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È un progetto di educazione al patrimonio e di cittadinanza attiva attraverso l’uso consapevole dell’informazione sul web. È un’iniziativa di valorizzazione didattica dei musei della Convenzione Terre & Musei dell’Umbria realizzata, grazie al contributo della Regione Umbria, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio e sviluppare competenza, consapevolezza e responsabilità rispetto alle modalità di produzione del sapere, in una dimensione particolarmente familiare alle giovani generazioni. I ragazzi di undici classi delle scuole secondarie di I e II grado dei Comuni di Amelia, Bevagna, Cascia, Deruta, Montefalco, Montone, Spello, Trevi, Umbertide sono stati coinvolti in un lavoro di revisione, integrazione e produzione della voce su Wikipedia del proprio museo cittadino. Da abituali fruitori di informazioni sul web immediate e pronte all’uso, i ragazzi hanno vestito il ruolo di autori sul sito di Wikipedia, la principale e più autorevole enciclopedia virtuale. L’attività di ricerca e redazione si è svolta in un articolato percorso didattico attraverso diverse dimensioni/sedi della conoscenza: Web, Scuola, Museo e Biblioteca. Ringraziamo i 214 alunni partecipanti e i loro insegnanti per l’importante contributo dato alla diffusione sul web dei nostri musei.


Amelia Museo civico archeologico e Pinacoteca E. Rosa

museo

Dal 2001 il museo è ospitato all’interno dell’ex Collegio Boccarini. L’edificio, costruito tra il XIII e il XIV secolo, dal 1410 fu sede del governatore pontificio la cui giurisdizione comprendeva Amelia, Orvieto e Terni. Dopo l’Unità d’Italia fu trasformato nel Convitto Boccarini e nel 1932 nella sede dei salesiani. Il chiostro fu realizzato in forme rinascimentali da fra Egidio Delfini nel XVI secolo.

collezioni

La raccolta archeologica comprende materiali antichi rinvenuti in città e nei dintorni. Ai reperti romani e altomedievali, un tempo custoditi nel cortile e nei magazzini del municipio, si sono aggiunte la collezione del notaio Giovanni Spagnoli, che copre circa tredici secoli di storia locale, la collezione ContiPaladini, donata al comune nel secolo scorso, e una sezione preromana. La statua bronzea di Germanico (I secolo d.C.), rinvenuta ad Amelia ed esposta dopo un lungo restauro, occupa una posizione privilegiata lungo il percorso museale. Al piano superiore è ospitata una quadreria con opere datate a partire dalla seconda metà del XV secolo.


Statua bronzea con ritratto di Germanico L’imponente statua in bronzo del generale Nerone Claudio Druso Germanico (I secolo d.C.) fu ritrovata nel 1963; di grande qualità è la fronte della corazza decorata al centro con una scena dell’agguato di Achille a Troilo. Ara funeraria L’altare della seconda metà del I secolo d.C. è decorato su tre lati con sfingi sedute, una ghirlanda di frutta, una scena mitologica e due teste d'ariete. Leone funerario Di dimensioni naturali, appartiene alla nota classe di sculture leonine associate ai monumenti funerari tra l’età tardo repubblicana e la prima età imperiale. Erma del dio Termine Manufatto in travertino, databile alla fine del I secolo a.C., raffigura l'immagine del dio Termine che era posto nelle campagne per delimitare i confini di proprietà. Cristo crocifisso tra i Santi Firmina e Olimpiade La tavola dipinta nel 1557 da Livio Agresti raffigura i martiri protettori di Amelia. Sant'Antonio abate La tempera su tavola, realizzata nel 1474-75 da Piermatteo d’Amelia, raffigura il protettore degli animali domestici e degli infermi. Ritratto di Alessandro Geraldini Primo vescovo residente nelle Diocesi Riunite d'America, nel 1521-22 scrisse l'Itinerarium con notizie su Colombo e le terre scoperte.

Redazione a cura della classe II B della Scuola Secondaria di II grado dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale - Indirizzo turistico L. Einaudi di Amelia a.s. 2012/13

opere principali


Bevagna Museo civico

museo

Il museo, inizialmente ospitato nella chiesa di San Francesco, dal 1949 è allestito all’interno di Palazzo Lepri, una costruzione tardo settecentesca che fino al terremoto del 1997 è stata anche sede del Comune di cui resta la notevole sala del Consiglio. Nuove sistemazioni museali secondo moderni criteri museografici, sono state effettuate nel 1996 al piano terra del palazzo e infine, a partire dal 2008, al secondo piano. Nel 1838 lungo la scalinata di Palazzo Lepri furono murati numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio e raccolti dall’Abate Fabio Alberti a partire dal 1787.

collezioni

Le opere esposte provengono in gran parte dalle chiese della città e del territorio e da donazioni private. Sono state realizzate tra il 1550 e il 1750 e offrono un’ampia testimonianza della produzione artistica e della devozione locale. Il primo nucleo si formò in seguito all’incameramento dei beni ecclesiastici deciso dal neonato Stato italiano nel 1860. Successivamente si aggiunsero altre opere provenienti dalle chiese del territorio


Adorazione dei Magi Il dipinto (1750 circa) spicca per la cromia raffinata e brillante, l’atmosfera dorata che rende sfumati i contorni, l’accuratezza nel realizzare ori, sete, broccati e la sapiente composizione: caratteristiche univoche del pittore rococò Corrado Giaquinto. Cassa del Beato Giacomo Costruita nel 1589 per ospitare il corpo del domenicano Giacomo Bianconi, fu decorata da Ascensidonio Spacca con tre miracoli del Beato. Pala Ciccoli Realizzata da Dono Doni intorno al 1570, raffigura la Madonna con il Bambino e una fanciulla di casa Ciccoli morta prematuramente. Modello del Santuario della Madonna delle Grazie Il modello ligneo ha il suo corrispettivo monumentale nell’edificio costruito nel 1583 dall’architetto perugino Valentino Martelli sul colle che sovrasta Bevagna. Sant’Antonio e San Giuseppe I dipinti dei due Santi (1620 circa) si collocano nell’iniziale fase di attività artistica del bevanate Andrea Camassei, prima dell’incontro decisivo con il Domenichino a Roma nel 1626. Madonna di Costantinopoli L’opera, eseguita da Ascensidonio Spacca nel 1609 per la chiesa di San Francesco, contribuì alla diffusione del culto della Madonna di Costantinopoli nella media Valle Umbra all’epoca della Controriforma.

Redazione a cura della classe II B della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Ten. Ugo Marini di Bevagna a.s. 2012/13

opere principali


Cascia Museo di Palazzo Santi

museo

Il museo dal 1997 è allestito all’interno di Palazzo Santi, in parte ricostruito nel XVII secolo dopo il terremoto del 1599 che lo danneggiò notevolmente. Nel corso del tempo il palazzo è stato adibito a monastero delle monache cappuccine di Santa Chiara, a quartier generale dei soldati corsi, a scuola pubblica gestita dai Gesuiti, a caserma dei carabinieri e, fino al 1979, a collegio dell’Istituto Alberghiero. Parte del circuito museale è anche la chiesa di Sant’Antonio Abate, con cicli di affreschi e la splendida scultura lignea di Tobia e l’Angelo del XV secolo.

collezioni

Il museo è suddiviso in quattro sezioni: la sezione archeologica della tomba di Maltignano, che conserva un lussuoso corredo funebre del II secolo a.C.; la sezione archeologica di Villa San Silvestro; la collezione di statue lignee databili tra il XIII e XV secolo; la pinacoteca con mobili, pale d’altare e dipinti di chiese e conventi cittadini acquisiti dal Comune dopo l’Unità d’Italia.


Tomba di Maltignano La tomba (III-II secolo a.C.), rinvenuta nel Settecento, doveva essere di notevole rilievo vista la ricchezza del suo corredo con bronzetti votivi e oggetti che avevano la funzione di accompagnare i defunti durante il viaggio nell’oltretomba. Sezione archeologica di Villa San Silvestro Dagli scavi del tempio romano di Villa San Silvestro (III secolo a.C.) provengono un frammento scultoreo, alcune tegole in piombo che ricoprivano il tetto conferendogli un aspetto luminescente e prezioso, un bronzetto raffigurante un bambino con palla, 37 monete di età compresa tra III secolo a.C. e III secolo d.C. Madonna col Bambino L’opera in legno intagliato e dipinto, chiamata localmente Madonna rosa per la sbiadita cromia del rosso della veste, è un pregevole esempio della produzione di madonne lignee duecentesche. Il Bambino, più grande del normale, testimonia l’intenzione dell’autore di rappresentarlo in posa trionfante. Angelo reggicandelabro La scultura lignea (fine XIV secolo), di raffinata eleganza, proviene dalla chiesa di Sant’Antonio Abate e rappresenta un angelo poggiato su un piedistallo ottagonale con la spalla destra arretrata per reggere il peso del cero. I Santi Vincenzo Ferrer, Giuseppe e Antonio Abate La tela, datata 1790, porta la firma di Vincenzo Corvi, uno dei protagonisti dell’ultimo Settecento romano.

Redazione a cura delle classi II A e II B della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Omnicomprensivo Statale di Cascia a.s. 2012/13

opere principali


Deruta Museo Regionale della Ceramica

museo

Il Museo Regionale della Ceramica di Deruta è il più antico museo italiano per la ceramica. La sua fondazione risale al 1898 grazie al notaio derutese Francesco Briganti che ebbe l'idea di istituire un “Museo artistico pei lavoranti in maiolica”. Dal 1998, il Museo è ospitato nel complesso conventuale di San Francesco.

collezioni

Il percorso consente di esplorare la storia della tradizione ceramica derutese grazie all'esposizione di 6.500 opere organizzate su quattro livelli espositivi (inclusi i depositi). La collezione museale è ordinata secondo un criterio cronologico ed alcune sezioni tematiche che indagano lo sviluppo e l'evoluzione della produzione ceramica dal medioevo al XX secolo. L'itinerario di visita si apre con una sezione, denominata sala didattica, dedicata alle tecniche di lavorazione della ceramica.


Pavimento della Chiesa di San Francesco di Deruta Il pavimento, è costituito da mattonelle policrome a forma di stella ad otto punte e a forma di croce. Le mattonelle a stella presentano motivi decorativi a figure sacre e profane (profeti, muse, divinità olimpiche, santi, figure allegoriche, profili maschili e femminili); quelle a croce sono per lo più decorate ad arabeschi e girali. Il pavimento è eseguito in policromia con una netta prevalenza di toni azzurrati; su di una mattonella rettangolare è riportata la data 1524, probabile anno di esecuzione del capolavoro. Targhe votive Deruta si distingue nel variegato quanto complesso panorama della produzione di maioliche devozionali. Sin dal XVI secolo gli artigiani locali hanno realizzato numerose formelle dedicate alla Madonna ed ex-voto in particolare per il Santuario della Madonna del Bagno che ne conserva circa 782 per lo più prodotte dal XVII al XX secolo. Collezione Magnini È la più grande collezione presente nel museo con oltre mille esemplari in maiolica provenienti da Deruta e da altri centri italiani. La risistemazione della collezione nel 1998, nell’attuale sede museale, ha voluto offrire una veduta d’insieme, il più possibile esaustiva, della storia della maiolica italiana. Sezione della farmacia Lo spazio espositivo con cui si conclude il percorso museale è allestito sul modello di un’antica farmacia settecentesca in cui sono esposti contenitori farmaceutici prodotti da diverse botteghe italiane dal XV al XIX secolo.

Redazione a cura delle classi II e III TP della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Omnicomprensivo Mameli-Magnini di Deruta a.s. 2012/13

opere principali


Montefalco Complesso museale di San Francesco

museo

È uno dei più prestigiosi musei umbri, grazie alla qualità dei materiali che compongono la raccolta e alla veste monumentale del complesso. La chiesa già dal 1890 accolse i beni confiscati alle comunità religiose a seguito dell’Unità d’Italia. Una nuova sistemazione museale, più adatta alla conservazione e ad una migliore fruizione delle opere esposte, si realizzò nel 1990, con l'acquisizione e il ripristino di alcuni locali dell’ex convento. Lo spazio espositivo si è ulteriormente ampliato nel 2006.

collezioni

La pinacoteca ospita opere datate tra il XV e il XVII secolo. La chiesa di San Francesco, costruita tra il 1335 e il 1338, presenta affreschi che documentano i secoli XV e XVI e portano la firma di grandi artisti, quali Benozzo Gozzoli e Perugino. Il lapidario, allestito nella cripta della chiesa, conserva materiali databili dal I secolo a.C. al XVI secolo; le antiche cantine del convento, scoperte nel 2002, sono testimonianza della produzione di vino da parte dei frati.


Episodi della vita di San Francesco d’Assisi Il ciclo, commissionato dai frati del convento a Benozzo di Lese di Sandro, meglio noto come Benozzo Gozzoli, fu affrescato nel 1450 nell’abside della chiesa al di sopra del coro ligneo, entro dodici scene disposte su tre registri sovrapposti. Cappella di San Girolamo Affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452 con le Storie della vita di San Girolamo, la cappella fu probabilmente commissionata dal nobile montefalchese Girolamo di Ser Giovanni Battista de Filippis. Madonna del Soccorso L’iconografia dell’opera, eseguita da Francesco Melanzio (fine del XV secolo), con la Madonna che alza un bastone contro il diavolo a protezione di un bambino, serviva a scoraggiare la pratica del battesimo tardivo. Natività Affrescata sulla controfacciata della chiesa da Pietro Vannucci detto il Perugino nel 1503, presenta tre scene inquadrate da finte architetture e motivi a candelabro: l’Annunciazione, l’Eterno in Gloria tra gli Angeli e la Natività. San Vincenzo da Saragozza, Sant’Illuminata, San Nicola da Tolentino La tavola, dipinta a Roma da Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano (fine XV secolo), fu riadattata per la chiesa montefalchese di Santa Illuminata modificando per l’occasione due figure di Santi.

Redazione a cura della classe I A della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo F. Melanzio di Montefalco a.s. 2012/13

opere principali


Montone Museo comunale di San Francesco

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Il museo è situato all'interno di un antico insediamento francescano composto dalla chiesa di San Francesco, di cui si hanno notizie già a partire dal XIII secolo, e dall'adiacente convento, ampliato intorno al XVI secolo a seguito delle crescenti necessità della comunità religiosa. Con l’Unità d’Italia e la soppressione degli enti religiosi, il complesso venne abbandonato dai frati minori e diventò di proprietà statale. Nel 1995, dopo una lunga opera di recupero, è diventato sede del museo comunale.

collezioni

Il complesso museale comprende la chiesa di San Francesco, con affreschi dal XIV al XVI secolo, e la pinacoteca che, inaugurata nel 1995 al primo piano dell’ex convento, ospita opere provenienti dalle diverse chiese del territorio. Alcune sale a piano terra, infine, accolgono il Museo Etnografico Il tamburo parlante che espone oggetti e testimonianze delle popolazioni africane orientali raccolte dal professor Enrico Castelli.


Ciclo di affreschi dell’abside La decorazione eseguita nel 1423 da Antonio Alberti da Ferrara, pur se frammentaria, consente di ricostruire l’intero ciclo, le cui scene principali rappresentano il Giudizio Universale ed episodi della vita di San Francesco. Alberi genealogici I due alberi genealogici, dipinti all’inizio del XVIII secolo, rappresentano la genealogia della famiglia Fortebracci, da cui è disceso il noto condottiero Braccio da Montone. Madonna della Misericordia Il gonfalone contro la peste, realizzato da Bartolomeo Caporali su committenza francescana, è datato 1482. Rappresenta la sintesi perfetta tra i canoni pittorici toscani e umbri, unendo l’uso del fondo oro di tradizione medievale alla rappresentazione paesaggistica del Quattrocento. Gruppo ligneo di Deposizione Proveniente dalla pieve di San Gregorio Magno, è datato 1260-1270. Il restauro ne ha consentito la ricomposizione e rivelato la vera identità come scena di Deposizione dopo che, a partire dalla prima metà del XVI secolo, il gruppo era stato smembrato e la statua di Cristo modificata ed usata come Crocifissione. Teli umbri La lavorazione di questi teli di prezioso lino, databili tra XV e XVII secolo, è quella ad occhio di pernice e a spina di pesce; li decorano motivi geometrici o figure di liocorni e colombe che si abbeverano alla fontana dell’amore.

Redazione a cura della classe II A della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Montone-Pietralunga di Montone a.s. 2012/13

opere principali


Spello Pinacoteca civica

museo

Un primo nucleo di opere della pinacoteca furono riunite nel 1916 nella cappella del Salvatore della collegiata di Santa Maria Maggiore, per volere del priore Luigi Pomponi. A partire dal 1920 furono provvisoriamente affidate a tale raccolta anche le opere del Comune di Spello e della Congregazione di Carità della città. Negli anni ’80 l’Associazione Pinacoteca Civica di Spello individuò nel palazzo dei Canonici, attiguo alla chiesa di Santa Maria Maggiore, la sede del museo che è stato aperto al pubblico il 6 agosto del 1994.

collezioni

Nella pinacoteca si raccolgono affreschi staccati, dipinti, sculture e opere di oreficeria che provengono da vari luoghi della città: dalla chiesa di Santa Maria Maggiore, da altre chiese del territorio, dal Comune di Spello e da alcune donazioni. Le opere, esposte in ordine cronologico, coprono un periodo di tempo compreso tra il XII secolo e il XIX secolo.


Madonna in trono La scultura in legno policromo (inizi XIII secolo) raffigura Maria incoronata, seduta in trono e benedicente; la mano sinistra è nell’atto di sorreggere il Bambino, trafugato nel 2008. Croci astili La croce di San Lorenzo, fu realizzata in argento, rame cesellato e smalti traslucidi alla fine del Trecento. Di simile fattura è la croce di Santa Maria Maggiore, commissionata nel 1398 all’orafo perugino Paolo Vanni. Crocifisso deposto La scultura (inizi XIV secolo), dotata di braccia mobili, veniva utilizzata nelle celebrazioni pasquali per la rappresentazione delle scene della Crocifissione e della Deposizione di Cristo. Madonna con il Bambino e i Santi Girolamo e Bernardino L’affresco staccato, attribuito ad Andrea d'Assisi detto l'Ingegno, è datato intorno al 1503 e proviene dalla chiesa di San Bernardino. Vesperbild (Pietà) La scultura in terracotta policroma (prima metà del XVI secolo), riprende un’iconografia di origini tedesche e proviene dalla cosiddetta Chiesa Tonda. Madonna con il Bambino, San Felice Vescovo, il Beato Andrea Caccioli di Spello L'opera, dipinta dal senese Marcantonio Grecchi agli inizi del XVII secolo, presenta una fedele riproduzione della città di Spello.

Redazione a cura della classe II C della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo G. Ferraris di Spello a.s. 2012/13

opere principali


Trevi Raccolta d’arte di San Francesco

museo

Il complesso museale ha sede nell’omonimo convento sviluppatosi a partire dal XIII secolo. Il primo nucleo fu costruito nei pressi della chiesa romanica di Santa Maria, successivamente ampliata e dedicata a San Francesco. La struttura ruota intorno al chiostro centrale, la cui decorazione pittorica venne realizzata nel 1645 da Bernardino Gagliardi. Il convento, abbandonato dopo le soppressioni napoleoniche, subì varie destinazioni d’uso e dal 1996 accoglie il museo civico.

collezioni

Il complesso museale comprende l’antiquarium, inaugurato nel 2006 con reperti che attestano l’occupazione del territorio trevano sin dalla tarda antichità, il Museo della Civiltà dell'Ulivo, che documenta i diversi aspetti legati alla produzione e alla cultura dell’olio, la chiesa di San Francesco e la pinacoteca, dove sono esposte opere provenienti dal territorio entrate a far parte della raccolta comunale in seguito alla confisca del patrimonio ecclesiastico dopo l’Unità d’Italia.


Scheletro longobardo Lo scheletro femminile (VI secolo) e parte del suo corredo provengono da una delle tombe della necropoli longobarda in località Pietrarossa. Cena in Emmaus La tela (fine XVI secolo) era collocata nel refettorio del convento dei Cappuccini. La rimozione di due figure femminili, ancora visibili sulla sinistra, fa pensare a una precedente destinazione in un monastero femminile. Incoronazione della Vergine e Santi La pala fu dipinta da Giovanni di Pietro detto Lo Spagna nel 1522 per l’altare maggiore della chiesa di San Martino. La tavoletta centrale della predella, mancante dal secolo scorso, è stata segnalata da Federico Zeri nel 1969 nel Museo di Tuxon in Arizona. Assunzione della Vergine e Santi Commissionata dal cardinale Antonio Barberini, fratello di Papa Urbano VIII, fu dipinta da Vincenzo Turchi detto L’Orbetto nel 1640 circa per la chiesa dei Cappuccini. Scene della vita di Cristo Il trittico della prima metà del XIV secolo è attribuito a Giovanni di Corraduccio e proviene dalla chiesa di Santa Croce in Piaggia. Organo della chiesa di San Francesco L’organo, commissionato dai frati del convento a mastro Paolo Pietro di Paolo di Montefalco nel 1509, è il più antico in Umbria tra quelli definiti da muro. La cantoria presenta dieci comparti dipinti ad olio con Santi.

Redazione a cura della classe II A della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto comprensivo T. Valenti di Trevi a.s. 2012/13

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Umbertide Museo civico di Santa Croce

museo

Il museo civico ha sede dal 1998 nella chiesa di Santa Croce. L’aspetto odierno dell’edificio è il frutto di vari interventi di ampliamento dell’originario oratorio duecentesco, già utilizzato dalla Confraternita di Santa Croce. Tra il 1634 e il 1645 si ebbe l’ultimo e definitivo ampliamento ad opera dell’architetto locale Filippo Fracassini. La facciata infine fu realizzata nel primo Settecento. Nel 1786 la chiesa divenne sede parrocchiale e fino agli anni settanta del Novecento vi si sono celebrate funzioni religiose.

collezioni

Il museo, avendo sede in una chiesa, ha la particolarità di conservare i dipinti nella loro collocazione originaria: la pala della Deposizione di Luca Signorelli sull’altare maggiore e le tele poste sugli altari laterali sono tutte opere commissionate e realizzate per questo specifico contesto. Ambienti contigui alla chiesa ospitano alcune opere provenienti da altre chiese della città tra cui una tela di Nicolò Circignani detto il Pomarancio.


Deposizione dalla Croce La Confraternita di Santa Croce commissionò l’opera a Luca Signorelli nel 1515. La scena centrale della Deposizione è circondata dagli episodi principali della Passione di Cristo. Nella predella sono rappresentati alcuni brani del ritrovamento della Vera Croce. Predica di San Vincenzo Ferrer Il dipinto (1650 circa) raffigura il frate domenicano, vissuto nel XIV secolo, con il suo tipico simbolo iconografico: una fiammella sopra la testa, che si riferisce alle sue focose predicazioni. Predica di San Francesco di Paola Nel dipinto del XVIII secolo, San Michele Arcangelo consegna al santo il segno della Charitas; infatti, oltre ad essere noto come taumaturgo, Francesco di Paola nelle sue prediche affrontava spesso il tema della carità. La Vergine e i Santi Crispino e Crispiniano L’opera, commissionata dalla Corporazione dei Calzolai di Umbertide quando nel 1660 ottenne l’uso perpetuo dell’altare, raffigura i due protettori dei lavoratori del cuoio. Organo L’organo meccanico fu realizzato nel 1837 da Angelo Morettini; la cassa risale invece al 1772. Madonna col Bambino in gloria tra Angeli e Santi La tela fu dipinta da Nicolò Circignani detto il Pomarancio nel 1577 per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco dove è rimasta fino al 1906.

Redazione a cura della classe II B della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Mavarelli-Pascoli di Umbertide a.s. 2012/13

opere principali


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Convenzione Terre & Musei dell’Umbria

Anno scolastico 2012/2013 AMELIA Scuola Secondaria di II grado dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale, Indirizzo turistico L. Einaudi, classe II B

BEVAGNA Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Ten. Ugo Marini, classe II B

CASCIA Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Omnicomprensivo Statale, classi II A e II B

DERUTA Coordinamento per Terre & Musei dell’Umbria Dott. Giulio Proietti Bocchini

Comune di Spello Realizzazione Società Cooperativa Sistema Museo

Supervisione progettuale Dott.ssa Antonella Pinna Regione Umbria Si ringrazia per il prezioso contributo alla riuscita del progetto il dott. Maurizio Tarantino, Direttore della Biblioteca Augusta di Perugia con la gentile collaborazione di

Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Omnicomprensivo Mameli-Magnini, classi II e III TP

MONTEFALCO Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo F. Melanzio, classe I A

MONTONE Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Montone-Pietralunga, classe II A

SPELLO Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo G. Ferraris, classe II C

TREVI Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto comprensivo T. Valenti, classe II A

UMBERTIDE Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Mavarelli-Pascoli, classe II B


Realizzato con il contributo della Regione Umbria


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