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lo sport che facciamo tutti

C

di Luigi Borgo

’è uno sport che - senza sapere di praticarlo - facciamo un po’ tutti. Perfino quelli che sostegno di non fare sport, in fondo lo praticano. E spesso dimostrandosi dei campioni. Come si chiama? Non ha un nome e non è neppure una disciplina olimpica, ma ha tutte le caratteristiche per essere considerato al pari di qualsiasi disciplina sportiva, e forse anche di più. Per esempio, ha molto dell’orienteering. Chi lo pratica deve trovare sempre la strada giusta e la più veloce. Per esempio ha affinità con l’automobilismo o, in alcuni casi, con il motociclismo per certe corse che ci obbliga a fare. Assomiglia anche al gioco degli scacchi: l’intelligenza strategia serve, eccome se serve; e assomiglia al golf per la concentrazione e la precisione che richiede; ma anche assomiglia a tutti i giochi di squadra: bisogna saper trovare le giuste intese altrimenti è una partita persa. Infine, è faticoso e fa sudare come tutti gli sport aerobici, ma anche impone scaltrezza ed energia istantanea come tutti gli sport anaerobici… insomma è uno sport ha qualcosa di tutti gli sport senza, tuttavia, essere propriamente uno sport: se non è ancora chiaro di cosa si tratta, propongo un nomedefinizione: Super Kombinata Multidisciplinare, quel correre cioè in ogni dove per riuscire ad incastrare e assolvere tutti i nostri impegni quotidiani: lavoro, figli, famiglia, sport per chi è adulto; studio, amici, famiglia, sport per chi fa lo studente; sport, famiglia e nipoti per chi è pensionato. Senza esclusioni di sesso o di età abbiamo una vita incredibilmente piena d’impegni e gestirli tutti a volte sembra più faticoso di qualsiasi altra cosa. Per questo fa bene pensare che quel correre forsennato a destra e a manca di tutti i nostri giorni sia esso stesso un altro dei nostri sport, la nostra super combinata giornaliera, il nostro triathlon al cubo! Se lo si affronta così, forse ci viene più facile, ma soprattutto sappiamo che con il giusto allenamento riusciamo a fare tutto e farlo anche sempre meglio. Domanda-riflessione conclusiva: che sia allora la nostra vita stessa a dover essere vissuta come il nostro sport principale?

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I

l Maestro Marco Vigolo è un grande amico sia mio personale che di Sportivissimo. Con lui abbiamo potuto raccontarvi molte storie e presentarvi grandi Campioni, anche mondiali come Zelg Galesic o Patrizio Rizzoli per citarne alcuni, che sono i rappresentanti, come il Maestro Vigolo, dell’Arte del Combattimento, della grande passione, applicazione, tecnica e tenacia dei veri e autentici fighters che si mettono continuamente in gioco sul ring o dentro la “gabbia” trasformandosi in quelli che una

che capita l’occasione proprio lì a Castelgomberto in una piccola palestra… il giovane Marco viene affascinato da un Maestro massiccio che si muove con l’agilità di una scimmia e la potenza di una tigre, era il Maestro Giuseppe Mutolo della Scuola Tai Sing Pap Kar di Kung Fu che divenne così il suo Maestro e lo introdusse alla pratica delle Arti Marziali cinesi.

volta si chiamavano “gladiatori” e che oggi solo attraverso di loro possono rivivere. Il Maestro Vigolo oggi ha 36 anni ed ha iniziato a praticare Arti Marziali casualmente nel 1990, all’età di 15 anni, spinto verso questa particolare attività sportiva dai suoi genitori allarmati da una leggera scoliosi dovuta in gran parte alla difettosa postura che molti giovani assumono da sempre per diversi motivi, non ultimo il peso di libri e quaderni che devono sopportare durante l’attività scolastica. Nella decisione di intraprendere una attività sportiva che comportasse anche una importante formazione educativa e comportamentale ha influenzato il “Marco monellaccio” che negli altri sport, calcio e atletica del dopo scuola, non dava che scarsi risultati e continue fughe e rimproveri da parte di allenatori e genitori… ma si sa che un “Maestro di Arti Marziali” ha una figura e direi anche un rispetto riconosciuto più “forte”. Così senza tanto cercare spostamenti lontani da casa ecco

di vedere il mio corpo che cambiava radicalmente fino a riuscire a stare in spaccata su due sedie e calciare con potenza a due metri e quindici, rompevo una tegola con un calcio girato e saltato, non male per un sedicenne che poco prima era destinato alla scoliosi e ad una postura da “deboluccio” per non essere scurrile. Ma la pratica del Kung Fu per me allora era durissima: dentro e fuori dalla palestra continuamente. Molti non reggevano l’urto con questa disciplina e con la severità del Maestro e così mollavano. Il Maestro Mutolo non scherzava, non cercava il corso per così dire ”pieno” né il business dell’Arte Marziale come fanno purtroppo in molti. Massima disciplina, molte “bastonate” prese… molti, troppi allenamenti al combattimento tradizionale con misere protezioni per noi allora giovanissimi; non c’erano né i soldi per quelle, né tantomeno il tradizionale combattimento cinese le richiedeva. Ricordo che per i cinesi l’Arte Marziale vera e propria dove preparare al combattimento “in strada” e lì non puoi avere le “protezioni” ma, invece, essere abituato a saper prenderle e darle. Così mi trovavo a vedere compagni infortunati troppo spesso e altri atleti che scappavano piangendo dalla palestra. Il mio allenamento era orientato verso la pratica del combattimento sportivo Sanda (il Sanda o Sanshou “pugni liberi o combattimento libero”, di cui vi parlerò in un prossimo articolo, potremo dire che è il vero e proprio risultato del combattimento libero dell’Arte Marziale cinese considerata nella sua espressione più aperta) nel quale, in diversi incontri, venni più volte squalificato per il mio riflesso incondizionato (o “condizionato” dal mio Maestro) ad inseguire e colpire l’avversario ogni qualvolta mi girava

“Dopo un anno di durissima pratica (d’altro canto Kung Fu significa proprio “merito” o “frutto di un duro lavoro”) assaporai” – racconta Marco Vigolo – “il piacere

di Massimo Neresini

la schiena. Il Maestro Mutolo era sicuramente un insegnante proiettato verso il combattimento tradizionale cinese, senza tante regole, piuttosto che verso lo sport da “ring” o nel concetto più “nostro occidentale”. Il suo Kung Fu era impressionante tanto per le posizioni estreme che assumeva nelle forme che per la potenza esplosiva che dimostrava così da lasciare “sbalordito” chiunque, pensate ai giovani che lo vedevano “irraggiungibile”. Spinto dalle voci e dalla curiosità a vent’anni lasciai la scuola di Kung

neDo nel 1997 presso la scuola StreetGrappleSystem di Asti. Ma la mia “strada” nelle Arti Marziali ebbe una svolta decisiva e fondamentale nel 1998 quando ho avuto l’occasione di incontrare il Maestro Patrizio Rizzoli di JuJitsu. Vederlo muoversi e combattere come se fosse la reincarnazione di un leone mi ha folgorato e da allora non l’ho più lasciato. Mi colpì il suo approccio pratico al combattimento, nessun fronzolo, nessuna coreografia, solo concretezza allo stato puro. Il suo stile di JuJitsu chiamato Octopus

Fu per cimentarmi nel Karate Kyokushinkai, uno stile di Karate a pieno contatto senza protezioni. Mi allenai per un anno intero con tecniche di pugni, calci e molti movimenti a vuoto, i cosiddetti “Kata” (sono esercizi individuali che rappresentano un reale combattimento contro uno o più avversari immaginari) finché un giorno il Maestro mi disse che dovevo combattere ai Campionati Italiani. Vinsi il primo match per ko e ne persi 2 ai punti nella stessa giornata, una vera mattanza, kimoni insanguinati e nocche sbucciate ovunque. Mi piaceva ma ancora mi mancava qualcosa. Da dieci ore di allenamento settimanali che ero abituato a sostenere con il Kung Fu nel Karate kyokushin al massimo ne facevo tre e contemporaneamente disputavo per conto mio match di kickboxing in regione. Fermato da un ristagno di sangue nel lobo temporale sinistro, causato da uno o più colpi ricevuti, e non potendo per ovvie ragioni mediche ricevere ancora colpi, mi dedicai alla difesa personale e allo studio della filosofia orientale praticando stili come il Wing Chun e il JeetKuneDo (la famosa Arte Marziale intuita e sintetizzata dal famoso Maestro Bruce Lee) diplomandomi istruttore di JeetKu-

fu la mia “missione” da quel momento. Ovviamente mi muovevo già molto bene grazie alle “ore di volo” apprese con le tecniche di Kung Fu, Karate e JeetKuneDo, dovevo esercitarmi con il kimono e sviluppare molto anche la lotta al suolo. Molti i viaggi in ogni posto dove il Maestro Rizzoli si recava, molti gli allenamenti con lui e i suoi allievi a Livorno e molto studio, specialmente nel programma tecnico completo fino alla cintura


arti marziali 5

Continuano gli incontri con i Maestri delle Arti Marziali: Massimo Neresini racconta il Maestro Marco Vigolo per farci conoscere la storia di un Maestro di JuJitsu e ShootBoxe.

nera. Nel 2000 finalmente mi sentivo pronto e tentai il duro esame sotto una pagoda giapponese in un rovente tatami su una spiaggia privata di Donoratico. Solo nel 2003 (per mia scelta) dopo aver sostenuto l’esame di secondo dan iniziai ad insegnare lo stile Octopus JuJitsu disputando nel frattempo più di trenta match tra Submission (lotta totale), Lotta a terra (lotta totale con kimono) e Brazilian JiuJitsu. Considero ancora oggi il Maestro Rizzoli come fonte d’ispirazione e fonte di perfezionamento tecnico. Molti Maestri legati alla tradizione considerano lo stile Octopus come uno stile sportivo di juJitsu. Nulla di più lontano dalla realtà. Lo stile Octopus considera il combattimento nella sua totalità e cerca la massima efficacia. La pratica sportiva serve all’allievo come “banco di prova” e potenziamento dello spirito e della mente. Molti cosiddetti “esperti” predicano solo la difesa personale o seguono esclusivamente la tradizione, sputando contro ogni forma di combattimento sportivo dicendo che è “un’altra cosa”. Bene vorrei vederli questi “esperti”, in una situazione di reale pericolo. Sicuramente gli antichi Samurai, non ho alcun dubbio, si rigirerebbero nella tomba, il loro banco di prova era la guerra, la vita o la morte, il nostro ora è il ring! Più tradizionale di così! L’Arte Marziale deve formare prima di tutto la mente del praticante, tramite un giusto e lungo percorso che dura anni, non poche settima-

ne con istruttori molte volte poco qualificati e che di combattimento vero non hanno che visto qualche filmato. La cosa non è possibile semplicemente imparando a memoria qualche decina di tecniche. Bisogna svilupparle, bisogna che queste diventino una “abitudine” un “istinto” (io non finirò mai di ripeterlo ai miei lettori e sentirlo affermare così fortemente anche dal Maestro Vigolo non fa che rafforzare il mio pensiero) e poi soprattutto bisogna mettersi in gioco. Dal 2007 frequento e mi alleno con il Maestro croato Zelg Galesic, combattente professionista di Mixed Martial Arts (MMA di cui già vi ho parlato in alcuni miei articoli) ai vertici mondiali. Un moderno Samurai o anche se vogliamo restare nel nostro mondo occidentale un vero “gladiatore”. L’amico e Maestro Zelg Galesic mi ha affidato la responsabilità della sua Scuola e del suo nome per tutto il territorio Italiano. In questa specialità trova spazio l’Octopus JuJitsu tramite gli incontri e gli allenamenti “NO RULES” (senza regole tipo il vecchio ricordo del Sanshou cinese) il praticante sviluppa grazie alla massima libertà di espressione le tecniche proprie dello stile, avendo così delle prove tangibili della loro funzionalità o applicabilità, sviluppando così un’autoconsapevolezza senza eguali. Questa è la vera essenza dell’Arte Marziale da combattimento. Gli antichi usavano il loro sapere in sanguinose battaglie, i moder-

ni usano e testano il loro sapere sul tatami, sul ring o a volte nella gabbia. E’ un percorso logico e che porta avanti la tradizione guerriera. Nel corso degli anni ho invitato nella mia Scuola i più famosi campioni nazionali ed internazionali, Maestri brasiliani per il Jujitsu, il tailandese Somyos Chayadet per la ThaiBoxe l’impareggiabile campione Zelg Galesic per l’MMA oltre ai grandi nomi Italiani come i Maestri Patrizio e Massimo Rizzoli, Emanuele Bozzolani e Michele Iezzi. L’obiettivo è sempre stato offrire maggiori dettagli ai miei allievi e atleti, far assaporare a loro, a due passi da casa, l’esperienza di imparare dai veri “guerrieri” e dalle “leggende”. Posso dire con orgoglio


che ogni Maestro o Campione è venuto molte volte a tenere stage organizzati nella mia Scuola o in Accademie collegate alla mia Scuola e continueranno a venire in futuro!”

Così il Maestro Vigolo ha raccontato la sua storia; attualmente egli rappresenta in esclusiva per l’Italia la Scuola “Trojan” del Campione Mondiale Zelg Galesic dove si insegna il combattimento a 360 gradi e non un singolo “stile”. Il “Trojan Team” è rappresentato da un gruppo internazionale di Campioni ed Istruttori di MMA assolutamente non commerciale, senza “corsi Istruttori” e per accedervi bisogna avere delle credenziali ed un percorso di combattimenti nelle specialità che compongono l’MMA oltre a svariate sedute di “sparring”. Periodicamente porta in Italia per incontri professionistici Campioni del Trojan Team come Davor Jugovac (titolo europeo di Shootboxe) o Ivica “the terror” Truschek che proprio sabato 7 maggio all’evento “MILANO IN THE CAGE” ha nettamente sconfitto per KO davanti a tremila persone il forte campione brasiliano Fabricio Nascimento. Il “Milano in the cage” essendo ad oggi il più grande evento mai organizzato in Italia ha sancito definitivamente, anche nel nostro paese, la grande qualità delle nostre scuole nelle MMA. La visione di Scuola del Maestro Vigolo si è molto allargata e si amplifica sempre di più con il passa-

re degli anni, intendendo così non più la semplice e classica “seduta” di allenamenti in quella “palestra” con i 10 o 15 allievi consolidati ma la costante e forte coesione degli allenatori, istruttori e Maestri che affrontano viaggi e spendono giornate per condividere e affrontare sedute tecniche e allenamenti insieme, così come fanno Daniele, Diego, Gianluigi, Davis, Federico, Eduardo tutti bravissimi insegnanti del suo team! E questo per il Maestro Vigolo è molto gratificante oltre a meritarselo continuamente con la sua enorme “voglia di fare” non di solo “dire”. Inoltre mi sottolinea come Scuola significhi continuo rapporto con i Direttori Tecnici delle altre Regioni uno fra tutti il Maestro Fabio Fantini Direttore Tecnico del Piemonte un suo vero amico o l’amicizia e collaborazione con il grande Campione Mondiale Giuseppe Fracaroli. E’ così che Scuola significa “aprirsi” a 360°. “Chi rimane chiuso con il proprio scettro del potere di Maestro all’interno della propria palestra è destinato a non crescere MAI!” Questo 2011 ha portato al Maestro Vigolo un’altra grande soddisfazione e conferma. Il suo allievo Francesco Sarullo, dopo essere stato chiamato a partecipare ai “collegiali degli azzurrabili”, è stato convocato nella squadra nazionale di MMA da parte del Direttore Tecnico Nazionale Maestro Patrizio Rizzoli e del campione Michele Verginelli. Francesco dal 31 maggio al 4 giugno combatterà ad Odessa (Ucraina) nei –71 kg al

Campionato Mondiale WMMAF (World MixedMartialArts Federation). Che soddisfazione vedere i sacrifici di molti anni concretizzarsi e cementare la Scuola del Maestro Vigolo tra le migliori in Italia nelle Arti Marziali in particolare nel vero combattimento. Chi è interessato a far parte di un gruppo di veri combattenti e avere un Maestro sempre e sottolineo “sempre” disponibile e primo esempio di sacrificio per l’Arte Marziale non esiti ad entrare nella sua Scuola.

Maestro Marco Vigolo, cintura nera II Dan di JuJitsu Octopus, cintura nera III Dan di

ShootBoxe e Direttore Tecnico regione Veneto FIKB-CONI insegna presso la Palestra Moving Center di Spagnago di Cornedo (Via Monte Ortigara 18) info: teamvigolo@libero.it e cell: 335 8451834 Grazie Maestro Vigolo per insegnarci sempre umiltà e che la strada è sì dura ed imprevedibile ma ogni lungo viaggio inizia sempre dal “primo passo”, fatelo!!

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to Cunico, grande più di Thiene Rober il è oro lav del dopo la vittoria tto utto l fru a, in favorito sopratt dolce dei piaceri. Quest ha della valdagnese GF Liotto dello Cunico, deciso più che soldoni, la filosofia che nfon- scorso aprile. trainato quasi 2.000 gra i:k di mai a fare il bis in casa e a conferdisti alla Granfondo fi’zrso 1° marsi leader del Challenge Giordana, Zanè, che proprio lo sco o) ha giocava fin da subito in attacco, im, appunt Cà Vecchia maggio (festa del lavoro ponendosi dopo il GPM di atleti in ne. zio edi ata 2.a nci la ma a iato rut archiv soprattutto sulla spa BruttoUna gara caratterizzata 3.000 m nel grado di tenergli testa, come ri della i, ant ort Il portacolo llo. ppe Zo e dai dislivelli imp sso me dio, e a geelevate lungo e 1.570 m nel mesugli strappi Cicli Beraldo dettava medie ando a ze tinu for con le /h, glio km me 5 al 38, a stire nese Marco di circ l’aspra montani è stato il valdagla mediofon- dirigere l’orchestra pure sul del re cito a. rol rca Ba Fochesato, vin ita sal grupo Camozzi e do davanti al bergamasc portacolori Dopo questa selettiva fatica ilmaziofor ino la ent ma vic to, ti, llet ana sgr ppe a Ca po era ben nome i:k. del team “casalingo” fi’z corsi hanno ne di testa leggeva sempre il so la ver per va due cia i lan o, che si Al femminile, tte davve- di CunicCoppi” di giornata, ovvero incoronato due regine ima “C ni zzi Ga ro inarrivabili, la trentinaIlmer nel l’ascesa del Monte Corno. 7/8%, nel medio e l’altoatesinache hanno Una salita con pendenze del ature lungo, due corregionali punti per il tra clima montano e temperrito la messo al sicuro preziosi quale sono fresche, che non hanno intimoin tannico, Challenge Giordana, del pedalata ambiziosa di Cu conciattualmente al comando. granfondo dem davanti con il toscano Beciclista Resta da raccontare lata capace di ni. Ma attenzione, perché il endo maschile, gara che è sta spettatori, del Team Maggi stava imbasta intenere col fiato sospeso gliil percorso, uno studiato lavoro di squadr valli, sia quelli assiepati lungo le Trento a sieme ai compagni Cappè e Ca tino e al tren sia quelli raccolti in via incollati a ruota insiem i. din Zanè. rra il “reuccio” Co Protagonista della gara,


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zi:k di Zanè. fi’ do on nf ra G lla de ne io iz re la seconda ed Una gara tutta da incornicia centra uno straordinario successo nella mediafondo. Marco Fochesato di Valdagno lli di RubCosì sui restanti GPM, queVecchia, la Cà ne, infi bio, Salcedo e, logorante Maggi ha proseguito il suo re al massitira a li val Ca con , oro lav a proteggere mo Cunico e Beconcini spalle dei alle eva ced Cappè, che pro care il suo “gregari” in attesa di gio te. cen vin o ass M della Cà A metà dell’ultimo GP nsiva finale ffe l’o a ttav Vecchia, sca scare metri di Cappè, lanciato a inta consistenti, più pre sem gio tag van di circa 50’’ al fino a creare un vuoto di traguardo. io un avA decidere il resto del pod protagonisti con tre, a int spr te cen vin ndersi la sua Beconcini (deciso a pre i e Cunico. din rra Co , fetta di gloria) to il corLa velocità non ha premia o, che chiurald Be li Cic la del ore rid to una gara deva con un amaro 4° pos . Seconda km mi pri dai ipotecata fin rappresenpiazza, invece, per l’altrocini, mentre con Be ggi Ma la del te tan salito Corrasul gradino più basso è dini. per questa Giornata da incorniciare gara preuna i:k, fi’z ndo nfo Gra 2.a ni massicce miata dalle partecipazio per l’orgautto ratt sop ed elogiata e precisa. E nizzazione impeccabile n perfetta, atio loc una ta sta è è Zan 2. pronta alla replica nel 201

Marco Fochesato


o n n a e l p m o c n buo RAV È Dieci anni di attività ed uno splendido regalo: la promozione in serie C Elìte della formazione Seniores

di Giulio Centomo fotografie di Alice Zenere, Elisa Benetti, Federica Danzo

una storia lunga dieci anni, almeno la parte più recente, quella del rugby nell’Alto Vicentino. Agli albori del rugby vicentino troviamo l’epopea del Titanus Rugby Thiene, accanto alla nascita delle società del Rugby Vicenza e del Rugby Bassano e all’indimenticabile esperienza del Gingerino Rugby Recoaro. Era ancora un rugby allo stato embrionale, fatto di tanto coraggio, tanta passione e soprattutto tanta follia. Il vicentino non era certo il territorio rugbistico per antonomasia, ruolo che invece hanno sempre avuto le zone delle Province di Treviso, Rovigo e, per certi aspetti, anche di Venezia. Eppure molti fattori accomunavano le genti di queste e quelle terre. Chi si avvicinava ad un simile sport erano contadini, giovani operai delle fabbriche che sorgevano nel Nord-Est d’Italia, gente che conosceva la fatica ed il sudore insomma. Da quei precursori qualcosa si è radicato e oggi sono ben quattro le realtà rugbistiche vicentine: il Rugby Bassano; il Rugby Vicenza, ad un passo dalla promozione in serie B; il Rugby Valchiampo, neonata formazione che muove i suoi primi passi sui terreni della serie C Triveneta; infine troviamo il RAV - Rugby Alto Vicentino (nato nel 2001 come Rugby Valdagno e divenuto Rugby Alto Vicentino nel 2006 con l’unione ad altre realtà


delle aree di Schio e Thiene). Ed è proprio quest’ultima realtà che, alla soglia dei primi dieci anni di attività, festeggia con la stagione 2010-2011 la prima vittoria di un campionato con la formazione Seniores. La gioia per l’importante traguardo raggiunto aveva già cominciato a serpeggiare a metà aprile quando, in uno scontro intenso il XV Altovicentino era riuscito ad imporsi sul terreno rodigino del Rugby Frassinelle, formazione d’esperienza già nota ai nero arancio. Sotto la guida dei coach Filippo Vitadello, Paolo Piovan e del preparatore atletico Marco Canistri, i vicentini sono riusciti a strappare una vittoria fondamentale. I rodigini erano infatti l’unica formazione a poter contendere il campionato al RAV ed unici ad averlo battuto nel girone di andata. Sono poi rimasti due incontri di certo più semplici sulla carta, ma che hanno saputo comunque tenere l’attenzione dei giocatori sul campo. Dapprima, sabato 30 aprile, l’atteso derby contro i cugini del Rugby Valchiampo che ha decretato matematicamente la vittoria del girone con una giornata di anticipo. Infine, a dare il via definitivo ai festeggiamenti, è stato il match in trasferta contro il Lagaria Rugby Rovereto, formazione giovane che ha comunque saputo tener testa ai più esperti nero arancio. Passo finale di questa stagione è stato lo scontro in campo neutro contro il Rugby Oderzo, formazione vincitrice del girone est, per contendersi la Coppa C.I.V. (Comitato Interregionale delle Venezie) e intraprendere poi la strada dei play-off per l’accesso alla serie B. Che dire quindi se non in bocca al lupo RAV!

I giocatori della formazione Seniores: Avanti: Amura Stefano, Bagatin Davide, Baldi Dario, Bolcato Davide, Brun Michele, Cozza Alberto, Di Filippo Alessandro, Diquigiovanni Mattia, Fongaro Damiano, Fongaro Giulio, Fracca Marco, Malgarise Luca, Marconato Miguel, Mussolin Alessandro, Nico Michele, Nicolis Umberto, Pagani Alessandro, Silvestri Andrea, Spanevello Nicolò, Zambon Steve.

rugby

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Tre quarti: Bassanese Andrea, Beggio Marco, Centomo Giulio, Dalla Barba Franco, Festa Vasco, Fiorin Massimo, Giovannelli Carlo, Grigore Cristian, Lazzarin William, Menegante Carlo, Orsato Francesco, Perazzo Alberto, Pretto Massimo, Prosdocimi Emanuele, Prosdocimi Luca, Scortegagna Francesco, Zattere Matteo.

Il capitano Seniores, Luca Prosdocimi:

«In dieci anni ne sono successe di cose, siamo partiti dalla pura follia, scendendo in campo in inferiorità numerica per subire sconfitte incredibili, 90, 100, 130 punti a 0. Eppure abbiamo saputo resistere e da quel gruppetto iniziale abbiamo costruito una squadra vittoriosa. Con il tempo si sono aggiunti alla nostra avventura nuovi compagni, alla già bella famiglia si sono aggregate fidanzate, mogli, figli. È sempre un grande onore ed un piacere scendere in campo accanto ai propri compagni, segnare una meta, fare un bel placcaggio oppure calciare un pallone insidioso. Abbiamo desiderato questo traguardo fin dall’inizio, lo abbiamo sfumato lo scorso anno e questo è stato un motivo in più per dare battaglia in questa stagione. Alla fine ce l’abbiamo fatta semplicemente perchè ci abbiamo creduto di più. Arrivati fin qui non possiamo dimenticare i nostri avversari che hanno saputo in diverse situazioni darci del filo da torcere, a loro va il nostro in bocca al lupo per tutti i traguardi futuri.»

Le cifre di questa stagione 37 i giocatori nella rosa della stagione 2010-2011 (tra cui ben 7 18enni e 2 19enni) 23,5 anni la media di età dei giocatori Seniores 100 i punti nella classifica finale (miglior risultato di sempre per il RAV e miglior risultato dell’intera Serie C Triveneta) 21 su 22 le partite vinte (di cui 16 con bonus punti per la marcatura di almeno 4 mete e 7 senza alcun punto segnato da parte degli avversari) 1 incontro perso nel girone di andata contro il Rugby Frassinelle 715 i punti segnati (117 mete, da assegnare ancora 59 punti e 9 mete oggetto di un ricorso al Giudice Sportivo Regionale) - miglior attacco della Serie C Triveneto 133 i punti subiti (21 mete) – migliore difesa della Serie C Triveneto


in finale

nuoto

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La “Famila Schio Nuoto” centra la partecipazione alla finale di serie C

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di Enzo Casarotto

opo la partecipazione alla fase regionale di Coppa Brema del dicembre scorso, che definire perfetta sarebbe riduttivo, e dove i risultati delle selezioni messe in campo dal Responsabile Tecnico Manuel Borga hanno permesso sia alla squadra maschile che a quella femminile di posizionarsi al 3° posto nelle classifiche della manifestazione con 19.484 punti ed ottenere anche il 3° posto nella classifica assoluta del Veneto preceduti per soli 4 punti dal Veneto Banca Montebelluna e dal Plein Team Veneto (prima squadra veneta), la Famila Schio Nuoto in questi giorni ha visto premiati i suoi sforzi con l’inserimento al 9° posto nell’elenco delle 16 società partecipanti, assieme ad altre 8 già presenti di diritto dalla scorsa stagione, alla finale Queste le società ammesse in base ai punteggi ottenuti nella fase regionale di Coppa Brema: Fiorentina Nuoto Club (FI) 20.910 Veneto Banca Montebelluna (TV) 20.553 Poseidon Nuoto (CT)

20.109

Rari Nantes Trento (TN)

20.064

Canottieri Napoli (NA)

19.918

SG Andrea Doria (GE)

19.917

Effedue Group (Roma)

19.828

Gorizia Mediacom Nuoto (GO)

19.723

FamilaSchio Nuoto

19.484

Geas Nuoto (MI)

19.315

Esseci Nuoto (FI)

19.293

Atlantide –Elmas (CA)

19.280

Nuotatori Pistoiesi (PT)

19.199

President Bologna (BO)

19.146

Sport Full Time (SS)

19.046

Tirrenica Nuoto (LU)

18.986

di Serie C in programma l’11 Giugno prossimo dove appunto si confronteranno le 24 squadre partecipanti con la 1ª formazione di ogni girone che salirà in serie B e con la 2ª e la 3ª squadra classificata che rimarranno di diritto in serie C anche per la stagione 2012. Le altre 15 squadre dovranno rimettersi in gioco con il migliaio di squadre italiane associate alla FIN per tentare il rientro nelle “Top 40” iscritte nelle serie A, B e C. Per la Famila Schio è un rientro, (dopo l’assenza della scorsa edizione), a questa importante manifestazione nazionale in cui la presenza della Famila Schio era ininterrotta dall’edizione 2006. Tra l’altro nella top 40 la Famila Schio è l’unica squadra vicentina qualificata e ciò inorgoglisce lo staff perché sa di straordinario che una piccola realtà, sia riuscita a superare città molto più grandi con un bacino di atleti da cui attingere molto più ampio e quelle società, ormai molto diffuse, nate come frutto di fusione di vari impianti, ma senza una precisa identità territoriale, con squadre ottenute selezionando i migliori atleti dalle diverse piscine associate anche di territori diversi.. Queste nell’ordine le eventuali sostitute in caso di rinunce: Leosport SC (VR) 18.919 SS Esperia (CA)

18.848

Unione Nuoto Friuli (UD)

18.791

Futura NC (PO)

18.701

Olympic Nuoto Napoli (NA)

18.586

Ranazzurra Conegliano (TV)

18.582

18.582 18.433 Team Osimo Nuoto (AN) 18.423 Sporting Club Flegreo (NA) 18.421 Pol. Comunale Riccione (RN) 18.411 Ranazzurra Conegliano (TV) Rari Nantes Spezia (SP)

moto

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l’arte in moto

a moto può essere anche arte. Nessuno ha potuto contraddire questa affermazione ammirando i lavori esposti da NS Aerografie presso la sede dell’associazione sportiva motociclistica MCR Race Team eccezionalmente in veste “by night” in occasione della serata all’insegna dell’arte promossa da Spazio Inart “vicino di casa” di MCR. Nella sede di Viale Venezia a Trissino sabato 30/04/11 Bettina Galiotto titolare di Spazio Inart architetto e apprezzata decoratrice di interni ha organizzato uno “spettacolo multidisciplinare” al quale hanno partecipato l’artista visivo Fabio Refosco, il musicista Florio Pozza e il percussionista Peter Neri. Quale occasione migliore per valorizzare il magnetismo che unisce anche moto e arte? Ecco allora che nella sede di MCR (a fianco di Spazio Inart) sono stati esposti alcuni lavori di Stefano Nicoletti, da anni grande appassionato ed esperto professionista in aerografie artistiche e personalizzazioni, specializzato nel settore moto ma operante anche su oggettistica varia e su murales per bar, palestre, etc… Le “opere” esposte per l’occasione sono state: un copri serbatoio raffigurante l’eterea Marilyn Monroe; un serbatoio Harley Davidson ispirato a quello della moto presente nel celebre film Harley Davidson & Marlboro Man; un casco fuxia tempestato di Svarowsky che raffigurano il famoso coniglio di play boy; un casco decorato con la tecnica “foglia d’oro e pit stripping” e un altro serbatoio Harley Davidson con una fantasia di verniciatura cosidetta “scalop” che richiamava le verniciature originali Harley degli anni ’70. Una bella serata che ha dimostrato come la moto, oltre che stile di vita, divertimento, passione, mezzo di trasporto, sport…e chi più ne ha più ne metta…può essere anche arte. E per chi volesse un tocco d’arte anche sulla propria moto, basta venire alla sede dell’associazione sportiva MCR Race Team dove la collaborazione con NS Aerografie (sito internet www. nsaerografie.com) darà senz’altro del valore aggiunto ai servizi già offerti, affiancando l’ultima novità dell’abbigliamento moto per i nostri associati.

Come personalizzare la propria moto con una grafica d’autore

di Monica Voltolina


ciclismo 13

I

di Martina Dogana

il Sinai in bici

In momento particolarissimo della storia dell’Egitto, un viaggio attraverso il Sinai in bicicletta n un momento storico come quello che sta scuotendo tutto il Nord Africa e il Medio Oriente, in cui tutti i notiziari danno notizie drammatiche di rivoluzioni, di guerre e di catastrofi naturali, ho avuto modo di testare di persona la situazione nella penisola del Sinai, grazie ad un viaggio organizzato dal mio amico Marco Marchese di Triathlontravel (www.triathlontravel.com). Marco ha un’esperienza più che decennale nell’accompagnare gruppi di triathleti, ciclisti e simpatizzanti a Sharm El Sheikh e quest’anno il suo programma si era arricchito di un’ulteriore e ambiziosa sfida: un giro di cinque tappe in bicicletta nella Penisola del Sinai partendo da Sharm verso Santa Caterina, Nuweiba e Dahab. Un paio di mesi prima della partenza prevista per il 13 marzo, però, tutti sappiamo che è scoppiata la rivoluzione prima in Algeria, poi in Tunisia, quindi in Egitto e il nostro viaggio è rimasto in forse fino all’inizio di marzo quando la situazione in Egitto si è stabilizzata dopo le dimissioni di Mubarak il 12 febbraio. Noi siamo stati i primi turisti a renderci conto che

in Egitto e soprattutto nel Sinai e nel Mar Rosso tutto è tornato alla normalità, anzi gli egiziani stanno vivendo un momento assolutamente importante nella loro storia, si sentono finalmente liberi, hanno riconquistato i loro diritti e hanno il desiderio di una vera democrazia dopo tanti anni sotto lo stesso governo. Da laggiù era surreale ascoltare i telegiornali italiani che ancora parlavano di instabilità. Ancora più surreale erano le spiagge quasi vuote e le strade prive di traffico che hanno fatto la gioia di noi triathleti e ciclisti per le due settimane di allenamento. Pedalare nel deserto già di per sé è un’esperienza unica: gli unici compagni per ore sono i colori forti: il rosso delle rocce, il verde di qualche arbusto che ha la forza di crescere in questo luogo ostile, il blu intenso del cielo e quello del mare in lontananza. E poi il silenzio, scosso solo dal vento e dal passaggio di qualche pick up dei beduini o dalle grida di qualche bambino a bordo strada incredulo di vedere dei marziani su due ruote e con strani caschi in testa! L’asfalto è quasi sempre in ottimo stato, le strade molto larghe e dritte, quindi i pericoli sono

pressoché inesistenti, altro che pedalare nel nostro traffico quotidiano! La temperatura in marzo è molto buona, ovviamente c’è una bella differenza dall’Italia, ma il clima è secco e quindi si sopporta molto bene. Comunque ogni giorno avevamo delle auto al seguito con l’acqua per riempire le borracce ed eventuali pezzi di ricambio in caso di foratura o problema meccanico. Al seguito anche le guide egiziane ben preparate e un cameraman che ha registrato dei servizi per Sky Sport. Per quindici giorni queste sono state le condizioni in cui ci siamo allenati, la prima settimana ben 36 ciclisti, la seconda, quella del tour, 16 ciclisti. Noi triathleti oltre alle uscite mattutine in bicicletta abbiamo potuto nuotare in mare o nelle piscine degli alberghi e correre al tramonto su percorsi ottimi per i vari allenamenti che dovevamo fare. Non sono mancati ovviamente in momenti di svago, da un’uscita in barca nella baia dell’Isola di Tiran, alla visita del Monastero di Santa Caterina, dalle serate a tema organizzate da Marco, al thè beduino nei locali tipici... insomma proprio una bella vacanza dinamica!


a i v l a i o z n con Fra 14

untry fa il pieno: co s os cr di t be ne Za eo of Tr A Torrebelvicino il 2° ss in attesa di una ro oc cl ci di e on pi m ca i, zo an 245 partenti con Fr e della star rt pa lla ne o, rr zu az in a at m chia

C

di Enzo Casarotto

on l’organizzazione del Veloce Club Torrebelvicino Vallortigara e dell’Alto Vicentino MTB, si è corso a Torrebelvicino il 2° Trofeo Zanebet una manifestazione di Mountain Bike di cross country valida quale seconda prova della Veneto Cup e gara top class per gli esordienti e allievi. Al mattino partenza per i più esperti, dagli Open ai master mentre nel pomeriggio la gara è stata riservata alle giovanili delle ruote grasse. 14 in tutto le categorie presenti con ben 245 partenti dei 267 iscritti. Il percorso di 5.000 metri da percorre più volte a seconda delle categorie ha soddisfatto i partecipanti e in un percorso tecnico e selettivo gli atleti si sono confrontati con grande impegno e agonismo. Tutte le gare sono state interessanti e non hanno di sicuro annoiato gli appassionati delle ruote grasse presenti in massa lungo tutto il percorso. Tra gli open la vittoria è andata al fuoriclasse vicentino d’adozione Enrico Franzoi che dopo la conclusione della stagione del ciclocross ed il conseguente periodo di “scarico” si sta divertendo con la MTB ma sta anche cercando la convocazione in nazionale nel mondiale Marathon che si disputerà nel Montello con partenza e arrivo a Montebelluna. Queste le dichiarazioni del dopo gara di Franzoi: “Questo è un percorso impegnativo, con una salita dura e una discesa in cui bisogna fare molta attenzione, è un percorso veramente duro anche per un corridore allenato, sono partito subito forte perché per me questa gara era un test veramente importante in vista delle prossime gare, sono contento della mia prestazione e il progetto di disputare il mondiale Marathon del Montello è un progetto che mi attira e mi piacerebbe correre la gara di Montebelluna in cui c’è anche la possibilità di allenarsi bene sul percorso, vedremo nelle prossime settimane…. Rispetto alla gara di oggi devo complimentarmi con gli organizzatori perché e una gara fatta bene e allestita bene con un percorso sicuro in cui nulla è stato lasciato al caso per cui la gara è stata organizzata al meglio“. Presente anche il responsabile regionale Veneto delle ruote grasse Flavio Furlanetto: “Come Comitato Regionale prenderemo la gara quale prova indicativa per selezionare i giovani per la rappresentativa allievi per la Coppa Italia, Devo complimentarmi con gli organizzatori che sono riusciti ad allestire un percorso veramente selettivo; oggi siamo stati baciati dal bel tempo e c’è anche una notevole affluenza di biker dalle regioni vicine. Abbiamo un centinaio di giovani al via e la ciliegina è la presenza tra gli open di Enrico Franzoi


ciclocross 15

che si sta preparando in vista del Mondiale Marathon di Montebelluna. Questo il commento di Franco Lorenzi il presidente del Veloce Club Vallortigara Servizi ambientali. “Sono soddisfatto della partecipazione; abbiamo avuto qualche difficoltà a livello burocratico ma nonostante ciò abbiamo allestito un percorso da vero cross country e abbiamo ricevuto i complimenti da tutti. Siamo altresì convinti che la nostra scelta di puntare sui giovani sia stata quella giusta e ciò ci darà ragione anche per il futuro fermo restando che è la passione il movente che ci stimola a fare sempre meglio sia con i giovani che sotto l’aspetto organizzativo. Un grazie va ai miei collaboratori, a Matteo Pozza, a tutto il Consiglio Direttivo che ha sostenuto questa iniziativa e un grazie agli sponsor della società che ci sostengono ma che nel nostro caso sono anche dei veri appassionati e amici”.


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Si sono svolte a Valdagno le gare provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi di arrampicata sportiva

scuole in verticale

arrampicata

di Doriano Fabrinetti

l giorno sabato 7 maggio dalle ore 8,30 alle ore 13,30 si sono svolte a Valdagno presso il Palazzetto dello Sport le gare Provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi di Arrampicata Sportiva. Vi hanno partecipato 10 Scuole di Istruzione Secondaria. 3 scuole superiori di Valdagno: l’Itis Marzotto, IIS Trissino e l’IIS Luzzatti. 3 scuole superiori di Schio : L.S. Tron, l’Itis De Pretto e il Pasini , 2 Scuole superiori di Arzignano: IIS Da Vinci e l’ITIS Galile e l’ITCG Ceccato di Montecchio Maggiore, e l’IPSSAR Artusi di Recoaro Terme. In tutto si erano iscritti una 50 di atleti Ogni scuola poteva iscrivere 3 atleti maschi e 3 atlete femmine per le 2 categoria previste e suddivise in base all’età . Le due categorie comprendevano gli allievi maschili e le allieve femminili rientranti negli anni ‘94 - ‘95 e ‘96 mentre gli juniores maschili e femminili erano compresi tra gli anni ‘93 e ‘92. Ogni categoria ha affrontato la propria gara impegnandosi su 3 vie di difficoltà crescente. Si è partiti dalle vie più facili, di difficoltà 5C. per arrivare con la categoria dei più grandi, gli Juniores maschili, alla via più difficile in assoluto, la 7 C. Le gare si sono svolte con la collaborazione e l’assistenza del gruppo “Sogati” del CAI

di Valdagno. Sono ormai più di 5 anni che questo tipo di gare coinvolgono le Scuole Superiori della Provincia e i livelli tecnici degli alunni sono sempre più elevati. Difatti quasi tutti gli alunni sono stati in grado di superare abilmente le prime 2 vie mentre ci è voluta una terza via di massima difficoltà per selezionare i migliori ed ottenere la classifica definitiva. 1 2 3 1 2 3 1 1 2 3

Categoria Allieve femminili: Fin Valentina, ITIS Galilei Piccoli Marta, dell’ITIS Marzotto Garbin Sara dell’ITIS Marzotto Categoria Allievi maschili Meggiolaro Leonardo IIS Da Vinci Lora Federico, ITIS Marzotto Pizzolato Federico, ITIS Galilei Categoria Junores femminile Caoduro Silvia del Pasini (unica concorrente) Categoria Juniores Maschile Urbani Francesco dell’ITIS Marzotto Santagiuliana Davide dell’ITIS Marzotto Lovato Enrico dell’ITIS Galilei



a c i n o c o p m a in c L

a Genova international school of soccer è considerata una delle più solide realtà internazionali a livello di formazione di giovani calciatori. Il progetto prende il via nel 2006 per volontà dell’ Italo-Australiano Morris Pagniello, ex calciatore professionista giramondo con trascorsi nelle fila di Torino, Roda, Northampton e New York Metrostars. L’obiettivo principe è quello di creare una rete di scuole calcio consociate in diversi paesi extraeuropei nelle quali poter avviare alla pratica calcistica e forgiare tecnicamente giovani calciatori. I migliori prodotti di questo grande vivaio internazionale vengono periodicamente selezionati dagli esperti collaboratori della Giss, portati in Italia per un’ulteriore stage di perfezionamento e coinvolti in un tour “promozionale” di amichevoli contro squadre professionistiche. Grazie ad esso gli atleti

possono mettersi in luce agli occhi degli operatori di mercato europei ed ottenere buone possibilità di ingaggio. La scelta degli stati in cui stanziare l’attività di scuola calcio è stata molto oculata ed ha coinvolto zone emergenti senza una grossa tradizione calcistica: Australia, Canada, Singapore, Messico e Brasile sono solo alcune delle sedi ufficiali della Giss. Visti gli ottimi risultati ottenuti nei primi tre anni di attività, con decine di giovani calciatori messi sotto contratto da prestigiose società Europee, nel 2009 il DG Pagniello ha deciso di creare una formazione che possa allenarsi in pianta stabile nel nord Italia: tra le numerose location candidate viene scelta Zanè che diventa il vero e proprio centro operativo delle attività della Giss. Grazie all’accordo con la società locale i giocatori si trasferiscono nella provincia vicentina e vengono tesserati per il settore giovanile del Faizanè,

andando però a formare una sorta di formazione satellite multinazionale. La squadra non è momentaneamente iscritta ad un campionato ma i ragazzi selezionati nelle scuole calcio si seguono un intenso allenamento quotidiano negli impianti sportivi di Zanè e La in un adiacente palestra. squadra disputa ogni settimana partite amichevoli misurandosi contro compagini professionistiche, primavera o di società provenienti dalla serie D. I giocatori sono costantemente seguiti da uno staff tecnico altamente qualificato tra cui spiccano due ex calciatori professionisti dal passato glorioso: nella veste di responsabile dell’area tecnica troviamo Mauro Zironelli, attaccante Thienese con trascorsi in Fiorentina, Venezia e Chievo Verona, e come allenatore John Curtis, difensore Inglese che ha collezionato numerose esperienze in premier league oltre ad aver trionfato nella Champions League del 1999 con la


calcio

19 di Fabio Alberto Landi Foto di Luigi Bortoli

ampioni maglia del Manchester United. La Giss intrattiene costanti rapporti sportivi e commerciali con le maggiori società calcistiche del nord est Italiano prime fra tutte Vicenza e Bassano Virtus. Oltre a queste è stato stabilito un rapporto di collaborazione continuativa con l’AS Roma per la quale gestisce alcuni campus ufficiali all’estero. Un’ altra attività gestita in prima linea dalla società è la gestione dei giocatori professionisti svincolati: durante l’estate viene infatti organizzata una squadra formata da calciatori disoccupati di stanza a Tonezza del Cimone. La formazione disputa un gran numero di gare amichevoli contro team blasonati, così molti dei giocatori rimasti inattivi riescono a mettersi in luce e a trovare un nuovo contratto.

Ho seguito in prima persona una partita della selezione Giss durante il quadrangolare con Vicenza, Portogruaro e Bassano Virtus disputatosi lo scorso 4

maggio presso gli impianti sportivi di Zanè. La squadra primavera GISS con atleti di età compresa tra i 16 e 20 anni ha ben figurato di fronte ai pari età delle tre squadre venete, raccogliendo gli applausi e l’interesse sia da parte del pubblico che degli addetti ai lavori. I ragazzi di mister Curtis sul campo dopo aver strappato una vittoria di misura nella semifinale contro il Portogruaro sono capitolati nella finalissima contro il Bassano Virtus, che aveva a sua volta superato il Vicenza nell’altra semifinale. La manifestazione oltre che per l’aspetto calcistico ha stupito per l’ottima organizzazione tanto che per il futuro non si esclude la possibilità di organizzare un torneo internazionale di maggiori dimensioni presso i funzionali impianti di Zanè.

I video ufficiali della manifestazione saranno visibili sul canale www.youtube.com/eatsport.

Genova international school of soccer: una net mondiale per insegnare il calcio: a Zanè importante evento e guidato da Mauro Zironelli John Curtis, mitico difensore del Manchester United con la cui maglia ha vinto la Champions League nel 1999 La Giss ha avviato una collaborazione per le forniture tecniche con il rivenditore specializzato 90° minuto di Zanè. Nella foto Morris Pagniello con il responsabile Alessandro Corà.”


senza respiro 5° Trofeo Veneto di Apnea di Schio battuti due record italiani

la piĂš giovane partecipante Alda Gorgazzini

Michele Tomasi appena dopo aver migliorato il record italiano

il podio della categoria maschile elite con l’oro di Mardollo Marco, apnea dinamica

il podio della rana subacquea con Michele Tomasi


17 aprile:

appuntamento primaverile alle Piscine comunali di Schio con il Trofeo Veneto di Apnea organizzato dalla Società Apnea Futura di Vicenza e giunto quest’anno alla quinta edizione. Gara valida an-

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sub

che come qualificazione per i campionati italiani. Molto nutrita la partecipazione: 41 atleti con 13 società. Si sono disputate gare di apnea dinamica con attrezzi, pinne o monopinna (maschile e femminile) e apnea dinamica senza attrezzature, conosciuta anche come rana subacquea. Va subito detto che la manifestazione è stata allietata da due nuovi primati italiani, uno in campo maschile ed uno in campo femminile. Francesca Scolari del Nuoto Pinnato Tarvisium, di Preganziol (TV) si è imposta nella categoria “elite” apnea dinamica con attrezzature con 166,9

i partecipanti al 5° Trofeo Veneto

Michele Tommasi in occasione del record italiano con le due pinne in vasca corta ottenuto a Caldogno il 12 giugno del 2010 con 168,80 metri (foto A. Rosso)

la vicentina Paola Negrini, categoria elite femminile rana subacquea

il podio della 1° categoria maschile, apnea dinamica senza attrezzature metri, superando il precedente record che apparteneva a Monica Barbero (Agonismo Sub Torino) con 164,90 metri. Successivamente il trentino Michele Tomasi (Rane Nere Sub Trento) ha migliorato il record italiano nella disciplina di rana subacquea (tecnicamente “apnea dinamica senza attrezzature”) nuotando 180,80 metri e superando il precedente primato che già gli apparteneva con 175,0 metri conquistato

proprio a Schio un anno fa. Gli atleti vicentini, pur non brillando in tutte le categorie, sono ugualmente tornati con una ricca collezione di medaglie. Nell’apnea dinamica con attrezzi femminile Consuelo Gasperoni ha centrato il limite imposto nella categoria esordienti femminile dei 50 metri, mentre Goble Jennifer Joi si è imposta nella 1° categoria femminile. In campo maschile Cozza Luca ha vinto l’oro

il podio della categoria femminile elite con l’oro di Francesca Scolari, nuovo record italiano di apnea dinamica con attrezzature

nella gara esordienti e Stefano Correale ha raggiunto il limite dei 75 metri nella 3° categoria maschile. Un quinto posto infine per Federico Gasparoni nella categoria elite maschile. Nella rana subacquea, Mara Negrini ha centrato l’obiettivo dei 25 metri come esordiente, mentre Paola Negrini nell’elite femminile ha conquistato la medaglia d’oro con 87,50 metri. Mi fa piacere, in chiusura, riportare la frase di Fau-

il podio della 1° categoria femminile apnea dinamica con attrezzature

sto Gorgazzini, papà di Alda, della società Atasub di Levico, la più giovane partecipante al trofeo, esordiente under 16 ed eletta a mascotte: “che bello per mia figlia partecipare ad una gara, diversa dalle altre dove tutti i concorrenti esultano per il successo degli altri partecipanti!”


fuoristrada 22

fuoristrada e formazione sulle quattro ruote!

R

di Chiara Guiotto

Organizzazione e tecnica 4×4 si sono incontrati realizzandouna sinergia perfetta chiamata FXF, la formazione a quattro ruote motrici!

ivolto a tutti gli appassionati di auto fuoristrada, a chi piace l’avventura ma anche e soprattutto a chi vorrebbe approfondire la propria esperienza attorno a questo sport delle quattro ruote motrici. Ma non solo: formare, stimolare e incentivare i dipendenti di un azienda, il proprio gruppo sportivo ma anche i

semplici appassionati di fuoristrada conferisce un valore aggiunto alle attività ludico sportive. Tutto questo prende il nome di FXF Formazione per Fuoristrada, la prima scuola nel Nord Italia che organizza corsi di guida sicura e momenti di formazione sotto il segno dell’avventura in fuoristrada. Una vera e propria scuola di formazione a quattro ruote motrici rivolta ad aziende, enti, privati, scolaresche, scuole guide e squadre sportive. Con conferenza stampa rivolta a giornalisti, aziende e simpatizzanti fuoristradisti e partecipazioni a varie manifestazioni, FXF ha presentato i corsi e le attività di formazione offrendone un’assaggio

realizzando alcune dimostrazioni pratiche ed esplicative. Oltre alla Cava Terre Alte, location ideale per organizzare la maggior parte dei corsi, considerato che il terreno è molto sconnesso e la zona è parecchio isolata, FXF può realizzare le attività anche presso altre località più comode e funzionali per il cliente. FXF nasce dall’esperienza e dalla professionalità dell’agenzia di comunicazione di Arzignano Tierre s.r.l. e dalla passione dei soci

alla prova, in tutta sicurezza e nel rispetto totale della natura che ci circonda. A tal proposito entriamo nel dettaglio dei corsi più richiesti che FXF propone: Survival Per tutti coloro che, con un pizzico di spirito di avventura, desiderano imparare tutti i segreti per lavorare in squadra, affrontare ostacoli difficili e cooperare sfruttando gli strumenti che la natura mette a disposizione: costruire ponti, imbragature e zattere, orientarsi senza

piedi o in auto. Questo corso trasmette tutte le nozioni tecniche e pratiche per sapere dove siamo e dove ci stiamo dirigendo. Prevede una parte teorica per conoscere gli strumenti di lettura delle mappe e un’attività pratica per mettere alla prova i partecipanti sull’uso di gps, mappe e bussole. Corso Suv Per chi ha acquistato da poco un Suv e vuole approforndirne i segreti oppure per chi lo possiede da qualche tempo e vuoi sfruttare meglio le

dell’USM Adventure Team di Valdagno, club fuoristradistico iscritto alla Federazione Italiana Fuoristrada. È proprio l’USM che metterà a disposizione istruttori di fuoristrada qualificati, un gruppo di amici e professionisti delle quattro ruote motrici che trasmetteranno ai partecipanti le proprie conoscenze tecniche e il proprio bagaglio di esperienza senza mai perdere di vista durante le attività l’aspetto ludico e avventuroso. Manager, dipendenti, impiegati, ma anche gruppi sportivi, studenti e tutti gli appassionati saranno coinvolti in attività di gruppo, prove sportive, superamento di ostacoli: una serie di attività appositamente studiate a seconda del corso prescelto per metterli

gps, liberare passaggi, superare ostacoli insidiosi, accendere il fuoco, legare corde e intrecciare nodi resistenti sono alcuni degli argomenti tematici che verranno affrontati durante il corso. Guida Sicura Su strada, sterrato, asfalto, sabbia, neve, con un fuoristrada o con un SUV, il corso di guida sicura illustra le caratteristiche dei veicoli 4×4 e le differenze con le normali automobili. Nella parte teorica si spiegherà nel dettaglio gli angoli caratteristici del fuoristrada, il carico e la strumentazione, a cui seguirà quella pratica con prove tecniche, singole e di squadra. Orientiring Per chi ama viaggiare è importantissimo imparare ad orientarsi nei boschi come nella neve, nel deserto come in montagna, a

sue potenzialità, si tratta di un corso che illustra a 360° il mondo degli Sport Utility Vehicle con nozioni teoriche sulla manutenzione, le tecniche, gli strumenti e una parte pratica con prove su pista e consigli di guida. Per chi non lo possiede, il veicolo viene messo a disposizione da FXF. Winching Fango, neve e sabbia sono i principali nemici verso i quali bisogna sapersi difendere quando si pratica il 4x4, anche non necessariamente estremo. La prima parte teorica illustra le caratteristiche di winch (o verricello), strops e strumenti di recupero, la parte invece pratica ne insegna le tecniche di utilizzo.

I corsi, che avranno una durata variabile da uno o più giorni, si svolgeranno con l’ausilio di veicoli 4x4 messi a disposizione da FXF. Prevedono una fase teorica introduttiva affiancata dall’esperienza pratica, e tutti quanti, senza nessuna eccezione, verranno personalizzati e adattati alle esigenze del singolo gruppo. Ma c’è di più: i corsi

FXF saranno arricchiti da interventi di docenti universitari che, trasmettendo tecniche di motivazione, stimolazione, comunicazione e team building, daranno un valore aggiunto al momento formativo

FXF garantisce professionalità, competenza e vi offre soluzioni all inclusive! Per iscrizioni e maggiori informazioni visitare il sito www.fuoristradaxformazione. it oppure contattare l’Ufficio Stampa di FXF al numero 0444/674374.


Caminada di merenda..a..ore 4ª edizione

Domenica 19 Giugno 2011 Merendaore di Recoaro Terme La polisportiva Merendaore organizza la quarta edizione della passeggiata panoramico-gastronomica proponendo ai partecipanti di camminare attraverso i fantastici paesaggi che circondano Merendaore. Il percorso, con caratteristiche collinari montani, può adattarsi alle peculiarità di ogni escursionista, esperti e non, uomini e donne, giovani e anziani, è particolarmente indicato per le famiglie ed i gruppi. - partenza libera dalle ore 8.00 alle ore 10.00 dal piazzale della chiesa di Merendaore - Variante con n° 2 itinerari ben segnalati: 1° itinerario di circa 8 km, 2° itinerario di circa 12 km. - Sono previsti lungo il percorso dei posti di ristoro - Arrivo al punto di partenza, sul piazzale della chiesa di Merendaore per concludere la “Caminada” assaggiando le succulente bontà preparate, accompagnate da bevande, musica e allegria. - Quota partecipazione: adulti € 6.00; bambini dai 7 ai 12 anni €3.00; bambini al di sotto dei 7 anni gratuito. - La quota di iscrizione comprende la partecipazione alla “Caminada” e la consumazione ad un ristoro a scelta. - N° massimo di partecipanti ammessi alla partenza 600 persone. - Obbligo di cani al guinzaglio. - L’assenza non da diritto al rimborso della quota versata.

Arrivederci a tutti e buona giornata a Merendaore. Per inforrmazioni e iscrizioni telefonare a: Turcato Moreno 333 3117678; Prebianca Tiziano 333 3752839; Tommasi Antonello 349 7851979 e-mail: pol.merendaore@libero.it In caso di maltempo (pioggia), la “Caminada” sarà spostata alla domenica successiva 26 giugno. L’organizzazione declina ogni responsabilità per danni subiti da persone o cose prima, durante e dopo la manifestazione.

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ello scorso numero abbiamo parlato di quanto Geko Bike si impegni nel portare avanti iniziative rivolte ai più piccoli; difatti il team crede molto nelle giovani promesse delle due ruote e, con impegno e professionalità, si impegna a far crescere il proprio vivaio di atleti. Ma Geko Bike si contraddistingue anche e sopratutto per un gruppo di agonisti che partecipa a competizioni UDACE e che sta ottenendo risultati da far invidia ai migliori club della zona. Tutti indistintamente di gara in gara cercano di migliorare la propria prestazione e questo spesso accade a dimostrazione di una crescita fisico sportiva degli atleti, spinti e coinvolti da uno spirito di squadra davvero forte e unito. “Siamo una grande famiglia -ha commentato Marco Cracco, presidente di Geko Bike- La ricetta vincente di questa squadra è proprio l’armonia e la complicità che unisce tutti quanti, e questi due ingredienti sono l’arma vincente che aumenta le potenzialità di ognuno. Se il gruppo è compatto allora anche il singolo atleta è più motivato quando va ad affrontare le competizioni”. Di atleti da nominare, per elencarne i risultati raggiunti, ce ne sono davvero molti, per cui ci limitiamo a presentarne alcuni, i più meritevoli, i professionisti della Geko Bike, coloro che stanno cavalcando l’onda del successo e che di certo rappresentano uno stimolo e un incentivo per i propri compagni di squadra.

Dal Maso Filippo,

classe 1973, abita a Valdagno e gareggia per la Geko Bike da gennaio di quest’anno.

Atleta con la A maiuscola, Filippo Dal Maso è un vero campione, non solo in sella alla sua bici ma anche in altre discipline sportive che l’hanno reso un IRONMEN d’altri tempi. Di traguardi ne ha raggiunti un’infinità nel corso degli anni precedenti sia a livello nazionale che a livello internazionale esibendo con orgoglio la bandiera dell’Italia in numerose località del mondo con una grinta e un talento che non ha paragoni. Fisico scolpito, anima di combattente che non molla mai e tanta voglia di fare fatica e mettersi in competizione. La Geko Bike ha fatto proprio centro e dal Maso resta per tutti la punta di diamante della squadra, il maestro dal quale imparare lo sport quello sano fatto di sacrifici enormi. Filippo infatti lavora come tutti otto ore al giorno e trova il tempo di allenarsi a costo di dormire

Geko bike, risultati a prova di IRONMEN!

di Chiara Guiotto

poche ore per notte tanta è la sua passione per lo sport. Da quando è parte di Geko Bike vediamo quali sono stati i suoi risultati più importanti ottenuti solo nell’arco di questi ultimi 5 mesi: • 4° classificato di categoria ai

Campionati Winter Triathlon di San Candido il 30 gennaio

• 30° classificato assoluto e 14° di categoria alla Gara MBT di Locara il 6 febbraio

• 1° classificato di categoria alla seconda edizione del Duathlon di Arcugnano il 13 marzo • 15° classificato di categoria alla Granfondo Liotto di Valdagno il 10 aprile • 6° classificato assoluto e 1° di categoria alla gara di corsa su strada PURO10.000 di Zanè il 18 aprile

• 30° classificato assoluto e 5° di categoria alla Grandfondo FI’ZI:K di Zanè, una gara

molto dura di 150 Km con 3000 metri di dislivello

• 9° classificato assoluto al POWERMAN ITALY a Valmadrer in provincia di Lecco

l’8 maggio. 10 km di corsa seguiti da 75 Km di bici, con 1200 m di dislivello, e per finire altri 10 km di corsa: risultato eccellente per Filippo che ha con-

cluso la gara con il tempo di 3h e 36 minuti.


duathlon 25

Cecchetto Renato

classe 1964, vive a Montecchio Maggiore e fa parte del team Geko Bike da 2 anni.

Filippo Dal Maso parteciperà al corso per diventare istruttore SIMB che si terrà l’ultimo week end di maggio, invece il prossimo 5 giugno disputerà a Verona la Granfondo Damiano Cunego e il 12 giugno a Rivalta di Bren-

tino la Granfondo Eddy Merckx, entrambe le competizioni appartenenti al Circuito Giordana. Ma non è finita qui perché il 26 giugno parteciperà al Duathlon Classic Campionato Italiano a Cesate, Milano.

Attualmente leader del Circuito UDACE “La Serenissima Coppa Veneto MTB”, costituita da 5 gare, Cecchetto punta ai grandi risultati in primis i Campionati Italiani. Lo scorso 1° maggio ha vinto il Campionato Triveneto a Verona e l’8 maggio ha raggiunto il terzo gradino del podio a Valsanzibio di Galzignano Terme in provincia di Padova, gara valida per la terza prova Blubike Superchallenge, che è composta da 11 competizioni. In programma il Campionato Italiano Individuale Cross Country a Varese il 19 giugno e il 17 luglio il Campionato del Mondo Cross Country in Folgaria.

Walter Massaro

classe 1974, vive a Trissino.

Si è aggiudicato la maglia di Campione Promozionale UDACE all’ultima tappa del circuito conclusosi alla Piana di Valdagno lo scorso 8 maggio.



basket

poker italiano 27

Il Famila Basket del patron Cestaro conquista il suo quarto scudetto: un’intera vallata orgogliosa delle sue campionesse

È

di Enzo Casarotto

fatta! Dopo la coccarda di Coppa Italia, in questa stagione è arrivato a Schio anche lo scudetto. E’ il quarto della serie iniziata nel 2005 con la gestione Fabio Fossati con gli altri due arrivati nel 2005 e nel 2008. L’ultimo è sempre il più bello! Perché? Per una serie di motivi: il primo per l’essere riuscito a strapparlo alla Cras Taranto che da due anni è la formazione italiana più vincente; il secondo, perché la pressione sul Famila ritenuta da tutti la favorita, poteva ritorcersi contro e in più perché non sempre il tasso tecnico se non supportato dal gioco di squadra, può farti arrivare al risultato pieno. Ed è stata questa l’incognita delle 5 partita di finale. Schio se la vediamo sotto l’aspetto tecnico, a detta di tutti, doveva vincere la serie senza storia per 3-0 e chiudere anzitempo i giochi invece, Taranto dopo un finale di campionato sotto tono, si è dimostrato un avversario di tutto rispetto e Ricchini e compagnia ha saputo giocarsi lo scudetto fino al 36’ di gara 5 per poi crollare inesorabilmente sotto le bordate di Macchi, Cohen, Moro e compagne. Il Famila ha meritatamente vinto il campionato n. 80 della storia del basket donne ed è questo ciò che conta e che rimane negli annali. E’ il 4° scudetto negli ultimi sette anni, tutti conquistati con la gestione Marcello Cestaro, un presidente simbolo per il basket femminile che oltre a non lesinare risorse ci ha messo tanta passione e cuore che lo fanno diventare il personaggio principe dello sport in riva al Leogra. Senza contare per una volta il suo impegno nell’attività giovanile che lo porta ad abbinare il suo marchio al sinonimo di “famiglia”. In queste poche righe a disposizione mi piace ricordare lo scudetto della stella (il n.10) di Raffella Masciadri e quello n. 5 di Betta Moro, la capitana (ed ex di turno con uno scudetto anche nello Jonio) che nella sua ultima annata dal campo, ha messo il solito cuore oltre che tanta qualità sia come atleta che come faro indiscusso dello spogliatoio. Un grazie a lei (se davvero vorrà chiudere la sua attività) è doveroso da tutto il pubblico arancione. MVP della gara “Kicca” Macchi che ha chiuso con 20 punti e una valutazione stratosferica pari a 39!!! Queste le interviste raccolte a caldo nell’immediato dopo gara di mercoledì 11 maggio con il primo cittadino Luigi Dalla Via, Giustino Altobelli (il vice di Orlando) e con la “capitana” Betta Moro: “E’ il quarto scudetto per la città – afferma Luigi Dalla Via - e un grande “Grazie” va rivolto al presidente Marcello Cestaro, un grade presidente che ci mette l’anima oltre ai finanziamenti; complimenti alle giocatrici e allo staff, non era facile vincere contro Taranto ma il Famila ha fatto un quarto tempo dell’ultima partita meraviglioso e ha meritamente vinto il tricolore. E’ un grande risultato per tutto lo sport scledense”. “Gara 5 è sempre durissima


al di la se si gioca in casa o fuori – esordisce Giustino Altobelli – un episodio può cambiare la partita e quindi può succedere in ogni momento; è chiaro che Taranto non voleva perdere e giustamente aveva lo scudetto al petto. Siamo riusciti a strapparglielo in una serie durissima e quindi onore alla Cras e a noi. Per la stagione che abbiamo condotto meritavamo di finire così davanti al nostro pubblico con le giocatrici in trionfo perché se lo sono meritato. E’ bello chiudere alla Campagnola anche se non so se noi abbiamo fatto un regalo al pubblico o se loro hanno fatto un regalo a noi. E’ da un po’ di stagioni che ci sostiene e che ci fa sentire il loro calore e credo che dobbiamo ringraziarlo dai fan a quelli che vengono occasionalmente però vedere un campo così e le giocatrici che mettono ogni energia sul campo, penso che sia

gratificante sia per loro che per noi”. “È la più grande soddisfazione della mia vita- afferma la capitana Betta Moro - non poteva finire meglio: è un sogno che si realizza, non potevo pensare di finire la mia carriera in questo modo, sono la persona più felice su questa terra e questo scudetto lo dedico a me stessa: ho sempre dedicato qualcosa a qualcuno e stavolta la dedica è tutta per me”. Si archivia una stagione doc, con l’unico rammarico di non aver giocato un altro turno di Eurolega in più (dannata la gara di Oremburg…) ma il discorso è solo rinviato di qualche mese. Grazie Cestaro, grazie ragazze! Serie finale: Gara 1: Taranto – Famila 68-61; Gara 2; Famila – Taranto 63-61; Gara 3: Famila – Taranto 65-60; Gara 4: Taranto – Famila 51-52; Gara 5: Famila – Taranto 75-59.


pattinaggio 29

un anno d’or

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A

nnata di grandi soddisfazioni per l’ASD Pattinaggio Artistico Trissino. Dopo i buoni risultati ottenuti ai Campionati Regionali e Italiani svoltisi tra febbraio e marzo 2011 (una medaglia d’oro per la categoria Piccolo

Gruppo ai Regionali e 2 medaglie di bronzo ai Campionati Italiani per Piccolo Gruppo e Gruppo Jeuneusse), il gruppo New Age del pattinaggio Artistico Trissino è appena rientrato dalla bella esperienza portoghese dei campionati europei di pattinaggio artistico gruppi spettacolo svoltosi a Gondomar, vicino a Porto, dal 5 al 7

La New Age del pattinaggio artistico agli Europei in Portogallo continua la sua serie positiva Anna in una foresta ombrosa, ha ottenuto un onorevole quinto posto; il Piccolo Gruppo ha presentato “Scopriti anche tu” (un percorso interiore alla scoperta del proprio io) e si è classificato al quarto posto, sfiorando per pochissimo il podio. La vera sorpresa è stato il Gruppo Jeunesse New Age Junior. Il gruppo è composto da ragazze e ragazzi di età compresa tra i 12 e il 14 anni, che, dopo un esordio non eccellente al Campionato Regionale, hanno dato il massimo per dimostrare il loro valore. Infatti, dopo aver conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani, e alla loro prima esperienza ad una competizione internazionale, con una prova di alto livello hanno presentato le “Marionette” ed hanno ottenuto il terzo posto al Campionato Europeo. E’ stato premiato innanzitutto l’impegno delle pattinatrici e dei pattinatori durante l’intera stagione, ma anche l’importante lavoro svolto dall’intera società, guidata dal Presidente Massimiliano Voltolina, e dai tecnici. Tutto il team dell’avventura portoghese è allenato da Damiano De Felice e coadiuvato dalla coreografa Laura Nardi. Con i successi riscossi agli Europei di Pattinaggio Artistico il Gruppo New Age si riconferma tra le squadre più titolate del vicentino nelle varie categorie.

Questi i numeri di Giulio Centomo dal 2001 al 2011: La formazione, com- Campionati Regionali:

maggio. posta dalle atlete e dagli atleti dell’ASD Pattinaggio Artistico Trissino e della Valdagno-Castelgomberto APD Pattinaggio Artistico, è riuscita quest’anno a qualificarsi alla rassegna europea in ben 3 categorie. Il Grande Gruppo, che ha presentato “Il segreto di Anna”, un pezzo che narra l’avventura di

9 ori, 4 argenti, 6 bronzi

Campionati Italiani: 6 ori, 2 argenti, 9 bronzi

Campionati Europei: 3 ori, 1 argento, 4 bronzi

Campionati Mondiali: 1 oro, 1 bronzo


sempre in testa

I

Nel cross per m oto

l Vicentino è stato negli anni ‘70 terra di grande splendore per il moto cross tricolore, con tanti campioni e con piste gloriose che hanno scritto la storia del cross nazionale. Nei terreni di Priabona, Recoaro, Fara Vicentina, Mason e tanti altri, si battevano i più forti crossisti d’Italia, alcuni diventati famosi come Franco Picco o Pierantonio Dal Brun. Purtroppo i tempi hanno cancellato molte di quelle piste e pesanti normative hanno messo il fuoristrada un po’ in disparte. Non per tutti: oltre ai crossisti praticanti con moto moderne, esiste tutto un mondo dedicato al motocross d’epoca. Collezionisti e amanti del genere recuperano le vecchie moto da competizione degli anni ‘70, le restaurano e le riportano nei campi di gara. Sia ex piloti di allora che neofiti approdati per pura pas-

moto d’epoca

d’epoca, Vicenz a rinnova la su a gloriosa stori sione disputano ogni anno a di successi un Campionato Italiano ed Giuseppe, 6° Grotto Carlo, 8° uno Triveneto di Motocross d’epoca. Nel crossodromo “ LA GAMELLONA “ Paroldo (CN) domenica 1 maggio si è svolta la seconda prova di campionato Italiano Cross Epoca e la prova unica del Trofeo F.M.I. Nazionale a Squadre. La manifestazione è stata organizzata dal Motoclub 100 Torri D’Alba. Durante la giornata del sabato i piloti si sono impegnati per poter avere il miglior tempo sul giro, il pilota più veloce è stato Franco Ulivi con un tempo di 01:46.654, tempo molto vicino a quello delle moto moderne! I piloti veneti, molti i vicentini, si sono distinti nelle rispettive categorie : 1° Trollo Massimo, 1° De Pin Mattia, 2° Soldà Flavio, 2° Rabito Claudio, 3° D’Ambrosi Maurizio, 4° Zuin Ivan, 5° Cervato Giancarlo, 5° Talin Alfredo, 5° Bazzo

Battan Antonio e con solo una manche Alessio Soldà si è aggiudicato il 10° posto della sua categoria. Per la classifica del Trofeo delle Regioni la squadra Veneto 1 composta da TROLLO, DE PIN, SOLDA’ FLAVIO e ALESSIO si è piazzata in testa alla classifica. Al secondo posto la Lombardia e al terzo la Toscana. Quinti assoluti su 15 squadre, Veneto 3 composta da RABITO, GROTTO, D’AMBROSI e BORSATO. Alla manifestazione mancava Fiorello Sberze, già Campione Italiano nella sua categoria da alcuni anni, che si sta rimettendo in forma dopo un pesante infortunio. Speriamo possa rientrare per la terza prova di campionato che si svolgerà a Savignano Sul Panaro (MO) il 29 maggio.


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ciclismo La Vicenza Pink Bike a braccetto con la sicurezza

ciclismosicuro

L

e cose stanno maturando, c’è qualcuno che ci crede e dalle parole e dai proclami si passa ai fatti. E possiamo ben dirlo dopo aver presenziato e visto con i nostri occhi quanto predisposto dalla neonata Vicenza Pink Bike del presidente Claudio Parise che a Montecchio Maggiore, nella “1^ Coppa Road 66” riservata alle esordienti donne e alle allieve con l’epilogo pomeridiano per i giovanissimi. Cosa in particolare? Presto detto: la Vicenza Pink Bike ha inserito nella consueta frecciatura di gara, nei 3.7 km. del percorso, il logo di ciclismosicuro.it come ampiamente dimostrano le immagini allegate a questo testo. Ma non è tutto. Oltre ad inserire il logo di ciclismosicuro.it nel depliant della gara, la società ha inserito nello stesso, un dialogo-colloquio tra mamma e figlio inerente al tema della sicurezza. Il tutto perché al gruppo sta a cuore la sicurezza e se è vero quant’è vero che nell’ovest vicentino manca il ciclismo, parlando di sicurezza e garantendola nei fatti e non solo a parole, la società si aspetta la fiducia di tanti genitori che ora sono restii a mandare a correre i ragazzi appunto per una questione di sicurezza. Sicurezza che per la Vicenza Pink Bike è di primaria importanza per avvicinare i giovani a questo meraviglioso sport. Stavolta non si è parlato di controlli antidoping per i più piccoli, di esagerazioni o quant’altro, ma con questa esemplare organizzazione si è passati dalle parole ai fatti ovvero ad una concreta gestione della sicurezza del tracciato di gara ben coperto da numerosi addetti agli incroci. E’ un esempio da imitare anche perché il normale cittadino che transita la domenica in prossimità della sua zona residenziale, dal messaggio di ciclismosicuro. it e dalla frecciatura di gara ne rimane quantomeno incuriosito. Sarà anche poca cosa, ma è un primo passo! Di sicuro da imitare con frequenza e continuità soprattutto se il messaggio è rivolto alle categorie giovanili che potrebbero crescere, coltivare ed amplificare queste piccole conoscenze mettendola a disposizione dei loro compagni di scuola per diventare un motivo di discussione e di crescita per tutti gli adolescenti.


ciclismo 33

di Enzo Casarotto

le buone notizie non fanno notizia! Dal Veneto alla Calabria per non dimenticare Thomas Casarotto e gli otto ciclisti di Lamezia Terme e tutti i ciclisti vittime della strada

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e buone notizie il più delle volte passano inosservate o peggio ancora, non si ha la lungimiranza di scriverle perché si pensa che non vengano pubblicate o che addirittura non possano interessare chi legge o chi si trova davanti alla tv. Stavolta non dev’essere così! Capita che a metà settembre e precisamente dal 10 al 14, a causa delle gravi condizioni e in seguito per la morte dello scledense Thomas Casarotto vittima di un incidente al Giro internazionale del Friuli per dilettanti, i media di tutto il territorio nazionale hanno in massa seguito l’evento con dovizie di particolari e altrettanto è accaduto nella prima settimana di dicembre in seguito all’altro incidente mortale avvenuto a Lamezia Terme, in Calabria, in cui hanno perso la vita 7 appassionati della bicicletta (con Domenico Strangis - l’ottavo della compagnia di 10 amici - deceduto il 24 febbraio a seguito dei traumi). Stavolta è accaduto qualcosa di “normale” ma che merita di essere segnalato, non tanto per mettere in evidenza i personaggi, ma per condividere un’iniziativa che ha dello straordinario se si pensa che quattro semplici cittadini – ed è stavolta la città di Schio che si onora della paternità – hanno avuto il coraggio (o l’incoscienza!) sono stati protagonisti di un qualcosa ricco di significato che esula dalla normalità e forse anche dalla “razionalità” del pensare comune. Enzo

Casarotto, Stefano Retis e i genitori di Thomas Casarotto mamma Cecilia e papà Pietro (Beppe), hanno accolto l’invito di alcuni dei figli del tragico evento di Lamezia e senza batter ciglio si sono recati in Calabria per ricordare e per unire la figura di Thomas Casarotto con quella dei cicloamatori lametini uniti tragicamente dallo stesso destino. Giuseppe Nocera (lui il giorno dell’incidente cinquecento metri prima del tragico impatto ha salutato la compagnia preferendo rientrare a casa e lasciare il gruppo che solitamente e di una trentina di amici, in quanto il tempo era quel giorno incerto ed è così che è miracolosamente scampato alla disgrazia…) con Simona Canizzaro, sono stati i promotori dell’iniziativa alla quale la delegazione scledense ha subito fatto pervenire una risposta affermativa. C’è da dire che la conoscenza tra le due realtà è avvenuta tramite il sito ciclismopassione.com in quanto uno dei figli delle vittime ha segnalato a Giuseppe Nocera che da Schio, dal 30 dicembre (giorno che sarebbe stato il 20esimo compleanno di Thomas Casarotto) operava il portale ciclismosicuro.it che tratta i temi della sicurezza ed in particolare spiega cosa prevede l’articolo n.9 del Codice della strada che sancisce il comportamento dell’utenza al passaggio di una manifestazione sportiva su strada. Da li i primi contatti con la famiglia Casarotto che subito ha spronato il gruppo alla trasferta. Detto fatto e il 30 aprile

la spedizione è a Lamezia ed il giorno seguente partecipa in qualità di ospite al “9° Giro ciclistico di Lamezia Terme – 1° Memorial Otto Campioni Lametini”, una gara ciclistica FCI ed Enti della Consulta di 84 km. organizzata dallo Sporting Lamezia alla quale hanno aderito ben 430 iscritti provenienti da tutto il territorio nazionale più un gruppo di cittadini che hanno pedalato per pochi chilometri con le normali biciclette. La prima parte della manifestazione ad andatura controllata e turistica, ha portato la carovana sul luogo del disastro: sulla statale 18 (anche il Giro d’Italia il 14 maggio ha reso omaggio alle vittime con lo scoprimento di una stele) e lì, una lunga pausa ha permesso ai presenti di ricordare degnamente le otto vittime. Cecilia la mamma di Thomas Casarotto ha deposto un omaggio floreale unitamente a Simona Canizzaro e a Danilo Puppin (diciottenne proprio quel giorno) che hanno deposto i fiori ricordando i loro genitori e gli altri amici del gruppo presieduto da Gianni Canizzaro, anche lui tra le vittime. Dopo tanta commozione un lungo applauso e il lungo serpentone è ripartito in silenzio per proseguire la gara stavolta in maniera agonistica. Nel corso delle premiazioni alla presenza del primo cittadino Giovanni Speranza, degli assessori allo sport Rosario Piccioni, al bilancio Aldo Ferrise e del Consigliere comunale Bruno Tropea, tutti pedalatori assidui, degli avvocati G. Luca Taiani e Bernardo Ma-

rasco, e di Antonio De Vito il presidente dello Sporting Lamezia, c’è stato l’intervento del portale ciclismosicuro.it con Enzo Casarotto che oltre ad illustrare lo scopo del sito, ha ringraziato gli amministratori locali, gli organizzatori e ha avuto parole di elogio e di fraterna solidarietà per quei giovani parenti delle vittime che hanno contribuito a questo gemellaggio nel segno della richiesta per una maggior sicurezza per le due ruote. Dopo aver consegnato i messaggi dell’Amministrazione comunale scledense, quelli della FCI regionale veneta e provinciale vicentina, e tutti i messaggi di vicinanza pervenuti dai siti amici e su quello di ciclismosicuro.it, i genitori di Thomas Casarotto hanno donato al Sindaco Giovanni Speranza, allo Sporting Lamezia e soprattutto alle 8 famiglie delle vittime le maglie più significative che raccontano la carriera di Thomas, le maglie autografate e dedicate delle società di Nicola Pirolo e di Tommaso Cavorso (gli altri due quattordicenni che il sito ciclismosicuro.it ricorda al pari di Thomas), quella, in rappresentanza del ciclismo nazionale, di Stefano Agostini (tricolore under 23), quella azzurra di Enrico Battaglin, quella di Giacomo Sartore lo scledense amico di Thomas, e di altre maglie a rappresentare anche il settore giovanile ciclistico vicentino. Una volta che si pubblica una “buona notizia”, è meglio approfittarne per riportarla in modo completo: domenica 2 ottobre, a Schio, zona Poleo,

con l’organizzazione dell’Arcobaleno Generali Ballan di Mestre (l’ultima maglia indossata con i dilettanti da Thomas) e tutta la logistica curata da ciclismosicuro.it con le formazioni ciclistiche scledensi schierate in toto a prestare gratuitamente la loro opera, si organizza una gara ciclistica: il 1° Memorial Thomas Casarotto per dilettanti élite e under 23 che avrà il Gran Premio della Montagna intitolato agli “Otto Campioni lametini” e sarà modo per il portale ciclismosicuro. it per contraccambiare l’ospitalità agli amici calabresi che ci hanno già promesso che faranno a gara con i nostri ristoratori per proporci le loro tipiche specialità culinarie. Ciclismosicuro.it ha partecipato all’evento +bici per Schio, presentando il suo progetto in occasione della tavola rotonda di sabato in fabbrica Alta e nello stand in Piazza Rossi, oltre agli adesivi promozionali e la possibilità di aderire al portale (che a tutt’oggi sfiora i 500 iscritti), hanno trovato collocazione una bacheca informativa sulla trasferta in Calabria, le foto di tutti i testimonial e uno spazio dedicato alla promozione del settore giovanile curato dalla FCI di Vicenza. Uno stand molto apprezzato e visitato per ragionare in termini d’informazione sulla sicurezza che stavolta e finalmente si pone da contraltare ai soliti discorsi della bici abbinati al doping o meglio ancora allo strapotere che il calcio ha nei discorsi degli appassionati di sport.


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con il Bonus Sport, la pratica sportiva è per tutti

Si chiama “Bonus Sport” l’iniziativa promossa dal CONI di Vicenza e dalla Provincia di Vicenza, con il contributo di Latterie Vicentine e rivolta ai Comuni per agevolare nella pratica sportiva le famiglie più in difficoltà e venire incontro ai ragazzi vicentini nella loro voglia di fare sport. Valdagno c’è.

fgla T 0oxn qwer iop yefghj rdxcvbn jù,134 on*"/( di Giulio Centomo

ra i Comuni aderenti alla prima edizione del Bonus Sport anche quello di Valdagno, grazie all’impegno degli Assessorati allo Sport ed alle Politiche Sociali. «Siamo convinti – commenta l’assessore allo sport del Comune di Valdagno, Alessandro Grainer – che anche in tempi di difficoltà e di tagli vada promossa e sostenuta l’attività sportiva. Si tratta di un importante strumento educativo sia verso uno stile di vita attivo, che verso importanti valori come il rispetto delle regole e la socialità, nonché in un’ottica di prevenzione delle patologie e delle malattie sociali. Abbiamo quindi accolto con piacere l’iniziativa del CONI e speriamo si possa rinnovarla ogni anno. Tutti possono e devono avere la possibilità di fare sport perché nello sport non deve esserci alcuna forma discriminante. Ecco che allora questo Bonus Sport acquisisce anche un grande valore sociale.» I Comuni interessati ad aderire al progetto del Bonus Sport hanno dato la propria adesione al CONI di Vicenza ancora lo scorso anno, indicando la quota impegnata dalle Amministrazioni per l’iniziativa. Grazie all’impegno messo in campo da CONI, Provincia e Latterie Vicentine sono stati messi a disposizione 30.000 € da ripartire ai diversi Comuni aderenti. All’interno dei Comuni poi le singole famiglie o le società sportive potevano segnalare gli atleti minorenni da inserire in un’apposita graduatoria per l’assegnazione del contributo “una tantum” di 100 € ad atleta, per la copertura delle spese legate alla pratica sportiva. Nell’assegnazione dei “Bonus” particolare attenzione è stata rivolta alle famiglie con più figli.

Il Comune di Valdagno ha messo a disposizione per il primo anno del progetto 1000 € a cui si sono aggiunti i fondi ripartiti agli Enti aderenti da parte del CONI (700 €). In questo modo sono state accolte 17 segnalazioni da parte delle società sportive valdagnesi. In seguito si è proceduto a liquidare i contributi. «E’ un primo passo – ha commentato il Presidente del CONI di Vicenza, Umberto Nicolai – di un’iniziativa cercata anche dall’assessore provinciale Cristiano Sandonà, che potrà essere allargata nei termini proposti oppure rivisitata e adattata anche secondo le risposte che avremo o i suggerimenti che verranno in futuro. Il nostro compito è solo quello di venire incontro alle famiglie dei ragazzi nella pratica sportiva.»


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il dominatore dei mari

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Il Team JET SKI WATER BIKE è un team tutto vicentino che sta dominando nel Campionato Italiano Endurance Moto d’Acqua omenica 8 maggio scorso in località Sottomarina di Chioggia, Venezia, si è svolta la seconda prova del Campionato Italiano Endurance di Moto d’acqua . A primeggiare tra le prime file la pattuglia tutta Vicentina della Jet Ski Water Bike. L’Elite della motonautica italiana parla Vicentino, infatti lo scorso anno i ragazzi del team Jet Ski Water Bike hanno vinto l’impossibile. Le gare dello scorso anno si sono disputate tra Sottomarina Venezia,

disputa in tre manche per una durata di 30 minuti cadauna con pause che vanno dai 20 ai 30 minuti una dall’altra. I piloti a cavallo di questi bolidi da 300-350 cavalli di potenza, riescono a sfiorare la velocità di ben 100 chilometri orari. Tra una manche e l’altra i piloti hanno il tempo necessario per un rifornimento un briefing con i meccanici (tutti volontari e appassionati) una bevanda dissetante, un massaggio fatto rigorosamente dalle proprie mogli premurose per lo stato dei loro cavalieri e per alleviare i dolori causati dall’urto con

Catanzaro, Boretto Po, Sermide Po, San Nazzaro D’Ongina e nella bellissima Sardegna. Uno sport sconosciuto nell’entro terra vicentino, ma questi ragazzi non più giovani ma molto determinati e con non pochi sacrifici, hanno dato filo da torcere ai migliori piloti e team più competitivi della penisola, vincendo i tre titoli più ambiti della categoria. Lo svolgimento della gara che si

l’onda affrontata con la velocità e gli infiniti salti che questi ragazzi riescono fare con i loro bolidi. L’abbigliamento poco pratico visto l’ingombro ma necessario per la propria incolumità è composto da una muta resistente agli urti, casco, giubbetto salvagente che assicurano in caso di incidente al galleggiamento del malcapitato. Via! Si riparte per le manche successive, vederli sfrecciare nell’ac-

moto d’acqua 37

di Carlo Nieddu i risultati ottenuti la scorsa stagione Cat. F1

1 Tadiello Antonio 2 Orso Pierangiolo 3 Fior Paolo Cat. F2

2 Ladu Massimo 3 Lovisetto Roberto Cat. Master

1 Barizza Michela

qua ti emozionano, il rombo dei motori, la schiuma creata dai jet che s’impenna fa dei giochi d’acqua fantastici. E alla fine della terza e ultima manche viene decretato il vincitore che riesce a fare più giri del percorso, lo stesso viene realizzato mettendo delle boe galleggianti: un vero e proprio circuito galleggiante. Per il 2011 i componenti del Team Jet Ski Water Bike sono impegnati non solo per il Campionato Italia-

no, ma parteciperanno alla PaviaVenezia, la gara fluviale più lunga al mondo con i suoi 400 Km, che nel 2010 i portacolori del team, Pierangelo Orso, si aggiudicava mentre al secondo posto tagliava il traguardo Massimo Ladu. Le foto di questo servizio parlano da sole……Bravi ragazzi, meritate tutto il nostro plauso per portare così in alto il nostro territorio….

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105 anni di pallone

dal 1906 PGS Concordia calcio: ledensi per educare i giovani sc

calcio

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di Enzo Casarotto

a Concordia calcio è una società sportiva che il 20 maggio di quest’anno festeggia i suoi 105 anni di attività, e nella sua storia i molti e significativi successi ottenuti, non sono mai stati il risultato di grandi investimenti economici o di selezione dei giocatori ma sempre e solo il frutto della passione, dell’impegno e del lavoro di squadre unite dentro e fuori dal campo. La società è anche un Centro di avviamento allo sport. Quest’anno in particolare la PGS Concordia si onora di partecipare con tutte le squadre di calcio e di multisport ad ogni torneo organizzato e con l’aggiunta di una Commissione Formativa vuole far crescere e accompagnare con lo “spirito di Don Bosco” i giovani allenatori che affiancando i tecnici più esperti dedicando volontariamente il loro tempo, per DONARE ai più piccoli ciò che hanno RICEVUTO. Nella PGS Concordia Calcio1906 sono 280 i ragazzi iscritti alla società e ben 240 di loro hanno meno di 19 anni. Il gruppo è forte di cinquanta collaboratori tra allenatori, aiuto e dirigenti: è una grande “FAMIGLIA” presieduta da Andrea Perezzan con un consiglio direttivo ben affiatato che almeno una volta al mese si riunisce per programmare e valutare l’andamento dei vari gruppi soprattutto sotto l’aspetto sociale e formativo come don Bosco vuole e che sicuramente dall’alto li segue e li protegge.


Magic Reds

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minibasket 39

14° Adriatica Cup di Pesaro – in grande evidenza i Reds di Vicenza n grande evidenza i Reds di Vicenza alla 14° Adriatica Cup che si è tenuta a Pesaro (patria della Scavolini) nei giorni 21-22-23 aprile. Una competizione nazionale dove le squadre di pari categoria possono confrontarsi con realtà diverse da quelle della provincia di provenienza. I biancorossi si sono classificati al 3° posto con la squadra in categoria Aquilotti (classe 2000), squadra che già si era già distinta alcuni mesi fa a Padova

con il 5° posto nel Torneo Marcello Osti e al 5° posto con la squadra in categoria Esordienti (classe 1999). Grande l’affluenza dei genitori al seguito dei piccoli atleti, anche se questi erano alloggiati in un albergo diverso. Alle gare hanno partecipato oltre 140 squadre provenienti da tutta Italia, suddivise in categorie e all’interno di una stessa categoria in “conferences” di 12 squadre. Per gli esordienti, complice l’emozione, la sconfitta iniziale con il S. Carlo Azzurro di Milano, concretizzatasi solo

Vicenza Reds Basketball

nell’ultimo quarto di gioco, ha compromesso il podio. In seguito un crescendo di successi con il Basket Assisi (PG), la Polisportiva S. Giuliano di Milano e la finale per il 5-6° posto con il Don Bosco Crocetta di Torino. I Reds della categoria Aquilotti hanno vinto le prime partite contro Settimo Basket Milanese e il Grigliasco, ma hanno ceduto contro la Pallacanestro Feletto di Udine per poi vincere la finale per il 3-4 posto della conference contro il San Donato Milanese. Va sottolineato che la Feletto di

Associazione Sportiva Dilettantesca vicentina sorta nel 2010. Ha sede in via Trasburgo, 11 Vicenza. Presidente è Martina Valente affiancata da Paolo Palucci il quale opera da oltre 10 anni nel mondo del Minibasket. Obiettivo promuovere l’avviamento allo Sport avvicinando i bimbi alla Pallacanestro attraverso un percorso di accompagnamento senza esasperazioni o programmi precostituiti da seguire alla lettera, aprendo le porte a tutti. I valori in cui crede la società sono lo spirito di aggregazione e il piacere di stare assieme e divertirsi con un pallone, associando la disciplina e un sano agonismo al rispetto dello sviluppo fisico e psichico del bambino. Possono aderire ai Resd tutti i ragazzi di età compresa tra i 6 e i12 anni, dal Minibasket fino alla categoria Esordienti. L’attività è seguita da allenatori ed istruttori esperti, coadiuvati da personale specifico e da uno staff dirigenziale sempre partecipe. Particolare interessante che anche i genitori rivestono un ruolo importante: oltre che ad essere sempre resi partecipi delle attività dei figli e costantemente informati delle numerose iniziative, da semplici accompagnatori, non di rado, diventano dei veri e propri collaboratori. Informazioni: www. vicenzaredsbasketball.it

Udine, vincerà la “conference” per poi cedere di misura solo nella finalissima contro la Snaidero. Evidente la soddisfazione degli allenatori, Paolo Palucci per gli Aquilotti e Alberto Conte per gli Esordienti. Un risultato che premia il lavoro svolto dai Reds nel Minibashet vicentino, e che testimonia il potenziale del vivaio giovamile. Infatti il successo vicentino è stato completato dal 4°posto conquistato dall’Araceli nella categoria under 15.

di Antonio Rosso


l’Andalusia in bicicletta 40

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raga, dall’autunno scorso, è ancor viva nei nostri ricordi, che una nuova esperienza meravigliosa, appena conclusa, mischia ed accavalla le emozioni dei numerosi ciclisti che l’ hanno vissuta. L’Andalusia, Regione Iberica prescelta per il tour 2011 dall’ASD Calcestruzzi Mascotto di Caldogno (Vi), meritava una collocazione primaverile. Trenta pedalatori e sei supporter hanno potuto ammirare e respirare le bellezze del sud della Spagna per un tracciato cicloturistico ben disegnato, con partenza ed arrivo a Siviglia. Ora, concluso felicemente il nostro tour 2011, tentiamo di far rivivere a chi leggerà il resoconto, le tante emozioni provate dai protagonisti, convinti che potrà procurare qualche punta di giusta invidia, oltre che meritate congratulazioni. Sedi di tappa prescelte sono state nell’ordine, Cordoba, Granada, Torremolinos (Malaga), Gibilterra, Jerez de la Frontera, Siviglia, per un tracciato totale del percorso, di 870 chilometri, tutti da ricordare. Con il sostegno di due autisti e coccolati da quattro meravigliose donne, le nostre tappe sono apparse poco più di passeggiate, pur se i percorsi vallonati e collinari hanno messo a dura prova i muscoli non ancora rodati a sufficienza..

di Mariano Stefani

Partiamo dall’aeroporto di Siviglia un’ora appena dopo l’atterraggio, verso le 13,00 del 4 aprile, pedalando fra distese di aranceti seguendo il corso destro del fiume Guadalquivir, e, attraversando piacevoli borghi come Cantillana, Lora del Rio, e soprattutto Almodovar con la sua rocca; raggiungiamo Cordoba dopo 140 km soleggiati su strade ampie ed agevoli. Una buona cena ed una sgambatina distensiva per il quartiere cittadino, concludono la prima giornata. L’indomani scopriamo un tragitto altrettanto gradevole di 180 km immerso fra colline di oliveti in periodo di potatura, dove la musica delle motoseghe ritma il nostro incedere nel continuo su e giù dai dolci rilievi; passiamo per Espejo, Baena, Alcalà la Real ed altri simpatici Paesi. Granada, al termine del percorso, merita una visita serale non fosse altro che per ammirare da vicino la meravigliosa Alhambra, la fortezza rossa che, illuminata di sera, espone tutto il suo fascino. Ripartiamo per la terza tappa tenendoci di fronte come orizzonte, l’imponente biancore della Sierra Nevada; puntiamo su Agron ma qualche indicazione poco evidente ci fa girare in tondo per quasi un’ora, prima di imboccare la direzione buona; un forte vento contrario non ci im-

Viaggio in Andalusia dell’ASD Calcestruzzi Mascotto di Caldogno tra sport ed emozioni


pedisce di godere selvaggi scorci di entroterra, distese di querceto e pino silvestre, e di apprezzare caratteristici borghi come Ventas, la stessa Agron, Alhama de Granada e Puerto de Zafarraja. Dai mille metri di quest’ultima località, una lunga discesa ci porta verso Velez Màlaga, poi costeggiando il mare attraversiamo Màlaga e giungiamo a Torremolinos dopo 175 km. Interamente disegnato sulla Costa del Sol il nostro tragitto della quarta frazione con meta nella “inglese” Gibilterra. Bellissimi gli scorci ammirati passando da Elviria, Marbella, Estepona, fino alla Linea de la Concepcion, ma l’unica soluzione viaria è la strada Nazional a più corsie e a due carreggiate trafficatissime per niente godibili in bici; finalmente il “balcone” su Gibilterrra premia la nostra tappa e nel finale é l’ascesa alla rocca con il suo difficile strappo al 16 % di pendenza a concludere la sezione ciclistica di turno, lunga 135 km, consentendoci una completa vista sulla città e sullo stretto omonimo, attorniati da gabbiani in volo sospeso, e gruppi di audaci scimmiette, simbolo turistico di Punta de Europa (Gb). L’indomani partiamo sotto un sole splendente tornando in terra Iberica, inoltrandoci in una delle zone più belle in assoluto; a Taraguilla scorgiamo nidiate di cicogne con i pulcini su ogni palo della linea elettrica, poi entriamo nella terra degli allevamenti taurini fra colline che sembrano prelevate dal mitico Far West, giungendo a Los Barrios e quindi nella splendida bianca cittadina di Alcalà de los Gazules;

il ristoro volante a Paterna de Rivera, isolato borgo fra colline rigogliose completamente prive di costruzione alcuna, ci dà la giusta carica per giungere dopo 140 km a Jerez de la Frontera, città conosciuta per il noto circuito auto-motociclistico. Un tuffo in piscina prima di cena ci rinfresca dal caldo torrido della giornata, che ricorderemo come la più bella dell’intero tour. L’ultimo tragitto di 120 km é velocissimo grazie al vento favorevole e all’andamento pianeggiante del tracciato che ci riporta a Siviglia seguendo direzione nord fino a sfiorare il famoso Parco Naturale di Donana. Superiamo Trebujena tenendo il corso sinistro del f. Guadalquivir, raggiungiamo Lebrija, Las Cabezas, Las Alcantarillas e Los Palacios, dove ci sorbiamo un caffè di gruppo prima di ripartire a tutta verso la Capitale Andalusa, che conquistiamo verso l’ora di pranzo. Una visitina alla bellissima città nel pomeriggio, è la degna conclusione del nostro itinerario ciclistico in terra Spagnola, e non potevamo certo privarci di apprezzare da vicino L’Alcazar, la maestosa Cattedrale e la famosa Plaza de España. Nella notte ci aspetta il volo di rientro a Treviso, rivelatosi assai confortevole, mentre i due furgoni con le bici ed i bagagli iniziavano un rientro ben più gravoso lungo due intere giornate, condotti dai valorosi “autisti”: Boesso Modesto, Bortolozzo Renato, Carta Attilio e Nardello Fidenzio. Le donne che ci hanno as-

sistito per l’intera splendida settimana sono: Dalla Rosa Marusca, Farinello Amelia, Nicoli Annarosa e Pellizzari Caterina, mentre i protagonisti sulle specialissime sono, oltre ai già citati Boesso e Carta: Baldan Roberto, Battilana Luciano, Bicego Vittorio, Caldieraro Patrizia, Casarotto Giuseppe, Cegalin Moreno, Clavello Alberto, Conzato Mansueto, Copiello Antonio, Dal Molin Rolando, Del Gaudio Giovanni, Faccin Cinzia, Ferronato Beatrice, Foralosso Giorgio, Gobbi Giuliano, Lorenzin Maurizio, Lovisetto Renata, Mascotto Federico, Munari Sergio, Novello Paolo, Orsato Maurizio, Pasquini Antonio, Pesavento Michele, Scapinello Valter, Segato Ivo, Signorato Maurizio, Stefani Mariano e Toniolo Costantino. Molta soddisfazione nel clan Calcestruzzi Mascotto, per quest’ultima impresa ottimamente conclusa, pronti a buttarci nella progettazione della prossima, che già è ideata e che sarà nuova emozionante attesa per tutti i ciclisti del noto sodalizio Vicentino.

41

bici


42

w la france

A. Smiderle E. Favaro

Al 25 ° Rally Città di Schio vittoria del pilota corso Pierre Campana in coppia con Sabrina De Castelli

Campana-De Castelli 1° classificati


V

ittoria transalpina, anzi corsica al 25° Rally Città di Schio, seconda prova del Challenge Rally Nazionali di IV e V zona, dove i francesi Pierre Campana-Sabrina De Castelli si sono imposti dopo un’estenuante sfida con il pilota locale Andrea Smiderle, costretto al ritirato alla ps 3. Campana, che correva con una Peugeot 207 Super 2000 della locale squadra Power Car Team-Munaretto, ha preso il via a Schio per svolgere un importante test in vista del suo prossimo impegno, la settimana prossima al Rally Tour de Corse, dove inizierà il suo programma di cinque partecipazioni nell’Intercontinental Rally Challenge, sempre con la vettura francese del team scledense. Il successo del ventiseienne di Corte, antica capitale della Corsica che si trova nel centro dell’isola, e della copilota di Bastia, al loro debutto sulle strade intorno a Schio, è maturato nella terza prova speciale e precisamente nel secondo passaggio di “Santa Caterina”, quando hanno visto uscire di scena quello che per le prime due prove speciali era stato il loro più deciso rivale, Andrea Smiderle, pure lui su una Peugeot 207. Il pilota di locale, che inseguiva il tris di allori nella gara di casa, era passato al comando con 4”4 sul còrso, il quale aveva sofferto particolarmente lo stretto della prova di Passo Xomo, ma durante la terza prova Smiderle ha danneggiato una sospensione dopo un urto a lato strada, perdendo oltre 1’30”, per poi essere costretto al ritiro. Da quel momento in poi la gara di Campana è stata più facile, potendo così pensare bene a trovare il miglior feeling con la vettura, in vista dell’impegno prossimo che per lui, tra l’altro, sarà di casa. “Sono felice per questa vittoria, soprattutto perché l’ho conseguita nel luogo dove vive e lavora Fabio Munaretto – ha commentato Campana all’arrivo – quello che ci premeva era svolgere un test in vista del Tour de Corse della settimana prossima.

Diciamo che abbiamo sperimentato varie soluzioni di assetto e lavorato con le gomme e l’esito, al di là del successo, ci ha soddisfatti. Alle spalle di Campana c’è stata bagarre. La seconda posizione l’ha conquistata il veneziano Emanuele Zecchin, anche lui a bordo di una Peugeot 207 S2000. Dopo un avvio di gara sofferto, per via di un problema al dispositivo del freno a mano e con lo scarico problema, quest’ultimo, che togliava potenza al motore durante la prima prova, Zecchin ha risposto in concreto riuscendo a siglare ottimi riscontri cronometrici duellando a spada tratta con il vicentino Massimo Dal Ben. Sino alla quinta prova speciale quest’ultimo aveva saputo sfruttare al meglio l’agilità e la potenza della sua Renault New Clio Sport R3, portandosi alle spalle di Campana, aspirando quindi di bissare la posizione d’onore del 2010, ma all’ultimo passaggio di “Santa Caterina”, la penultima fatica cronometrata della gara, il driver di Trissino ha perso circa due minuti a causa di una foratura, affondando in classifica. Decisamente frizzante il confronto per il gradino più basso del podio, con il veronese Emanuele Arbetti (Skoda Fabia S2000) e l’altro valido pilota locale Andrea Dal Ponte (Renault Clio S1600) arrivati alla soglia dell’ultimo impegno cronometrato divisi da un solo decimo di secondo. Alla fine ha prevalso Arbetti, con il classico colpo di reni, staccando il rivale di 2”7. Quarto dunque il meritevole Dal Ponte e quinto l’udinese Filippo Bravi (Renault Clio S 1600), davanti al giovane Luca Piazza, sesto con una Renault Clio R3, bravo a risalire la china da una undicesima posizione dopo due sole prove disputate. In Gruppo N vittoria per il bellunese Luca Soravia, con una Renault Clio RS, davanti a Francesco Pozza, al via con una vettura analoga. Soravia ha sempre veleggiato al comando della categoria. La gara scledense ha festeggiato al meglio il suo quarto di secolo di vita, confortata da una bellis-

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(VI)

sima giornata di sole tipicamente estiva ed il confronto sul campo è stato di categoria superiore, nessuno dei concorrenti si è risparmiato duellando, proprio per dare forza ai festeggiamenti di questa gara, confermatasi una delle più avvincenti del triveneto.

43 di Demitri Brunello

CLASSIFICA:

1. Campana-De Castelli (Peugeot 207 S2000) in 53’34”4; 2. 2. Zecchin-Vettoretti (Peugeot 207 S2000) a 46”9; 3. 3. Arbetti-Zantedeschi (Skoda Fabia S2000) a 1’24”4; 4. 4. Dal Ponte-Buccino (Renault Clio S 1600) a 1’27”8; 5. Bravi-Bertoldi (Renault Clio R3) a 1’38”2.

Zecchin-Vettoretti 2° classificati

Dal Ponte-Buccino 3° classificati

rally


e l a n i f a i l g a t bat 44

B

Sarà un braccio di i ferro tra Isello Vernic Valdagno e CGC Viareggio a stabilire quale delle due i squadre potrà fregiars e del titolo di Campion d’Italia 2010/2011

di Giannino Danieli

iancocelesti e bianconeri hanno risolto la pratica delle semifinali in gara 2 evitando quindi le insidie di una gara 3. Era la finale designata fin dal via della stagione dagli esperti di questo sport, ma la regular season ha offerto emozioni a non finire, sicuramente in numero maggiore della precedente che ha visto la Isello cucirsi sulle maglie il primo scudetto dopo 72 anni dalla nascita. Nel corrente campionato, infatti, la concorrenza accreditata è lievitata notevolmente. Un outsider di lusso s’è confermato lo Sporting Lodi, ma in buona compagnia di Lanaro Breganze e Bassano 54. Proprio il Breganze, battuto in gara 1 di semifinale, è andato vicino all’impresa in gara 2 a Viareggio e il CGC ha evitato gara 3 soltanto per merito di un gol di Orlandi nel secondo tempo. Vita dura anche per la Isello, vincitrice (4-2) al PalaCastellotti dopo una gara perfetta e poi impostasi (4-3) al PalaLido in gara 2 dopo un match assai sofferto con un rocciosissimo Lodi. Ora tutte le attenzioni più immediate sono rivolte alla Final Eight di Eurolega in programma ad Andorra La Vella a partire da mercoledì 18. Si tratterà di partite secche, quindi senza appello. Il debutto della Isello è in calendario per giovedì 19, avversario di turno l’Alnimar Reus Deportiu. Ma l’esito della regular season non può essere messo troppo presto nel cassetto. La Isello Vernici, che per tutta la stagione è stata pesantemente condizionata da una serie ininterrotta di infortuni (ultimo della serie quello occorso ad Antezza, che è stato out nella gara 2 di semifinale con il Lodi) ha avuto nelle mani proprio all’ultima giornata la possibilità di laurearsi al primo posto. Bastava una vittoria in casa del Molfetta, che non poteva scalare il sesto posto e nemmeno essere agganciato. Il primato avrebbe consentito a Rigo e compagni di giocarsi un’eventuale finale con il CGC Viareggio al meglio di cinque gare con tre da disputarsi nel PalaLido. Anche un arrivo alla pari con i versiliesi non avrebbe cambiato questo calendario perché nel doppio confronto di regular season la Isello era uscita con due vittorie. Ed invece a Molfetta è arrivato un pari (3-3) mentre il CGC ha vinto con il Sarzana ed ha chiuso la regular season con due punti di vantaggio sulla Isello.

COSÌ IL CALENDARIO DELLA FINALISSIMA PER IL TITOLO Gara 1:

Vernici-CGC Viareggio 24 maggio Isello (o il 27 se la Isello supererà il turno di Eurolega)

Gara 2:

31 maggio CGC Viareggio-Isello Vernici

Gara 3:

7 giugno

CGC Viareggio-Isello Vernici

Gara 4:

14 giugno

Isello Vernici-CGC Viareggio

Gara 5:

18 giugno

CGC Viareggio-Isello Vernici


hockey

CAMMINO NEI PLAY OFF PER L’ASSEGNAZIONE DEL TITOLO QUARTI DI FINALE

45

SEMIFINALI

Gara 1

Gara 1

Alitech Sarzana

CGC Viareggio

4

5

Lanaro Breganze

CGC Viareggio

2

7

Lanaro Breganze

Hockey Bassano 54

3

4

Amatori Lodi

2

4

Ingraph Seregno

ISELLO VERNICI VALDAGNO

ISELLO VERNICI VALDAGNO

2

4 CGC Viareggio

Lanaro Breganze

2

1

ISELLO VERNICI VALDAGNO

Amatori Lodi

4

3

Goccia di Sole Molfetta Amatori Lodi

5

4

Gara 2 CGC Viareggio

Alitech Sarzana

10

2

Hockey Bassano 54

Lanaro Breganze

1

2

ISELLO VERNICI VALDAGNO

Ingraph Seregno

10

7

Amatori Lodi

Goccia di Sole Molfetta

4

2

Hockey Bassano 54

Lanaro Breganze

4

5

Amatori Lodi

Goccia di Sole Molfetta

6

3

Gara 3

PANIZZA, UN SIMBOLO DI DEDIZIONE E GRANDE IMPEGNO All’inizio di stagione era stato fortemente voluto dal tecnico Gaetano Marozin per irrobustire una difesa che improvvisamente era rimasta priva di due autentiche colonne come Davide Motaran (destinato al CGC Viareggio) e Pietro Pranovi (aveva fatto una scelta di vita decidendo di smettere con l’attivi-tà). Per trequarti di stagione, però, gli è stato concesso pochissimo spazio (“avevo di fronte degli autentici campioni”, glissa con umiltà Panizza). Il forte difensore ha stretto i denti, ha sempre dato il massimo negli allenamenti senza mai abbandonarsi a polemiche nemmeno velate ed ha invece costantemente risposto con grande determinazione. E proprio sul finale di stagione il tecnico gli ha concesso maggiore spazio, facendo respirare a turno i più esperti del gruppo, Travasino e Rigo. Fiducia ampiamente ripagata anche nella decisiva gara 2 al PalaLido contro lo Sporting Lodi. Lo scontro bis con i lombardi è stato soffertissimo ma Panizza non ha avuto dubbi circa le condizioni della Isello in prospettiva della finale contro il CGC Viareggio (“la mia squadra sicuramente c’è”). E pure sulla legittimità di questa qualificazione (“la vittoria a Lodi e quella nel ritorno a Valdagno sono state ampiamente meritate”). Ma da atleta onesto, oltre che valido qual è, Panizza ha saputo fare anche autocritica sulla decisiva gara 2 contro il Lodi. “Sì, è vero –ha sottolineato- non abbiamo disputato un gran secondo tempo. Purtroppo quando ci troviamo di fronte avversari schierati a zona facciamo sempre molta fatica. Sono d’accordo, non è un bell’hockey quello che ne risulta perché il gioco è statico. Ma è altrettanto vero che nella prima frazione, contro un altro tipo di atteggiamento tattico, abbiamo giocato bene”. Quello con il Lodi è stato sicuramente un rodaggio molto valido in prospettiva finalissima perché il CGC Viareggio sulla tattica a zona ha costruito una buona parte dei suoi successi. E allora sarà necessario trovare subito i rimedi, andando magari a ripescare i contenuti dell’andata in Versilia e nel ritorno a Valdagno.

Gara 2


bici

una sfida da vincere

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N

ella seconda domenica di maggio il sole splendente ha fatto da cornice all’iniziativa “+ bici per Schio” e in molti si sono riversati in centro città, dalla Fabbrica Alta a Piazza Rossi passando per via Pasini e Pasubio, per partecipare alle numerose iniziative messe in cantiere dall’Amministrazione cittadina con

“+ bici per Schio” ha ottenuto un notevole successo di partecipanti; una risposta importante della città verso la mobilità sostenibile di Enzo Casarotto la collaborazione delle associazioni del territorio che con la bicicletta hanno un particolare feeling. Dopo le oltre 1517 adesioni in bici e 2.265 dei pedoni al “Giretto d’Italia” del venerdì mattina, che ha permesso alla città di Schio di salire sul terzo gradino del podio nazionale, dietro ad Udine e a Senigallia per le “città piccole” considerate tali fino a 100.000 abitanti…, l’interesse è cresciuto con il “Dirt

Contest” una manifestazione acrobatica con mtb che ha visto nel fine settimana la presenza di oltre 3500 spettatori, con protagonisti 15 atleti italiani europei e di un brasiliano che si sono esibiti in salti spettacolari a varie altezze con i loro mezzi meccanici. Domenica invece la passeggiata in bicicletta con oltre 500 bambini al via accompagnati dai genitori ha capitalizzato l’interesse dei pedalatori

con la giornata arricchita dalla presenza degli stand del mondo delle bici, tra proposte innovative e bici d’epoca con aziende, associazioni e gruppi sportivi coinvolti dal grande interesse che le migliaia di appassionati ma anche di semplici cittadini hanno rivolto loro. Il servizio pubblico di “Bike-sharing” ha guadagnato altri 30 utenti arrivando così alla ragguardevole cifra di 300 iscritti. I più piccoli si

sono misurati anche con un percorso di educazione stradale mentre sotto al Duomo lo stand di ciclismosicuro.it ha sensibilizzato i presenti sulla richiesta di maggior attenzione e sicurezza per quanto concerne il mondo delle bici sia a livello agonistico che durante la viabilità ordinaria. La mobilità sostenibile è una sfida per il futuro e da come si è visto, l’interesse e l’attenzione non mancano…

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di Dorino Stocchero

LA “NOSTRA” AQUILA REALE È TORNATA A VOLARE NEI CIELI DI RECOARO, cronaca del suo rilascio

L

a storia della “nostra” aquila è iniziata verso la fine dell’inverno, la neve e il freddo gli avevano impedito di cacciare e alimentarsi adeguatamente. Una situazione che si era aggravata fino a debilitare il volatile, incapace di decollare e ancora meno a prendere il volo, tanto da non riuscire più a reggersi con le sue potenti ali perdendo quota fino a precipitare nel centro del paese di Recoaro. Il giorno 1 marzo la “nostra” aquila reale planava nel piazzale Varese di Recoaro e poi nella loggia del bar Fiume e infine nelle acque del torrente Agno dove veniva catturata.

Si trattava di un soggetto di sesso maschile di circa 1 anno d’età, pesava al momento della cattura 2 chilogrammi e 750 grammi con un’apertura alare di 180 centimetri.

L’aquila debilitata veniva affidata al centro riabilitazione rapaci provinciale alle cure dell’esperto Alberto Fagan. Successivamente veniva visitata a Chioggia dal dott. Vianelli, dopodiché è stata portata all’università di Bologna dal Prof. Delogu per le cure e analisi parassitologiche peraltro risultate negative. Per la sua reintroduzione è stato scelto Monte Fal-

cone che con i suoi 1700 metri sul livello del mare sovrasta il comprensorio sciistico di Recoaro Mille. Il trasporto in apposito contenitore è stato fatto salire con la seggiovia rimessa in moto proprio per il giorno del suo rilascio come voluto dal sindaco Franco Perlotto. Alla partenza era presente l’assessore provinciale Marcello Spigolon, il presidente del Comprensorio Alpino n°1 Ivano Cornale, gli agenti di polizia provinciale, gli agenti del corpo forestale dello Stato, Alberto Fagan e un folto gruppo di persone curiose dell’irrepetibile evento. Quindi dopo 58 giorni di cure in centri specializzati il giorno 28 Aprile alle ore 10.38 dalla sommità di Monte Falcone e precisamente dall’Elbele (i cimbro, alto pascolo) l’aquilotto, diventato ormai un maschio del peso di chilogrammi 4,00 nonostante la pioggia e il


natura 49

L’aquila reale vento gelido in quota, ha spiccato il volo in piena libertà nell’anfiteatro naturale delle Piccoli Dolomiti volteggiando nei cieli di Recoaro. Dapprima sono stati liberati due gheppi , poi è stata la volta di una poiana e, infine, della “regina delle vette” che in un batter d’occhio si è lanciata nel vuoto in direzione Malga Campetto invertendo poi con una virata a “U” prima di scomparire nella zona Campodavanti –Palon. Prima del rilascio, l’aquila è stata marcata con un anello in alluminio alla zampa destra con stampigliato “Provincia di Vicenza “ e un numero alfa numerico, tale contrassegno servirà ad identificare il soggetto. Nei primi giorni successivi al rilascio è stata vista volteggiare nella zona malga Frassele – monte Zevola in pieno parco regionale della Lessinia. Sarà monitorata costantemente la sua presenza dalle guardie parco e dalla polizia provinciale.

È un rapace con artigli potenti, riconoscibile in volo planato dalla poiana per le penne remiganti divaricate. Base della coda bianca e macchie bianche sulle ali degli individui giovani fino a quattro anni di età, mentre nei soggetti maturi sono completamente brunoscure. Le aquile vivono a coppie in grandi territori (circa 80 kilometri quadrati). Il nido viene posto normalmente in una ripida parete rocciosa,

aquila libera comunque sempre più in basso dell’effettivo territorio di caccia. La femmina depone a marzo-aprile uno o due uova che vengono covate per sei settimane. Normalmente sopravvive soltanto uno dei due piccoli (non è raro che il soggetto più piccolo venga mangiato dal fratello) che prende il volo verso i primi di agosto. Le aquile reali difendono il proprio territorio dagli intrusi e lo stesso nuovo nato una

volta autosufficiente viene scacciato. Cacciano di regola in territori aperti, utilizzando le correnti termiche oppure il vento, di conseguenza non sono mai in caccia nelle ore crepuscolari, per sorprendere le prede a poca distanza planano a bassa quota. L’aquila reale cattura animali delle dimensioni di uno scoiattolo

sino a quelle di un capriolo, però la preda preferita è la marmotta. L’aquila reale era molto rara sino ad alcuni decenni fa’, ma attualmente l’insediamento nelle Alpi è praticamente completo, il che va ricondotto alla cessazione della persecuzione con armi da fuoco, trappole, depredazione dei nidi.


lettere

Potete scrivere al Senatore Alberto Filippi inviando le vostre e-mail a: sportivissimo@mediafactorynet.it

lo sport per un figlio

Caro Senatore, ho un figlio piccolo e vorrei iniziarlo a uno sport. E’ piccolo, ha cinque anni, non ha ancora dimostrato interesse per una qualsiasi disciplina. I miei occhi di mamma me lo fanno vedere dotato per tutto, ma evidentemente non può essere così. Mio marito pensa ai soliti sport: al calcio soprattutto, ma io vorrei trovare lo sport giusto per lui, con cui potesse crescere e formarsi bene, trovando piena soddisfazione in quello che fa. Per questo vorrei non fare una scelta casuale, magari aspettando che sia lui a far capire a me e a mio marito quello sport che trova più divertente e appagante fare. Cordiali saluti, Lucia Dandi

uola La migliore sc’Italia di alberghiera d uola alberghiera

ssimi alla sc Complimenti vivi i” per il 1° posto us rt A o in gr le el TI Recoaro Terme “P ALE DEGLI ISTITU N O ZI A N A R A G 3 al ottenuto nella IERI, svoltasi dal H G ER LB A LI A N i che PROFESSIO nia. Ecco i risultat ta Ca e, rr ia G a o 5 maggi to: vittoria dell’Istitu la so es rm pe o hann 1° CLASSIFICATO – SEGRETERIA TO Gara RICEVIMEN A PELLIZZARI IC SS JE a Studentess 2° CLASSIFICATO Gara CUCINA LA MATTEO Studente CAZZO 5° CLASSIFICATO Gara SALA – BAR E ANNA EL Studentessa REP

r segnato inoltre pe as ha le ria te is in M tecnica La Commissione io speciale per la m re “P il na ci Cu o ATTEO l’indirizz ne” a CAZZOLA M li io az ar ep pr lla ne innovativa r le lodevo ” Recoaro Terme pe a pratica. SI U RT .A “P R A SS IP ov olgimento della pr prestazioni nello sv costante tato, che premia il e ul ris te an rt po im “È un lla sfida educativa olastico ne o ut tit Is ll’ de o impegn gente Sc iorgio Guerra – Diri formativa” dice G ande stimolo per proseguire gr r – “rappresenta un o nuove sinergie pe nd lie og cc ra a, at ci . sulla strada trac qualità raggiunto” di lo el liv il re ra mantenere e miglio

Carissima Lucia, è la prima volta che rifletto su una questione come quella che tu poni. Credo che tutti gli sportivi, anche gli stessi campioni, siano arrivati a praticare il loro sport condizionati soprattutto dall’ambiente in cui sono cresciuti. Per un brasiliano – dico un’ovvietà – giocare a calcio è una scelta quasi naturale; come per un norvegese praticare lo sci di fondo. Dove, però, non è l’ambiente esterno a condizionare la scelta, è quello familiare ad agire come persuasore più o meno occulto: se un genitore ha una passione sportiva in genere gliela passa al figlio. Tu a questo punto mi farai osservare: “ma gli americani praticano il basket e i cinesi il ping pong per evidenti caratteristiche morfologiche, perché allora non pensarci da subito e fare una scelta ponderata in base a quello che si è?” Non c’è dubbio: è una cosa intelligente scegliere lo sport che più ci si addice: i risultati sicuramente vengono più facilmente e a un livello maggiore. Ma con un bambino non è così semplice: come si può sapere se avrà la forza di un pugile o la resistenza di un maratoneta, se gli piacerà di più nuotare sotto il velo dell’acqua o arrampicarsi sulle pareti? In ogni caso, il mio suggerimento è di avvicinarlo un po’ a tutti gli sport: crescere con un’educazione sportiva multidisciplinare non può che fargli bene, formando quella base psicofisica che gli sarà utile per qualsiasi sport poi sceglierà. Il criterio da adottare è semplice, basta seguire le stagioni: in estate il nuoto, d’inverno lo sci, nelle altre stagioni uno sport a scelta tra uno di squadra e uno individuale… poi il resto verrà da sé. Con simpatia, Alberto.

Le vostre lettere possono essere lette anche nel sito: albertofilippi.it


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