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VIOLA100 - CAPITOLO 3

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LA

STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

CAPITOLO 3 | 1946-56 | LA GENESI DELLA GRANDE FIORENTINA

CAPITOLO 3

|1946-56 | LA GENESI DELLA GRANDE FIORENTINA

A cura di MUSEO VIOLA

Editore e pubblicità SPORTMANAGER GROUP

TESTI A CURA DI: MASSIMO CERVELLI

HANNO COLLABORATO: DAVID BINI, TOMMASO BORGHINI

GRAFICA E IMPAGINAZIONE: ROSSANA DE NICOLA

Stampa Baroni e Gori

Supplemento al Brivido Sportivo

Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto di questa pubblicazione

VIOLA 100: LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE! Per celebrare i 100 anni della squadra viola, un’opera unica, un viaggio incredibile attraverso 10 volumi che vi faranno rivivere i momenti più belli della storia della Fiorentina.

STORIE, ANEDDOTI, SUCCESSI E DELUSIONI.

Riceverete il cofanetto, che verrà stampato a fine agosto 2026, nel mese di settembre 2026.

LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

CAPITOLO 3 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

La genesi della Grande Fiorentina

Dalla faticosa ricostruzione tra le macerie della Guerra, al trionfo del primo storico Scudetto

Tutto parte dal “blocco difensivo”, arricchito dalle stelle scelte da Befani, Giachetti e Bernardini

La ricostruzione, in un paese distrutto dalla guerra, fu lunga e molto faticosa. Anche per le società di calcio. La Fiorentina, dopo il deludente campionato, rinnovò le cariche direttive. Il 9 giugno 1946 l’assemblea dei soci elesse presidente Igino Cassi, un commerciante vinicolo. Sembrava una successione tranquilla, per il legame esistente con il precedente presidente, entrambi erano militanti della Democrazia Cristiana, ma Paganelli si sentì tradito dall’amico-parente. Cassi, come gli altri soci, non aveva il capitale su ciente per reggere una squadra di calcio ad alti livelli. La Fiorentina aveva un solo capitale: i calciatori. Per allestire una squadra in grado di mantenere la categoria fu necessario vendere alcuni dei giocatori migliori – così come l’anno prima era stato ceduto Ferruccio Valcareggi al Bologna. Ora toccava al portiere Gri anti, ceduto al Venezia in cambio di soldi e del pari ruolo Giuseppe Eberle, mentre

“Meo” Menti tornava al Torino. La Fiorentina condusse acquisti minori (Semoli, Lamberti, Badiali, Bortoletto) a ancati dai ritorni di Furiassi, Chiodi, Bollano, Suppi.

L’idea di Cassi fu quella di ridare vita alla Società Anonima Associazione Fiorentina del Calcio fondata da Ridol nel 1933. Il 20 settembre 1946 venne convocata l’assemblea

straordinaria della società. Il marchese spiegò che gli avvenimenti bellici ne avevano impedito il regolare funzionamento ed ora la Società tornava ad essere operativa; il 1° ottobre Cassi diventò il nuovo amministratore unico. Ridol aveva già rinunciato, con una precedente comunicazione all’assemblea dei soci, a “qualunque rivalsa o rimborso per qualsiasi ragione attinente alle gestioni passate della società”.

La stagione 1946-47 fu segnata dall’incubo retrocessione, con tre cambi in panchina ed il traumatico allontanamento, a gennaio, del direttore sportivo Baccani. I consiglieri, assaliti dal panico ed in gravi di coltà economiche, dovettero fronteggiare il malcontento dei tifosi che abbandonarono lo stadio facendo precipitare gli incassi.

Ad inizio stagione il ritorno di Guido Ara in panchina sembrava una garanzia, ma il vercellese dovette combattere anche con problemi di salute, oltre che con la scarsezza della rosa. Fallì, quasi subito, il nuovo portiere Eberle sostituito dall’anziano Romoli. Dopo cinque partite la Fiorentina aveva due punti in classi ca, ma alla decima giornata i punti erano saliti ad otto. Dopo la 16a, per le precarie condizioni di Ara, Renzo Magli divenne allenatore ad interim, in attesa che venisse formalizzato l’ingaggio del

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1946-47 Sampdoria-Fiorentina, la fomazione viola

tecnico ungherese Imre Senkey subentrato alla 19a giornata. In attesa dell’arrivo di Senkey l’assemblea dei soci interruppe il rapporto con Ottavio Baccani. Vennero ssate nuove elezioni e l’8 marzo fu eletto presidente il giovane imprenditore pratese Ardelio Allori. In mezzo a questo caos la squadra precipitava: alla 20a era terzultima e lo fu di nuovo dalla 27a alla 34a.

Alla 36a i viola ospitarono, dopo tre pareggi consecutivi, il Genoa e tutto sembrò precipitare ad un minuto dalla ne. Venne annullata, sul 2-2, una rete di Piccardi convalidata dal segnalinee. Al termine della gara il campo fu invaso da centinaia di tifosi che inseguirono l’arbitro e i genoani, scontrandosi a lungo con polizia e carabinieri. Il campo venne squali cato per due giornate, da scontare nel successivo campionato. Nelle ultime due gare la Fiorentina riuscì a fare tre punti, battendo il Bari (2-0) e pareggiando a Bologna (1-1) accompagnata da cinquemila tifosi, salvandosi con un punto di vantaggio sul Brescia retrocesso assieme a Venezia e Triestina.

La prima mossa, in vista del nuovo campionato, fu quella di assumere il direttore sportivo Nello Ugolini, chiamato “il maestro”. Il nanziamento della campagna acquisti fu ottenuto attraverso la Società Anonima che divenne la mandataria della A.C. Fiorentina “per l’esercizio dell’attività sportiva”. La seconda mossa fu Luigi Ferrero, l’allenatore che aveva vinto gli ultimi due scudetti con il Torino. Venne acquistato il portiere Giuseppe Moro, capace di parate impossibili e di errori altrettanto incredibli. Fallita la trattativa per il ritorno di Menti, i viola ripresero dal Bologna Valcareggi e il centravanti Galassi, un calciatore molto particolare - studiava medicina ed era un atleta completo: velocista, capace di 11” netti sui 100 metri, saltatore in alto, cestista nella serie B, sciatore…. Galassi fu uno degli attaccanti italiani che segnò di più in quegli anni e il pubblico lo adottò, per la sua generosità e, ovviamente, per i suoi gol.

Arrivò a Firenze anche il forte mediano aquilano Acconcia assieme a diversi giovani giocatori.

Nel campionato più lungo, a 21 squadre e 4 retrocessioni, con la Triestina riammessa in A per motivi patriottici, i viola partirono bene: terzi in classi ca dopo sette partite, settimi alla ne del girone d’andata e anche nel piazzamento nale, determinato dalle cinque scon tte di la tra la 36a e la 40a. Ad aprile, a seguito delle sue dimissioni, Allori fu sostituito da Carlo Antonini. Con la presidenza Antonini nì l’instabilità dirigenziale che aveva segnato gli anni dell’immediato dopoguerra. Il calciomercato 1948-49 suscitò numerose polemiche per le cessioni di Gei (alla Sampdoria) e di Valcareggi e per il fatto che la Fiorentina fu una delle quattro squadre a non schierare calciatori stranieri.

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Fu e ettuato lo scambio dei portieri con il Bari (Moro per Costagliola), venne acquistato Sperotto dal Vicenza; per riportare Pandol ni a Firenze (dalla Spal) furono necessari diciassette milioni. Tra i tanti giovani in entrata (Grandi, Martini, Viciani, Torrini, Biagioli) il grande colpo si rivelò il terzino sinistro Cervato, preso dal Bolzano.

Lo scontro iniziale sugli ingaggi, protagonisti principali

Eliani e Suppi, mise in di coltà la squadra che subì una secca scon tta casalinga col Palermo (0-3), provocando la reazione dei tifosi che minacciarono di non tornare allo stadio. La domenica successiva, in casa della Juventus, venne schierato al centro della difesa Francesco Rosetta, importante acquisto concluso da poche ore con il Torino, dove era chiuso da Rigamonti. Cominciò la solita alternanza di risultati, vittorie in casa e scon tte in trasferta, con una difesa da registrare che subì 4 gol dal Genoa, dalla Lucchese, dalla Triestina e ben 7 dall’Inter.

L’andamento del campionato, in questo alternarsi di alti e bassi, fu paradossalmente continuo: 20 punti all’andata e 18 al ritorno che valsero l’ottavo posto in classi ca, 28 furono ottenuti in casa e solo 10 in trasferta. Grandi protagonisti furono: il mediano Augusto Magli, Pandol ni, Galassi, Rosetta e, dal girone di ritorno, Cervato.

Il 4 maggio 1949, sull’aereo che si schiantò sulla Basilica di Superga, c’erano diciotto giocatori, i tecnici, i dirigenti e gli inviati dei tre quotidiani torinesi, oltre ai membri dell’equipaggio. Fu la ne del Grande Torino, una tragedia che segnò profondamente tutto il calcio italiano e la sua storia nazionale ed internazionale.

Nel campionato 1949-50 la FIGC introdusse la fascia al braccio per distinguere in campo il capitano: Eliani fu il primo giocatore della Fiorentina ad indossarla.

La società decise di rompere il tabù e di acquistare giocatori stranieri. Il primo del dopoguerra fu l’ungherese Nagy, presentato come ala destra e pagato 12 milioni da un club francese. Venne condotta un’opera di profondo rinnovamento, cedendo Furiassi (Lazio), Marchetti e Avanzolini (Lucchese), Suppi e Zoppellari al Pisa, da cui arrivò la mezzala Giuseppe Chiappella. Furono acquistate tre ali (Dalla Torre, Giusti, Basile) e la mezzala Beltrandi. Venne acquistato, con qualche di coltà di tesseramento, essendo la Germania fuori dalla FIFA per aver scatenato la guerra, l’attaccante tedesco Ludwig Janda, un atleta solido, con buona visione di gioco e grande abilità nella conclusione, accompagnata però da una certa lentezza. Era iniziata la costruzione del blocco difensivo, con Cervato titolare, Chiappella spostato da Ferrero nel ruolo di mediano e Rosetta centromediano.

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Fiorentina-Torino. I capitani Mazzola e Furiassi prima della gara

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La Fiorentina, con Galassi protagonista, veleggiava nelle posizioni alte della classi ca: 3a alla 10a giornata, 4a alla 20a, inanellando una serie di dodici partite senza scon tte dalla 13a alla 24a. Alla ne la Fiorentina si piazzò al 5° posto con 44 punti (23 all’andata e 21 al ritorno, di cui 31 in casa e 13 in trasferta).

In estate ci fu il fallimento organizzativo e sportivo della Coppa del Mondo in Brasile, dove erano presenti anche i gigliati Ferrero, come tecnico, Magli e Pandol ni. Il calcio italiano era ancora sotto choc per il disastro di Superga e la Nazionale andò in Brasile via mare, fu un viaggio lunghissimo: i calciatori arrivarono senza la dovuta condizione atletica e vennero subito eliminati dalla Svezia.

Il colpo principale della campagna acquisti 1950-51 fu Vitali, ala destra del Padova che s’infortunò subito, seguito da Venturi, terzino destro del Vicenza, dal ritorno di Penzo e dalla giovane ala Bolognesi, mentre vennero ceduti Acconcia e Giusti.

La battaglia dei reingaggi, animata da Eliani e Galassi, destabilizzò il gruppo e si concluse con la cessione del terzino alla Roma, mentre il centravanti cominciò a giocare dalla 3a giornata. Le tensioni nello spogliatoio, con un acceso scontro anche tra Magli e Ferrero, determinarono un brutto inizio di campionato con soli 4 punti nelle prime sette partite. Il tecnico seppe riprendere in mano la situazione e alla ne del girone d’andata la Fiorentina era nona ed aveva l’olandese Roosenburg, presentato come uno “sfondareti”, alto 1,90, di corporatura massiccia e quindi abbastanza lento, ma capace di segnare 7 reti in 17 gare. Il blocco difensivo si completò con l’esordio di Ardico Magnini, a anco di Cervato, nella prima giornata del girone di ritorno in cui il rendimento viola migliorò sensibilmente con la conquista di 26 punti. La Fiorentina si piazzò al quinto posto ancora con 44 punti.

Nell’estate del 1951 Ugolini lasciò la Fiorentina per trasferirsi alla Ferrari. La società viola non sostituì il direttore sportivo, ma assunse un giovane segretario che ritroveremo alla guida del calcio italiano ed europeo: Artemio Franchi.

Janda venne ceduto al Novara e Nagy fu lasciato libero. I due stranieri vennero rimpiazzati dal centrocampista svedese Dan Ekner, proveniente dal Marsiglia, che dimostrò buona tecnica e visione di gioco, ma con un’andatura compassata, e dal turco, di origine greca, Lefter giocatore veloce che mostrò un buon dribbling. Il rapporto con Ferrero era ormai deteriorato dalle molte tensioni accumulate negli anni. Il brutto inizio, con due scon tte e due pareggi, mise in discussione il tecnico e Ferrero dette le dimissioni, ma venne portato in trionfo dai calciatori dopo il 3-0 in itto in trasferta al Bologna.

1951-52 una formazione della Fiorentina

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Il tira e molla andò avanti no alla nona giornata, con la Fiorentina a metà classi ca, ma la situazione precipitò per una polemica a mezzo stampa. Il presidente Antonini dichiarò che gli acquisti e ettuati negli ultimi anni erano stati richiesti dall’allenatore. Ferrero, in un’altra intervista, smentì il presidente. Il 16 novembre Renzo Magli diventò il nuovo allenatore. L’inizio della bandiera viola non fu facile, solo due punti nelle prime cinque partite, ma l’attenzione dei tifosi verteva sulle vicende societarie. Il 20 novembre il Consiglio Direttivo venne s duciato dall’assemblea dei soci. Si preparava un cambio radicale nell’assetto societario. Alle 2.30 del 24 dicembre, nella sede di via de’ Saponai, fu eletto il nuovo Consiglio che, nei giorni successivi, nominò Enrico Befani, industriale laniero di Prato, presidente. Befani cominciò la propria attività sottoscrivendo un do bancario di 150 milioni. In questo rinnovato clima di ducia e di prospettiva futura la squadra tornò a collezionare buoni risultati che la portarono a concludere

il campionato al quarto posto in classi ca, con due squillanti vittorie per 5-0 contro il Como e contro l’Inter. Le aspettative suscitate dalla nuova dirigenza si infransero, in una notte di luglio, in quella che è passata alla storia come la battaglia delle seggiole, seguita alla decisione di cedere il simbolo gigliato Pandol ni alla Roma per circa sessanta milioni.

Il 1 luglio 1952 venne inserito nel club un tassello decisivo: il ragionier Luciano Giachetti, nuovo direttore amministrativo e sportivo della Fiorentina. Giachetti, nell’immediato dopoguerra, era stato protagonista della nascita della Sestese, arrivata in pochi anni in serie C. La campagna acquisti non placò le polemiche. Arrivarono le ali Lucentini (Sampdoria) e Mariani (Udinese), gli attaccanti Ghersetich e Prini (Empoli), Armando Segato dal Prato e altri acquisti minori, oltre al rientro dal Piombino di Pietrino Biagioli. Numerose le cessioni fra cui quelle di Galassi (Sampdoria) e Vitali (Napoli). Il campionato tornò, dopo quasi vent’anni, a diciotto squadre. La Fiorentina fece fatica ad acquistare una propria sionomia in campo, denotando l’assenza di equilibrio tra i diversi reparti. La scon tta di Como, e i soli tre punti conquistati nelle ultime otto gare del girone d’andata, portarono alla sostituzione di Renzo Magli. Al termine del girone d’andata la Fiorentina era quintultima in classi ca con 13 punti, con 13 gol realizzati e 23 subiti. Befani sorprese tutti ingaggiando a gennaio Fulvio Bernardini, che stava allenando il Vicenza in serie B, per sostituire Magli. Un allenatore poteva rescindere un contratto e sistemarsi su un’altra panchina anche a stagione in corso, pagando una penale.

1955-56 Fiorentina-Lazio. Magnini portato in trionfo dai calcianti a fine gara

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Bernardini trovò una squadra in di coltà, ma era una compagine ben costruita in difesa, con il blocco composto da Costagliola, Magnini, Cervato, Chiappella e Rosetta. Oltre alle sue capacità tecniche, la vera forza che consentì a Bernardini di superare l’impatto con l’ambiente fu il sostegno assoluto garantitogli da Befani. Fin dall’esordio in panchina, a Ferrara contro la SPAL con la vittoria sfumata negli ultimi secondi, la squadra mostrò grinta e coscienza delle proprie possibilità. Le sensazioni positive vennero confermate nelle gare successive, ma tutto sembrò crollare alla quinta giornata. La Juventus maramaldeggiò (8-0) contro una Fiorentina ridotta prima in dieci e poi in nove per gli infortuni subiti da Cervato e Venturi. Dopo la partita di Torino la squadra collezionò una serie di partite positive, seguite da un alternanza di risultati che le permise di uscire dalla lotta per non retrocedere, facendo venti punti nel girone di ritorno e chiudendo al settimo posto.

La stagione 1953-1954 impose la Fiorentina all’attenzione nazionale. La campagna acquisti aveva prodotto un profondo rinnovamento: a centrocampo erano arrivati Gratton dal Como e il “professore” Gunnar Gren dal Milan; degli attaccanti rimase soltanto Mariani e furono acquistati il peretolino Bacci, centravanti snobbato precedentemente e pagato cospicuamente al Bologna, e Vidal, campione del Mondo nel 1950 con l’Uruguay, dal Peñarol. Venivano ceduti Ekner, Lucentini, Biagioli, Viciani, Ghersetich e Roosenburg a cui era nito il contratto.

La Fiorentina scelse, per la prima volta, di e ettuare il ritiro all’estero, a Bulle in Svizzera.

1955-56 Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, Prini

La squadra viola conquistò il titolo simbolico di campione d’inverno con 26 punti in 17 partite, assieme a Inter e Juventus. Alla 21a giornata i gigliati erano soli in testa alla classi ca. L’undici di Bernardini inanellò diciotto partite consecutive senza scon tte (dalla 6a alla 23a). Il calendario proponeva un doppio turno casalingo alla 24a e 25a giornata. Sembrava il trampolino di lancio ideale verso lo scudetto, ma la Fiorentina si bloccò: il 14 marzo 1954 il Bologna annichilì il pubblico dello stadio Comunale, rimontando lo svantaggio iniziale e vincendo la partita per 3-1. Nella gara successiva, sempre a Firenze, i viola batterono il Novara, ma da quel momento in poi, nelle restanti nove partite, ottennero soltanto sei pareggi senza mai più vincere e si piazzarono terzi, a pari punti con il Milan e a sette punti dall’Inter campione. Nelle ultime 11 giornate i nerazzurri guadagnarono 8 punti sui viola. Nonostante il crollo nale, la Fiorentina ebbe il miglior rendimento difensivo di tutta la serie A con solo 27 reti subite in 34 partite.

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La forza della difesa viola la candidava ad un ruolo da protagonista. Lajos Czeizler, alla guida della Nazionale, aveva utilizzato il blocco difensivo viola nelle eliminatorie per la Coppa del Mondo 1954 scatenando gli attacchi della stampa del nord che lo accusarono di utilizzare il “blocco dei brocchi”. Il pessimo nale del campionato fu l’argomento utilizzato per accantonare il blocco viola ai Mondiali – ciò nonostante l’Italia venne eliminata nella prima fase dalla Svizzera. Nel campionato 1954-55 tutti si aspettavano il salto di qualità. La Fiorentina aveva sostituito il centravanti Bacci con il giovane Virgili, acquistato dall’Udinese, che segnò 16 reti e aveva inserito un altro giovane attaccante, l’ala Bizzarri, autore di 10 gol. Deluse il duo prelevato dall’Inter (Zambaiti e Buzzin), mentre la squadra non poté mai contare sull’apporto dell’uruguayano Vidal a causa di un grave infortunio. La Fiorentina ebbe un buon rendimento iniziale, ma crollò nella fase centrale del campionato tra la 19a e la 27a giornata quando, in nove partite, perse ben sei volte. Un dato clamoroso se si considera che in tutto il campionato (34 gare) le scon tte viola furono nove. Lasciarono di stucco una serie di débâcle: 4-0 a Milano contro il Milan, 4-1 in casa della Juventus, 5-1 a Bergamo. Sembrava fosse venuta meno anche l’unica sicurezza conquistata: quella della solidità del blocco difensivo. Ci furono grosse polemiche contro Bernardini. Il Guerin Sportivo scrisse: “la Fiorentina è una grande squadra che, se ben diretta, avrebbe potuto vincere tranquillamente il campionato”. Dure critiche vennero espresse anche da Gren, il centrocampista voluto da Bernardini e che non venne confermato per la stagione successiva.

L’allenatore mantenne la calma e condusse la nave in porto conquistando il quinto posto, senza subire scon tte nelle ultime sette partite. Aveva le idee chiare sul futuro: nonostante i 48 gol subiti, la forza della difesa non era in discussione, ma per essere competitivi ci volevano attaccanti di qualità superiore. Da tre anni la Fiorentina era alle prese con lo stesso problema: l’attacco.

Il 4 luglio il vicepresidente Pacini e Bernardini partirono per San Paolo. Tornarono venti giorni dopo. Dopo un lungo braccio di ferro la Fiorentina era riuscita ad acquistare Julinho, ala destra del Brasile. Bernardini lo seguiva dai Mondiali del 1954: “un’ala può arrivare a giocare come Julinho”. Molto più facilmente la Fiorentina aveva acquistato anche l’interno sinistro Montuori dall’Universidad Católica di Santiago del Cile. Miguel, argentino di Rosario, glio di un italiano nato a Piano di Sorrento, era stato segnalato da un sacerdote italiano, Don Volpi. Venne acquistato anche l’esperto Mazza dall’Inter. In mezzo al campo Segato, mediano sinistro di grande forza e classe, e Gratton, interno destro vero motorino della squadra interpretavano splen-

1955-56 la Fiorentina Campione d’Italia

CAPITOLO 3 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

didamente le disposizioni tattiche di Bernardini. Confermata la difesa, con il blocco, a cui l’anno precedente era stato aggiunto Alberto Orzan, la scelta che fece la sensazione fu quella di sostituire Costagliola con Giuliano Sarti – il portierino che aveva giocato quattro partite del campionato precedente. Quella della Fiorentina fu una marcia trionfale, nonostante, alla prima giornata, il grave infortunio dell’ala sinistra Bizzarri.

La soluzione, dopo qualche tentativo, fu l’inserimento di Prini all’ala sinistra. Il nuovo numero 11 rappresentò l’uomo in più – in difesa, a centrocampo ed in attacco –e fu il completamento del capolavoro. Julinho trascinò la squadra e Virgili fu un implacabile goleador, Montuori aggiunse classe e imprevedibilità. Il blocco viola dimostrò sul campo che la Nazionale non ne poteva farne a meno. La Fiorentina raggiunse l’Inter alla 7a e dalla giornata successiva condusse una fuga solitaria che la portò a diventare campione d’inverno con 27 punti e cinque lunghezze di vantaggio sul Milan. All’inizio del girone di ritorno i viola impressero lo strappo decisivo con quattro vittorie consecutive che allungarono il distacco ad otto punti. La marcia trionfale continuò, sigillando con il dominio interno (3-0) nella partita con il Milan il titolo che arrivò matematicamente con cinque giornate d’anticipo, il 6 maggio 1956 con il pareggio a Trieste. Un meccanismo perfetto: un portiere con un grande senso di posizione, due terzini che giganteggiavano, Chiappella che prendeva il centravanti lasciando libero il centromediano (Rosetta e poi Orzan), Segato e Gratton che imperversavano a tutto campo con Prini che garantiva copertura e davanti

l’imprendibile Julinho, l’imprevedibile Montuori e Virgili stoccatore! Vinto lo scudetto alla Fiorentina rimaneva un altro, grandioso, obiettivo: essere la prima squadra a terminare il campionato imbattuta.

L’impresa era riuscita. Ad un quarto d’ora dalla ne dell’ultima partita i viola erano in vantaggio a Marassi contro il Genoa, pur essendosi visti negare un clamoroso rigore, quando l’arbitro Jonni inventò un penalty per i genoani. A cinque minuti dalla ne, nel caos di una partita sfuggita al controllo arbitrale, la be a – a cui seguì, con i gigliati totalmente sbilanciati alla ricerca del pareggio, il terzo gol sul lo di lana. “Non ha ragione l’arbitro Jonni”, scrisse Massimo Della Pergola su “La Gazzetta dello Sport” ed “è stata questa l’unica nota stonata in una splendida squadra che ci fa per no rimpiangere la ne del campionato”. Le valutazioni della critica furono unanimi, la Fiorentina aveva ria ermato la gura dominante della grande squadra ed il paragone, per gli anni futuri, non poteva essere che con il Grande Torino.

1955-56, Sampdoria-Fiorentina, il capitano Farina consegna un simbolico scudetto floreale al capitano viola Cervato

CAPITOLO 3 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

I Giganti dello Scudetto

I protagonisti di una cavalcata leggendaria

SARTI GIULIANO, portiere, nato il 02.10.1933 a Castello d’Argile (BO) 25 PRESENZE.

TOROS RICCARDO, portiere, nato il 06.12.1930 a San Lorenzo di Mossa (GO) 9 PRESENZE.

BARTOLI GIAMPIERO, terzino, nato il 01.04.1934 a San Giovanni Valdarno (AR) 2 PRESENZE.

CERVATO SERGIO, terzino, nato il 22.03.1929 a Carmignano di Brenta (PD) 33 PRESENZE E 5 GOL.

CHIAPPELLA GIUSEPPE, mediano, nato il 28.09.1924 a San Donato Milanese (MI) 32 PRESENZE.

MAGNINI ARDICO, terzino, nato il 21.10.1928 a Pistoia

32 PRESENZE E 1 GOL.

ORZAN ALBERTO, mediano, nato il 24.07.1931 a San Lorenzo di Mossa (GO) 18 PRESENZE.

ROSETTA FRANCESCO, centromediano, nato il 09.10.1922 a Biandrate (NO) 20 PRESENZE.

CARPANESI SERGIO, mezzala, nato il 22.03.1936 a La Spezia

GRATTON GUIDO, mezzala, nato il 23.09.1932 a Monfalcone (GO)

MAZZA BRUNO, mezzala, nato il 03.06.1924 a Crema (CR)

PRINI MAURILIO, ala, nato il 17.08.1932 a Le Sieci (FI)

SCARAMUCCI ALDO, mediano, nato il 24.02.1933 a Montevarchi (AR)

SEGATO ARMANDO, mediano, nato il 03.05.1930 a Vicenza

BIZZARRI CLAUDIO, ala, nato il 21.12.1933 a Porto Civitanova (MC)

JULIO BOTELHO (Julinho), ala, nato il 29.07.1929 a San Paolo (Brasile)

MONTUORI MIGUEL, mezzala, nato il 24.09.1932 a Rosario (Argentina)

VIRGILI GIUSEPPE, centravanti, nato il 24.07.1935 a Udine

2 PRESENZE E 1 GOL.

34 PRESENZE E 3 GOL.

4 PRESENZE.

26 PRESENZE E 6 GOL.

2 PRESENZE.

34 PRESENZE.

6 PRESENZE E 1 GOL.

31 PRESENZE E 6 GOL.

32 PRESENZE E 13 GOL.

32 PRESENZE E 21 RETI.

CAPITOLO 2 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

La sintesi del decennio

I piazzamenti

1946-47 SERIE A 17°

1947-48 SERIE A 7°

1948-49 SERIE A 8°

1949-50 SERIE A 5°

1950-51 SERIE A 5°

1951-52 SERIE A 4°

1952-53 SERIE A 7°

1953-54 SERIE A 3°

1954-55 SERIE A 5°

1955-56 SERIE A 1°

Il Blocco Viola Azzurro

Viola Azzurri

CERVATO 16 PRESENZE 1 GOL

MAGNINI 15 PRESENZE

CHIAPPELLA 9 PRESENZE

SEGATO 9 PRESENZE

PANDOLFINI 7 PRESENZE 5 GOL

ROSETTA 7 PRESENZE

VIRGILI 5 PRESENZE 2 GOL

GRATTON 4 PRESENZE 1 GOL

COSTAGLIOLA 3 PRESENZE

ELIANI 2 PRESENZE

MONTUORI 2 PRESENZE

MAGLI 1 PRESENZA

PRINI 1 PRESENZA

In Italia-Francia 2-0 del 15 febbraio 1956 giocarono in azzurro ben 8 giocatori viola; 7 in

Egitto-Italia 1-2 del 13 novembre 1953, ItaliaBrasile 3-0 del 25 aprile 1956 e Argentina-Italia 1-0 del 24 giugno 1956

Palmares

1955-56 CAMPIONATO SERIE A

(dal 1° luglio 1946 al 30 giugno 1956)

CAPITOLO 2 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE

Gli allenatori

Record Stabiliti

1946-47 Serie A Guido ARA, dal 15 al 27/01 Renzo MAGLI, dal 28/01 Imre SENKEY

1947-48 Serie A Luigi FERRERO

1948-49 Serie A Luigi FERRERO

1949-50 Serie A Luigi FERRERO

1950-51 Serie A Luigi FERRERO

1951-52 Serie A Luigi FERRERO, dal 16 novembre Renzo MAGLI

1952-53 Serie A Renzo MAGLI

dal 23 gennaio 1953 Fulvio BERNARDINI

1953-54 Serie A Fulvio BERNARDINI

1954-55 Serie A Fulvio BERNARDINI

1955-56 Serie A Fulvio BERNARDINI

I Presidenti

La Fiorentina Campione stabilì sette nuovi primati assoluti, eguagliando un ottavo.

1) Maggiore sequenza di partite senza sconfitte: 33 (precedente 24);

2) Miglior serie iniziale di partite senza sconfitte: 33 (precedente 19);

3) Maggior vantaggio sulla seconda nei campionati a 18 squadre: 12 punti (precedente 8);

4) Minor numero di sconfitte complessive: 1 (precedente 3);

9 giugno 1946 - 9 marzo 1947 Igino CASSI

9 marzo 1947 - 6 aprile 1948 Ardelio ALLORI

6 aprile 1948 - 24 dicembre 1951 Carlo ANTONINI

29 dicembre 1951 - 20 maggio 1961 Enrico BEFANI

Coppa Grasshoppers

Nel giugno 1952 prese il via la Coppa Grasshoppers che si concluderà l’8 maggio 1957 con la vittoria della Fiorentina. Al torneo, promosso dal dirigente svizzero Ernst Thommen

5) Minor numero di sconfitte in trasferta: 1 (precedente 2);

6) Minor numero di reti subite: 20 (precedente 22);

7) Minor numero di reti subite sul proprio campo nei campionati a 18 squadre: 6 (precedente 7);

8) Maggior numero di punti in trasferta nei campionati a 18 squadre: 24, eguagliata Juventus.

assieme al Grasshopper Zurigo, parteciparono, su invito, sei squadre europee in rappresentanza di diversi paesi europei (Austria Vienna, Dinamo Zagabria, Fiorentina, Grasshopper, Nizza, Schalke 04) con la formula del girone all'italiana. Per disputare i trenta incontri, che venivano fissati tra le singole società, furono necessari ben cinque anni.

I Magnifici 11 del decennio

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