Toini (MV Agusta); 5. Serio (MV Agusta); 6. Del Deo (Honda); 7. Bal1nos (Harley); 8. Giachino (Harley); 9. Zazzaro (Bimota); 10. Vizzini (KTM); 11. Borrelli (Harley); 12. Maarchesi (KTM); 13. Segreti (Harley).

Trofeo del Mediterraneo Racalmuto (AG) 25 aprile Trofeo Mediterraneo - Organizzazione: MC Autodromo Valle dei Teampli Direttore di gara: Attilio Greco - Meteo: nuvoloso.

Classifiche 125 SP: 1. Violante; 2. De Luca; 3. Puglisi; 4. Troia; 5. Sciutteri (tutti su Aprilia). Giro più veloce: De Luca in 1’12”682 alla media di 116,397 Km/h. OPEN: 1. Mancuso (Ducati); 2. La Spina (Suzuki); 3. Ascari (Aprilia); 4. Aronica (Honda); 5. Di Martino (Yamaha); 6. Di Prima (Kawasaki); 7. Migliazzo (Yamaha); 8. La Maestra (Kawasaki). OPEN 600 NAKED: 1. Lucente (Kawasaki); 2. Campione (Yamaha); 3. Bonaccorso (Yamaha); 4. Torrisi (Yamaha); 5. Altomare (Yamaha); 6. Zocco (Kawasaki); 7. Cannino (Yamaha); 8. Arcuri (Yamaha); 9. De Pasquale (Yamaha); 10. La Maestra (Kawasaki). PPS 600/1000: 1. Giustolosi (Suzuki); 2. Russo (Yamaha); 3. Cafiso (Honda); 4. Squillace (Suzuki); 5. Sciacca (Suzuki); 6. Di Francesco (Kawasaki); 7. Aprile (Yamaha); 8. Valvo (Yamaha); 9. Russo (Honda); 10. Scuderi (Ducati); 11. Materia (Honda); 12. Cera (Suzuki); 13. Sciagura (Suzuki). PR AMATORI 1000: 1. Fidone (Suzuki); 2. Piazza (Yamaha); 3. Leonardi (Yamaha); 4. Tropea (Suzuki); 5. Ville (Aprilia); 6. Di Leo (Honda); 7. Cannatella (Honda); 8. Liotta (Suzuki). PR AMATORI 1000: 1. Albano (Yamaha); 2. Puglisi (Yamaha); 3. Palmieri (Yamaha); 4. Pitrolo (Yamaha); 5. Alioto (Yamaha); 6. Nocera (Honda); 7. Perrone (Ducati); 8. Bellini (Yamaha); 9. Gennaro (Yamaha); 10. Baiamonte (Honda); 11. Giglio (Honda); 12. Bannò (Yamaha); 13. Amato Severino (Honda); 14. Celeani (Yamaha); 15. Leone (Honda); 16. Piccione (Honda). PRS 1000 GARA 1: 1. La Spina (Suzuki); 2. Blunda (Aprilia); 3. Daidone (Aprilia); 4. Porto (Ka-

wasaki); 5. Ciulla (Suzuki); 6. Pavia (Kawasaki); 7. Francaviglia (Suzuki); 8. Villari (Honda); 9. Bovì (Kawasaki); 10. Manara (Suzuki); 11. Cardali (Yamaha); 12. Rocca (Yamaha); 13. Lo Magno (Yamaha); 14. Mugnas (Suzuki); 15. Locelso (Honda); 16. Sammito (Honda); 17. Di Natale (Honda). GARA 2: 1. La Spina (Suzuki); 2. Blunda (Aprilia); 3. Porto (Kawasaki); 4. Migliazzo (Yamaha); 5. Daidone (Aprilia); 6. Lo Magno (Yamaha); 7. Cardali (Yamaha); 8. Francaviglia (Suzuki); 9. Ciulla (Suzuki); 10. Manara (Suzuki); 11. Villari (Honda); 12. Bovì (Kawasaki); 13. Pavia (Kawasaki); 14. Mugnas (Suzuki); 15. Locelso (Honda); 16. Turrisi (Honda); 17. Rocca (Yamaha); 18. Sammito (Honda); 19. Di Natale (Honda). PRS 600 GARA 1: 1. Priulla (Yamaha); 2. Altomare (Yamaha); 3. Vella (Kawasaki); 4. Calabrese (Honda); 5. Gueli (Kawasaki); 6. Dorata (Honda); 7. Blancato (Kawasaki); 8. Rapisarda (Yamaha); 9. Manara (Yamaha); 10. Bellinghieri (Yamaha); 11. Cascone (Yamaha); 12. Pollino (Yamaha); 13. Lo Savio (Honda); 14. Strizzolo (Yamaha); 15. Cannata (Kawasaki); 16. Marcantonio (Yamaha); 17. Intelisano (Kawasaki); 18. Coco (Kawasaki). GARA 2: 1. Vella (Kawasaki); 2. Dorata (Honda); 3. Calabrese (Honda); 4. Pollino (Yamaha); 5. Marcantonio (Yamaha); 6. Agosta (Honda); 7. Rapisarda (Yamaha); 8. Cascone (Yamaha); 9. Manara (Yamaha); 10. Blancato (Kawasaki); 11. Bellinghieri (Yamaha); 12. Priulla (Yamaha); 13. Cannata (Kawasaki); 14. Lo Savio (Honda); 15. Altomare (Yamaha); 16. Strizzolo (Yamaha); 17. Coco (Kawasaki); 18. Intelisano (Kawasaki). SCOOTERMATIC GARA 1: 1. Mannino; 2. Scianna; 3. Bona; 4. Milone; 5. Morreale; 6. Bonomo; 7. Pintacoda; 8. Morgante; 9. Calabrò; 10. Trovato; 11. Mannone; 12. Alongi (tutti Piaggio). TWINS RED CUP: 1. Guzzo; 2. Sabella; 3. Comune; 4. Giordano; 5. Coccellato; 6. Callari; 7. Caronia (KTM); 8. Culcasi; 9. Sabella; 10. Costanzo; 11. Mannino; 12. Brancati; 13. Casini; 14. Montalbano; 15. Quarto (tutti gli altri su Ducati). VINTAGE: 1. Mancuso; 2. La Porta; 3. Cascino; 4. Cuttitta; 5. Cangemi; 6. Faraci.

ANTONINO MANCUSO, DOMINATORE DELLA OPEN 1000, IN AZIONE (FOTO DI GIORGI).

DOPPIA vittoria del campione in carica della MX1, Felice Compagnone (Honda-Pardi Racing), nella seconda prova del campionato italiano di cross, a Città di Castello (PG). Dietro al laziale si sono piazzati, con un secondo e un terzo a testa, Cristian Beggi (TM-AES Team) e Stefano Dami (Honda-MB Team). Questi tre sono saliti nell’ordine sul podio della Elite. Tra gli altri protagonisti della MX1 Davide Turchet (Honda-Kros Team) capace di rimonte da manuale e Lorenzo Pedri (Honda-Off Road Factory) che chiude al quinto posto di giornata. Da segnalare i vincitori della Under e Over 21, rispettivamente Michele Galluzzi e Fabio Ferrari. Due diversi vincitori nella MX2 con Michael Mercandino (Honda-PVD Racing) stratosferico in gara 1 quando, attardato, ha raggiunto il battistrada Martini per poi involarsi verso la vittoria. La frazione conclusiva lo ha visto però protagonista in negativo con una caduta nelle prime battute. Ne ha approfittato Gianluca Martini (Honda-A Team) che da subito ha preso le redini della corsa mantenendo il primato sino alla fine, anche se ha dovuto stringere i denti per un polso dolorante che ha battuto nel corso del warm-up. Buona prestazione anche per Stefano Pezzuto (KTM-Cabutti Team), due volte terzo, che con questo risultato si ritrova in vetta alla Under 21. NESSUNO È RIUSCITO A TENERE IL PASSO DI FELICE COMPAGNONE NELLA SECONDA PROVA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CROSS CLASSE MX1.

Città di Castello (PG) 25 aprile Campionato italiano motocross, seconda prova - Organizzatore: M.C. Baglioni – Direttore di gara: Giandomenico Baldi – Meteo: sereno

Classifiche MX1 GARA 1: 1. Compagnone (Honda); 2. Dami (Honda); 3. Beggi (TM); 4. Pedri (Honda); 5. Turchet (Honda); 6. Lombrici (Suzuki); 7. Bartolini (Husqvarna); 8. Bracesco (Honda); 9. Pellegrini (Suzuki); 10. Ferrari (Kawasaki); 11. Pagliacci (Honda); 12. Maggiore (Honda); 13. Vestri (Suzuki); 14. Disetti (Honda); 15. Bertugli (Yamaha); 16. Malimpensa (Yamaha); 17. Roman (KTM); 18. Deb-

bi (Suzuki); 19. Mocini (Honda); 20. Scabrosi (Suzuki); 21. Sonego (Honda); 22. Andressi (Kawasaki); 23. Galluzzi (Yamaha); 24. Togninalli (Kawasaki); 25. Ombrosi (KTM); 26. Carizia (Honda); 27. Paolanti (Honda); 28. Saletti (Honda); 29. Nompari (Suzuki); 30. Pedica (Suzuki); 31. Benedini (Yamaha); 32. Biondi (Kawasaki); 33. Fappani (Suzuki); 34. De Bortoli (Honda); 35. Fossi (Honda); 36. De Rosa (Honda); 37. Meoni (KTM); 38. Tessari (Suzuki); 39. Pegoraro (Suzuki). GARA 2: 1. Compagnone (Honda); 2. Beggi (TM); 3. Dami (Honda); 4. Turchet (Honda); 5. Bracesco (Honda); 6. Lombrici (Suzuki); 7. Ferrari (Kawasaki); 8. Pedri (Honda); 9. Pellegrini (Suzuki); 10. Disetti (Honda); 11. Pagliacci (Honda); 12. Malimpensa (Yamaha); 13. Vestri (Suzuki); 14. Biondi (Kawasaki); 15. Pedica (Suzuki); 16.

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Sportitalia

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Yamaha ci crede NUOVO NUOVO V NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO UO NUOVO FZ8 eNUOVO FazerNUOVO 8 sono la giusta di mezzo NUOVO NUOVO V NUOVO NUOVO NUOVOvia NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO UO NUOVO NUOVO NUOVO VO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NU NUOVO UO NUOVO NUOVO NUOVO VO NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUO NUOVO O NUOVO NUOVO NUOVO OV VO NU NUOV NUOVO O O NU OV NUOV NUOVO O O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOV NUOVO OVO OV O NU NUOVO UOV O O NU NUOVO UOV O O NU NUOVO UOV OVO O NU NUOVO UOV OVO O NUOV NUOVO VO NU N NUOVO OV NUOVO NUOVO NUOVO OV VO NU N NUOVO UOV OVO NU NUO NUOVO OVO O NU N NUOV NUOVO UOV OVO O NU N NUOVO UOV O O NU N NUOVO UOV OVO NU NUOV NUOVO OVO OV VO NU N NUOVO UOV OVO O NU N NUOVO OVO NUO OV NUOVO OVO N OV NU NUOVO UOV NUOVO NUOVO NUOVO OV VO NU N NUOVO UOV VO NU NUOVO UOVO O NU NUOVO UOV O O NU N NUOVO UOV OVO NU OVO N NUOVO UOVO NU N NUOVO UOV OVO VO NU NUO NUOVO OVO NU OVO OV N NUOVO UOV VO NUO NUOVO OVO NU OV N NUOVO UOV O NUOVO NUOVO NUOVO OV VO NU N NUOVO UOV OVO NU NUOVO UOVO O NU NUOVO UOV OVO O NU N NUOVO UOV OVO NU OVO N NUOVO UOVO N NUOVO UOV VO NU NUOVO UOV OVO NU N NUOVO UOV VO NU NUOVO UOV OVO NU OVO NUOVO UOV NUOVO NUOVO NUOVO OV VO NU N NUOVO UOVO NU NUOVO UOVO O NU NUOV NUOVO OVO NU OVO OV N NUOVO UOV OVO O NU N NUOVO UOV OVO NU NUOVO UOV OVO N OVO NU NUOVO UOVO OVO NU OV N NUOV NUOVO UOV VO NU N NUOVO UOV VO NU N NUOVO OV NUOVO OV NUOVO NUOVO OV VO NU NUO NUOVO OVO NU OVO OV NUO NUOVO OVO O NU NUO NUOVO OVO NU OVO OV NUO NUOVO OVO NU OVO OV NUOVO UOV OVO NU OVO NUO NUOVO UOV OVO NU OVO NUOVO UOV OVO NU OVO NUOVO UOV OVO NU OVO NUOV NUOVO OV NU OVO OV NUOVO UOV OV NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO NUOVO

DALL’ 8 MAGGIO

Fappani (Suzuki); 17. Sonego (Honda); 18. Carizia (Honda); 19. Paolanti (Honda); 20. Saletti (Honda); 21. Scabrosi (Suzuki); 22. Galluzzi (Yamaha); 23. Andressi (Kawasaki); 24. Maggiore (Honda); 25. Ombrosi (KTM); 26. Mocini (Honda); 27. Meoni (KTM); 28. Benedini (Yamaha); 29. Pegoraro (Suzuki); 30. Nompari (Suzuki); 31. Debbi (Suzuki); 32. De Rosa (Honda); 33. Roman (KTM); 34. Tessari (Suzuki); 35. Fossi (Honda); 36. De Bortoli (Honda); 37. Bartolini (Husqvarna); 38. Togninalli (Kawasaki). CLASSIFICA: 1. Compagnone p. 500; 2. Beggi 380; 3. Dami 380; 4. Turchet 260; 5. Pedri 230; 6. Lombrici 220; 7. Ferrari 210; 8. Ferrari 180; 9. Pellegrini 170; 10. Pagliacci 154. MX2 GARA 1: 1. Mercandino (Honda); 2. Martini (Honda); 3. Pezzuto (KTM); 4. Ciucci (KTM); 5. Albertoni (Kawasaki); 6. Aperio (Honda); 7. Terraneo (Honda); 8. Bacci (Honda); 9. Quaglio (Yamaha); 10. Cervellin (Husqvarna); 11. Dolce (Kawasaki); 12. Cimberio (Suzuki); 13. Tedesco (Honda); 14. Lattanzi (Yamaha); 15. Bernardini (KTM); 16. Cogo (Suzuki); 17. Dal Vecchio (KTM); 18. Giuliano (Honda); 19. Marrazzo (Honda); 20. Muratori (Suzuki); 21. Tommasi (KTM); 22. Angius (Yamaha); 23. Amodeo (Honda); 24. Sommaruga (Honda); 25. Milani (KTM); 26. Gipponi (Honda); 27. Bertuccelli (KTM); 28. Valente (Yamaha); 29. Laurenzi (Honda); 30. Polidori (TM); 31. Galuzzi (Yamaha); 32. Faccioli (Suzuki); 33. Aldini (Honda); 34. Di Santo (Honda); 35. Capurso (Honda); 36. Recchia (KTM); 37. Lippi (Suzuki). GARA 2: 1. Martini (Honda); 2. Ciucci (KTM); 3. Pezzuto (KTM); 4. Cervellin (Husqvarna); 5. Valente (Yamaha); 6. Terraneo (Honda); 7. Bertuzzo (KTM); 8. Aperio (Honda); 9. Bertuccelli (KTM); 10. Dolce (Kawasaki); 11. Giuliano (Honda); 12. Albertoni (Kawasaki); 13. Tedesco (Honda); 14. Mercandino (Honda); 15. Marrazzo (Honda); 16. Amodeo (Honda); 17. Muratori (Suzuki); 18. Quaglio (Yamaha); 19. Milani (KTM); 20. Tommasi (KTM); 21. Recchia (KTM); 22. Sommaruga (Honda); 23. Laurenzi (Honda); 24. Galuzzi (Yamaha); 25. Cogo (Suzuki); 26. Violi (Yamaha); 27. Polidori (TM); 28. Gipponi (Honda); 29. Aldini (Honda); 30. Cimberio (Suzuki); 31. Di Santo (Honda); 32. Capurso (Honda); 33. Lippi (Suzuki); 34. Bacci (Honda); 35. Dal Vecchio (KTM); 36. Angius (Yamaha). CLASSIFICA: 1. Martini p. 460; 2. Ciucci 350; 3. Pezzutto 340; 4. Mercandino 320; 5. Cervellin 220; 6. Terraneo 210; 7. Aperio 200; 8. Albertoni 194; 9. Valente 173; 10. Dolce 157.

Sardegna Siniscola (NU) 18 aprile Campionato sardo supermoto – Organizzatore: M.C. Baronia Siniscola – Meteo: sereno

Classifiche OPEN: 1. Baccanti (Honda); 2. Nioi (Honda); 3. Costa (Husqvarna); 4. Cecchini (TM); 5. Casula (KTM); 6. Lopez (Suzuki); 7. Solombrino (Yamaha); 8. Succu (KTM); 9. Cucculliu (Honda); 10. Pinna (Kawasaki). S1: 1. Cuccui (Honda); 2. Barria (Honda); 3. Fois (Honda); 4. Bellu (Honda); 5. Miscali G. (Honda); 6. Miscali M. (Yamaha); 7. Tanca (Honda); 8. Lai (Aprilia). motosprint

80

Fermignano (PU) 18 aprile Campionato marche motocross – Organizzatore: M.C. Fermignanese di Fermignano – Direttore di gara: Giuliano Di Lorenzi – Meteo: sereno

Classifiche TOP RIDER MX1 GARA 1: 1. Vestri (Suzuki); 2. Biondi (Kawasaki); 3. Maceratesi (Honda); 4. Pignotti (Honda); 5. Ciacci (Honda); 6. Pedica (Suzuki); 7. Pietrella (Honda); 8. Carizia (Honda); 9. Lucarelli (Yamaha); 10. Mosca (Honda); 11. Ombrosi (KTM); 12. Magi (Kawasaki); 13. Gerboni (Yamaha); 14. Vagni (Honda); 15. Giampieri (Honda). GARA 2: 1. Vestri (Suzuki); 2. Biondi (Kawasaki); 3. Maceratesi (Honda); 4. Pignotti (Honda); 5. Ombrosi (KTM); 6. Pedica (Suzuki); 7. Pietrella (Honda); 8. Carizia (Honda); 9. Mosca (Honda); 10. Lucarelli (Yamaha); 11. Giampieri (Honda); 12. Gerboni (Yamaha); 13. Vagni (Honda). MX2 GARA 1: 1. Dolce (Kawasaki); 2. Della Mora (Honda); 3. Neri (Yamaha); 4. Marincioni (Suzuki); 5. Amadio (Honda); 6. Ruzzi (KTM); 7. Muratori (Suzuki); 8. Moroni (KTM); 9. Del Federico (Honda); 10. D’Attilio (Yamaha); 11. Peverieri (TM); 12. Ferazzani (Kawasaki); 13. Morgoni (Suzuki); 14. Pezzanesi (Honda); 15. Marcaccio (Honda); 16. Lupidi (Honda); 17. Fiorgentili (Suzuki); 18. Mariani (TM). GARA 2: 1. Dolce (Kawasaki); 2. Neri (Yamaha); 3. Muratori (Suzuki); 4. Della Mora (Honda); 5. Marincioni (Suzuki); 6. Ruzzi (KTM); 7. Moroni (KTM); 8. D’Attilio (Yamaha); 9. Amadio (Honda); 10. Peverieri (TM); 11. Pezzanesi (Honda); 12. Mariani (TM); 13. Ferazzani (Kawasaki); 14. Del Federico (Honda); 15. Marcaccio (Honda); 16. Morgoni (Suzuki); 17. Lupidi (Honda); 18. Fiorgentili (Suzuki). SPORT GARA 1: 1. Massi (Honda); 2. Orlandi (Kawasaki); 3. Palazzi (Honda); 4. Pecci L. (Honda); 5. Dini (Honda); 6. Cecchini (Honda); 7. Cotica (Yamaha); 8. Monceri (Honda); 9. Poggiaioli (Honda); 10. Luzietti (Kawasaki); 11. Bolotti (Honda); 12. Piermarini (Yamaha); 13. Acenzi (KTM); 14. Palladino (Honda); 15. Cancellieri (Kawasaki); 16. Galeazzi (Honda); 17. Pecci W. (Kawasaki); 18. Giannini (Honda); 19. Spilli (Yamaha); 20. Della Costa (Honda); 21. Cerasi (Yamaha); 22. Fabi (Suzuki); 23. Leoni (Suzuki); 24. Gervasi (KTM); 25. Pasquini (Suzuki); 26. Fabi (Honda). GARA 2: 1. Massi (Honda); 2. Orlandi (Kawasaki); 3. Pecci L. (Honda); 4. Pecci W. (Kawasaki); 5. Palazzi (Honda); 6. Dini (Honda); 7. Cecchini (Honda); 8. Bolotti (Honda); 9. Lonzi (Honda); 10. Sartori (Kawasaki); 11. Poggiaioli (Honda); 12. Cotica (Yamaha); 13. Acenzi (KTM); 14. Luzietti (Kawasaki); 15. Martinelli (Yamaha); 16. Romiti (Yamaha); 17. Giannini (Honda); 18. Piermarini (Yamaha); 19. Pasquini (Suzuki); 20. Spilli (Yamaha); 21. Bruscia (Yamaha); 22. Galeazzi (Honda); 23. Cerasi (Yamaha); 24. Cancellieri (Kawasaki); 25. Leoni (Suzuki); 26. Castellucci (Honda); 27. Della Costa (Honda); 28. Fabi (Suzuki); 29. Palladino (Honda); 30. Fabi (Honda). AMATORI MX1 GARA 1: 1. Fritelloni (Honda); 2. Talozzi (Honda); 3. Santori (Honda); 4. Principi (Yamaha); 5. Nardini (Suzuki); 6. Angeletti (Honda); 7. Trebbi (Honda); 8. Fabrizi (Suzuki); 9. Amabili (Honda); 10. Marcozzi (Honda); 11. Buselli

INMOTO 3

CrossTrentino Alto Adige

Marche Tenno (TN) 25 aprile

Campionato regionale cross Trentino Alto Adige, seconda prova – Organizzatore: M.C. Tenno – Meteo: sereno

Classifiche MX1: 1. Ghezzi (Yamaha); 2. Kinkelin (Kawasaki); 3. Franzoi (Yamaha); 4. Ruoso (Yamaha); 5. Corradi (Yamaha); 6. Miori (Honda); 7. Libera (Suzuki); 8. Andreolli (Yamaha); 9. Loss (KTM); 10. Ghidinelli (Honda); 11. Caccagni (Honda); 12. Della Vecchia (Kawasaki); 13. Vigori (Honda); 14. Merz (Yamaha); 15. Cipriani (Honda); 16. Rosales (Honda); 17. Belleri (TM); 18. Brusinelli (Yamaha); 19. Pfattner (Suzuki); 20. Perkmann (Honda); 21. Turella (Honda); 22. Tomasi (Honda); 23. Pedrolli (Yamaha); 24. Delueg (Honda); 25. Frapporti (Yamaha); 26. Asinari (Suzuki); 27. Schwarz (KTM); 28. Chini (Suzuki); 29. Cornali (Yamaha); 30. Rungger (Kawasaki). MX2: 1. Borz (Yamaha); 2. Arnoldo (Yamaha); 3. Reichegger (Yamaha); 4. Giuliani (Yamaha); 5. Delladio (Yamaha); 6. Gasser (Honda); 7. Winding (Honda); 8. Zambanini (Honda); 9. Ramoser (Yamaha); 10. Borz V. (Yamaha); 11. Odorizzi (Husqvarna); 12. Zeni (Yamaha); 13. Kuppelwieser (Yamaha); 14. Corraini (Hon-

(Suzuki); 12. Centoscudi (Honda); 13. Vagnoni (Honda); 14. Antonelli (Honda); 15. De Angelis (Honda); 16. Rinladoni (Honda). GARA 2: 1. Talozzi (Honda); 2. Frittelloni (Honda); 3. Principi (Yamaha); 4. Angeletti (Honda); 5. Santori (Honda); 6. Trebbi (Honda); 7. Fabbrizi (Suzuki); 8. Nardini (Suzuki); 9. Buselli (Suzuki); 10. Gorgoroni (Honda); 11. Centoscudi (Honda); 12. Marcozzi (Honda); 13. Rinladoni (Honda); 14. Chiusaroli (Honda); 15. Vagnoni (Honda); 16. Antonelli (Honda); 17. De Angelis (Honda); 18. Amabili (Honda). MX2 GRUPPO A: 1. Spitoni (Honda); 2. Orielli (Honda); 3. Ascani (Kawasaki); 4. Guerrini (Kawasaki); 5. Del Gatto (Honda); 6. Peruzzini (Yamaha); 7. Alberti (Honda); 8. Principi (Yamaha); 9. Marilungo (Yamaha); 10. Celesti (Honda); 11. Mariani (Kawasaki); 12. Antognolli (Honda); 13. Cerquetella (Yamaha); 14. Spoletini (Honda); 15. Fausti (Suzuki); 16. Soverchia (TM); 17. Ferretti (Suzuki); 18. Cecchini (Honda); 19. Sterza (Suzuki); 20. Beccacece (Suzuki); 21. Aliberti (Honda); 22. Spurio (Honda); 23. Ciarrocchi (Kawasaki); 24. Gatti (Yamaha); 25. Soverchia (TM); 26. Calise (Honda); 27. Sassaroli (Yamaha); 28. Pecci (Honda); 29. Pierantozzi (Honda). GARA 2: 1. Antognoli (Honda); 2. Orielli (Honda); 3. Spitoni (Honda); 4. Ascani (Kawasaki); 5. Guerrini (Kawasaki); 6. Aliberti (Honda); 7. Cecchini (Honda); 8. Marilungo (Yamaha); 9. Principi (Yamaha); 10. Alberti (Honda); 11. Peruzzini (Yamaha); 12. Spoletini (Honda); 13. Fausti (Suzuki); 14. Mariani (Kawasaki); 15. Celesti (Honda); 16. Soverchia (TM); 17. Del Gatto (Honda); 18. Cerquetella (Yamaha); 19. Beccacece (Suzuki); 20. Pierantozzi (Honda); 21. Sterza (Suzuki); 22. Pecci (Honda); 23. Ferretti (Suzuki); 24. Spurio (Honda); 25. Ciarrocchi (Kawasaki); 26. Soverchia (TM); 27. Peverieri (Yamaha); 28. Calise (Honda); 29. Gatti (Yamaha); 30. Sassaroli (Yamaha).

da); 15. Stenghel (Honda); 16. Rossi (Yamaha); 17. Lantschner (Kawasaki); 18. Schiefer (Suzuki); 19. Tavonatti (KTM); 20. Falser (Yamaha); 21. Benvenuti (Honda); 22. Libera (Yamaha); 23. Somvi (Honda); 24. Castellini (Honda); 25. Rizzardi (Yamaha); 26. Chemolli (Yamaha); 27. Marzoner (Honda); 28. Sperandio (KTM); 29. Curti (Yamaha); 30. Putzer (Honda).

4

LUCA BORZ, PROTAGONISTA DELLA MX2 NELLA PROVA DI TENNO.

OVER GRUPPO B GARA 1: 1. Spitoni (Honda); 2. Iacopini (Honda); 3. Domizi (Kawasaki); 4. Di Geronimo (Kawasaki); 5. Guidi (Honda); 6. Marilungo (Yamaha); 7. Del Mastro (KTM); 8. Pinciaroli (Honda); 9. Curzietti (Kawasaki); 10. Pesci (Honda); 11. Martinelli (Suzuki); 12. Ceccoli (Yamaha); 13. Denti (Yamaha); 14. Turchetti (Suzuki); 15. Contardi (Honda); 16. Nicosanti (Honda); 17. Mandolesi (Honda); 18. Principi (Yamaha); 19. Fontinovo (Suzuki). GARA 2: 1. Spitoni (Honda); 2. Iacopini (Honda); 3. Del Mastro (KTM); 4. Domizi (Kawasaki); 5. Di Geronimo (Kawasaki); 6. Curzietti (Kawasaki); 7. Guidi (Honda); 8. Denti (Yamaha); 9. Pinciaroli (Honda); 10. Marilungo (Yamaha); 11. Pesci (Honda); 12. Ceccoli (Yamaha); 13. Martinelli (Suzuki); 14. Mandolesi (Honda); 15. Contardi (Honda); 16. Erbacci (KTM); 17. Nicosanti (Honda); 18. Turchetti (Suzuki); 19. Principi (Yamaha); 20. Fontana (Honda); 21. Fontinovo (Suzuki).

Sale la media

Emilia Romagna Pomposa (FE) 18 aprile Campionato triveneto ed emilianoromagnolo supermoto – Organizzatore: M.C. Cairatese – Direttore di gara: Luigi Galizzi – Meteo: coperto, pioggia

Classifiche ELITE + TOP CLASS GARA 1: 1. Sammartin; 2. Bartolini; 3. Piva; 4. Buda; 5. Medizza; 6. Solimeno; 7. Pelliccioni; 8. Camanini; 9. Scalabrin; 10. Cecchetti; 11. Gottardo; 12. Barosi; 13. Compri; 14. Di Flumeri; 15. Gattazzo; 16.

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IN EDICOLA


Sportitalia TERZO CENTRO CONSECUTIVO PER DOMENICO RICCHIARI NELL’ENDURO SICILIANO. Serafini; 17. De Vallier; 18. Iotti; 19. Marchesini; 20. Curti; 21. Rivi; 22. Lupini; 23. Bisutti; 24. Danieli. GARA 2: 1. Sammartin; 2. Bartolini; 3. Piva; 4. Pelliccioni; 6. Gattazzo; 7. Solimeno; 8. Buda; 9. Cecchetti; 10. Di Flumeri; 11. Camanini; 12. Gottardo; 13. Serafini; 14. De Vallier; 15. Lupini; 16. Marchesini; 17. Iotti; 18. Curti; 19. Rivi; 20. Danieli; 21. Barosi; 22. Bisutti; 23. Compri; 24. Piccinato. TRV EXPERT GARA 1: 1. Sarazin; 2. Roselli; 3. Vanin; 4. Giacometti; 5. Marzaro; 6. Brunello; 7. Tricarico; 8. Garbellotto; 9. Ukota; 10. Marchina; 11. Braidotti; 12. Sabadin; 13. Mazzon; 14. Zabot; 15. Binotto; 16. Mariuzzo; 17. Sitran. GARA 2: 1. Roselli; 2. Sabadin; 3. Vanin; 4. Brunello; 5. Garbellotto; 6. Ukota; 7. Tricarico; 8. Giacometti; 9. Marzaro; 10. Braidotti; 11. Marchina; 12. Sitran; 13. Mazzon; 14. Binotto; 15. Zonin; 16. Mariuzzo; 17. Zanon; 18. Sabot. TRV PROMO GARA 1: 1. Bertasi; 2. Calcagni; 3. Minca; 4. Vivaldi; 5. D’Adam; 6. Perotto; 7. Piccinato; 8. Mansoldo; 9. Montanino; 10. Bassetto; 11. Zossi. GARA 2: 1. Bertasi; 2. Minca; 3. Vivaldi; 4. D’Adam; 5. Calcagni; 6. Piccinato; 7. Montanino; 8. Perotto; 9. Mansoldo; 10. Zossi; 11. Bassetto. TRV ROCHIES GARA 1: 1. Stefani; 2. Cagnin; 3. Partelli; 4. Milan; 5. Lazzari; 6. Zaia; 7. Naglein; 8. Cavallaro; 9. Bassani; 10. Conti; 11. Pradelle; 12. Kerschbamer; 13. Babbolin; 14. Brigo; 15. Vanin; 16. Zarontello; 17. Tonet; 18. Polacco; 19. Weston; 20. Micoud; 21. Molina; 22. Dalla Costa. GARA 2: 1. Cagnin; 2. Tiso; 3. Cavallaro; 4. Partelli; 5. Stefani; 6. Lazzari; 7. Zaia; 8. Pradelle; 9. Vanin; 10. Zarontello; 11. Milan; 12. Bassani; 13. Kerschbamer; 14. Tonet; 15. Conti; 16. Brigo; 17. Naglein; 18. Weston; 19. Polacco; 20. Molina; 21. Dalla Costa; 22. Micoud. EMI ROOKIES + FEMMINILE GARA 1: 1. Ravaioli; 2. Fellini; 3. Gavelli; 4. Schiavina; 5. Bertuzzi; 6. Filippone; 7. Verbeni; 8. Franciosi; 9. Lavalle; 10. Maroni; 11. Badini; 12. Campana; 13. Lupino; 14. Brunelli; 15. Cecconi; 16. Camilletti; 17. Fiorentini; 18. Ferro; 19. Sut; 20. Ainhauser; 21. Schipa; 22. Soli; 23. Furgeri; 24. Berti; 25. Girotti; 26. Russo; 27. Bertacchini. GARA 2: 1. Fellini; 2. Ravaioli; 3. Filippone; 4. Cecconi; 5. Schiavina; 6. Lavalle; 7. Franciosi; 8. Campana; 9. Maroni; 10. Verbeni; 11. Badini; 12. Bertuzzi; 13. Lupino; 14. Fiorentini; 15. Gavelli; 16. Ferro; 17. Sut; 18. Brunelli; 19. Schipa; 20. Mancuso; 21. Soli; 22. Ainhauser; 23. Camilletti; 24. Girotti; 25. Tedeschi; 26. Berti; 27. Russo; 28. Bertacchini. EMI CHALLENGE GARA 1: 1. Covezzi; 2. Contardi; 3. Zuppiroli; 4. Toumaniantz; 5. Bursi; 6. Ansaloni; 7. Ferranti; 8. Rigon; 9. Dalaty; 10. Piscaglia; 11. Righini; 12. Ciuffolini; 13. Gatti; 14. Baraldi; 15. Masoni; 16. Bernabei; 17. Rubini; 18. Piscaglia; 19. Maiardi; 20. Frisoni; 21. Solmi; 22. Lorenzetti; 23. Bianchini; 24. Da Molin. GARA 2: 1. Contardi; 2. Toumaniantz; 3. Ferranti; 4. Zuppiroli; 5. Dal Molin; 6. Bursi; 7. Rigon; 8. Dalaty; 9. Covezzi; 10. Ansaloni; 11. Ciuffolini; 12. Cecchini; 13. Righini; 14. Bianchini; 15. Piscaglia; 16. Baraldi; 17. Maiardi; 18. Rubini; 19. Gatti; 20. Piscaglia; 21. Bernabei; 22. Solmi; 23. Masoni; 24. Frisoni; 25. Lorenzetti. motosprint

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Sicilia Vittoria (RG) 11 aprile Campionato siciliano supermoto – Organizzatore: M.C. Vittoria – Direttore di gara: Dario Mangiameli – Meteo: sereno

Classifiche S1 GARA 1: 1. Puglisi (Kawasaki); 2. Vallone (Honda); 3. Pirri (Yamaha). GARA 2: 1. Pirri (Yamaha); 2. Vallone (Honda); 3. Puglisi (Kawasaki). S1 OPEN GARA 1: 1. Violetti (KTM); 2. Bruno (KTM); 3. Vallone (KTM); 4. Lo Presti (Honda); 5. Corvo (Honda); 6. Ficili (Honda); 7. Casamento (Yamaha). GARA 2: 1. Violetti (KTM); 2. Bruno (KTM); 3. Ficili (Honda); 4. Vallone (KTM); 5. Casamento (Yamaha); 6. Lo Presti (Honda); 7. Corvo (Honda). SM OPEN GARA 1: 1. D’Angelo (Honda); 2. Romano (KTM); 3. Calandra (Husqvarna); 4. Giammarresi (Honda); 5. Amico (Yamaha); 6. Fasone (Husqvarna); 7. Cavasino (Yamaha). GARA 2: 1. D’Angelo (Honda); 2. Spinello (Honda); 3. Cavasino (Yamaha); 4. Romano (KTM); 5. Giammarresi (Honda); 6. Amico (Yamaha); 7. Fasone (Husqvarna).

Sicilia San Cataldo (CL) 18 aprile Campionato siciliano cross, terza prova – Organizzatore: M.C. 2&2 – Direttore di gara: Sergio Butera – Meteo: pioggia

Classifiche UNDER - OVER 21 MX1: 1. Doria (Honda); 2. Greco (Honda); 3. Buda (Honda); 4. Berenati (Honda); 5. Carrubba (Yamaha); 6. La Ferla (Honda); 7. Bruno (Honda); 8. Sciacca (Yamaha); 9. Curcuruto (Kawasaki). MX2 UNDER 17 GARA 1: 1. Uras (Yamaha); 2. Giustolisi (Honda); 3. Scribano (KTM); 4. Orlando (Honda); 5. Sacconi (Yamaha); 6. Mariotti (Honda); 7. D’Angelo (Honda); 8. Fruschi (KTM); 9. Greco (Yamaha); 10. Tomasello (Kawasaki); 11. Mariotti (KTM); 12. Vinciguerra (KTM). GARA 2: 1. Uras (Yamaha); 2. Scribano (KTM); 3. Giustolisi (Honda); 4. Sacconi (Yamaha); 5. Tomasello (Kawasaki); 6. D’Angelo (Honda); 7. Orlando (Honda); 8. Mariotti (Honda); 9. Fruschi (KTM). UNDER - OVER 21: 1. Mandarà (KTM); 2. Ventura (KTM); 3. Garufi (Kawasaki); 4. Tummineri (Yamaha); 5. Cappellano (Kawasaki); 6. Italia (Yamaha); 7. Currenti (Suzuki); 8. Donato (Suzuki); 9. D’Andrea (Kawasaki); 10. Montana (Honda); 11. Farinella (Honda); 12. Currenti (Honda); 13. Manna (Yamaha); 14. Arculeo (Kawasaki); 15. Lombardo (Honda); 16. Amalfa (Honda); 17. Randazzo (Honda); 18. D’Andrea (Honda); 19. Sirone (KTM); 20. Chillemi (Honda); 21. Bartuccio (Yamaha); 22. Bilardi (KTM); 23. Renda (KTM).

GARA 2: 1. Cappellano (Kawasaki); 2. Mandarà (KTM); 3. Manna (Yamaha); 4. Montana (Honda); 5. D’Andrea (Kawasaki); 6. D’Andrea (Honda); 7. Chilleni (Honda); 8. Randazzo (Honda); 9. Sirone (KTM); 10. Currenti (Honda); 11. Renda (KTM); 12. Bilardi (KTM). MASTER GARA 1: 1. Nieli (Honda); 2. Crea (Honda); 3. Bonifacio (Honda); 4. Cusumano (Honda); 5. Parisi (Kawasaki); 6. Bombaci (Yamaha); 7. Vernagallo (KTM); 8. Martorana (Kawasaki); 9. Di Nisi (Yamaha); 10. Giambra (Honda); 11. Carrubba (Yamaha); 12. Bellofiore (Yamaha); 13. Alessandro (Suzuki); 14. Renna (Honda); 15. Alaimo (Honda). GARA 2: 1. Crea (Honda); 2. Nieli (Honda); 3. Di Nisi (Yamaha); 4. Parisi (Kawasaki); 5. Cusumano (Honda); 6. Bombaci (Yamaha); 7. Bonifacio (Honda); 8. Vernagallo (KTM); 9. Carrubba (Yamaha); 10. Giambra (Honda); 11. Alessandro (Suzuki); 12. Alaimo (Honda); 13. Renna (Honda); 14. Bellofiore (Yamaha); 15. Martorana (Kawasaki). MINICROSS GARA 1: 1. Scala (KTM); 2. Vinciguerra (KTM); 3. Crea (KTM); 4. Matranga (KTM); 5. Martello (LEM); 6. D’Andrea (KTM). GARA 2: 1. Scala (KTM); 2. Vinciguerra (KTM); 3. Matranga (KTM); 4. Martello (LEM); 5. D’Andrea (KTM); 6. Crea (KTM).

Calabria Ardore Marina (RC) 18 aprile Campionato calabrese Beach supercross – Organizzatore: M.C. Extreme Meteo: sereno

Classifiche JUNIOR M3: 1. Logiudice. SENIOR M4: 1. Corigliano. MX1 UNDER 21: 1. Carbone; 2. Manuardi; 3. Varà. OVER 21: 1. Marafioti; 2. Saccà; 3. Alberto; 4. Pungitore; 5. Stelitano; 6. Marotta; 7. Corpina; 8. Maida; 9. Tavernese. OVER 38: 1. Ciciarella; 2. Deodato; 3. Siclari. MX2 UNDER 17: 1. Zagarella; 2. Varà; 3. Battaglia; 4. Campisi; 5. Cicciarella; 6. Agostino; 7. Pellicanò; 8. Fasci. UNDER 21: 1. Carbone; 2. Greco; 3. Corsaro; 4. Ganino; 5. Runcio. OVER 21: 1. Molino; 2. Maida; 3. Torchia; 4. Genovese; 5. Scali; 6. Tramontana; 7. Scafidi; 8. Belcastro; 9. Scicchitano. OVER 38: 1. Vizzari; 2. Serafia. SPORT: 1. Lauro; 2. Frustaci; 3. Capogreco; 4. Spirlì; 5. Romeo; 6. Benedetto; 7. Curulli; 8. Zappia; 9. Sposato; 10. Giorgi; 11. Cosentino.

Abruzzo/Molise Colli al Volturno (IS) 18 aprile Campionato Abruzzo Molise enduro, seconda prova – Organizzatore: M.C. Volturno – Meteo: sereno

Classifiche CLASSE B: 1. Luzi (Husqvarna); 2. Schiappa (KTM); 3. Pittà (KTM); 4. Melchiorre (Gas Gas); 5. Di Giovanni (KTM); 6. La Rovere (KTM); 7. Matricardi (KT). CLASSE C: 1. Caprioli (KTM); 2. Ricci (KTM); 3. Alì (KTM); 4. Lunelli (KTM); 5. Di Giosafatte (Suzuki); 6. Mammarella (Honda); 7. Garzarella (Gas Gas). CLASSE D: 1. Moscone (Honda); 2. Di Gregorio (Husqvarna); 3. Cimei (KTM); 4. Tigli (KTM); 5. Di Crescenzo (KTM); 6. Incollingo (KTM); 7. Di Pasquale (Yamaha); 8. Setta (Yamaha); 9. Cardinale (Honda); 10. Di Filippo (KTM); 11. Mucciola (KTM). CLASSE F: 1. Granocchia (KTM); 2. Castellano (KTM); 3. Caterini (Honda); 4. Gualini (Yamaha); 5. Lauri (Honda); 6. Giuliani (KTM); 7. Leonardis (KTM); 8. Di Berardino (Gas Gas); 9. Quaresima (Honda); 10. Perilli (KTM); 11. Pizzone (Honda). CLASSE G: 1. Mazzelli (KTM); 2. Mastropietro (KTM); 3. Dominici F. (KTM); 4. D’Orazio (Honda); 5. Dominici G. (KTM); 6. Calvani (KTM); 7. Di Pasquale (Honda).

Sicilia Messina 25 aprile Campionato siciliano enduro, terza prova – Organizzatore: M.C. Tiger – Direttore di gara: Antonino Di Maria – Meteo: sereno

Classifiche ASP 50: 1. Bologna (KTM). ASP 85: 1. Coniglio (KTM); 2. Albano (KTM); 3. Mammina (KTM); 4. Mancuso (Honda). BABY SPRINT: 1. Bottaro (KTM); 2. Crea (KTM); 3. Musumeci (Honda). MINI ESORDIENTI: 1. Marchese; 2. Rubino; 3. Vitale; 4. Modica; 5. Mafodda; 6. Cataldo Alessandro; 7. Cataldo Arturo (tutti su KTM). MINI BASIC: 1. Pontei; 2. Santonocito (tutti su Husqvarna). ELITE UNDER: 1. Ricchiari (KTM); 2. Cutuli (TM). ELITE 1: 1. La Rosa (Honda); 2. Scala (Honda); 3. Alberto (Honda); 4. Antoci (Kawasaki); 5. Zapparata (KTM); 6. Antonuccio (KTM).

ELITE 2: 1. Scuderi (KTM); 2. Raniolo (KTM); 3. Bella (Honda); 4. Crea (Honda); 5. Puglisi (Yamaha); 6. Puleo (KTM). ELITE 3: 1. Lombardo (Gas Gas); 2. Santonocito (Beta); 3. Buda (Gas Gas). UNDER 21: 1. Giammona (KTM); 2. Occhipinti (KTM); 3. Cucuccio (KTM); 4. Talamo (KTM); 5. Zappalà (TM); 6. Giglio (KTM); 7. D’Angelo (TM); 8. Corsitto (Husqvarna); 9. Castelli (KTM); 10. Sciuto (Husqvarna). OVER 21 125 2T: 1. Tudisco (Husqvarna); 2. Di Pietro (KTM); 3. Terruso (KTM); 4. Castrorao (KTM); 5. Battaglia (TM). 250 2T: 1. Bonaccorso (KTM); 2. Cutuli (KTM); 3. Fargione (Yamaha); 4. Capilli (TM); 5. Nasello (Kawasaki); 6. Sofia (KTM); 7. Borgese (TM); 8. Palilla (KTM); 9. Failla; 10. Pellegrino (TM); 11. Zito (KTM); 12. Fiscella (KTM). 250 4T: 1. Denaro (KTM); 2. Meli (Gas Gas); 3. Morana (KTM); 4. Lo Piccolo (KTM); 5. Balsano (Yamaha); 6. Silvestro (TM); 7. Stuto (KTM); 8. Zerilli (Yamaha); 9. Giacobbe (KTM); 10. Ruvolo (Honda); 11. Conti (KTM); 12. Anastasi (KTM); 13. Capilli (Yamaha); 14. Bruno (Yamaha); 15. Lombardo (KTM); 16. Del Campo (Kawasaki). 450 4T: 1. Stimpfl (Beta); 2. Vargetto

(KTM); 3. Vernagallo (KTM); 4. Pantò (Yamaha); 5. D’Angelo (KTM); 6. Torre (Beta); 7. Carbone (KTM); 8. La Corte (Gas Gas); 9. Castiglione (Honda); 10. Camarda (Beta). 500 4T: 1. Musumeci (Beta); 2. Puglisi (KTM); 3. De Maria (KTM); 4. Nicolosi (KTM); 5. Alì (KTM); 6. Biondo (Beta); 7. Di Stefano (KTM); 8. Pellegrino (KTM); 9. Castiglione (Beta); 10. Di Fazio (Beta). V1: 1. Ragonese (Kawasaki); 2. Monasteri (Yamaha); 3. Salesi (Suzuki); 4. Giglio (Honda); 5. Zapparata (KTM); 6. Adragna (KTM); 7. Cavallaro (Kawasaki). V2: 1. D’Agata (Honda); 2. Guglielmino (Beta); 3. Castelli (Husqvarna); 4. Schembari (Aprilia); 5. Cardile (KTM); 6. Ciccò (TM); 7. Cambria (TM); 8. Lo Manto (KTM); 9. Bella (TM); 10. Bottari (Honda); 11. Scimone (KTM); 12. La Bianca (KTM); 13. Ruffa (TM); 14. Cerrito (Husqvarna). SUPER VETERAN: 1. Nieli (KTM); 2. Pagnano (KTM); 3. Marano (TM); 4. Battista (KTM); 5. Di Pace (KTM); 6. Cocina (Yamaha); 7. Reina (Husqvarna); 8. Antonuccio (TM); 9. Gurrieri (Yamaha). CODICE: 1. Di Pace (Beta). ASSOLUTA: 1. Ricchiari (KTM); 2. Lombardo (Gas Gas); 3. La Rosa (Honda); 4. Scuderi (KTM); 5. Cutuli (TM); 6. Giammona (KTM); 7. Raniolo (KTM). PROMOZIONALE ASSOLUTA: 1. Zappalà (Honda); 2. Timperanza (Gas Gas); 3. Aprile (Beta); 4. Popolo (Beta); 5. Zapparata (KTM).

Enduromonomarca

Trofeo KTM Pievebovigliana (MC) 25 aprile Trofeo KTM enduro, seconda prova – Organizzatore: M.C. Moto Club Amatori Fuoristrada Monti Sibillini – Meteo: sereno

Classifiche CLASSE E1: 1. Donelli; 2. Bove; 3. Ferrari; 4. Gori; 5. Lelli; 6. Rovero; 7. Pittà; 8. Diamante; 9. Cristoni; 10. Arroenzi; 11. Magoni; 12. Sampaoli; 13. Rota; 14. Pezzotta; 15. Casolari; 16. Alfieri; 17. Poletti; 18. Gandini; 19. Grillini. CLASSE E2: 1. Ulissi; 2. Paganelli; 3. Miani; 4. Perletti; 5. Tigli; 6. Ghislandi; 7. Pini; 8. Noacco; 9. Pastorutti; 10. Ripamonti; 11. Campoduni; 12. Boarolo; 13. Pesenti; 14. Pilla; 15. Postuma; 16. Caramanti; 17. Pisoni; 18. Mazzanti; 19. Cristofori; 20. Ghioni; 21. Pellegrinelli; 22. Pezzotta; 23. Fumagalli; 24. Zanetti; 25. Selvetti; 26. Corti; 27. Elmi; 28. Battel; 29. Gamberi; 30. Franceschini; 31. Bottani; 32. Santoni; 33. Santoni; 34. Crippa; 35. Fumagalli; 36. Romano; 37. Sonzogni; 38. Guerra. CLASSE E3: 1. Giannotti; 2. Scaburri; 3. Cosimini; 4. Milletti; 5. Gilardi; 6. Fumagalli; 7. Bonato; 8. Guido; 9. Tiraboschi; 10. Burini; 11. Viglio; 12. Onesini; 13. Montorsi; 14. Aldrovandi; 15. Rizzi; 16. Gerli; 17. Galasso; 18. Lersa; 19. Donini; 20. Meliddo; 21. Lutti; 22. Zorzi; 23. Consonni; 24. Rosi; 25. Zocca; 26. Costa; 27. Bonomo; 28. Ferioli; 29. Sala; 30. Menzani; 31. Andreani; 32. Bartesaghi; 33. Capelli; 34. Micco; 35. Quartieri; 36. Carù; 37. Villafane; 38. Zanola; 39. Invernizzi; 40. Agrati; 41. Cerro. CLASSE E4: 1. Caprioli; 2. Ricci; 3. Alì S.; 4. Migliori; 5. Alì F.; 6. Scorta; 7. Locatelli; 8. Taglioli; 9. Mastropietro; 10. Bertorelli; 11. Manenti; 12. Gandini; 13. Fantacini; 14. Valentini; 15. Bonaiuti; 16. Calesini; 17. Rossi; 18. Della Vedova; 19. Lorenzini; 20. Pario; 21. Giovanelli; 22. Barigelli; 23. Fiorini; 24. Bartolacelli; 25. Castagna; 26. Mattarozzi; 27. Labellottini; 28. Bonato; 29. Di Marcello; 30. Presti; 31. Cavaliere; 32. Rossetti; 33. Bentivogli. HUSABERG CLASSE HE3: 1. Radicelli; 2. Chiari; 3. Poloni; 4. Cavuoti; 5. Previsani; 6. Fumagalli; 7. Milesi; 8. Rocchi; 9. Dionisi; 10. Rugato; 11. Doninelli; 12. Molinari. CLASSE HE4: 1. Tognoli; 2. Pezzuoli; 3. Invernizzi; 4. Bonacina; 5. Valtorta. OSPITI: 1. Mozzoni; 2. Rolli; 3. Mazzoleni; 4. Urgnani; 5. Leoni.

SILVIO DONELLI (CLASSE E1)

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Prova novità Ducati Monster 796 di Giulio Fabbri

RATI DATI DICHIA .

c. m .990 Euroc. m. Prezzo 8.5 ro u E 0 9 ABS: 9 W) 7 CV (64 k Potenza 88.250 giri/’ a ) gm (78 Nm ia Copp 8.2k50 giri/’ a6 cco 167 kg Peso a se:169 kg ABS , nero so, bianco Colori ros

È la Monster intermedia tra la 696 e la 1100, ed è anche la più equilibrata. Agile, intuitiva, un po’ lunga di rapporti

Medi a record

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ONTE RONCA (BO) - In principio c’era solo la Monster 900. Era il 1994 quando la Ducati cambiò il modo di intendere la moto nuda, inventando un filone ancora oggi seguito da tutte le Case motociclistiche del mondo. Da allora, di Monster, ne sono state vendute oltre 225.000. Ma se una volta i modelli in listino erano solo tre (600, 750 e 900), con gli anni le versioni della celebre naked bolognese sono aumentate, con l’introduzione dei modelli a quattro valvole e delle versioni S ed RS. Oggi la Ducati torna alle origini, completando la gamma della nuova Monster con la 796, terza della serie, che si pone a metà strada tra la più tranquilla 696 e la muscolosa 1100. La nuova generazione di naked di Borgo Panigale, arrivata sul mercato tre anni fa, è stata subito un successo, con la Monster 696 venduta in oltre 12.000 unità solo nel 2008, diventando la nuda Ducati più apprezzata di sempre in una sola stagione. L’introduzione della versione 1100, però, ha creato un “buco” abbastanza grande nella gamma, oltre che per quanto riguarda le prestazioni, anche per il prezzo (la 696 costa 7.990 euro, mentre la 1100 costa 11.200 euro, sempre chiavi in mano). Per questo motivo Ducati ha deciso di completare la famiglia della nuova Monster, introducendo la versione 796, che è già in arrivo dai concessionari al prezzo di 8.990 euro chiavi in mano (9.590 euro per la versione ABS). LA 796 sfrutta lo stesso telaio delle altre due versioni e un motore derivato da quello della sorella minore, il medesimo bicilindrico ad L desmodromico che equipaggia la più piccola delle Hypermotard. Il bel forcellone monobraccio è quello della Monster 1100, le sospensioni invece arrivano dalla 696, con la forcella Showa non regolabile leggermente rivista internamente, mentre resta identico l’ammortizzatore Sachs. I freni sono della 696, le ruote sono della 1100. Ciò che differenzia la 796 dalle altre due Monster è la posizione di guida. Rispetto alla 1100, infatti, è stato alzato di 20 mm il manubrio (che resta in alluminio a sezione variabile) grazie all’utilizzo di riser più alti, mentre la sella, che vanta cuciture di colore rosso, è stata dotata di un differente schiumato che la rende meno inclinata in avanti verso il serbatoio e più bassa di 10 mm, portando così a 800 mm l’altezza del piano di seduta (contro i 770 mm della 696). Altra novità è una diversa lavorazione delle

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Prova novità Ducati Monster 796

LA TECNICA due piastre reggisella, che adesso permettono di montare due maniglioni per il passeggero, disponibili come optional. La Monster 796 è stata studiata per offrire maggior comfort, anche al passeggero, ma quello che più si apprezza è il miglior feeling che la moto offre a chi la guida, sin dai primissimi metri. In sella si trova una posizione di guida più comoda, meno caricata sull’avantreno, che si trasforma in miglior feeling con l’anteriore. La Monster 796 è più intuitiva da guidare rispetto agli altri due modelli della sua gamma, sensazione che si apprezza sia alle basse sia alle alte andature. Ciò che resta migliorabile è la taratura della forcella, ancora un po’ troppo dura e secca nelle risposte. La sensazione è che lavori poco, mentre meglio fa l’ammortizzatore posteriore, a patto che il fondo stradale non sia particolarmente sconnesso. Insomma, anche questa Monster mantiene un assetto più sportivo che turistico. Alla guida la 796 si dimostra velocissima

PAROLE E H C O P IN CI PIACE Stile a ne di guidre io iz Pos to ne mo Erogazio IACE NON CI P gida ri a Forcell i sterzo Raggio d lunghi Rapporti

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LA FAMIGLIA DELLE NUOVE MONSTER, DI CUI LA 796 FA PARTE, È CARATTERIZZATA DA UNA SILHOUETTE AGGRESSIVA, CARICATA IN AVANTI, DAGLI SCARICHI ALTI E DAL FANALE SOTTILE. IL CRUSCOTTO È TOTALMENTE DIGITALE, CON DUE AMPI SCHERMI A CRISTALLI LIQUIDI.

LA MONSTER 796 è spinta dal bicilindrico desmodromico due valvole già visto sulla versione più piccola della Hypermotard. Le misure di alesaggio e corsa sono 88 x 66 mm (88 x 57,2 mm invece le misure della 696), per una cilindrata totale di 803 cm3. Il rapporto di compressione è di 11:1, mentre le prestazioni dichiarate sono di 87 CV a 8.250 giri/minuto e 8 kgm a 6.250 giri/minuto. Questo propulsore, raffreddato ad aria, è dotato di radiatore dell’olio e monta il medesimo volano alleggerito della supersportiva 848. L’alimentazione è ad iniezione elettronica Siemens con corpi farfallati di 45 mm Ø, l’impianto di scarico è 2 in 1 in 2, catalizzato e dotato di doppia sonda lambda. Il cambio è a sei rapporti (gli stessi della 696) mentre i rapporti finali della 796 sono 15-39, ovvero gli stessi della versione 1100. I tagliandi devono essere effettuati ogni 12.000 km, ed inoltre è disponibile la versione depotenziata a 34 CV. Come già accennato, il telaio in traliccio di tubi di acciaio e piastre di allu-

UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA

Ciclistica e motore “cannibalizzati” minio è lo stesso delle altre due Monster. Il forcellone è quello monobraccio in alluminio della versione 1100, mentre le sospensioni sono quelle della 696. La forcella è una Showa con steli di 43 mm Ø non regolabile; l’ammortizzatore, montato lateralmente e sollecitato tramite un leveraggio progressivo posizionato in alto, è della Sachs ed è regolabile nel precarico della molla e nel freno in estensione. Le quote ciclistiche sono identiche a quelle delle altre due Monster: interasse di 1.450 mm e inclinazione del cannotto di sterzo di 24°. Le ruote, le stesse della 1100, sono da 17 pollici, hanno canali di 3,50’’ all’anteriore e 5,50’’ al posteriore, e montano pneumatici Pirelli Diablo Rosso

rispettivamente 120/70 e 180/55. I freni, Brembo, sono all’anteriore a doppio disco di 320 mm Ø con pinze radiali a quattro pistoncini e al posteriore a disco di 245 mm Ø con pinza a due pistoncini. Il peso a secco è di 167 kg, che diventano 169 kg per la versione ABS, mentre la capacità del serbatoio è di 15 litri (13,5 litri per la versione ABS). Il cruscotto digitale è predisposto per il sistema di acquisizione dati DDA e integra le funzioni tachimetro, contachilometri, contagiri, orologio, intervalli manutenzione, temperatura olio, trip fuel, cronometro, spia pressione olio, spia riserva, spia frecce, spia folle, spia fuorigiri, immobilizer.

GRAZIE A RISER PIÙ GRANDI LA 796 HA IL MANUBRIO PIÙ IN ALTO RISPETTO ALLE ALTRE MONSTER, E LA GUIDA NE TRAE VANTAGGIO. I FRENI SONO QUELLI DELLA 696: DUE DISCHI DI 320 MM Ø.

IDENTIKIT 1MOTORE Bicilindrico a L, 4 tempi, raffreddato ad aria. Cilindrata 802,8 cm3. Alesaggio e corsa 88 x 66 mm. Compressione 11:1. Distribuzione desmodromica OHC comandata da cinghie, 2 valvole per cilindro. Accensione elettronica, iniezione elettronica con corpi farfallati 45 mm Ø. Lubrificazione forzata a carter umido. Avviamento elettrico.

1TRASMISSIONE

Primaria a ingranaggi, finale a catena. Frizione APTC multidisco in bagno d’olio a comando idraulico con antisaltellamento. Cambio a 6 marce.

1CICLISTICA

Telaio a traliccio in tubi di acciaio e piastre di alluminio. Sospensioni: ant. forcella a steli rovesciati 43 mm Ø, corsa 120 mm; post. forcellone monobraccio con leveraggi progressivi e un ammortizzatore regolabile nel freno in estensione e nel precarico, corsa ruota 148 mm. Freni: ant. 2 dischi 320 mm Ø, pinze a 4 pistoncini; post. disco 245 mm Ø, pinza a 2 pistoncini. Pneumatici: ant. 120/70 ZR17”; post. 180/55 ZR17”.

1DIMENSIONI

Interasse 1.450 mm, lunghezza 2.114 mm, altezza 1.079 mm, altezza sella 800 mm,. Cannotto di sterzo 24°. Serbatoio 15 litri (ABS: 13,5 litri).

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Prova novità Ducati Monster 796

GIUSEPPE CAPRARA Project Engineer nei cambi di direzione, dote che si accompagna ad una buona stabilità nel veloce. L’erogazione del nuovo propulsore è corposa, ai medi regimi spinge forte, strappa poco e non vibra molto. Il range di utilizzo di questo bicilindrico è ampio: inizia a spingere già da 2.500 giri e sale fino a 8.500 giri, soglia di intervento del limitatore. LA SPAZIATURA tra una marcia e l’altra è buona ma la rapportatura finale è un po’ troppo lunga: mantenere corona e pignone della 1100 non è stata una scelta azzeccata. In prima marcia la 796 tocca i 90 km/h, in seconda arriva vicino ai 140! Insomma, nel misto con questa Monster ci si può destreggiare anche solo con le prime due marce, e in ogni modo difficilmente si va ad utilizzare più della quarta. Questo però permette di avere un’erogazione molto lineare, che si apprezza soprattutto nella guida rilassata. La frizione antisaltellamento con sistema APTC, inoltre, garantisce scalate fluide, senza il minimo saltellamento, e il comando al manubrio risulta sempre morbido da azionare. Molto buona la frenata anche se la leva risulta leggermente spugnosa. L’ABS, disinseribile, funziona bene e aiuta nelle situazioni di poco grip. Il freno posteriore non eccelle per potenza, ma adesso i bloccaggi in caso di frenata d’emergenza sono spariti. A differenza di quanto accade con la Monster 1100, con la 796, anche dopo parecchi chilometri, non ci sono indolenzimenti... al cavallo dei pantaloni. La nuova forma della sella, infatti, non fa più scivolare verso il serbatoio eliminando i fastidi di questa posizione forzata. In conclusione, la Monster di mezzo è promossa a pieni voti. Non è brutale come la 1100 ma spinge più della 696. È più confortevole di entrambe, è più intuitiva e non costa una follia.

SPORTIVA SÌ MA NON TROPPO L’abbiamo voluta anche facile GIUSEPPE Caprara è il Project Engineer della famiglia Monster. A lui abbiamo chiesto com’è nata la Monster 796. Quali erano gli obiettivi in fase di progetto? «Avere una moto sportiva al punto giusto, ma anche più “friendly” da guidare. Per questo ci siamo concentrati sulla posizione di guida, per rendere la moto più comoda e meno caricata in avanti. Poi l’abbiamo resa più ricca rispetto alla 696, grazie al forcellone monobraccio e alle leve freno e frizione regolabili». La nuova posizione del manubrio sarà proposta anche per le altre Monster? «Presto arriverà un kit per la 696, distribuito da Ducati Performance, che sfrutterà riser più alti». Quanto è diverso il propulsore rispetto a quello della Hypermotard 796? «È identico. Ciò che cambia sono l’airbox, il layout dello scarico e il setting finale dell’elettronica. Per questo motivo la Monster ha 6 CV in più della Hyper». Veniamo all’ABS. «L’ABS è Brembo-Bosch, con centralina 8M, disinseribile. Abbiamo cercato di aggiungere questo dispositivo modificando il meno possibile l’estetica della moto. Infatti abbiamo posizionato la centralina sotto il serbatoio, ma per fare ciò

siamo stati costretti a modificarlo. La versione con ABS, infatti, ha una capacità di 13,5 litri, contro i 15 litri della versione senza. E anche il peso cresce: 167 kg a secco, contro 169 kg per la Monster 796 ABS». Cosa bisogna fare per montare le maniglie del passeggero? «È semplice, basta svitare le viti di fissaggio degli scarichi al telaietto posteriore, sostituire i distanziali con le due maniglie e riavvitare il tutto. È un’operazione da pochi minuti che può effettuare chiunque».

Colore...stupore ROSSO, BIANCO E NERO SONO I COLORI DI SERIE MA È POSSIBILE AVERE I DUE GUSCI DEL SERBATOIO, CUPOLINO E COPRI CODINO ANCHE IN GIALLO, LILLA, ARANCIONE O CON SETTE DIFFERENTI LIVREE, TRA LE QUALI LA VERSIONE DUCATI CORSE, QUELLA CELEBRATIVA DELLA VITTORIA DI HAILWOOD AL TOURIST TROPHY 1978, LA IMOLA 72, LA MACH 1 E LA PANTAH. IL KIT HA PREZZI COMPRESI TRA 599 E 699 EURO. SE INVECE SI ORDINA LA MOTO GIÀ KITTATA IL SOVRAPPREZZO VARIA DA 190 A 290 EURO.

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Prova novità Yamaha FZ8/Fazer 8 di Davide Calzolari

Semicarenata o naked, comunque piacevolissime. Un gran motore, una bella guida

CUPOLINO P PER LA FA ER LA FZ8, SEMICAR ZE EN E SI RIFLE R 8. È L’UNICA DIFFE A TTE ANCH RENZA E PER IL MA GGIOR CA SULLA GUIDA, RICO SULL ’AVANTREN O.

Divine Divine M

ARSIGLIA - Fino a pochi anni fa le moto sportive e supersportive erano divise in due classi distinte: le 600, potenti ma con poca coppia in basso, e le 1000, impegnative da gestire a causa dell’abbondanza di cavalli. Mezzi per un motivo o per l’altro non del tutto adeguati alle strade e alle condizioni di traffico attuali. Di qui la nascita di una nuova generazione di moto che cerca la via intermedia, una strada perseguita un po’ da tutti i costruttori. Per Yamaha la risposta sono le nuove FZ8 e Fazer 8, quattro cilindri, 800 cm3 e la stessa base, ma due diverse interpretazioni: una in chiave naked, l’altra in chiave turistico sportiva. Unica differenza, ma significativa, la semicarena della Fazer al posto del piccolo cupolino della FZ8, che oltre a rimarcare in maniera visibile la diversa destinazione e ad assicurare protezione dall’aria, porta qualche piccola differenza anche nella guida, perché significa oltre 4 chili in più di carico sull’avantreno. La linea riprende il family feeling delle ultime proposte della Casa dei tre diapason, bella, elegante ed aggressiva. Sono moto con la M maiuscola, finiture di altissimo livello e nulla fuori luogo: verniciatura, plastiche, passaggi dei cavi, tutto ben fatto e al posto giusto. Il loro arrivo non è

DATI DICHIA RATI Prezzo FZ 8:

Fazer 8: 8 8.190 Euro f. c. .690 euro f.c. Potenza 1 06,2 CV (7 8 ,1 kW) a 10.000 g iri/’ Coppia 8,3 6 kg (82 Nm) a 8.000 gm iri/’ Peso in o.d .m Fazer 8: .2FZ8: 211 kg 15 kg Colori blu, bianco, ne ro stato preceduto da grandissimo rumore ma Yamaha su di esse conta molto e ne ha curato i dettagli con pignoleria. In sella si apprezza il lavoro fatto per contenere la larghezza nella zona della giunzione sella-serbatoio - perché tutti arrivano agevolmente ad appoggiare i piedi a terra - e per ottenere un buon inserimento nel corpo macchina: busto leggermente inclinato in avanti, un manubrio dalla curvatura azzeccata che non affatica mani e polsi nemmeno dopo tante ore alla guida, e pedane collocate ad una distanza giusta che accontenta conduttori di tutte le taglie. UN TOCCO al pulsante dell’avviamento e il quattro cilindri di 800 cm3 inizia a far sentire la sua voce, molto pacata allo scarico, decisa e avvertibile all’aspirazione, dalla presa d’aria collocata sul serbatoio proprio davanti al pilota. In città se non

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Prova novità Yamaha FZ8/Fazer 8

AROLE P E H C O IN P E

LA TECNICA

CI PIAC ate cur Finiture ilibrata u q e o Guida generos Motore PIACE NON CI so della FZ8 o no nerv a FZ8 Avantre rotezione dell p le Scarsa cotto essenzia Crus

C’È UN CUORE CHE BATTE

Il motore deriva dalla R1 2008

fosse per il cambio sembrerebbe di essere alla guida di uno scooter, le dimensioni contenute sia della FZ8 che della Fazer 8 consentono di infilarsi ovunque, tanto più che l’agilità della ciclistica, la dolcezza del motore e la morbidezza dei comandi impongono uno sforzo di guida veramente minimo. Il divertimento però, com’è ovvio, comincia appena ci si allontana dal traffico e ci si infila in una strada tortuosa: bastano due curve per entrare in sintonia con la ciclistica, e ci si può permettere quasi di tutto, dalla guida tranquilla in relax con passeggero al seguito, alla “sparata” con il coltello tra i denti. In ogni frangente si può contare su un feeling di alto livello, in entrata di curva l’avantreno trasmette sempre una notevole sensazione di sicurezza, con la leggera differenza tra le due versioni di cui si accennava all’inizio: sull’anteriore la FZ8 ha reazioni più decise, con un leggero nervosismo da vera sportiva, e quando si spinge il ritmo a volte è necessario ricorrere a piccole correzioni a centro curva che sporcano leggermente il piacere di guida; nella Fazer invece il maggiore carico sull’avantreno dato dalla semicarena diluisce fino talvolta ad eliminare queste reazioni consentendo di viaggiare agli stessi ritmi della naked con maggiore naturalezza. In entrambe le versioni comunque la sensazione di tutto ciò che succede sotto il pneumatico anteriore viene trasmessa fedelmente al pilota, basta decidere la linea da seguire e la moto scende in piega con rapidità e sicurezza, senza bruschi movimenti, equilibrata; a centro curva si riesce a rimanere stretti alla corda senza difficoltà e con un impegno fisico trascurabile, in uscita la tendenza ad allargare è minima e comunque si riscontra solo adottando una guida veramente cattiva. Bene anche nei cambi di direzione: per effettuarli velocemente non serve la forza, sono sufficienti una leggera pressione sulla pedana, un tocco sul manubrio e ci si ritrova dall’altro lato in un motosprint

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IL MOTORE della FZ8 e della Fazer 8 - lo stesso - in un certo senso è una vecchia conoscenza, visto che è derivato da quello che equipaggiava la R1 a scoppi regolari del 2008. Dunque è un quattro cilindri in linea raffreddato a liquido, ma molte cose sono cambiate, a partire dalla cilindrata che era di 1000 cm3 ed ora è di 779, ottenuta con misure di alesaggio e corsa 68 x 53,6 mm: stessa corsa, pistoni di minor diametro (sulla R1 erano di 77 mm). Ma c’è molto di più perché per il motore 800 sono stati rifatti la testa, gli alberi a camme, i cilindri stessi, il sistema di alimentazione ad iniezione e lo scarico: si è lavorato con l’obiettivo di ottenere una bella erogazione in basso ed un tiro vigoroso senza fare troppe rinunce in termini di potenza massima, anche l’albero motore è stato totalmente rifatto e il sistema di aspirazione adesso ha un air-box da 7,8 litri ed è dotato di cornetti d’aspirazione di altezza diversa: quelli dei cilindri 1 e 4 hanno collettori lunghi 125 mm mentre quelli dei cilindri 2 e 3 sono di 150 mm. I quattro corpi farfallati sono a doppia farfalla controllata elettronicamente. Il risultato, stando ai dati dichiarati, è di una potenza massima di 106,2 CV (78,1 kW) a 10.000 giri, e di una coppia di 8,36 kgm (82 Nm) a 8.000 giri. Il telaio ha struttura a diamante ed è in alluminio pressofuso, così come il forcellone, a due bracci. La forcella è a steli rovesciati di 43 mm Ø, priva di regolazioni, mentre la sospensione posteriore è ad articolazione progressiva a schema Monocross, con un ammortizzatore dotato del solo registro del precarico molla. Doppio disco flottante di 310 mm Ø con belle pinze monoblocco a quattro pistoncini e pompa assiale per l’impianto frenante anteriore, mentre al posteriore c’è un disco di 267 mm Ø. Le ruote sono in alluminio e calzano pneumatici da 120/70 ZR 17” all’anteriore e 180/55 ZR 17” al posteriore.

LA FZ8 È POCO PROTETTIVA MA HA UNA LINEA AGGRESSIVA. IL QUATTRO CILINDRI 800 CM3 È LO STESSO PER ENTRAMBI I MODELLI, COSÌ COME FRENI E FORCELLA, MOLTO EFFICACI.

IDENTIKIT 1MOTORE Quattro cilindri frontemarcia, 4 tempi, raffreddato a liquido. Cilindrata 778,6 cm3. Alesaggio e corsa 68 x 53,6 mm. Compressione 12:1. Distribuzione doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro. Accensione elettronica, iniezione elettronica. Lubrificazione forzata a carter umido. Avviamento elettrico.

1TRASMISSIONE

Primaria a ingranaggi, finale a catena. Frizione multidisco in bagno d’olio a comando meccanico. Cambio a 6 marce.

1CICLISTICA

Telaio a diamante in alluminio pressofuso. Sospensioni: anteriore forcella a steli rovesciati 43 mm Ø, corsa 130 mm; posteriore forcellone a due bracci con leveraggi progressivi e un ammortizzatore regolabile nel precarico, corsa ruota 130 mm. Freni: anteriore 2 dischi 310 mm Ø, pinze a 4 pistoncini; posteriore disco 267 mm Ø, pinza a 1 pistoncino. Pneumatici: anteriore 120/70 ZR17”; posteriore 180/55 ZR17”.

1DIMENSIONI

Interasse 1.460 mm, lunghezza 2.140 mm, larghezza 770 mm, altezza 1.265 mm (FZ8: 1.065 mm), altezza sella 815 mm, luce a terra 140 mm. Cannotto di sterzo 25°, avancorsa 109 mm. Serbatoio benzina 17 litri.

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Prova novità Yamaha FZ8/Fazer 8

baleno, la guida di corpo diventa solo un piacevole intermezzo. Nei curvoni veloci solidità e sicurezza proprio non mancano: “ondeggiamenti” e “oscillazioni” sono parole senza significato. Naturalmente la superiore protezione aerodinamica della Fazer aiuta non poco ma anche la FZ8 si difende più che dignitosamente. Le sospensioni sono l’esempio lampante che non è sempre necessario avere mille regolazioni per funzionare bene: basta una taratura di base che raggiunga un buon compromesso per avere nessuna preoccupazione e tanto divertimento. La forcella è morbida nel primo tratto, poi aumenta di consistenza verso la fine, conservando sempre una scorrevolezza da riferimento, mentre l’ammortizzatore garantisce un buon comfort ma risulta un po’ troppo morbido e sfrenato nella guida sportiva.

È MOLTO FILANTE ANCHE LA LINEA DELLA FAZER 8, LA PIÙ ADATTA ALLE LUNGHE DISTANZE. AMBEDUE LE VERSIONI HANNO UN CODINO DI DIMENSIONI CONTENUTE E UN CRUSCOTTO DALL’ASPETTO PIACEVOLE MA NON PARTICOLARMENTE RICCO. SULLA FAZER SAREBBE STATO APPREZZABILE UN VANO PER IL TICKET AUTOSTRADALE. motosprint

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LE CARATTERISTICHE del motore si sposano perfettamente con la ciclistica: lineare nell’erogazione, consente di riprendere fin da 1.500 giri con una risposta diretta ad ogni intervento sul gas; tra i 4.000 ed i 6.000 giri c’è una leggerissima flessione della spinta, oltrepassata la quale la progressione si fa cattiva e prosegue vigorosa fino all’intervento del limitatore, poco oltre gli 11.000 giri Soddisfacente il gruppo cambio–frizione: il primo è correttamente spaziato, ha innesti morbidissimi e precisi, anche se risulta un po’ rumoroso, mentre la frizione è veramente morbida e non soffre di affaticamento se messa a dura prova. Anche senza pinze o pompe radiali il comportamento dell’impianto frenante è eccellente, l’anteriore ha una potenza notevole e una modulabilità eccezionale e consente di avere tutto sotto controllo; di alto livello anche il freno posteriore, modulabile e potente, si adatta perfettamente ad entrambe le versioni. La strumentazione è moderna e compatta: contagiri analogico, display con tachimetro e contachilometri doppio, indicatore del livello carburante, temperatura liquido refrigerante e orologio. Magari per la versione Fazer si poteva fare un po’ di più in vista di un utilizzo turistico, e si avverte la mancanza di un cassettino porta-oggetti nella carenatura: con tutto lo spazio che c’è... Infine, i prezzi: 8.190 euro f.c. per la FZ8 e 8.690 euro f.c per la Fazer 8, nei colori blu, bianco o nero. Dal 2011 sarà disponibile anche il sistema antibloccaggio ABS. motosprint

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qui giappone

IL “SOGNO” DI SOICHIRO HONDA NEL FEUDO SUZUKI Moto d’epoca ma anche spettacoli ad Hamamatsu nel centro dedicato al fondatore della Casa

di Laurent Benchana Nippon News

POLIZIA STRADALE APPOSTATA AD OGNI ANGOLO DURANTE LA GOLDEN WEEK, PERIODO DI VACANZA PER ECCELLENZA. NELLA FOTO PICCOLA, LA LOCANDINA DEL CENTRO “SOICHIRO HONDA”.

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L’INFORMAZIONE era nascosta così bene che si tratta quasi di uno scoop: esiste un centro “Soichiro Honda” nella città di Hamamatsu, a 270 Km da Tokyo! Il “Soichiro Honda Craftsmanship Center” (o Honda Densyokan in giapponese) non ha il prestigio della famosa Honda Collection Hall di Motegi, ma questo, ubicato nella regione dove è nato Honda-san si rivela molto più intimista e di conseguenza anche più conviviale. In questo edificio di due piani – situato nel feudo di Suzuki! – sono esposte alcune moto vecchie, disegni e foto d’epoca. Ma soprattutto gli eventi sono tanti. Nei mesi di maggio e giugno il centro organizza una speciale esposizione di moto, di foto e di dipinti di Soichiro, accompagnata da karaoke e da giochi di bricolage. Il 23 maggio sarà presentata una commedia musicale che ripropone la storia di Soichiro, mentre il 29 maggio i bambini potranno esercitarsi nella costruzione di un robot Asimo in carta! Questo centro persegue i sogni di Soichiro Honda, immaginare il futuro, sognare e trasmetterne il gusto alle giovani generazioni.

SARÀ forse perché quest’anno le condizioni meteo sono particolarmente con cattive catt o forse perché le contravvenzioni per divieto di sosta sono sempre più aspre o divi perché i motociclisti giapponesi vogliono per una un maggiore sicurezza contro i furti? Rispondere è difficile, ciò che è certo è che Ri oggi og si vedono comparire all’orizzonte sempre nuove soluzioni per dare un se riparo alle moto. Eccone un’altra, più ri economica di quella presentata sul n. 15. e Il Bike Shelter, è un mini-garage in alluminio di circa 1,7 metri di altezza a per p 2,7 metri di lunghezza e 1,4 metri di d larghezza che permette di accogliere giusto giusto una moto. Areato, a tenuta stagna, pratico con la sua porta scorrevole. Il suo difetto principale è il prezzo: costa circa circ 300.000 yen (2.400 euro, da montare e da installare). Comperare un sistema simile per un normale motociclista non è una cosa semplice, per contro è sicuramente interessante per i proprietari di spazi parcheggio che vogliono far rendere al massimo il loro terreno, in quanto i Bike Shelter possono essere attaccati gli uni agli altri… DALL’ 1 al 5 maggio inclusi si svolgerà la Golden Week e di conseguenza in questo lasso di tempo si riverseranno sulle strade milioni di giapponesi. Questo periodo di vacanze – in cui moltissime sono le aziende che chiudono – è in effetti una delle rare occasioni per i giapponesi di mettersi in viaggio, in treno, su due o quattro ruote, o anche in aereo se si è prenotato con mesi di anticipo. A parte il tempo libero di cui si dispone, però, questo è quello che io considero uno dei periodi peggiori per partire perché le strade sono intasatissime! Sia che ci si trovi sull’autostrada o su piccole stradine è impossibile superare, e nelle zone industriali ci sono semafori ogni 100 metri, cosi il piacere di andare in moto viene sostituito dalla sensazione di essere prigionieri. Inoltre è anche il periodo in cui la polizia è ovunque, principalmente con l’intenzione di intimorire perché tutti rispettino ancora di più le regole. In poche parole è il periodo in cui sarebbe preferibile rimanere a casa e fare solo piccole scampagnate.

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Dove i motori non si spengono mai.

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Attualità a cura di Dario Ballardini

I MILLE VOLTI DELLE NUOVE VESPA

...e un torneo di tennis per vincerne una VESPA a tutto spiano, con una bella raffica di novità ed iniziative costruite attorno allo scooter più famoso del mondo che anche nel 2009 ha sfondato abbondantemente il tetto delle 100.000 unità vendute, arrivando a quota 122.000. Per il 2010 alla gamma si aggiungono alcune variazioni dei modelli già in listino, delle quali due con la motorizzazione 300 cm3. La GTV 300 “Via Montenapoleone” cavalca l’onda del vintage con le linee retró della GTV, manubrio in tubo a vista e fanale

anteriore sul parafango, sella in due pezzi separati e un piccolo cupolino. Questa versione è particolarmente raffinata, spiccano i cerchi cromati e nel controscudo c’è una targhetta con il nome della via della moda milanese; costa 5.900 euro f.c. La GTS 300 SuperSport, come suggerisce il nome, pone l’accento sull’indole sportiva: livrea grigio titanio e molle delle sospensioni rosso corsa, mascherina anteriore più aggressiva con griglia al posto della luce di posizione, tornata nel fanale, e anco-

ra cerchi in lega bicolore e una nuova sella. Costa 4.980 euro f.c. Scendendo di cilindrata, c’è la LXV 125 i.e., cioè la versione ad iniezione elettronica della più piccola della serie vintage: il nuovo sistema di alimentazione ha garantito un leggero miglioramento di potenza e coppia al robusto monocilindrico due valvole, assieme ad un’erogazione più fluida ed un tiro più vigoroso. È disponibile nella colorazione “verde Portofino”, al prezzo di 3.990 euro f.c.

La quarta novità è realizzata sulla base del modello S, rinfrescata da una livrea bianco/rossa vistosa e accattivante, sella rossa e cupolino. Si chiama Vespa S College ed è disponibile nelle versioni 150 (3.860 euro f.c.) e 125 (3.660 euro f.c.) quattro tempi, entrambe a iniezione elettronica, e in quella 50 a due tempi (2.810 euro f.c.). Proprio quest’ultima sarà anche il premio finale del Vespa Tennis Tour: un torneo di tennis per non agonisti, con la formula del punteggio ridotto, in cui i quattro migliori di ogni meeting riceveranno premi in abbigliamento Vespa e il primo si qualificherà per la finale, in concomitanza con gli Internazionali d’Italia. Quattro gli appuntamenti di qualificazione, della durata di un week end. Per partecipare basta iscriversi, sul sito www.vespatennistour.vespa.com

IL SIDE URAL DIVENTA SIDECROSS Arriva la versione per il fuoristrada SE PENSATE che il sidecar Ural è rimasto lo stesso dal 1941 ad oggi, sia pure con numerosi miglioramenti per quanto riguarda la frenata, la potenza, l’adozione di un impianto elettrico a 12 Volt e la retromarcia, potete capire la portata di questa rivoluzione: arriva la versione da fuoristrada, sviluppata dall’importatore europeo. Forse non è per tutti, ma è divertente: ampie possibilità di carico e maniglie per consentire al passeggero di bilanciare il mezzo nei passaggi impegnativi, la stessa maniglia può essere ripiegata per sfruttare meglio lo spazio sul carrozzino. È disponibile con o senza trazione sul side, la ruota di scorta è di serie. Il motore è il solito boxer 750 da 29 kW, velocità massima dichiarata 100 km/h. Prezzi a partire da circa 11.000 euro per il due ruote motrici e 10.000 per la versione più semplice.

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50 CENT PER LA SUZUKI AL TT SONO passati 50 anni giusti giusti da quando la Suzuki debuttò nelle gare internazionali prendendo parte al Tourist Trophy nel 1960, e per festeggiare la ricorrenza l’Isola di Man ha coniato una moneta da 50 centesimi di sterlina: da un lato l’effige della regina Elisabetta II e dall’altro Mitsuo Itoh in sella alla Suzuki RM63 con cui vinse il TT 1963, unico pilota giapponese a riuscire nell’impresa. Il Manx Museum esporrà la moneta dalla fine di maggio all’inizio di settembre.

SALONE AUTO

DUCATI A RUBA A PECHINO

LA DUCATI ha partecipato al Salone Automobilistico di Pechino, dal 23 aprile al 2 maggio (nulla a che vedere con EICMA Pechino che si svolgerà dall’11 al 13 giugno) esponendo tutta la gamma 2010. È stato un successo, tanto che un visitatore ha comperato direttamente tre delle sette moto esposte: la Streetfighter, la 1198 S Corse e la Multistrada 1200. Era la prima uscita dopo la creazione del primo store a Shanghai: cominciamo bene!

LA URAL PROPONE QUESTA IMPROBABILE VERSIONE FUORISTRADA ADVENTURE DEL SUO SIDECAR. SOTTO, IL MALAGUTI DVD.

IN PARATA LE QUATTRO NUOVE PROPOSTE SUL TEMA VESPA. DA SOPRA, IN SENSO ORARIO: LXV 125 I.E., S COLLEGE NELLA VERSIONE 50 CM3 CHE SARÀ ANCHE PREMIO FINALE DEL VESPA TENNIS TOUR, GTS 300 SUPERSPORT E GTV 300 “VIA MONTENAPOLEONE”.

NUMISMATICA

CONCORSO YAMAHA

GIRO D’ITALIA VINCI UNA XJ6 F

SOTTO QUOTA 1000 PREZZO record per questo scooter commercializzato dalla Malaguti: si chiama DVD e costa appena 990 euro f.c. È un 50 a quattro tempi con le ruote piccole, di 10”, le dimensioni generali sono molto ridotte ma sotto la sella c’è lo spazio per un casco jet a visiera lunga, e la pedana piatta agevola il carico di una borsa. Freno a disco davanti e a tamburo dietro, è spinto da un motore a quattro tempi. Tre i colori disponibili: bianco, nero e argento/blu. Tra gli optional, bauletto e parabrezza.

LE YAMAHA XJ6 saranno le moto ufficiali del Giro d’Italia ciclistico che partirà sabato 8 maggio e per l’occasione è stato lanciato un concorso per ideare una grafica dedicata al Giro sulla carena della XJ6 F. In palio un posto da ospite super VIP nella tappa Mestre-Zoncolan del 23 maggio; tra i partecipanti verranno sorteggiati altri premi, tra cui una XJ6 F. I dettagli per la partecipazione sul web: www. gazzetta.it/concorsi/yamaha motosprint

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Motolandia Manifestazioni, viaggi e turismo

HARLEY A PESCARA PER IL NATIONAL Il raduno HOG dal 4 al 6 giugno È IL RADUNO, con la R maiuscola, per tutti gli harleisti italiani e uno dei più amati in Europa. L’H.O.G. Italian Nation Rally, giunto alla sesta edizione, si terrà in Abruzzo dal 4 al 6 giugno. Si è deciso di riconfermare Pescara come sede dell’evento, già programmata e poi annullata lo scorso anno a seguito del terremoto che ha devastato il capoluogo abruzzese. Harley Davidson Italia ha voluto così ribadire il sostegno alla popolazione, alle autorità e al turismo locale, che può ricevere una bella spinta dalle meravigliose attrattive naturali che la zona offre. Centro nevralgico dell’evento saranno le strutture della Camera di Commercio, presso il porto turistico della città adriati-

ca. Fitto il programma dei tre giorni con l’apertura delle iscrizioni venerdì 4 giugno alle 10 e chiusura dell’evento con la parata per le vie della città con partenza alle 12 di domenica. Ai partecipanti verranno proposti i Demo Ride, brevi tour per provare le novità H-D 2010, la Women Academy riservata alle donne che vorranno avvicinarsi per la prima volta alla guida o affinare le proprie volt capacità seguite da istruttori, tour cap guidati alla scoperta delle più belle gu zone della regione con la possibilità zon di viaggiare anche da soli seguendo le indicazioni dei road book. I membri del club ufficiale potranno inoltre br cimentarsi negli HOG Games. Ci saci ranno un contest per le special su ra base HD e due concerti musicali b presso il vicino Stadio del Mare. p Info: www.italianhogevents.it

CON “IN MOTO”

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100 PASSI ALPINI DA FARE IN MOTO LA COLLANA Le Guide Mondadori si arricchisce di un altro volume: “100 Passi Alpini in moto”. Il libro riunisce i passi più belli di tutto l’arco alpino, dall’Italia, alla Germania, dall’Austria alla Svizzera e alla Francia, presentando per ognuno una scheda dettagliata. In essa sono compresi, oltre alla cartina stradale, anche i dati altimetrici, le informazioni pratiche essenziali, i luoghi più belli da vedere nei dintorni, approfondimenti sulla flora e la fauna alpina. Per finire, sei suggerimenti per altrettanti itinerari dedicati a chi ama viaggiare in libertà. Il libro, delle dimensioni di cm 16,5 x 23,5, con numerose foto a colori, si può acquistare in libreria al prezzo di 24 euro.

MOTOINCONTRO NAZIONALE

VINCI IL PASS PER IL WDW ACQUISTANDO il numero di maggio del mensile In Moto si ha l’opportunità di partecipare a un’interessante iniziativa. Tra quanti risponderanno correttamente alle prime tre domande della scheda pubblicata a pagina 20 saranno scelti i vincitori di venti pass per l’ingresso al mega raduno ”World Ducati Week”, in programma sul circuito di Misano Adriatico dal 10 al 13 giugno. Inoltre chi risponderà esattamente al “domandone”, proposto nella stessa scheda, potrà essere fra i cinque prescelti per entrare nel box della squadra Ducati Superbike, dove il team manager (e ingegnere) Ernesto Marinelli, risponderà a domande e curiosità.

GUIDA UIDA MONDADORI

SOLO PER AFRICA TWIN DAL 28 AL 30 MAGGIO

LA PRIMA JESOLO BIKE WEEK UN WEEK END lungo per assaporare la passione della moto in tutte le sue varianti. Punto di ritrovo la Pista Azzurra di Jesolo che dalle ore 10 alle 24 sarà aperta (gratuitamente) a tutti gli appassionati, che potranno ammirare il meglio della produzione atturale, le proposte di famosi customer, italiani e stranieri, partecipare ai demo-ride, partire alla scoperta dell’interland con i quattro tour proposti. Con gran contorno di musica spettacoli e buona cucina con la rassegna Jesolo a tavola. Informazioni: www.jesolobikeweek.com

IL 23 MAGGIO incontro sul lago di Garda tra possessori dell’Africa Twin 650 RD03. Questo il programma: ritrovo presso il casello di Affi, autostrada del Brennero, alle ore 9 partenza, Riva del Garda, lago dei Cei, Monte Baldo. Alle 15 partenza giro in offroad facile per sfogare le mitiche doti fuoristradistiche delle RD03. Info: motoradunoatrd03.altervista.org

Multimedia AUTO, moto, trappole, acceleratori di velocità, banane, palle, armi, uova, aeroplani, zombi, carrelli elevatori, balene, giri della morte e moltissimo altro in un demenziale racing game, di stile cartoon, che nelle intenzioni vorrebbe offuscare la fama del mitico Mario Kart. A provarci è l’intera banda dell’universo videogiochi di Sega, da Sonic all’Amigo de Samba e da Alex Kidd fino

al malvagio Dr. Eggman. Una ventina di sfidanti in tutto, tutti impegnati su 24 piste altrettanto demenziali. Distribuito da Halifax, a partire da 40 euro, per PS3, X360, Wii, Ds e PC.


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LO SPETTACOLO VISTO DA DIETRO NELLA stessa settimana in cui il genio quasi assoluto dei computer presentava la tavoletta che avrebbe rivoluzionato il mondo - almeno tanto quanto quella di cioccolato - una giovane stilista ideava la soluzione che avrebbe rivoluzionato il mondo, ma questa volta da dietro. Il suo nome era uguale a quello di tante ragazzette d’oltreoceano, ma il suo cervello era molto veloce, almeno tanto quanto il battito d’ali di una farfalla leggera o la parlata al cellulare per organizzare una serata con le amiche. Lei e le amiche appunto, schiave della moda, ossessionate dall’apparire, succubi di qualunque follia d’abbigliamento, era da tempo che ne parlavano e si domandavano quale modo potesse esistere per risolvere un problema così profondo, difficile davvero da lasciarsi alle spalle. Da quando alcuni stilisti contrari per partito preso allo stato dell’essere donna si erano inventati i jeans a vita bassa, affossando per sempre la dignità di adolescenti troppo in carne, quarantenni irriducibili o addirittura cinquantenni a dir poco incoscienti, le strade non erano state più le stesse. Frotte di donne, e purtroppo anche di uomini (ma quello è un altro problema, ovvero: la mutanda di fuori) avevano cambiato per sempre modo di sedersi ad aspettare il tram o mangiare un panino, chinarsi per raccogliere qualunque cosa o semplicemente sollevare le braccia cercando di non mostrare la terribile riga che separa la chiappa destra da quella sinistra, e che insieme vanno a formare il posteriore. Ora, considerato che di sederi piacevoli alla vista, pur schiacciati in un jeans e mostrati di taglio, in una popolazione mondiale di circa sei miliardi di persone ce ne saranno si e no un centinaio, mentre tutti gli altri sarebbe meglio che se ne stessero ben coperti, il problema a voler ben vedere non era un problema da poco. Molti pensavano che visto che la frittata era stata fatta dagli stilisti, proprio da loro sarebbe dovuto venire il modo di girarla mantenendola intatta, ma si sa che certe fanciulle sono più sveglie di qualunque stilista e così fu che la soluzione all’annoso problema venne proprio da lì. La giovane stilista pensò che per salvare la vita – bassa – alle amiche e non solo sarebbe bastato un semplice accorgimento e così questo immaginò: un adesivo da mettere sulla pelle, giusto all’attaccatura, decorato con farfalline, cuoricini, fiorellini e altre assurdità del genere. Ipoallergenico, apparentemente di stoffa jeans e oggettivamente orrendo, l’adesivo ebbe un grande successo tra le adolescenti (e non solo) del globo, soprattutto quelle motorizzate che, vuoi perché sedute come koala dietro i fidanzati, vuoi perché appollaiate sulle Vespa tornate alla ribalta, avevano sempre il sedere di fuori. Purtroppo nemmeno l’assurdità dell’oggetto spinse un solo disegnatore di jeans a rivedere le proprie posizioni in fatto di altezza, anzi: gli anni che vennero videro il livello scendere ancora di più, fino quasi a cominciare a scavare. (PS: questa sembra una cavolata delle mie, invece è vera, giuro). Laura Cattaneo

Radunifino al 9 maggio 1Piemonte SABATO 8 - DOMENICA 9 MAGGIO 1º raduno internazionale Vespa Città di Alba Vespa Club Alba, , tel. 329-2220189, 331-4373911, www.vespaclubalba.com, email vespaclubalba@gmail.com

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1Trentino

Alto Adige

SABATO 8 MAGGIO 5º raduno internazionale ale BZ) moto d’epoca a Egna (BZ) M.C. Neumarkt Egna, tel. 380-4113158, 335-1814717, fax 0471-820652, www. mc-neumarkt-egna.it, email info@mcneumarkt-egna.it

1Friuli Venezia Giulia VENERDÌ 7 - DOMENICA 9 MAGGIO 21ª concentrazione Bintars Fest a Ruda (UD) Bintars Motor Group, tel. 3388563700, 348-0304106, www.bintars.org, email bintars@bintars.org

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1Toscana SABATO 8 - DOMENICA 9 MAGGIO 5º Motomorellino a Magliano in Toscana (GR) valido Trofeo Toscana Turismo. M.C. Grosseto, tel. 348-7094324, 389-0543991, www.motoclubgrosseto.it 3ª motocavalcata “Tasselli in Val d’Orcia” San Quirico d’Orcia (SI) M.C. San Quirico d’Orcia, tel. 331-7477247, 340-1849293, fax 0577-899500, www.motoclubsanquirico.org, motoclubsanquirico@yahoo.it

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26ª motoconcentrazione d’epoca Città di Empoli M.C. Guzzi Empoli, tel. e fax 0571920378, www.motoclubguzziempoli.it, email motoclubguzziempoli@tiscali.it Raduno regionale Vespe in Valdera “Memorial Aldo Reali” a Ponsacco (PI) Vespa Club Valdera, tel. 349-4975520, fax 0587617825, www.vespaclubvaldera.it , email info@vespaclubvaldera.it

Motoraduno a Cave (RM) M.C. Cave I Bikers ‘09, tel. e fax 06-9508129, email cave. ibikers09@live.it

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SABATO 8 - DOMENICA 9 MAGGIO Raduno nazionale “del Parmigiano Reggiano” a Sorbolo (PR) M.C. Paso Libertas Sorbolo, tel. 0521-690098, 338-7074037, www.motoclub-paso.it, gghido@libero.it Mototagliatella a Predappio (FC) presso Foro Boario. Sabato Mototagliatella Classic - rievocazione storica PredappioRocca delle Camminate. Per la Mototagliatella domenicale, il ritrovo è dalle ore 9:00. Tel. 0543-921122, fax 0543-921122, www.mototagliatella.com 46ª Mostrascambio di Gambettola (FC) Comitato Mostrascambio Gambettola, tel. 0547-53912, fax 0547-58618, www.gambettola.it/mostrascambio, email mostrascambio@gambettola.it

DOMENICA 9 MAGGIO 12º raduno nazionale Ve-a spaDay 2010 a Bellaria a Igea Marina (RN) Vespa Club Bellaria Igea Ma-rina, tel. 339-1213827, 339-3915299, www. vespabim.org, email andreacomanducci@hotmail.it 2º motoraduno “Scollinando” a Borghi (FC)

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1Abruzzo Motocavalcata delle MararQ) gherite a Monticchio (AQ) ni, M.C. Motociclisti Aquilani, w. tel. 0862-414175 , www. t, motociclistiaquilani.it, email info@motociclistia-quilani.it 7º Motoraduno del Ca-sone a Guastamerolii (CH), valevole Trofeo Turistico Regionale. M.C. Casone, tel. 087258010, 347-3604529, fax 0872-587535, email o it motoclubcasone@virgilio.it

1Puglia VENERDÌ 7 - DOMENICA 9 MAGGIO 14º Motoraduno 4º Internazionale Città di Galatina (LE) “La Taranta” M.C. Chirone, tel. 328-1960444, 335-1330562, 3294858381, fax 0836/566389, www.motoclubchirone.it, info@motoclubchirone.it

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1Campania DOMENICA 9 MAGGIO Motoraduno territoriale a S. Maria Capua Vetere (CE) M.C. Santa Maria Capua Vetere. Per informazioni: telefono 3478082166, 0823-798598, fax 0823-795117, email motoclubsmc@alice.it Motoraduno territoriale a Volla (NA) M.C. Volla, telefono e fax 081-7731238, email umbertorea@libero.it

1Calabria SABATO 8 - DOMENICA 9 MAGGIO 12º Motoraduno nazionale Città di Praia a Mare (CS) loc. Fiuzzi. M.C. Gli Amici, tel. 333-4048579, 346-0819362, fax 0985777437, www.motoclubgliamici.it, email info@motoclubgliamici.it

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DOMENICA 9 MAGGIO DOM 2ª Motocavalcata M Città di Montalba talbano (ME) Moto Club MG Montalbano Elicona. Info telefono 335-83822397, 320-5658732, fax 09416785220, www.mgmontalbano.it, email fabior91@hotmail.it Festa Biker regionale a Caltagirone (CT) M.C. Caltagirone, tel. e fax 0933-25682, email motopiu@motopiu.com 4º Motoraid regionale mezzi storici M.C. D’Epoca Sicilia San Pier Niceto (ME), tel. 349-3096725, fax 090-9975419, email info@motoclubdepocasicilia.it “Motopassiata” a Calatafimi-Segesta (TP) Calatafimi Free Bikers, tel. 3893484241, 329-4687356, 333-9174795, www.calatafimifreebikers.it, email info@ calatafimifreebikers.it

LE IMPEDIMENTA E L’HOMO TURISTICUS EUREKA! Mettetela come volete, ma ho appena fatto una scoperta sensazionale che, vi garantisco, non è la solita acqua calda, errore in cui incespico spesso nonostante la robusta esperienza di vita e di moto. Ho infatti appena scoperto che i motociclisti in viaggio – se ci pensate bene, tutti i motociclisti che si muovono lungo una qualsiasi strada si trovano, in qualche modo, in un’oggettiva condizione di viaggio – rappresentano l’anello più avanzato nella catena evolutiva del bagaglio umano. Rimasti ammutoliti dalla mia genialissima affermazione? Come, prego? Ah, siete più preoccupati per la mia integrità psichica… Vabbé, forse vi devo qualche spiegazione in più. Da dove cominciamo? Giusto, dal “necessaire”; anzi no, ecco, dagli “impedimenta”, i peggiori nemici delle sospensioni. Voi, per esempio pio, quando siete in sella, quanti ve ne portare appresso? Co Come di cosa?! di impedimenta, no?! Che domande… Dite ch che sto peggiorando la mia immagine di salute mentale? D’accordo, avete ragione, allora facciamo così, ricominciam mo daccapo e vediamo di procedere con ordine. Presso il B Borgo medievale di Torino, al Parco del Valentino (in realtà di m medievale ha solo l’aspetto, è stato costruito nel 1884) ho v visitato giorni fa una bellissima mostra: “L’uomo con la valig piccola storia del bagaglio”. Dove in effetti, a parte un gia, p paio di fugaci citazioni tratte da “I Diari della Motocicletta” d Che Guevara e dall’immarcescibile “Easy Rider”, di model t non si parla proprio per niente. Ed è l’unico appunto che mi to sento di fare all’iniziativa, curata tra l’altro dall’amico di un mio amico motociclista e giramondo. In compenso, attraverso l’esposizione meditata di curiosissime collezioni di oggetti e contenitori da viaggio (dal kit per il tè della carovana tuareg, al beauty case di fin de siècle, dal porta spinelli del globetrotter anni ’70, alla Samsonite del crocierista), si approfondiscono i tanti aspetti pratici, culturali, economici e psicologici che sottostanno alla preparazione del bagaglio. Cominciando da ciò che gli antichi Romani chiamavano appunto “impedimenta”, tutte quelle cose non strettamente necessarie, ma cariche di significati, da cui non sappiamo o non vogliamo separarci nel momento critico di metterci in strada. Come la moka che ho beccato qualche anno fa a una coppia di guzzisti, gelosamente custodita nel bauletto posteriore durante un semplice giro in Ungheria. Peccato veniale, se consideriamo che il bagaglio medio di un viaggiatore di galeone ammontava a circa una tonnellata e comprendeva perfino il materasso. Valore già ridottosi a 90 chili (e due metri cubi di volume) per i passeggeri dei primi viaggi di Thomas Cook. Ma è la nascita del trasporto aereo che ha inflitto il vero colpo di grazia: l’homo turisticus moderno può contare su non più di 20-30 chili. Dunque, cari amici, noi motociclisti rappresentiamo il felice epigono di questa scala evolutiva. Da sempre infatti vado predicando che dieci chili di “impedimenta”, in moto, sono già troppi. La mostra torinese sta per essere prorogata fino a fine estate; se ne avete l’occasione, ve la consiglio! Giovanni Carlo Nuzzo - gcn@gcnw.it

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1Enduro 9 MAGGIO Italiano - Campionati Assoluti d’Italia e Coppa Italia, seconda prova a Varzi (PV) M.C. Varzi, tel. 338-3668615, 339.4131645, www.motoclubvarzi.com, email info@motoclubvarzi.com Trofeo Gruppo 5 regolarità e Trofeo Testori a Passignano sul Trasimeno (PG) M.C. Umbria, tel. 075-5005038, 333-1850614, fax 075-5017659, www.umbriarallyteam. com, email mcumbria@libero.it Campionato friulano hard-race M.C. S. Giovanni Livenza, tel. 0434-76229, 0434569804, 393-0481874, fax 0434-768969, email sangiovannilivenza@motoclubfmi.it

Campionato umbro, laziale e marchigiano a Santa Natolia di Narco (PG) M.C. Spoleto, tel. 0743-222175, 335-8481046, fax 0743-202049, www.motoclubspoleto.it Campionato sardo enduro e minienduro a Iglesias (CA) M.C. Motorbike Iglesias, tel. 339-3280149, email ziro56@tiscali.it 15° Trofeo Skube a a Serravalle Sesia (VC) M.C. Neotec, tel. e fax 0163-453935, 334-3395583, www.mcneotec.it

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Iscrizioni ancora aperte! Ultimi posti in griglia disponibili. Appuntamento alla prossima!

Mugello 25/04/2010

Stampa: Poligrafici il Borgo - via del Litografo, 6 40138 - Bologna telefono 051-603.4001 Diffusione esclusiva per l’edicola in Italia: m-dis Distribuzione Media S.p.A via Cazzaniga 2 - 20132 Milano telefono 02-25821, fax 02-25825302 Distributore esclusivo per l’estero: Johnsons International News Italia S.p.A, via Valparaiso 4 - 20144 Milano, telefono 02-43982263, fax 02-43916430

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Buona la prima, perché meglio di così non poteva andare nella prova d’apertura della Black Cup Continental. Venerdì pioggia, sabato sole e la prima Pole del trofeo è andata a Marco Pincella. Ma la gara alla fine è tutt’altra musica perché a vincere è Cesare Sansavini (Yamaha) che ingaggia proprio con Pincella (Yamaha) un bel testa a testa che si risolve solo in volata con 54 centesimi di differenza. Terzo Alessandro Daina (Yamaha), al traguardo della gara del Mugello sono giunti quasi tutti i concorrenti, solo due i ritiri.

Banche dati di uso redazionale In conformità alle disposizioni contenute nell’allegato A.1 del D.lgs 196/2003, nell’art. 2, comma 2, del “Codice Deontologico relativo al trattamento dei dati personali personali nell’esercizio dell’attività giornalistica ai sensi dell’art. 139 del D.Lgs 196/2003, del 30/06/2003”, la Conti Editore s.p.a. rende noto che presso la sede esistono banche dati di uso redazionale. Ai fini dell’esercizio dei diritti di cui all’art.7, s.s. del D.Lgs. 196/2003, le persone interessate potranno rivolgersi a: Conti Editore S.p.A. via del Lavoro 7 - 40068 San Lazzaro di Savena (BO). Telefono 051-6227101, fax 051-6227314

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Cesare Sansavini

18’48.563

Marco Pincella Alessandro Daina Daniele Ventura Giuseppe Sabella Stefano Pistarà Andrea Fara Federico Soliani Luigi Serra Stefano Marelli

Segnalazione gare e motoraduni Per posta: Motosprint - GP Guida, Casella Postale, 40068 San Lazzaro di Savena (BO)

Per fax: 051-6256191 - 051-6255418

Per e-mail:

Il podio

Cesare Sansavini

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La tecnologia Continous Compound Continental e la bravura dei piloti hanno trasformato questo Trofeo Monogomma in un evento di prima grandezza.

In collaborazione con:

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Con il supporto tecnico di:

Marco Pincella

Alessandro Daina

Daniele Ventura

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