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luglio 2012

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VALERIO CLERI: QUEL RAGAZZO CON LA MEDAGLIA NEGLI OCCHI


sommario

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sommario

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Sport Club luglio 2012

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Dove nasce l’Azzurro

OLIMPIADI

Lottare fino in... fondo

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E’ arrivato il Londra Day 2012

COVER

Le speranze non si spengono...

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Oh mia bela Lombardia

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64 78

Alonso e Ferrari: è l’anno della riscossa?

MOTORI

SPORT&TURISMO

Il segreto della corsa

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REGIONI/4

FIAMME GIALLE

Lancio in tandem, quante emozioni!

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FIAMME GIALLE

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Pedalare... con un piccolo aiuto. La bicicletta elettrica

ATLETICA

FITNESS

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SPORT STYLE

Sport Club srl via Morlupo, 51 00191 Roma tel. 06 97600342 fax 06 97277879 www.sportclubmagazine.it info@sportclubmagazine.it Direttore editoriale Luigi Capasso Sport Club Anno IX - n. 83 - Luglio 2012 Reg. trib. di Roma n. 591/2004 del 30-12-2004

Editorialisti Paolo Cecinelli, Franco Chimenti, Alessandro Cochi, Paolo Del Bene, Pino Capua, Sabrina Rondonelli, Fabio Ingargiola Hanno collaborato a questo numero Matteo Cirelli, Gianmatteo Colla, Marco Trozzi, Alessandro Morucci, Enrico Morucci, Andrea Tranquilli, Andrea Cecinelli, Luigia Latteri, Andrea Cimbrico, Stefano Mappa, Massimiliano Morelli

Progetto grafico e Impaginazione Adversign srl grafica@sportclubmagazine.it Presidente Onorario Giuseppe Capelli Pubblicità Adversign s.r.l. Davide Campanella Via Morlupo, 51 - 00191 Roma tel. 06 97600342 cell. 335 7574074

Stampa Plus Group srl Finito di stampare nel mese di luglio 2012 Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali giunti in redazione.

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olimpiadi

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di Paolo Cecinelli Caporedattore La7 Spor t

Dove nasce l’Azzurro La mappa interattiva, regione per regione, che mostra da dove provengono i nostri atleti olimpici l sito del Coni dedicato alle Olimpiadi di Londra 2012 fornisce la mappa geografica dell’Italia con le origini degli atleti azzurri. Si tratta di un dato molto interessante che fa riflettere. Da dove vengono i nostri atleti? Dove sono nati? E quindi, dove hanno cominciato a praticare spor t? Ma soprattutto la domanda può essere rovesciata: quali sono le aree geografiche che non sono rappresentate nella spedizione azzurra. Quanti impianti spor tivi ci sono in queste zone? Scusate la deformazione professionale ma quando si parla di diffusione di uno spor t mi viene in mente il rugby. Il ragionamento può essere applicato però a qualunque disciplina spor tiva escluso il calcio, forse l’atletica, la pallavolo e la pallacanestro. Sport che sono praticati nelle palestre scolastiche (più o meno bene) ma che contribuiscono in minima par te all’avvia-

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Aldo Montano, uno degli otto azzurri di Livorno

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mento pre-agonistico degli studenti. Ogni confronto con il calcio invece sarebbe inutile. A pallone si gioca for tunatamente ovunque. Dunque il rugby è un buon termometro delle problematiche legate alla diffusione della pratica spor tiva. La storia che voglio raccontar vi è sicuramente valida per altre discipline. Il figlio di un mio amico si è appassionato al rugby. E’ venuto anche a vedere alcune par tite del 6 Nazioni ed ha avuto modo di conoscere qualche giocatore. Una vera passione. Ha chiesto quindi al padre di poter cominciare a giocare e il padre ha chiesto a me la società più vicina a casa. Trentacinque chilometri. Il ragazzo ha dovuto cambiare idea. Non giocherà al rugby. Quante sono le storie come queste nel nostro paese? Quanti ragazzi devono rinunciare a praticare uno spor t per assenza di strutture? Le tre regioni che non forniscono atleti per la spedizione olimpica degli azzurri a Londra 2012 sono la Valle d’Aosta, il Molise e la Basilicata. Incrociando questi dati con quelli sugli impianti spor tivi si fa scopa. La Lombardia invece è il più grande serbatoio di azzurri. Quasi cinquanta atleti, di cui nove da Milano città. Segue il Lazio con 38 atleti, ben 19 da Roma. La città più prolifica. Bisogna però dire che in Lombardia la dif fusione degli impianti sportivi è molto più capillare che nel Lazio dove invece è tutto concentrato a Roma. Genova invece ha prodotto (consentiteci il termine) sette unità. Anche Livorno, grazie a scherma, canottaggio, nuoto, vela e judo, fornisce ben otto azzurri e facendo le debite proporzioni con il numero degli abitanti è la città più spor tiva d’Italia.

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olimpiadi

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LE REGIONI PIÙ AZZURRE Atleti nati in Italia (266) LOMBARDIA (49) LAZIO (38) TOSCANA (27) CAMPANIA (20) LIGURIA (19) VENETO (19) EMILIA ROMAGNA (18) SICILIA (15) TRENTINO ALTO ADIGE (12) MARCHE (11) PIEMONTE (10) PUGLIA (10) FRIULI VENEZIA GIULIA (9) UMBRIA (3) ABRUZZO (2) CALABRIA (2) SARDEGNA (2)

Atleti nati all'estero (24)

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diritto e rovescio

dell’Avv. Sabrina Rondinelli Specializzata in diritto dello sport Dottore di ricerca Fac. Giurisprudenza “La Sapienza” sabrina.rondinelli@uniroma1.it

Il caso di Jo Di Renzo Mi è toccato di recente difendere presso la Commissione Disciplinare della FIGC il giocatore Jo Di Renzo, ex giocatore dell’Aquila Calcio l giocatore precedentemente all’Aquila Calcio, giocava nella Battipagliese, ed essendo ceduto si è recato all’Aquila per svolgere gli allenamenti. Vedendo che nonostante i suoi allenamenti presso la sua nuova società, non vi erano notizie circa la garanzia che il suo nuovo tesseramento fosse regolarmente depositato, dopo varie insistenze da parte sua visto i continui silenzi da parte di alcuni responsabili della societa, denuncia alla Procura Federale della FIGC, la sua condizione di irregolarità. Ovviamente dopo tale denuncia viene ascoltato dalla Procura Federale insieme agli altro soggetti coinvolti dalla vicenda. Ma la cosa che ha dell’incredibile in questa vicenda è che il 24 Maggio il giocatore Di Renzo viene deferito davanti alla Commissione Disciplinare per violazione dell’art 1 del Codice di Giustizia Sportiva. Per chi non è addetto ai lavori, l’ar t 1 del Codice di Giustizia Sportiva enuncia che : “ le società e le associazioni sportive, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto dell’ordinamento federale sono tenuti all’osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e proibità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sporti-

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diritto e rovescio

va”, ebbene si il calciatore Jo Di Renzo che aveva denunciato lui stesso la sua condizione di irregolarità, viene deferito per illecito sportivo. L’articolo 1 è posto a tutela di quello che viene comunemente definito in campo internazionale “il fai play” (cioè quell’insieme di qualità che devono necessariamente essere le basi di ogni comportamento riferibile all’attività sportiva).Questi elementari principi, tradotti in termini sportivi sono ciò che deve sempre uniformare il comportamento di coloro i quali fanno parte dell’Ordinamento. Qualora sia violata una specifica fattispecie che vieti

di lealtà, correttezza e proibità, andrà tutte le volte stabilito se ci si sia limitati a violare un singolo precetto o se sia posto in essere qualcosa in piu che possa ritenersi anche solo “antispor tivo”. Ebbene presentateci all’udienza il 20 Giugno presso la Federcalcio, la Procura Federale in dibattimento chiede tre mesi di squalifica per il giocatore. Ovviamente la mia difesa è stata quella che è un’ assurdità deferire un ragazzo che invece aveva avuto il coraggio di esporre il suo caso,come si poteva deferire per violazione delle norme sulla lealtà?Ovviamente al mio quesito a tro-

certi comportamenti, andrà stabilito ogni volta se il tesserato si sia limitato, ad esempio ad effettuare scommesse o abbia posto in essere anche altre attività prodromi che o collaterali alla effettuazione di giocate. Non essendo in realtà le norme “sovrapponibili”, tenere contatti con altri soggetti, finalizzati ad apprendere notizie in qualche modo utili per una più sicura effettuazione di una scommessa, è un atteggiamento che non può che essere punito e che, ovviamente, trova la sua sanzione proprio nell’art.1.Essendo certi comportamenti in aperto contrasto con i principi

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vate per fortuna una risposta positiva dalla Commissione che ha accolto il mio ricorso, squalificandolo solo per 15 giorni. Sono contenta di questo risultato in primis per il ragazzo, che si era ovviamente sfiduciato in quello che per lui è il sogno della sua vita..giocare a calcio, ma soprattutto perche a mio avviso lo sport oltre al divertimento deve insegnare a rispettare le regole fondamentali della vita è….Jo Di Renzo è un esempio a cui molti giocatori dovrebbero fare riferimento. Non solo soldi e gloria ma anche rispetto per le regole del gioco piu importante la….VITA!


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psicologia

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di Andrea Ceccarelli Psicologo dello sport, Psicoterapeuta, Gruppoanalista

Psicologia dei gruppi applicata al fenomeno Ultras: quando la coesione diventa violenza Football hooliganism è il nome con cui la letteratura denomina un certo tipo di tifo calcistico, fatto di adrenalina, aggressività ed esaltazione, la cui sublimazione talvolta riesce, talvolta no

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e vogliamo provare a capire perché certe cose accadono, dobbiamo cercare di comprendere cos’è il football hooliganism, di cosa si nutre, cosa lo esaspera. La violenza negli stadi è in primo luogo una violenza di gruppo. Tentare di spiegare il comportamento violento facendo riferimento a logiche disposizionali o caratteriali del singolo non porta lontano: presto si scopre che le persone coinvolte non sono normalmente più violente, più ignoranti, più socialmente disadattate di molte altre. Il gruppo è dunque il livello dimensionale da osservare. Che cosa contraddistingue i gruppi di ultras? Gli ultras hanno gruppi fortemente strutturati, con dei confini ben precisi, nei quali si condividono regole ferree e codici normativi, esiste un leader carismatico, una simbologia condivisa (i colori della squadra), degli elementi di identificazione (cappelli, sciarpe, bandiere…), delle ritualizzazioni simboliche (le coreografie, le ole, i gesti scaramantici..), una storia passata, fatta di gesta eroiche, di cui ogni membro è allo stesso tempo testimone e protagonista, un territorio con-

creto e simbolico di demarcazione. (Morris, "La tribù del calcio"). Anche l’ingresso stesso nel gruppo ha i suoi riti di iniziazione e delle qualità che il futuro membro deve dimostrare di possedere: solidarietà, affidabilità, coraggio, e una certa virile durezza, se non proprio aggressività, (attributo popolare e prerequisito essenziale di accettazione nelle subculture a prevalenza maschile). Il gruppo ultras ha un alto livello e senso della gerarchia e possiede delle regole di premiazione e sanzione dei comportamenti non scritte, ma profondamente radicate e riconosciute da tutti. Abbatte la variabilità di opinioni inter-

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na e appiattisce le provenienze culturali, sociali, motivazionali dei membri, eterodirezionando l’aggressività e innalzando un altare a un dio comune ed esigente. Un gruppo siffatto produce due dinamiche precise: a) nell’in-group una forte spinta alla deindividuazione (il singolo con la sua individualità si appiattisce al volere del gruppo e la responsabilità morale si diffonde), b) nell’outgroup una forte spinta a considerare “l’altro” come un estraneo senza significato, e talvolta senza dignità, se è un non tifoso, come un nemico che minaccia la sopravvivenza del gruppo stesso, se è un tifoso di un’altra squadra.


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LOTTARE. FINO IN …FONDO Intervista a Valerio Cleri, speranza a cinque cerchi nel nuoto in acque libere di Stefano Mappa

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“Dopo le Olimpiasdi di Pechino 2008, essere ancora una volta l'attore di un evento importantissimo e' eccitante e stupendo.”

Ad un certo punto della tua carriera, sei passato dal nuoto in vasca a quello in acque libere. Raccontaci com’è maturata questa scelta. Non e' stata una vera e propria scelta; mi sono avvicinato alle distanze lunghe per curiosità, poi, giorno dopo giorno, per effetto dei postivi risultati che conseguivo, si rivelò sempre di più essere la mia vera disciplina. La scelta, se così possiamo definirla, è stata comunque vincente, sono estremamente soddisfatto di averla fatta e spero di continuare a nuotare a questi livelli.

Quando sono arrivati i primi importanti risultati e riconoscimenti nazionali ed internazionali? Il primo grande risultato della mia carriera da fondista è arrivato nel 2006 in occasione dei campionati mondiali di Napoli; quella medaglia d’oro fu veramente esaltante, in quanto mi consacrò atleta di livello internazionale; da quel momento fu un’escalation di vittorie e piazzamenti a podi, come le sei vittorie in coppa del mondo maturate nel 2007 e nel 2008, la vittoria all’europeo croato del 2008, il quarto posto, anche se con un po’ di delusione, ai Giochi Olimpici di Pechino, il titolo mondiale a Roma l’anno seguente; l’anno più bello penso che sia stato il 2010; quel-

alerio Cleri, classe 1981, quando e com’è nata la passione per questa disciplina sportiva? La passione per il nuoto è iniziata all’età di 4 anni, quando i miei genitori mi portarono per la prima volta in piscina; da quel momento sono sempre stato in acqua e l’amore per il nuoto è cresciuto col crescere della mia età.

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esercito

] l’anno, ai mondiali Canadesi vinsi un oro ed un argento sulle distanze dei 10 e 25 chilometri ed agli Europei di Budapest ottenni invece, un’oro ed un’ argento, sulle distanze dei 25 e 10 chilomentri. Meglio di così, tanto che lo scorso anno, la FINA mi ha riconosciuto il titolo di “atleta dell’anno” e lo scorso mese, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mi ha insignito del Collare d’oro al merito sportivo. L’undicesimo posto ai mondiali di Shangai del 2011, non ti hanno permesso di conquistare la tanto ambita e meritata qualifica per i Giochi Olimpi di Londra 2012; come hai vissuto quel momento e qual è stata la molla che ti ha fatto rilanciare? Sicuramente non e' stato bello; devo però confessare che il dopo gara non e' stato più' difficile di quanto non lo sia stato la gara stessa; fondamentalmente non e' scattata nessuna molla particolare; in genere, al termine di ogni gara, sia essa bella o brutta, il mio unico pensiero è quel-

la scheda

LA SCHEDA: VALERIO CLERI

Il caporal maggiore scelto Valerio Cleri nasce a Palestrina, vicino Roma, il 19 giugno del 1981, inizia l’attività natatoria all’età di 4 anni e consegue i primi successi nelle categorie giovanili già dall’età di 10 anni. Al termine degli studi, si dedica a tempo pieno al nuoto e nel 2004 entra a far parte della sezione agonistica del Centro Sportivo Esercito. Numerosissimi i risultati conseguiti a livello nazionale ed internazionale. Alle varie edizioni dei campionati italiani, Valerio Cleri ha conquistato 13 ori, 6 argenti e 4 bronzi, mentre a livello internazionale i successi sono giunti sia a livello mondiale che europeo. Sulla distanza dei 10 chilometri in acque libere, ha conseguito un quarto posto ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, un secondo ai mondiali di Napoli nel 2006 ed un primo posto a quelli di Roberval, in Canada, nel 2010, mentre sulla distanza dei 25 chilometri, si è aggiudicato il titolo iridato a Roma nel 2009 ed un argento a Roberval, l’anno seguente. Completano il suo palmares, il primo ed il secondo posto agli Europei di Budapest nel 2010, sulle prove dei 10 e 25 chilometri, e l’oro di Dubrovnik, in Croazia, nel 2008 nella gara dei 25 chilometri. Nel 2011 è stato eletto dalla FINA atleta dell’anno, mentre nel 2012 è stato premiato dal Presidente della Repubblica, con il “Collare d’oro” al merito sportivo.

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esercito

] lo di girare pagina, e dopo Shangai e' successo quello che succede normalmente dopo ogni gara: prendere atto del risultato, voltare pagina e proseguire sulla mia strada. Il 2012, è stato l’anno del riscatto: prima il collare d’oro dal Presidente della Repubblica, poi il pass per Londra. Puoi raccontarci questi due importanti momenti e quali emozioni ti hanno regalato? Il collare d'oro e' la più' bella riconoscenza che un atleta possa' ricevere; e' stata la più' bella soddisfazione fino ad ora ottenuta; ricordo anche con grande orgoglio il riconoscimento conferitomi dalla FINA nel 2011, quale “atleta dell’anno 2010”; entrambi comunque sono maturati per effetto dei risultati spor tivi conseguiti gli anni prima. Anche la conquista del pass per Londra è un momento indimenticabile della mia carriera in quanto sottolinea una costanza di rendimento di altissimo livello che dura dal 2006. Senti il dovere di ringraziare qualcuno per tutto quello che sino ad ora hai fatto come atleta? Sicuramente il Centro Sportivo Esercito che dal 2004, anno in cui sono entrato a far parte della grande famiglia dell’Esercito, mi garantisce sempre il massimo, per mettermi nelle migliori condizioni. Ed i risultati si sono visti!

“il Centro Sportivo Esercito che dal 2004, anno in cui sono entrato a far parte della grande famiglia dell’Esercito, mi garantisce sempre il massimo, per mettermi nelle migliori condizioni. Ed i risultati si sono visti!” Grazie ai tanti successi sportivi, hai acquisito molta popolarità sui campi gara e non solo; come riesci a gestire i tuoi impegni d’atleta, con i numerosi appuntamenti extra sportivi, soprattutto in una grande città come Roma? Ho veramente poco tempo per dedicarmi a queste cose, ma appena posso, compatibilmente con i miei impegni professionali, lo faccio sempre soprattutto quando l’attività ha uno scopo sociale.

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esercito

] Le Olimpiadi di Londra sono vicine. Quali pensieri ti portano alla mente? Nessuno in particolare tranne il fatto che, dopo Pechino 2008, essere ancora una volta l'attore di un evento importantissimo e' eccitante e stupendo. Meglio volare basso per non avere delusioni o meglio puntare sempre al primo posto del podio? Non vorrei essere scortese, ma questa domanda non merita neanche una risposta! Chi è Valerio Cleri al di fuori del nuoto e come impegna il proprio tempo libero? Credo di essere un ragazzo semplice, mi piacciono le piccole cose della vita, un gelato, una passeggiata, il mare, i pop corn al cinema, il caffè' della domenica mattina, in sintesi una vita tranquilla, corretta e molto comune, come anche andare la domenica allo stadio e tifare la mia squadra del cuore, la Lazio.

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olimpiadi

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L’ITALIA OLIMPICA SUL TETTO DEL MONDO. ANCORA UNA VOLTA Il 27 luglio la Cerimonia d’apertura, 291 atleti nostrani a caccia del sogno che vale una carriera di Marco Trozzi

uesti i numeri della squadra italiana olimpica che volerà oltremanica per partecipare alla XXX edizione dei Giochi Olimpici che prenderà ufficialmente il via il 27 luglio con la Cerimonia d’apertura: 291 atleti, 165 uomini e 126 donne. Una buona quota, ma non da record: l’ultima volta che non era stata superata la soglia dei 300 sportivi, infatti, correva l’anno 1980 - Giochi di Mosca, quando la squadra fu composta da 170 atleti. Da allora e per le successive sette edizioni (da Los Angeles 1984 a Pechino 2008) il numero fu sempre superiore con il record assoluto di Atene 2004 quando si toccò la soglia dei 367. L’edizione londinese però passerà alla storia per il minor divario di sempre tra i due sessi: un -37 unità che rappresenta un unicum nella storia dello sport tricolore, un dato che testimonia come le quote rosa rappresentino sempre di più un elemento fondamentale dell’attività nazionale. Altro dato interessante, oltre quello delle quote rosa che crescono costantemente in percentuale di edizione in edizione, è quello relativo agli atleti stranieri che gareggeranno per l’Italia. All’ombra del Big Ben saranno 24 quelli nati all’estero: mai prima d’ora erano stati così numerosi.

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Le speranze L’Italia, pur presentandosi con un numero di atleti inferiore rispetto agli ultimi anni, nutre concrete speranze di conquistare delle medaglie con alcuni dei suoi sport più rappresentativi. Molte sono le aspettative nei confronti delle uniche discipline a squadra presenti a Londra: pallavolo e pallanuoto, sia maschile che femminile, così come potrebbe esserci la grande sorpresa del beach volley dove saremo rappresentati anche in questo caso da entrambe le squadre. A dir la verità, mentre la pallavolo e la pallanuoto hanno storicamente collezionato risultati prestigiosi, il beach nostrano non è ancora ai livelli dei primissimi della classe anche se i ragazzi italiani della disciplina sulla sabbia hanno collezionato nell’ultimo anno e mezzo risultati a dir poco straordinari grazie ai quali sognare non è vietato. Per quanto riguarda, invece, gli sport individuali in molti sperano che possano regalare grandi soddisfazioni i ragazzi dell’atletica come Fa-

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olimpiadi

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brizio Donato e Alex Schwazer; i pugili Roberto Cammarelle e Clemente Russo; il canoista Daniele Molmenti; la ciclista Giorgia Bronzini; le ginnaste Elisa Blanchi, Romina Laurito, Marta Pagnini, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk e Andreea Stefanescu (ginnastica ritmica); i nuotatori Fabio Scozzoli e Federica Pellegrini; le schermidrici Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e la portabandiera Valentina Vezzali; Niccolò Campriani nel tiro a segno, Giovanni Pellielo in quello a volo.

Gli azzurri che si presentano da primi della classe Nell’ultima edizione tenutasi a Pechino quattro anni fa l’Italia ha conquistato otto ori, nove argenti e dieci bronzi per un totale di 27 medaglie. Campioni olimpici sono Roberto Cammarelle (pugilato), Alex Schwazer (atletica/marcia), Andrea Minguzzi (lotta greco romana), Chiara Cainero (tiro a volo), Federica Pellegrini (nuoto 200 stile libero), Valentina Vezzali

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(scherma/fioretto), Giulia Quintavalle (judo) e Matteo Tagliariol. (scherma/spada). Tutti, tranne Minguzzi e Tagliariol saranno a Londra per difendere il loro titolo.

Grandi assenti Tra i grandi assenti di questa XXX edizione ci sono due discipline di squadra molto rappresentative del nostro Paese: il calcio e il basket. Come detto non ci saranno i due olimpionici in carica: Andrea Minguzzi nella lotta (che ha fallito l’ultima possibilità di qualificazione a maggio in Finlandia) e Matteo Tagliariol nella spada (eliminato negli ottavi di finale della Coppa del Mondo di marzo scorso a Parigi che assegnava il pass olimpico); altro escluso è Andrew Howe nell’atletica al termine dei Campionati Italiani Assoluti di Bressanone durante i quali non è riuscito a scendere sotto la soglia dei 20”65 richiesti nei 200 metri.


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olimpiadi

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TUTTI GLI AZZURRI

(Nella pallanuoto maschile un giocatore sarà escluso, stessa cosa nell’atletica) ATLETICA Abate Emanuele Bencosme De Leon Jose Reynaldo Cerutti Fabio Collio Simone De Luca Marco Donato Fabrizio Floriani Yuri Greco Daniele La Mastra Rosario Manenti Davide Marani Diego Meucci Daniele Pertile Ruggero Povegliano Lorenzo Riparelli Jacques Rubino Giorgio Schwazer Alex Tamberi Gianmarco Vizzoni Nicola Arcioni Giulia Bazzoni Chiara Bonfanti Elena Maria Caravelli Marzia Console Rosaria Ejjafini Nadia Gentili Manuela Giorgi Eleonora Anna Grenot Libania Hooper Gloria Incerti Anna La Mantia Simona Rigaudo Elisa

Romagnolo Elena Rosa Chiara Salis Silvia Spacca Maria Enrica Straneo Valeria Weissteiner Silvia BADMINTON Allegrini Agnese BEACH VOLLEY Lupo Daniele Nicolai Paolo Cicolari Greta Menegatti Marta CANOA Benassi Maximilian Camporesi Pietro Cipressi Stefano Ferrari Niccolò Molmenti Daniele Giai Pron Clara Idem Josefa Murabito Norma CANOTAGGIO Agamennoni Luca Battisti Romano Bertini Lorenzo Caianiello Andrea Capelli Vincenzo Carboncini Lorenzo Danesin Daniele Fossi Francesco

Frattini Pierpaolo Galtarossa Rossano Goretti Martino Luini Elia Miani Marcello Mornati Niccolò Paonessa Mario Perino Paolo Raineri Simone Ruta Pietro Sartori Alessio Stefanini Matteo Venier Simone Bertolasi Sara Wurzel Claudia CICLISMO De Vecchi Manuel Fontana Marco Aurelio Kerschbaumer Gerhard Modolo Sacha Nibali Vincenzo Paolini Luca Pinotti Marco Trentin Matteo Viviani Elia Baccaille Monia Bronzini Giorgia Cantele Noemi Guderzo Tatiana Lechner Eva GINNASTICA Angioletti Matteo Busnari Alberto

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Cannone Flavio Morandi Matteo Ottavi Paolo Pozzo Enrico Blanchi Elisa Cantaluppi Julieta Deagostini Francesca Fasana Erika Ferlito Carlotta Ferrari Vanessa Laurito Romina Pagnini Marta Preziosa Elisabetta Santoni Elisa Savrayuk Anzhelika Stefanescu Andreea

LOTTA Timoncini Daigoro

Di Tora Mirco Dotto Luca Maestri Riccardo Maglia Gianluca Magnini Filippo Marin Luca Orsi Marco Paltrinieri Gregorio Pesce Mattia Pizzetti Samuel Ranfagni Sebastiano Rivolta Matteo Rolla Andrea Santucci Michele Scozzoli Fabio Turrini Federico Barbieri Arianna Bianchi Ilaria Boggiatto Chiara Buratto Erica Carli Diletta Ferraioli Erika Filippi Alessia Gemo Elena Guzzetti Michela Letrari Laura Mizzau Alice Nesti Alice Pellegrini Federica Pirozzi Stefania

NUOTO Belotti Marco Detti Gabriele Di Giorgio Alex

NUOTO DI FONDO Cleri Valerio Grimaldi Martina

JUDO Ciano Antonio Faraldo Francesco Meloni Roberto Verde Elio Barbieri Erica Forciniti Rosalba Gwend Edwige Moretti Elena Quintavalle Giulia


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NUOTO SINCRONIZZATO Lapi Giulia Perrupato Mariangela Pallanuoto Aicardi Matteo Felugo Maurizio Figlioli Pietro Fiorentini Deni Gallo Valentino Giacoppo Massimo Giorgetti Alex Gitto Niccolò Pastorino Giacomo Perez Amaurys Premuš Danijel Presciutti Christian Tempesti Stefano Abbate Simona Bianconi Roberta Casanova Elisa Cotti Aleksandra Di Mario Tania Emmolo Giulia Frassinetti Teresa Gigli Elena Gorlero Giulia Lapi Allegra Pelle Anikó Radicchi Federica Rambaldi Guidasci Giulia

Boninfante Dante Fei Alessandro Giovi Andrea Lasko Michal Mastrangelo Luigi Papi Samuele Parodi Simone Savani Cristian Travica Dragan Zaytsev Ivan Arrighetti Valentina Barazza Jenny Bosetti Caterina Bosetti Lucia Cardullo Paola Costagrande Carolina Croce Paola Del Core Antonella Gioli Simona Lo Bianco Eleonora Piccinini Francesca Rondon Giulia Pentathlon Benedetti Nicola De Luca Riccardo Cesarini Claudia Crognale Sabrina

PALLAVOLO Bari Andrea Birarelli Emanuele

PUGILATO Cammarelle Roberto Cappai Manuel Mangiacapre Vincenzo

PESI Scarantino Mirco

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olimpiadi

Parrinello Vittorio Jahin Picardi Vincenzo Russo Clemente Valentino Domenico SCHERMA Aspromonte Valerio Avola Giorgio Baldini Andrea Cassarà Andrea Montano Aldo Occhiuzzi Diego Pizzo Paolo Samele Luigi Tarantino Luigi Del Carretto Bianca Di Francisca Elisa Errigo Arianna Fiamingo Rossella Marzocca Gioia Moellhausen Nathalie Navarria Mara Salvatori Ilaria Vecchi Irene Vezzali Valentina SPORT EQUESTRI Brecciaroli Stefano Panizzon Vittoria Truppa Valentina TAEKWONDO Molfetta Carlo Sarmiento Mauro

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TENNIS Bracciali Daniele Fognini Fabio Seppi Andreas Errani Sara Pennetta Flavia Schiavone Francesca Vinci Roberta TENNISTAVOLO Bobocica Mihai Tan Monfardini Wenling TIRO A SEGNO Bruno Francesco Campriani Niccolò De Nicolo Marco Giordano Giuseppe Tesconi Luca Nardelli Elania Zublasing Petra Tiro a volo D'Aniello Francesco Di Spigno Daniele Fabbrizi Massimo Falco Ennio Lodde Luigi Agostino Pellielo Giovanni Cainero Chiara Rossi Jessica TIRO CON L’ARCO Frangilli Michele

Galiazzo Marco Nespoli Mauro Lionetti Pia Carmen Maria Tomasi Jessica Valeeva Natalia TRIATHLON Fabian Alessandro Uccellari Davide Mazzetti Anna Maria Tuffi Benedetti Michele Chiarabini Andrea Dell'Uomo Francesco Rinaldi Tommaso Batki Noemi Cagnotto Tania Dallapè Francesca Spaziani Brenda VELA Angilella Giuseppe Baldassari Filippo Maria Esposito Federico Regolo Michele Sibello Gianfranco Zandonà Gabrio Zucchetti Pietro Clapcich Francesca Conti Giulia Micol Giovanna Sensini Alessandra


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olimpiadi

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È ARRIVATO IL LONDRA DAY 2012 Ci siamo. L’edizione numero 30 dei Giochi Olimpici (la terza a Londra dopo quella del 1908 e del 1948) è alle porte. L’intero mondo sportivo è in trepidante attesa per quella che si preannuncia come una delle migliori degli ultimi anni. di Marco Trozzi

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olimpiadi

ra proclami di successo in termini di bilancio (sconfessati dalle notizie dell’ultimo periodo), paura per la sicurezza nazionale, divieti per gli atleti di comunicazione tramite social network e progetti di riqualificazione territoriale, le Olimpiadi d’oltremanica sono pronte ad aprire i battenti. Quello che resterà, al di là delle inevitabili polemiche al termine dei Giochi, saranno fiumi di interviste agli dei dello sport mondiale, migliaia di foto e videogallery che racconteranno le istantanee di un’avventura attesa una vita, storie di vite sportive che s’intrecceranno in un mosaico di sensazioni irripetibili.

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Sicurezza e bilancio Quello sulla sicurezza era una problematica che sarebbe dovuta inevitabilmente venire a galla e, puntuale, è arrivata anche a causa delle “confessioni” della G4S, l’agenzia che si è aggiudicata l’appalto per la gestione della si-

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olimpiadi

] sta di cer to soddisfacendo l’opinione pubblica d’oltremanica che, come tutte le altre, è fortemente condizionata dalla congiuntura economica negativa internazionale. Resterà da vedere se alla fine delle Olimpiadi gli introiti della manifestazione ribalteranno l’attuale situazione che ha dato un forte scossone al governo Cameron.

La riqualificazione territoriale Fiore all’occhiello del Comitato Olimpico Nazionale diretto da Sebastian Coe è stata la riqualificazione dell’East London tramite la creazione del Parco Olimpico proprio all’interno di una delle zone più degradate del Regno Unito. Sfruttando gli ingenti fondi statali messi a disposizione, è stata realizzata una nuova zona urbana dotata di uno dei più estesi parchi urbani del Paese assieme al più grande shopping centre d’Europa – Westfield -, contesto che garantisce un’elevata qualità di vita. Il primo obiettivo della progettazione è stato proprio quello della riqualificazione urbana e ambientale, prima ancora dell’allestimento di un sito idoneo ai Giochi. Questo è stato il manifesto programmatico della candidatura inglese: fare delle Olimpiadi una possibilità di crescita del Paese e se si guarda ora a come appare l’East London rispetto a qualche anno fa, allora si può affermare senza difficoltà che l’obiettivo è stato centrato.

Il silenzio olimpico azzurro

curezza della capitale britannica. I dirigenti della società –il cui motto è Securing Your World (www.g4s.uk.com) – hanno infatti serenamente dichiarato di non essere stati in grado di gestire l’addestramento del personale ingaggiato. Da qui la decisione del governo inglese di richiamare ben 3.500 soldati (si aggiungono ai 13mila già arruolati) reduci dal-

le missioni internazionali, con un inevitabile lievitazione dell’iniziale bilancio arrivato nel frattempo a 15,5 miliardi di sterline (a maggio erano 9, triplicato rispetto al 2005 quando si riunì il Comitato Organizzatore per la prima volta). Seppur dimezzato rispetto alla precedente edizione di Pechino, il bilancio delle spese non

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Le Olimpiadi di Londra, però, passeranno alla storia anche per quello che gli azzurri hanno soprannominato il “silenzio olimpico”. Il regolamento riguardante i social media, blog e internet prevede che gli atleti non potranno utilizzare i social media per diffondere notizie e immagini che riguardino terzi. L’utilizzo sarà consentito solo se i tweet, blog e racconti sui social media saranno in prima persona e sotto forma di diario. Saranno inoltre vietate forme cronachistiche delle vicende spor tive di altri par tecipanti o persone accreditate, così come sarà vietata la diffusione di notizie confidenziali o private riguardanti terzi. Tutto ciò, naturalmente, non significa che non sarà possibile utilizzarli, ma semplicemente che esiste un regolamento. Il Coni, però, ha deciso di inserire tali norme nell’accordo sottoscritto con ogni singolo atleta la cui violazione prevede una multa di 100mila euro e gli azzurri, per non rischiare, hanno scelto la strada del silenzio. Per la buona pace della comunicazione targata 2.0….


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paralimpiadi

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PARALIMPIADE, POKER AZZURRO E JOLLY SUDAFRICANO di Mario Morelli

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paralimpiadi

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Una cosa è certa, sarà un Evento da far tremare ai polsi, mai come quest'anno la concorrenza olimpica è altissima. atletica regala sogni a cinque cerchi a Giusy Versace, velocista reggina che ha stabilito da poco il nuovo record italiano nei 200 metri con 31”21. «Stavolta – ha spiegato la Versace - sono riuscita almeno in par te a esprimere quello che valgo anche sui 200 metri! Dopo l’esperienza sfor tunata dell'Europeo disputato in Olanda, da dove me ne sono tornata con due “medaglie di legno”, sono riuscita a correre un duecento metri a buoni livelli. E pensare che nel rettilineo finale mi sono sentita piuttosto stanca e priva di energie, per cui non ero così sicura di essere andata forte. Invece il cro-

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nometro mi ha regalato un grande sorriso. E chissà se non fossi stata stanca». La paralimpiade londinese prepara sorrisi anche per un altro volto noto, quello dell'ex pilota di Formula 1 Alex Zanardi. Il 18 marzo 2012 ha vinto la maratona di Roma stabilendo anche il record del percorso e conquistando una maglia per i XIV Giochi paralimpici estivi di Londra. Al suo fianco nella capitale inglese si ritroverà anche il compagno di squadra – corrono entrambi per il Barilla Blu Team – Vittorio Podestà. E qui va subito sottolineato che entrambi hanno come obiettivo la medaglia più prestigiosa. Così come all'oro punta pure il terzo alfiere della squadra che ha come motto “Share you dream”, Fabrizio Macchi. Varesino, classe 1970, Macchi annovera un

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bronzo olimpico ad Atene 2004, dieci medaglie mondiali, sei medaglie europee, ventisei titoli italiani e il record dell’ora. Senza ombra di dubbio, comunque, il personaggio dell'estate sarà Oscar Pistorius, che entra di diritto nella storia solo per il fatto di ritrovarsi ai nastri di par tenza. Il venticinquenne atleta sudafricano, che corre grazie a due protesi, potrà infatti gareggiare sia all'Olimpiade che alla Paralimpiade. Grazie alla decisione del Comitato olimpico sudafricano potrà partecipare ai 400 metri e alla staffetta 4X400 con Willem de Beer, Ofentse Mogawane e Shaun de Jager, mentre alle Paralimpiadi l'atleta sudafricano punta a presentarsi ai blocchi di par tenza nei 100, nei 200 e nei 400 metri.


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Sopra Tania Cagnotto, a sinistra dall’alto Irene Vecchi, Giorgio Avola, Luigi Samele e Valerio Aspromonte

ondra sta ospitando la sua terza edizione olimpica dopo la IV del 1908 e la XIV del 1948. Un ritorno dell’olimpismo, quindi, nella città più cosmopolita del pianeta e patria di molti sport che, nel tempo, sono diventati popolari in tutto il mondo. Le Olimpiadi londinesi, tra l’altro, hanno richiesto una ristrutturazione di molte zone della City in cui si terranno le competizioni, ponendo estrema attenzione alla sostenibilità ambientale. Qualche critica si è registrata sul bilancio dei giochi, anche se saranno utilizzati numerosi spazi già esistenti prima della candidatura come: Wembley Stadium, Wembley Arena,

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All England Lawn Tennis and Croquet Club, Lord’s Criket Ground, The 02 Arena, Earls Court Exhibition Centre, Weymouth and Portland National Sailing Academy e Excel Exhibition Centre. In questo contesto vivranno, si spera da protagonisti, tutti gli atleti inseriti nella Delegazione Olimpica Italiana che avrà come Alfiere la campionessa olimpica Valentina Vezzali alla quinta Olimpiade e con al collo ben sette medaglie olimpiche vinte nella scherma di cui cinque d’oro. Una squadra olimpica che conta 292 atleti tra i quali 42 atleti indossano la maglia delle Fiamme Gialle, autentico record di presenze per lo sport della Guardia di Finanza ai Giochi Estivi. I portacolori gialloverdi stanno gareggiando a Londra sia con l’obiettivo di salire sul podio,


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fiamme gialle

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Pietro Zucchetti ph Luca D’Ambrosio

LE SPERANZE NON SI SPENGONO... Le Fiamme Gialle cercano la consacrazione a Londra ed il più in alto possibile, e sia per celebrare la prima medaglia olimpica vinta nell’atletica dal gialloverde Michele Tito durante i Giochi di Londra 1948. Dopo sessantaquattro anni, infatti, gli atleti del Centro Sportivo della Guardia di Finanza hanno l’oppor tunità di vincere ancora medaglie, o confermare quelle conquistate a Pechino 2008, per arricchire il medagliere olimpico estivo che conta già 29 medaglie tra cui 10 d’oro. A questo punto potremmo fare un pronostico, e capire quali saranno i finanzieri da podio, ma è un esercizio che, per scaramanzia, non facciamo anche se dobbiamo tenere gli occhi puntati sui tuffi, dove Tania Cagnotto è alla ricerca di un sigillo olimpico per consacrare la sua carriera, oppure sulla scherma, nella qua-

le Avola, Aspromonte, Samele e Vecchi, vorranno confermare la mole di risultati conseguiti durante il quadriennio, o anche sulla Vela, disciplina che ha lasciato l’amaro in bocca alle Fiamme Gialle durante i Giochi di Pechino 2008, che a Londra è rappresentata da quattro velisti di esperienza: Baldassarri, Regolo, Sibello e Zucchetti. Insomma un’Olimpiade è sempre una gara che ha tante incognite ed il risultato eclatante potrebbe arrivare anche da chi meno te lo aspetti e le Fiamme Gialle hanno, almeno alla vigilia olimpica, tante possibilità di successo. Basta aspettare e seguire i Giochi. Questa la pattuglia gialloverde presente a Londra: atletica leggera (14): José Reynaldo Bencosme de Leon, Fabio Cerutti, Simone Collio, Rosaria

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Console, Marco De Luca, Fabrizio Donato, Yuri Floriani, Libania Grenot, Simona La Mantia, Diego Marani, Elisa Rigaudo, Giorgio Rubino, Gianmarco Tamberi, Nicola Vizzoni. Canottaggio (9): Luca Agamennoni, Romano Battisti, Francesco Fossi, Mario Paonessa, Paolo Perino, Simone Raineri, Matteo Stefanini, Alessio Sartori, Simone Venier. Judo (3): Edwige Gwend, Giulia Quintavalle, Antonio Ciano. Nuoto (4): Alessia Filippi, Arianna Barbieri, Gianluca Maglia, Alice Mizzau. Tuffi (1): Tania Cagnotto. Scherma (4): Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Luigi Samele, Irene Vecchi. Tiro a segno (3): Francesco Bruno, Niccolò Campriani, Marco De Nicolo. Vela (4): Filippo Baldassarri, Michele Regolo, Gianfranco Sibello, Pietro Zucchetti.


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equitazione

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FISE: IL SALTO PIÙ IMPORTANTE

ph Luca d’Ambrosio

ndrea Paulgross vuole fare il bis. O almeno ci proverà, riproponendo la sua candidatura a Presidente della Federazione Italiana Spor t Equestri nella prossima assemblea di lunedì 10 Settembre. Una data che chiuderà le Paraolimpiadi e tre settimane dopo la fine dei Giochi di Londra. La FISE, come da tradizione italiana, é inserita nella top ten delle Federazioni che contano più iscritti e ha una storia di tutto rispetto. In questo quadriennio il Presidente Paulgross é riuscito a risollevare un settore for temente legato alle tradizioni come quello degli spor t equestri che nell'amministrazione pre-

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cedente aveva accumulato debiti per 2 milioni e 600 mila euro. La difficile situazione economica, che ha colpito i mercati mondiali, è andata a colpire anche il mondo delle Federazioni. La FISE di Paulgross ha più che dimezzato l'esposizione ereditata alla fine del 2009, ricostituendo il fondo di accantonamento della Federazione e continuando parallelamente a investire sull'attività, riuscendo così a far quadrare i conti del proprio bilancio. Uno dei passi più impor tanti compiuti dalla Federazione è stato quello di ripor tare tra le mura domestiche l'organizzazione il più grande e prestigioso concorso internazionale di Piazza di Siena, che quest'anno ha spento le sue 80 candeline. Candeline che hanno rappresentato una impor tantissima data stori-

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ca ma anche gestionale. Per una serie di casualità non previste, la FISE quest'anno è tornata a organizzare direttamente ogni minimo aspetto del concorso equestre legato alla storica sede di Piazza di Siena. Un evento invidiato dalle altre federazioni straniere. Un valore aggiunto per tutto il movimento italiano. Nella gestione Paulgross in questo ultimo quadriennio olimpico sono cresciuti anche gli atleti azzurri. A Londra 2012 ci saranno tre protagonisti di eccellente valore internazionale: Stefano Brecciaroli e Vittoria Panizzon per il concorso completo, Valentina Truppa per il dressage. Per tutti il sogno è sempre lo stesso: conquistare le medaglie che ormai mancano da anni. Sarà dura ma i tre fuoriclasse azzurri ci


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equitazione

A Londra 2012 sono tre i protagonisti che rappresenteranno l’Italia uniti sotto lo stesso sogno ANDREA PAULGROSS Nato a Viareggio a gennaio del 1965. Avvocato d’affari, con studi nella stessa Viareggio e a Roma, è stato nazionale junior e young rider e anche atleta di interesse olimpico per il salto ostacoli. Ex ufficiale dei Carabinieri presso il 4° Reggimento a cavallo, a Roma, ha avviato la carriera di dirigente della Federazione italiana sport equestri nel ’96, prima come presidente della Commissione Disciplinare, poi come consigliere federale, quindi come vice presidente. E’ stato eletto presidente della FISE il 29 novembre del 2008.

proveranno con tutte le loro forze. L'ultima medaglia, d'oro nel completo individuale, la conquistó a Mosca 1980 Euro Federico Roman. A Monaco 1972 gli azzurri conquistarono ben due medaglie: il bronzo nel salto a squadre e un memorabile oro nel salto individuale con Graziano Mancinelli. Non possiamo non ricordare i fratelli d'Inzeo che spopolarono a Roma 1960, proprio nella cornice suggestiva di Piazza di Siena, facendo diventare l'equitazione da spor t d'elite a fenomeno di massa. Ecco, é proprio questo uno dei punti inderogabili del progetto del presidente Paulgross per i prossimi quattro anni. Risultati, bilanci in ordine e comunicazione trasparente, senza mai dimenticare il rappor to con proprietari e allevatori di cavalli.

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golf

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MEDIA E ISTITUZIONI AL PILSNER URQUELL PRO TOUR di Marta Centra

I Pilsner Urquell Pro Tour ha proposto una delle tappe più interessanti nel quadro stagionale con il Challenge Provincia di Varese presented by Mapei. E' stato un evento del Challenge Tour un po' particolare perché ha visto coinvolte le istituzione, nell'occasione la Provincia di Varese, che ha aperto nuove frontiere nel campo della promozione turistico-golfistica legandosi a un grande avvenimento. E il riscontro è stato sicuramente importante, poiché i media italiani e le telecamere di Sky hanno evidenziato la potenzialità dell'offerta turistica varesina sul territorio nazionale, mentre le riprese dell'European Tour hanno rivolto il messaggio in Europa e nel resto del mondo attraverso i numerosi network collegati. Sul campo il bel duello tra l'inglese Raymond Russell e l'argentino Daniel Vancsik, entrambi con un passato nel circuito maggiore continentale, si è risolto in favore del primo, tornato a vincere dopo 16 anni, mentre il digiuno di Vancsik è proseguito, ma l'ultimo titolo lo ha conquistato nell'Open d'Italia del 2009. Da sottolineare l'ottima prova di Alessandro Tadini e di

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Marco Crespi, entrambi al terzo posto dopo una gara da protagonisti, e altrettanto bravi, anche se si sono un po' persi nel giro finale Andrea Maestroni e Federico Elli. La manifestazione, oltre all'apporto della Provincia di Varese, ha avuto il sostengo del Presenting sponsor Mapei; dei major sponsor Bracco, Pwc, Gerosa Group, IBM, Supradyn e Bayer Garden; degli official sponsor Gruppo Modulo, Industrie Chimiche Forestali, Ivy Oxford e Credito Valtellinese; dei technical sponsor: Nonino, Martini, Omega e Fiordifragola. Patrocinio del Comune di Varese, del Comune di Luvinate e dell’Agenzia del Turismo di Varese. Sponsor Pro Am: Aviva. Il Pilsner Urquell Pro Tour, oltre che dal brand che fa capo al gruppo Birra Peroni, è sponsorizzato dal Major sponsor CartaSi, dal Fornitore ufficiale Under Armour, dai Partner ufficiali Surgal Clinic e Webgolf. Media partner: Sky Sport HD; Commercial advisor: RCS Sport. Il successo di Francesco Molinari nell'Open di Spagna e gli altri ottimi piazzamenti ottenuti nel settore maschile, hanno sollecitato anche le protagoniste di quello femminile. Così Giulia Sergas e Diana Luna, che sono al momen-

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to le migliori interpreti azzurre, si sono poste in bella evidenza nell'US Womens Open, il terzo major stagionale, vinto dalla coreana Na Yeon Choi. La triestina ha ottenuto un brillantissimo quarto posto e la Luna ha chiuso al 21° davanti a tante 'stelle' del golf mondiale. La Sergas ha firmato la seconda "top ten" in due major disputati quest'anno. Infatti in precedenza si era classificata nona a giugno nel Wegmans LPGA Championship. E' il suo miglior risultato in assoluto in un major, seguito da quinto posto nel British Womens Open (2004) e dal sesto nell'US Womens Open del 2008. Non è invece il miglior piazzamento di un'italiana nei major femminili che appartiene a Stefania Croce, seconda nel LPGA Championship (2000) superata in spareggio dalla statunitense Juli Inkster. La Luna, partita male, ha effettuato un bel recupero risalendo la graduatoria dal 77° posto in una gara difficile, disputata con forte vento e in un percorso micidiale. E' alle prime esperienze sui percorsi statunitensi, dove vorrebbe essere più presente, e le risultanze sono sicuramente di buon auspicio per il futuro.


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golf tuttincircolo

a cura di Andrea Cecinelli Responsabile comunicazione del Golf Forense

CIRCOLO CASTEL GANDOLFO A CASTELGANDOLFO “PRO AM CAMPIDOGLIO” BENEFICENZA PRO EMILIA Quale nome più appropriato per una gara di golf inventata per beneficare l’Emilia Romagna,vittima di un terribile terremoto. Il mondo del golf,come sempre,è sensibile alle calamità naturali che affliggono a volte la nostra gente. Riccardo Vaira ha inventato questa manifestazione coadiuvato da tutto il Consiglio P.G.A.I.(Associazione Italiana Professionisti di Golf),per rappresentare il mondo del golf nell’universo dello spor t che ha già ampiamente contribuito a questa nobile causa. Del Comitato d’Onore fanno parte i personaggi di massimo spicco del mondo del golf. Dal Presidente della Federazione professor Franco Chimenti,al Presidente P.G.A.I.Costantino Rocca,al Presidente della Regione Lazio della F.I.G. dott. Carlo Scatena, all’Assessore al Turismo Antonio Gaz-

ACQUASANTA GOLF CLUB UN TORNEO PER I TERREMOTATI Dopo il devastante terremoto che ha colpito l’Emilia il circolo del Presidente Gen. Carlo Alfiero, ha deciso di contribuire agli aiuti organizzando un torneo di golf tra i propri soci e i loro ospiti. Al richiamo di aiuto, i golfisti del circolo più antico d’Italia hanno risposto in numerosi. La giornata si è svolta sotto un meraviglioso sole di Luglio che ha donato al circolo una luce unica e, nonostante il gran caldo,

zellone, al Presidente del circolo golf Castelgandolfo Marco Zanetti. La manifestazione si svolgerà il giorno 26 luglio presso il circolo golf Castelgandolfo,che par teciperà alla causa. La Pro am si svolgerà con la formula Louisiana a 5 giocatori e sarà una “Invitational” a 18 squadre. I professionisti contribuiranno devolvendo una parte del loro ingaggio. Al termine della gara,dopo la premiazione,seguirà un’asta che devolverà tutto il ricavato alla stessa causa. La manifestazione terminerà con un brunch nello splendido scenario del “Garden” del circolo. Il dott. Vaira alla domanda sul come si fa ad organizzare un evento cosi significativo ci ha risposto con la semplicità che lo contraddistingue” è stato suf ficiente spiegare ai miei amici sponsor che essendo a Bologna quel fatidico sabato ho provato il terrore dell’impotenza. Non potevo fare nulla.Ho avuto solamente il tempo di abbracciare mio figlio che per for tuna non si è svegliato”.

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news dai circoli di golf OASI GOLF CLUB ALL’OASI SI GIOCA LA LED CUP Dove si può combattere l’afa che ci regala, buon ultimo, Minosse? Naturalmente all’Oasi Golf dove, grazie alla felice combinazione tra grandi alberi e fresca vegetazione e consistente brezza proveniente dal vicinissimo mare, i golfisti possono giocare a tutte le ore. Inoltre all’Oasi come negli anni precedenti sono iniziate le FRIDAY CUP, 4 gare (ogni venerdì di luglio 9 buche shotgun), che partono nel fresco del tardo pomeriggio per concludersi poi con una deliziosa cena bordo piscina. Sabato 7 luglio invece la tradizionale 18 buche ha ospitato nuovamente la LED SPA, azienda specializzata nella progettazione e nella produzione di apparecchiature elettroniche medicali. I premi messi in palio hanno destato l’attenzione dei partecipanti in quanto consistevano, per tutti i vincitori, in gradite targhe accompagnate da dispositivi terapeutici portatili che si avvalgono della magnetoterapia utili

la gara si è svolta senza interruzioni e con grande spirito altruistico. Ma ora veniamo ai vincitori: 1° Classificato 1° Categoria Netto: Arturo Plazzotta 2° Classificato 1° Categoria Netto: Agostino Pezzella 3° Classificato 1° Categoria Netto: Jonathan Baldelli 1° Classificato 2° Categoria Netto: Alessandro Graziani 2° Classificato 2° Categoria Netto: Nematollah Hedayati 3° Classificato 2 Categoria Netto: Claudia Serlupi Crescenzi

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per curare piccoli traumi o infiammazioni muscolari alle quali a volte gli sportivi sono facilmente esposti. Anche questa giornata di gara si è conclusa con un dinner-buffet offerto dallo sponsor e, a fare da cornice alla serata, la suggestiva piscina del circolo come sempre allestita per accogliere la cerimonia della premiazione alla quale era presente il nostro socio Stefano Mauti in rappresentanza della LED e anche lui giocatore partecipante alla gara. Il presidente in premiazione, dopo i dovuti ringraziamenti alla generosità dello sponsor LED, ha reso omaggio anche al socio Giorgio Ciampini, che insieme ad altri 4 golfisti scelti in tutta Italia ci rappresenta a livello nazionale al Campionato Europeo Seniores che si svolgerà dal 9 al 13 luglio a Zagabria. Inoltre ha ricordato le impor tanti gare del prossimo weekend: il TROFEO GST di sabato 14 e l’INTERCLUB ARCO/OASI di domenica 15, ideato dalle due presidenti di questi club laziali nell’ambito della reciproca e sportiva collaborazione tra i loro club.


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golf forense

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L'Avv. Nicola Colavita con Francesca Mercantini

JAGUAR GOLF FORENSE PIU’ 2012: LA BOUTIQUE DEL GOLF

egli ultimi dieci anni un nuovo spor t è riuscito a scalare le classifiche delle discipline sportive più praticate in Italia. Stiamo parlando del Golf. La Federazione Italiana Golf con il Presidente Franco Chimenti è riuscita in questo periodo di tempo ad aumentare vertiginosamente i propri iscritti, grazie alla grandissima promozione intrapresa. Il Golf fa parte dei così detti “sport nobili” di origine inglese, assieme al Rugby e al canottaggio. E, oggi più di ieri, è riuscito ad abbattere

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di Andrea Cecinelli_ foto di Yuliya Galycheva

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quella barriera che tempo fa divideva l’elite dal quotidiano. Nel Lazio ogni anno sono tantissimi i tornei, sia professionistici sia amatoriali, che vengono organizzati e ai quali la F.I.G. Lazio, in nome del Presidente Dott Carlo Scatena, è molto legata.Tornei che coinvolgono persone di ogni età nelle bellissime cornici verdi che caratterizzano i circoli di golf. Tra queste gare ha trovato un’ottima collocazione anche il Circuito del Golf Forense, ideato e organizzato dall’Avvocato Nicola Colavita. Il Golf Forense è nato quasi per gioco nel 2005 quando l’Avv. Colavita volle coinvolgere la classe


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golf forense

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Il Presidente della FederGolf Lazio, il Dott. Carlo Scatena

Il Dott. Daniele Maver, Presidente di Jaguar e Land Rover Italia

Due amici del Golf Forense: i giornalisti del TGR Lazio Vania Gagliardi e Stefano Orsini

Mauro Antonelli e Andrea Cecinelli

Il "Barone" Andrea Lo Cicero

forense nel meraviglioso mondo del Golf. Oggi questa manifestazione è diventata un punto di riferimento dei golfisti laziali che, il più delle volte, cercano in ogni modo di parteciparvi. Questi dati sono testimoniati dalla grande quantità di golfisti che partecipano alle gare del Jaguar Golf Forense Più, circuito di elite che si svolge quest’anno nei tre circoli più esclusivi della Capitale: Parco di Roma Golf Club, Golf Roma Acquasanta e Olgiata Golf Club. Il torneo, inizialmente dedicato ai soli operatori del diritto (avvocati, commercialisti, magistrati e notai)

nel 2009 ha allargato i suoi orizzonti aprendo le porte anche ai professionisti della medicina. Un prestigio quello del Golf Forense, che nel corso degli anni si è sempre più rafforzato grazie anche alle Istituzioni ed agli impor tanti sponsors che hanno sempre deciso di affiancare questo circuito: aziende che, anche in momenti di crisi, investono su di una manifestazione che offre moltissimo in termini di visibilità. Adesso per lo staff del Golf Forense un periodo di meritato riposo: l’appuntamento per la seconda tappa del circuito è il 15 settembre al Golf Roma Acquasanta. La Dott.ssa Antonella Greco

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Grazia Maria Biccari


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] [ TUTTINCIRCOL Roma tuttincircolo

news dai circoli sportivi storici news dai circoli sportivi storici

CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE PRONTI PER LONDRA 2012 Quest’anno l’Aniene festeggia 120 anni di sodalizio ed il 17 luglio c’è stata una grande festa per l’occasione. Il regalo che, insieme al Presidente Giovanni Malagò abbiamo fatto al corpo sociale è lo straordinario successo partecipativo dei nostri atleti alle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi. A Pechino erano 21 gli atleti Aniene ( 17 Olimpici e 4 Paralimpici), ci hanno regalato 3 medaglie d’oro, una d’argento e 7 quarti posti. Quest’anno a Londra, ad oggi si sono qualificati 22 atleti e quattro sono in attesa di conferma. Per noi, vista anche la situazione generale dello sport italiano, è qualcosa di straordinario. In questi quattro anni, Presidente Malagò in testa, ci siamo dedicati alla messa a punto del “sistema sport Aniene” che ci aveva portati ad Atene e poi a Pechino con un numero sempre maggiore di atleti. Sapevamo che la strada per Londra era in salita anche perché il livello di alcune nazioni è cambiato in maniera impressionante e per noi italiani in questo momento storico non è facile stare al passo. La dimostrazione è che rispetto a Pechino, a livello nazionale, è ridotto il numero di atleti che hanno raggiunto i parametri minimi per la qualificazione. Quattro anni di duro lavoro, collaborando in modo fattivo con le Federazioni di competenza. I nostri dirigenti, gli allenatori e lo staff medico, fisioterapico ed osteopatico, hanno lavorato alacremente, seguendo quotidianamente gli atleti per ogni esigenza. Sono orgoglioso di affermare che grazie al nostro sistema di prevenzione grazie anche alla riprogrammazione posturale post-allenamento, abbiamo ridotto al minimo gli infortu-

ni da sovraccarico. La convivenza di molti dei nostri atleti presso le foresterie situate ad Aquaniene e presso la sede sociale, hanno fatto sì che si creasse un gruppo coeso di amici che condivide quotidianamente oltre l’allenamento anche la vita sociale. I soci del Circolo sono orgogliosi dei nostri ragazzi, presenti quando possono anche alle attività sociali e culturali che sempre più spesso animano il nostro sodalizio. Questo è l’elenco per discipline dei qualificati: • Canottaggio: Elia Luini, Niccolò Mornati, Pierpaolo Frattini e Vincenzo Capelli ( figlio di socio e cresciuto nella nostra Scuola di Sport) • Nuoto: Federica Pellegrini, Luca Marin,Marco Belotti, Valerio Cleri, Elena Gemo e Alex Di Giorgio ( cresciuto nella nostra Scuola nuoto) • Tuffi: Brenda Spaziani ( nostra scuola tuffi) • Vela: Alessandra Sensini, Giulia Conti e Giovanna Micol • Canoa: Josefa Idem, Max Benassi e Norma Murabito ( nostra Scuola di sport). • Tennis: Flavia Pennetta • Canottaggio Adaptive: Daniele Stefanoni • Nuoto Adaptive: Niccolò Bensi • Vela Adaptive: Paola Protopapa (nostra Scuola di Sport) • Ciclismo Adaptive: Mauro Cratassa Per il settore paralimpico, al momento abbiamo quattro atleti in attesa di conferma. Come si può notare molti atleti sono cresciuti sportivamente nelle nostre strutture e si sono sempre allenati affianco agli atleti già “famosi”. Ci tengo a sottolineare che per noi avere dato la possibilità a questi ragazzi di potersi allenare nelle strutture, quanto di più moderno il mercato possa offrire, con lo staff selezionato per la grande competenza professionale e con i dirigenti delle varie sezioni sempre pronti a risolvere i problemi quotidiani, è motivo di grande orgoglio. Se verranno risultati importanti,saremo felici, ma già adesso ci riteniamo estre-

mamente soddisfatti per la conferma che il “ sistema sport Aniene” funziona e può essere esportato anche in altre realtà. Voglio ringraziare i dirigenti delle varie sezioni sportive che hanno sempre condiviso il Progetto con noi: Andrea Rocchegiani (Canottaggio), Gianni Nagni (Nuoto), Benedetta Molajoli (Tuffi), Sergio Soderini (Tennis), Giancarlo Gianni (Vela), Massimo Fabbri (canoa) ed il settore paralimpico è stato curato da me insieme ad Andrea Palantrani. Per la Canoa a settembre ospiteremo i Campionati del Mondo Marathon in collaborazione con la FIC. Infine è doveroso confermare che anche grazie ai nostri sponsor è stato possibile realizzare tutto ciò. Il Consigliere allo Sport Marco Zilia Bonamini Pepoli

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] [ TUTTINCIR Roma tuttincircolo

news dai circoli sportivi storici news dai circoli sportivi storici

CIRCOLO CANOTTIERI ROMA BRUNO MASCARENHAS E I GIOCHI OLIMPICI

TENNIS CLUB PARIOLI SCUOLA TENNIS E PROGETTO SCUOLA CALCIO A 5 Sono aperte le iscrizioni alla scuola tennis del Tennis Club Parioli. Dopo il successo della passata stagione in termini di iscrizioni con oltre 250 allievi, il Tennis Club Parioli ha deciso comunque di rinnovarsi affidando la direzione a Stefano Meneschinecheri, novità assoluta per la stagione 2012/2013 da molti anni responsabile del settore agonistico under 10 e under 12 del circolo e scopritore di numerosi giovani talenti come Gian Marco Moroni. Prosegue inoltre il progetto della

Club Circoli Sportivi Storici

dei

Al Circolo Canottieri Roma, come da tradizione, ogni estate viene salutata con l’avvio degli stage estivi: centinaia di bambini svolgono tutti gli sport principali, in un mix di gioia di condividere i valori sani dell’agonismo e del gioco. Altra tradizione, sono le feste a bordo piscina. Quest’anno ha avuto grande successo la Fe-

sta Chic Country con più di 800 ragazzi under 30 che si sono ritrovati al Circolo per festeggiare. Da Lucrezia e Giovanni Bisignani, a Wagner Eleuteri, a Nicola Ansuini, Marta Buccellati, Alice Mentana, Edoardo Ottaviani, e Dario Antoniozzi. C’era un toro meccanico, grande protagonista delle due sere, che a bordo piscina

ha intrattenuto tutti i presenti: tra balle di fieno, cuscini, candele, e qualche volteggio ardito. Due banconi con open bar, consolle per dj, tre buffet aper ti, angolo vino. Insomma, momenti di allegria e buonumore, per accogliere l’arrivo dell’estate, senza rivalità sportive tra i Circoli storici, ma solo amicizia.

scuola di calcio a 5 del Tennis Club Parioli ideata ed è coordinata da Zbigniew Boniek, direttore sportivo del TC Parioli, indimenticabile stella del calcio mondiale ed ex giocatore di Roma e Juventus. La Scuola, dopo lo straordinario successo dello scorso anno in termini di iscrizioni, ha esordito anche nei campionati federali nelle categorie pulcini, giovanissimi ed allievi con ottimi risultati oltre all'organizzazione di alcune manifestazioni sportive per i più piccoli. Per la stagione 2012/2013 confermato l'ottimo staff con il responsabile Alessandro Pelosi a guidare un gruppo di tecnici e preparatori già affiatato e di ottima levatura tecnica, che seguirà tutte le categorie dall'attività motoria (nati 2008/2009) ai primi calci (nati 2006/2007), piccoli amici (nati 2004/2005), pulcini (nati 2002/2003), giovanissimi (nati 1998/1999), allievi (nati

1996/1997) ed infine le categorie Juniores (nati 1994/1995) e under

21 (nati 1991/1992/1993) novità assolutà per la prossima stagione.

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FUTBOLCLUB CANCELLIERI INSAZIABILE: SUO ANCHE L’EURO SOCIAL 5 Carlo Cancellieri cala il bis: dopo la Futbol Cup si por ta a casa anche l’Euro Social 5 in questo inizio di 2012. E così diventano tre le discipline in cui il mitico mister si è cimentato e ha vinto tutto il vincibile nel giro di un anno: calciotto con Futbol League 2010-2011, Futbol Cup 2011 e 2012, Caravella Tricolore 2011 per il Calcio a 11 e, infine, l’Euro Social di Calcio a 5. E dire che il torneo inizia malissimo per la corazzata danese: l’estrazione, al pari di quella di Euro 2012, crea un gruppo B di fuoco con anche Angeli, Perazza e Fucile, nelle vesti di Por togallo, Germania e Olanda. Negli altri gruppi Carpentieri, nel girone A, è l’unico a chiudere a punteggio pieno dopo aver battuto, una dopo l’altro, Salluzzo, Chini e Longavita, con

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proprio Salluzzo a passare come seconda grazie a un pareggio e a una vittoria. In quello B alle spalle della Danimarca è Angeli a sorridere grazie a due vittorie. Equilibrio totale nel gruppo C dove Gallo, Noli e Parente chiudono tutte a 6 ma si qualificano solo le prime due per il maggior numero di gol messo a segno contro il fanalino di coda Nussbaum. Infine nell’ultimo girone, il D, Dalla Palma, grazie a due vittorie passa come prima mentre Pellicelli soffia il passaggio del turno a Gatti grazie a una miglior differenza reti. I quarti si preannunciano scintillanti e infatti non deludono, a parte la Danimarca che schianta la Repubblica Ceca per 9-0. Per il resto tutte vittorie di misura con Angeli che batte 5-4 Carpentieri e si candida come l’unica in grado di poter contrastare Cancellieri. Stesso risultato, a favore di Dalla Palma, per Inghiterra-Irlanda. La gara più equilibrata, però, resta Gallo-Pellicelli tanto che si conclude ai tiri dal dischetto con la Spagna che si impone per 6-3. Gli accoppiamenti della semifinale fanno già preludere a quale sarà il big match del 4 luglio: Casciotti-Martini-Currò guidano Angeli nel 7-4 con

Il socio del mese Nome: Lorenzo Pellicelli

Nome: Lorenzo Cognome: Pellicelli cui elimina Gallo mentre Riccardo Ferrari trascina Cancellieri nel 2-0 contro Dalla Palma. Il 4 luglio la terra trema dinnanzi alla partita per antonomasia del Calcio a 5: Jacopo Arcioni, Marco Carillo, Valerio Casciotti, Stefano Currò, Claudio Maccaroni e Adriano Mioni contro i senatori dello sport Futsal come Riccardo Budoni, Roberto Di Matteo, Andrea D’Onofrio, Fabio Luciani e Diego Tavano. Ancora una volta, come dimostrato dal Chelsea nell’ultima Champions League, l’esperienza ha la meglio sul puro talento giovanile: 5-2,

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Detto: Lollo Ruolo: Centrocampista... e Presidente! Piede Preferito: Destro Pezzo Forte: Tiro in Corsa Squadra del Cuore: AS Roma

Danimarca campione d’Europa, Cancellieri re del Futbolclub. Gianmatteo Colla


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DUE PONTI SPORTING CLUB CAMPIONATO SERIE A2 DI TENNIS

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squadra competitiva, rafforzando quella che aveva già ottenuto il titolo regionale di Serie C e il passaggio in Serie B nell’anno 2011. Quindi, l’arrivo di Leo Azzaro, ex 180° della classifica ATP, ha consolidato una squadra che ha in Stefano Tarallo (ex 150° della classifica ATP) la sua punta di diamante, completata dall’appor-

Il Due Ponti Sporting Club giocherà per la prima volta il Campionato di Serie A2 di tennis, avendo centrato al “primo colpo” la promozione, obiettivo che Emanuele e Pietro Tornaboni si erano posti a inizio stagione ed esattamente a ottobre, quando, con il direttore tecnico Alessio Palladino, avevano messo in piedi una

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to fondamentale di giocatori nati o cresciuti nel vivaio Due Ponti: Federico Teodori, Cristiano Compagnone, Gianmarco Toccini, Salvatore Carbone e le nuovissime leve Federico Bonacia e Gabriele Noce. Il cammino verso la conquista della serie A è cominciata sui campi di casa il 22 aprile con il


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primo turno di girone contro lo Spor ting Club Carpi con un ben augurale 6 a 0, quindi proseguiva con le vittorie nelle due trasfer te a Cittadella (4/2) e Trento (5/1); ancora due incontri di fronte al pubblico di casa (5 a 1 al Desenzano e 4 a 2 al C.T. Settebello), per concludere il girone a Pesaro con un pareggio, quin-

di imbattuti e primi di girone, cosa che ha consentito di giocare il turno secco dei play of f, nel derby tutto romano contro il C.C. Roma. Dopo aver messo una seria ipoteca alla vittoria finale nell’incontro di andata, giocato il 17 giugno, al C.C. Roma, battuto per 5 a 1, la domenica successiva, di fronte al pubblico di casa ac-

corso numerosissimo nonostante il caldo torrido, sono stati sufficienti i tre punti vinti da Federico Teodori, Leo Azzaro e Stefano Tarallo. Quindi, sono cominciati i festeggiamenti, con Alessio Palladino che stappava una super magnum di spumante, innaffiando tutti i giocatori, il trainer Alessio Varria-

le e i tifosi che hanno seguito il cammino della squadra anche nelle trasfer te. Emanuele e Pietro Tornaboni, durante il brindisi, hanno ringraziato anche le aziende sponsor (Enel, Yoga, Skillbet.it) che, con il loro importante appor to, hanno contribuito a rendere possibile questo raggiungimento.

IL MESE DELLO YOGA VIP TENNIS VINTAGE

ni al circolo Due Ponti, si porta a casa ben due dei tre trofei della stagione calcistica 2011-12: Campionato Assoluti e Coppa. Dopo aver vinto la Coppa 2-0 contro Angelini-Nicoletti si è imposto con un perentorio 4-0 su Fonsi in una finale che è stata equilibrata solo nelle battute iniziali ma ha comunque emozionato il numeroso pubblico presente sulle tribune. Una doppietta di Salvati e le altre due reti di Monari e Di Gianfilippo hanno coronato una stagione trion-

fale e hanno infranto per l’ennesima volta i sogni di Fonsi, che si è dovuto accontentare anche quest’anno del secondo posto. La finale Assoluti è stata preceduta dalla finale Over40 caratterizzata anch’essa da un risultato netto: un 3-0 che permette a Garozzo di aggiudicarsi per la prima volta l’ambito trofeo grazie a una doppietta di Licari e una grande punizione di LoVoi, nominato anche miglior giocatore della Finale. Tra i premi individuali spicca il no-

me di Daniele Franceschini, ex Sampdoria e Chievo, che si è aggiudicato il titolo di miglior giocatore del Torneo Assoluti dopo aver contribuito alla vittoria finale nell’Adidas League grazie anche alle 3 “M” del circolo: Marcolin, Monari e Materazzi. Agosto ci porta le meritate vacanze ma è già iniziato il calciomercato e a fine Settembre si ricomincia con tutti i grandi Presidenti pronti a darsi battaglia per interrompere l’egemonia di Velluti…

Anche quest’anno il Due Ponti si è contraddistinto per l’intensa attività calcistica. La rappresentativa del circolo ha dominato l’Adidas League e i Tornei Sociali di calciotto hanno coinvolto un numero sempre maggiore di soci. I Tornei Assoluti hanno avuto un dominatore assoluto: Velluti. Lo storico presidente, socio da an-

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TROFEO DI BILIARDO INTERCIRCOLI ROMA 2012: VINCE IL CANOTTIERI ANIENE Si è concluso con il trionfo del Circolo Canottieri Aniene la prima edizione del Trofeo di Biliardo Intercircoli, la manifestazione che ha visto sfidarsi sul panno verde i più importanti circoli della Capitale. Conclusasi la prima fase, in cui gli otto circoli,, divisi in due gironi si sono sfidati in tre turni nelle principali discipline, ovvero boccette, 8-15 e stecca 5/9 birilli, la manifestazione è proseguita con lo svolgersi della poule finale delle singole specialità a cui hanno preso parte solo i primi due circoli classificati di ogni girone. A boccette, l’avvincente incontro tra Canottieri Aniene e Canottieri Roma, terminato con uno spareggio, ha portato l’Aniene ad aggiudicarsi la coppa di specialità ed è stata solo la prima delle molte conquistate dal circolo in questa edizione. L’incontro per il 3° e 4° posto non è stato disputato ed ha visto l’assegnazione a tavolino della terza posizione al T.C. Parioli per forfait dell’Eur Sporting C. La finale di stecca 5/9 birilli ha visto l’Eur Sporting C. aggiudicarsi la coppa dopo aver battuto l’Aniene. La vittoria è arrivata dopo il 22 (vittoria dell’Eur nei due singolari e dell’Aniene nel doppio) dell’incontro ed il disputarsi dunque di una partita secca di spareggio. Il terzo posto è stato vinto dall’Antico Tiro a volo, che ha battuto 4-0 il Veio Sporting Club. Nell’8-15 si è ripetuto lo scontro tra C.C. Aniene e C.C. Roma terminato 3-1 per l’Aniene che, quindi, dopo boccette, ha conquistato la seconda coppa di specialità. Nell’incontro per il terzo posto il Veio ha battuto il T.C. Parioli. Il Canottieri Aniene, con due primi piazzamenti e un secondo posto a stecca, si è dunque classificato primo

nella classifica generale della manifestazione, vincendo il I° Trofeo di biliardo Intercircoli Roma, seguito nell’ordine da Eur Sporting Club, Circolo Canottieri Roma, Veio Sporting Club, Antico Tiro a Volo, T.C. Parioli, C.T. Eur e R.C.C Tevere Remo. Lunedì 9 luglio nel corso della premiazione, svoltasi nella bellissima cornice del Veio Sporting Club, alla presenza dei rappresentanti e giocatori di tutti i circoli sono state consegnate le targhe ricordo della partecipazione e le coppe di specialità. Per i giocatori e l’organizzazione è stata l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti e darsi l’arrivederci alla prossima edizione. Se volete rivivere le tappe del trofeo trovate risultati, foto e video sul sito www.biliardointercircoli.com, sviluppato dalla web agency Liquid Factory, e date un’occhiata a Facebook e Twitter (@biliardocircoli), i più importanti social network della rete, su cui il trofeo ha i propri profili e interagisce con giocatori ed appassionati dello sport.

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VEIO SPORTING CLUB 15° CAMPIONATO ROMANO INTERCIRCOLI DI BRIDGE Tutto si è consumato, con grande felicità, nella serata del 2 luglio al Circolo Due Ponti, location che ha ospitato l’ultimo round del 15° Campionato Romano Intercircoli di Bridge. In quella sede, infatti, il team del Veio Sporting Club, capitanato da Marco Tarantino, ha apposto l’ultimo grintoso sigillo alla manifestazione capitolina, appuntamento storico per gli appassionati di questo gioco, conquistando il podio più alto ai danni di squadre robuste e blasonate come il Parioli e l’Antico Tiro a Volo, rispettivamente seconda e terza nel ranking finale. Un contesto, quello del Campionato appena concluso, reso ancor più prestigioso dalle presenze - nelle dieci formazioni iscritte - di nomi che hanno contribuito, con la loro storia personale, a far conoscere ed amare il bridge rendendolo disciplina nobile e diver tente. Parliamo di Benito Garozzo, qui ingaggiato dal Parioli, reputato da anni a buon diritto il più forte giocatore del mondo. Ma anche di Alfredo Versace, altra stella del club di Monte Antenne, di Silvio Sbarigia, rappresentante del Canottieri Roma e di Emanuela Capriata, che ha gareggiato come “guest” proprio con il Veio, forte di quell’esperienza che l’ha portata a rivestire il ruolo di coach della nazionale italiana femminile. Un percorso, quello compiuto dal Club di Via di Grottarossa, che non ha risparmiato apprensioni. E così, dopo una “falsa par tenza” che ha permesso al Parioli di prendere il largo nelle prime set-

te serate di gara, ecco all’ottava il sorpasso del Veio, in un crescendo che ha visto il team dominare fino al decimo e conclusivo appuntamento. Motivo per il quale, è ovvio, il capitano Marco Tarantino, Emanuela Capriata, Manuela Di Chiara, Silvia Giannini, Daniela Giubilo, Luisa Pace, Franco Broccoli, Sandro Moscatelli, Massimiliano Porta e Mauri-

cio Rosciano (anche lui “guest”) hanno potuto esternare la loro soddisfazione, ben condivisa dai Presidenti del Veio Sporting Club Gennaro Leone ed Elio Paolozzi. Tutti felici, quindi, anche per il bel successo “in cucina”. Perché il Campionato Romano, per tradizione, riser va agli chef dei dieci Circoli par tecipanti la possibilità di esprimere e far conoscere il pro-

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prio spessore creativo in occasione delle cene che precedono gli incontri disputati a rotazione in ognuna delle rispettive sedi. Ed il gradimento espresso dai componenti (e dei loro accompagnatori) delle dieci squadre iscritte ha applaudito più volte la varietà e la qualità delle proposte culinarie dello chef del Veio Giuseppe Di Bella e del suo staff.


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VILLA STUART, TELEMEDICINA E “SECOND OPINION” La clinica romana offre un efficace servizio di “Second Opinion”: immagini in formato medico refertabile, audio – video conferenza ad alta definizione ed ecografia a distanza di Paolo Brandimarte

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illa Stuart all’insegna dell’innovazione. Grazie ad un sistema di teleradiologia semplice ed intuitivo, medici e specialisti direttamente dalla propria città e con un semplice click, possono trattare casi clinici specifici interagendo anche in tempo reale con il personale della clinica. Il punto di forza del sistema adottato dal Centro Medico di Eccellenza FIFA di Via Trionfale risiede nella condivisione e trasmissione di

immagini in formato medico refertabile (Dicom, ndr). Un beneficio considerevole, tenuto conto che a differenza dei tradizionali formati (jpg.tiff, gif, bitmap, png), consente di procedere alla refertazione. Supponiamo che un atleta abbia subito un infor tunio. Lo spor tivo viene sottoposto agli esami del caso: ottenuta una prima diagnosi dal centro sanitario di riferimento, il medico della società ricorre alla telemedicina per ottenere una Second Opinion da Villa Stuart. Direttamente dalla propria sede, il medico dovrà semplicemente av-

viare il programma, compilare i dati del paziente, l’anamnesi, il quesito diagnostico ed allegare le immagini in proprio possesso: in pochi istanti, l’intero esame sarà visibile sui monitor ad alta definizione della clinica. Una volta inviata la richiesta, lo specialista di Villa Stuart si posiziona in postazione di telemedicina, analizza le immagini, compila il referto ed invia la risposta al destinatario che sarà avvisato tramite notifica (alert, sms ed e-mail). I vantaggi connessi all’utilizzo del software non si esaurisco nella sola possibilità, seppur estremamen-

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te utile, di inviare immagini e documentazione clinica in formato medico refertabile: difatti, il sistema di audio – video conferenza ad alta definizione permette consulti live per valutazioni preliminari, consulti radiologici o un semplice aggiornamento dello stato di salute dei propri tesserati. Infine, va rimarcata l’efficacia di un’ecografia a distanza. Il doppio flusso video è ideale per condurre esami a distanza in modalità guidata: lo specialista che deve valutare lo stato di salute del paziente ha modo di vedere le immagini di dettaglio trasmesse dall’ecografo ed al contem-


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salute

Il sistema è già stato testato da Atalanta, Palermo, Udinese, Parma, Catania, Dynamo Kiev. Shakhtar Donetsk ed Anzhi

po, le immagini di insieme che mostrano i movimenti della sonda ecografica eseguiti dall’operatore. Dovunque, in qualsiasi momento e con un semplice click. Il sistema risulta particolarmente apprezzato dalle società sportive professionistiche: Atalanta, Udinese, Palermo, Parma, Catania, Empoli, Crotone, Dynamo Kiev, Shakhtar Donetsk, Anzhi, Lokomotiv Mosca e Dinamo

Mosca sono alcune delle squadre che hanno già fatto ricorso al sistema di telemedicina targato Villa Stuart.

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Giuseppe Meazza

oh mia bela

Lombardia di Francesco Carci

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I trionfi di Milan e Inter, il mitico Giro d’Italia e il ricordo di Giuseppe Meazza: tanto sport per una grande regione

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a Lombardia, con i suoi quasi dieci milioni di abitanti distribuiti nelle dodici province, è la regione più popolosa d’Italia e una delle più grandi di tutta l’Europa. Il territorio della Lombardia è molto vasto: confina sia con territori montuosi (il Trentino Alto-Adige e la Svizzera), sia con regioni più pianeggianti (Veneto ed Emilia-Romagna). E’ normale, quindi, che questo vasto territorio offra le opportunità per praticare diversi spor t: dallo sci al ciclismo, dall’hockey sul ghiaccio al tennis. Tra tutti gli sport, non si può non partire dal calcio. Milano, infatti, oltre a essere conosciuta come capitale della moda, è considerata

come la città ospitante del cosiddetto “derby della Madonnina”: Milan – Inter. Il duello tra rossoneri e nerazzurri ha caratterizzato da sempre la storia del calcio. Le due squadre milanesi, insieme alla Juventus, sono considerate, infatti, le potenze economiche del calcio italiano e per anni hanno dominato il campionato di Serie A, senza sfigurare anche in Europa. Rispetto a tutti gli altri derby che ci sono in Italia, quello tra Milan e Inter è, se vogliamo, il più equilibrato: non ci sono statistiche ufficiali, ma possiamo dire che i tifosi delle due squadre sono divisi al 50 %. L’A.C. Milan, nato nel 1899 e simboleggiato con un diavolo rosso, vanta un palmarès invidiabile: 18 scudetti, 7 Champions League e 4

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Coppe Intercontinentali (oggi si chiama “Mondiale per Club”). Dal 1986 la società rossonera è nelle mani di Silvio Berlusconi che, con i suoi fedelissimi Adriano Galliani e Ariedo Braida (rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo), ha costruito una vera e propria corazzata. Ripercorrere le vittorie, i campioni e gli allenatori della storia del Milan occuperebbe troppo spazio. Citiamo, però, il Milan degli anni Novanta, con la guida tecnica di Arrigo Sacchi prima e di Fabio Capello poi (considerati tuttora i migliori allenatori italiani degli ultimi anni). Quel Milan collezionò una serie infinita di trofei, tanto da essere ricordato come una delle formazioni più forti di sempre. Merito di Sacchi che lanciò lo sche-


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ma rivoluzionario del 4-4-2 e di una serie di veri e propri fuoriclasse, scovati dalla dirigenza rossonera. Era, infatti, il Milan della super difesa formata da Tassotti, Baresi, Costacurta e Maldini, il Milan degli olandesi Rijkaard, Gullit e Van Basten e il Milan del “genio” Savicevic. Indimenticabile fu, nella stagione 19931994, la vittoria della Coppa Campioni contro il Barcellona (considerato il “dream team” del calcio), abbattuto contro pronostico per 4-0. Per molti tifosi rossoneri, la partita più bella di sempre. Anche negli anni Duemila, sono arrivati tantissimi trofei. Per ben otto anni l’allenatore fu Carlo Ancelotti, mentre i protagonisti di quest’altra epoca trionfale sono stati, su tutti, Andriy Shevchenko, vero pupillo del Presidente Berlusconi, Kakà, scoperto in Brasile dagli ottimi osservatori rossoneri, e Pippo Inzaghi, fantastico goleador e idolo della tifoseria milanista. Le stelle del Milan di oggi sono Ibrahimovic e Thiago Silva, per una società mai sazia di vittorie. L’altra metà della Milano calcistica è rappre-

sentata dall’Inter. L’F.C. Internazionale nacque del 1908 ed è rappresentata da un serpente neroazzurro, i colori della squadra. Anche la bacheca interista è piena di coppe: 18 scudetti, 3 Champions League e 3 Coppe Intercontinentali. Quando si pensa all’Inter, automaticamente si pensa alla figura della famiglia Moratti. Attualmente, infatti, la società è nelle mani del Presidentissimo Massimo Moratti. Già il papà Angelo fu presidente dell’Inter dal 1955 fino al 1968. Era il periodo della Grande Inter, con in panchina il “mago” Herrera e l’indimenticato Peppino Prisco con la carica di vicepresidente. Il figlio Massimo acquistò la società il 18 Febbraio 1995. I primi anni furono sfortunati, con la squadra molto competitiva, ma non in grado di vincere competizioni importanti. Nonostante questo, nel 1998 Moratti acquistò dal Barcellona Ronaldo, da tutti considerato “il fenomeno”. Il popolo nerazzurro si innamorò subito del fuoriclasse brasiliano, forse il miglior giocatore dell’Inter degli ultimi anni. Le vittorie giunsero

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con la guida tecnica di Roberto Mancini, pupillo di Moratti. Dalla stagione 2005/2006 iniziò, infatti, un ciclo fortunato e ricco di vittorie, che continuò anche dopo la par tenza di Mancini. Nel 2008 arrivò come allenatore Josè Mourinho, che entrò nella storia interista per aver vinto, nella stagione 2009/2010, l’ormai celebre “triplete”: Campionato, Champions League e Coppa Italia. Un personaggio eccentrico, cinico, secondo molti antipatico, ma amatissimo dai tifosi. Non a caso, dopo due anni dal suo addio (destinazione Real Madrid), ancora non è stato trovato un degno successore. La squadra di oggi è una concentrazione di campioni: da Milito a Sneijder, da Maicon a Cambiasso. Ma il punto di riferimento dei tifosi interisti è senza dubbio il capitano Javier Zanetti, una delle ormai poche bandiere del calcio moderno e vero leader dentro e fuori dal campo. Una persona talmente squisita, che tutti gli appassionati di calcio ammirano e rispettano. Restando al mondo del calcio, c’è da sottoli-


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neare la bravura delle altre squadre lombarde. Atalanta, Brescia, Cremonese e Como hanno avuto un passato impor tante in Serie A. Una nota di merito per la squadra di Bergamo, che quest’anno ha compiuto una vera e propria impresa, riuscendo a salvarsi nonostante la penalizzazione di 6 punti. La passione dei milanesi per lo sport non riguarda soltanto il calcio. Per quanto riguarda il basket, una delle squadre più importanti del campionato è l’Olimpia Milano, che dal 2004 vede l’importante sponsorizzazione del Gruppo Armani. L’Olimpia è la squadra più titolata d’Italia, con 25 scudetti e 3 Coppe dei Campioni. Quest’anno è stata la principale antagonista della corazzata Siena (vincitrice del sesto scudetto consecutivo). Per quanto riguarda il tennis, dal 2004 si disputa l’Atp Challenger di Monza. Un torneo sulla terra battuta, che ospita i vari giocatori del circuito tennistico e riscuote ogni anno un buon numero di visitatori. L’edizione di quest’anno è stata vinta dallo spagnolo Daniel Gimeno-

Milano è ogni anno il punto di arrivo del Giro d’Italia, la corsa a tappe più importante d’Italia. D’Altronde “Piazza del Duomo” è sicuramente il posto migliore per fare da cornice alla premiazione finale. Traver che, in una finale tutta spagnola, ha battuto l’avversario Alber to Montanes con il punteggio di 62 46 64. Altro sport importantissimo che vede la regione Lombardia protagonista è il ciclismo. Milano, infatti, è ogni anno il punto di arrivo del Giro d’Italia. Organizzato per la prima volta nel lontano 1909, il “Giro” è la corsa a tappe più importante d’Italia e la tappa conclusiva si conclude a Milano, in quanto sede della “Gazzetta dello Sport”, l’organizzatore di questa corsa. D’Altronde “Piazza del Duomo” è sicura-

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mente il posto migliore per fare da cornice alla premiazione finale. Milano è anche il punto di partenza della “Milano – Sanremo”, una delle classiche più importanti del nostro ciclismo. Chiudiamo citando un personaggio nato in questo territorio. Per non fare scontento nessuno, citiamo Giuseppe Meazza, nato a Milano il 23 Agosto 2010. Due volte campione del mondo con la Nazionale nel 1934 e 1938, è considerato uno dei più forti attaccanti italiani di tutti i tempi. Giocò per più di dieci anni nell’Ambrosiana Inter e per un paio d’anni nel Milano (si chiamavano così, all’epoca, Inter e Milan). Prima di appendere le scarpette al chiodo, giocò anche con Juventus, Varese e Atalanta, riuscendo a fare in ogni squadra la cosa che sapeva meglio fare: i gol. Ne fece 262 in tutta la carriera e, come detto, trascinò la Nazionale alla conquista di due Mondiali consecutivi. Alla sua morte (il 21 Agosto 1979) gli venne intitolato lo Stadio milanese di San Siro. Il giusto riconoscimento per il primo vero goleador del calcio italiano.


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Klitschko: i due fratelli campioni del ring Una storia straordinaria, di sport, passione e amore fraterno: in DVD dal 20 giugno il film sui Klitschko, i fratelli campioni del mondo di boxe er tutti gli appassionati di boxe, Wladimir e Vitali Klitschko sono due nomi ben conosciuti, ma per tutti gli amanti dello sport rappresentano soprattutto un modello da scoprire e amare. La loro straordinaria storia è oggi raccontata nel docufilm a loro dedicato, Klitschko, disponibile in DVD dal 20 giugno. Nati nella cittadina ucraina di Belodovske da una famiglia di modeste condizioni sociali, Wladimir e Vitali oggi hanno rispettivamente 36 e 40 anni e sono entrambi campioni del mondo di pugilato nella categoria dei pesi massimi. Una carriera folgorante, quella di Wladimir e Vitali: dalla gelida Ucraina, che nel periodo della loro adolescenza (durante il tramonto dell’Unione Sovietiva) non offriva certo grandi opportunità, questi due fratelli, ciascuno dei quali misura ben due metri d’altezza, hanno deciso en-

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trambi di seguire la propria passione per la boxe. Una passione che li ha portati a viaggiare in tutto il mondo, Stati Uniti compresi, e che una tappa dopo l’altra li ha condotti fino ai vertici della carriera sportiva. Vitali, il più grande, soprannominato non a caso “Pugno d’acciaio”, nel 1999 ha conquistato per la prima volta il titolo della World Boxing Organization, un successo che replicherà altre due volte, e con quaranta incontri vinti per KO ha stabilito un record assoluto nella storia dei pesi massimi; oggi ha deciso di dedicarsi alla politica, e in autunno concorrerà alle elezioni per il nuovo Parlamento ucraino. Suo fratello Wladimir, che non ha tardato a seguirne le orme nel mondo dello sport, ha ereditato un soprannome molto simile a quello di Vitali, “Martello d’acciaio”; alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 si è aggiudicato la medaglia d’oro nella categoria dei supermassimi. Ha vinto per ben sei volte il titolo mondiale della World Boxing Organization nel-


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la categoria dei pesi massimi, della quale è attualmente il campione del mondo in carica. La trascinante storia di questa coppia di fratelli accomunati dal medesimo talento è raccontata in Klitschko, il documentario firmato dal regista tedesco Sebastian Dehnhardt e distribuito in DVD da Universal Pictures Homes Entertainment: un film che, nell’arco di due ore, ripercorre l’esistenza di Wladimir e Vitali mostrandoci sia i loro successi sportivi, sia la loro vita privata e il background familiare e sociale da cui provengono. Klitschko è impreziosito dalle interviste ai due fratelli, ai loro genitori, agli allenatori e ad alcuni pugili che li hanno affrontati sul ring: il risultato è un duplice ritratto sfaccettato in cui non mancano gli spunti d’interesse. Sono gli stessi Vitali e Wladimir, di fronte alla cinepresa di Dehnhardt, a rievocare i ricordi della propria infanzia e ad illustrare la forza del

loro legame. «Era una grande responsabilità.» racconta Vitali; «Dovevo portarmi dietro il mio fratellino ovunque andassi, e ancora oggi devo tenerlo d’occhio. Quando gli do qualche consiglio lui mi dice: “Smettila di rompere! Lo so, Vitali!”. E io gli rispondo: “Quando ero piccolo i nostri genitori mi hanno incaricato di occuparmi di te. E non mi hanno ancora detto di smetterla”. Quindi continuo a farlo.». Wladimir, invece, ci parla della nascita del loro interesse per la lotta, che si è manifestato per la prima volta quando i fratelli Klitschko, da bambini, si divertivano a imitare Bruce Lee e a sperimentare le mosse di karate: «Eravamo impazziti per il karate. Frequentammo delle lezioni di karate e i nostri genitori ci fecero dei kimono usando alcuni abiti bianchi. Urlavamo: “Kiai!”. Correvamo dappertutto. Cercavamo di rompere delle tavolette di legno.».

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Il “viaggio” intrapreso da Dehnhardt prosegue poi con le testimonianze del debutto dei due fratelli nell’ambiente della boxe in qualità di professionisti. Un esordio non semplice, come spiega Vitali parlando dell’allenamento e dell’intensa fatica fisica e mentale necessaria: «È stata davvero dura. Volevo smettere perché non ce la facevo. Non volevo andare agli allenamenti, non sopportavo la fatica. Il corpo mi diceva: “No!”. E il cervello mi diceva: “Non ti serve”. Ma ho resistito. È stata davvero dura.». Klitschko utilizza le parole dei due fratelli per far percepire allo spettatore tutte le sensazioni da loro provate nel momento in cui sono saliti per la prima volta sul ring, restituendoci in presa diretta le emozioni di Vitali e Wladimir. Racconta Vitali: «Nel mio primo incontro da professionista ero a torso nudo, avevo i guantoni piccoli e nessuna protezione. Dovetti stringere i denti. Mi sen-


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tivo fremere tutto il corpo. Sentivo il calore delle luci che brillavano su di me. Il tuo avversario è lì, scatta qualcosa e inizi a combattere. Sentivo le mani ben ferme e avvertivo la potenza incredibile dei miei pugni attraverso i bendaggi e il nuovo equipaggiamento che indossavo come pugile professionista. Accadde tutto molto in fretta e lo misi al tappeto. Nella mia testa pensavo: “Non rialzarti”. Avevo un istinto omcida. “Non rialzarti. Ti ucciderò. Non rialzarti!”. Ma lui si rialzò.». «Combattere è nel sangue di Vitali» conferma Wladimir, ricordando i loro primi passi nel mondo del pugilato; «Lui è nato combattente; io lo sono diventato. Quando si è un pugile o un secondo, l’adrenalina è così tanta che il campo visivo si restringe e si ignora tutto ciò che ci circonda: si pensa solo alla strategia.». Anche Wladimir, che all’inizio mostra una certa timidezza di fronte alla telecamera del regista, non nasconde l’ansia e la tensione provate quando si è trovato per la prima volta a indossare i guantoni di fronte a un vero pubblico: «Ero molto nervoso mentre attendevo il mio primo incontro. Ero terrorizzato dall’idea di salire sul ring. Mi tremavano le gambe. Sentivo la folla. Conoscevo i rischi e avevo molta paura. È diverso quando si è tra il pubblico e non al centro dell’azione. Tutto sembra diverso vissuto in prima persona.». Il rapido successo di Wladimir e Vitali li ha portati, poco più che ventenni, sulla cresta dell’onda dello sport internazionale, tanto da aver attirato l’attenzione perfino di un celebre manager sportivo quale Don King. È proprio Vitali a raccontarci questo singolare aneddoto: «Quando Wladimir vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi, l’uomo accanto a me mi disse: “Congratulazioni. Prendi il mio cellulare: Don King vuole parlare con te”. “Salve, sono Don King. Congratulazioni per la vittoria di tuo fratello. Sarei felice di incontrarvi entrambi. Siete i benvenuti a casa mia”.». Aggiunge Vitali: «Mi sorprese molto parlare con Don King. Don King! L’uomo che era stato il manager di Muhammad Alì e Mike Tyson. E parlava con me! Ero incredulo. Ne parlai con Wladimir e decidemmo di andare a trovare Don King.». Corteggiati per la prima volta dai vertici della boxe americana, i fratelli Klitschko si recarono da Don King, ma di fronte alle offerte del potentissimo manager, che li voleva ingaggiare nel proprio team, ebbero il coraggio di rifiutare e proseguire lungo la strada intrapresa, senza montarsi la testa. Una prova evidente dell’umiltà e della determinazione di questi due campioni che, nonostante i numerosi successi, sono sempre rimasti con i piedi per terra… un atteggiamento che ancora oggi continua a rivelarsi vincente.

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Lancio in tandem, quante emozioni!

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IL VIAGGIO Periodo: preferibile nei mesi estivi Durata: 1-2 settimane Livello di difficoltà: medio Mezzi di trasporto per Lillo: da Madrid treno, aereo o autobus

L’autonoma Lillo, località spagnola, attira ogni anno paracadutisti da tutte le zone del mondo, regalando forti emozioni a cui vuole sperimentare il lancio in tandem: lanciarsi nel vuoto con un istruttore qualificato può essere davvero il regalo originale per ogni ricorrenza speciale di Luca Parmigiani

e dici Spagna in questo periodo viene in mente subito la Nazionale di calcio che ha appena scritto la Storia vincendo negli ultimi quattro anni due Europei (2008 e 2012) e una Coppa del Mondo nel 2010. Ma soprattutto se si allarga l’orizzonte, ci si accorge che la Spagna sta diventando sempre più la patria dello spor t, sia collettivo che individuale, essendo ai ver tici di diverse discipline, come motociclismo, Formula 1, basket e il già citato calcio. Tralasciando però per un attimo i maggiori spor t seguiti dall’opinione pubblica, la Spagna può essere anche una meta interessante per chi vuole praticare uno spor t adrenalico quanto coraggioso come il paracadutismo. Le prime forme di questa disciplina si hanno in Cina nel XII secolo mentre la storia moderna del paracadutismo si può datare intorno al XVIII secolo grazie al francese Jaches Garnerin mentre la prima donna a lanciarsi nel vuoto fu Tiny Broadwick nel 1914. Un primo vero sviluppo del paracadutismo si ebbe dopo la Seconda Guerra Mondiale con gli ex soldati che cominciarono a diffondere

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questa disciplina che durante lo scontro bellico era considerata principalmente come strumento di salvataggio per i piloti. Negli ultimi anni questo spor t si è evoluto tanto che si è diversificato in molti rami come precisione in atterraggio, figure in caduta libera, freestyle, skysur f e freefly. Il lancio in tandem consiste nel lanciarsi nel vuoto accompagnato da un istruttore qualificato ed esper to con alle spalle decine e decine di voli. Non sono previsti limiti di età; se si è minorenni bisogna avere però il permesso dei genitori. Il lancio in tandem (di solito avviene da un’altezza di 4000 metri circa) può essere un regalo speciale per lauree o feste di compleanno, un regalo che offre emozioni uniche e momenti indimenticabili durante la caduta libera. Ovviamente quando si è liberi nell’aria e scevri da tutti i pensieri, ci si potrà godere il paesaggio dall’alto verso il basso, un paesaggio da vedere da una prospettiva unica e magica. Uno dei luoghi dove provare il lancio in tandem in Spagna è Lillo: questa località si trova nella zona autonoma della Castiglia-La Mancia, nella provincia di Toledo, a circa 94 km da Madrid (dalla capitale basta un’ora di macchina per raggiungere Lillo).


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Si tratta sostanzialmente di un paese tranquillo, visti i pochi abitanti presenti (poco meno di tremila). Nonostante si tratti di un piccolo centro, Lillo ospita un aeropor to che è sede di un centro di paracadutismo e che attira di conseguenza molti paracadutisti da tutte le par ti del mondo. Sono soprattutto le condizioni metereologiche a rendere questo luogo ideale per i professionisti: lontano da mare e monti, questa cittadina è per fetta per la quasi totalità dei giorni d’estate. Altro motivo è l’altissima professionalità dello staff, riconosciuto a livello internazionale e con tanta esperienza alle spalle; il centro, in ultimo, utilizza tutti materiali ed un equipaggiamento di ultima generazione, con i più moderni sistemi di sicurezza.

Ci sono tre fasce di costo per il volo in tandem: 208 euro, 280 euro e 305 euro. La differenza tra i tre prezzi sta nel fatto che nel secondo caso si può avere il dvd del proprio volo mentre nell’ultima fascia oltre al dvd si potrà richiedere anche il cd con le foto digitali del lancio. Il pacchetto comprende un lancio da 12500 piedi di altezza (circa 3800 metri), 60 secondi in caduta libera e un buono sconto per chi è interessato a ripetere l’avventura nei successivi 90 giorni. Sono previsti infine dei buoni sconto per gruppi o comitive e dei speciali pacchetti regalo per i compleanni con la possibilità di compilare il modulo direttamente su Internet al sito web: www.tandemrs.com/skydivelillo/ I luoghi comuni da abbattere Il principale luogo comune contro il paracadutismo è la pe-

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ricolosità del lancio; parlare con gli istruttori avrà come scopo quello di far diminuire la paura che ci può essere anche se bisogna sottolineare che si deve avere un bella dose di coraggio per provare un’esperienza comunque molto adrenalica. Un’altra precisazione da fare è sulla mancanza di ossigeno in aria: durante il volo si continua a respirare e la mancanza d’aria si giustifica con il fatto che l’eccesso di adrenalina può creare questa sensazione durante i primi secondi del lancio. In ultimo, il paracadutismo è molto cambiato negli ultimi anni: sono migliorare le tecniche e i materiali che hanno aumentato considerevolmente il livello generale di sicurezza. Rischi che si riducono sensibilmente se parliamo del lancio in tandem.


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IL PARACADUTISMO - Il paracadutismo moderno si sviluppa intorno al XVIII secolo - Indossare abbigliamento leggero - Volo da fare durante le prime ore del mattino - Fare affidamento ad istruttori qualificati


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motori

Prestazioni e stile firmati Infiniti

Infiniti FX30dS La rivista mensile CAR ha provato la nuova crossover dell’azienda giapponese di Riccardo Cacace

a nuova FX rimane fedele al suo design con piccole modifiche che ne aggiornano l’immagine. È ben piazzata, ma a me sembra più un crossover troppo cresciuto. A conferire aggressività è prima di tutto la linea del gruppo ottico anteriore, che nella parte interna forma un angolo sufficientemente chiuso che ne delinea la sportività, mentre la linea che tende al posteriore è ondulata e segue la forma circolare dei proiettori allo xenon. La calandra, dalle prorompenti linee cromate, espone impettita il logo del brand ed ai lati sembra costretta tra i due fari e quindi obbligata a espandersi in altezza. Le due bombature laterali del cofano, unite al design generale della carrozzeria, donano un aspetto quasi muscoloso all’Infiniti. Spostandosi verso il posteriore non si possono non notare le due “branchie” cro-

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mate accanto ai passaruota dell’avantreno. Di grande stile sono i gruppi ottici posteriori, che si estendono dall’ultima par te della fiancata fino al por tellone posteriore e sono caratterizzati da linee leggermente più squadrate rispetto al resto dell’auto. Gli interni sono come sempre di qualità eccellente, le finiture curate e al tatto i materiali sono piacevoli. La plancia si distingue sia per la rientranza dove è alloggiato lo schermo sia per l’inclinazione data ai controlli del computer di bordo, che risulta molto pratica in quanto rispetto ad una pulsantiera ver ticale, una volta acquisita la posizione dei tasti, è molto più semplice gestirli senza dover distogliere lo sguardo dalla strada. Dietro alla leva del cambio automatico troviamo i comandi per i sedili ventilati, che a seconda di come si spostano i selettori faranno traspirare aria calda o fredda dalle piccole forature. Il volante a tre razze ospita i pulsanti


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per gestire cruise control, LDP (Lane Departure Prevention), i comandi per il telefono e per orientarsi sul piccolo schermo tra contagiri e tachimetro. Subito dietro troviamo i due paddle che, purtroppo, non si muovono insieme al volante e di conseguenza in cur va risulta difficoltoso gestire il cambio con rapidità e disinvoltura. Apro la por tiera e mi metto al volante. Premuto il pulsante di accensione dopo un sommesso brontolio, il motore si assesta al mi-

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nimo, seleziono D e parto. Anche se per prendere confidenza con le dimensioni ci vuole un po’. Una volta alla luce del sole, mi metto su un itinerario di tor tuose strade secondarie. La posizione di guida è comoda ed elevata. Già dal primo semaforo però si nota come al minimo il motore trasmetta qualche vibrazione di troppo all’abitacolo, specialmente alla por tiera del conducente che, con l’avambraccio appoggiato è ottima per stimolare la microcircolazione.

Scattato il verde affondo con decisione il piede sull’acceleratore, il carico si sposta sul retrotreno e il motore spinge grintoso verso l’altra par te dell’incrocio. Indubbiamente la potenza del propulsore è tanta ma si percepisce che deve spostare una massa considerevole. Cominciano ad intravedersi le prime cur ve e dato che le gomme sono già calde posso diver tirmi un po’. Nelle cur ve più strette ritorna a farsi sentire il “problema” della massa, anche se le so-


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spensioni si comportano molto bene minimizzando il problema. Come ho già accennato le leve del cambio al volante, nonostante siano di grande stile, in cur va sono davvero scomode. Bisogna pensare prima dove mettere le mani in fase di sterzata o, nel peggiore dei casi, spostarle. E poi sono dure. Per essere un suv la tenuta di strada è ottima, non ho quasi mai percepito perdita di aderenza davanti o dietro. In cur va questa Infiniti è sempre composta e

grazie alla trazione integrale permanente in quelle più strette il muso è tirato verso l’interno, sempre nei limiti del possibile. Il cambio purtroppo non è a doppia frizione e di conseguenza nelle cambiate più veloci si trova spesso impreparato e, per quanto ottimizzati, ne risentono anche i consumi. Lo sterzo è fluido e preciso e in tutte le situazioni non risulta mai scomodo o goffo, inoltre grazie al RAS (Rear Active Steering) alle basse velocità, la sterzata è pressoché immediata.

INFINITI FX30DS Scheda tecnica Prezzo 64.200 Euro Motore Diesel V6 da 2.993 cc, 238 cv a 3.750 giri/min, 550 Nm a 1.750 giri/min Trasmissione Cambio automatico a 7 rapporti Prestazioni 0-100 km/h in 9,3 secondi, 212 km/h, 11.1 km/l, 238 g/km Peso 2.175 kg In vendita Ora


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Alonso e Ferrari: è l’anno della riscossa? di Giulio Scaccia

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Dopo un inizio stentato e tutto corso in difesa, la Ferrari sta dimostrando di poter lottare per la vittoria del Mondiale 2012.

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Il mondiale di Formula 1 è al giro di boa. A metà campionato, dopo un inizio che ha visto sette gare e sette vincitori diversi, si sta delineando uno scenario plausibile per quella che sarà la lotta per la vittoria finale. Il campionato ha vissuto fasi di profonda incertezza, in seguito alle modifiche regolamentari, al livellamento delle prestazioni tra le squadre di ver tice ed i nuovi pneumatici della Pirelli. Le gomme e la loro usura, come voluto dalla Federazione Internazionale, sono diventate un elemento chiave per le prestazioni e per la vittoria. Il pneumatico della casa italiana, ha delle variazioni di per formance impor tanti, con delle finestre prestazionali che variano con combinazioni diverse e in funzione della vettura, del circuito, della temperatura e non ultimo dello stile di guida del pilota. Le gomme sono quindi l’elemento caratterizzante di questo campionato. Gare vivaci, protagonisti inattesi, tanti sorpassi, tracolli nelle prestazioni e risultati in bilico fino all’ultimo. Un grande spettacolo per una par te del pubblico, un vero e proprio “doping” per un’al-

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tra par te degli appassionati, dal palato più fino e non influenzati nel valutare una gara dal numero dei sorpassi e dalla capacità di un pilota di preservare le gomme. Contro questa Formula 1 si è schierato prima il sette volte campione del mondo Michael Schumacher ed ora anche Luca Cordero di Montezemolo, Presidente della Ferrari. Al netto delle gomme, la lotta per il titolo è davvero incer ta, con la Ferrari di Fernando Alonso che si misura con le Red Bull di Sebastian Vettel e di Mark Webber. Senza dimenticare la McLaren di Lewis Hamilton. L’asturiano, con la sua Ferrari, sta attraversando un periodo di forma meraviglioso. Le sue vittorie, unite alla regolarità dei risultati, sono state l’ennesima prova di una classe cristallina che lo pone tra i piloti più for ti piloti attuali e di sempre. La scuderia di Maranello, dopo un avvio difficile ed un progetto che sembrava sbagliato, ha lavorato sullo sviluppo in maniera intelligente, senza rivoluzioni ma con una politica dei piccoli passi, guidata dall’ingegnere capo Pat Fr y. Un po’ alla volta la Ferrari ha recuperato ed è pronta per giocarsi questo mondiale.

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Haiti, la rinascita

parte col calcio Quando i sogni corrono dietro ad un pallone di Massimiliano Morelli

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calcio

imenticate calciopoli, i mal di pancia di Ibra, le chiacchiere inutili, il dorato mondo del football di casa nostra, le pazzie dei ricconi del Paris Saint Germain, le frasi in stile “son contento di essere arrivato uno” e immaginate che dietro al pallone che rotola verso una o l'altra porta ci siano bambini, in questo caso di colore, pronti a dar vita a sfide impossibili, giocate sulla battigia sporca e allentata dal fango misto, lerciume che a tratti annienta perfino una bidonvile come quella della Citè Soleil, abitata da duecentocinquantamila anime più o meno in pena. E' l'istantanea

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di partite giocate in trasferta, ad Haiti, dai volontari del Centro sportivo italiano, che insieme a quelli della Danone, multinazionale dell'alimentazione che ha studiato progetti ad hoc per la popolazione terremotata e della Fondazione Rava, in prima linea per gli aiuti umanitari, sono andate in scena al fine di regalare un sogno a chi vive di illusioni, speranze, finta carità e paure. Un fermo immagine forte, che pare studiato dal diavolo in persona tanto è atroce pure per chi si avvicina alla realtà haitiana solo per qualche giorno. In campo, e non solo al cospetto della baraccopoli, ma anche a Kenskoff e al foyer St. Louis, bambini provenienti da tre orfanotrofi, volti sorridenti e sudore neanche tanto, che ai trentacinque gradi

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(e all'umidità) di Port au Prince loro sono davvero abituati. E proprio al St. Louis si sono presentate sei squadre, formate da bambini provenienti da tre orfanotrofi che, vestiti di tutto punto, il 15 luglio hanno disputato un torneo che ha decretato ufficialmente la nascita del Csi di Haiti. Due gironi da tre per la fase eliminatoria, poi la finale, cui hanno assistito fra gli altri il direttore generale del Ministero dello sport di Haiti e il Segretario generale del Ministero dei giovani. “Noi siamo haitaliani”, hanno scritto i ragazzi su uno striscione comparso prima di scendere in campo. Un momento forte tanto quanto la voglia di fare qualcosa di utile per chi sopravvive a una vita dove prevalgono solitudine e lacrime.


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Record di presenze per il Villaggio dello Sport di Giulio Scaccia

Dopo poco più di un mese dall’apertura del villaggio, i numeri parlano chiaro: in questa edizione Mondofitness ha battuto fino ad oggi ogni record precedente di presenze e di partecipazione

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a record i numeri che hanno visto un incremento del 25% all’edizione dello scorso anno, a testimonianza di una formula vincente che negli anni è migliorata costantemente, aumentando le discipline da poter praticare, e allargato e reso più accoglienti le aree all’interno del Villaggio per garantire agli sportivi romani un’offerta davvero molteplice. Dal 6 giugno ad oggi sono state più di 50.000 le presenze attive, suddivise nelle diverse aree del Villaggio. Si contano inoltre più di 100.000 visitatori che hanno assistito agli eventi più significativi che si sono svolti in questo primo mese e mezzo di apertura. Giunta alla sua XIII edizione, la manifestazione ha visto anche la partecipazione di tanti personaggi dello spettacolo e dello sport, che hanno voluto curare il proprio benessere fisico in quello che è diventato il “Villaggio dello Sport” per antonomasia della Capitale. Da Carolina Marconi a Cristina Chiabotto, da Antonio Rossi ad Andrea Lucchetta, da

Carolina Morace a Maurizia Cacciatori. C’è chi è venuto per allenarsi in sala pesi, come Danilo Novelli ospite recente del Grande Fratello, chi è venuto per provare le emozioni del Mixtremevolution, come la gieffina Angelica Livraghi. Fra gli eventi più seguiti quelli di Striding e Rowing con più di 500 partecipanti attivi che hanno dato vita ad una vera e propria festa del fitness! E anche quest’anno ha funzionato alla grande il Campus estivo Ciapà particolarmente attento alle esigenze dei più giovani, che ha visto circa 600 bambini alternarsi ogni settimana in attività sportive e didattiche per imparare divertendosi e laboratori creativi di disegno, pittura, canto, ballo che confluiranno in uno spettacolo finale organizzato dagli stessi ragazzi. L’idea, quella di far vivere ai giovani di tutte le età l’atmosfera che si respira in un vero villaggio vacanze, è stata realizzata pienamente. Si andrà avanti fino al 6 settembre, data in cui si svolgerà la tradizionale festa di chiusura del Villaggio. C’è da credere che verrà polverizzato ogni record, in un’estate davvero contrassegnata dallo sport e dal wellness.

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30 anni dal sogno scudetto I ricordi dello storico Tricolore della Virtus Roma

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Roma che ci chiede lo scudetto. Vogliamo che ogni ragazzo romano, vedendo Gilardi e Polesello, possa dire: “un giorno anche io lotterò per lo scudetto”. La nostra è una missione. Questa è una delle tante citazioni del “vate” Valerio Bianchini che si possono trovare in “Banco! L’urlo del Palauer”, il libro di Luca Pelosi, uscito da meno di un mese e già quasi caso editoriale nell’ambiente del basket romano. Perché “Banco! L’urlo del Palaeur” non solo ripercorre a trent’anni di distanza la storia vincente del Bancoroma, che nel cuore degli anni Ottanta spostò l’asse geografico del basket italiano, vincendo lo scudetto nel 1983 e poi Coppa Campioni, Coppa Intercontinentale e Coppa Korac, ma esce proprio in uno dei momenti più difficili della Virtus. La società infatti ha addirittura rischiato di non iscriversi alla prossima Serie A. Ecco che allora “Banco! L’urlo del Palaeur” as-

sume quasi una valenza simbolica: al tifoso innamorato della Virtus sembrerà di rivivere, o di esserci stato se troppo giovane per averle vissute, le stagioni d’oro della sua squadra. Le 126 pagine di racconto filano via veloci, tra cronaca delle partite, tabellini introvabili, foto d’epoca e d’epica, aneddoti conosciuti e chicche inedite, le massime e la carica di Valerio Bianchini, il personaggio senza eguali di Larry Wright, in ragazzi romani che invece della strada scelsero lo sport: il capitano Roberto Castellano, il testaccino Enrico Gilardi, il playmaker di Monteverde Stefano Sbarra. E, soprattutto, con l’intervista esclusiva a colui che fu artefice di tutto questo: Eliseo Timò, il presidente. In chiusura, c'e' spazio anche per descrivere il declino della gestione Banco di Roma, la difficile salvezza nel 1989 e l'arrivo del gruppo Ferruzzi. “Banco! - L'urlo del Palaeur” (15 euro) è in vendita presso la libreria “Pagine di Sport” in Via dei Tadolini 7/9 e online sul blog http://bancoroma.blogspot.com e sul sito http://www.ilmiolibro.it.

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stili di vita

di Giuliano D’Ambrosio Consigliere Lazio Federazione Italiana Rugby

Sempre di più al computer e meno gioco all'aperto Secondo una ricerca conoscitiva promossa da Save the Children e Kraft Foods Italia più del 60% dei bambini tra i 6 e i 17 anni nel nostro Paese passa il proprio tempo libero al chiuso. a ricerca ha coinvolto famiglie da tutta Italia su domande riguardanti l’alimentazione e lo stile di vita: come si trascorre il tempo libero, con chi, con chi si consumano i pasti quali sono i consigli per l’alimentazione che si seguono e quante attività fisica si pratica. Il risultato non è affatto tranquillizzante: infatti i bambini italiani sembrano essere divisi in due, fra coloro che seguono ancora abitudini sane e corrette e coloro che cominciano ad andare alla deriva, con abitudini alimentari scorrette, scarsa attività fisica e all’aperto, e moltissimo tempo davanti a TV e computer. Nello specifico della ricerca quasi un quinto

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“Dalla ricerca emerge un incremento dei comportamento sedentari, come il più frequente utilizzo dell’auto negli spostamenti ed una maggiore permanenza dei ragazzi a casa nel tempo libero.”

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stili di vita

dei bambini e adolescenti italiani - pari al 19% - non pratica alcuna attività motoria nel tempo libero, con un aumento di un punto percentuale rispetto allo scorso anno. La percentuale sale al 24% al Sud e nelle Isole, con dei picchi del 37% a Napoli e del 33% a Sassari. Costo elevato (21%) o assenza sul territorio di strutture adeguate (16%), sono tra le cause se-

emergono for ti criticità legate al disinteresse in for te aumento rispetto alla pratica di spor t e un lieve incremento dei compor tamento sedentari, come il più frequente utilizzo dell’auto negli spostamenti ed una maggiore permanenza dei ragazzi a casa nel tempo libero”, af ferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “Indicatori preoccupanti, perché il movimento e la socialità sono elementi essenziali per la crescita equilibrata. Come abbiamo cercato di sintetizzare nel Decalogo per uno stile di vita più salutare per bambini e famiglie , esistono dei compor tamenti vir tuosi che bisogna cercare di innescare: stimolare a camminare per più di 30 minuti al giorno, ad esempio, è fondamentale, se consideriamo che il 68% dei bambini e dei ragazzi italiani non lo fa”. Critica la situazione dei baby-italiani anche durante le ore scolastiche dedicate all'attività motoria e alla pratica sportiva: il 6% dei bambini e ragazzi non ha alcuno spazio do-

gnalate dai bambini, insieme al fatto che i genitori non possono accompagnarli (20%), ma soprattutto al disinteresse nella pratica di un qualsiasi sport o attivita' motoria (ben il 38%, in aumento del 12% rispetto al 2011). “Benché sembra che la pratica di attività spor tive e motorie sia abbastanza diffusa tra i ragazzi italiani, ad un più attento esame,

foto di Luca dʼAmbrosio

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ve svolgere attività fisica (con un incremento del 2% a livello nazionale rispetto allo scorso anno, e con picchi del 15% a Napoli, del 14 a bari e del 12 ad Ancona), e dove esiste non e' in buone condizioni per il 40% dei bambini italiani (percentuale che sale al 60% a Palermo, 50% ad Ancona e 49% a Bari). Tali comportamenti a rischio si registrano soprattutto in contesti socio-economici disagiati – continua Valerio Neri – e potrebbero estendersi a causa della crisi economica, che secondo la ricerca Ipsos sta mettendo in difficoltà il 29% delle famiglie italiane, con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno”. E’ questa la sfida che Save the Children ha raccolto più di un anno fa insieme a Kraft Foods Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP), lanciando Pronti, partenza, via!”, un progetto triennale per sostenere, con interventi mirati, la pratica motoria e sportiva e l’educazione alimentare dei bambini.


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atletica

del Prof. Sergio Cocozza Insegnante di Educazione Fisica e Tecnico della Nazionale di atletica leggera

Il segreto della corsa La chiave che apre molte porte nello sport si chiama RESISTENZA ma cerchiamo di capire cos’è e come si allena.

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utti gli atleti vogliono diventare piu resistenti perché questo comporta automaticamente un miglioramento della prestazione. Ma come farlo?Per resistenza s’intende la capacità di resistere ad uno sforzo massimale protratto nel tempo.La letteratura sportiva è piena di vicende legate a questo termine così tanto discusso e ricercato e le vicende di colore che lo vedono protagonista sono diverse.Tra le più famose quella di Dorando Pietri che alla maratona olimpica di Londra del 1908, traumatizzato e malfermo sulle gambe dopo 42 km di corsa, fu aiutato negli ultimi metri dai giudici di gara e per tale episodio fu squalificato perdendo la medaglia d’oro olimpica della disciplina regina delle Olimpiadi.Ciò accadde proprio perché l’atleta ,vista la grande ignoranza in materia di teoria dell’allenamento,non era riuscito a sviluppare una sufficiente resistenza che gli permettesse di chiudere la gara sulle sue gambe.Al contrario Emil Zato-

pek che ai giochi olimpici del 1952 di Helsinki vinse 5000 10000 mt e Maratona fu soprannominato “ La locomotiva umana” per le sue incredibili doti di resistenza che lo videro trionfare in tutte queste discipline del fondo atletico recuperando velocemente la fatica di ogni singola gara.Ai giorni nostri abbiamo un altro tipo di difficoltà nell’acquisire resistenza che non è cosi grossolano come poteva essere tanti anni fa quando non si conoscevano approfonditamente gli strumenti dell’allenamento sportivo.Oggi possiamo definire la resistenza nella corsa in tre grandi capitoli.1) La capacità.In essa vogliamo esprimere tutto il potenziale di un atleta nel riuscire a correre il più a lungo possibile (l’esempio tipico è correre una maratona o una ultramaratona di 100 km)2) La resistenza alla forza o forza resistente.Qui s’intende il riuscire a mantenere la velocità più alta possibile per un tempo crescente e per un certo vomume di allenamento( strumento estremamente utilizzato dai 400isti e dai mezzofondisti veloci)3)La potenza lattacida o poten-

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atletica

za resistente.La gara dei 400 mt piani è la massima espressione di tale concetto di amalgama tra velocità e resistenza.Un velocista su questa distanza che non ha allenato tale qualità può ritenersi sconfitto fin dall’inizio della gara.Ora però vediamo come allenare questo importante mezzo prestativo. Vediamo come allenare il punto 1.Effettivamente questo è di facile applicazione,è legato solo al parametro estenzione.Prendo una persona che non ha mai corso e con criterio ogni settimana aumento i km da percorrere.Potremo cosi verificare che egli percorrerà dai 4/5 km iniziali ai 12/13.Il tutto dopo tre/quattro allenamenti settimanali in 2 mesi.E’ evidente che questo sviluppo per un neofita è molto semplice ma sarà più articolato per l’atleta di elite.Costui dovrà, con l’ausilio di un esperto allenatore,co-

perché richiede già un buon livello di specializzazione e di esperienza nel maneggiare le proprie possibilità fisiche, da però grandi risultati in termini di miglioramento delle velocità di corsa.Il punto numero 3 è legato ad un certo sviluppo di alcune capacità metaboliche come quella di produrre e risintetizzare grandi quantità di lattato.Gli esercizi per fare questo sono legati ad un miglioramento del meccanismo di potenza lattacida in pista con ripetute veloci su distanze massimo di 400 mt.Qui le velocità saranno vicino a quella massima e i recuperi saranno ampi e da fermo.Sarà utile costruire questo punto con l’ausilo di un lavoro in palestra con i pesi dove i carichi saranno vicini ai massimali.La resistenza è la qualità principe degli sport prolungati nel tempo come la corsa,il nuoto,il cicli-

struire questa capacità con il giusto alternarsi dei carichi in modo da poter recuperare e poter usare intanto un altro mezzo di allenamento.Ci sono atleti di alto livello che sono in grado di correre anche 180/200 km a settimana per ¾ mesi di allenamento l’anno.Coloro hanno raggiunto la massima specializzazione nel correre le lunghe distanze.Il punto numero 2 ha un altro obiettivo ed essendo legato alla capacità di velocità resistente va allenato con esercizii a carico naturali ( andature,esercizi a corpo libero,pesi) ma soprattutto con una buona quantità di ripetute veloci su distanze medio/brevi;ad esempio:8x 200 alla max velocità con recupero di 3’, piramidali con 500/400/300/200/100/200/30 0/400/500 sempre ad una certa velocità,recuperi 3’. Questo punto va trattato con molta attenzione

foto di Luca dʼAmbrosio

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smo,lo sci da fondo, il canottaggio,il triathlon. Anche se ogni sport richiede un tipo specifico di resistenza certamente vi è una base comune a tutte queste discipline tanto da accomunare gli atleti di tali sport con una componente aerobica e renderli talvolta anche capaci di grandi prestazioni in sport diversi da quelli per cui si sono preparati.Ciò deriva dal fatto che la stabilizzazione dei miglioramenti cardio-circolatori,le proprietà metaboliche acquisite e il rafforzamento neuro muscolare sono disponibili comunque per prestazioni aerobiche di lunga durata.Il fascino della resistenza fa si che l’uomo si voglia spingere sempre piu in là nel migliorare questa stupenda capacità psicofisica in modo da esplorare sempre più i limiti sconosciuti della prestazione umana.


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naturopatia

a cura di Daniela de Vincentiis Naturopata - Operatore di prano-pratica ddevincentiis@gmail.com

Energia e benessere: la prano Un valido aiuto alle tradizionali tecniche fisioterapiche e riabilitative l termine energia si presta ad un ampia gamma di significati potendo, nell'immaginario di ognuno, assumere un senso specifico: dal concetto fisico di energia cinetica, elettromagnetica… a quello biologico di ATP (Adenosina trifosfato), fino al senso più semplice che attribuiamo a volte quando diciamo di sentire un disagio o uno stato di benessere (energia positiva o negativa) in presenza di alcune persone o luoghi. Ma in una visione olistica della salute, dove lo stato di benessere di un individuo si manifesta tramite un equilibrio tra corpo, mente e spirito, il concetto di energia assume una connotazione più precisa. Le antiche tradizioni ne parlano da sempre, da quella spirituale indiana che si riferisce al termine "prana" (da pra: unità fondamentale e na: energia) per indicare l'energia unitaria fondamentale della vita, alla tradizione cinese che parla di Qi per indicare l'energia vitale che pervade tutta la materia, fino alla tradizione ayurvedica e così via. Tutto, dalla terra agli individui, in effetti, possiede un suo campo energetico, elettromagnetico, che interagisce con tutto e tutti. Ma se siamo esseri di energia possiamo anche essere profondamente influenzati dall'energia.

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La prano-pratica è un esempio di trattamento di riequilibrio energetico che, tramite alcune tecniche basate sull'imposizione delle mani, fa sì che un operatore, fungendo da semplice canale, aiuti un individuo a ristabilire gradualmente uno stato di benessere psico fisico. Tale tecnica viene anche utilizzata nel trattamento di alcuni disagi che possono interessare chi svolge un'attività sportiva (dalla distorsione allo stiramento, al mal di schiena, alla sciatalgia, ecc) portando sollievo e miglioramento. Se poi è affiancata da altre tecniche quali, ad esempio, i rimedi omeopatici o osteopatici o anche trattamenti allopatici, ove necessari, l'azione congiunta amplifica di certo l'effetto, influenzandone positivamente i risultati. Una maggiore e diffusa energizzazione corporea, che si produce grazie allo scioglimento di blocchi, contribuisce a rinforzare le energie di auto guarigione. Oggi grazie ai principi della fisica quantistica, alle innumerevoli scoperte in tale campo, non da ultimo quelle relative alle memoria dell’acqua, abbiamo a disposizione, rispetto al passato, una chiave di lettura più scientifica del funzionamento sia di tale tecnica che di molti rimedi cosiddetti “vibrazionali”, quali, ad esempio, i rimedi omeopatici, le essenze floreali, i gemmoterapici, gli olii essenziali.

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T B R U O L P C S e zion o u b i r n a st n di che amriale i o v to ro r ti spo tti colo e ama e n azi ico a tu mag à voce sionist o s d im Il pr ita che r t profe u grat lo spo

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fitness

di Fabio Ingargiola Personal Trainer fabioingargiola@yahoo.it

Pedalare... con un piccolo aiuto. La bicicletta elettrica Utilizzare la bici elettrica è facile, conveniente, consente spostamenti door-to-door, è salutare, economico, ma soprattutto è divertente. a bicicletta a pedalata assistita (o bicicletta elettrica) è una bici alla cui azione propulsiva umana si aggiunge quella di un motore elettrico. La bicicletta a pedalata assistita è molto silenziosa e assicura almeno 50 km di autonomia. Naturalmente l'autonomia si intende con l'ausilio del motore, senza è teoricamente infinita o meglio si spinge fino a dove arrivano le gambe del ciclista. Un ciclo di ricarica completo per una batteria scarica varia da 5 a 8 ore dipendendo dalla batteria utilizzata. Un “pieno” di batteria costa attorno a 0,20 euro ed e possibile effetuare la ricarica anche lontano dalla bici collegando il box batteria ad una qualsiasi presa di corrente a 220V. La velocità massima raggiungibile con il contributo del motore elettrico è di 25 km/h, dopo di che il motore si disconnette automaticamente, come previsto dalle normative vigenti. Velocità maggiori possono essere agevolmente raggiunte grazie all’energia muscolare fornita dal ciclista che si

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al suppor to meccanico nella pedalata si puo arrivare al lavoro senza faticare e dunque sudare, in caso di pioggia si puo utilizzare l’apposita mantellina in dotazione che permette di rimanere asciutti anche in caso di pioggia moderata. Ma attenzione, la bicicletta elettrica non è utile solo in citta, esistono modelli sportivi ti-

aggiunge a quella del motore. Considerando che nel traffico cittadino la velocità media non supera i 15 Km/h una bicicletta si muove più rapidamente di una macchina o dei mezzi pubblici.Per gli spostamenti su distanze tra i 7 e i 12 km in aree urbane si impiega più o meno lo stesso tempo rispetto ad una macchina. Grazie

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po mountain bike che permettono performance eccezionali in percorsi sterrati, passi di montagna e soprattutto salite, anche molto ripide. Questo tipo di modelli sono molto attraenti per gli spor tivi o amatori anche molto allenati ed esigenti. Il cliche’ della bicicletta elettrica utile solo per signore o per sportivi della domenica pigri


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fitness

è defintivamente superato guardando ai nuovi modelli di mountain bike elettriche costruite con materiali innovativi e assolutamente per formanti. (www.frisbee.eu). La bicicletta elettrica diventa cosi non solo supporto ma anche mezzo specifico di allenamento per atleti di alto livello o persone con un buon livello generale di allenamento che vogliono cimentarsi in imprese piu estreme che non potrebbero affrontare con una bici normale. Dal punto di vista della salute i principali vantaggi riguardano: CUORE Il cuore e il primo muscolo a trarre benefici dall attivita in bicicletta: diventa più forte e resistente alla fatica. Aumentando infatti l’elesticità delle pareti delle vene e delle arterie , si permette al muscolo cardiaco di lavorare meno a parità di intensità di esercizio. In queste condizioni il cuore, e non solo quello degli atleti, subisce modificazioni aumentando la propria massa e migliorando la sua funzione di pompa, ottimizza il consumo di ossigeno e riduce la frequenza. Il tutto provoca anche un benefico influsso, nel senso di una sua riduzione, sulla pressione arteriosa. Da ricordare inoltre che la bicicletta, migliorando il metabolismo dei glucidi e dei lipidi e riducendo appunto la pressione arteriosa, combatte i principali fattori di rischio cardiovascolare diventando di fatto un anti-ipertensivo naturale. POLMONI La bicicletta incrementa la capacità respiratoria. Pedalando, infatti, non

vengono tonificati solo imuscoli dell’apparato locomotore ma anche quelli intercostali e, nelle escursioni respiratorie che crescono progressivamente in profondità, aumentano la capacità polmonare e la funzionalità dei bronchi. Innegabili quindi i vantaggi per tutti, ma soprattutto per persone di una certa età, con deficit respiratori o con malattie polmonari. OSSA Miglioramento della densita ossea e produzione di collagene osseo. Andare in bici influisce efficacemente nella prevenzione e cura dell’osteoporosi. GRASSO Diminuzione del grasso corporeo: la bicicletta assisitita permette di mantenere un ritmo costante, premessa fondamentale per attivare la lipolisi (utilizzo dei grassi a scopo energetico) . il range ottimale da mantenere è tra il 70 e l’80 % del massimale teorico (220 meno l’eta) quindi basta uno sforzo leggero ma protratto per minimo 25minuti per ottenere un efficace dimagrimento. Per monitorare i battiti e sufficiente indossare un semplice cardiofrequenzimetro da polso, oppure basta ricordarsi che l’intensità giusta è quella che permette di chiacchierare o anche canticchiare mentre si pedala. Quante calorie? Difficile stabilirlo con esattezza, perché questo valore dipende dall’età, dal peso, dal grado di allenamento e da come è distribuito il grasso. In generale, si può calcolare che, in un’ora di attività, si bruciano da un minimo di 375 calorie fino a un massimo di 1100.

CELLULITE pedalare migliora la circolazione linfatica e venosa nei distretti inferiori, vascolarizzando i tessuti, contrastando e prevenendo ristagno di liquidi, dunque la cellulite e le adiposita’ localizzate. L’esercizio aerobico in bici svolge un’azione di drenaggio, favorendo l’eliminazione di liquidi e tossine accumulati nei tessuti cellulitici. Gli inestetismi di questo tipo non si evitano con qualche passeggiata sporadica in più, ma con attività basata sulla regolarità e la continuità dello sforzo muscolare, seppur a bassa intensita. I depositi di grasso che si localizzano su fianchi, glutei e cosce possono essere contrastati attraverso attività aerobiche ad un battito costante (come spiegato sopra) 3/4 volte a settimana. MUSCOLI Contrariamente a quanto si pensa, nel ciclismo vengono coinvolte anche le braccia e gli addominali. Le prime in modo lieve, perché i muscoli devono solo sopportare la tensione della guida e le vibrazioni del manubrio. Gli addominali, invece, lavorano già intensamente perché, mentre pedali, si contraggono per mantenerti in posizione sulla bici e, soprattutto, per bilanciare la contrazione muscolare cui è soggetta la schiena. ARTICOLAZIONI La bicicletta assisitita e’ un esercizio a basso impatto. Si Puo iniziare in maniera graduale lasciandosi aiutare dal motore, e aumentare progressivamente lo sforzo quando il livello di allenamento è aumentato.

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Questo permette alle articolazioni di non subire stress eccessivi e lasciare il tempo a muscoli, tendini e articolazioni di adattarsi progressivamente agli stimoli. ELISIR DI GIOVINEZZA Uno degli studi più importanti condotti sui benefici alla salute derivanti dall uso della bicicletta è stato realizzato dal Copenhagen Center Prospective Population Studies. Questo studio ha messo in evidenza, come coloro che utilizzavano la bicicletta come mezzo di trasporto miglioravano le loro aspettative di vita del 29% rispetto a coloro i quali utilizzavano la macchina. MENTE-Anche il benessere psichico subisce un miglioramento con l’uso costante della bicicletta. Pedalare libera endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello, che hanno proprietà analgesiche ed ansiolitiche, intervenendo nella regolazione del tono dell’umore e provocando un blando effetto euforizzante. Chi va in bicicletta, inoltre, mette in movimento tutto il corpo e l’impegno fisico che ne deriva obbliga alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati al lavoro e in famiglia. La pedalata assistita diventa dunque non solo un ottima alternativa alla macchina, perche elimina la maggior parte delle obiezioni tipiche delle bici tradizionali : sono fuori forma, non voglio sudare, ci metto troppo tempo, non ce la faccio; ma anche e un ottimo mezzo di alenamento grazie alle grandi performance che si possono ottenere pedalando…con un piccolo aiuto.


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novità

TOKI LONDON ALBERTO GUARDIANI La Toki London 2012, protagonista della collezione Guardiani Sport Primavera Estate 2012, riprende la caratteristica silhouette che ne ha decretato il successo negli anni, ma si rinnova grazie ad inediti particolari, a partire dal pellame, un morbido vitello bianco con inserti in camoscio. I colori della Union Jack vengono disegnati a mano, con un tratto sfumato d’ispirazione pittorica, e fanno da sfondo allo skyline della città, nel quale si riconoscono alcuni tra i onumenti più celebri, come la London Eye e il 30 St Mary Axe.

OAKLEY RADARLOCK RadarLock, un nuovo occhiale da sole dalle prestazioni rivoluzionarie. Ottimizzato con la tecnologia Oakley Switchlock, RadarLock agevola e accelera il cambio delle lenti permettendo agli atleti di trarre il massimo vantaggio dalle lenti Oakley, disponibili in una vasta gamma di tinte esclusive e formulate ad hoc. Numerosi atleti si affideranno agli occhiali tecnici Oakley RadarLock per conquistare l’oro alle Olimpiadi di Londra, per esempio Bryan Clay, Oscar Pistorius, Mark Cavendish, Lolo Jones, Javier Gomez, Cadel Evans, Kerri Walsh e molti altri. Secondo le previsioni, il nuovo modello Oakley sarà uno dei protagonisti in svariate discipline, come ciclismo, atletica leggera, canottaggio, tiro a segno, tennis, canoa/kayak e beach volley.

LACOSTE LONDRA 2012 LIMITED EDITION LACOSTE ha deciso di far diventare por tastendardo di 16 nazioni diverse il coccodrillo, suo simbolo universale. Per gli spor tivi, grandi o piccoli che siano, la classica polo bianca in cotone a nido d’ape vede l’iconico coccodrillo logo di LACOSTE scambiare il verde della propria pelle scagliosa con i colori della bandiera di un paese. La Polo Flag è di for te impatto grafico e colorata, si trasforma in versione rivisitata della bandiera di una tra le 16 nazioni prescelte. Il capo è dedicato in modo par ticolare ai tifosi più entusiasti, ovvero quelli che non temono di ostentare i loro “veri” colori. Per chi ama l’esclusività, c’è anche la Polo Limited Edition, presentata in un cofanetto di Plexiglas trasparente con incisione. Gli stendardi coloratissimi dei 16 paesi prescelti vengono evidenziati dalla stampa patchwork bianco e nero delle bandiere nazionali che distingue il modello.

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