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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 6 - Febbraio/Marzo 2020

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Editoriale

Fabio Potestà

Testimoni nel flusso di una rivoluzione

Alberto Finotto

Cari Lettori, questo nuovo numero di Sollevare esce con una novità importante, nella forma di un supplemento allegato che abbiamo intitolato FAB (Forklifts, AGV, Batteries). Questo nuovo strumento di informazione contiene le novità di prodotto più rilevanti, le tecnologie innovative e gli spunti di dibattito economico offerti da un settore - quello della movimentazione di materiali nella logistica industriale integrata - che è diventato strategico soprattutto per un Paese come l’Italia, da anni impegnato a rendere sempre più competitivi i processi di flusso delle merci e i sistemi di stoccaggio e magazzino. Competizione globale, ricerca di nuovi mercati e rivoluzioni epocali come l’e-commerce hanno elevato il valore competitivo della logistica nell’ambito della supply chain, con un accento fondamentale sull’aspetto dell’economia di gestione e della riduzione dei costi. Le macchine e i sistemi che oggi diventano protagonisti della logistica sono stati anch’essi invasi da un cambiamento profondo, sotto il duplice profilo delle modalità di gestione e della tecnologia. I moduli di sollevamento e movimentazione AGV (Automated Guided Vehicles) costituiscono una delle parti fondamentali di questa rivoluzione - nell’alveo più generale dell’industria 4.0

- con implementazioni che contemplano connettività, sensoristica, lettura Rfid, software di raccolta e analisi dei dati allo scopo di migliorare i processi e le tempistiche di ciclo. La portata di questo cambiamento epocale è davvero inestimabile in termini di produttività. Uno degli aspetti chiave di questa rivoluzione, inoltre, è costituito dalle nuove alimentazioni con batterie al litio, dalla ricarica veloce e versatile, ideali per una supply chain che conta ormai sui modelli di logistica avanzata un’efficienza decisiva dei flusForklifts per Forklift si e delle economie di costo. AGV Come osservatori del cammino Batteries industriale del Paese, rileviamo come l’Italia occupi attualmente, nel settore logistico, oltre un milione di lavoratori, con ampie prospettive di crescita legate alla forte spinta indotta dai cambiamenti gestionali. Si tratta di un’onda che potrà far crescere il valore della ricerca nell’ambito dell’automazione, dell’energia, della già citata connettività, della sicurezza e, parte di fondamentale importanza, nell’identificazione di nuove prospettive di lavoro, di figure professionali inedite e specializzate. Con Sollevare e FAB noi vogliamo essere testimoni attivi di questa grande rivoluzione e rendervi partecipi di una storia in fieri ancora tutta da scrivere. Buona lettura!

FAB

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Periodico associato a

Sommario

Febbraio/Marzo 2020 - Anno 6

Rivista partner

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In copertina: DEMAC Da Magenta, ad ovest di Milano, gli avvolgitubo e avvolgicavo di Demac hanno conquistato il mondo delle macchine da sollevamento. L’evoluzione di prodotto passa ancora oggi da progetti e soluzioni su misura per il cliente.

Attualità & Fiere, p.8 Cover Story Demac, p.20

Gru e Autogrù Autovictor, p.24 Jekko, p.28 Grove, p.32 Manitex, p.30 Fassi, p.36 Zoomlion, p.40 Ormig, p.42 Liebherr, p.44

Gru Edili Potain, p.48

Ple

Noleggio e distribuzione

Sollevatori Telescopici

Certificazione & Formazione

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Cometto, p.74

JCB, p.76 Lombarda Noleggi, p.78 Mollo, p.82

FAQ, tutte le domande sulle PLE, p.86 GeoJob, p.90

Collaboratori Roberto Ambra Francesco Bottino Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Sollevare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@sollevare.it

Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova

REMdevice, p.62 Oilsafe, p.64 Donati, p.68 Flash Battery, p.70

Trasporti Eccezionali

Responsabile Editoriale Alberto Finotto

Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@sollevare.it

Attrezzature & Componenti

Haulotte, p.50 Palazzani, p.52 Genie, p.54

Merlo, p.56 Magni, p.58 Bobcat, p.60

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Direttore Responsabile Fabio Potestà

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Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2020

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News TRASPORTI ECCEZIONALI

Louisiana express Tra le Mammoet Italy ha firmato il contratto per la fornitura del trasporto di nove supermoduli di generatori da 1.800 tonnellate l’uno dal cantiere BHGENuovo Pignone (Gruppo General Electric) di Avenza al porto di Marina di Carrara. Il trasporto si svolgerà interamente su strada pubblica con l’utilizzo di convogli di moduli SPMT. I supermoduli di generatori con turbina, del tipo pipe rack, verranno imbarcati nel porto di Marina di Carrara per essere spediti negli Stati Uniti, dove saranno destinati al progetto di Calcasieu Pass in Lousiana, un impianto di liquefazione del gas naturale per l‘esportazione con una capacità di 1,2 milioni di tonnellate l’anno di LNG. Il primo trasporto verrà effettuato nel mese di giugno del 2020. “Conosciamo bene l’ambiente dove si svolgerà il lavoro – spiega Alberto Galbiati, CEO di Mammoet Italy – perché a partire dal 2013 vi abbiamo stabilito e più volte confermato il record di trasporto superpesante su strada pubblica con i moduli del Progetto Gorgon. La nostra esperienza nei trasporti per impianti industriali modularizzati e per i progetti factory-to-foundation è ormai riconosciuta in tutto il mondo. Questa commessa ha d’altra parte delle particolarità che costituiscono una sfida interessante per la nostra capacità di ingegnerizzazione e customizzazione del servizio. Ne riparleremo quando l’intervento sarà portato a termine. Naturalmente con successo”.

STZ-VP EROI FUORI E DENTRO LA STRADA IL VEICOLO IN SINTESI » Estrema capacità di carico e tara ridotta » Lunga durata grazie alla robusta e collaudata tecnologia degli assali a pendolo » Brevi tempi di preparazione del veicolo grazie all‘agganciamento e sganciamento rapido del carrello anteriore » Incavo per escavatore profondo e largo per altezze di carico più basse » Compensazione massima dell‘asse di 600 mm per una mobilità fuoristrada ottimale anche nelle applicazioni di cantiere più impegnative

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ASSOCIAZIONI

News

Nillroth a capo del CECE

SOLLEVATORI TELESCOPICI

Nuovo presidente MH&A per Manitou Nuova carica di massimo vertice in Manitou. Elisabeth Ausimour è stata nominata come nuovo presidente della divisione Material Handling & Access, autentico core business del gruppo francese, con il 70% delle vendite (circa 1,5 miliardi di euro, in relazione al bilancio 2019)  dedicate ai comparti produttivi dei sollevatori telescopici, delle piattaforme aeree e dei carrelli elevatori rough terrain. La Ausimour contestualmente entra a far parte del consiglio direttivo del gruppo, dopo aver ricoperto, negli ultimi tre anni, la carica di vicepresidente della divisione ERP (Enterprise Resource Planning) e di responsabile della ripianificazione dei processi industriali . La gestione della  divisione Material Handling è stata assunta da Elisabeth Ausimour già da qualche settimana, alla fine del 2019, ma la sua nuova carica apicale è stata confermata ufficialmente solo in questi giorni. Il neopresidente della più importante business unit di Manitou ha fatto il suo ingresso in azienda nel 2005 dopo una preziosa e importante esperienza nei Chantiers de l’Atlantique – ora STX Europe – dove ha iniziato la sua carriera come responsabile degli acquisti nel 2000. In Manitou ha ricoperto lo stesso ruolo per le forniture di componentistica idraulica, ricoprendo in seguito – nel 2009 – il ruolo di responsabile della qualità. Nel 2011 poi è stata nominata vicepresidente del comparto dedicato al sollevamento in quota, insediato nello stabilimento di Candé, vicino al quartier generale del gruppo, ad Ancenis. Nel 2016 infine, è stata nominata vicepresidente del gruppo, prima della nomina odierna a capo della maggiore divisione di Manitou.

Dal 1 ° gennaio 2020 Niklas Nillroth è il nuovo presidente del CECE. Succede a Enrico Prandini che ha ricoperto la carica, come di consueto secondo il regolamento del Comitato, per due anni consecutivi (seguendo la scelta a rotazione riservata a ciascuna delle associazioni nazionali che compongono il Comitato stesso). Niklas Nillroth è presidente del SACE – l’associazione svedese che rappresenta i produttori di macchine e attrezzature per le costruzioni – ed è vicepresidente della divisione Sustainability & Public Affairs di Volvo Construction Equipment. Proprio nell’ambito di Volvo CE, Niklas ha acquisito una vasta esperienza in diversi ambiti di managing, dalla gestione degli acquisti e delle forniture allo sviluppo di prodotto fino alle dinamiche di revisione e implementazione dei progetti e alla gestione generale.

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PLE

Partnership iberica La scelta del nuovo distributore Oil & Steel per il mercato spagnolo è arrivata nei giorni scorsi. Sarà la dinamica e autorevole struttura di GAM a commercializzare nella Penisola iberica la gamma diversificata dei prodotti del marchio italiano (oggi parte del gruppo internazionale Manitex), specializzato nelle PLE su autocarro e semoventi spider. GAM, fondata nel 2003, è una società multinazionale specializzata nella distribuzione e nel noleggio di macchine per il sollevamento e la movimentazione in molti ambiti (soprattutto nei settori della cantieristica, dell’industria e dell’energia), con strategie di servizio complete e programmate su misura per il cliente. GAM – presente in 10 paesi e in quattro continenti – è attualmente la principale società di noleggio per macchine operatrici in Spagna e in Portogallo. La flotta del gruppo è formata da oltre 16.000 macchine. In virtù del poderoso parco macchine, già nel 2011 GAM rientrava tra i primi 15 competitor globali del noleggio. GAM ha già confermato il suo primo ordine di piattaforme Oil & Steel, compresi i modelli più attuali Snake 189 e Scorpion 1812.

GRU E AUTOGRÙ

Addio a Hubert Palfinger Il grande pioniere delle gru, Hubert Palfinger, si è spento all’età di 77 anni per le complicazioni postoperatorie seguite a un intervento d’urgenza. Il cordoglio dei lavoratori del gruppo austriaco e della dirigenza si è dimostrato subito immenso, appena appresa la notizia dell’improvvisa scomparsa di quello che Andreas Klauser – attuale CEO dell’azienda – ha definito come ” un uomo eccezionale e un imprenditore visionario che ha trasformato il gruppo Palfinger in una società globale che dà lavoro oggi a 12.000 persone”. “Molti di voi conoscevano personalmente Hubert Palfinger e sapete bene come per lui mettere al centro le persone costituisse parte integrante della nostra cultura aziendale – sono le parole contenute nel messaggio ufficiale ai dipendenti del gruppo Palfinger – Proprio Hubert Palfinger ha gettato le basi di questo umanesimo industriale e ha svolto un ruolo chiave nel modellarne l’attuazione. Per questo, oggi rendiamo omaggio al fondatore di Palfinger AG, un uomo al quale dobbiamo un enorme debito di gratitudine. In questo momento difficile, i nostri pensieri sono per la famiglia Palfinger, alla quale offriamo le nostre più sincere condoglianze da parte nostra e di tutti i dipendenti”.

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PLE

News MOVIMENTAZIONE PORTUALE

La fedeltà fa 200 a Gioia Tauro Kalmar e Medcenter Container Terminal (MCT) hanno festeggiato la loro lunga e consolidata collaborazione celebrando la consegna del duecentesimo straddle carrier fornito dal produttore finnico a Gioia Tauro. Davide Testi, CEO di MCT, intervenendo a margine dell’evento ha ricordato come “MCT abbia sempre fatto affidamento sulla tecnologia degli straddle carrier di Kalmar, fin dall’inizio delle sue attività. Siamo quindi molto felici di proseguire con questa collaborazione di successo. I mezzi forniti da Kalmar sono conosciuti per la loro affidabilità e flessibilità operativa, così come l’azienda è ben nota per il servizio di assistenza che offre. Inoltre, Kalmar è riuscita a garantirci tempi di consegna molto rapidi in relazione al nostro più recente ordine, relativo a 32 straddle carrier (e firmato nella primavera del 2019, ndr). Soddisfatto anche Mikko Mononen, Vice President, Sales EMEIA di Kalmar, che ha aggiunto: “Siamo molto orgogliosi di questa consolidata collaborazione con MCT, che ha rinnovato la fiducia nei nostri confronti con l’ultima commessa per 32 straddle carrier. La nostra relazione col terminalista si basa sull’affidabilità delle macchine che forniamo, combinata all’alto livello del servizio di assistenza e manutenzione che siamo in grado di assicurare in loco. Tutti fattori che aiutano MCT a raggiungere i suoi target di produttività”.

Tim Whiteman dirige l’Europa di Sinoboom Dopo la lunga e straordinaria esperienza durata 16 anni come presidente di IPAF, Whiteman rende ufficiale il nuovo impegno a tempo pieno come direttore della nuova filiale Sinoboom di Rotterdam, centro nevralgico della distribuzione della gamma di PLE del costruttore cinese in Europa. La filiale europea si occuperà della commercializzazione e dell’assistenza per tutte le tipologie e le linee di prodotto delle piattaforme aeree Sinoboom, incrementando i rapporti già consolidati con strutture partner come Liftstore in Polonia, azienda primaria nell’Est Europa con cui Sinoboom ha avviato un rapporto proficuo già dallo scorso autunno. Oltre ad assumere l’incarico di responsabile della filiale di Rotterdam, Tim Whiteman ricoprirà anche la carica di vicepresidente Senior della divisione Safety and Branding nella dirigenza di Sinoboom Heavy Industry. Sinoboom è attualmente un attore industriale di primo piano in Cina, proprio nel settore delle piattaforme aeree semoventi di ogni tipologia (a pantografo, a braccio telescopico e articolato, cingolate spider) e delle PLE autocarrate.

PLE

Easy Lift, partenza a tutto gas L’identità dell’azienda di cui parliamo è a tutti gli effetti quella di un costruttore che da anni rivela al mercato reattività tecnologica d’avanguardia, soluzioni innovative e prodotti all’altezza delle sfide più ambiziose. Ma Easy Lift, in questo inizio 2020, dimostra già sul campo le potenzialità commerciali della propria gamma, realizzando una serie di vendite d’eccezione. La prima riguarda Locatop, azienda di noleggio primaria nel nord Italia, con sede a Bologna e filiali a Parma, Forlì, Cesena, Ravenna, Imola, Rimini e Cremona. Dopo le prime piattaforme cingolate Easy Lift acquistate nel 2018, il noleggiatore ha rinnovato la fiducia nelle piattaforme aeree cingolate di Brescello, salutando l’ingresso di altri ragni R130 e R180 per ampliare la propria flotta. La stessa fiducia nell’eccellenza Easy Lift è stata confermata da Maifredi Noleggi, specialista autorevole dal 1982 che ha acquistato una piattaforma R420, il modello più alto della gamma, in grado di raggiungere un’altezza di lavoro di 41,4 m per uno sbraccio laterale di 17 m. La portata di questo ragno Easy Lift è di 230kg, mentre il peso della macchina è di soli 8.500 kg. Il ragno è equipaggiato con riduttori a doppia velocità, distributori Danfoss ad alta sensibilità, consolle comandi fissa sul cesto, radiocomando Scanreco e autolivellamento degli stabilizzatori. La versione dell’R420 scelta da Maifredi è quella ibrida, equipaggiata da ben tre motorizzazioni: un motore diesel Hatz Euro 5, un motore elettrico da 380 V e una batteria al litio da 200 Ah con tempi di ricarica ridotti. Lo spettacolo pirotecnico di inizio anno culmina per Easy Lift con la piattaforma cingolata R130 consegnata alla Marina Militare di Taranto. Il ragno sarà adibito alla manutenzione del comando di munizionamento e con questa ennesima dotazione, Easy Lift si attesta come fornitore ufficiale dell’Esercito Italiano.

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News AUTOSCALE

Un Avario al traino sui tetti Compatto e per alte prestazioni, un nuovo elevatore Avario HD 27 K di Böcker da poche settimane fa parte del parco macchine di Pichler - specialista in coperture di Nova Ponente (Bz) - che lo ha scelto per la sua notevole compattezza e per la movimentazione al traino, un sistema sempre più apprezzato nel mercato italiano. Con un peso totale di 1,9 t, l’Avario HD 27 K contempla un’alta velocità di sollevamento (50 m/min), per una portata utile massima di 270 kg e una ragguardevole altezza con o senza la curva per tetti. Quest’ultima, grazie a un’ampia gamma di regolazioni, consente di adattarsi in modo ottimale a qualsiasi tetto. La curva meccanica integrata fa parte dell’allestimento standard dell’Avario HD 27 K e, in combinazione con il nuovo profilo in alluminio, va a caratterizzare un elevatore compatto e robusto con prestazioni d’eccezione.

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AUTOGRÙ

Camperi guida l’Italia per Tadano e Demag Tadano ha annunciato l’arrivo nella squadra aziendale di Davide Camperi, nominato Business Leader Italia per Demag e responsabile per le attività di vendita e assistenza sul mercato italiano. Nella sua nuova posizione di responsabile del business Italia, Camperi ha l’incarico di sviluppare le opportunità del nostro mercato nazionale per Tadano, assumendo la direzione del team nella sede italiana e gestendo l’integrazione del business Demag nell’offerta dei prodotti Tadano in Italia. Camperi ha nel suo background una formazione specifica nel settore dell’elettronica industriale e negli ultimi 13 anni ha ricoperto diverse posizioni chiave per Manitowoc Company nel settore delle gru mobili. Per un decennio si è occupato delle vendite e della gestione dei prodotti nel Sud Europa, dopo aver acquisito una notevole esperienza nel campo delle attività industriali del gruppo. “Ritengo che Tadano abbia ottime opportunità di servire al meglio i nostri clienti in Italia - ha dichiarato Camperi - dato che disponiamo di un’ampia offerta di gru multistrada e di gru cingolate che ci rendono il partner ideale di cui i clienti hanno bisogno”.

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MOVIMENTAZIONE PORTUALE

News

Konecranes per il crane revamping a Taranto

NOLEGGIO

Sesto centro Mollo in Lombardia Mollo Noleggio all’alba del nuovo anno apre anche a Rezzato (Bs), portando a sei le filiali operative in Lombardia. Nel nuovo centro Mollo Noleggio nel bresciano – secondo in ordine di apertura dopo quello di Castegnato – i clienti troveranno una flotta completa di piattaforme aeree per lavori in quota, mezzi per il sollevamento, gru per edilizia, macchine

movimento terra, autocarri, macchine e attrezzature per l’edilizia, wc chimici mobili e servizio spurghi, oltre al servizio di noleggio con operatore. La sede Mollo Noleggio di Rezzato inoltre comprende un reparto con officina attrezzata e un’area dedicata ai corsi di formazione che presiedono al rilascio dei patentini per l’uso dei mezzi d’opera.

Sarà Konecranes ad occuparsi del revamping delle gru di banchina e di piazzale del terminal container del porto di Taranto. Ad affidare l’incarico al gruppo finlandese – che sempre di più sta puntando, in ambito portuale, a consolidare il suo ruolo di fornitore di servizi aftermarket rivolti a gru di qualsiasi brand, oltre che di produttore mezzi sollevamento – è stato il gruppo Yilport, guidato dall’imprenditore turco Robert Yildirim. Yilport, dallo scorso settembre, è il nuovo concessionario del terminal container ionico (tramite la controllata Terminal San Cataldo) in forza ad un nuovo contratto firmato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionico della durata di ben 49 anni. A fronte di tale assegnazione, la corporation portuale turca ha promesso un massiccio programma di investimenti, con l’ambizioso obbiettivo di arrivare a movimentare sulle banchine tarantine ben 2 milioni di teus entro 10 anni. Piano di sviluppo che parte dal revamping delle ‘vecchie’ gru: Konecranes, come spiega la stessa società finlandese in una nota, interverrà su 7 gru StS (shipto-shore) e 16 gru RMG (Rail-Mounted Gantry cranes), tutte attualmente inattive. Le operazioni di ripristino dei mezzi inizieranno già nelle prossime settimane e procederanno a scaglioni, per completarsi entro la fine di quest’anno.

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News FIERE

L’innovazione che vince Il sollevamento italiano, nello straordinario flusso vitale dell’innovazione di prodotti e soluzioni, vince anche a Samoter 2020. Macchine a funzionamento ibrido o elettrico sviluppate sia per il movimento terra, sia per il mondo del sollevamento nelle sue applicazioni più diverse. Tecnologie in grado di aumentare la sicurezza e il comfort dell’operatore, aspetti che possono fare la differenza nei cantieri di tutto il mondo. Nuovi sistemi e software informatici che garantiscono una maggiore efficienza nel processo produttivo. Sono alcune delle soluzioni premiate nell’ambito della 23esima edizione del Premio Innovazione di Samoter, il più importante salone nazionale dedicato a macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia, in programma dal 21 al 25 marzo a Veronafiere. Via quindi ai riconoscimenti per le eccellenze del sollevamento, come dicevamo. Nella categoria Sollevatori telescopici compatti, il riconoscimento è andato al sollevatore telescopico elettrico E-Worker di Merlo, mentre per la categoria Sollevatori telescopici ad alta capacità, premio a Magni per il nuovo rotativo RTH 6.51. Nella categoria Gru, infine, vittoria per la MC 50000RE di JMG Cranes, con una capacità di sollevamento da 50 tm, montata su un carro semovente elettrico a batteria.

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Il MANOOVR Multi-PL è l‘ultima generazione di rimorchi con un piano di carico molto basso della Nooteboom. Alcune innovazioni rivoluzionarie includono un‘altezza ultra bassa della piattaforma di carico ed il peso sull‘assale legalmente piú alto. La combinazione dell‘altezza della piattaforma di 780 mm ed un minimo di 12 tonnellate per assale a pendolo, dá un MANOOVR Multi-PL eccezionale per tutta l‘Europa. Nel mondo dei trasporti in generale, ma specialmente nel trasporto eccezionale é molto importante sapere come applicare le innovazioni con successo, per poter rispondere alle esigenze ed alle richieste del mercato odierno, e puó offrire un vantaggio competitivo significativo, in oltre MANOOVR Multi-PL vi darà la certezza dei costi. (TCO) Total Cost Ownership, il costo del ciclo di vita del semirimorchio.

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NOLEGGIO

Costruttori di pace L’emozione è quella di un traguardo straordinario. L’apertura del Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica di Emergency a Entebbe, in Uganda è imminente. I lavori di costruzione e finitura, escluso l’allestimento medicale, sono completi al 95% e la chiusura del cantiere, con il rientro in Italia della maggior parte delle aziende coinvolte nel progetto, è prevista tra pochi giorni. Attualmente sono in corso gli ultimi collaudi degli impianti e, contemporaneamente, i primi allestimenti delle sale operatorie e delle strutture tecniche, con la selezione e la formazione del personale sanitario e ausiliario. L’intero iter preparatorio si concluderà a marzo per accogliere i primi pazienti di Entebbe ad aprile. Sviluppato su due livelli per un totale di 9.000 metri quadrati, il Centro dispone di 80 posti letto, tre sale operatorie, una sala di sterilizzazione, un reparto di terapia intensiva e uno di terapia sub-intensiva, una corsia di degenza, un reparto per le emergenze, sei ambulatori, un centro di radiologia, un laboratorio banca del sangue, la TAC, una farmacia, e altri ambiti riservati ad amministrazione, servizi ausiliari e foresteria per pazienti stranieri. Sono previste aree dedicate alla formazione del personale locale, che potrà un giorno prendere in carico l’ospedale e gestirlo in autonomia. Disegnato da Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con lo studio di architettura Tamassociati di Venezia, il complesso utilizza soluzioni che permetteranno di minimizzare i consumi energetici, combinando l’eccellenza architettonica con quella sanitaria. Definito infine il nome: si chiamerà “Centro Amani”, che in lingua swahili significa pace. Questo racconto in sintesi vogliamo concluderlo ricordando l’orgoglio di Cofiloc per aver contribuito alla realizzazione del Centro Amani con uno dei propri mezzi, un sollevatore frontale Merlo P 40.16 K al servizio del bene e della salute perseguita con passione universale per l’umanità.

ALL’ALTEZZA DI OGNI SITUAZIONE

Platform Basket srl - Via Montessori, 1 - 42028 Poviglio - RE - Italy platformbasket.com 19 Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale


Cover Story DEMAC

www.demac.it

Sulla linea del progresso Magenta, ovest di Milano. Da qui Domenico Varano ha costruito un’idea industriale che ha fatto scuola. Avvolgitubo e avvolgicavo sono diventate altrettante eccellenze di valore e innovazione per il mondo moderno del sollevamento

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n marchio e una specialità di prodotto che possiamo trovare praticamente ovunque, nel mondo del sollevamento e in molti altri settori dell’industria internazionale. Basterebbe questo a fare di Demac un leader assoluto; eppure questa realtà dell’Ovest milanese (il quartier generale e la sede produttiva si trova a Magenta) preferisce il lavoro assiduo e l’evoluzione continua di una produzione apprezzata universalmente, alle luci della ribalta e dell’autopromozione. D’altra parte gli avvolgitubo e avvolgicavo di Demac non hanno bisogno di complesse strategie di immagine; la qualità parla per loro e alle spalle di questi componenti indispensabili per un’amplissima gamma di applicazioni c’è anche l’autorevolezza di una storia annosa. Tutto cominciò a Cisliano, piccolo paese alle porte di Milano, alla fine degli anni Settanta. Domenico Varano, allora, è già un esperto apprezzato e rispettato nel mondo dei carrelli elevatori e dei caricatori telescopici, ma la sua ambizione è quella di inventare qualcosa di personale. Così il neo-imprenditore comincia a concepire nuovi progetti e soluzioni tecniche dedicate al sollevamento industriale. Nel 1981 fonda la Demac, par-

tendo dagli spazi domestici che ricava dalla propria abitazione e si mette a progettare i primi prodotti. Già nel 1987 l’attività di Demac fa nascere una prima sede produttiva a Cerello, sempre a pochi chilometri da casa Varano, ma con spazi più importanti di 400 metri quadrati e una continua spinta evolutiva che moltiplica specialità e soluzioni. Il

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grande salto di qualità arriva alla metà degli anni Novanta quando lo stabilimento trasloca a Corbetta, in uno spazio produttivo ancora maggiore. Ma il mondo chiama Demac ad accelerare le tappe e già nel 2005 Domenico - con l’apporto prezioso dei figli Fabio e Laura che nel frattempo hanno fatto il loro ingresso in azienda - insedia nell’area industriale di Magenta il quartier generale definitivo della società. Una sede moderna, funzionale e in costante ampliamento (l’ultimo, in ordine di tempo, completato nel gennaio del 2016). Fin qui la storia, esemplare e coraggiosa. Poi naturalmente ci sono i prodotti. All’industria del sollevamento Demac ha dedicato una gamma straordinaria di avvolgitubi, avvolgicavi e distributori rotanti per una varietà declinata in oltre 1.000 modelli stardard con più di 5.000 versioni a disposizione della propria clientela, senza contare le soluzioni progettate e realizzate su misura per ogni esigenza. Avvolgitubo idraulici, avvolgitori combinati, avvolgicavo industriali e automatici. E poi giunti rotanti, tubi e cavi, accessori. Il mondo Demac sembra inesauribile, come la voglia di fare sempre meglio dei suoi protagonisti.

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Cover Story Domenico, con le sue colonne familiari e aziendali, Fabio e Laura, guida un’evoluzione che ha portato Demac a conseguire le certificazioni di qualità UNI ENI ISO 9001:2015 e OHSAS 18001 per la salute e sicurezza sul lavoro, fino alla UNI EN ISO 14001:2015 per il sistema di gestione ambientale. Proprio la sostenibilità, insieme alla qualità dei prodotti e al servizio d’eccellenza al cliente, è uno dei cardini della filosofia Demac, con un impegno precipuo nell’ambito dei processi produttivi, per la riduzione delle emissioni, la limitazione di scarichi e consumi materiali, la gestione differenziata dei rifiuti. L’innovazione nel design delle linee di prodotto e negli stessi

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apparati di processo, la responsabilizzazione e la formazione delle donne e degli uomini Demac - non solo semplici dipendenti, ma attori in primo piano di un progresso costante - rappresentano i valori di una realtà d’eccellenza ancora in cammino nonostante i grandi successi conseguiti in tutto il mondo. Una traiettoria inesauribile, come inesauribili sono le possibilità, per i clienti più

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Una sede per il mondo Gli spazi del quartier generale attuale di Demac, a Magenta, contemplano una sede produttiva di circa 6.000 metri quadrati (in continua evoluzione), di cui l’ultimo ampliamento è stato realizzato nel 2016. Il mondo Demac, poi, non si esaurisce a Magenta ma può contare su una rete di rivenditori diffusa in tutta Europa (tra gli altri paesi, Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Regno Unito, Islanda, Lituania, Malta, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia), in Africa (dalla regione subsahariana all’area centrale, fino al Sudafrica), nel Nord America (Stati Uniti e Canada), in America Latina (Bolivia, Argentina, Brasile, Perù, Colombia) e poi lontano, fino all’Australia e alla Nuova Zelanda. Demac oggi è membro di Assofluid (la principale realtà rappresentativa dell’industria oleodinamica in Italia), Assolombarda e API.

diversi, di ottenere un progetto su misura per l’implementazione su macchine da sollevamento di avvolgicavo e avvolgitubi. Per Demac l’avventura del progresso e il viaggio verso mercati ed esperienze nuove non è ancora finito e da Magenta il raggio diffuso di un’industria costruita sulle idee è vivido più che mai.

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Gru e Autogrù

in cantiere

AUTOVICTOR

Ercole tra le torri UN’ALTRA GRANDE IMPRESA PER IL CAMPIONE HEAVY LIFTING DALLA LIVREA ROSSA, CON IL SOLLEVAMENTO DEL GRANDE PONTE METALLICO CHE COLLEGA I DUE CORPI PRINCIPALI DEL NUOVO CENTRO DIREZIONALE ENI A SAN DONATO MILANESE

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uattro autogrù, 15 uomini (tra progettisti e operatori di cantiere), due mesi di studio tecnico, quasi tre settimane in cantiere. Questi i numeri più significativi di un intervento spettacolare e tecnicamente molto complesso che ha visto lo specialista dell’heavy lifting Autovictor operare in piena sinergia con un committente di altissimo profilo come Salini Impregilo. Un cantiere perfetto dal punto

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di vista tecnico, ma anche sotto il profilo economico e temporale. L’impresa riguarda il nuovo centro direzionale ENI, un appalto da 171 milioni di euro assegnato alla stessa Salini Impregilo nel luglio 2017 e realizzato a San Donato Milanese nell’ambito di un piano di riqualificazione immobiliare dell’area. Il complesso, progettato dallo studio statunitense di architettura Morphosis Architects, si estenderà su una superficie di circa 65.000 metri quadrati.

Composto da tre edifici direzionali, una mensa aziendale, un centro conferenze e uno spazio espositivo, ospiterà 4.600 postazioni di lavoro ed è stato concepito in modo da ricevere il certificato LEED Gold, in considerazione della sua efficienza energetica. Nello specifico dell’intervento di cui parliamo, il Bridge (un ponte metallico di collegamento) installato da Autovictor collega l’Icon Tower - l’edificio più alto del complesso con 11


piani fuori terra e capace di ospitare circa 1.300 postazioni di lavoro - con la Landmark Tower, che sarà invece la struttura più grande, con una superficie di 23.700 m2, distribuita su nove piani. L’edificio centrale sarà invece rappresentato dalla Skygarden Tower, che ospiterà anche un centro congressi. L’intervento dello specialista piemontese ha rappresentato un passo avanti importante per quest’opera straordinaria, di proprietà del fondo immobiliare Milan Development 1 e gestito da DeA Capital Real Estate SGR. Il ponte metallico – che in un secondo momento verrà ricoperto in vetro e in materiale composito GRC – è caratterizzato da due travi portanti con il piano che funge da impalcato e ha lo scopo di collegare il tetto dei due palazzi e consentire la libera circolazione da un edificio all’altro. Le travi sono state assemblate a terra in quattro macro-conci. Notevoli le dimensioni in gioco. I due conci più grandi misurano 15 m di altezza per 42,5 m di lunghezza; mentre le due sezioni più piccole hanno comunque dimensioni ragguardevoli pari a 11 m di altezza e 40 m di lunghezza. I due conci di maggiori dimensioni raggiungono un peso di 110 t ciascuno, mentre i due più piccoli sono di 85 t, per un totale di 390 t di peso complessivo e 82,5 m di lunghezza totale.

Le quattro sezioni sono state montate a terra, poste in verticale, ruotate, sollevate e collocate nella posizione corretta. Partendo dal lato più pesante, i conci sono stati posizionati sulla soletta superiore del Landmark e sono andati a poggiare su una falsa pila appositamente costruita. I due conci più piccoli sono stati posti tra la falsa pila e l’edificio Icon. A questo punto i vari tronconi sono stati imbullonati e poi si è proceduto allo smontaggio della falsa pila. Tanti i mezzi Autovictor impegnati in cantiere. Una gru cingolata Terex Demag TC

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2800/1 ha effettuato i tiri più impegnativi, seguita sul campo da una Liebherr LTM 1400 telescopica da 400 t; una Demag AC 100 da 100 t; e una AC 120 da 140 t. Se la TC 2800/1 era impegnata nel sollevamento principale, la LTM 1400 ha svolto il compito di gru di supporto per la verticalizzazione delle travi, che sono state portate a una quota di 4 m di altezza e poste in verticale. La 100 t Demag è stata utilizzata come macchina di servizio per la gru tralicciata, per l’assemblaggio, per il carico e lo scarico delle zavorre dalla ta-

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Gru e Autogrù vola di Superlift; mentre la 120 è stata usata per la falsa pila, per il montaggio dei remi di congiunzione tra i macroconci e i controventi e anche come gru di servizio per la TC 2800/1. “Lo studio preliminare – ci spiega Alessandro Gino, coordinatore di cantiere per Autovictor – prevedeva il montaggio delle quattro sezioni posizionando l’autogrù principale sulla soletta della costruzione (da quota zero si sviluppano infatti cinque piani interrati) adeguatamente puntellata. Poi, posizionata la Liebherr 750, si sarebbe provveduto alla movimentazione dei conci. Puntellare la soletta sarebbe stato decisamente complicato e soprattutto molto costoso e per questo ci siamo impegnati per trovare una soluzione alternativa che è stata individuata posizionando la macchina principale al di fuori dell’area di cantiere. In questo modo il cliente non solo non ha dovuto puntellare la soletta, con un evidente risparmio economico ed evitando tutti i problemi che potevano insorgere, ma ha anche potuto procedere con le lavorazioni andando a guadagnare quasi due mesi di tempo sul cronoprogramma di cantiere. Infatti il puntellamento avrebbe comportato l’interruzione dei lavori per quanto concerne gli impianti, l’antincendio, eccetera, nei piani interrati. Questa soluzione ci ha inoltre per-

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in cantiere

messo di utilizzare una macchina più grande, la nostra tralicciata Liebherr TC 2800/1 che ha potuto effettuare tiri di notevole importanza, tra i quali spicca il sollevamento del concio da 110 t a 54 m dal centro ralla e a un’altezza di 40 m”. Tutte le autogrù, fatta eccezione per la AC 120, hanno operato dall’esterno del cantiere. Non essendo particolarmente pesante, la 120 ha richiesto una minima puntellatura della soletta. “La progettazione dell’intervento – continua Alessandro Gino – è durata circa due mesi. Sono stati eseguiti i disegni in

Sicurezza, lo standard superiore Le maestranze e i mezzi di Autovictor hanno operato nel cantiere ENI per otto giorni - a cui vanno aggiunti i 10 giorni necessari per il montaggio e lo smontaggio delle autogrù. Il noleggiatore non ha incontrato alcuna difficoltà per i trasporti dei componenti delle gru, anche per la particolare ubicazione del cantiere nei pressi dell’uscita San Donato sulla Tangenziale Est di Milano. Tante, invece, le difficoltà burocratiche in quanto il cantiere era insediato all’interno del cono di atterraggio dell’aeroporto di Linate. Autovictor è stata costretta a mantenere una certa quota per l’assetto operativo delle autogrù e a sottoporre a ENAC e a ENAV una relazione esaustiva delle varie fasi di lavoro. Inoltre la vicinanza allo scalo cittadino ha comportato il rispetto di determinate fasce orarie per il compimento delle operazioni. Quello di San Donato ha costituito un progetto pilota selezionato per definire gli standard per il futuro protocollo Level S, un nuovo standard di sicurezza che verrà utilizzato a livello europeo. Il cantiere è quindi stato eseguito secondo questi nuovi standard e ora è al vaglio degli organi competenti per ottimizzare l’intero iter procedurale non solo sul sollevamento ma anche per tutte le altre attività di cantiere.

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2D, in 3D, è stato realizzato un rendering in Revit e anche un video di presentazione per mostrare come si sarebbe svolto il lavoro con tanto di simulazione dell’intera fase di sollevamento: dalla presa in carico del concio fino al suo posizionamento”. Lo studio è stato eseguito dai progettisti di Autovictor in collaborazione con il team di Salini-Impregilo. Notevole anche il contributo offerto per la carpenteria da MBM, che ha realizzato fisicamente il ponte. “Si è trattato di un intervento di grande soddisfazione – commenta ancora Gino – ai tiri più importanti erano presenti i rappresentanti dello studio di architettura americano e la dirigenza di Salini Impregilo nonché di MBM. Tutto è stato eseguito secondo i piani e il cliente è rimasto molto soddisfatto”.

N8901693

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Gru e Autogrù JEKKO

Tracksformer, oltre le barriere LA JF990 È LA SCOMMESSA IN GRANDE STILE PER LA VERSATILITÀ PIÙ SPINTA. DALLA POTENZA SU CAMION ALL’ORIZZONTE INFINITO DELLE APPLICAZIONI SPECIALI DI UNA MINIGRÙ

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confini ben delimitati non appartengono ai grandi innovatori industriali. Sarà per questo che la gru su cingoli Jekko diventa ancora più grande, non tanto in termini di dimen-

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sioni, quanto per performance, capacità e innovazione. Dopo i successi di vendita della JF545 e della JF365, il costruttore di Colle Umberto (Tv) ha voluto alzare l’asticella, trasferen-

do su cingoli tutte le caratteristiche della F990 di Fassi. Nasce cosi la JF990, “una scommessa vinta” come sintetizza Alberto Franceschini, Export Sales Manager di Jekko. A tutti gli effetti si tratta di una vera

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e propria “evoluzione della specie” dove si trovano a convivere nelle dimensioni ancora una volta compatte (6,75 x 2,14 x 3,45 m), capacità di estensibilità maggiori (fino a 41 m), grandi capacità di sollevamento (fino a 21.500 kg) e vantaggi in termini di trasportabilità. “Abbiamo rispettato i pronostici di successo per la prima parte della scommessa – spiega Franceschini – In breve, abbiamo investito su un prodotto innovativo e inedito per il mercato e abbiamo creato una nuova tipologia di macchina; vale a dire, una gru da camion ma installata su cingoli e stabilizzata in modo da acquisire la stessa dinamica funzionale di una minigrù. Per farlo siamo partiti dall’esperienza della JF545 e della JF365 e soprattutto dalla richiesta del mercato di avere macchine più performanti seppure limitate nelle dimensioni”. La JF990 in effetti ha tutte le prerogative di una minigrù, se paragonata alle dimen-

sioni di un allestimento su camion. Con una struttura compatta, una stabilizzazione variabile e con la possibilità di lavorare sia con propulsione diesel, sia con motore elettrico trifase, la JF990 è in grado di raggiungere i 41 m in altezza (con jib idraulico e tre prolunghe manuali) e i 38 m con l’adozione della cesta-piattaforma per operatore; la prerogativa è quella di poter lavorare nelle aree di intervento dove

il camion non può accedere. La JF990 ha la personalità forte di una gru versatile. Può lavorare in orizzontale e in verticale, è in grado di sorpassare e aggirare gli ostacoli, può impiegare il gancio oppure il verricello.

È inoltre possibile implementare sulla minigrù un manipolatore per vetri oppure una piattaforma idraulica in grado di portare

La squadra al Conexpo Fascan International, dealer di Jekko per gli Stati Uniti, partecipa all’edizione 2020 del Conexpo a Las Vegas (stand F4569-4346) con alcuni modelli di punta della gamma di Colle Umberto (Tv). In rappresentanza della linea SPX, ad esempio, spicca il modello SPX532, presentato per la prima volta al Bauma 2019, una minigrù che segna il cambio di rotta tra vecchio e nuovo sistema progettuale di casa Jekko. Focus quindi su un sistema di stabilità all’avanguardia, un’impiantistica idraulica ed elettronica raffinata, una maggiore semplicità di utilizzo, capacità di sollevamento maggiori, design rinnovato e un nuovo radiocomando user friendly. L’operatore può decidere di stoccare il jib in tre modalità, a riposo sulla colonna, a terra o riposto sotto il braccio principale, con una notevole riduzione dei tempi per la sua installazione e il suo smontaggio. Con una capacità massima di sollevamento di 3.2 t e una altezza massima raggiunta di 17.3 m (con jib), SPX532 è la mini gru da porta singola con le prestazioni più elevate sul mercato, utilizzabile sia per lavori in aree confinate, soprattutto nel mercato del vetro, sia all’aperto nei settori della manutenzione industriale ed edilizia. In esposizione a Las Vegas anche una delle minigrù Jekko più vendute, la SPX429, e due modelli che hanno fatto la storia di Jekko, la SPX527 e la SPX1275. Fascan esporrà inoltre la gru articolata su cingoli JF545, molto attesa dal mercato nordamericano. Per la categoria minipicker è stato scelto l’MPK20, un campione autentico per la movimentazione industriale e la movimentazione di componenti a vetrata - attualmente, il minipicker di Jekko più venduto negli Stati Uniti. Infine, i visitatori troveranno la gru telescopica cingolata SPK60, riconosciuta come la gru più innovativa nell’industria del sollevamento secondo la giuria nordamericana dei LLEAP Awards (Lifting Equipment and Aerial Plaftorms), un prodigio dalla doppia identità per ogni esigenza operativa, dalle manovre di precisione in spazi stretti e chiusi alle applicazioni pick & carry in cantiere, su terreni irregolari e in condizioni meteorologiche critiche.

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Gru e Autogrù fino a tre persone - in caso di utilizzo su doppia articolazione - e una cesta della capacità da una o due operatori in caso di sfruttamento del jib, per quote sempre fino ai 38 m. L’attivazione idraulica sul jib, inoltre, permette di installare qualsiasi optional aggiuntivo sulla gru stessa. La JF990 senza zavorra può essere trasportata su camion senza rientrare nella categoria del trasporto eccezionale. Il peso di 21.800 kg la rende ideale per chi cerca il massimo delle prestazioni da una minigrù in grado di lavorare a tutti gli effetti come una gru articolata. Questa macchina ha la possibilità di impiegare una zavorra standard di 2,1 t e una zavorra extra di 3 t. Con la prima zavorra la gru stabilizza su un’area di 8,5 x 8,5 m, con la zavorra extra su un’area di 7 x 7 m, riducendo l’impronta a terra della gru. Il sistema di smontaggio è gestito dal radiocomando, grazie a un rapido sistema automatico di sganciamento come per le ben più grandi autogrù. La JF990, per le sue caratteristiche proprie, può sostituire a tutti gli effetti una gru a torre o una grande autogrù, lavorando con efficacia senza l’impiego del

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camion. La gru su cingoli infatti si muove indipendentemente dal mezzo e può accedere anche laddove gli ingombri sono ridotti, con un importante impatto sulle logistiche di cantiere. Diventa quindi possibile trasportare e impiegare una gru articolata in tutte quelle aree non accessibili da un camion, come aree industriali, spazi ristretti, centri storici angusti, parchi recintati e così via. Jekko ha sviluppato un software che permette di stabilizzare la gru con infinite combinazioni. Ogni stabilizzatore può essere posizionato a piacere in termini di angolazione ed estensione. Tenuto conto della posizione degli stabilizzatori e della conseguente linea di ribaltamento, viene calcolata la relativa pressione di lavoro in modo continuo. All’operatore vengono mostrati cinque livelli di stabilità per rendere più intuitiva la lettura dei diagrammi di carico. La gru può essere gestita interamente da un solo operatore grazie all’utilizzo del radiocomando, che è di fatto un prolungamento della macchina sempre a portata di mano. Questo permette all’operatore di eseguire in totale autonomia tutte le operazioni: accensione/ spegnimento, movimentazione della gru, stabilizzazione, installazione del jib e della zavorra. La JF990 dispone sia di un motore elettronico diesel Deutz TCS3.6 L4 da 55 kW (Stage V, Tier 4), sia di un motore elettrico trifase da 13 kW. L’operatore, a seconda delle situazioni e delle esigenze,

può facilmente passare da una soluzione all’altra con una notevole flessibilità d’impiego, per uso sia all’interno che all’esterno. Una gru così versatile trova impiego in contesti differenti: situazioni particolari di sollevamento, posa in aree ristrette di cantiere (travi, soppalchi, vetro, impianti di climatizzazione) o industriali (macchinari di varie dimensioni), manutenzioni, service. Può essere una macchina perfetta per le ditte specializzate nel sollevamento a integrazione della gamma già esistente di gru articolate su camion e city crane, ma anche per le società specializzate nel noleggio a caldo e a freddo. Soprattutto per il suo essere facilmente trasportabile, senza rientrare nel trasporto eccezionale. “Distribuiremo questo modello soprattutto in Nord America e in centro e Nord Europa dove stanno cercando prodotti per differenziarsi sul mercato – conclude Franceschini – Penso ad esempio alla Norvegia che ha introdotto la nuova normativa per cui dal 2021 ci sarà l’abbattimento delle emissioni anche per le macchine da cantiere. La JF990 è una gru che può avvalersi anche della modalità di propulsione elettrica e questa opzione comporta tanti vantaggi in questi paesi molto sensibili alla tematica ambientale. Un altro segmento interessato sarà quello del noleggio, grazie al peso contenuto di questa tipologia di gru e alle grandi prestazioni possibili in molti ambiti di applicazione”.

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Gru e Autogrù MANITOWOC/GROVE

Cuore italiano LO È QUELLO DEL GRUPPO AMERICANO CHE HA TROVATO NEL FULCRO DI NIELLA TANARO (CN) LA SEDE DI ECCELLENZA PER LE ROUGH TERRAIN GRT655L E RT550E. PRESENTI A VERONA, IN GRANDE STILE

A

Verona per ribadire un’eccellenza nazionale che è diffusa nel mondo. Tra i massimi protagonisti delle gru a torre e delle autogrù a livello planetario, Manitowoc Crane Group ha trovato nell’Italia la sede ideale per i valori tecnologici che costitu-

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iscono l’essenza della propria autorevolezza. Nella piazza europea del SaMoTer dal 21 al 25 marzo prossimi - lo vedremo, il risultato di questa eccellenza, insediata da anni nello stabilimento di Niella Tanaro, in provincia di Cuneo, con un valore in più che si chiama Grove GRT655L. Dopo il lancio - con grande successo al Bauma 2019 e la partecipazione alle Giornate Italiane del Sollevamento di Piacenza, arriva anche a Verona uno degli highlight attuali della produzione di serie Manitowoc, inaugurata a partire dal terzo trimestre del 2019, con le prime consegne italiane già realizzate per le flotte più importanti della Penisola. “La GRT655L è stata ben accolta dal mercato - conferma Federico Lovera, Product Manager per le autogrù fuoristrada di Manitowoc - I clienti nazionali hanno apprezzato particolarmente il fatto che la macchina sia prodotta in uno stabilimento italiano con elevati standard di qualità e che, in virtù di questa eccellenza, le macchine siano consegnate in tempi relativamente brevi e con costi di trasporto nettamente inferiori”. La GRT655L, come abbiamo già avuto modo di descrivere nelle precedenti disamine, è una macchina da 60 t compatta, con una larghezza massima di 3 m e una lunghezza braccio di 43 m - la misura più lunga della propria categoria di peso. Queste caratteristiche la rendono una scelta ideale per le società di noleggio e per le aziende specializzate che

svolgono manutenzioni impiantistiche nel settore petrolifero. Il modello equiparabile GRT655 è indicato, nello specifico di alcuni dettagli componentistici, alle imprese di costruzione e agli appaltatori, mentre la GRT655L - offerta con una garanzia standard di due anni - proprio per la maggiore altezza in punta, si candida a un’operatività più complessa sotto il profilo logistico-industriale. Enrico Angiolini, Direttore Commerciale Sud Europa ribadisce la volontà strategica “di Manitowoc nel sostenere l’alta qualità della nuova generazione GRT. Siamo fieri, naturalmente, di poter dedicare ai clienti italiani questo grande valore progettuale e realizzativo. Al Samoter, inoltre, ci auguriamo di poter incontrare potenziali clienti anche da aree impor-

tanti come quelle della Germania e dell’Europa sud-orientale. Con le nostre attuali tendenze positive del mercato, per entrambi i nostri marchi Grove e Potain e per le relative linee di prodotto, vorremmo conseguire un risultato importante e significativo con l’esposizione delle soluzioni più rappresentative dedicate all’industria e alle costruzioni”.

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L’altra gru mobile che sarà esposta a SaMoTer 2020 sarà la RT550E, uno dei modelli più venduti in Italia. Molti clienti hanno acquistato questo modello in sostituzione di vecchie autogrù multistrada a due assi. Così come la GRT655L, la RT550E è apprezzata per la sua compattezza e per il lungo braccio (39 m). Può essere facilmente trasportata da un cantiere all’altro, nel rispetto delle normative stradali italiane e offre una capacità di sollevamento fino a 45 t. Dal 2020, la RT550E è disponibile con motore Euromot 5, dalla potenza maggiorata del 5% per una coppia incrementata del 31%, un peso inferiore e un consumo di carburante ridotto.

Vantaggio proprietario Entrambi i modelli GRT655L e RT550E sono caratterizzati da un costo di gestione estremamente vantaggioso. Il concetto di Eco-Mode riduce il consumo di carburante mentre altre funzioni, come gli stabilizzatori a stelo invertito ed i freni a disco ad azionamento idraulico, assicurano spese ridotte di manutenzione. I due modelli di autogrù rough terrain sono disponibili anche con telematica compatibile con l’Industria 4.0. Questo sistema fornisce dati di funzionamento in tempo reale - tra gli altri, carico, raggio e messaggi vari mettendo in comunicazione la macchina con gli uffici centrali dell’impresa. Questa tecnologia è pienamente conforme alle attuali normative italiane e i clienti possono così beneficiare dell’agevolazione del credito d’imposta.

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Gru e Autogrù MANITEX

The Italian Jib

GIOCO DI PAROLE CON PARAFRASI DA UN BLOCKBUSTER PER IL GRANDE SCHERMO. LO DEDICHIAMO ALLE DIVISIONI PM E OIL & STEEL, PROTAGONISTE CON IL GRUPPO AMERICANO A CONEXPO 2020

L’

appuntamento è a Las Vegas, nell’agone di Conexpo 2020, e per le novità di Manitex rivolte al mercato Usa del sollevamento si tratterà di un palcoscenico per vedette dall’origine inconfondibilmente italo-americana. Il gruppo statunitense – che comprende proprio le divisioni made in Italy di PM e Oil & Steel, oltre al marchio Valla, sempre italiano, dedicato ai modelli pick & carry – presenterà in anteprima la gru su camion 2485T con braccio a sei sezioni da 85 piedi (26 m) e capacità massima fino alle 24 tonnellate. L’anteprima sarà accompagnata dall’esposizione del modello, già conosciuto, TC600. Nella categoria delle 60 ton, questa seconda gru allestita per Conexpo 2020 è caratterizzata da una lunghezza del braccio principale di 141 piedi (43 m) e un’altezza raggiungibile in punta di 194 piedi (59 m) con la dotazione di una prolunga. Il modello TC600 è dotato di un braccio a quattro sezioni e di una prolunga tralicciata, entrambi realizzati

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con acciai ad alta resistenza per consentire sollevamenti a raggio esteso, con uno sbraccio orizzontale notevole. La truck crane TC600 comprende alte prerogative di comfort, con una cabina spaziosa e ad alta visibilità mentre l’idraulica avanzata è quella ormai apprezzata e implementata da tempo sulla fortunata serie TC di Manitex in relazione alle grandi capacità di sollevamento conferite a questa serie di gru heavy duty. Una zavorra rimovibile e un telaio ausiliario dal design trapezoidale completano l’identità del modello in esposizione a Conexpo 2020. Altri prodotti della linea TC esposti saranno la nuova TC500X – sempre con zavorra rimovibile – e il modello 26101C. La TC500X ha un braccio da 128 piedi (39 m) per un’altezza massima in punta (con prolunga opzionale) di 190 piedi (58 m). La nuova zavorra rimovibile costituisce per la gru un notevole vantaggio per la prerogativa di estendere il diagramma di carico, nella previsione di sollevamenti particolarmente impegnativi. Il modello

26101C ha una capacità massima di 26 ton e un braccio proporzionale a quattro sezioni da 101 piedi (30,8 m). L’Italia di Manitex entra in campo a Conexpo con i modelli della linea MAC di gru articolate, con i modelli MAC 38.5 e MAC 65. La gamma è basata sulle gru di fabbricazione PM. In particolare, il modello MAC 38.5 è un allestimento made in Usa del modello PM 38.5 SP, valorizzato da una nuova elettronica e disponibile con un braccio idraulico a otto sezioni. L’operatore può selezionare inoltre più di cinque modalità di estensione per il jib aggiuntivo, con angoli negativi fino ai 20°. Il modello MAC 65 (allestito con gru PM 65 SP) è adatto invece per applicazioni pesanti, con un braccio a nove sezioni in grado di realizzare un’estensibilità orizzontale fino ai 21,9 m e uno sviluppo verticale massimo di 25,5 m. Il raggio operativo della gru, poi, aumenta in modo significativo con l’applicazione dei nuovi jib a sei modalità di estensione.

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Piattaforma America Sul fronte delle novità di Oil & Steel per il mercato Usa, la divisione italiana di Manitex per le PLE rivelerà a Las Vegas il nuovo modello A62, allestito su autocarro Ford RAM 5500. Si tratta di una piattaforma aerea a braccio telescopico dall’altezza operativa fino ai 19 m, in grado di raggiungere uno sbraccio orizzontale di 12 m. Il modello A62 ha una capacità massima in cesta di 250 kg e una rotazione di 90+90°. La piattaforma A62 si differenzia dai prodotti della concorrenza su un mercato particolare come quello americano proprio in virtù delle dimensioni ridotte e di un’estrema rapidità nella messa in opera. I campi di applicazione previsti per l’A62 saranno quelli della manutenzione relativa alle illuminazioni pubbliche in ambito urbano ed extraurbano, lungo le arterie a percorrenza locale, e per l’installazione di insegne stradali e pubblicitarie. La stabilizzazione a X consente alla A62 un insediamento flessibile e in spazi ridotti, con la prerogativa di interventi versatili e molteplici in una sola giornata (a tutto vantaggio del TOC e dell’economia di impiego della piattaforma).

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Gru e Autogrù FASSI

La stabilità prima di tutto DECLINATO IN PIÙ VERSIONI A SECONDA DEI MODELLI, IL SISTEMA FSC (FASSI STABILITY CONTROL) COSTITUISCE UNA PIETRA MILIARE PER LA SICUREZZA OPERATIVA DELLE GRU SU AUTOCARRO

T

ra le innovazioni che hanno caratterizzato nell’ultimo decennio il mondo delle gru su camion, la ricerca dinamica di Fassi risulta preminente sotto molti aspetti. In particolare, vale la pena ribadire - per l’evoluzione che è intervenuta dal 2011 a oggi - l’importanza operativa dei sistemi di controllo FSC (Fassi Stability Control), proposti in una gamma di esecuzioni studiate per ciascuna tipologia di gru, nello sforzo ideale di una rispondenza precipua alla Direttiva Macchine e nell’applicazione della norma tecnica armonizzata

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EN 12999:2011 - che richiede per gru che partono dalla capacità di 1.000 kg, un momento di sollevamento uguale e superiore a 40.000 Nm e l’integrazione del controllo di stabilità del veicolo nella funzione gestionale delle condizioni di sollevamento svolta dal limitatore di momento. I sistemi FSC implementati da Fassi si diversificano in base ai modelli di gru e ai relativi allestimenti specifici. In particolare, le versioni S ed SII, a gestione completamente automatica - installabili esclusivamente su gru dotate di dispositivo elettronico FX500 o FX900, radiocomando

RCH, RCS o V7 RRC, e stabilizzatori allargabili idraulicamente - rivelano una soluzione assolutamente all’avanguardia sotto il duplice profilo impiantistico e funzionale. La tecnologia FSC di Fassi, oltre a soddisfare la nuova direttiva dell’ente normativo europeo (CEN), considera le diverse peculiarità della gamma offrendo un sistema con una varietà di esecuzioni a seconda dei modelli di gru. Questi sistemi elettronici garantiscono migliori condizioni di controllo della gru facilatandone l’utilizzo, si combinano

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Rivelazione dinamica I sistemi di stabilità FSC/H, FSC/S e FSC/SII sono rivelati in tutta la loro efficacia in un recente video pubblicato sul canale YouTube di Fassi. Si tratta di una casistica rivelatrice delle innumerevoli condizioni di controllo della stabilità delle gru in accordo con le prerogative peculiari di versatilità e prestazioni dei diversi modelli. Il sistema FSC/H, ad esempio, riconosce cinque posizioni di estensione degli stabilizzatori e fino a tre per la traversa supplementare abbinata a un massimo di 10 diversi livelli di prestazione della gru, ottimizzandone la capacità di sollevamento in funzione della stabilità in fase operativa. Per le versioni FSC/S ed FSC/SII, a seconda delle posizioni di lavoro dei supporti di allargamento laterali degli stabilizzatori e all’inclinazione che assume il veicolo, variano automaticamente le prestazioni e la velocità della gru attraverso l’intervento del limitatore di momento e grazie all’interazione continua tra il sistema di stabilità e lo stesso limitatore di momento.

perfettamente con le versatilità e le performance di sollevamento delle gru Fassi. Il sistema FSC, intervenendo in modo automatico, limita necessariamente il funzionamento della gru nel caso in cui non vi siano tutte le condizioni idonee a garantire la stabilità del mezzo: interagendo con l’estensione dei supporti di allargamento laterale e nel posizionamento dei martinetti stabilizzatori. Questo avviene mediante due dispositivi: il sensore di prossimità per la verifica dell’appoggio sul terreno dei martinetti stabilizzatori e lo svolgitore a micro/encoder che rileva la fuoriuscita del supporto allargamento laterale. L’operatore si trova quindi nelle condizioni di monitorare istantaneamente ogni passaggio. Le informazioni relative allo stato della gru e l’autorizzazione all’utilizzo al momento dell’avvenuta

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Gru e Autogrù stabilizzazione vengono visualizzate sul display del radiocomando o del pannello utente sulla gru. Per le versioni FSC/S ed FSC/SII, a seconda delle posizioni di lavoro dei supporti allargamento laterale degli stabilizzatori e all’inclinazione che assume il basamento della gru, si verificano un declassamento automatico delle prestazioni della gru, dell’attivazione del limitatore di momento e delle velocità di utilizzo. Rispetto ad altri sistemi, con le versioni FSC/S ed FSC/SII Fassi introduce una gestione più sofisticata del controllo eseguendo un doppio controllo della stabilizzazione tramite la verifica della posizione dei supporti allargamento laterale stabilizzatori e dell’inclinazione del basamento grazie a dei sensori d’inclinazione a doppio asse XY. Nella sua completezza il sistema risulta altamente versatile, privilegiando e garantendo sempre le massime prestazioni della macchina in completo controllo.

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La più importante fiera mondiale per gli utilizzatori di macchine e attrezzature per i lavori aerei a EDIZIONE

9-11 GIUGNO

La 10ª edizione dell’APEX torna dove tutto ha avuto inizio, al MECC di Maastricht.

Maastricht

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Gru e Autogrù ZOOMLION

Europee nell’anima SONO LE AUTOGRÙ ALL TERRAIN AFFIDATE DALLE STRATEGIE DI CHANGSHA AL VETTORE PRODUTTIVO E COMMERCIALE DI SENAGO, NEL MILANESE. UN PROGETTO BASATO SU COMPONENTI AL TOP DEL MERCATO PER SOLUZIONI SOLIDE, COMPROVATE E A PROVA DI NOLEGGIO

L

e gru mobili sono arrivate e hanno un’aria decisamente italiana. Hanno la livrea di Zoomlion del costruttore cinese dello Hunan ma la loro identità progettuale ha come levatrice la realtà di Zoomlion Europe, a Senago, distretto industriale alla periferia nord-ovest di Milano. Qui ha la propria sede storica Cifa, pioniere mondiale nel settore delle macchine per calcestruzzo,

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acquisita da Zoomlion nel 2008 e poi affiancata strategicamente da un autentico hub del gruppo di Changsha per le linee di prodotto dedicate al sollevamento cantieristico e industriale. Gru edili, carrelli elevatori, piattaforme aeree. E, soprattutto - scommessa cruciale in un mercato come l’Europa che vanta costruttori di massima autorevolezza - autogrù all terrain e fuoristrada in aperta sfida sul ter-

reno dei grandi noleggiatori del Vecchio continente. Ne abbiamo avuto un’anteprima al GIS 2019. Alla fine di marzo le vedremo di nuovo negli spazi del Samoter 2020, le mobile cranes in versione all terrain con i modelli ATC 960 - classe 70 ton e allestimento su autocarro tre assi, con braccio telescopico da 48 m - e ATC 1000 - 100 ton, su veicolo a quattro assi e braccio da 55 m. Oggi la partita di Zoomlion Europe si gioca sul filo di lana dell’affidabilità e lo sanno bene i vertici di Changsha che hanno affidato alla fabbrica milanese il progetto e la realizzazione delle due gru mobili, implementando una componentistica tutta europea che può contare sul valore delle sospensioni di fabbricazione Hydac, sulla propulsione affidata al motore Mercedes Benz, su una trasmissione automatica ZF Taxon, assali Kessler e freni Wabco con Abs. “L’affidabilità dei componenti, unita alla possibilità di offrire un’assistenza rapida e senza problemi hanno guidato le nostre scelte di fornitura - conferma Davide Simone, Sales Manager Europe di Zoomlion - Soprattutto l’importanza di sospensioni e idraulica costituiscono una direttrice progettuale ben precisa. Le sospensioni attive dell’assale consentono un adeguamento dell’autogrù alle diverse caratteristiche del suolo - con il secondo asse che ha facoltà di essere sollevato per aumentare la trazione in assetto off-road - oltre a un autolivellamento quando la velocità è inferiore ai 5 km/h”.


Integrazione e controllo La dotazione elettroidraulica di marca Hydac sulle gru ATC Zoomlion, insieme alla parte meccanica, è integrata nel controllo a un’interfaccia intuitiva e rispondente a tutti i requisiti tecnici e normativi di sicurezza - con display HY-Evision 7.0 e 10.4 di TTC. Nello specifico, per controllare tutte le funzioni della macchina - compreso il sistema di antiribaltamento - sono state adottate le centraline TTC Safety Performance Level D 500 e 30 (coerenti con la Direttiva EN 13000). Il sistema di controllo presiede anche alla rilevazione e alla gestione automatica delle tabelle di carico.

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Guardando ancora alla componentistica, l’implementazione di un filtro speciale (RT di Hydac) presiede a un degasaggio calibrato dell’olio, riducendo l’emulsione. Lo scambiatore dell’olio, inoltre, è integrato con un gruppo idraulico proporzionale per gestione fan drive, e costituisce una garanzia per l’efficienza della regolazione termica. Sempre in relazione al sistema idraulico, va menzionata anche la dotazione di filtri in pressione con sensore di intasamento, a supporto della diagnostica della gru. Gruppi integrati per il controllo di portata della pompa servizi e dei pilotaggi si abbinano a un layout snello che riduce le connessioni. “Le autogrù Zoomlion sono pronte per affrontare la sfida del noleggio europeo - è la convinzione di Davide Simone - Il mercato preme perché le nuove macchine possano ritornare, con il beneficio dell’affidabilità fornita da una tecnologia di prim’ordine, sotto il controllo primario dell’utilizzatore, senza eccessive sofisticazioni. Il gruista deve poter contare su macchine solide ed efficienti che riportino funzionalità e semplicità al centro delle esigenze operative”.

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Gru e Autogrù ORMIG

Vincenti a Las Vegas SONO DECENNI CHE LE GRU DI OVADA PIACCIONO AL PUBBLICO DEGLI OPERATORI USA. IL RITORNO A CONEXPO CON LA NUOVA GAMMA PICK & CARRY ELETTRICA È IL PROLOGO A UNA NUOVA SFIDA DI MERCATO

L’

America è sempre stata una terra eletta per Ormig. Le sue gru sono state accarezzate dal successo transoceanico e da un apprezzamento d’eccezione durante tutta la lunga storia dell’azienda. D’altra parte, dopo aver visto una vecchia gru americana abbandonata in un campo, Guido Testore ebbe l’intuizione di crearne lui una tutta italiana, di autogrù. Da allora sono passati 70 anni ma il profilo della gamma di modelli made in Ovada (Al) - che nel frattempo ha fatto scuola con le sue famose gru Pick & Carry - non è mai stato dimenticato dal mercato a stelle e strisce. Ormig torna

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al Conexpo 2020 di Las Vegas, quindi, da ospite ormai consueto, amato e sempre ammirato dalla fiera americana per eccellenza nel settore delle costruzioni. Dal 10 al 14 marzo prossimi (segnatevi lo stand: F 2460, nel Festival Grounds), lo specialista delle gru piemontesi porterà in scena al Las Vegas Convention Center l’ultima serie delle gru Pick & Carry elettriche indoor, caratterizzate da un sistema (brevettato) che consente a queste macchine di ruotare su se stesse, secondo un modulo dinamico che evita gli slittamenti e gli attriti al suolo, riducendo al minimo il raggio di sterzata. L’azione è possibile

grazie a due unità girevoli insediate nelle ruote posteriori e l’accuratezza della sterzata è ottenuta tramite il meccanismo cinematico brevettato di cui abbiamo già fatto menzione. La massima stabilità di questi modelli è conferita da quattro punti di contatto delle ruote a terra, che permettono alla gru stesse di viaggiare a carico agganciato e con la garanzia della massima sicurezza per l’operatore. Inoltre il peso leggero di queste gru nella versione standard permette di poter caricare e trasportare questi mezzi agevolmente durante i trasferimenti da un sito operativo all’altro. La nuova gamma delle gru

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anche al Samoter

Ormig parteciperà, di ritorno dalla kermesse di Las Vegas, anche al Samoter 2020, negli spazi di Veronafiere dal 21 al 25 marzo (stand 22, Area esterna F). Tra i modelli in esposizione, potremo rivedere la recente 30iE (già ammirata all’ultimo GIS 2019), una gru elettrica indoor da 30 tonnellate di portata massima, con dimensioni particolarmente ridotte: larghezza da 2,1 m, altezza a 2,3 m e peso di 18 tonnellate.

elettriche indoor è stata appositamente studiata per operare agevolmente negli interni e all’interno di aree di movimentazione particolarmente anguste. Si tratta di Altezze lavoro modelli caratterizzati, inoltre, da di dimensioni particolarmente compatte in rapporto alla notevole capacità di portata. Non potrà mancare a Las Vegas anche la gamma di gru Pick & Carry in versione diesel, equipaggiate con i nuovi motori conformi alle attuali normative in materia di emissioni ed equipaggiate con dispositivi antinquinamento acustico e ambientale.

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Gru e Autogrù LIEBHERR

Tre assi nella manica SONO QUELLI SU CUI È INSTALLATA L’LTM 1060-3.1, MOLTO AMATA DAGLI ITALIANI TRA LE ALL TERRAIN TEDESCHE. LE RAGIONI CE LE SPIEGA SCALIGERA SERVICE, ACQUIRENTE SODDISFATTO DI UN CAMPIONE DI POTENZA E VERSATILITÀ vero ogni tipologia di intervento è possibile in relazione alla capacità di sbraccio e alla facilità di piazzamento della gru anche negli spazi dalla logistica più complessa”. A Brunelli fa eco Manuel Balasso, responsabile sviluppo di Scaligera Service che elenca le tipologie di intervento in cui la LTM 1060-3.1 si dimostra all’altezza di ogni sollevamento specifico. “L’efficacia di questa gru la si può rilevare, ad esempio, nelle movimentazioni e nei montaggi degli impianti di trattamento aria e dei gruppi di condizionamento e in numerose altre applicazioni. A distanze di sollevamento ravvicinate poi, le prestazioni elevate della LTM 1060-3.1 sono ancora più evidenti, certamente superiori ad altri modelli che già conosciamo in questa classe di peso. La zavorra maggiore con cui è stato scelto l’al-

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gile, forte, adattabile a qualsiasi contesto operativo e con uno spiccato talento per il noleggio. L’autogrù più meritevole di queste definizioni elogiative sembra essere la “piccola” LTM 1060-3.1 di Liebherr e l’attribuzione di questo primato non è nostra ma di un rental expert di lungo corso come Up Rent di Scaligera Service. Da poco più di due mesi la nuova tre assi da 60 ton del costruttore tedesco è entrata a

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far parte della flotta veronese e da allora… non si è più fermata. “Ci viene richiesta quotidianamente - conferma Mauro Brunelli, direttore generale di Scaligera Service - e le ragioni sono evidenti. Si tratta di un’autogrù ideale per il mercato italiano. Innanzitutto è dotata di un braccio da 48 metri, notevole in relazione alle dimensioni del mezzo. Con la scelta di abbinare il falcone da 16 m, l’altezza operativa della macchina si eleva fino ai 64 metri e dav-


che per interventi che prevedono ad esempio il montaggio di gru edili. Credo che la facilità di allestimento e di gestione sia un altro valore aggiunto di una all terrain come l’LTM 1060-3.1. Tra le dotazioni, abbiamo scelto di equipaggiarla con il radiocomando. Un’opzione che conferisce ancora più sicurezza e visibilità all’operatore nel controllare sia il tiro che la posizione della gru. Oggi Scaligera Service contempla quattro modelli Liebherr, nel proprio parco mezzi, tra cui una LTM 1100-4.2, una LTM 1100-5.2 e l’ammiraglia di flotta, la LTM 1220-5.2. “Mio padre Augusto, oggi amministratore unico di Scaligera Service, nel corso di anni di esperienza diretta e di conoscenza delle autogrù, ha conosciuto l’eccellenza Liebherr sia nelle macchine che nel servizio - conferma ancora Mauro Brunelli - Le prestazioni e l’avanzamento tecnologico dei modelli per noi di Scaligera Service sono sempre abbinati alla competenza e alla puntualità del servizio offerto dalla struttura di Liebherr Italia. Da Monfalcone ci arriva sempre la consulenza che cerchiamo per arricchire di contenuti il nostro parco macchine e gli investimenti

lestimento della gru (per un totale disponibile di 12,8 ton) è un punto ulteriore di incremento delle prestazioni e della sicurezza operativa. Un altro asso nella manica è certamente costituito dal sistema Vario Base che presiede al posizionamento autonomo di ogni singolo stabilizzatore”. Proprio sulla dinamica del sistema Vario Base brevettato da Liebherr per la propria gamma di autogrù vale la pena di soffermarsi ulteriormente. Questo modulo che rende indipendenti gli stabilizzatori durante il piazzamento, è integrato con il limitatore di carico del sistema LICCON2 che ricalcola in ogni singola situazione il diagramma di portata possibile della gru. In questo modo si evitano incidenti causati da manovre errate durante la messa in opera e nel corso delle fasi di sollevamento. “Questa autogrù oggi è tra le più piccole del nostro parco noleggio - sottolinea Brunelli - Eppure è già tra le più richieste, an-

Best-seller nazionale Il mercato di Liebherr in Italia è forse uno dei più complessi, proprio in considerazione delle necessità imposte dalle caratteristiche territoriali e urbane nelle quali le autogrù multistrada sono chiamate a operare. Città dalla struttura storica antica e complessa, spazi angusti da affrontare in una geomorfologia che presenta una cifra irregolare e fitta di limitazioni all’accesso e all’insediamento delle macchine. Davide Calore, responsabile commerciale di Liebherr Italia per il Triveneto e l’Area Adriatica, conosce tutte queste difficoltà e conferma le ragioni già portate dai responsabili di Scaligera Service a sostegno dei punti di forza per cui il modello LTM 1060-3.1 (con cui Scaligera Service e Liebherr saranno presenti al Samoter 2020, nell’Area Esterna, stand F-29) ha già assunto il ruolo di best-seller della gamma Liebherr nel nostro Paese. “Dimensioni compatte su tre assi - ci elenca Davide Calore, tra le prerogative maggiori della 60 ton Liebherr -, capacità di estensione del braccio a una quota di assoluto riguardo, anche fino ai 64 metri con l’aggiunta del falcone da 16 metri, e grande capacità di controllo dinamico in ogni contesto operativo, grazie anche alla dotazione del sistema Vario Base”. Sulla versatilità operativa di un modello così agile, Calore concentra la sua riflessione riguardo al successo di questa gru nel nostro mercato nazionale. “L’LTM 1060-3.1 si adatta bene al noleggio a breve termine, anche giornaliero, per compiti molto diversi tra loro - riflette il responsabile Liebherr - Il noleggiatore italiano è meno versato alla permanenza a lungo termine della propria gru all’interno di cantieri per grandi opere cantieristiche. La redditività maggiore è data dalla capacità di intervenire su base quotidiana, in modo rapido e reattivo, per interventi che richiedono perizia, capacità di movimentazione e controllo del tiro e una messa in opera senza difficoltà”.

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Gru e Autogrù Drive e PowerMode e una partenza assistita in salita. Tutti gli assi della gru sono sterzanti - gli assi 2 e 3 sono traenti, con bloccaggio differenziale - e contemplano una sospensione idropneumatica, bloccabile idraulicamente. Il servosterzo è a doppio circuito (con servosterzo idraulico) ed è implementato il sistema di sterzatura attiva degli assi posteriori in base alla velocità, per un adattamento puntuale alle più diverse situazioni in fase di marcia. La cabina è spaziosa e confortevole, resistente alla corrosione e montata su ammortizzatori in gomma, con la dotazione di vetrature di sicurezza. L’impianto elettrico è basato sulla tecnica di trasmissione “data bus”, a corrente continua di 24 Volt (con due batterie, ciascuna di 170 Ah). La torretta presenta una struttura saldata antitorsione in acciaio a grana fine ad elevato grado di snervamento. L’elemento di giunzione tra l’autotelaio e la torretta è costituito da una ralla con singola corona di rulli, che permette una rotazione continua. L’impianto idraulico presenta una pompa con cilindrata variabile a pistoni assiali e una doppia pompa a ingranaggi, azionate dal motore diesel. I circuiti idraulici sono di tipo aperto, con regolazione della potenza load sensing. La gru può realizzare quattro movimenti simultanei indipendenti e il comando elettrico

che abbiamo realizzati finora - e che continueremo a realizzare - confermano un rapporto di collaborazione sempre più prezioso e fedele nel corso degli anni”. La tre assi LTM 1060-3.1 oggi rappresenta, quindi, il fiore dinamico all’occhiello di Scaligera Service. Vediamone allora altre caratteristiche peculiari, oltre a quelle già menzionate della capacità di sbraccio, della compattezza e del controllo di stabilizzazione con Vario Base. Il motore dell’autotelaio è un diesel a sei cilindri Liebherr, raffreddato ad acqua, della potenza di 270 kW, con coppia massima a 1.965 Nm e a gestione elettronica. Il cambio ZF Traxon presenta una funzionalità più silenziosa, cambi veloci, due modalità di guida Eco-

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della trasmissione viene attuato mediante una leva di comando manuale autocentrante a quattro posizioni (il comando è installato in posizione comoda, sui braccioli del sedile, secondo la linea di progettazione Liebherr systembus-LSB). A governare l’argano presiede un motore a pistoni assiali, con tamburo dotato di riduttore epicicloidale integrato e freno di arresto multidisco meccanico. Il sollevamento del braccio avviene tramite un cilindro idraulico con valvola di blocco pilotata nel circuito di comando. Alla rotazione invece è dedicato un motore a portata costante, con pistone assiale, ingranaggio epicicloidale e freno d‘arresto caricato a molla. La rotazione commutabile è di serie, libera o controllata. La cabina di manovra della LTM 1060-3.1 è reclinabile di 20°, mentre tra i dispositivi di sicurezza va ricordato il già citato limitatore di carico elettronico LICCON2, gli interruttori di fine corsa del sollevamen-

to, valvole di sicurezza e Test System. Il braccio telescopico dell’autogrù è composto da un elemento di base e da cinque elementi telescopici - tutti estraibili idraulicamente, in modo indipendentemente l’u-

no dall’altro. Il sistema di sfilo telescopico è basato sul sistema a ritmo rapido Telematik è il comando delle componenti elettriche ed elettroniche rileva sempre la moderna tecnica di trasmissione “data bus”.

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L’

eclettismo è una caratteristica costitutiva delle gru automontanti e le performance di alto profilo unite alla flessibilità di allestimento hanno concesso da tempo un privilegio straordinario agli utilizzatori di queste gru edili in cantiere. Tra i costruttori che possono vantare una ricerca personalizzata nell’ambito delle gru automontanti, Potain certamente ha lanciato uno standard assoluto di cui potremmo ripassare le prerogative al prossimo Samoter di Verona. Negli spazi dello stand F/50-53 rivedremo uno di grandi best seller del marchio della galassia Manitowoc, quella Hup 32-27 che ha ormai fatto tendenza tra gli operatori dell’edilizia nostrana. L’altezza sotto gancio variabile da 21,3 m (con braccio in orizzontale ed elemento torre in posizione bassa) a 40,4 m (con braccio sollevato a 30° ed elemento torre in posizione alta) e un concetto di gru che offre molte opzioni, con una polivalenza in cantiere che prevede 20 configurazioni grazie all’elemento torre telescopico (due altezze) e alle diverse posizioni del braccio (orizzontale, sollevato a 10°, 20° e 30°, accorciato e ripiegato), costituiscono altrettanti elementi di plauso tecnico. Ma le caratteristiche d’eccezione di questo modello automontante non finiscono qui. La tecnologia di sollevamento High Performance Lifting e il meccanismo di rotazione High Performance Slewing, unite alle funzioni Power Control e Drive Control, elevano le prestazioni di questa gru estremamente compatta (4 m di altezza-trasporto e lunghezza di 12 m, per un trasferimento in container, senza la necessità di dover smontare il braccio). Du-

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rante il montaggio, fino a 10 m di altezza, la Hup 32-27 non supera le dimensioni di trasporto, mentre la logistica in situ può contare su un modulo di appoggio facile e rapido - con sistema regolabile a sei posizioni - per calibrare rapidamente l’altezza di insediamento della gru e compensare velocemente le inclinazioni importanti (in presenza di pendenze del suolo, la corsa di regolazione recupera un dislivello dell’8%). L’altezza sotto gancio, con il braccio sollevato al massimo, supera, come dicevamo, i 40 m, e il braccio stesso si apre in altezza per conservare lo spazio sotto la gru quando la si utilizza in prossimità degli edifici.

Il montaggio e la gestione della Hup 3227 sono completamente radiocomandati e assicurano un funzionamento pratico e in totale sicurezza. Il gruista può selezio-

MDT 219, un classico sempre attuale A Samoter 2020, i visitatori dello stand Manitowoc potranno ammirare un altro classico di Potain: la gru “city” Topless MDT 219, entrata nella generazione CCS (Manitowoc Crane Control System) come autentica avanguardia di controllo dinamico nel settore delle gru edili e nell’industria del sollevamento in generle. Con la tecnologia CCS, i clienti possono beneficiare dei più avanzati livelli di gestione della gru disponibili per l’operatore, allo scopo di conseguire la migliore performance di sollevamento. Con un braccio di 65 m e un’altezza sottogancio di 70 m, la MDT 219 rappresenta uno dei modelli più potenti della propria categoria, adattabile a ogni tipo di cantiere o progetto. Diffusa e molto apprezzata sia tra le società di noleggio che tra i clienti utilizzatori finali, rappresenta un altro campione in prima linea della gamma a rotazione alta.

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nare tre profili di guida nel movimento di rotazione (alta precisione, standard e dinamica) e può consultare uno schermo a colori con Jog Dial di navigazione. Il software esclusivo Smart Set-up di Potain offre poi un’interfaccia intuitiva all’operatore, semplificando l’apertura e il ripiegamento della gru grazie alle istruzioni step by step visualizzate sullo schermo di controllo. Grazie alle sue prestazioni e capacità rivoluzionarie, a quattro anni di distanza dal primo lancio sul mercato, la Hup 32-27 gode di un’ottima reputazione tra i gruisti italiani, proprio per soluzioni dinamiche implementate con successo come i meccanismi di sollevamento HPL e il tiro in quarta permanente.

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Ple HAULOTTE

Orizzonte BIM in quota A DISPOSIZIONE DEGLI OPERATORI, GLI ELEMENTI DI PIANIFICAZIONE PER PIATTAFORME AEREE ELEVABILI E SOLLEVATORI TELESCOPICI COMPLETI DI OGNI INFORMAZIONE DINAMICA

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costruttori di macchine per il lavoro in quota più avanzati ormai investono in modo costante su tecnologie all’avanguardia che possano costituire un ausilio per le esigenze del cliente specializzato. Tra queste nuove istanze di ricerca

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troviamo soluzioni digitali, che assumono un ruolo sempre più importante nei progetti di nuove costruzioni. Per questo motivo un produttore attento e avanzato come Haulotte ha sviluppato una libreria BIM accessibile sia dal sito web Haulotte

che dalla piattaforma cloud BIMobject il principale “repository” internazionale di oggetti BIM. Il BIM – acronimo di Building Information Modeling – rappresenta un’evoluzione “intelligente” del classico modello 3D, che ne integra anche fasi successive e attività gestionali. Il modello BIM contiene infatti non solamente le semplici informazioni geometriche di elementi costruttivi e componenti, ma anche tutti i documenti e le informazioni necessarie alla gestione tecnico-economica dell’intervento, alla sua realizzazione e alla successiva manutenzione. Il BIM quindi rivoluziona il modo in cui gli edifici e le infrastrutture sono progettati, costruiti e gestiti nel settore delle costruzioni. Questo processo intelligente offre agli architetti, agli ingegneri e alle società di costruzioni le conoscenze e gli strumenti per pianificare, progettare e gestire in modo più efficiente un progetto di costruzione. Grazie agli oggetti basati su modelli 3D, possono vi-

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sualizzare accuratamente il loro progetto in un ambiente virtuale. Considerare l’infrastruttura virtuale o l’edificio prima della sua costruzione fisica contribuisce a ridurre i rischi del progetto e anticipare le sfide. Per le società di noleggio o costruzione, nonché per i clienti finali, l’utilizzo dei file BIM aiuta a identificare le migliori attrezzature necessarie per il lavoro e migliora la gestione logistica. Haulotte mette quindi a disposizione degli operatori gli oggetti BIM di piattaforme di lavoro aeree elevabili e sollevatori telescopici completi delle informazioni dinamiche pertinenti, incorporate negli oggetti BIM di Haulotte. Le specifiche degli oggetti BIM di Haulotte vengono aggiornate su base regolare, in modo che il progetto funzioni sempre con informazioni sicure sulla fonte. Tutte le parti interessate del progetto possono accedere ai dettagli tecnici come altezza di lavoro, sbraccio orizzontale o capacità di sollevamento, per facilitare il processo di

progettazione. Gli oggetti BIM di Haulotte agiscono semplicemente come le apparecchiature reali in cantiere, garantendo così che le apparecchiature soddisfino i più alti standard di sicurezza, produttività e prestazioni. Le dimensioni ridotte dei dati rispondono a un utilizzo semplice e fluido, mentre il design rispetta i modelli di macchine Haulotte. I file di modellazione hanno parametri chiari e concisi, con intervalli di

movimento minimi e massimi specificati con precisione. L’area di lavoro complessiva è stato definito in modo chiaro e continuo in modo che ogni macchina possa essere gestita in tutte le configurazioni possibili per raggiungere l’area di lavoro. I dati tecnici e quelli parametrici consentono agli architetti, agli ingegneri e alle imprese di costruzioni di determinare la piattaforma più adatto alle esigenze del cantiere.

Gestione virtuale per otto modelli La libreria BIM di Haulotte fornisce file di dati e oggetti 3D per creare e gestire virtualmente progetti di edifici e infrastrutture, dall’ideazione alla realizzazione. Al momento include otto modelli che coprono ogni gamma di macchine Haulotte: piattaforme a braccio articolato HA16 RTJ PRO e HA20 LE PRO, PLE a braccio telescopico HT23 RTJ PRO, modelli a pantografo compatti 10 DX, 12 DX e Optimum 8, piattaforme ad albero verticale Star 10 e il modello di sollevatore telescopico HTL 4017. Gli oggetti BIM Haulotte possono essere scaricati gratuitamente sia in formato IFC che Revit (.rvt). Sono disponibili tre livelli di dettaglio, per quanto riguarda l’uso previsto e la fase di sviluppo del progetto. Rémi Heidelberger, Product Marketing Manager di Haulotte, ha annunciato” l’ampliamento progressivo della nostra libreria BIM rendendo disponibile per il download l’intera linea di prodotti Haulotte entro la fine del 2020”.

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Ple

PALAZZANI

Sotto ogni latitudine DAL CONCESSIONARIO VERTEX IN RUSSIA AL NUOVO DEALER SPIMERICA NEGLI USA, L’ESORDIO DEI RAGNI DI FRANCIACORTA RIVELA UN MERCATO SENZA CONFINI GIÀ A INIZIO 2020

A

nno nuovo, vita… elettrica. Quella di Palazzani per questo 2020 lo sarà senz’altro, se guardiamo allo zampillare di novità che riguardano nuovi modelli di piattaforme ragno e mercati in evoluzione. La prima notizia che dedichiamo al costruttore di Paderno Franciacorta (Bs) è quella che ci arriva da Mosca, dove - negli ultimi giorni dell’anno appena trascorso - il dealer Vertex (concessionario Palazzani per la Russia) ha consegnato a un’azienda specializzata un nuovo ragno TZ 330+/C in versione ECO Litio. La piattaforma è stata acquistata dalla società di ingegneria Fun

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Generation per la costruzione e il successivo mantenimento della sala concerti del centro ricreativo e culturale pubblico polifunzionale Moscow-city. L’intero complesso architettonico – unico nel suo genere – si prepara a essere menzionato in ben 18 categorie del Guinness dei primati; uno degli elementi caratterizzanti della struttura è da considerarsi come “il più grande orologio architettonico del mondo”. Nello specifico, la sala concerti avrà ha un’architettura interna molto complessa e l’opzione migliore per soddisfarne le esigenze di movimentazione e sollevamento per gli allestimenti è risultata pro-

prio quella del ragno cingolato Palazzani TZ 330+/C ECO Litio. L’altezza di lavoro che culmina a 32 metri e una capacità di carico in cesta di 250 kg è corroborata da diversi e importanti optional: una motorizzazione completamente elettrica, l’alimentazione a 220 V e la dotazione di batterie al litio esenti da manutenzione, senza emissione di gas esplosivo durante la ricarica e una funzionalità garantita alle basse temperature, cingoli antitraccia in gomma superelastica, verricello elettrico con una capacità di carico di 250 kg per l’utilizzo della macchina anche in versione gru, sistema anticollisione con sensori

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a ultrasuoni sul perimetro della cesta, display touchscreen con diagnostica integrata che consente all’operatore di avere informazioni complete sulla macchina mentre lavora in quota, tubo aria/acqua interno al braccio per una linea di alimentazione ad aria compressa o ad acqua in vista dell’utilizzo in quota di attrezzature per la pulizia. Dalla Russia agli Stati Uniti, Palazzani cambia latitudine ma non certo la spinta di impegno a tutto campo sui mercati internazionali. Con l’anno nuovo infatti è iniziata una nuova collaborazione tra Palazzani Industrie e la società Spimerica per la distribuzione delle piattaforme ragno del marchio bresciano sul territorio statunitense. Spimerica è un’azienda gestita da un grande nome del mondo PLE negli Usa come Ben Taft. Il punto forte di questa realtà molto versatile è proprio la vasta esperienza e la conoscenza maturata negli anni nel settore del noleggio, delle costruzioni e delle manifatture in generale. “Spimerica ha scelto di rappresentare il marchio Palazzani negli USA per la grande storia e autorevolezza di questo marchio - ha confermato lo stesso Ben Taft - Con oltre 80 anni di esperienza nella produzione di macchine per il lavoro aereo, Palazzani ha raggiunto un’altissima qualità nella propria gamma di piattaforme; una qualità riconosciuta e diffusa in

tutto il mondo. Inoltre i ragni Palazzani rispondono ai più alti standard tecnologici sotto il profilo della sicurezza, con sistemi avanzati che non hanno eguali sul marcato; infine la gamma Palazzani è la più diversificata e ampia del settore. Direi che la nostra scelta è stata facile da compiere! Aggiungo che i valori fondamentali della Spimerica sono allineati ai valori fondamentali condivisi da Palazzani: sicurezza, integrità e solidità societaria e cura del cliente. Con le soluzioni che proponiamo sul mercato ci differenziamo in modo preminente da ogni proposta della concorrenza. All’ARA Show di Orlando, in Florida, facciamo il nostro esordio in grande stile proprio in questo mese di febbraio”. La fornitura a Spimerica dei primo quattro ragni Palazzani (un modello TZX 190/C, un TZX 170/C, una piattaforma TSJ 25/C con motorizzazione Bi-energy e un XTJ 32/C con motorizzazione ECO Gel - motore elettrico più batterie al gel), ha inaugurato questa nuova collaborazione in modo davvero propulsivo, seguendo una domanda di piattaforme aeree in deciso aumento anche negli Stati Uniti, con un accento proprio sui modelli semoventi cingolati, in grado di coprire una vasta gamma di applicazioni e lavorazioni complesse in spazi ridotti, negli esterni o all’interno e con facilità di trasporto e di trasferimento autonomo prima dell’operatività in quota.

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Un verricello, molte prestazioni

Il verricello elettrico da 150 kg nel cesto, applicato per la prima volta dalla Palazzani su una piattaforma Ragno XTJ 43+/C, ha riscosso davvero un grande interesse tra le imprese che offrono servizi di lavoro in quota. La funzione che rende molto interessante questo optional è la possibilità che offre all’operatore di restare comodamente in cesta, calando il cavo dall’alto. Con l’aiuto di un secondo operatore a terra, ha la possibilità di attaccare il carico e portarlo in quota senza problemi. Il verricello elettrico viene installato tramite un apposito supporto mobile, direttamente sulla cesta ed è implementato con un motore elettrico, una fune certificata da 5 mm di diametro, un gancio anch’esso certificato con capacità di 200 kg e un comando a filo per alzare e abbassare la fune. All’utilizzatore è sufficiente collegare il motore elettrico della piattaforma alla corrente domestica - oppure, accendere il generatore in eventuale dotazione alla macchina - ruotare il supporto in posizione di lavoro, togliendo prima il perno di blocco, agganciare il peso e muovere la fune con l’apposito comando direttamente dal cesto. Il verricello elettrico nel cesto può essere installato su tutte le macchine che ne prevedono la dotazione, in abbinamento alla 3° area di lavoro (quindi i modelli Palazzani XTJ 32, XTJ 37+, XTJ 43+, XTJ 48.1+ e XTJ 52+).

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Ple GENIE

“S” come Sostanza

ARRIVA IN EUROPA IL PRIMO MODELLO DI UNA SERIE DESTINATA A CONQUISTARE I FAVORI DEL NOLEGGIO IN CANTIERE. L’S-60 J È FORTE, EVOLUTA NELLA GESTIONE E AD ALTA REDDITIVITÀ

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na nuova generazione sta facendo la sua comparsa nel firmamento delle piattaforme semoventi. Si tratta della nuova serie S della gamma telescopica Genie che a partire da giugno sarà disponibile in tutto il mercato EMEAR (Europa, Medio Oriente, Africa e Russia. La linea di prodotto è dedicata all’edilizia generale e agli ambiti applicativi della manutenzione, dell’ispezione preventiva e della verniciatura di edifici e strutture, con il suo primo ambasciatore nel modello S-60 J. Per questa macchina, l’identikit

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rileva l’importante capacità in piattaforma senza restrizioni di 300 kg e la dotazione di un jib lungo 1,8 m. Altre prerogative - oltre al peso light da 7.550 kg e al telaio compatto - presentano un’altezza di lavoro di 20,5 m, uno sbraccio orizzontale di 12,3 m e 56,4 cm di altezza libera da terra a beneficio di una marcia senza ostacoli. “Per le società di noleggio, l’arrivo della serie S e della S-60 J è un’opportunità di incremento della redditività della flotta e un punto certo di versatilità - è l’opinione di Sean Larin, responsabile di

prodotto Genie, per la divisione Terex AWP - All’interno di una flotta a noleggio, il modello S-60 J è complementare a una piattaforma già apprezzata come l’S-65 XC (Xtra Capacity) per applicazioni heavy duty, sempre dedicata ai settori dell’edilizia commerciale e industriale, alle infrastrutture, all’impiantistica elettrica e idraulica e a numerose applicazioni speciali”. Equipaggiata per offrire alte prestazioni, la piattaforma S-60 J è fornita di serie con assali oscillanti attivi (brevetto Genie), motore diesel Kubota D1105 da 17,8 kW conforme allo Stage V - oppure,

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in alternativa, a vantaggio dei noleggiatori, una propulsione Kubota D1803 turbodiesel da 36,5 kW sempre conforme allo Stage V - e l’opzione di pneumatici antitraccia, fuoristrada e riempiti a schiuma. Il nuovo braccio telescopico Genie S-60 J è stato progettato e costruito per fornire prestazioni efficienti, superiori e adeguate alle esigenze cantieristiche. Dotato della tecnologia di rilevamento digitale del carico, questa tipologia di struttura è conforme alle linee guida sul sovraccarico previste tra l’altro dalla norma europea EN280 e da altre normative omologhe a livello internazionale. La funzionalità della piattaforma - che prevede un’unica area di lavoro, con la semplice calibrazione dei movimenti e la dotazione di componenti e sensori semplici ed affidabili - prevede di serie il sistema di allarme a contatto Genie Lift Guard. Progettata con un sistema di controllo all’avanguardia basato su porte abilitate CAN, la S-60 J contempla una disposizione dei comandi di controllo semplice ed ergonomica ed è valorizzata nella gestione dal rilievo a distanza di una molteplicità di informazioni dettagliate sulla

funzionalità della PLE, grazie al sistema telematico Genie Lift Connect. In questo modo, è possibile ottimizzare l’impiego della piattaforma, semplificare la logistica, pianificare meglio la manutenzione e diagnosticare ogni problematica da remoto, riducendo i costi operativi. Dotata di uno schermo digitale LCD sul quadro comandi a terra, la piattaforma a braccio Genie S-60 J fornisce dati in tempo reale e la rilevazione dei guasti direttamente sulla macchina. Inoltre, questo modello è compatibile con lo strumento di diagnostica portatile Genie Tech Pro Link per una maggiore flessibilità durante gli aggiornamenti della macchina, la calibrazione e la risoluzione dei guasti - anche operando in cesta - senza bisogno di un computer portatile o di strumentazioni supplementari.

Valori optional e di serie Tutte le opzioni e gli accessori più comuni per le piattaforme a braccio Genie sono disponibili per l’uso sul nuovo modello Genie S-60 J, tra cui ilgeneratore Genie Lift Power da 3 kW e 12 kW, la già menzionato barra anticaduta Lift Guard, il supporto per pannelli e per tubi, il kit protezione velivoli e il kit ambiente ostile, il sistema automatico di spegnimento dell’aria e gli accessori e reti di protezione Genie Lift Guard. Guardando ancora alla struttura del braccio, va menzionata la dotazione di un sistema idraulico a basso volume da 95 l che consente di risparmiare fluido oleodinamico e di ridurre i tempi di fermo macchina durante le normali manutenzioni dell’impianto idraulico stesso. Per ottimizzare TCO dei noleggiatori, l’S-60 J condivide con gli altri prodotti Genie design, ricambi e accessori.

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Sollevatori Telescopici MERLO

Ambientalista al lavoro SI CHIAMA E-WORKER L’INFATICABILE NOVITÀ DA PREMIO (QUELLO DELL’INNOVAZIONE, DALLA GIURIA DI SAMOTER 2020) DEL COSTRUTTORE DI CERVASCA. UNA POTENZA ELETTRICA A BATTERIE DECLINATA IN DUE MODELLI DI ECONOMIA E SOSTENIBILITÀ

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n leader ritorna sempre al centro della scena, spazzando via ogni residuo di crisi e difficoltà contingenti. A dire il vero, il gruppo Merlo ha affrontato ogni maroso di mercato che si è succeduto dal 2009 a oggi, con piglio ostinato e con animo coraggioso. Sarà per questo che negli ultimi cinque anni il fatturato del telehandlers pioneer italiano è cresciuto del 50%, con un 2019 appena concluso con un eccellente più 7%. Se il gruppo Merlo ha un respiro globale ormai da molti decenni, va sottolineato l’odierno valore del mercato italiano, con il traguardo raggiunto dei mille sollevatori telescopici venduti e un’incontrastata leadership nazionale che attesta il costruttore piemontese al primo posto con il 40% di quota vendite. Il 2020 si è aperto per Merlo con l’importante riconoscimento del Samoter Innovation Award, conferito all’ultima gamma di prodotto lanciata sul palcoscenico dell’avanguardia. Si tratta dell’E-Worker, una linea di sollevatori telescopici dalle dimensioni compatte e dall’alimentazione esclusivamente elettrica. L’intento progettuale dell’E-Worker è quello di az-

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E-Worker, la carta d’identità Modelli Portata max. Altezza max. Potenza motore.

zerare i livelli di rumorosità e di emissioni inquinanti, incrementare la manovrabilità negli spazi ristretti e ridurre drasticamente i costi di esercizio nei confronti di modelli analoghi allestiti con motori termici a gasolio. Grazie a queste caratteristiche uniche, la nuova gamma trova applicazioni ideali in ambienti chiusi come stalle, magazzini, rimesse di materiali, nelle industrie e nelle applicazioni sotterranee, garantendo

25.5-60; 25.5-90 2.500 kg 4,8 m 44 kW (60 CV); 66 kW (90 CV)

inoltre l’operatività e la trazione anche in situazioni off road per le esigenze delle municipalità, dell’agricoltura, delle costruzioni e del waste management. Un software evoluto consente di monitorare lo status delle batterie; le informazioni su carica residua, velocità di trasferimento e tutti i parametri di lavoro vengono proiettati in tempo reale sul computer di bordo presente in cabina.

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La gamma si compone di due modelli per un totale di tre versioni: E-Worker 25.5-60 (due ruote motrici), E-Worker 25.5-90 (due e quattro ruote motrici). I punti di forza dell’E-Worker si possono riassumere in sei punti essenziali. Una sicurezza totale (unita alla notevole compattezza strutturale). Una potenza d’eccezione, con doti di trazione superiori anche nelle situazioni off-road per superare pendenze di oltre il 40%. Comfort top class, con cabina da 785 mm di larghezza massima e una visibilità importante. Grande manovrabilità, con l’eccellente angolo di sterzo dell’assale posteriore e le ridotte dimensioni della macchina (con il carico contenuto sempre all’interno dell’ingombro). Versatilità per una macchina completamente compatibile – grazie all’interfaccia Merlo-ZM1 – con l’ampia scelta di attrezzature Merlo (disponibile anche l’omologazione per il traino fino a 6.000 kg).  Infine, l’efficienza green di un modulo completamente elettrico, con un pacco batterie che è in grado di alimentare la pompa idraulica per i movimenti del braccio e i motori elettrici per trazione e movimentazione del sollevatore stesso.

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Sollevatori Telescopici MAGNI

Circolare e virtuoso NELL’RTH 6.51 È CONTENUTA TUTTA L’AMBIZIONE TECNOLOGICA DEL COSTRUTTORE EMILIANO VERSO IL SEGMENTO ALTO DEI ROTATIVI. I COMPONENTI? AL TOP DELLE PRESTAZIONI

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a conquistato a pieni voti il Premio Innovazione di SaMoTer 2020 nella categoria dei Sollevatori telescopici High Capacity. Eppure il modello RTH 6.51 di Magni è più di un’eccellenza meritevole del massimo riconoscimento. Questo nuovo sollevatore rotativo è un simbolo della grande creatività industriale che ormai ha insediato definitivamente il costruttore di Castelfranco Emilia (Mo) tra i protagonisti assoluti delle costruzioni mondiali.

Parleremo spesso e in modo dettagliato delle più recenti rivelazioni di prodotto che Magni ha riservato, oltre che a SaMoTer, alle altre fiere di settore in ambito internazionale. Il pubblico globale di operatori e imprese è sempre più entusiasta della spinta propulsiva che deriva dalla capacità di intercettare progetti e partnership innovative e di successo; oggi partiamo dal rivelare le ragioni di questa vitalità industriale nel prodotto-simbolo di questo inizio 2020, presentando il profilo potente del nuovo RTH 6.51.

Si tratta di un sollevatore caratterizzato da un braccio a sette sezioni e a sei sfili. I progettisti Magni hanno adottato soluzioni speciali per estendere al massimo la sezione dei tubi idraulici per ridurre le perdite di carico dovute all’estrema lunghezza dei componenti. Le sezioni del braccio sono state realizzate con materiali altoresistenziali che comprendono le classi Domex 1100 e Hardox 400. Il costruttore ha adottato anche soluzioni tecniche per aumentare la rigidità dei cilindri idraulici. Passando alla torretta, va rilevato un miglioramento delle prestazioni di rotazione idraulica, affidata a due riduttori a gioco limitato e a più stadi; una scelta che comporta un rapporto di riduzione più elevato e permette quindi l’uso di motori a pistoni assiali con velocità di rotazione più alta. Questa soluzione meccanica e idraulica veicola una rotazione della macchina estremamente modulabile e un controllo ottimale da parte dell’operatore in

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Rinnovamento 2020 per motori, rotazione e touch screen Tutta la gamma di telescopici rotativi e fissi, a partire da aprile, verrà equipaggiata con motorizzazioni rispondenti alle normative Stage V in termini di emissione. Saranno i motori Volvo e Deutz i cuori pulsanti della gamma fissa e rotativa Magni e in occasione del rinnovamento propulsivo, il costruttore emiliano ha introdotto anche diverse implementazioni innovative sui telescopici di ultima generazione come il freno di parcheggio automatico dalla gestione migliorata, a beneficio di una guida più confortevole e sicura; non occorrerà più usare il pulsante dedicato sulla colonna di sterzo: il freno si inserirà ogni volta che la velocità del veicolo sarà prossima allo 0 e si disinserirà selezionando la direzione d’avanzamento mediante FNR e usando il drive pedal. Anche la gamma sarà proposta in modo differente rispetto al passato, indicando le diverse classi di capacità con la definizione di gamma 4/5 ton, 6/7 ton e 8/13 ton (il cui vertice è occupato proprio dal nuovo RTH 6.51). Tutta la gamma Magni, a partire dai 4/5 ton monta uno schermo touch-screen da 7” che passa alla versione XL da 10” sui telescopici da 6/7/ e 8/13 ton. Una nuovissima versione XXL sarà disponibile a partire da ottobre e arriverà ai 12” in sostituzione del modulo da 10”. Per sottolineare maggiormente il livello qualitativo della gamma alta è stato deciso di montare componenti made by Liebherr per l’apparto di rotazione garanzia di una dinamica di rotazione fluida ed estremamente sicura anche nelle condizioni più gravose.

tutte le posizioni, anche nelle condizioni di lavoro più gravose ed estreme, mantenendo sempre gli standard di sicurezza più severi. Gli assali adottati per l’RTH 6.51 consentono un carico duplicato rispetto agli stessi componenti utilizzati sull’RTH 6.46. Anche i pneumatici – realizzati appositamente su progetto da un fornitore primario – sono realizzati con una mescola moderna

e tecnologicamente avanzata nella prospettiva di una durata estesa e di prestazioni al massimo grado. Ultimo dettaglio, sull’RTH 6.51 Magni ha conferito una dinamica proporzionale alla sezione del distributore adibita alla gestione degli stabilizzatori, in modo da garantire un livellamento millimetrico anche nelle condizioni più gravose.

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Sollevatori Telescopici BOBCAT

Waste manager al vertice

LA TL43.80HF È LA PALA TELESCOPICA PIÙ GRANDE DEDICATA DALLA LINCE ALLA MOVIMENTAZIONE DI RSU. AL SAMOTER, UN’ECCELLENZA SPECIALE DEDICATA AI SITI DI STOCCAGGIO

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erona è una delle eccellenze nazionali in materia di raccolta e riciclaggio dei rifiuti solidi urbani. Il sistema consortile della Provincia consente ai comuni un conferimento irreprensibile degli RSU all’interno di impianti attrezzati e all’avanguardia, per la destinazione successiva a un trattamento differenziato delle diverse tipologie. Per questo la città scaligera e la sua fiera delle costruzioni costituiscono la ribalta più adatta per celebrare la più recente declinazione della gamma Bobcat nella forma delle nuove pale telescopiche Waste Expert. Al Samoter la rivelazione è riservata all’ultimo modello TL43.80HF, offerto dal marchio della galassia Doosan Infracore - con le “sorelle di serie” TL35.70, TL34.65HF e TL38.70HF - proprio in configurazione Waste Expert per le applica-

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zioni di material handling e carico all’interno dei siti di stoccaggio degli RSU, nelle piattaforme ecologiche e nei centri di separazione e trattamento dei rifiuti. Per capire il valore di questo modello - e di questa serie - dalle alte prestazioni che unisce la personalità di un sollevatore telescopico a quella di una pala caricatrice di resa superiore, analizziamone insieme le prerogative più interessanti. Partiamo dalla propulsione implementata sulla pala telescopica TL43.80HF. Sfruttando i suoi 50 anni di esperienza nello sviluppo di motori, Bobcat ha progettato il diesel D34 puntando a creare un motore dalle grandi prestazioni ma dai consumi estremamente ridotti. I motori di questa famiglia soddisfano i requisiti Stage IV/Tier 4 Final in virtù di una soluzione integrata per la riduzione delle emissioni che rinuncia al filtro antiparticolato

diesel (DPF) includendo ricircolo dei gas di scarico (EGR), catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e riduzione catalitica selettiva (SCR). Disponibile in versione da 75, 100 e 130 HP, il modulo D34 conferisce una coppia elevata raggiunta grazie a un avanzato sistema di iniezione elettronica Common Rail ad alta pressione (HPCR) e al turbocompressore che regola l’aspirazione dell’aria. Il design compatto consente infine un’integrazione ottimizzata del motore sulla macchina stessa, con una eccellente accessibilità e visibilità sul lato destro dalla cabina. Considerando la funzionalità propulsiva, con il sistema Speed Management System (SMS), inoltre, il motore va a pieno regime anche durante la traslazione lenta. Con questo sistema di gestione della velocità, in sostanza, è possibile regolare la velocità di traslazione della macchina indipendentemente dal regime di rotazione del motore, regolando la velocità del motore secondo le impostazioni più adatte per l’attrezzatura montata sulla pala telescopica e inserendo poi la velocità di traslazione desiderata. Di seguito, veniamo alla trasmissione idrostatica per impieghi gravosi delle pale telescopiche Bobcat. Potente, fluida e rapida, con coppia elevata disponibile quando serve alle ruote durante lo scavo e la spinta. Due gamme di velocità con cambio al volo, scalata automatica in presenza di condizioni di carico pesanti,


sistema di gestione della velocità SMS, frenata dinamica e pedale di inching sono altrettanti valori che si aggiungono, nei modelli Bobcat TL per impieghi gravosi, al cambio meccanico a due fasi per ottimizzare la velocità e la coppia secondo le esigenze del momento. Osservando la dinamica di sollevamento della TL43.80HF, troviamo la tecnologia Bobcat HF (High Flow) che offre quella potenza oleodinamica supplementare necessaria alle applicazioni più impegnative, con tempi di boom-cycle ai vertici del-

la categoria. Si incrementa la produttività anche con motore a basso regime: la pompa Load Sensing eroga 190 l/min a 250 bar (150 l/min per la linea ausiliaria) e, nel caso di utilizzo simultaneo di tutte le funzioni idrauliche, i sistemi Quick-Start e Flow-Sharing erogano immediatamente la piena portata idraulica per garantire una produttività di vertice. Per garantire lunga durata anche nelle applicazioni più impegnative, i telescopici Bobcat sono dotati di assali per impieghi gravosi Dana-Spicer, dotati di ingranag-

gio differenziale centrale, freni di servizio a bagno d’olio, tre ingranaggi planetari nei mozzi, un cilindro di sterzo protetto in posizione superiore e di un sensore di posizione per il riallineamento delle ruote al momento del cambio della modalità di sterzo. Menzioniamo, da ultimo, la cinematica del braccio a Z che consente un angolo di inclinazione massimo di 152° e una forza di strappo di 72,3 kN. Un progetto d’eccezione a prova d’efficacia per le applicazioni di carico più impegnative.

Lo scatto in più La linea idraulica ausiliaria sulla testa del braccio è un’implementazione che rende il lavoro della pala telescopica TL43.80HF più efficiente e sicuro. Tra le soluzioni d’avanguardia comprese, vi sono il Fast Connect System (FCS) - che rende il cambio delle attrezzature idrauliche facile e veloce grazie al sistema integrato di accoppiamento rapido a rilascio di pressione -, l’Auxiliary Flow Management (AFM) dedicato all’impostazione della portata ausiliaria massima disponibile, la portata idraulica ausiliaria continua e la linea di scarico.

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Attrezzature & Componenti REMDEVICE

Filosofia di affidabilità RICERCA DI TECNOLOGIE REALMENTE INNOVATIVE E FOCUS SULLA SICUREZZA. I RADIOCOMANDI PROGETTATI E REALIZZATI A NOVE (VI) RAPPRESENTANO LO STANDARD DELL’EFFICIENZA NEL SETTORE

T

ecnologica all’avanguardia, elettronica, trasmissione stabile dei dati, materiali di prima qualità, ergonomia. Sono queste le caratteristiche che si potrebbero ripeter all’infinito per ribadire la filosofia industriale

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di REMdevice, lo specialista di Nove (Vi) che progetta e realizza radiocomandi industriali per la gestione e il controllo in sicurezza di macchine e impianti. Continuando con costante ricerca lo sviluppo di soluzioni nuove per il settore del

sollevamento (uno dei più importanti per il core business dell’azienda), la progettazione di REMdevice lavora costantemente verso l’innovazione applicata a strumenti concepiti nel solco della sostenibilità, funzionali e sicuri; l’obiettivo fondamentale è

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quello del più alto indice di sicurezza nei processi industriali dove si realizza una forte interazione tra uomo e macchina. Con questa filosofia aziendale, l’offerta di REMdevice è incentrata su dispositivi di controllo wireless che rispondano realmente alle esigenze dell’operatore, con una struttura del radiocomando protetta da agenti esterni come polveri, acqua e residui di vario genere, custodendo così l’integrità funzionale dei componenti elettronici. Sotto questo profilo, l’assenza totale di contatti e connessioni esterne, l’impiego di tecnopolimeri come il nylon caricato a fibre di vetro e gomme speciali, identificano tutti i radiocomandi REMdevice nella classe IP65 e assicurano una straordinaria tenacia anche in condizioni di impiego estreme. Inoltre, al vantaggio della ricarica a induzione - di cui parliamo in sintesi nel box a corredo dell’articolo - va aggiunto, in relazione al consumo estremamente basso dell’elettronica progettata da REMdevice,

Primato nella ricarica a induzione La caratteristica esclusiva che più contraddistingue la produzione dell’azienda vicentina sul mercato di settore, riguarda la tecnologia brevettata della ricarica a induzione che elimina la necessità di batterie esterne, a garanzia di una durabilità al massimo livello e di una sicurezza e resistenza al limite del radiocomando - prerogative generalmente non assicurate dai modelli di radiocomandi industriali che contemplano un vano batteria esterno, con i contatti che costituiscono altrettanti punti di debolezza e di criticità funzionale del dispositivo.

il vantaggio di una durata (per singola ricarica) fino a 40 ore di lavoro effettive del radiocomando stesso. La filosofia di progettazione integrata di REMdevice fa sì che la manutenzione richiesta per il radiocomando sia minima con l’elusione - all’interno della filiera industriale - delle richieste di grandi quantità a stock per ricambi e batterie. REMdevice è così sicura dell’affidabilità delle proprie soluzioni tanto da fornire oggi una garanzia totale di 36 mesi anche sul pacco batterie. Un’altra qualità distintiva dell’azienda di Nove è la possibilità di personalizzazione nel modo più ampio dei prodotti dedicati ai clienti. Lavorando in diversi settori applicativi (in primis, quello delle molteplici applicazioni del sollevamento cantieristico e industriale), dove le esigenze possono essere le più differenti, REMdevice grazie alla piattaforma elettronica Move e Mobile, montata in tutta la serie di radiocomandi Genesis, Brick e Pail, può progettare ogni modulo soddisfacendo appieno le richieste più particolari e specifiche. La gamma proposta è essenzialmente divisa in tre grandi famiglie. La prima linea comprende la Serie T che presenta radiocomandi robusti, con un massimo di otto

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pulsanti, ideali per applicazioni semplici che non richiedano un impiego complesso e sofisticato. L’innovazione che caratterizza questa linea di prodotto consiste nel fatto, già menzionato, dell’assenza di batteria esterna e dell’implementazione di batterie al litio non ricaricabili fissate internamente, con una durata garantita fino a 1.200 ore di lavoro. Altra innovazione che riguarda i radiocomandi Serie T, la tecnologia brevettata Remsys Code che consente la sostituzione del radiocomando in caso di perdita, rottura accidentale e altri imprevisti senza sostituire alcuna eprom dalla ricevente installata sulla macchina operatrice. Questo vantaggio si realizza grazie a un semplice codice che si attiva premendo una serie di pulsanti. Passando alle serie tecnologicamente più complesse, troviamo i radiocomandi Brick e Pail dove la tecnologia della ricarica a induzione la fa davvero da padrona. Il modulo Brick è dotato di 12 pulsanti e comprende diverse opzioni di personalizzazione in relazione a un impiego complesso. Il modulo Pail identifica invece un radiocomando a joystick, con selettori e manopole. Con un dispositivo di piccole dimensioni ma assolutamente preciso, affidabile e maneggevole si possono controllare e manovrare tutte quelle attrezzature e quei macchinari che richiedono una gestione sofisticata di funzioni e manovre. La gamma REMdevice si chiude infine con un prodotto d’eccellenza, il più evoluto, nato per soddisfare esigenze operative della massima complessità. Si tratta del modulo Genesis, radiocomando a joystick di dimensioni maggiori rispetto alla tipologia Pail ma altrettanto ergonomico nel design e dal peso decisamente contenuto.

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Attrezzature & Componenti OILSAFE

Analisi di una rivoluzione INTERVISTA ALL’INGEGNER GIANFRANCO LANZO, DIRETTORE COMMERCIALE DELL’AZIENDA MODENESE, SULLA TECNOLOGIA ANTICONTAMINANTE CHE CONTRADDISTINGUE IL SISTEMA DI PULIZIA CLEAN CABINET

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a meritato anche un premio, e di quelli che restano nella memoria tecnologica degli osservatori nel settore oleodinamico. Il nuovo progetto Clean Cabinet di OilSafe è stato insignito di recente con il Samoter Inno-

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vation Award, nella categoria applicazioni industriali. Per l’azienda modenese si tratta, negli effetti, di un importante e ulteriore riconoscimento alla propria produzione, essendo già vincitrice del più alto contributo italiano nell’ambito del bando europeo

Horizon 2020 per l’innovazione delle PMI. L’ingegner Gianfranco Lanzo, direttore commerciale e marketing di OilSafe, ci ha illustrato la tecnologia all’avanguardia implementata dallo specialista emiliano nella dinamica dei fluidi.


Quali saranno i benefici per i vostri clienti attuali e per gli altri potenziali committenti? Riteniamo che si possa trattare di una vera e propria rivoluzione rispetto a quanto disponibile sul mercato fino ad ora, in quanto i produttori e gli utenti finali di componenti e sistemi idraulici potranno beneficiare di un sistema in grado autonomamente di emettere, alla fine del processo di analisi, un certificato secondo la normativa di riferimento, che garantisca la pulizia dei loro prodotti in modo facile, efficiente ed economico. Ad oggi, questa valutazione di pulizia viene solitamente effettuata con la collaborazione di laboratori esterni. Oltre ad essere costosa, questa soluzione elimina il controllo della qualità dai produttori e allunga notevolmente i tempi di consegna, limitando la possibilità di reagire in caso di rilevamento di problemi. Consapevole di questo scenario, abbiamo sviluppato il Clean Cabinet. Innanzitutto, è doverosa una presentazione complessiva della realtà di OilSafe. Certamente un quadro di insieme sarà utile a definire il quadro nel quale operiamo e la nostra mission tecnologica. OilSafe è un’azienda nata a Modena nel 1995 - quest’anno festeggeremo proprio il venticinquennale dalla fondazione - Come pioniere della filtrazione in Italia, è possibile suddividere l’attività di OilSafe in due divisioni: una si occupa della produzione di banchi prova per test di componenti meccanici e oleodinamici e sistemi di trattamento fluidi, l’altra si focalizza sui servizi di manutenzione nei grandi impianti ed è rivolta ai sistemi oleodinamici e di lubrificazione. Entrambe le funzioni vengono supportate da un laboratorio di analisi oli interno. Tutta la nostra organizzazione è focalizzata sulla flessibilità e sulla possibilità di soddisfare le richieste specifiche dei clienti, mediante la progettazione di prodotti specifici per ogni esigenza.

Parliamo ora dell’innovazione per la quale avete ricevuto un premio prestigioso dalla giuria di Samoter 2020. Di cosa si tratta? Il progetto Clean Cabinet, oltre ad avere vinto il Premio Innovazione indetto da SaMoTer 2020, ha conseguito anche il più alto contributo italiano nel bando europeo Horizon 2020 per l’innovazione delle PMI. Abbiamo brevettato da alcuni mesi una macchina unica ed innovativa per l’analisi della pulizia dei componenti meccanici. L’idea è venuta al nostro titolare, Alessandro Campi, che ha pensato ad una macchina rivolta principalmente alle piccole e medie aziende capace, in maniera semplice ed efficace, di analizzare ed emettere in autonomia un certificato di analisi della pulizia dei componenti. Tale processo è regolamentato dalla normativa VDA19 per il settore automotive e dalla ISO16232 per gli altri settori.

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Quali sone le principali caratteristiche distintive del sistema dal punto di vista tecnico e prestazionale? La macchina sarà dotata di due sistemi: quello tradizionale, costituito da una pistola a comando penumatico per il lavaggio esterno dei componenti ed un vero e proprio sistema di flussaggio capace di estrarre il contaminante in maniera veloce ed efficace da pezzi con geometria più complessa, costituiti da canalizzazioni interne. Dal punto di vista tecnico, la macchina potrà fornire una portata di 90 l/ min e 40 bar di pressione, soddisfacendo i requisiti della grande maggioranza dei prodotti presenti in circolazione. È possibile riassumere gli elementi innovativi che costituiscono i punti di forza della macchina Clean Cabinet? Riteniamo che i fattori più significativi siano i seguenti. Innazitutto, l’integrazione nella stessa unità di tre sistemi: estrazio-

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Attrezzature & Componenti

ne del contaminante, essiccazione della membrana e sistema di analisi tramite microscopio ottico digitale.In secondo luogo, non sarà più necessario creare una camera bianca per le analisi, come avveniva fino ad ora e non sarà necessario prevedere del personale per la gestione del processo. Inoltre, il cliente avrà la possibilità di usufruire dei contributi Industry 4.0, perché la macchina potrà interfacciarsi al sistema di gestione aziendale. Infine, va contemplata l’opportunità di insediare il Clean Cabinet come macchina di fine linea, invece che in laboratorio. L’intento è quello di rendere accessibile a tutte le aziende, anche alle piccole e medie imprese, l’investimento necessario per adeguarsi alle richieste sempre più esigenti in materia di pulizia dei componenti da parte dei produttori di auto e di macchine semoventi. Vorrei aggiungere, a beneficio di conoscenza diretta, che dal 21 al 25 marzo questo nuovo progetto e tutto lo staff commerciale OilSafe saranno disponibili al Samoter 2020, nella sede di Veronafiere (Hall 6 Stand C7) per illustrare nei dettagli tutto il valore della rivoluzione Clean Cabinet.

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Attrezzature & Componenti DONATI SOLLEVAMENTI

Maestri di sollevamento UNA STORIA DI QUALITÀ, IDEE INNOVATIVE, ESPERIENZA E DEDIZIONE AL CLIENTE. LA TRADIZIONE DEI PARANCHI ITALIANI CONSERVA DA 90 ANNI LA FORZA DELL’INTEGRITÀ INDUSTRIALE

L

a storia è immortale come la memoria delle cose che durano nel tempo. La storia di Donati è una memoria di progetti e di strumenti per il lavoro che non è mai trascorsa nell’oblio. Un’azienda e un mar-

chio che vivono tuttora nel tessuto industriale del sollevamento italiano, dopo oltre novant’anni di onorata vitalità tecnologica. Fondata nel 1930, la realtà di Donati Sollevamenti ha guadagnato durante lunghi decenni di evoluzione,

Bandiera d’Italia Nate dalla profonda conoscenza delle più svariate applicazioni, la gamma delle gru a bandiera Donati è in grado di offrire un range completo di soluzioni per la movimentazione locale dei carichi fino a 10.000 kg. La produzione in serie attuata con processi industrializzati consolidati, consente la realizzazione di gru definite dal costruttore di Agrate come “totalmente affidabili, tecnicamente innovative e con un ottimo rapporto prezzo/prestazioni”. La qualità dei componenti impiegati e la finitura accurata delle carpenterie, abbinate a un sistema di verifica della qualità certificato UNI EN ISO 9001 consente a Donati di offrire un prodotto di alto livello e sempre in linea con i più moderni standard normativi internazionali. La competenza di Donati nel progettare e costruire gru a bandiera e paranchi a fune e catena, assicura la perfetta integrazione dei componenti, nell’intento di soddisfare sempre le richieste di installazioni standard e speciali.

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con crescente successo, una posizione di primo piano nel mercato internazionale del sollevamento e della movimentazione industriale, valicando i confini nazionali fino a raggiungere una quota di export che oggi occupa due terzi del proprio fatturato. Le caratteristiche progettuali e costruttive di tutti i prodotti Donati, sono alla base della competitività e affidabilità dell’intera gamma, che trova applicazione in tutti i settori dell’industria manifatturiera e della distribuzione terziaria. Progettati e realizzati da sempre in Italia - la sede produttiva attuale è ad Agrate Brianza, nel cuore operoso della provincia est di Milano - i prodotti Donati connotano un marketing mix altamente competitivo in grado di offrire un’ampiezza di gamma rilevante, con soluzioni standard e speciali per costruttori di carriponte, integratori e distributori di material handling e per aziende di servizi specializzate in retrofitting e ammodernamenti. La gamma Donati è composta da diverse specialità che si possono riassumere in un elenco ragionato comprensivo di paranchi elettrici a catena (serie DMK) con portate

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fino a 4.000 kg, paranchi elettrici a fune (DRH) con portate fino a 50.000 kg, gru a bandiera con rotazione manuale ed elettrica, impianti sospesi leggeri in canalina (DSC), gruppi ruota (DGT) e motoriduttori (DGP), kit per gru a ponte. Progettati e forniti in versioni specifiche per il cliente (con omologazione CSA), i paranchi delle serie DMK e DRH rappresentano idealmente la reattività creativa di Donati e il rapporto puntuale con la committenza, testimoniati entrambi da rapporti di partnership a lungo termine. I paranchi elettrici DMK con motori auto frenanti con freno conico, sono da sempre sinonimo della qualità e affidabilità Donati. Realizzati a uno o due tiri di catena, sono disponibili nelle versioni

normale e ribassata. La gamma copre un range di portate e velocità di sollevamento da 125 a 4.000 kg e da 1,2 a 16 m/min. Possono essere corredati dal relativo carrello di traslazione in versione manuale o motorizzata, con velocità da 7 a 22 m/ min. I paranchi DMK sono forniti inoltre con dispositivo a frizione in esecuzione a un tiro di catena con portata massima di 2.000 kg, mentre per portate superiori fino a 4.000 kg sono in esecuzione a due tiri di catena, forniti completi di limitatore di carico elettromeccanico e di fine corsa elettrici salita/discesa di serie. Completano la gamma le versioni fino a 2.000 kg di portata disponibili in versione auto sollevante o con uscita catena orizzontale. L’identikit della gamma DRH presenta una tipologia di paranchi elettrici studiata per garantire sempre la massima continuità lavorativa secondo criteri di grande affidabilità. Composta da quattro grandezze base per portate da 800 a 50.000 kg - con velocità di sollevamento da 0,7 a 12 m/min - i paranchi DRH si avvalgono dell’applicazione di un variatore di frequenza che permette di ottenere velocità di sollevamento da 0,2 a 14 m/min. Abbinata a una gamma comple-

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ta di carrelli monotrave e bitrave, la serie DRH è ideale per essere integrata su ogni impianto di sollevamento. I componenti modulari di questi paranchi e dei carrelli che ne completano l’implementazione consentono la realizzazione di versioni sia standard e speciali con soluzioni che prevedono, tra le altre, nell’elenco che segue: l’alzata gancio sullo stesso asse, uscite funi dal tamburo contrapposte, uscita fune in orizzontale; uscita fune verso l’alto; carrelli monotrave in versione normale, ribassata e snodata; carrelli bitrave in versione paranco appoggiato, paranco sospeso o paranco traversale. Da sempre Donati si contraddistingue sul mercato per la capacità di offrire ai propri clienti prodotti di alta qualità e massima affidabilità, riuscendo a fornire, grazie alle proprie competenze e know-how, un servizio di pre e post-vendita rapido, preciso e in grado di semplificare al massimo l’esperienza del cliente. Questa missione si traduce per Donati nel concetto di Clever Convenience, un valore aggiunto al servizio del cliente che racchiude la capacità di gestire con facilità e in modo smart le richieste di soluzioni speciali e la competitività di un’offerta che garantisce sempre la massima qualità del prodotto.

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Attrezzature & Componenti FLASH BATTERY

Nel cantiere del futuro

LA TECNOLOGIA DEL COSTRUTTORE EMILIANO HA CONQUISTATO I PRODUTTORI DI PIATTAFORME AEREE E DI CARRELLI ELEVATORI. OGGI SONO LE CITTÀ E I CANTIERI URBANI A SPINGERE LA RIVOLUZIONE FULL ELECTRIC DELLE BATTERIE AL LITIO NELLO SPAZIO APERTO

È

vero, il mondo intorno a noi sta cambiando e questa mutazione oggi siamo noi a guidarla. Si tratta di una metamorfosi epocale, perché per la prima volta nella storia dell’umanità il progresso scientifico e in-

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dustriale deve tener conto del fattore cardine della sostenibilità. Flash Battery se n’è accorta da tempo e con il proprio impegno di ricerca e innovazione nel settore delle batterie al litio sta contribuendo in modo decisivo al cambiamento delle mac-

chine operatrici nei cantieri del mondo. In Italia, un gran numero di piattaforme aeree semoventi (e di carrelli, nell’ambito della logistica) sono implementate nella propulsione con i power pack concepiti e realizzati da Flash Battery. Questo abbinamento tecnologico risponde appieno alle più recenti disposizioni emanate dalle grandi città per eliminare macchine inquinanti dai cantieri urbani, sostituendole con modelli che adottano motorizzazioni riduttrici di emissioni e rumorosità, come quelle elettriche o ibride. La strada che ha portato Flash Battery all’avanguardia del settore è stata lunga e complessa. Riassumendo i risultati ottenuti oggi, dobbiamo citare innanzitutto la scelta della chimica Li-Fe-PO4 (litio-ferro-fosfato) come fonte energetica più sicura e stabile che si possa reperire sul mer-

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Battery Show, a Stoccarda l’avanguardia del settore La più grande fiera europea dedicata alla produzione delle batterie e alla tecnologia più avanzata del settore ha la propria sede a Stoccarda, dove dal 28 al 30 aprile prossimi si terrà l’edizione 2020 del Battery Show. L’evento espositivo riunisce i principali costruttori internazionali del comparto, secondo una filiera che comprende l’intera filiera di fornitura della batteria. Quest’anno il Battery Show sarà affiancato, negli spazi della Messe Stuttgart, dall’Electric & Hybrid Show che aggiungerà un valore in più all’importanza tecnologica dell’evento. Flash Battery naturalmente sarà tra gli espositori protagonisti al Padiglione 2 (Stand C420).

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cato delle batterie. L’abbiamo già letto in molti altri articoli ma giova sempre ribadire il valore di questa opzione: la batteria al litio che si basa su questa tipologia chimica ha una vita molto lunga, per più di 4.000 cicli di ricarica ed è disponibile in formati di grandi capacità (100, 200 e 300 Ah) come è richiesto di norma dai sistemi industriali, eludendo la necessità di dover collegare in parallelo tante piccole celle che abbassano la stabilità e possono compromettere la sicurezza generale del pacco batteria. Le batterie di medie e grandi dimensioni, dai 10 kWh in su, rappresentano l’attuale core business di Flash Battery e l’installazione su piattaforme aeree e altre macchine operatrici è valorizzata in primis dall’esclusivo Flash Balancing System, un sistema di bilanciamento in attesa di brevetto, 20 volte superiore rispetto a quella delle tradizionali batterie al litio, con il corollario di una drastica riduzione del tempo di bilanciamento sempre inferiore ai 25 minuti. Le celle al litio vengono mantenute equalizzate ed efficienti per tutta la durata di vita della batteria che si attesta, come dicevamo prima, oltre i 4.000 cicli

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Attrezzature & Componenti e affidabilità in ogni contesto e per sessioni di lavoro estese”. Come già dicevamo sopra, il sistema di bilanciamento progettato da Flash Battery si differenzia da quelli delle batterie al litio classiche perché riesce a uniformare il livello di ogni cella attraverso un processo di bilanciamento ad alta potenza, in fase sia di carica che di scarica. Per questo, proprio per il duplice profilo dell’affidabilità e dell’efficienza, molti dei principali costruttori di piattaforme aeree e di carrelli elevatori hanno scelto per i propri mo-

di ricarica. Dettaglio finale: la batteria al litio non richiede alcuna manutenzione ordinaria ed elimina quindi qualsiasi costo accessorio per fermi macchina e altre necessità di intervento. “Siamo ormai nell’era full-electric dedicata alla propulsione e alla gestione idraulica delle macchine operatrici - asserisce Marco Righi CEO e fondatore di Flash Battery Per questo a un power pack di batterie al litio è richiesta la garanzia di un’efficienza totale, con un biberonaggio disponibile in ogni momento e una carica rapida delle batterie stesse. Queste prerogative sono tanto più irrinunciabili proprio perché vanno messe in relazione al lavoro all’aperto, dal momento che moduli operativi come le piattaforme aeree elevabili sono sottoposti a normative stringenti a livello europeo

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sulla sostenibilità per emissioni e rumore nei siti di costruzione urbani. Quindi la scelta politica e ambientale delle macchine full electric deve abbinarsi necessariamente alla ricerca di sistemi propulsivi a batteria che garantiscano la massima efficienza

delli elettrici le implementazioni al litio di Flash Battery. “La nostra esperienza ci ha portati al confronto costante con il cliente - spiega Marco Righi - Il tratto distintivo del nostro modo di lavorare è quello di interpretare le necessità specifiche del costruttore di macchine e di proporre successivamente la soluzione più adatta alle sue esigenze. I nostri progetti di power pack diventano vere e proprie partnership; sono il risultato di un processo condiviso che esula da ogni standardizzazione”. Così Flash Battery è diventato, per i costruttori più lungimiranti, il veicolo ideale verso i cantieri di domani. Se pensiamo che a Magnago, nel milanese, il gruppo Cap ha adottato un metodo virtuoso per gestire i cantieri di posa dei sottoservizi, con l’impiego di macchine e materiali a basso impatto di emissioni e un ciclo di gestione dei rifiuti incentrato sui fondamentali dell’economia circolare, il nostro

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sguardo all’orizzonto si rivolge al Nord Europa, a Oslo, dove l’amministrazione comunale ha inaugurato un grande cantiere urbano (Olav V) che impiega escavatori e altri mezzi cingolati Construction completamente elettrici. La strada all’avanguardia di Flash Battery è quindi segnata in modo decisivo, con innovazioni di servizio altrettanto avanzate. Citiamo ad esempio il Flash Data Center, il portale creato per archiviare tutti i dati di utilizzo della batteria, consultabile attraverso un accesso web dal reparto assistenza di Flash Battery e dal produttore della macchina. Si tratta di un servizio che permette di analizzare e controllare da remoto lo stato di utilizzo di ogni singola batteria e di monitorare con esattezza e in ogni momento lo stato di salute della batteria al litio. L’Automatic Alert System, poi, è un sistema di segnalazione automatica che consente di inter-

venire con rilevante anticipo su eventuali anomalie effettuando una manutenzione predittiva automatica. Si tratta di innovazioni sinergiche che alzano il livello del-

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le dinamiche di controllo per le batterie al litio, rendendole sempre più efficaci e competitive. Per un futuro sostenibile, davvero a prova di cantiere.

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Trasporti Eccezionali COMETTO

Stile libero SI CHIAMA ECO1000 ED È IL NUOVO VEICOLO MODULARE SEMOVENTE CON STERZATURA ELETTRONICA E POWER-PACK INTEGRATO PER ESEGUIRE MOVIMENTAZIONI ALL’INTERNO DEGLI STABILIMENTI

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uardiamo alla filosofia, basata su un principio modulare che permette di crescere nel tempo con una facile configurazione connect & drive. Il nuovo Eco1000 di Cometto, già partendo da questo principio fondamentale, si candida a veicolo semovente con la più ampia gamma disponibile sul mercato - con due, quattro e sei linee di assi e un abbinamento fino a un massimo di quattro unità intercambiabili, diverse tipologie di power pack unit e un’ampia scelta di accessori. In effetti, la rivelazione di questa

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serie importante lanciata di recente dal costruttore piemontese è quella di un’offerta molteplice di combinazioni veicolare, con il plus dell‘interoperabilità con altri prodotti della stessa famiglia - è possibile combinare, cioè, un veicolo con un altro che abbia lo stesso tipo di Power Pack Unit e la stessa lunghezza - Le combinazioni back-to-back permettono di collegare anche veicoli di diverse lunghezze e ogni modulo può essere dotato (coe optional) di innesti rapidi per i collegamenti elettrici. La sterzatura elettronica garantisce la massima manovrabilità e precisione grazie a un angolo di +135 / -135°. Va rimarcato il fatto che l’impianto di sterzata è costituito da ralle a controllo elet-

tronico azionate da un motore idraulico dedicato; questo sistema è basato sulle più potenti slew-drive. Grazie all’utilizzo dell’esclusivo radiocomando in dotazione, la garanzia di una sterzatura e di una sincronizzazione sempre calibrata sono garantite irreprensibilmente anche se si utilizzano diverse famiglie Eco1000 nello stesso convoglio. Guardando alla struttura, il telaio robusto e rigido è progettato per i carichi più pesanti mentre il piano di carico è completamente rivestito con piastre di acciaio elettrosaldate. Per consentire facili operazioni di ispezione e manutenzione, sopra ogni sospensione e sopra al Power Pack sono presenti inoltre coperture in alluminio removibili imbullonate. Quattro punti di sollevamento centrati sulla piattaforma permettono di sollevare l‘Eco1000 per le operazioni di movimentazione/carico. Sui lati sono presenti

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L’avanguardia nella propulsione Una nota doverosa sull’ampia disponibilità di power pack per l’Eco 1000, secondo un principio di avanguardia che mette a disposizione diverse dotazioni. Disponibile per le versioni 2/2 e 4/2 del nuovo semovente modulare il power pack ibrido che combina le prestazioni di un motore diesel con la pulizia di un motore elettrico per una marcia a zero emissioni. La batteria al litio viene caricata durante le operazioni tramite il recupero dell’energia oppure collegandola all’apposito caricatore. Questo Power Pack è stato progettato specificamente per un uso outdoor e indoor dove è richiesto un funzionamento elettrico completo solo per un determinato ciclo di lavoro. Sempre per le versioni 2/2 e 4/2, è previsto il power pack elettrico, con nuovi componenti che offrono più potenza e un’autonomia superiore, fino a 7,5 km. Questo power pack è stato progettato specificamente per un uso interno dove la propulsione elettrica risulta come richiesta esclusiva.

molti punti di ancoraggio e le interfacce di accoppiamento sono integrate su tutti i lati per consentire l’abbinamento con altri veicoli e accessori. Le sospensioni idrauliche sono di tipo a compasso (dotate di un’ampia corsa di 700 mm) e l‘impianto idraulico è implementato con valvole di sicurezza ad alta precisione che agiscono in modo indipendente e automatico in caso di danneggiamento dei tubi (rigidi e flessibili). La trasmissione idraulica è costituita da pompe a portata variabile collegate attraverso un circuito chiuso con motori idraulici installati sugli assali motorizzati. Il sistema offre la massima coppia con un‘accelerazione progressiva e regolare che rende facile ogni operazione. Grazie al sistema di motorizzazione idrostatico, i moduli Eco1000 possono essere movimen-

tati lentamente e progressivamente in tutte le direzioni. Il sistema è dotato di regolatori di potenza e permette di sfruttare la coppia massima disponibile. Vanno senz’altro sottolineati i requisiti soddisfatti dalla trasmissione idrostatica Cometto: facilità di controllo, precisione di movimento e posizionamento, adeguamento automatico delle presta-

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zioni in funzione del profilo della strada, massimo sfruttamento della potenza disponibile in qualsiasi momento, ampia gamma di velocità disponibili ed eliminazione di qualsiasi sovraccarico del motore diesel.

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Noleggio e distribuzione

JCB

Quattro midi alla carica LE ESIGENZE DEL CLIENTE PIÙ DIVERSIFICATO SONO SODDISFATTE DA REQUISITI DI ALTA PROGRAMMABILITÀ E CONTROLLO DELLA NUOVA SERIE COMPATTA

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ronti per i noleggiatori di casa nostra e appropriati per ogni cantiere, secondo le richieste più diversificate dei clienti al lavoro nelle grandi opere infrastrutturali come nella manutenzione urbana. Stiamo parlando dei nuovi midi escavatori di JCB nel range delle 8-10 tonnellate, modelli aggiornati per ottemperare alle future normative sulle emissioni europee Stage V. Le macchine - che alla sigla del modello associano ora il segno “-2” - potranno beneficiare di una serie di miglioramenti dettagliati che ne rendono più facile la manutenzione e l’utilizzo. Si tratta degli escavatori compatti 85Z-2, 86C-2, 90Z-2 e 100C-2, valorizzati sempre dai motori

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diesel JCB By Kohler in versione aggiornata. I propulsori Stage V ora dispongono di un sistema di scarico che unisce un DOC (catalizzatore ossidante diesel) e un

DPF (filtro antiparticolato). Le potenze rimangono invariate e le funzioni di arresto automatico del motore e il sistema di regime minimo basso a un tocco sono state in-

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tegrate di serie, per diminuire il consumo di carburante e ridurre le emissioni. Veniamo alle altre caratteristiche principali dei midi di ultima generazione. Includono un nuovo joystick elettroproporzionale, un sistema di controllo dell’efficienza della macchina, la nuova strumentazione con manopola, punti di ancoraggio completamente integrati, un impianto idraulico programmabile ad alta e bassa portata e una migliore visibilità dal parabrezza anteriore. Guardando al sistema di controllo, va rilevato che i quattro midi escavatori JCB utilizzano un’architettura elettrica rinnovata - con un display per l’operatore da 7”, pannello dei comandi a membrana e manopole (analogamente ai più recenti modelli da 4-6 tonnellate della casa inglese). Il nuovo layout include uno schermo principale verticale che può essere adattato alle esigenze del cliente e caratteristiche di controllo-sicurezza migliorate (tra cui un sistema avanzato relativo al sovraccarico: fornisce un’indicazione visiva dei limiti di sollevamento della macchina). Comprende, inoltre, una barra di stato con un avvisatore colorato e il complemento di un allarme sonoro. Lo stesso monitor permette di programmare circuiti ad alta e bassa portata per l’impiego del midi escavatore con attrezzature diverse, a garanzia di prestazioni ottimali e calibrate. Durante il primo ciclo di accensione della giornata di lavoro, viene mostrato una schermata di controllo dell’efficienza della macchina.

I joystick di controllo elettroproporzionali previsti sui nuovi modelli prevedono il controllo della rotazione tramite un selettore rotativo. Questa implementazione aumenta la capacità di gestione dei movimenti da parte dell’operatore, con più spazio libero da comandi al suolo della cabina. La leva del dozer elettroidraulico poi è stata ulteriormente migliorata, per offrire maggiore precisione in termini di controllo e risposta all’operatore quando effettua il riempimento delle trincee e usa la lama. I pulsanti separati sull’estremità della leva di comando attivano la traslazione a due velocità auto-kickdown di serie dell’escavatore, insieme al dozer flottante opzionale e al controllo della lama in quattro direzioni. I nuovi midi prevedono ora quattro punti di ancoraggio integrati nella struttura su-

periore e quattro punti aggiuntivi sul carro della macchina, allo scopo di offrire più opzioni per garantire il trasporto sicuro e stabile degli stessi escavatori. I progettisti JCB hanno anche migliorato la visibilità anteriore dalla cabina, utilizzando nuove cornici per il parabrezza. Sul retro delle macchine ZTS, anche il contrappeso è stato riprogettato per migliorare l’accesso per la manutenzione. Il passaggio dei tubi e dei cavi è stato aggiornato con morsetti di ritegno migliorati, mentre i tubi da connettere a pressione ora possono essere trovati sui circuiti ausiliari. JCB ha mantenuto la carrozzeria completamente in acciaio, gli intervalli di ingrassaggio di 500 ore e il gruppo di scavo completamente basato su boccole, per la massima durata e affidabilità in cantiere.

Talento propulsivo Stage V Anche sul fronte dello sviluppo interno delle propulsioni, JCB parte da una posizione di forza sul fronte delle motorizzazioni Stage V, in quanto ha sviluppato tecnologie di combustione ad elevata efficienza all’interno della sua gamma di motori. Inoltre, tutti i motori Stage V di JCB sono stati progettati per il montaggio sotto i cofani motore già esistenti e quindi non necessiteranno della riprogettazione del layout per ospitare i componenti aggiuntivi e non comprometteranno la visibilità dalla cabina. Alan Tolley, Engines Group Director di JCB, rileva che “i motori JCB hanno emissioni basse e una tecnologia di combustione ad alta efficienza sviluppata per Stage IIIB e Tier 4, il che significa che abbiamo avviato lo sviluppo per la normativa Stage V da una posizione ottimale. Le caratteristiche della tecnologia di controllo del particolato di JCB includono la combustione a basso particolato, un catalizzatore ossidante, un filtro antiparticolato e il sistema di controllo integrato di rigenerazione del motore e del filtro. Si tratta di una soluzione completamente integrata molto affidabile, altamente efficace e invisibile al cliente, in quanto è installata all’interno dei vani di motore delle nostre macchine esistenti e, durante l’utilizzo normale, non necessita di interventi dell’operatore o di manutenzione aggiuntiva”.

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Noleggio e distribuzione LOMBARDA NOLEGGI

Nel cielo di Milano ARRIVERANNO AI 40 ANNI DI PREMIATA ATTIVITÀ NEL 2022, LE PIATTAFORME AEREE DI ENZO MONTI. INTANTO, L’ATTIVITÀ DELL’AZIENDA È GIUNTA ALLA TERZA GENERAZIONE, CON UNA PASSIONE E UNA COMPETENZA RICONOSCIUTA DAI CLIENTI DI TUTTA LA LOMBARDIA

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arà il caso a condurre le idee nel porto della creazione e del successo professionale? Noi crediamo di no, perché troppo spesso una passione si rivela come qualcosa che andava solo trovato, mentre nel profondo covava una brace che andava solo ravvivata dalla volontà. Il pensiero ci sovviene mentre siamo seduti nella sede di Lombarda Noleggi, a

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Garbagnate Milanese, popoloso (e laborioso) nord-ovest della cintura milanese. Davanti a noi c’è Enzo Monti, fondatore di questa società specializzata nel noleggio di piattaforme aeree e nei servizi in quota con operatore. Al suo fianco, con lo stesso piglio dinamico e deciso, il figlio Livio e uno dei nipoti, Marco (che rappresenta, con i fratelli Stefano e Claudia, la terza generazione in azienda). Mi parlano

degli esordi, della prima azienda famigliare, una trafilerai di piombo per tubazioni idrauliche; e lo stupore mi invade, completamente. Come si passa dalla lavorazione del piombo al noleggio di piattaforme aeree? “L’idea è venuta a mio padre Enzo - interviene Livio, prevedendo il patron di Lombarda Noleggi - Vide per caso al lavoro alcune piattaforme in quota e decise che la strada poteva essere quella

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al decoro delle strutture e dei tetti. “Insieme all’impiantistica, l’impegno quotidiano più assiduo della nostra flotta è per lavorazioni di muratura: restauro facciate e coperture, sostituzione di grondaie, prelievo di macerie dopo le ristrutturazioni negli interni - confermano Enzo e Livio Monti - Una volta alla settimana, un nostro addetto realizza i sopralluoghi previsti in città per organizzare i piani di intervento e predisporre i preventivi. Quindi selezioniamo le piattaforme che potrebbero essere idonee agli stessi interventi specifici e studiamo un programma di intervento. Anche in questo caso, la versatilità che hanno raggiunto le ultime generazioni di PLE ci aiutano molto nella scelta. Con attrezzature alternative alla piattaforma per l’operatore - come un argano di sollevamento materiali oppure una cesta portamacerie dalla capacità fino a 500-700 kg - le soluzioni che abbiamo a giusta”. Così, nel 1982 l’avventura comincia, con la prima piattaforma autocarrata Pagliero, modello da 25 metri, affidato al servizio esclusivo con operatore (a quei tempi si trattava ancora di una macchina speciale e l’esplosione di mercato degli anni Novanta era ancora di là da venire). Oggi la schiera Multitel Pagliero occupa il 90 per cento della flotta di Lombarda Noleggi e il motivo è presto detto. “Già allora avevamo capito che a Manta le piattaforme potevano essere fatte più a misura del cliente, con uno spirito artigianale attenta alle esigenze del noleggiatore - ricorda Livio Monti - Abbiamo acquistato, due anni fa, un modello patente B da 22 metri che ha la facoltà di montare un argano per il sollevamento materiali in alternativa alla cesta. Una soluzione impensabile per un produttore industriale tedesco, ad esempio, a cui ci si rivolgesse per chiedere un allestimento ad hoc di questo tipo”. La versatilità è un tratto di famiglia, in Lombarda Noleggi. Lo si capisce dalla descrizione di macchine e applicazioni sempre diverse, dei settori di intervento diversificati a cui via via si è rivolta l’attività del noleggiatore garbagnatese. Oltre a Multitel Pagliero, per le piattaforme autocarrate, il parco macchine a noleg-

gio comprende le serie di Airo, Hinowa, Merlo, Palazzani, CEM Elevatori, Socage, Imer, JLG. “Le macchine si evolvono e noi siamo sempre alla ricerca di applicazioni utili e modelli speciali - aggiunge con urgenza Livio - Adesso ci stiamo orientando su modelli di piattaforme ragno cingolate, fino ai 52 metri di altezza operativa. Occupano uno spazio importante all’interno della flotta di PLE e sono rivolte - riguardo ai modelli più alti, da 43 e 52 metri - a un mercato molto particolare come quello dell’allestimento e della manutenzione dei ricevitori di telefonia. Con l’avvento della nuova tecnologia 5G, le richieste sono in aumento proprio in considerazione dell’agilità di intervento di queste piattaforme in contesti di accesso difficoltoso (spesso in mezzo a campi sterrati), dove risulta complicato intervenire con una macchina autocarrata. Nel trasporto di queste macchine semoventi siamo completamente autonomi e realizziamo ogni trasferimento con l’ausilio di cinque camion guidati da autisti alle nostre dipendenze”. Milano è una piazza privilegiata per il noleggiatore di PLE e nella città stato del nuovo Rinascimento d’Italia i proprietari e gli inquilini dei palazzi tengono molto

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Noleggio e distribuzione Una flotta autonoma per ogni esigenza La flotta odierna di Lombarda Noleggi è insediata nel quartier generale dell’azienda, a Garbagnate Milanese, in via Trento, a poca distanza dall’arteria strategica della Statale Varesina e dal nodo autostradale che dalle direttrici dei Laghi portano all’anello delle Tangenziali di Milano. Il parco macchine è formato da oltre 200 mezzi (con 15 operatori al servizio dei clienti per le tipologie di piattaforme aeree e per le applicazioni in quota più impegnative). La dotazione attuale comprende piattaforme autocarrate per ogni categoria di altezza operativa e allestimento (dai 18 ai 50 m), ragni cingolati (dai 13 ai 52 m), piattaforme semoventi articolate e a pantografo (diesel ed elettriche), sollevatori telescopici (fissi e rotativi), autoscale trattabile per traslochi e sollevamento materiali e furgoni con gru, chiusi e ribaltabili trilaterali. Lombarda Noleggi è dotata inoltre di cinque autocarri per il trasporto in completa autonomia delle PLE semoventi e dei ragni cingolati nelle aree di intervento previste dal cliente.

disposizione sono davvero numerose e dinamiche”. L’autorevolezza di Lombarda Noleggi è consolidata in tutta la provincia di Milano e le opere di ristrutturazione più importanti che richiedono lavorazioni in quota fanno spesso riferimento allo specialista di Garbagnate Milanese. Le piattaforme aeree di Enzo Monti hanno contribuito, nella città della Madonnina, al ripristino strutturale della Stazione Centrale di piazza Duca d’Aosta e dello Stadio Giuseppe Meazza di San Siro, oltre che al cantiere perenne della Fabbrica del Duomo. Tra le grandi imprese, poi, un caleidoscopio di interventi sempre diversi, dalla pulizia delle vetrate dei palazzi alla riverniciata delle facciate, dalla potatura di piante ad alto fusto al consolidamento di balconate, dai più delicati interventi di ristrutturazione nelle antiche dimore storiche al rifacimento di tetti e coperture, dalla preparazione dei set alle riprese televisive, anche in notturna. “Nella nostra flotta attuale, possiamo contare su circa 200 macchine - precisa Livio Monti, parlando dell’evoluzione del parco mezzi di Lombarda Noleggi - La nostra ricerca di nuovi modelli e soluzioni per il lavoro in quota è costante. Le piattaforme aeree negli ultimi 20 anni si sono evolute, hanno elevato le proprie prestazioni aprendo nuove potenzialità di intervento. Per questo la nostra dotazione di mezzi è rivolta

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sempre all’aggiornamento e alla diversificazione delle tipologie. PLE Autocarrate, ragni cingolati, piattaforme semoventi, sollevatori telescopici, pantografi diesel ed elettrici, autoscale trainabili, ogni direzione di prodotto Lombarda Noleggi l’ha percorsa, in questi 38 anni di attività”. Da parte nostra, possiamo dire che in questo territorio difficile e impegnativo Lombarda Noleggi ha creato davvero una solida tradizione per il nostro rental market, a beneficio della crescita di serietà professionale e formazione di un intero comparto nazionale. La famiglia Monti ha trasmesso una passione inestinta per il sollevamento in quota anche alle leve della terza generazione e noi crediamo, a ragione, che il talento e la tenacia abbiano già costruito, per Lombarda Noleggi, una bella storia da raccontare come esempio di imprenditoria virtuosa. Un viaggio che continua nel cielo di Milano, sulla navicella delle grandi piattaforme italiane.

APEX 9-11 GIUGNO 2020 STAND N° 235

CESTA A FONDO PIATTO: MUOVERSI SENZA ACROBAZIE.

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GSR SpA // Via Lea Giaccaglia, 5 // 47924 Rimini (RN) // Italy Tel. +39 0541 397811 // sales@gsrspa.it // www.gsrspa.it

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Noleggio e distribuzione MOLLO

Il coraggio di essere i migliori DARE IL MASSIMO PER CRESCERE, SEMPRE. NELLO SPIRITO DI SQUADRA E CON UNA FILOSOFIA DI SERVIZIO SENZA COMPROMESSI. DALLA CONVENTION 2020, I RISULTATI STRAORDINARI DI UN GRUPPO ANCORA IN ASCESA CON L’URGENZA DI NUOVI PROGRAMMI E INVESTIMENTI

S

e qualcuno volesse trovare conforto alle proiezioni più amare e deprimenti che riguardano la nostra economia, il prossimo anno venga ad Alba per la Convention 2021 del Gruppo Mollo. Ne trarrà grande consolazione e soprattutto sarà invaso da quell’entusiasmo e da quel vigore spontaneo che sono caratteri sodali delle cose che funzionano. Quest’anno, l’incontro annuale organizzato il 15 febbraio scorso nella sede di viale Artigianato per presentare risultati e prospettive della galassia industriale Mollo, ha offerto un colpo d’occhio che non poteva non emozionare anche l’osservatore più avvezzo alle kermesse societarie - molte, magari,

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organizzate a puro titolo consolatorio. Centinaia di persone (probabilmente oltre 500), molti dipendenti, volti giovani e un alto tasso di carica positiva, veicolato dalla bellissima prolusione di Mauro Mollo. “Non dobbiamo fermarci, non possiamo - ha ripetuto il patron alla guida del primo gruppo Italiano nel settore del noleggio industriale, insieme al fratello Roberto - Abbiamo appena chiuso un anno di crescita straordinario ma ora ci aspettano altre mete, altri investimenti. Il mercato ci chiama, i clienti chiedono presenza e servizi sul territorio, e noi dobbiamo andare loro incontro. Abbiamo presentato un piano importante di investimenti alle banche e tutti gli istituti di credito interpellati hanno accettato

la sfida approvando le nostre proposte a lungo termine. Noi guardiamo all’orizzonte, al miglioramento della nostra missione di noleggiatori. Non amo personalmente la parola rivoluzione; la si usa spesso per indicare un cambiamento di cose che non vanno. Il Gruppo Mollo invece è una realtà solida che funziona a livelli di eccellenza. Per questo il nostro motto dev’essere quello di fare sempre meglio, di migliorare in modo costante e deciso, senza snaturare il carattere e lo stile che da sempre contraddistingue la nostra storia”. I numeri sono sul grande schermo, a testimoniare un successo che non accenna a rallentare negli anni. Un fatturato del gruppo in crescita del 15,5% rispetto al 2018 (quando la quota complessiva ave-

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va già raggiunto i 65 milioni di euro), un risultato straordinario e trainante (oltre il 20%) relativo alla divisione Mollo Noleggio e un totale di 23.000 clienti forniti di macchine e servizi (per oltre 54.000 contratti di noleggio). Parlando del personale, attualmente il Gruppo Mollo può contare su 348 dipendenti (33 in più rispetto allo stesso 2018) per un’età media che supera di poco i 30 anni. “Crediamo nei giovani e nella spinta decisiva che un investimento sui nuovi lavoratori può dare a un’azienda come la nostra - ha affermato con forza Mauro Mollo - Chi arriva da noi con la voglia di fare e l’ambizione di mettere a frutto il proprio talento, è sempre il benvenuto. Per noi è vitale la cura dei nostri dipendenti, la valorizzazione delle loro energie, l’ascolto delle esigenze, l’organizzazione di un lavoro che porti efficienza, serenità, entusiasmo per nuovi progetti”. Programmi ambiziosi che riguardano, ad esempio, l’obiettivo di 40 filiali dirette da raggiungere entro la fine del 2020, a consolidamento di una presenza capillare distribuita strategicamente in sei regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto). Dopo l’apertura di tre nuove sedi nel 2019 (quelle di Massa, Lucca e Rezzato), il piano di sviluppo del Gruppo prevede, nel prossimo triennio, l’inaugurazione di altre 15 filiali nel nord e nel centro, con la prospettiva di culminare a 50 centri operativi entro il 2022. Sul parco mezzi Mollo Noleggio, le 9.000 unità che saranno raggiunte alla fine

dell’anno in corso parlano chiaro sulla rilevanza assoluta di una flotta straordinaria che comprende piattaforme aeree, mezzi per il sollevamento, gru edili, macchine movimento terra, autocarri, equipaggiamenti, accessori e attrezzature per l’edilizia. “Le macchine che compongono la nostra flotta hanno un’età media di 4,25 anni - ha sottolineato ancora Mauro Mollo - Abbiamo il vanto di poter offrire ai nostri clienti un parco mezzi tra i più giovani, completi e moderni nel nostro Paese. Anche in questo caso, noi

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seguiamo le innovazioni dei maggiori costruttori di macchine e attrezzature, ne sposiamo i contenuti dopo aver analizzato vantaggi e migliorie rispetto al passato. Soprattutto, ne abbiamo la massima cura, con tutto lo scrupolo necessario alle dinamiche di gestione, controllo e manutenzione per una flotta sempre al massimo dell’efficienza e della disponibilità”. Sempre nella direttrice spinta degli investimenti, Mollo Noleggio ha in previsione un programma triennale per 80 milioni di euro dedicato proprio

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Noleggio e distribuzione all’acquisto di nuove macchine operatrici, con l’attenzione alle tipologie elettriche di ultima generazione, alle nuove alimentazioni a batteria con tecnologia agli ioni di litio e ai modelli ibridi oppure in linea con l’ultimo step Euro 6 sulle emissioni inquinanti.

La formazione diventa Academy La nuova sfida del Gruppo Mollo si chiama Mollo Academy ed è una bella dedica alla formazione come risposta al bisogno di aggiornamento degli operatori esterni e al mantenimento della capacità competitiva di rimanere sul mercato, soprattutto nell’ottica di un incremento della sicurezza nei cantieri. L’Academy si farà promotrice, inoltre, di iniziative sociali, con eventi mirati alla formazione dei giovani imprenditori locali e allo sviluppo economico e sociale del territorio. L’annuncio di questa iniziativa si accompagna alla rivelazione dei numeri straordinari della divisione Mollo Formazione, che eroga 142 tipologie di corsi, conformi alla normativa vigente, con il rilascio di patentini per gli operatori del sollevamento e della cantieristica. Nel 2019 Mollo Formazione ha tenuto 820 corsi, formando ben 5.152 operatori all’uso di macchine edili, industriali e agricole, per un totale di oltre 25.000 operatori formati dal 2013 a oggi.

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Vorremmo concludere questa cronaca con la dedica che il Gruppo Mollo riserva sempre alla sua “famiglia”, anno dopo anno. Si tratta di un riconoscimento che anche in questa Convention 2020 ha rappresentato uno dei momenti emozionanti dell’evento di Alba: la premiazione dei dipendenti più fedeli all’azienda nel corso degli anni, con l’encomio alla loro professionalità e dedizione. Quest’anno la menzione è stata riservata ad Antonietta

Albanese, per i suoi 25 anni di lavoro nel Gruppo Mollo. A seguire, ad Andrea Serra, Dario Marengo, Demis D’Imporzano, Marco Novo, Tommaso Bossotto per i 15 anni, e ad Alessandro Reno Bertolone per i 10 anni in azienda. Un momento d’orgoglio per i lavoratori di una realtà ancora giovane - nel 2021 il Gruppo Mollo compirà i suoi primi 50 anni - ma insediata già da tempo come stella polare nel firmamento del noleggio made in Italy.

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Certificazione & Formazione A cura dell’ingegner Giulio Lusardi

FAQ, tutte le domande sulle PLE GRAZIE AL PREZIOSO CONTRIBUTO DI UN’AUTORITÀ ASSOLUTA DEL SETTORE, PUBBLICHIAMO A CAPITOLI LE RISPOSTE DELL’ESPERTO AI QUESITI PIÙ FREQUENTI CHE RIGUARDANO LA NATURA TECNICA, L’IMPIEGO IN SICUREZZA E LE NORMATIVE ATTUALI SULL’OPERATIVITÀ DELLE PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI

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l termine FAQ è l’acronimo dell’inglese Frequently Asked Questions che si può tradurre nella nostra lingua in “domande poste frequentemente” cioè domande ricorrenti, su uno specifico argomento, formulate da parte di soggetti che svolgono una determinata attività lavorativa e quindi sono interessati ad informarsi ed aggiornarsi su problematiche relative al settore di interesse.

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Infatti, qualora sorga qualche dubbio per quanto attiene alle corrette modalità di svolgimento dell’attività di competenza, è importante avere una risposta veloce ed esaustiva in modo da eliminare le perplessità che potrebbero pregiudicarne il corretto svolgimento. Le risposte a specifiche domande possono essere di notevole aiuto anche nel caso in cui i soggetti interessati hanno bisogno

di avere chiarimenti nel campo della sicurezza sul lavoro soprattutto per settori lavorativi in cui è alta la frequenza con cui si verificano infortuni gravi, come l’attività edile, che, oltre tutto, è governata da una normativa complessa ed in continuo aggiornamento costituita da leggi, decreti, circolari ministeriali, norme di buona tecnica e risposte del Ministero ad interpelli. Il sistema costituito dalla richiesta di FAQ e dalla formulazione della relativa risposta corretta da parte di organismi competenti del settore è ormai da tempo utilizzato, infatti, per esempio, nel documento ANAC relativo agli obblighi informativi verso l’Autorità (aggiornato al 13 giugno 2016) vengono riportate le risposte a 66 quesiti di carattere generale, relativi alla fase di aggiudicazione ed esecuzione di contratti di appalto e in un altro documento ANAC, aggiornato al 23 ottobre 2018, vengono riportate 78 risposte a quesiti sulla tracciabilità dei flussi finanziari. Per quanto attiene specificatamente alle problematiche relative alla sicurezza sul lavoro il Ministero del lavoro ha pubblicato una serie di FAQ in riferimento ad alcuni aspetti normativi del D.Lgs n. 81\08, in materia di lavoratori autonomi, imprese familiari, stage e tirocini formativi, forma-


sa avere, con facilità, la possibilità di un eventuale maggior approfondimento del tema.

zione addetti primo soccorso, microclima. Sono invece molto scarsi e, in ogni caso, piuttosto datati, i documenti relativi alla corretta applicazione della normativa di sicurezza in particolare nei riguardi delle attrezzature di lavoro che, per la loro complessità e pericolosità, sono, di frequente, causa di gravi infortuni. Tra queste vi sono certamente gli apparecchi di sollevamento persone, cioè i ponti mobili sviluppabili, gli ascensori da cantiere, i ponteggi autosollevanti ed i ponteggi sospesi, tutte attrezzature che, con sempre maggiore frequenza, vengono utilizzate nei cantieri edili. Nelle note che seguono si è cercato quindi di dare risposte ai più frequenti dubbi che possono riguardare il corretto utilizzo di queste attrezzature di lavoro, alcune delle quali si possono facilmente dedurre da una attenta lettura del testo normativo, mentre per altre, per formulare la risposta corretta, è necessario fare rifermento a decreti e circolari ministeriali, linee guida, norme UNI e CEI, interpelli e, in qualche caso, anche a sentenze di Cassazione. Nelle note che seguono si è cercato di rispondere, nel modo più possibile sinteti-

co, a diverse possibili FAQ riguardanti la sicurezza di utilizzo degli apparecchi di sollevamento persone nei cantieri edili, riportando sempre il relativo riferimento normativo in modo che il lettore pos-

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Quali sono le differenti tipologie di ponti mobili sviluppabili? L’utilizzo di Piattaforme di Lavoro mobili Elevabili (PLE, acronimo anglosassone MEWP), chiamate anche ponti mobili sviluppabili su carro, o semplicemente “cestelli”, è piuttosto recente, infatti la prima piattaforma è stata utilizzata negli Stati Uniti nel 1969, realizzata da John L. Grove. Questa tipologia di attrezzature di lavoro si è andata quindi sempre più diffondendo, anche nel nostro Paese, in particolare per l’esecuzione di lavori edili, in quanto consentono un accesso temporaneo in quota in modo rapido e sicuro. Infatti le PLE sono molto versatili e consentono un notevole risparmio, sia economico che di tempo, soprattutto per l’esecuzione di interventi di riparazione e manutenzione di durata limitata sulle facciate e sulle coperture degli edifici di notevole altezza rispetto a quanto comporterebbe l’installazione di un ponteggio metallico di tipo tradizionale per l’esecuzione della stessa tipologia di intervento. Le PLE sono spesso utilizzate anche per

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Certificazione & Formazione l’esecuzione di lavori a quote relativamente basse, in sostituzione dei ponti su ruote (trabattelli), che, all’esterno, possono essere utilizzati sino a 8 metri (presenza di vento) e all’interno sino a 12 metri (assenza di vento), come richiesto dall’allegato XXIII del D.Lgs n. 81\08. Però, a causa della complessità di queste attrezzature, del frequente utilizzo da parte di operatori non sufficientemente formati e del mancato rispetto della specifica normativa di sicurezza, sono frequenti, e quasi sempre molto gravi, gli infortuni che si verificano nel corso del loro utilizzo. Infatti se, nel caso del ribaltamento di una gru a torre o di una autogru, si può sperare che vi siano, come conseguenza, soltanto danni materiali, se si ribalta un ponte sviluppabile le conseguenze per gli occupanti della navicella sono quasi sempre molto gravi. Che cosa sono le Piattaforma di Lavoro Elevabili (PLE)?

La norma UNI EN 280:2015, entrata in vigore il 14 ottobre 2015, definisce la “piattaforma di lavoro mobile elevabile” come macchina mobile destinata a spostare persone alle posizioni di lavoro, nelle quali svolgono mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione definita e che sia costituita almeno da una piattaforma di lavoro con comandi, da una struttura estensibile e da un telaio. Quali sono gli elementi fondamentali costituenti le PLE? Gli elementi fondamentali che costituiscono queste attrezzature di lavoro sono: La piattaforma che costituisce la postazione su cui prendono posto i lavoratori che devono eseguire gli interventi lavorativi; la struttura estensibile collegata al telaio che consente lo spostamento della piattaforma nella posizione più idonea di lavoro; il telaio di base, che può essere

semovente o trascinato e serve per dare stabilità alla struttura ed a consentirne gli spostamenti; gli stabilizzatori che hanno il fine di assicurare la stabilità al ribaltamento dell’intera struttura. Quali sono le differenti tipologie di PLE presenti sul mercato? Molto differenziate sono le tipologie di PLE offerte dal mercato, in quanto le ditte costruttrici producono una vasta gamma di modelli in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza lavorativa per poter consentire agli utilizzatori di scegliere l’apparecchio più idoneo alla tipologia di intervento da effettuare. Infatti la scelta corretta dipende dalle caratteristiche del luogo di lavoro, dalla tipologia di attività da svolgere, del relativo livello di rischio e dalla durata dei lavori. In relazione al meccanismo di elevazione le PLE possono essere: articolate, telescopiche, a pantografo. In base alle modalità di spostamento le PLE possono essere: autocarrate, rimorchiate, semoventi. In base alla presenza di stabilizzatori le PLE possono essere: con stabilizzatori, senza stabilizzatori. Perché è importante scegliere la tipologia di PLE più idonea al lavori da svolgere? Risulta necessario che il datore di lavoro dell’impresa che deve eseguire l’intervento effettui una scelta oculata, in quanto se risulta necessario apportare adattamenti e soprattutto modifiche alle caratteristiche di regolare funzionamento e utilizzo dell’apparecchio, questi interventi sono quasi sempre pregiudiziali per la sicurezza dei lavoratori. Al riguardo l’art. 71, comma 2, del D.Lgs n. 81/08 stabilisce che all’atto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di lavoro prende in considerazione le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere. Quale è il primo controllo che deve effettuare l’utilizzatore per verificare se la PLE che intende utilizzare è idonea al lavoro da svolgere?

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L’utilizzatore deve, prima di tutto, prendere visione del “diagramma di lavoro” o “area di lavoro” della PLE - che deve essere sempre accompagnare la fornitura della macchina - e che costituisce la rappresentazione dello spazio, in altezza e sbraccio, entro il quale è consentito operare per non superare le sollecitazioni massime di progetto della struttura e la stabilità al ribaltamento dell’apparecchio. In questo modo, è possibile individuare l’altezza massima raggiungibile dalla piattaforma in funzione dello sbraccio, in modo da poter verificare se, partendo dalla zona di lavoro in cui è possibile lo stazionamento del veicolo, la navicella può raggiungere la posizione necessaria per effettuare la prestazione lavorativa richiesta. (Prima parte - continua)

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Certificazione & Formazione GEOJOB

Il lavoro che vogliamo UN GRANDE PROGETTO METTE AL CENTRO LA FORMAZIONE SPECIALIZZATA DEI GIOVANI. PER FAR CRESCERE OPERATORI SPECIALIZZATI NEI CANTIERI DI DOMANI

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are alle nuove generazioni un’opportunità vera, seguendo la missione primaria di una politica del lavoro che guarda al futuro. Su questo principio, un confronto decisivo che porterà all’azione forse è ini-

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ziato sul serio e il merito è di una realtà d’eccezione come quella di GeoJob. Poche settimane fa, questa startup innovativa - maturata nel 2018 all’interno dell’incubatore di impresa Speed MI Up dell’Università Bocconi - che ha creato un network

(diffuso in tutta Italia) per operatori specializzati nel settore delle costruzioni, ha incontrato a Roma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, per avviare il primo dialogo su un progetto di formazione rivolto ai giovani (e alle imprese) che cercano nuove professionalità per i cantieri di domani. La nostra redazione ha affiancato con passione il questa sfida e una delle nostre riviste (il trimestrale “Perforare”, nel primo numero di questo 2020) è stata consegnata dallo stesso Vittorio Massimo Borgo (amministratore unico di GeoJob) alla ministra Catalfo, durante l’incontro al dicastero governativo. Ne siamo davvero orgogliosi, perché al centro di questa sfida formativa ci sono i protagonisti delle nostre case history e degli articoli più significativi, le figure-chiave altamente specializzate - e rare a trovarsi sul mercato - come quelle degli operatori di perforazione, degli utilizzatori di gru da fondazione e degli specialisti deputati alla gestione di mezzi pesanti per il sollevamento e i trasporti eccezionali. Sfruttando le grandi possibilità offerte dalla geolocalizzazione, geoJOB Recruitment ha sviluppato un servizio tecnologico per riuscire a rintracciare direttamente sul mercato

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dell’offerta professionale i lavoratori del comparto edile e delle grandi costruzioni. Grazie a un sistema di ricerca integrato, per molte imprese che affidano le proprie ricerche di personale a geoJOB Recruitment oggi è possibile identificare in tempi brevissimi le figure professionali più adatte e disponibili per il proprio cantiere o per una specifica lavorazione industriale, scegliendole tra le persone geograficamente più vicine all’azienda appaltatrice o all’area cantierizzata e in corso d’opera. Quello che manca, troppo spesso, è proprio il lavoratore specializzato e già formato per salpare alla volta di una nuova esperienza di lavoro, spesso qualificata e cruciale per la propria carriera professionale. “Per questo, l’idea di parlarne direttamente con il ministro Nunzia Catalfo ci è

apparsa impegnativa ma giusta - dichiara convinto Vittorio Massimo Borgo, amministratore unico di geoJOB - Oggi il mondo delle costruzioni, in Italia, ha un bisogno costante di personale specializzato da avviare a piccoli e grandi progetti di costruzione. La ricerca di operatori formati per

l’utilizzo esperto, ad esempio, di gru edili, perforatrici e grandi mezzi di sollevamento ci vede impegnati assiduamente nei nostri uffici di San Donato Milanese e spesso in trasferta, in visita al quartier generale di molte imprese del settore. Così, possiamo toccare con mano una realtà problematica, dove mancano le figure professionali adeguate alle lavorazioni più complesse in cantiere. Ci piacerebbe affermare che la scarsità di questi professionisti sul mercato sia da ricondurre alla partenza in contemporanea di molte opere; purtroppo non è così. La prima vera ragione di questa difficoltà nel reperimento di personale risiede nel fatto che gli specialisti, lo ripetiamo con allarme, sono sempre meno nel nostro Paese. Da 15 anni in Italia non si realizzano quasi più grandi infrastrutture e questo rallentamento ha provocato ormai una sclerosi nella formazione e nell’inserimento di giovani professionisti in questo segmento estremamente qualificato”. Proprio considerando questo deficit di preparazione, Vittorio Borgo e lo staff di geoJOB hanno posto l’accento fin dall’inizio della loro missione professionale sull’importanza della formazione e di un apprendistato diretto in cantiere, nel percorso virtuoso che

Imprese, è emergenza professionale Il momento economico che caratterizzerà questo 2020 è davvero cruciale per il nostro Paese. Lo sblocco auspicabile dei grandi cantieri di infrastrutture richiederà un coordinamento e una scelta ragionata delle figure professionali che si dedicheranno agli innumerevoli compiti di gestione tecnica e logistica delle aree di intervento. “Abbiamo contatti costanti con realtà del calibro di Trevi, Isarco Scarl (consorzio guidato da Salini Impregilo, di cui fanno parte Strabag, Collini Lavori e Consorzio Integra), General Smontaggi, Mangiavacchi Pedercini, Tecno In, Toscopali, Geocipo, Intercantieri Vittadello, Ediltecno Restauri, Dolomiti Rocce, LC&Partners Project Management and Engineering, One Works, Romeo Safety Italia, Di Vincenzo Dino & C. - ci informa Borgo, con il lungo elenco di imprese primarie impegnate nell’ambito dei grandi lavori, in Italia e all’estero - Il bisogno di lavoratori formati è crescente e noi abbiamo il dovere di fornire risposte certe. Si tratta di un imperativo economico e sociale non più rinviabile, per il bene delle costruzioni e per la tenuta più generale della coesione sociale che spinge il motore di un’economia sana e rivolta al futuro”.

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Certificazione & Formazione può condurre i giovani alla prospettiva di un lavoro importante e in continua evoluzione. “L’incontro con la ministra Nunzia cifiche, e in caso di difficoltà, ovunque Catalfo si inserisce proprio in questo proci si trovi, il Service Point di Effer può getto di formazione fondamentale per un verificare istantaneamente il problema networking virtuoso tra imprese e lavorae intervenire subito con la risoluzione tori - sottolinea Vittorio Borgo - Abbiamo da remoto dell’anomalia. Race consente trovato grande attenzione e interesse per di raccogliere una gran mole di dati che nostre proposte e devo che questazioni personali. Dotato di un display TFT sullele gru equipaggiate con dire il sistema permettono il monitoraggio e una miglior sensibilità e personale da par-da 3,5”, Steady garantisce infine un alto Sense. A ben istituzionale guardare, inoltre, Steady gestione della macchina: si può visualizte della Nunzia Catalfo ci spronalivello di qualità dell’immagine, offrendo è molto più ministra che un radiocomando: è un zare il tragitto della gru dal pannello di di più“partner” nella nostrache motivazione. veroancora e proprio affianca Farfeedback dettagliati e precisi. Un altro controllo, monitorare il tempo effettivo di partire laper formazione diregiornata far partire ilgioiello della tecnologia è RACE – Remol’operatore facilitarevuol la sua lavoro e misurare la percentuale di utilizlavoro, rilanciare il Paese”. lavorativa, estremamente ergonomico, te Assistant Control Effer – il nuovo sizo delle attrezzature quali il jib, il cestello Formare giovanie leve può costituirestema di connettività per le gru Effer che perché lascialebraccia maninon in posizione o le forche. Ma si può anche visualizzaun aggravio dei costi un’impre-permette di rimanere sempre connessi naturale, riducendo la obiettivi tensionediposture le performance di più unità, per un Serveèdavvero aiutograzie da parte una efficacedinell’ambito lavoratori formati da flotta. specialisti settore, rale.sa. Inoltre facile daunusare alledellealla di gru, conpolitica la possibilità accedere adellamiglior controllo della Un del partiistituzioni; un aiutointuitive, che potràmentre moltiplica-tuttiformazione professionale - sottolinea consicuramente una riduzione significativa dei costi icone particolarmente i dati necessari. Fondamentale perl’am-colare molto utile anche al di re esponenzialmente il ritorno questopianificare ministratore di geoJOB Per i lavoratori,noleggiatore. formazioneSenza e dei contare tempi dii apprendistato la retroilluminazione permette di di lavoil lavoro e per- intervenire vantaggi nelle questa politica si beneficio diin termini in azienda. Nell’ottica delpreventiva, conseguimento rareinvestimento anche nelle ore in cuinuove la lucegenerazioni. comintempestivamente intradurrà caso di nel necessità. di manutenzione alle aziende ragazzi che abbiano le competenze basilari di questi risultati, le politiche della formacia a“Fornire scarseggiare. Copre, infine, tutti i Conacquisire Race è possibile monitorare dache re-pos-dal momento che dal pannello è possibile le di fondamentali nozioni portare subito a device un’assunzione zione rappresentano pietra d’angolo canali frequenza al mondoteorico-pratiche e dispone motosano la gru da qualsiasi mobile consapere quanto manca allauna manutenzione necessarie essere operativi in cantiere contratto apprendistato. Per le imprese,dellaper degli quindi stessi lavoratori e delle di una scheda per di memoria rimovibile in o fisso: basta di accedere al portale, senza gruil efuturo si possono predisporre da subito: dev’essere questo l’obiettivodover il valore sarà quello di avere disposizione imprese”. cui èfin possibile salvare le proprie impostascaricare programmi o aapp spein anticipo gli interventi.

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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show

7-9 October 2021 Piacenza (Italy)

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Total Exhibitors: 428 - Qualified Visitors: 11.400 Total Exhibit Area: 3 Halls, more than 41.000 sqm

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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 6 - Febbraio/Marzo 2020

In questo numero

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WELCOME TO R E A L I T Y D re a m s a re n o t re e l , i t c a n b e re a l . Fo r t h a t w e re a l ly w o r k h a rd .

Dal 1981 leader mondiale n e l l a p ro d u z i o n e d i a v v o l g i t u b o e a v v o l g i c a v o .

Inserzionisti 39 Apex 13 Autovictor II Boman 92 CEM 31 CTE I Demac 7 Donati 89 Farag

10 Fassi 16 Ferrari 59 Flash Battery 85 GIC 93 GIS 8 Goldhofer 81 GSR 43 Haulotte

15 Idrogru 67 Ire 73 Jekko 47 JLG 17 JMG 3 Liebherr 9 Merlo 18 Nooteboom

11 Ormig 14 Palfinger Italia 19 Platform Basket III Pipeline&GasExpo 38 REMdevice 27 Socage IV Tadano 5 Zoomlion

Aziende citate A Autovictor ................ 24 B Bobcat ........................ 60 Bรถcker ....................... 14 C Cargotec .................... 12 Cifa ............................ 40 Cofiloc ....................... 19 Cometto .................... 74 D Demac ....................... 21 Demag ................ 14, 24 Donati ....................... 68 Doosan Infracore ..... 60 E Easy Lift .................... 12

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F Fassi Gru ................... 36 Flash Battery ............ 70 G Gam ........................... 11 Genie ......................... 54 GeoJob ....................... 90 Grove ......................... 32 H Haulotte .................... 50 J JCB ............................. 76 Jekko .......................... 28 JMG ........................... 18 K Kalmar ...................... 12 Konecranes ............... 16

L Liebherr ............. 24, 44 Lombarda Noleggi .. 78

M Magni ................. 18, 58 Mammoet ................... 8 Manitex .............. 11, 34 Manitou .................... 10 Manitowoc ........ 32, 48 Merlo ........... 18, 19, 56 Mollo .................. 16, 82 MSC ........................... 12 Multitel Pagliero ...... 78

O Oil & Steel .......... 11, 34 OilSafe ....................... 64 Ormig ........................ 42

P Palazzani .................. 52 Palfinger ................... 11 PM ............................. 34

R REMdevice ............... 62

S Samoter ..................... 18 Scaligera Service ...... 44

T Tadano ...................... 14 Terex .......................... 54

Z Zoomlion .................. 40

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20-22 May 2020 Piacenza (Italy)

THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW

TRA GLI ESPOSITORI CONFERMATI DEL PGE 2020 AMONG THE CONFIRMED EXHIBITORS AT PGE 2020 A.M.S.

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Servizi di Consulenza su Qualità , Salute, Sicurezza ed Ambiente Servizi di Ingegneria Civile e Strutturale

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© Tadano Demag GmbH 2020. Demag è un marchio registrato di Tadano Demag GmbH.

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SOLLEVARE - Febbraio/Marzo 2020  

Il primo portale italiano dedicato ai settori del sollevamento, della movimentazione industriale e portuale e dei trasporti eccezionali; dal...

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